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Full text of "Le istitvtioni harmoniche del reverendo Gioseffo Zarlino da Chioggia; Nelle quali; oltra le materie appartenenti alla mvsica; si trouano diciarati molti luoghi di peti, historici, & di filosofi .."

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Gioseq    ^==^ 

Lie   ìFtitvtioni 
Nelle  miali;   ol 
Partenenti   alla 
Venetia,   ADpres 
Senese.    1562. 


NORTH  CAROLINA 


Digitized  by  the  Internet  Archive 

in  2012  with  funding  from 

University  of  North  Carolina  at  Chapel  Hill 


http://archive.org/details/leistitvtioniharOOzarl 


LE   ISTITVTIONI 

HA R MONICHE 

DEL  %EVE%ENDO  M.  GIOSEFFO  Z AITINO 

DA    C  H  I  O  G  G  I  A; 

Nelle  quali  joltra  le  materie  appartenenti 
ALLA  MVSICAj 
Si  trouano  dichiarati  molti  luoghi 

di  Poeti, d'Hiftorici,& di Filofofi; 

Si  come  nel legger le  fi potrà  chiaramente  vedere. 


KoU  [ili  T'iJ'OVJOS , s'i/JV*  !%VH'7r4t»(m 


Con  Priuilegio  dell'Illuftrifs.  Signoria  di  Venetia* 
per  anni  X. 

IN   VENETI  A, 

Apprcflò  Francefco  Senefe ,  al  fegno  della  Pace . 
M    D'   L  X  I  I. 


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ALLO    ILLVSTRISSIMO 

ET  REVERENDISS.  SIGNORE,  IL  SIG.OR 

VINCENZO     D  I  E  D  O 
P<ATRI*ARC^£     DI     VENETI^". 


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ONO  flati  gli  Antichi  Sapienti  di  commuti  parere, 
che  Tutte  le  cofe  ;  per  il  defiderio ,  che  hanno  di  arma- 
re al  loro  principio;  fumo  naturalmente  inchinate  alla 
propia  operatione,  &  a  confeguir  la  perfettione  loro  . 
La  onde  eflendo  la  Scienza  la  perfettione  dell'Intellet- 
to ;  &  l'Intendere,  &  il  Sapere  la  propia  operatione  del- 
l'Huomo,-  mediante  la  quale  viene  a  cógi ungerli  al  fuo 
Principio:  de  qui  nafee, che  ogn'vno  naturalmente  e  tirato  alla  cognitione 
delle  cofe  :  ne  mai  il  fianca,  ne  fatia  ,  di  andare  inuefligando  le  loro  ca- 
gioni ;  &  di  volere  intendere  gli  alti  fecreti  della  Natura  .  Ne  penfo ,  che  a 
quello  lo  fpinga  la  fperanza*  dell' acquiflar  la  cognitione  di  molte  fola- 
mente  :  ma  etiandio  di  vna  folacofa:  perciocheper  conofcerJa  compren- 
de, che  va  caminando  verfo  la  perfettione  ;  &  giudica,  che  iti  ciò  auan- 
zando  tutti  gli  altri ,  fia  cofa  degna  di  molta  lode,  &  honoreuole .  Però  fil- 
mo io ,  che  amando  gli  Huomini  di  tenere  il  primo  luogo  m  alcuna  faculù ; 
di  giorno  in  giorno,  hora  aggiungendo  vna  cofa,  &  hora  vn'alrra;  per  fi 
fatto  modo  le  Scienze ,  &  le  Arti  fiano  crefeiute  ;  che  non  e  pofsibile  quali 
vedere,  da  qual  parte  li  pofia aggiunger  loro  alcuna  cofa  di  nuouo  .  Et  ben- 
ché fi  potrebbe  dire ,  che  ciafeuna  di  efic  habbia  hauuto  quella  ixlicità;  forfè 
per  ilguadagno ,  che  gli  huomini  ne  rierano  ;  tuttauia  fin  qui  mi  par  di  vede- 
re; s'io  non  m'inganno  ;  che  la  Mufica  fia  (lata  poco  auenturata  :  percioche 
quantunque  fi  ritrouino  molti  autori,  che  hanno  fcritto  molte  cofe  della  Sci- 
enza, &  dell'Arte;  nondimeno  l'Huomo  leggendole,  nonne  può  acquiflar 
quella  cognitione,  che  egli  defidera  :  perche  veramente  non  hanno  rocco  a 
fufficienza,  ne  moilrato  cofa  alcuna  di  quelle,  che  fono  di  grande  importan- 
za. La  onde  io,  che  fino  dai  teneri  anni  ho  fempre  hauuto  naturale  inchi- 
natione  alla  Mufica;  hauendo  già  vna  buona  parte  della  mia  età  intorno  la. 
cognitione  di  lei  confumato  ;  auedutomi  di  cotal  cofa  ;  volli  prouare,  s'io  pò 
teua in  qualche  manierale  cofe,  che  appartengono  alla  Theorica,  &  alla 
Prattica,  ritirar  verfo  la  loro  perfettione;  per  far  cofa  giara  a  tutti  coloro, 
che  di  taliacultà  fi  dilettano.  Et  auengacheio  conolce(st,che  quello  era 
ame  troppo graue  carico;  tuttauia penfai,  che  fé  bene  non  era  p?r  ridurle 
al  loro  vltimo  grado  di  perfettione;  almeno  hauerei  forfè  potino  auiai  la  co- 
fa di  maniera,  che  farsi  flato  cagione  di  dar  animo  ad  alcuno  fpiriro  nobile, 
dipanare  ancopiù  oitra.  Il  perche  hauendomi  propollo  comi  fine;  &  ha- 
uendo quelli  anni  Daffari  fcritto  le  prefenti  ISTITVTIONI,  le  qua- 

*      2  liinfe- 


li  infegnano  le  cofe  appartenenti  all'vna ,  &  all'altra  delle  nominate  parti  ;  fti- 
molato  da  gli  amici  miei ,  che  giudicarono  potere  elTere  vtili  alli  Studioii  ; 
mi  e  paruto  di  douerle  mandare  in  luce  ;  dedicandole  alla  Uluflrils.  Se  Reue- 
rendifs. S.  V.  Et  a  ciò  fare  mi  fono  mollo  primieramente;  per  moftrarein 
oualche  parte,  quanto  io  redi  obligato  alle  amoreuolezze  inoltratemi  da 
lei  :  Dapoi  ;  perche  fé  perauentura  furie  alcuno  di  animo  tanto  maligno;  che 
non  hauendo  riipetto ,  ch'io  lo  faccia  con  proponimento  di  giouare  altrui;  fi 
monelle  a  biaiimar  quefle  mie  fatiche  ;  almeno  furie  affretto  ad  hauer  riguar 
do  all'Illuftrifs.  nomedicjuel  Signore,al  quale  fono  fiate  dedicate.  Siaggiun 
gè  oltra  di  ciò  ;  che  hauendo  la  lingolar  prudenza,  la  giuftitia,  la  religione  & 
la  benignità  ;  cofe  in  lei  da  tutti  conofeiute,  &  lodate;  panunto  in  me  vna  in- 
credibile riuerenza ,  &  diuotione  ;  io  non  haueua  altra  via,  ne  modo  da  poter 
la  dimoiìxare  .  Ne  fi  può  veramente  hauer  dubbio  delle  angolari  virtù  di 
V.  S.  Illuflxifs.cx:  Reuerendifs.  ;  poi  che  ne  e  flato  fatto  chiara  teftimonianza 
da  quello  fapientifsimo  Senato  ;  il  quale,  per  molte  efperienze,  hauendo  co- 
nofeiuto,  quanto  ella  era  prudente  ne  i  gouerni  della  Republica;  fi  nella  cit- 
tà, come  di  fuori,  nei  reggimenti  di  Verona,  Si  ài  Vdine;  vltimamente  ritro 
uandofi  in  Padoua  di  magiftrato ,  eflendo  feguita  la  morte  del  Reuerendifs. 
Contarino  ;  giudicandola  degna  di  tanto  honore ,  la  eleile  Patriarca  di  Vene 
tià .  Et  quantunque  gli  honori  confeguiti ,  il  più  delle  volte  fogliono  mutare 
gli  animi ,  Se  li  coflumi  de  gli  huomini  ;  tuttauia  fé  bene  ella  e  peruenuta  a  11 
honorato  grado,  non  e  però  mutato,  o  feiemato  in  lei  punto  della  bontà  del- 
l'animo fuo;  anzi  di  gran  lunga  e  accrefeiuto;  come  lì  può  chiaramente  ve- 
dere :  che  incontinente,  che  ella  hebbe  confeguito  cotal  dignità,  lì  riuolfe  pri 
mieramente  ad  adornare  la  Chiefa  ;  Si  dipoi,  con  grandifsima  fpefa  a  riparare 
il  Palazzo ,  che  già  incominciaua  andare  in  ruina .  Ma  fi  come  di  continouo 
ella  nò  cella  di  rinouare,  Se  adornar  la  chiefa  materiale  ;  cofi  di  giorno  in  gior 
no  (il  che  è  fegno  euidentifsimo  di  religione,  Se  di  charità)  non  rclìa  di  foue- 
nire,  &  di  follcuar  la  fpirituale;  porgendo  continouamente  aiuto  alli  Poueri; 
non  tanto  a  quelli  della  fua  città,  quanto  anche  alli  foreflieri  ;  &  a  quelli ,  che, 
partendofi  dalla  infedeltà  vengono  al  Chriflianefìmo  :  Et  come  vigilante  pa- 
llore, &  diligente  agricoltore,  &  cultode  della  Vigna  del  Signore,  attende  a 
prouedere,  che'l  fuo  gregge  non  fia  da  i  Lupi  offefo  :  Se  che  da  quefta  Vigna 
nano  leuati  li  rami  non  buoni  ;  oueramente  gouernati  di  manierarne  diuen- 
gano  fruttuoiì .  Tutte  quelle  cofe  veramente  fanno  chiarifsima  fede  al  Moti 
do  delle  fue  rare  virtù  ;  le  quali  mi  hanno  mollo  a  dedicarle  quefle  mie  fati- 
che ;  quali  elle  fi  fiano .  Et  fé  bene  il  dono  e  picciolo ,  rifguardi  almeno  la  of- 
feruanza  dell'animo  mio  verfo  lei ,  la  quale  e  infinitamente  grande . 

Di  V.  S.  Uluftr.  Se  Reuerendifs.™ 

Seruitorc  affcttionatifsimo 
Giofeffo  Zarlin». 


TAVOLA  DI  TVTTE   LE  MATERIE    PRINCIPALI 
che  fono  contenute  nell'Opera. 

Nella  Prima  parte  fi  contiene 

L  Proemio  Facciata  i 
Della  origine ,&  certezza  della  Mufica-  Cap.  i. faci 
Delle  laudi  della  Mtifica  Cap.z.q 
iA  che  ime  la  Muficafi  debba  imparare  Cap.  3 . 8 
Dell'ytile^chef  ha  detla  Mufica,  &  dello  ftudio,che  yì  douemo porre ,  ^  in 
qual  modo  1 farla  Cap.q.% 
Quello  che  fta  Mufica  in  yniuerfale,  &  della  pia  diuifone  -  Cap.  5.10 
Della  Mufica  mondana  Cap. 6. 11 
Della  Mufcahumana  Cap.-j.i6 
Della  Mufica  piana  &  mìfurata ,  0  yogliono  dire  Canto  fermo  ,&  figurato  Cap.8.18 
Della  Mufica  Rththmica ,  &  della  Metrica  Cap.$.  1 9 
Quello  che  fa  Mufica  in  particolare, &  perche  fa  cofi  detta  Cap.  10.19 
Diuifione  della  Mufica  in  Speculatimi,  &  in  Prattica  ;  per  tatuale  fi  pone  la  differenza  tra'l 
>  Muf  co, &•  il  Cantore  Cap.11.10 
Quanto  fia  neceffario  il  Numero  mlle  cofè;  &che  cofafia  Numero;  &fe  l'Vnità  è  numero  Cap.  11.21 
Delle  yarie  fpecie  de  Numeri  Cap.  13.12, 
Chedal numero  Senariofi  comprendeno  molte  cofe della  Natura ,  &  dell'^frte  Cap.  1 4.2  3 
Delle  Propietà  del  numero  Senano  ,&  delle  fue  parti  ;&  come  in  effe  fi  ritroua  ogni  confa- 
lianxa  mu ficaie  .-.  .  Crfp.15.25 
Quel  che  fa  Confonanzafemblice,  e  Compoda  ;&  che  nel  Senariofi  ritrouino  le  forme  di  tut- 
te le  femplici  confonanze  ;  &  onde  habbia  origine  l'Ejfachordo  minore  Cap.  1 6. 1 7 
Della  Quantità  continoua,&  della  di/creta  Cap.  17.28 
Del  Soggetto  della  Mufica  Cap.  18.28 
Qitello  che  fa  Numero Jonoro  Cap.  1 9. 1 9 
Per  qual  cagione  la  Mufica  fa  dettafubalternata  all'<Arithmetica,  &>  mezana  tra  la  mathe- 
matica^ la  naturale  _  Cap.  2  o.  3  o 
Quel  che  fa  Proportione ,  &  della  fta  diuifone  Cap.  21.31 
In  quanti  modi  f  compara  l'yna  quantità  all'altra  Crfp.22.31 
Quel  che  fa  Parte  aliquota ,  &  non  aliquota  Cap.  23.33 
Della  produttione  del  genere  Moltiplice  Cap.  2  4. 3  3 
Quel  che  fa  Denominatore ,  &  in  qual  modo  f  ritroui;  &  come  di  due  propcfle  propor- 

tionì  f  poffa conofeere  la  maggiore ,0  la  minore  Cap.  15.34 

Come  nafea  il  genere  Superparticolare  Cap.i6.t6 

Della  produttione  del  genere  Superpatiente  Crfp.27.3  6 

Del  genere  Moltiplice  fuperp  articolare  Crfp.28.37 

Della  produttione  del  quinto  &  yltimo genere,  detto  Moltiplice  fùperpartiente  Cap.  29.38 

Della  natura  &  propietà  de  ijòpranomtnati  generi  CrfS.30.39 

Del  Moltiplicar  delle  Proportioni  Cap.  3 1 .4 1 

il  fecondo  modo  di  moltiplicar  le  Proportioni  *•""/>■$  J-45 

Del  Sommare  le  Proportioni  Cap.  3  3 .4  3 

Del  Sottrare  le  Proportioni  Cap.  3  4.4 4 

Del  Partire,  0  Diuidere  le  proportioni,^  quello  che  fa  Proportionalitd  Cap.  35.45 

Della  Proportionalità,  0  Diuifone  anthmetica  Cap.  z  6.4.6 

Della  Diuifone ,  0  Proportionalità  geometrica  Cap.  3  7.47 

*  3          In 


Tauola 

In  qual  modofipcffa  cattare  la  Radice  quadrata  da  t  Numeri  cap.  38.49 
Della  diuifione,  ouero  Proportionalità  harmonica  cap.  3  9. <;  o 
Con fideratwue [opra  quello,chefi  è  detto  intorno  alle  Proporzioni,  &  Proportionalità  c«p.^  o.  J  1 
Che  il  Numero  non  è  cagione  propinqua.  ,&  intrinfeca  delle  Proporttom  niiijicali,ne  meno  del- 
le Confinanze  c.tp.41.54 
"Della  inuenmne  delle  Radici  delle  proportìonì  cap.41 . 5  5 
In  che  modofipoffa  ritrottar  la  Radice  di  più  proportioni  moltiplicate  infiemt  cap.q.  3 . 5  6 
Della  Prona,  di  ciascuna  delle  fopramojlrate  opcrationi  off  .44. 5  7 

Nella  Seconda  parte  fi  narra 

ViA NTO  la Mufica  fta  {lata  da  principio  femplice , roz,X* t  &  poue - 

ra  di  con  finanze  cap.  i.fac.^  8 

Perqual  cagione  gli  antichi  nelle  loroharmonte  non  yf afferò  le  confinanti; 

imperfette  ,&  Pithagora  yietafje  il  pajjare  oltra  la  Quadrupla  cap.  1.60 

Dubbio  [opra  la'jnuentione  di  Pithagora  cap.  3.61 

Della  Mufica  antica  cap.q.óz 

Le  materie  che  recitauano  gli  antichi  nelle  loro  canzoni,  &  di  alcune  leggi  mufcali  cap.  5.6$ 

Quali  fiano  flati  gli  antichi  M tifici  cap.6.67 

Quali  cofe  nella  Mufica  habbiano poffanza  da  indurre  thuomo  in  diuerfepaflioni  cap-7'7  ° 

In  qualmodo  la  Melodia,^-  d  Numero  pofimo  muouer  [animo,  dtfyont  idolo  a  yarij  affetti;  & 

tndur  nell'huomo  yarij  coflumi  cap.S.j  3 

In  qual genere  di  Melodia  fiano  flati  operati  li  fipranarrati  effetti  cap.9.7  J 

DeÙi  Suoni,  &  delle  Voci,  <&  in  qualmodo  nafchmo      .  cap.  10.77 

Dachenafconoifuomgrauiy&dacheglt  acuti  .'.  cap.xi.ji 

Quel  che  fia  Con  finanza ,  Dijfonanz* ,  H armonìa ,  gjr1  Melodia  cap.  11.79 

Diuifioiie  delle  Voci  cap.  13.80 

Quel  che  fia  Canto ,  &  Modulinone ,  &  in  quanti  modi  fi  pub  cantare  cap.  1 4.  g  1 

Quel  che  fia  Internatio,  &  delle  fite  jpecie  cap.  15.8» 

Quel  che  fia  Genere;et  di  tregenen  di  Melodiafi  catilena  appreffogli  antichi;»  delle  lorojpecìe  cap.  1  <J.  8  z 
Per  qual  capone  ciafcuno  degli  Interualli  ritenuto  ne  i  moflrati  Tetrachordifia  detto  Inc'opojìo.cap.  17.86 
In qualmodo  fi  pofj a  accommodare  alla  fua  proportione  qual  fi  yoglia  confonanzg ,  ouero  in- 

teruallo  cap.t^.26 

Vn  altro  modo  di  accommodare  le  con  finanze  alla  loro  proportione  cap.  19.88 

In  qual  modofipoffi  ydire  qual  fi  yoglia  confinanza  accommodata  alla  firn  proportione  cap.  10.89 

Del  Moltipllcar  le  confinanze  cap.i  1.90 

Del  fecondo  modo  di  moltiplicar  le  con  finanze  cap.i  1.9 1 

In  qual  modo  fi  diuida  rationalmente  qualunque  fi.  yoglia  confonanz* ,  ouero  internatio  cap.  13.93 

In  qual  modo  fi  poffa  dmidere  qual  fi  yoglia  interuallo  muficale  in  due  parti  equali'.  cap.  1 4.  9  j 

Vii  altro  modo  di  diuidere  qual  fi  yoglia  confonanz*  >  onero  internatio  muficale  in  due ,  onero  in 

più  parti  equalt  cap.zf.  94 

In  qual  modo  la  Confonanzg  fi  faccia  diuifibile  cap.  16.  96 

Quel  che  fia  Monochordo;&  perche  fia  cofi  chiamato  cap.zj.  57 

Della  Diufione ,  ouero  Ordtnatione  del  Monochordo  della  prima  fpecie  del  genere  diatonico, det - 

ta  Diatonico  diatono;  del  nome  di  ciafcuna  chorda  ;  &  chi  fu  l'inuentore  di  quefio  Cenere, 

&  del  fio  ordine  cap.  18.97 

Che  gli  {Antichi  attribuirono  alcune  chorde  de  i  loro  ìfìrumenti  alle  Sphere  celefli  cap.  19.  1  o  1 

In  che  modo  le  predette  Sedici  chorde  fiano  fiate  da  1  Latini  denominate  cap.  30.  103 

Confideratione  [opra  la  modrata  Diuifione ,  ouero  Ordinatane  ;  &  fiprale  altre  ffecie  del 

genere  Diatonico  pofledaTolomeo  cap.$i.  ioj 

De 


Tauola 

Del  genere  Cbromatico  ;&  chi  fa  fato,  il  fuo.  mentore  ;&  in  qual  maniera  lo  potejfe  tro- 

uare  cv«p.  32,108 

Viuifione  del  munochordo  cbromatico  cap.  3  3 .  n  i 

Confderatione  [opra  U  moftrata  diuifone  i  fy*  [opra  alcune,  altre  fyecie  di  quello  genere ,  ritro- 
vate da  Tolomeo  cap.  34.113 

Chi  fa  flato  l'muentore  del  genere  Enharmonica  cap.  3  5 .  1 1 4 

Ditti fione  ,0  compofitìone  del  monochordo  Enharmonico  cap.$6.  115 

Confderatione  fopra  la  mojìrata  partitone ,  onero  compofitìone  i  &  [òpra  quella  Specie  di 

queflo  genere ,che  ritrouh  Tolomeo  cap.  37.117 

Della  compofitìone  del  Monochordo  Diatonico  diafano ,  infpeffato  dalle  chorde  Cbromatiche, 

&  dalle  Enharmoniche  cap.}  2.  118 

Che'l  Diatonico  fintano  diTolomeofia  quello,  che  ha  il fuaeffere  naturalmente  dai  numerihar- 

monici  cap.  39.  no 

Della  diuifione  del  Monochordo  Diatonico  fintano  ,  fatta  fecondo  la  natura  de  i  numeri  fo- 

nori  cap,  40  .113 

Che  ne  gli  1  frumenti  artefciali  moderni  non  fi  adopera  alcuna  delle  j]>ecie  Diatoniche  moftra- 

te  cap.  41.  12  j 

Quel,  che  fi  dee  offeruare  nel  temperare  ,ouero  accordare  gli  Infermili  di  ciaf  uno  frumen- 
to artefciale  moderno  ,nducendo  il  numero  delle  chorde  del  Diatonicofntono  a  quello  del  Dia- 
tono  ;  &  che  tali  wteruaUi  non  fi ano  naturali:  ma  fi  bene  accidentali  cap.  42 . 1 2  6 

Dimojìratione  dalla  quale  fi  puh  comprendere ,  che  la  fopramoflrata  Partecipatone  3  0  Diflrì- 

butionefa  ragioneuoimente  fatta  ;  (9*  che  per  altro  modo  non  fpoffa  fare  cap.q  3.128 

Della  compofitìone  del  Monochordo  diatonico  equalmente  temperato ,  0*  ridutto  al  numero 

delle  chorde  Ptthagorice  cap.  44. 131 

Se  nelle  Canzoni  fegmtiamo  cantando  oli  interualli  produtti  da  i  veri ,  &fonorì  numeri ,  one- 
ro li  moflrati;&  della  folutìone  di  alcuni  altri  dubbij  cap.4  $.135 

Della  infpejfatione  del  Monochordo  Diatonico ,  dalle  chorde  delgenere  Cbromatico  cap.46. 137 

In  che  maniera pofiamo  infpeffare  ddetto  Monochordo  con  le  chorde  Enharmoniche  Ofp.47. 139 

Che  è  più  ragioneuole  dire,  che  gli  interualli  minori  naf chino  dalli  maggiori;  che  dire,  che  i 
maggiori  fi  componghwo  delli  minori  ;  &  che  meglio  è  ordinato  l'Ejfachordo  moderno, 
che  il  Tetr acborda  antico  Crff.48.142 

Che  ciafeuno  delli  Ceneri  nominati ,  fi  può  dire  Genere,  &  Specie  ;&  che  ciafeun  altra  di- 

uifione ,  ouero  ordtnatione  defuouifa  -vana,  &  inutile  cap,  49. 143 

Per  qual  cagione  le  Confonanxe  hanno  maggiormente  la  loro  origine  dalle  Proportioni  di  mag- 
giore inequalità,  che  da  quelle  di  minore  cap.f  0.144 

Dubbio  fopra  quello ,  chef  è  detto  cap.  51.14$ 

Nella  Terza  parte  fi  ritroua. 

V  E  L  chi  fa  Contr  apunto, <&  perche  fa  cof  nominato  gap.  1 .  fac.  147 

Della  inuenttone  delle  Cbiaui,&  delle  Figure  cantabili  cap.z.  148 

Degli  Elementi ,che  compongono  il  Contrapunto  cap.  3.149 

Dtuifione  delle  fopramoflrate  fpecie  cap.±,  151 

Se  la  Quarta  è  confonanxa;  &  donde  auiene,che  li  Mufici  non  l'habbiano  vfa- 
tafi  non  nelle  compifitionì  di  più  voci  cap.  5 . 1 J  2 

Diuifone  delle  confinante  nelle  Perfette ,  &  nelle  Imperfitte  cap,  6. 1 5  3 

Che  la  Quarta&  la  Quinta  fono  me%ane  tra  le  confonanxe  perfette  ,&<  le  imperfetti  cap.j.  154 

Quali  confonanxs  f  ano  più  piene ,  &  quali  più  -vaghe  cap.S.  155 

Della  differenza  chef  troua  tra  le  confonanxs  Imperfette  cap.f.  155 

Della 


Tau  ola 

Della  frropfetà ,  o  natura  delle  confinatile  Imperfette  cap.  10.156 

Ragionamento  particolare  intorno  all'Vmfono  cap.  1  1 . 1 5 1 

Della  Prima  consonanza;  cioè  della  Diapafon,  onero  Ottaua  cap.  P..158 

Della  Diapente,  ouer  Quinta  cap.  15.155» 

Della  Diateffaron,  ouer  Quarta  cap.  1  4.  1  60 

Del  Ditono,  ouer  Terza  maggiore  cap.  15.161 

Del  Semiditono  3  ouer  Terza  minore  cap.  1 6. 1  6z. 

Dell'vttle, che  apportano  nella  Mufrcagli  Interualli  diffonantì  cap.  1 7. 1 6  z 

DelTuono  ma<ro-tore,&~  del  Minore  cap.i  2.i6z 

TI- 

Del  Sernit nono  maggiore ,  &  del  minore  cap.  1 9. 1 64 

Dello  Ejfachordo  maggiore,  ouero  Sefla  maggiore  cap.  z  o.  1 6  5 

Dello  Ejfachordo  minore ,  ouer  Sefla  minore  cap.  11.166 

Della  Diapente  col  Ditono  ;  ouero  dt  Ila  Settima  maggiore  cap.  22.166 

Della  Diapente  col  Semiditono ,  ouero  della  Settima  minore  cap.  23.167 

In  qual  maniera  naturalmente,  0  per  accidente, tali  interualli  da  i  Prattici  alle  yolte  fi  ponghino 

fuperflui ,  0  diminuti  cap. z 4. 1 68 

De  gli  effetti  che  fanno  quefli  fegnì  t)  •  b  ■  &  S?  cap.z  5.170 

Quel  chef  ricerca  in  ogni  Compofmone,  &  prima  del  Soggetto  tap.  z6.tyi 

Che  le  Compoftiom  fi  debbeno  comporre  primieramente  di  Confònanze, &  dipoi  per  accidente 
1  di  Dijfonanze  cap.zj.iyz 

Chef  debbe  dar  principio  alle  compoftioni  per  vna  delle  confònanze  perfette  cap.  28.173 

Che  non  fi  de  porre  due  Confònanze,  contenute  [otto  vna  iflejfa  proportione  ,1'vna  dopo  l'altra 

afrcendtndo ,  ouero  difendendo  fenza  alcun  mezo  cap.  29.176 

Quando  le  parti  della  cantilena  hanno  tra  loro  H armonica  relatione  ;  &  in  qual  modopotcmo 

vfare  la  Semidiapente ,&  il  Tritono  nelle  compoftioni  cap.  3  o.  1 7  9 

Che  rifletto  fi  de  hauere  agli  Interualli  relati  nelle  compoftioni  di  più  foci  cap.  3  1 . 1 8 1 

In  qual  maniera  due,  0  più  Confònanze  perfette ,  ouero  imperfette ,  contenute  fotto  Dna  ifleffa 

forma,  fi  posino  porre  immediatamente  l'vna  dopo  l'altra  cap.$  2.1 82. 

Che  due,  opiù  Confònanze  perfette, ouero  imperfette ^contenute  fotto  diuerfe  forme  ,pofle  imme- 
diatamente l'yna  dopo  l'altra  fi  concedalo  cap.  33.183 
Che  dopo  la  Consonanza  perfat a  jìà  bene  il  porre  la  imperfetta  :  ouero  per  il  contrario  cap.  3  4. 1  8  3 
Che  le  parti  della  Cantilena  debbeno  procedere  per  moutmenti  contrarij  cap.  35.184 
In  qual  maniera  le  parti  della  Cantilena  pof  ino  infreme  afeendere,  0  difendere  cap.  3  6. 1  8  4 
Chef  debbe  fchiuare ,  più  che  fi  puh ,  li  Moutmenti  feparati  ;  &fimilmente  le  DiQanze ,  che 

poflono  accafeare  tra  le  parti  della  cantilena  cap.  37.187 

In  qual  maniera  fi  debba  procedere  da  yna  Confonanza  all'altra  Cap.  38.187 

In  qual  maniera  fi  debba  terminare  ciaf  cuna  cantilena  cap.  3  9 . 1 5)  I 

//  modo,chefr  de  tenere  nel  far  li  Contraputiti  [empiici  a  due  voci,chiamati  a  Nota  cantra  No- 
ta cap.^.o.  191 
Che  nelli  Contrapuntifi  de /chinare  gli  Vnifoni ,  più  chefipuote  ;  &  che  non  fi  de  molto  di  lun- 
go frequentare  le  Ottaue                                                                                             cap.q1.19q. 
Delli  Coittrapunti  diminuiti  a  due  yoci;  &  in  qual  modo  fi  pofìino  vfare  le  Diffonanzt          cap.qz.  1 9  5 
Il  modo,che  ha  da  tenere  il  Compofitore  nel  fare  li  contrapuntifopra  vna  Parte,  0  Soggetto  di- 
minuito                                                                                                             cap.  43. 200 
che  non  è  necejjario,  che  la  parte  del  Soggetto,^  quella  del  Cotrapunto  incomincino  itifieme  cap.qq.  202 
Che  le  Modulatwm  debbeno  effere  ben  regolatezza*  quel  che  dèojferuare  dCantante  nel  can- 
tare                                                  •••                                                               cap.q<j.zo$ 
Che  non  fi  de  continóuare  molto  dt  lunvo  nelgraue,  0  nell'acuto  nelle  modulazioni                   cap.  46. 205 
Che'l porre  vna  Difjananza ,  ouero  vna  Paufa  di  minima  tra  due  Confònanze  perfette  di  vna 

iftejjajpecie^che  ajcedino  tnfreme,o  dtfcendino, non  fri, che  tali  confonàze  no  frano  replicate,  cap.qj.z  o  5 

Della 


cap. 5  8. 

23S 

atp.59. 

141 

cap.6o. 

M-1 

cap.61. 

146 

cap.6z. 

251 

cap.65. 

155 

Tauola 

Bella  Battuta  cap.^t.zoj 

Della  Sincopa  cap.  49. 2  09 

Dei/e  Prf«/e  cap.^o.z 1 1 

Dei/e  Jwgta ,  0  Confequenze,  onero  Reditte,  che  dire  le  yo^liatno  cap.  51.212 

Delle  Jmitatiom  ;  &  quello ,  che  elle  fiano  cap.  52.217 

Della  Cadenza  ;  quello  che  ella  fia  ;  delle  fue  fpecie  ;  &delfuo  yfo  cap.  53.221 

il  modo  di  fuggir  'e  Cadenze  ;  &  quello ,  che  fi  ha  da  ojferuare ,  quando  il  Soggetto  farà 

il  mouimento  di  due  ,0  più  gradi  cap.  5  4. 2  2  6 

Quando  è  lecito  di  yfare  in  yna  parte  della  Cantilena  due,,  opiù  yolte  yn  paffaggio ,  &  quan- 
do non  cap.-)  5.227 
Delli  Contrapunti  doppij  ,  &  quello  che  fiano  cap.  5  6. 2  2  f 
Quel  che  de  ojferuare  il  Contrapuntida  altra  le  Regole  date  ;  &  di  alcune  licenze ,  che  pub  pi- 
gliare c^.57.234 
//  modo ,  che  fi  ha  da  tenere  nel  comporre  le  cantilene  a  più  di  due  yoci  ;&  del  nome  del- 
le parti   . 
Delle  cantilene, che  fi  compongono  a  Tre  yoci  ;  &  di  quello, che  fi  de  ojferuare  nel  comporli 
In  qual  maniera  la  Quarta  fpoffa  porre  nelle  compoftioni 
Regole  in  commune 

Delle  y arie  forti  di  contrapunti  ;  &  prima  di  quelli,  che  fi  chiamano  Doppij 
Delli  contrapunti  a  Tre  yoci ,  che  fi  fanno  con  qualche  obligo 
Quel  che  fi  de  ofjeruare,  quando  fi  'volejfe  fare  yna  Terza  parte  alla  fproueduta  [òpra  due 

altre  proporle  cap.  64. 2  5  8 

Quel  che  bifogna  ojferuare  intorno  le  compoftioni  di  quattro ,  0  di  più  yoci  cap.  6j~z6o 

^Alcuni  auertimenti  intorno  le  compoftioni, che  fi  fanno  a  più  di  Tre  yoci  cap.  6 6. z  6  3 

DelTempo,  del  Modo,  &  della  Prolatione;  &  in  che  quantità- fi  debbino  finire ,  0  numerare 

le  Cantilene  cap.6j.z6% 

Della  perfettione  delle  Figure  cantabili  cap.62.zjo 

Della  imperfettione  delle  Figure  cantabili  V  Cap.  6  9.27  3 

Del  Punto  ;  delle  fueffecie  ;  &  delli  jùoi  effetti  cap.  70.274 

Dell'Vtile,  che  apportano  li  mojlrati  ^Accidenti  nelle  buone  harmonie  cap.j  5.277 

Delle  Chorde  communi  .,.&  delle  Particolari  delle  cantilene  Diatoniche ,Chromatiche ,& 

Enharmoniche  ,~.  cap.-jz.zSo 

Se  li  Due  yltimi  Generi  fi  poffono  yfare  femplici  nelle  lor  chorde  naturali,  fenza  adoperare  le 

chorde  particolari  delliGeneri  mojlrati  •;  cap.j5.z81 

Che  la  Muficafipuo  yfare  in  due  maniere;  &  che  le  cantilene,  che  compongono  alcuni  de  i  mo- 
derni, non  fono  di  alcunvdellt  nominati  Generi  «0.74.282 
Che'l  Diatonico  pub  procedere  nelle  fue  modulationi  per  gli  infermili  di  Terza  maggiore  ,0  di 

minore;  &"  che  ciò  non  faccia  yariatione  alcuna  digenere  cap.j  5.283 

Che  oue  non  fi  ode  nelle  compofitione  alcuna  yarietà  di  H armonia ,  iui  non  pub  effere  varie- 
tà alcuna  di  Genere  Crft1.76.285 
Dell'ytile,che  apportano  li  predetti  dtie  Generi  ;  &  in  qual  maniera  fi  pofiino  yfare ,  che  fac- 
cino buoni  effetti  Crff.77.285 
Ver  qual  cagione  le  Compoftioni,  che  compongono  alcuni  moderni  per  Chromatiche  fac- 
ciano tnfìi  effetti  crf^.78.287 
Delle  cofe,  che  concorreuano  anticamente  nella  compofitione  de  i  Generi                             cap.ny.z  8  9 
■Opinioni  delli  chromatiUt  ributtate                                                                          cap.  80.290 

Nella 


Tauola 

Nella  Quarta,  &  Vltima  parte  fi  dichiara 

VEL  LO, chefia Modo  cap. i fa e. 293 

Che  li  Modi  fono  (lati  nominati  da  moki  diuerfàmente  ;  £7*  per  qual  cagio- 
ne crfp.2.298 
Del  Nome  ,&  del  Numero  deUi  Modi                                               Mp.3.299 
Degli  Inventori  delli  Modi                                                              cap.q.  300 
Della  Natura,  0  Propietà  delli  Modi                                                                               cap.  5 . 3  o  r 
Dell'Ordine  de  i  Modi                                                                                                «/>.<>. 3  04 
Che  ì'Hipermifìolidio  di  Tolomeo  non  è  quello ,  che  noi  chiamiamo  Ottauomodo                    cap.-j.  306 
In  qual  manieragli  ^Antichi  fiegnauano  le  chorde  de  1  loro  Modi  cap.  8. 3  o  7 
In  qual  maniera  s'intenda  la  Diapafon  effiere  harmonicamente ,  ouero  aritmeticamente  me- 
diata                                                                                                                   crfp.9.308 
Che  li  Modi  moderni  fono  necefifiarìamente  Dodici  ;  &  in  qual  maniera  fi  dimoflri                cap.  1  o.  3  o  9 
yAltro  modo  da  dimotlrare  il  numero  delli  Dodici  Modi                                                    cap.  11.311 
Diuifione  delli  Modi  in  ^Autentichi ,  &  Piagali                                                            cap.  12.315 
Delle  Chorde  finali  di  ciafcun  Modo  ;  &  quanto  poffa  aficendere,  0  difeendere  di  /òpra,  &  di  fiot- 
to le  nominate  chorde                                                                                            cap.  13.314 
Delli  Modi  communi,  &  delli  Mifli                                                                             cap.  1 4. 3  1  j 
yAltra  dmifwne  deìlx  Modi;  &  di  quello ,  che  fi  ha  da  ofifitruare  in  ciaficimo ,  nel  comporre  le  can- 
tilene                                                                                                                 cdf.15.315 
Se  col  leuare  da  alcuna  cantilena  il  Tetrachordo  Diezeugmenon  ;  ponendo  il Synememion  infilo  }, 
luogo,  rejìando  gli  altri  immobili  ;  t»  Modo  fi  poffa  mutare  nell'abro                           Cap.  1 6. 3 1 7 
Della  Trafportatwne  delli  Modi                                                                                cap. 17.319, 
Ragionamento  particolare  intorno  al  Primo  modo;  della fiua  Natura;deIlifùoi  Principìj;^  del- 
le fiue  Cadenze                                                                                                      cap.  18.326 
Del  Secondo  Modo                          '.'                                               V                       cap.  1 9. 3  2  % 
Del  Terzo  modo                                                                                                       cap.  2  0.3  2  j. 
Del  Quarto  modo                                           n            .',                                           Cdf.21.324 
Del  Quinto  modo               V                                                                        ,\                Cdp.22.32j. 
Del  Seflo  modo                               .'.                                                                       cap.  2  3 . 3  2  6 
Del  Settimo  modo                                                                     .*.                             cdp.  2  4. 3  27. 
Dell'Ottauomodo                                            V                                                        cap.z1.318 
Del  Nono  moda                                                                                                      cap.  1 6. 3  2  9 
Del  Decimo  modo                   V                                       .".                   V                  cdp. 27.3  31 
Dell'Vndecimo  modo                                                                                                     cap.  18.333 
Del  Duodecimo  modo                                                                                               cap.  z  9. 3  3  4 
Quello,  che  de  ofifitruare  il  Compofìtore  componendo;  &  in  qual  maniera/i  habbia  da  far  giu- 
dizio delli  Modi                                                                                                   cap.  30.531? 
Del  modo,  chef  ha  da  tenere,  nell'accommodar  le  parti  della  cantilena  ;  &  delle  ejhremità  loro  ; 
&  quanto  le  chorde  efilreme  acute  di  ciafcuna  di  quelle,  che  fono  pofie  nell'acuto,  pofitno  efifier 
lontane  dalla  eflrema  chorda,  poila  nelgraue  del  Concento                                           cap.  31.337 
In  qual  maniera  le  H armonie  fi  accommodmo  alle  foggette  Parole                                      cap.  32.359 
il  modo,  che  fi  ha  da  tenere,  nel  porre  le  Figure  cantabili  fiotto  le  Parole                              cap.  35.340 
Delle  Legature                                                                                                              cap.  3  4. 3  4  2- 
Quel,  che  debbe  hauere  ciafcuno,che  defidera  di  yenire  a  qualche  perfiettione  nella  Mufiica       cap.  35.343 
Della  fallacia  de  1  Sentimenti  ;  &  che'l  giuditio  non  fi  dì: fare  follmente  col  loro  mezo  :  ma  fi  de 

accompagnarli  la  ragione  cap.  5  6. 5  4  4 


Errori  da  correggere  incorfì nel  {lampare . 


Nella  facciata  4.  linea  1 3  leggi ,  fi  fa  infalibilmente. 

10.  l'inuitano  benefpeflb. 

5.  in  lui,  &  che  di  ella. 
25.   Calliope  precorafpirate. 
20.  continouare  infinito»  aggiungédoui. 
nella  figura  tra  i  numeri  6.  &  4-in  luogo  di 

Diateflàron,  li  legge  Diapente. 
28.  una  Greggia. 
14.  li  corpi  fonori  fono. 

11.  dalle  loro  parti. 
25.  nelli  Tralorocompolli . 
6".     a  banda  delira  ciafcun. 
9.     il  minor  termine. 
23.  none  confiderata  fé  nò  per  accidcte . 
1 .     dico  che  primieramente . 
27.  tra  quelli  termini. 
31.  le  loro  pafsioni. 
25.  fottopofli  cinque  termini. 

6.  Numeri,  &  delle. 
<h?mpiiv . 

non  hauerefimo  uaria  la  Melopeia . 


6. 

9- 
12. 

21. 
25. 

28. 
30. 
35. 
38. 

43- 
4?- 
48. 

50. 

53- 

55- 

5*- 

58. 
64. 
68. 

76. 
85. 
88. 

104. 

IOo. 

ni. 
114. 
119. 
11 4. 
114. 
120. 
116. 

J3  3- 
136. 
158. 
139. 
14;. 


36-, 

32. 

44' 
19 

1 1, 


dall'acuto  al  graue. 


'-5- 
37- 
9- 

3^- 

?I. 


contcnerebbe  tre  parti . 

35.  è  la  Quarta, 
io",  uolfe ancora. 
14.  &  la  quinta, 
io.  Nete  fynemennon. 
14.  Paramefe. 

Paranete  fynemennon  diatonica . 
dalla  banda  finiftra. 
di  una  fettima  parte, 
la  a  a,  fé  non. 
ritornano  alla  lòr. 
di  una  parte  del. 
3  ó.Sleffe  infpefTare . 

47.  potuto  uedere:  i  quali  fono  le  parti 

delle  Quantitàfonorexomealtro- 

u  e  habbiamo  ueduto . 

160.  la  parte  graue  del  fecondo  effempio  uuole 

hauerelachiauedi  C  nella  quarta 

linea. 

I.  Seconda  minore;  come. 

II.  cap.15.deUa. 
&  la  chiane  di  F  del  fecódo  eflempio  uuol 

ilare  nella  quarta  linea  della  parte 
graue. 
34.  cap.  1 5. della. 


165. 
166. 


166. 


167. 


167. 
181. 
190. 
192. 
205. 
206. 


107. 

2l3. 

129. 
230. 
231. 
250. 

269. 
271. 

281. 

284. 
185. 


298.  4 


303, 


306.  28 

514. 

318. 

322. 

5  3  5- 

344' 


uoltando  il  libro,  &  leggendo  tutto'l  fe- 
condo eflempio  alla  riuefeia ,  torne- 
rà bene. 

19.  cap.15.deHa. 

13.  noi  chiamiamo. 

30.  allora  la  parte  acuta  cafeherà . 

31.  non  è  aiutato. 

26.  Confonante  non  Mano. 
16.  Semiminime  con  la  minima  auanti." 
ouero  la  Minima  col  punto  :  &  le 

/     due  Chromefeguenti,  non  fono. 
i6?\to  :  fi  poteua  generare  qualche  con- 

fulìone;  ordinarono . 
il  Confequente  uuole  hauer  per  tutto  la 

chiaue  nella  terza  linea . 
io.  &  la  graue  acuta. 
1.     &  graue  l'acuta  per  una  Quinta. 

1 .  per  una  Quinta . 

tra  la  1 4.S;  la  1  5  .nota  dell'Alto,  maca  una 
Semibreue  nella  quarta  linea. 

14.  nella  Quarta  parte . 

3.  percioche  poffono  fare  perfetto  & 

imperfetto  :&  non. 
nell'ordine  1    Chromaticol  alcuni  libri  la 
cifera  b  uuol  efler  polla  dritta  nel 
fpacio  che  è  pollo  il  b  molle . 

2.  differenza  fpecifica  è  quella,  che  codi 

tuifee. 
22.  nonnelle  cópofitioni  Chromatiche 
moderne,che  chiamano  femplici, 
laflàrò . 
la  Diapafon  harmonicamente  ;  ouero 
arithmeticamente  diuife  :  cóciofia 
chetramezate. 

Leggi  anco  più  oltra:ne  danno  fei 
Modi . 
perturbationc.-colì  quelli.che  odono 
i  Filofofi,  non  tutti  fi  partono  at- 
toniti &  impiagati  :  ma  folamente 
quelli, nei  quali  fi  troua  un  certo 
incitamento  intrinfeco  alla  Filofo 
fia.  Similmente, 
il  Settimo,  &  il  Duodecimo  :  Ma. 

28.  qlla  del  Settimo  &  dell'OttauolaG. 
18.  liabbiapoffanza  di  mutare. 

4.  èModoreligiofo&diuoto.Però. 

3.  per  una  Diapente  nel. 

29.  fondamenti:  &  fare  le  dimoiìrationi. 

La. 


Il  Privilegio  della  Miiftriftma  Signoria  diVenetia 

1557  Vìe  \6  Ottobris in  Rogtttis . 

CH  e  fia  concedo  a  M.  P.  Giofeffo  Zarlino  da  Chioza ,  che  niuno  altro, 
che  egli ,  o  chi  hauerà  caufa  da  lui ,  non  polla  lampare  in  quefta  noftra 
citta,  ne  in  alcun  luogo  della  noftra  Signoria ,  ne  altroue  ftampata  in  quella 
uendere l'opera  titolata  Iftitutioni  harmoniche, latina, ne uolgare, da  lui 
comporta ,  per  lo  fpacio  di  anni  dicci  proflìmi ,  fotto  tutte  le  pene  contenu- 
te nella  fua  (bpplicatione  :  eflendo  ubligato  di  ofleruare  tutto  quello,  eh  e 
difpofto  in  materia  di  Stampe , 

Iofephus  Tramezinus 

Duc.Not. 


LA  PRIMA   PARTE 

Delle  iftitutioniharmoniche 

DI     M.     GIOSEFFO     ZARLINO 

D  ^f     CHIOGGI^f. 

Proemio. 

O  LTE  fiate  meco  penptndo  ,  &  nuocendomi  per  la  mente  varie  cofe  ,  che 
tifammo  iddio  ha  perfetti  benignità  donato  a  mortali;  ho  compreso  chiaramen- 
te ,  che  tra  le  pia  marauigltofe  è  l'hauer  conceduto  loro  p  articolar  rratia  di  vfitr 
la  voce  articolata  ;  col  rnezo  della  qualfolafuffe  l'huomo [opra  «di  altri  anima- 
li atto  a  poter  mandar  fuori  tutti  quei  peti fieri ,  che  haueffe  dentro  nell'animo 
conceputo .  Et  non  è  dubbio ,  che  per  effa  apertamente  fi  mamfefla  quanto  egli 

Ì~  W^Sr^^^^^^  ^     fia  dirimile  dalle  beflie  ,  &  di  quanto fia  loro  fuperiore .  Et  credo  >  chejipoffa 
,  ^^feaj    jp  ■veyagfel!te  cora[  dmjo  effere  flato  di  grandi f ima  ytilità  all'humana  gene- 

r.atioue  :perctoche  niuna  altra,  cofa  0  fé non  il  parlare  induffe  &  tirò  gli  huomini ,  i  quali  da  principio  erano 
Ù>arfi  nelle  felue  &  ne  monti;,  yiuendo  quafi  vita  da  fere  3  a  ridurfi  ad  habitare  &  viuere  in  compagnia  , 
fecondo  che  alla  natura  deìl'huomo  ènclmflo ,  &  a  fabricar  città  &  caflella  ;  &  vmtiper  vtrtùde  buoni 
ordini  couferuarfi  ;  &*  contrattando  l'vn  con  [altro,  porgerfi  aiuto  in  ogni  lor  bifognÒ~.  Effendofiper  quefta 
■via  a  vicinanza  ragunati  &  congiunti  ,fu  dipoi  conofciuto  di  giorno  in  giorno  per  proua,quantafuffe  lafor- 
■za  delparlare^  ancora  che  rozzo  •  Onde  alcuni  di  eleuato  ingegno  nel  parlare  cominciamo  a  mettere  in  vfo 
alcune  maniere  ornate  &  dilettevoli ,  con  belle  &  illuflri  fentenzg  ;  sjbrzandofi  di  auanzar  gli  altri  huo- 
mini in  quello ,  che  gli  huomini  refìanofuperiori  a  gli  altri  anim  ali  \  Ne  di  ciò  rimanendo  fatisfati  tentarono 
dtpaffare  ancora  più  oltra ,  cercando  tutta  via  di  alzarfi  a  più  alto  grado  di  perfettione .  Et  hauendoper  que 
Ho  tffetto  arguito  al  parlare  l'H armonia,  cominciarono  da  quella  adinuefltgar  varij  Rithmi  et  diuerfi  Me- 
tri j  li  quali  con  l'harmonia  accompagnati  porgono  grandifitmo  diletto  all'anima  noflra .  Ritrouata  adunque 
(  ultra  le  altre,  che  fino  molte)  vna  maniera  di  campofitione  ,  che  Hinm  chiamauano ,  ritrouorno  ancora  il 
Poema  H  eroico,  Tragico ,  Comico ,  gr>  Dtthirambico  :  &  col  num  tro ,  col  parlare,  &  con  Hhar  monta  po- 
tevano con  quelli  cantar  le  laudi  &  render  gloria  aìli  Dei  :  &  con  quejlt  t  fecondo  che  lorpiaceua ,  più  facil- 
mente &  con  maggior  forza  ritenergli  animi  sfrenati ,  &  con  maggior  dilettatone  muouere  t  voleri  & 
appettiti  degli  huomini }  nducendoglt  a  tranquiìa  &  cofìumata  vitalllche  hauendofelicemente  confegui- 
to ,  acquifìomo  appreffo  ipopoli  tale  autorità ,  che  fumo  da  molto  più  tenuti  &  honorati  ,  che  non  erano  gli 
altri  \  Et  cofloro,  che  amuorno  a  tanto  fapere  ,fenza  differenza  alcuna  vennero  nominati  Mufici ,  Poeti , 
<&  Sapienti .  Ma  intendendofi  allora  per  la  Mufica  vna  fomma  &fìngolar  dottrina  ,furuo  i  Mufici  tenu- 
ti in  gran  pregio,  &  era  portata  loro  vna  riverenza  inefltmabile .  Benone  ofia flato  perla  malignità  de  tem 
fi  ,o  per  la  negligenza  de  gli  huomini ,  che  habbiano  fatto  poca  filma  non  fidamente  della  Mufica ,  ma  de 
gli  altnfìudi  ancora  ;  da  quella  fomma  altezza,  nella  quale  era  collocata,  è  cadutati!  infima  bajfezga  ;  & 
doue  le  era  fatto  incredibile  honore ,  è  fiata  poi  riputata  fi  vile  &•  abietta ,  &  fi  poco  filmata ,  che  appena, 
dagli  huomini  dotti  ,per  quel  che  ella  è,  viene  ad  effer  rtconofcmta .  Et  ciò  mi  par  che  fa  attenuto  ,per  non 
le  effer  rimarlo  ne  parte ,  ne  vejìtgio  alcuno  di  quella  veneranda  granita ,  che  anticamente  ella  era  flit  a  di 
bauere .  Onde  aafcunofi  ha  fatto  lecito  di  lacerarla ,  &  con  molti  indegni  modi  trattarla  pefimamente . 
Nondimeno  l'ottimo  iddio  ,  a  cui  è  grato ,  che  lafua  infinita  potenza  ,fapienza ,  &•  bontà  fa  magnifica- 
ta &  manifestata  dagli  huomini  con  hinm  accompagnati  da  grattoft  <&  dolci  accenti ,  non  li  parendo  di 
comportar  più  ,  che  fa  tenuta  a  vile  quell'arte ,  cheferue  al  culto  fuo  ;  <&  che  qua  giù  ne  fa  cenno  di  quanta 
foauitapofjano  effere  i  canti  de  gli  ^Angioli ,  i  quali  nel  cielo  flanno  a  lodare  la  tua  maejìà  ;  ne  ha  conceduto 

a  prati* 


2  Proemio 

oT>trw  dif.tr  nafcerea  noflrì  tempi  ufàritum  VDillaert ,  -veramente  vno  dt-più  rari  intelletti ,  che  habbia  Ite 
MufeCA  frastica  giam.u  effercttato  :  il  quale  a  gufa  di  nuotio  Pithagera  esaminando  minutamente  quello  I 
che  in  efjà  puote  occorrere  ,  &  ntrotiandotti  infiniti  errori }  ha  cominciato  a  Iettargli ,  &  a'  ridurla  verta 
quell'honore  c>"  dignità  ',  che  già  ella  era ,  &  che  ragioneuolmente  doiieria  efjere  ;  &  ha  mofìrato  vn  or- 
dine ranoneuole  di  eòmponere  con  elegante  maniera  ogni  mufical  cantilena  j  &  nelle  fue  campo/itimi  eoli 
ne  ha  dato  chtanflimo  efjempio .  Hora  perche  ho  tntefeo ,  che  di  fono  di  molti ,  de  quali  parte  per  cunofità  , 
Ò>  parte  Der  amente  per  Dolere  imparare  defidera.no,  che  alcuno  fi  muoua  a  moflrar  la  Dia  del  cóponer  mu- 
sealmente con  ordine  beilo ,  dotto  &  elegante  ;  io  ho prefo  fatica  difcmier  le  preferiti  ISTITVTIONI , 
raccogliendo  diuerfe  cofe  da  i  buoni  antichi ,  &  ritrattandone  ancora  io  di  mioito  ,per  far  prona ,  fé  io  potelìi 
per  auentura  ejfer  atto  a  fanfare  in  qualche  parte  a  cotal  defideno ,  &  aU'obligo ,  che  ha  l'huomo  di  otoiat- 
re agli  altri  Intorniai .  Ala  Dedendo ,  che  fi  come  a  chi  Duol  effer  buon  pittore ,  &  nella  pittura  acqmjìarfi 
gran  fama ,  non  è  a  bafìanzg  l'adoprar  vagamente  i  colori  ;je  dell'opera  3  che  eoli  ha  fatta ,  non  fa  render 
falda  ragione  ;  cofi  a  colui  ',  che  defederà  hauer  nome  di  Dero  Mufeco,  non  è  baflante  ,&non  apporta  molti 
laude  l'hauer  unite  le  confónanze ,  quando  egli  non  fappia  dar  conto  di  tale  vnione  ;  però  mifonpoflo  a  trat- 
tare infeememente  di  quelle  cofe ,  leqttali ,  &  aldapr attica ,  &  alla  fpeculatuta  di  quefl  a  fetenza  apparten- 
gono ,  a  fin  che  coloro  j  che  ameranno  di  effere  nel  numero  di  buoni  Mufeci  ;  poffano  leggendo  accuratamen- 
te l'opera  noflra  render  ragióne  de  t  loro  componimenti .  Et  benché  iofappia ,  che  il  trattare  di  qttefea  mate- 
ria habbia  in  [e  molte  dtffcultà  ;  nondimeno  ho  buona  fperanza ,  che  ragionandone  con  quella  breuità ,  che 
mi  farà  pofiibde ,  la  moflrero  chiara  &factlifeima ,  aprendo  taifecreti  di  effa  ,  che  ognuno  per  auentura  in 
gran  parte  ne  potrà  rimaner  fttisfatto .  Ma  a  fin  che  fi  habbia  facile  intelligenza  di  queflo  noflro  trattato, 
mi  è  partito ,  chefea  benfatto  dtuiderlo  in  più  parti ,  &  di  tal  maniera  ,  chef  mofìnno  le  cofe ,  che  fi  hanno 
da  prefuporre ,  prima  che  fi  Denga  ad  mfegnar  la  detta  fetenza .  Et  perche  al  conflituir  l'ordine  defeioni,che 
nella  Muficafe  contengono , fanno  dibtfognoglt  harmomci  interuaìli,  &  quanto  alla  inuentione  ,  gp*  quanto 
al  feto  ;  per  le  dijferenze ,  che  accadono  tra  li  ritrattati  fettoni  ;però  io  primieramente  ragionerò  de  i  loro  prin- 
cipe :  conciofea  che  allora  diciamo  di  -veramente  conofeer  le  cofe ,  quando  li  principi]  di  effe  conofciamo.  Di- 
videndo adunque  l'opera  in  quattro  parti,  nella  prima  fi  ragionerà  dellt  Numeri,  delle  Proporttoni,  &  delle 
loro  operationi ,  non  Melando  coft  alcuna ,  quantunque  minima,  che  al  Mufeco  s'appartenga .  Nella  fecon- 
da partiremo  de  i  Suoni,  moflrando  in  che  modo  tutti  i  loro  mteruallt  necefjarij  allharmonta  ciafeuno  da  per 
fé  fi  accommodi  allafua  proportione ,  £7"  la  dtutfione  del  Monochordo  in  ciafettna  jpecte  di  harmoma  in  tut- 
ti i  peneri.  Dipoi  hauendo  moflrati  li  veri  ihterualU,  chefepoffono  adoperare  ne  i  mufecali  concenti,  mofera- 
rema  in  qual  modo  ne  Hi  artificiali  iflrumentife  vengono  a  commodare;  Oltra  di  queflo  in  qttal  modofepof 
feifabneare  tm  ] frumento,  nel  quale  fi  contenga  ogni  genere  di  harmonia .  Nella  terza  con feder  aremo  co- 
me ,&  con  quanto  bell'ordine  le  confónanze  &  dijfonanze  debbiano  effer  collocate  nelle  copofet'toni  di  due  , 
&  come  fi  adattino  in  quelle  di  più  Deci.  Nella  quarta  &  Diurna  trattaremo  delli  Modi  altramente  da  i 
Mufeci  pratnci  chiamati  Tuoni,  et  delle  loro  differenze  ;  &  diremo  in  che  modo  le  harmomefe  debbano  ac- 
commodare  alle  parole ,  &  le  parole  fi  accommodino  fotta  lefeoure  cantabili .  Si  chefenza  dubbio  alcuno  co 
lui ,  che  hauer à  bene  apprefe  tutte  queile  cofe  potrà  meritamente  effer  pofìo  mi  numero  de  i  Mufeci  perfetti 
£57»  honoratt .  Ma  prima  che  entriamo  a  trattar  quel ,  che  di  fopra  hauemo  propofìo  ,  ifetmo ,  che  non  pofft 
efiere  fe  non  di  piacere  &  di  featisfattione ,  andar  raccontando  alcune  cofe  ;  come  feria  l'ungine  &  certezj 
za  della  Mufeca ,  le  fue  laudi ,  a  che  fine  ellafe  debba  imparare ,  l'utile  che  fi  ha  di  efja ,  in  che  modo  la  do- 
ttemo  Dfare ,  &  altre  cofefemilt . 


DELL^i 


DELLA    ORIGINE    ET 

certezza  della  Mufìca. 

CAPITOLO    PRIMO. 

V^fNTVN  QV  E  iddio  Ottimo  Mafitmo  per  la  fitta  infinità  bontà  bab- 
bitt conceffo  all'Intorno  l'ejjere  con  le  pietre ,  il  crefcere  con  gli  arbori ,  &> 
il  fentire  commune  con  gli  altri  ammali  ;  tutta  via  come  et  voleffe  ,  che  dal- 
la eccellenza  della  creatura  fi  conofcefje  l'onnipotenza  fu* ,  lo  dottò  dell'intel- 
letto ,  cofa  che  poco  lo  difaguagliò  dagli  <Aiigtolt .  Et  acaoche  egltfiapeffe  ilfuo 
principio  ^  fine  effer  la  fu  ,  lo  creo  xon  la  faccia  drizzata  al  cielo  ,doueè  la 
fedia  di  effo  iddio ,  &  queflo  perche  et  nonfermaffe  l'amor  feto  nelle  cofe  bajìe 
&  terrene  :  ma  leuafje  l'intelletto  a  contemplar  lefuperion  <&  celefli  ,&pe- 
netraffe  alle  occulte  &  diuine  col  mezo  delle  cofe  che  fono,  &  fi  comprendono  per  ina  de  i  cinque  [enti men- 
ti .  Et  benché  in  quanto  all'effere  due  foli  fuffero  fufficienti  ;  nondimeno  per  il  ben  effere  tre  di  più  ye  *-e  ag- 
giunfe  :  imperoche  fé  per 'il  tatto  fi  conofcono  le  cofe  dure  &  afifre ,  dalle  tenere  &  polite  ;  &per  tlguflofi 
fa  la  differenza  tra  i  cibi  dolci  &  amari ,  <&  d'altri  fapon  ;per  auejlo  &  per  quello  fi  fente  la  diuerfita 
del  freddo  (£>.  del  caldo,  del  duro  &•  del  tenero,  delgreue  &  del  leggiero ,  cofe  che  -veramente  all' effer  no- 
firo  baflarebbeno  :  non  reflaperò,ch'albene  effere  ti  vedere,  l'vdire,  &  l'odorare  neceffarij  nonfiano;per 
li  quali  l'huomo  viene  a  riffiutare  ciò  che  è  cattmo ,  &  eleggere  il  buono .  Di  quejìi  chi  vorrà  ben  esamina- 
re la  lor  virtù,  finza  dubbio  ritrouerà  il  vedere ,  confiderato  da  per  fé ,  effere  alli  corpi  di  maggior  vtilita,  e 
confeguentemente  più  neceffario ,  che  vii  altri .  Ma  ben  fi  conofceràpoi  l'vdtto  effer  molto  più  neceffano  & 
meghore,  confulerandolo  per  accidente ,  nelle  cofe  che  appartengono  all'intelletto  :  conciofia  che  fé  bene  per  il 
fenfo  del  vedere  fi  conofcono  più  differenze  di  cofe  :  effendo  che  più  fi  ejlende  che  l'vdito ,  nondimeno  queflo 
nell' acqui  fio  delle  Scienze  &giudicto  intellettuale  più  fi  eflende  ,  &  molto  maggior  vtile  ne  apporta .  On- 
de ne  fegue ,  che  l'vdtto  veramente  fia  &  più  iteceffario&  meglwre  de  gli  altri  finimenti  ;  auenga  che 
tutti  cinque  fi  chiamino  iftrumentt  dell'intelletto  : percioche  ogni  cofa  che  vedemo ,  vdimo,  tocchiamo,  gu- 
fiamo ,  &  odoramofi  offerifce  a  lui  per  il  mezo  de  tjenfi  &  del  fenfo  commune  ;  ne  di  cofa  alcuna  può  ba- 
tter cogitinone , faina  che  per  li  mezo  di  vno  di  quelli  cinque  ;  effendo  vero ,  che  ogni  noflra  cognitione  da  e  fi 
habbia  l'origine ,  Dall' vdtto  adunque ,  come  dal  più  neceffano  de  gli  altri  finimenti ,  la  fetenza  della  Mu- 
fìca ha  hauttto  la  fa  origine  ;  la  cut  nobiltà  facilmente  fi  può  per  l'antichità  dtmoflrare  :  percioche  (come  di- 
cono Mofe,  Giofeffo,  &  Berofò  Caldeo  )  auantt  chefuffe  il  diluuw  vntuerfalefu  alfuono  de  martelli  trouata 
da  I  ubale  della  flirpe  di  Caino  :  Ma  perduta  pofaa  per  lo  foprauenuto  diluuw ,  di  nuouo  fu  da  Mercurio  ri- 
trouata  :  conciofa  che  (  come  vuole  Dwdoro  )  egli  fu  ti  primo,  che  offeruò  il  corfo  delle  [Ielle,  l'harmonta  del 
canto,  &  le  proportioni  de  t  numeri  ;  Et  dice  ancora  lui  effer  flato  l'tnuentore  della  Lira  con  tre  chorde  ,•  del 
cui  parere  è  flato  anco  Luciano  ;  quantunque  Lattantio,  nel  libro  che  fa  della  Falfa  religione,  attnbuifca  l'in 
uentione  della  Lira  ad  ^Apollo  ;  &  Plinio  voglia ,  che  l'tnuentore  della  Muftcafia flato  ^Anfione .  Ma  fa  - 
a  qua!  modo  fi  voglia ,  Boecio  accoflandofi  all'opinione  di  Macrobio ,  &  allontanandof  da  Dwdoro  vuole  , 
che  Pitagora  fia  flato  colui ,  che  ritrovò  la  ragione  delle  muficalt  proportioni  al  fuono  de  martelli  :  Percio- 
che paffvido  egli  appreffo  vita  bottega  di  fabbri ,  i  quali  con  dtuerfi  martelli  batteuano  vn  ferro  accefofopra 
l'incudine,  gli  peruenne  all'orecchie  vii  certo  ordine  defuom  ,  che  gli  mouea  l'udito  con  dtlettatione  ;  &fer- 
matofi  alquanto,  cominciò  ad  inuejligare  onde  procedeffe  cotale  effetto  ;  &  parendogli  primieramente  ,  che 
dalle  forze  difeguali  de  gli  huomintpoteffe  procedere  ffece  che  coloro ,  t  quali  batteuano ,  cambiaffero  i  mar- 
telli :  ma  non  vdendo  fon  o  dtuerfo  da  quello  di  prima , giudicò  (come  era  il  nero  )  che  la  diuerfttà  delpefo 
de  martelli fuffe  cagione .  Per  la  qual  cofa  hauendofato pefare  ciafcunofeparat amente ,  rttrouò  tra  li  numeri 
detti pefi  le  ragioni  delle  confonauze  &  dell'harmome  ;  le  quali  egli  poi  tnduflrtofiimente  accrebbe  in  queflo 
modo  :  che  Intuendo  fatto  chorde  di  budella  di  pecore  digroffzza  vguale ,  attaccando  ad  effe  li  medefimi 
pefi  de  martelli ,  rttrouò  le  medefime  confonauze  i  tanto  più  fonare,  quanto  le  chorde  per  fua  natura  rendono 

a      i  il  fio  n 


Pri 


ma 


ilfuone  aR'udito  più  grato .  Contìnuofii  qued'harmonia  per  alquanto  fpatio  di  tempo  _,  £7*  dipoi  li  face  fiori , 
li  quali  fipeuano  pici  li  [noi  f andamenti  effer  pofìi  in  certi  &  determinati  numeri ,  più  fùtilmente  facendone 
prona ,  a  poco  a  poco  la  ridujjero  a  tale ,  che  le  diedero  nome  di  perfetta  &  certa  faenza .  Et  rimouendo  lì 
f-df'j&  dimojlrando  li  l'eri  concenti  con  euidentifiime  ragioni  de  numeri  &  infahbdt  ,  ne  diedero  in  iterato 
chiar; f  ime  regole  ;  come  apertamente  in  tutte  le  altre  faenze  vedemo  efjer  attenuto  ,  che  li  primi  inuentori 
di  effe,  come  chiaramente  lo  dtmojlra  ^fnflotele,  noti  ne  htbhero  mai  perfetta  cog>imone  ;  anzi  con  quel  po- 
co di  lume  erano  mefcolate  molte  tenebre  di  errori  ,'M  quali  nmojk  da  chi  li  conofceua ,  in  -vece  loro  juccede- 
ua  la  -verità  ;fi  come  fece  egli  intorno  alli  prmapij  della  Filofofa  natttrale,che  adducendo  chuerfe  opinioni  de 
gli  antichi  flofofi ,  approuo  le  buone  &  vere ,  nfutò  le  falje ,  dichiaro  le  ofeure  &  male  inttfi ,  &  aggi- 
ungendoui  la  fu  opinione  &  autorità ,  dimodrò  &  infèrno  la  nera  faenza  della  Filofofa  naturale .  Colt 
della  noìlrd  faenza  della  Mufica  li  poderi  moflrando  gli  errori  de  pajfati ,  cy  aggiungendola  la  loro  auto- 
rità, la  fecero  talmente  chiara  &  certa,  che  la  connumerorno,  &  fecero  parte  delle  faenze  mathematiche  ; 
&  quejìo  non  per  altro  ,ftluo  che  per  lafua  certezza  :  peraoche  queflx  con  le  altre  infierne  auanza  di  cer- 
tezza le  altre  faenze  ,  &  tiene  il  primo  grado  di  -verità ,  il  che  dal  fio  nome  fi  conofee  :  poi  che  mathema- 
tica è  detta  da  pia»/;.*,  parola  greca ,  che  in  latino figmfca  Difaplina ,  &  nella  Italiana  noflra  lingua  im- 
porta Scienza,  o  Sapienza  ;  la  quale  (fi  come  dice  Boeao  )  altro  non  è  che  ima  intelligenza  ;  oper  dirla  piti 
chiaro,  capacità  di  -verità  delle  cofe  che  fono ,  &  di  loro  natura  non  fono  mutabili  ;  della  qual  yentà  le  Ma- 
thematiche faenze  fanno  particolare  profefiune  :  effendo  che  confderano  le  cofe ,  che  di  lor  natura  hanno  il 
■vero  effere .  Et  fono  in  tanto  differenti  da  alcune  altre  faenze ,  che  quefle  effendo  fondate  fopra  le  opinioni  di 
diuerfi  huomini  non  hanno  in  je  fermezza  alcuna  ;  <*7*  quelle  hauendo  //  finimenti  per  loroproua,  -vengono 
adhauere  ogni  certezza  :  Peraoche  i  mathematia  nelle  cofe  effentiali  fono  d'un  ifteffo parere ,  ne  ad  altro 
confentono ,  che  a  quel ,  chef  può  fidatamente  capire .  Et  è  tanta  la  certezza  di  dette  faenze  ,  che  col  me- 
23  zg  de  numeri  fi  fa  infalibdmente  il  riuolgimento  de  cieli ,  le  congjuntwni  de  i  pianeti ,  il  far  della  Luna,  il 
fio  E  chffe,  Ó7"  quello  del  S  ole,  &  infinti  altri  belli  f imi fecreti  ,fnza  effer  tra  loro  punto  di  difcordia .  Re- 
tta adunque  che  la  Mufica  fa  &°  nobile  &  certifìima,  effendo  parte  delle  faenze  mathematiche . 

Delle  laudi  della  Mufica.  Cap.      i. 


V EGN \A"  che  per  l 'origine  &  certez^za  fuale  laudi  fue  fiano  chiaramente  manife- 
fle,  tuttauia  quando  confiderò  ninna  cufa  ritrouarfi,  la  quale  con  quefla  non  habbiagran 
diflima  conuemenza ,  non  poffo  di  lei  in  tutto  confiamo  trapaffare .  Etje  bene  donereb- 
be baflar  quello ,  che  di  ejfa  da  tanti  Filofof  eccellenti  è  flato  fermo  :  nondimeno  non 
voglio  recare  anch'  io  per  debito  mio  di  ragionarne  alcune  cofe  :  peraoche  fé  bene  io  no» 
diro  tutte  quelle  laudi ,  che  le  cannammo ,  toccare  almeno  ima  minima  particella  delle  più  notabili  &  eccel- 
lenti ;  &  ciò  faro  con  quella  breuità ,  che  mifaràpojitbile .  La  Mufica  adunque  quanto  fa  fiata  celebrata  r 
&  tenuta  per  cofa  fiera,  ne  fanno  chiarifiima  fede  vii  antichi  fermi  de  Ftlofof,&  mafìimamente  de  Pita- 
gorici :  percioehe  haueano  opinione,  il  Mondo  efjer  compojìo  muficalmente ,  &  i  cieli  nel  girar  fi  effer  cagio- 
ne di  harmonia ,  &  l'^Aìnma  noflra  con  la  medefima  ragione  format  a ,  &  per  li  canti ,  &  per  li  fuoni  de- 
Jlarfi ,  &  quafi  vinificar  le  fue  virtù .  Di  modo  che  da  alcuni  di  efifu  ferino ,  che  la  Mufica  tra  le  arti  li- 
berali tiene  il  principato ,  &  da  alcuni  fu  detta  ìynux.towaiS-Ha,,  da  x.\j>a.ot  -voce  greca,  che  Circolo  vuol  dire, 
&  vruìdci.  Difaplina,  quafi  circolo  delle  faenze  :  conciofia  che  la  Mufica,  fi  come  dice  Platone,  abbraccia 
tutte  le  dtfaplme,  come  fi  può  conofeere  dif  orrendo  ;  che  fé  eominaaremo  dalla  Grammatica ,  prima  tra  le 
fette  arti  liberali ,  rttroueremo  effer  il  vero  quel ,  eh  'abbiamo  detto  ;  effendo  che  fi  ode  grande  harmonia  nel- 
l'addatt amento  &  ordine  proportionato  delle  parole ,  dal  quale  fe'l  Grammatico  fi  parte ,  fa  vdire  alle  orec- 
chie vn  diffnaceuol  fuono  del  fio  comedo  :  imperoche  malli  buote  afcoltare ,  o  lego  ere  quella  profa  o  verfo  , 
il  quale  fia  pnuo  del  polito,  bello,  ornato,  fonoro  &  elegante  ordine .  Nella  Dialettica,  ehi  ben  confiderà  & 
rimira  la  propomone  de  i  Silogifmi ,  vedrà  egli  con  mirabil  concento  ,&  piacere  grandifimo  dell'udito, 
tnofìrarji  il  vero  grandemente  dal  falfo  efìer  lontano .  L'Oratore  poi  nella  fua  Oratione  vjando  gli  accenti 
mutici  a  i  tempi  debiti,  porge  marauiglwja  dikttatwne  a  gli  afcoltanti  ;  il  che  ottimamente  conobbe  il  gran- 
de oratore  Demoflene  :  peraoche  tre  volte  dimandato, qual  fuffe  la  prinapal  parte  nell'Oratore,  tre  volte  ri- 
sole 


Parte .  y 


(boli ,  che  la  bromi-min  [opra,  ogn  altraxopt  yaleua .  Quefìo  incora  conobbe  (  come  dimoflra  Cicerone ,  & 
Valerio  Mafiimo  )  Gaio  Gracco  huomo  di  firn  ma  eloquenza  :  imperuche  fempre  ,  che  egli  hauea  a  parlare 
dittanti  al  popolo ,  tenetta  dietro  afe  vn  ferito  mitfico  perfettipimo,  il  quale  ctfcofamente  con  uno  Flauto  d'a- 
uorio  fonando  vii  datta  la  mifura ,  cioè  la  yoce  3  onero  il  tuono  dì pronun tiare  in  tal  modo  ,  che  ogni  -volta  che 
lo  -vedetta  troppo  inalzato  lo  ritiratta ,  &  yedendolo  troppo  abboffino  lo  incitanti .  Ma  poficia  lapoefia  ben  fi 
■vede  con  la  mufica  e/Ter  tanto  congiunta ,  che  chiunque daquejlaf  parar  la  yoleffe  ,  rejìarebbe  qttafì  corpo 
feparato  dall'anima .  La  qual  copi  è  confermata  da  Platone  nel  Gorgia  dicendo;  Chef  alcuno  da  tuttala 
poefta  leuaffie  il  concento  1*7*  il  numero,  con  la  mifura  ìnfieme,  ninna  differenza  farebbe  da  effa  al  parlare  do 
mejìico  &  popolare .  Et  però  fi  ~vede ,  che  li  poeti  hanno  yfito  grandifima  diligenza ,  &  marauiglwfo  ar- 
tificio iteli' accommodare  ne  i  yerfi  le  parole  ,  &  difpor  li  piedi  fecondo  la  conuenienza  del  parlare  ;fi  come 
per  tutto  il  fio  poema  ha  offeruato  Virgilio  :  percioche  a  tutte  tre  le  forti  del  fio  parlare  accommoda  la  pro- 
pia  fonorità  del  verfo  con  tale  artifìcio ,  che  propiamente  pare ,  che  colf  tono  delle  parole  ponva  dauanti  a  vii 
occhi  le  cofe  ,  delle  quali  evli  -viene  a  trattare;  di  modo  che  dotte  parla  d'amore ,  fi  yede  artifìciofamente  ha- 
tterfcielto  alcune  parole  foaui ,  dola ,  placatoli  &  all'ydìto  foni  inamente  grate  ;  &  dotte  gli  fa  {lato  dtbi- 
fovno  cantare  vn  fitto  d'arme ,  defcnuere  una  pugna  natiale  ,  yna  fortuna  di  mare:,  ofimilcofe,  otte  entrano 
Jpargimenti  difinvue,  madami,  dilaceri  d'animo,  &  ogni  cofa  odtofia,  hàfattojaelta  di  parole  dure  ,  a- 
fpre  &  dilpiacsuoli  :  di  modo  che  nell'ydirle  cjr  proferirle  areccarto (pauento .  Et  per  darne  in  parte  qualche 
effempto,  egli,  nel  mofìrare  lapouertà  della  capanna  di  Melibeo,  dimtnuifce  quella  parola  Tuguri  di  yna  let- 
tera, qttafì  moflraudo  con  effa  l'effetto  preferite  ;ft  come  ancora  fece ,  quando  yolfe  manifeflare  il  cordoglio 
di  quella  Ninfa ,  che  la  vr.it tofa  yifla  delfino  pafìore  era  cojìretta  abbandonare  ;  che  in  quelyerfo 

Et  longum  formofe  yale ,  yak  (  inqtut)  loia  facendo  dalpìanto,  &  dafofptriquafi  interrompere  ilyer- 
fo,  fa  proferir  lunva  quella  fìlab  a ,  che  prima  hauea  pofla  breue .  Dipoi  yolendo  mofìrare  quanto  fa  yeloce 
il  Tempo ,  lo  dimoflra  col  yerfi  compofio  di  molti  Datili ,  che  fino  piedi  atti  alla  yelocìtà,  &  a  moflrar  vn 
tale  effetto ,  dicendo; 

Sedjuvit  intereafuvjt  irreparabile  tempKS .  Zaffiro  hora  dì  dire  ,  come  yolendo  mofìrare  li  Cartavi- 
nef  fempre  nemici  &  contrarij  a- Romani,  nel  defcnuere  il  fitto  di  Cartagine  ,pofpofe  a  bello  fluito  quella 
parola,  che  andana prepofla,  &  dtffe  ;  ° 

Italiani  cantra .  Et  yolendo  dimofìrare  con  quanto  filentìo  la  città  de  lliofuffe  da  Greci  affalita ,  lo 
moflra  con  yn  yerfi  compoflo  di  molti  Spondei,  li  quali  fino  piedi  per  fa  natura  atti  alla  tardità,  &  alle  co- 
fe deboli  &  octofie  ,  dicendo  ; 

Inuaduiit  yrbem  fornito ,  y'inoqite  fipultam  ;  &  infinti  altri ,  che  troppo  lungo  farebbe  il  raccontargli  in 
quefìo  luovo,  de  i  quali  t 'opera  è  piena .  Baflerà  hora  per  yltima  conclufione  dire,  che  la  poefia  farebbe  jenza 
leggiadria  alcuna,  fi  dalle  parole  harmomeamente  pofle  non  gli  fitfje  data .  Oltra  di  ciò  lafcerò  da  parte  di- 
re, quanta fimigltaiiza  &  ynìone  con  effihabbiano  l '  ^inthmettea ,  &  la  Geometria;  &  dirò  fidamente , 
che  fi  l '^Architettore  non  hauefje  cognìtioiie  della  Mufica  ;  come  ben  lo  dimoflra  V  Untino, non  fiapr  ebbe  con 
ragione  fare  il  temperamento  delle  machine ,  &  nelli  Theatn  collocare  li  uafi ,  &  difpor  bene  &  mufical- 
mente  vii  edifaj .  L'^tftronomia  medefimamente  ,fie  non  fiiffe  aiutata  dalli  fondamenti  harmonici ,  nonfia- 
prebbegl'ìnflufit  buoni  &  rei .  -jCnzi  dirò  più,  fie  l'^flronomo  nonfiapeffe  la  concordanza  delli  fette  piane- 
ti, ciT*  quando  l'uno  con  l'altro  fi  congiunva,  onero  l'yno  all'altro  fi  oppoiiva,iwn  predirebbe  mai  le  cofe  futu- 
re .  La  Filofifa  ancora,  la  quale  hàperfuopropio  ildifiorrere  con  ragione  le  cofe produtte  dalla  natura ,  & 
pofiibili  aprodurfi,  non  confiffa  ella  dal  primo  motore  dependere  ovm  copi ,  £?*  effer  ordinata  confi  mirabil 
ordine,  che  ne  rifalla  nell'ynuterfo  yna  tacita  harmonìa  ì  Ecco ,  che  primieramente  le  cofe  gratti  teitvono  il 
luogo  baffo,  le  leggieri  ilfoprano,  &  quelle  di  men  pefo,  fecondo  la  loro  natura ,  poffivgono  il  luovo  di  mezo. 
Et  più  oltra  procedendo,  i  Filofif  affermano ,  che  i  Cieli  riitolgendofi  fanno  harmonìa  ;  la  quale  fi  bene  non 
ydtmo,  quefìo  può  attemre  o  per  laluro  yeloce  rettolutione  ,oper  la  troppo  didanza,  oueroper  altra  canone  a 
noi  occulta .  La  Medicina  da  quefìa  no  può  ilare  lontana  :  imperochefi'l  medico  non  ha  cognitìone  della  Alti 
fica,  come  (apra  egli  nellifiuoi  medicamenti  proportionare  le  cofe  calide  con  le  frigide ,  fecondo  li  loro  gradi  ? 
&  come  potrà  hauere  ottima  cognitìone  de  tpolfi  ì  liqualt  il  dottipimo  Heroftlo  dijpofe fecondo  l'ordine  delli 
numeri  mufict .  Et  per  falire  più  alto,  la  Theolovia  nojìra  ponendo  nel  cielo  gli  fpinti  angelici,  dittide  quelli  in 
nuoue  Chort  &  tre  Hierarchie ,  come  ferine  Diomfto  ^freopagita .  Quejìefino  di  continuo  prefitti  al  con- 
cetto 


6  Prima 

{petto  della  Dittina  maestà,  &  non  ceffono  di  aiutare  Santo,  Santo ,  Santo ,  Signore  iddio  degli  efferati,, 
come  è  ferino  in  E  fata .  Et  non  [do  quejìt,  ma  li  quattro  ^Animali  ancora,  i  quali  nel  libro  delle  Jiie  Reuelatio 
tli  fina  deficnttt  da  San  Ciouanm ,  Hanno  aitanti  il  trono  d'iddio  ,  &  cantano  l'ijleljn  canto .  Stanno  poi  li 
-ventiquattro  vecchi  immxiaìl '^ìo-nello  immaculato ,  &  con  fiuono  di  Cetere  &  atttfitme  ima  cantano  al- 
t alti fimo  iddio  ~im  nmuo  cauto,  ilqnale  è  cantato  ancora  dalle  voci  de  Citariflt  citaristi  nelle  cetere  loro  a- 
ttantt  li  quattro  ammali  et  ventiquattro  vecchi.  Di  quejle  et  altre  quafi  infinite  cofe  al  propofito  nofìra  riè  pie 
na  la  diurna  Scrittura  Jequali  per  breuità  trappaffaremofiafilandofolamete  dire  perftprema  laude  ddla  Mtt 
fica,òiefen%afiar  mellone  alcuna  d 'altra  faè~xa,ella,fecodo  la  tefìimonta^a  de  fiacri  libri,  fiala  fi  trotta  nel  Po, 
radifio,et  è  quitti  nobilifiiimamete  efiferatata.  Etfii  come  nella  celefile  corte ,che  chiefia  tnufante  vien  detta,cofii 
nella  nofiìra  terrena, che  Militante fi  chtama,nó  con  altro,che  con  la  Mufica,fi  lauda  et  ruigratia  il  Creatore. 
Ma  lafaamo  hormai  da  parte  le  cofiefiuperiori,et  ritorniamo  a  quelle  che  fiono  dalli  natura  prodtttte per  orna- 
rnento  del  moìido, che  ogni  cofiavedtremo  piena  di  mufiia  concenti.  1 1  Mare  pnmamete  ha  le  Sirene  J.e  qualty 
fé  è  lecito  dar  fede  a  g/j  fenttori ,  a  Mitiganti  vdtre fi fanno  di  tal  forte ,  che  vinti  molte  volte  dall'harmonu 
loro&fopraprefil  dal  fanno,  perdeno  quello,  chefopra  ogn'altra  cofia  è  cartfiimo  a  tutti  gli  ammali.  Nell'^f 
ria  &  nella  Terra  infume fiono gli  vcceìli,  che  anchora  efiii  co  i  loro  concenti  dilettano  et  ricreano  non  pur  <rli 
animi  lafii&  pieni  di  noiofi  peufien ,  ma  li  corpi  ancora  ;percioche  il  viandante  molte  volte  dauco  perii 
lungo  viaggio ,  ricrea  [animo ,  npofa  il  corpo ,  &fiì  dimentica  delle  pafifite  fatiche  per  la  fioatte  harmonu 
de  boficarecci  canti  de  vii  vccelli  di  tante  vane  forti,  che  farebbe  imponibile  poterle  raccontare.  Li  Fiumi  & 
li  Fonti  medefimamente  dalla  natura fubricati  foglio»  dare  grato  piacere  a  chiunque  ad  efiii  vicino  fi  ntroua;. 
&  l'inulta  bene  fipefifo  per  ricrearfi  ad  accompagnare  il  fitto  ruflteo  capto  co  i  loro filrepitofii  concenti .  Tutte 
quesìe  cofe  il  Dottifiimo  Virgilio  effreffie  con  poche  parole ,  quando  difife ,  che  al  canto  di  Sileno ,  non  filo  li 
Fauni,  &  le  altre  fiere,  ma  le  dure  Querae  ancora,  baUattano  ;  [aitando  quelli,  e>-  queflefpefjo  mouendofì 
con  numerofii  mottimenti  ;  dinotandoci,  che  non  pure  le  cofe  fienfiibilt  ;  ma  ancora  quelle ,  che  mancano  del 
fienfio, fiono  quafi prefie  &  vinte  dalli  concenti  mttficali  ;  &  fianfii  di  dure  &  offre ,  manfiuete  & ptacettoli . 
Mafie  tanta  harmoniafii  trotta  nelle  cofe  celejh  £7*  terrefìrt  :  oueroper  dir  meglio  ,fie'l  mondo  dal  Creature 
fu  compofiìo  pieno  di  tantabarmonia  ,  perche  douemo  credere  l'Huomo  effernepritto?  Effe  l'^fnimadel 
Mondo  (  come  vogliono  alcuni  )  non  è  altro  che  H armonia ,  potrà* ffier  che  l'^fmma  nofìra  non  fila  in  noi 
canone  d'ogmharmonia  ,&  che  col corpo  non  fiiaharmonicamente  congiunta?  mafiìtmamente  battendo 
iddio  creato  l'bttomo  allafiimtlitttdine  del  Mondo  maggiore ,  detto  da  Crea  km/m  ,  cioè  ornamento  ,  onero 
ornato  ;  &  effiendofiatto  a  quella  fiìmilitudme  di  minor  quantità ,  a  differenza  di  quello  vien  chiamato  i*t- 
n.pÓKocjxit ,  cioè  piccai  mondo  :  certo  che  non  è  cofia  ragionatole .  Onde  rinfilatele  volendo  moilrar  il  mttfiica- 
le  componimento  dell'huomo  molto  ben  dififie  ,  la  parte  ve«etatiua  alla  fienfiitiua ,  &  quefla  alla  intellettiua 
hauer  la  medefitma  conuerìien%a ,  che  ha  la  figura  di  tre  lati  a  quella  di  quattro .  Certa  cofia  è  adunque ,  che 
non  fi  ntroua  alcuna  cofia  buona  ,che  non  bornio  muficale  dijpofitione  ;  &  la  Mufiica  veramente,  oltra  che 
rallegra  l'animo ,  riduce  anche  l'bttomo  alla  contemplatione  delle  cofe  celesli  ;  &  ha  tal  proprietà ,  che  ogni 
cofia  a  cuifil  avotutwefia  perfetta  ;  &  quep-li  buomini  fiono  veramente  felici  &  beati,  che  fiono  dottati  di  ejìa, 
come  afferma  il  Santo  Profeta  dicendo ,  Beato  è  quel  popolo ,  che  fa  la  giubilatone .  Per  la  quale  autorità , 
Hilano  Veficouo  Ptttauienfie  dottore  catholtco,  ejponendo  il  Salmo  6  5 .  Si  mofifie  a  dire ,  che  la  Mufiica  è  ne- 
cefifiana  all'Intorno  Chrtfliano  ;  Concwfiia  che  nellafiaenza  di  efia  fi  ntroua  la  beatitudine .  Onde  per  questo 
ho  ardimento  di  dire,  che  quelli ,  che  non  hanno  corninone  di  quefta fiaenza ,  fiono  da  effer  connumerati  tra 
pignoranti .  ^Anticamente ,  come  dice  lfidoro,  non  era  meno  vergogna  ilnonfiapere  la  Mufiica ,  che  le  let- 
tere -.pero  non  è  maranglta,fie  Hefiodo  patta famofiJ$tmo,&  anttchifiimo,  come  narra  Pattfiania,fiu  eficltt- 
fio  dal  certame,  come  colui ,  che  non  hattea  mai  imparato  a  fonare  la  C etera ,  ne  col  fuono  di  quella  accompa- 
gnare il  canto .  Cofii  ancora  Temiflocle ,  come  narra  Tullio,  rifiutando  di  fonare  la  Lira  nel  coniato  ,fitt  meu 
dotto ,  &  menfiauio  riputato .  lì  contrario  leggemo ,  che  fumo  in  gran  pregio  appreffogli  antichi  Lino ,  & 
Orfeo ,  amenduefi'Aiuoli  delli  Dei  tpercioche  col  lorofioaue  cauto  (  come  fi  dice  )  nonfolamente  addolaua- 
ttoglt  animi  Immani  :  ma  le  fiere ,  &  gli  vcelli  ancora  ;  &  quello ,  che  è  più  marautgliofio  da  dire ,  mouea* 
no  le  pietre  da  tpropq  lunghi  ,&ai  fiumi  nteneuano  il  corfio .  Et  quefilo  tjìejfio  il  Dotto  Horatio  attribitificc 
ad  isfufioiie  dicendo . 

Diclii* 


Parte.  7 


Diclui  &  ^Amphion  Theban*  cotiditor  arcis 
Sax  a  mouerefono  tefludmis,  &pr&ce  blanda 
Ducere  quo  vellet  ;  Da  i  quali  per  auentura  imparorrw  li  Pithagorìci ,  che  con  muficìfmni  intener'mano 
vii  animi  feroci  ;  &  ^Afclepiade  medefimamente ,  che  molte  volte  per  quefla  -via  raccheto  la  difcordia  nata 
nel  popolo ,  &  col  fuono  della  Tromba  rejlituì  l'vdtto  a  ifordi .  Parimente  Damane  Pithagorico  riduffe  col 
'canto  a  temperata  &  honefla  yita  alcuni gioueni  dediti  al  yino  &  alla  lujjuria .  Et  però  ben  dijjiro  coloro  x 
■che  affermauano  la  Mufica  ejfer  yna  certa  legge  &  regola  di  modedia .  Et  dico  che  Theophraììo  ritrouo  al 
cuni  Modi  muficali  da  racchetare  gli  [pinti  perturbati .  Pero  meritamente ,  &  faptentemente  Diogene  Ci- 
nico beffaua  li  Mufici  defuoi  tempi,  li  quali  hauendo  le  chorde  delle  loro  celere  concordi,  haueano  l'animo  iri- 
compojìo  &  difcorde ,  ejfendo  abbandonato  dall'harmoma  de  cojlumi .  Et  fi  douemo  preflar  fede  alla  hiflo- 
ria,  ci  debbe  parer  quafi  nulla  quello,ch'habbiamo  detto  :  percioche  molto  maggior  cofa  è  l'hauere  -virtù  di  fa 
nar  gì 'infermi ,  che  di  coreggere  la  yita  di  sfrenati  gioueni ,  come  ancora  levgemo  di  Senocrate ,  il  quale  col 
fuono  degli  organi  riduffe  li  pazzi  allaprislina  f aiuta  ;  &  di  Talete  di  Candia ,  che  col  fuono  della  Cetera 
fcacctòla  peflilenza .  Et  noi  yedemo  hoggidt,  che  per  via  della  Mufica  fi  oprano  cofe  maramvliofe  :  imperoc- 
ché tanta  è  la  forza  de  i  fuoni  &  de  i  balli  cantra  il  yeleno  delle  Tarantole ,  che  in  bremfimo  tempo  nfana 
coloro ,  che  da  effe  fono  flati  morfi  :  come  fi  yede  ogni  giorno  per  e[penenza  nella  Puglia  paefe  abondanttfi- 
.ino  de  tali  ammali .    Mafenza  più  tefltmonij  profani ,  non  hauemo  noi  nelle  Sacre  lettere ,  che  il  profeta 
Dauid  racchetaua  lo  [pinta  maligno  di  Saul  col  fuono  della  [ita  Cetera  ?  Et  per  quejìo  credo  io ,  che  efjo  reno 
Profeta  ordmaffe ,  che  nel  Tempio  d'iddio  fi  yfaffero  li  canti  &gli  harmomci  fuom ,  conofcendo  che  erano 
atti  a  rallegrare  vii  [pinti,  &  d  rtdurgli  huomtm  alla  contemplatone  delle  cofe  celefli .  Li  Profeti  ancora  , 
(  come  dice  ^fmbrofo  fopra'l  Salmo  i  i  8.  )  volendo  profittare  dimandauano  ,  ch'yno  perito  del  fuono  fi 
metteffe  a  fonare  ;  accioche  multati  da  quella  dolcezza  gl'fuffe  infufa  la  gratta  spirituale .    Però  Elifeo  no» 
volfe profitizare  al  Re  d'ifraele  quel ,  che  doueffefare  per  l'acquijìo  delle  acque ,  accioche  gli  efferati  noiv 
monljero  di  fere;  fé  prima  non  vii  fu  menato  al  fio  confpetto  yn  Mufica,  il  quale  cantaffe  ;  &  cantando  e<rli 
fu  dello  Spinto  diurno  infpirato ,  &predijfe  il  tutto .  Ma  pafiiamo  più  oltra  :  percioche  non  mancanogli  ef- 
fempij.Timotheo  (fi  come  infieme  con  molti  altri  narra  il  Gran  Bafiliò)con  la  Mufica  inataua  il  Re  lAlef 
fandro  al  combattere  ;  &  quello  medefimo  ejfendo  incitato  riuocaua .  Narra  lAriflotele  nel  libro  della  na~ 
tura  degli  ammali ,  che  li  Cerai  per  il  canto  de  cacciatori  fono  prefi ,  &  della  Sampovna  paflorale ,  &  del 
canto  ancora  molto  fi  dilettano  ;  il  che  conferma  Plinio  nella  [ita  naturale  hiflona .  Et  per  non  mi  difenderà 
più  [opra  di  quefto ,  folamente  dirò  di  conofcere  alcuni  i  quali  hanno  yeduto  de  i  Cerni ,  che  fermando  illor 
corfo  fé  ne  ttauano  attenti  ad  afcoltare  ti  fuono  della  Lira ,  (J74  del  Lento  ;  &  medefmamente  fi  yede  ovili 
<norno  Hi  yccellt  vinti  &  ingannati  dall'harmonia  ,  il  più  delle  Tolte  reflareprefi  daU'vccellatore .  Narra 
ettandio  Plinio ,  che  la  Mufica  campò  ^Arione  dalla  morte  ,che  precipitandofi  nel  mare,  fu  portato  dal  De/-, 
fino  nel  lito  di  Tenaro  fola .  Ma  lafctamo  ilare  hormai  molti  altri  effe mpi, che  potremmo  addurre, &  dicia- 
mo yn  poco  del  buon  Socrate  maedro  di  Platone ,  che  già  yecchio  &»  pieno  difapienza  yolfe  imparare  a  fo- 
nar la  cetera,  &  il  vecchio  chirone  tra  le  prime  arti  che  infegnafje  ad  ^Achille  nella  tenera  età  ,fu  la  Mufi- 
ca ;  &  volfe,  che  lefinguinolentijue  mani,  prima  che  simbrattaffero  del  [angue  Troiano ,  fon  afferò  la  Ce- 
tera .  Platone  &  ^friflotele  non  comportano ,  che  l'huomo  bene  iflituitofafenza  Mufica  :  anzi  perfuado- 
no  con  molte  ragioni  tale  faenza  douerfi  imparare;  &  mojlrano  la  forza  della  Mufica  ejfer  in  noi  vrandijli- 
ma  ;  C?"  perciò  uovl;ono,  che  dalla fanciullezza  vi  fi  dia  opera  :  conciofia  che  efficiente  a  indurre  m  noi  yn 
nuouo  habito  &  buono ,  &  yn  coflume  tale,  che  ne  guida  &  conduce  alla  virtù ,  &  rende  l'animo  più  ca- 
pace di  felicità  ;  &  il  feuerifiimo  Licurgo  Re  de  Lacedemonij  tra  lefne  feuenfime  levgi  lodò ,  &jòmma- 
rnente  approuo  la  Mufica  ;  percioche  molto  ben  conofceua  ,  che  all'huomo  era  neceffma  molto,  &  di  vioua- 
mentograndifìimo  nelle  cofe  dellaguerra  ;  di  modo  che  1  loro  efferati  (  come  narra  Valerio  )  non  y fatano  di 
andar  mai  a  combattere  ,fe  prima  non  erano  ben  rifcaldati  &  inanimati  dal  fuono  de  Pifferi .  Offenufi  an- 
cora tal  cojlumealli  te  mpi  noflri;  percioche  di  due  efferati  l'uno  non  afjalirebbe  l'inimico ,  fé  non  multato 
dal  fuono  delle  Trombe  &  de  Tamburi,ouero  da  alcun  altra  forte  de  mufcalt  frumenti.  Et  benché, oltra  li 
narrati ,  non  manchino  infiniti  altri  effempi ,  dalli  quali  fi  potrebbe  maggiormente  conofcere  la  divnità ,  & 
eccellenza  della  Mufica  ;  nondimeno  ,per  non  andar  più  m  lungo ,  lilafjaremo^  effendo  a  baflanza  quello  > 

che fin  bora fi  e ragionato.  ■■      •  ,■■     v t  '    -.  : 

,A  che 


8  Prima 

AchefinelaMuficafidebbaimparare.  Cap.     ]■ 

*A  per  che  di  [opra  fi  è  detto  j  che  l'huomo  bene  iflituito  non  debbe  effer  fenx*  Mufica  ; 
però  douendola  imparare ,  aitanti  che  più  oltrapafìtamo ,  voglio  che  veggtamo  qual  fine 
M  egli  fi  debba  proporre  .poi  che  intorno  a  ciò  fono  flati  dmer fi  pareri  ;  dche  yeduto  t  vede- 

remo  ancora  l'vtile  ,che  dalla,  Mufica  ne  -viene ,&  in  qual  maniera  /•*  donemo  yfare.  In- 
cominciando adunque  dal  primo  dico ,  che  fono  flati  alcuni:,  li  quali  hanno  hauuto  parere t 
tììe  la  Mufica  fi  doueffe  imparare  per  darfolax^o  &  dilettauone  all'vdito;non  per  altra  ragione,  fé  non  per 
far  diuemr  perfetto  queflo  fenfi ,  nel  modo  che  diuenta  perfetto  il  vedere ,  quando  con  dilettatione  &  piace- 
re riguarda  vna  cofa  bella  & proportionata  :  Ma  in  vero  non  fi  debbe  imparare  a  queflo  fine  ;  imperoche  è 
cofa  da  volgari  &  da  meccanici  :  ejfendo  che  quefle  cofe  non  hanno  in  [e parte  alcuna  di  virtuofo  (ancora  che 
acchetando  l'animo  habbiano  del  diletteuole)  &  fono  cofe  da  huomtnigrofii,  li  quali  non  cercano  fi  non  dtfia- 
tisfare  al  fenfi,  &  a  queflo  folof  ne  attendono .  filtri  poi  voleuano,  che  ella  s'tmparaffe,  no»  ad  altro  fine,  fc 
jion  per  effer  pofìa  tra  le  difiipline  liberali,  nelle  quali  folamente  i  nobili  fi  efferatauano  ;  (J7*  per  che  difpone 
l'animo  alla  virtù,  &  regola  lefuepafiioni ,  con  alterarlo  a  rallegrarfi  ,&  a  dolerft  virtuofamente  ,  di- 
ponendolo  alli  buoni  coflumi,  non  altramente  di  quello,  che  fa  la  Ginnaflica  il  corpo  a  qualche  buona  diffofi- 
tione  &  habitudine  ;  &  anche  a  fine  di  potere  contai  me%g  pervenire  alla  fbeculatione  di  dmerfe  forti  di  har 
monta  :  poi  che  per  effa  l'intelletto  conofee  la  natura  delle  muficali  confinante .  Et  quantunque  queflo  fine 
habbia  dell'honeflo,  non  è  però  a  baflan-^a  :  imperoche  colui  il  quale  impara  la  Mufica,  non  filo  l'impara  per 
etcquiflar  la  perfettione  dell' wtellt  tto  ;  ma  per  potere  ,  quando  ceffa  dalle  cure  &  negocij  fi  del  corpo ,  come 
dell'animo  ;  cioè  quando  è  in  odo,  &  fuori  delle  cottidiane  occupationi ,  poffare  il  tempo,  &  trattenerfi  vir- 
tuofamente ;  accioche  rettamente  &  lodeuolmente  viuendo  lontano  dalla  pgritia  ,per  tal  mexo  douenti  pru 
dente,  &  trapp^fii  poi  a  fare  cofe  migliori  &  più  lodeuoli .  il  qual  fine  non  filo  è  dto-no  di  laude  &  honeflo , 
ma  è  il  vero  fine ,  perctoche  non  fu  ritrattata  la  Mufica,  onero  ordinata  ad  altro  fine  ,fe  non  a  quello,  ch'hab- 
biamo  moflrato  di  (òpra  ;fi  come  m  llafia  Politica  ti  Filofifo  lo  manifefla,  adducendo  &  raccontando  mol- 
te autorità  di  Homero .  Onde  meritamente  vii  antichi  la  collocamo  nell'ordine  di  quelli  trattenimenti ,  che 
feruenu  agli  huomini  liberi ,  £$7*  tra  le  difcipline  lodeuoli,  &  non  tra  le  neceffarie  ,fi  come  è  l'^rithmetica  ; 
ne  anche  tra  le  vtili ,  come  fino  alcune,  le  quali  fono  per  l'acquiflo  folamente  de  beni  efleriori ,  che  fono  li  de- 
nari ,  &  l'vtile  della  famiglia  ;  ne  tra  alcune  altre,  le  quali  Jerueno  alla  finità  del  corpo ,  <*?"  alla  fortezza  , 
come  la  Ginnaflica  ;  che  è  un'arte  appartinone  alle  cofe,  che  o-wuano  a  far  fino  &  forte  il  corpo, come  e  fare 
alla  lotta,  lanciare  il  palo,  &  altre  cofe ,  che  appartengono  all'ejfercitio  della  guerra .  Si  debbe  adunque  im- 
parar la  Mufica,  non  come  neceffaria  :  ma  come  liberale  &  honefla  ;  accioche  col  fio  me-xo  pofiiamo  per- 
venire ad  vn'habito  buono  &•  virtuofo ,  che  ne  conduca  nella  via  de  buoni  coflumi  ;  facendone  cambiare  ad 
altre  faenze  più  vtilt  ,&pm  neceffarie  ;  &  ne  faccia  trappaffare  il  tempo  virtuofamente  :  &  queflo  debbe 
ejjere  la  principale ,  o  vltima  mt emione ,  che  dire  la  vogliamo .  Ma  in  qual  modo  habbia  poffanza*  d'indur 
nuoui  coflumi ,  &  miiouer  l'animo  a  duterfe pafiiom ,  ne  ragionaremo  in  altro  luogo . 

Dell'vtile  chef!  ha  della  Mufica,  &  dello  ftudio  che  vi  douemo  porre, 
&  in  qual  modo  vfarla .  Cap.      4. 

R<AN  DE  è  veramente  l'vtile ,  che  dalla  Mufica  fi  piglia ,  quando  la  vftamo  tempe- 
ratamente :  imperoche  è  cofa  mantfefla ,  che  non  pur  l'huomo ,  ilquale  è  capace  di  ragio- 
ne :  ma  anche  molti  degli  altri  animali ,  che  di  effa  mancano  ,fi  comprende ,  che  piglia- 
no dilettatone  &  piacere  ipercioche  ddettandoji  et  rallegrandofi  (gii animale  della  pro- 
portione  &  temperamento  delle  cofe  ;  &  ritrouandofi  nelle  harmonie  tali  qualità,  ne  fe- 
gi.  e  immediatamente  il  piacere  &  la  dilettatwne  a  tutti  li  viuenti  commune .  Et  è  in  vero  cofa  ranoneuole; 
poi  che  la  natura  confile  in  tale  proportione  &  temperamento ,  che  ogni  fimik  fi  diletta  del  fio  firn  ile,  & 
quello  appetifce  .Di  ciò  ne  danno  chianfimo  indicio  li  fanciulli  a  pena  nati,  che  prefi  dalla  dolcex^a  del  can- 
to dille  voci  delle  loro  nutrici, non  filo  dopo  il  lungo  pianto  fi  racchetano ,  ma  fi  rendono  allegri, f acedo  anche 


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Parte.  9 


fpeffe  yohe  alcuni geftifefieuoli .  Et  è  a  noi  la  Mufica  tanto  naturale  ,&  in  tal  modo  a  noi  congiunta ,  che 
yedemo  ciafcuno  in  yn  certo  modo  yolerne  dare  qualche  giudicio ,  ancora  che  imperfettamente .  Per  la  qual 
cofa  fi  potrebbe  dire,  colui  non  effere  compojìo  con  harmoma  ,  il  quale  non  piglia  diletto  della  Mufica  :  perciò 
che  (fi  come  habbiamo  detto  fife  ogni  dilettatione  &  piacere  mfce  dalla  fimilitudine,  è  neceffario,che  colui, 
ilquale  non  ha  piacere  dell'harmoniajn  yn  certo  modo  ella  nonfitroui  in  che  lui,&  di  effa  fia  ignorante .  Et 
fé  bene  fi  yorrà  esaminare  la  cofa,firitrouerà  coflui  effer  di  bafifiimo  ingegno ,  &fenza  punto  dìgiudicio; 
&  fi  potrebbe  dire,  che  la  naturagli  haueffe  mancato,  non  gli  hauendo  proportionatamente firmato  l'orga- 
no :  effendo  che  quella  parte,  la  quale  è  per  mezo  ilceruello,  &  è  più  yicina  all'orecchia,  quando  è  proportio- 
natamente compojìa,  ferue  ad  yn  certo  modo  al  piudicio  dell'harmonia, dalla  quale  l'huomo,  come  da  cofa fi- 
ntile, èprefo  £?*  ytnto  ,  &  in  effa  molto  fi  compiace  :  Ma  fé  amene  chefiapriua  di  tal  proporzione  ,  molto 
meno  di  cnficun  altro  di  effa  prende  diletto  ;  &  è  in  tal  modo  atto  alle  cofe  fpeculatiue  &  ingegnofe ,  come 
tifino  alla  Lira .  Et  fé  Togliamo  in  ctafeguire  l'opinione  de  Hi  lAflrolori ,  diremo ,  che  nel  fio  nafcimento 
Mercurio  gli  fiajlato  inimico  ,fi  come  èfauoreucle  a  coloro ,  ti  quali  non  pur  dell'harmoniafi  dilettano  :  ma 
non  fi  [degnano, per  allentamento  delle  lorofatiche,efit  medefimi  cantare  &  fonare, ricreandoft  lofpirito,& 
riacquiflandooft  le  fmarite  forze. Et  però  bene  ha  ordinato  la  natura,  che  hauendo  in  noi,  mediante  lofpinto, 
congiunto  infume  (  come  Tagliano  i  Platonici  )  //  corpo  &  l'Jfnimà  ;  a  ciafiun  di  loro,  effendo  deboli  &  in- 
fermi ,  ha  proueduto  di  oportuni  rimedi]  :  impero  che  il  Corpo  languido  <&  infermo  fi  yiene  a  rifanare  co  ri- 
medi] ,  che  lipoìge  [a  Medicina  ;  &  lo  Spirito  affitto  &  debole  dagli  (piriti  aerei,  &  dalli  fuoni  &  canti , 
che  gli  fono  proportionatt  rimedi]  :  l'^Aiiima  poi,  rinchtufa  in  queflo  corporeo  carcere  ,fi  confila  per  yia  degli 
alti  &  diurni  mifìerij  della  facra  Theologia .  Tale  yttle  adunque  ne  apporta  la  Mufica,  &  di  più  ;  che  fiac- 
cando la  noia,  che  fi  piglia  per  le  fatiche ,  ne  rende  allegri,&  l'allegrezza  raddoppia  &  conferita .  Noi  ye- 
demo li  Soldati  andare  ad  affalire  l'inimico  molto  più  ferocemente ,  tncitati  dal  fuono  delle  Trombe  &  de 
Tamburi  ;  &  non  pur  efii ,  ma  li  Caualli  ancora  muouerfi  con  grande  empito.  Qnefìa  eccita  l'animo,muoue> 
gli  affetti,  mitiga  &  accheta  la  furia  ,fipaffare  il  tempo  yirtuofimente,  &  hàpofftnza  di  generare  in  noi 
yn'habito  di  buoni  cofìumi  ;  mafiimamente  quando  con  li  debiti  modi  &  temperatamente  è  yfata  :  impero 
che  effendo  l'yfhaapropto  della  Mufica  il  dilettare ,  non  dishonejìamente ,  ma  honefiamente  quella  douemo 
yfare  ;  accioche  non  c'intrauenra  quello,  chefuole  intrauenir  a  coloro,  che  fmifuratamente  beuom  ti  Vino  ;  li 
quali  poi  rifcaldati,nuoceno  afiflefìi,  et  facendo  mille  pazzie  muoueno  a  rifa  chiunque  li  Tede  :  Nvnper  che 
la  natura  del  Vinofia  tanto  maligna,  che  quando  temperatamente  fi  beua,open  nelìhuomofimtl  effetto  :  ma 
fi  moftra  tale  a  colui,che  lo  beue  auidamente  iconctofia  che  tutte  le  cofe  fono  buone,  quando  temperatamente 
fi  yfano  a  quel  fine ,  che  fino  {late  ritrouate  &  ordinate  :  ma  quando  fono  intemperatamente  yfate,  &  non 
fecondo  il  debito  fine ,  nuoceno  ,  &  fino  pernitiofe .  Di  modo  che  paterno  tenere  quedo  per  yero  ,  che  non  pur 
le  cofe  naturali  :  ma  ogni  arte,  &  ogni  fetenza  poffono  efiere  buone  &•  cattine ,  fecondo  che  fino  yfate  :  buo- 
ne dico ,  quando  fino  tndrizj^ate  a  quel  fine ,  al  quale  fono  fiate  ordinate  ;  &  cattine ,  quando  da  quel  fine  fi 
allontanano.Effendo  adunque  nato  l'huomo  a  cofe  molto  più  eccellenti,  che  non  è  il  Cantare, o fonare  di  Lirajt 
altre  forti  d'ijìrumenti  per  fatisfare  folamente  alfenfo  dell'ydito ,  male  yfa  la  fua  natura ,  &  deuia  dal  pro- 
pio  f  ne  , poco  curandofi  di  dare  il  cibo  all'intelletto  ;  il  quale  fiempre  defiderafapere  &  intendere  nuoue  cofe. 
Non  debbe  adunque  l'huomo  folamente  imparar  l'arte  della  Mufica ,  &  ritrarfi  dall'altre  faenze*  abban- 
donando il  fio  fine  ;  che  farebbe  «ran  pazzia  :  ma  debbe  impararla  a  quelfine,al  quale  è  (lata  ordinata  ;  Ne 
debbe  [pendere  il  tempo  folamente  in  effa  :  ma  debbe  accompagnarla  con  loftudio  della  jpeculatiua  ;  accioche 
da  quella  aiutato,  poffi  yenire  in  maggior  cognitione  delle  cofe,  che  all'yfo  di  effa  appartengono;  &  median- 
te quefl'yfo  poffa  ridurre  in  atto  quello ,  che  per  lungo fludio  fpeculando  ha  tnueftigato  :  imperoche  accompa- 
gnata in  tal  modo  porta  yttle  ad  ogni  faenza,  &  ad  ogni  arte,  come  altre  yolte  habbiamo  yeduto .  Etfifa- 
ceffe  altramente,  non  Rifarebbe  tal  cofa  di  molta  ytilttà,ne  di  molta  gloria  ;  anzi  figli  «imbuirebbe  a  yitio: 
concwfia  che  l'effercttarfi  continouamente  in  effafenza  alcun  altro  (ìudio, induce  fonnolenza  &" pigrttia;& 
rende  gli  animi  molli  &  effeminati  :  la  qual  cofa  conofiendo  gli  antichi,yolfiro,che  lofiiidio  della  Mufica  al- 
la GinnaUicafuffe  consunto  :  ne  yoleuxno,  chefipoteffe  dar  opera  all'ynafenza  l'altra  ;  &  quefiofaceua- 
110,  accio  che  per  il  dar  fi  troppo  alla  Mufica ,  l'ammp  non  yeniffe  a  far  fi  mie  ;  &  dando  opera  folamente  alla 
Ginnafiica,gli  animi  non  diuemffero  altra  modo  feroci,  crudeli,^  inhiimani  :  ma  da  queili  due  efferati]  in- 
fieme  aggiunti  fi  rendejfiro  Immani,  modefli,  &  temperati.  Et  a  far  ciò  fi  moffero  con  ragione,  che  chiara^ 

b  mente 


io  Prima 

mente  fi  puh  vedere ,  che  coloro  i  quali  nellt  giouentu ,  laffati  li  sìudij  delle  cofe  di  maggiore  importanza  ,fi 
fono  dati  [olameute  a  conuerfire  cogl'ljìriom,&  co  parafiti, flandofempre  nelle  fchuole  di  giuochi ,  di  balli, 
&  di  f liti,  fon. in  do  Li  Ltr.t  &  il  Leuto,&  cantando  canzoni  meno  che  honefle  ,fono  molli,  effeminati,  & 
fwza  alcuno  buon  cojhime .  Impero  che  la  Mufica  in  tal  modo  vfata ,  rende  gli  animi  degiouam  mal  com- 
poslt ,  come  bene  lo  dimojìrò  Otudio  dicendo  ; 

Eneruant  ammos  cithar£ ,  cantiKque  lyrxque , 

Et  vox,&*  numenì  brachia  mota  pus.  Ne  di  altro  fumo  ragionare  che  di  tali  cofe  ;  ne  altro  che  dishone 
Jle  parole  dalla  lorofporca  bocca  fi  fentono  vfcire.  Per  il  còtrano  poi,  fono  alcuni,  li  quali  per  talejludio  no  fo 
lo  molli  &  effeminati  :  ma  importuni,  dijpiaceuolt,  ftiperbi,  pertinaci,^  mhumani  diueutano\;  di  modo  che 
vedendofi  ad  vn  certo  termine  amuati,jhmandofifopra  d'ogn  altro  eccellenti,  fi  gloriano,  fi  effaltano,fi  lo  - 
dano,  &  -vituperandogli  altri, per  parere  ejìi  pieni  difapienza  <&  di  °iudtcio,flanno  con  la  maggior  riputa 
tione  £7*  fuperbia  deimondo  :  ne  mai  fé  non  con  grande  iflantia  dipneghi ,  &  con  laudi  molto  maggiori  che 
a  loro  non  conuengcno,Ji  poffono  ridurre  a  moflrare  ynpoco  del  loro  japere .  Per  la  qual  copi  di  tutti  queili 
Tuteli]  fi  verifica  il  detto  di  Horatio  ,  il  quale  dice  ; 

Omnibus  hoc  vitium  efl  cantonbus ,  inter  amicos  , 

Vt  nunquàm  mducant  anunum  cantare  rodati , 

Iniujii  nunquàm  defflant .  ^f  talijaceua  dibifogno,che  li  lor  padri  più  presìo  haueffero  fatto  infegnare 
aitala) 'altro  mejliero ,  quantunque  vile,  che  forfè  nonfirebbeno  caduti  in  tali  errori,  et  harebberw  atquijìate 
mea-lion  creante-  Tutto  quejìo  ho  Doluto  dire,accwche  quelli, che  dell'arte  della  Mufica  vogliono  fare  profef 
fumé, s'innamorino  della  fcien  za,&  citano  opera  allojìudio  dellajpeculatiua  iperaoche  non  dubito ,  che  con- 
irmno-endo  infieme  quefle  cofe, non  habbiano  da  diuentare  yirtuofi,honefTi,&  coflumati  :  et  in  tal  modo  Ter- 
ranno ad  imitare  gli  antichi  ;  //  quali' come  fi  è  detto)accompagnauano  la  Mufica  con  la  Cmnajlica  :  percio- 
che  cofi  ella  farà  potente  di  ridurre  ciafcuno  nella  diritta  -via  de  i  buoni  coflumi.  Ne  alcuno  debbe  credere, che 
quello  ch'io  ho  detto  dell'arte  della  Mufica ,  l'habbia  detto  ,  ne  per  vituperarlo ,  ne  coloro  che  in  tal  maniera 
heffercitano  ;  cofa  chegiamai  non  mi  è  caduto  nell'animo  :  ma  più  toilo  l'ho  detto ,  accioche  congiunta  in  tal 
modo,&  ad  altre  honoreuoli  piente  piene  difeuentà ,  la  difendiamo  dalli  vagabondi  &  otiofi  ruffiane fmi 
de  battellieri ,  &  la  riponiamo  nelfuo  vero  luogo  ;fi  che  ella  non  habbia  da  fruire  a  coloro  che  fono  dediti 
folamente  alle  voluttà  :  mafia  per  vfo  delli  iìudiofi  delle  buone  faenze-,  &  di  coloro  che  feguitano  le  uirtù  , 
coflumat amente  &  ciuilmente  vtuendo . 

Quello  che  fia  Mufica  in  vniuerfaleJ&  della  Tua  Diuifione .     Cap.   ^ . 

.Jt  R  EMO  adunque  principio  advno  cofi  honejìo  &  honoreuole  Jìudio  ,  vedendo  pri- 
ma quello  chefia  Mufica ,  &  dipoi  di  quante  fòrti  fi  truoua ,  affinando  a  ciafcuna  fòr- 
te lafua  defilinone  ;  &  queflo  faremo  per  non  dtuiare  dalbuon  ordine ,  che  hanno  tenu- 
togli antichi  jli  quali  voleuano ,  Che  ogni  ragionamento  di  qualunque  cofa,  che  ragione- 
uolmente  fi  faccia ,  debba  incominciare  dalia  defnitione ,  accioche  s'intenda  quello  ,  di 
che  fi  ha  da  deputare .  Pero  m  Vìittter fiale  parlando  dico  ,  che  Mufica  non  è  altro  che  H armonia  ;  &  potre- 
mo dire ,  che  ella  fio.  quella  lite  &  amiatia ,  che  poneua  Empedocle ,  dalla  quale  voleua ,  chefigeneraffe- 
ro  tutte  le  cofe,  aoì  vna  dtfcordante  concordia ,  come  farebbe  a  dire ,  Concordia  di  vane  cofe,  le  quali  fi  paf- 
futo congiungere  wfieme  .  Ala  perche  qutfla  parola  Mufica  ha  diuer fé  fignif  cationi ,  &  la  ragion  vuole , 
che  ogni  cofa,  che  porta  feco  molti  panificati,  prima  debba  effer  diuifa ,  che  definita  f  maf  imamente  volen- 
do dichiarare  orni  fùa  parte)  pero  noi  primamente  la  (Illuderemo  dicendo;  la  Mufica  ejferedtdue  forti  ,- 
lAnimaflica ,  &  Organica .  L'vna  è  harmonia,  che  nafce  dalla  compoptione  di  varie  cofe  congiunte  nifie- 
me  in  vn  corpo  ;  attenga  che  tra  loro  fiano  difcrepanti  ;  come  e  la  miflura  de  i  quattro  Elementi ,  onero  di  al- 
tre qualità  in  vn  corpo  animato.  L'altra  è  harmonia,  che  può  nafcere  da  varu  iflrumenti\Et  quefta  di  nuouo 
partiremo  in  due  :  perocché  fi  ritrouano  due  forti  d'iilritmentt,cioè  Naturali  cjr  .Artefi ciati.  Li  naturali  fo- 
no quelle  parti  che  concorrono  alla  formatwne  delle  voci  ;.  come  fono  la  Cola,  il  Palato  fila  Linguale  Labbra, 
li  Denti,  e  finalmente  il  Polmone,  dalla  naturaformate .  Le  qual  parti  effendo  muffe  dalla  Volitata,  &  dal 
mommaito  di  effe  nafcaidone  itfuono,  &  dalfuono  il  Parlare  ;  nafce  poi  la  Modulatone ,  ouero  il  Cantare  : 

&coJì 


Parte.  n 

&  cufiper  il  mouìmento  del  corpo ,  per  li  ragione  del  fono  ,&per  le  parole  accommodate  al  Canto ,  fi  fa- 
perfetta  l'harmonii ,  &  nafce  la  Mttfica  detta  Harmonica ,  o  Naturale.  Gli  iftrumenti  artefiaali  fono  in- 
ttentioni  humane  ,  &  deriuano  dall'arte ,  &  formano  la  Mttfica  arteficiata ,  che  è  quella  harmonia  ,  che 
nafce  dafimili  iflrumenti  ;  &  qnefla  fi  fa  in  tre  modi  :percioche  o  n.ifce  da  iflrumenti ,  che  rendonjuono 
con  fiato  naturale ,  o  arte  fidato  ;  come  Organi ,  Pifferi ,  Trombe ,  &  ftmili  ;  onero  da  iflrumenti  da  chor- 
de ,  oue  non  fa  dtbifogno  fiato  ;  come  C  etere ,  Lire  ,  Lenti ,  ^Arpichordi ,  Dolcimeli ,  &  fintili  ;  li  quali  dal- 
le dita ,  &  dalle  penne  fono  percofìt  ;  onero  fi  fonano  con  archetti .  Nafce  yltimamente  da  tflrumenti 
da  battere  ;  come  Tamburi  ;  Cembali ,  T abolii,  Campane ,  c^  altri  fimili,  che  di  legno  concauo  &  di  pelle 
di  ammali  fopr  a  tirrate  ,  &  di  metallo  fi  fanno  ;  quando  da  qualfi  voglia  cofa  fumo  percoli .  Di  modo  che 
l'artefciataf  trotta  di  tre  forti,  Da  fato ,  Da  chorde ,  &  Da  battere  ;  £*?*  la  Naturale  di  quattro ,  Piana, 
M furata,  Rithmica,  &  Metrica  ;  benché  quefle  quattro  ancora  fi  poffano  attribuire  all' arteficiata ,  per  le 
ragioni  ch'altroue  diremo .  Dell '^Animafica  poi  faremo  fimilmente  due  parti,  ponendo  nella  prima  la  Mon- 
dana, &>  nella  feconda  la  Humana  ;  come  nellafottopofla  dmifione  appare . 


Et  quantunque  alcuni  habbiano  fatto  differenza  tra  la  Mufica ,  che  nafce  da  iflrumenti  da  fato ,  nomi- 
nandola Organica,  da  quella,  che  nafce  dalie  chorde  &  fenza  fiato ,  chiamandoli  Rithmica ,  nondimeno  io 
['ima  &  l'altra  ho  voluto  chiamare  indiferentemente  -Arteficiata, Prima  -.percioche  non  è  di  molta  impor- 
tanza il  nominarle  più  adimo  modo ,  che  ad  yn  altro  ì  &  poi  per  femore  ilfgnificato  della  parola  Organo, 
Aonde  -vien  queflo  nome  Organico,che  comprende  in  ymuerfale  tutte  le  forti  diflrumenti  arteficiali  ;  &  al- 
tra di  queflo  per  fuggir  l'eautuocatione  :  conciofo  che  dicendofi  Rithmica ,  fi  potrebbe  intendere ,  non  fio  di 
quella  harmonia  ,  che  nafce  da  vh  iflrumenti  arteficiali  da  chorde  ;  ma  anco  di  quella ,  che  dalla  Profa  ben 
compofla  rfulta .  Ma  -vediamo  hormai  quel  che  fa  ciafcun  membro  della  fopramofirata  diuifone . 

b      z  Delta 


12  Prima 

Della  Mufica  mondana.  Cap.     6. 

1 P IG  LI  ^fN  D  O  adunque  la  Mufca  animaflica  diremo ,  che  ella  è  di  due  fòrti , 
Mondana ,  &•  Humana .  La  Mondana  è  quell'harmonia ,  che  non  folofi  conofce  effere 
tra  quelle  coje,  che  fi  -veggono  &  conoscono  nel  cielo  :  ma  nel  legamento  de  vii  Elementi, 
&  nella  varietà  de  t  tempi  ancora  fi  comprende .  Dico  chef  vewono  &  conofcom  nel 
cielo  ,dal  Riuolgìmento  ,  dalle  Dittane ,  &  dalle  Parti  delle  filiere  cele/li  ;  &  da  vii 
^ìjpetti,  dulia.  Natura,  &  dal  Sno"de  i  fette  pianeti  ;  chejono  la  Luna,  Mercurio,  Venere,  il  Sole,  Marte, 
Gioue,  &  Saturno  :  tmperoche  è  fiata  opinione  di  multi  Filofofi  antichi, &  mafimamete  di  Pithavora,  ch& 
t>n  riuolgìmento  di  fi  gran  machina  confi  veloce  mouimento,  non  trappajìi  fenxa  mandar  fuori  qualche  fm- 
no  ;  la  quale  opinione ,  quantunque  da  ^Artflotele  fa  riprobata ,  è  nondimeno  fauonta  da  Cicerone  nel  lib.6. 
della  Rep.  doue  rispondendo  il  maggior  Scipione  ^Africano  al  minore ,  che  gli  haueua  dimandato  ;  Che  [nono 
è  quefio fi  grande  &~  f  dolce ,  che  empie  gli  orecchi  miei  ì  Dice  ;  Quefio  è  quello ,  che  conmunto  per  incottali 
interuallt,  nondimeno  difhutiper  compartita  proporttone,  è  fatto  dal  fojptngire  &  dal  muouere  di  eBi  circo- 
li ;  il  quale  temperando  le  cofe  acute  con  le  graut ,  equalmente  fa  diuerf  concenti  ;  Perche  non  fi  pojfono  fare 
fi  gran  mouimenti  con  filanto ,  &•  la  Natura  porta,chegli  eflremi  dall'vita  parte  vrauemente ,  Cy~  dall'al- 
tra acutamente  fonino.  Per  la  qual  cofa  quelfommo  corjo  del  cielo  (Iellato  ,  ti  cui  nuolvimento  è  più  veloce  , 
fi  maone  con  acuto  & più forte  fi tono  ;  &  quefio  lunare  £7*  infimo  coagrauifimo .  Quefio  dice  Tullio ,  fe- 
condo il  parer  di  Platone;  il  quale  per  modrare ,  àie  da  tale  riuolgìmento  nafea  l'harmonia  ,finvt  che  a 
ciaf una  fonerà  foprafteda  vna  Sirena  :  Peraoche  Sirena  non  vuol  Jigmf  care  altro  che  Cautatrice  a  Dio.  Et 
medefmamente  Hefodo  nella  fa  Theogonia  accennando  quefio  tflejfo,  chiamo  ivf&iig.  l'ottaua  Mufa ,  che 
è  approdata  all'ottauafphera ,  da  àuptaos ,  colqualnome  da  i  Grecivien  nominato  il  Cielo .  Et  per  mofira- 
re,  che  la  Nonajpherafuffe  quella,  che  partortffe  la  grande  &  concordeuole  vmtà  deftom ,  la  nomino  x.a.k- 
hjóm ,  che  viene  afgmficare  di  Ottima  voce  ;  volendo  mofbrar  per  quitto  l'harmonia  ,  che  tifata  da  tutte 
quell'altre  fphere  ;  come  fi  vede  accennato  dal  Poeta  quando  difje  >- 
/j_5  Vos  o  Calliope  prxcor  afpirare  canenti  ;  inuucando  folamente  Calliope  nel  numero  del  più,  come  laprtnci- 
pale ,  £7*  come  quella  al  cui  fio  volere  fi  muoueno  ,  &  fi  girano  tutte  l'altre .  Etj  tanto  hebbero  «li  antichi 
quefla  opinione  per  vera ,  che  nelli  facrtficij  loro  vfauano  Mufcali  iflrumenti ,  &  cantauano  alcuni  Hinni 
compojli  di  [onori  verf,  i  quali  conteneuano  due  pam,  tvna  delle  quali  nommauanorpotfii &-  l'altra  aVr/rpo- 
p»  ;  per  mojìrare  li  diuerf  viri  fatti  dalle  fphere  celeflt  :  peraoche  per  l'vna  mtendeuano  il  moto ,  che  fa  la 
Iphera  delle  felle  fiffe  dall'Oriente  m  Occidente  ;  &  per  l'altra  li  mouimenti  diuerf ,  che  fanno  l'altre  fphe- 
re de  pianeti  procedendo  al  contrario,  dall'Occidente  in  Oriente .  Et  con  tali  iflrumenti  ancora  accompagna- 
ti ano  li  corpi  de  lor  morti  allafepoltura  :  peraoche  erano  di  parere,  che  dopo  la  morte  l'anime  ritornaffero  al- 
la online  della  dolcexj^a  della  Mufica,cwè  al  cielo.  Tal  coflume  offeruaronogiagli  Hebrei  anticamente  nel 
la  morte  de  loro  parenti,  di  che  ne  hammo  chiartfima  teflimomanxa  nelT  Euangelio,  nel  quale  è  de  fritta  la 
rifufcitatione  della  figliuola  delprencipe  della  Sinagoga ,  doue  erano  mufcali  iflrumenti,  a  fonatori  de  i  quali 
comando  il  Signor  noflro,che  più  nonfonaffero .  Etfaceuano  quefio  (come  dice  ^Ambrofio)  per  offeruare  Fv- 
fanxa  de  t  loro  antichi  ;  liquali  in  cotal  modo  inuitauano  li  circostanti  a  piangere  con  effo  loro .  Molti  ancora 
haueano  opinione,  che  in  quefla  vita  ogni  anima  ftffe  vinta  per  la  Mufica  ;  et  che  fé  bene  era  nel  carcere  cor 
poreo  rinchiufa ,  ncordandofi  &  effendo  confapeuole  della  Mufica  dei  cielo  ;fi  domenticaffe  ogni  dura  <&•  no 
tofa fatica .  Ma  fé  ciò  ne  pareffe frano,  hauemo  dell'harmonta  del  cielo  iltefhmomo  delle  Sacre  lettere,  doue 
il  Signore  parla  a  Giobbe  dicendo  ;  Chi  narrerà  le  ragioni  o  voci  de  Cieli  ì  Et  chi  farà  dormire  il  loro  concen- 
to ?  Et  fé  mifuffe  dimandato  ;  onde  proceda ,  che  tanto  grande  &  fi  dolce  fuono  non  fa  vdno  da  noi  ;  altro 
non  faprei  rifondere,  che  quello ,  che  dice  Cicerone  nel  luovo  di  fopra  allegato  ;  Chegli  orecchi  noflri  ripieni 
di  tanta  harmomafonofordi  ;fi  come  per  effempio  amene  a  vii  habitatort  di  quei  luoghi  doue  il  Nilo  da  mon- 
ti alti  fimi  precipita ,  detti  Catadupa  ;  t  quali  per  la  grandexza  del  rimbombo  mancano  delfenfo  dell'vdito. 
Ouero  chef  come  l'occhio  noflro  non  può  fi ff are  lofguardo  nella  luce  del  Sole ,  reflando  da  ifuoi  ravgi  vinta 
la  noflra  luce  ;  cof  vii  orecchi  noflri  non  poffono  capire  la  dolcexxa  dell'harmonta  celejle,per  l'eccellenxa  et 
vraude^afua .  Ma  ogni  ragione  ne  perfuade  a  credere  almeno ,  che  il  mondo  fa  compoflo.  con  harmoma  ; 

fi  perdi  e 


Parte.  13 


fi  perche  (  come  vuol  Platone  )  t anima  di  effo  è  harmonia  ;fi  anche  perche  li  cieli  fino  girati  intorno  dalle  lo 
ro  intelligenze  con  harmonia  :  come  fi  comprende  da  i  loro  riuolgimenti  ;  Uguali  fono  l'uno  dell'altro  propor- 
tionat  amente  più  tardilo  più  veloci.  Siconofieanchora  tale  harmonia  dalle  dtjìanxe  delle  fphere  celejli  : 
peraoche  fino  difìanti  tra  loro  (  come  piace  a  molti  )  in  harmonica  proportione  ;  [aquale,  benché  non  ven- 
ga mi  furata  dal  fenfo ,  è  nondimeno  mifurata  dalla  ragione  :  imperoche  li  Pithagorici  (  come  dimoflra  Pli- 
nio )  mifurando  la  dtjìanza  de  cieli ,  &  li  lorointeruttlli,poneuano  dalla  Terra  cult  prima  Sphera  lunare  efi 
fere  lo  [batto  di  11600  iladij.  j  &  quejìodiceuano  effere  l'interitallo  dehuono  ;  attegna  che  queflo  (fecon- 
do il  mio  parere  )fia  fiori  d'ogni  ragione  :  concio  fa  che  non  può  effere ,  che  quelle  cofe  le  quali  per  lor  natu- 
ra fino  immobili  Si  come  è  la  Terra  ,fiano  atte  a  generare  l'harmonia  ;  hauendo  li  filoni  (  come  -vuol  Boe- 
tm)  il  loro  principio  dal monumento .  Dipoi  andauano  ponendo  dalla  fplnra  della  Luna  a  quella  di  Mer- 
curio l'intsruallo  d'un  Semituono  maggiore  ;  &  da  Mercurio  a  Venere  quello  del  minore  ;  e  da  Vene- 
re al  Sole  il  Tuono  ,&  il  minor  femituono  ;  &  quejla  diceuano  ejjer  dtjìante  dalla  terra  per  tre  tuo- 
m  ,&  vno  femituono  ;  il qual [patio  è  nominato  Diapente.  Et  dalla  Luna  al  Sole  poneuano  la  di- 
{lanxa  di  due  tuoni  ,  &  vno  femituona  ;  li  quali  coflituifcono  lo  [patio  della  Diateffaron .  Ritornando. 
jpoi  A principiato  ordine  ,  differo  ,  il  Sole  effer  lontano  da  Marte  per  la  mtdefima  diftan%a  ,  che  è  la 
Luna  dalla  terra  ;  &  da  Marte  a  Gioue  effere  l 'infermilo  del  femituono  minore  ;  &<  da  queflo  a  Sa- 
turno lo  fpatio  del  Jemit  nono  maggiore  :  dal  quale  per  fino  all'ylnmo  cielo  ,oue  fittoli  fegni  celefli  ,pofe- 
rolo'fpatio  del  mutar  femituono.  Per  la  qual  cofa  daU'yltimo  cielo  allajphera  del  Sole  fi  comprende  effer  lo 
fpatw,  0  interuallo  della  Diateffaron  ;  &  dalla  terra  all'yltimo  cielo  lajpatio  di  cinque  tuoni,&  due  mino- 
ri fimitumii,  cioè  la  Diapafon .  Chi  votràpoi  effeminare  li  cieli  nelle  fue  parti,  fecondo  che  con  gran  ddigen- 
■gahà  fitto  Tolomeo,  ritrouerà  (  comparate  infame  le  dodici  parti  del  Zodiaco ,  nelle  quali  fono  li  dodici  fe- 
githcelelh  )  le  confinante  muficalt,  cioè  la  DiateJJaronJa  Diapente,  la  Diapafon,  &  le  altre  per  ordine;  et 
nelii  motti  fatti  yerfi  l'Oriente  &  l  Decidete  potrà  conofeere  effer  collocatififfiioni  grauifiimi  ;  &  ut  quelli, 
ichefifinno  nel  mexo  del  cielo  Ai  acuti  fimi .  Nelle  altitudini  poi  ritrouerà  ilDiatomco,  il  Chromatico ,  & 
:l'£nharmomco  genere.  Similmente  nelle  latitudini  li  Tropi ,  o  Modi,  che  vogliamo  nominarli  ;  &  nelle fac- 
<ae  della  Luna ,  fecondo,  gli  yarij  ajpetti  calSole,effer  le  cono-iuutiom  delli  Tetrachordi .  Ma  non  filo  dalle 
..predette  cofe  fi  puh  conofeere  cotale  harmonia  ;  ma  dalli  yarij  ajpetti  de  i  fette  Pianeti  ancora  ;  dalla  natu- 
ra, &»  dalla  pofitnne ,o fiso  toro .  Dagli  ajpetti,  fi  come  dal  Trino, dal  Quadrato,  dal  Sejlile,  dalle  congiun- 
zioni, &  dalle  oppofitioni  ;  li  quali  fanno  nelle  cofi  inferiori,  fecondo  i  loro  influfii  buoni,  &*  rei,  yna  tale  & 
•tanta  diuerfità  di  harmonia  di-cofe  ,  che  è  imponibile  di  poterla  esplicare .  Dalla  natura  poi,  concio  fa  che  ef- 
fendone  alcuno  (  come  vogliono  gli  ^Aflrologi  )  di  natura  trìfttt  &  maligna  ;  da  quelli ,  che  buoni  &  bem~ 
gin  fono  ,  in  tal  moda  yengono  ad  effer  temperati  ;  che  ne  rifatta  poi  tale  harmonia  ;  che  apporta  gran  am- 
modo &  ytile  a  mortali .  Et  quejla  fi  comprende  ancora  dal  Sito ,  ouero  dalla  Pofitione  loro  ;  conciofa  che 
fino  tra  loro  in  tal  modo  collocati ,  quafi  nel  modo  che  fino  collocate  le  yirtu  tra  gli  yitij .  Onde  fi  come  que- 
Jli,  che  [ano  eflremi  ,fi  riducono  ad  vn'habito  yirtuofo  ,per  via  di  yno  me^o  conuemente  ;  cofi  quelli  piane- 
ti ,  che  fino  di  natura  maligni  ,fi  riducono  alla  temperanza  pervia  di  vn  altro  pianeta  pojlo  nel  mexo  loro, 
che  fia  di  natura  benigna .  Pero  fi  vede ,  che  effendo  Saturno  &  Marte  podi  nel  luogo  [oprano  di  natura 
maligni,  cotal  malignità  da  Gioue pojìo  tra  l'vno  &  l'altro ,  &  dal  Sole poflo  fono  di  Marte  con  vita  certa 
harmonia  è  temperata  ;fi  che  non  laffano  operare  a  i  loro  mflufii  cattiui  nelle  cofe  inferiori  quel  malio-no  ef- 
fetto ,  che  potrebbeno  operare  non  vi  ejfindo  tale  interpofitione .  Et  hanno  i  loro  influfiifi  min  pofjanxafi- 
pra  li  corpi  inferiori ,  che  mentre  li  due  primi  nominati  pianeti  fi  ritrouano  hauere  il  dominio  dell'anno  ;  al- 
lora fi  difiiolge  l'harmonia  de  i  quattro  Elementi  :  peraoche  fi  corrompe  l'aria  de  tal  maniera ,  che  o-enera 
nel  mondo  peftilenza  vniuerfale.  Vogliono  ancoraché  1  due  luminari  maggiori, che  fono  il  Sole  &  la  Luna, 
facino  comjpondente  harmonia  di  beniuolenxa  tra  gli  huomim ,  quando  nel  nafiimento,  dell'imo  quello  fi  ri- 
trova effere  in  Sagittario,  &  quejla  nel  Montone  ;  cS*  nel  nafiimento  dell  'altro  il  Solefia  nel  Montone,  & 
la  Luna  nel  Sagittario .  Simil  harmonia  dicono  ancora  farfi  ,  quando  nel  loro  nafiimento  hanno  battu- 
to vn  medefimo  figlio ,  ouero  difimile  natura,  ouero  vn  medefimo  pianeta,  o  di  natura  fintile  in  afeendentc  : 
ouero  che  due  benigni  pianeti  col  medefimo  ajpetto  habbianotriruardato  l'angolo  dell 'oriente .  Queflo  iftejjo 
dicono  auenire, quando  Venere  fi  ritroua  nella  medefima  cafa  della  loro  natiuttà,  o  nel  medefimo  <rrado.  Ha- 
ttendo  adunque  battuto  riguardo  a  tutte  le  fipradette  opinioni ,  &  effendo  (fi  com:  affermarono  ideimi  )  1/ 

Mondo 


T4-  Prima 

Mondo  forano  d'iddio ,  nella  dichiaratone  della  Mufrca  mondana  ho  detto ,  che  è  harmonia ,  la  quale  fi 
(corre  tra  quelle  cofe,  che  fremir  ono,&  conoscono  nel  cielo.  Et  fiinunfr  ,che  anche  nel  leo amento  degli  Ele- 
menti fi  cóprende:conaofiache  ej fetido  fati  creati  dal  grande  ^Architettore  iddio  (fi  come  creo  ancora  tut- 
te l'altre  cofe)  in  Numero  ,in  Pefo,  &  in  Mi  fura,  da  ciaf  una  di  quejìe  tre  cofèfi  puri  comprendere  tale  har- 
monia ;  &  prima  dal  Numero,  mediatiti  le  qualità  pafribili  ,  che  fono  quattro  &  non  più,  cioè  la  Siccità,  l.t 
Frigidità  Ja  Humidùtàfs*  '<*  Calidità,  chef  ritrouano  in  ejìi  :  conciofache  a  ciafcuno  di  loro  principalmen- 
te ima  di  effe  qualità  è  appropiata  ;f  come  tafccità  alla  terra,  la  frigidità  all'  acqua,  l'humidità  all' aria, & 
la  calidttà  al  fuoco;  ^Ancora  che  la  fccità  fecondanamente  fi  attribuì  fca  al  fuoco,  la  calidità  all' aria, l'humi- 
dità  all'acqua ,  &  la  frigidità  alla  terra  ;  per  le  quali  non  ojlante ,  che  tra  loro  efi  elementi  frano  contrarli , 
reftdno  nondimeno  in  tuo  merino  elemento,  fecondo  yna  qualità  concordi  &  imiti  :  effendo  che  ad  o<nìi>m 
di  loro(come  hauemo  Tedino  jdite  ne  fono  approdiate ,  per  mexo  delle  quali  mirabilmente  wfremefr  congiun- 
gono, &  in  tal  modo;  che  fi  come  due  numeri  Quadrati  conuengono  in  imo  melano  numero  proportionato, 
cofr  due  di  efii  elementi  in  imo  melano  fi  congiungono.  Concwjia  che  al  modo  che  il  Quaternario,  £•?*  N  otte- 
nano  numeri  quadrati  fi  conuengono  nel  Senario ,  il  quale  fupera  il  Quaternario  di  quella  quantità ,  che  effo 
ìfuperato  dal  Nouenano  ;  in  tal  modo  il  Fuoco  &  l'acqua,  che  fo no  in  due  qualità  contraru ,in  uno  mela- 
no elemento  fi  congiungono  :  Impero  che  effendo  il  Fuoco  per  fua  natura  caldo  &  ficco,  &  Ì^Acqua  fredda 
&  humida ,  nell'^Aria  calda  &-  humida  mirabilmente  con  grande  proportione  s' accompagnano  ;  il  quale  fé 
bene  dall'acqua  per  ilcalidofifompa<rna,feco  poi  per  l'humidoft  imifce.  Et  fé  l'humido  dell '^Acquit  ripu- 
gna al  fecco  della  Terra ,  ilfrgido  non  reflapero  d'ynirli  infreme .  Di  modo  che  fino  con  tanto  marauigliofo 
ordine  infume  ymti ,  che  tra  efi  non  fi  ritroua  più  dtjjiarità ,  chef  ritmiti  tra.  due  mezam  numeri  propor- 
tionatijCollocati  nel  mexo  di  due  numeri  Cubi  ;  come  mlfottopojìo  effempio fi  pub  chiaramente  -vedere. 


Parte.  ij 

Tal  legamento  fitto  con  harmonia  eolico  ancora  Boetio  dicendo  ; 

Tunumens  elementa  ligas ,  ytfrigoraflammis 

strida  conuemant  liqtuais ,  ne  pttrior  igni* 

Euolet ,  aut  merfloA  deducant pondera  terrai . 

Tu  triplicii  mediam  natura  cunóla  mouentem 

Conneólens  animarti  ,per  confona  membra  refluii.  Et  in  vn 'altro  luogo  ; 

H<ec  concordia  temperat  aquit 

Elementa  modu ,  yt  pugnanti* 

Violiti  cedane  humida  ficai 

Jungantq;  fdem  frigoraflammis . 

Pendidus  imnsfmgat  in  altum , 

Terr£q; grattes  pondere  fidant .  Ma  chi  vorrà  dalpefò  loro  comprendere  ancora  la  Mondana  harmo- 
nia la  potrà  conofeere  :  percioche  effendo  l'yno  dell'altro  più  grane ,  opiù  leggiero ,  fono  di  tal  modo  infieme 
concatennati  &  legati ,  che  con  yna  certa  harmonia  la  circonferenza  di  ciafcunoproporttonatamente  è  lon- 
tana dal  centro  del  Mondo.  Noi  y  edemo  che  quelli,  che  fono  per  lor  natura  graui, fono  tirati  all' in  su  da  quel- 
li ,  che  fono  per  loro  natura  leggieri  ;  &  li  grani  tirano  all' ingiù  li  leggieri  in  tal  maniera ,  che  niuno  di  loro 
ya fuori  delfuopropw  tmw<  Et  in  tal  gufa [tanno  infieme  fempre  ymti  (sferrati  ,che  tra  loro  non  fi  trout 
per  alcun  tempo,  quantùnque  breue,in  alcunaparte  ti  Vacuo  ;.  il  quale  la  Natura  grandemente  abhorifle.  Et 
fono  poi  in  tal  modo  collocati,  che  la  Terra,  la  quale  per  [uà  natura  è  [emplicemente graue ,  &  il  Fuoco,  che 
è  femphcemaite  leggiera; fetta  quelli, che  poffeggonogli  yltimi  luoghi.  La  Terra  tien  l'infimo  luogo  :  percio- 
che orni  natie  tende  al  baffo  ;  &  d  Fuocojlà  nelfupremo  :  concwfia  che  ogni  cofa  leggiera  tende  a  talluo- 
o-o .  Ma  perche  li  mexi  ritengono  la  natura  de  i  loro  eflremt  ,pero  ha  ordinato  bene  il  Creatore ,  che  effendo 
tiAcqua  &  l'^fna,  fecondo  yn  certo  rifletto  graui  &  leggieri, doueffero  tenere  il  luogo  melano,  l'^Alqua 
accompagnandofi  alla  Terra  come  più  graue  ,■  &  tofrid  al  Fuoco ,  come  più  leggero  ;  accwche  ciafcuno  fi 
dccompagnaffe  a  quello ,  che  era  di  natura  a  lui  più  fimile .  1 1  qual  ordine  &  legamento  leggiadramente 
Ouidio  ejfrejìè dicendo.       .  ... 

Io  ned  conuexi  yu ,  &fine  pondere  uxti 

Emtcuit  ,fummaq;  locumfibi  legit  in  arce . 

Proxirmrt  e  fi  aer  illi  lemtate  locoq; . 

Denfior  hjs  tellus  elementari  grandia  traxit , 

Et  prsiffa  efl  orauitatefuu  circunfium  humor 

Vltima  pojfedit ,folidumqi  coercuit  orbem.  Ma  fé  più  fotilmente  ancora  yorremo  eff aminare  la  cofa,ri- 
trouaremo  l'harmonia  mondana  nella  loro  mifura  £7»  quantità ,  mediante  la  trammutatwne  delle  parti,  che 
fa  dall' yno  nell'altro  ,fi  come  mofira  il  Filofofo  :  conciofiache  caffi  trammuta  yna  parte  di  terra  in  ac^ua, 
<*7«  i»ia  parte  di  acqua  in  aria ,  come  fi  trammuta  yna  parte  di  aria  infuoco.  Et  cofi  come  fi  trammuta  yna 
parte  di  fuoco  in  aria ,  &  yna  parte  diana  in  acqua ,  cofi  fi  trammuta  yna  parte  di  acqua  in  terra  :  effendo 
che  trammutaniofi  la  terra  in  acqua,fi  yiene  a  far  tale  trammutatione  in  proportione  Decupla  .  Di  modo 
che  quando  fi  trammuta  impugno  di  terra  in  acqua,  fi  genera  (come  dicono  i  Filoff  )  dieci  punii  di  acquai 
<3r  quando  fi  trammuta  tale  acqua  in  aria ,  mene  a  fare  cento  punii  di  aria,  per  la  qual  cofa  trammutandofi 
tutto  quejlo  in  fuoco,  yiene  a  mtdtiplicare  in  mille  pugni  di  fuoco.  Cofi  per  il  contrario,  mille  pugni  di  fuoco  fi 
conuerteno  in  cento  di  aria ,  &.  quefìi  in  dieci  di  acqua ,  &  dieci  di  acqua  in  yno  di  terra  ;  &  queflo  amene 
dalla  rarità  &  ffeffezgd ,  che  fi  ritroua  più  in  yno,  che  in  yn  altro  elemento  :  Percioche  quanto  più  sauici- 
nano  al  cielo,,  &  fono  lontani  dal  centro  del  mondo ,  tanto  più  fono  rari  ;  &  quanto  più  s'auicinano  a  queflo, 
&f  allontanano  da  quello ,  tanto  più  fonofpefi .  Onde  quando  da  queflo  fi  yolefle giudicare 

la  loro  mifura,fi  potrebbe  dire ,  che  la  quantità  del fuoco fluffe  in  proportione  Decupla  con  quella  dell'aria  ;  et 
quella  dell \ma,con  quella  dell'acqua  medefmamente  in  proportione  decupla  ;  &  cofi  la  quantità  dell  acqua, 
con  tutta  la  quantità  della  terra  nella  mede fima  proportione.  Et  fi  potrebbe  anche  dire  (  poi  che  gli  Elementi 
fono  corpi  d'yno  iflefjo  genere,  &  il  tutto  con  le  parti  contitene  in  una  ifieffa  natura,  et  in  yna  ragione  iflef 
fd  )  che  la  proportione ,  che  fi  ritroua  tra  la  quantità  della  fpherd  del  fuoco,  (j?1  tutta  la  muffa  delia  ter.rajld 
quella,  chef  ritroua  tra  il  numero  Millenario  &  l'ymtade.  ^tqnejìo  modo  adunque,  dal  mommento,  dalle 

diiìan-ze, 


té  Prima 


diftanze,  &  dalle  parti  del  cielo  ;  &  fimilmente  dagli  affretti,  dalla  na  tura,&  dal  [ito  de  ì fette  pialletti  \ 
&>  dal  numero  etiandio,dal  pefo,  &  dalla  mifura  de  t  quattro  elementi, yenimo  alla  cognizione  dell'harmo- 
tlia  Mondana.  Conciofta  che  la  concordanza  &  l'harmoma  loro  partorifia  l'harmonia  de  i  tempi,  che  fi  co- 
,  nofce  prima  ne  gli  sfinii ,  per  la  mutatione  della  Pnmauera  nella  State  ;  &  di  quefìa  nell' ^Aìttunno  :  umil- 
mente dell' autunno  nel  Verno  ;  £7*  del  Verno  nella  Pnmauera .  Et  dipoi  nelli  Mefiper  il  crefcere  &fcie~ 
mare  regolatamente ,  che  fa  la-Luna  ;  &  finalmente  ne  i  Giorni  per  il  cambieuole  apparir  della  luce,et  del- 
le tenebre ,-  dalla  quale  harmonia  nafce  la  diuerfità  di  fiorii  di  frutti  :  Perciocheji  come  afferma  Platone, 
auando  il  caldo  col  freddo ,  &  ilfecco  con  l'humido  proportionatamente  s'vmfcono  ;  dall'harmoma  di  qtte- 
fie  qualità  ne  rifiata  l'anno  a  ciafcun  finente  vtilif imo,  pieno  di  varie  fòrti  di  fiori  odoriferi ,  &  di  frutti  ot- 
timi i  ne  alcun  altra  forte  di  piante,  o  di  ammali  viene  a  patire. offe  fa .  Si  come  alioppofito  amene ,  che  dalla 
difiordanza  &  diflemperamento  loro  fi  generano  pejlilenza,fìenlità ,  infermità,  &  ogni  cofa  agli  huomi- 
tii,  alle  befìie,  &  alle  piante  nociua.  Et  veramente  la  Natura  hàfeguko  vn  bello  &  ottimo  ordine ,  facili- 
no che  quel  che  ilVemo  riflringe  &  rinchiude, Pnmauera  lo  apra,&  mandi  fuori;  &  quel  che  la  State  fic- 
ca, P  ^Autunno  finalmente  maturi .  Di  maniera  chef  vede  l'vn  tempo  all'altro  porgere  aiuto  ;  &  di  quattro 
tempi  harmonicamente  diffrofìifarfi  vn  corpo  filo .  Quella  tale  harmonia  ben  fu  conofitttta  da  Mercurio,  et 
daTerpandro;conciofiache  l'vnohauendo  ntrouata  la  Lira  ,ouer amente  la  C  etera,  pofi  in  effa  quattro 
chorde  ad  imitatione  della  Mufica  mondana  (  come  dice  Boetio  &  Macrobw  )  la  quale  fi  fiowe  ne  i  quattro 
'Elementi ,  ouero  nella  varietà  de  i  quattro  tempi  dell'anno  ;  &  l'altro  la  ordinò  confètte  chorde  alla  fimilitu* 
dine  de  i  fette  Pianeti .  Fu  poi  il  numero  delle  quattro  chorde  nominato  Quadrichordo,oiter  Tetrachordo,che 
tanto  vuol  dire ,  quanto  di  quattro  chorde .  Et  quello  di  fitte  Eptachordo  ,  che  vuol  dire  di  fitte  chorde .  Ma 
il  primo  fu  da  i  Mufici  di  maniera  ricettato  &  abbracciato ,  che  le  qutndeci  chorde  comprefe  nel  Siflema 
maflimo,furno  accrefciute  fecondo  il  numero  delle  chorde  del  predetto  Tetrachordu ,  anchora  che  fi  ritrom- 
tio  dittanti  Puna  dall'altra  fitto  diuerfe  propomom .  Et  quefìo  bajìt  quanto  alla  dichiaratane  della  Mufica 
mondana . 

Della  Mufica  humana.  Cap.     j. 

^€  Mufica  humana  poi  è  quell'  harmonia ,  che  può  effer  intefa  da  ciafiuno ,  che  fi  riuol- 
va  alla  contemplatane  di  fi  iìeffo  :  imperoche  quella  cofa ,  la  quale  mefcola  col  corpo  la 
viuacità  incorporea  della  ragione ,  non  è  altro ,  che  vn  certo  adattamento  &  tempera- 
mento, come  di  voci  graui&  acute  ;  il  quale  faccia  quafi  vna  confinane .  Queflaè 

_  I     quella,  che  connuno-e  tra  fi  le  parti  dell '^Aìiima,&  tiene  vnita  la  parte  rationale  con  la 

irrationate  ;  <y  è  quella,  che  mefcola  vii  elementi ,ouer  le  qualità  loro  nel  corpo  humano  con  ragioneuole pro- 
portione .  Onde  principalmente  fi  de  auertire ,  ch'io  ho  detto ,  che  può  effer  mtefia  da  ciaficuno ,  che  fi  riuolga 
alla  contemplatione  di  fi  ileffo  ;  accioche  non  fi  credeffi  ,  che  la  Mufica  humana  fufje ,  ofi  chiamaffe  quel- 
f  ordine,  che  offerita  la  N'attira  nella  generatane  de  nofìri  corpi .  La  quale  (  come  dicono  li  Medici ,  e£"  an- 
che lo  conferma  ^Agoflino)  poi  che  nella  matrice  della  donna  ritroua  ilfeme  humano,  corropendolo  per  iffra- 
tio  di  fii giorni  lo  conuerte  m  latte  ;  ilquale  in  noue giorni  trasforma  in  [angue  ;  &  in  termine  di  dodici  di  ne 
produce  vna  maffa  di  carne  fenza  forma  :  Ma  a  poco  a  poco  introducendouela,  in  diciottogiomi  la  fa  diueni- 
re  humana  :  di  modo  che  effendo  in  quarantacinque  giorni  compiuta  la  generatone ,  l'Onnipotente  iddio  le 
infonde  l'^fnima  intellettiua .  Et  veramente  quefìo  mirabili/ìimo  ordine  ha  in  fi  concento  &  harmonia,  con 
fiderata  la  diflanza  di  un  numero  all'altro  ;fi  come  è  chiaro  da  vedere,  che  dal  primo  al  fecondo  fi  ritroua  la 
forma  della  con  finanza  Diapente  ;  &  da  quefìo  al  terzo  quella  della  Diateffaron  ;  &  dal  terzo  all'vltimo 
quella  della  medefima  Diapente .  Et  di  nuouo  dal  primo  al  terzo ,  &  dal  fecondo  all'vltimo  la  forma  della 
Diapafon  ;  &  dal  primo  all'vltimo  chiaramente fi  fcorge  quella  della  Diapafòndiapente  ;  come  più  faalmen 
te  nella  finirà  fi  vede  :  Ma  quefìa  non  chiamerò  io  Mufica  humana,  la  qual  diremo, che  fi  poff a  conofiere  da 
tre  cofe ,  cioè  dal  Corpo ,  dall'Emma  ,  &  dal  Congiungimento  dell'vno  &  dell'altra  .  Dal  corpo  ,fi  come 
nelle  cofe  che  crefcono ,  ne  gli  humon ,  d7*  nelle  immane  operationi .  Nelle  cofe  che  crefcono  noi  vegliamo 
ciaftun  viuente  quafi  con  vna  certa  harmonia  cambiare  il  firn flato  :  Gli  huomim  dmentano  di  fanciulli  vec- 
chi, &  di  piccoli  grandi  ;  Le  piante  di  humidet  verdi  &  tener  e,  fi  fanno  aride,  fecche ,  &  dure .  Et  ben  che 

ogni 


Parte . 


»7 


ogni  giorno  fi  veggano ,  &  le  habbiamo  attutitigli  occhi ,  nondimeno  non  fi  può  veder  tal  matafione  :  fi  co- 
nte ancora,  nella  Muftca  non  fi  pub  vdire  lo  (patio ,  che  fi  trotta  dalla  voce  acuta  a  quella  che  ègraue ,  quan- 
do fi  canta:  conciofta  che  fittamente  fi  poffa  intendere,  &  nonvdire.  Ne  gli  humori;come  vedemo  nel 
temperamento  di  tutti  quattro  gli  Elementi  nel  corpo  humano .  Et  nelle  Immane  operatwni  la  conofeemo, 
tiell'atiimalrationale,  cioè  nellnuomo  :  imperoche  in  tal  modo  è  retto  &  gouernato  dalla  ragione  ,  chepaf 
fandoper  i  debiti  mezi  nelfuo  operare ,  conduce  lefue  co  fé  con  vna  certa  harmonia  a  perfetto fine .  Conofcefi 
ancora  talharmonia  dall' Jfnima,  cioè  dalle  fue  parti;  che  fono  l'Intelletto  ,  li  Sentimenti  &  l'Habito  :  Im- 
peroche ,  fecondo  Tolomeo ,  corri! jiondeno  alle  ragioni  di  tre  confinante,  cioè  della  Diapafon ,  della  Dia- 
pente 'i  &  della  Diateffaron  :  conciofta  che  la  parte  intellettuale  corrìfponda  alla  Diapafon  ',  che  ha  fette  in- 
terualli,&>  fette  fono  lefue  Specie  ;  onde  in  effafi  ritrattano  fette  cofe,cioè  la  Mente,  l'Imagmatione,  la  Me- 
moria ,  la  Cogitatane ,  [opinione ,  la  Ragione ,  &  la  Scienza .  *AÌla  Diapente^,  la  quale  ha  quattro  Specie 
&  quattro  internala,  corrijponde  lafeenfetiua  in  quattro  cofe ,  nel  Vedere,  nell'vdire,  nel!  'odorare ,  &  nel 
Guttare  :  conciofta  che  il  Toccare  fa  commune  a  ctafcun  de  i  nominati  quattro  fentimenti ,  &  maf ima- 
mente al  Gutto .  Ma  alla  Diateffaron,  la  qualfifa  di  tre  interualli  &  contiene  tre  Specie  corrtfponde  la  par 
te  habituale ,  neìl'^Augumento ,  nella  Summità ,  &  nel  Decrefctmento .  Similmente  fé  noi  vorremo  che  le 
farti  dell' lAnimafiano  la  fede  della  Ragione ,  deli  Ira,  &  della  Cupidità;  ritrouaremo  nella  prima  fette  co- 
fe corrifpondenti  agli  interualli  &  aUefpecie  della  Diapafon ,  cioè  [^Acutezza ,  l'Ingegno  ,  la  Diligenza  , 
il  Configlio  ,  la  Sapienza,  la  Prudenza,  &  l'Efperienza .  Nella  feconda  ritrouaremo  quattro  cofe,  che  cor- 
rifponderanrìo  alle  fpccie  &  agli  intentala  della  Diapente  ,  cioè  Manfeuetudine  o  Temperanza  d'animo, 
xAnimofttà  ,  Fortezza  ,  &  Tolleranza .  Nella  terza  tre  cofe  corrifpondenti  agli  intentala  &  alle  fpeae 
della  Diateffaron ,  cioè  Sobrietà  o  Temperanza ,  Continenza ,  &  Rtfpetto .  Oltra  di  c/ò  fi  confedera  anco- 
ra tale  harmonia  nelle  potenze  di  effa  anima,  fi  come  nell'Ira,  nella  Ragione  ;&  nelle  Virtù  ;  come  fa- 
rebbe dire  nella  Iuftitta  &  nella  Fonezzg  :  percioche  quejìe  cofe  tra  Lro  fi  vengono  a  temperare  nel  modo 
che  nei  fuoni  della  confonanzafi  contempera  ilfeuonograue  con  l'acuto .  Si  conofee  vltimamente  tale  harmo- 
nia dal  congiungimento  dell' Jfnima  col  Corpo  ,per  la  naturale  amicitia ,  mediante  la  quale  il  corpo  con  l'a- 
nima e  legato,  non  già  con  legami  corporei ,  ma  (  come  vogliono  i  Platonici  )  con  lofpirito ,  il  quale  è  incor- 
poreo, come  al  cap.q.  di  [òpra  vedemmo.  Quefìo  è  quel  legame ,  dal  qual  nfulta  ogni  humana  harmonia, 
<£*  e  quello-,  che  congiunge  le  diuerfe  qualità  degli  elementi  in  vn  compoflo ,  cioè  nel  corpo  humano  Seguen- 
do [opinione  de  Filofefe  ;  i  quali  concordemente  affermano  ,  che  t  corpi  hum  ani  fono  compofli  di  Terra,^4c- 
<pia  ,<Aria  ,&  Fuoco  ;  &  dicono  la  carne  getter arfi  della  temperatura  di  tutti  li  quattro  elementi  tnfee- 
me  ;  li  Nerui  di  terra  &  di  fuoco  ;  &  finalmente  le  offa  di  acqua  &  di  terra .  Ma  fee  quefìo  ne  pareffe 
jtrano  ,  ragioneuolmente  non  paterno  iterare  ,  che  non  ftano  compofli  almeno  delle  qualità  elementali , 
mediante  li  quattro  humori ,  che  in  ogni  corpo  fi  ritrattano  ;  come  è  la  Malinconia ,  la  Flegma ,  il  Sangue  , 
&  la  Colera  :  li  quali  benché  l'vno  all'altro  fimo  contrarli  ;  nondimeno  nel  mifìo ,  o  compoflo ,  che  voglia- 

c  mo 


18  Prima 

mo  dire ,  fanno  harmomcamente  vniti.  ^fnzi  fé  per  patir  freddi ,  &  foiitrchi  caldi  ;  ouer  per  trop- 
po mangiare  ,  b  per  altra  cagione  facemo  violenza  ad  tuo  degli  humori ,  in  iftante  ne  ferite  ildiflem- 
ptramemo  ,  &  (infirmiti  del  corpo  ,•  ne  egli  prima  fi  rìfana  ,  fé  efii  non  fono  ridimi  alla  priilina 
proportione&  concordia  ;  la  quale  non  potrebbe  ejjere ,  quando  non  ti  fuffe  quel  legamento ,  che  di  fo- 
pra  ho  detto  ,  della  natura  Jptrituale  con  la  corporale  ,  <&■  della  rationale  con  la  irratwnale .  Que- 
lla concordia  harmonica  adunque  della  natura  Jpirituale  con  la  corporate  ,  e£*  della  rationale  con  la  ir- 
ratwnale ,  è  quella ,  che  coflitmfce  la  Mufica  human»  :percioche  mentre  l'^Ahima  quafi  con  rarion  de  i  nu- 
meri perfèueradijìarevntta  col  corpo,  il  corpo  ritiene  col  nome  l'effere  animato  ;&  non  effendo  per  altra 
accidente  impedito ,  hàpotejìà  di  far  ciò  che  vuole  :  doue  dtfciooliendofi  l'harmonia,e<rlifi  corrompe,  &  per- 
dendo col  nome  l'effer  animato,  resla  nelle  tenebre,  &  l'yAmma  vola  all'immortalità .  Et  ben  fu  detto  quali 
con  ragion  de  i  numeri  :  conciofiache gli  antichi  hebbero  vna  ilrana  opinione ,  che  quando  vnofi  annetraua , 
meramente  era  vecifo  ,l 'anima  fua  non  patena  mai  andare  al  luogo  deputato,  fin  che  non  haueua  finito  il 
mufical  numero  ;  col  quale  dalfuo  nafàmento  era  {lata  congiunta  al  corpo .  Et  perche  haueano  per  fermo  , 
che  tal  numero  non  fi  potejfe  trappajftre ,  però  tali  accidenti  chiamarono  Fato,  ouer  Corfo  fatale.  Queiltt 
opinione  tocca  il  Poeta  introducendo  Detfobo,  il  quale  fu  vcafo  da  i  Greci,  dir  quejle  parole  ; 

Explebó  numerum ,  reddarque  tenebm .  Ma  perche  quefle  cofe  s'appartengono  più  alli  ragionamenti 
della  Filofofia  ,  che  a  quelli  della  Mufica,  lafcierò  di  parlarne  più  oltra,  contentandomi  di  hauerne  detto  que- 
fle poche  ,  <&  dimojlrato  la  varietà  della  Mufica  animaftica  ;  della  quale ,  come  di  quella ,  che  nulla  opaca 
fa  al  nolìropropofito ,  non  ne  farò  più  mentione . 

Della  Mufica  piana,  &  mifurata;  o  vogliamo  dire  Canto 
fermo  ,&  figurato .  Cap.  8. 

E  S  TiA  hora  di  andare  dichiarando  il  fecondo  membro  principale ,  che  noi  facemmo  del- 
la Mufica;  il quale  era  la  Organica, diuifa in  H armonica o  Naturale,  <&  in  ^Artifi- 
ciata ;  ciafeuna  delle  quali  dmidemmo  in  Piana, Mifurata, Rithmica ,&  Metrica. 
Ripigliando  adunque  quefle  vltime  parti  dico,  che  la  Mufica  Piana  fi  dimanda  quell'har 
monta ,  che  nafee  da  vnafemplice  &  equale  prolatione  nella  cantilena,  la  quale  fifa  fen- 
%a  variatione  alcuna  di  tempo,  dimojlrato  con  alcuni  Caratteri ,  o  figure /empiici ,  che  Note  li  muficipr at- 
tici chiamano  ;  le  quali  ne  fi  accrefeono ,  ne  fi  diminuirono  della  loro  valuta  :  imperoche  in  efjafipone  il  tem 
pò  intero  &  indiuifibile  ,&dai  Mufici  volgarmente  è  chiamato  Canto  piano ,  ouero  Canto  fermo  ;  ilqua- 
le  è  molto  vfato  da  i  Religiofi  nelli  diuini  vffiaj .  Mufica  mifurata  dico  effere  l'harmonia ,  che  nafee  da  vna 
variata  prolatione  di  tempo  nella  cantilena  ,  dimoflrato  per  alcuni  Caratteri,  o  figure  al  modo  fopra  detto  , 
le  quali  di  nome,  ejfentia , forma ,  quantità ,  &  qualità  fono  differenti  ;  &  non  fi  accrefeono  ,ne  fi  dimi- 
nuirono :  ma  fi  cantano  con  mifura  di  tempo , fecondo  che  defcnttefi  trouano .  Et  quefla  communemente  fi 
chiama  Canto  figurato ,  dalle  figure  o  note ,  chef  trouano  in  effo  di  forma  &  quantità  diuerfa ,  le  quali  ne 
fanno  crefeere  &  minmre  il  tempo  nella  cantilena, fecondo  la  loro  valuta,  che  tardità,  o  velocità  di  tempo  ne 
raprefentano.  Ma  Figura ,  o  Nota  che  dire  vogliamo,  fi  nel  canto  fermo,  come  nel  figurato, dico  effere  un  fé 
gno,che  pofìo  fopra  alcune  linee  &jpatij,  ci  raprefenta  ilfuono  o  la  voce,  &•  la  velocità  &  tarditàdel  tem- 
po, che  bifogna  vfare  nella  cantilena  ;  delle  quai  cofe  trattaremo  poi  nella  Terza  parte ,  quando  ragionam- 
mo intorno  la  materia  del  Contrapunto ,  cioè  delle  Compofitioni  delle  cantilene .  Et  perche  la  Mufica  piana 
&  Mifurata,  non  folo  da  iflrumenti  naturali,  ma  da  artificiali  ancora  può  nafeere  ;  però  nella  dtmfione 
della  Mufica  organica ,  dalla  harmonica  3  o  naturale }  &  dalla  artificiata  l'ho  fatta  difeendere . 


Deh 


Parte. 

Della  Mufica  Rithmica ,  &  della  Metrica . 


ic, 


Cap.     <j. 


V  SI  C^tf  Rithmica  diremo  effer  quella  harmonia ,  che  fi  [ente  nel  yerfi ,  onero  nella 
prof  per  la  quantità  delle  Sillabe  &  per  il  fuono  delle  parole  ,  quando  mfemt  bene  & 
acconciamente  fi  compongono  ;  La  faenza  della  quale  confifle  nel  giudicare,  fé  nella  pro- 
fano nel  yerfofia  conueneuole  consonanza  tra,  parola  e£*  parola ,  cioè  fé  lefillabe  dell'y- 
na,  bene  o  male  con  lefillabe  dell' altra f  congiungono .  Quefto  tal  ^nudino  non  fi  puh  fa- 
re ,je  prima  in  atto  non  fi  riduce,  &  fi  faccia  ydire  col  me%o  de  naturali  tilrumenti  :  perciocbe  non  le  lette- 
re, magli  elementi  delle  lettere  fono  quelli ,  che  producono  tale  conueneuole  confinanza  ;  li  quali  (Jècondo  li 
Grammatici,  &  fecondo  Boetto  ancora)  altro  non  fono ,  che  la  pronuntia  di  effe  lettere ,  che  fono  con  diuerfe 
forme  figurate,  ritrouateper  commodità  di  efprimere  il  concetto,  fen%a  parole  pronunciate .  Onde  nellage- 
neral  diuifione  della  Mufica  organica  ;  dalla  harmonica ,  o  naturale  gli  ho  fatto  trar  lafua  origine .  Potemo 
adunque  hora  conofeere  la  differenza,  che  è  tra  quefla  &  l altra  fpecie  di  Mufica  ,  che  Metrica  fi  chiama  ; 
il  empropio  è  di  faper giudicare  ne  i  yerfi  la  quantità  delle  fillabe ,  cioè  fé  fiano  lunghe  o  breui ,  mediante  le 
quali  fi  conofeano  i  piedi,  &  quali  fiano,&  la  loro  determinata  fede  :  Concwfiache  la  diuerfità  de  i  piedi,  co- 
inè di  due,  di  tre,  di  quattro,  o  di  pmfillabe ,  coflituifce  la  Mufica  metrica  ;  La  quale  fé  mede  firn  amente  yo- 
lemo  dichiarare,  non  è  altro  che  l'harmonia,  che  nafee  dal  yerfoper  la  quantità  delle  fdlabe  ;  la  compofitwne 
delle  quali  coditutfee  diuerfi  piedi ,  come  fono  il  Pirrichio ,  flambo ,  lo  Spondeo ,  il  Trocheo,  il  Tribracho  , 
l'^AÌiapeflo,  il  Dattdo ,  il  Proceleumatico ,  &  altri  che  nelle  Poefie  fi  ritrouano  ;  Li  quali ,  fecondo  la  loro 
determinata  fede  nelyerfo,poJlt  harmomeamente  infieme,  porgono  all'udito  grandif ima  dilettatione.  Et  per 
le  medefime  ragioni  ch'habbiamo  detto  della  Rithmica ,  la  Metrica  anchora  dalla  medefima  harmonica  ,  o 
naturale  difeende  :  imperoche  la  lunghezza ,  o  breuità  delle  fdlabe  fi  conofee,  o  mifura  dal  fuono  della  yoce  , 
la  cui  luno-hezjd  o  breuità  importi  tempo ,  conofiiutoper  il  moto .  Si  che  non  dalle  lettere,  ma  dal  fuono  del- 
le yoci  yiene  a  nafetre  la  Mufica  Metrica  iperaoche  accompagnandolo  col  fuono  degli  artificiali  iflrumenti 
fi  forma  il  Metro ,  come  anticamente  faceuano  li  Poeti  lirici ,  che  al  fuono  della  Lira ,  o  della  Cetera  canta- 
vano i  loro  yerfi  ;  onde  parimente  li  Poeti  &  i  Verfi  da  loro  cantati  yengono  chiamati  Lirici .  Et  perche  da 
principio  e[ìi  andamno  a  poco  a  poco  cercando  di  accompagnare  i  yerfi  conharmoma  al  fuono  della  Lira  o 
della  Cetera,  è  fiata  opinione  de  molti ,  che  i  detti  Poeti  trouaffero  le  Legi  o  regole  de  i  yerfi ,  le  quali  Metri- 
che addimandauano .  Per  concludere  adunque  dico,  che  la  Rithmica  &>  la  Metrica  parimente  difende  dal- 
la naturale:  Ma  perche  (come  yuole  ^Agoflmo)  percuottendo  noi  alcuno  ijìrumento  con  quella  yelocitào 
tardità ,  che  noiproferimo  alcuna  parola,  potemo  conofeere  dal  mouimentogli  ijìefii  tempi  lunghi  &  breui , 
cioè  li  numeri  iflefit,  che  nelle  parole  fi  conofee  sperò  nonfuinconueniente  dire ,  che  quejìe  due  firn  di  Mufi- 
ca ,fipoffano  anco  attribuire  all'artificiata  :  concio fia  che  ogni  giorno  ydiamofarfi  quejlo  con  diuerfi  lilru- 
-menti ,  al  fuono  de  quali  ottimamente  ji  accommodano  y  arie  forti  di  yerfi ,  fecondo  il  numero  chef  compren- 
de nel  fuono  nato  da  loro .  E  ben  yero ,  che  tra  quella  che  derma  dalle  yoci ,  &  quella  che  deriua  dalli  juo- 
iii fi  ritruuerà  tal  differenza ,  che  l'yna  Rithmica ,  o  Metrica  naturale  fi  potrà  dire ,  &  l'altra  Rithmica  o 
Metrica  artificiata .  Ouefte  due  forti  di  Mufea  (percioche  alprefente  molto  più  olii  Poeti  &  Oratori ,  che 
aI  Mufieo ,  appartengono  ftpere  )  lafciaremo  da  parte ,  ragionando  folamente  della  Piana  &  della  Mtfura- 
ta  ;  non  pretermettendo,  come  è  il  mio  principale  propofito ,  alcuna  cofa,  che  fa  degna  di  annotatione. 

Quello  che  fia  Mufica  in  particolare ,  &  perche  fia  coli 
detta.  Cap.    io. 

*A  T  T  ,A  la  diuifone  della  Mufica  (battendola  prima  dichiarita  in  yniuerfale  )  &  ye- 
duto  quello,  che  fa  ciafeunafua  parte  feparatamente  ;refla  hora  (  douendof  ragionar  fo- 
lamente della  Iflrumentale  )  yeder  prima  quello,  che  ellafa.Dico  adunque,  che  la  Mu- 
fica iflrumentale  è  harmoma,  la  quale  nafee  da  tfuoni  &  dalle  yoci  ;  la  cui  cognitwne  in 
che  confifla  facilmente  dalla  fua  definitione  potremo  fapere  :  imperoche  ella  è  faenza  fpe- 

c      i  culatma 


20  Prima 

culatiita  mathematica ,  maeflra  di  tutte  le  cantilene \U  quale  col  fenfo  &  con  la  ragione  confiderà  lifuoni 
&  le  yoci ,  li  numeri ,  le  proportioni- ,  &  le  loro  differenza  ;  &  ordina  le  yoci  graui  &  acute  con  certi  ter- 
mini proportionati  ne  i  debiti  luoghi.  Ne  fi  marauigli  alcuno  ,ch 'io  habbia  detto  la  Mufica  effire  faenza  fbe- 
culatiaa  :  percioche  tengo ,  chefiapofiibile,  che  vnopoffa  quella poffedere  nell'intelletto  ;  ancora  che  non  l'ef- 
ferati con  li  naturali  o  artificiali  tfìrumenti.  Ma  perche  ellafia  cofi  detta  j  &  donde  deriui  iljuo  nome,  non  è 
cofa  facile  da  fapere  :  conciofa  che  alcuni  hanno  hauuto  opinione ,  cheìella  habbia  origine  dal  yerbo  «reco 
Nh/ehtH  ;  &  altri  (  tra  i  quali  è  Platone  nel  Cratilo  )  da  ^à&cu ,  cioè  dal  cercare  ,o  inuefìigare  ;  come  di  fi- 
bra fi  è  moftrato.Et  alcunihanno  hauuto  parere ,  chefia  detta  da-pav  -voce  Egittia,  o  Caldea,&  da  n%o*  "vo- 
ce Greca  ;  che  l'vna  vuolfignificare  ^Acqua,&  l'altra  Suono  ;  quafiper  iljuono  delle  acque  ritrouata  :  della 
quale  opinione  fu  Giouanm  Boccaccio  ne  i  libri  della  Geneologia  deìli  Dei.Et  in  -vero  non  mi  di/piace  -.percio- 
che è  concorde  alla  opinione  di  Varrone,  ilqual  vuole,chc  in  tre  modi  nafchi  la  Mufica  ;  o  dalfuono  delle  ac- 
que ;oper  ripentitone  dell'aria  ;  o  dalla  -voce  :  ancoraché  ^Agoflino  dica  altramente .  ^Alcuni  altri  ijlima- 
rono,che  cofifuffe  detta  -.perche  appreffo  l'acque  fu  ritrouata ,&•  non  per  ilfuono  delle  acque;  mofliper  auen- 
tura  daquefìo,  che  Pan  dio  de  paflori  fu  il  primo  (  come  narra  Plinio  )  che  della  fua  Siringa  conuerfa  m  can- 
na appreffo  Ladone  fiume  di  ^Arcadia,  fece  la  Sampognapaflorale  ;  il  che  afferma  il  Poeta  dicendo  ; 

Pan  primiu  calamos  cera  coniungere  plures 

Indituit .  Et  quantunque  quejle  opinioni  fiano  buone ,  tuttauia  quello  che  a  me  par  più  ranoneuole, 
et  più  mi  piace  è  l'opinione  di  Platone,che  ellafta  nominata  dalle  Mufi,alle  quali  (come  dice  ÌAgoflino)è  con- 
ceduto -vna  certa  onnipotenza  di  cantare  :  &  -vogliono  li  Poeti,  che  fiano  figliuole  di  Gwue  &  di  Memoria  ; 
&  diconobene  :  percioche  fé  l'huomo  non  ritiene  li  fuoni&  gli  interualli  delle  -voci  muficali  nella  memoria, 
non  faproftto  alcuno  ;  &  queilo  amene  :  perche  non  fipoffono  a  -via  alcuna  fcriitere  :  tanto  più ,  che  ogni 
faenza ,  &  ogni  dfaplina  (  come  -vuole  Quintiliano  )  confifle  nella  memoria  -.  conciofia  che  in  -vano  cièin- 
fegnato,  quando  quello  che  noi  afcoltiamo  dalle  menti  nofìre  fi  parte.  Et  perche  habbiamo  detto  la  Mufica  ef- 
fere fetenza  /peculatiua ,  però  auanti  che  più  oltra  pafiiamo  ,  yederemo  (  hauendo  confideratione  del  fine  ) 
come  anche  lapofiiamo  dimandare  Pr attica , 

Diuifione  della  Mufica  in  Speculatiua  &  in  Prattica  ;  per  la  quale  fi 
pone  la  differenza  tra  il  Mufico  &  il  Cantore.      Cap.    u. 

NT  R ^€V IENE  nella  Mufica  quello , che  fuole  intrauenire  in  alcuna  dell'altre 
faenze  :  concioftache  diuidendofi  in  due  parti,  l'yna  Theorica,  o  Speculatiua ,  &  l'altra 
Prattica  yien  detta.  Quella  il  cui  fine  confifle  nella  cognaione  folamente  della  yerità  del- 
le cofe  intefe  dall'intelletto  (  il  che  è  propio  di  ciafiuna faenza  )  è  detta  Speculatiua  ;  l'al- 

tra  che  dall'  efferatto  folamente  dipende,  yien  nominata  Prattica .  La  prima ,  come  yuol 

Tolomeo,  fu  ritrouata  per  accrefeimento  della  faenza,}  impernine  per  tlfùo  mezopotemo  ritrouar  nuoue  co- 
fe,&  darle  augumento  :  Ma  la  Prattica  folamente  è  per  t operare  ;  come  diffignare,defiriuere,&fabricare 
con  le  mani  le  cofe  occorrenti .  Quefla  alla  prima  non  altramente  fi  fittomene,  di  quello  che  fa  l'appetito  alla, 
ragione  ,&è  il  douere  :  conciofa  che  ogni  arte  ,  &  ogni  faenza  naturalmente  ha  per  più  nobile  la  ragione 
con  la  quale  fi  opera,  che  ttjleffo  operar  e.Onde  hauendo  noi  dall' minimo  il  fapere, &  dal  Corpo,  come fio  mi- 
ni{lro,  l'opera  ;  è  cofa  manifefla,che  l'animo  ytneendo  &fiperando  di  nobiltà  il  corpo,  quanto  alle  operatio- 
nifia  ancora  più  nobile  :  tanto  più ,  che  fi  le  mani  non  oper afferò  quello,  che  dalla  ragione  gli  è  commandato, 
-vanamente  &fenza  frutto  alcuno  fi  ajfaticarebbeno.  Si  che  non  è  dubbio ,  che  nella  fetenza  della  Mufica  è 
più  degna  la  cbgnttione  della  ragione,  che  l'operare.  Et  quantunque  la  fpeculatione  da  per  fi  non  habbia  dibi- 
figno  dell'opera  ;  tuttauia  non  può  lo  fpeculatiuo  produrre  cofa  alcuna  in  atto,che  habbia  ritrouato  nuoua- 
mente,finza  l'aiuto  dell'artefice,  ouero  deìl'tfrumento  :  percioche  tale  fpeculatione  fi  bene  ella  nonfuffe  va- 
na ,  parrebbe  nondimeno  finz*  frutto  ,  quando  non  fi  riduceffe  all'yltimofuofine,  che  confifle  nell'  efjercitio 
de  naturali ,  &  artificiali  tftrumeriti ,  col  mèxo  de  i  quali  ella  Tiene  a  configuirlo  :fi  come  ancora  l'artefice 
fenya  l'aiuto  della  ragione  mai  potrebbe  codurre  l'opera  fua  aperfetttone  alcuna .  Et  per  queilo  nella  Mufica, 
(  confiderandola  nella  fua  vltima  perfezione  )  quejle  due  parti  fino  tanto  infume  congiunte ,  che  per  le  affi- 
enate ragioni  nonfipoffonofiparare  tyna  dalli  altra ,  Et  fi  pure  le  volejlimo  feparare ,  da  queflofi  conofeerà 

lo  Speculatiua 


Parte .  21 

lo  Speculatimi  effer  differente  dal  Prattico,che  quello  fempre  piglia  il  nome  dalla  faenza  &  vien  detto  Ma- 
fico .  &  queflo  non  dalla  fetenza ,  ma  dall' operare  ;  come  dal  Comporre  è  detto  Compojìtore-;  dal  Cantare  è 
detto  Cantore  ;  &  dal  Sonare  vien  chiamato  Sonatore .  Ma  più  efpreffamente  fi  comprende  da  quelli  t  che 
«ffèrcitano  f opere  muficali  da  mano ,  li  quali  dall'opera,  cioè  dall' ijlrumento,  &  non  dalla  faenza  prendeno 
il  nome;  come  tOrgamfla  dall' Organo, il  Citerijla  dalla  C  etera,  il  Lirico  dalla  Lira  ;  &  fimilmente  o<nt  al- 
tro j  fecondo  la  forte  dell' iilrumento  ch'eifuona.Et  pero  chi  yorrà  bene  eff aminar  la  cofa ,  ntrouerà  tanto  ef- 
fere  la  differenza  dell'imo  doli  altro, quanto  è  il  loro  vjficio,  &  il  loro  fine  diuerfo.  Onde  -volendo  fapere  quel- 
lo che  fa  l'yno  &  l'altro  diremo  ;  Mufco  effer  colui,  che  nella,  Mufica  è  perito,  £7>  ha f acuità  di  giudicare, 
non  per  il  fono  :  ma  per  ragione  quello ,  che  iti  tale  faenza  fi  contiene .  il  quale  fé  alle  co/è  appartmenti  alla 
prattica  darà  opera,  farà  la  fa  faenza  più  perfetta .  &  Mufico  perfetto  fi  potrà  chiamare.  Ma  il  Prattico, 
o  Compoftore,  o  Cantore,  o  Sonatore,  che  eglifia,  diremo  effer  colui,  che  li  precetti  del  Mufico  con  luno-o  ef- 
feratio  apprende,  &  li  manda  ad  effetto  con  la  -voce,  o  col  mezo  di  qualunque  artificiale  ijlrumento.  Di  fòr- 
te che  prattico  fi  può  dire  ogni  compoftore ,  il  quale  non  per  ragione  &  per  jcienza  :  ma  per  lungo  yfo  ftp- 
pia  comporre  o«m  mufical  cantilena  ;  &  ogni  follatore  di  qual  fi  voglia forte  di  ijlrumento  muficale ,  che 
ftppia fonare  folamente  per  lungo  yfò,  &giudiao  di  orecchio  :  ancora  che  a  tale  yfo  l'yno  &  l'altro  non  fa 
peruenuto  fenzàl  mezo  di  qualche  cogmtwne .  Et  la  velocità  delle  mani,  della  lingua ,  &  ogni  mouimento, 
&  altro  acadente, chef  ritroua  di  hello  nelfonatore,o  cantore,  fi  debhe  attribuire  aìl'vfò,&  non  alla  faen- 
za :  conciofache  confluendo  effa  nella  fola  cognitione  sfefuffe  altramente feguirebbe,  che  colui,  che  haueffe 
maggior  cognitione  della  faenza  ,fuffe  anche  più  atto  ad  effercitarla  ;  di  che  in  effetto  fi  yede  il  contrario. 
Hora  hauendo  veduto  la  differenza,  che  fi  ritroua  tra  l'yno  &  l'altro ,  effer  l'ifleffa,  che  è  tra  l'artefice  & 
[ijlrumento  ;  ti  quale  effendo  retto  &  vouernato  dalli  artefice  ,  è  tanto  men  degno  di  lui,  quanto  chi  reo-ve  è 
più  nobile  della  cofa  retta  ;  potremo  quafi  dire,  il  Mufico  effer  più  degno  del  Compoftore,  del  Cantore,  o  So- 
natore, quanto  codili  è  più  nobile  &  degno  dell' ijlrumento .  Ma  non  dicoperò,  che'l  compoftore,  &  alcuno 
che  efferati  li  naturali,  o  artificiali  iflrumentifia ,  o  debba  effer  priuo  di  queflo  nome,  pur  che  eglifappi*  ty 
intenda  quello,  che  operi  ;  &  del  tutto  renda  conueneuol ragione  -.perche  afimilperfona,  nonfolo  di  Compo- 
jìtore,di  Cantore, 0  di  Sonatore:ma  di  Mufico  ancora  il  nome  fi  conuiene.yAnzife  con  vnfol  nome  io  douef- 
jimo  chiamare, lo  chiameremo  Mufico  perfetto  :  percioche  dando  opera,  &  effercitandofi  nell'vna,  &  l'al- 
tra delle  nominate,  cofìui  poffederà  perfettamente  la  Mufica  ;  della  quale  di fiderò, &ff>ero  che  faranno  ac- 
quilo coloro,  i  quali  vorranno  offeruare  li  noflri precetti. 

Quanto  fia  neceffario  il  Numero  nelle  cofe  ;  &  che  cofa  fia  Numero  ; 
&  fé  l'Vnità  è  numero .  Cap.      12. 

^C  perche  di  fopra  fi  è  detto ,  che  la  Mufica  è  faenza,  che  confiderà  li  Numeri  ,&le 
proporzioni;  peròparmi  che  hora  fa  tempo  di  cominciare  a  ragionar  di  t al  cof  ,m  a f ima- 
mente che  dalla  prima  origine  del  modo  {fi  come  manifedamentefi  vede,  et  lo  afferma- 
no i  Filofòfi)tutte  le  cof  create  da  Dio  fumo  da  lui  col  Numero  ordinate  :  anzi  effo  Nu- 
mero fu  il  principale  effemplare  nella  mente  di  effo  fattore .  Onde  è  neceffario  che  tutte  le 
cofe, le  quali  fono  feparatamente,  ouero  infieme,fano  dal  numero  comprefè,  &  al  numero  fottopode  :  impe- 
roche  tanto  è  egli  neceffario  ;  chefèfuffe  tolto  via,  prima  fi  dijlruggerebbe  il  tutto ,  &  dipoi  fi  leuarebbe  al- 
'  thuomo  (  come  vuol  Platone  )  la  prudenza,  &  il  fapere  :  conciofache  di  niuna  cofa,  che  egli  haueffe  nell'in- 
telletto ,  ouero  nella  memoria ,  potrebbe  rendere  ragione  ;  &  le  artifperderebbeno ,  ne  più  faria  bifomo  di 
parlare  oferiuere  alcuna  cofa  della  Mufica  ;  percioche  del  tutto  la  ragione  di  effa  fi  anullarebbe ,  non  hauen- 
do ella  mar  crior  fermezjia,  che  quella  de  1  numeri,  il  Numero  acuiffe  l'ingegno,  conferma  la  memoria,  in- 
driz!Xa  (intelletto  alle  fpeculationi ,  &jmferua  nelpropio  effere  tutte  le  cofe .  clfepm  ì  iddio  benedetto  lo 
dónòaWhmmo,  come  litrumento  neceffario  ad  ogni fua  ragione  &clifcorfo.  Nelle  Sacre  lettere  vn  infinito 
numero  difereti  mirabilifiimi  &  diurni  col  mezs  de  i  numeri  fi  uen^uno  a  difcoprire,della  cognitione  &  in- 
telligenza de  i  quali  (  come  piace  ad  ^Agoilino  )fenz<t  t  aiuto  de  numeri  noi  certamente  faremmo  priui .  il 
Saluator  nodro,  come  fi  uede  nell'Euangelio  in  molti  luoghi, gli  offeruò,  &  le  ceremome  della  Legge  fritta, 
tutte  per  numero  fi  comprendano .  Di  modo  che,  come  dice  ancora  ^Agodmo ,  nella  Scrittura  in  più  luoghi  fi 

ritrouano 


22  Prima 

ntrouano  li  N artieri, &  la  Mufica  effer  pojlt  honoreuolmente.  Onde  non  è  da  marauigliarfi,fe  i  Pithagorici 
xflimauano,  che  netti  numeri fujji  va  ìwnfo  che  di  diurno .  Si  che  per  quello  che  dettonabbiamo,  et  per  quel- 
lo che  dir  fi  potrebbe  decorrendo  io  t  intelletto, il  numero  èfommamente  neceffarto.Et  beche  molti  l'habbiano 
dtffinito;nÒdimeno  Euclide  Mevarefejparmi  che  ottimamete  l'habbia  deferita  dicedo;  il  Numero  effere  mal 
titudme  compofìa  di  più  ynità.  La  quale  "finità  ben  che  nufia  numero, tuttauia  è  del  numero  principio,^  Uà 
tfla  orni  cofa,  ofemplice,o  compojìa,o  corporale,  ojpirituale  chefia,  yien  detta  Vna  :  Perciochefi  come  non 
fi  può  dire  Cu  fa  alcuna  bianca  fé  non  per  la  bianchezga,cofi  non  fi  può  dire  alcuna  cofa  ima  [e  non  per  la  yni- 
tà ;  la  quale  è  talmente  contenuta  dalla  cofa  che  è ,  che  tanto  quella  fi  conferua  nell'efferpropto  ,  quanto  con- 
tiene in  [e  la  Vmtà  :  Et  all'oppofito,  quando  refìa  di  effere  yna,allora  manca  delfuo  effere .  Et  in  ciò  la  Vni- 
ta  è  niente  differente  dal  Punto ,  che  è  yn  minimo  indiuifibile  nella  linea  :  conaofia  che  fi  come  quando  è 
moffo  (  fecondo  che  vogliono  alcuni  )  egli  fa  la  linea ,  &  non  per  queflo  è  detto  Quanto ,  ma  fi  bene  di  effa 
Quantità  principio  ;  cofi  non  è  la  Vmtà  numero,  ancora  che  di  efjofia  principio .  Et  fi  come  ti  fine  non  è,  ne 
fi  può  dire  ,fe  non  rifatto  del  principio ,  cofi  ilprincipto  non  può  effere ,  fé  non  ha  relatione  alpne .  Et  perciò 
t  da  notare,  che  non  yien  detto  principio  ,fe  non  per  ragione  delfine  ;  ne  f  ne  fé  non  per  rifletto  del  principio  : 
idi  modo  che  dal  principio  alfine  non  fi  potendo  yenire  ,fe  non  per  il  mexo  ;  farà  neceffario ,  che  ogni  cofa  ac- 
etiche fui  intera  &  tutta,  contenga  m  fé  principio ,  me%o  ,&fne;i  quali  tutti  fono  contenuti  nel  numero 
Ternario  ,  detto  dal  Filofofoper  talragwneferfetto .  Onde  mancando  l'Vnità  delmexs  &  delfine  ,  non  fi 
può  dire,  chefia  numero,  ma  principio  folamente  di  quei  numeri ,  che  fino  con  ordine  naturale  dijpofli ,  per- 
cioche la  naturai  difpofitione  de  numeri  è  tale .  i.  z.  3.4.  5.  6.  7.  8.  9.  io. ordine  chef  può  continuare  in 
in  infinito,  avgimmndout  la  ynità .  la  quale,  percioche  da  effa  ha  principio  ogni  quantità  ,fia  cottnua ,  ò  di- 
fcretaSi  chiama  Genitrice ,  ciò  è  principio,  origine ,  &  mifura  commune  d'ogni  numero  :  conciofia  che  cia- 
Jcttn  numero  contenga  in  fé  più  yolte  la  ynità  ;fi  come  per  effempio ,  il  Binario ,  chefigue  immediatamente 
.dopò  effa ,  non  yien  formato  fé  non  per  la  congiuntione  di  due  ynità ,  dalle  quali  ne  rifulta  effe  Binario  primo 
numero  &pari  ;  6t*  *  queflo  aggiunta  poi  la  ynità  ,fi  forma  il  Ternario  primo  numero  impare  ;  dal  qua- 
le con  la  ynità  appreffofifa  il  Quaternario  ,  detto  Numero  parimente  pari  ;  <*?*  da  queflo  &  dalla  ynità  è 
frodutto  il  Quinario,  detto  Numero  incompoflo,&<  cofi  gli  altri  di  dmerfe  ffecie ,  procedendo  m  infinito . 

Delle  varie  ipccie  de  Numeri .  Cap.     15. 

V  N GO  farebbe ,  &  fuori  dipropofito  ,  ilyoler  raccontare  di  yna  in  yna  le  yarie  fòrti 
de  numeri, &  yolerne  di  ciafeuna  dire  quello ,  che  ella  fi  a  :  ma  perche  dal  Mufico  ne  fono 
cofiderate  alcune  fpecie,  dirò  folamete  di  quelle,  che  fanno  alpropofito  noflrojafjando  da 
parte  le  altre,  come  inutili  a  quefì a fetenza.  Diremo  adunque  le  fpecie  de  numeri,  le  qua- 
li fa  dibifògno  fapereper  l'mfelligenxa  di  queflo  Trattato  ,&al  Mufico  appartinenti 
tffer  diece ,  cioè  numeri  Pari,  Impari,  Parimente  pari ,  Primi  &  incompofli ,  Compofli ,  Contrafe  primi 
Tra  loro  compofli,  o  Communicanti,  Quadrati, Cubi,  &  Perfetti ,  de  i  quali  li  Pari  fono  quelli,  che  fi  poffo- 
tio  diuidere  in  due  parti  equali  ;  come  2.4.  6.  8.  io.C^  altri  fintili  :  Magli  Impari  fono  quelli ,  che  non 
poffono  effer  diuifi  in  due  parti  equali  ,an%j  di  necefìità  l'yna  parte  fùpera  l'altra  per  la  ynità  ;  &  fono  que- 
fìi  3 .  5-7.9.  11.  &glt  altri .  Li  Parimente  pari  fono  quelli ,  che  hanno  le  parti ,  che  fi  poffono  diuidere  in 
due  parti  equali  ,ftno  à  tanto  che  ftperuenga  alla  ynità  ;  dalla  quale  mcominciorno  ad  hauere  il  loro  effere  , 
continuando  in  doppia  proportwne  in  infinito  ;  come  2. 4.8. 1 6.  3  2 .  64.  &glt  altri .  Li  numeri  Primi  (3* 
incompofli  fono  quelli ,  1  quali  non  pojjono  effer  numerati  0  diuifi  da  altro  numero ,  che  daU'ymtà  ;  come 
1.3.5.7.11.13.17.19.^  altri  fintili  :  Ma  li  Compofli  fono  quelli,  che  da  altri  numeri  fono  numera- 
ti &  dtuifi  ;&  fono  4.  6.  8.9.  io.  1 1  .&  gli  altri  procedendo  in  infinito .  Li  Contrafe  primi  fono  quelli , 
che  non  poffono  effere  mifurati  0  diuifife  non  daU'ymtà ,  mtfura  commune  (fogni  numero  ;  come  9.  &  io. 
che  fino  numeri  compofli ,  ma  infieme  comparatifi  dicono  Contrafe  primi  :  perche  non  hanno  altra  mifura 
commune  tra  loro ,  che  li  mifun  0  diuida ,  che  la  ynità .  Et  queflifi  trouano  di  tre  forti  :  percioche  ouerfono 
[yno  &  l'altro  compofli  ;  come  ligia  moflrati  :  ouero  l'yno  &  l'altro  primi  ;  come  1  $.&•  17.  ouero  L'v- 
tio  compojlo  &  C  altro  primo  ;  come  iz.&  19.  Tra  lor  compofli,  0  Commumcantifi  chiamano  quelli,  che 
fono  mifurati .  0  dmfi  da  altro  numero ,  che  dalla  ynità  ;  &  muti  di  loro  è  all'altro  primo  ;  &  fi  ritrattano 
di  tre  forti  :  ouì  r  che  fono  tutti  pan  ;  come  4.  c£"  <J.  ouer  che  fino  tutti  impari  ;  come  y.^7-  1 5 .  ouer  che  fo- 
no pari 


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Parte.  25 


qioparì  &impari  ì  come  f>.&<).  Quadrati  fono  quelli,  che  nafiono  dalla  moltiplicatione  di  yno  minor  nu? 
mem  infifieffi  moltiplicato  i  come  4.9.&16.1  quali  nafiono  dal  z .  3 .  &  4.  che  fino  Radici  quadrate 
di  tali  numeri  "  Ma  liC  ubi  fono  quelli,  che  nafiono  dalla  moltiplicatane  di  qualunque  numero  infifieffo,  &* 
dalpredutto  amoraper  tal  numero  moltiplicato  ;  come  8.27.  64.  &  fimili  ;  t  quali  nafiono  per  la  molti- 
plicatione del  z.  3 .  &  4-  in  fé,  che  Radici  Cube  di  tali  numeri  fi  chiamano  ;  &  liprodutti  ancora  moltipli- 
cati ptrefiu  come  fona  moltiplicando  il  z.in  fi  ,  produce  4.  il  quale  moltiplicato  col  2.  ancorarne  nafie  8. 
detto  Numero  Cubo,  del  quale  ti  z.èla  radice.  Ma  li  numeri  Perfetti  fono  quelli, che  fino  integrati  dalle  lo- 
sro  para,  &  fino  numeri  Pari,  &compofti,  terminati  fimpre  nel  6.  oueronell'S;  come  6.  28.  496. 
&  gli  altn-.conciofia  che  tolte  le  parti  loro,  &  infieme  aggiunte,  rendono  di  punto  ilfuo  tutto .  Come  quel- 
ie  del  Settari® ,  che  fino  1 .  2 .  &  3 .  le  quali  interamente  lo  diuidono  :  l'ynità  prima  in  fei  parti ,  il  binario 
«dipoi  in  tre  0  &  il  ternario  in  due  parti  ;  le  qual  parti  fiammate  infieme  rendono  interamente  effo  Settario . 
•Quejìofiiw  adunque  leffiecie  de  i  numeri  al  Mufico  neceffarie  :  imperoche  la  cognitione  loro  ferue  nella  Mtt 
fica  alla-imcfiigatione  delle  pa fiotti  delpropto  /oggetto,  il  quale  è  il  Numero  harmonico ,  ouerfionoro,  con-  ' 
tenuto  nel  primo  numero  perfetto,  tlqude  è  il  senario,fi  come  yederemo  :  Nel  quale  numero  fino  contenute 
mtteìkfir-me  delle  fimplici  con  finanze, pòfiibili  da  ntrouarfi,atte  a  produr  le  harmonie  &  le  melodie  :  Im- 
perochela  Diapafon  ;  la  quale  nafie  dalla  proportione\Dupla,yera forma  di  tal  confonanza  ;  è  contenuta  tra 
'queftuteiiwsni  z  &  i.Et  tal  proportione  il  Mufico  piglia  per  il  tutto  dtuifibile  in  molte  parti  :  Dipoi  la  Dia  ■ 
'pente'è'Centenuta  tra  quejìi  termini  $.&  2.  nella  Sefquialteraproportione  :  La  Diateffaron  traq.&i, 
<£Oìitwt-ì$i  la  Sefqniterxa  proportione .  Et  quejlefono  le  due  parti  maggiori ,  che  nafiono  dalla  dtuifione  della 
XSupLjimero  della  Diapafon .  il  Ditono  poi  è  contenuto  tra  •;.&  4.  nella  S  e fquiquarta  proportione  ;  &  il 
Semidano  nella  Sefquiquinta  tra  6.0*  j.Etquejle  due  parti  nafiono  dalla  diuifione  della  Sefqiualtera, , 
mercleila  Diapente .  Et  perche  tutte  quejle  fino  parti  della  Diapafon ,  onero  della  Dupla ,  0  nafconoper 
ia  ditufione  harmonica  ;  però  io  le  chiamo  femplici  &  dementali  :  conciofia  che  ogni  confonanza ,  onero  in-r 
geruaEo  quantunque  mimmo,  chefia  minore  della  Diapafon,  nafce  non  per  aggiuntane  di  molti  interualli  po- 
Jli  infieme  :  ma  fi  bene  per  la  diuifione  di  effia  Diapafon  :  &  le  altre  che  fono  maggiori ,  fi  compongono  di 
«effa  &  di  yna  delle  nominate  parti  ;  ouero  di  molte  Diapafon  infieme  aggiunte  ;  ouero  di  due  parti ,  come  le 
iorodenominationi  ce  lo  manìfejlano  :  Imperoche  della  Diapafon  0  della  Diapente  pofie  infieme,  fi  compo- 
me In  Diapafon  diapente ,  contenuta  dalla  proportione  Tripla  ,tra  $  &  i.La  Difidiapafon  compofla  di  due 
Diapafon ,  è  contenuta  dalla  proportione  Quadrupla  tra  4. 0  1  •  L'Effachordo  maggiore  &  anco  il  mino- 
re, nafiono  dalla  congiuntane  della  Diateffaron  col  Ditono ,  0  Semiditono  :  ma  lafjando  hora  di  dire  più  di 
<quefle  0-  delle  altre,  yn  altra  fiata  più  dijfufamente  ne  ragionaremo .  Dalle  cofie  adunque  che  habbiamo  det- 
to ,  paterno  comprendere  ,per  qual  cagione  il  gran  Profeta  Mafie ,  nel  deficriuere  la  grande  &  marauigliofit 
fabrica  del  mondo,  eleggejfi  il  numero  Senario  ;  non  battendo  iddio  nelle  fite  operationi  mai  bauuto  dibt fogno 
di  tempo  :percioche,  come  colui,  che  d'ogni  faenza  era  perfetto  maeflro,  conofiendo  per  opera  del  Spirito  di- 
vino l'harmoma ,  che  in  tal  numero  era  rinchiufia  ;  0  che  dalle  cofie  yifibili  &  apparenti  conoficemo  le  inui- 
fibili  d'iddio ,  la  (uà  onnipotenza  ,&la  diuinità  fiua  ;  yolfi  col  mezo  di  tal  numero  in  yn  tratto  efprimere 
&  infieme  moftrare  la perfettione  dell'opera  ,&weffa  la  rinchiufia  harmonia,  confiruatrice  dell'efferfuo, 
fenza  la  quale  a  patto  alcuno  non  durarebbe  :  ma  del  tutto ,  ofi  annullarebbe ,  oueramente  ritornando  le  co- 
fi nel  loro  primo  effere  (  fé  lecito  è  cofi  dire)di  nuouofi  yederebbe  la  confufione  dell'antico  Chaos.Volfe  adun- 
que il  Santo  Profeta  mamfefiare  il  magifierio  0*  l'opera  perfetta  del  Signore  fatta  fenza  tempo  alcuno  col 
tnezs  del  Senario ,  dal  qual  numero  quante  cofi  fi  della  natura ,  come  ancora  dell'arte  fiano  camprefe ,  da 
ludlachefigue  lo  potremo  conofiere . 

•"    Che  dal  numero  Senario  fi  comprendeno  molte  cofe  della  natura 
&  dell'arte.  Cap.     14. 

NCOMI NC I  iA'N  D  O  adunque  dalle  cofie  fuperiori  naturali,  noi  Ufi  nel  Zodia- 
co di  dodecifegnifempre  ne  yeggiamofii  alzati fiopra  lo  noflro  Htmifflnrio, rimanendo 
gli  altri  fiei  nell'altro  di  fiotto  a  noi  afiofi .  Sono  ancora  fei  errori  de  ifit  Pianeti  dtfiorrenti 
per  la  larghezza  &  effo  Zodiaco, che  fiorreno  hora  di  qua,  0  hora  di  là  dalla  Eclittica  ; 
come  Saturno,  Cioue,  Marte,  Venere •,  Mercurio,  &  la  Luna.  Sei  li  circoli pojli  nel  cie- 
lo? 


24  Prima 

io  ;  come  ^Artico ,  ^Antartico,  due  Tropici  ;  cioè  quello  detennero,  &  quello  del  Capricorno,  fEquinottiale; 
&  l'Eclittica .  Et  di  qua  mufono  fei  fiflantiali  qualità  degli  Elementi ,  ^Acuità  ,  Rarità ,  &  Moto  :  &  U 
loro  oppofitt ,  Ottufuà,  Denftà,  £?•  Quiete .  Sei  gli  uff  cu  naturali  ,finza  li  quali  cofa  alcuna  non  ha  l'ede- 
re ;  come  Grandezza  ,  Colore,  Figura,  Interualto,  Stato,  &  Moto .  Seijpecie  ancora  delli  moti3  Genera- 
tione,  Correttone ,  ^Accrtfctmento ,  Dimmutione ,  ^Alterazione  ,  &*  Mutatione  di  luogo .  Et  fu ,  feconda 
Platone,  le  differente  detti  Siti ,  ouero pofitiom  ;  Su ,  Giù,  ^Aitanti ,  Indietro ,  Defìro ,  &  Simftro .  Sei  li- 
nee conchiudono  la  Piramide  triangolare  ;  &fèifaperficie  lafgura  Quadrata  folida.  Sei  triangoli  equilateri 
maggióri  contiene  la  figura  circolare,  dinotandoci  lafuaperfettione  :  &fei  Tolte  la  circonferenza  di  qualun 
aue  circolo  è  mifurata  perii  dritto  da  quella  mi  fura ,  che  fi  mifura  dal  centro  alla  circonferenza  ifìeffa  ;  & 
de  qui  nafee,  che  molti  chiamano  Sedei  quello  ifìrumento  geometrico,  che  da  molti  altri  è  addimandato  Con* 
faffo .  Sei  gli  gradi  dell'huomo  Efjentia,  Vita,  Moto,  Senfo, Memoria,  &  Intelletto .  Sei  lefue  età,  Infan- 
tia,  Puentu,  lAdolefcentia,  Giouenezza ,  Vecchiezza,  &  Decrepità  ;  Etfei  l' Et  adi  del  mondo ,  le  quali , 
fecondo  alcuni,com]pondeno  al  Senario  ;  dal qual numero  Lattantio  Firmiano prefe  l'occafione  delftto  erro- 
re dicendo ,  che  il  mondo  non  hauea  a  durare  più  de  fi  nulla  anni ,  ponendo  che  vn  giorno  del  Signore  fiano 
mille  anni ,  adducendo  per  tefìimomanza  quello  ,  che  dice  il  Salmo  ,  Mille  anni  auantigli  occhi  tuoi  fono  co- 
me il  giorno  paffato.  Et  per  non  commemorare  tutto  quello, che fi  potrebbe,  per  non  andare  in  lungo  ;  dirò  fèl- 
lamente ,  che  fei  fono  appreffo  li  Filofof  quelli ,  che  chiamano  Traft elidenti  ;  come  l'Ente  ,  ÌVno,  d  Vero ,  il 
'Buono,  ^Alcuna  cofa,  ouero  Qualche  cofa,  &  la  Cofa  :  &fei  appreffo  i  Logici  li  Modi  delle propofitiom;cioè 
Vero ,  Falfo ,  Pofibde,  Imponibile,  Neceffarto,  &  Contingente .  Per  la perfettione  di  tal  numero ,  Tolfe  il 
grande  Orfeo  (come  narra  Platone)  che  gli  Hinnifi  haueffero  a  terminare  nella  Setta  generatione  :  concio- 
fìa  chef  penso ,  che  delle  enfe  create  non  fipoteffe  cantare  più  oltra  ;  effendo  in  tal  numero  terminata  ogni 
ferfettione.  Onde  li  Poeti  ancora  Tolfero ,  che  il  Verfo  del  Poema  Heroico  ;  come  quello,  che  più  cTogn'altro 
giudicorno  perfetto  ;  termina/fé  nel ftflo  piede .  Nonèadunque  maraui<rlia,fe  da  alcuniTien  dettoSegna- 
colo  del  mondo  ;  poi  chef  come  efjo  mondo  non  ha  difùperfluo  cofa  alcuna,  negli  mancano  le  cofi  neceffarie} 
cofi  quefìo  numero  ha  hauuto  tal  temperamento ,  che  ne  per progref  ione  fi  ejìende ,  neper  contratta  dtmi- 
giutioneft  rimette  :  ma  tenendo  ~i>na  certa  mediocrità ,  non  èfùperfluo ,  ne  è  per  fua  natura  diminuito  :  per  la 
qual  cofa  eph  ha  ottenuto  il  nome  non  folo  di  Perfetto;  ma  di  Imitatore  della  yirtù.  Quefìo  è  detto  numera 
^Analogo }  cioè  proportionato ,  dalla  fua  reintegratone  per  lefue  parti ,  nel  modo ,  che  di  fopra  ho  moilrato  : 
percioche  quelle  venerano  tal  numero  ,che  èfmile  al fuo genitore .  oltra  di  quefìo  è  detto  numero  Circolare: 
conaofta  che  moltiplicato  in  fé  sleffo ,  dprodutto  da  tale  moltipiicatione ,  è  terminato  nel  Senario;  &  que- 
llo ancora  per  effo  Senario  moltiplicato  (fibene  fi  procedeffe in  infinito  )  il  produtto  è  terminato  in  effò. 
Tutto  queho  ho  voluto  dire  ,per  dimostrare ,  che  hauendo  la  Natura  mirabilmente  rinchiufò  molte  cofe  nel 
numero  Senario ,  ha  -voluto  ancora  co  l'iftefjo  numero  abbracciarne  la  maggior  parte  di  quelle ,  chef  ritro- 
vano nella  Mufca  :  conciofia  che  primieramente  (come  fi  Tederà  altre  Tolte  )  Sei  fino  le  fpecie  delle  noci 
muficalt , tra  le  quali  è  contenuto  ogni  concento  muficale  ,cioè  Vntfòne ,  Equifone ,  Confine,  Emmele, 
~Diffone,&  Ecmele.  Sono  dipoi  fei  quelle,  che  i  Prattici  addimadano  confinanze,  cioè  cinque  f empiici  &  elt 
mentali ,  che  fono ,  come  di  fopra  ho  moslrato ,  la  Diapafon ,  la  Diapente,  la  Diateffaron ,  ilDitono  ,il  Se- 
miditono,  &Tno  principio  di  effe ,  il  quale  chiamano  Vnifono:  ancora  che  quefìo  fi  nomini  Confonanz* 
impropiamente  ;  come  altre  Tolte  Tederemo .  Oltra  di  quefìo  fi  ritrouauano  appreffo  gli  antichi  Mafia  fei 
fpecie  di  harmonia  pofìe  in  Tfi ,  cioè  la  Daria ,  la  Frigia,  la  Lidia ,  la  Miilalidia ,  o  Lochrenfe ,  la  Eolia  , 
&  la  latita ,  ouero  Ionica  :  &  appreffo  gli  moderni  fei  Modi  principali  nella  Mufca  detti  ^Autentict ,  &> 
fei  no  principali  detti  Placali .  Lungofarebbe  il  uoler  raccontare  di  Tna  in  Tua  tutte  quelle  cofe,  che  firn  ter- 
minate nel  numero  Senario  ;  ma  contentandoci  per  bora  di  queUo,che  è  fiato  detto,  Terremo  allejùt  propru- 
tà  ;per  effer  neceffane  al  nofìro  propofito . 


Dellt 


Parte. 

Delle  Proprietà  del  numero  Senario ,  &  delle  fue  parti  ;  & 
come  in  effe  fi  ritroua  ogni  confonanza  mu- 
ficale .  Gap.     i  f . 


25 


NCO  RiAC  H  E  molte  ficaio  le  proprietà  del  numero  Senario ,  nondimeno  per  non  an- 
dar troppo  in  lungo  racconterò  folamente  quelle ,  che  fanno  alpropofito  ;  &  la  prima  fa- 
rà,, che  egli  è  tra  i  numeri  perfetti  il  primo  ;  &  contiene  in  fé  parti ,  che  fono  proportiona- 
te  tra  loro  in  tal  modo  ;  che  pigliandone  due  qualfi  yoglino ,  hanno  tal  relatione  ,  che  ne 
danno  la  ragione ,  o  forma  di  ima  delle proportioni  delle  muficali  confinante ,  ofempltce, 


o  compatta  che  ellafia  ;  come  fi  può  yedere  nella  fottopojla  figura . 


Sono  ancora  le  fue  parti  in  tal  modo  collocate  &  ordinate ,  che  le  forme  di  ciafcuna  delle  due  matrgioi  i 
/empiici  confinante ,  le  quali  da  i  Mufici  yengon  chiamate  Perfette  ;  effendo  contenute  tra  le  parti  del  Ter- 
nario jfono  in  due  parti  dtuife  in  harmonicaproportionalità  _,  da  yn  melano  termine  :  conciofiache  ritrouan- 
dofi  prima  la  Diapafon  nella  forma _,  &  proportione  che  ètra  z.&  i  .fenxa  alcuno  mezo  _,  è  dipoi  tra  il  4. 
&  il  1 .  in  due  parti  diuifa  s  cioè  in  due  confonanxe  ',  dal  Ternario  ;  nella  Diateffaron  primamente ,  chef  ri- 
troua tra  4.  cST*  3  •  &  nella  Diapenti  collocata  tra  il$.&ilz.  Queila  poi  fi  ritroua  tra  6.&  4.  diuifa  dal 
5 .  m  due  parti  confinanti  i  cioè  in  y  11  Ditono  contenuto  tra  j.^T"  qì&invti  Semiditono  contenuto  tra  6. 

d  eS"  5  ■  Vedefi 


20  Prima 

&  5 .  Vede  fi  oSfra  di  quesiti  CEffachordo  maggiore,  contenuto  in  tal  ordine  Tra  quefli  termini  5.^3.  ilqua 
le  dico  efjer  confinali  %à  compofla  della  Diarejfjaron  &  del  Ditono  :  percioche  è  contenuto  tra  termini,  che  jo 
no  mediati  dal  4.  come  nella  moflrata  fioura  fi  può  l'edere .  Et  fono  quefìe  Vaiti  in  tal  modo  ordinate ,  che 
quando  fi  pighaffero  jet  chorde  in  qualfi  i>oAia  ijìrumento.  tirate  fatto  la  ragione  de  1  mofirati  numeri ,  £7- 
fi  percuotejjero  infieme  ;  ne  i  filoni,  che  nafcerebheno  dalle  predette  chorde ,  non  /o/o  non  fi  udirebbe  alcu- 
na difcrepan  za  ;  ma  da  e/?i  ne  i>  farebbe  Dna  tale  har moina,  che  Fvdtto  ne  pitharebbe  jommo  piacere  :  &  il 
contrario  auerebbe  quando  tal  ordine  in  parte  alcuna  fufje  mutato .  Hanno  oltra  di  cw  quesh parti  ma  tal 
propietà ,  che  moltiplicate  l'yna  per  l'altra  in  quanti  modi  èpojitbde ,  &  pofli  liprodutti  in  ordine  ;fi  trotte- 
rà fen^a  dubbio  alcuno  tra  loro  harmomca  relatione  ,  comparando  il  martore  al  minore  più  propinquo .  tAl 
qual  ordine  fé  aggiungeremo  il  quadrato  di  ci  al cuna  parte ,  cioè  liprodutti  della  [uà  moltiplicatwne ,  ponendoli 
nel  predetto  ordine  al\uo  luogo  fecondo  che  fono  collocati  in  naturale  difpoftione  ;  non  folo  haueremo  la  ra- 
gione di  qualunque  confonanxa ,  atta  alle  harmouie  &  melodie  ;  ma  le  ragióni  delle  Difjonanxe  ancora  ;  0 
yopliam  dire  forme  de  vii  mterualli  Diffom  ;  che  fono  1  Tuoni,&  1  Semttuom  martori  &  minori  ;  differen- 
te delle  fopr  adette  confinante  :  percioche  efii  dtmofìrano  quanto  l'ima  fupera ,  ouero  è  fuperata  dall'altra . 
Et  quejìe  differente  non  pur  fino  utili  ;  ma  neceffarie  ancora  nelle  modulatwm,  come  Tederemo  ;  il  che  nel- 
lajottcpojla  figura  fi può  yedere  il  tutto  per  ordine . 


3SS5^'^X«a5!e«»!H»,aa^^ 


Quejìe  fono  adunque  le  proprietà  del  numero  Settario ,  &  delle fue  parti ,  te  quali  è  impofibile  di  poter  ri- 
trouare  in  altro  numero ,  chefia  di  effo  minore  1 0  maggiore . 


Qua 


Farte.  27 

Quel  che  fia  Confonanza  femplice ,  e  Comporta  ;  &.  chenel  Senario  fi 

ritrouanoleformedi  turtclefemplici  con(onanze;&  ondehab- 

bia  origine  l'ErTachordo  minore.  Gap.   io'. 


H^a^j  E  NC  HE  alcuni  fumo  in  dubbio ,  fé  l'Efftchordo  Jihabbi.1  da  porre  nel  numero  delle 
BJhmII  .cottfi»t»X?  >  pw  eJfer  U futt  proportione  contenuta  nel  genere  Superpartiente ,  il  quale 
jFv\^/J  (  come  dicono  )  non  è  atto  a  produrle  ;  nondimeno  per  efjere  intervallo  fin  hora  apprettato 
■0jffj3\  £7*  riceuutoper  confonante  da  i  Mttfia  j,  l'hòpojlo  io  ancora  nel  numero  di  effe .  Maper- 
àSsSl    c^e  ho  detto  ,  che  l'Efftchordo  è  confinanza  compojìa  ;pero  Tederemo  al  predente  quello 


che  fi  debba  intendere  per  ìnteruallo  femplice  j  o  compojìo .  Dico  adunque  che  Confonanza ,  otter  Internatio 
compofìo  intendo  io  quello ,  del  quale  li  minimi  termini  della  futi  proportione  fi  trotteranno  in  tal  modo  l'un 
dall'altro  diffami ,  che  potranno  da-Ttw ,  opiù  metani  termini  efjer  mediati  &  dm  fi  ;  Ài  modo  che  di  Dna 
proportione  \  due  o  più  ne  potremo  haucre .  Cofi  all'incontro ,  Confinando.  )  o  ìnteruallo  femplice  dico  ejfer 
quello ,  che  pigliati  li  mimmi  termini  delia  fua  proportione ,  in  tal  modo  faranno  ordinati ,  che  non  potranno 
nceuere  tra  efìi  alcun  termine  melano ,  e  he  diuida  tal  proportione  in  più  parti  :  effendo  che  faranno  fempre 
l firn  dall'altro  dittanti  per  l'imita.  Onde  ho  detto  che  l'Ejfachordo  maggiore  è  confonanza  compvfla  -.percio- 
che li  minimi  termini  della  fua  proportione  ,  che  fono  5  &  3 .  fono  capaci  d'im  mezano  termine ,  che  è  il  4  ; 
come  ho  mcjìrato  difopra  ;  &  la  Diapente  dico  effer  confonanza  femplice  :  percioche  li  mimmi  termini  dellt 
fua  proportione ,  che  fono  3  &  1 ,  non  poffono  nceuere  alcun  melano  termine  tra  loro  \  che  dmida  qttellain, 
più  pam  :  conciofia  che  fono  disiami  l'im  dall'altro  per  l'vnttà .  Bifognapero  auertire  ■■  che  in  tre  modi  fi  può- 
dire  j  che  le  confònanze  fiano  compoile  ;  come  difopra  ancora  fu  detto  ;  Prima  quando  fi  compongono  di  due. 
parti  della  Diapafon ,  le  quali  mfemt -aggiunte ',  non  reintegrano  efja  Diapafon  ;  Dipoi  mentre f  compongo-, 
no  della  Diapafon,  $i  di  ima  delle  fue  parti  ;  &  in  l'ittmo  quando  fi  compongono  di  più  Diapafon .  Nel  pri- 
mo modo  fi  confiderà  l'Effachordonommato ,  il  quale  fi  compone  della  Diateffaron  ,  &  del  Ditono  ;  come  fi 
forge  tra  1  minimi  termini  della  jua  proportione ,  che  fono  5  &  3 . 1  quali  per  il  4.  fono  mediati  ;  come  qui  fi. 
•vede .  5 .  4,  3  ;  ^Al quale  aggiungerò  il  minore  Effachordo,  che  nafee  dalla  congittnticne  della  Diateffaron  al 
Semiditono ,  li  cui  minimi  termmt  contenuti  nel  genere  Superpartiente  dalla  proportione  Supertripartiente- 
quinta ,  poffono  da  im  termine  mezano  efjer  mediati  :  Imperoche  ritrouandof  tal  proportione  tra  8  &  5 . 
tai  termini  fono  capaci  di  ~vn  mezano  termine  harmomeo,  che  è  il  6  ;  il  quale  la  diuide  ni  due  proportiom  mi~, 
nari  ;  cioè  in  ima  Sesquiìerza,  &  tn  ima  Sesquiquinta  ;  come  qui  fi  -vede  8 . 6.  5 .  Di  modo  che  tal  confinan 
za  per  queda  ragione  pofiamo'chiamare  compojìa  ,■  la  quale  fin  hora  da  1  JWttfci  è  fatti  abbracciata,^-  po- 
Jìa  nel  numero  delle  altre .  Et  benché  efft  tra  le  parti  del  Senario  non  fi  trout  in  atto,  fi  trotta  nondimeno  in  pò 
tenza  :  conctofache  dalle  parti  contenute  tra  efjo  piglia  la  fua  forma  ;  cioè  dalla  Diateffaron  &  dal  Semidi- 
tono  -.perche  diquefle  due  confinanze  f  compone  :  laonde  tra'l  primo  numero  Cubo,  il  quale  è.  8.  mene  ad. 
haiter  in  atto  la  fua  forma .  Ma  nel  fecondo  modo  fi  confiderà  la  Diapafondiapente ,  la  qualf  compone  della 
Diapafon,  aggiuntovi  la  Diapente  :  percioche  1  minimi  termini  della  fua  proportione ,  che  fono.  3  &  ì.fono 
diuifi  naturalmente  inuna  Dupla ,  &  in  ima  Sesquialtera  ;  che  fono  le  porportioni  continenti  tal  confinane 
%e  ;  come  qui  fi  yedeno.  3.1.1.  Cofi  nel  terzo  modo  potremo  porre  la  Disdtapafon  :  imperoche  li  minimi  ter- 
mini della  fua  proportione  ;  che  fono  a.&  1  .fono  capaci  di  un  termine  mezano  ;  il  quale  dmide  quella  in  due 
Duple  in  Geometrica  proportion  alita  ;  come  nedemo  nel  4.  1 .  1 .  ^fncorache  paterno  confderare  tal  confo- 
nanza effer  compoda  della  Diapafon,  della  Diapente ,  &  della  Diate ffaron  -.percioche  tal  termini  fono  cai 
paci  di  due  termini  mezani,  li  quali  la  diutdeno  ni  tre  parti  continenti  le  proponioni  delle  nominate  confinane 
%e  ;  come  fi  i>ede  nel  4. 3 . 1 . 1 .  Nondimeno  douemo  auertire,  che  quantunque  tali  confònanze  fi  pofjano  con 
ftderare  composle  in  tanti  modi  ;  io  proptameme  &  Teramane  addimando  quelle  effer  compojle ,  le  qua  lift 
compongono  della  Diapafon ,  &  di  alcuna  delle  fue  parti ,  fecondo  l'imo  de  1  due  Tinnii  modi  moilrati  di  fo- 
pra  :  Ma  quelle  che  fi  confderano  compojle  nel  primo  modo ,  tali  chiamo  impropiamente ,  &  ad  Tn  certo 
modo  compoile  :  imperoche  per  effer  minori  della  Diapafon  ,fi  yedono  quaf  efer  femplici  &  dementali  ;  il 
che  non  intrattiene  nelle  altre, per  la  ravione.che  diro  altroue .  Et  perche  è  imponibile  di  poter  ritrottare  lino- 
ne confònanze ,  le  quali fanofemplici ,  dalle  cinque  mojlrate  infuori ,  che  fono  la  Diapafon ,  la  Diapente ,  la 

d      z  Diateffa- 


:8 


Pri 


ma 


Utateffaron,  il  Ditono,  (J7*  il  Semiditono  ;  dalle  quali  ogn' altra  confinanza  fi  compone  ;  pero  dico&  conci* 
do,  che  nel  Senarw,  cioè  tra  le  jue piarti,  fi  ritratta  ogmjemplice  muficalanfinanza  in  atto ,  &■  le  compcjìe 
ancora  m  potenza  ;  dalie  quali  najce  ogni  buon,  &  perfetta  Inumana  :  intendendo  però  citile  forme,  v  prof or 
ttoni,&  non  dilli  [noni.  Ala  accioche più  facilmente pofu-mo  tjjer  capaci  di  quello  duo  ho  dtltu,  Te ì  > o  a  ra- 
monar  prima  delle  coje ,  che  fanno  dilnjogno  alla  agitinone  dille  p  rcp  crticm ,  &  dipoi  cederemo ,  come  fi 
mettono  in  opera  :  ìrnpercche  jenza  la  loro  cogitatone  Jaì  tbbe  tmptfibdi  di  potere  hautr  nottua  alcuna  del- 
la Muftca  .. 


Della  quantità  continoua  &  della  difcreta , 


7- 


E.  confidanze  muficalt  nel  moltiplicarle ,  oper  dir  meglio  nel  numerarle ,  ritengono  quali 
queir  ordine, che  fi  troua  ne  t  numeri  pofìt  auantt  al  Dtnano,et  co  naturale  ordine  colloca- 
ti ;  oltra  il  quale  non  fi  Tede  chef  aggiunga  nuouo  numero  :  ma  fi  bene  appare,  che  quel- 
li -vendano  ad  effer  replicati  :  concwfia  che  fi  come  dopo  il  Denarw  fegue  l'Vndenarto,& 
dopo  queflo  il  Duodenario ,  &  fmilmente  gli  altri  per  ordine  ;  Nel  medefmo  modo  an- 
cora dupo  ia  Diapafon,  &  la  Diapente ,  le  quali  nel fuo  ordine  naturale  fi  poigono  fenza  alcun  mexo,  tutte 
l'altre  confinanze  fi  Tanno  replicando  fecondo  l'ordine  mojlrato ,  qua  fi  in  infìnto  :  percioche  pofla  prima  la 
Diatefaron  dopo  le  due  nominate,  immediatamente  fé  le  avriunve  il  Ditono;  di  poi  il  Semiditono;  &  a  que^ 
fio  di  nuouofi  aggiunge  la  Diateffaron  ;  &  con  tal  ordine  tempre  fi  Tanno  replicando,  &  moltiplicando.  Et 
ancora  che  in  tal  modo  fi  patefe  procedere  in  infinito,  quando jujje  biftgno,  come  è  mamfifto  ;  nondimeno  la, 
Mufica  non  ricette  l'infinito  ;  percioche  di  efo  non  fi  ha,  ne  fi  può  hautre  faenza  akuna  ;  &  l'ititi  latto  non 
è  capace  di  effo  ;  di  modo  che  fé  gli  occorre  di  Toler ■  f opere  la  ragione  di  akuna  afa,  fi  jet  uè  filo  di  Tua  dtter- 
rmnata  quantità,  &  con  tal  mezp  comprende, &  fi  ilTero  di  ciò  che  ricerca ,  Ma  cadendo  naefanamente 
fotto'l  numero  tutte  le  cofe  ;  &  raccolgendcf  (efendo  Tna  o  più)  fitto  qui fio  nome  di  Quantità  ;  la  quale 
per  la  fua  eccellenza  i  Filofif  hanno  giudicata  pari ,  &  infi  me  aerna  c&  la  Suflanza  ;  pero  immediata- 
mente la  diuifero  in  due  parti,  cioè  in  Continoua,  &  in  Dijcreta.  La  Ccntinona  nominone  qudlaje  cui  pai  ti 
fono  congiunte  ad  tu  termine  commune  ;  come  la  Linea,  la  Superficie ,  ti  Corpo  •;  0-cltra  di  qutfle  illim- 
po,&  d  L/iopo  ;  &  tutte  quelle  cofe,  chef  attrtbuifcono  alla  Grandezza .  La  Dijcreta  difero  efer  quella, 
le  cui  parti  non  fono  congiunte  ad  alcun  termine  commune  ;  maref  ano  difinn  &  feparate  j  come  è  il  Nu- 
a-é"  mero  ,  il  Parlare,  Tna  Gregge ,  tu  Popolo,  Tn  Monte  digrano,  ouer  di  altro ,  aìlt  quali  cofe  colimene  ti  no- 
me di  Moltitudine  :  conciofa  t  he  molte  parti  feparate  fi  compongono  ne  i  loro  (fremi  ;  come  fi  Tede  nel 
Numero,  che  incominciando  dall'Vnità, fitto  la  quale  non  Ti  è  altro  numero  minore,  moltiplicata  in  infinito 
fenza  ritrouare  impedimento  alcuno  Tiene  a  procreare  oli  altri  numeri ,  Di  modo  che  la  jua  natura  è  molto 
conforme  al  venere  Molnplice  nelle  proportioni  :  percioche  confderata  ne  I  numeri ,  e  finita  in  qua!  fi  Teglia 
numero  ;  ma  fi  rende  infinita  per  l'accrefamento  ;  conaefa  che  fipoffa  moltiplicare  in  infinito  ;  come  Tede- 
remo ancora  nel  Moltiplice  ,  il  quale  è  fiuto  nelle  fue  fpecie  ;  ancora  che  fpofino  eflendere  iti  infinto .  La 
Continoua  poi  che  incomincia  da  Tna  finita  quantità,  riceue  Tua  infinita  diuifione,  perdendo  la  quantità  del- 
la mifura  nelcrefiere  delle  parti ,  &  moltiplicandole  nel  diminuire  :  percioche  fi  Tna  linea  lunga  fidici  pitdi 
fi  diuidtfe  iti  otto,  &•  qtuft  in  quattro,  &•  cefi  fempre  fi  dimdtfe  il  tifante  in  due  parti  ;f  troueubbe  quel 
la  infmtamente  efer  diminuita,  &  moltiplicato  in  infinito  il  numero  dille  parti .  1  al  natura  ferua  il  genere 
Superparticolare  nelle  proportwm  :  perocché  quanto  più  procede  a  ma?<rtori  numeri  cbtmouaiido  l'ornine  na- 
turale,tanto  più  fi  dimofìra  diminuito,  per  efer  fempre  di  minor  quantità  la  differenza  de  i  termini,  che  con 
tengono  lefuefpeae  ;  che  efendo  effe  infinite ,  ciafcuna  ffeaedafif  ritratta  efer  finita . 

Del  foggetto della  Mufica.  Cap.      18. 

T  perche  nella  quantità  Difcreta  detta  di  Moltitudine  fanno  alcune  cofe  per  fi f  effe  ;  co- 
me il  numero  i.a.j  .4.  &  gli  altri  ;  &  alcune  fino  dette  per  retanone  ;  come  il  Duplo  , 
il  Triplo ,  il  Quadruplo  ;  &glt  altri Jimtlt  ;  pero  ogni  numero ,  ti  quale  fìà  da  per  fi ,  ne 
per  l'efer  fuo  ha  dtbifogno  d'altro  aggiunto ,  è  detto  Semplice  ;  £7-  di  lui  l'<Artthmetica 
ne  ha  conftderatwne .  Quello  poi,  che  non  può  efer  da  fé ,  percioche  all' efer  fuo  ha  dibi fi- 
glio 


Parte.  29 


vno  cTvn  altro,  è  detto  numero  Relato  ;  &  di  tal  numero  fi  ferue  il  Mttfico  nelle  fitte  fpeculationi .  Cofi  anco- 
ra nella  quantità  Conttuotta  detta  di  Grandezza  fono  alcune  co/è  di  perpetua  quiete  ;  come  la  Terra,  la  Li- 
nea ,  la  Superfìcie ,  il  Triangolo ,  il  Quadrato ,  &  ogni  co*po  mathematica  ;  &  altre  di  continouo  maui- 
mentOjCnwe  t  corpi  celeftì .  Delle  prime  fé  ne  tratta  nella  Geometria  ;  delle  feconde ,  che  fono  fempre  girate  , 
ne  fa  profetane  l'^4lìronomia  :  di  modo  che  dalla  diuerfità  delle  cofe  dttierfamente  confiderate  nafce  la  va- 
rietà delle  fetenze ,  &  la  diuerftà  de  i  Soggetti  ;  conciofia  che  fi  come  l'^Artthm etico  confiderà  principal- 
mente il  Numero ,  cofi  il  Numero  è  il  Soggetto  della  fua  faenza .  Et  perche  iM.ufi.ci ,  nel  voler  ritrattar  le 
rao-ioni  d'arni  muficale  interuallo,fi  ferueno  de  i  corpi  [onori,  &  del  Numero  relato,  per  canofeere  le  diftan- 
%e ,  chef  trouano  tra  fuono  &  fuono ,  &  tra  voce  &  voce  ;&  per  fapere  quanto  l'vna  dall'altra  fia  dif- 
ferente per  il  fratte  (y  per  l'acuto ,  mettendo  infieme  queile  due  parti ,  cioè  il  Numero ,  &  il  Suono  ;  & 
facendo  vn  compojìo  dicono ,  che  il  Soggetto  della  Mufica  è  il  Numero  [onoro .  Et  benché  ^Auicenna  dica  , 
che'lfuo  Sotrvetto  fiano  li  Tuoni  &  li  Tempi  ;  nondimeno  confiderata  la  coja  nife ,  ritrouaremo  tutto  ejjer 
~pno  ;  cioè  rijferirfi  li  Tempi  al  Numero,  &  li  Tuoni  al  Suono . 

uello  che  fia  Numero  fonoro .  Cap.     1 9. 

^AVE  MO  adunque  da  fapere,  che  alcuni,  valendo  dar  notitia  di  queflo  numero,  han- 
no detto ,  che  il  Numero  fonoro  non  è  altro ,  che  il  numero  delle  parti  d'un  Corpo  fonoro  , 
come  farebbe  di  vna  chorda  ,  la  quale  pigliando  ragione  di  quantità  difereta  ,ne  fa  certi 
della  quantità  del  (nono  da  lei  produtto.  La  qual  dejcrittione,  ancora  che  ad  alcuno  potreb 
he  parer  buona  ;  nondimeno ,  fecondo  d  miogiudicw ,  mi  par  che  fia  tronca  &  imperfet- 
ta :percioche  le  1/  oa,che  fono  principalmente  confiderate  dal  Mufico  ;  cJt*  non  fono  lontane  dal  Numero  fo- 
noro, hauendo  propostone  tra  loro  ;  non  caderebbeno  [otto  tal  defcnttione  :  conciofia  che  elle  habbiano  origi- 
ne da  i  corpi  animati  &  humanì ,  cioè  dall'huomo  ;  &  è  pur  ragioneuole,  che  tutte  le  cofe  confiderate  in  una 
faenza  ;  ancora  che  da  per  fi  non  fi  confederino  ;  ma  fi  bene  in  ordine  al  Soggetto ,  ad  effo  Soggetto  fi  ridu- 
chino  ;  come  è  ancora  raaioneuole ,  che  la  definizione  fi  conuenga  con  la  cofa  definita .  Et  benché  l'huomo  fia 
corpo,  queflo  non  bafìa  ;  ma  fi  ricerca  ancora  che  fia  fonerò  .Onde  bifgna  che  habbia  tre  condttiont  ;  prima, 
che  fia  polito  ;  dipoi ,  che  fia  duro  ;  vltimamente ,  che  fia  largo  ;  le  quali  canditiom  non  so  come  in  effo  tutte 
ntrouar  fi  pofìtno .  Ma  poniamo,  che  l'huomo  habbia  tutte  quefle  conditioni  ;  non  per  queflo  fi  potrà  hauer 
comitione  della  quantità  delle  voci  per  via  dell'huomo  :  percioche  le  parti  doue  nafeono  non  fono  m  tal  modo 
fott apode  al  fentimento ,  chefipoffa  hauer  di  loro  alcuna  determinata  mifura .  Ma  chi  diceffe ,  che  le  Voci 
fi  applicano  a  i  fitont  che  nafeono  dalle  chorde;  &  che  per  tal  modo  fi  viene  ad  hauer  la  ragione  delle  loro  prò 
pontoni;  &  che  con  queflo  mezo  ifieffofi  vengono  à  ridurre  fatto  la  detta  defcrittione;  coflut  direbbe  ciò  im 
bropiamente  :  percioche  li  fifoni  fi  applicano  alle  voci  ,  acaoche  di  effe  fi  bibbia  vera  &  determinata  ragio- 
ne, &>  non  per  il  contrario .  Farmi  adunque  che  meglio  farebbe  dire  ,che'l  Numero  [onoro  è  Numero  relato 
alle  voci,  &  a  ifuoni  ;  il  quale  fi  ritroua  ari  ificiafam ente  in  vn  corpo  fonoro ,  fi  come  in  alcuna  chorda ,  la, 
qual  riceuendo  la  ragione  di  alcun  numero  nelle  [uè  parti,  ne  fa  certi  della  quantità  del  fuono  produtto  da  efft, 
€Ì7"  della  quantità  delle  voci,  riferendo ,  ouero  applicando  efìi  fuoni  ad  effe  -voci  :  Et  queflo  dico ,  quando  tal 
numero  fi  confiderajfe  vniuerfialmente  in  ciafeuno  interuallo  :  Ma  quando  fi  confideraffe  particolarmente  m 
quelli  mterualli  fidamente , che  fimo  confinanti  ;  fi  potrebbe  dire,  chefuffe  la  ragione  delle  proportwm,  le  qua- 
li fono  le  forme  delle  con  finanze ,  confiderate  primieramente  nella  Mufica  ;come  fono  le  moflrate  di  fopra  , 
contenute  tra  le  parti  delnumero  Senario,  che  fi  ritrattano  con  artificio  nelle  parti  di  vn  corpo  fonoro,  &  re- 
lato al fopr  adetto  modo  .  Et  perche  le  differenze,  che  fi  trouano.  tra  le  voci  &  tra  i  fitont  graui  &  acuti, non 
fi  cono[cono,fe  non  co'l  mezo  de  i  corpi  fonori;  pero  confiderando  li  Mufici  tal  cofa,  eleffero  vna  chorda  fìt- 
ta di  metallo ,  o  d'altra  materia  ,che  rendefje  fuono  ;  la  qual  fuffe  equale  ad  vn  modo  da  ogni  parte ,  come 
quella  dalla  quale  (effendo  Sant'altro  corpo  fonoro  men  mutabile  ,&meno  in  oom  parte  variabile)  poteua- 
no  hauere  la  certezza  di  tutto  quello ,  che  cercavano .  Ejìi  h attendo  opinione ,  che  tanto  fuffe  la  quantità  del 
fuono  della  chorda ,  quanto  era  il  numero  delle  parti  confiderate  in  effa  ;  conofauta  la  (uà  lun^hezxa ,  g?> 
quantità  fecondo  il  numero  delle  fitte  parti  mifurate,  [ubtto  poteuanofar  riuditio  delle  disianze,  che  fi  trouano 
effer  tra  gli fuoni graui  irgli  acuti ,  oper  il  contrario;  &  conofeere  la proportione  di  ciafeuno  tntermllo.  1 1 

queflo 


jo  Prima 

queflo  non  fecero  fuor  dipropofito ,  come  dalla  efperienzapotemo  vedere  :  percìoche  fé  noi  tir.tremo  yna  chor 
da  di  qualfi  vaglia  lìmabtzggfiprit.  yna  fuperfae  piana  ;  &•  la  dtuideremo  con  la  ragione  in  due  pam  equa 
li  ;  fatta  la  comparinone  del  tutto  di  ejfx  ad  yna  parte  ,  cunufceremo  mantfeìlamente ,  li  fuom  produtti  da 
quefle  (  battendole  infieme  percofje  )  efjer  l'yno  dall'altro  diflantiper  yna  Diapafon ,  in  Dupla  prof  ornane  ; 
come  nella  Seconda  parte  vederemo .  Onde  in  catal  modo  diuifa  ancora  in  piti  parti ,  &  comparato  il  tutto  a 
dite ,  tre ,  quattro ,  o  più  di  effe ,  potremo  fempre  conofcer  y ariate  diflanze ,  £7*  ydire  yanatifuoni,  nati  da 
quelle  ,  fecondo  la  diuerfità  delle  parti  alfun  tutto  ;  &  potremo  infamemente  conofcere,  il  Tutto  efjer  cagio- 
ne del fuom  grane ,  &  le  parti,  quanto  più  fxr anno  minori ,  effer  cagione  de  iftoni  acuti .  Con  quello  mezp  _, 
Cj7"  per  latrina  adunque ,  come ptùjicura ,  fecondo 7  confeglio  di  Tolomeo,  a<r  punta  la  ragione  alfenfoji  Mh 
fio  y  anno  primieramente  inuefligando  le  ragioni  delle  confonanze ,  &•  poi  di  ciafcun'altro  Internatio ,  & 
crm  differenza,  che  fi  troua  tra  li  filoni  gratti  &  acuti  ;  &  riattendo  ricetto  alle  Voci,  &  a  i  Suoni,  che  fo- 
no la  materia  di  affettilo  tnterualio  unificale  ;  &  allt  numeri  &  pròportìoni ,  le  quali  (  come  altre  yolte  ho 
detto  )fono  la  loro  forma,  aggiungendo  quefle  due  cofe  infieme  differo,  il  Numero  /onoro  ejjere  il  vero  Su<r- 
L  f  getto  della  Mufìca,  &  no  il  Corpo  fonoro  :  percìoche  fi  bene  tutti  li  corpi  fono  atti  alla  produzione  de  ijuomy 
non  fono  pero  atti  allageneratione  della  Con  finanza  ;  fé  non  quando  tra  loro  fono  proportionati,  &  contenuti 
fitto  alcuna  terminata  forma  ;  cioè  fotta  la  ragione  de  t  Numeri  harmomci . 

Per  qua!  cagione  la  Mufìca  fìa  detta  fubalternata  all'Aritl-imetica,  &  me 
zana  tra  la  mathematica  ,òt  la  naturale.  Cap.      20. 

^f  perche  la  faenza  della  Mufìca  piglia  (  come  hauemopotttto  vedere)  dall' \Arithme- 
tica  1  Numeri,  &  dalla  Geometria  le  Quantità  mifur -abili,  cioè  li  Corpi  fonon  ;  però  per 
tal  modo  fi  fa  alle  due  nominate  Sciente  foggetta ,  &fi  chiama  faenza  fubalternata . 
Onde  è  dajapere,  che  di  due  forti  fono  le  faenze  tpercwihe  fono  alcune  dette  Principali , 
0  Subalternanti,&  alcune  Non  principali,  0  Subalternate.  Le  prime  fono  quelle, le  quali 
dependeno  da  1  principi]  conofciuti per  lume  naturale  &  coglimene  fenfitiua,come  l'^frithmetica  &  la  Geo 
metrta  ;  le  quali  h^nno  alcuni  principi]  conofciuti  per  la  cognitione  d'alcuni  termini  acquijlatiperyia  de  ifin 
fi  ;  come  dire, che  la  Linea  fa  lunghezza  fenza  larghezza;  che  è  yn  principio  propio  della  Geometria  :  & 
che  il  Numero  fta  moltitudine  compofta  di  più  ymta  ;  &  è  propio  principio  dell' <Arithmetic.a  ;  altra  li  prin- 
cipi] communi ,  che  fono  quelli,  che  dicono  ;  il  tutto  effer  maggior  della  parte  ;  La  parte  efjer  minore  del  fuo 
tutto,  &  molti  altri,  de  1  quali  /' '^4nthmetico,&  ilGeometra  cattano  lefue  conclufiom .  Le  feconde  poi  fi- 
no quelle,  che  ultra  liproptj  principi]  acqmflati  per  il  mezo  deifenfi,  ne  hanno  alcuni  altri,  che  procedono  da 
i  principi]  conofciuti  nell'vna  delle  faenze  fupenon  &  principali  ;  &fono  dette  Subalternate  alle  pnme;co- 
mela  Projpetttita  alla  Geometria  :  conaofia  che  altra  li  propri]  principi]  ne  ha  alcuni  altri ,  che  fono  noti  & 
approuati  nella  fetenza*  lei  fuperiore ,  che  è  la  Geometria  .Etèdi  tal  natura  la  non  principale  &  fubalter- 
nata ;  che  piglia  dalla  principale  l'ijleffofoggetto  :  maperfua  differenza  yi  aggiunge  l'accidente  :  percìoche 
fi  fujje  altramente  ,nun  yi  farebbe  tra  i'yna&  l'altra  alcuna  differenza  di  foggetto  ;  come  fi  yede  delia- 
Profpettiua ,  che  piglia  per  foggetto  la  Linea  per  fé  ;  della  quale  fi  ferue  anche  la  Geometria  ,&viag  aiuti 
<re  per  l'accidente  la  Vtfitalità  ;  &  cofi  la  Linea  yifuale  yiene  ad  effer  il fuo  foggetto .  il  mede  fimo  intrattie- 
ne ancora  nella  Mufìca  ,  che  hauendo  con  l'^frithmeticaper  commune  foretto  il  Numero,  avviuigendo  a 
queflo per  [ita  differenza  la  Sonorità ,  fi  fa  ad  effa  ^Arithmetica  fubalternata ,  tenendo  il  Numero  fonoro 
per  fuo  fot  'retto.  Ne  follmente  ha  la  Mufìca  lijuoipropi]  principij  :  ma  ne  piglia  ancora  degli  altri  dall' ^f- 
rtthmetica,  per  li  mezi delle  fue  demoflrattoni  :  perocché  per  efii  hauemopot  la  yera  cugmttone  della  faen- 
za .E  bm  yero ,  che  t  ai  principi]  &  mezi.  non  fono  tutte  le  conclufwni ,  che  nell'^frithmetica  fi  ntrouano  : 
ma  follmente  yna  parte  di  efje ,  le  quali  al  Mufico  fanno  dibfigno  ;  grfono  di  Relatwne ,  cioè  delle  propor- 
tiom  ;  &  queflo  per  moflrare  le  pafiiont  de  1  Numeri  fattori ,  il  che  fa  ancora  al noiìro  propojito .  Onde  an- 
cor noi  pi'rliaremo  quelle  conclufiom  follmente ,  che  ci  faranno  dibtfogno ,  <&•  le  applicaremo  al  Suono ,  atte- 
ro 'alla  Voce ,  che  dal  Naturale  (  come  dimofìra  d  F ilofofo)  fono  considerate  :  &•  hauero  ardimento  di  dire, 
che  L  Mufìca  no  filo  alla  Mathematica, ma  alla  Naturale  ancora  fia  fubalternata  ;  non  in  quanto  alla  par- 
te de  1  Numeri  :  ma  fi  bene  in  quanto  alla  parte  del  Suono,  che  è  naturale  ;  dalquale  najce  ogni  modulatane, 

ogni 


Parre.  31 

c?ni  confonanza,  orni  h.trmoni.t,&  oo-ni  melodia  :  la  qua!  cofa  è  confermata  anche  da  ^Auicenna  dicendo  ; 
aie  la  Mufica  ha  hfuoi  principi]  dalla  faenza  naturale  ,  &>  da  quella  de  i  numeri .  Et  fi  come  nelle  coje  na- 
turali,muna  cofa  è  perfetta  jnentre  che  è  in  potenza  :  mafolamente  quando  è  ridutta  in  atto  ;  coft  la  Mufica 
non  puh  effer  perfetta,  fé  non  quando  còl  mezo  de  i  naturali ,  o  artificiali  ijlrumenti  fi  farà  -udire  :  la  qual 
cofa  non  fi  potrà  fare  co'l  Numero  [olo,ne  con  le  Vocifoleima  accompagnando  &  quefle  &•  quello  infume  ; 
minimamente  effendo  il  Numero  infeparabile  dalla  confonanxa .  Per  quefto  adunque  farà  mamfeflo,  chela 
Mufica  non  fi  potrà  dire  ne  femphcemente  mathematica  3  nefemplicemente  naturale  ;  ma  fi  bene  parte  na  - 
turale ,  &  parte  mathematica,  &  confeguentemente  mexana  tra  l'una  &•  l'altra.  Ma  perche  dalla  faen- 
za naturale  il  Mufico  ha  la  ragione  della  materia  della  Confonanxa ,  che  fono  i  Suoni  &  le  Voci ,  &  dalla 
Mathematica  ha  la  ragione  della f uà  forma  ;  cioè  della  fua proportione  ;però  douendofi  denominare  tutte  le 
cofe  dalla  co/a  più  nobile ,  più  ragtoneuolmente  diciamo  la  Mufica  e  fere  jctenza  mathematica ,  che  natura- 
le :  concwfia  che  la forma  fa  più  nubile  della  materia . 

Quel  che  fu  Proportione,  &  delia  Tua  diuifione  .  Cap.      2  i. 

/  Suoni  &  le  Voci  adunque  tra  loro  proportionati  ,!•  quali  fenza  alcun  dubbio  hanno 
l'ejfer  da  cofe  naturali  ^generano  &  in  atto  fanno  ydire  la  Con fi manza ,  gouernatrice 
d'ogni  modulazione ,  per  il  cui  mexp  fi  permeile  all'ufo  delle  Melodie ,  nel  quale  conffìe 
tutta  la  per  fa  none  della  Mufica .  E  ben  "vero ,  che  alta  fua  peneratwne  concorrono  (  co- 
me altre  folte  Tederemo  )  due  fiumi  difimdi  ,  i  quali  fecondo  la  forma  &  la  ragione  de 
gli  harmoiiici  numeri, proportionafamente  f.wo  dijlanti  l'yn  dall'altro  per  il  o_raue,&  per  l'acuto.  Ma  fi  ha 
dafapere,  che  tutte  quelle  coje ,  dalle  quali  può  najcerfuono  ;  come  fono  chorde,  Nerui,  ^Aere  refpirato,  & 
altre  cofe ftmilijl  Mufico  chiama  Diftanza  ;  &  la  Forma,  o  Ragione  de  i  Numeriche  fi  caua  dalla  miju- 
ra  delle  chorde  f onore , chiama  Proportione .  Ma  la  Proportione  immediatamente  fi  diuide  in  due  parti,  cioè 
in  Commune,  &■  in  Propia .  La  prima  è  la  comparatone  di  due  cofe  mfeme ,  fatta  in  ~vn  medefimo  attribu- 
to, ouer predicato  Vtiiuoco  ;  come  comparando  Giofeffo  &  Francefco  in  bianchezza, ouero  in  altra  qualità, 
nella  quale  fi  conuenghino .  La  feconda  (  come  yuole  h  uclide  )  è  quella  certa  habttudme,  o  convenienza,  che 
hannojdue  finite  quantità  di  yn  medejimo  venere  propinquo, fi ano  equali,  ouero  tnequalt  tra  loro .  Et  fi  è  det- 
to di  un  mede  fimo  genere  propinquo  :percwche  non  fi  può  dir  con  ragione ,  yna  Linea  efjer  maggiore ,  o  mi- 
nore, ouero  equale  ad  yna  Superficie ,  ne  adyn  Corpo  ;  ne  il  Tempo  effer  maggiore ,  o  minore ,  ouero  equale 
ad  yu  Luogo  :  ma  fi  bene  yna  Linea  effer  maggiore,  o  minore,  ouero  equale  ad  yn  altra  ;  &  cofi  yn  Corpo 
adyn  altro  corpo  ;  &  altri  fimilt  :  Peraoche^come  ne  infegna  il  Filofofo)la  coparatwne  fi  debbefarfolame- 
te  nelle  cofe,  che  hanno  yna  fola fgmfìcatione ,  &  che  fono  di  yno  ijìeffo  genere,  propinquo  ;  &  non  in  quel- 
le, che  hanno  più fignificati ,  carfano  di  generi  diuerf,  ouero  affolutamente  di  yn  foloenere  remoto .  Ne  fi 
ritrouafolamente  la  Proportione  nelle  fopradette  quantità  :  ma  nelli  Pef,  nelle  Mifure,  &  {come  yuol  Pla- 
tone nelle  Potenze, &  nellt  Suoni,  come  yederemo  ;  la  qual  proportione,  mai  fi  ritroua  in  alcuna  cofa,  fé  non 
in  quanto  l'yna  t  equale,  o  ma?  ofwre ,  o  minore  dell'altra  :  conciofa  che  dpropio  della  Quantità  è  l' efjer  det- 
ta Equale  filler  Inequale .  Et  fi  ritroua  tal  proportione  primieramete  nella  Quantità,  &  fuccefìiuamente  di- 
poi nell'altre  cofe  nominate .  Lafctero  hora  di  parlare  della  Commune  :peraoche  non  fa  punto  al  noflropro- 
pofito ,  &  di  nuouo  diuidero  la  Propia  nella  Mattonale,  &  nella  Irrattonale;  &  diro  la  Rationale  efjer  quel 
la ,  che  da  numeri ,  i  quali  contendono,  ojono  contenuti  piglia  la  fua  denominatane  ;  come  dal  z .  che  effendo 
comparato  alla  Vmtà ,  nella  ragione  del  contenere,  è  denominata  la  Dupla  proportione  :  Ondefimili  quanti- 
tà fono  dette  commenfurabili ,  £<?•  commumcanti  :percioche  l'yna ,  &  l 'altra  fempre  da  yna  commune  mi- 
fdrapuh  effer  mifurata .  La  irrutwnale  poi  è  quella ,  che  per  niun  numero  rationale  fi  può  denominare  ;  come 
quella  del  Diametro  &  del  Lato  del  Quadrato  :  tmperoche  non  fi  può  dare  alcuna  mifura  commune,  che  fa 
certa,  &  che  mifuri  interamente  l'yno  &  l'altro;  &  perciò  fono  dette  Quantità  incomenfur  abili.  Douemo 
però  auertire,  che  ogni  proportione,  chef  ritroua  ne  i  numeri,  che  fono  quantità  difcreta,fi  ritroua  anco  nel- 
la continoua  :  effendo  che  tutti  li  numeri  fono  commenfurabdi  &  commumcanti  -.perche  almeno  fono  nume- 
rati dall'Vnità  ;  il  che  non  amene  nella  continoua,  nella  quale  fi  ritrouano  infinite  ragioni ,  che  nella  difcreta 
non  fi  ritrouano;  &  quefto  perche  ciafcuna  proportione j  la  qual  fi  ritroua  in  yn  genere  di  quantità  cotmoua, 

fi  trotta 


Prima 

fi  trono,  anco  in  yn  altro  ;  la  onde  fi  come  due  rette , 
linee  l'yna  con  l'altra  fi  conuengono  ;  cofi  ancora  fi 
couengono  due  Superficie,  due  Corpi,due  Tempiale 
Luoghi,due  Suom,ey  altre  limili  :  ma  non  intrattie- 
ne il medefmo  ne  i  Numeri  jo  Quantità  difcveta.Do 
uè  è  mantftflo ,  che  le proportiom  nella  cotìnouafono 
di  maggiore  aflratttone,  che  quelle,  le  quali  nella  dt- 
fcreta  fi  ritroua.no  :  conctofia  che  ogni  proportione 
Jfrithmetica  è  ratwnale;ma  le  Geometriche  fono  ra 
tionalt,&  irratwnah .  Ma  perche  le  Irrat tonali  no» 
fanno  al  ncflro  propofito  J  le  Uff  ero  da  parte ,  &  pi- 
gliarò  le  Hattonali ,  che  fi  dwidono  medefimamente . 
nella proportione  di  equahtà,  &  in  quella  di  tnequa- 
lità.  Dico  adunque  che  la  proportione  diEqualitàè 
quella,  la  qualfi  troua  tra  due  quantità,  che  fono  tra 
loro  equali ;  come  t.ad  1:  i.a  2 : 3 . ri  3 .  ^rfenten- 
tementeglt  altri  ;  0  due  filoni ,  0  due  linee,  0  due  fùperficie ,  0  due  corpi  tra  loro  equali  ;  la  qual  -veramente  no 
fa  al  nofìro  propofito ,  effendo  naturalmente  indiuifibile  :percioche  nelli  fuoi  efremì  non  fi  ritratta  differen- 
za alcuna  ;  &  non  fi  puh  dire ,  che  luna  quantità  fa  maggior  dell'altra  ;  &  quefo  amene  perche  la  Equa- 
Ittà,  ofimtglianxa  appreffo  delMufco  non  partorire  alcuna  confonanza.  La  proportione  d' Inequalttà  poi, 
che  è  quella,della  quale  io  intendo  ragionare, è  quado  due  quantità  l'yna  maggior  dell'. iltrafono  potfe  in  coni 
paratione ,  di  modo  che  l'yna  contenda ,  0  fa  contenuta  dall'altra  ;  come  il  Binario  comparato  all'Viiità ,  0 
per  il  contrario .  Et  quefla  medefmamente fi  diutde  in  due  parti ,  cioè  in  quella  dì  Maggiore  inegualità ,  & 
in  quella  di  Minore  :percìoche  quando  fi  compara  il  mag  gwr  numero  al  minore  ,fe'l  maggiore  contiene  elfo 
minore  fempltcemente  ,fen%a  hatteme  altra  confderattone ,  allora  nafce  quella  di  maggiore  inequalttà  :  ma 

combarando  il  minore  al  mav  trwre ,  fe'l  minore ,  lenza  hauer  altro  riguardo,  è  contenuto  dal  ma<r<riore,  al- 

1         r       ìì  j     ■       ■  b    1  ■  i  r  ù  ò& 

torà  najce  quella  ai  minore  inequalttà . 

In  quanti  modi  fi  compara  l'vna  Quantità  all'altra .  Cap.      2  2. 

L  contenere  l'yn  l'altro ,  £7*  Ceffer  contenuto  non  fempre  fi  piglia  femplicemente ,  ma  fi 
bene  in  altro  modo .  Onde  confiderata  tal  comparatione  più  minutamente,  da  ctafcuno  di , 
efi generi  ne  nafcono  altri  cinque  :percioche  il  maggior  numero  fi  può  comparare  al  mi- 
nore in  cinque  modt&  non  più  ;  &  cofiper  il  contrario ,  il  minore  al  mag  more  :  concio  - 
fa  che  nella  proportione  di  maggiore  inequalttà ,  il  maggior  numero  contiene  inje  il  mi- 
nore più  d'una  yolta  interamente  :  onero  yna  yoltafolimente,&  di  piti  yna  parte  di  effo  minore, detta  par- 
te ^iliquota;ouero  cottene  il  minore  yna  fola  y'olta,et  di  più  yna  parte  di  efjo ,  chiamata  parte  Non  aliquota. 
Contiene  anco  il  maggior  numero  il  minore  più  d'ima  yolta ,  &  di  più  yna  parte  di  efjo  aliquota, alteramen- 
te lo  cottene  più  yolte,&  di  più  yna  parte  non  aliquota .  Dal  primo  mudo  ha  origine  quel  genere  dtproportio- 
tie,chef  dice  Molttplice  ;  dal  fecondo  quello  chef  chiama  Superparticolare  ;  &"  dal  terzo  quello  che  è  nomi 
nato  Superpartiente.Et  fono  detti  generi  femplicv.perctoche  dal  quarto  modo  fé  ne  genera  yn  altro  detto  Mol- 
tipltce  fuperp  artico  lare  ;  £7*  dal  quinto  et  yltimo  nafce  quello\,  che  fi  addimanda  A  ioltipltce  fuperpartiente  ;  i 
quali  veneri  dal  primo, &  da  gli  altri  duefeguentiji  compongono  ;  come  dal  nome  di  ctafcuno  da  per  fé  fi  co-  . 
prende;&  tono  detti  Compnf /.Nella  proportione  di  Minore  inequalttà  poi, il  minor  numero  fimigltantemen-  ; 
te  è  cotenuto  dal  maggiore  in  cinque  modi, et  nonptù;&  cofi  fi  hanno  cinque  altri  genert,chìamati  di  minore 
inequalìta;&  fono  denominati  da  ipropq  nomi  dellifipradetti ,  aggiuntovi Jolamente per  tor  dtferenza  qite 
fla particella  Sub,chefgmfica  Sotto,  &fono  nominati  Siibmoltiplice,Subfnperparttcolare,Subfuperpartien , 
te,Submultiplicefuperparttcolare,  &•  Submolttplicefuperpamente  ;  de  1  quali  1  tre  primi  fi  chiamano  mede- 
fmamente femplict  :  ma  gli  altri  due  fono  detti  compofli .  Et  non  effendo  queiìi  cinque  yltimi  generi  atti  alla 
veneratione  delle  confinante  mufcali,  come  nella  feconda  parte  yederemo,pero  non  ne  ragionerò  altramen-  : 
te  più  diefìi.  : .  .        •      . .         1 

Quii 


ivi 

Parte.  33 

Quel  che  fia  parte  aliquota ,  Si  non  aliquota .         Cap.    2  5. 

OVEMO  Mentre ,  che  li  Mathematici  nominano  Parte  aliquota  quella  quantità ,  la. 
qualprefa  quante  folte  fi  può  in  qualunque  quantità  maggiore ,  rende  di  punto  l'intero  del 
fuo  tìltto  :  Onde  il  Binario  è  detto  parte  aliquota  del  Settario  ;  imperoche prefo  tre  -volte 
rende  di  punto  ilfuo  tutto ,  che  è  il  6-  Quejla  dal  Campano  è  detta  parte  Moltiplicattua  ; 
perche  interamente  numera  &  mifura  il  fio  Tutto.  La  Parte  no  aliquota  poi  dimandano 
quella ,  che  tolta  quante  -volte  fi  può  ,  non  rende  di  punto  ilfuo  tutto  ;  ma  fi  bene  rende  più  o  meno  ;  St  come  il 
Binario  è  detto  parte  non  aliquota  del  <j.  peraoche  prefio  due  volte , rende  q;&  prefo  tre  volte , rende  6  : 
Onde  tal  parte  dal  medefimo  Campano  è  nominata  ^Aggregatiua  :  conciofia  che  aggiunta  ad  vn  altra  quan 
tità  rende  dfuo  tutto  ;fi  come  avfumto  il  4  con  l'imiti  rende  il  5  .  Et  quefìi  non  propiamente ,  ma  fi  bene 
impropiamente ,  è  chiamata  parte . 

Della  produzione  del  genere  Moltiplice .  Cap.  2  4. 

NCO  RiA  che  i  detti  cinque  -ultimi generi  delle proportìonì  di  maggiore  inequalità  (co- 
me habbiamo  veduto  di /opra  )futna\  finiti  ;  non  è  però  da  penfare  \ \%e  le  loro  fpecte  fila- 
nofinite  :  peraoche  a  gufa  de  t  numen(fieguendo  in  infinito  il  naturale  ordine  loro  ^fini- 
tamente fi  pofono  accrescere .  Et  quantunque  talifipeae  pofiìno  effere  infinite  ;  nondime- 
no la  Mitica  fi  contenta  di  vna  particella ,  che  fa  finn  a,  &  più  vicina  alla  femplicità  ; 
£7*  non  riceue  l'infinito  :  conaofa  che  qualunque  cofa ,  che  è  più  lontana  dalla  fua  origine ,  è  men  pura ,  & 
menfemplice  ;  &  dal  [enfio  è  men  comprefa ,  &  meno  intefa  dall'intelletto  ;fi  come  amene  il  contrario  quan 
io  è  più  vicina;  che  allora  non  [olamente  la  comprende  il  [enfio  ;  ma  ancora  l'intelletto  l'apprende  .  Onde  fi 
■vede  ne  1  numeri ,  che  quanto  più  fono  lontani  dall'Vmtà,  la  quale  è  femplice  ;  tanto  fono  men  [empiici ,  & 
men  puri  &  meno  dal  [enfio  copre  fi  &  meno  intefi  dall'intelletto  :  Ma  per  il  contrario  guanto  più  fono  vici 
ni,  tanto  piùfempliafi  ritrouano  ,■  &  a  ifientimentì,  &>  all' intelletto  fiono  più  noti  :  peraoche  partiapano  di 
talfiempliatà .  il  medefimo  intrauiene  degli  eftremifuoni ,  o  voci  di  qualunque  confinane ,  che  quanto  più 
fono  l'vno  all'altro  vicini ,  &  vinti  ;  tanto  più  fono  intelligibili  :  ma  fi  amene  che  nell'acuto ,  ouer  nelgraue 
troppo  fi  eflendano  ;  il  [enfio  l'abhorifce  ;  ne  può  hauer  cofii  prefta  cogmtwne  di  efija  :  conaofa  che  ne  dati  na- 
turali j  ne  dagli  artificiali  frumenti  tanta  diflanxa  /[e  non  difficilmente  è  comprefa .  Et  quantunque  verfio 
f acuto ,  &  verfio  ilgraue  molto  fi  potè/fiero  eflendere  ;  nondimeno  non  potrebbeno  proceder  più  oltra;  fé  non 
tanto  quanto  dalla  natura  &  dall'arte  fuffie  permeffo .  Ma  perche  tutti  gli  harmoniafuoni ,  li  quali  fiono 
rationali  ;  cioè  hanno  tra  loro  determinato  &■  ratwnale  internatio,  o  proportione;  neceffanamente  fono  [otto- 
podi alla  ragione  del  numero  :  peraoche  i  loro  eflremi  comparati  Ivno  all'altro  necejfanamente  cadeno [ot- 
to la  ragione  di  vna  delle  fpeae  de  i  nominati  generi  ;  però  hauendo  fin  qui  ragionato  intorno  ad  efili ,  verrò 
hora  aragwnare'del  modo,  che  fi  generano  le  loro  [fede.  Onde  incominciando  dal  primo ,  il  quale  è  più  fiem- 
pltce  d'ogri 'altro,  detto  Moltiplice  ;  potremo  hauer  cogmtione  di  tutte  le  [uè  fpecie,  col  dijpor  prima  il  naturai 
le  ordine  de  t  Numeri,  incominciando  dall'unità,  &>  procedendo  in  infinito ,  [e  fuffie  Ufiogno  ;  &  dipoi  far  li 
comparinone  del  Binario,  Ternario ,  Quaternario,  &  degli  altri  numeri  per  ordine  idéffi  Vmtà  ;  &  cofi 
facendo  ritrouaremo  in  ciafeuna  relatione  varie fipecie  di proportioni  :  conaofia  che  comparando 7  Binano  al- 
tvmtà,  tal  proporzione  fi  chiamerà  Dupla,  per  il  [ito  Denominatore  ;  che  è  ili.  Dipoi  comparando  il  Terna- 
rio, nafeerà  vni  proporzione,  chef  nominerà  Tripli,  medefimamentt  dalfiuo  Denominatore ,  che  è  il  3  .& 
cofìftguendoper  ordine  :  di  modo  che  facendo  [empre  la  comparinone  di  ciafcun  numero  alla  vmtà,  hmere^ 
mo  in  tal  modo  lefjitcìe  del  primo  genere  detto  Moltiplice  ;  come  fiono  lefiottopojìe . 


Qvet 


34 


Prima 


Quel  che  fia  Denominatore,  &  in  qual  modo  fi  troui  ;  &  come  di 

due  propoftc  proportioni  fi  poiTa  conofcere  la  mag- 

giore,o  la  minore .  Cap,     z  j, 

OVEMO  auertire ,  che  Denominatore  (  come  vuole  Euclide  )fi  chiama  quel  nume- 
ro ,  fecondo' l  quale  fi  piglia  la  fané  nelfùo  tutto  ;  &  è  propiamente  detto  da  alcuni  Par- 
te aliquota  ;&  da  altri  Qmtiente  :  percioche  denota  quante  Tolteti  maggior  termine 
della  proportione  contenga  il  minore  ;  &  è  quello,  che  è  produtto  dalla  diuifione  del  man- 
giar termine ,  fatta  per  il  minore  di  qualunque  propofta  proportione  di  qualfi  vogliage- 
tiere  ;fi  come  per  efjempio  3  diuidendo  il  maggior  termine  della  Dupla ,  che  fi  ritroua  effer  la  prima  nelge- 
nere  Moltiplica ,  il  quale  è  i.  per  HVmtà,  che  è  il  minore;  ne  verrà  z.ilqualedico  effereil  Denominatore 
di  tal  proportione:  perche  il  Binario  contiene  due  volte  effa  vmtà  ,&quef\a  diuide  quello  interamente  in 
due  parti .  Medeftmamente  diremo  il  3 .  effe r  denominatore  della  Tripla  ;  &  il  4.  denominatore  della  Qua- 
drupla :  conciofia  che'l  3 .  contien  tre  volte  l'vnità  j&ilq.  quattro  fate  ;  &  cofi  di  tintigli  altri  feguen- 
temente .  Et  tali  denominatwm  fi  chiamano  Semplici  :  perche  fono  denominate  da  numeri  femplici  ;  che  fo- 
no r.  3.4.  i&  da  altri  fìntili.  Ma  fé  nel  genere  Superparticolare  diuideremoli  termini  della  Sefquialte- 
fa  al  modo  detto;  cioè  il  maggiore  per  il  minore  ;  ne  verrà  1.-^-  ;il  quale  dico  effer  denominatore  della, 
Sefquialtera  :  concwfia  che'l  3. fio  termine  maggiore  contiene  il  2.  termine  minore  vna  volta,  con  vna 
me%a  parte;  la  quale  fecondo  il  cojlumede  mathematici  fi  defcriue  in  tal  modo—  ;&  tal  denomma- 
tione  fi  nomina  Compofìa  :  perche  fi  compone  della  vmtà  >&  di  vna  fua  parte .  E  ben  vero  che  le  parti 
die  nafcono  in  tal  modo  ,  tallora  ,  fi  chiamano  ^Aliquote  ;  &  tallora  Non  aliquote  del  minor  termi- 
ne ,  che  contiene  la  proportione  :  ma  il  numero  pojlo /opra  la  linea  è  detto  il  Numeratore  di  tal  parte; 
&  quello  pojlo  difetto  il  Denominatore .  Onde  denui  poi  quefla  particella  S  e fqui  ,&  quello  che  figm- 
fchi  j  non  è  cofa  facile  dafapere  ;fe  nonfuffe  quello ,  che  vuole  ^Agofìino  ;  il  quale  (  leggendo  Sefque ,  & 
non  Sefqui)  penfa,che  fa  detta  quaft  da  Se  abfque  >aoèda  ^Abfque  fé;  che  figmfca  Sen^a  fé  :  per- 
cioche 


Parte.  35- 

cloche  (s'io  non  m^nganno)  pivlia  la  denominatione  delle  proportioni  dalla  parte  del  numero  malno- 
te j  della  quale  foprauanxa  il  minore ,  ne  i  termini ,  o  numeri  delle  proportioni  del  venere  Superpar- 
ticolare  ;  i  quali  nomina  numeri  Seguati  ;  &  quelli  del  Moltiplice ,  Complicati .  Et  benché  fi  ano  flati 
alcuni  j  /  quali  babbuino  hamto  parere ,  che  fia  una  Sillabica  aggmntione  ;  &"  che  non  fgtnfchi  cofaal- 
cuna  ;  ma  fa  fiata  ritrouata  folamente  per  poter  proferire  più  commodamente  le  dette  fpecie  :  quefo  mi 
par  j  che  fa  detto  con  poca  confideratione  ;  &  meglio  hanno  detto  quelli ,  che  difero ,  che  Sefjui  "vuol  dire 
Tutto  ;  &  che  Sefquialtera  è  detta  da  tal  parola ,  che  è  latina ,  &  da  ^Altera  medefmamente  parola  lati- 
na j  chef  afa  quando  fi  parla  di  due  folamente ,  &f<rmfica  ^Altra  ;  quaf  proportione ,  il  cui  maggior  ter- 
mine contiene  tutto  il  minore  yna  ydta  intera  _,  con  una  delle  due  parti .  Et  queflo  è  ben  detto  :  imperoche  fé, 
fuffe  altramente  (  come  yoojwno  alcuni ,  che  Sefquifgntfchi  lAltretanto  ,  &  la  metà)  non f  potrebbe  ad- 
dattare  tal  parola  nelle  altre  ;  come  nella  Sefquiter^a ,  nella  Sefqmquarta,  &  altre fmili .  Nondimeno  è  da 
auertire  >  che'l  Denominatore  di  qualunque  proportione  fi  ritratta  in  due  modi;  cioè  fi  ne  ipuri  numeri;  ouem 
aggiungendo  a  quefli  le  parti .  Et  potremo  ntrouar  queflo  fecondo  modo  in  quattro  maniere  :  imperoche  al- 
cunayolta  ritrouaremo  FVnità,  &  alcuna  parte  ;  &  alcuna  -volta  l'Vnita\et  più  parti  :  Onero  ritrouarema 
alcun  numero,  &  yna  parte;  ouero  alcun  numero  aggiunto  api»  parti.  Se  noi  ritrouaremo  numeri  fé  mplici; 
douemo  denominare  la proporttone  femplicemente ,  fecondo  che  nelle fp'ecie  del  Moltiplice  fi  è  moflrato  ;  & 
fé  ritrouaremo  l'ynità  av  ritinta  ad  alcuna  parte  ;  la  douemo  denominare  , fecondo  che  difoprafurno  denomi- 
nate quelle  del  Superparticolare .  Quando  poi  fi  ritrouerà  l'unità  cun  pm  parti,  allora  3  [affando  t'imita,  fi  po- 
ne atlanti  qutfla  particella  Super  al  Numeratore  delle  parti ,  &  al  Denominatore  qucf  altra  Pamente;  g»7* 
fi  compone  la  denominatione  della  proportione  dalle  dette  due  particelle  ;  &  da  i  termini  delle  parti  ;  come 
per  effempiof  può  yedere  nella  prima  fbeae  del 'renere  Superpartiente^che  la  proportione  detta  Superbipar- 
iienteterxa  è  denominata  da  r .  &•  -~ft0  denominatore  :  concwfa  che  ditufo  il  termine  mao-o-iore  di  tal  prò 
pontone ,  che  è  il  5  .per  il  3 . 1/  quale  è  il  minore  ;  ne  ri/ulta  1  &  ~-  La  onde  pigliando  il  numeratore  delle 
parti ,  che  è  1 .  avgtungendoui  la  particella  Super  3  fi  dice  Superbi  ;  dipoi  pigliando  il  3 .  denominatore  con  la 
feconda  particella  Partente  ,fl  dice  Pament  eterea  ;  &•  cof  aggiunte  infume  fi  dice ,  Superbipartìenteter- 
za  ;  il  che  fifa  nell'altre  ancora ,  fecondo  dfuo  denominatore .  Ma  quando  il  denominatore  è  compojìo  di  al- 
cun numero }  &  di  yna  parte  fola  ;f  denomina  prima  la  proportione  dal  numero  ;  come  fu  detto  del  Mol- 
tiplice  ;  dipoi  fi  aggiunge  la  parte  _,  nel  modo  che  nel  Superparticolare  ho  dichiarato  :  conciofa  che  tal  pro- 
portione fi  ritroua  necefiariamente  nel  primo  venere  compofìo  detto  Moltipltcefiperparttcolare  ;  come  fi 
pub  yedere  nella  Duplafefquialtera ,  la  quale  fi  denomina  da  z .  £7*  -4-  :perciocl>e  il  fio  termine  maggiore  j 
che  è  il  5 .  contiene  il  1 .  il  quale  è  il  minore  ;  due  yolte ,  0*  yna  mexa  parte  del  minore  ;  di  modo  che  dal  z . 
piglia  la  denommatione  della  Dupla  ;  &■  dalla  parte ,  che  è  -~  piglia  quella  della  Sefquialtera .  Quando  poi 
il  denominatore  e  contenuto  da  numero  intero ,  &  da  più  parti  ;  allora  fi  denomina  la  proportione  primiera- 
mente dal  numero  ,  nel  modo  che  fi  è  moflrato  nel  Moltiplice  ;  dipoi  fi  a?  giungono  le  parti ,  denominandole 
fecondo  che  facemmo  nelgenere  Superpartiente  :percioche  tal  proportione  neceffariamente  cade  nel  fecondo 
venere  compofìo ,  detto  Moltiplicefttperpartiente .  Hauemo  [ef  empio  di  queilo  nella  Duplafuperbipartien- 
teter%a ,  la  quale  è  la  prima  fpecie  di  tal  genere  ;come  y  e  deremo  >  denominata  per  le  ragioni  dette  ,da  z. 
&  —  fuo  denominatore .  Lungo  fi "irebbe  sto  yolejìi  porre  gli  ejfempij  di  ciafcunafpecie  :  ma  perche  molti  di 
ejìi  fi  potranno  yedere  al  fuo  luogo  ;  però  in  queflo  hora  non  mi  eflenderò  piti  altra  :  Solamente  dirò  queflo 
per  conclufione ,  che  ciafcuna  proportione  è  tanto  maggior  dyn  altra  (  come  ne  auertifce  Euclide  )  quanto 
la  fa  il  fio  denominatore  ;  &  queflo  in  ogni  genere  di  proportione  :  il  che  è  manifis  lo  :  efendo  che  la  Dupla 
«fenxa  dubbio  alcuno  maggior  della  Sefquialtera  :  conciofa  che  il  z  .fio  Denominatore  è  maggior  di  i.& 
-~  Denominatore  della  Sefquialtera  ;  &  cof  fi  può  dire  ancora  delle  altre . 


t     1  Come 


jó  Prima 

Come  nafca  il  genere  Superparticolare , 


Cap.     2  C. 


L  fecondo  venere  delle  proportionì  di  maggiore  ineqtutlità  nafce  in  queflo  modo;  che  [affitta 
follmente  nel  predetto  ordine  naturale  de  t  numeri  da  yn  canto  l'Vnità,&  incominciando 
dai  Binario, [emendo  di  mano  in  mano  tal  ordine  ;  fé  noi  faremo  la  comparatone  del  mag- 
gior numero  al  minore  più  yictno  :  da  tal  comparationefaràprodutto  il  genere  Superparti- 
colare ;  delquale  la  prima  fpecie  è  la  Sefquialtera ,  comparando  il  Temano  al  Binano:  per 
'cìoche  comparato  poi  al  Ternano  il  Quaternario ,  nafce  la  feconda  jpecie  detta  Sefquiter%a,  &  cofi  le  altre 
per  ordine  ;  eufemia  delle  quali  (come  ho  detto  )  è  denominata  dal  fiopropio  denominatore ,  ouer  parte  ali- 
quota .  Onde  fi  yede,chefe  in  alcuna  proportione,  la  parte  per  la  quale  il  maggior  numero  fupera  il  minore,  è 
la  metà  di  effio  minore, quella  fi  chiama  Sefquultera  ;&feè  la  terza  parte  "fi  chiama  Sefquiterza  ;  et  bre- 
vemente tutte  l'altre  ftecte ,  quantunque fuffero  infinite  ,fono  denominate  dalle  fue  pam  ;  come  nel  fiotto  pò-  i  * 
Jìo  effempiofipuò  yedere . 


Della  produzione  del  genere  Superpartiente .  Cap.     27. 


*  (becie  del  terzo  genere  detto  Superpartiente  fono  infinite  :  imperoche  alcune  fono  *«K 
slerbipartiem%unesupenripartient^ 

do  cofi  in  infinito ,  fecondo  l'ordine  naturale  de  1  numeri    Onde  la  Superhpartientefi  r- 
troua  tra  due  numeri  differenti  tra  loro  per  il  Binano,  chefiano  di  efio  maggior,,  &  ej- 
fo  non  voffa  efjer  loro  mifura  commune  .-  &  yoglwno  effere  tai  numeri  Contraje  primi , 
T^T^llietìeJ 


Parte.  37 

tema,  il  3 .  t»-<  volta  ,,  &  di  più  vna  fua  parte  non  aliata  :  cioè  due  terze  parti .  \A Uà  differenza,  della 
quale ,tra'l  ■?.&  il  5.  è  cenerata  la  pmpoxtione  Siferbiparfìèntequì)}ta;&  tra'ly.&ilj.laSuperbi- 
partientefettima;&  cojì  l'altre  jfeae  di  mano  in  mano.  Matra'lj.&'il^.nafce  la  Supertripartiente 
quarta,  la  quale  è  la  prima  fpecie  tra  le  Supertnpamenti  :  onde  è  wcejfanojhefi  come  nelle  prime  fi  èojfir- 
uato  la  differenza  del  Binario ,  che  cofi  in  quette  feconde  fi  vjferui  quella  del  Temano  ;  &  m  quelle  che  fono 
dette  Siiperquadrip.trtienti,quelh  del  Quaternario  :  per  la  qùaicofa  ofjtruando  tal  redola  nell'altre  per  ordi- 
ne fi  potrebbe  andare  w  infinito  ;  come  qui  di  fitto  fi  vede . 


Del  genere  Moltiplice  fuperparticolare . 


Cap.     2  8. 


L  Quarto  genere  detto  Moltiplice  fuperparticolare  nafce  ag giungendo 7  minor  termine 
di  qualfi  -voglia  proportione  del  genere  Superparticolare  al  maggióre,  aggiungendo  fem- 
pre  il  medefimo  minore  al  numero  che  -viene  per  tale  aggiuntione.  Onde  fi  noi  aggiunge- 
remo il  Binario  minor  termine  della  S e fquialtera, al  maggiore,  che  è  tlTernarw,  ne  ~ver- 
rà  il  Quinario  ;  al  quale  medefimamente  aggiunto  effo  Binario  nafierà  il  Sett  enario ,  & 

cefi  gli  altri  in  infinito  :  di  modo  che  ojferuando  l'idefft  regola  nell'altre ,  fi  potranno  hauere  infinite  jjiecie  ; 

come  nella  fitto  pofia  figura  fi  può  comprendere  . 


Della 


?8 


Prima 


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N.       17   ^svv 

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^S^   ■  3P^dj  tpU033S    ^^T 

Della  produzione  del  Quinto  &  vltimo  genere,detto  Moltiplice 
fuperpartiente .  Cap.     2  y. 


j-r 


\A  fé  noi  offeruaremo  il  modo ,  che  netta  produttione  del  Moltiplicefuperp  articolare  ha- 
uemo  ofjeruato  ;  cioè  di  aggiungere  il  minor  termine  dette  proportiom  del  genere  Su- 
pero Artiente  ,  al  termine  maggiore  ;  &  alprodutto  aggiungendo  fempre  effe  minor  ter- 
mine\,continouando  in  infinito  (fefarfepoteffe)  farà  per  tale  aggiuntione  creato  il  Quin- 
to ,  &  -vltimo genere ,  detto  Moltiplicefuperpartiente  ;  del  quale  (  per  non  efjer  cofa  mol 
to  diffeile  )  non  mi  eflendero  a  ragionarne  più  oltra  ;  baflando  fellamente  porre  gli  effempij  ;  acciochefiano 
guida ,  C-7*  lume  alla  intelligenza  di  tal  regola  ;  &  faranno  li  fottopoflì .  Et  fi  come  ne  i  modi  moflra- 
ti  fi  compone  la  Superbipartienteterxa  ,  la  Supcrtripartientequarta  3  &  la  Superquadripartieutequin- 
ta  ;  cofi  ancora  fi  compongono  l'altre  jpecie  ;  le  quali  (  come  hn  detto  )  fino  infinite .  Et  quello  che  fi 
ì  detto  de  i generi  }&  delle  jpecie  di  Maggiore  inequalità;fidice  anco  di  quelle  di  Minore  Je  cui  jpe- 
cie fi  ritratteranno  collocate  tra  gli  firn  termini  radicali ,  come  fino  le  jpecie  moflrate  difepra .  Onde  è  da 
notare  che  quei  numeri  fi  dicono  Termini  radicali ,  o  Radici  di  alcuna  proportione  3  de  i  quali  è  impofeibtle  dì 
r itrouare  in  quella  ifleffea  proportione  numeri  minori  ;  &  tali  numeri  fono  Contrafeprimi  j  come  di  foprafic 
tnoflratoJ&  come  nel  lib.-j. detti  fuoi  Elementi jO  Principi] ,che  dire  li  Togliamo  Euclide ,&  anche  Boetio  nel 
cap.  8 .  del  fecondo  libro  della  Mufeca  ne  mamfejlano .  Et  li  Mufici  netta  prolatione  delle  figure  cantabili  fi- 
gliano i  Numeri  delle  proportiom  di  Maggiore  inequalità  in  tal  modo  >  che  il  maggior  termine  della  propor  ■ 
tione  j  che  vogliono  tnoftrare ,  pongono  jopra'l  minore  ;fe  come  "volendo  moflrar  la  protation  detta  Dupla  , 
la figulino  in  quefio  modo  \  &  quella  della  S t fquialt era  cofe  l  :  Mani  quelli  di  Minore  inequalità  fetrna- 
vo  tali  numeri  al  contrario  ;  cioè  il  minor  termine  detta  proportione  [opra 7  maggiore  ;  come  fi  Tede  netta  pro- 
htione  detta,  Subdupla ,  &  della  Subfefequialtera,  le  quali  legnano  in  tal  modo  [&•):  &•  cofe  ancora  nell'al- 
tre in  ciafettn genere  .  Et  quantunque  io  habbiapoQo gli  efjewpij jolamente ne i  mojlrati generi ,nei  termini 
radicali  dette  proportioni  ;  non  fi  ha  pero  da  credere ,  che  tali  proportiom  non  fi  ritmano  anco  ne  rlt  altri  nu- 
meri  :fi  come  netti  Compofli ,  li  quali  non  fono  termini  radicali  delle  proportiom  :  imperoche  tanto  fi  ntroua 

la  Dupla 


Parte. 


19 


IWupla  effer, tra  8.  &  4.  &  tra  1 1.  &  6.  quanto  trai.&  i.il  che  fi  dtbbe  intendere  etiandio  delle  al- 
tre ,ne  <rli  altri  generi  ;fi  come  in  quelli  della  Sefquialtera  _,  che  tant 0  fi  ritratta  tra  6.  &  4.  quanto  tra  3 . 
&*  1.  come  pitt  altra  Tederemo. 


Della  natura  &  proprietà  de  i  nominati  Generi . 


Cap.     3  o. 


E  R  quello  chef  è  mojlrato  difopra  adunque  f  pub  comprenderete  i generi ,  et  lefpecie 
delle  proportioni  di  minore  inequalità  nafcono  tra  i  Numeri  in  quel  modo  fleffo,  che  mfco 
no  quelle  di  maggioreme  altra  differexaf  troua  dall'uno  all' altrove  non  che  in  quelle  fifa 
la  coparatione  del  termine  minore  al  maggiore  jm  quanto  timo  è  contenuto  dall'altro  ;  & 
in  queflefifa  la  comparatione  del  termine  maggiore  al  minore }  in  quanto  Itìio  contiene 
l 'altro.  Et  cof  tanto  quella  di  maggiore ,  quanto  quella  di  minore  inegualità  yengono  ad  effer produtte  in  t» 
tempo  j&  efere  nell'ifleffo  foggetto .  Ma  fecondo!  miogiudicio  le  Proportioni  di  minore  inequalità  fi  poffono 
cufiderare  altramete  et  anco  chiamare  Rationali(diro  cof)  et  Priuatiue:et  quelle  di  maggiore  Reali  &  Pof 
tiue.Etper  magnare  intelligeza  di  queflo^et  anco  per  conofcere  la  natura  di  quefli  generi  f  dèfapere ,  che  ef- 
fondo la  Equalttà  comeelemeto  delle  proportioni;ella  Tiene  ad  effer  principio  della  Inequalità  {come  Tuoi  Boe 
tio  et  Giordano)et  a  tenere  il  luogo  mexano  tra  il  genere  di  maggiore  inequalitàjet  quello  di  minore.  Et  effen 
do  cof,  è  di  fu*  natura  femplice;cocwf a  che(come  fi  pub  yedere)moltiplicatafi  diuifa;qiiellaproportione}che 
fi  ritroua  nel  tutto,  fi  ritroua  anche  in  ciafcuna  delle  fue parti  ;  &  e  fempre permanente ,  &  ritiene  ilfuo  ef 
(ere  in  qualunque  genere  di  ineaualità .  QueflofiTede  manifeilamente  effer  Tero  ; percioche  Iettando  Tua 
Dupla  da  tu' altra  Dupla  nel  genere  di  maggiore  inequalttà ,  al  modo  che  più  oltra  Tederemo ,  &fmiglian 
temente  in  quello  di  minore  Tua  Subditpla  da  tu 'altra  3f  Tiene  immediatamente  alla  Equalttà  :  conciofa 
che  (fecondo'l  parer  di  Boetio  )  ogni  Jnequalitàfi  rifolue  nella  Equalità,fi  come  in  elemeto  delfuopropio ge- 
nere i  il  che  non  amene  delle  proportioni  di  inequalità ,  che  fono  mutabili  ;  le  quali  moltiplicate ,  0  dittife  ;  le 
proportioni  del  tutto  fono  differenti  da  quelle  delle  lor parti  ;  &  le  n>ag  non  proportioni  non  hanno  luogo  tra  i 
termini  delle  minori  ;  come  fi  puh  Tedere  dalla  Dupla ,  che  per  effer  maggiore  della  Sefquialtera ,  non  ha  luo- 


<ro  tra 


40  i^rima 

vo  tra  li  fuoi  termini  ;  come  è  mani/etto  :  conciofia  che  -volendo  cau.tr  Lt  Dupla  contenuta  tra  quelli  termini 
2.^1.  dalla  Sejqtualtera  contenuta  tra  quefli  3 .  &  z .  ne l  modo  ch'io  intendo  di  moflrare ,  nafcela  Sub- 
fefqmterxa  tra  QUijlt  due  3 .  &  4.  contenuta  nel  fecondo  genere  di  minore  inegualità  3  detto  Subfuperpar- 
ticulare  ;  la  quale  per  effer  digenere  diuerfo  dalle  due  prime  propojìe ,  ne  dà  fegno  manifeflo ,  che  la  Sejqtii- 
altera  è  priux  di  tanta  quantità  t  quanta  è  quella ,,  per  la  quale  la  Sefquialtera  è  (uperata  dalla  Dupla  ;  cioè 
è  orina  di  ima  Sefquiterxa  .[Et  queflo  è  yenjiimo  :  conciofia  che  aggiungendo  la  Sefquialtera  alia  Sefquiter- 
za ,  immediatamente  nafee  la  Dupla  :  Onde  la  Subpfquiterza  Tiene  ad  effer  (blamente  la  ragione  di  quella 
proportione ,  che  manca  tra  gli  eflremi  della  Sefquialtera ,  per  afeendere  allafomma  &  quantità  della  Dub- 
bia ;  ilqual  difetto  fi  mamftfla  per  la  particella  Sub  ,  che  fé  le  aggiunge  ,  la  quale  nella  compoftione  dinota 
alle  yolte  dimmittione  :  la  onde  dall'effetto  la  paterno  chiamare  Pnuatiua".   Dico  Priuatiuajion perche  ella 
habbia  poffanxa  dipnuare  alcuna  proportione  della  fua  quantità;  ma  perche  dichiara  la  proportiune  à  cmfi 
aggiunge  efjer priua  nellifuoi  termini  &-  diminuita  di  tanta  quantità ,  quanta  è  la  fua  denomihatione .  Et 
queflo  non  è  detto  fuor  di  propnfito  :  perciochefi  come  è  imponibile ,  che  da  yn  numero  minore  imfatto  fé  ne 
poffa  cauare  alcun  maggiore  ;  cofi  ancora  è  imponibile  ,  che  da  yna  proportione ,  che  fa  minore,  f  nepofft 
in  fatto  Iettare  ima  maggiore  ;  effeìido  dibifogno ,  che  quella  quantità  dalla  quale  fé  ne  caua  vn  altra ,  fiao 
ma>rgiore ,  ouero  equale  a  quella,  che  intendemo  leuare .  Però  operando  nel  modo  ch'io  fon  per  moflrare ,  da 
~pna  Dupla  fempre  potremo  cauare  yna  Sefquialtera^  ne  foprauaxera  yna  Sefquiterxa;  et  da  yna  Sefqut 
altera  potremo  leuame  i>naltra,&  ne  yerrà  l'Equalita  :  ma  non  potremo  giamai  cauare  yna  Dupla  da  una 
Sefquialtera  ,che  no  manchi  alcuna  quatità,  la  quale  yerrà  fempre  nelprodutto  del  Sottrare  l'yna  dall'altra^, 
come  yederemo;et  ne  dimoflrerà  cot.il  macameto:  effendo  la  Dupla  maggior  di  effaper  yna  Sefqmterxa;et 
la  Sefquialtera  diminuita  di  tal  quantità;come  fi  è  potuto  vedere.  Onde  ale  uno  no  fi  debbe  marauighare,fe  io 
afimiglkrò  le  proporzioni  di  maggiore  ìequalità  aU'Habito;  hauedole  chiamate  Pofitiue;cociofia  che  dano  la 
ragione  delle  proportiom;cioè  dellaforma,che  dà  l 'effer  ad  ynfoggetto  reale  determinato;-»  quelle  di  minore 
alia  Priuatione gommandole  Ratwnali  et  Priuatiue  :  percioche  negano  la  proportione, che  rapprefentano,  nel 
nominato  fo(rgetto;&  fònopriue  di  yno  de  i  loro  termini  reali;  perche  non  trapaffano  la  Equalità:  ma  fono  di 
lei  minori .  La  onde  effendo  ilgenere  dimaggiore  inequalità  diuerfo  &  oppofto  attenere  di  minore, pigliata 
a  queflo  modoj  neceffario,che  l'yno  &  l'altro  fi  con fiderino  fotta  diuerfe  ragioni;aoè  il  primo  fatto  la  ranont 
dell'Habito,  0  della  Poftione  ;  &  ilfecondo'fótto  la  ragione  della  Priuatione  ;  come  ho  detto.  Et  pero  fi  deb- 
beno  ancora  confiderare  come  due  oppofti  corriffondenti  l'yno  all'altro  nel  terzo  modo  di  Oppofitioue  :  per- 
cioche 1  veneri ,  &  le  fpecie  fottopofle  di  yno ,  corrifpondeno  (  confiderate  fatto  la  ragione  dell' H abito  )  aldi 
generi  &  alle  f^ecie  fottopofle  dell'altro  ,  confiderate fitto  la  ragione  delta  Priuatione  ;  quafi  all'ijleffa  mo- 
do,che  corriffonde  l'ignorala  alla  Scienzaje  Tenebre  alla  Luce ,et fimili.  Si  debbono  confiderare  anche  co- 
me due  oppofti  comfpondenti  al  loro  mexo,  cioè  alla  Equalità,  la  quale  è  quafi  come  ilfoggetta  dell'habitc  , 
&  della  prutatione  :  conciofia  che  intorno  a  lei  auengano  tali  cofe .  Ne  y aglio  hauer  detto  queflo  fenza  qual- 
che fondamenta  :  percioche  fi  come  il  (oggetto  dell'habito  non  naturale  &  della  priuatione  imperfetta,  è  atto 
a  riceuere  hor  l'yno ,  hor  l'altro , per  fuccefì 'ione  ;  &  ritien  quello ,  che  figli  apprefenta ,  in  fino  a  tanto  che 
è  priuo  di  effo  ;  fi  come  yedemo  dell \Ana,che  è  atta  a  riceuere  bora  la  luce ,  &  bora  le  tenebre;  &  tanto  è 
lucida ,  quanto  la  luce  le  (là  yicina ,  &  non  fi  fepara  da  effa  ;  cofi  la  EqualitJ  è  atta  a  riceuere  bora  la  pro- 
portione di  maggiore,  bora  quella  di  minore  inequalità.  Et f  come' l  foggetto  mantiene  nella  fua  qualità  la 
Co(a,  che  ricette  ;  &  per  queflo  non  fi  y.tria  nella  fua  fuflanza ,  cofi  la  Equalità  non  npita  quella  proportione 
di  qualfi  yògli.i  genere,  chef  le  accompagna  ;  ne  meno  ella  fi  yaria  quando  [e  le  a*  (riunire,  ofe  le  letta  alcu- 
na proportione  di  qualfi  yoglia genere  :  effendo  li  fuoi  termini  (  come  ho  mojlrato  )  immutabili  &  inuaria- 
bth .  Et  perche  fi  come  nel  foggetto  è  fempre  la  priuatione,  quando  è  rimoffo  l'habito  ;  &  Fhabito ,  ouer  l 'at- 
titudine, quando  è  nmoffa  la  priuatione  :  fimigliantemente  rimoffa  dalla  Equalità  yna  proportione  qualfi  uà 
</lia  di  mar  vwre  inequalità ,  ne  y iene  immediatamente  yna  quafi  fimile  contraria  di  quelle  di  minore  ;  & 
yift  introduce  quella  di  maggiore  inequalità ,  quando  fé  le  lena  quella  di  minore  :fi  come  leuandole  yna  Du- 
pla ne  y  iene  yna  Subdupla  ;&  Iettandole  la  Subdupla  na(ce  la  Dupla .  Ma  perche  ogni  eftremohà  il  fuo 
mexp,  CjT*  il  mexo  è  quello  ,  che  equalmente  è  diftante  dalli  fuoi  eflremi  ;  efendo  1  due  generi  di  inequalità 
Àie  eflremi  equidiflanti  dalla  Equalità  ;  però  ho  dento  ,  che  la  Equalità  tiene  il  luogo  di  mexo  tra  l'uno ,  & 
l'altro  delh  nominati  due  generi  di  inequalitài  nel  modo  che  nella  fottopofla  fgura fi può  chiaramtte  yedereT 

Et 


rr 


Parte. 

Princìpio  delia  Inequalità 

i ■ 

Dupla.  '2 


41 


Subdupla. 


I 


R« 


Sefquialtera. 

i 

Sesquiter^a. 

4 — - 


3 
5- 


Subfèiquialtera. 

3 

Subfèsquiterza . 

"4 


Sesquiquarta. 

1  — 

Sesquiquima. 

6 


hJ 


Sesquifefìa . 

7— 
Sesquijèttima. 


Subfesquiquarta. 

5 

Subftsquiquinta. 

6 

Subfesquijefla. 

■7 


Sesquiottaua. 

9 

Sesquinona. 

io 


o 


Subfesquifettima. 

8 

Subfesquiottaua* 

9 

Subfisquinonx. 
io 


9- 

te 


a. 


Et  piti  altra  in  infinito . 

Et  benché  tali  effempij pano  podi  fellamente  ne  i  termini  di  alcune  f^ede  delli  due  primi  veneri  di  maggiore , 
&  di  minore  inequalità  ;  tuttauia  in  fi  debbeno  anche  intendere  quelli  delle  altre  j'pecie ,  li  quali  ho  lavati  per 
breuità;  penfandomi  che  folamente  quefìtfano  bacanti  a  moftrare  quanto  habbiamopropofto  :però  ciascuno 
il  quale  fttffe  defiderofo  di  yeder  l'altre  JJ>  e  eie  di  t ai  generi ,  perfeflejjo  le  potrà  inuejìgare ,  hauendo  riguar- 
do a  quello,  che  fi  è  mojlrato  di  [opra .  Horaper  quello  che  fi  è  detto,  potemo  comprendere ,  per  qual  ragione 
pofiamo  chiamare  le proportioni  di  maggiore  inequalità  Reali ,  &  Pofitiue  ;  &  quelle  di  minore  Rationali 
&  Priuatiue  ;  &•  dire  anco ,  chefiano  due  eflremi,  tra  i  quali  fi  ritrout  collocata  nel  mexo  la  Equalità  ;  & 
pmilmente  conofeer  la  natura  &  propietà  di  ciafeuno  di  t  ai  generi  ;  &  qual  fi  a  il  loro  nero  ifpcio  I  Quando 
aduque  "vorremo  nominare  alcuna  proportione  del  genere  di  minore  inequalità  J.e  potremo  accampanare  que 
Jla  particella  Sub  ;  quelle  poi  che  faranno  dell  'altro  genere ,porremo  fenxa  cotale  aggiunto .  Et  accwche  le  prò- 
portion  i  di  imo  delli  due  oppofm  generi  fi  conofehino  da  quelle  dell'altro,  offeruaremo  quell'ordine,  quando  fa 
rà  dibifoo-iw ,  che  noi  porremo  1  termini  maggiori  di  quelle  piVportiont ,  che  fono  del  (renere  di  maggiore  ine- 
gualità, dal  Lxtofwijìro ,  &  li  minori  dal  dejìro  ;  in  cotal  modo  3 .'  &  i.&i  termini  di  quelle ,  che  fono  del 
genere  di  minore,  porremo  al  contrario  in  cotal  maniera  i.&  3 .  imperoche  quelli  della  Equalttà  fi  potranno 
porre  fenxa  alcuna  differenza  di  luogo;  effendoper  lor  natura  inuanabili . 


Del  Moltiplicar  delle  proportioni 


Cap. 


^€V  E  N  DO  afuffcienxa  mojlrato  come  nafeono  le  proportioni,  &  le  lor  denomina  - 
tioni ,  daremo  principio  a  ragionar  delle  loro  operationi ,  le  quali  fono  cinque ,  cioè  Mol- 
tiplicare ,  Sommare ,  Sottrare ,  Partire ,  &  Trottar  le  lor  radiciT  Quanto  alla  prima 
clouemo  fapere,  che  fono  flati  alcuni ,  li  quali  hebbero  opinione ,  the  il  Moltiplicare ,  &  il 
Sommare  f afferò  -ima  coft  iilejpt  i&  alcuni  tenettano  l'oppofito  ;  cioè  che  fttffero  due 
operationifeparate  ;  &  il  medefimo  teneuauo  del  Sottrare ,  &  del  Partire .[  Malajfindoiole  dtjftute  da 
■vn  canto ,  co  leffempio  dimoslrerò  tali  operatiom  non  efjere  ima  cofa  ifteffa ,  ma  operatwni  feparate ,  co- 
fa  molto  -ville  &  neceffana  alprefente  negocio  .  Venendo  adunque  alpropofito  dico ,  che'l  Moltiplicare 
è  Dna  difbofitione  di  più  proportioni  in  -vn  contihouato  ordine,  pofte  lima  dopo  l'altra  in  tal  modo ,  che  il  mi- 
nor termine  dell'vnafia  il  maggior  dell'altra,  &  cefi  per  il  contrario .  Ma  il  Sommare  dico  ejjere  ima  ad- 

f         dunanxa 


42  Prima 


dtOKtnXg.  dì  più  proportioni  addunate  infume  fitto  yna  fola  denomin  ottone .  il  Moltiplicar  fi  può  fare  in 
due  modi  ;  il  primo  è  quando  ad  yna  proportione  fé  ne  moltiplica  yn  altra ,  opiu  ;  incominciando  dalla  parte 
finiflra ,  "venendo  yerfo  la  delira  ;  il  qual  modo  nominaremo  Soggiungere .  il  fecondo  poi  è  quando  procede- 
remo al  contrario;  cioè  dalla  deflra  yerfi  lo  finiflra ,  il  qual  modo  chiamarono  Preporre.  Et  perche  quefli 
due  modi  fono  neceffarij ,  &  tornano  bene  ;  però  moflr  aremo  l'operatwne  dell'uno  ,  &  dell'altro  mod(T.  In- 
cominciando adunque  dal  primo  dico  ,  die  fé  noi  hauejìimo  a  moltiplicare  infume  due,o  più  proportioni  di  ~v>t 
medefmo  tenere  t  o  di  diuerfi  (  il  che  non  importa  )  difporremo  prima  le  proportioni  contenute  ne  i  lor  ter- 
mini radicali,  l'ima  dopo  l'altra  per  ordine,  fecondo  che  quelle  intendiamo  moltiplicare;  &  pigliando  il  mag- 
nar termine  della  feconda  proportwne  da  moltiplicare ,  pofla  a  banda  finiflra ,  lo  moltiplicarono  col  mag- 
giore, &  col  minor  termine  della  prima  ;  &  queflopoi  moltiplicarono  col  minor  termine  della  feconda  ;  &* 
haueremo  tre  numeri, continenti  due  dotinone proportionì.  Hora  moltiplicaremo  quefli,per  il  maggior  termi- 
ne della  proportione, chef  ha  da  moltiplicare  ;  la  quale  è  terza  nelfipradetto  ordine,  incominciado  dalla  fni- 
flra, &  di  mano  in  mano  -venendo  -verfo  la  parte  deflra .  il  che  fatto ,  di  nuouo  pigliando  il  minor  termine  di 
tal  proportione ,  lo  moltiplicaremo  col  minor  delli  produtti  ;&  ne  rfulteranno  quattro  termini ,  o  numeri,  ne 
i  quali  fé  conterranno  le  moltiplicate  proportioni .  Et  quando  f uff  e  bijogno  di  foggiungere  a  quefle  proportionì 
di  nuouo  alcun  altra  proportwne,inoltipltcaremofèmpre  li  produtti  numeri  per  il  maggior  termine  della  pro- 
portione, che  yorremo  foggiungere ,  0  il  minor  delli  produtti  per  il  fio  minore  ;  &  da  tal  moltiplicatone  ha 
ueremo  fempre  quello, che  ricerchiamo .  Ma  perche  gli  effempij  maggiormente  muoueno  l'intelletto  alla  m- 
tellio-enza  di  alcuna  cofa,  che  non  fanno  le  parole,  &  mafìtmamente  nelle  operationi  de  i  numeri  ;  però  def- 
derando  io  di  effer  intefo,  yerrò  all'effempio  \  Vaniamo  adunque  che  fi  habbiano  da  moltiplicare  infeme  quat-  • 
tro  proportioni,  contenute  nel  genere  Superparticolare ,  enfiano  quefle,  yna  Sesquiakera/vna  Sesqmterxa, 
yna  Sesquiquarta,  0  yna  Sejquìquinta  :  primamente  le  porremo  l'yna  dopo  l'altra,  fecondo  l'ordine ,  che  fi 
yorranno  moltiplicare ,  di  modo-che  fano  contenute  tra  i  lor  termini  radicali ,  in  quefllo  modo .  j .  * .  * .  ' .  & 
dipoi  moltiplicaremo  il  maggior  termine  della  Sefquìterxa ,  e  he  è  4.  col  3 .  &  2 .  termini  della  Sefquialtera  ; 
&  da  tal  moltiplicatione  haueremo  1 2 .0-  8 .1  quali  medefmamente  contener  anno  la  Sefquialtera  :  Percìo- 
che  li  termini  di  qualunque  proportione  moltiplicati  per  qual  fi  yoglia  numero,  non  fanno  uariotione  alcuna  di 
quantitade  ;  come  per  la  proua  ,0*  per  la  18.  del  lib.  j.dei  principij  di  Euclide .,  &  per  quello  che  dice  Boe- 
tio  nel  cap.  z  9.  del  lib.  2 .  della  fita  MuficaJ  manifeflo ,  Et  tali  numeri  porremo  fitto  yna  linea  retta  in  piano, 
la  qualdiuida  quefli  dalle  propofle  proportioni ,  Fatto  queflo,  moltiplicammo  infeme  i  minori  termini  di  que 
fle  due  proportioni,  0  ne  yerrà  6;  ti  qual  porremo  dalla  parte  deflra  a  canto  /'  8. 0  haueremo  moltiplicato 
dette  proportioni  infeme  ;  cioè  foggiamo  alla  Sesquialtera  la  Sesquiterza  tra  quefli  termini  r  2,  8.6,  H  ora. 
per  foggiungere  a  quefle  la  Sesquiquarta ,  moltiplicammo  quefli  termini  per  il  fio  maggior  termine  ,  che  è  il 
5 .  incominciando  dalla  parte finiflra, yenendo  yerfo  la  deflra,  0  haueremo  60.40. 3  o.  il  che  fatto  molti- 
plicammo il  minor  termine  delli  tre  primi,  che  è  6.  per  il  minor  termine  della  Sesquiquarta,che  è  q.0  ne  ti* 
feerà  z  4;  il  quale poflo  con  gli  altri,  ne  darà  tale  ordine, 60. 40. 3  o.  24,  continente  la  Sesquialtera Ja  Ses- 
quiter'%a,&>  la  Sesquiquarta  proportione .  il  mede fimo  faremo ,  quando  yorremo  moltiplicare  a  quefle  lai 
Sesquiquinta  -.perooche  moltiplicando  prima  lifopradetti  quattro  termini ,  per  il  fuo  maggiore ,  che  è  6.  ne 
yerrà  3  60.  2  40. 1 8  o.  1 44.  et  dipoi  moltiplicato  il  minor  delli  moflrati,che  è  z  4. co/  minor  termine  di  effe 
proportione,  che  e  5 .  ne  darà  1  z  o;  il  quale  poflo  al  fuo  luogo  ,da  tal  moltiplicatione  haueremo  cinque  numeri, 
0  termini ,cióè  360.  240.180.  144.  1  2  o;  cotinentt  efje proportioni  ;  come  tra  3  60.  0  2  40.  la  Sesqui- 
altera; la  Sesquiterza.  tra  z  40. £"7"  18 o;  tra  1  8 o.0  1 44./<< Sesquiquarta;0  tra  1 44.^  1 1  oda  Ses- 
quiquinta  :  ancora  che  non  fi  ritromno  ejfere  ne  i  lor  termini  radicali;  come  qui  nel  fottopoflo  efjempìofi  yede. 


Proportioni  da  moltiplicare 


Co 


360         240  180 


Proportioni  moltiplicate . 


Parte . 


43 


Quando  adunque  h.tueremo  a  moltiplicare  &fig  giungere  infiemc  molte proportioni ,  operando  al  modo  che 
habbiamo  dimostrato ,  potremo  hauerfempre  il  noflro  intento . 

II  Secondo  modo  di  moltiplicar  le  proportioni .  Cap.  5  2. 

OCCORRENDONE,  che  nelle  moltiplicatwni  fin  dibifogno  di  preporre  le  pro- 
portioni l'una  all'altra ,  procederemo  m  queflo  modo  :  Moltiplicheremo  prima  per  il  ter- 
mine minore  della  feconda  proportione  pofta  a  band.i  fiwiflra  ciafcun  termine  della  pri-  6 
ma ,  incominciando  dal  minore  ;  &  dipoi  il  maggior  dell'iva  col  maggior  dell'altra  in- 
fume ;  &  da  tal  moltiplicatimi  haueremo  tre  termini  continenti  tali  proportwni .  Di- 
poi moltiplicando  quefli  prodntti  perii  marvior  termine  della  terza  proportione  ;  &  il  maggior  di  efii  per  il 
maggiore ,  haueremo  il  noflro  propofiito .  Se  noi  pigli/tremo  adunque  il  minor  termine  della  Sesquiquarta  } 
pofta  nel  precedente  capitolo  ,  il  quale  è  4  ;  &  lo  moltiplicheremo  col  5 .  &  col  6.  termini  della  Sesquiquiii- 
ta  j  ne  nfidterà  io.&- 1 4  ,•  iquali  porremo ,  come  facemmo  di  [opra,  fitto  Vìitt  linea  retta .  Dipoi  moltipli- 
cato il  5 .  maggior  termine  di  data  Sesquiquarta  col  6.  ma<r«ior  termine  della  Sefiptiquinta ,  ne  yficirà  3  o  ; 
ilqualepoflo  apprejfo  1/24.  ne  darà  tre  termini  3  o  .  2  4 .  z  o  ;  che  contengono  le  proportioni  moltiplicate . 
Ma  per  moltiplicar  con  quefte  la  Sefiquiterza  ,piHiaremo  il  fuo  termine  minore ,  che  è  1/3  .  £5*  lo  moltipli- 
cheremo con  li  tre  prodntti ,  incominciando  dalla  deflra ,  yenendo  yerfo  la  finiftra  parte  ;  &  haueremo  9  o. 
72.  60  ;  affettandoli  l'yn  dopo  l'altro  fitto  li  fuoi  producenti, i  quali  fono  30.  24.  2o;£j"  dinuouo  molti- 
plicando il  4.  maggior  termine  della  Sesqmterza  col  3  o;  yfarà  1  2  o ,  il  quale  dopo  che  l'haueremo  aggiun- 
to alli  tre  fopradttti ,  ne  darà  yn  tal  ordine .  120.90.72.60.  continenti  la  Sesquiquinta  ,  la  Sesquiquar- 
ta, &  la  Sesqmterza  proportione .  Ma  yolendo  moltiplicar  con  quelle  la  Sesquialtera  ,pigltaremo  il  z.fiuo 
minor termine  ,&  lo  moltiplicammo  al  modo  detto  ne  Ili  quattro  prodntti, &  haueremo  240.  1  80. 144. 
1 1  o.  Moltiplicheremo  poi  ti  3 .  fio  mavvwr  termine  col  1  2  o.  mao-oior  termine  dellt  produtti ,  &  nafcerà 
3  60  ;  il  quale  accompagnato  alli  quattro  prodntti ,  ne  darà  tutta  la  moltiplicatione  tra  quefli  termini  3  6  o. 
240.  180.  144.  120.  1  quali  contengono  le  nominate  quattro  proportioni  i  come  nel  fottopojlo  effem- 
pto  fi  yede,  fimile  a  quello,  che  nel  capitolo  precedente  hauemo  moflrato . 


Proportwni 

da 

moltiplicare . 

4 
3 

3 

1 

5 

4  - 

i 

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80 

'44 

110 

Proportioni  moltiplicate 


Del  Sommare  le  proportioni . 


Cap. 


7  r 


L  Sommar  le  proportioni  (  come  ho  detto,  )  non  è  altro ,  che  il  ridurne  quante  fi  yttole  di 
yno,  0  di  dmerfii  generi  Jotto  yna  fila  dawminatwne ,  la  quale  fi  ritratta  anche  negli 
eflremi  numeri ,  0  termini  di  efife  proportwni ,  quando  tnfiiemefiono  moltiplicate  ;  con  tal 
differenza ,  che  quefli  eflremi  fino  mediati  da  altre  proportwni  :  ma  quelli  che  n.ifcono 
dal  fiommare  fono  immediati  ;  come  yederemo .  Se  hauefimo  adunque  da  fommare  in- 
fintile due ,  0  più  proportioni  di  yno  ,0  di  dmerfii  generi ,  fi  debbe  procedere  in  queflo  modo  ;  cioè  por  prima 
i  maggiori  &>  radicali  termini  delle  proportwni ,  che  fi  hanno  da  fommare  l'yn  fitto  l'altro ,  ouer  l'yuo  da 
rimpetto  all'altro  ;  fiimilmente  li  minori  ;  dipoi  moltiplicar  li  ma<r  mori  l'yno  nell'altro  ,  incominciando  dalli 
due  primi,  &  ilprodutto  da  quefli  nel  terzo  ;  <£?'  quello  che  nafie  nel  quarto  ;  &  cofii  di  mano  in  mano  ;  & 

j      z  ilprodutto 


44 


Prima 


il  produtto  da  tal  moltiplicatane  fir.l  il  maggior  termine  continente  la  proportione  -,  che  ha  d.t  nafcere .  il 
che  fitto  fi  debbono  moltiplicare  medefim  amente  li  minori  fono  nell'altro  ;  &  il  produtto  (ara  il  minor  ter- 
mine ,  che  inficine  col  maggiore  contiene  la  ricercata  proportwne  l  Si  cornei  fi  haueftmo  dafiommare  tnfiie- 
me  le  moltiplicate  .proportioni ,  le  accommodaremo  prima  ;  come  nell' efif empio  fi  ye?  o-ono  ;  &  incomin- 
ciando da  i  maggiori  termini  di  quelle ,  moltiplicheremo  li  due  primi;  cioè  3 .  &  4.  l'yu  con  l'altro  ;  &  ha- 
ueremo  1 1 .  Queflo poi  moltiplicato  col  5 .  ne  darà  6 o;  il  quale  moltiplicato  col  6.  produrrà  3  6  o  ;  £r  que- 
llo numero  farà  il  maggior  termine ,  che  ha  da  nafcere  di  tal  fiamma .  Mi  medefimo  modo  moltiplichere- 
mo poi  li  termini  minori  ;  cioè  il  i .  col  3 .  &  ne  -verrà  6;  ilquale  moltiplicato  col  4.  ne  darà  1 4.  Con  queflo 
fi  moltiplicherà  poi  dj.&ne  darà  no;  il  qual  numero  farà  il  minor  termine ,  che  infume  col  ma?  <nore 
contiene  laproduttaproportione ,  la  quale  è  la  medefima ,  chef  ritroua  negli  eflremi  termini  delle  moltipll- 
cate difopra  proportiom;  come  fi  può  -vedere .  Hauendo  adunque  ridiate  tal  proportwm  fitto  ynfiolo  denomi- 
natore ,  che  è  il  3  ;  &  fiotto  yna  fola  proportwne ,  la  quale  è  la  Tripla  ;  fi  può  hora  yedere  la  differenza ,  che 
fi  ritroua  tra  il  foni  mare ,  &  il  moltiplicare  ;  conciofia  che  l'yno  fi  ritroua  mediato  da  alcuna  proportwne  ; 
&  l'altro  èfienza  alcun  mezo  nellifuoi  eflremi  termini  ;  come  ne  ifittopcfii  effiemm  fi  può  yedere . 


3  Sesquialtera .    2 

4  Sesqmterza.     3 

5  Sesqutquarta.  4 

6  Sesquiquinta.    $ 

;  6  o      Tripla .         120 


3 

4 

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3 

4 

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1 

Secondo  >? 

odo. 

Del  Sottrai- le  proportioni. 


Cap.     3  4. 


Jf  terza  operazione  fi  chiama  Sottrare,  la  quale  non  è  altro,  che  il  Iettare  yna  proportio* 
ne  ,  0  quantità  minore  da  yna  maggiore  ,per  fiaper  le  differente ,  onero  di  quanta  quan  - 
tità  l'yna  fitperi ,  ouer  amente  fa  fuperata  dall'altra  ;  la  quale  operatione  fi  fa  in  queflo 
modo"!  Prima  btfògna.  di/porre  li  termini  radicali  delle  proportioni  a  modo  di  yna  figura 
quadrata ,  di  maniera  che  li  termini  della  maggiore  filano  nella  parte  fuperiore ,  &  quel- 
li delli  minute  nella  inferiore  ,  l'yno  fiotto  l'altro  ;  auertendo  però ,  che  li  maggior  termini  dell'yna ,  &  l'al- 
tra tenghino  la  parte  fini/Ira  ,&  li  minori  la  deflra .  Fatto  queflo  moltiplicheremo  in  croce  li  termini  ;  cioè 
il  maggior  della  fioprapoììa ,  col  minore  della  fottopofia  ;  &  cofi  il  maggior  della  fittopofla ,  col  minore  della 
pofla  di  (opra  ;  &  li  produtti  porremo  perpendicolarmente  fiotto  li  termini  moltiplicati  pofi  difopra,  divìden- 
doli dalle  proportioni  con  yna  retta  linea  in  piano  ;  &  allora  da  tali  produttif  hauerà ,  quanto  l'yna  propor- 
twne fupera  l'altra;  &  la  differenza,  che  tra  l'yna  &  l'altra  fi  ritroua  ^  Volendo  adunque  leuare  yna  Ses- 
quitcrxa  da  yna  Sesquialtera ,  &fiapere  di  quanto  la  Sesquialtera  auanzi  la  Sesqmterza ,  &  k  differen- 
za, chef  ritroua  tra  loro, operarono  in  queflo  modo .  Ordinaremo  prima  1  termini  delle  proportioni  almo- 
do  che  fi  yedono  nelfottopofìo  effempio  ;  dipoi  hauendo  tirato  di  fiotto  ima  linea  retta  in  piano ,  fitto  di  effit 
porremo  li  termini  produtti  dalla  moltiplicatone ,  che  fi  farà  di  yn  termine  con  l'altro  :  Incominciando  dipoi 
dal  3 .  maggior  termine  della  Sefquialterajo  moltiplicheremo  col  3 .  minore  della  Sefqu  iterza,  £?•  il  produt- 
to, il  quale  J  ara  y. porremo  perpendicolarmente  fitto  il  3 .  maggior  termine  della  Sejquialtera ,  fitto  la  linea 
a  banda  fi  nifi  ra  ;  &  queflo  farà  il  ma<^  pior  termine  della  proportwne ,  che  ha  da  naficere  la  quale  contene- 
rà  la  differenza,  che  noi  cerchiamo,  il  che  fitto  moltiplicheremo  il  4.  che  è  il  maggior  termine  della  Sefiqui- 
terza ,  col  z.  che  è  il  minore  della  Sefijuialtera  ;  &  il  produtto ,  che  farà  S.yerrà  ade/far  il  minor  ter- 
mine della proport ione  continente  la  ria  detta  differenza  •'  Imperoche  poflo  fiotto  la  nominata  linea  perpendi- 
colarmente fitto  il  i .  minor  termine  della  Sefqtttaltera ,  Imiteremo  la  proporttone  Sefquiottaua ,  contenuta 
fra  ily.&l'S  >  la  qual  dico  effir  la  differenza  di  quanto  l'yna  è  maggior  dell'altra  ;  come  qui  fi  yede. 


Paterno 


Parte. 


Proportion  maggiore. 
3  Sesquialtera. 


4J 


Scsquiterza. 
Proportion  minore . 


Differenza . 


Ses 


qmottaua. 


naumninimr"""'"* 


Paterno  bora,  dire ,  eh? filtrata  yna  Sejffiter%a  da  ima  Sefquialtera ,  refla  yna  Sefiuiottaua  ;  &  que- 
lla effer  la  deferenza  ,che  fi  ritroua  tra  l'yna  &  l'altra  ;  &  effer  quella  quantità ,  per  la  quale  Li  maggiore 
fupera  Li  minore,  et  quefla  da  quella  èfttperata .  Et  che  cofifia  il  yero  fi  può  prottare  :  imperoche  fommando 
infieme  nel  modo  mojìrato  la  Sefqmterza  con  la  Sefjuiottatta ,  haueremo  d.i  talfomma  la  Sefquialtera  ,  che 
fu  quella proportione ,  che  fuperaua  la  Sefqutterza  di  yna  Sefquwttaua  :  Onde  da  quedopotemo  ancora  ye- 
dere  ,che  il  fommare  delle  proportioni  è  la  prona  del  Sottrare  ;&  per  il  contrario  il  [ornare  la  prona  del 
fommare , 

Del  Partire,  o  Diuidere  le  proportione;  &  quello  che  ila  Pro- 
portionalità .  Cap.      ^  ^. 

l  debbe  auertìre  ,  che  per  la  quarta  operatione ,  io  non  intendo  altro  ,  che  la,  Ditti/ione ,  o 
Parttmento  di  qualunque  proportione ,  che  fi  fa  per  la  cullocatione  di  alcun  ritrottato  nu- 
mero ,  tra  lifuoi  efìremt  ;  &  è  nominato  Diuifore  -.percioche  duude  quella  proporttona- 
tamente  in  due  parti  ;  la  qual  dnufione  li  Mathematici  chiamano  Proportionalttà,  o  Pro- 
n-efione .  Onde  mi  è  partito  ejjer  conuemente  dichiarare  primieramente  quello  ,  che  im- 
porti quello  nome  Proportwnalità ,  &  dipoi  yemre  alle  operationi .  La  Proportion  alita  adunque , fecondo  la 
mente  di  Euclide ,  èfimtlitudine  delle  proportiom ,  che  fi  ritroua  almeno  nel  mezo  di  tre  termini ,  che  con- 
tengono due  proportion  i .  Et  quantunque  appreffo  li  Mathematici  (  come  dimoUra  Boetio  )  le  proportiondi- 
tàfiano  Diece  ;  ouero  (fecondo  la  mente  di  Giordano)  Vndeci  ;  nondimeno  le  tre  prime,  che  fino  lepiùfamó- 
fe ,  &  approuate  dagli  antichi  Filofof  ;  Pithagora  ,  Platone ,  &  ^rifatele  ,fono  confederate ,  <*r<  ab- 
bracciate dal  Mttfico ,  come  quelle  che  fanno  pm  al  fuo  propofito  chele  altre.  Di  quelle  la  prima  è  detta 
^Artthmetica,  la  feconda  Geometrica,  &  la  terza  Harmohica .  Et  yolendo  io  ragionare  alcuna  co  fa  di  cia- 
feuna  di  effe, prima  yederemo  quel  che  fa  cjafcunafeparatamente .  Incominciando  adunque  dalla  prima  di- 
co, che  la  dnufione,  o  propomonalità  ^/fnthmettca  è  quella,  la  quale  tra  due  termini  di  qualunque  proportio- 
ne hatterà  yn  mezano  termine  accommodato  in  tal  modo ,  che  efjendo  le  differenze  de  ifuoi  termini  equali , 
inequall  faranno  le  ftte  propomoni  :  Per  il  contrarto ,  dico  che  Li  dmifione ,  o  proportionalità  Geometrica  è 
quella ,  le  cui  proporttoni  ,per  ytrtìt  del  nominato  mezano  termine ,  ejfendo  emali ,  inequall  faranno  le  fue 

deferenze . 


4  6 


Pri 


ma 


dtfferenxe.  L'H armonica  poi  chiamo  quelli,  che  con  tal  termine  farà  intanali  non  fola  le  [ne  differente  , 
ma  le fue  proportioni  ancora  ;  di  maniera  che  l'iftejfa  proportione ,  che  fi  trotta  tra  ejle  dtfferen  ze  ,fi  riti  Olii 
etiandw  nelltfitoi  eflremt  termini  ;  come  qui  fono  fi  vede . 


.   .  :-^.:«-^^^Z^~-  - 


I  ^^^Ja^-^Jl^A^^T*.-L'fVj:gSS-!,l'.<^.-Li^feij,B,^Jj;i-i»T^! 


vujrassr-ivì^  ;-i^^-j_'~  ,'.  .^.  jj^lì.  :  ii,1  v-j 


Arithmctica. 


Differenze  equali . 


Geometrici 


Dirlerenie  ineguali  • 


Harmonica. 


Dulerenze  inequalj . 


4.  Sesquiterza  3.Sesquialtera. 


4.  Dupla.  2.  Dupla.  1 


C.  Sesquiakera.  4.  Sesquiterza.  1 


Proportioni  ineouali. 


Proportioni  equaii . 


Proportioni  inequa 


!"?'"°v,*J■*J^lTt7rr^aTJ^T^r'^ 


lf.-,TL.mnv.Tjy-mw-!»j«»iB^-  ■ 


Diuidendofi  adunque  le  proportioni  regolatamente  per  vno  delli  modi  moflrati ,  fa  bifn^no  di  moftrarefe- 
paratamente  in  qual  modopotemo  facilmente  ritrouare  il  termine  mexam  di  aafeuna,  il  quale  fia  tifilo  Di- 
mfore  :  pero  incominciando  dalla  prima ,  Tederemo  come  fipoffa  ritrouare  il  Din  fare  <AS  ithmetico  ,  &  in 
qual  modo  ogni  proportione pojja  da  lui  ejfer  àittifa . 


Della  Proportionalìtà,  o  Diuiiionc  arithmctica , 


Cap.     5  <T. 


/  potrà  adunque  diuidere  qual  fi  voglia  proportione  fecondo  la  proportionalìtà  arith mi- 
tica ,  quando  haueremo  ritrouato  vn  Duufore ,  il  quale  pofto  nel  mexo  de  1  termini  dell* 
proportione  da  effer  diuift ,  dtuiderà  quella  in  tal  maniera,  che  effendo  le  differente  delli 
termini  (  come  fi  è  detto  )  equali ,  le  fue  proportioni  faranno  inequali  ;  di  modu  che  tra  li 
maggior  numeri  fi  ritratteranno  le  proportioni  minori,  &  tra  li  minori  le  ma?  o-ion;  coft 
che  folo  appartiene  alla  proportionalìtà  artthmetica .]  Quefto  potremo  ntrouar  facilmente ,  quando  fommati 
mfieme  li  termini  della  proportione  propofla,diuideremo  ilprodutto  in  due  parti  equali  ipercioche  quel  nume- 
ro, che  nafeerà  da  tal  diuifwne  farà  il  ricercato  Diuifòre ,  che  diuiderà  fecondo  lefopradette  conditiom  la  det- 
ta propomone  in  due  partii  Nondimeno  bifogna  auertire ,  che  e/fendo  la  propofla  proportioni  nelli  fuoi  ter- 
mini radicali ,  non  fi  potrà  offeruare  il  predetto  modo  :  imperoche  neceffariamente  farà  contenuta  da  numeri 
Comrafeprimi,  1  quji  fommati  infieme  ne  daranno  vn  numero  impare ,  che  non  fi  può  diuidere  in  due  parti 
t  quali,  cioè  in  due  numeri  interi  (  la  onde  volendo  ritrouare  tal  diufore ,&  fchifare  1  numeri  rotti, che  non  fi- 
no ncettuti  dall' anthmettco ,  fempre  raddoppiammo  li  detti  termini,&  ne  verranno  due  numeri pariji  qua 
li  no  varieranno  la  prima  proportione .  Hora  fatto  queflo  fommando  1  detti  numeri  pari  infeme,&  diuiden- 
do  ilprodutto  111  due  parti  equalt ,  quello  che  ne  verrà  farà  il  ricercato  Diufore  (  Et  fa  per  effempio  ,  che  noi 
Vulefimo  diuidere  la  proportione  Sefquialtera,  contenuta  tra  quefli  termini  radicali  $.& 1  .fecondo  la  di- 
ti f  ione  arithmctica  ;  effendo  tal  numeri  Contraf eprimi ,  fi  debbono  raddoppiare  :  il  che  fatto  haueremo  6. 
&  4.  continenti  la  Sefquialtera  ;  1  quali  fommati  infume,  ne  verrà  1  o.  che  diuifo  in  due  parti  equalt  ne  da- 
rà 5.  Onde  dico  che  il  5 .  farà  il  Diufore  della  propofla  proportione:  Imperoche  altra  che  coftituifce  in  tal 
proportionalìtà  le  differente  equalt ,  dittide  ancora  la  proportione  {fi  come  è  tlpropto  di  tal  proportionalìtà  ) 
tn  due  proportioni  ineqitali ,  in  tal  maniera ,  che  tra  li  mag  giori  numeri  fi  ritroua  Lproportton  minore  ;  & 
per  il  contrario  tra  li  minori  la  maggiore  ;  come  tra  6.  &  5  •  la  Sefqiuqttinta  ;  i*P  tra  5 .  CjT*  4.  la  Sefqut- 
quarta  ;  come  qui  fi  vede . 


Della 


p 


arte. 


47 


Proportioni  da  diuidere  fecondo 
^'Arithmetica  proportionalità . 


Sesquialtera- 


Sesquialtera . 


<        Stsquiquinta.J.  Sesquiquar-        * 


Differenze  equali  de  i  termini 
delle  proportioni. 


Q£ggQg2K9 


E 

f&C^fìi 

Della  Diuifione ,  o  Proportionalicà  Geometrica .  Cap.     5  7 . 

A  DIVISIONE  Geometrica  fi  fa,  quando  il  Diuifore  è  collocato  in  tal  modo  tra 
<r/i  eflremi  di  alcuna  proportione ,  che  ferba  le  conditioni  toccate  nel  capitolo  precedente . 
Onde  è  dafapere ,  che  ogn  altra  Proportwnalità  è  di  tal  natura  ,che  folamente  diuide  li 
propojla  proportione  in  due  parti  ineguali  :  ma  ilpropio  della  Geometrica  è  diuiderlafem- 
pre  in  due  parti  equalt  ;  dal  quale  effetto  è  detta  propiamente  Proportwnalità  :  conciofia 
che  tra  li  fimi  termini  mag  o-iori ,  &  tra  li  minori  ancora  fiano  le  proportioni  equali  ;  &  ilprodutto  del  Di- 
uifire moltiplicato  in  fé  fleffo  è  equale  al  produtto  de  gli  eflremi  termtni  di  detta  Proportionalità ,  tra  loro 
moltiplicati]  Ma  per  ritrouare  talDiuifore  ofjeruaremo  queila  regola  :propoflo  che  haueremo  qual  fino- 
glia  Proportione  da  diuidere ,  contenuta  nelli  fuoi  termini  radicali  2 per  fchiuar  la  lunghe-x^a  dell'opera- 
re j  la fatica  j&i  molti  errori  che  occorrono ,  primieramente  moltiplicammo  quelli  l'yncon  l'altro;  dipoi 
caueremo  la  Radice  quadrata  del  produtto ,  la  quale  faràyn  numero,  che  moltiplicato  infefleffo ,  renderà  di 
punto  tal  produtto  ;  &  tal  Radice  farà  il  ricercato  DiuiforeÌEt  accioche  più  facilmente  wfia  intefo  -verro  at- 
te jfempio  .  Poniamo  la  Quadrupla  proportione  contenuta  nellifuoi  termini  radicali  q.&  i;  -volendola  noi 
diuidere  Geometricamente ,  douemo  prima  moltiplicar  li  detti  termini  l'ynoper  l'altro ,  £5*  cofi  haueremo 
4.  dipoi  pigliata  lafua  Radice  quadrata ,  che  farà  i .  diremo  tal  numero  effere  ilDitufore  geometrico  di  tal 
proportione  :  uerctoche  il  produtto  ,  che  yiene  dalla  moltiplicatane  di  fé  fleffo ,  è  equale  à  quello ,  che  nafit, 
dalla  moltiplicatone  de  ipropofli  termini  moltiplicati  tra  loro  :  conciofia  che  tanto  rende  il  ^..moltiplicatopey 
la  ynità,  quanto  il  i .  moltiplicato  in  fé  fleffo  ;  come  nella  figura fi  vede .  La  Quadrupla  adunque  èdmifà 
in  due  parti  equalmente  da  tal  Diuifore  ;  cioè  in  due  Duple  ;  l'yna  delle  quali  fi  ritroua  effere  tra  4.  &*  i;& 
t  altra  tra  1 .  &  1 .  Ma  Infogna  auertire ,  quantunque  ilpropio  della  proportwnalità  Geometrica  fia  il  diui- 
dere qual  fi  yoglia  proportione  in  due  parti  equali ,  che  queflofifa  ymuerfalmente  nella  quantità  continoua  : 

imperochs 


43 


Pri 


ma 


ST7S 


Proportione  dadiuidere  fecondo  Ia 
Geometrica  proportionalità. 


Quadrupla 


Proportione  diuifa  in  due 
patti  eguali. 


<t        Dupla.         »      DuPU- 


Differenze inequali dei  termini 
delle  proporcioni. 


tmperoche  nella  difcreta  tutte  le  profumo»  non  fono  diutfibili  per  tal  modo  :  conciofia  che  li  numeri  non  pati- 
fcono  la  diuifwne  della  -vinta .  Onde  fi  come  è  imponibile  dipoter  dmidere  ratwnalmente  alcuna  proportione 
in  due  parti  equali,  la  cjualefia  contenuta  nel  genere  Superparticolare  ;  come  affermano  Boetio  nella  fua  Alt* 
fica  ■  <&■  Giordano  nella  fua  ^Arithmetica  ;  per  non  cader  tra  li  fuoi  termini  altro  numero  \  che  la  imita ,  la 
quale  non  fi  può  diuidere  ;  coft  farà  imponibile  di  diuider  quelle  de  gli  altri  generi,  che  fono  dopo  quefìo":  ef 
fendo  che  quelle, le  quali fi  poffono  diuidere,  fono  contenute  nel  genere  Moltiplice ,  <&  hanno  in  imo  de  i  loro 
ejìremi  un  numero  Quadrato ,  &  nell'altro  la  Vmtà  ;  &  cofifono  capaci  (  come  afferma  lo  ifleffo  Giorda- 
no) di  tal  duufione  !  Si  che  dalla  proportionalità  Geometrica  paterno  hauere  due  diuifioni ,  cioè  la  Rationale  , 
&  la  lrrationale .  La  Rationale  dico  ,  che  è  quella ,  che  fi  fa  per  via  de  i  numeri  rationali,  di  modo  che  il  fio 
Ttmiforefa  di  punto  la  Radice  quadrata  delprodutto  della  moltiplicatione  de  i  termini  di  alcuna  proportione 
moltiplicati  tra  luro;et  le  parti  di  tal  diwfonefi  pofjono  denominare,  fi  come  è  la  moflrat a  contenuta  tra  que 
fli  termini  4.  1 .  1 .  Ma  la  irratwnale  è  quella ,  che  fi  fa  per  ria  di  mifure ,  &*  ancora  di  numeri ,  i  quali  fi 
chiamano  Sordi  &•  lrrationali  :  percioche  tal  ditti/ìonè  a  modo  alcuno  ne  fi  può  fare ,  ne  meno  circofcriuere 
con  numeri  rationali,o  mifurefimih  ;  &  quefìo  accade , quando  dalprodutto  non  potemo  hatter  la  fa  Radice 
di  punto)  fi  come  per  effempio  auerrebbe ,  quando  volejiimo  diuidere  in  tal  modo  ima  Sefqmaltera  :  percioche 
allora  moltiplicati  tra  loro  1  termini ,  che  fono  $.&  Zi  dal  6.  che  farà  il  produtto,  non  fi  potrà  cattare  tal  ra- 
dice ,  cioè  non  fi  potrà  hauere  im  numero ,  che  moltiplicato  in  fé Jìeffo  faccia  f7.  E  ben  l'ero  che  tal  numero  fi 
potrà  denominare  fecondali  costume  de  1  Mathematia  in  quefìo  modo,dicendo  Radice  ó.cioèla  Radice  qua- 
drata, che  fi  potè  fje  cattar  di  quefìo  numero,  quando  jitffe  pofibile  ;  &  quefìo  farebbe  ilfttc  Ditttfore  :  ma  tal 
Radice ,  0  numero ,  che  fi  vede  nel  fottopodo  effempw  ,per  Li  ragione  detta  fempre  fi  nominerà  Sorda ,  & 
Irrationale  J  Et  perche  non  fi  può  batter  la  radice  ratio»  ale  di  tal  nitmero,pero  le  parti  di  quejìa  diufione  no 
fi  pofmio  denominare,  0  deformerei  ancora  che  li  fuoi  eflremi  fatto  compre  fi  da  numeri  Rationalt .  Onde  tal 
dutift  one,  per  le  ragioni  dette  fi  chiamerà fempre  Sorda,  &<  Irratwnale  ;  £7-  dal  Muficv  non  è  confiderata ., 

.'«*«  ttwi'éetf.  jn  aitai 


Parte . 


4? 


HMWUIMBBlimUffTWT'— mm—»J^— 1 


I 


Propomone  da  diuidere  fecondo  la 
Geometrica  proporrionalicà. 


Sesquialtera 


pvoportione  diuila  irrationalmen- 
te  in  due  parti  equali . 


In  qual  modo  fi  poiTa  cauare  la  Radice  quadrata  da  i 
numeri.  Cap.     38. 

]E  DE  REMO  bora  in  qua!  modo  fi  poffa  cattar  la  Radice  quadrate  da  i  numeri  ;  Però 
decritto  d  numero  del  quale  yorremo  la  Radice  -,  wcominciaremo  dalla  prima  figura  po- 
fla  a  banda  deflra  del  predetto  numero ,  ponendoli  fono  yn  punto  ;  il  che  fatto  ,  laffando 
quella  figura,  che  fegue,  porremo  fono  la  terza  yn  altro  punto,  &  cojlftto  la  quinta  per 
ordine ,  laffando  fempre  ynaftgtira,  quando fuffero  molte  .  Dipoi  incominciando  dall'ulti- 
mo  punto  pofìo  a  banda  fmiftra,  trottarono  im  numero  Quadrato,  chefia  equale  a  tutto  ti  numero ,  che  fi  ri- 
tratta dal  punto  indietro ,  yerfo  la  parte  fintflra  :  ouer  Itfia  piti -vicino  ;  pur  che  non  lo  auan-xi,  ;  la  Radice  del 
quale  porremo/otto  il  detto  punto;  &  cauaremo  il  quadrato  dal  numero  posto  dall'yltimo  punto  indietro;  & 
quello  che  auanxaf  e  porremo  fempre  [opra  quejlo  numero .  Raddoppiaremo  oltradi  quejìo  la  Radice ,  che 
fu  pofìa  fatto  il  punto  ;  &  quello  che  nafcerà  porremo  fono  lafgura  ,  che  fegùe  immediatamente  dopo  tal 
punto  dalli  parte  delira  ;  accommodando  le  figure  di  mano  in  mano  yerfo  lafitnftra .  Fatto  quejlo }  Tedere- 
mo quante  yolte  il  doppio  della  Radice  è  contenuta  da  quel  numero  j  che  è  pojlofopra  la  Radice  '&>  il  fio  dop- 
pio; &  il  rifiatante ,  che  farà  la  Radice  d'yn'altro  numero  Quadrato ,  porremo  fono  ti  punto  fluente,  mol- 
tiplicandolo col  rifiatante  del  raddoppiato ,&  cattando  ilproduttò  dal  numero  pofto  difopra.  Ma  Infogna  auer 
tire,  che  auanxivn  numero, il  quale  fa  equale  al  numero  Quadrato  di  qttejla  Radice ,  acciochef attratto  tv- 
no  dell'altro  atlanti  nulla  :  Percwche  batteremo  a  punto  la  yera  radice  quadrata  delpropoflo  numero,  che  fa 
rà  contenuta  tra  le  radice  delh  Quadrati,  che  fono  fòttopofle  allt  punti .  Et  fé  auanxajf  ~>'n  numero,  chefuffe 
maggior  del  Quadrato  ;  allora  non  fi  potrebbe  battere  fé  non  la  Radice  irratwnale  &  fonia, nel  modo  che  al- 
troue  ho  dimoftrato  &ftrà  diht fogno  ricorrere  alla  Quantità  cbtinoua,  operandomi  modo  che  nella  feconda 
parte  fonper  moflrare.  Et  perche  e  cofi  molto  difficile  trattar  quefla  materia  in  ynitter fale, però  ytrremo  ad 
uno  elfempio  particolare, acaocbe  fi  poffa  coprendere  quello  die  fi  è  dettoiPomamo  aditane  che  fi  ycltjle  cattar 

or  la 


5°  A      Pfima 

la  Radice  quadrata  di  i  ì  i  j  Jìcqprìfnìtramente  douemo  porre  vn  punto  fitto  la  prima  figura pofla  a  banda 
deflra,cbe  è  il  5  ;<%<?;  laffando  la  fetida, che  fegue, faremo  vn  altro  pitto  fitto  la  ter%a;cioè  fitto  il  2  :tl  chefat 
to  trottarono  vn  numero  Quadratole  fia  equale,opoco  meno  del  1  2  ;z^fiarà  il  y.del  quale  il  3 .  è  lafua  Ra 
dice .  Quefla  accommodaremo  primamente  fitto  il  punto  poQo  dalla  parte  finiilra  ;  cioè  fitto  il  z  :  dipoi  ca- 
uaremo  il  9.  di  iz.&  reitera  3;  il  (piale  porremo  [opra  il  2.  puntato,  accompagnandolo  col  1.  non  puntato, 
&  batteremo  3  1 .  Raddoppiando  hora  la  Radice  ,  cioè  il  3  .pojìo  pitto  il  punto ,  batteremo  6;  ilquale  accom- 
modaremo fitto  il  2 .  non  puntato,  &  cederemo  quante  volte  fia  contenuto  dal  3  z;  &  faranno  5 .  &  auan 
%erà  a.  Quefla  dipoi  accompagnato  col  5 . puntato  ne  darà  2  5  ;  ilqtiale  ejfendo  pan  al  25.  che  è  il  numero 
Quadrato,  che  nafce  dal  5 .  che  è  lafua  Radice ,  ne  darà  a  punto  quello  che  fi  ricerca  cioè  la  Radice  che  farà 
3  5 .  Porremo  adunque  quetla  feconda  Radice  fitto  il  5 .  puntato  ;  &  cattando  del  32.  il  3  o.  che  nafce  dalla 
moltiplicatione  di  tal  Radice ,  col  doppio  della  prima ,  reflerà  2  ,•  dquale  col  5  .puntato  dice  2  5  ;  come  hab- 
biamo  detto  :  &  cofi  cattando  da  queflo  1/25.  che  è  il  fecondo  numero  Quadrato ,  reflerà  nulla  ;  c-7*  battere- 
mo a  punto  la  radice  quadrata  delpropoflo  numero,  la  quale,  fecondo  ch'io  ho  detto,  è  3  5 .  chef  rttroua  fatto 
li  punti  delfottopojìo  ejfempio  :  conciofia  che  moltiplicato  il  3  5 .  in  fi ,  rende  a  punto  1225.  che  è  ilfuo  Qua- 
drato . 


o 
5 


Radice  quadrata 


delpropoflo  numero . 


Della  Diui(ione,ouero  Proportionalità  har- 
monica .  Cap.   3  9 . 


*A  DIVISIONE,  onero  Proportionalità  harmonicafifa,  quando  tra  i  termini  di 
alcuna  prof  ortione  fi  ha  collocato  vn  Diuifore  in  tal  maniera  ,  che  altra  le  conditioni  toc- 
cate nel  cap.  $j.tra  i  termini  maggiori  fi  ritrattino  le  proporttoni  maggiori,  &  tra  li  mi- 
nori le  minori  :  propietà  che  folamente  fi  rttroua  in  quefla  proportionalità  ;  la  quale  è  det- 
ta propiamente  Mediocrità  :  imperoche  ne  ifuonì ,  la  chorda  me%ana  di  tre  chorde  tira- 
te fitto  Li  regime  dellifuoi  termini ,  partorifce  con  lefue  eflreme  chorde  quel  fiaue  concento  ,  detto  Harmo- 
nia .  Onde  Pietro  orbano ,  commentatore  de  1  Problemi  di  lAnflotele  molto  ben  diffe ,  che  il  me%p  è  quel- 
lo, che  genera  Iharmoma.  Tal  Diuifire  adunque  potremo  facilmente  ritrouare,  quando  pigliati  li  termini  ra- 
dicali ìi  quella  proponine,  che  vorremo  diutdere ,  li  diuideremo  primamente  per  la  Proportionalità  yArith- 
metica  ;  dipoi  moltiplicati  ali  eflremi  fuoi  termini  per  il  termine  melano  ;  iprodutti  verranno  ad  effere  gli 
eflremi  dell' H armonie a  :  &  medefimamente  moltiplicato  il  maggiore  col  mìnimo  ,fi  verrà  a  produrre  il 
mezano  di  tal  Proportionalità,  cioè  il  Diuifire  :  percìoche  tali  termini  verranno  ad  efjer  collocati  fitto  le  con 
ditiom  narrate  difopra  (yidunquefe  noi  vorremo  diutdere  harmonicamente  vna  Sesquialtera,  contenuta  tra 
qitefli  termini  radicali  $.&  z;la  diuideremo  prima  ^Arithmeticamente ,  fecondo  il  modo  moflrato  nel  cap. 
3  6;  &  batteremo  tal  proportionalità  tra  quefli  termini  <J.  5 . 4.  Ridurremo  dipoi  quefla  all'harmonica  , 
moltiplicando  il  6.  &  il  4.  per  il  <j  ;  dipoi  il  6. per  il  4.  &  balleremo  da  iproduttt  la  diuifione  ricercata, con- 
tenuta tra  quefli  termini  3  o.  2  4.  2  o;  come  nella  figura  figliente  fi  vede .  Imperoche  tanta  èlapropor- 
tìone,  che  fi  rttroua  tra  6.  &  4.  che  fimo  le  differente  de  1  termini  harmonici ,  quanta  è  quella ,  che  fi  troua 
tra  $o.&  20.  che  fonagli  eflremi  dellt  Sesquialtera ,  chef  hauea  da  diuidere  ;  la  qua!  refta  diuifa  in  vna 
Sesquiquarta  contenuta  tra  3  o.  67*  24.^  '"  vna  Sesquiqumta  contenuta  t ra  2  4.  &  2  o.  Et  cofi  tra  1  ter 
mini  maggiori  fi  ritrouano  leproportwm  maggiori,  &  tra  1  minori  le  minori  ;  come  è  il  propio  di  tal  pro- 
portionalità . 


Confiderà- 


Parte . 


■— — BM 


Proportione  di  diuidere  fecondo  la 
Proportionalità  harmonica . 


Sesquialtera. 
Diuifione  arithmetica . 


6       Sesquiquinta.   !■  Sesquiquarta 
Diuifione  hannonica. 


,„       Sesquiquarta  .    ,„  Sesquiquinca 


Differenze  inequali  de  i  termini 
hanuonici . 


Sesquialtera. 


",T:<ag^«--?tt73BTgnnreM'HI^MMIiliMll 


Conlìderatione  fopra  quello  che  fi  è  detto  intorno  alle  Propor- 
tioni  &  Proportionahta ,  Cap.      4.  o. 

O  N  è  dubbio  ulama,  effondo  la  Pròportione  (come  altre  -volte  ho  detto)  Relatione  di  ima, 
qualità  ad -uri  altra,  fatta  fottovno  isleffo  venere  propinquo, che  ella  no  fi  puff  a  confiderà 
refe  non  in  due  modi  folamete.Primaan  quanto  ima  quantità  numera,ouero  è  numerata 
dall'altra;  dipoi  in  quitto  lima  dall'altra  è  mifurata  :  Di  maniera  che  da  queflo primo  mo 
do  hano  origine  le  proportiom,et  le proportwnalità  arithmetwhe;&dal fecondo  le  Geome 
triche.  Effondo  adunque  due  modt,&  no  più,  da  1  quali  nafcono  quefte  due  forti  di  proportiom,&  proportwaa 
lità;  -veramente  agri  altra  dipende,et  ha  dfuo  effere  da  loro .  Onde  effondo  l'harmonica  proportionalua  molto 
differente  dalle  due  nominate,  neceffanamente  mene  adeffer  compofìa  di  quefle  due .  Et  benché  fi  Teda  effor 
diuerfa  &  dall'vna,&  dall'altra  ;  è  nondimeno  ad  effe  in  tal  modo  cunnunta,  che  quella  vanttà,che  hanno 
infume  le  due  toccate  di  fopra ,  congiocunda  varietà  in  efja  è  moderata  :  percioche  fi  Tede  tallora  effere  lon- 
tana dall' arithmetica ,  &  accoftarf  alla  Geometrica  ;  &  tallora  per  il  contrario  :  Similmente  alle  volte 
fi  vede  con  mirabdijìimo  ordine  afiimigliarf  all'vna,  &  all'altra  ;  £7*  dall'vna ,  &  dall'altra  tallora  effor 
molto  differente .  Di  modo  che  quantunque  bene  mancaffero  altre  raowm,  da  quejlo  fola fi  può  credere  ,&  co 
nofcere,  che  eflit, fi  habbia  acquijìato  il  nome  di  H 'armonica  proportionalitade .  Ne, per  dire,  che  ella  fa  com 
pofìa  delle  due  nominate,  debbe parere  flrano  ad  alcuno  : peraoche  il  Mufoco  (  come  altrove  ho  detto  ) piglia 
nonfolo  dall' \Anthn  etica  i  Numeri  ;  ma  dalla  Geometria  ancora  piglia  le  altre  Quanta .  Et  fi  come  il  puro 
Mathematica  confiderà  l'vna,&  l'altra  quantità,  come  lontana  dalla  materia,  [e  non  in  quanto  al  loro  effe- 
re  ,  almeno  in  quanto  alla  loro  ragione  ;  cefi  il  Mi  fico ,  per  non  effere  puro  mathematica ,  confiderà  nonfo- 
lo la  forma ,  ma  la  materia  ancora  delle  Confonan%e  ;  cioè  le  Voci ,  c-74  i  Suoni  come  la  materia ,  &  li  Nu- 
meri ,  CJ7*  Proportiom  come  la  forma .  Ma  perche  (  come  altroue  ho  detto  )  le  ragioni  delle  Voci  ,&  dei 

v      1  Suoni 


5*2  Prima 

Suoni  gratti  &  acuti  non  fi  poffono  fapere  ,fi  non  col  mezo  di  alcun  Corpo  [onoro ,il  quale  èfittopofìo  alla  qua 
tità  continotta  :  però  pigliandomi  ritrouar  tali  ragioni  il  mezodiyna  Ckorda  finora  ,  (truendofi  dell'ima 
&  dell'altra  quantità ,  mene  afittoporre  la  faa faenza  all' ^Arithmetica ,  &  alla  Geometria .  La  onde  «li 
fu  dibifonio  ritrouare  ima  Proportionalità,  la  qttale  negotiando  intorno  alla  quantità  difcreta ,  nonfitjje  lon- 
tana dalla  cotinoua  ;  &  chef  conuemffe  alla  natura  delle  due  nominate  ;  accwche  ne  i  Corpi  finon  fi  f cor- 
o-effe oo-iu  confinanza  accommodataficodo  la  forma  de  i  Numeri  harmomci^Et  perche  le  parti  delle  Quan- 
tità [onore  ,  dalle  quali  nafcono  le  Confonanze  ,  fono  ordinate ,  &  diuife  dal  Mufico  fecondo  la  ragione  de  i 
numeri  ;  i  quali  fono  le  loro  forme ,  &•  i  loro  prop-refìi  fono  finza  dubbio  anthmetici  ;  de  qui  nafce,  che  non  fi 
yede  alcuna  diufwne ,  onero  Proportionalità  harmomca ,  che  appartenga  a  i  concenti  muficah,  che  non  fi  ri 
troni  mede  firn  amente  nell' arithmetica  :percioche  quelle  proportioni,  che  ne  dà  t  Harmomca,  lijìefje  l'^A- 
rithmetica  ne  concede  ;  ancora  che  in  diuerfo  modo .  Et  quejìo  uonfenza  ragione  :  impercche  l 'arithmetica 
non  attende  ad  altro ,  che  alla  moltiplicatione  della  Vnità  ,  ponendola  nell'ordine  naturale  de  numeri  nel  pri- 
mo luoo-o ,  nel  fecondo  il  Binario ,  dal  quale  nafce  immediatamente  la  Dupla  proportione,  il  Temano  nel  ter- 
zo, &  cofigfi  altri  per  ordine  :  ma  Iti armonica  all'incontro  attende  alla  faa  diminutione ,  cioè  alla  diminu- 
itone fi  diuifione  del  corpo  finora  ^numerando,  ouer  moltiplicando  lefue  parti,  fecondo  la  ragione  delle  propor- 
tioni  contenute  nell'ordine  naturale  de  i  numeri  :percioche  diminuito  di  ~i>na  meza parte ,  tra  il  tutto ,  &  la 
metà  hatiemo  la  forma  della  confinanza  Diapafon ,  che  tiene  il  primo  luogo  nella  prooref  ione ,  onero  ordine 
naturale  delle  confonanze ,  &  degli  altri  interualli  ;  Diminuito  poi  di  due  terze  parti ,  hauemo  quella  della 
Diapente ,  che  tiene  il  fecondo  luogo ,  tra  la  metà ,  <£p  una  terza  parte  ;  atteramente  hauemo  la  forma  della 
Diapafon  diapente ,  tra  il  tutto  ,&la  terza  parte .  Similmente  hauemo  laforma  della  Diatefftron  ,  onero 
della  Di/diapafon,  diminuito  di  tre  quarte  parti  ;  cioè  l'yna  tra  la  terza,  &  la  quarta  parte  di  efjo ,  <*?*  l'al- 
tra tra  il  tutto  &  la  quarta  parte .  Si  hatterebbe  anco  quella  del  Ditom ,  quando  fufje  diminuito  di  quattro 
quinte  parti  ;  &  quella  del  Semidttono ,  quando  fttffe  diminuito  di  cinque  fejle  parti  ;  &  quella  de  oli  altri 
infermili  per  ordine ,  che  farebbe  lungo  il  yoler  difcorrere  particolarmente  fopra  di  ciafcuno .  Diminuendoli 
adunque  in  cotal  modo ,  ritiene  la  natura  della  quantità  cotinoua  ;  &  nel  diminuir  fi  numera ,  o  moltiplica  le 
parti,  fecondo  le  ragioni  delle proportioni  contenute  nell'ordine  naturale  de  t  numeri  _,  &fi  af  muglia  alla  di- 
fcreta .  Et  benché  la  Proportionalitàharmonica  habbia  le  ijìeffe  proportioni ,  chef  ritrattano  nell'  ^fnthme- 
tica  tpercioche  le  forme  delle  confonanze  (  come  hauemo  yeduto)fim  contenute  tra  le  parti  del  numero  Se- 
nario ,  che  fino  in  progrejìtone  arithmetica  ;  nondimeno  nell  ^Arithmetica ,  tra  t  termini  minori  le  profortio 
ni  fono  mao-own  .  £9"  tra  li  mao-oion  le  minori  ;  &  nell' Harmomca  fi  ntroua  il  contrario  .  cioè  ne  t  ma<r- 
glori  le  magoiori  ;  &  ne  t  minori  le  minori .  Et  tal  dtuerftta  nafce ,  perche  negociando  l'yna  intorno  i  nu- 
meri buri,  &  l'altra  circa  le  quantità finore  ;  procedono  al  contrario  ;  cioè  l'yna  per  accrefamento ,  &  l'al- 
tra per  diminuitone  del fuo  principio  ;  come  ho  moflrato  ;  non  fi  partendo  ctafcuna  di  loro  dalla  naturale  pro- 
grejìtone ,  che  fi  ntroua  nell'ordine  delle  proportioni  collocate  ne  t  numeri  :  di  modo  che  nell'iArithmetìca  i 
Numeri  fono  ynità  pofìe  infieme  :  &  nell' H  armonica  fono  le  parti  delle  quantità  finore .  Et  accwche  quefìe 
cofe  fatto  meglio  mtefe ,  yerremo  a  darne  yno  effempto .  Poniamo  lafottopojìa  linea  >A  B,  la  quale  all'^f- 
rithmettco  fa  la  Vinta  ;  &<  al  Mufico  t«  corpo  [onoro,  cioè  vnit  chorda;  &fa  Inno  a  un  piede  :  dico  che  yo 
laido  dare  ynprogreffo  anthmetico  ,ftrà  neceffario  lajftrla  intera ,  &  tndiutfibtle  :  imperoche  procedendo 
arithmeticamente  ,  non  fi  concede  che  la  Vnitàfipoffa  dtuidere .  Sia  adunque  tal  provreffo  contenuto  da  tre 
termini  in  quejìo  modo,  che  la  proportione  Tripla fia  diuifa  dalmezano  in  due  patti  ;  Sarà  bifogno  di  proce- 
dere in  tal  modo  ;  cioè  di  raddoppiar  prima  (fifuffe  pofiibile)  la  detta  linea,  nel  modo  che  Tergiamo  la  Vni- 
tà  effer  raddoppiata  nel  Binano ,  il  quale  fegue  finza  mezo  alcuno  la  Vinta  ;  Onde  hxttendola  raddoppiata , 
haueremo  la  linea  ^AC  lunga  due  piedi .  Se  noi  compararemo  la  linea  *A  C  raddoppiata  alla  linea  ^fB,  ri- 
trouaremo  tra  loro  la  proportione  Dupla ,  che  è  prima  nell'ordine  naturale  delle  proportioni  ;f  come  fi  ritra- 
tta anco  ne  i  numeri  tra  il  Binano ,  &  la  Vmtà .  Horaper  dare  il  terzo  termine  di  tal progref  ione ,  faremo 
la  linea  A  C  lunoa  tre  piedi ,  di  modo  che  armi  in  punto  D  :  conciafa  che  ilT 'emano  fegue  immediatamente 
il  Binano ,  &  haueremo  tra  la  D<A ',  &  la  B^i  la  proportione  Tripla  ;  imperoche  la  ^AD  è  mif  irata  tre 
yolte  a  punta  dalla  >AB  ;  ouer  la  kAD  contiene  tre  yolte  la  <AB  ;Ji  come  ne  i  numeri  il  Ternario  contien 
treyolte  laVnìtà.  Et  cofi  tal  proportione  reflerà  mediata ,  &  diuifa  in  due  parti  dalla  ^fC  ;  cioè  in  yno. 
Dupla  C^A  &  B^f;  ^  in  yna  Sefqmaltera  DA.  &  C^T,  in  proportionaluà  arithmetica  ;  fi  come  tra  h 

termini 


Parte. 


J3 


termini  netto  ejjempio  manifeìlamente  fi  può  vedere .  Ma  fi  noi  vorremo  dare  vn  progreffo  inarmo- 
nico procederemo  in  fletto  modo  :  Diminuiremo  prima  la  detta  linea  <A  B  detta  [uà  metà  in  punto  C  :  con- 
ciofia  che  la  metà fia  prima  di  ogn  altra  parte;  il  che  fatto  dico ,  che  tra  la  data  chorda,  o  linea  yAB ,  <&  U 
fua  metà:,  la  quale  è  la  CB(  per  le  ragioni ,  che  altroue  Tederemo  )fi  ritroua  la  proportione  Dupla ,  che  è  la 
prima  nell'ordine  naturale  delle  proportioni.  Diminuiremo  dipoi  la  detta  ^TB.  di  due  terze  parti  in  punto  D, 
&  haueremo  la  Proportione  Sesquialtera  ;  la  (piale  è  nel  fecondo  luogo  nell'ordine  delle  proport  ioni .  La  Sef- 
quialtera  dico  traCB&DB;&  la  Tripla  ancora  tra^iB&DB  ;  la  quale  dalla  CBè  mediata  &  di- 
Hifà  in  due  proportioni  in  harmomca  proportionalità;  come  qui  fi  vede .     Et  fi  come  i  termini  detta  prooref- 


D 


(ione  ^friihmeticafino  vnità  moltiplicate  ;  cofi  quelli  dell' H armonica  fono  il  numero  delle  parti  numerate 
nel  Corpo  finoro, che  nafcono  dalla  fua  diuifione  :  effendo  che  in  quella  fi  confiderà  la  moltiplicatane  detta  Vni 
tà  contenuta  in  queflo  ordine .  3.1.1  ,■  <*7"  in  queilafi  confiderà  la  moltiplicatiune  delle  parti  nel/oggetto  di 
tufo ,  contenute  tra  quefli  termini.  6. 3  .z  : percioche  fi  noi  confider aremo  il  Tutto  diuifi  nette  parti jritrouare 
mo  che  la  linea  CDela  minima  parte  detta  linea  ^AB,  &  mifura  la  ^fBfii  volte  intere  ;laCB  tre  volte; 
&DB  due  volte .  Horafipuò  vedere  ,  che  tra  i  maggior  termini  della  progrefi ione  harmonicafono  conte- 
nute le  proportioni  maggiori ,  £7*  lifuonigraui  ;  <&  tra  li  minori  le  minori  ,&li  fuoni  acuti  :  conctofia  che 
quefli  fino  produtti  dalle  chorde  di  minore  eflenfone ,  &  quelli  da  quelle  di  maggiore .  Siche  paterno  anco- 
ra vedere,  che  fi  come  nett' JPrithmetica  (  dato  chef  poteffe fare  al  mostrato  modo  )  fi  procederebbe  dall'a- 
cuto al  graue  moltiplicando  la  chorda  ;  cofi  nella  harmomca  per  il  contrario  fi  va  dal  graue  all'acuto  dimi- 
nuendola ;  &  netta  progrefiione,  oproportion  alita  <Arithmeiica  ?li  interuatti  di  minor  proportione  hauereb- 
beno  luogo  nel  graue,  cantra  la  natura  dett'harmonia,  il  cuipropto  è,  di  hauere  ifuomgraui,  di  maggiore  in- 
fermilo degli  acuti ,  &  quesliper  d  contrario  di  minore .  Ma  perche  tutte  quelle  proportioni ,  che  fi  ritroua- 
no  nel  Progreffo  arithmetico Seguendo  l'ordine  naturale  delle  proportioni,  fi  rkrouano  anco  nel  Progrefjo  har 
manico  in  quello  ordine  ifleffo  ;  pero  potremo  vedere  in  qual  modo  fi  habbia  a  bigliare  il  fenfo  delle  parole , 
ch'io  difii  nelcap.  1  s .  cioè  che  tra  le  parti  delnumero  Senariofono  contenute  tutte  le  Forme  delle  confinanze 
Muficali  femplici,  pojìibili  aprodurfi  ;  &  come  le  confinante  chiamate  da  iprattici  Perfette,  fi  trouino  na- 
turalmente in  effi  collocate  in  harmomca  diuifione  :  percioche  quando  f tiferò  accommodate  nel  corpo  finora, 
/;•*  quefli  termini  .6 e.  30. 10. 1 5 . 1  z .  1  o;chejono  le  ragioni  dette fue  parti  ,f  vederebbeno  tramenate  in  quel 

la 


j4  Prima 

la  ifleffa  marnata ,  che  fi  veggono  tr.mexate  nelle  parti  di  effo  Senctrìo  ;  ancor, <t  che  fuffera  ordinate  in  dt- 
tterfo  modo  .  Similmente  fi  potrà  conofcere,  in  qualfienfio  fi  debbano  intendere  le  parole  del  dottifiimo  Giaco- 
pò  Fabro  Stapulenfe ,  pme  nella  5  4.  del  lib.  3 .  della  fa  Mufica ,  &  quanta fia  la  necejìità  della  proportio- 
nalità  har monica  ;  &  in  qualmodo  ;  ejfendo  concorde  con  l'^frithmetica,  quanto  allt  quantità  delle propor- 
t'ioni  ;fa  difcorde  poi  intorno  al  modo  del  procedere,  <j?<  circa  il  fino  loro  :  ma  ciò  non  darà  maraviglia ,  con- 
fdtrato  che  agni  effetto  [ente  naturalmente  la  propietà  ,&  la  natura  della  fa  canone .  Et  perche  l'vna 
&  l'altra  di  quefie  due  proportionalità  fi  ferite  de  1  numeri ,  li  quali  fino  per  natura  tra  loro  communicanti  ; 
onero  hanno  almeno  tra  loro  yna  mtfura  commune,  la  quale  è  (quando  altro  numero  non  yifufje  )  la  Vinta; 
pero  ogni  loro  ragione  è  rationale  :  ma  la  Geometrica,  il  cui figgetto(affolutamente parlando )  è  la  Quantità 
cot  incita,  dimfibile  in  potenza  in  infinite  parti,  confiderà  non  fio  le  rat  tonali,  ma  le  trrat tonali  ancora,  come 
ho  detto  altroue  ipercioche  èfactl  cofa  al  Geometra ,  per  virtù  de  i  fai  principi] ,  far  di  qualunque  linea  tre 
furti,  che  fiano  tra  loro  proportionate  geometricamente  ;  onero  irli- farà  facile  il  porre  yna,  opiù  linee  mexa- 
ìie  tra  due  eflreme ,  che  filano  proportwnate  con  le  prime ,  come  nella  Seconda  parte  mojìraremo  :  Ma  l'^A"- 
rtthmetico  non  potrà  mai,  ne  il  Mufico  ritrouare  yn  termine  mexa.no  ad  ogni  propofìa  proporttone,  che  la  di 
Vida  in  due  parti  equali  ;  conciofia  che  tra  li  termini  delle  loro  propurtionalità  non  cada  alcun  numero  mexa- 
710,  che  lapofja  diuidere  fecondo  ilpropofito .  Et  benché  la  Quadrupla  fi  veda  alle  volte  ditiifit  dal  Mufico  in 
due  parti  equali  ;  cioè  in  due  Duple  ;  non  è  però  tal  diuifwne  jempkcemente  fatta  dal  Mufico  come  Mufico  ;. 
ma  fi  vfapa  tal  dtuifione  come  Geometra . 

Che  il  Numero  non  e  cagione  propinqua  &  intrinfcca  delle  Propor- 
tioni  Musicali,  ne  meno  delle  Consonanze.  Cap.     41. 

VEG  N  *A  ch'io  liabbia  detto  difiopra ,  che  li  Suoni  fiano  la  materia  delle  confonanxs, 
&  li  Numeri,  &  le  proportioni  la  lor  forma  ;  non  fi  dee  per  quello  credere,che  ti  Nume 
rofa  la  cagione  propinqua  &  intnnfeca  delle  Proportiom  muficali,  ne  meno  delle  Confio- 
nanxs  '•  ma  fi  bene  la  remota ,  CjT4  ejìrinfeca ,  come  Tederemo.  Onde  fi  debbe  auertire  , 
che  e  fendo  ilpropiofne  delMtfico  (come  vogliono  i  Filofof,&  maf  imamente  Euftra 


t- 
tio  )  il  cantare  con  modulatane ,  atteramente  il  fonare  ogni  iflrnmento  con  harmoma  ,  fecondo  i  precetti  dati 
nella  Mufica  ;fmilmente  ilgiouare  &  il  dilettare ,  fi  come  è  quello  del  Poeta  ;  hauendo  egli  riguardo  a  tal 
cofa ,  come  a  quella ,  che  naturalmente  lojpmge  all'operare ,  piglia  primieramente  lo  islrumento  ,  nel  quale 
fi  ritroua  la  materia  preparata ,  cioè  le  chorde  ;  dipoi  per  poter  con f giure  il  defiderato  fine ,  introducendo  in 
effe  la  forma  delle  confinanxe,  le  riduce  in  vna  certa  qualità,  &  in  vn  certo  temperamento,  ponendo  tra  lo- 
ro vna  dtftanxa  proport tonata ,  &  tirandole  di  modo ,  chepercoffe  da  lui  rendeno  poi  perfetto  concento ,  & 
Ottima  harmoniaf  Et  quantunque  vi  concorri/io  quattro  cofe ,  Ji  come  etiandio  concorrono  in  ciafeun  altra 
operatione  ;  cioè  il  Fine  dell' anione , al  quale  fempre  fi  ha  riguardo;  &  è  il  Sonare  cu  harmonia  ;  ouero  ilgio- 
ttare ,  &  dilettare,  che  fi  dice  cagian  fnale  ;  lo  ^Agente,  cioè  il  Mufico ,  chef  nomina  cagione  efficiente  ;  la 
Materia ,  che  fon  o  le  t  horde,  <&fi  chiama  cagione  materiale  ;  £7*  la  Forma ,  cioè  la  proportione,  chef  ad- 
dimanda  cartone  formale  ;  nondimeno  quefie  due  vltime  fono  cagioni  intrwfeche  della  cofa  ;  &  l'agente  , 
&  il  Fine  fono  cagioni  ejìrmfeche  :  conctofia  che  quefie  non  appartengono  ne  alla  natura,  ne  all'efferfuo  ;  & 
quelli  fono  parti  effentiali  di  effa  :  percioche  ogni  cofa  corruttibile  è  compofta  di  materia  &  di  forma  ;  Et  la 
Materia  fi  dice  quella,  della  quale  fi  fa  la  cofa,  &•  è  permanente  in  effa,  fi  come  ifuom  de  1  quali  fi  fa  la  Con,- 
finanxa  ;  &  la  Forma  è  quella  fpecte,  ofiimilttudine  ,  0  vogliam  dire  ejfempto ,  che  ritiene  la  cofa  nifi ,  per 
la  quale  è  detta  tale  ;fi  come  è  la  proportione  nella  Confionanxa ,  Et  quefla  fi  chiama  cagione  intrinfica ,  a 
dijfirenxa  della  eflrmfica  ;  la  quale  è  (  per  dir  cofii)  il  Modello,  0  vogliam  dire  Effempio,  alla  cuifimilitudi- 
neffa  alcuna  cofa;  fi  come  è  quella  della  Confionanxa ,  che  è  la  proportione  di  numero  a  numero .  Nondi- 
meno è  da  attertire, che  di  quefie  cagioni,  alcune  fono  dette  Prime, &  alcune  Seconde  ;  £?•  tale  ordine  di  pri- 
mo &  di  fecondo  fi  può  intendere  in  due  modi  ;  primieramente  fecondo  vn  certo  ordine  di  numeri ,  nel  quale 
vna  cofa  è  prima  &  remota ,  &  l'altra  feconda  &  propinqua  ;  fecondanamente  fi  può  intendere  fecondo 
lordai  e  comprefo  dalla  ragione  in  vna  fila  cagione  ,  il  quale  èpoflo  tra  l'vnitterfale  &  il  particolare  :  impe- 
roche  naturalmente  l'I'uiuerfale  èprimo,^  dipoi  il  Particolare.  Nel  primo  modo  dicemo  qtt-eUa  cagione  efi 

fir 


Parte . 


T5" 


31 


ter  prima,  laqutle  dà  virtù  &  jfoffanza  alla  feconda  di  operare  ;fi  come  fi  dice  nella  cagione  efficiente ,  che 
ti  Sole  è  la  prima  canone  (  remota  pero  )  detta  generatione  ;  L 'animai  poi  è  cagione  feconda ,  &  propinqua 
ditalreneratione  :  percioche  eoli  dà  allo  animale  la  -virtù,  &  lapoffanza  di  generare.  Ma  nel  fecondo  il  Gè 
mere  è  ilprimo,&  la  Specie  il  fecondo  :  la  onde  dico,  che  la  prima  &  vmuerfal  cagione  della  Sanità  è  l'arte- 
fice ,  &  la  feconda ,  &  particolare  il  Medico ,  onero  il  tal  Medico .  E  ben  vero  die  la  prima  &  la  feconda 
•canone  del  primo  modo  fono  differenti  dalla  prima,  &  dalla  feconda  del  fecondo  :  Percioche  nel  fecondo  mo- 
do non  fi  diflinmono  in  effetto  l'vna  dall'altra  ;  ne  lapin  vmuerfale  della  meno  vniuerfale  ;  ne  quefla  dalla 
{ingoiare  ;  ma  fino  difìtnte  folamente  nell'intelletto .  Ma  nel  primo  modo  fono  dijlmte  :  conciofia  che  l'vna  è 
contenuta  dall'altra ,  &  non  perii  contrario .  Et  quefli  due  modi  (  mafimamente  in  quanto  al  fecondo  )fi 
ritrattano  in  tutti  i  veneri  delle  canoni  :  percioche  nella  materiale  il  Metallo  è  prima  cagione  del  coltello ,  &* 
il  Ferro  la  feconda  ;fi  come  nella  formale  (  venendo  ad  vao  accommodato  ef  empio  fecondo  il  nojìro  propos- 
to )  la  prima  cagione  della  Confonanza  Diapafon  è  ti  numero ,  cioè  z .  &>  \;(^*la  feconda  la  proportione 
Dupla,  &  cofi  delle  altre  per  ordine .  La  Proportione  adunque  è  la  caufa  formale ,  intrinfeca  &  propinqua 
•delle  confonanxe  ,  &  il  Numero  è  la  caufa  vmuerfale ,  eQrmfeca  &  remota  ;  £7*  è  come  il  modello  della 
Proportione ,  per  la  quale  fi  hanno  da  regolare  &  proportionare  li  corpi  fonori ,  accioche  rendino  formal- 
mente le  confinante .  Et  queslo  acennb  il  Filofufo ,  mentre  dichiarando  quel  che  fife  la  Confonanxa  diffe , 
Che  ella  è  ranone  de  numeri  nell'acuto,  &  nel  orane  ;  intendendo  detta  ragione,  fecondo  la  quale  fi  vendono 
d  regolare  1  detti  corpi  fonori .  La  onde  non  dijjè,  chef  uff  numero  affolutamente ,  ma  ragion  de  numeri  ;  il 
chef  può  vedere  più  efpreffmente  nelle  proportiom  muficali ,  comprefe  ne  i  nominati  corpi  :  imperoche  non 
fi  ritroua  in  effe  alcuna  \~pecie ,  0  forma  di  numero  :  conaofia  che  fé  noi  pigliamo  i  loro  eflremi ,  mifurandoli 
per  ilnumero  ;  dapoiche  è  fatta  cotal  mifura ,  tai  corpi  reftano  nella  loro  prima  integrità  &  continouati  co- 
me erano  prima  ;  ne  fi  ritroua  formalmente  in  efi  numero  alcuna ,  il  quale  coflituifca  alcuna  proportione  : 
Ferciochefe  ben  uoiprendemo  alcuna  parte  di  vna  chorda  in  luogo  di  vinta,  &per  replicatone  di  quella  ve 
mimo  afapere  la  quantità  di  effa ,  &  la  fa  proportione ,  fecondo  i  numeri  determinati  ;  &  per  confeguente 
la  proportione  de  1  foni  produtti  dalle  chòrde ,  cioè  dal  tutto  &  dalle  parti  ;  non  paterno  pero  dire  ,fe  non  che 
tali  numeri  fiano  quel  Modetto,&  quella  Forma  de  ifuoni,  che  fono  cagione  effemplare,  &  mifura  eilrinfe- 
■ca  di  efi  corpi  fonori, che  contengono  le  proportioni  muficalt;  le  quali  finza  tifilo  aiuto  docilmente  fi  potrei 
1  he  no  ntrouare  nelle  quantità  cotinoue  i  Effendo  adunque  il  Numero  fola  cagione  di  far  conofcere,&  ritratta- 
re artificiofamente  le proportioni  delle  confonanxe,  &>  di  qualfi  voglia  interuallo  muficale  ;  èneceffario  nel- 
la Mufca,  in  quanto  che  per  effa  più  ejf  editamente  fi  vanno  Jpeculando  le  differenza  de  i  foni ,  fecondo  il 
vraue ,  &  l'acuto,  &  lefuepafioni  ;  &  con  più  certezza  di  quello,  chef  farebbe  mi  furando  co  1  Compafi, 
mero  altre  mìfure  Ixcorpi fonori  ;  hauendo  prima  conofciuto  con  la  efpenenza  mamfefa ,  come  fi  mffurino 
fecondo  la  loro  lunghezza  con  proportione  i  &  percofi  infume  muauano  tvdito  fecondo  ilgraue  &  l'a- 
cuto ,  non  altramente  di  quello ,  che  fi  confederano  ne  i  numeri  puri  fecondo  la  ranone .  Ma  per  concludere 
dico ,  chef  come  il  numero  non  può  effere  a  modo  alcuno  la  cagione  tntrinfeca  <&>  propinqua  di  tal  proportw- 
)ii ,  cofi  non  potrà  effere  la  cagione  intrmfeca  &  propinqua  dette  confonanxe;  come  ha  dichiarato . 

Della  inuentionc  delle  Radici  delleproportioni .  Cap.     4  2. 

IT  O  RN \ANT>0  hormai ,  fecondo  l'ordine  incominciato , alla  quinta  &••  vltima 
operatione,  detta  Inuentione  dette  Radici  dico,  che  tale  operazione  non  è  altro,che  ridur  le 
proportioni  ne  i  primi  loro  termini  radicali,  quando  fi  ritrouaffero  fuori  :  Percioche  lepro- 
portioni ,  che  fono  contenute  tra  i  termini  non  radicali ,  cioè  tra  i  numeri  Tralorocompo- 
fli,  oltrachefi  rendenopiu  difficili  daconofe ere,  fanno  anco  diffcilt  le  loro  operationi.  On- 
de accioche  li  pofla  hauer  di  loro  più  facile  cognitione  ,  &  più  facilmente  lepoftamo  adoperare ,  darò  hora  il 
modo  di  ridurle  ne  i  termini  radicali ,  cioè  ne  i  numeri  Contrafeprimi ,  che  fono  i  minimi  numeri ,  da  i  quali 
poffono  effer  contenute ,  come  cdtroue  ho  detto .  Et  perche  non  folo  le  proportioni  contenute  tra  due  termini, 
ma  anche  ogni  ordine  di  più  proportioni  moltiplicate ,  può  effer  contenuto  da  numeri  Tralorocompofltf;  però 
modrando  prima ,  in  qual  modo  fi  pofino  ridurre  a  i  lor  termini  radicali  quelle,  che  fono  contenute  follmen- 
te tra  due  termiti  ;  mojlrerb  dipoi  in  qual  modo  le  altre  fi  potranno  ridurre .   Incominciando  adunque  dalle 

prime 


mi- 
tilo 


j6  Prima 

prime  terremo  quello  ordine  f\Effendoci  propofla  qualfi  vaglia  proportione ,  contenuti  ira  numeri  Traloro 
compolh ,  cercaremo  di  trottare  tu  numero  marmare,  il  qualnumeri,  o  mifuri  communementei  termini  del 
la  proportione  próp'ofht  ;per  il  quale  dittidendo  tai  termini ,  lì  prodotti  funo  le  radici,  o  termini  radicali  di  tal 
proportione .  Volendo  adunque  ritrattar  tal  numero ,  allùderemo  prima  il  mag  >rior  termine  della  proportio- 
ne per  il  minore ,  di  poi  quejìoper  quel  numero ,  che  auanxa  dopo  tal  dittinone .  Et  fé  di  nuouo  auanxaffc  l 
■mero  alcuno ,  duiideremo  il  primo  affaticata  numero  per  il  fecondo  ;  &  queflo  per  il  terzo  ;  &  enfi  di  ma 
in  mano ,  fino  à  tanto  che  fi  ntrom  Vii  numero ,  che  dutida  a  punto  l'altro  ,fen  za  avanzar  nulla  ;  &  queflo 
farà  il  numero  ricercato  :  per  il  quale  diuidendo  dipoi  ciafcun  termine  delia  proportione  propofla ,  li  p rodimi 
faranno  i  mimmi  numeri ,  &  termini  radicali  della  proportione .  Poniamo  adunque  che  vogliamo  ntrouar 
la  Radice  della  proportione  contenuta  tra  quefli  termini,  o  numeri  45  .&  40.  che  fono  Tralorocompofìi; 
duiideremo  primieramente  1/45.  per  il  40.  &  verrà  1 .  attanzando  5  ;  Dipoi  la/Jando  la  vmtà,  come  quel- 
la che  fa  poco  al  nojìro  propofito,  fi  in  quefla ,  come  anco  nelle  altre  diuifiom ,  pigliaremo  il  5  ,  il  quale  diut- 
derà  ti  40.  apunto,  fenza  auanxare  alcuna  cofa;  &  queflo  farà  il  numero  magiare  ricercato,  che  numere- 
rà l'vno  ci?4  l'altro  dellt  due  propofli  termini .  Onde  dimdendo  il  4  5  .per  il  <;.ne  verrà  9. ci?1  dtuidendo  il  4  o. 
haueremo  8. 1  quai  numeri ,  fenxa  dubbio,  fono  Contrafeprimi,  &  minimi  termini,  ouer  la  Radice  della  prò 
pofla  proportione  ,  che  fu  la  Sefqmottaua . 

In  che  modo  fi  pofla  ritrouar  la  Radice  di  più  proportioni  moltiplicate 
infieme.  Cap.      43. 

\/f  l'olendo  ritrattar  la  Radice  di  vii  ordine  di  più  termini  continottati ,  come  fono  quelli , 
c-ie  nafeono  dalla  moltiplicatane  di  piti  proportioni pofle  wfieme  ;  ouer  quelli,  che  verna- 
no dalla  proportwnalità  harmomea,  che  fono  fenxa  dubbio  termini ,  0  numen  Traloroco- 
pofli  ;  procederemo  in  queflo  modo .  Ritroueremo prima  ,per  la  Terza  del  Settimo  di 
Euclide ,  vn  numero  maggiore ,  che  dutida,  0  mtfuri  communemente  etafeuno  de  1  nume 
ri  contenuti  in  tal  ordine  ;  per  il  quale  duiideremo  poi  ciafcun  di  loro  ;  &  li  prodotti ,  che  verranno  da  tal  di- 
ti fione ,  faranno  la  Radice  di  cotale  ordine .  Siano  adunque  1  fottopofli  quattro  termini,  0  numeri  Traloro  2-  $ 
compojìi  ,cioè  3  60.  240. 180.  144.  110.  prodotti  dalla  moltiplicatane  fatta  nel  Cap.  3  i.otter  3  i.i 
quali  vogliamo  ridurre  iti  vno  ordine  di  numeri  Còtrafepnmi,  cioè  alla  loro  radice  ;  dico  che  Infogna  ntrouar 
prima ,  nel  modo  che  fi  èmoflrato  nel  cap.  precedente ,  vn  numero  magnare,  che  numeri,  0  mifuri  commt*- 
tiementè  li  due  maggiori  termini  dellipropo£li,cht  fino  il  3  60.  &  140.  &  tal  numero  forali  1  lo.per- 
cioche  diuide,  0  mfura  il  3  60.  tre  volte,  &  il  2  40.  due  volte .  Vederemo  dipoi  fé  può  mifurare  il  180.  ma 
perche  non  lo  può  mtfurare,però  è  dtbifopio  di  ritrattare  vn  altro  numero  fimile ,  il  quale  dutida,  0  mifuri  co- 
munemente il  180.&U  120.  operado  fecondo  la  regola  data,cheftrà  il  60.  Et  queflo  per  il  corollario  del- 
la Seconda  del  Settimo  di  Euclide , numererà  communemente  li  tre  maggiori  delli propofli  termini ,  &  anco 
il  1  2  o.  conciofia  che  numera  il  3  6o.fei  volte ,  il  240.  quattro  volte  ,il  1 80.  tre  volte ,  &  il  1  2  o.  due 
volte .  E  ben  vero  ,  che  non  potrà  mfurare  il  144.  la  onde  fra  dibifigno  di  ritrouare  vii  altro  maggior  nu- 
mero,che  In  mtfttri  injieme  con  gli  altri  :  onde  ritrattatolo  fecondo  ilmodo  moflrato,  haueremo  il  1  i.che  no 
fòla  mifurerà  il  144.  magli  altri  ancora  ,  come  chiaramente  fi  può  vedere .  Et  perche  tal  numero  numera 
ettandio  il  minore  dellt  propofli,  cine  il  1  2  o .  pero  dico,  che  il  1  2  è  il  numero  mar  giore  ricercato  ,ilqual  nu- 
mera communemente  ciafcuno  dellt  cinque  propofli  termini ,  0  numeri  :  concwfa  che  fé  noi  divideremo  cia- 
feuno  di  queflt  numeri  per  il  1  2 .  che  fu  l'vltimo  numero  mag  giore  ritrouato ,  ne  verrà  30.  2  o.  1  5 . 1  2 . 1  o. 
&  tra  queflt  termini  dico  effer  la  Radice  delpropaflo  ordine  :  percioche fenxa  dubbio  fino  numeri  Contra[e- 
immt  ;  come  nel  fio  effempiofi  può  effamtnare .  La  onde  offeruando  talregola ,  non  fola  fi  potranno  ha- 
itere  1  termini  radicali  di  qualunque  ordine  ,  che  contenga  quattro ,  cinque  ,  &fei  proportioni ,  ma  piti  an- 
corale bene  (dirò  cofi  )  fi  procedeffe  all'infinto . 


Della 


Parte.  jy 


3<S0                            240                            180                                 144                                     no 

120.  è  il  numero  maggiore,  che  mifura  communemencei  due  primi  termini  maggiori. 

3                            2 

60 .  è  U  numero  maggiore  ,  che  niilura  i  tre  primi  termini  maggiori  &  il  ritrouato     r  20 

60                            40                             3° 

is.  è  il  numero  maggiore  ,  che  miiura  tutti  li  propofti  termini  &  anco  il  ritrouato      60 

30                          io                          15                              **                                    lo 

Numeri  Contrafeprimi  ,i  quali  fono  termini  radicali  del  l'opra  porto  ordine 

Della  Proua  di  ciafeuna  delle  moftrate  operationi.  Cap.  44, 

E  RC  HE  l'huomo  nelle  [ne  operationi  può  facilmente  errare, mafitmamente  nel  maneg 
già  de  i  numeri:,  ponendo  per  tnaduertenxa  alle  volte  un  numero  in  luogo  di  un'altro  ;  però 
io  per  non  la/lare-  a  dietro  alcuna  cofa,  che  poffi  tornare  utile  allt  ftudiop  ,hò  uoluto  aogiun 
vere  il  modo ,  per  il  quale  pollino  conoscere  ,p:  nelle  operationi  fi  ritrom  alcuno  errore;  ac- 
etiche ritrouato  lopofino  emendare*.  Onde  incominciando  dalla  prima,  che  fu  il  Moltipli- 
care dico";  che  quando  haueremo  moltiplicato  infume  molte  proportioniji  termini  produtti  da  tal  maltiplica- 
tione  faranno  (  come  altrouefiè  detto)  fuor  de  ifìtui  termini  radicali  ;p  che  volendo  piperete  le  dette  propor 
tionipano  contenute  in  tali  termini  fenxa  errore  ,pigltaremo  prima  due  termini 3  tra  1  quali  e  magniamo  di 
hauer  collocato  alcuna  proportione,  &>  li  diuideremo  per  li  fuoi  termmtradicali ,  cioè  il  maggior  per  il  mag- 
nore,&  il  mina- per  il  minore  ;  &p  li  produtti  da  tal  diuifione  faranno  equali  ;  tal  proportione  farà  contenti 
ta  neìlifwi  termini  fenxa  errore  alcuno  ;  &fefuffe  altramente ,  farebbe  il  contrario  l  Volendo  adunque  pipe 
ve, pe  la  proportione  Sesqutaltera,po{la  tra  quefli  numeri  360.^2  qo.fia  contenuta  nella  pia  vera  propor 
tione  ;  pgltaremo  i  plot  termini  radicali  3.^  z;  per  li  quali  dittìderemo  $6o.&  z^o.incotalmodo;^6o. 
perii  3.^7»  zq.o.peril  z.&  ne  verrà  da  aapeuna parte  1  20.  per  il  che  tale  equalità  dimoerà,  che  la  detta, 
proportione  è  contenuta  tra  li  propofti  numeri  quantunque  non  pano  radicali .  Ma  quando  vno  delli  produtti 
ventffi  maggior  dell  'altro,  f aria  finta  manifeflo,che  in  tal  molttplicationep  haueffe  commeffo  errore,  il  me 
defimo  potremo  etiandio  federe ,  moltiplicando  il  maggior  delli  produtti  propoflt  col  minor  termine  radicale 
della  proportione,  &  il  minor  col  maggiore  ;  cioè  $6o.penlz.&.  z^o.per  il  3  :  Peràoche  allora  l'imo  (3* 
l  altra  pradutto  verrebbeno  equalt,cioè  7 2  o;che  ne  dimojìrarebbe,  che  talproportionefi  cottene  tra  li  propo- 
fti produtti  fenxa  errore.  Et  beche  ti  Sommar  delle  proportiont  poffa  effer  la  proua  del  Moltiplicare ,  et  il  Mal 
tipltcar  quella  del  Sommare;  tuttauia  non  potemo  vedere, fi  ne  t  loro  mexani  termini  fia  alcuno  errore,  fi  non 
nel  moUrato  modo .  Ma  veramente  la  vera  proua  del  Sommare  è  il  Sottrare  :  percioche  fi  noi  fottraremo  di 
vna  in  vna  le  fommate  proportiom  dalprodutto  del  Sommare ,  fenxa  alcun  fallo  potremo  conofeer  tal  firn  ma 
effer  fatta  fenxa  errore, quando  all'vlumofi  verrà  alla  Equalttà.  Se  noi  adìlque  dalprodutto  della  fiamma  po- 
fla  nelca.  3  3  .che  è  la  Tripla proportione  leuaremo  di  vita  in  vna  le  proporttoni  fommate, incominciando  dalla 
mag  nore,chefu  la  Sesquialtera,  ne  reflerà  la  Dupla  ;  dalla  quale  fottr aedo  la  Sesqmterxa,refìerà  la  Sesqui- 
altera;Onde  cauando  da  quefta  la  Sesquiquarta,reflera  la  Sesquiqui>tta,dalla  quale  cauata  l'vltima  propomo 
ne, che  fu  medefimamente  la  Sesquiqumtajènxa  dubbio  fi  perutmrà  alla  Equalitàja  quale  ne  farà  conofiere, 
che  in  tal  fiamma  no  vi  fi  troua  errore  alcuno:mafi  bene  farebbe,  quado  alla  fine  rejlafje  da  cattare  vna  propor 
•  tione  di  maggior  quantità  di  vna  minore, ouero  per  ilcotrario .  La  prona  del  Sottrareicome  altroue  ho  detto) 
è  il  Sommare  ;  &  perche  afufpctenxa  ho  ragionato  itti  di  tal  cofa,  però  non  accade,  che  qui  io  replichi  copi  al 
cuna.  Ma  nel  Partire,  quando  nella  equal  dtuipone  delle  proportiom ,  li  termini  contenuti  nella  proportian ali- 
ta Geometrica,  iioufi  ritrouaffiro  collocati  nel  modo,  che  difopra  ho  moftrato  ;  allora  farebbe .finto  manip- 
olo di  errore; fi  come pirebbe  ettaiidio  errore  nella  ^Arithmettca  &  nella  H armonica,  quando  1  [oro  fufjero 
collocati  altramente,  che  nel  modo  dichiarato  ;t£p  che  le  Proportiom,o  qualunque  còttnouato  ordine  di  propor 
ttom  fufferu  fuori  de  1  loro  termini  radicali, quado  non  fi  ritrouaffero  collocate  ne  1  numeri  Contrajtprtmi.Ho- 
raparmi,che  tutto  ciò  ch'io  ho  detto  dtfoprafia  aptfficienxa,  per  moslrar  li  principi]  della  Mufica ,  i  quali  fi 
noi  non  piperemo,  non  potremo  hauer  mai  buona  continone  delle  co  fé  pententi ,  ne  ma:  pervenire  ad  vii  perfet 
topne  ;  La  onde  ogn'vno,  che  defidera  di  fare  acquijìo  di  queflapienxa ,  dtbbe  con  ogni  Suo  potere  sfarxarfi 
di  pojfederli  perfettamente  ;  acctoche  poffa  acquiflar  degna  laude,  &  honoreuole  frutto  delle  pie  fatiche. 

IL     FINE     DELLA     PRIMA     PARTE. 

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LA  SECONDA  PARTE 

Delle  Irti  tu  rioni  harmoniche 

DI     M.     GIOSEFFO     ZARLINO 

D  ^f     CHIOCCIA. 


Quanto  !a  Mufica  ila  (lata  da  principio  femplice ,  rozza ,  &  pouera 
di  confonanze.  Cap.     i. 


^^gggf~'»% 


OI  CHE  nella  Prima  parte  a  fuffcienza  fi  è  ragionato  de  i  Numeri .,  & 
&  delle  Proportwni  ;  è  cofit  ragionatole  ,che  horafi  ragioni  in  particolare ,  & 
fecondo  che  tornerà  a  proposto,  di  quelle  cofe ,  che  la  Muftca  confiderà  in  vni- 
uerfale  ,fi  come  de  i  Suoni,  o  Voci ,  degli  Interualli ,  de  i  Generi,  de  gli  Ordini 
de  i  Suoni ,  delliModi ,  delle  Mutatiom ,  &  delle  Modulationi .  Ma  prima  che 
fi  yenga  a  tal  ragìonameto,  moflrer'o  in  qual  modo  la  Muficafia  (lata  da  prin- 
cipio femplice,  &  come  dagli  antichi  era  yfata ,  Dipoi ,  -veduto  in  qual  modo  t 
Suoni,  &  le  Voci  nafchino ,  &  fatta  la  loro  diuifone ,  verrò  a  quello ,  che  è  la 
mia  principale  hit emione .  Dico  adunque,  chef  bene  la  Mufica  ne  i  noflri  tempi  è  peruenuta  a  tal  grado,  & 
perfettione  di  harmonia,  in  quanto  all'ifo  di  tutte  quelle  confonanze,  chefipoffano  ritrouare ,  delle  quali  al- 
cune appresogli  antichi  non  erano  in  confideratwne ,  &  che  quafi  non  f  vegga  di  poterle  aggiungere  cofa 
alcuna  di  nuouo  ;  tuttauia,  non  è  dubbio,  che  da  principio  {fi  come  auenne  dell' altre  faenze)  ella  non  fa  fa- 
ta non  \olo  femplice,  &  roz^a ,  ma  ettandio  molto  pouera  di  confonanze .  il  che  effer  verifimo  ne  dimojìra 
quel,  che  narra  ^Apuleio  di  efja  dicendo  ;  Che  da  principio  fi  adoperauafolamente  il  Piffero ,  non  con  fori,  co  - 
me  quelli  ,  che  fi  fanno  al  noflro  tempo  ;  mafenza  ,  alla  fmiglianza  di  vna  Tromba  :  Ne  fi  faceuano  tante 
forti  di  concenti  ;  con  variati  iflrumenti ,  &  yarìati  modi  ;  magli  antichi  ricreavano  i  lorojpiriti ,  &fi  da- 
uano  tra  loro  piacere  &  folazgo  col  fopr  adetto  Piffero  folamente  ,fenza  yarìetà  alcuna  di  fono .  Et  tal 
Piffero  yfauano  ne  i  loropublici  jjiettacoli,  &  ne  i  loro  Chori ,  quando  reatauano  le  Tragedie ,  o  Comedie  ; 
come  mantfefa  Horatio  parlando  in  cotal  modo  ; 

Tibia  non ,  yt  nunc ,  oricalcho  vinéla ,  tub^que 
•Perniila  ,fed  tenuti ,  fmple  xque  f or  amine  pauco 

lAdfpirare,  &  adeffe  chom  erat  ytilis  ;  ^Al  quale  dipoi  Hiagne  Frigio  a  quei  tempi  dotto 
nella  Mufica,  che  fu  padre  &  maefìro  di  Marfa ,  yi  aggiunfe  li  fori ,  es*  incominciò  a  fonar  quello  con  va- 
riatifuom,  &fu  il  primo ,  che fece  fonar  due  Pifferi  con  ynfolfato ,  &  che  fono  tale  ifìrumento  con  la  de- 
lira &  con  lafntflra  mano  i  cioè  che  me  fola  il  fuono  grane  con  l'acuto,  con  deliri  fon  &fimflrt  (  Vfarono  • 
etiandioglt  antichi  da  principio  la  Cetera ,  o  la  Lira  con  tre  chorde ,  ouer  con  quattro  folamente ,  della  quale 
fu  inuentore  Mercurio  (  come  yuol  Boetto  )  &  erano  in  quella  ordinate  di  modo ,  che  la  prima  con  la  fecon- 
da, &  la  terza  con  la  quarta  contenemmo  la  Diateffaron  ;  &  la  prima  con  la  terza ,  ey  la  feconda  con  la 
quarta,  la  Diapente  :  &•  di  nuouo  la  feconda  con  la  terza  il  Tuono,  &  la  prima  con  la  quarta  la  Diapafon  ; 
Et  tifino  al  tempo  di  Orfeo  fu  feruato  cotale  ordine,  il  quale fit  dipoi  accrefauto  in  yarij  ijìrumenti  ;  et  prima 
chorebo  di  Lidia  m  aggiunfe  la  quinta  chorda  ;  dipoi  dalfopranominato  Hiagne  vi  fu  aggiunta  lafejla  ;  ma 
lafettima  aggiunfe  Terpandro  Lesbio .  Etquefìu  numero  di  chorde  veramente  (  come  dice  Clemente  iAlefi 
fanirmo')era  contenuto  nell'antica  Lira,o  Cetra  ;  dipoi  da  Licaone  Samwfu  aggiunta  la  ottaita  ;  ancora  che 
Plinio  attnbuifca  la  uniamone  di  tal  chorda  a  Simonide  ,&  della  nona  a  Timotheo;&  Boetio  vagita, 
che  quejla  chorda  fa  fata  aggiunta  da  Profrafo  Periata ,  la  decima  da  Ejìtacho  Colofonio  ,&la  vndeci- 
tna  da  effo  Timotheo  :  Ala  fa  carne  fi  voglia ,  Suida  aitrtbuifcc  l'azgiuntione  della  Decima  &  della  Vnde- 

cima 


Parte. 


59 


cìnta,  chorda  a  Tìmotheo  Lirico .  Et  certo  è  che  da  molti  altri  ye  ne  fumo  aggiunte  tante,  che  crebbero  almi 
mero  de  Quindici.  lAggiunfero  dipoi  a  queflelafefladecima  chorda,  ne  più  oltra,  paff orno,  &fi  contentaro  ■ 
ito  di  tal  numero  ;  &  le  coRocorno  nell'ordine  ,  che  più  altra  dimoflraremo ,  diuidendole  per  Tuoni  &  Semi- 
tuoni  in  cinque  Tetrachordi  :  ofjeruando  le  ragioni  delle  proportiqni  l'ithagoriche ,  ritrouate  ne  i  martelli  da, 
Tithagora,  nel  modo  che  nella  prima  Parte  ho  moflrato  ;  le  quali  conteneuano  quelle  ifìeffe,  che  fi  ritrouauar- 
tto  tra  le  chorde  dellafpradetta,  C  etera,  o  Lira  ritrattata  da  Mercurio  ;  &  che  nelfottopofìo  effempiofi  yeg 


Parhipare  hjpaton. 
Parhipate  mcfbn . 


prima  chorda. 
Seconda  chorda.. 


Il 


Lichanos  mefon  • 
Trite  dicleugmenó 


Tcria  chorda.. 
Quarta  chorda . 


—     6 


vono  :  Imperoche  il  mangiare,  (  come  dicono  )pefàtta  libre  dodici ,  l 'altro  libre  noue ,  &  libre  otto  il  terzo  .- 
ma  ilquarto  &  minore pefaua  libre  fei  ;  dai  quali  numeri  Pitha<rora  cattò  le  ranetti  delle  confonanxe  mufi- 
cali,  che  fumo  appresogli  antichi  cinque,  come  narra  Macrobio  ;  &  nafeono  da  cinque  numeri ,  il  primo  de 
i  quali  chìamorno  Epimto,  ti  fecondo  Hemiolio,  il  terzo  Duplo,  il  quarto  Triplo,  &  il  quinto  Quadruplo,  co 
yno  interuallo  dipanante,  il  quale  iftimauano,  che  fuffe principio  d'ogni  confonanxe,  et  lo  chiamarono  Epog- 
doo .  Di  modo  che  dallo  Epitrito  era  contenuta  la  Diateffaron,  dall' Hemiolio  la  Diapente,  dal  Duplo  la  Dia- 
pafon, dal  Triplo  la  Dtapafondtapente ,  dal  Quadruplo  la  Dndtapafon ,  &  dati?  Epogdoo  il  Tuono  Sesquiot- 
tauo .  ^Alle  quali  'confonanxe  Tolomeo  aggiunfe  la  .Diapafondiateffaron ,  contenuta  dalla  proportione  Du- 
plafuperbipariienteterxa  tra%.&  3 ,  come  nella  fua  H  armonica  fi  puh  -vedere  ;  la  qtiat  confonanxe  èpofìa 
da  Vitruuto  anco  nelcap.q.  del  Quinto  libro  della  ^Archittetura .  Et  -veramente  gli  antichi  non  conobbero 
altre  confonanxe,  che  lefopradette  ;  le  quali  tutte  dai  Mufici  moderni  fono  chiamate  Perfette  :  &  non  ha- 
ueanoper  confonanti  quelli  interualli,  che  i  moderni  chiamano  Confonanxe  imperfette  ;  cioè  il  Ditono,  il  Se- 
miditono,  &  li  due  Effichordi  ;  cioè  il  maggiore ,  &  il  minore  ;  come  manifestamente  dimofìra  Vitruuto 
nel  nominato  luogo,  dicendo  ;  che  nella  Terxg,  Seda,  &  Settima  chorda  non  fi  poffono  far  le  confonanxe; 
&  questo  dice  hauendo  rifletto  alla  oy  atti  firn  a  chorda  d'oo-ni  Diapafon  :  il  che  fi  pub  etiandio  y edere  in  cia- 
feuno  altro  autore,  fi  Greco  come  Latino .  Et  da  queflo  potemo  comprendere  la  imperfettione,  che  fi  ntroua- 
ua  nelle  antiche  H 'armonie ,  &  quanto  gli  antichi  erano  poueri  di  confonanxe  &  di  concenti!  Et  fé  bene  al- 
cuno, moffo  dall'autorità  degli  antichi,  la  quale  è  -veramente  o-rande,  più  toslo,che  dalla  ragione,  yoleffe  di- 
re, che  oltra  le  nominate  confonanxe  perfette ,  non  fi  p'ojfà  ritrouare  alcun  altra  confonanxe  !  non  dubitarei 
affermare  fimile  opinione  efferfalfa  :peraoche  ella  amtradice  al  fenfo ,  dal  quale  ha  orinine  o<nn  nofra  ca- 
gnitione  :  Concwfiache  ninno  di  fino  intelletto  negherà,  che  oltra  lefopradette  confonanxe  perfette,  nonf  ri- 
trouino  ancora  le  imperfette,  le  quali  fono  tanto  ddetteuoli,  yatfhe  ,fonore ,  foaiiì,  &  harmomofe  a  quelltxhe 
non  hanno  corrotto  il  fenfo  dell'ydito,  quanto  dirfipoffa  ;  &fono  talmente  in  yfo ,  che  non  fio  1  periti  can- 
tori, &  fonatori  di  qualunque  forte  iflrumenn  le  yfaiio  nelle  loro  harmonie  ;  ma  quelli  ancoraché  ftnx/t  ha- 
uerefcienxe  >  cantano  &  fonano  per  pr  attica  filamenti , 


Per 


6o  Seconda 

Per  qual  cagione  gli  antichi  nelle  loro  Harmonie  non  vfafTero  le 
confonanze imperfette ,  &  Pithagora  vietaile  il paffare  oltra 
la  Quadrupla .  Cap.      2. 

E  CI  douemo  marauigtiare ,  che  gli  antichi  non  ricette/fero  tal  confonanze  :  percioche 
efi  preflarona  gr-andif ima  fede  alla  dottrina  di  Pithagora;  d  quale  ejjendo  cìtlt<remifiimo 
tnuesli<ratore  delli  profondi  pereti  della  Natura:,  non  le  Tolfe  accettare  tra  le  confonanze, 
per  effer  egliamatore  delle  cofe  [empiici ,  &  pure  ;  Et  fi  ddcttaua  di  tutte  le  cofe ,  fino  a 
tanto  che  la  materia  loro  nonfipartma  dalla  fé -triplicità  ;  &  in  efja  inueflto-aua  le  cofefe- 
crete,  cioè  le  toro  cagioni  ;  riattendo  egli  opinione ,  che  ritrattando/!  effer  femphci  ,  fuffe  in  quelle  &  fermeze 
%a  &  /labilità  ;  &-  e/fendo  mi/le  'fcr  diuerfe  ,  in  coflanz-f  &•  -varietà .  Et  perche  tflimaua ,  che  di  quefle 
twnfipotejje  batter ferma  ragione  ;  però  fenza  proceder  piti  oltra  le  riftitaua  .  La  onde  folamente  quelle  con- 
finante li  piacettano,  le  quali  infiemefi  conuemuano per  tatuiti  de  i  numeri ,che  fuj/ero  femphei,  &  haueffe- 
ro  la  lor  natura  puri/lima  ;  come  fono  quelli ,che  no/cono  dalgenere  Moltiplice  &  dal  Superparticolare  ;  £7» 
fono  li  cinque  mo/lrati,  contenuti  nel  numero  Quaternario  :  Et  rifiutò  quelle ,  che  fono  compre/i  da  1  numeri , 
che  fi  ritrattano  oltra  il  Quaternario  5  &  entrn.no  negli  altri  generi  di  proportmne  3  da  t  quali  nafceua  il  loro 
Ditono  ,  ilTrihemituono ,  0  Semiditona  t  &  gli  altri  interludi  fintili ,  come  cederemo .  Nepofe  tra  le  con- 
fonanze il  Ditono  &  il  Semtditono  3  contenuti  nelgenere  Superparticolare ,  1  quali  ho  moftrato  nella  prima 
parte  :  peraoche  molto  bene  comfceuaicomio  credo)la  natura  loro,  &  -vedetta,  che  dalla  miftura  di  tal  con- 
fonanze imperfette  con  le  perfette ,  potettano  ita/cere  li  due  Effachordi,  cioè  il  maggiore  &  il  minore,  1  quali 
fi  contemono  nel  venere  Superpartiente  ;  come  le  forme  loro  ce  lo  manifestano.  Jfpprouò  adunque  folamente 
quelle  confonanze,  come  più f empiici ,  &  più  nobili,  che  hanno  le  loro  forme  tra  le  parti  del  numero  Quater 
nano  -.percioche  da  loro  non  ne  puh  nafeere  alcun  fuono ,  che  nonfia  confonante .  Et  forfè  che  1  PithagQrici  no 
per  altro  haueuano  infomma  Tener  atione  questo  numero ,  fé  non  perche  yedeuano ,  che  da  quello  nafceua  tal 
(implicita  di  concento  ;  onde  irebbero  opinione ,  che  appartenere  alla  perfettwne  dell'Emma  :  Et  tanto  heb- 
bero  queflo  per  yero,  che  y  olendo,  di  ciò  che  a/fer  mattano  {come  dice  Macrobio  )  fuffe  loro  prefata  indubi- 
tata fede,  diceuano  ;  Io  ti  giuro  per  colui,  che  dà  all'anima  noflra  il  numero  Quaternario,  il  Dittino  Filofofo 
adunque  yietatia  ilpaffire  oltra  la  Quadrupla  :percioche  egli  oltra  di  e/fa  (  come  dice  Marfilio  Ficmo  Filo- 
fofo  Platonico  nel  Compendio  del  Timeo  di  Platone  )  non  ydiua  harmonia  ;  conciofia  che  procedendo  più  ol- 
tra nafea  la  Quintupla  tra^.&  ^.&  la  Superbipartiente  traj.&  3 .  che  genera  diffonan^a .  E  ben  ye- 
ro,chefe  le  parole  del  Ficino  fi  piglia/fero  come  fuottano,s  intenderebbe  il falfo  :  peraoche  la  QuintuplJ-non  fi 
ritratta  tra  5 .  c£*  4.  ma  fi  bene  tra  5 .  &  1  .perògiudico  io,  che  oueramente  queflo  te/io  fia  incorretto  ;  & 
che  in  limo  del  ^..fi  debbaporre  la  Vmtà  :  0  che  tal  parole  fi  habbiano  da  intendere  in  queflo  modo;Che  pro- 
cedendo oltra  la  Quadrupla ,  ag  nunto  il  Quinario  al  numero  Quaternario ,  cioè  aggiunta  la  Sesquiquarta 
alla  proportione  Quadrupla  in  qttefla  forma .  5.4.3.2.  1.  nafea  la  proportmne  Quintupla  tra  <..&  i.& 
fimilmente  la  Superbibartienteter%a  tra  5.  &*  3.  la  quale  fi  parte  dalla/implicita  de  1  numeri,  &  è  conte- 
nuta nel  terzp  genere  di  proportione  ,  che  fi  chiama  Superpartiente  ;  il  qual  genere ,  diceua  Pithagora ,  non 
effere  atto  alla generat ione  delle  confonanze  muficah  ,•  come  nel  fottopoflo  e/jempio  fi  yede .      Per  quefta 
canone  adunque  &  non  per  altra,  fimo  io,  che  Pithagora  yietaffe  il  trapalare  la  Quadrupla .  E  ben  yero  , 
che  alcuni  altri  dicono,che  il  Filofofo  yoleua,che  non/i  haueffe  a  trapaffar  la  Quadrupla  nelle  cantilene,  cioè 
il  numero  delle  Quindici  chorde,  contenute  tra  la  Di/diapafon  :  peraoche  e^li  giudicò,  che  ogni  ottima  yoce  , 
hauendo  la  natura  poilo  termine  a  tutte  le  cofe  ,poteffe  fenxa  fuo  difconao  naturalmente  a/cendere  dal  ora- 
ne all'acutow  per  il  contrario  difendere  per  Quindici  yoa  ;  &  che  qualunque  Tolta  fi  pa/ft//e  più  oltra,o  nel 
fratte, 0  nell'acuto,che  tali  toci  no  fu/fero  più  naturali,  ma  sforzate  ;  &  che  rccafjero  nota  agli  a/coltanti  : 
Ma  di  quefle  due  ragioni  la  prima  (fecondo  il  miogwdiao)  è  migliore, &  è  più  alpropofito .  Non  è  adunque 
da  marami  liar fi, che  gli  antichi  non  riceueffèro  tal  confonanze,  poi  che  dalle  leggi  Pithagonche,gli  era  Tie- 
tato  dtrappafjar  la  Quadrupla . 

Dubbio 


Parte . 


61 


$ 

4 

3 

z 

< 

SesqiiiqUi'v^r          \0^v   ^escj.c<:rza. 

Sesquialtei*  SII         > 

w     Dupla.       . 

\> 

Dupli. 

>yv        Tripla . 

X      N^S^*    es9M'altera. 

Quadrupla  •     ^^s-^, 

*>^mntupia. 

Dubbio  fopra  l'inuentione  di  Pithagora.  Cap.     5. 

)  RtA  (òpra  la  dett.t  inueiitione  di  Pithagora  nafice  vn  dubbio Jn  che  modopoteffe  vfcir 
concento  d.t  quelli  due  martelli  ,che  contenemmo  Liproportìone  Sesquwttaua \,  che  è  la 
forma  del  Tuono,  il  quale  fenza  dubbio  alcuno  è  internatio  diffonante.  ^fquefto  fi  può  ri- 
fondere, &  dire ,  che  è  copi  ragionatole ,  che  i  Fabbri  di  quei  tempi  non percotefjero  nel 
battere  con  li  martelli  tutti  in  vn  tempo  ;  ma  fi  benefvn  dopo  l'altro,  come  vedemo,  & 


vdimofare  al  di  dhoggi .  Onde  è  credibile,  che  quando  il  Filofofo pafiò  a  cafo  apprejjo  la  bottega  de  1  fabbri , 
la  prima  cofa,che  fi  gli  apprejentafie  alfentimento,  fuffe  vn  certo  ordine  harmomeo  difwno,et  che  molto  li 
fuffe  orato  ;  dalqitale  fu  mofjo  a  -volere  inuefli^are  la  ragione  de  i  concenti  harmomci .  Ala  perche  perco- 
tendo  1  martelli  l'vn  dopo  l'altro ,  il  Tuono  non  li  poteua  offender  l'vdito,fi  come  vii  batterebbe  offefo ,  quan- 
do tutti  in  vn  tratto  haueffero  percoffo  :  conciofia  che  la  Confonanza,  <&  li  Diffonanzafi  ode  tra  due  filoni, 
che  in  vn  tempo  ifteffo  percotono  l'udita  ;  però  /tonfi  può  dire ,  che  Pithagora  ut  tale  atto  ydtffe  cofa  alcuna, 
diffonante ,  di  modo  che  lo  poteffe  offendere  >■  Mafi imamente  battendo  prima  rimoffo  il  Quinto  martello ,  co- 
me dice  Boetio  :  percioche  non  fi  accordatia  coligli  altri .  Et  che  queflofia  vero,  Macrobto  lo  manifefla  chia- 
ramente dteedo  ;  Che  paffando  Pithagora.  a  cafo  per  -vita  via  publtca  ,glt  peruennero  alle  orecchie  alcuni  filo- 
ni ,  che  fi  rilpondeuano  con  vn  certo  ordine ,  1  quali  nafceuano  da  1  martelli  di  alcuni  Fabbri ,  che  batteuano 
vn  ferro  infocato  ;  Et  dice  che  erano  fuoni ,  chef  riffondeuano  con  yn  certo  ordine  ,  &  non  dice  che  fuffero 
fìtoni  confonanti .  Per  la  qualcofit  ,potemo  vedere ,  che  cotale  mteruallo  non  li  poteua  dare  alcuna  nota  ,fi 
comepotemo  da  noiflejìi  ydtre  in  ogni  noflra  modulatane,  che  non  filo  nel  procedere  di  filmile  interttallo,ma 
di  qualunque  altro  ancora,  pur  che  nafea  da  numeri  fonori ,  &  harmonici,  ilfinfo  non  è  offefo .  H attendo  di- 
poi il  Filofofo  ntrouato,  che  ciò  procederla  dalla  matita  delpefo  di  ciafcun  martello, incomincio  da  1  pefi  ritro- 
uati  a  inueflitrare  le proportiom  muficali ,  &  i  numeri  harmonici ,  fteendu  l'ejferienza  di  yn  fiiono  cantra 
[altro  colpefo  loro  ;  &  ritrouò  la  loro  ragione  ne  1  nominati  numeri ,  &  conobbe  quelle  proportiom,  che  da- 
vano le  confonanze ,  &  quelle  chefaceuano  le  diffonanxe .  La  onde  Boetio  nel  cap.  10.  del  lib.  1 .  della  fina 
Mufica ,  yolendo  mofìrare  in  fatto  quelle  proportiom ,  che  erano  le  yere  forme  delle  coi  finanze ,  parlando 
di  ciafiuna  di  effe ,  le  ao-<riun<re  yna  di  quefle  parole  Confonantia ,  0  Concinentia  •"  ma  quando  viene  alla  Sef 
quiottaua,fien%a  aggiungerle  alcuna  cofa,  dice folamente ,  che  nfonaua  il  Tuono  ;  volendo  inferire ,  che  tal 
proportione  non  erapofla  dal  Ftlofofo  nel  numero  di  quelle ,  che  fanno  la  Confonanza . 

Della 


6z  Seconda 

Della  Mufica  antica.  Cap.     4. 

<^f  SE  la  Mufica  Antica,  (  come  di /opra  ho  mojlrato  )  haueua  in  fé  tale  impetfettione , 
non  par  credibile,  che  i  Mufici  potejjero  produrre  ne  (di  animi  immani  tanti  varii  effetti, 
fi  come  nelle  hiflone  fi  racconta  :  Percioche  fi  lev  ve ,  che  alle  volte  muoueuano  l'animo 
all'ira  ,  alle  yolte  dalla  ira  lo  ritiravano  alla  manfuetudine ,  hora  inducemmo  al  pianto , 
hora  al  rifa,  onero  altre fìntili  pafiioni .  Et  tanto  meno  par  credibile ,  perche  ejfendo  ella 
w  vidi  ndutt.i  a  quella  perfettwne,  che  quafi  di  meglio  nonfipuofperare,  non  fi  vede  che  faccia  alcuno  del- 
li  fopradem  effetti  i  Onde  più  tojìo  fi  potrebbe  dire,  che  la  moderna,,  cJt-  non  l'antica fufje  imperfetta .  Et  per 
che  tal  cofa  potrebbe  generare  negli  animi  de  i  lettori  nonpiccwl  dubbio ,  pero  aitanti  che  fi  yada  più  oltra , 
mi  è  parato  di  dotter/opra  tal  materia  ragionare  alcune  cofe;  &  prima  dimoflrare  in  qual  maniera  daglran 
ticht  la  Mufica  era  pofla  in  yfo  ;  dipoi,  quali  materie  recitauano  nelle  lor  cantilene ,  &  <W0&  erano  i  Mttfici 
antichi  ;  Ottra  di  quejìo,  quel  che  era  potente  di  indurre  l'huomo  in  diuerfe  pafiioni ,  &  in  qual  modo  le  Me- 
lodie poteuano  muouer  l'animo,  &•  indurre  in  ejfo  yarij  coflumi  ;  &  yltimamente,da  qual  Genere  di  canti- 
lena fv.Jfiro  operati  fonili  effetti .    Incominciando  adunque  dalla  prima  dico ,  che  fi  bene  la  Mufica  antica- 
mente ha  operato  molte  coje  marauigliofi,  come  fi  legge  ;  &*  fi  dica,  che  hora  non  open  più  cofa  alcuna  del- 
le nominate  ;  Chi  yorra  esaminare  minutamente  il  tutto ,  ritratterà  che  la  Mufica  etiandio  alprefente  non  è 
brina  di  far  cotali  effetti;  &  ne  potrebbe  forfè  con  grandi firn  a  maramgha  vedere  alcuno,  che  farebbe  di  non 
poca  importanza .  E  ben  yero  ,  che  l'yfo  moderno  è  tanto  yarw,  et  lontano  dall' vfò  antico,  cheftrebbe  quafi 
imponibile  crederlo ,  quando  da  molti  degni,  &  honorati  firittori ,  li  quali  fino  fiati  per  molto  tempo  auanti 
la  noflra  età ,  non  f affi  fatta  meutione  alcuna  di  tal  cofa  :  Percioche  li  Mufia  di  quei  tempi ,  non  yfarono  la 
Mufica  con  tante  variate  forti  d'ifìrumenti  (  [affando  da  vii  canto  quelli,  che  nelle  Comedie,  &  negli  effer- 
ati loro  adoperavano)  ne  anco  le  loro  cantilene  erano  compofìe  di  tante  parti  ;  ne  con  tante  voci  faceuanù  i 
lor  concenti ,  come  horafaaamo  :  ma  la  effercitauano  di  maniera,  che  alfiiono  di  vnfolo  iflrumento ,  cioè  di 
vn  Piffero,  0  di  C etera,  o  di  Lira, il  Mufico  femplicemente  accompagnatia  la  fua  voce,&  porgeva  in  tal  mo 
do  orato  piacere  a  fe&  agli  afcoltanti .    In  cotal  modo  Homero  introduce  cantare  ^Achille ,  Femio ,  & 
Demodoco  ;  fimdmente  Virgilio  introduce  loppa ,  Horatio  Tigellio ,  Siilo  Italico  Theutrante ,  &  Sueto- 
nio  ferine  che' l filmile faceua  Nerone.  Quejlo  ifleffo  facettano  coloro ,che  i  Greci  chiamano  Rapfodi,i  quali  era. 
no  recitatori,  interpreti,  &  cantori  de  t  ver  fi  de  i  Poeti  ;  tra  i  quali  fu  Ione;  come  dimojlra  Platone  in  quello 
del  Furor  poetico  ;  che  interpretaua  i  verfi  di  Homero  alfiiono  della  Lira ,  &  tanto  gli  era  affettionato,& 
tanto  fi  lo  haueua  fatto  famigliare  ,  che  non  voleua  efporre  altro  poeta ,  che  lui .  Quando  poi  erano  due ,  che 
cantavano ,  non  cantauano  infieme ,  &  ad  vii  tempo,  come  fi  fa  al  di  d'hoggt;  ma  l'vn  dopo  l'altro  ;  &  tal 
modo  di  catare  nominauano  Cantare  a  uicenda,  net  modo  che  appreffo  di  Theocrito  catauano  lipaflori  Dafni 
<*7-  Menalca,  &  appreffo  di  Virgilio  Dameta  &  Menalca .  Vjauano  etiandio  li  Poeti  linci  ne  i  loro  Certa- 
mi muficali ,  cantare  i  lor  poemi  &  compofitwnicon  yarij  generi  di  Verfi  alfiuono  della  Lira ,  ouer  della  Ce 
tera  ;  &  qtteflo  facemmo  addunati  infteme  in  vn  cerchio  al  numero  di  cinquanta  in  alcune  lor  fefle  ;  Et  tale 
rairunanxafa  nominata  Chvro  ;  &  cantauano  le  lodi  delliDet  ,&di  coloro ,  che  erano  flati  vittoriofi  ne  i 
viuochi  Olimpici  ;  &  nport  aitano  per  premio  del  loro  cantare  vn  Bue .  I  Mujìici  anco  filettano  in  tal  modo 
porgere  i  lor  voti  allt  Dei  per  i  frutti  della  terra  :  Percioche  raddunatun  vn  choro  appreffo  vno  altare  ,fopr a, 
il  quale  era  la  vittima  delfacnficio,  hora  pafje<r  piando ,  &  hora  riuolgendofi  in  viro  cantauano  a  Bacco  al- 
cune forti  di  verfi  alfiiono  del  Piffero  :  Et  tal  Piffero  non  fi  afiimigliatta  a  quelli, aie  hora  fi  vfiano  :  percioche 
in  quei  tempi  fi  faceua  di  offa  delle  gambe  di  Gru  ;  Onde  furono  chiamati  tali  finimenti  da  i  Latini  Tibie  ; 
effindo  cotal  parte  di  ciafeuno  animale  con  voce  latina  nominata  Tibia .  Ne  faceua  allora  dibifogno  di  mav- 
viore  iflrumento  -.percioche  il  popolo ,  che  concotreua  a  luoghi  filmili  era  poco,  &  era  maggiormente  dedito 
alla  fatica  &  al  lauoro,  che  alle  fefle  &  a  i  giuochi .  Haueuano  medefimamente  per  coflume ,  di  rapprefin- 
tare  le  Tragedie,  &  le  Comedie  loro  cantando,  &  quefio  accenna  Horatio  dicendo  ; 
Si plaufioris  èva  auUa  manentis,  &  vfique 
Seffiri,  donec  cantor,  vos  plaudite  dicat . 
Et  era  vfiwza  (  come  afferma  il  Filofofo  )  che  li  Poeti  ijìefii  recitaffero  le  Tragedie  &  le  Comedie ,  che 

haueano 


Parte. 


63 


haueano  compo[le,&  le  cantammo.  Onde,  come  narra  Titoliuio,  yno  chiamato  Liuio,  hauedo  fatto  yna  Fa 
noia  in  yerfi,  ordinata  colfuo  argomento,  eglifìeffo  la  recitaua  ;  dipoi  non  putendo  più  dire  :  percioche  la  -vo- 
ce vii  era  mancata ,  preo-ò  che  li  fuffe  perdonato  ;  &  pofe  yn  fanciullo  a  cantarla ,  il  quale  hauendofi  porta- 
totene, fu  introdutta  yna  yftnza,  che  cotali  cofefiffero  cantate  da  gì' if  rioni  ;  Et  di  queflo  ne  tocca  ynapa 
rola  Horatio  dicendo  nella  firn  dell'arte  Poetica  ; 

Jo-notum  Tramai  o-enus  inuemffe  camoens, 
Dicitur ,  &  plaujlris  yexiffe  poemata  Thefyis, 
Qux  canerent,  agerentq;  perunólifecibus  ora . 
Io  credo  anco ,  che  gli  Oratori  orajjero  al  popolo  al  fuono  di  qualche  iflrumento ,  ancora  che  al  parer  mio 
tale  yfan%a  dur -affé  poco  tempo  :  imperoche  Cicerone  nella  Oratione,  che  fece  infauordi  P.  Seflio,  la  quale  fi 
ritroua  imperfetta  ,ne  tocca  yna  parola  ;  Et  anche  nel fi 'ne  del  lib.  3 .  dell'Oratore ,  parlando  di  Gaio  Grac- 
co ,  lo  dimoflra,  benché  queflo  paia  alquanto  frano  ad  ^Aulo  Gelilo  :  Ma  Plutarco  modeflamente  recita  tal 
colà,  &  dice  ;  Che  ej fendo  Gaio  Graccohuomo  yehe mente  nel  dire  ,ff>effe  yolte  era  trasportato  dall'ira ,  di 
modo  che  vènitta  alle  yillame,&  yituperij  ;  &  cofi  eglifoleua  turbare  la  fu  oratione  :  onde  conofcendo  tal 
cofa,  simannò  di  rimediami, col  fare,  che  ynferuo  dotto  nella  Mufica  nominato  Licino  lifleffe  dopo  nel  pul- 
pito, &  che  mentre  lo  ydma  inajprirfi  &  ritirar  fi  fuori  della /ita  yoce,  con  yno  iflrumento  lo  auertiua ,  & 
alifaceua  achetare  cotal  yehemetia.  Et  di  ciò  non  ci  douemo  marauigliare,  poi  che  l'arte  Oratoria  ha  hauuto 
principio  (  come  y  itole  S trabone)  dalla  poefia,  &  li  Poeti  orauano  al  popolo  cantando  yerfi  al  fuono  della  Ce 
tera,  0  Lira,  &  lo  uraliano  a  fare  il  lor  yolere;  il  che  ben  lo  dimoflra  anco  l'^friojìo  dicendo  ; 
Li  fcnttori  indtfer  l 'indotta  plebe 
Creder ,  che  al  fuon  delle  foaui  cetre 
L'yn  Troia,  &•  l'altro  edifi caffè  Thebe . 
E  haueffon  fatto  fcendere  le  pietre 

Da  irli  alti  monti ,  &  Orpheo  tratto  al  canto 
Ti<rri,  e  Leon ,  dalle  fpelunche  tetre . 
C  anfanano  anco  gli  antichi  al  fuono  del  Piffero ,  recitando  diuerfe  canzoni  compofle  in  yerfi  ;  &  queflo 
faceuano  alle  yolte ,  quando  due  erano  infieme ,  l'yno  de  1  quali  fapeffe  cantare ,  &  l 'altro  fonare  ;  come  ac- 
cenno il  Poeta,  quando  mtroduffe  Menalca  dire  a  Mopfo  paflore  quefle parole; 

Tu  calamos  infare  leuei.i,ego  dicere  yerfùs  :  Percioche  l'yno  era  perito  follatore  di  Piffero,  <&  l 'altro  co, 
tana  ottimamente .  Era  anco  appreffo  <rli  antichi  yftnza  difaltare  &  di  ballare, metre  che  il  Mufico  al  fuo- 
no della  Lira,o  Cetera, ouer  di  alcuno  altro  flrumento  recitaua  alcuna  cofa;  come  fi  yede  appreffo  di  Home- 
ro  nella  odiffea ,  che  cantando  Demodoco  al  fuono  della  Cetera,  li  Greci  faltauano  &  ballauano .  Etfimil- 
mente  Viro-ilio,  nel  lib.  1  .dell' Eneida,  imitandolo  dice,  che  cantando  loppa  al  fuono  della  Cetera  , 

Innminant plaufu  Tyr'ij ,  Troesq;  fèquuntur  ;  Et  in  yn  altro  luogo  più  chiaramente  manifefla  tal 
cofa  dicendo  ; 

Pars pedibus plaudunt  choreas ,  &  carmina  dicunt .  Similmente  Horatio  (  auegna  che  non  faccia 
mentione  alcuna,  chef  cantaffe)  dice  ; 

Sic  prifc<£  motumq;  &  luxuriam  addidit  arti 

Tibicen .  Di  queflo  fi  potrebbeno  hauere  infinti  effempij,  i  quali  hora  per  breuità  io  laffo  ;  poi  che  le  ode 
di  Pindaro  di  ciò  fanno  indubitatafede  :  conciofia  che  effendo  diuife  in  tre  parti,  delle  quali  la  prima  è  chiama 
ta  stop» .  ttVris-pop".  la  feconda,  &  la  terza  VmetMs,  &fono  comprefe  fotta  i  yerfi  lirici  ;  gli  antichi  le  canta- 
uano  al  fuono  della  Lira,  0  della  Cetera  ;  &  ballauano ,  0  faltauano  in  tal  maniera ,  che  quando  lifaltatorifi 
yolgeuano  dalla  parte  deflra  yerfo  lafiniflra ,  cantavano  la  prima  parte  ;  &■  quando  andauano  dalla  fini- 
fhra  alla  deflra  cantavano  la  feconda  ;  &  yeniuano  a  ripofarfi  quando  cantauano  la  terza  ;  La  qual  manie- 
ra di  ballare ,  oj altare  dura  fino  al  dì  d'hoo-gi  appreffo  li  Candwti  &  quelli ,  che  habttano  nell'ifola  di  Cipro . 
Gli  antichi  adunque  yfauano  la  Mufica  nella  m'amerà,  che  habbiamo  detto,  'accompagnando  la  yoce  ad  un 
filo  iflrumento;  &fe  alle  yolte  yfauano  più  forti  d'iflrumenti,  yi  accampagli aitano  la  yoce  ,fi  come  tra  gè 
ti  barbare  al  prefente  ancora  fi  coflum'a  in  alcune  parti ,  &  maf  imamente  del  Levante ,  come  da  huommì 
degni  di  fede  più  yolte  ho  ydito  dire .  Ma  li  due  primi  modi,  (come fanno  fede  le  hiflorie)  erano  gì' ademen- 
te in  yfo.    Vfaronogli  antichi  ne  i  loro  efferati  y  arie  forti  d'iflrumenti  :  imperoche  1  Thofcam  yfarono  la 

Tromba 


6 4  Seconda 

Tromba  della  quale  efi  furono  gli  i/mentori,  come  yoglwno  dami  ;gli  ^Arcadi  l.t  Sampogna  ;  ì  Sicilia:?;  .li- 
citili finimenti,  i  quali  nomtnauano  mvivriitu  ;  //  Candititi  la  Lira  ;  i  Lacedemoni)  il  Piffero  ;  quelli  dt  Thra  - 
eia  il  Corno  :gli  Egitti]  ti  l'impano;  &gli  ^Arabt  il  Cembalo  sLi  Romani  fi  feriamo  nelle  loro  comedie  di  al 
cune  fini  dt  Pifferi,  t  quali  chtamatiano  Deflri  &  Snufln;  da  i  qualigli  Spettatori  poteuano  comprendere  fot 
to  qual  genere  fi  conteneffero  le  Comedie  ,  che  doueuano  recitare  :  Imperoche  quando  la  Comedia  conteneua 
in  fi  materia,  o  [oggetto  feuero  &  grane,  fi  vdiua  il  concento  grane  de  i  Pijfèrijìmftri  ;  quando  poi  era  gio- 
cofi  &fefleuole ,  il  concento  che  uafceua  da  i  Pifferi  deflri  era  acuto  ;_&fe  era  mtjìa,  le  cantilene  mufcali 
erano  temperate  dell'vna  &  dell 'altra  forte  di  concento .  Et  tali  cantilene  non  erano  fatte  dal  Poeta,  che  ha- 
uea  cowpoflo  la  Comedia ,  ma  da  vn  perito  nell'arte  della  Mufica  ;fi  come  nel  principio  di  ciafeuna  Comedia 
di  Teramo  fi  può  y  edere .  Et  erano  -variate  del  Modo ,  o  Tuono ,  che  -voghamo  dire  ;  &"  lefaceuano  vdirs 
auanti  che  comtnaaffero  a  rapprefeutar  la  Comedia,  accioche  la  materia  comprefa  in  effa  (  come  ho  detto)  fi 
potefje  fapere  auanti  dagli  Spettatori .  Nondimeno  a  i  noftri  tempi  ancora  fino  incognite  cotahfirti  di  Piffe- 
ri :  ancoraché,  Sermo  nel ltb.<).  dell'Eneide  di  Virgilio,  [opra  quel  verfo  O  nere  PhrygÌ£,mofln  che  erano  di 
due  forti ,  delle  quali  l'vna  nomina  Pifferi  Seram,&  l'altra  Frigi]  :  Li  primi  erano  Pan  ;  £7*  cofi  li  chiama: 
peraoche  haueuano  le  loro  cauemepari,  &  equalr,  li  fecondi  Impari  :  concicfia  che  le  cauerne  toro  erano  ine 
quali .  ^Adduce  dipoi  Sermo  l'autorità  di  Marco  Varrone ,  volendo  dichiarar  quali  fiano  Pifferi  de  fin ,  & 
(mitri  dicendo ;  che  la  Tibia  frigia  dejìra  ha  vii  fol foro ,  la  finiflra  ne  ha  due,  de  quali  l'yno  ha  tlfuono  acn- 
to,&  l' altro  graue  ;  Ma  quefle  parole  fono  differenti  da  quelle ,  che  fono  pofle  nel  lib.  1  .al  cap.  1 .  delle  Ci  fé  del 
la  Villa  ;  dotte  egli  dice,  che  l'yna  forte  di  Pifferi  fonaua  1  modi  di  yno  ijleffo  Verfi  in  voce  acuta ,  &  l'altra 
nella  graue  :  Onde  feguendo  più  a  baffi ,  dalle  fine  parole  fi  può  comprendere ,  the'l  finif.ro  m andana  fuori  il 
fuono  graue,  &  il  defiro  lo  acuto .  Et  queflofipttò  confermare  con  l'autorità  di  Plinio,  il  quale  parlando  de  i 
Calami  acquatici  dice ,  che  fi  filettano  tagliare  in  tempo  conuemente  circa  la  fella  ^Arturo ,  fino  alla  età  di 
^Antigene  fonatore  di  Piffero,  vfandofi  ancora  la  Mujicafemplice  a  quei  tempi  ;  &  cofi  preparati  dopo  ala* 
ni  anni  incominciauano  ad  effir  bttoni;&  anche  allora  bifiguaua  addoperarlt  molto  lpejfo,&  qua  fi  infornar 
lorofonare-.peraoche  le  liiiguelle  fi  ventilano  a  toccare  l'yna  con  l'altra  ;  il  che  era  molto  più  ytile  per  moflra 
re  i  coflumi  ne  1  Theatri  :  Ma  dipoi  chefoprauene  la  Varietà, et  la  lafauia  de  1  canti ,incominaorno  a  tagliarli 
auanti  il  Solfitelo,  &  il  terxo  anno  erano  buone  ;  conctofia  che  hausano  le  linguelle  loro  più  aperte,  &piùat 
te  a  variare  1  filoni,  le  quali  hoggidi  ancora  cofi  fino.  Ma  allora  era  opinione, che  fi  accordaffiro  infieme  quel 
li,  che  erano  d'vna  medefima  canna  ;  e£*  quella  parte  ch'era  vicina  alla  radice  conuenirfi  al  Piffero  finiflro, 
&  quella  che  era  vicina  alla  ama  al  defiro .  Qneflo  dice  Pltmo,  &parmi  effir  ben  detto  :  imperoche  quelli, 
che  fono  vicini  alla  radice,fono  neceffanamente  più  grofìi  di  quelli, che  fono  più  verfi  la  ama  :  onde  ognigtor 
no  fi  vede  per  efpenenxA,  che  effindo  il  corpo  loro  più  grande,  &  più  largo,rende  anco  ilfuonopiùgrauexo- 
me  il  contrario  fi  feorge  in  quelli ,  che  fono  più  minuti ,  &  più  nflrettt .  il  che  ancora  fi  vede ,  &  ode  neglt 
iflrumenti ,  che  chiamano  Organi,  le  fanne  de  1  quali  quanto  fono  più  larghe, tanto  rendeno  1  fuont  più  grani; 
&  le  più  minute  ipuì  acuti .  Ma  a  qneflo  chef  è  detto,  pare  chefia  contrario  vno  autore  incerto  di  quello 
Epigramma  Greco,  che  incomincia  t«V  <ro<pw  fa  nSap»  :  peraoche  chiama  la  chorda  graue  St&fàjm  $%&&'  » 
cioè  deflra  Hipate ,  &*  l'acuta  h<u\h  vnn»,  cioè  finiflra  Nete  :  Ma  qneflo  importa  poco  :  conaofia  che  confi- 
derata  bene  la  cofi,  torna  commodo  all'vno,  &  all'altro  modo  ;  effindo  che  le  parti  d'ogni  finimento  fi  pofi 
fino  confiderare ,  &•  denominare  in  due  modi  ;  prima ,  in  quanto  a  noi  ;  dipoi  in  quanto  ad  effo  iflrumeuto  : 
In  quanto  a  noi, la  parte  dell'iflrttmento  pofla  dalla  mano  deflra  è  detta  Deflra,&  rende  i  fuoni  acuti,  come 
ne  gli  Oro-ani ,  Monochordi ,  e-7*  altri  iflrumenti fintili  fi  vede  ;  &  quella ,  che  è  pofla  dalla  finiflra  è  detta 
Simflra,  &  rende  i filoni grani  :  Ma  inquanto  all' finimento,  quella  che  è  deflra  a  noi,  ad  effo  è  finiflra;  & 
per  il  contrario,  quella  che  è  a  lui  deflra,  a  noi  è  finiflra ,  come  fi  può  vedere  in  due,i  quali  infieme  «luocaffe- 
ro  a  lottare ,  che  la  parte  deflra  dell' vno  èjimilra  all'altro ,  &  ta finiflra  deflra .  Non  è  adunque  tnconue- 
nunttf.fi  l'yno  nomina  quella  parte  deflraja  quale  l'altro  chiama  finiflra',  effindo  tali  parti  dtuerfamente  fe- 
condo alcune  loro  opinioni  confederate .  In  qneflo  modo  adunque  dagli  antichi  era  pofla  m  vfo  la  Mufica ,  il 
qual  modo  quatofia  differente  dallvfio  moderno, aafiuno  da  fé  lo  potrà  fiempre  vedere;  fi. come  etiandio  potrà 
vedere  altroue,  quanto  era  differente  il  loro  concento  dal  moderno^  Ma  quali  materie  reatajfiro  nelle  lor  ca- 
ttiate, quel  che  fi  contiene  nelfiguente  capitolo  ce  lo  farà  mamfeflo . 

Le 


Parte  l 

Le  materie  che  rcckauaao  gli  antichi  nelle  lor  canzoni ,  &  di  al- 
cune leggi  muficali .  Cap.     f . 


*f 


L I  antichi  Mttfici  nelle  lor  aiutitene  recitammo  materie ',  &  [oggetti  molto  differenti  da 
quelli,  che  contengono  le  canzoni  moderne  :  Imperoche  recitauano  cofegraui ,  dotte  ,  & 
compofle  elegantemente  in  varij  uerft,  cioè  le  Lodi  delli  Dei,  come  fono  quelle  ,  chef  con- 
tengono negl'Hinni  di  Orfeo  ;  i fatti  illufln  de  gli  huomini  vittorio[  ne  i giuochi  Olimpi- 
ci, Pith'ij  ,  Nemei ,  &  ijìmij  ;  come  fono  quelle,  chef  contengono  nelle  Odi  di  Pindaro  ; 
Ouer  cantauano  cantilene  nuttiali,[imdi  à  quelle  di  Catullo  ;  Si  vdiuano  ancora  Jfrgumenti  funebri,  lamen- 
tationi,cofe  amatorie,  &  appartinenti  a  cornuti  ;  &  a  certe  cantilene  aggiungeuano  alcuni  prugni ,  i  quali 
chiamauano  Epilimie,per  [cacciar  la  pefltlenxa.  Cantauano  materie  Cornice, &  Tralice,  &  altre  eofefl- 
mili  piene  difeuentà  &  digrauità  ;[i  come  ne  dimoflra  chiaramente  Galeno  dicendo  ;  Che  anticamente  ne 
i  colmiti  [  [alea  portare  a  torno  la  Lira,  o  Cetera,  al[uono  della  quale  fi  cantauano  le  Lodi  delli  Dei, de  gli  Imo 
mini  tlluflri,  &  altre  cofepmili  ;  &  duo![i,  che  a[uoi  tempi,  (come [fa  anche  da  molti  al  di  d'hog  gì  )[[- 
leuano  portare  i  Incineri  pieni  di  bianchi  vini  et  vermigli;  &[  come  gli  antichi  [t  rallegravano  di  hauer  pa[- 
fato  il  tempo  virtuo[amente  con  la  Muftca ,  cofi  allora ,  &  alpre[ente[  gloriauano ,  &[  gloriano  molti  > 
dello  hauere  mangiato,  &  beuuto  affai,  raccontando  il  numero  de  i  bichieri  da  loro  vuotati .  Similmente  Ci- 
cerone dice  ;  Che  li  colluttati  erano  [Itti  cantar  ne  i  conuiti  al  [tono  del  Piffero  le  lodi  &  virtù  de  gli  huomini 
tlluflri,  adducendo  teffempio  di  Temìflocle,  commemorato  già  nella  Prima  parte.  Et  nel  libro  de  i  chiari  Ora 
tori,  intitolato  Bruto,  dice  quefle  parole  ;  Dio  uoleffe ,  che  fi  rttrouaffero  quei  Ver[ ,  i  quali  Catone  per  molti 
fecali  aitanti  la  [uà  età  lafio  ferino  neltibro  delle  Origini ,  effere flati  cantati  in  ciafeun  conmto ,  delle  Lodi  de 
oli  huomini  chiari  &  tUuflri .  Tali  materie  [  cantauano  ancora  al[uono  del  Piffero  nella  lor  morte ,  come 
i'iftejfo  Cicerone  afferma  in  vn  altro  luogo .  Et  le  Canzoni  lugubri  i  Latini  [guitando  t  Greci  chiamauano 
Nenie  :  Neper  altro  veramente  ci  è  flato  dato  la  Mufica  ,fe  non  a  queflo  [ni  ,  il  che  manifesta  Horatio  tn 
auefli  verfi  ; 

Mufa  deditfdibm  diuos ,  puerosque  deorum, 
Et  pugile m  viólorem ,  &  equttm  cert  amine  primum  , 

Et  iuuenum  cura*,  &  libera  vina  referre .  Et, fi  come  dimoflra  Platone  nel  Protagora ,  gli 
antichi  inpgnauano  tutte  quefle  materie  a  i  loro  giouani  ;  aecioche  le  haueffero  a  cantare  al  [tono  della  Lira, 
otto-  della  Cetera .  Onde  Homero  ferine  di  ^Achille  ; 

oHcf s  <T'  afa.  Kk(g.  «WpòV .  cioè 
-  Ma  le  lodi  degli  huomini  cantaua  ;  al  [tono  della  Cetera .  Et  di  Demodoco  dice  ;  Che  cantaua  le  gloriofi 
impre[  de  gli  huomini,  la  contentione  di  vliffe  con  achille,  lafauola  di  Venere  &  di  Marte ,  &  il  Cauallo 
Troiano .  Femio  anche  nella  odiffeafi  efeufa  con  Vliffe  dicendo  :  Che  cantaua  alli  Dei,&  «-gli  huominv.On- 
de  è  dapen[are,che  non  cantaffefe  non  co/è  gratti,  &  feuere;hauendo  o-ta  cantato  il  lugubre  &  funebre  ritor- 
no de  i  Greci  nella  loro  patria.  Et  [e  bene  canto  l'adulterio  di  Marte  &  di  Venere ,  non  lo  fece  perche  lodafìi 
tal  fceleratezj^t  ;  ma  per  rimuouere  (come  dice  xAtheneo  )  li  Pheaci  dalle  dishonefle  loro  voluta ,  et  piaceri. 
In  cotal  modo  ancora  appreffo  di  Virgilio  Cithara  crinttH*  lopas 

Per[nat  aurata ,  docutt  qus,  maximus  ^Atlas . 
Htc  canit  erranttm  Lunam ,  Soluque  labores  : 
Vnde  hominum  genws  &  pecudes ,  vnde  tmber  &  ig!,cs  • 
lArtlttrum,  pluutafque  Hyadas  ,geminosque  Trtones  : 
Quid  tantum  Oceano  properentfe  tingere  Soles 

Hyberm,vet  qtu  tarda  mora  no£libm  obflet .  Et  Creteo  amico  alle  Mtt[e  mede[mamete , 
Semper  equos,atq;  arma  vtrtim,pugnasq;  canebat.  Nerone  etiandw  appreffo  di  Suetomo  nel- 
la vita  di  qucjlofcelerato  Imperatore ,  canta  al  [tono  della  Cetera  lafauola  di  Nube  ;  &  canto  molte  altre 
Tragedie  mafeherato, come  C  anace  parturiete,Ore[e  vcciditore  della  madre, Edippo  fatto  oeco,&  Hercole 
furtofo.Et  Luciano  dice,chegli  ^A>gometi,et  le  materie  delle  cxtilene  appreffo  gli  antichi, erano  quelle  co[e,co 
rmnciado  dalprincipio  del  mddo,che  erano fucceffe [no  a  >  tept  di  Cleopatra  regina  di  Egitto.Le  quali,mipare 

;  (fecondo 


66  Seconda 

(  fecodo  che  Ivi  racconta)che frana  quafi  tutte  quelle  cofe ,che ferive  Ouìdio  nelle  fìte  Tmformationì;et  a  cotal 
cato  baUavano.Tvtte  quefte  cofe  recitavano  fatto  Dna.  determinata  H armonia, co  determinati  Rithmi  et  Ver 
fi,&  Percufioni;ancura  che fuffero  variati  in  ogni  maniera  di  catilena.  Et  cofi  co  tki  numeri ,percvf 'toni ,mo 
di,&  concenti  ;  et  con  la  voce  mmana,effjrimeuano  materie  contteneuoli  et  buoni  cofìvmi .  Nominarono  poi 
tali  determinatwm  Leggi  :  imperoche  altro  non  è  Leo; gè  nella  Mufica  ,  che  vn  mudo  di  cantare  ,  ilqual  con- 
tiene  in  fé  vn  determinato  concento  &vn  determinato  Rtthmo,&  Metro.  Et  furono  cofi  chiamate  -.percio- 
che  non  era  lecito  ad  alcuno  dt  mutare,  onero  limonare  in  effe  alcuna  cofa,f  nelle  har moine,  come  etiandw  ne 
i  Rithmi,  &  Metri  ;  ancora  che  fi ano alcuni,  che  dicano,  che  fi  chiam  aitano  Leggi:  imperoche  auanti  chef 
fcriueffero  le  Leggi  ciudi,  fi  cantavano  tal  Leggi  in  verfi  alfvono  della  Lira  ,  o  Cetera ,  accioche  i  popoli  più 
facilmente  ritenefjero  nella  memoria  quello ,  che  douejfero  offeruare .  Mafia  come  fi  voglia ,  erano  le  Leo- ai 
dt  tre  fòrti  :  imperoche  alcune  erano  dette  Cithariflice ,  chef  cantavano  alla  Cetera ,  o  Lira  ;  &  alcune  Ti- 
biarie,  le  quali  fi  cantauano  alfuono  de  i  Pifferi .  La  terza  fòrte  pai  fi  chiamavano  Communi  &fi  cantava- 
no alfuono  dell'vna  &  dell' altra  fòrte  degli  iflrumenti  nominati .  Et  benché  tal  Legn fuffero  molte;  nondi- 
meno ciaf  una  hauea  il  feto  nome  acquiflato  ,  o  dalli  popoli ,  che  le  vfauano  ;  o  dalli  Rithmi  &  Metri ,  ouero 
dalli  Modi;  dagli  Inventori;  a  da  i  loro  amatori, ouer  amente  da  oli  argomenti.  Dalli  popoli  fu  nominata  CEo 
Ha  &  la  Beotia  ;  da  i  Rithmi  &  Metri  la  Orthia  &  la  Trochea  ;  dalli  Modi  t^fcvta  &*  la  Tetraedia  ;  da 
gli  amatori  £?*  inventori  la  Terpandria  &  la  Hieracia  ;  &  dagli  argomenti  il  Certame  Pithico  &  ti  Cvr- 
rvle .  Qvefle  leggi  (come  vuol  Plutarco  )furnopvblicate  da  Terpandro  ;  il  quale  hauendo  prima  diuifo  le  Ci 
tharijlice,pofe  nome  alle  tarparti.  Le  leogi  Tibtane  hebbero  molti  nomi,  che  fi  laffano  per  non  andare  in  lun- 
go; i  quali  (fecondo  chef  dice  )  ritroua  C leone  ad  imitattone  di  Terpandro .  Laleg  oe  Orthia  apparteneva  a 
jPaìlade,  &  conteneva  in  fé  materie  di  guerra  ;  Et  era  vnafpecie  di  modulatane  nella  Mufcaja  quale  ^Au- 
lo Celila  nomina  Verfo  orthio  ;  forfè  detto  in  tal  modo  dalli  fuoi  numeri ,  i  qvalifòno  veloci ,  &  fonori  :  con~ 
ciofa  che  li  Greci  nomtnan  opSios  quello ,  che  noi  chiamiamo  Sonoro  ;  ancora  che  molti  lo  interpretano  per  ti 
Canto  appartenente  advn  Campo, ouero  ad  vno  Efferato  (fhuomim  d'arme .  Era  la  Trochea  vn  fegno ,  che 
davano  gli  antichi  a  i  fidati  col  canto  ,ofuona  della  Tromba  ;  &  i  Lacedemoni^  vfauano  ne  i  loro  efferati 
il  canto  della  legge  Cafloria,per  accender  l'animo  de  i  fidati  a  prender  l'arme  contragli  inimici  ;  &  tal  leg- 
ge era  compofìa  fetta  vn  Rithmo  detto  Embaterio .  La  Cvrrule  s'acquiflo  il  nome  dalla  materia ,  che 
conteneva  in  fé  ,  cioè  dall' argumento,  nel  quale  fi  narrava  il  modo,  che  Elettore  figliuolo  del  Re  Priamo 
fvftrafeinato  con  le  carrette  a  torno  le  mura  Troiane.Di  quejìe  Leo  gì  ho  voluto  far  vii  poco  di  dichiaratone; 
accioche  fi  poffa  vedere,  che  erano  compoile  dt  verfo  numerofo,  accommodate  a  commovere & generare  ne 
gli  animi  diverfe  pafitoni .  Non  farà  ettandiofvori  dipropofto,  che  vegliamo  in  qval  maniera  li  Mufici  an- 
ticamente recttaffero  alcuna  delle  predette  Leggi  alfvono  del  Piffero  cantando  ;  accioche  pofiamo  compren- 
dere,^ qval  modo  potevano  recitar  l'altre  ;  &  qvefìafarà  il  Certame  Pithico ,  delqualefa  meniione  Hora- 
tio ,  dimagrando  le  qualità  del  Mvfco ,  che  hauea  da  recitarlo  dicendo  ; 

lAbflmvit  Venere ,  &  Vino,  qui  Pythia  cantat 

Tibicen ,  didicit prita  extimuitqve  magifìrvm  ;  Lequali  troppo  bene  conobbe  Nerone  (  come 
fi  leZZe  ln  Suetonw  )  chef  afleneua  dalli  pomi,  vfaua  il  vomito  &  li  chrifleri, per  purgar f  bene  il  petto  ;  ac- 
cioche haueffe  recitando  nella  Scena  la  voce  chiara  &>  netta.V ^Argomento  adunque  di  tal  legge  era  la  Bat- 
taglia di  lApolltne  colferpente  Pithone,  il  quale  dà  il  nome  alla  favola  ;  &  il  nome  di  tutta  la  cantilena  era, 
Detona  ;  &  forfè  fu  cofi  nominata  :  peraoche  ^Apollo  nacque  nella  fola  di  Delo .  Era  quella  legge  (fi  come 
moflra  Giulio  Polluce)  diuifx  in  cinque  parti,  delle  quali  la  prima  nominauano  Rudimento,  ouero  Efploratio- 
ne  ;  la  feconda  Provocatwne  ;  Iambico  la  terza  ;  la  quarta  Spondeo  ;  Et  la  quinta  &  vltima  Ouatione,o  Sai 
tatione .  La  raprefèntatione  (  come  ho  detto)  era  il  modo  della  pugna  di  apollo  col  Dragone,  &  nella  prima, 
parte  fi  reatava,tn  qval  modo  ^Apollo  inuefligaua,  &  contemplava  il  luogo, fe  era  atto  alla  pugna,ouer  non: 
Nella  feconda  fi  dichtaraua  il  modo, che  teneua  a  provocare  il  Serpente  alla  battaglia  :  Nella  terza  il  combat 
timento  ;  &  quefìa  parte  conteneva  vn  modo  di  cantare  alfvono  del  Piffero ,  chiamato  òS'ovrio-fiós  :  conciofa 
che  ilferpete  batteva  li  denti  nel faett  aria:  Nella  qvartaf  raccotava  la  vittoria  di  apollo  ;  et  nella  vltima  fi 
dichiarava, come  ^Apollo  faceva  feda  co  balli  et  fatti,  per  la,  ricevvta  vittoria.  No  farebbe  gra  maraviglia,  fé 

flt  antichi  hauefferof aitato,  et  b allato, qvando fi  recitava  cotal  leg  re  :  percioche  vfauano  anco  difettare,  & 
aliare  nelle  loro  Tragedie ,  &  Comedie  ;  &  a  aafeuna  di  effe  naueano  accommodato  il  feto  prupio  modo  : 

i  conctofia 


Parte . 


67 


zonciofia  che  (  come  moftra  KAthenca  )  hciuea.no  ritrouato  ynaflfiecie  di  fitkatione  detta  Emmelia  ,  &  alla. 
Comedia  Dna  detta  Cordace .  Era  ancora  appreffo  di  loro  una  Ipecie  di  Saltatane  fatiricaja  quale  chiamomo 
rUmn,  &fu  ijìituita  da  Bacco ,  dopo  che  hebbe  domata  l'india .  Quefla  era  yna  delle  Leggi  tibiarte ,  nel- 
la quale  1  Rithmì,  i  Moduli^  Coturni,  &  le  Harmoniefi  m ut ■  aitano,  fecondo  che  la  materia  ncercaua .  Ha- 
iieano  etiandta  tafanatane  detta  Carpea ,  la  quale  [affiorò  di  raccontare  :  percioche  è  pofta  da  ^Aiheneo  tanto 
chiaramente ,  che  ogn'yno  leggendola  potrà  cono/cere  quello,  che  ella  fuffe ,  <&  in  qual  maniera  la  yfiiffèroi 
&  da  quejle  due,  cioè  dal  Certame  Pithico,&  dalla  Saltatane  carpea,  fi  potrà  fcorgere, in  qual  modo  gli  an-* 
'  fichi  recita/fero  l'altre  Le«gi .  Potemo  hora  yedere  da  quello ,che  fi  è  detto,che  la  Mufica  haueapiùparti,cioè 
iHarmonia,  il  Rithmo,  il  Metro, &  lo  Iflrumento,  dal  quale  queflapartefi  diceua  Organica.  Eraui  etian- 
dio  la  Poefia,  &  la  Saltatane  ;  &  quefle  parti  alle  uolte  concorreua.no  tutte  in  una  comportane ,  &  taìlo- 
ra  la  maggior  parte  di  effe .  Ne  era  lecito  (  come  altre  uolte  ho  detto  )  di  mutare,ouero  limonare  alcuna  cofa, 
che  di  tal  mutatane  tinuentore  non  ne  haueffe  a  riportare  la  punitane .  Et  durò  lungo  tempo  talcoslume,  la 
onde  conferuandofi  la  Mufica  in  cotale  effere  ,fi  conferito  anche  lafua  riputatane  ;  ridutta  dipoi  a  poco  a  po- 
co nel  (lato ,  nel  quale  hoggidi  la  ue<rgiamo,hauendofi  dato  i  popoli  alla  crapula,&  alla  Infuria,  poco  curan- 
dai di  tal  cofa ,  prefero  i  Mufici  maggior  licenza,  &  con  molte  altre  cofe  infeme ,  perderò  efii  (j7*  la  Mufi- 
ca Ufia  antica  granita  &  riputatane  ;  //  chef  -vede  detto  da  Horatio,  quando  dice  ; 

Poflquàm  coepit  a«ros  extendere  yièlor ,  &  ~vrbem 

Latar  amplecli  muros  ,  yinoque  diurno 

Placari genius fedii  impune  diebm , 

^Accefiit  numemq'ue ,  moiuque  licentia  maior  :  Et  più  oltra  feguita  dicendo  quello ,  che  di 
fipra  ho  commemorato  ;  cioè 

Sicpnfc£  motumque  &  luxuriam  addidit  arti 

Ttbicen .      Et  dipoi finn'  etianda  dicendo  , 

Sic  etiamfdtbKi  yoces  creuere  fiuem .  Onde  è  da  notare ,  che  Horatio  nomina  le  antiche 
chorde  fèuere  :  percioche  (come  ho  detto) gli  antichi  alfuono  di  quelle  recitauanofi  non  cofe  fieuere,& gratti. 
In  tal  modo  adunque  «li  antichi  Mufici,  nella  età  che  la  Mufica  più  forma ,  &  era  in  maggior  prezzo  & 
riputatane,  recitauano  le  narrate  materie  nelle  /or  cantilene .  Ma  quali  cofe ,  &  in  qual  modo  da  1  moderni 
pano  recitate  ;  &  quali  fiano  Hate  lajfxte.  da  yn  canto,  ogn'yno  che  ha  cognitione  della  Mufica,  da  fi  lo  po- 
trà giudicare  j  &  yedere , 

Quali  fiano  flati  gli  antichi  Mufici .  Cap.     6. 

ON  è  cofa  diffìcile  fitpere,qualifufjerv  gli  antichi  Mufici  :  concioftache  anticamente  que 
ili ,  li  Poeti  o  Indoumi,  &  li  Sapienti  erano  giudicati  effere  yna  cofa  ideffa  :  effindo  chi 
nella  Poefa  era  contenuta  per  tal  modo  la  Mufica,  che  «li  antichi  per  quejla  yoce  Mufi- 
ca, non  filo  ime  fero  quefla  faenza,  che  principalmente  tratta  de  i  Suoni,  delle  Voci,  & 
de  i  Numeri ,  come  alerone  ho  detto  :  ma  mtefiero  ancora  con  quefla  congiunto  lo  (ìndio 
delle  Immane  lettere .  Onde  il  Mufico  non  erafiparato  dal  Poeta  ,neil  Poeta  dal  Mufico  :  percioche  ejfendo 
li  Poeti  de  quei  tempi  periti  nella  Mufica,  &  li  Mufici  nella  Poefia  (come  yuole  S  trabone  )  l'yno  &  l'altro 
per  yna  di  quefle  due  voci,  Mufico,  o  Poeta  erano  chiamati .  Et  queflo  è  mamfeflo  da  quello, che  dice  Plutar- 
co ;  Che  Eraclide,  in  quello  che  raccolfigli  antichi  Mufici  &  «li  Inventori  di  tal  arte , yuole,  che  fifone  fi- 
gliuolo di  dotte  &  di  ^Atittpafabncatore  delle  mura  di  Thebe fuffe  il  primo,  che  ntrouaffe  il  cato  della  Ge- 
tera  &*  lafua  poefia  ;  <&  che  coflui  non  fi  a  (lato  folamente  Mufico ,  ma  etianda  Poeta  ,&lo  inuentore  del 
nominato  iflrumento ,  come  ferme  anco  Plinio  ;  &  che  alfuono  di  efjo  accompaanafii  la  yoce .  Et  feguendo 
più  oltra  dice,  che  Lino  da  Negroponte  compofe  in  yerfio  Lamentatam,  &  Hinni.  Onde  fi  può  credere,che 
enflui  non  folamente  fuffe  Poeta,ma  anco  Mufico  :  concafia  che  il  mede  fimo  Plinio  dice ,  che  cojlui  cantò  al 
fiano  della  Cetera .  Segue  ancora  Plutarco  dicendo ,  che  Filamone  Delfico  compofe  il  nafcimento  di  Lato- 
na&  di  Diana ,  &  che  Demodoco  da  Corfù  mufico  antico  compofe  la  ruma  di  Troia ,  &  che  in  yno  poe- 
ma celebrò  le  nozze  di  Venere  &  di  Vulcano .  Non  è  cofa  dubbio  fa ,  che  co1!  ni  fa  flato  Mufico  :  percioche 
qutflo  è  mantfetto  da  quello ,  che  fi  è  detto  aitanti .  Terpandro  ancora  fu  Mufico  &  Poeta. ,  come  chiara- 

i      z  mente 


68  Seconda 


m  ente  lo  dimojlra  Plutarco  dicendo }  che  lui  fece  in  verfo  Proemij  al  fuono  della  Ceterd .  apollo  etìandio  non 
fu  ignorante  di  quefte  due  cofe ,  come  dimoflra  Horatio  dicendo  ; 

Ne  forte  pudori 

Sit  tibi  tnufa  lir£fòlers,  &  cantar  ^Apollo  : 
Percioche  dice  prima  [oliatore  della  Lira,  come  quello  (  come  vogliono  alcuni  )  che  fu  tinuentore  di  effa  ; 
dipoi  lo  chiama  Poeta  col  nome  di  Cantore.  Laffarò  di  raccontare ,qualifuffero  Orfeo  &  ^Arìonetpercìoche  è 
mamfeslo ,  che  cofloro  non  filo  fimo  Mufici ,  ma  celehratijìimi  Poeti  ancora.  Hefwdo  etìandio  fu  pollo  tra  i 
Mufici,  ancora  che  non  vfaffe  mai  di  accompagnare  il  canto  culfuono  della  Lira  -.percioche  vfaua  Dna  -ver- 
ga di  lauro,con  la  quale  percotendo  l'aria  (come  narra  Paufanìa)faceua  yn  certo  [nono,  al  quale  era  follia  ex 
tare  li  fuoi  poemi  ;  la  onde  gli  antichi  li  fecero  ima  fatua  con  la  C  etera  fopra  le  ginocchia ,  &  la  pofero  tra 
quelle  di  Thamira,  ^Ariane, S  acada,  &  di  altri  nobilitimi  &  eccellentijìimi  Mufici,per  nonpriuarlo  di  co- 
tale honore .  Pindaro  ftmilmentefu  Mufico  &  Poeta,  fi  come  dalle  fue  opere  fi  può  comprendere ,  &  da 
quello  etìandio  che  fece  il  magno  lAleffandro  :  imperoche  quando  fece  ifpianare  &  minare  Thebe  ,fecefcn- 
uere(come  dice  Dione  Chrifoflomo)  (opra  lafìia  cafa  quefle  parole  ;  tttv&ttpt  t2 lAwraiè  -ibJS  nylw  u>ì ncunt  ; 
che  vogliono  dire,  Non  abbrufciate  la  cafa  di  Pindaro  mufico .  Et  per  non  andare  più  in  lungo ,  il  Santifimo 
Dania  Re  di  Hierufalem  &gran  Profeta  da  Baflio  magno  t  chiamato  nonfolamente  Mufico ,  ma  Poeta 
anco  difacre  cantilene  ;  &  dal  dottiamo  Hìerommo  vien  chiamato  Simonìde,  Pindaro, <Alceo,  Placco, C A 
tulo,  &  Sereno  :  percioche  fenffe  con  fide  elegante  ifacri  Salmi  in  verfo  lirico  ,  allaguifa  di  H  or  atto  ,  g^T» 
delli  nominati  :  Et  fi  può  credere,  che  più  volte  li  cantaffe  alitano  della  Cetera,  nel  modo  che  cantaua,  quan- 
do ifcacciaua,  il  maligno  (pirito  dì  Saul .  Onde  non  è  dubbio,  che  effendo  slato  Poeta,  non  fi  debba  anco  nomi- 
vare  Mufico  :  ccncwfia  che  la  Scrittura  pinta  lo  chiama  in  più  luoghi  Pfaltes,  che  vuol  dire  Cantore, o  Sona 
tare  ;  &  dfuo  diurno  Poema  nomina  Pfilterio .  Et  di  queflo  è  tejlimonìo  Origene  nella  Homdia  i  8.  del 
cap.  1 4.  del  libro  de  1  Numeri,  dicendo  ;  Che  diremo  noi  della  Mufica  ì  della  quale  il  fapientijìimo  Datiidne 
hauea  ogni  faenza,  &  hauea  raccolto  la  dìfciplina  di  tutta  la  Melodia  et  delli  Rithmi,accioche  da  tutte  que 
fìe  cofepoteffe  ritrattar  fuonì,  con  li  quali  potette  mitigare  fonando  il  Re  turbato  &  molejlato  dal  (pìrito  ma- 
ligno .  llfimde  dice  ^Agufltno  nellib.  1 7.  al  capìtolo  4.  del  libro  della  Città  di  Dio ,  come  iui  fi  può  vedere . 
Ogni  ragione  adunque  neperfuade  a  credere,  che  1  Poeti  antichi  cant afferò  lorflefi  li  fuoi  poemi  ;  &  che  ha 
uejfero  congiunto  la  Mufica  con  la  Poefia  :  Percioche  fé  fujje  {lato  altramente,  non  hatierebbeuo  vfato  tanto 
Ipejfo  nelle  loro  compofitiom  quefla  voce  Cantare ,  come  fece  Homero  ;  il  quale  diede  principio  alla,  lUiade  in 
cotalmodo; 

MiTiw  iWe  Bt£ .  cioè  Canta  Dea  tira  ;  &  Hefwdo,  che  incominciò  la  Theogonìa  in  quefla  maniera  ; 
30.     Mxtday  itowvtdJ'wtlpiufasSì  éeii'm  ;  che  vuol  dire,  Le  Mufe  di  Elicona  incominciamo  Cantare:  ^Aì 
quali  aggiungeremo  il  principe  de  i  Poeti  latini  Virgilio,  il  quale  incominciò  in  cotal  modo  lafua  Ceorgica; 

Quidfaciat  Utasfègetes ,  quofydere  terram 

V etere  Mecwnas,  vlmisf,  adtungere  vites 

Conuemat,  qiu  cura  boum,  qui  cultws  habendo 

Sit  pecari .  atq;  apibm  quanta  experientia  pareti 

Hmc  canere  incipiam  ;        Et  alla  fua  Eneide  pofe  va  tal  princìpio  ; 

lArma,  virumque  cano .     Cofi  anche  Ouidto  incomincia  li  Fafli  con  quesli  uerfi  ; 

Tempora  cum  caufis  Latium  digeflaper  anuum , 

Lapfacpfub  terrai,  ortaq;fgna  canam . 
Onde  ìlPetrarcha  imitando  tutti  ecfora  diede  principio  advnafua  cannone  in  quefla  maniera  ; 

Nel  dolce  tempo  della  prima  et  ade . 

die  nafeer  vide ,  £?*  ancor  quafi  in  herba  , 

La  fra  voglia ,  che  per  mio  mal  crebbe . 

Perche  cantando  il  duolfi  di/acerba  , 

Cantero  com'w  vifit  in  libertade  ; 
Et  il  moderno  iArioflo,per  feguire  tal  coflume, incomincio  ancor  lui  il  fio  elegante  poema  in  queflo  modo; 

Le  donne,  1  caualier  ,  l'arme,  gli  amorì , 

Le  cortefie,  l' audaci  ìmpre fé  io  canto , 

Ma 


Parte . 


69 


Ma  doue  do  io  più  vagando  fé  Terentio  poeta  comico  dimoiandoci  la  Poefia  &  la  Mufica  effer  congiunte, 
&  qu.tfi  yna  iftejfa  copi ,  la  nomino  Studio  muficale .  Non  è  adunque  maraviglia ,  [e  1  Mutici  &  li  Poeti 
erano  anticamente  riputati  elfere  ~vna  copi  iileffa .  Etp  bene  il  Poeta  è  chiamato  alle  -volte  con  quefl.i  -voce 
latina  Vates ,  che  fi  conuiene  etiandio  all'lndouino  ,  non  è  fuori  dipropofito  :  conciofia  che  l'yno  &  [altro 
{fecondo  ti  parer  di  Platone  )fono  mofi  &  agitati  da  yna  iileffa  divinità,  0  diurna  alienatione  di  mente  & 
da  yno  ifteìfo  furore .  Onde  Homero  nomina  tlMufico  twToMfcaTor.percioche  canta  non  per  humana  ittita 
ùone,  ma  Mirato  dalli  Bei,  il  chef  [corre  dalle  parole  chefirgiunge,  le  quali  dicono  ; 

fleoV  S'iu.oi  ìv  ipfarìv  011*0.;  • 

rravToi*!  ìn'pvw,  cioè  Percioche  Dio  miproduffe  in  la  mente  Ogni  mìa  cantilena.?  ero  aduque  molti  Poe 
ti  remili  hanno  alcuna  -volta predetto  cofejche  haueano  da  yenire;comefi  yede,  che  Virgilio,  fecondo  la  opi- 
nione di  ^Agoflino  Dottor  Santo,  non  conofeendo  il  noftro  Redentore  neper  lume  mturale,  neper  viuafede , 
cantò  fitto!  nome  di  yn  altro  ilfuo  nafeìmento,  quando  dijje } 
Vltima  cum&ì  yenit  ìam  carminis  xtas  : 
Magnus  ah  integro  ,feclorum  nafeitur  ordo . 
ìam  redit  &  yirgo ,  redeunt  Saturnia  regna . 
ìam  nona  provemes  coelo  demittitur  alto  ; 
ancoraché  il  diurno  Hieronimo  frinendo  a  Paulina  fa  di  altro  parere  :  Conciofa  che  Virgilio fi  mofje  a 
cantare  quefle  cofe ,  militato  dagli  Oracoli  della  Sibilla  Cumana  ;fi  come  cantò  poco  più  altra  la  liberatone 
del  peccato  originale  in  cotalmodo  ; 

Te  duce  fi  qua  manentfceleris  yef'ma  nojìri 
Irrita ,  perpetuo  foluent formidìne  terrai  : 
Et,  che  colui,  che  hauea  da  nafeere  farebbe  Dio  &  Huomo,  fèguendopiù  a  baffo  ì 
lue  Deum y'ttam accipiet, diuisqi  yidebit 
Permixtosheroas,&  ipfe  yidebitur  din  : 
Et  che  il  Serpente  nimico  della  humana  natura  douea perdere  ilre^no,  &  doma  rimanere  in  noi  alcuna 
copi,  per  rifletto  del  peccato  originale ,  dicendo  ; 

Occidet  &  Serpens,  &fallax  herba  venali .      & 
Pauca  tamenfuberunt  prifcte  yejìigia  frauda . 
Ouidio  ancor  lui  nelle  fue  trasformatali  chiaramente  mofìro  la  venuta  del  Figliuolo  di  Dio  in  carne, 
con  quefe  parole  ; 

Summo  delabor  Olympo , 
Et  deus  humana  lujìrofub  imagine  terrai  : 
Et  delli  miracoli  che  fece,  poco  più  abaffo  dtjje . 

Signa  dediyenijfe  Deum . 
Pofe  etianito  le  parole ,  che  dijfero  quelli,  che  lo  crucifjfero,  cioè  fé  era  figlimi  di  Dio ,  che  fi  liberaffe  da 
quella,  &dtffe; 

Experiar  Deus  hic  diferimine  aperto  , 
K^ifit  mortalis ,  nec  erit  dubitabile  yerum . 
Lucano  ancora  cantò  quello, che  auerrebbe  auantì  il  futuro  vniuerfale  &  finale  Gittdicio  con  tali  parole  ; 
Sic  cum  compage  foluta 
S acida  tot  mundi  fuprema  coegerit  hora  , 
yAntiquum  repetens  iterum  Cnaos,  omnia  miflis 
Siderafideribm  concurrent,  ignea  pontum 
*Aflra  petent,  tellm  extendere  littora  nolet , 
Excutientq;  [return  :fratriq;  contraria  Vh&be 
ibtt ,  &  obliquum  bigat  agitare  per  orbem 
Indignata,  diempofcetfibi,  totaq;  difiors 
Machina  dmulfi  turbabit federa  mundi . 
Infemagnaruunt: 
H  Minio  medefimamente  Ouidio  cantato  talcofa  con  quefle  parole  ,• 


yo  Seconda 

Effe  quoque  infatis  reminifcitur ,  affare  tempia 

Quo  nutre:,  quo  teline,  corrtptaq;  regia  coeli 

^Ardeat ,  &  mundi  moles  opero/a  laboret . 
Di'  cotefle  cofe  fono  molti  effempij  :  ma  laffandoli  da  un  canto  yerremo  a  quelli  de  i  Sacri  Ièri ,  &  ritro- 
ueremo  l'autorità  del  Santifiimo  <Apoflolo  Paulo ,  il  quale  firiuendo  a  Tito,adducendo  ynafientenza  di  Epi- 
memde  poeta,  lo  chiama  Profeta,  dicendo  ;  FfutTeutuìràt  ?y>!ipn>ts  ;  che  yuol  dire,  Propio  Profeta  di  coflo- 
ro,  cioè  de  i  Candioti .  Douendofi  adunque  chiamare  allora  il  Mufico,&  il  Poeta,  o  l 'bidonino per  yn  nome 
comune, era  conueniente  ancoraché  il  nome  di  Sapiente  li  coìiuemffe:Peraoche(come  ne  fa  alieniti  Platone') 
al  yero  Mufico  s' appartiene  fàpere  &  hauer  cogmtwne  di  tutte  k  faenze,  &  cofi  al  Poeta, fecondo  il  pare- 
re di  Strabone  ;  la  onde  meritò  dagli  antichi  efjer  chiamato  fola  Sapiente  :  concwfia  che  a  quei  tempi  le  città 
della  Grecia facemno  imparare  a  lor  figliuoli  la  Poefia ,  non  filo  per  cagione  di  piacere,  ma  per  cagione  di  ca 
fla  moderatone  .Onde  li  Mufici,  che  infegnauano  la  Poefia,  il  Canto  <&>  li  Modi,  chefifonattano  con  la  Li- 
ra ,  o  C  etera  &  col  Piffero ,  fecero  profejiwne ,  £?"  fi  attribuirono  tal  yirtù ,  di  effer  non  filo  correttori  & 
&  emendatori  di  coflumi,  ma  fi  fecero  ettandio  chiamare  maejìri;  la  qualcofa  conferma  Homero  con  que~ 
fie  parole; 

n«p  ydp  ì\w  KJ1Ì  CLHÌotMlìp,  S Wa*'  ITttTiXhZV 

A'7j>È<.f  tir  Tra/lo"  H  k-'^v  "f  va'"  «Khmt»  ;      che  yoo-liono  dire  ;. 
Haueapreffo  di  [e  yn  Cantore ,  al  quale 
Stride  andando  a  Troia  impofie  molto , 
Che  douefitfèruar  cafta  la  moglie . 
Meritamente  adunque  gli  antichi  riputauano  i  Mufici,  li  Poeti,  ouero  lndouini,&  li  Sapienti  effere  ym», 
mede  firn  a  cofa . 

Quali  cofe  nella  Mufìca  riabbiano  poffanza  da  indurre  l'huomo  in  di- 
uerfepafsioni.  Cap.     j. 

'  I O  non  dubitaci  di  effer  tenuto  maldicente ,  uorrei  hora  mofìrare  in  parte  la  ignoran- 
za, &  la  temerità  di  alcuni  Mufici  moderni;!  quali,  percioche  fanno  porre  tnfieme  quat 
trofluerfei  Cifere  muficali, predicano  di  lorfiefli  le  maggior  cofe  del  modo, riputando  imi 
la  <rli  antichi ,  &  poco  filmando  alcuno  de  i  moderni  compofitori  ;  Di  modo  che  chi  loro 
ydiffe,fenz$  dubbio  direbbe,  che  yalefferopiù  cofloro  nell'arte  della  Mifica,che  non  yal 
fero  Platone,  &  frittotele  nella  Filofofia .  Quefli  alle  yolte ,  dopo  l'hauerfi  lambicato  ilceruello  per  molti 
Fiorili,  poimmo  fuori  alcune  lor  compofitiom  con  tal  riputatione  etfuperbia,  che  li  pare  hauer  compofìoyn'al 
tra  lUiade ,  ouero  yn  altra  Odiffea  affai  più  dotta  di  quella  di  Homero .  Mefchim  loro  fi  douerebbeno  pure 
decorrere  del  loro  errore  :  percioche  non  fi  ode ,  che  col  mezo  delle  lor  compofitiom  fi  habbia  conferuato  la 
pudiatia  &  l'honedà  di  alcuna  femina ,  come  già  fece  yno  degli  antichi  lapudicitia  di  Clitennejìra  moglie 
di^f'amennone  ;  come  taf o  firmo  Homero,  &  Strabone  ;  Ne  meno  fi  ode, che  la  Mufica  a  i  noibri  tempi 
habbia  corretto  alcuno  a  pigliar  le  arme,  come  fi  legge  appreffo  di  molti ,  &  fpetialmente  appreffi  di  Bafii- 
lio  Magno  del  Grande  ^Alejjandro ,  il  quale  da  Timotheo  mufico  fu  col  mezo  della  Mufica  fijjnnto  ad  ope- 
rare yn  tale  effetto .  Non  fi  ode  ancora,  che  col  canto  lorohabbiano fatto  divenire  alcun  furiofi  man  fiuto  ,co- 
me  moflra  ^Ammonio  di  yn  gioitane  Tauromimtano,  che  dallo  accorgimento  di  Pithagora ,  &  dalla  virtù 
del  Mufico,  di  furiofi  che  era,  dtuentò  humano  &piaceuole  :  Ma  ben  fi  ode  il  contrario ,  che  le  y'ituperofe  et 
/porche parole ,  contenute  nelle  lor  cantilene  ,  corrompeno  fpeffe  Toltegli  animi  cafli  degli  yditon .  Effe  be- 
ve cofloro  fono  deo-ni  di  ogni  biafimo ,  &  di  ognicafligo  ;  fono  nondimeno  più  da  riprendere  &  caligare  co- 
loro, che  in  limo  di  ammonirli  della  lor  pecoraggine,  pigliano  gran  piacere, &  molto  fi  rallegrano,  &  lo- 
dano Grandemente  fintili  cantilene  ;  moflr 'andò  di  fuori  quanto  bene  fiano  compofli  nell'habtto  interiore. 
Ma  di  ciò  non  ci  douemo  marauigliare ,poi  che  l'animo  lafiiuo  (come  dice  Boetio)  ouerfi  diletta  &gode  de  i 
Modi  lafciui,  ouer  che  ydendolijpeffe  yolte  dimene  molle  &  effeminatoipercioche  ogmfimile  appetifie  ilfuo 
filmile .  Ma  Infiliamo  hormai  cofloro ,  poi  che  quefli ,  &  fintili  altri  errori  lungamente  fi  potrebbeno  piange- 
re ,  ma  non  già  emendare  ;  &  ritorniamo  al  noflro  primo  propofito ,  <&  diciamo,  che  grandemente  douem0 

lodare 


Parte.  y\ 


loda  re  &  r  inerire  i  Mufici  antichi  :  conciofia  che  per  la  loro  -virtù ,  col  mezo  della  Mufica ,  esercitata  nel 
moflrato  modo ,  fuccedeuano  tali  &  tanti  effetti  marauighofi ,  che  il  -voler  raccontarli  farebbe  incredibile  : 
Ma  a  fine  che  quefle  cofi  non  parino  fauolafi,  &flrane  da  vdire,  Tederemo  quello,  chepoteua  ejfer  la  cario 
ne  de  tali  mouimenti .  Onde  fé  noi  uorremo  effaminare  il  tutto,  ritrouaremo,che  Quattro  fono  Hate  le  cofe,  le 
quali  fono fempre  concorfe  infieme  infirmili  effetti;  delle  quali  mancandone  alcuna,  nulla,  o  poco  fi  hauerebbe 
potuta  vedere .  Era  adunque  la  prima  IH  armonia ,  che  nafce  dalli  fuoni,  o  dalle  -voci  ;  La  feconda  il  Nume- 
ro determinato  cotenuto  nel  Verfo;il  qual  nominavano  Metro; La  tergala  Narratione  di  alcuna  cofajaquale 
conteneffe  alcuno  coflume,&  quejìa  era  la  Or atione, onero  il  Parlare;La  quarta  et  ultima  poi  era  vn  Soo-pet 
to  ben  dilj>ojìo,atto  a  riceuere  alcuna  pafiwne.Et  quejìo  ho  detto  : percioche  fé  noi pigliaremo  lafemplice  Har 
mania,  jenza  aggiugerle  alcuna  altra  cofa,  no  hauerà  poffanza  alcuna  di  fare  alcuno  effetto  eflrinjèco  dellifo 
pranarrati;ancora  che  haueffe  poffanza  ad  vii  certo  modo, di  difpor  l'animo  inmnfecamete,  ad  efprimere più 
facilmete  alcune  pafiioni,ouero  effetti;  fi  come  ridere, a  fnàgere.Et  che  ciò  fa  -vero  da  queflo  lo  paterno  copren 
dere;  che  fé  alcuno  odevna  cantilenale  no  ejprima  altro  che  l'harmonia;  fi  piglia  fidamente  piacere  di  effa, 
per  laproporttone,chefi  ritroua  nelle  diftanxe  de  ifuomjo  voci;et fi  prepara  ^  di/pone  ad  vn  certo  modo  m 
trinfecamente  alla  allegrezza, oueró  alla  triflez,za;ma  non  è  indutto  da  lei  ad  efprimere  alcuno  effetto  eflrin 
[eco,  ridendo,  o  piangendo ,  ouer  facendo  alcuna  cofa  mantfefla .  Se  a  tale  harmonia  fi  aggiunge  poi  il  Nu- 
mero determinato  &  proportionato,fubito  piglia  gran  forza,  &  muoue  l'animo;  come  fi  forge  ne  i  Balli, 
i  quali  JpeJJò  ne  inducono  ad  accompagnar  feco  alcuni  mouimenti  ejlrinfechi  col  corpo  ,&a  moflrare  il  piace 
re,  che  pigliamo  di  tale  aggiunto  proportianato .  aggiungendo  poi  a  quefle  due  co  fé  la  Oratione  ,cioe  il  Parla 
re,  il  quale  ejprima  coflumt  col  mezo  della  narratione  di  alcuna  hijlorta ,  o  fattola  ;  è  imponibile  di  poter  dire 
quanta  fa  la  forza  di  quefte  tre  cofe  aggiunte  tnfieme .  E  ben  vero,  che  fé  non  yifi  trouaffe  ilSotr getto  dijpo 
fio ,  cioè  l'Vditore ,  il  quale  vdifit  volentieri  quefle  cofe. ,  &  in  effe  fi  dilettaffe ,  non  fi  potrebbe  yedere  al- 
cuno effetto  ;  &  nulla  a  poca  farebbe  il  Muflco  ;  Percioche  fi  come  amene  al  Soldato,  che  per  effer  natural- 
mente inchinato  alle  cofe  della  guerraj  poco  moffo  da  quelle,che  trattano  di  pace  &  quiete  ;  &  alcune  vol- 
te  è  alterata  dalli  ragionamenti  di  arme  &  di  cofe  campestri ,  che  molto  li  dilettano  ;  cofi  il  ragionar  delle 
arme  nulla ,  o  poco  diletto  porge  all'huomo ,  chefiaper  natura  pacifico,  quieto ,  &  religiofa  ;  &  il  ragionar 
delle  cofe  di  pace ,  &  della  gloria  celefle  molte  yolte  li  moueranno  l'animo  ,&lo  coflringeranno  a  piange- 
re .  Et  fi  come  poco  muoueno  i  cafli  ragionameli  il  Luffuriofo  ;  coft gli  altri  che  fono  lafciui  afforchi  amm- 
aliano il  temperato  et  caflo  ;  Imperoche  ogn'yna  volentieri  ode  ragtanare  di  quella  cofa,  della  quale  maggior 
mente  fi  diletta  ;  &  dafimili  ragionamenti  èfommamente  mofjo  ;  Et  per  il  contrario ,  ha  in  odio  quelli,  che 
non  fono  conformi  alla  fra  natura  ;  onde  dafimili  ragionamenti  non  pub  effer  commoffo .  Per  la  qual  cofa  ,fe 
*Aleflf andrò  figliuolo  di  Filippo  re  di  Macedonia  fu  indutto  da  Timotheo  mufico,  &>  da  Senofanto  (come  al- 
cuni vogliono  )  a  prender  tarme  con  gran  furore  ;  non  douemo  prender marauiglia  :  percioche  era  in  tal  ma- 
niera dimoilo ,  che  volentieri  &  con  fomma  piacere  vdiua  ragionamenti ,  che  trattauano  delle  cofe  della 
guerra  ;  C"7"  da  tali  ragionamenti  era  indutto  a  far  cofi  marauigliofe.  Onde  bene  lo  dimoflrò  vn  certo  huomo 
ad  alcuni,  che  fi  marauigliauano,  che  la  Mufica  hauefje  tanta  forza,  dicendo  ;  Se  queflo  Senofanto  è  huomo 
tanto  valorofo,come  di  lui  fi  dice  ;  perche  non  ritroua  egli  alcuni  moduli ,  i  quali  lo  riuochino  dalla  battaglia? 
Volendo  inferirete  non  eragran  cofa,&  di  molta  arte,  jpmger  Ihuomo  da  quella parte,nella  quale  per  fra 
natura  è  inchinato  :  ma  fi  bene  era  cofa  màrauigliofa  a  ritirarlo  da  quella  ;  Et  è  cofi  in  vero.  Però  fi  lAleflflan 
aro  ad  altro  non  attendeua ,  che  a  quelle  cofi,  le  quali  poteuano  condurlo  ad  vnagloria  immortale,  che  erano 
le  arme;non  era  cofa  difficile  di  poterlo  indurre  a  far  li  narrati  effetti-delia  qual  gloria  quanto  fuffe  fitibondo  , 
da  queflo  fi  può  comprenderete  cercò  di  auanzare  ogn'vno;ne  hebbe  inutdia  a  chiunque  fi  fuffe  nelle  arme: 
percioche  ad  alcuno  mai  non  fi  riputò  in  cotal  cofa  inferiore ,  quantunque  neportaffe  ad  achille  ,per  hauers 
bauuto  Homero ,  che  confifùblimeflile  cantò  di  lui  ;  onde  lo  dimoflrò  -.percioche fi  legge ,  che 

Giunto  ^ileffandra  allafamofa  tomba 

Dei  fero  ^Achille ,  fofpirando  diffe , 

O fortunato,  che  fi  chiara  tromba, 

Hauefli,  che  di  te  fi  altofcriffe , 
Si  ricerca  adunque  vn  Soggetto  tale  :  conciofia  che  finza  effo  (  come  ancora  ho  detto  )  nulla  o  poco  fi 
Tederebbe .  Et  benché  in  fimiìi  movimenti  fatti  per  la  Mufica,  vi  concorrino  le  nominate  cofi  ;  nondimeno 

il 


72  Seconda 

ilpreggio  &  l'honorefi  dà  alcompoflo  delle  tre  prime, che  fi  chiamd  MelodLt  :  Perciochefè  bene  l'Harmo- 
niaflalahà  Tua  certa  poffanxa  di  di/por  l' animo, &•  di  farlo  allegro,!)  meflo;  et  che  dal  Numero poflo  tu  atto 
le  funo  raddoppiate  le  forze  ;  non  fono  però  potenti  quefle  due  cofe  pofle  infieme,di  venerare  alcuna  pacione 
ejlnnfeca  m  alcun  [oggetto  ,al  modo  detto  :  conciofia  che  talpoffanza  acqui/lana  dalla  Or  at  ione  .che  efpnme 
alcuni  cojìumi .  Et  che  queflo  fia  yero  lo  paterno  Tedere  :  peraoche  i^llejjandro  non  fu  moffo  dall'harmoma 
folamente  ;  ne  meno  dallharmonia  accompagnato  col  numero  :  ma  fi  bene ,  (come  Vuole  Snida,  Euthimio  y 
C7*  altri  ancora)  dalla  legge  Orthia  dtfopra  commemorata ,  <&  dal  Modo  Frigio  :  Dal  ami  modo ,  &  for- 
fè anco  da  tal  Legge, il  nominato  gioitane  Taurominitano  ebbrw(come  narra  Boetio)fltJojpinto,qtiando  uul- 
fe  abbrufciar  la  cafa  di  quelfuo  nude,  nella  quale  era  nafcofla  -una  meretrice  ;  la  onde  Pithagora  conofcendo 
tal  cofa,  comando  al  Mufico,  che  mutajji  il  Modo ,  <&•  cantaffe  il  Spondeo,  col  quale  placo  l'ira  del  gioitine, 
CS7*  lo  ndujfe  al  primo  (lato .  ^Ariane  etiandio  Mufico ,  &  inuentore  del  Dithirambo  (  fecondo  l'opinione  di 
Herodoto,&  di  Dione  Chrifoflomo)  prefe  ardire  di  precipttarfi  nel  mare,  hauendo  (per  mio  parere  )  cercato 
di  comporfi  prima  col  melodi  tal  legge  (come  pone  Gellio^vno  animo  intrepido  &  Tirile,  per  poter  fare  co- 
tal  cofa  fenza  alcun  timore .  Hora  potemo  vedere ,  che  tali  &  cofi  fatti  mouimenti  fono  siati  fatti ,  non  per 
•virtù  delle  prime  parti  della  Melodia  ;  ma  fi  bene  dal  tutto ,  cioè  dalla  Melodia  iflefft ,  la  quale  ha  gran  for- 
%a  in  noi,  per  -virtù  della  terza  parte,aoè  delle  parole,  che  cocorreno  alla  (uà  compagnone  :  Peraoche  il  Par- 
lare da  [e  fenza  l'harmonia  &  d  numero  ha  <rran  forza  di  commuouer  l'animo  :  conaofia  che  fé  noi  hauere- 
tno  riguardo  a  cotal  cofa ,  Tederemo  che  alcune  fate  quando  vdimo  leggere ,  o  raccontare  alcuna  Fattola  , 
onero  Hiflona,fiamo  coflretti  ridere ,  o  piangere  ;  &  alcune  Tolte  ci  induce  all'ira ,  &  alla  colera;  &  alle 
-volte  di  mefli  ne  fa  diuentare  allegri;  &  cofi  per  il  contrario,  il  Parlare  adunque  ne  induce  alla  furia,  &  ne 
placa;  ne  fa  eljer  crudeli,  &  ne  addolcifce .  Quante  Tolte  è  accaduto ,  che  lego-endofifemplicemente  alcuna 
ptetofa  Hifloria  o  Nomila, gli  afcoltati  no fiano  flati prefi  da  compafìione  in  tal  modo,che  alfuo  dijpetto  dop 
pò  alcuni  fofpiri ,  lifia  flato  dibifogno  accompagnarli  le  lagrime  ì  Dall'altra  parte ,  quante  fate  è  attenuto, 
che  leggendofi,o  narrandofi  alcuna  Facetia,o  Burla,alcunt  nonfiano  quafi  flcoppiati  dalle  rifa  ?  Et  non  è  ma- 
ramglia  :  peraoche  il  più  delle  Tolte  fe'lfi  rapprefenta  a  noi  alcuna  cofa  degna  di  comi ferat  ione, l'animo  è  com 
moffo  &*  indutto  a  piangere  .  Et  fé  Tdimo  cofa,  U  quale  babbitt  del  feroce  &  del  crudele  ,  l'animo  declma,et 
fi  piega  in  quella  parte .  Et  di  ciò  (oltra  che  è  mamfeflo  )  è  teflimomo  Platone ,  quando  dice  ;  Che  qualunque 
Tolta  alcun  de  noi  Tdimo  Homero,  ouero  alcuno  altro  Poeta  tragico,  che  imiti  alcun  de  gli  Heroi  afflitto  per 
il  dolore  gridar fortemente ,&  pianger la  fua  fortuna  con  modi flebili, percuotendofi tipetto con  pugni  ;  advtt 
certo  modo  fi  dilettiamo ,  (J7*  hauendo  Tua  certa  inchinatione  a  cotejìe  cofe,fegmmo  quelle ,  1*7*  infieme  fu- 
mo prefi  da  tal  paltoni,  &  lodiamo  quello  come  buon  Poeta,  il  qualgrandemete  commuoua  l'animo  nojìro. 
Queflo  ancora  più  efpreffamente  conferma  ^Anflotele  dicendo  ;  rincora  fi  Tede,  che  gli  hmmim  Tdendo  le 
imitattoni,  hanno  compafiione  a  quei  cafi,  quantunque  ftano  fenza  numero  &  fenza  melodia  .  Ma  fe'lpar* 
lare  (  come  hauemo  Tedino  )  hàpoffanza  di  muouergli  animi ,  &>  di  piegarli  in  diuerfe  parti ,  &  aòfenz* 
(H armonia  &  fenza  il  Numero,maggiormente  h  attera  forza, quando  farà  congiunto  co  i  Numeri^  co  i 
Suoni  muficali ,  &  con  le  Voci .  Et  talpojjanza  fifa  chiaramente  mamfeflaper  il  fio  contrario  :  percioche 
fi  Tede ,  che  quelle  parole  muoueno  men  f  animo  ,  le  quali  fono  proflirt  e  fenza  melodia  &  proportione ,  che 
quelle,  che  fono  prof  erte  con  debiti  modi .  Pero  gran  forza  ha  dafeflleffo  il  Parlare,  ma  molto  più  ha  forza  , 
quando  è  congiunto  allharmoma,  per  la  fimiglianza  che  ha  quefla  con  noi,  &  alla  potenza  dell'vdito  :  Co- 
ciofta  che  muna  cofa  è  tanto  congiunta  con  le  nofllre  menti  (  come  dice  Tullio)  che  li  Numeri  &  le  Voci, per 
le  quali  fi  commouemo,  infltammamo ,  plachiamo ,  &  rendemo  languidi.  Non  è  queflo  gran  maraut<rlta(di- 
ce  eteli)  che  ifafli,  le  folitudmi  ,le  Jpelunche,  &gli  antri  njpondeno  alle  voci  ?  &  le  bejlie  crudeli  &  feroci 
[beffe  Tolte  fono  dal  canto  fatte  manfuete  ;  &  da  effo  fono  fermate?  Ne  ci  douemo  di  aò  marauigliare  :  con- 
ciona chefe'l  Tedere  Tua  hijloria,ofauvla  dipinta  folamente  ne  muoue  a  compafiione  tallura,tallora  ne  indu- 
ce a  ridere,  &  tallora  nefofpinge  alla  colera  ;  maggiormente  queflo  può  fare  il  parlare, il  quale  meglio  efpri 
me  le  cofe ,  eh  ■  non  fa  alcun  pittore  quantunque  eccellente  col  fuo  pennello .  Onde  fi  legge  di  tuo,  il  quale  ri- 
fai irdò  Tna  imagine  dipinta,  &fufofftnto  a  piangere  ;  Et  di  Enea,  che  entrato  nel  tempiofabncato  da  Di- 
OPHt  nella  nuou  i  Cartagine  ; 

Videt  iliaca*  ex  ordine  pugnai , 
Billsq;  ittmfama  totum  Tulgataper  orbem  , 

%Ab-ìdas 


l^arte.  7j 

\Airid<u,  Prìamiimq; ,  &fieuum  ambobia  achille m . 

Conjlitit  :  &  lacrymans,Qtiis  lam  locm  (tnquit)  ^Achate , 

Qu£  regio  in  terns  twjìri  non  piena  laborìs  ì 

En  Pnamm  r frinì  hìc  ettamfua  premia  laudi  : 

Sunt  lacrymg,  rerum  :  &  mentem  mortalia  tangunt . 

Solite  metta  -.feret  li£C  aliquam  ubi  fama  falutem . 

Sic  ait  :  atque  ammum  piólura  pafat  inani . 
Multa  gemensdargoq;  humeclat fumine  vultum;  Et  di  Porcia  figliuola  dì  Catone  Vtkenfifi  letr  ?e  an 
Cora,che  battendo  veduto  vna  certa  Tattola  di  pittura, pianfe  amaramente  .  Et  bem  he  la  Pittura  habbtafor- 
%a,  di  commoner  l'animo  ,  nondimeno  maggior  for%a  hebbe  la  -pina  -voce  di  Demodoco  Mufico  &  fonata- 
le di  C  etera  ,il  quale  riducendo  in  memoria  Vltffe ,  dipingendoli  le  cof e  paffute ,  come  fé  li  fuffero  fiate 
preferiti,  lo  coflrin fé  a  piangere;  dal  quale  effetto  (come  dice  Homero ,  &  frittotele  )  fu  fubito  cono- 
feiuto  dal  Re  ^Alcinoo  .  Ma  non  pure  allora  accafcauano  cotette  cofe  :  ma  etiandio  a  i  noflri  tempi  fi  -ve- 
de accafcare  il  medefimo  tra  molte  genti  Barbare  :  imperoche  raccontandofi  da  i  lor  Muftci  co  certi  verfii 
alfuono  di  imo  iftrumento  t  fatti  di  alcuno  ;  fecondo  le  materie  che  recitano ,  quelli  che  afcoltano  cambiano 
il  yolto ,  facendolo  per  il  rifa  fereno ,  &  tcdlora  per  le  lagrime  ofcuro  ;&  per  tal  modo  fono  prefi  da  diuer- 
fe  pafwni.  Si  può  adunque  concludere }  che  dalla  Melodia  ,&  principalmente  dalla  Oratione ,  nella 
quale  fi  contenga  alcuna  hifìoria ,  o  fattola ,  ouero  altra  cofafimile,  che  tfprima  imitationi,  &  cof  timi  Sia- 
no ttaii,  &  ancora  fi  posino  porre  in  atto  cotali  effetti  ;  &  l'H  armonia- ,  &  il  Numero  effir  cofe  ,  le  quali 
di/pongono  l'animo;  pur  che'l  Soggetto  fiafempre  preparato  ,&  àifj)ofio;fen%a  il  quale  in  yano  ogni  Mufi- 
co fiempre  fi  affatìcarebbe . 

In  qua!  modo  la  Melodia,  &  il  Numero  pofsino  muouer  ranimo,difpo- 

nendolo  a  vari)  affetti  ;  &  indur  nellliuomo  vari) 

collumi.  Cap.     8. 

O  N  firebbegran  marauìglia  ,fe  ad  alcuno  pareffe frano ,  che  l'H 'armonia,  &  il  Nu- 
mero hauefjero poffanxa  di  diffor  l'animo  ,  &  indurlo  in  diuerfe  pafwni  ;  effendofen^ 
alcun  dubbio  cofe  ejlnnfeche ,  te  quali  nulla,  o  poco  fanno  alla  natura  dell'Intorno  :  Ma  in 
vero  è  cofapur  troppo  manifefta,che  l'hanno  -.percwche  effendo  le  pafwni  dell'animo  po- 
fle  nell'appetito  fenfitìuo  corporeo,^  organko,come  nel  [uà  vero  foggetto;ciafcuna  di  ef- 
(e  confitte  in  ima  certa  proportione  di  calido  &fn<rido  ;  &  di  humido  &  ficco ,  fecondo  vna  certa  difpofi- 
tione  materiale;  di  maniera  che  quando  quefìe  pafwni  fono fatte ,fempre  foprabonda  vna  delle  nominate  qua- 
lità in  qualunque  di  effe .  Onde  fi  come  nell'ira  predomina  il  calido  humido ,  canone  dell'  incitamento 
di  effa  ;  cofi  predomina  net  Timore  il  fi'igido  ficco ,  il  quale  induce  il  rifrengimento  de.  i  fptriti .  il  firn  de 
binamene  etiandio  nelle  altre  pajlioni  ,che  dalla  foprabondanxa  delle  nominate  qualità  fi  generano .  Et 
quefe  pajiwni  tutte  finxa  dubbio  fono  riputate  vitiofe  nell'huomo  Morale  ;  fi  non  che  quando  tali  fopra- 
bondanze  fi  riducono  ad  vita  certa  mediocrità ,  nafce  vna  operation  me%ana ,  che  non  fola  fi  pub  dire  vir- 
tuofa }  ma  anco  lodeuole .  Quetta  ìtteffa  natura  hanno  etiandio  le  H  armonie  ;  onde  fi  dice ,  che  l'H  armo- 
nia Fnna  ha  natura  di  concitar  l'ira ,  &  ha  dello  affettuofo  ;  &  che  la  Mittalidia  fa  ttar  l'huomo  più  ra- 
markheuole  ,&  più  raccolto  in  fé  fleffo  ;  &  che  la  Dona  è  più f  abile  ,&  è  molto  da  coflumi  da  forti ,  & 
temperati  :  concwfia  che  è  mexana  tra  le  due  nominate  ;  &  queflofi  vede  nella  diuerfa  mutatione  dell'ani- 
mo ,  che  fi  fa  quando  fi  ode  cotefle  Harmonie.  Per la  qualcofa  paterno  tener  per  certo ,  che  quelle  pro- 
portioni tfteffe  ,  che  fi  ritrouano  nelle  qualità  narrate ,  fi  ritrouano  anco  nelle  Harmonie  :  effendo  che  di  vn 
(àio  effetto  non  gli  è  fi  non  vnapropia  cagione ,  la  quale  nelle  qualttàgìà  dette,  &  nelle  Harmorùe;ì  la  Pro- 
bortione .  La  onde  paterno  dire  che  quelle  ijìefje  proportiom ,  che  fi  ritrouano  nella  cagione  dell'  Ira ,  a  del 
Timore  ,odi  altra  pafione  nelle  fopradette  qualità  ;  quelle  ijìejìe  fi  ritromno  anco  nelle  Harmonie  ,  che  fo- 
no cagioni  di  concitare  fintili  effetti .  Quette  cofe  adunque  effendo  contenute  fitto  fimili  proportioni ,  non  ' 
è  dubbio ,  che  fi  come  le  pacioni  fono  vane  j,  che  non  fiano  anco  varie  le  proportioni  delle  cagioni;  perche 
pur  troppo  è  Viro ,  che  delle  cofi  contrarie  fono  contrari]  lifuoieffetti .  Effendo  adunque  kpafioni,  che  predo 

h         minano 


74  Seconda 


minano  ne  i  corpi;  per  yirtù  delle  nominate  qualità  ,fimilì  (  diro  cofi)  alle  complefiioni,  che  fi  ritrouano  nel- 
le H armonie ,  facilmente  paterno  conofcere,in  qua!  modo  le  H  armonie  pof ino  muouer  l'animo,&  difporlo  A 
yarie  pajìiòm  :  Perciochefe  alcuno  èfittopojìo  ad  alcuna  paf  ione  con  diletto ,  ouer  con  triflexja  ;  et  ode  va 
harmomaja  quale  fiafimile  in  proportione,  tal paf 'ione piglia  aumento  ;  concwfia  che  la  Similitudine  (  comt 
■vuole  Boetio")  adogn'yno  è  amica,  et  Li  Diuerfità  contraria  gr  odiofa  :  Ma  fé  auiene,  che  ne  oda  Dna  di  pro- 
porzione diuerfa,  tal  paf  ione  dimintufce,  &fe  ne  genera  una  contraria  :  Et  fi  dice  ,  che  allora  tale  harmonia 
purifica  da  tal  pacione  colitiche  la  ode, per  la  corruttione,et  per  lageneratione  di  -un'altra  cofa  contraria;co- 
mefi  yede ,  che  fé  alcuno  e  molestato  da  alcuna  paf  ione ,  la  qual  -venga  con  triflex^a ,  o  con  lo  accender  fi  ti 
fingile,  come  la  Ira;&  oda  yn'harmonia  di  contraria proportwneja  quale  contenga  alcuna  dtlettatione,allo 
ra  affa  in  lui  l'Ira ,  &fi  corrope;  &  immediatamente  fi  genera  la  manfuetudinexofa  chefuole  auenire  an 
co  nell'altre  paf  ioni  :  Percioche  ognuno  naturalmente  fi  diletta  più  di  quella  harmomaja  quale  cpiùfimile  , 
conuemente ,&  proportionata  allafia  natura  et  compicciane,  et  fecondo  che  è  dijpoflo;che  di  quellt,che  gli  è 
contraria.N  afono  adunque  le  dijpofitiom  diuerfe  negli  Intornila, non  da  altroché  da  i  diuerf  mouimenti  del 
Spiritosi  quale  è  il  primo  Organo  d'orni  virtù  dell'animaci  delle  fin f  due ,quanto  delle  motiue,per  alterato- 
ne, oper  moto  locale  ;  da  i  quali  mouimenti  alcuna  "volta  infrantene  il  raccoglimento ,  alcuna  -volta  il  bogli- 
mento,  &  alle  yolte  la  dilattatione  de  i  Spiriti.  I  quali  mouimenti  diuerf  non  follmente  nafcono  dalla  diuer- 
fìtà  delle  H  armonie  mufcalv.ma  da  i  Numeri  foli  ancor  a,come  è  mamffio  :  Percioche  mentre  noi  attenta- 
mente ydimo  leggere  ,  o  recitare  Verf  ;  alcuni  ritengono  l'huomo  in  yna  certa  modefia;  alcuni  lo  muoueno 
a  cofe  liberali  &  diletteuoli ,  &  alcuni  lo  incitano  a  cofe  leggieri  &  yane  ;  c$7*  altri  lo  inducono  in  yn  moto 
yiolento .  Et  di  quejlo  baflarà  di  dar  follmente  lo  eff empio  di  lArchtloco;  il  quale, come  dice  Horatio  ; 

Proprio  rabtes  armauit  Iambo .  Dalle  quali  cofe  fi  puh  comprendere,  in  qual  modo  la  Melodia,& 
le  fue  parti  pof  ino  con  yna  certa  dijpofitione ,  diuerfamente  mutar  le  pacioni,  &  cojìumi  dell'animo .  Ma 
perche  ho  detto  difopra,che  ogn'yno  naturalmente  più  fi  diletta  di  quella  harmonia,  la  quale  èpiùfimde,  cu- 
ueniente ,  &  proportionata  allafua  natura,  o  complefiione  ;  &  fecondo  che  è  di[poflo;però  è  da  notare, ch'io 
di  fi  Secondo  che  è  difyofic,  et  hora  dico,che  la  Melodia  può  mutar  li  cojìumi  delìanimo:percioche  mdubitatA 
mente  (fecodo  la  dottrina  del  File fofo)le  Virtù  morali, et  li  Vitij  non  nafcono  con  effo  nov.ma  fi  generano  per 
moltihabiti  buoni,  o  trifìi frequentati, nel modo  che  yno  per  fonare,  o  fenuere  j'pefje fiate  male,  diuenta  triflo 
Sonatore ,  o  Scrittore  :  Ouer  per  il  contrario ,  ejferatandefi  ffeffe  yolte  bene,  diuenta  buono  &  eccellente . 
Similmente  nelle  virtù  morali ,  colui  che  ffeflo  efferata  la  Imujìitiaper  tal  modo  diuenta  Imuflo  ;  &  colui 
che  efferata  la  Iufìitia  diuenta  In  fio ,  nel  modo  che  colui ,  che  fi  yfa  a  temere  i  pericoli  diuenta  timido  ,  & 
non  ti  Rimando  diuiene  audace .  Di  maniera  che,  quali  fono  le  operationi ,  tali  fono  gli  habiti  ;  Et  dalle  buo- 
ne fono  li  buoni ,  &  dalle  trifle  li  trifli  nafcono .  Ejfendo  adunque  le  Harmonie  ,  <&  li  Numeri  fmili  alle 
pa filoni  dell'animo,  come  afferma  lArifìotele,  paterno  dire,  che  lo  affuefarfi  alle  Harmonie,  &  olii  Nume- 
rinoli fa  altro ,  che  yno  affuefarfi  ,&  dijporfi  a  diuerfe  pafiiom,  &  diuerf  habiti  morali  ,&  cojìumi 
dell'animo  :  Percioche  quelli  che  odono  leHarmonie,&  li  Numeri,  fi  fintone  trammut  are  fecondo  la  difipo- 
fitione  dell'animo ,  alcuna  yolta  nell'amore  ;  alcuna  volta  nell'ira  ;  &  alcuna  yolta  nell'audacia  ;  il  che  da 
altro  non  auiene  (  come  ho  detto  )  che  dalla fimiglianza ,  chefitroua  tra  le  fopradette pafiioni  con  le  harmo 
me .  Et  queflofi  yede  :  conciofia  che  yno,  ilquale  haueràpiu  yolte  ydito  yna  forte  di  Harmonia,  o  di  Nu- 
merici dilettarà  maggior  mente, per  hauerfigià  affuefatto  in  quella .  Douemo  però  auertire,  per  maggiore 
tntellitenxa  di  quello ,  chef  è  detto  ;  che  il  Numero  quantunque  fi  piglia  (  come  nella  Prima  parte  vedem- 
mo) per  la  moltitudine  compofla  di  più  ynità,  &  per  l'^fria  (  dirò  cèfi  )  di  alcuna  cannone  ;  come  intefe  il 
Poeta  quando  diffe  ; 

Numeros  meminijft  yerba  tenerem;  Et  in  molti  altri  modi;nondimeno  in  queflo  luogo  non  è  al- 
tro ,  che  yna  certa  mifura  di  tempo  breue,  o  lungo ,  nel  quale  fi  forge  la  proportione ,  o  mifura  di  due  mom- 
menti  ,  o  più  infieme  comparati , fecondo  yna  cambieuole  ragione  di  tempo  di  efii  mouimenti  ;  &  fi  forge 
ne  i  piedi  del  Metro, &  del  Verfa,chefi  compongono  di  più  Numeri, con  yn  certo  ordine, offacio  determina- 
to.Ma  il  Metro, et  il  Verjo  è  yna  certa  copofitione,  &  ordine  de  piedi, ritrouata  per  dilettar  l'ydito:  Ouera- 
meme  è  vrìordwe,&  copofitiwe  di  più  yoa, finita  co  Numero,  &  modo .  Potrei  hora  dire  la  differenza, 
che  fi  ntroua  tra  il  Metro,  et  il  Verfo:maper  breuità  la  voglio  pafifarenmperoche  coloro,  che  defiderafino  di 
faperlajeggedo  il  cap.  i  .del  Terzo  lib.della  Mufica  di  iA°oflino,potr(ino  d'ogni  firn  defideno  effir  fatufatti. 

Solamente 


Parte.  75- 

Solamente  fi  batterà  daauertire  ,  che  il  Rìthmo  è  differente  dal  Metro  &  dal  Verfo  in  queflo  ;  che  il  Metro , 
&  il  Verfo  contengono  in  fé  yn  certo  fpacio  determinato  ;  &  il  Rìthmo  è  più  ynitierfale  ,  &  ha  lifuoifpacij 
liberi,  &  non  dei.  -minati .  Onde  è  come  il  Genere,  &  il  Metro,  &  ti  Verfo  fono  meno  -vniuerftlt  ;  &fono 
come  la  Specie  :p.  Cloche  da  quello  fi  ha  la  quantità,  o  la  materia  ;  &  da  qutfli  la  qualità. ,  o  la  forma .  <Al- 
ami  altii  dicono, che 7  Metro  &  il  Verfo  è  ragione  con  modulatione  ;  &  il  Rithmo  modulatone  fenza  ragio- 
ne .  Ma  queflo  fa  detto  a  baflanza  intorno  a  talcofa . 

In  qual  genere  di  Melodia  fiano  flati  operati  li  narrati 
effetti.  Cap.     57. 

IT  RO  V^AN  DOSI  nella  Mufica,  come  altroue  Tederemo  ,  tre  forti  di  Melodia, 
l'vna  delle  quali  era  detta  Diatonica,  l'altra  chromatica,&  la  terza  Enharmonica  ,  fo- 
no flati  alcuni, che  indimi  da  yna  lorfalfa  ragione, bano  battuto  parere,  che  gli  effetti  del- 
la Mufica  narrati  di  [opra,  non  fiano, ne  posino  effer fiati  operati  nel  primo  delli  nomina- 
ti generi,  ma  fi  bene  neìli  due  yltimi,  cioè  nelchromatico ,  ouer  nell'  Enharmoitico  :  per- 
cioche fé  f  uff  ero  ilati  operati  nel  venere  Diatonico  ,fi  yederebbe  tali  operationi  anco  ne  1  tempi  noiìri  ;  effen- 
dofolamente  tal  venere  ,&  non  gli  altri ,  efferatato  dalli  Mufici  :  conciofia  che  ogni  cagione  pofla  in  atto 
non  manca  mai  del  fio  effetto,  quando  da  alcuno  foprauenente  accidente  nonfia  impedito .  Onde  non  fi  yeden 
do  bora  tali  cofe  (come  dicono)  non  yogliono  anco,  che  per  ilpaffatofiano  fiate  operate  nel  predetto  venere  ; 
ma  in  yno  de  Ai  altri  due  nominati .  Cofloro  yeramente  di  gran  luna  a  s'ingannano  :  percioche  fuppongono 
yna  cofafalfii  per  yera ,  &  pongono  due  cagioni  diuerfe ,  come  fé  fujjero  fimili .  La  prima  fi  dimojlra  jalfa 
per  queda  ragione.  :  conaofia  che  la  Mufica  mai  ceffa  in  diuerfi  modi,  <&  in  diuerfi  tempi,  di  operare,  &  di 
produrre  yanj  effetti,  fecondo  la  natura  della  cagione,  &  fecondo  la  natura  &  difpoftwne  del  [oggetto,  nel 
quale  opera  cotali  effetti .  La  onde  yedemo  etiandio  a  1  noflri  tempi, che  la  Mufica  induce  in  noi  yariepafì io- 
ni, nel  modo  che  anticamente  facetta  :  imperoche  alle  molte  fi  yede,  che  reatandofi  alcuna  bella,  dotta,  &  e- 
legante  Poefa  al  fono  di  alcuno  finimento, gli  afcoltanti  fono  grandemente  commoJli,&  incitati  a  fare  dt- 
iterf  cofe,  come  ridere,  piangere,  ouero  altre  cofefimilt .  Et  di  ciò  fi  è  yeduto  la  efperienza  dalle  belle ,  dotte, 
&  lego-iadri  compofittonidell'<sfrio{lo ,  che  reatandofi  (ohm  le  altre  cofe)  lapietofa  morte  di  Zerbino ,  & 
il  lagrimeuol  lamentò  della  fua  ifabella,  non  meno piangeuano  gli  afcoltanti  niòfii  da  compafiione ,  di  quello 
chefaceua  vliffe  ydendo  cantare  Demodoco  mufico, et poeta  eccellentifimo.Di  maniera  che  fé  bene  no  fi  ode, 
che  la  Mufica  al  di  d'boggi  operi  in  diuerfi  foggetti,  nel  modo  che  già  operò  in  ^Aleffandro;  queflo  può  efjere  > 
perche  le  cagioni  fono  diuerfe ,  &  nonfmili ,  come prefuppongono  costoro  :  Percioche  fé  per  la  Mufica  anti- 
camente erano  operati  tali  effetti,  era  anco  recitata  nel  modo,  che  difopra  ho  mofìrato,&  non  nel  modo,che 
fiyfa  alprefente,  con  yna  moltitudine  dipartì ,  &  tanti  cantori  &  tìlrumenti ,  che  alle  yohe  non  fi  ode  al- 
tro che  ynjlrepito  de  yocì  mefcolate  con  diuerfi  filoni ,  &  yn  cantare  filza  alcun  giudióo,&  fenza  difcret- 
tione ,  con  yn  difconcio  proferir  diparole,che  non  fi  ode  fé  non  flrepito ,&  romore  :  onde  la  Mufica  in  tal  mo- 
do effercitata  non  può  fare  in  noi  effetto  alcuno ,  cbefia  degno  di  memoria .  Ma  quando  la  Mufica  è  recitata 
congiudicio,  &  pluf  accoda  all'  yfo  degli  antichi ,  cioè  ad  ynfemplice  modo ,  cantando  al  fuono  della  Li- 
ra ,  del  Leuto  ,  0  di  altri  fimili  iftrumenti  alcune  materie ,  che  habbiano  del  Comico ,  ouer  del  Tragico ,  & 
altre  cofe  fimilt  con  lunghe  narrationi  ;  allora  fi  yedeno  lifuoì  effetti  :  Percioche  yeramente  poffono  muouer 
poco  [ animo  quelle  canzoni,  nelle  quali  fi  racconti  con  breue  parole  yna  materia  breue,comefi  cofluma  hog- 
gidi  in  alcune  canzonette ,  dette  Madrigali  ;  le  quali  benché  molto  dilettino ,  non  hanno  però  la  fopradetta 
forza .  Et  che  fa  il  yero  ,  che  la  Mufica  più  diletti  yniuerfalmente  quando  èfempltce,  che  quando  è  fatta  con 
tanto  artificio ,  &  cantata  con  molte  parti  ;  fi  può  comprender  da  queflo ,  che  con  maggior  dilettatone  fi  ode 
cantare  alcuno  filo  al  fuono  di  yn  Organo,  della  Lira ,  del  Leuto,  0  di  altri  fimili  liìrumenti ,  che  non  fi  ode 
molti .  Et  fé  pur  molti  cantando  infume  muoueno  l'animo  ,nonè  dubbio ,  che  yniuerfalmente  con  maggior 
piacere  fi  afcohano  quelle  canzoni ,  le  cui  parole  fino  da  i  cantori  infume  pronunciate ,  che  le  dotte  compo- 
fitwni,  nelle  quali  fi  odono  le  parole  interrotte  da  molte  parti .  Per  la  qual  cofa ,  fi  yede  ,  che  le  cagioni  fi- 
no molto  diuerfe  degli  ejfetti,&  differenti  fyna  dall'altra,^  nonfimili,  come  cofloro  le  pongono .  Onde  non 
farebbe  marauiglta, quando  bene  yno  deìli  narrati  effetti  alprefente  non  fi  yedeffe .  Ma  tengo  w,&  credo  cer 
to ,  che  quando  1  Mufici  moderni  fujjero  tali,  quali  erano  gli  antichi ,  &  la  Mufica  fi  ejjercitajfe ,  come  gii 

k      1  fi 


7  6 


Seconda 


fifaceua ,  che  molto  più  a  i  noflri  tempi  fi  vdirebbeno  gli  effetti,  che  non  fono  quelli,  chef  leggono  degli  an- 
tichi :  Percioche  al  prefìtte  è  maggiore  la  moltitudine  de  i  Mufci ,  che  già  non  era .  Ma  lajciamo  hormai 
cpueile  cofe  :  percioche  fo no  quaf  manifefle  ad  ogn'vno,  che  hàgtuditto,&  cerchiamo  di  ribattere  la  opinio- 
ne loro  con  viue  &  efficaci  ragioni,  mofirandogli  il  loro  errore  ;  il  che  facilmente  ne  verrà  fatto,  per  ~»no  in* 
conuemente  ,  che  ne  feguirebbe ,  oltragli  altri ,  che  fono  molti  ,&è  quefo  ;  Che  fé f uff  vero  quel,  che  dico- 
no,nefeguirebbe,che  l' ^Artificiale  poteffe  più  che' l  Naturale,  quando fufe  foprauanzato  nel  porre  in  ejfere  ta 
li  effetti  :  conciof  a  che' l  Genere  diatonico  è  naturale  ,&  gli  altri  due  fono  artificiali ,  come  dalle  parole  di 
Vitruuiofpuo  comprendere  ,  le  quali  dicono  ;  Che  i  Generi  delle  Canzoni  fono  tre  ;  il  primo  è  quello  ,  che  i 
Greci  chiamano  Harmonia&  è  modulatone  conceputa  dill'arte,&  lafua  canzone  ha  molta  orauità,  & 
autorità  non  poca  ;  llchroma  poi  confiti!  diligenza  &fpeffezz$  di  moduli  hàdilettatiom  più  joaue  ;  &  il 
Diatonico, per  efjer  naturale, è  più  facile  per  la  dittaza  degli  intervalli.  Boetio  ancora  lo  nomina  più  d'ogiì al- 
tro duro  &  naturale;  Et  dice  più  naturale  :  conciofa  che  ciaf  uno  di  e(ìi  generi  dalla  parte  de  i  filoni  &  del- 
le voci  è  naturale ,  ma  non  dalla  parte  degli  interualli  :  percioche  il  rimettergli  ,&  lo  allungargli  apparten- 
gono all'arte,  &  non  alla  natura,  come  altroue  vederemo.  Franchino  Gaffuro  ettandio  dice,  che'l  Chroma- 
tico  è  artificioftmente fatto  per  ornamento  del  Diatonico  ,&lo  Enharmonio  è  detto  perfetto  ornamento  del 
naturale  &  artificiale  Siftema  mufco  Diatonico  &  Chromatico  ;  &  dice  anco ,  che'l  Tetrachordo  diato- 
nico è  naturale.  ^Appare fimtlmente  vn  altro  grande  inconueniente  :  imperoche  sforzandof  loro  di  dffende- 
re  la  loro  opinione, pongono  lo  Effetto  auantt  la  Cagione  pergrandifimo  (pacio  di  tempo  ;  il  che  è  cantra  ogni 
douere  :  conciofiache  orni  cagione,  ouero  è  prima  dello  effetto,  ouerfpone  infieme  con  effo  lui.  Ma  verame-* 
te  lungo  tempo  dopo  tali  effetti  fucceffero  nonfolamente  Hi  Inuentori,ma  l'inuentione  etiandio  di  tali  peneri; 
&  di  quello  riè  teflimomo  Plutarco,  il  quale  dice  ;  che'l  Diatonico  è  d'ogn  altro  genere  antichifimo  :  percio- 
che effendoper  auanti  ogni  cofa  diatonica  nella  Mufca  ,gran  tempo  dipoi  fu  ntrouato  il  venere  chromatico 
(come  vederemo  )  da  Timotheo  Milefo  Lirico  figliuolo  di  Terfandro,  o  di  Neomifo  ,  ouero  di  Filopide  ,  co- 
me vuole  Snida  ,  &  Boetio .  Di  cojìui  come  ritrouator  di  cofe  nuoue  (  com'io  credo  ~)fa  mentione  <Ariflotele 
nella  fua  Metaphifica  dicendo  ;  SenonfuffeftatoTimotheononhauerefimo  molte  Melodwj  ne  cofluiha-  .2-5 
uerebbe  acquiflato  cotali  cofe,  fé  Frinide  non  fuffe  flato  auanti  di  lui.  Et  fé  cofiut  fu  quello,  che  oprò  co'l  mezo 
della  Mufca  in  lAleffandro  quel  tanto  marauigliofo  effetto,  come  di  fopra  hauemo  detto  ;  vifje  nella  Cente- 

fima  et  undecima  Olimpiade , cioè  intorno  anni  338.  auanti  l'anno  di  nofra  Salute-.percioche  ^Aleff andrò  re 
gnaua  in  quei  tempi;  &  pur  fi  legge,  di  molti  altri  effetti  marauigliofi  oprati  per  la  Mufica,auanti  che  cofìui 

fi  nominaffe,  come  vederemo.  Dopo  coilui  vene  Olimpo;  fi  come  di  parere  di  lArifìo/Jeno  referi  fé  Plutarco; 
il  quale  fu  il  primo,  che  ritrouaffe  il  genere  Enharmonico ,  effendoper  auanti  nella  Mufca  ogni  cofa  diatonica, 
&  chromatica .  Ranoneuolmente  tali  effetti  douerebbono  efjere  fuccefii  dopo  gli  Inuentort,&  dopo  lai n- 
uentione  ;  acciùche  (  fecondo  la  verttà)le  cagioni fuffero  prima  degli  effetti  ;  mafìiamo  a  vedere  fé  vogliamo 

1  fcorger  la  pazzia  di  cojloro .  Ritrouo  io  nelle  htftorie ,  che  Ptthagora ,  per  la  cui  accortezza  la  Mufica  ope- 
ro nelgioume  Taurominitano  ilfopranarrato  effetto,  fu  nel  tempo ,  che  Seruio  Tullio  regnaua  in  Roma  ;  & 
ne  i  tempi  di  Ciro  re  di  Per  fa,  intorno  l'anno  600.  auanti  l'auenimento  del  Figlimi  di  Dio ,  nel  tempo  di  Se- 
dechia  re  de  Giudei ,  anni  intorno  z  6  o.  auanti  li  tempi  di  ^Aleff andrò .  Comepoteuano  adunque  li  due  nomi 
nati  generi  operare  cofa  alcuna ,  fé  per  lungo  tempo  dopo  dagli  Inuentori  fumo  ritrouati  ì  Di  più ,  Homero 
poeta  famof fimo  fcrtf  e  in  verfo  Heroico  Hi  infortuni ,  &  caf  diuerfi  di  Vliffe  ;  &  come  da  Demodocoftt 
prouocato  a  piangere ,  &  diffe  che  per  il  pianto  fu  conofciuto  da  ^Alcinoo  ;  nondimeno  Homero  fu  per  anni 
^9  o.poco  più,opoco  meno  auanti  Pithagora,&  auanti  che  Roma  fuffe  edificata  anni  i6o.net  quali  tem- 
pi regnaua  Iofafà  nella  Giudea .  Più  oltra  ,  Dauid profeta ,  il  quale  ifcacciò  molte  volte  il  maligno  fptrito  di 
Saul,  fu  auanti  Homero  intorno  anni  1  o.  per  quello  ch'io  ho  potuto  raccorre  nelle  bidone;  &  auanti  efjo  Ti 
motheopiù  de  anni  700. O  gran  pazzia  di  cofloro  ;  come  può  efjere,  che  non  effendo  la  cagione,  che  pongo- 
no ,  fé  non  per  tanti  &  tanti  anni  dopo ,  nepoffa  da  lei  vfare  alcuno  effetto  ?  Veramente  je  haueffero  poilo 
infieme  la  cagione  &  lo  effetto,cotali  cofe  farebbeno  almen  dette  con  qualche  ragione  :  ma  perche  (  come 
Intorniai  che  fono  )  hanno,  come  molti  altri,  poffuto  errare  ;  però  è  dibifogno  di  hauerliper  ifcufati .  Se  adun- 
que col  mezo  del  chromatico,  non  furono  operati  quei  effetti  tanto  marauigltofij  li  quali  habbtamo  racconta- 
ti dtfopra,  mtuormeie  fumo  fatti  col  mezo  dell'Enharmomco  :  percioche  quefo  fu  ritrouato  molto  tepo  dopo . 
Non  effendof  adunque  operati  cotalt  effetti  colmezs  di  qutili  due  generi  ;fe?uita  che  fuffero  operati  col  mez$ 

del 


Parte.  -yj 

del  diatonico.  Ma  poniamo  che  Timotheo  inuentore  del  genere  chromatico  non  fìa  fiatò  quello,  che  [pingefife 
^Aleffandro  a  pigliar  le  arme,  come  alcuni  potrebbeno  dtreffeguedo  £  opinione  di  Suida  Greco  digniftmo  fcrit 
tore  ;  ma  fi  bene  vn'altropiù  antico  di  lui  :  imperoche  quello, come  dice  Suidaffu  -veramente fonatore  di  Pif- 
ferò,&fu  chiamato  afe  da  ^4~leffandro,etfupiù  antico  di  quello,chefu  fonatore  di  Lira  fi  di  Cetera;  età  non 
farà  che  non  fi  appigliilo  alfalfo;  effendo  che  tanto  l'yno  quanto  l 'altro fi  troub  al  tempo  di  ^Aleffandro.  Fac- 
ciamo etiandio  che  le  ragioni  addutte  difopra,fiano  di  poco  valore  ;  per  queflo  non  confeguirano  illoro  uolere: 
perciochefe  lo  effeminar  l'animo ,  o  autllirlo  ;  &  il  farlo  diuemr  molle ,  cornee  la  natura  del  Chromatico  fe- 
condo che  ferme  ogni  Greco ,  &  Latino  fcrittore ,  è  contrario  effetto  a  farlo  diuentare  virile  &  forte  ;  non 
poteua  quel  Timotheo ,  qualfifuffe  col  mezo  di  queflo  genere  operare  in  lAleJfandro  vn  tale  effetto ,  il  quale 
certamente  fu  virile  &  feroce  :  ma  col  mezo  del  Diatonico ,  il  quale  è  più  d'o^n'altro  virile ,  forte  &piùfe- 
uero  .Tutte  quefle  cofe  ho  uoluto  difeorrere  auanti  ch'io  incomincia  a  trattar  quelle  cofe ,  che  appartengono  a 
quella  Seconda  parte  ;  per  moflrar  la  differenza,  chef  ritroua  tra  la  Mufica  antica  &  la  moderna  ;  accio- 
chefi  vego-a  quello,  che  era  la  cagione  principale, di  fare  operar  quei  mirabilifiimi  effetti,  chef  leggono ,  che 
ha  operato  la  Mufica  ;  &  non  fi  attnbuifca  alle  harmonie  (  come  fanno  alcuni  poco  accorti  )fe  non  quello  , 
che  fé  le  contitene  ;  &  non  pari  frano  quello, eh' io  ragionerò  intorno  li  due  y  Itimi  generi, cioè  Chromatico  & 
Enharmontco.  Ma  in  qual  modo  ili  ^Antichi  procedeffero  nelle  loro  harmonie,  lo  vederemo  altroue;Onde  ri- 
tornando hora  al  nojlro  principale  intendimento ,  tncomwcierò  a  ragionare  della  origine  de  i  Suoni ,  £7*  delle 
Voci  :  conciofa  chetano  confderate  dal  Mufico  come  primi  Elementi  della  fiua  faenza . 

Delli  Suoni  &  delle  Voci,  &  in  qual  modo  nafehino .  Cap.     1  o. 

^A  MESTIERI  adunque  fapere ,  che  fé  tutte  le  cofe  fuffero  immobili ,  ne  l'vna  fi 
potè ffe fare  verfo  l'altra  ;  0  l'vna  non  pot  effe  mtiouere,  offinger  l'altra,  mancarebbe  ne- 
ceflanamente  il  Mouimento  ,&  mancarebbefioi  Suoni  j&*  le  Voci,  et  per  confeguente 
ogni  Consonanza  muficale  ,ogm  H  armonia  ,&  ogni  Melodtaxonciofia  che  da  altro  non 
nafehino  i  Suoni  &  le  Voci, che  dalla  repercufiione  violenta  dell' iArta,U  qualfenza  dub 
no  alcuno  non  fi  può  hauerffnza  il  Mouimento.  <AÌla  lor  generatione  adunque  (come  vuole  ^Anflotele^ne- 
ceffariamente  concorreno  tre  cofe  :  primieramente  quel  che  percuote,  dipoi  ilpercoffo,^  il  mezo,  nel  quale  è 
nceuuto  il  Suono.  Dico  quel che  percuote ,&  ilpercofjh  :percioche  dalla  percufione  fi  genera  il  Suono,  effen- 
do mafiimamente  il  Suono  (  come  lo  dichiara  Boetio  )  repercufiione  di  aria  non  fctolta  infitto  all'vdito  ;  nella 
quale  fi  ricerca  quel  che  percuote,  come  agente  ;  &  ilpercoffo ,  come  patiente  ;fi  come  nel  mouimento  fem- 
prefi  ricerca  quel  che  muoue,  &  quel  che  è  moffu.  Dopo  quefle  ui  concorre  il  Mezo ,  nel  quale  il  Suono  è  ri- 


e 


ceuuto,come  nelpropio  foggetto  ;  &  queflo  è  l'^Aria  :  conciofia  che  acciò  fi  generi  il  Suono, fa  dibifogno,  cfci 
quello  che  percuote  tocchi  ilpercoffo  in  tal  maniera,  che  nel  toccare  faccia  la  botta-.ma  nonfenza  mouimento 
locale, nel  quale  l'^fria  mezanafi  muoue  tra  quel  che  percuote ,  <&>  quel  che  èpercoffo  ;  &  perviene  alle  no- 
Jìre  orecchie  mouendo  l'Vdtto.  Onde  e  vero  quel,  che  dicono  1  Filofofi,  che 7  Mouimento  locale  fempre fifa  in 
alcun  Mezo,&  non  mai  nel  Vacuo.  E  ben  vero,  che'l  Suono  può  nafeere  in  molti  modi ,  primieramente  qua 
do  due  corpi  duri  fono  percofi  tvn  con  l'altro  ;fi  come  l'Incudine  &  il  Martello  ;  &  queflo  conferma  iArt- 
Jlotele  dicendo,  che  il  Suono  nafee  dalla  colhjione  ,  0  confricatane  di  due  corpi  foltdt  eS?"  duri ,  li  quali  rompi- 
no fortemente  l'aria .  Secondariamente  nafee ,  quando  vn  corpo  liquido  percuote  vn  duro  &  fermo  ;fi  come 
l'aria,  che  percuota  con  violenza  in  alcuno  arbore  ;  ouerper  ti  contrario ,  quando  vn  corpo  liquido  èpercoffo 
da  vn  duro  &  fermo  ;fi  come  quando  l'aria  è  percoffa  da  vna  verga .  Similmente  quando  due  corpi  liquidi 
concorreno  infume jauer fi  incontranoffi  come  fanno  due  lAcque  correnti  :  Ouer  quando  alcuno  vento,  ouero 
altro  vapore  fpino;e  velocemente  vna  parte  di  ariafopra  vn  altra;  fi  come  amene  quando  fi  fianca  vii  ^Arti- 
gliarla, ouero  altra  cofafimile .  Et  nonfolamente  nafee  il  Suono  in  quejh  modi  ;  ma  ancora  quando  fifepara 
alcuna  parte  di  vn  corpo  dall'altra  ;  come  fi  fa  per  la  diutfione  di  alcun  Leo-tto,oper  [tracciare  Velato,  Pan- 
no, Telia ,  ouero  altre  cofe  filmili  ;  ne  1  quali  effetti  concorre  fempre  (a  violenta  repercufiione  dell'aria .  Et  fi 
come  quando  fi  getta  nell'acqua  alcun  faffo,  fubito  fifa  in  effa  vn  picctol  cerchio  ;  &  tanto  fi  fa  maggiore , 
quanto  gli  è  permeffo  dal  mouimento  :  percioche  effendo fianco,  fi  ferma  ,ne  procede  più  oltra  ;  cofi  tntrauie 
ne  dei  Suoni  nell'aria,&  delle  Vocnche  tanto  fi  diffondeno  1  circoli  fatti  in  ef]o,&  fi  fanno  maggiori,  quan- 
to 


78  Seconda 

to  <rli  èpermeffo  dal  mouimento  ;  &  in  tal modo feri/ce  l'orecchie  de  i  circoflanti .  Intraaiene  però,  che  fi  co- 
me l'Onde  che  fanno  1  circolt,tanto  maggiormente  fono  debolt,&  di  minor  poff.wxa,quanto  più  fino  lontane 
titlla  fitta  origine,  £7*  dall'occhio  fono  min  compre  fé  ;  cofi  ancora  li  filoni,  0  yoci  tanto  più  debolmente f enfia- 
no l'vdito ,  qi tanto  più  fino  lontani  dal  filo  principio ,  grfi  rendono  all'ydito  più,  ofiuri  -,  t&  minormente  fono 
intefi  da  ejfo  ;  onde  poi  fianco  il  mouimento  non  più  fi  odono  :  Mafie  per  cafo  aueniffi ,  che  alcuna  cofafaceffi 
oflacolo  alle  commemorate  onde  -s  0  circoli  fatti  nell'acqua  ;  onero  gli  impedifce  iljarfi  maggiori  5  per  quanto 
dalla  natura  del  mouimento  lifujfe  conceffo  ;  ritornano  efii  circoli  fin  là  decrefcendo ,  oue  hebbero principio , 
&  ceffi  il  mouimento .  Queflo  ifieffofa  l'aria ,  che  fi  alcuna  coffe  te  oppone,  (libito  ritorna  al  fio  principio  , 
aoè  alla  origine  del  fino  mouimento  ;  &  dalla  refezione  fi  fa  nelle  nojlre  orecchie  vn  nuouo  fono ,  il  quale 
chiamano  Echo .  Dal  mouimento  adunque, come  principale  fi  fa  il  Suono  ;  alla  cmfimilittidine  nafcono  anche 
le  Voci,  quantunque  diuerfiamente  di  quel  che  fanno  ifuoni  :  imperoche  alla  lor  generatione  non  filo  fi  mere* 
le  nominate  cofi  concorrenti  al  naficer  de  1  filoni  :  ma  di  pm fa  dibifogno ,  che  vi  f  ano  due  iftrumenti  naturali 
fommamente  neceffaru,  che  fono  ti  Polmone,  &  la  Cola .  il  Polmone  dico,  che  quaji  come  tu  Mantice  ti- 
ri l'^Arta,  &  la  mandi  fuori  ;  <&  la  Gola,  nella  quale  percuoti  l'^fria  mandata  fuori  :  Conciofia  che  effendo 
la  yocefiiono ,  & generandofi  il  fuono  (  come  ho  detto  )  dalla  repercitjìwne  ;  è  necejfarw ,  che  quando  la  vo- 
ce fi  venera,  che  l'fAna  mandata  dal  Polmone  percuota  alla  Cola ,  cioè  alla  canna,  che  e  detta  arteria  vo- 
cale,&  per  tal  percufiionefia  generata.  Et  benché  dal  Polmone,^  dalla  Gola  nafchmo  molti  filoni  ;  non  fi- 
no però  tutti  da  nominare  Voci  ;fi  come  la  Toffe ,  cjr  altro  fimiljìrepito  :  ma  quelli  follmente ,  che  fono  ar>- 
ticolati,  &fono  quelli,  chefignifcano  alcuna  cofa  ;  dalli  quali  nafcono  1  Parlari,  che  fino  propij  dell'huomo  ; 
alla  generatione  de  i  quali  fanno  dibifognu  tutti  quelli  idrumeti  naturali, dì  10  commemorai  nella  Prima  par- 
te ;  c>?"  queflifono  confiderati  dal  Mufico  -.percioche  fumo  alfuopropofito  ;  ma  non  li  primi,  che  non  fono  at 
ti  a  fare  alcuno  concento .  Horapotemo  vedere  la  differenti, che  fi  troua  tra  il  Suono,&  la  Voce  :  conciofia 
che  il  Suono  è  quello ,  che  follmente  fiiode  ,<&  è  repercufione  di  ^Aria  nonfcwlta  (  come  ha  detto  )  che  per- 
viene fino  all'  vdtto  ,  &  non  rapprefinta  cofa  alcuna  allo  intelletto  ;  &  la  Voce  è  repercufione  di  aria  re/pi- 
rata all'arteria  vacale,  chef  manda  fuori  con  qualche  figinficatione;  (affando  da  vn  canto  il  Latrar  de  cani, 
&  altre  cofe  fitmdi,  che  non  fanno  qui  alpropofito .  Onde  paterno  dtre,che  il  Suono  fa  come  il  Genere,  &  la 
Voce  come  la  Specie  :  imperoche  ogni  voce  è  fuono,  ma  non  per  il  contrario . 

Da  che  nafcono  i  fuoni  graui,  &  da  che  gli  acuti .  Cap.      1  iì 

• 

,AL  Mouimento  adunque  {come  di  fiopra  hauemo  veduto)  nafcono  i  Suoni  &  le  Voci  r 
ma  perche  delli  mouimenti  alcuni  fono  equali,  &  alcuni  mequali  ;  &  di  quefli  alcuni  fi- 
no tardi  &  rari;&  alcuni  veloci  &fpeft  ;  però  è  da  fapere,che  dalli  primi  nafcono  ifuo 
nigraui  &  dalli  fecondi  gli  acuti  ;  <&  queflo  è  manifedo  alfenfio  :  percioche  fi  noìpiglta- 
remo  vno  Iflrumento  muficale ,  nel  quale  fano  te  fé  molte  chorde ,  &  percuoteremo  in- 
fame equamente  alcune  di  effe, di  modo  che  la  perenzione  fatta  all'vna,non  fa  piti  forte  di  quella  fatta  all'ai 
tra  ;  ritrouaremo  nelle  chorde,  che  danno  li fuoni  più  graui ,  li  moutmenti  più  tardi  &pturari ,  &piu  lun- 
gamente durare  il  lor  fono  ;  &  nelle  più  acute  i  mouimenti  più  veloci  <&ffefii ,  &  li  fuoni  pmprefìo  man- 
care :  Conciofia  che  le  chorde  più  [affi  debolmente  percuotono  l'aria ,  &ptù  dura  il  fuono ,  che  nafee  da  kr 
ró  ;  &  queflo  è  per  la  tardità  de  i  mouimenti  :  Ma  quelle  che  fono  più  tirate, percuoterne  <Aria  gagliarda- 
mente,&  con  prejìezsca  ;  &  è  men  durabile  il  fuono,  che  da  effe  procede  :  percioche  per  la  velocità  detti  mu> 
uimenti  ceffa  tanto  più  prefio,  £?*  arma  alfine .  Ogni  giorno  vedemoper  ejferien-za ,  che  la  chordapiu  tefit 
rende  il  fuono  più  acuto  ;  &  fé  la  tiriamo  più  di  quello  che  è  tirata,  ritrouiamo  in  effa  mouimenti  più  velo- 
ci, &  il  fuono  fatto  più  acuto  di  quel  che  era  di  prima  ;  Effe  la  ralentiamo,  ttfuoi  mouimenti  fono  pm  tardi , 
&  il fuono  produtto  da  leipiùgraue  :  conciofia  che  il  mouimento  quanto  più  è  tardo,  tanto  più  è  vicino  al  fino 
fine,  cioè  alfermarfi  ;  £J7*  il  fuono  quanto  èpiugraue ,  tanto  è  più  vicino  alla  taciturnità.  Si  debbeperò  inten- 
der di  quella  tardità,  chef  ritratta  nel  fine  de  1  mouimenti  violenti  :  percioche  tali  mouimenti  fono  per  loro  na 
tura  gagliardi  nel  principio  &  veloci,  nel  fine  poi  fino  deboli  &  tardi  :  effendo  che  a  poco  a  poco  vano  per- 
dendo la  fua  velocità .  Et  quella  tardità  fi  ritroua  nella  chorda ,  quando  è  vicina  alfermarfi  :  conciofia  die 
allora  è  più  debole,&ptù  Uffa .  La  onde  il  mouimento  di  qualunque  chorda  percoffa  nel  principio  è  veloce  , 


Parte.  79 

CÌr  rende  molto  fuono  :  ma  a  poco  a,  poco  debilttandofi  ilmouimento  lo  ya perdendo.  Nafeono  etiandio  li  fio- 
tti grani  delie  chorde  graffe  ;  &  dalle  fittili  gli  acuti  :  percioche  il  fuono  acuto  non  tanto  nafce  dalla  -veloci- 
tà del  mouimento  ,  quanto  dalla  fottigliezga  della  chorda ,  che  èpiùpenetratiua  nell'^iria .  Ne  ci  douemo 
imaginare ,  che  qualunque  Tolta  yntt  chorda  fia  percoffa ,  che  ella  generi  folamente  ~vn  fuono,  anzi  bifognx 
tffer  certi ,  che  ifuoni,&  le  perenzioni  fi  ano  molte  ;  &  che  tante  volte  quante  da  quella  l'aria  è  percoffa, 
che  renda  tanti fioni  differenti, fecodo  la  veloeità,o  tardità  delli  mouimenti fatti  in  effa  chorda  ;  &  che  per- 
cuoti l'aria,  fino  a  tanto  che  tal  chorda  tremi .  E  ben  vero ,  che  le  differenze  de  i  fuoni  graui  &  acuti ,  nati 
dalla  chorda  non  fono  vdibili  ;  il  che  può  auenire  non  fola  dalle  percufiioni,  che  fino  -veloci ,  &  in  tal  manie- 
ra congiunte,  che  paiono  a  noi  vnafila  :  ma  etiandio  per  li  mimmi  interuxlli,che fi  ritrouano  da  vn  fuono  al- 
l'altro, de  i  quali  l'vdito  non  è  capace,  fi  per  lafua  picolez^a,  come  anco  perche  fino  molto  congiunti  :  Onde 
l'vdito  refla  ingannato  nella  cofa  y  delle ,  quaft  aìl'ifleffo  modo ,  che  fa  il  vedere  nella  cofa  vtfibile  ;  concio- 
fu  chi  fé  alcuno  pigliarà  in  mano  vn  tizzone  accefo,  csr  girerà  quello  velocemente  a  torno  ;  parerà  che  nel- 
l'aria fia  vn  cerchio  di  fuoco  ;  nondimeno  fecondo  laventà  non  farà  cofi  ;  percioche  dalla  velocità  del  Mo- 
uimento vnito,&  dalli  forma  di  tal  figura,  la  quale  no  ha  angoli,  l'occhio  rejlerà  ingannato.  Effendo  adun- 
que li  Suoni  grani  fatti  dalli  mouimenti  tardi  &  rari  ;  &gli  acuti  dalli  veloci  &  jpefìi  ;  potemo  dire ,  che 
dalla  aggiuntione  de  i  mouimenti  fi  f acino  i  fuoni  de  graui  acuti  :  &  per  ti  contrario ,  dalla  diminutione ,  de 
acuti  graui .  Di  modo  che  efjendo  fatti  li  fuoni  acuti  dalla  maggior  parte  de  t  mouimenti ,  &  li  graui  dalla 
minore;da  tal  differenza ,  che  confifìe  in  vna  certa  pluralità,  è  neceffario  che  cadinofotto'l  numero  ;  &  che 
comparato  il  mag  gior  numero  loro  al  minore ,  fi  ritroui  quella  comparatane ,  &  proportione  tra  loro  ,che 
fi  ritroua  tra  i  Numeri fimplict  nella  quantità  difireta .  Et  fi  come  tali  mouimenti  comparati  fecondo  7  Nu- 
mero, parte  fono  tra  loro  equali ,  &  parte  tnequali;  cofi  ancora  li  Suoni  fono  tra  loro  parte  equali ' ,  &  parte 
dijìanti  l'vno  dall'altroper  la  ìnequalità .  Onde  in  quelli,  che  non  fono  difcordanti  per  alcuna  inequalità,non 
fi  puh  trouare  alcuna  Confonanza,ne  meno  tlfuo  oppofito,che  è  la  Diffonanza  :  conciofia  che  la  Confinanza 
è  concordanza  de  più  fuoni  tra  loro  differenti  &  inequali ,  reduta  in  vno  ;  &  la  Diffonanza  (  come  altroue 
Tederemo  )  miflura  di  fuono  grane  &  acuto ,  che  offende  l'vdito .  ^Adunque  fi  come  dalle  quantità  ,  che  fi- 
no tra  loro  ineqnali ,  l'vna  comparata  all'altra  (  nel  modo  che  nella  Prima  parte  vedemmo  )  nafeono  cin- 
que generi  di  proportione ,  detti  di  maggiore  inequalità,  delli  quali  le  lorffecie  fono  infinite  ;  cofi  ancora  dal- 
la comparatone  de  i  filoni  tra  loro  inequali,  nafeono  cinque  generi,  &  infinite  ffiecie  .  Et  benché  i  Suoni  fi  ri- 
trouino  in  atto  nell'^A~ria,come  nel fio propio  fogg etto,  et  aie  di  loroper  via  delfiggetto  non  nepofiiamo  ha 
uere  alcuna  cognitione  ,  o  ragione  determinata  :  perche  lifuoi  termini  fino  incogniti  a  noi  ;  tuttauia  in  quan- 
to nafeono  da  i  Corpi  Sonori,che  fono  quantità  commenfur abili,  &fi  ritrouano  in  loro  in  potenza;  dalla  mi- 
fura  loro  ne  hauemo  perfetta  cognitione  -.percioche  lifuoi  termini  fono  cono  fiuti:  effendo  che  dalla  diuifione 
delle  chorde  (  come  nella  Prima  parte  ho  detto)  noi  cattiamo  le  ragioni  de  t  fuoni  graui,  &  degli  acuti,  &  le 
lor  differenze ,  &  queflo  fecondo 7  Numero  delle  parti,  che  le  mtfurano  i  dal  qu.il  Numero  venimo  ad  effer 
certi  della  quantità  de  i  Suoni  ;  &  non  pur  di  efìi ,  ma  delle  Voci  ancora ,  le  quali  fenza  dubbio  fono  Suo- 
ni ;  applicando  però  efii  Suoni ,  che  nafeono  da  i  corpi  Sonori  alle  Voci ,  le  quali  fino  produtte  da  li  corpi 
Immani . 

Quel  che  fia  Confonanza,  Diffonanza,  Harmonia,&  Me- 
lodia .  Cap.     1 2. 

■j€L  L I  Mouimenti  tardi,&  veloci,adunque,infiemeproportionati  nafce  la  Confinan- 
za, confederata  principalmente  dal  Mufico,  la  qual  dichiarando  da  nuouo  dico ,  che  ella  è 
mifìura  di  fuono  grane, et  acuto, che  peruiene  alle  noflre orecchie  foauemente,  et  vmforme 
mente  ;  &  hàpoffan^a  di  mutami fenfo  :  Onero  è  (fecondo  che  la  definfie  ^fnflotele) 
ragion  de  numeri  nell'  acuto,  &  nelgraue .  Dalle  quali  definitiom  potemo  comprendere , 
che  la  Confonanxa  nafce,  quando  due  fuoni,  che  fono  tra  lor  differenti  fenza  alcun  fuono  mezano,fi  congiun 
gono  concordeuolmente  in  vn  corpo  ;  &  è  contenuta  da  vna  fola  proportione .  Maperche  di  due  oppofm  ri- 
trouandofi  l'vno  in  effere ,  è  neceffitrio  ,  chef  ritroui  anco  l'altro ,  &  fi  habbia  di  loro  vna  tfìeffa  faenza  ; 

pero 


80  Seconda 

però  efftndà  la  Diffonaza  contraria  alla  Confionanza, non  farà  difficile  faper  quello, che  ella  fa:  Imperoche  è 
mtjìura  di  fiotto  grane, &  di  acuto,  la  quale  aspramente  penitene  alle  no/Ire  orecchie .  Et  nafce  in  tal  m'ame- 
rà ,  che  mentre  talifuom  non  fi  yogliono  ymre  Firn  con  l'altro ,  per  la  difproportione,  chef  ritroua  tra  loro  ; 
&fi  sformano  di  rejìare  nella  fua  integrità  ;  ojfendendof  lyn  l'altro  porgono  amaro  fuono  alt  ydito .  Nefo- 
lamentefi  ritrattano  due fuoni  tra  loro  dittanti  per  il  grane  &■  per  l'acuto,  che  consuonino  :  ma  tali  fuoni  an 
co  fi  odono  molte  fate  tramenati  da  altri  fuoni ,  che  rendeno  fonie  concento,  come  e  mamfefto;  &  fino  con- 
tenuti da  più  proportioni  ;  pero  ti  Mufici  chiamano  tal  compofitione  Har  monta .  Onde  fi  de  alterare ,  che 
l'H armonia  fi  ritroua  di  due  forti ,  l'vna  delle  quali  chiamaremo  Propia ,  &  l'altra  Non  propia .  La 
Propia  è  quella,  che  defcriue  Lattantio  Firmiano ,  in  quello  dell'  Opera  di  Dio  dicendo  ;  I  Mufia  nominano 
propiamente  H  armonia  il  concento  di  chorde  ,  odinoci  confinanti  nellt  lor  modi,  fenza  off  e  fa  alcuna  delle 
crecchie  ;  intendendo  per  quefìa  il  concento ,  che  nafce  dalle  modulationi ,  che  fanno  le  parti  di  ciafcuna  can- 
tilena ,  perfino  a  tanto  che  fiano  peruenute  alfine .  H  armonia  propia  adunque  è  mittura  di  fuoni  grani ,  & 
di  acuti,  tramenati,  o  non  tramenati,  la  qual percuote  foatie  mente  ilfenfo  ;  &  nafce  dalle  parti  di  ciafcuna 
cantilena, per  il  proceder  che fatino  accordando^  infume  fino  atanto ,  che  fatto  pertienute  al  fine  ;  &  ha 
poffanza  di  difpor  l'animo  a  dtuerfe  pafiioni .  Et  quetta  Harmonta  non  folamente  nafce  dalle  coiifònanze  ; 
ma  dalle  affittanze  ancora  :percioche  i  buoni  Mufici  pongono  ogniftudto  di  fare,  che  nelle  Harmome  le  dtfi 
fonale  accordino,»  che  co  maramgliofio  effetto  confuonino;Di  maniera  che  noi  lapotemo  confiderare  in  due 
modi,  cioè  Perfetta,^  Imperfetta  :  La  Perfetta,  quando  fi  ritrouano  molte  parti  in  yna  cantilena ,  che  ya- 
dino  cantando  infieme  ,  dimodoché  le  parti  eflreme  fatto  tramenate  dall'altre  ;  &  la  Imperfetta,quan- 
do  folamente  due  parti  yanno  cantando  infume ,  fetida  efifier  tramenate  da  alcun  altra  parte .  La  Non  pro- 
pia  è  quella,che  ho  dichiarato  difopraja  quale  più  pretto  fi  può  chiamare  Harmoniofa  cofonanza,  che  Har 
monia  :  conciofia  che  non  contiene  in  fé  alcuna  modulatwne  ;  ancora  che  habbiagli  efìremi  tramenati  da  al- 
tri fuoni;  &  non  ha  poffanza  alcuna  di  diffiof  l'animo  x  dumfie  pafiioni,  come  l'H  armonia  detta  Propia,  la 
quale  di  molte  Har  munte  Non  propiefi  compone .  Et  fé  ben  pare,  che  l' Harmonta  Propia  non  habbia  da  fé 
tal  forza,  tuttauia  l'acquifla  col  me%o  del  Numero,  0-  dell'  Oratione,  cioè  dei  Parlare ,  o  delle  Parole ,  che 
(e  le  accompagnano;le  quali  tanto  ptù,o  metto  commoueno, quanto  più  ometto  fono  accommodate  al  Rithmo, 
meramente  al  Metro  con  proportwne .  La  onde  poi  da  tutte  qttejìe  tre  cofe  aggiunte  infume,  cioè  dall' Har- 
monta propia,  dal  Rithmo,  &  dall'  Oratione,  nafce  (  come  yttol  Platone)  la  Melodia . 

Diuifione  delle  Voci .  Cap.     ij. 

T  BENCHÉ  la  Confinanza,  la  Dijjonanza,  &  ÌHarmoniapofiino  nafeere  non  fi 
lo  dalle  yoci,  ma  anche  dalli  filoni  ;  nondimeno  la  Melodia,  nella  quale  entra  la  Oratione 
non  può  nafeere  fé  non  dalle  mei .  Però  ogni  yoce  quantunque  fa  articolata,  non  è  atta  al 
la  fua  getter 'ottone  :  concwfia  che  non  fono  le  yoci  tutte  di  yna  fpecie  :  Onde  è  dibtfiogno  fa, 
pere,  che  le  yoci  immane  {come  pone  Boetw)fi  diuidono  in  tre  parti,  delle  quali  alcune  fo- 
no dette  Cantinoue, alcune  Difcrete, o  Togliamo  dire  Sofpefi  con  internatio  ;  &  alcune  fono ,  che  participana 
della  natura  di  ciafcuna  delle  nominate.  Le  Continoue  ,dai  Greci  fono  dette  avviyù  <$moì ,  &  fono 
quelle  ,  che  yfiamo  ne  t  domeflici,  &  famigliari  ragionamenti ,  con  le  quali, fenza  mutar  fuono, leggemo  la 
Profia,  ouero  il  Verfo .  Le  Difcrete,  che  i  Greci  chiamano  httsnptLT.nigì  <paial  sfotto  quelle ,  con  le  quali  citia- 
mo ogni  fòrte  di  cantilena,  ordinata  per  interttalli  Muficalt  proportionati,  chef  ritrouano  nelle  modulationi; 
Et  quette  folamente  fono  quelle, che  fanno  al  noftro  propofito  :  Imperoche  da  loro  hanno  l'effere  orni  moduli- 
none, dalla  quale  naficono  tutte  le  fini  di  Harmonta .  Da  quefle  due  forti  fino  differenti  quelle ,  che  ag  giun- 
ge albino  ;  come  nel  cap.  il.  del  primo  libro  della  Mufica  moflra  Boetto  ;  le  quali  participano  della  na- 
tura delle  due  nominate  :  concwfia  che  fino  quelle ,  con  le  quali  leggemo  ogni  forte  di  Poefta ,  non  come  la 
Pro  fa  fenza  matafione  di  fuono  ;  ne  anco  didimamente  con  mterualli  determinati ,  come  fi  yfit  nelle  canti- 
lene; ma  ad  yn  certo  modo,  che  piace  più  a  noi  ;  ofjeruando  quelli  accenti ,  che  fi  danno  alle  parole  fecon- 
do che  ru  htede  la  materia  contenute  in  effa .  Et  benché  le  Voci  cotinoue  pò  fino  effere  infinite  ;  concwfia  che'l 
parlare ,  &  il  leggere  fi  pofja  continuare  per  lungo  tempo ,  fenza  alcun  termine  ;  &  che  le  Difcrete  non 
habbiano  alcun  termine  prefentto, di  afeendere  all'acuto,  o  di  deficendere  al  grane  ;  tuttauia  la  natura  da  fine 

alluna 


Parte . 


81 


aU'yiia,&  all'altra  :  Perche  il  Spirito  Inumano  col  tempo  tnfieme  termina  le  continone;  concedendo  a  ciafcu- 
>w  di  parlare,  &  fimilmente  di  leggere  guanto  gli  è  permeffo  dalla  flanatura,  et  daltempo;et  la  Natura  de 
gli  huomini  dà  fine  alle  difirete;imperoche  l'huomo  naturalmente  tanto  afiende,o  difcende  con  la  yoce,quato 
può  patire  lafua  natura.^f  quelle  poi,che  participano  della  natura  delle due  prime;l  'una,&  l'altra  delle  nomi 
nate  cofe  dà  fine .  Sono  adunque  le  Di/crete  quelle ,  le  quali  fono  atte  alle  modulationi ,  alle  harmonie,  &  alle 
melodie,  delle  quali  (laffando  le  altre  come  a  noi  poco  ytdi  )farà  il  nativo  ragionamento  . 

Quel  che  da  Canto ,  &  Modulai  ione  ;  &  in  quanti  modi  fi  può 
cantare.  Gap.  1 4. 

E  V  OC  I  difcrete,  ofifpefe  con  interinilo  adunque  fino  quelle,  che  font)  principalmente 
confiderate  dal  Mufico  ;  dipoi  li  Suoni  applicati  ad  effe  rpercioche  da  quefìi,  &  da  quelle 
fen^a  differenza  alcuna  fi  forma  ugni  noilra  Cantilena .  Quefla  ognuno  la  chiama  Can- 
toni Cantarelli  quale  è  modulinone , che  nafie principalmente  dalla  -voce  humana .  Di- 
co principalmenteipercioche fi  piglia  anco  il  Canto  per  l'harmonia,che  nafce  dal  Suono  de 
irli  idrumenti  artificiali  ;  <&  ettandio  per  il  Cauto  di  qualunque  animale ,  come  fi  può  yedere  del  canto  de  i 
Cigni ,  de  i  quali  parlando  Virgdio  dtjfe  ; 

Vt  reduces  Ali  ludunt  firidentibiw  ttlis, 

Et  coztn  cmxère  polu,  Cantwq;  dedère  :  Et  queflo  yltimo  modo  non  fa  al  nojlro  propofito,ma  li  due 
j)riii;i:percioche  mtfìifi  comprende  ogni  Harmoma,&  ogni  Melodia. Ma  la  Modulatione  è  yn  mouimento 
fatto  da  ynfuono  all'altro  per  diuerfi  mterualli,  ilqualefi  ntroua  in  ogni  forte  di  Harmoma,  &  di  Melodia; 
&  la  yfiamo  in  due  moduprima  quando  fi  mouemo  da  ynfuono  all' altro  finz-a  yariatione  di  tempo,  con  di- 
uerfi interinili,  no  facendo  alcuna  Propia  harmoma,  procedmdo  equalmente  da  yno  interuallo  all'altro  per  il 
inedefuno  tepo;comefi  fa  ne  i  Canti  fermi;  Et  quefla  è  detta  Modulatone  impropiamente-.perche  contiene  fi- 
lamene yn  proceder femplice ,finxa  alcuna  confili  an%a;d al  quale  effetto  fi  yede,che  tal  modulatione  ha  ra- 
gion de  imperfettione-.effindo  che  manca  afefleffii  del  debito  fine .  Ma  l'altro  modo  è  detta  propiamente, qua 
do  per  dfuo  mexo  peruemmo  all'yfo  dell'Harmonia,<&  della  Melodia,come  alfuo  propio  fine  ;fi  come  face- 
ma  nel  Canto  figurato;  nel  quale  cantiamo  non  filo  con  fimplici  fuoni,&  fempltci  eleuationi,<&  abboffiamoti 
de  yoci,  ma  fi  muouemo  anco  da  uno  interuallo  all'altro  con  yeloa,&  tardi  mouimenii, feconda  il  tempo  mo 
Jìrato  nelle fue figure  cantabili .  Onde  toccando  allora  yarie  confinanze ,  dal  nojlro  cantare  è  formata  ogni 
fòrte  di  hormoma,&  di  melodia,  la  quale  non  può  nafcerefe  non  con  l'aiuto  delle  confinante  ;  ancor  aclnpofi- 
fiamo  hauer  la  modulatione  fenxa  l'harmonia propia,et fenxa  alcuna  confinanxa, et  fenxa  la  melodia.  Po- 
temo  nondimeno  hauer  la  modulatone  in  tre  modi  ;  prima  quando  noi  cantiamo  nominatamente  ciafcuna, 
chorda ,  ofùono  col  nome  di  yna  di  quejìefeifillabe ,  Vt ,  Re,  Mi ,  Fa,  Sol,  La ,  fecondo  il  modo  ritrouato 
da  Guidone  ^Aretino ,  carne  yederemo  alfuo  luogo  ;  il  qual  modo  li  Pr attici  chiamano  Solfixare ,  &  non  fi 
può  far  fi  non  con  la  yoce .  Dipoi  quando  noi  prof  erimo  fidamente  il f nono,  0  la  yoce,  &  gli  interualli  defirit- 
ti,  come  fanno  gli  ifìrumenti  artificiali .  Ma  l 'yltimo  modo  è,  quando  noi  applichiamo  le  parole  alle  figure 
cantabili ,  il  quale  è  propio  del  Cantore  :percioche  da  quefla  maniera  di  cantare  nafie  la  Melodia  come  ha- 
uemo  yeduto . 

Quel  che  fia  Interuallo,  &  delle  Tue  fpecie.  Cap.     i^. 

LCV  NE  cofe  fino  nella  Mufica,  che  fi  chiamano  Elementi, delle  quali  alcune  fi  attri- 
buifiono  alla  Natura,et  alcune  ali  arte. Quelle  che  fi  attribuifiono  alla  natura  fono  l'^Acu 
to,ilGraue,&  lo  Interuallo  -.percioche  è  necefjarw  (yfando  le  parole  di  Cicerone)  che  li 
fimi  eflremifùoninograuemente  dall'yna parte, &  dall'altra  acutamente:  Onde  e  mam- 
~.-  -_-^__j  fi(lo,chel'^4cuto,et  ilGraue  fonagli  ejlremi  dello  Interuallo.Le  cofe  che  fi  attribuifiono 
all'arte  fino  la  Efìenfwne  di  alcuna  chorda  ;  tifarla  graue,  ouero  acuta  ;  la  Confonanxa  ;  il  Concento  ;  & 
ogmproportionata  Copofitione  ;fiapoi  nelle  yoci,ouer  ne  ifuom,che  no  fa  cafo;le  quali  cofe  tutte  cafeano  mila 
confideratione  del  Speculatiuo.  E  ben  yero,  che  fono  alcune  altre  cofe,chefolamete  appartengono  al  Pratico; 

l  &  quefle 


82  Seconda 

&  quefefino  il  Sonare,  il  Cantare ,  &  il  Comporre  :  perche  nafiono  dallo  effercitio,  &  dal  lunga  vfi .  Ma, 
gli  altri  acctdenti,chefòno  molti,,  &  che  cafcano  nelle  compofitiom  ,&  nelle  cantilene,  fono  non  folamente  in 
cofidei-atione  del  Prattico;ma  etiandio  del  Speculatiuo.Lo  Interuallo  aditque,il  anale  fi  atmbmfce  alla  natu- 
raci chiama  in  due  mudi, come  vuole  ^injlide  Quintiliano, cioè  Commune,et  Propio.  Si  dice  Commune;coii 
ciofia  che  ogni  grandezza  terminata  da  certi  fm,è  detta  Interuallo;  confderado  però  ilj]iatio,chefi  ritrotta 
tra  l'uno  &  l'.dtro  ejìremo;  &  di  queflo  non  intendo  io  parlare:percioche  è  molto  lontano  dalla  mar  a  confi- 
deratione .  Si  chiama  Propio  :  perche  la  diflanza ,  che  è  dal  fuono  errane  all'acuto ,  è  detta  Interuallo  ;  & 
queflo  è  confiderato  dal  Muftco  ;  &  fi  ritroua  di  Dodici  fòrti ,  cioè  Maggiore ,  Minore ,  <&■  Equale  ;  com- 
parandone fempre  due  infume;  Confonante ,  Dijfonante ,  Semplice ,  Comporlo ,  Diatonico  ,  Chromatico, 
Enharmonico,  Rationale,&  Irratwnale .  Maggiore,come  quello  della  Diapafon, rifletto  a  quello  della  Dia- 
pente, Minore,  come  quello  della  Diateffitron,rif petto  a  quello  della  Diapente,  ouer  della  Diapafon;  Equale, 
come  è  quel  di  una  Diatejftron,  capar  ato  a  quello  di  un'altra  ;  Cy*  queflo  dico  rijf  etto  allaproportione  di  nu- 
mero a  numero,  &  non  altramente.Confonantefi  dice  quello  della  Diapafon, quello  della  Diapete, quello  del- 
la Diateffaron,  &gli  alni  tutti,  che  hanno  le  forme  loro  tra  le  parti  del  Numero  fenario .  Diffonante,come 
quello  del  Tuono,  &  tutti  quelli,  che  fono  minori  di  lui.  Semplice,  fi  chiama  quello,  che  non  è  tramenato  da 
un' altro  fuono,  il  quale  i  Greci  chiamano  i\ió.<;nn.a.  :  conciofia  che  li  fuoi  eflremifio-ueno  l'un  l' altro  fenxa  al- 
cun mezo.  Compoflofi  dice  quello, che  da  altri  f ioni  è  trame%ato  detto  da  i  Greci  sw»//*.  Diatonico  è  quello 
del  Tuono  maggiore .  Chromatico  quello  del  Semituono  minore.et  Enharmonico  quello  del  Diefis,come  uede 
remo .  Lo  Rationalepoifi  chiama  quello,  chef  può  dejcriuer  con  numeri,  fi  comel'Interuallo  della  Diapen- 
te ,  chef  eircofertue  con  queftì  due  termini  3 .  &  i.&lo  Irratwnale  quello ,  che  per  modo  alcuno  non  fi 
può  definuere ,  come  nella  Primaparte  io  moflrai,  quando  fi  ragionò  intorno  le  Proportioni.  Tutte  quejìe  co- 
fe  fono  confderate  dalMufco ,  come  più  altra  ragionando  potremo  uedere  -.percioche  alla  cogmtione  del- 
l'\Arte,  &  della  Scienza  fono  molto  neceffarie . 

-  Quel  che  lìa  Genere ,  &  di  tre  Generi  di  Melodia,o  Cantilena  appretto  gli 
antichi,  &  delle  fliefpecie.  Cap.     i  6. 

T  quantunque  fi  poffa  dire,  che'l  Genere  fa  quello,  che  habhia  fitto  di  fi  molte  fpecie;non 
dimeno  il  Mufico  -vuole  anco,  che  fa  la  diuifone  delTetrachordo,  che  dimojlra  molte for 
me  differenti,  &  dà  vn  certo  modo  di  H  armonia, o  Melodia  vniuerfale .  Onde  Tolomeo 
nel  cap. il.  del  Primo  libro  della  Mufca  dice , che'l  Genere  nell'harmonia  non  è  altro, 
che  ima  certa  habitudine ,  o  conuemenza  de  [noni ,  i  quali  tra  loro  compongono  la  Dia- 
teli aron.  Ma  ilTetrachordo  è  vn  ordine  di  fiorii  contenuto  tra  quattro  chorde ,  le  cui  eflreme  fi  ritrouano 
tvna  difì.wte  dall'altra  in  Sesquiterza  proporttone.  Et  è  detto  Tetrachordo  da  Tirpd;  parola  greca ,  che  vuol 
dir  Quattro  :  &  da  y°?S»>  chefigmfica  chorda ,  cioè  Di  quattrochorde .'  Però  è  da  notare,  che  appresogli 
antichi  mufici  tre  furono  i  generi  della  Melodia ,  o  Cantilena  ;  de  i  quali  il  primo  chiamarono  Diatonico,  il 
fecondo  chromatico ,  e£*  il  terzo  Enharmonico  ;  &  furono  nominati  Generi  -.perche  dalle  vane  diuifoni , 
che  fecero  molti  del  Tetrachordo  ,  nacquero  diuerfifpecte  di  modulatiom,  ciafeuna  delle  quali  fu  ridutta  dipoi 
fitto  vnodellt  nominati  tre  capi ,  fecondo  che  più  fi  accoflauano  ,&riteneuano  maggiormente  la  forma 
delle  più  antiche  fpecie  ì  Laffarò  hara  di  por  le  vane  diuifiom  fatte  da  lAnftoffino ,  tra  le  quali  fi  troua  due 
fpecie  del  Diatonico,  l'vna  delle  quali  nominò  Molle,&  l'altra  Incitato  ;  &fimilmente  tre  fpecie  del  chro- 
matico ,  cioè  Molle,  Sesquialtero,  &  Tomeo  ;  &  vna  fpecie  dell' Enharmonico .  Similmente  lafferò  da  vn 
canto  le  dimfiom  di  ^Archita ,  quelle  di  Didimo ,  &  quelle  di  Eratoflhene  ;  le  quali  per  effer  fiate  riprouate 
con  molte  ragioni  da  Tolomeo,  come  appar  nel  ca.  i  %  .et  1  3 .  del  Primo  lib.et  nel  1  3  .f  t  1  q.del  Secondo  della 
Mi  fica  ifmilmente  nel  cap.  1  5 .  1 6.  &  1 7.  del  lib.  5 .  di  Boetio ,  non  fanno  alnoflropropofto  ;  &  porrò 
folamente  quelle  diuifoni,  che  fece  Tolomeo,  come  quelle,  che  dalla  maggior  parte  de  1  Mufici  fono  fiate  ac- 
cettate per  migliori  :  perche  fono  più  rationali,  <&  più  confinanti  all'Vdito  ;  delle  quali  hauendo  prima  mo- 
flrato  le  forme  contenute  in  diuerfi  Tetrachordi ,  aggiungendo  ad  effe  le  prime  fpecie  de  1  nominati  generi 
pojle  in  vfo  dai  più  antichi,  moflrerò  dipoi  l 'ordine  di  ciafeuna,  contenuto  nel  Siflema  mafiimo  ,dtmfo  in 
cinque  Tetrachordi;  &  infieme  verrò  amojìrarle  diuifoni  del Monochordo per  ciafeuna  fpecie;per  le 
quali  Ci  potrà  vedere  tvtde ,  che  pcteuano  hauer  gli  ^Antichi  da  ciafeuna  ,  quando  haueffèro  voluto  e  fi 

fercitar 


Parte 


8? 


fercìtar  l'Harmoni  t  in  quella  perfettione ,  che  faciamo  a! premute .  Veleremo  eti.tndw  l'utile ,  che  fi 
putrii  cattar  da  ciafcunafpeàe ,  acciò  nepoffa  (emire  all'vfo  moderilo  il  egioche  eleggendo  (putidi  interuaìli, 
che  faranno  al  noilro  probofito ,  moflrarò  la  compnfitione  di  vno  iftrìimento  ,  nel  apule  faranno  accommo- 
date  le  [ne  chorde ,  &  il  [no  tararne  in  tal  maniera,  che  facilmente ,  &  diflintamente  fi  potranno  Conofce- 
re  le  chorde  di  eia  fettn genere ,  feparate  da  quelle  di  vn  altro  ;  &fi  potranno  porre  in  vjo  con facilità 'optando 
torneranno  commode!  Incomìnciarò  adunque  dal  primo  genere ,  del  quale  fono  cinque  le  fitte  fpecie ,  come  fi 
potrà  comprendere  dalle  varie  diuifwm  di  cinque  Tetrachordi ,  come  dimoflra  Tolomeo  ;  cioè  ilDiatono  dia 
tonico,  &  è  la  prima  fpecie ,  che  poneuano  anco  gli  antichi  Pithagorici  ;  il  Molle,  il  Sintono ,  onero  Incita- 
to ,  il  Toniaco,  &  lo  Equale .  il  D:atono  era  quello ,  cheprocedeua  netti  fimi  Tetrachordi  per  l'mterudlo  di 
Tn  minor  Sermtuono ,  contenuto  dallupropartione fuper  i  3 .  partiente  143.  chiamato  da  i  Greci  imvtoyà.  ; 
ancoraché  (come  moflra  Boetio)  ognijpaao  di  Semituono  chìamaffero  h^nfut,  ouer  Mitrisi  &  per  due  inter- 
valli di  Sefquwtt  aita  proportione, 1  quali  nommaronoTuoni.  Similmente procedeuano  votali  Tetracordi 
dal!  acuto  al  grane  per  d  contrario ,  difeendendo  per  ifyacij  ,  onero  interuaìli  nominati ,  cioè  per  yn  Tuono, 
-r  1        j     r>  ■  r>  ■   -  &  fi(T  "»rì  altro, &  ber  yn  Semituono  minore;  co- 

Tetrachordo  Diatonico  Diatono .  '   .r     ,   'z  t  <\  •         „.        .      ■ 

me  qui  fi  yede.    Era  chiamato  Diatono  diatonico, 

6144.      Hypatemefon.  dal  proceder  che  fa  per  li  nominati  due  Tuoni  :& 

Tuono .  fu  molto  fauonto  dagli  antichi  Filofofi  ;  mafìima- 

6  9    1    2.      Lychanos  hypaton .  mente  da  Platone,  &  da  <sfriJlotele  :  conciofia  che 
Tuono .  lo  yidero  più  d'ogn  altro  naturale,  &  molto  confor 

7  7   7    6.      Parhypate  hypaton.  me  atta  compofitione  del  Mondo.  MailDiatom- 
Semititono  minore .  co  molle  è  quello  ,  ilcui  Tetrachorào  procedeua  dal 

8  i,j   a.     Hypate  hypaton.  graue  all'acuto  per  y>io  interuallo  di  Sesquiuente fi- 

ma  proportione,  per  vno  di  Sesquinona,  &per  uno 
di  Sesmifettima;  &fimilmtnte  dall'acuto  al  graue  procedeua  al  contrario  per  gli  iflefii  interualli  ;  come  nel 

[ottopofìo  eff empio  fi  può  vedere .      il  Sintono,  one- 


ro Incitato,che  lo  vogliamo  dire,  era  quello,  del  qua- 
le il  fiio  Tetrachordo  procedeua  dal  graue  uerfo  l'a- 
cuto per  vno  interuallo  ,  contenuto  tra  la  fua  prima 
chorda  graue, &  la  feconda,  dalla  Sesquiquint adect- 
ma  proportione  ;  &  per  vno  di  Sefquwttaua  ,poflo 
tra  la  feconda  &  la  terza ,  &  per  vno  contenuto 
dalla  Sesquinona,  pofìo  tra  la  terza  &  la  quarta 
chorda  acuta  :  Et  per  d  contrario  difeendendo  dall'a- 
cuto al  graue,  procededo  per  gli  islefiiinteruallt;come 
fi  vede .  Et  queslo  e  quello ,  che  vfano  i  Moderni 
nelle  loro  Harmonie:  conciofia  che  i  termini  delle  fue 
proportiomfono  collocati  tra  1  Numeri  Sonori ,  come 
nelcap.  i  5.  della  Prima  parte  fi  può  vedere.  lÌTo- 
niaco  è  quello ,  le  cui  chorde  fono  in  tal  modo  tefe  per 
ogni  fino  Tetrachordo ,  che  la  prima  graue ,  &  la  fe- 
conda, fanno  vno  interuallo  di  Sesqmuentefimafetti- 
4  5 .  Parhypate  hypaton  .      ma  proportione  ;  quefìa  &>  la  terza  vno  di  Se>qmfet 

.    .      .    .  tima;&  la  terza,  conia  eflremaacuta,vnodiSef- 

Sesquiauintadecima.  r        .    J       .  1    j  j  iv 

'    '  quiottaua;  &  cofi  perii  contrario  procedendo  clall  a- 

4  8 .  Hypate  hypaton .  afgraue,perglt  iftgfii  mterualli  ;  come  più  oltrafi  uè 

àeTLo  Equale  è  quello  ,  il  cui  Tetrachordo  procede 
dal  graue  all'acuto  per  yn'o  interuallo,  contenuto  dalla  Sesquiundecima  proportione  ;  &  per  vno  contenuto 
dalla  Sesquidecima  ;  &»  per  vn  altro  a  «tenuto  dalla  Sesquinona  ;  Et  cofi  per  il  contrario  procedendo  dall'a- 
cuto algraueper  gli  iflefii  mteruallucome  più  dijottofi  vede.Et  credo,che  quejìofuffe  chiamato  da  Tolomeo 
Equale  :percioche  ha  le  differenze  detti  fuoi  termini  equali ,  che  fenza  dubbio  alcuno  dinotano ,  che  tali  prò- 

l     z  portioni 


6  3 .  Hypate  mefon. 
Sesquifettima. 

7  2.  Lychanos  hypaton . 
Sesquinona . 

8  o.  Parhypate  hypaton . 
Sesquiuentefima . 

84.  Hypate  hypaton. 

3  6.  Hypatemefon. 
Sesquinona. 

4  o   Lychanos  hypaton . 
Sesquiottaua . 


*? 


i  z  4.  Hypate  hjp'dtón. 

9.      Hypate  mefon  . 

Sesquinona . 

1  o.  Lychanos  hypaton . 

Sesquidecima . 

1  1.  Parhypatehypaton. 

Sesquiundecima . 

1  1.  Hypate  hypaton. 


Seconda 

1  6  8.  Hypate  mefon  .         P0rti°"'  f°"°  wdime  «  progrefienc  aritmetica . 

Sì  vsò  anticamente  quello  genere  più  di  ogn 'altro  ; 

Sejqutottaiia .  maf imamente  nella  [tu  Prima  fteae  ;  come. fi  può 

189.  Lychanos  hypaton .     "vedere  ne  1  fermi  di  molti  andar.  ;  ey-  hora  più  che 

Sesquifettima .  **jfi  yfA  "elL  Ter^  '  a,!C°™  <hcfi  *f*  «■  modi 

d'ljerentuUquelli,chegli^futichivfauano;&co 
»if  Parhypatehypaton.  tifi  delle  confinante  imperfette;  come  altroueue- 
Sesquiuentefimafettima.  deremo.T olomeo  comparò  quefìo genere  a  due  altri 

generi  dmerfi,  cioè  al  Tipologico  &  al  Politico  fer 
la  fimiglianza,  &  coimenienza  dell'ordine ,  della 
maejlà,  &  della  fua  eccellenza ,  molto  conforme  a 
quelli  due  -.Percìoche,  fi  come  è  cofapiù  houeflail 
preporre  le  cofe  publiche  alle  prtuate,  &  le  cofe  Me 
taphtficalt,  0  Theologice  alle  naturali,  &  alle  ma- 
thematiche :  concwfia  che  per  te  prime  fi  reggano, 
&  conferanno  le  feconde ,  nefenza  effe  hauerebbe- 
110  l'effere  ;  cofè  cofiigii<fldJ&  hone&a,  che  fi  pr  e 
ponga  que  fio  genere  agli  altri  due,  come  più  nobile 
<&  pw.  eccellente  ;  hauendo  da  lui  l'effere  gli  altri  : 
ejjendo  cheti  Diatonico  vtrtitalmete  cottene  il  chro 
matico  ty  l'Enharmonico ,  £7*  alfine  li  produce  in 
atto;  ma  non  per  il  contrario .   Fu  -veramente  copi 
giufla,cheT  olomeo  defili  ogni  preminenza  a  quefio  genere , poi  che  come  generante  fenza  dubbio  è  molto 
più  nobile  del  generato  :  Onde  mi  muoueno  a  ridere  alcuni ,  i  quali  fenza  ajfegnar  ragione ,  ne  autorità  alcu- 
na dicono ,  che  quefìo  genere ft  vfaua  anticamente  nelle  Fife  publiche  all'yjo  delle  orecchie  volo-ari  ;  &  che 
gli  altri  due  erano  pojìt  in  Tifò  tra  li  priuatt  Signori  :  Mapenfo ,  che  coloro  non  habbiano  mai  veduto  Tolo- 
meo,&fepur  l'hanno  veduto ,  non  l  hanno  tntefo .  Io  non  mi  ejìenderò  hora  a  dimostrare  in  qual  modofuf- 
fe  vfato  :  percìoche  io  credo,  che  quello  ch'io  ho  detto  nelcap.^.potrà  bastare  a  dimojìrare  ,che  era  vfato  ma 
gmpcamente,&  con  molta  eccellenza  daj.periti  Mufici  antichi  :  ma  verro  al  fecondo  'renere  detto  chroma 
tico,  del  quale  lefpecie  erano  tre,  cioè  l'antica,&  le  due  dt  Tolomeo  ;  l'ima  delle  quali  chiamò  Molle, gr  l'ul- 
tra Incitato .  il  Chromatico  antico  era  quello,  che  nella  fua  modulatone  in  orni  Tetrachordo  procedeua  dal 
oraue  all'acuto  per  vno  into-uallo  di  Sem/tuono  minore ,  contenuto  dalla  mostrata  proportione  della  prima 
fpecie  Diatonica  ;  &  per  vn  altro  Semituono  alquanto  maggior  di  questo,  di proportione  Super  5 .  partìen- 
te  7  6;  &  vno  interuallo ,  che  conteneua  tre  Semituom ,  detto  da  Boetio  Trihemituono  incompofìo  :  per- 
che in  tal  genere  da  muri 'altra  chordapoteua  effer  tramezato  ;  &  ent  contenuto  dalla  proportione  Super  5 . 
partiente  1  ó.come  qui  fono  fi  può  vedere,    il  Molle  era  quelloje  cui  chorde  erano  ordinate  in  tal  modo, che 

la  prima  grauifiima,&  la  feconda,  conteneuano  la  pro- 
pontone  Sesquiuentefimafettima  ;  Quefìa  con  la  terza 
la  Sesquiquartadecima  ;  &  la  terza  con  l'vlttma  acuta 
la  Seìqùiquinta  ;  &  quefìo  era  vno  interuallo  confinan- 
te ,  come  ne  dimofìra  ti  termini  della  fua  proportione ,  i 
quali  radicalmente  fi  ritrouano  collocati  tra  6.<(y  5 .  nel 
le  parti  del  Numero  Senario  ,come  nelcap.  1 5.  della 
Prima  parte fi  può  vedere  ;  &  tornerà  atiiofìro  propofi 
to,  nella  compofitione  dell'ordine  Chromatico  nellTflru- 
mento promeffo  ;  &  farà  il  Trihemituono  confonante  : 
Tale  Tetrachordo  procedeua  dall'acuto  algraue  al contrario,  per  gli  iflefli  intervalli,  come  fi  vede  nella  fòt- 
topoilafiTiira .  L'incitato  era  quello ,  le  cui  chorde  erano  ordinate  in  tal  maniera ,  che  nelltfuoi  Tetrachor- 
dt  la  prima  &  oramfitma  chorda  era  dijìante  dalla  feconda  per  vita  Sefquiuentefimapnma  proportione; 
Quesla  era  lontana  dalla  terza  per  ima  Sesquìundecima  ;  &  la  terza  dalla  quarta  per  vnaSesquifefta  ; 


Tetrachordo  Chromatico . 

6  1    4  4.     Hypate  mefon. 
Trihemituono . 

7  2    9    6.     Lychanos  hypaton. 
Semituono . 

7776.     Parhypatehypaton. 

Semituono  minore 

8191.     Hypate  hypaton . 


come 


i  o  5 .  Hypate  mefin. 

Sesquiquinta . 

i  i  6 .  Lychanos  hypaton . 

Sesquiquartadecima. 

135.   Parhypate hypaton. 

Sesquiuentefimafettima. 

140.  Hypate  mefin . 


6  6.  Hypate  mefiti. 

Sefquifiejla . 

7  7.  Lychanos  hypaton . 
Scsquiundecima . 

8  4.  Parhypate  hypaton . 
Sesquiuentefimaprima . 
8  8.  Hypaton  hypaton. 


Parte .  8  j 

come  neUafecoda  figura  pofla  qui  da  aito  fi  co 
prende.  Queflo genere ;come fcrmono  molti,no 
durò  molto  tepo  appreffogli  antichi  :  conciofia 
che  lo  rifiutorno  (come  narra  Macrobio  )  per- 
che effiminauagli  animi j&  li  rendeua  molli . 
Tolomeo  l'afiimiglia  al  Genere  mathematica, 
&  allo  Economico  ,per  la  community  che  ha, 
conili  altri  generi  eilremi  ;  conciofia  che  alle 
-volte  il  mathematica  fi  accompagna  col  na- 
turale,^ col fopr Anaturale;  cSt*  lo  Economico 
participa  col  morale  per  yna  certa  ragione  di 
cofa  prillata,  o  particolare  ,pofla  nell'ordine  in 
ferwre  ;  &  col  politico  per  ragion  di  imperio  : 
peraoche  re<r?e,&gouerna  yna  famiglia  pri- 
uata .  Queflo  (come  yuol Boetio)  è  detto  Chro 
matko ,  qua  fi  Colorato ,  o  Variato ,  da  %pùy-a, 
parola  greca,  che  yuol  dir  Colore  ;&  pref e 
quejìo  nome  dalla Superficie  di  alcuna  cofa,  che 
leuatajefa  yariare  il  colore;  Et  dice  beneiper- 
cioche  mutando  folamente  yna  chorda  mela- 
va dei  Tetrachordo  Diatonico ,  rejìando  le  al- 
tre communi  ;  da  talmutatione  nafcono  dige- 


renti interuaUi,^  yane  proportioni  ;  cioè  ya- 
riate  forme,  &  yariati  filoni .  Ma  in  qualmodofia  trasferito  a  noi  l'ufo  delle  file  chorde ,  lo  yederemo  nella 
Terza  parte.  L'Enharmonìco  fimtlmente  era  di  due  jpeae,  cioè  l\  £ntico,et  quel  di  Tolomeo .  L'antico  era 
quello,  che  nellifitoi  Tetrachordi,  procedendo  dalgraue  all'acuto,  fi  cantauaper  due  Diefis, &  ynoDttono , 
chiamato  da  Boetio  Incompoflo  :  peraoche  in  tal  genere  era  accommodato  con  tu  filo  interuallo  .  Et  delli 

Diefis  il  grane  era  contenuto  dalla  proportione  Super 
3  $. parvente  499.1^7'  l'acuto  dalla  Super  1 3. par- 
vente 4  8  6.  et  erano  collocati  in  proportionalità  arith- 
metica;come  qui  da  catofipuò  yedere  ;  &  yolferogli 
antichi  che'l  Diefis  fujfe  la  metà  del  Semituono  mino 
re.  Quel  di  Tolomeo  era  quello,  cheprocedeua  dalgra- 
ue all'acuto ,  cioè  dalla  prima  alla  feconda  chorda  gra- 
ne d'ogni  fino  Tetrachordo  per  yno  interuallo  di  propor 
twne  Sesquiquarantefimaquinta;  &  dalla  feconda  al- 
la terza  per  yno  di  Sesquiuentefimaterza;  &  da  que- 
lla alla  quarta  per  yno  di  Sesquiplana .  Et  queflo  interuallo  è  confinante  :  peraoche  la  forma  della  fina  pro- 
pontone  è  contenuta  tra^.&  4.  nelle  par 
i  7  6.  Hypate  mefin. 


6    1    4 

Ditono . 

Ili 
Diefis . 

798 

Diefis . 

8    1    9 


Tetrachordo  Enharmonico , 

4 .     Hypate  mefin. 

6 .  Lychanos  hypaton . 
4 .  Parhypate  hypaton . 
2  .     Hypate  mefin. 


Sesquiquarta . 

345.  Lychanos  hypaton . 

Sesquiuentefimaterza . 

360.  Parhypate  hypaton . 

Sesquijuarantefimaquinta. 

3  6  S.  Hypate  hypaton  . 


ti  del  Numero  Senarw,  come  nelcap.  1  5 . 
della  Prima  parte  fi  può  yedere  ;  &  farà 
il  yero  Difono  Enharmonico  nella  compo- 
ftione  dell'I finimento  promeffo  :  Ma  prò 
cedendo  dall'acuto  algraue  per  gli  iflefii  in 
tenutili  focena  il  contrario;  come  in  quello 
Tetrachordo  fi  yede.  No  durò  molto  tepo 
l'ufo  di  quefio genere  -.peraoche  (come  di- 
cono alcuni  )  pareua  agli  ^Antichi  impof 
fibile  di  poterlo  intendere  per  la  troppo  fia 
afcofit  Affienita  ;neè  fato  però  da  alcun 

delle 


86 


Seconda 


MliModermfn  hora  intefi,  anzi  $  wo  ufi  di  effi,  et  di  quello  del  chrom.it  ico  è  molto  lontano  dalla  uerità . 
Comparo  Tolomeo  qutjìo  genere  à  due  altri  generi  diuerfi,  cioè  al  Naturale,  &  al  Morale ,  non  ber  altro  , 
fé  non  per  la  comune  dtminutione  della  fua  grandezza  ,che  ha  fioragli  altri  :  concio/la  che  fi  come  il  natu- 
rale prattica  tra  quelle  cofe  inferiori ,  che  fono  le  men  nobili  t  chefiano  nelmondo;&  il  morale  intorno  ad  ni 
filo  indmiduo  ,  il  quale  è  fuori  del  Numero;cofi  queflo  genere  va  praticando  intorno  a  quelli  interualli ,  chi 
fino  men  nobtli,et  mimmi  nelle  harmoniche  modulatimi .  Queflo  è  detto  Enharmontco,quaf  Ottimamente , 
&  ^Attamente  congiunto  ;  onero  {come  -vogliono  alcuni)  quafi  Infeparabile .  Ma  in  qualmodo  lefue  chorde 
fponghino  in  vfi  ;  lo  yederemo  altroue  . 

Per  qual  cagione  ciafeun  de  gli  Interualli  contenuto  ne  i  moftrati 
Tetrachordi  fia  detto  Incompofìo.  Cap.   i  j. 

V<AN  TV  N  QV  E  io  habbia  detto,  che  il  Trihemituono  nel  genere  Chromatico ,  & 
il  Ditono  nell'  Enharmonico  fiano  chiamati  Incompofti  ;  nondimeno  tutti  gli  altri  inter- 
ualli ancora  di  etafeuno  delli  nominati  generi ,  in  ogni  lorofyecie  fino  detti  Incompofìt  : 
percioche  (come  dice  Boetio  )  ciafcuno  fi  pone  intero  nelle  fùe  fjpecie,  &fenza  alcun  me- 
%o .  Effe  bene  tal  parola  Incompofìo  fi  piglia  per  quello,  che fi  fuol  dire  Senza  ornamen- 
to, &  Senza  alcuna  eleganza;tuttauia  Boetio  lo  piglia  per  quello,  chefgmfca  Senza  alcuna  compofitione; 
•volendoci  mojìrare,  che  quefli  interualli  fino  gli  Elementi ,  de  t  quali  fi  compongono  ciafiuna  delle  moflrate 
Q>ecie  :  conciofiache  quello  fi  dice  Elemento ,  del  quale  ogni  cofa  primieramente Ji  compone  ;  &  fi  ritroua  in 
ejja  indiuifbilmente  fecondo  la  fua  forma .  Onde  fi  come  dicemo,che  le  Lettere  fino  i  primi  elementi  delle  pa- 
role ;  &  che  quelli  delle  cofe  miflefono  la  Terra,  l'^fcqua,  l'^fria ,  &  il  Fuoco  ;  &  che  i  primi  elementi  di 
ciafiuna  faenza  fono  i  primi principij ,  li  quali  fono  tndemoflr  abili  in  cotal faenza  ;  coft  ancora  fi  dice ,  che  i 
primi  elementi  delli  generi  di  melodia,  o  cantilena  ,fono  li  moflrati  interualli  :  Imperoche  fi  compone  di  efii 
ogni  modulatone  harmonica  primieramente  ;  &  ultimamente  fi  termina^  rifilile  in  efìi  ogni  compoftto- 
ne  di  più  interualli  per  ciafeun  genere  &  per  ciafiuna  fpecie  ;  effendo  ciafeun  nel  fio  genere  ,o  nella  fua  [pitie 
in  ogni  Tetrachordo  indiutfibile  :  Percioche  fi fuffero  dmifibili ,  reflando  le  efìreme  chorde  di  ciafeun  Tetra- 
chordo  nella  fila  qualità,  non  fi  direbbe  più  Tetrachordo,  ma  Pentachordo,  ouero  Effachordo  ;  o  con  altro  no- 
me fi  chiamarebbe,  fecondo  l  numero  delle  chorde,  che  conteneffe .  Et  queflo  non  è  contrario  a  quel,ch'io  dilli 
nella,  Prima  parte,  cioè  che  ogni  ìnteruallo  è  almeno  diuifibile  in  due  parti  :  conaofache  allora  non  fi  confide- 
ranno come  primi  elementi,  fi  come  fi  confiderano  al  prefente .[  Boetio  adunque  non  per  altro  ha  nominato 
ciafeun  di  loro  Incompofìo  ,fe  non  per  dinotarci'.,  che  fino  primi  elementi  di  tal  generi,  &  che,  firmando  eia 
feuno  de  i  mofìrati  Tetrachordi,  non  riceuono  alcuna  diuifwne  :  percioche^  di  loro  come  Elementi  fi  componi 
principalmente  ogni  forte  di  Melodia,  &  di  Cantilena . 

In  qual  modo  fi  polla  accommodare  alla  fua  proportionequalfi 
voglia  confonanza ,  ouero  ìnteruallo.        Cap.  i  8. 

O  /  che  li  Suoni  primieramente  fi  ritrouano  in  potenza  nella  quantità  continoua  detta 
Corpo  fonoro ,  &  formalmente  dipoi  nell'aria ,  come  nel  fio  yero  foggetto ,  nel  modo 
che  altroue  ho  detto  ;  ne  potendofi  hatter  ragione  alcuna  di  loro  ,fe  non  col  mezo  delli  no- 
minati corpi;ne  meno  delle  Voci,  fé  non  in  quanto  i  Suoni  fi  applicano  ad  effe  ;  però  hauen- 
do  io  ragionato  nella  Prima  parte  de  i  Numeri  j&  delle  Proportioni,  le  quali  fino  (  come 
Ji  e  detto)  le  torme  delle  confinante,  Terrò  a  mojìrare  hormai  il  modo, che  fi  tiene  ti  eli'  accommodare  i  Suo- 
ni, o  Con  finanze ,  &  qualunque  ìnteruallo  nelle  Quantità  finore  alla  fua  proportwne  ;  accioche  dipoi  pofìia- 
nio  uenire  alla  compofitione ,ouer  diuifwne  del Mcnochordo.  Ma  prima  è  dibifigno,  chef  ritratti  un'effe ,  o 
T  auola ,  che  la  uogliamo  dire ,  ben  piana ,  lungadue  braccia  ;  più,  a  meno,  che  nanfa  cajo  ;  la  quale  fa  lar- 
ga alateti  quattro  ditta,  CJ7*  oroffa  due ,  opiù  ;  accioche  da  alcuna  parte  non  fi  boffa  piegare  ;  gj7"  che  datutte 
le  parti  fa  equale  nella  fua  fuperf  eie,  o  planate  ;  Là  qual  ritrattata ,  ttraremo  nel  mezo  di  efja  per  lungo  mia 
Linea  dritta ,  che  cafihi  perpendicolarmente  da  un  capo  all'altro  di  detta  ^Afje;  accioche  fa  più  commodo  il 

mfurare, 


Parte. 


Si 


7 


mifurare,  o  diuidere  ;  &  tal  Linea  fruirà  in  luogo  di  chorda .  Dalli  capi  di  quella  poi  Infogna  porre  due  Sca- 
ndii immobili  ,fopra  i  quali  3  dopo  fatta  la  tnifara ,  fi  potrà  tirare  una ,  o  pia  chorde  fecondo  il  bifigno.  Ma 
fi  debbe  auertire ,  che  alcun  di  loro  non  fa  più  alto  di  una  cofla  di  coltello ,  &  chefianu  equali ,  &  che  fau- 
no nella  detta  fuperf  eie  quattro  angoli  retti .  Fatto  quefìo  ,ft  debbe  pigliare  i  termini  radicali  della  propor- 
tione della  confonanxa,  o  infermilo,  chef  uorrà  accommodare  ;  i  quali  faranno  nella  quantità  difereta ,  cioè 
ne  i  Numeri  ;  &  diuidere  tutta  la  Linea  ;  incominciando  dall'uno  de  ifcannelli  immobili  ne  i punti  fopra  i 
quali  fi  porranno  le  chorde,  fino  all'altro,  in  tante  parti  equali,quante  unità  contiene  il  maggior  termine  radi- 
cale di  effa  confonanxa,  o  interuallo.  Dipoi  bifogna  pigliare  per  il  termine  minore ,  tante  parti  di  efia  linea , 
quante  unità  contiene  queflo  termine  ;  incominciando  fempre  dalla  parte  deflra,uenendo  verfo  lafniflra  ;  et 
tra  il  tutto  della  linea,  la  qual  ne  rapprefinta  ilfuonograue ,  onero  il  maggior  termine  della  proporla  confi  - 
nanxa,ouero  interuallo  ;  &  la  parte,  o  le  parti,che  faranno  ;  le  quali  fi  pigliano  per  ilfùono  acuto,  òper  il  mi- 
nor termine  ;  haueremo  accommodato  tal  confinanza,  ò  interuallo  alla  f uà  proportione  :  Percioche  (come  al 
tre  yolte  ho  detto)  li  Mufici  tengono  queflo  per  -vero  ;  Che  tanta  fa  la  proportione  di  vnfuono  all'altro  di 
qualunque  interuallo  mufcale,  quanta  è  la  proportione  delle  fue  chorde,  fecondo  la  loro  lunghezza  ;  effendo  ti 
rate  fitto  yna  ifleffa  qualità .  Ma  veniamo  all'ejfempio ,  acciochepiu  facilmente  s'intenda  quel  ch'io  ho  det- 
to. Sia  la  linea  a  b  pofla  in  luogo  di  chorda  ,fipra  la  quale  fi  voglia  accommodare  alla  fua  proportione  la 
confonanxa  Diapafon  ;  bifigna  prima  ritrattare  i  termini  radicali  della  fua  proportione,  che  fino  z  &  i  ; 
dipoi  ritrottati  diutdere  la  linea  in  due  parti  equali ,  fecondo  il  numero  delle  vnità  comprefe  nel  maggior  ter- 
mine nel  punto  e;  //  che fatto, dico  che  tra  la  linea  a  bj  che  è  il  tutto  ;&  la  e  b,  che  è  vna  parte , 
haueremo  accommodato  la  confonanxa  Diapafon  alla  fua  proportione  :  Perche  fi  come  a  b   è  il  tutto  del- 


la linea  :  &>  «  b  e  la  fua  metà,  tifino  nella  quantità  continoua  i  i  proportione  Dupla ,  fecondo  la  fua  lun- 
ghezza ;cofi  ancora  (per  quelt0  chef  è  detto  più  volte  )  ifuom  prodotti  dalle  chorde  di  fumi  lumhex^a  fo- 
no neceffanamente  in  proportione  Dupla  ;  la  quale  è  U  prima  delgenere  moltiplice  :  conaofia  cìte'l  ma^ior 
termine  disila  proportione  contiene  ilminore  due  volte  ;  come  fi  è  moflrato  nelcap.  z  4.  della  Prima- 
te .  Similmente  fi  Ifi  voleffe  accommodare  alla  fua  proportione  la  confinanza  Diapente  contenuta  tra  quefli 
termini  radicali  3  #"  1,  dwideremo  la  linea  a  b  in  tre  parti  equali  ,per  il  maggior  termine  della  fa 
proportione ,  il  quale  contiene  tre  vinta;  &>  incominciando  dalla  parte  deflra,venenio  yerfo  lafniflra  pi  Ai 
remo  due  pam  di  effa  perii  termine  minore,  che  contiene  due  vnitài&  haueremo  la  d  b,  che  con  Ù  a 
b   contiene  la  Sefquialtera  proportione, nel  modo  che   5    &   1   contiene  quella  iftejfa  ne  i  numeri .  Onde 

per 


88 


Seconda 


per  le  rao-ioni  addette  della  Diapafon ,  ìfttonì ,  che  faranno  mandati  dalle  chorde  di  tal  limghexzajrenderan- 
uo  la  confonanxa  Diapente  .contenuta  da  talproportione .  Per  ilche  operando  m  tal  mòdo  fempre fi  potrà» 
no  collocare  etiandio  le  altre  « 


Vn'altro  modo  di  accommòdar  le  confonanze  alla  fua 
proporcione .  Cap.      i  j?. 

potrebbe  anco  battere  ilpropofto  operando  nel  modo ,  che  infoila  Boetio ,  cioè  [animan- 


do prima  i  termini  radicali  della proportione,  che  contiene  la  confonanxa ,  dwidendo  dipoi 
tutta  la  linealo  chorda  in  tante  parti  equali ,  quante  fono  le  imita  contenute  nel  numero  , 
che  mene  dalla  fomma  -.perche  pigliando  dalla  parte  finifìra  verfo  la  dejlra  tante  parti , 
quante  fono  le  unità  contenute  nel  maggior  termine ,  quella  parte  di  chorda ,  che  fi  pialle- 
rà; con  la  rimanente  alla  banda  defìra  ;  la  qual  neceffariamente  Imiterà  tante  parti ,  quante  fono  le  ynitacon 
tenute  nel  minor  termine  ;  contenera  la  proporla  confonanxa,  come  farebbe  .  Se  -volefimo  accommodare  al- 
la fua  proportione  fopra  lafottopofla  linea  ^  ^  la  confonanxa  Diapente,bif>nierebbe prima  ritrattare  i  ter- 
mini radicali  della  fua  proportione,  che  fono  3  &  z;  dipoi  fommandoli  infieme  hauerefiimo  *,  ;  per  ilqu  al  nu- 
mero farebbe  dibifogno  di  dmider  lafottopofla  linea  a  b,  in  cinque  parti  equali  ,&  prender  le  tre pofle 
dalla  parte  fimflra,  fecondo  il  numero  delle  -imita  contenute  nel  maggior  termine  della  proportione ,  che  fono 
3  ,m  punto  e  i&hauerefìimo  la  chorda  a  e,  che  con  la  e  b  mfieme  percoffe  ne  darebbeno  la  confonan- 
xa Diapente,  fecondo  il  propofito:conciofia  che  la  a  e  f0tto  la  ragione  delfuono  nane  contenerebbe  due  par 
ti  dilla  detta  linea,  o  chorda  a  b;&la  e  b  fitto  la  ragione  delfuono  acuto  contenerebbe  due  paniche  fono  ij 
comparate  luna  all'altra  in proportione  Sesquialtera .  ^ 


III  qual 


Parte . 


89 


In  cjualmodo  (1  poffa  vdire  qual  fi  voglia  confonanza  accommodata  alla 
fuaproportione.  Cap.     20. 

T  PE  RC  HE  nella  Mufica,  non  filo  fi  adopera  la  ragione,  ma  il  pentimento  ancora , 
per  far  giudicio  de  i  filoni  ,&>  delle  voci  :  perche  non  effendo  l'vno  difcordante  dall'al- 
tro, hauemo  vera,&  perfetta  cognitione  delle  confinante  ipero  è  dibifigno  che  hora  di- 
mostri il  modo  dirimetter  tutto  quello,  chefn  hora  fi  è  operato  con  laragtone  fitto'lgiu- 
ditio  delfintimento  ;  acciocbe  pojìiamo  effer  certi ,  che'lfinfi  con  la  ragione  infieme  fono 
concordi;&  che  le  ragioni  addiate  più  Tolte  non  pano  -vane:  Però  adunque  dopo  che  fi  batterà  tirato  fipra  la 
già  detta  fuperficie  due,opiù  chordeje  quali fi  pofino  fipra  iduefcannelìi  immobilifa  bifogno, che  filano  accor 
date  infieme  perfettamente  vnifone  ;  il  che  fatto  fi  debbono  pigliare  in  luogo  di  Dna  fola  chorda .  Dopo  queflo 
ritrattati  tanti  fiannelli  mobilitante  fono  le  chorde  tirate  fopra  talfuperfcie  (mobili  dico,  accio  fi  pofìtno  Ie- 
ttar da  un  luogo  ali' altro, fecondo  il  bifigno)fatti  di  tal  lunghezjia,che  fittamente  tocchino  vna  di  effe  chorde; 
&*  tanto  alti, che  non  ecceduto  quelli,chefiono  tmmobdi;&  chefiano  tutti  di  ima  iftefja  altera ,  et  a  queflo 
/K^^^^y   modofabicati,ottero  in  altra  m  amerà, purché  fiiano  fecondo  le  qualifiche  ho  defiritto.Ordi 
//J*ÌV®$mmx<,natet)ùt  ieco/t  in  ta/gmfa  ;fe  noi  pigltaremo  imo  di  quejìi  fcannelli,et  lo  porremo  fitto  qual 
fi  -voglia  delle  tirate  chorde, di  maniera  che  tal  chorda  fi  pofi  fopra  tlfiannello  in  punto  e,  pnfio  nello  effem- 
piodelcap.  i  8;  fi '[  fi  percuoterà  la  chorda  e  b  patta  dalla  parte  deilra  conqualche  altra  chorda  filtra 
fiannello  (percioche  in  tal parte  fempre  porro  li  filoni  acuti,  fi  per  rifletto  delli  termini  delle  file  proportiont , 
come  etiandio  perche  negli  tftrumenttfi  ritrouano  da  quefìa  parte)  tra  ilfuono  di  quefìa,  che  farà  a  b  ;  ef 
ilfùono  della  e  b,  fi  ydirà  la  Diapafon  confinatila.  Mafie  noi  fegnaremo  con  imo  de  ificannelli  mobili  una 
terza  chorda  in  punto  d,  come  fi  -vede  nel  fecondo  effimpio  nel  luogo  nominato ,  percuotendo  quefìa  infume 
con  yna  delle  non  fegnate,  cioè  d  t>  con  a  b;  dai  filoni  nati  da  quefle  due  chorde  fi  farà  la  confonanza 
Diapente .  Similmente  fi  noi  percuoteremo  infieme  le  chorde  ab    jj«,  e  b,  con  la  d  b ,  Udiremo  la 
Diapafon  tramenata  dalla  à  b  )  &•  dwifa  in  proportionalità  Inarmonica  in  -vna  Diapente  a  b     & 
d  b;  &*invnaDiateJfaron  d    b    &  e  b;  U  quali  (come  altre  voltehodetto)tnfieme  aggiunte  fan 
no  la  confonanza  Diapafon  .      Oltra  di  queflo ,  fé  vorremo  vdire  la  già  accommodata  Diapente  nel  capi- 
tolo precedente  ,baUaràfolamente  porre  vno  delli  ficannelli  mobili  in  punto  e  :  percioche  percuotendo  dal- 
la parte  deRra,&  dalla  fimjlra  le  chorde  a  e    &  e  b-  fi  potrà  udire  finza  dubbio  tal  confonanza  : 
Conciofia  che  in  quefìa  dimfione  efficiente  vita  fila  chorda  :  è  ben  vero,  che  queflo  modo  è  più  difficile,  che 
il  primo  ;  Et  nel  primo  moflrato  modo  fanno  dibtfintopiù  di  vna  chorda ,  come  hauemo  veduto  ,&è  mo- 
iri dopm 


yo  Seconda 

do  più  facile  ;  &  fi  può  ydire  non  filo  ogni  confonanxa  femplice,  contenuta  da  due  pioni  fidamente  ;  ma  qua- 
lunque etiandw,chefia  tramenata  dapmfiuom  ;  Che  farebbe  molto  difficile  da  ydire,  quando  il  Muficofi  yo- 
leffe  ferttire  di  ima  chorda  fola,feguendo  il  fecondo  modo  motivato .  Effiendo  adunque  il  Secondo  modo  meno 
ytde,&  piùfaticofio  del  primo ,  lo  laffarò  da  un  canto ,  &feguirò  in  ogni  diuipoue  il  primo  ,  come  quello  che 
ha  da  condurre  ogni  mia  fatica  a  quellaperfettione,  ch'io  defidero , 

Del  moltiplicar  le  confonanze,  Cap.     21. 

O  DISSI  nella  Prima  parte  ,che  ogni  Proportione,chefi  ritroua  nella  Quantità  difere 
ta,  ha  luogo  etiandw  nella  Continoua  :  perche  in  quefla  fi  ritroua  o<rni  proportwne  ;  £<7"  di 
nuouo  dico, che  le  proportiom  nonfiolo  hanno  lucro  in  tal  quantità  ;  ma  anco  m  effafipofi- 
fono  moltiplicare ,  diutdere ,  &far  qualunque  altra  operatwne  ;  come  più  abaffo  yedere- 
mo .  Hauendo  io  adunque  mofìrato,in  qual  modo  fi  pofifia  accommodar  le  confionanxe  alla 
loro  proportwne  nella  quantità  continoua,  cioè  ne  1  Corpi  funeri  ;  yerro  a  moflrare  il  modo  ,  che  fi  dee  tenere 
yolendone  accommodar  molte  l'yna  dopo  l'altra ,  di  maniera  che  l'eflremo  acuto  dell'una pofla  nel  grauey 
fia  l'eflremo  graue  dell'altra  pofla  in  acuto;  il  qual  modo  potremo  chiamar  Moltiplicare  :  concivfia  che  l'ac- 
commodare  le  confionanxe  in  cotal  modo ,  non  fia  altro ,  che  moltiplicar  le  loro  proportiom,  preponendole 
cuer  fioggiungendole  l'yna  all'altra  .  Ma  perche  io  morirai  nella  Prima  parte ,  che  la  moltiplication  nei 
Numeri  fi  può  fare  in  due  modi;  pero  yoglio  anche  moflrare  (accioche  quefla  operation e  corri/fonda  a 
quella  de  1  Numeri  )  due  modi  di  moltiplicarle ,  che  faranno  molto  neceffarq  ;  &  il  primo  corri/fonderà  alla 
moltiplicattoue  pofla  nel  cap.  3  1.  della  Prima  parte  ,  che  fi  chiama  Soggiungere  ,che  fi  fi  quando  s'wco- 
tnincta  dalla  fimflra  yenendo  yerfo  la  parte  deflra.  il  fecondo  comjfonderà  alla  moltiplicatane  del  cap.  3  j . 
che  procede  al  contrario, cioè  dalla  dejìra  parte  allafiiuiflra,chefi  nomina  Preporre.lncominciando  adunque 
dal  primo  modo,  difporremo  prima  1  termini  radicali  delle  proportiom  de  o-li  interualli,che  noi  yorremo  mol- 
tiplicare J'yn  dopo  l'altro  per  or  dine,  fecondo  il  modo  moflrato  nel  cap.  3  1 .  della  Prima  parte.  Dipoi  accom- 
modaremo  nella  parte  graue  allafuaproportione  (come  di  [opra  facemmo  )  la  prima  confonanxa  poflà  dalla 
parte fimjlra .  Et  per  foggimgere  a  quefla  lafieguente,  pigliaremo  fiempre  quella  parte  di  chorda,o  linea,  che 
rapprefenta  ilfuono  acuto  della  confonanxa  accommodata  ;  laffando  quella ,  che  fi  piglia  per  il  fiuono  "rane  ; 
&fopra  tal  linea  accommodaremo  la  feconda  confonanxa ,  0  interludio  ,  alludendola  in  tante  parti ,  quante 
fono  le  ymtà  contenute  nel  maggior  termine  della  fua  proportwne,  nel  modo  dato  ;  &  tra  qttejla  dita fa, pofla 
per  il  maggior  termine  della  detta  proportwne ,  che  contiene  la  detta  confonanxa  ;  &  le  parti  pofìe  per  il  mi- 
nore, haueremo  moltiplicato  la  feconda  confonanxa  alla  prima  :  Percioche  pigliando  fempre  la  minor  linea , 
che  rapprefenta  il  fiuono  acuto  della  moltiplicata  confonanxa  ;  &  dw.idendola fecondo  li  termini  della  propor- 
tione,  che  contiene  la  confonanxa,  che  yorremo  foggiungere  ;  laffando  da  yn  canto  quella ,  chefi  pgliaper  il 
fuono grane,  haueremo  ilpropofiito .  Volendo  adunque  Moltiplicare ,  0  Soggiungere  yna  Diateffaron  ad  yna 
Diapente  ;  £*?•  alla  Diateffaron  il  Ditono;  &  a  queflo  il  Semiditono  ;  è  neceffano  di fiaper prima  1  termini  ra 
dicali,  0  minimi  numeri  delle  proportiom  di  quefle  confionanxe  ;  &  collocarli  l'un  dopo  l'altro,  nel  modo,  che 
le  yolemo  moltiplicare ,  in  cotal  maniera .  [.  *.  \.  \ .  Dipoi  incominciando  dalla  Diapente, li  cui  termini  fino  3 
&  z.  la  accommodaremo  alla  fua  proportwne  fopra  la  linea  a  b  fittopofla ,  al  modo ,  che  nel  cap.  18.  nò 
moflrato  ;&  haueremo  tra  la  ab  &[a  e  b  la  proportwne  di  tal  coufionanxa.Hora  per  figgiwger- 
le  ,0  moltiplicarle  la  Diateffaron  agiteremo  la  e  bj  che  rapprefenta  il  fiuono  acuto  della  Diapente,  laffan- 
do la  a  e  dayn  canto,  &  accommodandofipra  quefla  linea  alla  fua  proportwne  la  Diateffaron,  tra  e  b 
&   d  b  haueremo  il  propofito  .Per  foggutnver  dipoi  a  quefle  dDitono, laffando  da  parte  la  a  à,&  pi- 
gliando la  d  ^  la  diuideremo  in  cinque  parti  eqttali;&  prendendo  le  quattro ,  tra  la  d  b  gp/it  e  D 
haueremo  congiunto  il  Ditono  alle  due  già  accommodate  ,0  moltiplicate  confionanxe .  Prefa  dipoi  la  e  b 
accorri  modandoui  fopra  alla  fua  proportwne  il  Semiditono  al  moflrato  modo ,  tra  la  e  b   &  la   f  b  ha- 
w.remo  fo*  giunto  ,0  moltiplicato  (fecondo  ilpropofito)  il  Semiditono  alle  tre  prime  confonanxe  ;  come  nella 
figura  fi  yede .  Et  queflo  è  il  primo  modo  di  moltiplicare ,  chiamato  Soggiungere. 


Del 


Parte . 


Del  fecondo  modo  di  moltiplicar  le  corifonanze ,  Cap. 


2  2. 


E  L  fecondo  modo  è  dibifogno  (  htttendo  prima  poflo  per  ordine  le proportioni  delie  confo- 
nanxe,  fecondo  che  fi  cogliono  moltiplicare  )  chef  ritroui  primieramente  le  chorde  eflre- 
me  ,  che  poffono  nafcere  da  tal  moltiplicatone  ;  le  quali  ageuolmente  fi  potranno  trottare, 
quando  noifommaremo  inferite  le  lor  proportioni ,  contenute  ne  i  lor  termini  radicali  ;  & 
diuideremo  la  chorda  in  tante  parti  equali,  quante  fono  le  ymtà  cotenute  nel  termine  mar 
viore  della  proportione, nata  da  talfomma  ;  dipoi  pigliando  tante  parti  dalla  banda  defìra,  quante  fono  le  imi- 
ta contenute  nel  minor  termine  di  talprodutto ,  haueremo  ilpropofto  :  Imperoche  tutta  la  chorda ,  &  que- 
lle parti  far  anno  le  ricercate,  che  fanno  alnoQ.ro  bifogno.  Et  per  moltiplicar  tali  con  finanze  diuideremo  la  e- 
ilrema  acuta  in  tante  parti  equali,  quante  fono  le  ymtà  contenute  nel  minor  termine  delia  prima  proportione, 
pofla  in  acuto  a  banda  dejlra;  &  con  la  ijleffa  ragione  aggiungendole  tante  parti,  che  armino  al  numero  del- 
le imita,  cotenute  nel  maggior  termine  ;  tra  la  chorda  diuifa,  Cjt*  l'accref  iuta  per  lo  aggiungimento  della  par 
te,haueremo  accomodato  nellaparte  acuta  alia  [uà  proportione  la  detta  confonanxa .  ff/tUa  quale,  fé  noi  uor- 
remo  preporre,  o  moltiplicare  i>n 'altra, pigliaremo  la  chorda ,  che  ne  da  ilfuono  orane  della  via  accommoda- 
ta  confonanxa,  che  farà  t acuta  di  quella,  che  -vorremo  moltiplicare,  &  la  diuideremo  in  tante  parti,  aitante 
fono  le  ynità  contenute  nel  minor  termine  della  proportione,  che  cottene  la  confonanxa,  la  quale  yorremo  mol 
tiplicare  ;  &  più  oltra,  aggiungendola  tante  pam,chefiano  equali  al  fio  maggior  termine  ;  tra  qiteUa  chor- 
da,che  ne  darà  ilfuonograue,et  la  diinft,che farà  il  fono  acutojiaueremo  la  feconda  confonanxa,  alla  prima 
prepofla,&  moltiplicata;et  cofi  dico  delle  altre  :  ma  yeniamo  all'eJfempio.Poniamo  chef  yoglia  moltiplicare 
infeme  yn  ~Ditono,yn  Semtditono,et  yna  Diateffaron,  di  maniera  che  la  Diatefftro  fa  pofla  nellaparte  acu 
ta,il  Ditono  nella  parte  graue,&  il  Semiditono  tenghi  il  luogo  di  mexo;dico  che  noi  douemo  prima  porre  i  ter 
mini  delle  proportioni  di  quefìe  confonanxe  per  ordinerei  modo  che  fi  yogltono  moltiplicare. Et  per  ritrouar  le 
chorde  eflreme  di  queila  moltwlicatione,Somaremo  infeme  le  proportioni  ,nel  modo  ch'io  ho  moQrato  mica. 
3  3  .della  Prima  parte, che  firàno  quede.^.^et  haueremo  ima  Dupla,cotenuta  tra  queflitermini  izoet6o; 

mi.  la  qual 


92  feconda 

la  qual  riattiti  utili  fuoi  termini  radicali ,fi  trotter!  tra  z  .et  i .  Fatto  questo  dtuideremo  la  linea  3  b  /»  due  par 
ti  cattali  in  punto  e,  &  haueremo  la  a  bjff  la  e  b,,  che /arano  in  proportione  dupla,et  ventino  ad  efifier  le  chor 
de  eflreme  di  tal  moltiplicatane.  ^Accomodaremo  hora  primieramete  allafuaproportione  la  Diate/Taro  nella 
parte  acuta,diuidedo  la  linea  e  b  in  tre  partì  equah,fiecodo  il  numero  delle  imita  catenine  nel  minor  termine 
della  (ùa  proportione  ;  dipoi  aggiungendole  yna  quarta  parte  in  punto  djiaueremo  la  linea  A  b,  die  cotenerà 
quattro  parti,  fecondo  il  numero  dèi.  e  unità  copre  fé  nel  maggior  termine  della  proportione,^  ne  darà  tlfiuo- 
no  <rraue  della  Diatefifiaron .  Cofi  dalla  e  b,  che  contiene  tre  parti,  &  da  effa  A  ^>,  che  contiene  quattro  parti, 
fura  contenutala  Sesquiterza  proportione  ;  &  tra  effe  accommodata  la  Diateffaron  nell'acuto  allafua  vera 
proportione  ;  come  fi  potrebbe  vedere  adducendo  le  ragioni  nel  modo  mojìrato  di  [opra  nelcap.  i8.£-7*  19. 
le  qualtper  breuitàfi  lafftno .  Ma  per  moltiplicare,^-  preporre  a  quejìa  il  Semiditono ,  diuideremo  la  Ab  in 
cinque  parti ,  per il  minor  termine  della  fua  proportione  ;  &  ag  giungendole  vn  altra  parte  in  punto  e,  per  il 
(ito  ma<r  piar  termine,  tra  la  e  b,&  la  Ah  haueremo  collocato  il  Semiditono  allafua  proportione ,  (3>  prepo- 
stolo alla  Diateffaron  ;  &  tra  'a  a  b,et  la  e  b  haueremo  il  Ditono  prepofto  al  Semiditono  :  Percioche  tra  que 
ile  due  chorde  fi  ritroua  la  proportione  Sesquiquarta  ;  effendo  che  la  1  b  contiene  vita  volta  la  <-'  b^  &  yna 
fua  quarta  parte  ;  la  qual proportione  fienxa  alcun  dubbio  è  la  fua  propia  forma ,  come  altroue  fi  è  veduto . 
Potemo  adunque  dire,  che  tragli  eflremi  della  Diapafon,  incominciando  dall' eflremo  acuto, hauemo  colloca- 
to alle  fiue  proportionì  le  tre  nominate  confinante  ,haue>idole  moltiplicate, &  prepofle  l'vna  all'altra-;  cioè 
tra  la  A  b,<*p  la  eh  la  Diateffaron;  tra  la  e  hj&<  la  A  b  il  Semidttono;&  tra  la^b^laeb  il  Ditono;  co- 
me nella  figura  fi  veggono .  Le  quali  fé  vorremo  vdire ,  operando  al  mojìrato  modo,  con  l'aiuto  dtlh  Scan- 
nelli mobili  poftì  fiotto  le  chorde ,  potremo  efifier fatti  chiari,  non  foto  di  quefilo,  ma  di  ogn  altro  dubbio,  chefiò- 
bra  ciò  nepotefije  occorrere . 


Parte. 


93 


In  qual  modo  fi  diuida  rationalmente  qualunque  fi  voglia  confonan- 
za,ouerointeruallo.  Cap.      23. 

OPO  il  moltiplicare  (  volendo  offeruar  l'ordine  tenuto  nella  prima  parte  intorno  le  ope- 
ratali delle  Proportioni  )  feguirebbe  immediatamente  il  Sommare j  &  il  Sottrare  :  Ma 
peróie  non  fono  moltoneceffar'u,  cederemo  folamente,w  qual  maniera  fi  dtuidino  °_h  In- 
fermili muficali  ;  che  non  è  altro ,  che  porre  yna  chorda  tra  dite  eflreme ,  che  diuida 
lo  interuallo  in  due  parti .  Et  quefia  diuifione  è  di  due  forti ,  cioè  Rat  tonale ,  &  Irratio- 
naie  .  La  Irrationale  non  fa  alpropofito  del  Mufico,fe  non  per  accidente  :  ma  la  Rationale  è  di  tre fortixon- 
ciofia  che  onero  è  ^Anthmetica,  ouer  Geometrica,  alteramente  Harmonica  ;  &>  corrifpondeno  alle  Propor- 
tionalita,  che  fi  fanno  nella  quantità  difcreta ,  nel  modo  chef  è  mofìrato  nella  Prima  parte  ;  ancora  che  ogni 
confinane  &  qualunque  altro  interuallo  a  cafo,&  fenxa  penfirui  altramente  fi  poffa  dmidere  in  due  par- 
ti da  vna  chorda  mexana  ;  la  qual  diuìfione  noè  dal  Mufco  con f  derata  :  perche  trapaffa  i  termini  della  fita 
Scienza .  Quella  confonanxa  adunque  è  ditufa  in proport tonalità  ^Arithmetica  ,  li  cui  eflremi  fono  da  yna 
chorda  mexana  trame%ati,o  diuifi,  che  tra  quefia  &  la  <rraue  di  tal  confonanxa  fi  oda  la  minor  parte  di  tal 
diuìfione ,  &  tra  effa  mexana,  &  l'acuta  la  maggiore  :  Imperoche  quella  è  diuifa  harmontcamente  da  tal 
chorda,  quando  ti  due  membri  della  diuifwne  fono  fituati,&  pofli  al  contrario  dellifòpradetti ,  in  tal  manie- 
ra, che  la  parte  maggiore  occupi  il  luogo  grane  ,&  la  minor  l'acuto;  fi  come  amene  nella  diuifwne  della 
Diapafon  ;  che  effendo  diuifa  da  yna  chorda  mexana  in  yna  Diapente,  &  in  yna  Diateffaron  ;  nell'^frith- 
metica  la  Diateffaron  tiene  il  luogo  grane,  &  la  Diapente  l'acuto  ;  &  nella  Harmonica  il  contrario  ,  cioè 
nel  orauefi  ritratta  la  Diapente,  &  la  Diateffaron  nell'acuto  ;  come  ne  dimofìra  la  diuìfione  di  ctafcuna,che 
fifa  nella  Quantità  difcreta .  Quella  confonanxa ,  onero  altro  interuallo  è  dimfo  in  Geometrica  proporticna- 
lità,  che  ha  lifttoi  eflremifuont  in  tal  modo  da  yna  chorda  mexana  tramexatt  ;  che  quelle  dtteparti,che  na- 
fcono  da  tal  diuìfione , non  fiano  maggiori  luna  dell'altra  in  proportione  :  ma  di  tanta  quantità,  &  proportto 
nefia  quella  pofla  in  acuto,  quato  quella  pofla  nelgraue  ;come  attiene,  quando  la  Difdtapafon  contenuta  dal 
la  proportione  Quadrupla,è  diuifa  in  due  Diapafon  da  yna  chorda  mexana  ;  che  l'vna,&  l'altra  fono  conte- 
nute  fenxa  alcun  dubbio  dalla  proportione  Dupla.  Quefle  diuifioniper  ma^o-ior  commodità fi faranno  prima 
co  i  numeri ,  di  poi  fi  accommodaranno  le  lor  proporttom  nella  quantità  cótinouafopra  le  chorde  fonare .  Ma 
perche  (come  ho  detto  più  volte)  ogni  diuìfione  anthmetica,  eJr"  ogni  diuifwne  harmonica  è  follmente  ratio- 
naie  ;  &•  la  geometrica  può  effer  rationale, &  irrationale  ;pero  effendo  la  ratiouale facile  da  far  fi, &  ritor- 
nado maggiormente  inpropoftto  alle  volte  la  Irrationale  alMuftcojche  la  Rationale,  aitanti  ch'io  vada  più 
cltra,  dimostrerò  in  qual  modo  fi  poffa  diutdere  ogni  Confonanxa ,  £j7*  ogni  Interuallo  muficale  quantunque 
minimo ,  non  filo  in  due  parti,  ma  anco  inpiuparti  equali  irrationali ,  quando  farà  Infogno  ;  &  dimoflrerb 
primieramente  vn  modo  breue,  &  eredito  da  diuiderlo  in  due  parti folamente  ;  dipoi  darò  il  modo  da  ditti- 
derlo  inpiuparti ,  quando  farà  dibifugno . 

In  qual  modo  fi  poffa  diuidere  qual  d  voglia  interuallo  Muficale  in  due 
parti  equali .  Cap.      2  4. 

<yfR  iA  adunque  molto  alpropofito  noflro(volendo  moflrare  in  qual  modo  fi  poffa  diut- 
dere qualunque  interuallo  muficale  in  due  parti  equalt)  la  Nona  del  Seflo  di  Euclide ,  fe- 
condo il  Campano  ;  ouer  la  i$.&  Problema  quinto  fecondo  Theone ,  che  dice.  Effendo 
date  due  linee  rette ,  potemo  ritrouar  quella  del  mexo  proportionale  :  concmfia  che  tanto 
è,  come  fé  dtceffe ,  che  Effendo  dati  due  f  toni ,  potemo  ritrattare  a  qv.efli  vn  mexanofuo- 
no  proportionale  ;  &  quefìo  è  il  modo .  Poniamo  che  nelfottopoflo  eff empio  fia  accommodata  alla  fua propor 
tione  la  confonanxa  Diapafon,  tra  la  chorda  a  ^>,&  la  eh;  &fta  dtbifoo-no  di  ritrattare  vna  chorda  mexa- 
na, che  pofla  tra  quefle  due  fa  dittida  geometricamente  in  due  parti  equalt.  ^Allungaremo  primieramehte  la 
linea  a  b_,  incominciando  dal  punto  b  yerfo  banda  deflr  a, inf.no  al  punto  d,  in  tal  manierarne  la  o  d 
fia  equale  alla  e  b}  t&haueremola  a  d.  fatto  queflo  ,defcnmremovnSemicircolo ,  il  cui  dtan.etro 

fi* 


94 


Seconda 


Cia  tuttala  a  à;  dipoi  tiraremovna  linea,  che  partendofi  dal  punto  b,  dotte  la  detta  a  b  fi  congiunfe  con 
la  b  d,yadt  perpendicolarmente  alla  circonferenza  del  Semicircolo  in  punto  e;  &  farà  la  o  e;  & 
queftt  farà  la  ricercata  chorda  mezana.  Et  per  dimoflrar  quedo,tiraro  la  linea  a  e,&U  e  d,  &uer 
rà  il triangolo  a  e  d,  chiamato  da  i  Geometri  Orthogomo,  il  quale  {come  per  la  31.  del terzo  di  Eucli- 
de è  manfeflo  )  è  di  talnatura,  che  ha  uno  angolo  retto,  che  è  l'angolo  e  :  Onde  effendo  quefìo  triangolo  di 
ufo  dalla  linea  e  b ,  che  cafca perpendicolarmente  dalla  circonferenza  del  Semicircolo  nell'angolo  retto  al 
lafua  bafe  ;  come  fi  può  veder  nella  figura,  nafcono  etiandio  due  triangoli  minori,  l'vn  maggior  dell'altro  ;  i 
a  e  b 


quali  fono  lo  a  b  e,  &lo  e  b  d,  difterie  ,&  di natura  in  tutto  fimili  al triangolo  a  e  d;  &fònó 
proportwnati  i'yno  all'altro,  come  per  la  Ottaua  del  Sedo  libro  degli  Elemeti  di  Euclide  è  manifeflo  .  Et  per 
ilCorrolarioditalpropofitwne,laproportionedella  a  b  alla  b  ^  è  quella  ifìefft,  che  è  dalla  b  e  alla 
b  d,  fecondo  il  nojlropropofito.  Facendo  hora  la  fb  equale  alla  o  e,  luueremo  la  diuifwne  equale  del 
lapropoda  confonanza  dalla  chorda  ì  b,  come  fi  ricerca.  Et  chi  voleffe  veder  laproua  di  quefìa  operatio- 
ne, potrà  alludere  la  Difdiapafon  al  mojlrato  modo  :  percioche  allora  conofeerà  ,  che  quella  chorda  mezana , 
che  la  diffiderà  in  due  parti,  farà  equalmente  diflante ,  tanto  dalla  eflrema  chorda  grane ,  quanto  dalla  ejlre- 
ma  acuta  di  tal  confonanza  ,per  yna  Diapafon,  fecondo' Ipropofito . 

Vn'altro  modo  di  diuider  qual  fi  voglia  Confonanza,  ouero  Interuallo 
muficale  in  due,  oucro  in  più  parti  equali.  Cap.      2^. 

'  .ALT  RO  modo  di  diiuder  le  con  finanze,  in  due,  ouero  in  quante  parti  fi  voglia ,  che 
fiano  equaltj  non  folamente  bello  :  ma  amò  piti  vtile  del  primo,  per  ej fere  più  vntuerfale; 
&•  fu  ritrottato  da  Eratoilhene ,  quando  ritroitò  il  raddoppiamento  del  Cubo ,  nel  tempo 
che  i  Doli]  (come  narra  Gwuanm  Grammatko)erano  moleflati  dalla  peflilexa;  ta  qua- 
le inuentione,  &  molte  altre  infume pofe  Georgio  Valla  Piacentino  nel  Quarto  libro  del 

la  Geometria 


la 

IP 

Parte. 


87 


la  Geometrìa ,  infognando  di  ritrattar  due  melane  linee  proportionali  tra  due  proporle.  E  ben  fero ,  chefien- 
■za  [aiuto  di  yno  tftrumento,  nominato  da  alcuni  Mefolabio  sfarebbe  -vana  &  inutile  ogni  fatica  ;perù  auan 
ti  ch'io  rada  più  oltra ,  moftrarò  il  modo  difabricar  [l frumento  ;  &  dipoi  ingegnerò  ritrouar  le  linee .  Si 
debbe  adunque  primieramente  apparecchiare  yrì^Affe ,  ouer  Tauola  ben  piana ,  &  yvuale  nella  fùa  fiuper- 
ficie ,  la  qualfia  larga  y>i  piede  almeno ,  &  lunga  quanto  fi  -vuole  ;  ancoraché  quanto  più  fuffie  lunga,  tanto 
più  tornerebbe  commodo .  Ridutta  poi  in  yna  figura  quadrata  lunga,  la  quale  contenghi  ne  i  capi  quattro  an- 
o-oli retti  (  per  potere  operar  meglio,®*  finza  alcuno  errore  Sfaremo  [opra  di  effii  con  dilgenza  yn  canale  , 
ponendo  dalle  bande  per  lungo  della  detta  tauola ,  0  affé  due  righe ,  0  lifle  fittili  fatte  con  difiretione  ;  di  modo 
che  effiendo  equidiflanti,  lefponde  del  canale  yenghino  ad  efjer  alte  quanto  è  yna  cofla  di  coltello,^*  non  più. 
Fatto  quefto , faremo  tre  figure  quadrate  di  metallo  ,odi  legno  fomlif ime ,  le  quali  1  Geometri  chiamano 
Paralellogrammi,  che  habbino  quattro  angoli  retti  ;  &  chefiano  lunghe  quanto  è  largo  il  canale,  &  larghe 
quanto  fi  yuole  ;  pur  che fianofabricate  in  tal  maniera,  che  l'y  nafta  equale  all'altra ,  cioè  che  i  lati  dell'yna 
Ciano  equali  a  1  lati  dell'altra .  Dipoi  tiraremo  a  due  di  effe  yna  linea  diametrale  dall' angolo  fuperiorefwiQ.ro 
all'angolo  deflro  inferiore  di  ciafcuno  in  tal  maniera,  che  le  fuperficie  fiano  diuife  in  due  triangoli  Orthogonij 

equali,  come  qui  fi  yede .  Porremo  dipoi  li  Quadrati  nel  detto  canale  l'yn 
dopo  l'altro  in  tal  modo  ;  che' l  primo  fienza  diametro  fta  nella  parte  fini- 
ftra,  &  redi  immobile  ;  dipoi  gli  altri,  che  hanno  li  diametri,  cioè  ilfecon 
do,  Cj7*  il  terzo  per  ordine  a  banda  deftra ,  di  maniera  che'l  lato  deflro  del- 
l'uno fia  poflofipra  il  fintflro  dell'altro  ;  &  cofi  haueremo  fatto  il  detto 
iftrumento:  il  quale  farà  d  e  f  g;  g^fia  h  i  k  1  il  primo  quadra 
to  immobile  fenxa  diametro  ;  il  fecondo  n  o  p  q;  il  cui  diametro  fa 
n  q;  &  il  terzo  fia  r  Ct  ti;  del  quale  r  u  fu  il  diametro .  Ponia- 
mo hora  chef  habbia  da  ritrouare  yna  chorda  mezana  proportionale ,  la 
qualdiuida  in  due  parti  equali  la  con[onan%a  Diapafon,  attenuta  dallapro 
portion  Dupla ,  tra  le  due  fittopofle  chorde  ,0  linee  ab  <*?>  e  b.  & 
fiano  quefle  equali  alla  zh,  et  alla  e  b  pofte  nel  capitolo  precedetela 
remo  primieramete  il  lato  deflro  del  primo  quadrato, cioè  1  k  equale  alla 
a  b  in  punto  m,  &Jàrà  1  m;  dipoi  pigliaremo  il  fecondo  quadrato, 
& lo  fingeremo  fitto  7 primo  tanto ,  che'l fio  diametro  n  q  fèghi  il  la- 
to k  1  del  primo  quadrato  in  punto  m;  &  cofi  il  primo  ,&  il  fecondo 
quadrato  refleranno  immobili .  Faremo  poi  il  lato  deflro  del  terzo  quadra- 
to, cioè  u  t  equale  alla  e  b  in  punto  x;  &  pofloyn  fitto  fittilifiima 
in  punto  m,  che  farà  la  m  x  del fittopoflo  esempio, lo  difenderemo  tanto,che  pafii  per  il punto  x.  Spiti 
«■eremo  hora  il  terzo  quadrato  tanto  fitto l  fecondo,  che'l  lato  p  q  yenghi  ad  effer  fidato  dal  diametro 
r  u,  &  dal  detto  fillo  in  yn  punto,  che  farà  y,  &  quella  parte  del  lato  deflro  del  fecondo  quadratola 
qualrefleràfitto'lfillo,che  è  la  q  y  farà  la  ricercata  linea,  0  chorda  proportionale  ;  come  nella  figura  fi 
yede .  Et  quefto  è  manifefto  per  la  demoflratione  precedente  :  imperoche  la  linea  mezana  proportionale 
q  y  ritrouata  nel  Mefolabio  tra  la  ab  &>la  e  b  e  equale  alla  b  e  ritrouata  nel  capitolo  preceden- 
te.Quefto  fi  potrebbe  prouare,  se'lfi  defiriueffe  in  yna  fuperficie  piana  tutte  le  linee  fatte  nel Mefolabio,  alimi 
gando  primieramente  per  la  Seconda  dimanda  del  prìmodi  Euclide,  la  linea  m  x  in  punto  z:  percioche 
attorahauerefiimo  tre  Triangoli  cotinentiyno  angolo  retto, cioè  lmz:qyz:etuxz;  dai  quali  fi 
iimoflr  .irebbe  per  gli  Principi]  &  Demoftrationi  di  Euclide ,  il  tutto  effer  yero  ;fi  come  per  d  Secondo  pa- 
rer commune,  &  per  il  nono;  per  la  2  B,  &•  per  la  Seconda  parte  della  3 1 .  del  primo  -.per  la  feconda, per  la 
quarta,®  per  la,  fi  fta  del  Sefìo;&per  la  yndeetma  del  Quinto;  le  quali  loffi  :  percioche  nelle  nojlre  Demo- 
flratwni  harmoniche  ho  cotal  cofa  dtjfufamente  trattato.  Bajlarami  adunque  fidamente  dire,  che  y olendo  ri- 
trouar più  linee  mezjne ,  0  chorde  proportionali  ;  cioè  yolendo  diuidere  in  più  parti  qual  fi  yoglia  Interuallo 
Muficale ,  bifiogna  yfare  il  moftrato  modo .  Bifognaperb  auertire ,  che  per  ogni  linea ,  0  chorda  che  fi  yorrà 
aziiunzere  oltra  la  ritrouata,  farà  dibifopto  diaznunzere  etiandto  yn  altro  Paralellozrammo,  0  Quadra- 

1  A3    1  ?  r  ■     r  1         ■       I      •  f      •    1    7    •    7- 

to  col  fino  diametro, fatto  di  maniera,  <&  di  grandezza ,  come  fono  li  primi  ;  facendo  poi ,  che  i  lati  dejlri  di 
ogni  Quadrato  yenghino  ad  effer  figliati  in  yn  punto  tfleffo  da  i  diametri ,  &*  dalfillo  al  moftrato  modo . 

^Attenendo 


c)6 


Seconda 


ME  S  O  L  ^TB  I  O 


^Attenendo  di  por  Jìmpre  il  primo  quadrato  fenza  diametro ,  chefia  immobile  ;  &  che'lfuo  lato  dtQ.ro  fu 
Cerato  dal  diametro  delfeguente  in  quel  punto, che  fi  porrà  per  la  lunghezza  della  linea  propofla  maggiore  ; 
<&>  che'l  lato  deflro  dell'yltimo  fia  fegato  dal  filo  in  quella  parte,  che  f  piglia  la  lunghezza  della  linea  mino 
re  propofla ,  fecondo l  modo  dato .  Et  fé  la  maggior  linea  propofla  fuffe  più  lutea ,  che  il  quadrato  poflo  nel 
Mefolabw,  non  f  potrebbe  fare  alcuna  cofa .  E  ben  -vero,  che  pigliando  la  metà ,  di  ciafcuna  delle  due  propo- 
rle Si  potrà  hauere  il  propofto  :  perche  dopo  fatto  il  tutto,  le  melane  ritmiate  fi  potranno  allungar  fecondo 
la  raowne  della  parte  prefa  delle  propofte  linee  ;  &  cof  ogni  cofa  tornerà  bene. 

In  qual  modo  la  Confonanza  fi  faccia  diuifìbile .         Cap.   z  6. 

^£  VE  RC  HE  tutto  quello ,  che  è  potente  di  immutare  il  Senfo ,  da  i  Filofof  è  chia- 
mato Qualità  vafibile  ;  però  fi  debbeftpere,che  ejfendo  la  Confonanza  fenza  alcun  dub 
bio  Suono ,  &  hauendo  nife  talpofanxa  ;  come  nella fua  dichiaratone  difopraf  è  det- 
taglio anco  ejfer  detta  Qualità  pafibile  -.peraoche  {come  yuole  dFilofofo)  è  tratta  fuo- 
ri della  pofftìi  za  delpercutiente,  &  delpercojfo  ;  come  difopra  ho  mojlrato .  La  onde  fi 
pra  anello  ch'io  ho  detto  fi  potrebbe  meritamente  dubitare ,  In  qual  modo  la  Consonanza  fpofja  dmidere ,  o 
moltiplicare,  no  effendo  ne  Numerose  Proportione  :  conciofa  che  la  diuifone,  o  moltiplicatone  s'apparten- 
va  folamente  alla  Quantità  ,&è  ilfiiapropio .  ^il  qual  dubbio  rifondendo  dico ,  che  quantunque  Li  Quan- 
tità fta  diw fibile,  &  moltiplicabile  efjentialmente,  &  per  fé  ;  non  fi  può  negare,  che  la  Qualità  anche  non  fi 
tioffa  diuidere,  &  moltiplicare  per  accidente  :  peraoche  èfottopofla  alla  Quantitàja  qual  diuidendofi,  omol 
tiphcandofi  ejfeiittalmente ,  &  per  fé,  Tiene  adeffere  infeme  diuifa,  o  moltiplicata  la  Qualità;  nongiàpro- 
piamente ,  ma  fi  bene  per  accidente,  come  ho  detto .  Et  quefoji  può  -vedere ,  dando  di  ciò  imo  accommodato 
effempw,  nella  diuifone  delgraue,  &  del  leggiero ,  le  quali  cofe  non  fono  quantità  ,mafi  bene  qualità  ;  & 
non  conuewono  alla  diuifone  ,f  non  in  tanto  che  fono  jottopofle  ad  ini  corpo  dutfibile ,  del  quale  è  propia  U 

diuifone  i 


Parte. 


97 


diuifione, nella  diuifione  delquale,  ancora  che  gli  accidenti  [imo  indiuiftbili fono  però  dìuìfibili  accidentalmen 
te  :  concwfia  che  hanno  ti  loro  effere  effentialmente  nelle  cofe ,  che  fono  diuifibili  ;  come  fi  può  anco  y edere  del 
Colore  pò  fio  nel  Legno, che  diuidendofi  tal  legno  in  molte  parti  effentialmente,  il  colore  medefimamente  è  di- 
nifi  per  accidente  in  molte  parti ,  Onde  dico  in  proposto, che  quantunq;  la  Confinala fa  da  fé  indiuifibde  ,per 
effer  qualità,  nondimeno  diuidendofi  i  corpi  fonori  effentialmente  in  molte  parti  {come  ho  moflrato)  anche  lei 
per  accidente  mene  ad  effer  diuifibde,  fecondo  la  dimfione  del  fio  Soggetto,  che  fino  efii  Corpi  fonori .  Vote- 
ma  adunque  dire,  che  quantunque  la  Confinanza  da  fi  nonfia  diuiftbtlej  però  diutfibile  per  accidente,  per,U 
diutfwne  delfuofoggetto  ;  &"  cofi  da  quella  chef  è  detto  difipra,  &  da  quello  che  fi  è  detto  nel  cap.  4 1  .afe/ 
la  Prima  parte  ,fi  può  y  edere,  in  qual  modo  fi  pojfa  intendere  la  definizione  di  ^fnjìotele  della  Confonan%a, 
che  dice, che  è  ragion  de  numeri  nell'acuto,  &  nelgraue  ;  &  come  fi  potrà  rifondere  a  tutti  coloniche  con 
argomenti  fififlici ,  yoleffero  opporfi  a  tal  definitione , 

Quel  che  fia  Monochordo ,  &  perche  fia  cofi  chiamato . 
Cap.      2j, 

EDVTE  tutte  quefte  cofe,  yerrn  hormai  (fecondo  il  mio  principale  intendimento)  alla 
ordinatane ,  0  compofitione  ;  0  yogliamo  dire  diuifione  del  Monochordo  di  ciafcunafpe- 
cie  de  i  tre  nominati  generi,:  maprima  yederemo,quel  che  fa  Monochordo .  Monochor- 
do adunque  dico  effer  quello  I finimento,  ouer  qualunque  altro  fimile,  ch'io  moflrai  difi- 
pra nelcap.  1 8.  tlqttale  da  molti  diuerfamente  è  fiato  chiamato.  ImperocheTolomeo,et 
Boetto  lo  chiamano  Revola  harmonica,  &  alcuno  delli  Greci  lo  chiamano  pa.ya.s  -,  &  è  ijìrumento  di  ynafi 
la  chorda,col  quale,  aggiungendoti  ilgiuditio  della  ragione,  per  •virtù  della  proportionalità  harmonica  inue- 
Jìighiamo  le  ragioni  delle  confinanze  muficali,  &  di  ogni  lor  parte  ;  &  fono  più  fuoni  ritrouati,  &  acetta- 
ti,  1  quali  collochiamo  in  effo  fecondo  i gradi  delgraue,t&  dell'acuto  a  1  loro  luoghi,  &  li  defcriuemo  co  i  no- 
mi propij  ,  accwche  con  artificio  impariamo  ad  esercitar  le  modulazioni,  &  le  harmonie ,  Et  Pithagora  (co- 
me yuolBoetio)  fu  l'inuentore  di  queflo  tflrumento .  Deriuaque fio  nome  Monochordo  da  due  nomi  greci 
aggiunti  infteme ,  cioè  da  pivot ,  che  yuoldire  Solo  ,&da  x?f  J'1' ,  chefignifica  Chorda ,  cioè  I  finimento  di 
ynafila  chorda  ;  ancora  che  con  tal  nome  fi  chiama  etiandio  quello  I frumento ,  che  fi  fuona  con  le  chorde 
raddoppiate,  conofciuto  hormai  da  ogn'yno,  per  effer  molto  in  yfi  :  Ma  queflo  non  fa  al  nojìro  propofito . 

Della  Diuifione,  ouero  Ordinatione  del  Monochordo  della  prima  fpecie. 

del  genere  diatonico,detta  Diatonico  diatono  ;  del  nome  di  cia- 

fcuna  chorda  ;  &  chi  fu  l'inuentore  di  quello  Genere, 

&  del  fuo  ordine .  Cap.     2  8, 

T  TE  RV  ENI  RE  alla  Ordinatione,  ouer  Diuifione, che  la  yogliamo  dire, del  Mo- 
nochordo della  prima  fpecie  del  primo  genere ,  chiamata  da  Tolomeo  Diatonico  diatono , 
douemo prima  auertire  di  ordinarlo ,  ouer  diuiderlo  in  cinque  Tetrachordi, accio  feguuia- 
mo  il  coflume  de  i  Mufici  ^Antichi,  de  i  quali  il  primo  chiamaremo  Hypaton,cioè  Princi 
pale  ipercioche  tiene  la  parte  più  graue;  il  fecondo  Mefon,  cioè  Mezano-.concifia  che  tie 
ne  quafi  U  luogo  di  mezo,&  è  più  acuto  del  primo;  il  terzs  DiezeugmenOn,  0  Separato;et  l'yltimo  de  1  quat 
tro,che  comprendeno  le  Quindici  chorde(come  yederemo)nominaremo  Hyperboleon, ouer  amente  Eccellete, 
tsfquejìipoi  aggiungeremo  il  Quinto,&  lo  chiamaremo  Synemennon,  cwèCongiunto;et  haueremo  uno  or- 
dine di  Sedicichorde,contenuto  nella  Difdiapafon,  la  qual  i  Greci  chiamano  Siflema  mafìimo .  Ma  fi  debbe 
auertire ,  che  gli  ^Antichi  diuifero ,  ouero  ordinarono  il  loro  Monochordo  per  Tetrachordi,  &  non  per  Pen- 
tachordi,  ouero  Efjachordi  per  due  ragioni.  Prima  perche  haueano,che  la  Diateffaron,che  fi  conteneua  negli 
eflremì  del  Tetrachordo  fuffe  la  Prima  confinanza  :  perche  era  la  minore  di  tutte  le  altre  ;  dipoi  perche  al 
Tetrachordofipuòfempre  aggiungere  dalla  parte  acuta  quello  interuallo ,  che  è  pojìo  nelgraue  di  effo  Te- 
trachordo^ per  il  emano ,  porre  nelgraue  quello,chefi  ritroua  effere  in  acuto, che  ne  daràfimpre  la  confina 
za  Diateffaron  in  ogni  fpecie  di  harmoniaper  o?m  genere ,  Et  perche  quefle  aggitmtioni  non  fi  poteuano  fa- 
ti re  com- 


\*iji    M^L.3fT'^s 


9 8  Seconda 

*"*  commodamente  nella  Diapente,  ne  meno  neìl'Effichordo  :  conciofia  che  tolgendo  vno  ìnteruallo  orane  del 
la  Diateffiron,&  aggiungendolo  in  aditolo  per  il  contrario, togliendo  queìlo,che  epodo  iieU'acuto,&  ponc- 
dolo  nel  grane, non  fi  patena  fempre  battere  la  cofònanza  Diapè~te;quantunquefipoteffe  hauere  il  numero  del 
le  chorde, dalle  (jiiali  e  detta  Diapente;pero  li  Greci  battendo  tale  atterrimento  fecero  la  Ordinatane ,ouer  Di 
uifione  del  Siftema  majìimo  per  Tetracbordi,  <&•  non  per  Pentachordi,  onero  Ejfachordt .  Volendo  adunque 
dar  principio  a  tale  ordine ,ouer  diuiflone  ,feguendo  ilcojlume  degli  ^Antichi  nonfolo  in  quefla ,  ma  in  ciascu- 
na altra  dmifione  ;  per  fuo  fondamento  accommodaremo  primieramete  nella  parte  piugratte  il  Tuono  fefqui- 
ottauo  alla  fua  proportione  ;  accioche  la  grawjìima  eborda  detta  da  i  Greci  Proslambanomenos ,  con  la  ebor- 
da acuta  del  fecondo  Tetrachordo  chiamata  Mefe,contengbi,  &  faccia  i/dire  la  confonanza  Diapafon .  <Al 
qual  Tuono  ag  giungeremo  il  primo  Tetracìwrdo  ,&  a  queflo  il  fecondo .  Dipoi  aggiungeremo  a  quei!» 
l 'ìnteruallo  del  Tuono  contenuto  dalla  proportione  Sesquiottaua  .  aggiungendo  dipoi  a  queflo  il  terzo  Tetra 
chordo  ,<&  al  terzo  il  quarto  ,  nella  fu  a  parte  più  acuta  ;  batteremo  Quindici  chorde  contenuto  da  tale  ordi- 
ne .  Fatto  qttefls ,  aggiungeremo  fopra  la  chorda  Mefe  il  quinto  Tetrachordo ,  &  cofi  batteremo  la  ordi- 
natione ,  ouer  diuifione  della  prima  specie  diatonica  ,  contenuta  tra  Sedici  chorde ,  &  tra  cinque  Tetracor- 
di, nel  modo  che  cederemo.1  Di  queflo  ordine ,  credo  io  che  fuffe  l'inuentore  Terpandru  Lesbia,  quando 
ridufje  le  prime  Sette  chorde  antiche  in  uno ,  congiungendole  per  due  Tetracbordi ,  come  nel  fecondo  effem- 
pio  delcap.  i  o.  del  primo  libro  della  Mufica  di  Boetiofipuo  yedere;  le  quali  furono  dipoi  ridiate  da  Licione-- 
Sanno  al  numero  di  otto ,  &  dimfe  in  due  Tetracbordi  feparati  ;  come  è  mamfefloper  il  terzo  effempiopo- 
Jlo  da  Boetio  nel  luoo;ofipradetto .  Fu  dipoi  da  altri  in  tal  maniera  accrefciuto ,  che  armo  al  numero  di  Se- 
dici chorde ,  nel  modo  ch'io  intendo  di  moflrare  ,■  ancora  che  alcuni  -vogliono ,  che  Pithagora  fuffe  l'inuento- 
re di  queflo  primo  genere ,  CJ74  di  quefla  prima  fpecie  ;  &  delle  prime  fpecie  delli  due  Generi  feguentt .  '  Ma 
fa  come  fi  voglia ,  Pithagora  fu  quello ,  che  ritrattò  la  ragione  de  i  Suoni ,  nel  modo  che  ho  mojìrato  nella 
Prima  parte  [Volendo  adunque  moflrar  (ordine  di  quefla  prima  fpecie ,  &  la  diuifione  del  fuo  Monochòr- 
do  contenuto  da  cinque  Tetracbordi, per  poterla  porre  flotto' 'l  gtuditio  del fentimzto, accioche  poflfla  dipoi  ratio 
narpiù  liberamente  fopra  quello ,  ch'io  ho  da  dire  (  non  demando  dal  coflume  de  ali  ^Antichi  )  preparato  che 
/Slatterà  vno  iflrumento  fimile  à  quello,  che  difipra  nel  cap.  iS.hò  mojìrato  ;  dopo  l'hauere  accommodato 
in  eflflo  vna  linea,che  pajìt  dall'vnode  i  capi  all' altro  per  il  mezo,nel  modo  chef  yede  nel  fottopoflo  efjempio, 
che  farà  la  iAB  ;  accommodaremo  prima  alla  fua  proportione  il  Tuono  fesqtnottauo,  che  farà  tra  la  ^A  B,et 
la  C  B,  al  modo  che  altroue  ho  infegnato .  ^A~l  quale  immediatamente  /aggiungeremo  ti  primo  Tetrachordo 
detto  Hypaton  in  queflo  modo  :  ^Accomodato  che  fi  patterà  li  fuoi  eflrenn  alla  loro  proportione ,  chejaranno 
C  B,etDB  ,fenza  eflfler  tramezatt  da  alcuna  chorda  mezana;  moltiplicammo  nel  mezo  loro  leflue  mezane 
chorde, contenute  dalle  loro  proportiom.  Ma  fi  debbe  auertire,che  nonfolo  in  quefla, ma  in  qualunque  altra  di 
uifione,  fi  debbe  accommodare,et  moltiplicare  in  tal  modo  gli  interualli,  che  fempre  i  maggiori,  contenuti  da 
proportioni  ma"  aiori  fiano  moltiplicati  in  prima  degli  altn;accioche  fi  yenga  afehiuare  infieme  con  molta 
fatica,  influiti  errori,che potrebbeno  nafeere  :  Perciocbe  hauedo  prima  moltiplicato  quelli,che  fono  maggiori, 
necefjana  mente,  &<  con  poca  fatica  (come  Tederemo)  vengono  a  commodarfi  etiandio  li  minori,  il  che  fata 
mamftflo  moltiplicandogli  infermili  delli  Tetracbordi,  accommodando  al  fuo  luogo  proportionatamente  le 
chorde  mezaneilmperoche  dopo  cbefihauerà  accomodato  alla  fua  proportione  i  due  tuoni  S  e  squiottaui, mol- 
tiplicandoli al  modo, che  nel  cap.  2  i  ,hò  moflrato;haueremo  collocato  nell'acuto  il  primo  Tuono  tra  la  E  B,  et 
laDB,&  il  fecondo  nelgraue  tra  la  FB,&  la  E  B.  Et  perche  ogni  Tetrachordo  di  quefla  fpecie,  fi  capone 
di  due  in  teruallt  Sesquiottaut,&  della  proportione  Super  i  3  .partiente  143  .la  quale  è  la  forma  del  Semituo 
no  minore  offendo  F B,&E  B  Tuono,  fimilmente  EB,&D  B;feguita  che  C  B,&  F  Bfia  l'interuallo 
del  Semituonojl  quale  è  ilfupplemento  delli  due  Tuoni, alla  perfettione  del  Tetrachordo.  Et  queflo  è  mamfe- 
flo  :  perciochefe  cauaremo  dalla  Sesquìterza,  che  è  la  forma  del  Tetrachordo,  due  proportiom  Sesquiottaue, 
reflerà  la  proportione  Super  1 3 .  partiente  143.  continente  il  Semituono  minore.  Fatto  queflo,  per  aggiun- 
gere al  detto  Tetrachordo  il  fecondo  detto  Mejon,  lo  accommodaremo  al  modo ,  che  fi  fece  il  primo ,  fopra  la 
linea  DB  ,&  verrà  GBetD  B, che  faranno  gli  ejìremt,&  H  B,&GB  farà  il  Tuono  acuto, &  ilgra  - 
ne  farà  I B,  &  H  B .  Ma  DB  ,&  I B,  per  le  ragioni  dette,  far  anno  il  minor  Semituono .  ^A  queflo  Te- 
trachordo Aggiungeremo  il  Tuono  Sesqmottauo,  per  il  quale  fepararemo  il  Terzo  da  queflo,et  talfeparatio- 
nt  chiamaremo  co  Boetw  $•!*$■  i«,  che  vuol  dire  Dmifwne/laUpial  nome  il  terzo  Tetrachordo  è  detto  Dte- 

zeugmenon, 


Parte.  99 

Zgugmenon,  cioè  Separato  .  Et  quejìafeparationefi  ritroua folamente  dotte  due  Tetrachordi,  per  li  interpo- 
fitione  del  Tuono,  fi  fcompananol'yno  dall'altro .  Ma  quando  la  chorda  tjìrema  acuta  di  yno ,  è  la  chorda 
eflremagraue  dell'altro ,  allora  fono  l'imo  all'altro  congiunti '  ,&  tal  congiuntione  fi  chiama  Xuvapi  •  cioè 
Congiungimento  ;  come  il  medefimo  Botilo  dimoflra  nel  cap.  i  q.  del  primo  libro  della  Mufica .  aggiun- 
to adunque  che  fi  hauerà  il  Tuono  al  Tetrachordo  Mefon  ,  che  farà  contenuto  tra  la  K  B ,  &  la  GB,  al- 
lora fenza  alcun  mezo  moltiplicaremo  alla  K  B  il  terzo  Tetrachordo ,  alludendo  la  ieta  linea  al  modo  mo- 
fìrato  ;  il  che  fatto  haueremo  lefue  chorde  ejlreme  KB,&  LB ,  tramenate  dalle  MB  ,&>  N  B  ,chene 
dano  la  diutfione  del  Tetrachordo  in  due  Tuoni,  &  "»»o  Semitnono.  Horafopra  la  chorda  L  B,  collocarem» 
il  quartotTetraclfordo,  detto  Hyperboleon,  operando  come  negli  altri  fi  e fatto,  &  haueremo  LB,&OB, 
the  fono  lejue  eflreme  chorde  ,&  P  B,&  QB ,  che  fono  le  melane ,  le  quali  fanno  la  duufione  in  due  tuo- 
ni,^ in  vno  Semituono, fecondo  l'ordine  principiato  ;  di  modo  che  haueremo  tuo  ordine,  o  diuifione  di  Quin- 
dici chorde  ;  alle  quali  a<r  rumeremo  l'yltimo  Tetrachordo  detto  Synememnon,con<riun<rendolo  al  fecondo  , 
in  cotal  modo,  cioè  facendo  fopra  la  chorda  G  B  lafolita  duufione,  &  tra  effa&la  M  B,  haueremo  le  eflre 
me  chorde,  te  cui  mezane  faranno  N  B  ,&RB.E  ben  nero  chef  aggiungerà  folamente  da  nuouo  la  chor- 
da R  B  ;  percioche  le  altre  fono  communi  a  vii  dm  Tetrachordi .  Onde  credo ,  che  tal  chorda fuffe  flatà'ao-- 
viunta  per  due  cagioni  ;  l'ynaper  dare  ad  intendere,  che  ogni  Tuono  fi  poffa  diuidere  in  due  Semituoni  ;  l'ai-   ' 
tra  per  fare  acquijlo  di  yna  Diatejfaron  verfo  l 'acuto, partedofi  dalla  chorda  parhypate  mefon.Etfe  bene  per 
altra  canone  fuffe  fiata  aggiunta,  queflo  è  di  poco  momento  ;  &  fa  in  qttal  modo  fi  yovlia  ,  haueremo  per 
tale  aggiuntione  etiaudw  il  Semituono  maggiore,  tra  la  RB,&laKB,  contenuto  dalla  proportione  Super 
1  3  y.partiente  1187  .detto  da  1  Greci  k^umì.  ,tl  quale  aggiunto  al  minore  chiamato  *™toimì  ,  ne  dà  il  Tuo 
no  Sesquiottauo  :  percioche  la  chorda  R  B  di  queflo  Tetracliordo  diuide  il  Tuono  GB,&  KB  indue  parti , 
che  fono  le  nominate .  Quefla  adunque  farà  la  intera  diuifone ,  0  compofitione  del  Monochordo  della  prima 
fyecie  del  Diatonico,  detta  Diatonico  dtatono,  diuifi,  ouer  amente  ordinatafecondo  la  mente  de  oli  antichi  Pi 
thagorìcìin  cinque  Tetrachordi,nella  quale  fi  contengono  Quindici  infermili  tra  Sedici  chorde  ;  le  quali  chor 
de  ho  de  ferine  co  i  nomi  antichi,  &  notate  con  le  fue  propomoni ,  moltiplicate  fecondo  li  modi  mojlrati  difi- 
pranelcap.  3 z.&  3  3.  della  Prima -paì-tt '. ,  per  maggiore  intelligenza  di  quello ,  che  fi  è  detto.  Etbenche 
gli  ^Antichi  nominaffero  le  chorde  di  quefla  ordìnatione  co.  i  nomi ,  li  quali  ho  moflrato ,  che  fono  molto  diffe- 
renti da  quelli ,  che  hauemo  alprefente  ;  queflo  non  è  di  molta  importanza  :  Imperoche  è  conceffo  alti  primi 
Inutnton  delle  cofe ,  nominarle  dalla  cagione ,  ouer  dallo  effètto  loro ,  oueramenie  afùo  beneplacito .  Nomi- 
narono adunque  gli  ^Antichi  le  chorde  delle  lor  C  etere  con  tali  nomi:  perche  effendo  la  Mufica  (  come  narra 
Boetio  fecondo  il  parer  di  Nicomaco)  fiata  da  principio  in  tal  maniera  femplice,che  folamente  fi  adoperaua  il 
Quadnchordo,  il  quale  ritrouò  Mercurio  (  come  altre  yoltefi  è  detto  )  ad,  imitatjone  della  Mufica  mondana, 
de  1  quattro  elementi  ;fu  ridutta  dipoi  da  Terpandro  nel  numero  di  fette  chorde,  ad  imitatione  de  1  fitte  pia- 
neti. Et  di  qitefle  chorde  chiamarono  la  più  grane  Hypate,cioè  Principale, ouer  mavgiore,&  più  honorata  ; 
Onde  Gioite  ancora  nominarono  Hypaton,  et  li  Confoli  per  la  eccellènza  della  lor  dignità  pigliarono  il  predet- 
to nome .  La  feconda  fu  detta  Parhypate  -.perche  era  collocata  appreffo  la  Hypate  ,  La  terza  chiamarono 
Lychanos  :  effendo  che  li  Greci  con  tal  nome  chiamano  quel  Dito,  che  noi  nominiamo  Indice ,  dal  toccare, 
che  fi  fa  con  lui  leggiermente,  &•  anco  perche  nel  fonar  la  detta  chorda,  taliitofiponeua  in  opera .  Mefeft 
dice  la  qitartaxoncwfia  che  tra  le  fitte  era  collocata  nel  mezo  ;  La  quinta  Para  mefi ,  cioè  appreffo  la  Me  fi 
accommodata;  Lafefla  Paranete:  perche  era  yicina  alla  Nete:Ma  lafettima  chiamarono  Netejquafi  Nea 
te,  cioè  Inferiore.  ^Accrefciutopoi  nel  modo  moflrato  tale  ordine, le  nominarono  dai  nomi  fopr  adetti, aggiun- 
gendole il  nome  delli  Tetrachordi ,  ne  i  quali  erano  collocate  ;  &  la  chorda  grauiflima  di  tale  ordine  differo 
Proslambanomenos,  cioè  <Acquiflata,  conciofia  che  la  aggiunfiro,  accioche  con  la  ottaua  chorda  detta  Me- 
fi faceffe  ydire  la  cofonanza  Diapafon .  Et  non  folamente  le  chorde  di  quefla  ffecie furono  denominate  da  tali 
nomi ,  in  queflo  primo  genere  ;  ma  le  altre  ancora  di  eiafiurì  altra  fpecie  per  ogni  genere ,  percioche  ognifpe- 
cie  è  diuifa,  onero  ordinata  in  cinque  Tetrachordh  come  yederemo , 

; 

: 

\ 

'  ri. 

n     1         Che 


DIVISIONE,    OVER 

Monochordo  della  prima  fpe- 
mata  Diatoni- 


2.304.  Nccc  hyperboleon . 
ajtjl.Paranetehyperbo. 
05  r  6 .  Trite  hyperbolcon . 
3071.  Nete  diexeugmenon  * 

J4JS.  Paranete  dieieug. 

3  888.  Trite  die«ugmcnó. 
4oj6.  Para'mefe . 
'.Tuono  - 


Ji  J4.  Lychanos  mefon . 

5tj  1.  Parhypate  meibn . 
tf  1 44.  Hypate  meron. 

'»!».  Lychanoshypaton- 

777«.  Pirhypatehypató. 
*r^i.  Hypate  hypatori' 


=ér 


jiii.  Proslambanomenoj . 


Tuo. 

Tuo. 

S.mi. 
'Tuo. 

Tuo. 
Se.mi. 
S.rna. 
.Semi, 

Tuo. 

Tuo. 


Tuo. 


Si— 


o 
p 

Q_ 


S.mi. 


Tuo- 


COMPOSITIONE   DEL 

eie  del  Genere  diatonico ,  chia- 
co  Diatono . 


34j-£.  Nere  i/ne-nermon. 

3888.  Paranete  fynemen. 
Tuono . 

43  74.  Trite  fyncmeimon. 

«08.  Mefe. 


=É 


Parte.  loi 

Che  gli  Antichi  attribuirono  alcune  chorde  de  i  loro  iftrumenti  alle 
Sphere  celefti .  Cap.     29. 

^f  OP  LN  IONE  che  gli  sfatichi  hebbero,  maf imamente  i  Pitagorici,  deìl'har- 
monia ,  a  concento  del  Cielo ,  li  diede  cagione  di  contemplare  intorno  a  quejìo  -varie  cofe  '. 
La  onde  dalla  dmerfità  de  i  lor  pareri  nacquero  diuerfi  principi] ,  &  yarie  ragioni  :  Im- 
peroche  alcuni  hebbero  opinione,  che'l  Firmamento,  o  -vogliam  dir  Sphera  delie  flette  fifi 
fé  ,la  quale  di  tutte  l'altre  è  più  veloce  nel  mouimento  diurno  (  come  afferma  Platone  ) 
madajje  fuori  djuonopiù  acuto  d'ogn  altra  Sphera  ;  forfè  indutti  da  quefla  ragione ,Che  quel corpo  jd quale  fi 
muouepiù  velocemente ,  è  cagione  delfuonopiù  acuto  ;  onde  mouendofi  li  corpi  fuperiori  del  Cielo  più  veloce' 
mente  degli  inferiori  ;  concludeuano ,  che  tali  corpifaceffero  dfuonopiù  acuto .  Dall' altra  parte  erano  alcu- 
ni, che  teneuano  il  contrario,  cioè  che  la  Sphera,  della  Lunafaceffe  dfuonopiù  acuto  formando  tal  ragione  ; 
Li  corpi  maggiori  rendeno  mag  gior fuono ,  &  piùgraue ,  di  quello  che  fanno  li  minori ,  come  fenfatamente 
fi  comprende  ;  onde  effendo  che  i  corpi  fuperiori  celefli  fono  maggiori  degli  inferiori  ;  pituita  che  li  fuperiori 
corpi  maggiori  mandino  fuori fuoni  maggiori ,  &ptu  graui  degli  inferiori .  Quelli  che fauorirono  la  prima 
opinione  furono  molti ,  tra  i  quali  è  Cicerone  nellib.  6.  dilla  Rep.  come  fi  può  vedere  per  le  parole  pofle  nel 
cap.  4.  della  Prima  parte  ;  La  quale  opinione  ^Ambrofio  Dottor  Santo  recita  nel  fuo  Effameron  .  Ma  tra  i 
moderni  fcrittori  fi  troua  Battifla  Mantoano  Poeta  elegantifimo ,  che  ci  manifefla  tale  opinione  con  que- 
fie  parole, 

Infbnuere  poli ,  longeq;  auditm  ab  alto 
ConcentuSj  mixtumq;  melos,  pars  ocyus  acla 
Clarius,  &  cantu  longè  refènduti  acuto , 

Tarda  ibat gr amore  Jonò .  E  ben  vero ,  che  quello  ,  che  dice  ,fi  può  accommodare  a  qual  fi 
voglia  delle  due  narrate  opinioni  :  Perciochefe  noi  vorremo  attribuire  la  tardità  del  mouimento  annuale  al- 
la Sphera  di  Saturno, veramente  il  fuo  mouimento  è  più  tardo  d'ogn  altra  Sphera ,  come  moflra  Platone  nel 
lo  Epmom  ide  :  conciofia  che  fa  lafua  reuolutione  in  trenta  anni  ;  &  quefìo  farà  in  fiutar  di  quelli,  che  tengo- 
no ,  che  li  corpi  maggiorif acino  il fuono  piùgraue .  Ma  fé  la  tardanza  fi  attribuirà  al  mouimento  diurno  ; 
farà  infauor  di  quelli ,  chefituorifiono  la  prima  opinione ,  &  bifognerà  intendere  il  contrario  :  conciofia  che 
non  gli  è  dubbio  alcuno ,  come  fi  vede  colfenfo ,  che'  mouimento  della  Sphera  della  Luna  non  fa  più  tardo 
dogri altro, quando  datt' Oriente  fi  muoue  all'Occidente .  Mafia  pure  più  tardo,  opiù  veloce,  come  fi  voglia, 
che  quejìo  importa  poco  a  noi  ;  però  la/faremo  della  tardità ,  0  velocità  loro  la  cura  agli  lAilranomi .  Del- 
l 'altra  f anione fi  ritrattano  moltr.Imperoche  Dione  hiflorico  raccotando  la  cagione, perche  li  Giorni  fianolìa, 
ti  denominati  dal  nome  delle  Sphere  celefli ,  &  nonfiano  numerati  fecondo  l'ordine  loro ,  incomincia  rende- 
re tal  ragione  fecondo  l'opinione  degli  Egittij  dalla  Sphera  di  Saturno ,  venendo  a  quella  del  Sole  ,ponendo 
l'vna  &  l altra  per  gli  eflremi  della  confonanzg  Diateffaron,  {affando  le  due  melane,  cioè  quella  di  Gioite, 
&  quella  di  Marte  ;  Dipoi  da  quella  del  Sole  va  a  quella  della  Luna ,  &  forma  vn  altra  Diateffaron  ;fi- 
milmente  da  questa  a  quella  di  Marte  ;  &  da  Marte  a  Mercurio  ne  fa  due  altre;  di  modo  che  lafjandoftm- 
pre  le  due  mexgne  Sphere ,  rende  la  ragion  di  tal  Problema ,  ritornando  fempre  circolarmente  alla  prima 
Sphera  :  Onde  fi  vede ,  che  incominciando  dalla  Sphera  di  Saturno ,  &  venendo  a  quella  del  Sole  ;  &  da 
quefla  à  quella  della  Luna,pone  la  prima  come  quella,  che  fa  il  fuono  grane  ;  &  venendo  verfo  le  altre  Sphe 
re,  le  pone  come  quelle,  che  fanno  li  fuoni  acuii  :  Imperoche  è  cojlume  della  maggior  parte  di  coloro,  che  trat 
tana  della  Mufca,  di  por  prima  ilgraue  nelle  toro  ragioni,  come  cofapiù  ragioneuole,  &  dipoi  lo  acuto .  Ne 
debbe  parer  Urano,  fé  Dione  ritorna  dalla  Sphera  della  Luna  a  quella  di  Marte ,  facendo  vn  ordine  rouefio, 
procedendo  d.ill' acuto  al  grane ,  contrario  di  quello  che  hauea  moftrato  prima  :  percioche  a  lui  balìa  fola- 
mente  con  tal  mexo  di  mofìrar  la  ragione  di  cotal  cofa  ;  anchora  che  quefla  ragion  non  fi  a  molto  fufficiente  a 
fauonr  tale  opinione.Euui  etiandio  l'opinione  degli  antichi, che  pone  Plinio  nella  fua  Hifloria  naturale, pri- 
mieramente deli' H  armonia  celejìe,  dipoi  dell'ordine  ;  onde  dice,  che  la  Sphera  di  Saturno  fa  il  tuono  Dono , 
quella  di  Gioue  il  Frigio ,  &  le  altre  per  ordine  altri  Tuoni .  Onde  non  è  dubbio ,  che  effendo  il  Dorio  tenuto 
dilla  maggior  parte  de  i  Mufici  piùgraue  del  Frigio ,  la  Sphera  diSaturno  nanfa  quella ,  che  faccia  il  fo- 


no grane. 


!o2  Seconda 

"ugnate .  oltra  di  queflo  (  lajfando  molti  altri  diparte  )  hi  è  Boetio,  il  quale  ,  quafi  recitando  l'altrui  opinio- 
nc,attribmfce  la  eborda  Hypate  a  Saturno,  che  è  d'ogn  altra grauijhna  ;  dipoi  pia  abaffo  attribuisce  alla  me 
"cJimajphera  (fecondo  la-prima  opinione  medesimamente  da  lui  recitata)  dfuono  acuto ,  &  li  grani  per  or- 
dine, attribuendo  il  vranijìimo  aio-lobo  lunare .  Da  quejìe differente nacque, che  i  Filofof , per  yoler  modra- 
rein  atto  quella  harmouia,cheper  ragioni  conofceuano  effer  nelle  ffhere  celedi attribuirono  a  ciafcunaifi  co- 
me erano  di  d'merfi  pareri  delfito  de  ifuoni  grani ,&  acutfdiuerje  chorde  de  i  loro  finimenti  panatamente 
ordinate  :  Imperoche  quelli,  chefauormano  la  prima  opinione, attribuirono  allaffhera  della  Luna ,  Pianetaa, 
noi  pm  Vicino,  la  clwrda  ProsLmbanomenos,perche  fa  il fuono  piti  grane  di  qualunque  altra ,  a  quella  di  Mer 
curio  la  Hypate  hypaton  ;  &  all'altre  fphere  l'altre  chorde  per  ordine,  fecudo  che  fono  pofte  nella  figura  mo- 
tivata difopra.Ma  quelli,che  haueano  contraria  opinione, attribuirono  la  chorda  Hypate  mefon  allaffhera  di 
Saturno  ;  perche  fi  penfauano ,  chefaceffe  il  fuono  più  graue  d'ogn' altra  Jfhera  ;  la  Parhypate  a  Gioue  ;  Ly- 
clìanos  a  Marte  ;  &  Mefe  al  Sole;  &  cofi  all'altre  attribuirono  altre  chorde,  fecodo  il  mofìrato  ordine.  Et  fi 
come  furono  di  yano  parere  intorno  a  quello ,  che  m  detto  ;  cofi  anco  furono  differenti  nel  porre  le  chorde  a  i 
loto  ijìmmeti  :  Imperoche  quelli,che  hebbero  opinione ,che  Saturno  facete  il  fuono  acuto, et  la  Luna  il  rram  3 


JrtCT 


f.«Bra«m« 


Parte . 


105 


pofero  le  chorde  acute  ntl  [oprano  luogo  dell' finimento ,  ouer  nella  parte  dejlra,&  le  granì  nel  luogo  più 
baffo,  ouer  nella  parte  fimftra  ;  &  quelli,,  che  erano  di  contrario  parere,  faceuano  al  contrario  :  conctojiache 
puifeuuno  le  grani  nella parte  [upenore,  ouer  nella  banda  deèlra  ;  &  le  acute  nella  inferiore,  ouer  nella  banda 
[imflra .  Ma  Platone  accommodò  a  ciafcuna  fphtra  (  come  nella  Prima  parte  ho  detto  ancora)  vna  Sirena  , 
'  cioè  una  delle  voue  M'ufè,  che  manda  fuori  (  come  dice)  la  [uà  -voce  ,  ofuono,  dal  quale  nafee  fharmonia  del 
Cielo .  Et  benché  non  ponga  l'ordine  loro,  nondimeno  il  dottifiimo  Marfdio  Ficinofopra  quello  del  Furor  poe- 
tico di  Platone  Jo  pone  ;  <&  applica  alla  prima  fphefU  lunare  la  Muft  dettaThalia ,  Euterpe  a  Mercurio,  E- 
rato  a  Venere ,  al  Sole  Melpomene  ,  &  cofi  le  altre  per  ordine  ;  come  nella  figura  fi  uede .  E  ben  nero,  che 
attributfce  Calliope  a  eufemia  jfihera  ,  per  dinotarci  il  concento ,  che  nafee  dalle  voci  di  ciafcuna .  Ma  perche 
(  come  dice  Plinio)  quefle  cofefi  vano  inuejìigando  più  predo  con  fonile  dilettatane,  che  neceffaria  ;  però  fa- 
rò fine, battendo  ragionato  a  baflanza  di  tal  materia  ;  e  t  verrò  a  mojlrarejn  che  modo  le  predette  Sedici  chor 
de  fiano fiate  nominate  da  i  Latini . 

In  che  modo  le  predette  Sedici  chorde  fiano  fiate  da  i  Latini 
denominate .  Cap.      5  o. 

T  BE  N  C  HE  gli  antichi  Greci  nella  fabrica ,  0  dmifione  del  Monochordo  ,  confide- 
raffero  follmente  Sedici  chorde ,  diuife  in  cinque  Tetrachordi ,  ne  tentaffero  di  paffarpiu 
oltra,per  la  ragione  detta  difopra  ;  nondimeno  li  Moderni  non  contenti  di  tal  numero ,  lo 
accrebbero  paffando  più  oltrahora  nel  grane,  &hora  nell'acuto:  Jmperoche  Guidone 
^Aretino  nel  [ito  Introduttorio ,  altra  le  nominate  chorde ,  uè  ne  aggiunfe  delle  altre  alla 
Jomma  di  Ventidue,  &  le  ordino  infette  Ejjachordi  ;  &  tale  ordinazione fu,&  e  più  che  mai  accettata,  & 
abbracciata  dalla  maggior  parte  de  1  Mnficipr  attici  :  effendo  che  in  effafono  collocate ,  &  ordinate  le  chor- 
de al  modo  delle  moflrate  Pithagonce.  Et  perche  ciafcuno  Effachordofi  compone  di  Sei  chorde,però  e  dinomi 
nato  da  tal  numero  :  che  vuol  dire  Di  jet  chorde .  E  ben  vero,  che  a  ciafcuno  di  efii  ,.aggiunfe  per  commodtta 
de  i  cantanti  alcune  di  quefle  fei  fillabe ,  cioè  Vt,  Re,  Mi,  Fa,  Sol,  La  ;  cauate  dall'  Hinna  di  Santo  Giouan- 
ni  Sattifiajl  quale  incomincia  in  tal  modo  ;  Vt  queant  laxps  Refonare  fibra  Mirageflorum  Famuli  tuorum, 
Solite  polititi  Labij  reatum  Sanale  Iohannes  ;  &  li  concatenno  con  tale  artificio,  &  in  tal  maniera  ;  che  cia- 
fcuno contiene  tutte  le  jfiecie  della  Diatefjaron,  le  quali  fono  tre,  comevederemo  nella  Terze  parte  ;  accom- 
modando  il  Semituono,  circofiritto  da  quelle  duefillabe  mexaneMi,<&  Fa  nel  mezp  di  ciafcuno.  Ma  aggiu 
fé  primieramente  alla  chordaProslambanomenos  nella  parte  grane  vna  chorda,  diflanteper  vn  Tuono,  & 
lafegno  con  vna  lettera  greca  mainfcola  in  queflo  modo  T,  &>  le  altre  poi  con  lettere  latine  ;  per  dinotarci , 
che  la  Mufica  (come  vogliono  alcuni)  fu  ritrouata  primamente  da  1  Greci,  &pofta  in  vfo,  &  che  alprefen 
te  da  i  Latini  è  honoreuolments poffeduta,  abbracciata,  &  accrefeiuta .  Et  alla  predetta  lettera  aggiunfe  la 
prima  delle  feifillahe  ;  cioè  Vt  in  queflo  modo  r ,  ut,  che  vuol  dire  Gamma, ut  ;  et  cofi  nominò  la  chorda  ag 
giunta  di  tal  nome  ,&èla  prima  chorda  della  fua  ordinatione .  Chiamò  poi  Proslambanomenos  de  i  Greci 
^4  re,  ponendo  infteme  laprima  lettera  latìna,&  la  feconda  fdlaba  delle  moflrate;  &  fu  la,  feconda  chorda 
delfino  Introduttorio .  La  terza  poi,  cioè  la  feconda  greca,  detta  Hypate  hypaton,  nominò  R  ,  mi  ;  ponen- 
do infieme  la  feconda  lettera  latina,  &  la  terza  fdlaba feguente  ;  i&pofe  tal  lettera  quadrata,  differete  dal- 
ia b  rotonda,  per  dinotarci  la  differenza  de  t  Semituoni ,  che  fanno  quejìe  due  chorde  :  conciofiache  non  fi- 
no in  vno  ifteffo  luogo, quantunque  fiano  congiunte  quafi  in  vna  iftefja  lettera  ;  come  altroue  vederemo.  No- 
minò dipoi  la  quarta  C, ,  fa  ut,&  ilrejloper  ordine  fino  a  Nete  hyperboleo,applicandoli  vna  delle  prime  let- 
tere latine,  cioè  \A,    fc}  ,  ouer  b  ,C,D,E,F  ,G,  defcriuendole  nel  primo  ordine  maiufcole ,  nel  fecondo 
picciole,  t&  nel  terzo  raddoppiate  >  come  nell'introduttorio  fi  vedeno .      Ma  fopra  Nete  hyperboleon  ag- 
giunfe altre  cinque  chorde  nel  terzo  ordine, cioè  bb  fa,^^   mi;  e  e,  fai  fa;   dd,  la  fol  ,et  e  e,  la;  et 
fece  queflo  per  finire  gli  vltimi  due  Effachordi ,  de  1  quali  l'vno  ha  principio  in  f,  &  l'altro  in  g;  &  per 
tal  modo  le  chorde  Grece  acquiflarono  altra  denominatione .  Fu  tenuto  tale  ordine  da  Guidone  (  com'to  ere 
do)  forfè  nonfenza  cbfideratwne,  applicando  cotalifilla.be  alle  chorde  [onore, moltiplicate  per  il  numero  Sette 
nano  :  perche  compre[e,che  nel  Settario  fi  conteneua  la  diuerfità  de  i  Tetrachordi ,  &  che  nel  Settenario  e- 
rano  Sette  fuom,  o  voci  jl'yna  dall'altra  per  naturai  dititfwne  al  tutto  variate  &  differenti  ;  come  fi  può 

vedere^ 


104 


Seconda 


INTR0DVTTORIO> 
tino  ordinato  fe- 
Pithagorice 
DUto- 


Hete  hyperbol. 
nranetehyo. 

Trite  hyf  boi. 
^etediezeug. 

Paranete  die. 
Trite  dieieu. 
Paramefc 


Tuono . 


Mete. 

Lycha.  roef. 

Parhyp.mef. 
Hypate  mef. 

tycha.  hyp. 

Parhy.  hypa. 

Hypate  hypat. 

Proslabanomen. 


'53« 

ee 

la 

tuono 
tuono 

ie.rni. 
le.  ma. 

fé.  mi. 
tuono 

tuonoj 

fé.  mi. 

tuono. 

tuono 
fé.  mi. 

>rfc.  ma. 
fé.  mi. 
tuono . 

tuono., 
fé.  mi. 
tuono, 
tuono, 
fc.mi. 
tuono. 

1718 

dd 

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194+ 

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ut 

DI  GVIDONE  AR.E- 
condolediuiiìoni 
nel  genere 


Nctefynem, 
Paranet.fyne. 
Tuono . 

Trite  fyneme- 
Mele, 


attm 


vedere,  &  -udire  nelle  prime  fette  chorde,  le  quali  fino  ejjentia.li,  &  ninna  di  loro  fi  afimiglia  alt  altra  di  fio 
no  :  ma  fino  molto  dtuerfe .  La  qual  diuerfità  conobbe  il  dottifiimo  Homero,  quando  nell'Hinno  fatto  a  Mer 
curio  dijfe; 

E'??»  S'è  trv/J^dvm  alai  Ì7aMtJtxd,7o  yvfS'iLs .  CWe 

Ma  Sette  chorde fatte  di  budella 

Di  pecore  diflefe ,  che  tra  loro 

Erano  confinanti .  Cofi  Horatio  parlando  allo  itteffo  Mercurio  ,  commemoro  tali  chorde 
con  quelle  parole. 

Tuque  tefludo  refinare  feptem 

Callida  neruK .  Et  fi  bene  Teocrito  pone,  che  la  Sampogna  di  Menale*  paflorefaceffe  Nuo- 
uefuoni  differenti ,  quando  diffe  ; 

c3-    Sv'piyy&v  imnrtw  luthàv  t'yà  iwtdovvw,  che  vuol  dire  , 

Quejla  beila  Sampogna ,  la  qual  feci 

Di  Nuouefuoni  ;  Credo  io,  che  quejlo  habbia  fatto: perche  (come  è  manifefto,&  lo  afferma 
Giouanni  Grammatico  )  Teocrito  fcrtffe  nella  lingua  Dorica  lefitepoefie ,  le  quali  cantandofi  alla  Cetera , 
ouer  Lira,  fi  cantauano  nel  Modo  Dorio,che  procedeua  (  fecondo  che  Tederemo  nella  Quarta  parte) 
dalgraue  ali  acuto  ,0  per  il  contrario,  per  un  tal  numero  di  chorde .  Ma  Virgilio  fio  imitatore  accurdandofi 

con 


Parte.;  ioj 


con  Nomerà ,  nella  Bucolici  efpreffe  il  numero  di  Sette  chorde  folamente  dicendo  > 

Efl  mihi  difparibuì  feptem  compitela  cicuta 

Fijìula .     Etnei  libro  Seflo  della  Eneida  toccò  tal  numero  dicendo  ; 

Nec  non  threicuts  Vates,  &  langa  cnm  vefìe  facerdos , 

obloquiturnumens  feptem  difcrimma  vocum .     Similmente  Oitidio  nel  fecondo  libro  delle 
Trasformatiom  difife  ;  Difpar  feptenkfiflula  camm . 

Et  però  congiudicio  (  come  ho  detto  )  efife  lettere  da  Guidone  furono  replicate ,  &  non  -variate  :  perche 
conobbe,  che  l'Ottaua  chorda  era  filmile  di  voce  alla  prima,  la  Nona  alla  feconda,  L  Decima  alla  terza,,  & 
le  altre  per  ordine .  E  vero ,  che  non  mancano  quelli ,  che  per  le  auttorità  addute  de  i  Poeti  vogliono  inten- 
dere le  Sette  confionanxe  diuerfie ,  contenute  nella  Diapafon ,  che  fino  tv  ni  fono  ,  il  Semiditono ,  il  Ditano  t 
il  Diapente,  l'Ejfiichordo  minore,  il  maggiore,  &  effit  Diapafon  ;  Et  altri  anco,  che  intendeno  tlfimiglian- 
te, la ffando  fuori  l'Vmfiono,  perche  non  è  confinando,  propiamente  detta(come  vederemo  alfitto  luogo')  ponen- 
dola la  Diateffaron  ;  Le  quali  opinioni  nonfiarebbeno  da  fpexzare, quando  fuffero fecondo  la  mente  di  tali  au 
tori,  <&  nonfuffero  lontane  dalla  ventà:Imperoche  fieguendo  i  Poeti  indubitatamente  la  opinione  di  Pithajro 
•ra,di  Platone, di  ^friflotele  ,&  di  altri  eccelkntifiimi  Mufiici  &  Filofofipiù  antichi;non  fi  può  dire, che  mai 
haueffiero  alcuna  opinione, di  porre  il  Semiditono,  il  Ditono,&>  li  due  EJfitchordi  nel  numero  delle  cofionanxs , 
per  le  rao-wm  dette  difiopra  nel  cap.  i  o.  Mafie  alcuno  dicefie ,  che  nella  Diapafon fiìritrouano  non  filo  Sette 
tuoni,  o  voci  diffierenti;ma  di  più  ancora,  come  fi  può  vedere  negli  i  finimenti  artificiali  ;  il  che  argmfce  con- 
tro, quello,che  difiopra  ho  detto  :  Si  ridonderebbe, che  è  vero,che  tra  la  Diapafionfii  ritrouano  molti  fiuoni  dif- 
ferenti ,  oltra  li  Sette  nominati  :  ma  tali  fiuom  non  fino  ordinati  fecondo  la  natura  del  genere  Diatonico  ;  ne 
meno  fono  cauati per  alcuna  duufione  dalla  Propòrtionalitàharmonica. 

Confideratione  fopra  la  mollrata  Diuiiìone,  ouero  Ordinatone ,  &  fopra  , 
l'altre  fpecie  del  genere  Diatonico  polle  da  Tolomeo  .      Cap.  31.   '■ 

E  NOI  vorremo  effaminarla  moflrata  diuifiìone ,  ouero  ordinatone ,  non  è  dubbio , 
che  ntrouaremo  in  lei  vna  grande  imperfettione  :  conciofiia  che  èpriua  di  quelli  interualli, 
che  da  tutti  li  Mufiici  dicommun  parere  fimo  accettati  al  prefente  per  confonanti,  &fòno 
quelli  del  Semiditono, del  Ditono,  &>  li  compofli,  i  quali  nelle  loro  compofiitioni  cotinoua- 
mente fi  odono.  Et  benché  quefli  interuallijn  quanto  alnome,flntrouino  nella  detta  ditti 
fwne;nonfiono  però  da  i  loro  muenton  fiati  confiderai!  per  confinanti  :  percioche  veramente  non  fino .  Et  che 
elòfita  vero,nonfiarà  cofa  difficile  da  moflrare, quando  vorremo  credere  quefli  Principtj:primieramente,Che 
da  niuno  altro  venere  ,0  fpecie  di  proportione ,  che  dal  Moltiplice ,  ^7*  Siiperpartìcolare  infuori  (  come  vuol 
Tolomeo,  Boetió,  &  la  miglior  parte  de  tutti  li  Mufiici)  può  nafcère  forma  di  alcuno  interualìo ,  che  fa  atto 
alla  generatone  di  alcuna  confonanxa .  Dipoi ,  Che  due  qualfii  vaglino  interualli  fiemplici  ,  contenuti  da  vna 
iflefif a  proportione ,  filano  di  qual genere,  0  fpecie  fi  vogliano,  da  quelli  che  hanno  la  'hr forma,  dalla  Dupla  in 
fuori, aggiunti  infiiem.e  non  fanno  confonanxa  alcuna  ne  i  loroeflremi;comefipuò^vederefaccdone  la  prona . 
Oltra  dt  queflo,  Che  niuno  Jnterualloja  cui  forma  fi  ritroui  nellifiioi  termini  radicali  fuori  del  numero  Sena- 
rio,  è  confonante  .  Et  quefli  tali  Priucipij  faranno  il  fondamento  di  queflo  ranonamento,per  li  quali  prouarò 
effer  vero,  quello  ch'iohò  détto  in  queflo  modo.  Quella  cofitfi  dice effer  perfetta  Infecondo  il  Ftlofifo  )  ultra  la 
quale  ninna  cofitfi  può  de fider are, che  faccia  alla  fila  perfettione  ;  Efifendo  adunque  che  in  tal  diuifiione  fi  può 
defiderare  tharmoniaperfetta,per  effer  priua  di  molte  confionanxe, che  fono  le  già  nominate, le  quali  fanno  la 
perfetta  harmonia;nonè  dubbio  alcuno, che  ella  non  fila  imperfetta-.Percioche  fi  noi  pigliar  emo  ali  eflremi  del 
laproportwne  delDitono,et  del  Semiditono  già  mofìrati, che  fonala  Super  i-j.partiete  6^.etlaSuper  1  j. 
partiete  8  1  .li  quali  fienxa  dubbio  fono  nelgenere  Superpartieie  ;  per  il  primo  dell'i  detti  Principi]  potremo  ef- 
fer chiari,di  quello  ch'io  ho  detto:CÒciofia  che  efijendo  quefle  due  proportioni  cotenute  nel  detto  genere, no  fono 
altramete  confiinanti;onde  non  ejfeudo  confinanti, fono  neceffanamete  difinanti.Sipuò  etiandw  prouareper  il 
fecondo  principio, che'l  Ditonofia  in  confimateipercioche  in  effofono  aggiunte  infieme  due  proportioni  Sesqui 
ottaue.llterxo  principio  anco  dimoftra^hene  tlDttono,ne  il  Semiditono  già  moflrati filano  còfionantv.impe- 
roche  le  proportioni,chefino  la  forma  di  cotali  interualli,no  hanno  luogo  tra  le  parti  del  Senario.llmedefiimo 

0  etiandio 


« 


io6  Seconda 

etiadio fi  potrebbe  dire  dell'Effachordo  maggiore,et  del  minore-perche  fono  cupofli  delia  Diateff-ron,che  e  co 
fonanxa,et  del  Ditono  ,ouer  del  Semiditono  moftrati,chefono  diffonduti;  maperbreuità  Uff  arò  tal  ragion  ci- 
mento dei  yn  auto .  Se  adunque  tali  interualli  non  fono  con  fonanti;  non  può  efferper  modo  alcuno,  che  tale  or 
dine  fa  perfetto  :  ejfendo  che  in  lui  mancano  quelle  cofe,  che  fanno  alla  fra  perfittione .  De  qui  facilmente  fi 
può  comprendere  in  quanto  errore  incortino  quelli ,  che  fi  afaticano  ornatamente  di  voler  mostrare ,  che  li 
fprapoili  interuallifano  confonanti  ;  &>  chef  ano  quelli ,  che  p  pongono  in  vfo  alprefente  da  i  Mufici  nelle 
loro  harmome  ;  &  infume  fi  puh  vedere  \  in  che  modo  dimoflnno  di  ìunerpoco  mtefo  Boetio ,  quando  fi  vo- 
o-lwno  valere  della  fu.i  auttorttà,  volendo  prouare  la  lorofalfa  opinione  per  uera .  Ma  fé  vogliono  pure  l'auto- 
rità de  ?h  ^Antichi  folamente ,  &  non  le  ragioni  addutte  da  t  Moderni 3baflarìifolament e  quello,  che  dice  Vi- 
truuwin  queflo  propofto,  per  moflrarli  il  loro  o-rande  errore,  il  quale  dice  chiaramente, Che  la,  Terza,  la  Se- 
fa,  &  la  Settima  chorda  non  poffonofar  le  confonanxe  ;  <£7"  tutto  s'intende  quando  fi  aggiungono  alla  pi  i- 
ma .  Et  benché  in  queflo  genere  fi  ritrattino  molte  jpecie ,  come  ho  moflrato  ;  vna  di  effe  folameme  è  quella , 
che  ne  da  tutte  le  confonanxe,  &  la  perfittione  dell'harmoma  ;  la  onde  fi  vna  fola  fpecie  è  quella ,  che  ne  da 
quello,  che  veramente  è  neceffario;  che  bifogno  adunque  era  dell'altre  jpecie  ?  Veramente  non  faceuano  dibi- 
foTno ,  confiderata  la  Mufica  quanto  all'vfo  moderno  :  ma  con f  derata  inquanto  all'vfo  de  gli  antichi ,  non 
erano  fuori  di  propofto  :  perche  nulla,opoca  confderatione  haueano  de  tali  confonanxe,  £?*  tutta  la  loro  har- 
moma  conffleua  nella  modulatone  di  vna  fola  parte .  Onde  fi  puh  dire,  che  a  loro  bafìaua  anco  vna  fola  lìs- 
cie di  modulatone  per  ognigenere  (  cauandone  li  Modi  delli  quali  parlaremo  nella  Quarta  parte  )  &  che  la 
varia  diuifone  de  i  Tetrachordi  era  co  fa,  che  più  predo  apparteneua  alla  parte  Speculatimi,  che  alla  Pratti  - 
ca  :percwche  quando  haueffero  voluto  porre  in  vjo  perfettamente  ogni  jpecie  diciafeun  genere ,  ah  farebbe 
flato  imponibile ,  come  vederemo .  Et  accioche  queflo  non  pari  frano ,  hauendo  veduto  difopra  la  dm  f ione 
della  prima  fpeae  del  Diatonico,  verrò  alle  diuifoni  dell'altre  fpecie  ag  crjunte  da  Tolomeo, le  quali  (come  di- 
cena  )  all'vdito  erano  molto  confentanee ,  &  molto  grate  ;  £7*  le  loro  proportwni  (  come  fi  potrà  vedere  per 
ciaf  un  Tetrachordo  )  fono  fottopofle  al  venere  Superparticolare  :  conciofache  hebbe  opinione ,  che  in  queflo 
genere  di  proportione  fi  ritrouaffe  vna  gran  forxa  nelle  modulatiom  harmoniche .  Laffarh  di  ragionare  della, 
feconda  fpecie  pofìa  da  Tolomeo ,  la  quale  chiama  Diatonico  fyntono  :percioche  di  effa  intendo  lungamente 
ragionarne,  &  moflrare,che  in  effa  fi  ritroua  la  perfittione  dell'harmoma  ;  &  verro  a  ragionare  della  Pri- 
ma jpecie,  la  quale  nomina  Diatonico  molle  ;  &  moflrarh  quanto  di  imperfetto  fi  trotta  in  effa .  Dico  adun- 
que che  dopo  che  noi  haueremo  congiunto  infeme  li  due  primi  Tetrachordi  di  qitefla  fpecie ,  cioè  l'Hrpaton , 
&  il  Mefe,  aggiungendoui  nelgraue  la  chorda  Proslambanomenos,  di  modo  che  contenghino  la  conf. nan- 


Sesqui».      ^     Sesqui  io.    S-      Sesqui».       ~      Sesqui  7,      "|t    Sesquijo.    |     Sesqui;,.     2      Sesqui  7.      £ 


-Ni' 


t  Diapafon; 


Parte . 


107 


Rgf  Diapafon  ;  il  numero  di  Otto  chorde,  che  nafcerà  da  tal  congiuntone,  farà [ufficiente  a,  moflrar  lafua  im- 
perfettione :  Imperoche  nel  primo  ajpetto  cederemo ,  che  in  ejfo  non  fio  fi  ritroua  la  perdita  del  Ditono ,  del 
Semiditono  ,  &  delmao-tnnre,  &  del  minore  Effichordo  :  ma  di  più  Tederemo ,  chefaràpritto  delmaggto- 
re,&de't  minor  Semituono.  Simigliantemente  lo  Tederemo  effer  pnuoddla  Diateffaron  tra  la  prima  & 
la  quarta  chorda,&  della  Diapente  m  molti  luoghi:  conciofia  che  le  chorde  cjìreme  di  tali  infermili  non  fono 
ftjfcìenti  a  dare  tal  con[nanze,per  non  effer  tra  loro  proportionate  per  numeri  harmonici.Per  il  che  ,ft  co- 
me nella  diuifwne  del  Diatonico  diafano  [fi  ritroua  da  Proslambanomenos  a  Mefe  cinque  Tolte  la  Diateffa- 
ron,&  la  Diapente  quattro  Tclte;cofi  in  qtieflaJ'Tnafi  ritroua  quattro  i>olte,&  l'altra  Tnafolamete,  come 
li  può  -vedere, ,  Là  medefima  imperfettione  anche  [potrà  ritrattare  nell'altreotto  chorde  acute  di  quefla/pe 
eie  da  Mefe  a  Net  e  hyperboleo ', quando  [  Torranno  aggiungere  a  quefle  :  ma  per  breuità  in  qttefa,&  nell'ai 
tre [guaiti fi  laffano:percioche  il  dfcretto  Lettore  potrà, qualunque  Toltali  piacerà^? giungendole  chiarir  fi 
d'ogni  dubbw,che  lipoteffe  occorrere .  Ma  per  yentre  all' altra  Jpecte  dico,  che  la  iflefa  imperfettione  qua[[ 
ritroua  tra  le  otto  chorde  del  Diatonico  toniaco ,  chef  ritroua  nel  Diatonico  molle.  ;  come  tra  gli  intentaci  dl 


■r^r--^TT^,"i 


-  - 

qttefto  effempiofi  Tede.      Non  douemo  però  credere,  che'l  Diatonico  equale  fi  a  lontano  dalla  imperfettione: 

berctoche  quando  qtteflo  [  crede[e ,  dalle  chorde  pofìe  qui  fitto  ognuno  farà  fatto  certo.  Onde  [può  tener 
beri/ero,  che  o_lt  antichi  nelle  loro  melodie  haueffero  maggior  rifletto  alla  modulatone  (  come[  è  detto)che 
atta  perfezione  dell'harmonia  ;  &  queflo  hormai  è  mantfeflo  :  effendo  che  quando  bene  haueffero  tefe  le  chor 
de  de  i  loro  finimenti  fotto  la  r  anone  delle  moflrate  proportioni ,  &>  diu'fioni  ,[arebbe  flato  impoftbile ,  che 
daquelle  mai  haueffero  potuto  cattare  l'harmonia  perfetta  :poi  che  allafuaperfettione,  non  follmente  vi  con- 
correno  le  confonanxe  perfette  ;  come  è  la  Diapafin,  la  Diapente  ,  &  la  Diatefaron  ;  ma  etiandio  le  imper- 
fette ;  come  è  il  Ditono,il Semidttono,  &  l'uno  &  l'altro  Effachordo  .  Nefolamentefi  trotta  taldiffetto  nel- 
le moflrate  (pecte  di  queflo  primo  genere  :  ma  anco  in  tutte  l'altre  fpecie  degltaltri  due  generi  [/ritenti  ;  come 
a  mano  a  mano,  Tenendo  alla  diufwne,  0  compoftione  della  prima  fpecie  del  [condo  genere ,  detto  chroma- 
tico,[on  per  dimoflrare , 


0      1 


Del 


io8 


Seconda 


5? 

o 

^ '                                                               ^^— ^^ 

3 

^•^achordo  H/Pat^V                                v<^jchordo  Mefo^N. 

H 

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^           "^^         ~% 

|£      Scsqui8.. 
I 

j?  Sesquiri.       £     Sesquiic.    ^     Sesqui^.      ^.Sesquiii.       Ss   Sesqui  io.     £»      Sesqm>.    « 

v^bJ^y^^^rZ^v 

Vv^^10"^^^^^ 

^^.                Diapente.               ^^r 

DIATONICO    EO^VAIB 

Del  genere  Chromaticó ,  &  chi  Ila  {lato  il  Tuo  inuentore,&  in  qual  ma- 
niera lo  potefle  trouare ..  Cap.     }  2. 

OLENDO  adunque  ragionare  delfècòndogenere  di  Melodia,  detto  chromatico,  di- 
co, che  Timotheo  Milefio(come  vuole  Suiàa,&  Boetiofu  di  effo  l'inuentore  :  imperoche 
hauendo  aggiunto  yna  chordafopra  quelle,  che  ritrouò  nell'amico  ijlrumento ,  hauendo 
prima  riceuuto  yna  modella  harmonia,  moltiplicandola  per  tal  modo,  la  riuoltò  nel  dit- 
to genere  ,  il quale  fen%a  dubbio  è  più  molle  del  Diatonico .  Per  la  qued  cofa  i  Lacedemo- 
ni] ,  che  hebbero  fempre  cura ,  che  non  fi  rinouafje  cofaalcuna  nella  loro  Rep.  lo  bandirono  di  Sparta  -.perche 
haueano  opinione, che  la  Mufica  accresciuta  per  tal  modo,  offendeffe grademeie  l'animo  de  igiouani  a  cui  in- 
fegnaua,  &gli  impediffe,  0  ritraheffi  dalla  modejlia  della  virtù .  Et  per  moflrare,chefe  alcuno  per  l'au  iu- 
re haueffehauuto  ardimento  di  aggiungere  ,0  rinouare  più  alcuna  cofa  nella  Mufica ,  non  farebbe p.xffato 
fenxa  la  debita  punitione,fòJfe(èro(come  dice  Paufania)  lafua  Cetera  in  vn  luogo  eminente,  accio  he  ognu- 
no la  poteffe  vedere .  Ma  perche  Paufania  dice ,  che  le  eborde ,  che  aggiunfe  Timotheo  alle  Sette  antiche  , 
furono  quattro;&  Boetio  dice(come  habbiamo  veduto)  che  fu  vna  ;  però  (  per  non  laffar  tal  cofa  fenxa  qual 
che  confideratione  )  ripigliando  alquanto  in  alto  il  nofìro  ragionamento,  dico  ;  Che  il  genere  Diatonico,  auatt 
ti  che  alcuno  altro  genere  fuffe  ritrouato ,  &  auanti  che  Pithagora  ritrouaffe  la  ragion  de  1  numeri  ,fu  prò- 
dutto  dalla  natura  nelìeffere ,  che  lo  veggiamo  nelle Jue  cofonanxe  perfette  ;  E'  di  ciò  ne  fa  fede  la  Lira,o  Ce 
ter  a  di  Mercurio,  la  quale  fu  ritrouata  intorno  gli  anni  1 6  5  5 .  auanti  l'^A  no  di  nojlra  Salute ,  le  cui  chorde 
(come  moflra  Boetio,et  difopra  alcap.y.fiè  moJìrato)erano  ordinate  in  tal  manierale  in  effe  fi  feorgeua  nìi 
fola  la  proportionalttà  Geometrica,et  t  <Anthmetica;  ma  l'Harmonica  ancora;come  fi  può  vedere  tra  1  termi 
m  delle  loro  proportioniidt  modo  che  alcuni  hebbero  opinione,che  in  fé  coteneffe  vna  Maf 'ima,  et perfetta  har- 
monia. Magli  altri  due  generi  furono  ritrouati  dopo,per  gran  jjiatio  di  tempo, &  furono  collocati  tra l  Diato- 
nico .  Onde  effendo fati  per  tal  modopofli  mfieme ,  molti  Mufici  sfatichi ,  tra  t  quali  fono  Tolomeo ,  Bnen- 
nio,  &  Boetio ,  hanno  hauuto  parere,  che  altro  nonfufero  gli  due  vltimi,  che  la  Injp'efJ.itione  del  primo  ge- 
nere :  conciofia  che  chiamauano  ogni  Tetrachordo  injjieffito ,  quando  rendeua  l' internatio  acuto  maggiore 
in  quantità  deglialtn  due  tirimi  grani  :  &  queflo  veramente  è  cofapropia  di  quefli  due  vlt  imi  generi,  come 
ne  1  loro  Tetrachar di  primi ,  pofli  di  fopra  al  cap.  1 6.  fi  può  vedere .  Se  adunque  noi  li  uorremo  conflagrare 


con 


Parte.  109 

con  diligenza,  ritrouaremo,che  le  chorde  eflreme  del  Diatonico/òrto  immutabili,^  agli  altri  due  generi  co- 
muni, non  filo  di  proportioni,  ma  etiandio  difìto  ;  Et  ritrouaremo,  che  le  due  melane  (  ancora  chefianofert 
%a  varietà  di  proportioni  )fino  per  il  fitto  variate .  Ritrouaremo  anco,  che  cotale  Infpejfiationeffa  primie- 
ramente Per  lo  aggiungere  di  vna  chorda,  chef  pone  tra  la  feconda, &  la  terza  del  Diatonico  Ja  qttal  chor- 
da con  la  vltima  acuta ,  contiene  vii  Tnhemituono  ;  &  con  la  prima  grane ,  infieme  con  la  feconda , 
&  l'vltima,  cottituifie  da  per  fé  yn  Tetrachordo  nuouo  ;  il  quale  (  per  le  ragioni  dette  nel  cap.  1 6.)  fi  chia- 
ma chromatico .  Per  l'aggiungimento  poi  di  vn  altra  chorda  pofla  tra  la  prima ,  &>  la  feconda  Diatonica 
oraue,  nafce  il  terzo  genere  detto  Enharmonico  -.perche  diuide  ilSmituono,  in  due  parti,  cioè  in  due  Diefs; 
&>  per  tal  modo  quefia  chorda  con  la  efrema  grane,  &  la  feconda  diatonica,  <*t*  la  vltima,fa  da  per  [e  vn 
alfro  Tetrachordo  detto  Enharmonico .  Et  quantunque  lafecoda  Diatonica  f  muti  nella  terza  Enh  armoni- 
ca,quanto  alfto ,  &  che  per  quitto  venghi  a  perdere  ilnome  ;  nondimeno  non  muta  luogo ,  ne proportione  : 
ma  retta  dt  quella  quantità,  che  era  prima .  Si  vede  adunque,  che  tale  Infyeffamento  è  fatto  per  l' aggiunta- 
ne di  due  chorde  mezane  nel  Tetrachordo  diatonico,  le  quali  fanno  nel  detto  Tetrachordo  gli  altri  due  nomi- 
nati :  di  maniera  chef  come  prima  era  vno,f  trottano  horaejjer  tre  aggiunti  infeme&  di  vno  Genere  tfi 
fer  fatti  tre  Generi  ;  &  di  Tetrachordo,  che  era  per  alianti,  ejfir fatto  Effachordo  ,che  contiene  li  tre  nomi- 
nati Generi,  &  li  fuoi  Tetrachordt  \come  nelfottopotto  effimpiof  può  vedere  ;  le  efreme  chorde  del  quale  t 
cioè  la  orane ,  e$p  la  acuta  fino  communi ,  &  ttabili  ;  &fino  la  prima ,  &  la  vltima  in  ogni  Tetrachordo 
di  ciafcun  » enere  :  Ma  la  Seconda  è  la  feconda  chorda  particolare  del  Tetrachordo  Enharmonico,  &  non  co- 
mune ad  altro  genere ,  come  è  la  Terza ,  la  quale  è  commune  a  ciafimo ,  ancora  che  ella  fa  la  terza  dello 
Enharmonico,  &  habbia  variato  il  nome ,  tenendo  Hpropio  nome  negli  altri  due ,  &fimilmente  il  fecondo 
luogo  de  i  lor  Tetrachordi .  La  Quarta  poi  è  particolare  ,&èU  terza  delTetrachordo  chromatico  ;  Cofi 
anco  la  Quinta  effendo  particolare  del  Diatonico ,  viene  ad  e  fer  la  terza  chorda  delfino  Tetrachordo .  Ne 
ber  altro  il  Tetrachordo  diatonico  fu  injpefato  per  mal  modo  dagli  altri  due  generi ,  da  i  loro  inuentori  (fe- 
condo il  parere  di  alcuni)  fi  non  accioche  in  vno  ttteffo  ittrumento,  con  quelle  chorde,  che  fono  naturalmente 
ordinate ,  &  diuife  nel  genere  diatonico  ;  &  con  le  chromatiche,&  Enharmoniche  aggiunte,  &  ritrouate 
prima  con  artificio,  fpctejfi  hauere  nelle  harmome  maggior foauità .  Per  venire  adunque  alla  rifilutiont 

6144  Hypatt  mefin .       Diat.  chro.  Enhar. 


*:  6912  Lychanoshypaton.  Diatonica, 


li 


4    7196  Lychanoshypaton ,  chromatica 


j    7776  Parhypatehypato.  Diat.Chro.Lych.hyp.Enh. 
s    7984  Parhypatehypaton.  Enharmonica 

819?   Hypatehypatòn .     Dìat.Chro.Enhar. 

del  dubbio  propojìo,  dico,  che  quando  Boetiofa  menùone  di  vna  chorda  fila,  intende  filamente  di  quella,  che 
fa  la  infpeffatione  del  Tetrachordo  diatonico  dalla  parte  acuta, la  quale  è  la  particolare,  et  ef enfiale  del  Chro 
matico  ,&èla  Quinta  nel  mottrato  ordine ,  che  con  le  due  eflreme,  &  la  feconda  fa  la  varietà  del  Tetra- 
chordo chromatico .  Ma  quando  Paufaniafa  mentione  di  Quattro ,  non  vuole  inferire  altro ,  fi  non  le  quat- 
tro nominate ,  cioè  tutto  il  Tetrachordo  intero ,  che  fono  le  chorde  effentiali  di  tal  genere  ;  ancora  che  la  pri- 
ma, la  terza,  &  lafijìafiano  etiandio  diatoniche .  Et  che  quefofia  vero ,  lopotemo  comprendere  dalle  fue 

parole 


Seconda 


Tuono . 


Tuono . 


ITO 

parole ,  che  dicono,  che  Tìmotheo  aggìunfe  Quattro  chorde  alle  Sette  antiche  Je  mali  erano  lefottopofte,  or~ 
dtnate  da  Terpandro  lesbio,  in  cotat  maniera  ;  ^ille  quali  effendo flato  aggiunto  la  Ottaua  da  Licaone  (co- 
me moflra  Boetio)  furono  fcf  ara- 
te in  due  Tetrachordi .  Di  manie  - 
ra  che  fi  come  il  Tetrachordo  Me 
fon  era  a-t.ì  connunto  colSvneme 

n  ri 

non/ofi  renarono  dunfv.percwche 
lipofè  di  flauti  timo  dall' altro  per 
■yn  Tuono /he  fi  trouatra  la  chor 
da  Mefe ,  gj)a  la  Par. ime  fé  ;  come 
qui  fi  uede  nel  fottopojìo  efjempio. 
Onde  nacque ,  che  l'imo  di  qiieSlì 
Tetracordi  fu  chiamato  Me  fan  , 
&  l'altro  Diezeu<rmenon  ;  ci/*  la 
chorda  Trite  del  foprapoilo perfs 
il  nome  ,  ne  hebbepiu  luogo  alcu- 
no ,  come  ne  moflra  Boetw  nel  pri 
mo  libro  delia  Mujia  al  cap.  i  o. 


Semituono  , 


Tuono. 


■ 


Tuono. 


Semituono . 


Nete. 

Paramete . 
Paramefe,oTrite. 
Mefe,  » 

Lychanos  .. 
Parhypate . 


Hypate . 


Tuono . 


Tuono . 


-Nete. 


■Paramete. 


Semituono . 


Dipoi  hauendoli  Profraslo  aggiunto  migrane  ima  chorda, la  chiamò  Hyper  hypate  :percwche.  la  collocò  fo 
pra  la  chorda  Hypate  ;  &  Ejhacho  «gg'unfe  la  Decima  ;  &  a  quefte  due  ;  jen%a  alcuna  yanatione  del- 
le prime,  Tìmotheo  a^iìt'e la  Vn 
decima  (  come  dice  Boato,  fgp  co- 
me di  fopra  nel  cap.  i.  dicemmo) 
perauentura,  accioche  nel graue 
potefje  iutiere  i>n  Tetrachordo  vi 
■  tero ,  &  lopoteffe  con?um<-ere  al- 
la chorda  Hypate ,-  onde  pi  nomi- 
nato dipoi  Tetrachordo  Hypaton. 
Et  di  tal  chorda  non  ne  fa  melino- 
ne alcuna  Boetw  ,  nel  cap.  i .  del 
libro  prtmo  della  Muflca  :  ma 
fi  bene  nel'cap.  i  o.  Effendo  dipoi 
flato  accrefciittoda  molti  il  nume- 
ro delle  chorde  nel  foltto  tflrumen- 
tofno  a  Quindici,  et  duiife  in  quat 
tra  Tetrachordi/ome  nell'Ottano 
effempio  del  <nà  detto  luogo  di  Boe 
t io  fi  può  yedere,  Tìmotheo  ritor- 


Tuono . 


Tuono . 


Tuono. 


Semituono . 


'Trite. 
•  Paramefè . 
■Mefe. 
Lychanos . 
■  Parhypate , 

-Hypate. 


nò  alfuo  luogo  ilTetrachordo ,  il  quale  per  aitanti  era  slato  leuato  da  tale  iflrumento  da  Licaone ,  &0t  in 
tale  ordine  il  Quinto  ,&  lo  cìnamò  Synemennon ,  come  era  chiamato  per  aitanti ,  cioè  Congiunto .  Et  tale 
aggiuntione  fece  nafcere  yn  Tetrachordo  differente  dagli  altri xonciofia  che  la  Trite  synemennon  pofla  tra 
la  Mefe ,  &  ut  Paramefè ,  diuide  il  Tuono  in  due  Semituoni,  come  nel  cap.  1 8.  di  fopra  fi  può  l'edere .  Et 
quefte,  credo  io,  che  pano  le  Quattro  chorde,  che  dice  Paufania ,  che  Timotheo  aggina  fé  alle  Sette  antiche, 
Le  quali  chorde  fono  véramente  le  Sette  chorde  principali,^  effentiali  del  venere  Diatonico ,  come  nel  cap. 
3  o.  di  fopra  ho  moftrato  :  &fouo  le  Sette  prime  contenute  ne  i  due  primi  Tetracbordì  della  diuijione  pofla 
nel  cap.  z  S.chefono  ordinate  in  due  Tetrachordi  congiunti, fi  come  fono  quelle,che  poflefono  dijopra  nel  Se- 
condo effempw,  ancora  chefiano  Tariate  di  nome ,  &  per  altri  nomi  pano  denominati  i  loro  Tetrachordi,  il 
che  importa  poco .  Per  tal  ina  adunque  fu  accrej cinto  il  numero  delle  chorde  dell'antico  1  finimento  f  no  al  nu 
mero  di  Sedici,&  la  detta  chorda  Trite  -venne  ad  ejjere  la  Nona,  &  è  quella,dtlla  quale  parla  Boetio,qua- 
do  diffe ,  che  Tìmotheo  aggiunft  yna  chorda  a  quelle ,  che  ritrotiò  nell'ijìrumento  antico  '•  Imperochefefujfe 

altra- 


Parte.  in 

altramente,  non  vedo  in  qual  modo  poteffe  effer  vero  quello  ,che  dice  Plinio  nella  fusi  Hiflona  naturale  ;  che 
Timotheo  fu  quello,  che  aggiunfl  la  Nona  chorda  nel  [olito  iflrumento .  Et  benché  Boetio  nel  lib.  i .  non  fac- 
cia mentirne  alcuna  di  queftoTetrachorda ,  nondimeno  lo  pone  nelle  dwftom  del Monochordo ,  che  lui  fa  ne 
vii  altri  libri .  Et  perche  forfè  alcuno  potrebbe  dire  3  che  efjendo  il  Tetrachordo  aggiunto  Diatonico ,  &  non 
chromatico ,  non  potata  fare  altra  modulatione  3  che  Diatonica  ;  nepoteua  [erutre  al  genere  chromatico  : 
conciofa  che  non  habbia  in  fé  quelle  proporzioni ,  che  fu  rttrouano  ne  i  Tetrachordi  diramatici ,  moflratì  da 
Boetio  ;  Io  njfondo,  che  veramente  era  Diatonico,  &per  quejh  non  refla,  che  non poteffe formare  ilcbro- 
matico,procedendo  dalla  chorda  Mefe  alla  Trite  synemennon,  &  da  quefla  alla  Pararne  fé, &  da  P ararne  - 
fé  alla  Netesynemennon ,  le  quali  tutte  fanno  vn  Tetrachordo  chromatico  .  Et  ancoraché  lefiie  proportioni 
fuma  molto  differenti  da  quelle, che  ne  dà  Boetio  ;  queflo  importa  poco  :  imperoche  la  diuerfità  del  venere  non 
nafcefe  non  dalla  mutatione,  &  variatione  degli  interualli,che  [puh  fare  ottimamente  modulando  dal  grò, 
uè  all'acuto  per  T»  Semituona  nel  primo  internatio, &  per  vn  altro  poi  nel  fecondo  ponendo  vlttmamente  nel 
terzo  vn  T  rihemituono  ;  &  co[  procedendo  dall'acuto  algraueper  il  contrario .  Et  [e  bene  (come  ho  detto) 
le  Proportioni  [no  differenti,  puh  nafcer  da  quello ,  che  battendo  Timotheo  ritrouata  queflo  genere  ,  g£<  vo- 
lendo lui  ,ouer amente  alcuno  altro  Mufico  ridurlo  fotta  la  ragione  delle  proportioni  ;  ritrouando  la  mo- 
dulatione del  Tetrachordo  chromatico  molto  differente  da  quella  delDiatonico ,  volfera  ancora  ,  che  le  pro- 
portioni dellifuoi  intemalli  fufjerq  differenti  :  perche  tali  dijferenze,per  effer  minime, difficilmente  fi  poffono 
capire.  La  onde  è  d'i  crederebbe  dipoi  le  varie  opinioni,  <&  dimrfe  ragioni ,  &  principij,  che  hebbero  i  Ma- 
fia di  quei  tempi, gli  ìnducejfero  a  ritrouare  diuerfi  InteruaUi:concio[a  che  non  contenti  di  vnafolaffecie  dì 
modulatione,  &  di  harmoniaper  ciafcun genere ,  fecero  (diuidendo  il  Tetracordo  in  molti  modi)  in  aafcuno 
genere  molte  ffecte ,  come  di  fopra  hh  moflrato .  Et  fé  bene  è  cofa  difficile  il  voler  narrare  in  mal  maniera 
Timotheo  poteffe  ritrouare,  o  inuefligar  queflo  genere  ;  effendo  che  appreffo  di  alcuno  [nuore  mai  fin  hora 
l'habbia potuto  ritrouare  ;  nondimeno  fi  puh  moflrare  con  qualche  ragione ,  che  effendo  le  nominate  chorde 
ordinate  in  tal  maniera ,  &  effendo  in  loro  la  modulatione  in  potenza ,  che  Timotheo  effercitandofi  nelge- 
nereDiatonico,  tentafje  molte  volte  dipanare  con  la  modulatione  per  lo  aggiunto  Tetrachordo,  toccando  do 
pò  la  Mefe  la  Tritesynemennon ,  paffando  dipoi  da  quefla  alla  Paramefe ,  ariuando  etiandio  alla  Paranete 
synemennon,  ouer  Trite  diexettgmenon,  che  fono  vna  charda  ifleffa  ;  ancora  che  i  Tetrachordi  a  cui  [me  le 
faccia  cambiare  il  nome  ;  &  dipoi  confiderando,  che'l  pafjaggio  fatto  per  quelle  chorde  rendeua  alcuna  va- 
■  rietà  ;  fatto  [opra  di  ah  più  lunga  confderatione,  cercaffe  di  modulare  per  ogni  Tetrachordo  iti  cotal  manie- 
ra :  Perctoche  farebbe  flato,  fé  non  imponibile ,  almeno  troppo  difficile,  di  hauere  battuto  alcuna  confideratio 
ne  fopra  tal  cofa ,  quando  non  haueffe  vdito  la  modulatione ,  Ma  di  queflo  [a  detto  afoffiuenxa,  acciò  fi  ne- 
ga alla  ordmatione  di  tal  genere ,  moflrando  lafua  diuifione , 

■ 

Diuifione  del  Monochordo  Chromatico .  Cap.     5  5, 

S  SENDO  admque{come  babbìamo  vedttto)la  Prima  fa  Secondajet  la  Quarta  chor 
da  di  ogni  Tetrachordo  diatonico, [enza  alcuna  variazione,  o  matafione  dt[to,&  di  prò 
pontone,  communi,  &  effentiali  del  venere  Chromatico  ;  refla  che  vediamo  folamente , 
in  qual  modo  alle  ifleffe  tre  chorde,  per  ogni  Tetrachordo fi poffa  avvmnvere  Li  Terza , 
la  quale  contengbi  conia  quarta  il  Trihemituono  ,&  [a  particolare  ,&  effluitale  di 
quejlogenere  ;  accioche  pofliamo  hauere ,  con  quel  più  breue  modo,  che  fi  puh  fare ,  il  Tetrachordo  perfetto  , 
&  la  diuifione  delfuo  Monochordo .  Pero  Uff  andò  da  pane  folamente  la  Terga  chorda  di  ogmT  etrach  or- 
da del  moflrato  Monochordo  diatonico ,  per  effere  particolare  diatonica:  eccettuando  le  chorde  NB ,  & 
MB,  che  vendono  ad  effere  all'vno,&  all'altro  venere  communi  ;  alla  Seconda  avviunveremo  la  Terza, 
alludendo  fempre  quella  Linea,  che  èpnfla  in  luogo  della  Quarta  chorda  in  Sedici  parti,  per  il  minor  termine 
della  proportione,  che  contiene  ti  Trihemituono,  al  modo  che  nel  cap.  1 1 .  di  fopra  ho  moflrato  ;  &  aggiun- 
gendole tre p arti ,che faranno  equali  al  maggior  termine  della proporttone,  quello  che  verràftrà  la  lunghez 
za  della  ricercata  chorda .  Et  per  venire  al  fatto  dico,  che  [e  noi  laffarema  da  vn  canto  nel  Monochordo  d'a- 
tonico le  chorde  EB,  HB,  &  PB;  et  diutderemola  linea  DB  in  Sedici  parti;[  noi  aggiungeremo 
a  quede  altre  tre  parti,  nehaueremo  19.  le  quali  faranno  per  ti  maggior  termtnedel  Trihemituono  ,&  la 

ricercata 


^?i-!v:  '  .•,;-^---.,,.-te,'iaflf;ffl:,i:'jP 


MÉMMMBWMHBMPBBMMBBBaMHBBB| 

...,,„,  .,  i  i  ■  ■■  i  j  [ì 


DIVISIONE,  OVER 

Monochordo  della  pri- 
Chro-,  ] 


■»E 


*J84<  Nete  nyperboleon". 

i73ff.Paranetehyperboleó . 
1916.  Trite  hyperboleon . 
3072-  Nere  diezeugmenon- 

TrihemmionO 
3<?48Paranc.dieietjgmen0n 

3  8  8  8.  Trite  dieieugmenon . 
40JS.  Paramefe. 


Trihe-. 


Semit. 

Semit, 


Tuono - 


45o8..Merc. 


^471.  Lychanos  me(on  ." 
{83  ì.  Parhypate  mefon . 
il  44.  Hypate  mefon- 


Semi. 


!  Trihe. 


,1 


yi<ȣ.  lychauoshypaton. 

y77d.  Parhypate  bypaton. 
XiJl.Hypatcbypaton. 


'dif/<.  ProsJambanomenos . 


Semit. 


Trihe. 


Semi. 


Semit* 


Tua- 


COMPOSITIONE   DEL 

ma  fpecie  del  Genere 
matico. 


3456.  Nete  lynemennon  ; 
Trihemiuiono . 

4104.  Paranete  fyncmen. 
4)74.  Trite  fynemejinen. 
4S08.  Mefe. 


■      '■ 


'       ■ 


Parte 


"? 


ricercata  Terza  chorda .  Dì  modo  che  tra  a  B,  che  contiene  1 9  parti,  &DB,  che  contiene  1 6.  haueremo 
collocato  alla  fitti  proportione  il  Trihemituono,  nel  primo  Tetrachordo  detto  Hypaton;&  tra  le  chorde  F  Bet 
aB  il  Semituono  più  acuto.  Et  che  queflofia  -vero  lo  prouo,perciochefe  dal  detto  Tetrachordo ,cioè  dalla  Ses- 
quiterza  proportione  leuaremo  il  Semimono  minore, pofìo  tra  CB  &  FB  dalla  parte  grane ,et  ilTrihemi 
tuono  collocato  tra  le  moftrate  chorde ,  contenute  fiotto  la  proportione  Super  3  parttente  1 6.  neceffariamente 
rejlerà  il  Semituono  più  acuto,  contenuto  dalla  proportione  Super  5  parttente  7  6.  Et  cofi  tra  le  chorde  C  B, 
J B,  aB,&  D  B,  haueremo  il  primo  Tetrachordo  chromatico, chiamato  Hypaton  .  Et  per  collocare  cotal 
chorda  ne  orli  altri  Tetrachordi,  diuideremo  al  detto  modo  le  chorde  G  B,MB,LB,&0  B,&  haueremo 
h  chorde  b  B,  eB,cB,&d  B,  le  quali  faranno  le  [ottopode  notate  co  1  termini  continenti  le  loro  proportìo- 
m,come  nella  figura  fi  yede.Qui  è  da  notarejdje  i  nomi  delle  chorde  del  venere  Chromatìco,&  deU'Enharmo 
incoltoti  fino  variati  da  quelle  del  Diatonico;  ancoraché  in  quejìi  due  yltimi  generi fi  ritrouino  di  più  due  chor 
de,  che  non  fi  ritrouano  nel  Diatonico;La  qual  cofa  nafce  dalla  yarietà  degli  interualli,che  naficono  dalla.  Ter 
■%a  chorda  di  queflo  venere  :  ma  non  ui  è  altra  deferenza  quanto  al  nome  ,fie  non  che  nel  Diatonico  la  chorda 
Lychanosfi  chiama  Lychanos  diatonica,  nel  Chromatico  Lychanos  chromatica,&  nell'Enarmonico  fi  no- 
mina Lychanos  enh.zrmonica  ;  come  più  abaffio potremo  yedere,  nell'ordine,  0  compofitione  del  Monochordo 
diatonico ,  infiptffato  dalle  chorde  di  quefli  due  generi . 

Confìderatione  Coprala  mofìxata  diui(Ione,&  fopra alcune  altre  fpecie 
di  qucfto  genere,  ritrouate  da  Tolomeo  .  Cap.   34. 

O  N  è  credibile,  fie 7 genere  Diatonico, tra  quelle  j ferie, che  habbiamo  moflrato,fi  ritroua 
imperfetto,  che'l  chromaticofia  di  effo  più  perfetto  :conciofia  che  nelle  fue  fpeoe ,  non  folo 
è.pruto  di  quelle  confònanze ,  che  h  Brattici,  chiamano  Imperfette  :  ma  etiandio  èprmo  in 
molti  luoghi  delle  Perfette  :  Percioche  fie  nella  prima  fpecie  del  Diatonico  ,  la  quale  Tolo- 
meo chiama  Diatonico  diatono,fi  ritroua  la  Diateffaron  nelle  fi te  otto  chorde  graia  cinque 
yolte,  &  la  Diapente  quattro  yolte  ;  nella  moftrata  dimfione  la  Diatejjaron  fi  ritroua  follmente  quattro  nel 
te,&  ynafila  -volta  la  Diapente  da  Proslambanomenos  ad  Hypate  mefon .  Effe  alcuno  yoleffe  dire ,  chs'l 
fio  Trihemìtuono  fiuffie  confondine,  &  chefuffe  la  Terza  minore,  0  il  Semiditono,  che  è  pojlo  a  1  noslri  tem- 
pi dai  Franici  nel  numero  delle  Confònanze  ;  fi potrà  con  yerita  rifipondere,  che  non  è  yero  :  imperoche  lafi.t 
proportione  è  contenuta  nel  genere  Superpartiente,dalla  Supertripartiente  1 6.che(come  altre  yolte  ho  detto) 
no  è  atto  allageneratwne  delle  confònanze  :  &  dt  queflo  ogn'yno  fi  potrà  certificare, quando  ridura  ifuoni  in 
atto, li  quali  nafcono  dalle  chorde  tirate  fitto  la  ragione  delle  via  moflrate proportiont;come  più  yolte  ho  mo- 
ftratoxonciofia  che  ydirà  yeramete,  che  non  fanno  confinaza  alcuna,  per  no  hauere  la  loro  forma  tra  le  par- 
ti del  numero  Settario .  Et  quantunque  oltra  la  mojlrata  fpecie  di  Chromatico ,  Tolomeo  ne  habbia  ritrouato 


". 


SesquiS.     »      Ses(juii7.    2     Sesquii4.     S     Sesquij.     ~    Sesquij.     £  Sesquii4.        *      Sesquij.       £ 


3 


BESsajHK-assiaaa» 


due 


114 


Seconda 


due  altre  (come  ho  detto  a!troue)l'una  delle  quali  chiama  chromatico  molle, &  l  altra  Chromatico  incitato, 
&fiano  approuate  da  lui  per  buone  :  conciofia  che  t  loro  internali  fiano  contenuti  nel  genere  Superpartico- 
lare;  nondimeno  tutti  non  fono  atti  alla  generation  e  della  confonanxa,  &  delì'harmoma  perjitta;fe  non  quel 
lo, che  fi  trotta  nel  Chromatico  molle,  tra  le  due  chorde  più  acute  di  eia  fimo  fio  Tetrachordo  ;  &  fi  chiama 
Semiditono  nel  Diatonico^  nel  Chromatico  lo  nominiamo  Tnhemttuono.  Et  è  leramete  confonante:effen 
do  che  la  Sesqttiqumta,  la  quale  è  contenuta  nelgenere  Sttperparticolare  è  la  fia  forma  ,  &  ifitoi  termini  fi- 
no contenuti  tra  i  numeri ,  che  fono  le  parti  del  Senano ,  come  nel  cap.  i  <; .  della  Prima  parte  fi  può  -vedere . 
Et  [e  bene  quejìa  fpecie  è  ornata  di  queflo  interuallo  ;  ha  nondimeno  la  iflejft  imperfcttione  ,  che  hanno  le 
altre  fpecie,contenutenel genere  Diatonico  :  percioche  in  molti  luoghi  è  dimimtta  della  Diatefjaron,  &  della 
Diapente  ancora,come  tra  [e  otto  più  graui  chorde  delfuo  Monochordo, catenine  nello  effempio  pò  fio  difòprx 
fi  può  yedere  ;  tra  le  quali  fi  ritroua  etiadio  l'Ejfachordo  minore, che  da  i  Prattici  moderni  èpoflo  tra  <rli  inter 
ualli  confinanti.  La  medefima  imperfettione  ha  anco  la  fècodajfecie,  detta  Chromatico  incitato  ;  anxi  d™ 
maggiore  :  conciofia  che  tra  le  chorde  delli  fuoi  Tetrachordi ,  non  fi  trotta  alcuna  confonanxa  (  come  fi  può 
yedere  )  fé  non  la  Diapente  tra  la  prima  chordagratte  ,  <&  laottatta ,  chef  troua  etiandio  nelle  altre.         ,  <^ 


Scsqui  K.      £.     Scsqui  21.    o     Sesqui 


Scsqui  6.      °n     Sesquizi.     «     Scsqui  u. 


Scsqui  6. 


Chi  fia  flato  lTnuentore  del  genere  Enharmonico ,  &  in  qual  maniera 
l'habbia  ritrouato .  Cap.     5  ^ . 


ON  e  cofa  difficile  dafapere,  chi  fia  flato  l'Inuentore  del  potere  Enharmomico,  ancora- 
ché difficilmente  fi  pojfa  moftrare  il  modo,  che  lui  tenne  a  ritroudrlo-.Imperocìie  Plutar- 
co, &  molti  altri  ancoratoli  parole  non  molto  chiare, adducono  l'autorità  di,  fr  iflpjx- 
no  dicendo,  Che  Olimpo  (fecondo  la  opinione  de  t  Mufici  di  quei  tempfifu  ihnmo,chc  ri- 
tmilo queftogenere;ejfendo  per  atlanti  ogni  cofit  Diatonica,  et  Chromatica  Ondefpcnft 
rono,  che  tale  inuentionefujfe  proceduta  in  cotal  modo;che  pratticado  Olimpo  nel  Diatonico  .et  trafycytziido 
jpeffe  yolte  il  Modo  alla  parhypate  diatona,partedofi  tallora  da  Mefe,tallora  da  Pararne  fé,  trappalr<  ndo  la 
Lychanos  diatona;confiderando  la  bellezz*,et  conttemexa,de  1  coJlumi,che  iiafceua  dal  canto  dèe  1  ì;Ht- 
uendofi  forte  marauigliato delta  dgiuntionejche  coftam  di  ragione Ja  quale  1  Greci  chiamano  rìn  ■■■-■-  *td- 

h'tctktQ 


Parte.  iij- 

bracciato  che  l'hebbeffece  qutflo  genere  nel  Modo  dorio  ;  ilquale  no  fi  [uà  accommodare  ne  alle  cofe,che  fono 
proprie  dd  D_iatono,ne  meno  a  quelle ,che  fino  del  Chromatico.  M.tfe  i  obliamo  vedere,  in  qual  modo  anemia 
tenere  d.i  per  fé  fi  potere  adoperare  ,  verremo  alla  diuifione,  òuer  camp  ofitione  delfuo  Monochordo . 

Della  Diuifione ,  o  Compofuione  del  Monochordo  Enhar- 
monico .  Cap.     3  6. 


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S  SENDO  (come  nel  cap.  5 1 .  difopra  habbiamo  veduto)  la  Prima,  la  Seconda,& 
la  Quarta  chorda  di  oo-mTetrachordo  della  prima  fpecie  del  genere  Diatonico  ,chorde  ef 
fendali  dell  Enhar  manico  ;  ancoraché fìano  communi  all'imo ,  &  all'altro  di  quefti  due 
generi  ;  diventando  la  Seconda  diatonica  la  Terza  chorda  Enharmonica  ;  come  hauemo 
veduto  ;  èdil nfogno follmente,  che  noicerchiamo  di  porre  nel  Tetrachordo  la  Seconda 
chorda  tra  le  due  prime  grani  diatoniche,  la  qu.de  diuida  il  Semituono  contenuto  tra  loro  in  due  parti,  cioè  in 
due  Die fi s,  fecondo  le  proportioni  moflrate  difopra  nel  cap.  1  6.  Onde  per  fèguitare  la  breuitàja  quale  è  ami- 
ca delli  Stndwfi,dutideremo  follmente  in  due  parti  equali  le  differenze  de  i  maggiori,  &  delli  minori  termini 
de  iSemituom ,  che  fono  quelle  parti  di  chorda,  per  le  quali  le  chorde  maggiori ,  che  danno  i  fuoni  gratti , 
fuperano  le  minori, che  fanno  i  fuoni  acuti  di  tali  Semituoni  ;  &  porremo  una  chorda  mezana  di  longhezga 
quanto  è  la  minore ,  &  la  metà  apprejfo  della  differenza  ,  &  haueremo  fenza  alcuno  errore  il  propofito  ; 
Conciofta  che  tra  due  parti  equali  di  qualunque  chorda,che  fiano  m  furate  da  vn  altra  quantità,  0  mifura  co- 
mune,fi  ritroua  la  Progrefione  aritmetica  continoua,  comparandole  al  Tutto;&  le  differenze, che  fi  ritra- 
ttano tra  le  proportioni  di  quefle  tre  chorde ,  veno-ono  ad  e  fere  equali,  &fanno,che  le proportionifiano  ordi- 
nate in  Proportwnalità  arithmetica  ;&quejlo  torna  molto  commodo  :  tmperoche  tra  quelle proportioni,che 
fono  le  forme  delli  due  Diefis,  %  11,499. 48  6.  fi  ritroua  la  medefima  proportionalità  .-perche  le  loro  diffe- 
renze da  ogni  parte  fino  1 3 .  come  nella  fottopoflafgura  fi  può  vedere .  Pigliaremo  adunque.il  Compaffò ., 


snsa 


Differenze  \ 


499 


48  « 


13 


Diefis  min. 


Diefis  mag 


CS?  diuideremo  in  due  parti  equali  ciaf  un  a 'delle  dette  differenze,  per ogni  Tetrachordo  della  prima  fpecie 
del  Diatonko,  le  quali  fono  C  F,  DI,  KN,  L  Q,  &  G  Ri  nei  punti  f,  g,  h,  i,  k;  &  ba- 
tteremo infieme  le  chorde  fB,  gB,  hB,  iB,  &  k  B ,  fecondo  il  noflro  propofito  ;&  collocato  nel 
grane  il  Diefis  di  minor  propomone  ,  &  nell'acuto  quella  di  minore  ;fi  come  nella  Diuifione  fi  può  vedere  ; 
Lacuale  etiandio  contiene  vii  ordine  di  proporzione , contenute  nei  loro  termini  radicatigli  nome  delle 
chorde  di  tale  ordine . 


Conftderatìone 


COMPO  S  ITIO  NE, 

del  Monochordo  della  pri- 

Enhar-  , 


- 


-  j  94.  Nete  hyp«bol«on . 


29l5.  Paranete  hyperboleó. 
2394.  Trite  hyperboleon. 
3072.  Nete  iheieugmcnon. 


,  88  %.  Paranete  diezeugmen. 
,992.  Trite  diezeugmenan. 

Tuono. 
4<o8.  Mele 


5t;t.  Lychanosmefon . 
5S  8  8.  Parhypate  mefon . 
«i-M-Hypatemefon. 


777S.  tychanoj  hypaton . 
7584.  Parhypate  hypaton. 
8i#i.Hypatehypaton. 


Juff.  Proslàbanomenos' 


Pie. 
Die. 


Pie. 

m 

N 
h 

Pie. 

' 

K 

Die- 

1 

R 
k 

Die. 

• 

O 

Die. 
Die. 


Die. 

- 

F 

f 

Die. 

G 

1 

1 


OVER     DIVISIONE 

ma'Tpecie  del  genere 
monico. 


34jf.  Nete  fynemennon. 


4;  74.  Paranete  Tynemcnnon 
44y  1 .  Trite  rynemennun  « 
4608,  Mefe. 


ì 

I 

E 


■WMr_WIII.»A..mill.»»n....»l«MUU.  UU.HÌM— TTl'l 


Parte . 


"7 


Confideratione  fopra  la moftrata  particione ,  ouer  compofhione , 

&  fopra  quella  fpeciedi  quello  genere,  cheritrouò 

Tolomeo .  Cap.     3  y. 

E  NOI  adunque  effaminaremo  diligentemente,  ciafcuno  interinilo  ,  cioè  li  termini  di 
ciafcuna  proportione  di  quefta  diuifione,  0  copofttione ,  ritrouaremo  quella  imperfettione 
ifleffa,  che  negli  altri  due  generi  in  dm  erfe  jfiecie  hauemo  ritrouato .  Mafiimamente  ef- 
fendopriuamogmfuo  Tetrachordo  di  quello  internatio  confinante ,  il  quale  chiamano 
Ditono  ;percioche  fi  ritroua  in  luogo  dl  effo  il  Ditono  di  proportione  Super  i  j.partiente 
«J4.  che  è  veramente  diffonante .  Et  perche  forfè  alcuno  potrebbe  credere,  che  quella fpecie  di  Enharmonico, 
che  ritrouò  Tolomeo  ,faceffe  l'harmonia  perfetta  :  conciofia  che  in  ogni  fuo  Tetrachordo  habbia  il  Ditono 
confonante,  contenuto  dalla  proportione  Sesquiquarta ,  &  l'Ejfachordo  maggiore ,  contenuto  dalla  propor- 
tione Superbipartienteter%a,che  (fi  come  nella  Prima  parte  ho  moflrato)  hanno  i  lor  minimi  termini  tra  le 
parti  delSenrrio  ;però  dico,  che  etiandw  queflafpecie  non  puh  effer  lontana  dalla  imperfettione  -.perciochefi 
ntrouano  in  effa  molte  chordeje  quali  ne  yerfo  ilgraue,ne  yerfo  l'acuto  hanno  alcuna  relatione  con  alcuna  al 
tra  chorda,che  nepoffa  dare  alcuna  confonaxa, come  fono  la  Diapente, la  Diateffaro,  il  Ditono, onero  il  Semi 
ditono  ;  ma  fono  al  tutto  fuori  di  ogni  loro  proportione ,  come  nelle  fottopofìe  otto  chorde ,  ordinate  fecondo  la 
natura  del  fuo  Tetrachordo  fi  può  comprendere .  Potemo  hormai  -vedere ,  quanto.di  ytilità  ne  apporti  qua- 


l 


-:w:??t^y^:w^-:^m'*«i^fc^ 


™       Sesqui  V.      ~     Scsqui  4J. 


Sesqui 25.       t-,     Scsqui  4. 


Scsqui  4J.    ^      SesquilJ.' 


sfsqui  4. 


lunque  delle  moftratefpecic,neUa  effercitatione  dell' H armonia  perfetta  ;  &fimilmente  hauemo  potuto  ue- 
dere,  in  qual  modo  la  prima  jpecie  del  Diatonico  yenghi  ad  effere  injpeffata  dalla  prima  del  chromatko  ,& 
dalla  prima  dell'  Enharmonico .  Onde  dirò  per  yltima  conclufione,  che  ciafcuna  delle  moflrate  diuifwm,fia 
qualfi  yoo-lta ,  non  è  atta  allageneratwne  dell'harmonia  perfetta  ;  &  che  alla  coflruttione,o  fabnca  di  yno 
Iflrumento,  ti  quale  habbia  ciafcuna  delli  detti  tre  generi ,  con  quel  modo  più  perfetto,  chef  pojft  hauere  ,fi 
potrà  eleo-o-ere  per  il  Trihemituono  chromatko, quello  di  Tolomeo, poflo  nel  chromatko  molle, il  quale  è  con 
tenuto  dalla  proportione  Sesquiquinta  ;  &  per  il  Ditono  Enharmonico,  il  moflrato  di  fopra,  che  è  contenuto 
dalla  proportione  Sesquiquarta  ;  i  quali  tnterualli,  o  confonanxg ,  che  dire  yogliamo ,  fono  etiandio  contenuti 
nel  Diatonico  Sintono  di  Tolomeo,che  l'ima  fi  chiama  Semidttono,  &  l'altra  Ditono  ;fi  come  yederemo  al- 
troue .  E  ben  yero,  che  tali  interualh.fi  confiderano  in  ogni  Tetrachordo  Diatono  compofìi,  ouer  diuift  in  due 
altri  infermili  :  ma  negli  altri  due  generi  fi  confiderano  femplici ,  &  fenxa  alcuna,  dtuifione . 

Della 


i8  Seconda 

Della  Corapofitione  del  Monochordo  Diafonico  diatono ,  infpelTato 

dalle  chorde  Chromatiche ,  &  dalle  Enharmoni- 

che.  Cap.     38. 

JTr  <A  laDiniftone  ,oCompofitione  de  Monochordo  di  ciafeuna  Jpecie  di  qualun- 
que genere  ^paratamente ,  }ion  farà  fuori  dipropojno  moflrare  in  qual  maniera  ,  in  vi» 
foto  tftrumento  le  chorde  dell.i  Prima  (frecie  del  Diatonico  [uno  infpeffdte  dalle  chorde 
delle  prime  jpecie  degli  altri  due  generi,  cioè  dalla  prima  jpecie  del  C'hromattco  -,  già  mo- 
flrata ,  &  dalla  prima  fpecie  dello  Enharmomco  ;  accioche  alcuno  non  credeffe ,  che  ef- 
fendo  quejle tre  jpecie  aggiunte  infume  mvno  iflrumento ,  col  mexodi  tale  infpeffitione ,  fi potefje  fare 
l'barmoma  perfetta  -.perche  fé  bene  è  accrefeiuta  per  il  numero  delle  chorde,  non  fa  però  il  Diatonico  più  per- 
fetto in  cufa  alcuna,  di  quello ,  che  era  per  auanti  :  Conaofia  che  infpeffato  per  tal  modo ,  tanto  mancano  in 
effo  il  Ditono ,  &  tlSemiditono  confonanti;  quanto  mancauano  atlanti,  che fufje  fatta  tale  Injpeffatwne  ; 
come  facendone  agni  prona  ,  fi  potrà  chiaramente  -vedere .  Et  tale  tmperfettioneft  ritroua,nonfolo  in  qt<ejì\i 
infpeffatione  fatta  per  cotal  modo;  ma  fi  ntrouarebbe  etiandto ,  quando  il  medcfimo  Diatonico  fitjfe  in- 
fpeffato  dalle  chorde  del  Diatonico  molle ,  da  quelle  del  Tomaco ,  &  da  quelle  dello  Equale  ,pofle  di  fopra 
nel  cap.  3 1 .  <&>fe  bene  fé  gli  aggiunfe  le  chorde  etiandio  delchromatico  incitato ,  che  fono  tutte  jpecie  ri- 
trouate  da  Tolomeo.EfJendo  adunqueicome  haitemo  ueduto'jil  Diatonico  injfefjato  per  cotal  modo  dalCÌ7ro~ 
matico  nella  parte  acuta  da  vntt  chordaja  quale  con  la  vltima  acuta  d'ogni  fio  Tetrachordo  contiene  il  Tri 
hemituono  ;  &  dall'  Enharmomco  nella  parte  grane  da  vn  altra  chorda,  di  maniera,  che  con  la  prima  gra- 
fie, &  con  la  feconda  di  ogni  Tetrachordo  Diatonico ,  Tiene  a  dare  due  Diefis  ;  in  ogni  Tetrachordo  ,  accre- 
feiuta in  tal  modo ,  fi  ritrattano  fei  chorde ,  dal  qual  numero  fi  può  nominare  -veramente  Ejjacbordo .  Onde 
nafee  ,  che  tale  ordine  contiene  in  fé  Ventifei  chorde  _,  come  nello  efjempio  pofio  di  fitto  fi  può  vedere  ;  delle 
quali  (fi  come  ne  auertifee  Boetio  )  alcune  fono  in  tutto  Stabili,  alcune  in  tutto  Mobili ,  &  alcune  ne  in  tutto 
flabili,ne  in  tutto  mobiIi.Quette  che  fino  in  tutto  Stabilirono  la  Proslambanomenoije  due  hypatonja  Mefi, 
la  Nete  synemennonja  Paramefi,  &  le  altre  due  Nete  :  conciofia  che  in  ciafeuno  genere  non  cambiano  tuo 
go ,  ouerfito  ,ne  meno  cambiano  il  nome  ;  la  onde  ritengono  il  loro  nome  fimplicemente  fenxa  aggiunto  al- 
cuno .  Ma  le  Mobili,  fino  le  Paranete  ,&le  Lychanoì,  alle  quali,oltra  li  nomiprcpij  ,fi  aggiunge  la  denu- 
mìnatione  del fuo genere,  nominandole  bora  Diatoniche,  hora  chromatiche  ,  &  bora  Enharmomche  :  Im- 
peroche  la  Paranete  diatonica ,  è  differente  di  luogo  dalla  Paranete  Chromatica ,  &  dalla  Paranete  En- 
harmonica  ;  &  cofi  la  Paranete  chromatica  è  diuerfa  dalla  Paranete  Enharmonica  ;  il  che  anco  fi  può  dire 
delle  altre  :  percioche  fi  mutano  in  ciafeuno  genere .  Quelle  poi,  che  fono  ne  in  tutto  mobili,  ne  in  tutto  {labili, 
fono  le  Trite  del  Diatonico,  &  quelle  del  Chromatico,  &  le  Lychanos ,  &  le  Paranete  dell'  Enharmonico, 
che  reflano  jìabili  nelli  due  primi  generi  :  ma  nell'  Enharmonico  variano  il  nome  ,  &  il  fito  ;  effendo  che  fi 
premutano ,  et  di  Seconde  diuentano  Terxe  chorde  detti  Tetrachordi  di  quetto  genere .    Da  quello ,  che  fi 
è  detto,  &  moflrato  adunque,  facilmente  fi  può  conofeere,  quanto  arrogante  farebbe  alcuno ,  che  volejje  af- 
fermare,che  tabigenen,&  le  loro  jpecie  fi  poteffero  vfare  femplict,con  ogni  perfezione,  ad  ogni  nojlro  piace- 
re ,  &  mifli  ancora:  Imperoche  mai  per  alcun  modo,  ne  in  alcun  tempo ,  ne  miftì  ,ne  femplici  da  gli 
^Antichi  perfettamente  fino  flati  podi  in  vfo .     La  cofi  adunque  refla  in  quefli  termini ,  che  non  fola. 
le  prime  jpecie  detti  detti  generi  ,feparate ,  onero  congiunte  infume,  fi  ntroiiano  imperfette  ;  ma  quelle  etian 
dio,che  furono  ritrouate  da  Tolomeo,  dal  Diatonico  fintono  infuori  ;  come  con  la  ejpenenza  fi  potrà  vedere. 
Per  la  qual  cofa,  io  non  fo  penfarmi,a  qual  fine  gli  ^Antichi  ritrouaffero  tante  dmifiom  in  ogni  genere,  le  qua-, 
hfaceuano  nulla ,  opoco  alla  perfezione  delle  harmonie  ;fe  nonfuffe ,  che  allora  erano  vtili  alla  parte  Spe- 
culatala ,  per  dimoflrare  il  vero  di  quelle  cofe ,  che  apparteneuano  atta  Prattica  :  oueramente  (  come  alcu- 
ni fi  penfano)perche  da  cotali  diuifioni  poteuano  venire  in  vera  cogmtwne  della  campo] itione  di  ogni  Machi- 
na ;  &  formare  con  debita  proportione  1  Vaf,che  riponeuano  ne  1  loro  Theatri,  collocandoli  dipoi  in  effo  ne  i 
còueneuoli  luoghi.  Mafia  come  fi  voglia, bajla  che  de  qui  paterno  conofeere,  quanta  imperjettione  batterebbe 
la  Mufica, quando  fi  volejje  adoperare  filamente  negli  mterualli  moflrati  ;  &  potremo  conofeere  lapazX'.a 
di  quelli ,  die  voleffero  odtnatamente  affermare ,  the  cotalt  mteruatti  fufjero  quelli ,  dalli  quali  nafiono  le 

vere , 


MONOCHORDO    D  IA- 

inlpeffaco  dalle  due  prime  Ipe 
Chromat:ico,& 


2304.  Nete  hyperbo'eon, 

jJ9i.  Paranete  hyperbolcon  diat. 

2736.  ParanetehyperboIeonCh.ro. 

2SiS.Tri.hy.dia.Chro.Par.hy.Eohl. 
2934.  Trite  hyperboleou  Ennar, 
5072.  Nete  diezeugmenon. 


34<rS.  Paranete  dirteug.  diato, 
3S48.  Paranete  diezeug.  Chromi. 

3S88.Par.die.Enh.Trit.die.di.Chr, 
3!)92.  Trite  dieieugmenon  Eohar, 
4°35.  Pararnefon. 


4*B8.Mera, 

j,84-  tKhanjsme/on  &'at0. 
547».  Lychanosmefon  Chrbra. 

J835..  Parh.me.dia.Chr.Ly  mc.Enh, 
jj88.Parhypate  mefon  Enbar. 
)»*£i44.  Hypate  mefon. 


£$  ti.  lychanos  hJp«on  diit. 
yi  jS.  Lychanos  hypaton  Chr°» 

777«.Parh.hyp.di».ChrXy.hy.Enh. 
7S84.  Parhypate  hypaton  Enhir, 
'  8>$2,Hypatejhypatoa. 


siiS.  Proslambanomenos; 


P 
A 

i 

t 


.    k 


? 


TONICO    DIATONO 

eie  de  gli  altri  due  generi 
Enharmonico, 


NO, 


345S.NeteTyneme.Chro.  Enhar- 

3888.  Paranete  rynemen.diat.Chro, 
4104.  Paranete  Tynemenon  chro. 

4374.  Par.ry.Enh.Tri.fyn.dia.Car. 
4491 .  Trite  fynemeuon  Eohir. 
4  g8.Mefe. 


"L,M  -"— »  vrrwrTr' 


120  Seconda 

-pere  ,  &  legittime  confonanxe ,  che  hor.t  vfiamo ,  &  nafcono  da  i  -veri ,  &  legittimi  Numeri  harmoni- 
ci  j  le  cju.tlt  ne  danno  la  perfetta  harmonia .  Ma  perche  ninna  delle  mofìrate  dutifionifa  al  nojlro  propofto  : 
onciofia  che  tutte  contradicono  alla  ragione ,  &  alfenfo  ;  ckfiderando  io  di  moflrare  quella ,  che  nafce  da  i 
feri ,  &  naturali  numeri  fionon ,  la  quale  vfiamo  al  predente  ;  £■?*  dimagrare  etiandio,  in  guai  maniera  fi 
>o]Ja  vfare  il  Chromatico  ,  ^  lo  Enharmomco  ag  vuoiti  al  Diatonico  ;  laffando  di  parlare  più  cefi  alcuna 
ielle  moftratejpeae,  -verro  a  dimojlrare  {fecondo  il  mio  propofto  )  Li  Diuifione ,  o  Coslruttione  del  Mouo- 
chordo  Diatonico  fintano, infpeffandolo  con  le  chorde  chromattche,&  con  le  Ènhar maniche t  fecondo  che  i  fo 
nori  ,  &  yen  Numeri  harmonici  lo  concederanno . 

Chel  Diatonico  (intono  di  Tolomeo  fia  quello,  che  ha  il  Tuo  effere  na- 
turalmente da  i  Numeri  harmonici .  Cap.      59. 

V  <AN  T I  ch'io  venga  allafòpradetta  Diuifione,  0  Coflruttionefuovli»  primieramen- 
te moflrare ,  per  qual  cagione  ho  detto ,  che'l  Diatonico  fintano  nafehi  da  1  yen  Numeri 
harmonici  ipercioche  dopo  fitta  lafia  diuifione ,  0  compofitione ,  ■verrò  alla  fui  infpeffa- 
tione  ;  accioche  (  fecondo  l'vfo  moderno  )  pofliamo  yfir  le  harmonie ,  in  quel  modo  più 
perfetto,  che  ne  fra  conceffo .  Onde  per  moflrar  queslo ,  proponerò  quefìa  concimane  ; 
che'l  Tetrachordo  di  queflafpecie  ,poflo  nel  cap.  1  6.  è  diuifio,  onero  ordinato,  fecondo  la  natura,  &  pafiione 
de  i  Numeri  harmonici  :  conciofia  che  habbia  il  fio  effere  tra  le  chorde  della  Diapafon  ,  dtuifi  nelle  fue  parti 
infitte  infermili ,  fecondo  la  propietà  de  i  detti  Numeri.  Et  accioche  topofft  dimostrarlo,  pigharò  per  fonda 
molto  la  diuifione  della  detta  Diapafon  nelle  fue  parti,  fecondo  la  natura  della  Proportionaltta  haj-monica,  la 
forma  della  quale  è  contenuta  dalla  proport ione  Dupla ,  die  è  la  prima  proportione  nel  venere  molttpltce ,  tra 
qnefli  termini  radicali  r.&  i.Se  adunque  diuideremo  questa  propostone  in  due  parti  harmomeamente,  fe- 
tido il  modo  moslrato  nel  cap.  ;  g.della  Prima parte;da  tal  diuifione  verrà  una  Sesquiterxa,et  yna  Sesqui- 
altera,  dalla  quale  la  Diapente  ha  la  fu  a  forma  vera.Quejìa  collocata  dalla  banda  defìra  della  fottopofla  figa  2  3 
ra,  cioè  nella  parte  grane  del  concento-.percioche  è  il  fio  vero  luogosla  Diateffaro  dipoi  uerrà  ad  effere  accom- 
modata  nella  parte  deflra,cioè  nellahanda  acuta,et  hauerà  la  fina  vera  forma  dalla  Sesquiterxa  proportione; 
&  quefle  parti  faranno  (  come  etiandio  altroue  ho  detto  )  le  prime  parti ,  &  principali  della  Diapafon .  Pi- 
gliando dipoi  la  maggior  parte  di  quefle  due ,  che  è  la  Diapente  ,  poi  che  la  Diateffaron  non  è  capace  della  di- 
uifione harmonica  ,f aremo  di  efja  due  parti ,  diuidendo  la  fitta  proportione ,  contenuta  ne  ifioi  termini  radi- 
cali $.&  z.poftt  nel  primo  luogo  del  genere  Superparticolare  ,nel  modo  moflrato  ;  il  che  fatto  Imitere- 
mo due  parti,  tvna  maggiore ^contenuta  dalla  proportione  Sesquiqu.irtaja  quale  chiamarono  Dituno  ;  l'al- 
tra minore  contenuta  dalla  proportione  Sesquiquinta,  che  nominaremo  Semiditono  ;  delle  quali  la  maggiore 
terrà  la  parte  Fratte,  &  è  il  fino  naturai  luogo;&  la  minore  terrà  la  acuta  ;  Et  quefle  fratino  le  feconde  par 
ti  della  Diapafon ,  &  le  prime  della  Diapente  3tra  la  quale  fono  collocate;&per  tal  modo  hatteremo fatto  ire 
parti  della  Diapafon ,  acqui/late  col  mexo  della  proportionaltta  harmomca,ciafcuna  delle  quali  (oltra  che  ha 
origine  dalle  proportioni  contenute  nel  genere  Superparticolare ,  ha  etiandio  li  fuoi  termini  radicali  collocati 
tra  le  parti  del  Senano  ;  come  nella  figura  fi  pub  vedere .  Tutte  quefle  parti  da  i  Moderni  fono  chiama- 
te Confonanxe ,  tgrfiono  veramente  ;  fi  come  la  efpertenxa  ce  lo  dimojlra ;  dalle  quali  paterno  incomin- 
ciare a  vedere,  quanta  fimiglianxa  habbiano  con  quelli  interualli,  che  fono  collocati  tra  le  chorde  del  nomina 
to  Tetrachordo  :  Imperoche  in  e  fio  fi  ritrattano  quelle  parti ,  che  nafcono  dalla  diuifione  della  Diapente  ;  & 
primieramente  la  maggiore ,  che  epofla  nel  o-raue  ,  contenuta  dalla  Sesqttiquarta  proportione ,  tra  l'vltima 
chorda  acuta ,  <&~  la  feconda  grane  ;  (j7*  la  minore  pofla  verfo  l'acuto ,  contenuta  dalla  proportione  Sc<qui- 
quinta,tra  la  prima  grane  ,&  la  terxa  pofla  nell'acuto  del  detto  Tetrachordo  .Et  benché  tutti  qnefli  inter- 
uallifiano  confinanti ,  nondimeno  quelli ,  che  fino  le  prime  parti  della  Diapafon, fono  chiamati  d.i  1  moderni 
Confonanxe  perfette  :  conciofia  che  gli  altri,  che  fino  le  fitte  feconde  parti ,  &  le  prime  della  Diapente,  nomi- 
nano Confonanxe  imperfette .  ^Aicommodaremo  dipoi  vii  eflremi  della  Diatefjaron  tra  quelli  della  Diapente 
in  tal  maniera,  che  la  chordagratte  della  Dtapentefia  la  grane  della  Duteffaron;ouero  accammodarema  "li 
estremi  della  Diapente  in  tal  modo,  che  la  chorda  acuta  della  Diapafon  fa  la  acuta  della  Diapente  ;it  che  fiat 
to,  non  è  dubbw,che  la  chorda  acuta  della  Dtatejfiiron  ;  atteramente  la  grane  della  Diapente,  cxfchtrà  <  •  ••  •'•« 

minor 


■ 


p 


arte . 


121 


minor  parte  della  Diapente  già  dìuifa,&  la  diuiderà  in  due  partì,  cioè  in  unaparte  contenuta  dalla  proportio- 
ne  Sesquiquintadecimapofla  abandafwiftra, ,  &  in  Dna  contenuta  dalla  proportione  Sesquiottana  ,pofltf 
a  banda  deflra  ;  delle  quali,  la  prima  clnamaremo  Semituono  maggiore ,  et  l'altra-Tuono  mav  more .  Ma  [e 
faremo ,  che  la  chorda  acuta  della  prima  Diapente  fia  la  chorda  acuta  diyna  Diatefftron  ;  la  chorda  gra- 
ne della  detta  Diatefftron  verrà  a  cafcare  necejfariamente  tra  la  maggior  parte  della  Diapenti ,  &  la  diui- 
derà  in  due  parti  ;  l'ima  delle  quali ,  cioè  la  maggiore  pofta  a  banda  jimflra farà  l'mteruallo  del  Tuono  mag- 
giore ,  contenuto  dalla  proportione  Sesquiottaua  ;  &  Li  minore  pofta  nella  parte  deflra,  farà  vn altro  infer- 
milo ,  il  quale  nominaremo  Tuonò  minore ,  contenuto  dalla proportione  Sesquinona .    Et  cotali  infermili  fi 
ritrouano  tra  le  quattro  chorde  del  detto  Tetrachordo  di  Tolomeo  :  &  in  tal  maniera  la  Diapente  -verrà  ad 
tffer  dimfa  in  quattro  parti ,  cioè  in  due  Tuoni  maggiori ,  in  uno  minore,  &  in  vno  maggior  Semituono  ;  le 
cual  parti  vengono  adeffere  le  terxe  parti  della  Diapafon  ,&le  feconde  della  Diapente  ,&>le  prime  delle 
parti  maggiori  di  effa  Diapente ,  cioè  del  Ditono ,  &  del  Semiditono .  Et  ancora  che  quefla  diuìfwnefia [of- 
ficiente a  mojìrare,che  queilo  Tetrachordo  fia  diutfi  fecondo  la  natura,  &  le  pa filoni  de  i  numeri  harmonici, 
&  [onori  :  concìofia  che  lifuoi  intervalli  hanno  le  forme  loro  contenute  tra  efii;  il  che  [potrà  etiandio  vedere, 
tra  le  forme  degli  intervalli  contenuti  nel  [otto  pojìo  ejfempiojra  la  Terxaja  Quartana  Quinta,  &  Li  Seda, 
chorda  mexana;nodimeno  (acciocbe  la  co[a[a  margwrmete  mamfefta)procederò  alla  intera  diufione  della 
Diapa[on,come  hòpromejfo  ;  la  onde  di  nouo  diuiderò  harmonicamente  la  Diapente,  che[  ntroua  nella  parte 
deflra  della  Diapa[on,&  ne  verrà  [imamente  due  parti,cioè  il  Ditono,  &  il  Semiditono;&  la  chorda  acuta 
della  prima  Diapente  verrà  a  dmidere  quefto  Ditono  in  due  parti  ;  delle  quali  la  prima  farà  il  Tuono  maggio- 
re pojìo  nella  parte  grane  di  tal  diufione, &  la  feconda  [ara  il  Tuono  minore,  &  terrà  la  parte  acuta  .Ma  fi 
alla  eflrema  chorda  grane  della  Diateffiron  più  acuta  aggiungeremo  verfo  la  banda  deflra  vna  chorda  di- 
iìante  per  un  Ditono,tal  chorda  verrà  a  cafcare  tra  gli  efìremi  del  Semiditono,pojìo  nella  parte  più  acuta  del- 
la Diapafòn,&  lo  diuiderà  in  vn  Tuono  maggiore, il  quale  terrà  la  parte  graue,  &  in  vno  Semituono  mag- 
giorentefarà  nella  parte  acuta ,  come  nella  figura  [i  vede .  Per  tal  maniera  adunque  haueremo  la  diuifwne 
perfetta  della  Diapafon,  diuifa  in  fette  internallt,[econdo  la  natura  de  i  veri  numeri  harmomci,che[  ritroua- 
no collocati  tra  otto  chorde ,  le  quali  da  i  Moderni [i  notano  con  quefle  fitte  lettere ,    C.  D.  E.  F.  G.  a.  fa . 
&  e.  Et  quefla  diufione  è  fatta  con  opti  debito  modo  :  conciofla  che  fé  in  quefla  maniera  dmideremo  fecon- 
do la  proportionalità  har mollica  la  proportione  Sesquialtera,  ne  verrà  due  proportioni, cioè  la  Sesquìquartajtt 
la  Sesquiquinta.La  onde  diuidendo  la  maggiore, nafeerà  la  Sesquiottaua, &  la  Sesqmnona;delle  quali  gli  in- 
tervalli fono  detti  Tuoni  ;  &  la  maggior  parte  della  Diapente  da  efli  prende  il  nome,  perche [  chiama  Dito- 
no,cìoè  di  due  Tuoni;&*  Li  minor [  nomina  Semiditono-.percioche  non  arma  alla  quantità  del  Ditono .  Et  ve- 
ramente la  natura  non  ha  operato  qtiejìo  in  nano  :  effendo  che  la  Diatejjaron  è  [uperata  dalla  Diapente  per  li 
Tuono  mag  <rjore,  &  il  Semiditono  è/uperato  dalla  Diatefftron  per  il  minore .  Et  [e  bene  tinteruallo  della 
Sesquiquintadecima  proportione  non  na[ce  per  ttia  di  alcuna  diufione  harmomea  Ju  nondimeno  da  Tolomeo 

q  necejja- 


■ 


122 


Seconda 


,So      Scsqui8.        ita        Scsquij.      144      Scsquii5.      i;5      Scsqui  8.       no        Sesquij.        108        Sesqui  8.        96         Sésqni'i-p,    90 


neceffariamente  collocato  nel  nominato  Tetrachordo:  percioche  il  Ditono  ì  fupt rato  dalla  Diatefjaron  per  tan 
ta  quantità .  Et  fé  lo  pofe  nella  parte  grane  del  Tetrachordo,quejìofece,  perseguire  il  coftume  degli  antichi , 
primi  muentori  deìli  moflrati  Generi,  iquali  poneuano  primieramente  nella  parte  graue  de  i  loroTetrachor- 
di  lo  internatio  minore, &  dipoi  li  maggiori  per  ordine;  Et  lofaceuano  (come  mipenfo)  credendo,  che'l primo 
InteriiitUo  nella  Mufcafuffe  il  Minimo  ratwnale,chefpoteffe  ritrouare,comefipub  yedere  (per  quitto  poffo 
coprendere)  nel  lib.  i  .della  po(ìenora,&  nel  hb.  i  o.della  Metaphtfica  al  ca.  i  .doue  frittotele  pone  ilDiefis 
per  il  principio  di  cjuejìo  genere  Melodia.Ma  non  è  dubbio  ,che  tal  Semituono  fempre  fi  pone(come fi  può  -vede 
retrocedendo  dal  graue  ali  acato, dopo  il  Tuono  minore, &  aitanti  il  maggiore,  nella  copoftione,&  congtu- 
■tione  delli  Tetrachordt  ,fi  come  ricerca  la  natura  de  i  numeri  harmomci ,  i  quali  ne  danno  primieramente  li 
ma<rgion,&  dipoi  li  minori  immutili  per  ordine.Et  è  tanta  la  necejìità  dell' interuallo  del  Semituono,che  fen- 
■xa  il  fio  mexo  non  fi  può  procedere  dalDitono  alla  Diateffaron  :  perche  "volendo  poffare  dalla  Sesquiquartdì 
alla  Sesqwter%a,fa  dibifogno  venirli  col  mezo  della  S  e  squiquint  adecima  proportione ,  che  e  lafua  yera  for- 
ma.Queflo  interuallo  è  chiamato  Semuuono  maggiore  a  differenza  di  quella  quantità,per  la  quale  il  Semidi- 
tono  èfuperato  dal  Ditono, contenuta  dalla  Sesquiuentefimaquartaproportione,  detta  Semituono  minore .  Et 
benché  non  habbia  argine  dalla proportionalità  h armonie a, come  ho  detto; [la  nodimeno  molto  bene  collocato 
nel  detto  Tetrachordo  per  molte  ragwni;&  prima:perche  congiunto  al  Tuono  mag  gjorejiauemo  dSemidtto 
nojouer  Trihemituono  ccmpoflo;dipoijperche  congiunto  a  due  Tuoni, cioè  al maggiore, &  al  minore, hauemo 
la  Diatefjaro;oltra  di  queflo  ponendolo  apprtffo  la  Dtapete,potemo  hauere  lEjJacfwrdo  minore,  come  fi  patri 
fempre  -vedere, effamin  andò  gli  infermili  collocati  nella  foprapoflafgura.Cocluderemo  adunq;,che  hauedo  ori 
<nne  tutti  gli  infermili  del  Tetrachordo  Diatonico  fintano  di  Tolomeo, dalla  diuifione  della  Diapafon, fan  aliar 
moncamente  nelle  fue  parti,che  effo  Tetrachardojia  etiadio  dmifo,et  ordinato  Jecodo  la  natura,et  pafione  dei 
numeri  harmonici,fecódo  ch'io  ho  detto.Ma  -veniamo  hormani  alla  dtuifione,o  copofitione  del  Monochordo. 

Della 


Parte.  125 

Della  diuifione  del  Monochordo  Diatonico  {intono  fatta  fecondo  la 
natura  dei  numeri fonori .  Cap.      40. 

REP<AR  1AT  O  adunque  che  noi  haueremo, fecido  il  moftrato  madonna  <Affe,ouer 
T  auola  ,nella  quale  la  lìnea  ^A  Bfia  la  chorda  Jopra  la  quale  habbìamo  da  fare  tal  dmifio 
ne;per  difporre,&  collocare  per  ordine  ogni  fio  Tttrachor -do  fecondo  il  modo  tenuto  nelle 
altre  dtuifioni,  collocammo  prima  ti  Tuono  maggiore  alla  fina  proportione,  &  haueremo 
la  ^CB,  et  la  C  B, delle  quali  la  prima  conteneva  notte  parti  J>er  il  maggior  termine  della 
jua  propomoiie  ;  gjp  la  feconda  otto.,  per  il  minore;  (37*  per  tal  modo  tra  loro  latteremo  accommodato  il  detto 
Tuono.  <A  queflo  fogmungeremo  dipoi  il  primo  Tetrachordo,  detto  Hypaton,diutdendo  la  C  B  in  quattro  par 
ti  equali,per  il  termine  mag  cnore,che  contiene  lafua  proportwne;dipoi  prefe  le  tre  parti  per  il  minore  lavere- 
mo collocatigli  eflremi  tra  C  B,et  D  B.  Volendolo  poi  dutidere  in  due  Tuoni,et  in  imo  Semituono, fecondo  la 
ragione  degli  interualliJ& proportioni  del  detto  Tetrachordo,  accommodaremo prima  ilTuono  minore  alla 
fuaproportione  diutdendo  la  D  B  in  notte  parti  equalijper  il  minor  termine  della  jua  proporzione;  dipoi  aggiun 
gendo  verfi  il  grane  vn 'altra  parte,  haueremo  accommodato  il  Tuono  minore  tra  laDB,  che  contiene  notte 
parti, et  la  E  B,  che  ne  contiene  dieci,  ofqitejto  immediatamente  preponeremo  il  ma* giare,  diutdendo  laEB 
in  otto  parti,ag<nuii<rendoui  la  nona  parte, &  tra  la  F  B,&  E  B  haueremo  ilpropofito-.perctoche  il  Seminio 
no  ma<r<riore  vena  ad  ejjer  collocato  necefftrìamente  tra  la  C  B,&  la  F  B, come  fi  pub  protiare  :  Conciofia 
che  fé  noi  ao  ritingeremo  ad  vna  Sesquiquarta,che  cottene  il  Ditono  Japroportione  Sesquiquintadecim  t,  che 
cottene  tal  Semituono,  verrà  uecejjariamcte  la proportione  Sesqttiterxa,che abbracciagli  eflremidelTetra- 
chordo.llmedefimo  haueremo  manifefìamente  da  queflo;chefe  noi  leuaremo  vna  Sesquiottaua,et  una  Se  fi 
qutnona  dalla  Sefquiterza,ne  re  fiera  la  Sesqutqttintadecima .  il  primo  Tetrachordo  adunque  verrà  ad  ejjer 
collocato  alfuopropio  ttto<ro,dii<tfo  indite  Tuoni, &  in  uno  Semituono,  fecondo  la  natura  di  talTetrachordo .  - 
Soggiungeremo  poi  a  queflo  il  fecondo  detto  Mefon,  &gli  altri  per  ordine , fecondo  il  modo  tenuto  nelle  altre 
dtufioni,&  haueremo  ti  Mefon  tra  D  B,I  B,H  B,&  G  B;tlDiexeugmenon  tra  KB,N  B,M  B,et  L  B; 
lo Hyperboleu tra L B,QJi,P B,& O  B;&  il Synemenon  tra C B,S B,N B,&  RB. Haueremo etian- 
dìo  in  quejìa  diuifione  1 7  xhorde,tra  le  quali  fi  rttrouerà  nonfolamete  ilSemititono  minore  tra  S  B,et  K  B: 
tua  il  minimo  interuallo  etiandto  di  quejìa  diuifione, il  quale  è  la  differenzia,  che  fi  trotta  tra  il  ma<r  niore,.et  il 
minor  Tuono,chefi  chiama  Coma,cotenuto  nel  venere  Sttperparticolaredella  proportione  Sesquiottatefima. 
Et  nafee  queflo  internatio  per  la  congiutione  del  Tetrachordo  Synemenno,  al  Tetrachordo  Mefon  nella  chor- 
da  Mefe-.lmperoche  la  chorda  acuta  del  detto  Synemenon  diuide  il  melano  interuallo  del  Die^eiio-menon  in 
due  partì,  cioè  in  vn  Tuono  minore, che  tiene  la  parte  grane,  &  nel  Coma, che  occupa  la  parte  acuta  di  tal  di 
uifione;delli  quali  l'vno  epodo  tra  la  N  B,&  la  R  B;comefi  vede;&  l'altra  tra  la  R  B,&  la  M  B.  Et  ben 
che  lo  interuallo  del  Coma  nonfia  adoperabile  in  alcun  genere,  non  è  pero  natofenxa  vttle  :  conciofia  che  col 
fio  mexofi  viene  all'acquijlo  di  molte  confonanxe,&  primieramente  di  vna  Diapente  pofta  tra  laRB,& 
la  O  B;&  dipoi  di  vno  Semìditono  pnjlo  tra  laRB,&  la  QJi,  le  quali  fenxalfuo  aiuto  non  fi  potettano  ha- 
nere.Et perche  queflo  interuallo  fi  minuto  darebbe  molta  nota  all'vditOMtiadofi  voleffe  adoperare  ,majìima- 
mente  ne  gì  'finimenti  artificiali  ;  però  la  Natura  primieramente ,  &  dipoi  ì'^frie,  hanno  trottato  rimedio 
(dirò  cofi)ad  un  tanto  difordwexoncìofia  che  queflo  interuallo  nelle  Voci ,  che  per  loro  naturai»  ovai  parte  fi 
piegano ,  fi  accommoda  di  manieratile  non  fi  ode  ;  &  negli  I finimenti  arteficialt  è  dtuifòper  la  Jua  dtftri- 
buttone, che  fifa  in  molti  interualli,tra  otto  chorde,come  altrotte  vederemo.Onde  fi  de  atierttre,che  quantun- 
que le  chorde  di  tal  diuifione  fiano  denominate ,  fecondo  l'ordine  tenuto  nelle  altre  con  nomi  preci ,  nondime- 
no, ioperfeo-uire  l'vfo  de  i  Moderni,  le  ho  etiandio  notate  con  It  Sette  lettere  ritrouate  da  Gtttdone,&*  hofe- 
gnato  non  foto  la  chorda  R  B,  ma  la  M  B  ettandio  con  la  lettera  d ,  per  non  confondere  l'ordine  offiruato  da 
efio  Guidone.Di  maniera  che  fi  come  nello  tjlriimeto  moftrato  tra  quelle  due  chorde  fi  cottene  il  detto  Coma, 
gjp  e  adoperabile  ;  cofi  ne  i  moderni,  come  fino  Organi ,  Clauocembah ,  Monochordi ,  ^Arptchordt ,  &  al- 
tri fimtli  ,  tale  interuallo  non  fi  ritraila  :  percioche  le  chorde  loro  fino  ridine  al  numero  delle  chorde  Pitha- 
gonce .      Mafie  vorremo  nel  moftrato  Monochordo  ritrattare  qttal  fi  voglia  confonanxa ,  che  in  effofia 
pojìibde  di  ritrattare  ,fiapoi  h armonicamente  ,  oueroad  altro  modo  tramenata;  poi  che  fipradieffi 
haueremo  tirato  tre ,  quattro ,  0  più  chorde ,  che  ne  faranno  bifogno ,  potremo  hauere  il  nojlro  propofito,  & 

a      z  ridurla 


MONOGHORDO    DIA 

Diuifo  fecondo  la  natura  &c 

harmonici ,  ritrouato 


i  \C,  Nete  hyperboleon  . 
240.  Paranetc  hyperboleon  . 

!jo.  Trite  liypcrboleon  . 
288.  Netediexeugmenon. 

320.  Parancte  diczeugmen. 

360.  Trite  diezeugmenon. 
3  $4.  Paramene- 


431. Mete. 
480.  Lychanosmcfon. 

540.  Parhypate  mefon , 
J7£.Hypatemefon. 

<4°-  Lychanos  hypaton . 

710.  Parhypate  hypaton . 
768.  Hypatc  hypaton. 


8^4.  Proslanibanomcnos . 


i 


f  - 


k 


o 

p 

L 


K 

t 


m 


TONICO      SINTONO 

pafsione  dei  veri  numeri 
daTolomeo, 


■114.  Nete  fynemennon. 
360.  Parancte  fynemennon. 

4°5-  Trite  fynemennon. 
43ì.Mefe. 


Parte-  125- 

ridurla  fitto  ilgiudicio  delfintimento ,  operando  con  li  Scannelli  mobili  in  quel  modo ,  che  haitemo  motivato 
Atroue  ;  &*  potremo  conofcere  la  differenza ,  chef  ritratta  tra  qnefla ,  &  le  altre  motivate  dtuifioni,  &  lo 
■acquifio  delle  confinante,  chef  chiamano  Imperfette . 

Che  ne  gli  Linimenti  artelìciali  moderni  non  fi  adopera  alcuna  delle 
fpecie  Diatoniche  moiìxate.  Cap.      41. 

T  SE  bene  nel  moflrato  Monochordo  fi  ritrouano  le  forme  vere  ,&  naturali  di  tutte 
quelle  confonanxe ,  che  fono  pofiibili  da  ritrouare  ;  per  queflo  non  douemo  credere ,  che 
nelli  moderni  iflrumenti,  come  fino  Organi ,  Clauocembali,  ^frpichordi ,  Monochordi  ,, 
&  altri  ancora ,  tali  confonanxe  fi  ritrottino  nella  loro  vera ,  &  naturalforma  :  perciò  - 
che  farebbe  grande  errore  :  effendo  che  le  chorde  de  tali  iflrumenti  fono  comprefe  dal  nu- 
mero delle  chorde  Pithagorice ,  contenute  nel Monochordo  Diatonico  diatono,  moflrato  difipra  nel  cap.  1 8. 
nelle  qualt(fi(rtiendo  l'ordine  degli  interualìi  di  Tuono&  di  Semituono  «ià  moflrato)vdendofi gli  interttal- 
li  del  Dttono ,  &  delSemiditono ,  che  fino  confinanti  ;  non  èpofitbtle ,  chefipoffa  ritrouare  tra  loro  alcuno 
interuallo  ,fia  qualfi  voo-lia ,  da  quello  della  Diapafon ,  &  quello  del  Semituono  minore ,  collocato  tra  le 
chorde  a  &"  ^ ,  infuori  ;  chefia  comprefo  nella fitta  vera,&  naturalforma;,  onero  proportione  :  Percioche 
il  numero  delle  lor  chorde  non  puh  dare  gli  interualli ,  che  fi  ritrottano  nel  Diatonico  fintono  ;  ne  meno  com- 
prendeno  quelli  del  Diatonico  duitono  moflrato  :  perche  in  effofi  ntrouano  il  Ditono ,  &  il  Semiditono  (  co  - 
me  habbiamo  veduto  )  che  fono  mterualli  dirottanti  ;  &  tra  quelle  di  quejli  iflrumenti  fino  confinanti  ;fi 
come  ciafeuno potrà  vdire  ;  quantunque  fiano  fuori  della  loro  vera ,  &  naturalforma  .  Et  è  cofi  in  fatto  : 
percioche  tutti  quelli  interualli ,  che  fi  ntrouano  in  detti  iflrumenti,  cauandone  li  due  nominati  /fino  tempe- 
rati da  i  Mufici ,  nello  accordare  detti  iflrumenti ,  in  tal  maniera  ;  che  ntrouandofi  fuori  delle  loro  forme ,  0 
proportioni  vere  ,fino  nduttt  in  tal  temperamento ,  con  lo  accrefeerh ,  0  diminuirli ,  fecondo  ilpropofito  3  di 
vna  certa  quantità,  nel  modo  che  più  altra  vederemo ,  che  l'vditofe  ne  contenta  .  Et  tale  temperamento  li 
Moderni  chiamano  Participatione,  della  quale  fn  hora  nonfo ,  che  da  alcun  altro  fila flato  ragionato,  0  mo- 
flrato cofia  alcuna .  Et  vogliono  alcuni, che  flit flato  fatta,  0  ritrouata,  per  ridurre  il  numero  delle  chorde  del 
monochordo  Diatonico  fintono  moflrato,  al  numero  delle  chorde  Pithagonce , contenute  nel  Diatono  ;  accio- 
che  tra  loro  fu/fero  collocate  tutte  le  confonanxe ,  tantoperfette ,  quanto  imperfette ,  le  quali  fino  necefjane 
allageneratione  della  perfetta  H  armonia;  &  accioche  il  Sonatore  fonando  fuffe  più  libero  ;  &  l'barmonia, 
che  vfciffe  da  tali  iflrumenti  fi  potefife  vdire  con  maggior  fatisf anione  dell'adito ,  che  non  fi  h  aiterebbe  fat- 
to ,  quando  fi  haueffe  voluto  fare  nel  numero  delle  chorde  del  Diatonico  fintano  -.percioche  farebbe  flato  di- 
bifigno  di  vfitreffieffe  volte  l' interuallo  del  Coma,  aggiungendolo,  0  Iettandolo  da  alcuni  interualli ,  per  fare 
(tcqmflo  di  molte  confonanxe  ;  mafiimamente  volendo  poffare  dal graue  all' acuto  :oper  il  contrario  da  mia 
confonanxa  all'altra:  ilche  non  folamente  dtffcultà  al  Sonatore;  ma  ettandto  poco  diletto  a  oli  aficolt ami 
hauerebbe  apportato  :  perche  in  cotal  cafiofl  hauerebbe  vdito  vn  non  fi  che  di  trtflo ,  che  hauerebbe  fatto  non 
pocofaflidto .  Et  quantunque  dichino  anco ,  che  tale  Temperamento ,  0  Participatione  ,fia  fiata  ritrouata 
fiudiofitmente ,  accioche  per  effa  in  cotalt  iflrumenti  fi  veniffe  ad  imitar  la  Natura ,  (a  qualfi  dee  imitare  in 
tutte  le  cofi, più  chefipuote  :  perche  fi  come  nel  genere  Diatonico  fi  può  procedere  naturalmente  coti  le  voci 
{  come  è  mamfeflo)  perglifitoi  interualli ,  dalgraue  all'acuto ,  &per  il  contrario  ;fenxa  incommodo  alcu- 
no ;  cofi  anche  in  tali  iflrumenti  fi poteffe p affare  dall'acuto  algraue ,  oper  il  contrario  fienxa  alcuno  impedi- 
mento ,  <&  fienxa  alcttnaoffefa  del  Sentimento  :  Tuttauia  credo  veramente, che  tal  Temperamento,  0  Par- 
ticipationefiia  fiata introdutta a  cafio,  &  nonfludtofiamente .  Et  ciò  mi  muotte a  credere  -.perche  non  è  dub- 
bio, che  ne  il  Ditono,  ne  il  Sennditono  ,neli  due  Effachordi ,  &  altri  interualli  molti ,  i  quali  hora  a  noi  fono 
confinanti  ;  non  furono  mai  da  alcuno  degli  sfatichi  (come  da  1  loro  firmi  fi  può  comprendere  )  ricattiti  nel 
numero  delle  confonanxe  :  ne  anco  veramente  le  vfaronoper  confinanti,  nel  modo  che  le  vfiamo  noi  ;  mafii- 
mamente hattendo  lorofempre  vfato  il  numero  delle  chorde  Pithagorice  ;fl  come  dalle  chorde ,  che  fino  col- 
locate in  molti  antichi  iflrumenti  fi  può  comprendere .   La  onde  è  credibile ,  che  alcuno  perito  nella  Mufica 
dopo  vn  certo  fipacio  di  tempo,  a  cofi  prima,  &  di  poi  fatto  molte  efferienze,  nell'i  fleffo  iflrumento  le  ridtt- 

ceffe 


1 2  6  Seconda 

ceffe  a  titltempéramerttOj  fatto  le  prnportioni,  oforme,  le  quali  bora  yfamo  :  non  però  fatto  alcuna  eli  quelle,, 
i  che  di  fibra  in  molte  diuifwni  ho  moflrato  :  percioche  farebbe  flato  imponibile  ;  di  oferuare  il  Numero  delle 
chorde  j  l'Ordine  de  gli  inttrualli  ,&le  Forme  3  o  Proportiom  mojìrate  :  ma  fi  bene  fitto  quelle  3  ch'io  fono 
per  mojìrare . 

Quel  che  fi  dee  oìTeruare  nel  temperare,  ouero  accordare  gli  Infermi- 
li di  ciafeuno  Irtrumento  arteficiale  moderno ,  riducendo  il  nu- 
mero delle  chordedcl  Diatonico  iintono  a  quello  del 
Diatono;  deche  taliinterualli  non  fiano  naturali, 
ma  li  bene  accidentali^  Cap.      4.2. 

T  ^ACCIOCHE  il  Lettore  Studwfo  ftpp'ni,  con  qual  ragione,  &  di  quanti  qutttt- 
tità  ogni  interludio  nei  detti  libramenti  fi  yenghino  a  temperare  ,&  tlmodo  che  ba- 
llerà da  tenere ,  yolendofare  la  Participatwne ,  di  maniera  che  non  offendi  il  Sentimen- 
to ,  pigliarci  bora  quefla fatica  ;  &  mofìrarb  infieme  in  qual  maniera  le  1 7.  chorde, po- 
lle nel  Diatonico  fintano  ,fi  riduchino  al  numero  delle  Sedici  contenute  nel  Diatono .  La 
onde  fi  debbe  auertire  /che  -volendo fare  tal  Temperamento ,  0  Participatione  con  qualche  ragione  ,&  con 
qualche  fondamento  ,fi  dibifigno  di  diuidere  il  Coma,  contenuto  tra  le  coorde  RB,  et  MB  in  Sette  par- 
ti equali ,  &>  distribuirle  tra  li  Sette  Inter  Halli,  contenuti  nelle  Otto  chorde  della  Diapafon  ;  accioche  polia- 
mo ridurre  le  due  mojìrate  chorde,  che  contengono  il  Cam  a,  in  Dna  fila .  Ma  fi  debbe  fare ,  che  gli  internai- 
li  reclino  nella  loro  forma,  più  chefiapofiibile  ;  accioche  l'vdito  non  fa  offe  fi  :  cerche  ciafeuna  confili an%a  _, 
fi  nelgraue,  come  anco  nell'acuto  ;  &  qualunque  altro  interuallo,  quantunque  minimo  fa  equalmente  accre 
fiuto ,  0  diminuto  di  vna  certa ,  &  terminata  quantità,  in  tutti  «li  interualli,  che  fino  finali  di  proporzione 
il  che  tornerà  molto  bene ,  quando  fi  farà ,  che  ogni  Diapente  redi  diminuta ,  &  imperfetta ,  di  due  Setti- 
me parti  del  Coma  ;  &  che  la  Diateffaron  pigli  imo  accrefeimento  di  tanta  quantitade;  &  è  il  douere  :  con- 
ciofa  che  reflando  la  Diapafon  fempre  immutabile ,  &  nella  fitta  proponione  -vera,  &  naturale  &  effendo. 
integrata  da  quejìe  due  parti,  quello  chef  lena  da  -vna ,  bifigna  neceffariamente  dare  all'altra  ;  accioche  ag- 
v'iuwendofi  infume, ne  vii  ef  remi  fi  oda  la  Diapafon  perfetta .  Si  farà  dipoi  il  Ditono  imperfitto  di  Tua  fet- 
tima  parte,  &  di  tanta  quantità  fi  diminuirà  etiandio  il  Semiditono  :  Percioche  fi  quejìe  due  confinante  co 
correno  alla  inteo-ratione  della  Diapente  ;  effendo  quefla,  diminuta  di  due  finirne  parti,  è  neceffario,  che  tal  di 
minutionef  dittida  tra  queflidue  interualh  :  conaofia  che  facendo  imperfetto  il  Ditono  di  ynafettima  parte, 
&  ti  Semiditono  di  altra  tanto,  che  fono  duefettime  parti  ;  quefle  due  confinante,  che  fino  parti  della  Dia- 
pente-vengono  ad  ejfer  diminute  di  quella  quantità  iflefja,che  è  dimwuto  il  fùò  Tutto.  Ma  le  parti  del 
Ditono,  che  fono  il  Tuono  maggiore ,  &  il  minore,  fi  faranno  imperfette  in  cotal  modo  :f  leuarà  dalla  pri- 
ma quattro  finirne  parti  del  Coma,  & fi  farà  maggiore  la  feconda  di  tre  ;  &  cofi  tra  loro  -verranno  battere 
quella  imperfettione  ijìeffa-,  che  ha  ilfuo  Tutto  ;  cioè  faranno  imperfette  di  ima  fittima  parte  .  Si  darà  poi 
al  Semituono  mag  giare  lo  accrefeimento  di  tre  finirne  parti  :  conciofa  che  effendo  la  minor  parte  del  Semi-  • 
ditono,  &  il  Tuono  maggiore  la  mag  gior  parte,  tra  quefle  due  parti  fi  ritrouerà  lo  ìfìeffo  mancamento,  che 
37  fi  ritroua  nel  Semiditono  ,•  cioè  faranno  diminute  di  due  [emme  parti .  L'Effachordo  maggiore ,  &  il  mi- 
nore, l'yno  &  l'altro  -verranno  a  pigliare  lo  accrefeimento  di  una  fettima  parte  :  imperocln  l'imo  fi  compo- 
ne della  Diateff  irou,  &  del  Ditono  ;  &  l'altro  medefmamente  della  Diateffaron,  &  del  Semiditono  :  On 
de  peritando  la  Diatefiftron  aceri fimi  ento  di  due  parti ,  (j7*  diminuendoft  il  Ditono ,  &  anco  ti  Semiditono 
ciafeuno  da  per  fé  di  ima  fettima  parte  ;  -vengono  tali  Effichordi  Meramente  a  pigliare  lo  accrefeimento  di  tal 
quantitade  .  Di  modo  che  hauendo  intimamente  per  tal  maniera  proportionato  lo  I  finimento ,  oo-ni  con- 
Jonanza ,  &  ogni  interuallo  dal  maggiore  al  minore  ;  cattandone  la  Diapafon ,  &  ti  Semituono  minore 
mofrato ,  -verrà  ad  efjer  fuori  della  fua  -vera  propinatone  ;  non  pero  molto  lontano  dalla  fina  -vera  for- 
ma,  di  maniera  che  l'Vdtto  non  fine  contenti .  Quefio  adunque  bifignerà  offeruare ,  l'olendo  la  Par- 
ticipatione ,  ouer  Difiributione  delComa,  in  ogni  nojìro  frumento  ;  accioche  ogni  confiuanza  nella  fitta  fpe- 
cie  yenghiad  effere  equalmente  accrefauta  ,omr  dimmitta.  La  onde  ciafcun  perito  del  fono  debbe  auer- 
tire , 


Parte.  127 


tinche  -tmlench  temperare ,  onero  accordare  gli  I fi  rum  enti  nomìwtì,farà  dtlnfogno  di  tirare,  obroportio- 
nart  eufemia  Diapente  in  tal  maniera;,  che  lifuoi  eftremt  acuti  tenghino  del  grane,  fecondo  la  matita  eletta, 
ch'io  fon  per  moflrare  ;  oneramente  che  li  grani  più  fi  auicinino  ali  acuto,  fetido  che  nello  accordare^  tempe- 
rar detti  iflrumenti  tornerà  più  commodo .  Similmente  ciafcnna  Diatejfaron,  alla  quale f  danno  le  Quantità, 
•cliefi  tolgono  alla  TDutpeteff  debbe  accrescere  in  tal  modo,  che  ogiufuo  eflremo  acuto  fa  più  lontano  dal  gra- 
ne per  tanta  quantità  ,<&d  grane  fimilmente  dall'  acuto .  Et  quantunque  quefli  intertialli  filano  per  tal  ma- 
inerà hora  crefciuti ,  <*7*  hora  diminuti  ;  non  per  queflo  l'adito  (come  ho  detto)  abhonfce  tale  dijlnbutione  : 
conciofia  che  e/feudo  minima,  &  quaf  infenfbile  la  quantità,  chef  lena,  o  aggiunge  a  cotali  interualli  ;  & 
effendo  non  molto  lontani  dalle  loro  -vere  forme ,  ilfenfof  cheta .  Ne  di  ciò  donemo  marauigliarf  :  percio- 
che  all'Vdito  interviene  quello,  che  fiale  intrauemre  agli  altri  pentimenti,  &  maf imamente  al  Vedere,  che 
alle  volte  non  fi  accorge  di  Dna  quantità  minima,  per  effer  quaf  infenfbile  ,f  come  auiene  ;  che  fe'l  f  lena, 
onero  fé  l fi  aggiunge  ad  vn  monte  grande  due,  tre,  onero  più  pugni  di  grano,  non  può  accorger  fi  di  tal  cofa  : 
ma  f  bene  fi  accorgerebbe ,  quando  fé  li  leuaffe ,  oneramente  aggumgeffe  yna  gran  parte .  Ma  fé  alcuno 
dicejfe,  che  ponendofi  in  ufo  le  Confonanxe,  che  fono  fuori  delle  loro  yereproportioni,  le  quali,  fenza  dubbio, 
non  fono  filza  fiatata,  che  i  yen ,  &  legnimi  interualli  confinanti fujfero  quefli ,  &  non  quelli ,  che  già  ho 
ìnoflrato,  coflui  veramente  farebbe  in  errore  :  conciofa  che  quantunque  gli  interualligià  mojlrati  non  fi  ri- 
trouino  efere  ne  i  nominati  frumenti  ;  non  fegmta  però ,  che  non  fumo  i  yeri,  &  naturali  ;  &  che  non  fila- 
no qw.lli,  che  producono  perfettamente  in  efjere  ogni  confinanza,  che  èpofibile  da  efjere  produtta .  Ne  anco 
fegnita,  che  non  fi  pofìmo  porre  in  atto,  &  vdire  :peraochefipofJòno  vdvre  quando  fi  y  itole  ;jì  come  etian- 
dw  nonfiguita,  che  l'huomo  non  fa  rifibile ,  perche  non  ridafiempre  -.perche  fi  bene  hora  non  ride  ,  è  almeno 
atto  a  ridere  quando  yuole .  Et  benché  ne  i  detti  ifrumenti  temperati  in  tal  maniera,  non  fi  pò  fino  yfiare  le 
confinanze  nella  fina  perfittione  ,  cioè  nella  loro  vera ,  &  naturale  forma  ;  e  nondimeno  pò fibtle  di  poterle 
yfiare,  quando  le  loro  chordefi  yolefiro  tirare  fitto  la  ragione  delle  loro  proportioni  yere ,  &  naturali .  Et 
queflo  io  dico,  perche  molte  yolte  ne  ho  fatto  la  esperienza  fiopra  yno  ijìrumento,  il  quale feci fabricare  a  que 
{lo  propofito  ;  ancora  che  tal  prona  fi  poffa  anco  fare  fiopra  qualunque  altro  tflrumento  ;  &  mafiimamente 
(òpra  ^Arpichordi,  o  Clauocembah ,  che  fono  molto  atti  a  talpropofito .  Et  fé  alcuno  dicejfe ,  che  quando  tali 
{frumenti  fuffero  accordati  perfettamente,  fi  yerrebbe  a  perdere  alquante  confinante,  che  fi  ritrotiano  effe- 
re  negli  altri  tflrumenti  ;  Queflo  importa  poco  :  percioche  mi  bafla  filamene,  che  alcuno  non  pofia  contrada 
re  con  verità  a  quello,  ch'io  ho  detto  di  fiopra,  &  dire  che  tali  confonanxe  non  fi  pofiino  porre  in  atto  nelle  lo- 
ro y ere f orme, 0 proportioni:  Imperochefie  bene  in  efii  nofipoteffe  esercitare  le  harmonk  con  quel  commodo, 
&  liberta,  che  fi  trotta  neg  li  frumenti  communi;  non  reflarebbe,che  in  efii  nonfipoteffe  i/aire  ogni  confio- 
nanza,&  ogni  harmonia  nella  fina  vera  forma.  Mafie  cotali  ìnconuenienti(dirò  cofi)fi  trouano  negli  iflru 
menti  arteficiali,  nondimeno  tra  le  Voci ,  come  altre  yolte  diremo,  non  fi  trouano  tali  rtfpetti  :  conciofa  che 
riducono  ogni  cofa  nella  fiua  perfettione,  come  è  ildouere  :  effendo  che  la  Natura,  nel  fare  le  coje,  è  molto  fu- 
periore  all'^frte  :  &  quefla  nello  imitare  fa  ogni  cofa  imperfetta ,  &  quella  (  rimofii  gli  impedimenti  )  ó~ 
gni  cofa  riduce  a  perfettione.In  cotal  modo  adunque  fi  verrà  a  temperare  aaficuno  delli  nominati  iflrumenti; 
nelli  quali  fi  farà  la  Difributione  delComa  in  fette  tnterualli,  comehò  detto  ;  ne  altramente  yerrebbe  bene  , 
•volendo  acquiflar  le  confinanze  perfette,  &  le  imperfette  infìeme,  con  quel  modo  meghore,  che  fi  può  fare  ; 
accioche  ogni  interuallo  filmile,  fi  nel  grane,  come  nell'acuto  venghi  ad  effer  e  equalmente  accrefciuto,o  dimi- 
nuto della  (ita  quantità  ;  &  nonfihabbiapiù  a  porre  la  chorda  d,  raddoppiata.  Et  fi  ad  alcuno  pareffie fra- 
no, che  nella  Mufica  occorrinofimil  cofie  ;fi  debbe  ricordare ,  che  non  fola  in  quefla  ficienza  ;  ma  in  ogn  altra 
ancora,  in  ogni  arte ,  &  in  ogni  altra  cofa  creata  fi  ritroua grande  imperfettione.  Et  queflo,credo  io  che  bob 
bi.t  voluto  iddio  Ottimo  Mafiimo  ;  accioche ,  vedendo  la  imperfettione  di  quefle  cofie  inferiori ,  voltiamo  lo 
intelletto  noflro  alla  contemplatione  della  firn  Infinita  Sapieza,  nella  quale  fi  ritroua  ogni  cofa  nonfolamente 
Perfetta ,  ma  etiandto  Ottima . 


Dimofìrationt 


12 


8  Seconda 


Dimoftratione  dalla  quale  fi  può  comprendere,  che  la moflrata  Parti- 

cipatione ,  o  Diftributione  fia  ragioneuolmente  fatta ,  &  che  per 

altro  modo  non  fi  polla  fare ,  Cap,     ^  3. 

ERRO  hora  a  dtmoflrare  la  ragione  di  tale  Participatione  :  ma  fi  defitpere ,  che  fono 
flati  alami  ',  che  hanno  battuto  parere ,  che  t internatio  del  Coma  moflrato  di  [opra  fi  do- 
ueflfe  dtflrtbuire  tra  quelli  due  mteruaìli,  che  fono  a  lui  più propinqui  ,pofìi  nella  parte  acu- 
ta ,  &  nella  parte  grotte  .facendo  di  efjo  dite  parti  equali ,  accrescendo  l'yno ,  &  l'altro 
internatio  di  tanta  quantità,  quanta  è  la  metà  di  efjo  Coma  ;  [affando  poi  gli  altri  inter- 
valli nelle  loro  forme  naturali  :  ma  in  "vero  a  me  pare, che  molto  s'ingannino  per  molte  ragioni  :  prima  perche 
quelli  due  interualli,  che  fino  al  Coma  -vicini  ;  yerrebbeno  foli  apartiapare  delle  parti  del  Coma ,  &  non  al- 
cuno degli  altri  ,&lo  iflrumento  yerrebbe  ad  effer  proportwnato  mequalmente  :  conciofia  che  fi  ydirebbe 
in  lui  la  Diapente,  &  la  Diateffaron  con  due  interualli  l'yno  maggiore  dell'altro  ;  dipoi ,  perche  quelli  tnter- 
ualli,  ne  i  quali  fi  faceffe  quefla  diflrtbutione ,  yerrebbeno  ad  e  fere  diffonditi,  per  la  molta  difian%a,  che  ha- 
uerebbeno  dalle  lor  forme  yere  ,■  &  li  Tuoni  ,t  quali  fino  yicini  a  tal  Coma  ,  &  participano  di  yna  delle  file 
parti  ,fiarebbeno  contenuti  da  yna  proportione  ,cbe  non  fi  potrebbeno  av  giungere  ne  alla  Diapente  ,  ne 
alla  Diateffaron ,  ne  al  Semiditono  per  formare  alcuna  confonanxa .  Et  fé  bene  lor  dicono ,  che  la  effe- 
rienza  dimoflra ,  che  quelli  interualli  accrefiiuti ,  o  diminuti  per  tal  modo ,  non  fi  partono  dalla  fua  pro- 
pia  forma  di  modo,  che  l'ydtto  nepatifca  cofa  alcuna,non  altramente  di  quello  che  farebbe,  quando  talCama. 
non  ftiffe  in  tal  maniera  distribuito  ;  queflo  non  è  vero .  Onde  mipenfo  ,  che  cojìoro  non  habbiano  mai  fatta 
alcuna  proua  di  queflo  :  conciofia  che  il  finimento  ifleffo  lo  fa  mamfeflo,  che  fono  dtffonanti  ;  £-7"  ciò  potrà  eia 
feuno  da  fie  flefio  prouarlo ,  diuidendo  il  detto  Coma  in  due  parti  equalt ,  nel  modo  che  alcap.  1 4.  difopra  ha 
moflrato  :percwcbe  aggiunte  dipoi  le  parti ,  che  nafeeranno  alti  due  tuoni  Sesquinoni,  che  li  fono  yicim,  cia- 
feuno  potrà  conofeere,  che  quello ,  ch'io  ho  detto  J  d  yero ,  &  che  bififiia  cercare  di  difìribuire  tal  Coma  per 
altra  maniera,  acciò  l'vdtto  nonfia  ojfefo.Ma  perche  difopra  ho  detto,  che  delle  Confonanze,ouero  altri  In- 
ternali^ alcuni  fi  diminutfiono{facendo  tale  dtflributione)  di  due,  alcuni  di  auattro,&  alcuni  dtynafiettima 
parte  del  detto  Coma  :  Similmente  alcuni  fi  accrefeono  di  yna  fettima  parte ,  alcuni  di  due ,  cj?1  alcuni  di  tre 
parti  ;  di  maniera  che  finalmente  non  filo  ogni  Diapente,  ogni  Diateffaron,  orni  Dttono,  £?>  ogni  Semidito- 
tio,  che  fono  interualli  confinanti ,  yengono  ad  eflfere  accrefciuti ,  0  diminuti  equalmente ,  &  yengono  a  re- 
jìare  equalifi  nella  parte  praue,  come  anco  nel  me%o,  &  nell'acuto  dello  iflrumento  ;  ma  etiandio  li  diffonan 
ti,  che  fino  ilTuono  maggiore,  il  minore,  &  il  maggiore  ,&  minor  Semituono .  Però  tanto  più  queflo  terrò 
effer  yero,  quanto  che  ynfegno  mamfeflo  ne  dimoflra,  che  tal  diftributione  fa  buona,  &  fatta  con  ogni  do- 
uere  :  Imperoche  il  Semituono  minore ,  che  è  contenuto  dulia  proportione  Super  7 . pamente  1 1 8.  che  non 
fi  adopera  nel  genere  Diatonico ,  £y*  è  contenuto  tra  le  chorde  S B ,&  K B ,fi  fa  minore  di  tutte  le  parti , 
cioè  di  tutto  il  Coma  intero ,  che  yiene  ad  effer  contenuto  interamente  dalla  proportione  Sesquiottantefima  ; 
&  cofi  refla  nella  proportione  Sesqiuuentejimaquarta .  Onde  la  fua  proportione  refla  rationale,  [e  altre  poi, 
cauandone  tutte  [e  Diapafon,  chef  contendono  nella  proportione  Dupla,  fino  irratwnali,  &  incognite  :  con- 
ciofa  che  le  parti,  le  quali  fi  leuano ,  0  aggiungono  alle  quantità  ratwnah,  che  fono  [e  loro  prime  forme  natu- 
rali,fono  mattonali, quando  la  diufwne  del  Tutto  nelle  parti  è  irrationale,et  quello  che  mene , è  finalmente  ir~ 
rationale.Etfi  come  etiandio  è  mattonale  quello,che  nafie  dalla  a^giu>itione,ofittratione  di  yna  quantità  ra 
tionale  da  yna  trrationale  ;  cofi  è  irrationale  quello ,  che  yiene  dalla  fottratìone ,  0  avgiuntwne  di  una  pro- 
pontone  mattonale  da  yna  rationale.  Ma  queflo  non  latramene  nelle  rationali  :  perche  tutto  quello  che  nafee, 
a"  ir'tunvendofl  fottraendo  l'yna  quanta  dall'altraj  rationale.il  perche  quefla  dtflnbutione, che  fifa  aa-ginn.- 
gcdo,o  leuando  tal  parti, non  può  effere  per  alcuna  cagione  rationale  ;  ne  fi  può  co  determinati  numeri  a  patto 
alcuno  denominare ,  0  defcrtuerexonciofia  che  la  ditti fioue  del  Coma  in  fitte  parti  equalt  non  è  rationale .  Per 
rnoflrare  adunque  che  tale  Diflributione  fi  conuienfare  neceffariamente  nel  detto  modo,  &  non  in  altra  ma 
mera  procederemo  con  queflo  ordine .  Ptgliaremo  prima  Dodici  chorde  fiolamente  del  Monochordo  poflo  di 
fopra,  cioè  F  B,EB,DB,I B,H  B  ,C  B,S  B,K  B,  N B,RB,MB,<&  LB  Je  quali  faranno  bafle- 

uolt  a 


Parte.  129 

noli  a  dimoflr,tre  il  propoftta;&>  dipoi  accordare mo  perfettamente  le  chorde  FB  &  N  B  di  manieratile 
contengìnno  la  confonanxa  Diapafon  ;  le  quali  laff aremo  immutabili,  &fipra  di  effe  daremo  princìpio  a  fare 
tal  Diflributione;^Ancorache  fi  potrebbe  incominciare /òpra  quali  chorde ,che  fi  voleffe:m  a  faremo  queflo,per 
femir  la  maggior  parte  di  coloro,  che  accordano  "li  iftrumenti  moderni:  ìmperoche  danno  principio  fopr a  tali 
chorde. Si  debbepero  auertire,ch'to  ha  detto  immutabili;  effendo  dibifoono,  che  la  prima  chordafopra  la  quale 
fi  -viene  a  fondare  la  Difiributione,fuflabile;et  che  cìafcuna  Diapafon  fi  riduca  allafua  perfezione,  cioè  nella 
[ita  veraforma,la  quale  è  la  proportione  Dupla-.percioche  nopatìfce  mutabdità,o  variatione  alcuna.Poflo  adii 
me  che  noi  haueremo  quejle  chorde  jlabili,tra  quelle  chorde ,che fi  trottano  collocate  nel  melodi  loro,  faremo 
la  Diftributione,fèruendofi  però  delle  altre  chorde,  che  fono  pofle fuori  di  eJJe.Etper  incominciare  ,bìojiaremo 
laprima  Diapente  pofla  nel graue,  che  farà  la  F  B&  H  B,contenuta  dalla  proportione  Sesquialtera;  fen%a> 
mouere  altramente  la  F  B, faremo  la  H  B  pm  graue  fecodo  la  quantità  di  due  fettime parti  di  un  Coma,  co- 
me ho  dnto;preponendo  primieramente, et  moltiplicando  alla  chorda  H  B  il  C orna, fognmwendo  prima  alla 
chorda  I B  il  Tuono  minore  contenuto  nella  proportione  Sesquinona,&  diuidendola  in  dieci  parti;onde  prefè 
le  none  parti  di  effa,tra  la  chorda,cxm  contenerà  tal  quantìtà,et  la  H  B,!a  quale  è  la  chorda  acuta  del  Tuono 
maggiore  IB&  H  Bratteremo  il  Comaxonciofia  che  fé  dal  detto  Tuono  Iettare  mo  il  minore ,  chefirà  lo 
I  B,Q*  la  quantità  delle  none  parti, fenxa  dubbio, reitera  il  Coma, contenuto  dalla  proportione  Sesquiottante- 
(ima  ;  il  quale  dìuideremo  infette  parti  equali,fècondo  il  modo  mojìrato  difopra  nel  cap.  i  5  ;  dipoi  [affando  dai 
■vn  canto  le  due  partì  più  acute  di  effo ,  &  pitAtado  follmente  le  cinque  pofle  nel  graue, haueremo.  in  un  tratto 
con  la  chorda  a  B,  accomodato  alle  loro  proportiom  in-ationali  due  confonanxe,cioè  la  Diapete  F  B&aB, 
&  la  Dtateffaron  aB  &  N  B.  Pigliaremo  hora  la  a  B,che  con  la  Al  B  contiene  la  Diapente  piti  acuta  di 
due  fettime  parti  equali  del  dato  Coma;  &  diuifo  che  haueremo  il  Coma  RBet  MB  in  fette  parttequali,co-- 
mefacemo  il primo,  laffando  le  quattro  parti  più  acute, che  fono  [edile  parti,  chef  [affano,  accioche  habbiamo 
la  Diapente  nella  fua  vera  proportione;  &  due  altre  parti  dipoi  per  Lfua  dtmintttione;la  chorda  b  B  ne  da- 
rà il  nojìro  inteto.  ^fquejìa  chorda  ntrouaremo  la  corriffodente  nel  grane  in  proportione  dupla;accioche  pof- 
(tamo  vdire  perfettamente  Li  Diapafon  ;  il  che  haueremo  fatto, quando  dopo  moltiplicato,  etprepofìd  ilComa 
alla  E  B,&  dtuifo  in  fette  partì  equali, pigliaremo  le  quattro  pofle  nell'acuto:percioche  tra  e  B,  &  effa  h  B 
haueremo  la  ricercata  con  fonala, col  mez$  della  chorda  e  B  fecondo  ilpropofito:Cociofiache  effendo  la  EB 
con  la  M  B  corriffondenti per fuono  equale  nella  confonaxa  Diapafon;®*  aggìungendoft  all'una,  (j?  all'ai 
tra  verfo  il  graue  quattro  parti  de[C  orna, che  fono  tra  loro  equali,nefegue,  che  medefimamente  glieftremi  di 
temetti  aggiunti fiano  equali,&che  rendìno  la  confonanxaDiapafon-.perciocheper  il  Secondo,  &  per  Terzo 
Comune  parere  del  lib.  1  .de  gli  Elemeti  di  Euclide,  Se  a  cofe  Equalifi  aggiunge ,ouero  da  effe  fi  leua  co/e  EquA 
lìjquello  che  viene  èfimdmete  Equale. Haueremo  etiadio  tra  cB&  aB  vna  Diateffaro  accrefciuta  di  due 
parti  del  Coma, che  farà  equale  in  proportione  alla  aB  &  N  B.  Faremo  hora  la  chorda  G  B  corrifpondete 
in  proportione  Sesquialtera  alla  e  B,foggiungedo  alla  G  B  il  Coma, et  dividendolo  fecondo  il  modo  dato;dìpoi 
laffando  le  quattro  parti  pofle  nell'acuto,et  le  dtte,chefeguenoverfoilgraue;tra  la  cB  et  la  dB  haueremo 
un'altra  Diapete  diminuta  di  due  parti  di  vn  Coma;et  tra  la  dB&la  bB  vn  altra  Diatefjaron  accrefciuta; 
di  tanta  quatità.  Seguono  dipoi  la  dB&  la  L  B,  che  contengono  la  Diapete  dìminuta  di  ima fetttma  parte; 
onde  volendola  diminuire  di  vn  altra parte;accioche  fi  ritroui  con  le  altre  equale  in  proportione  ;  preponeremo 
alla  L  B  il  Coma,diuifo  come  gli  altri  infette  interualli,&  laffato  il  più  acuto,prederemo  folamete  li  Seipofli 
nelgraue;&  dalla  e  B  haueremo  ilpropofito.  ^Aqueffa  ritromremo  la  corriffodente  in  proportione  Dupla, 
in  queflo  modo;diuideremo  il  Comaprepojìo  alla  D  B  infette  parti, dipoi  pre fi  la  parte  più  actttajiaueremo  la, 
fB,che  co  la  detta  e  Bue  darà  la  confonanxa  Diapafon  nella  fua  forma  naturale,»  vn  altra  Diate  faro  equa 
le  in  proportione  con  le  altre,chefarà  la  fB&>  d  B, nella  fua forma  accidentale.  Tra  la  fB&laK  B  dipoi 
■verrà  ad  effere  vna  Diapete  medefimamente  nella  fua  forma  accidentale, più  acuta  di  vna  di  dette  partì  ;  per 
il  che  volendola  ridurre  alla  fua  proportione, preponeremo  alla  K  B  il  Coma  diuifo  al  modo  dato;&  laffando 
la  parte  più  acuta  perilfitperfluo;&  le  due  parti  fègueti  per  la  dimìnutione  ,col  mez$  della  chorda  g  B,  no  fa 
lo  haueremo  la  vera  proportione  accidentale  della  Diapete;ma  etiadio  quella  della  Dtateffaron,  contenuta  tra 
la  gB  ,&la  eB:  Refta  hora  a  ridurre  alla  fua  proportione  la  Diapente  I B  ,&N  B,&la  Diateffaron 
FB,&I  B;  onde  feggiungeremo  alla  I B  il  Coma,  il  quale ,  dopo  chefirà  diuifo  in  fette  parti, &  pre  fé  che 
noi  haueremo  le  due  fettime  parti  piùgraui,col  mexp  della  chorda  h  B,  ne  darà  la  proportione  di  dette  confo- 
nanze;cioè  haueremo  accrefciuta  la  Diateffaron  pofla  nelgraue  di  tante  parti,  &  fatta  minore  la  Diapente 

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pofli  in  ttcttto  di  tUnta  quantità .  Hora  per  dare  la  fua  proponiate  alla  S  B,  che  con  la  h  Bfi  ritratta  effer  dt- 
jlante  per  vna  Diateffaron  ,diminuta  di  dite  parti  ;foggiungeremo  dia  S  Bil  Coma,&  dipoi  che  farà  dtuifopi 
gliaremo  le  quattro  parti  più  gratili»  punto  i;&  tra  i  B,  &  h,  B  limeremo  fatto  equale  la  detta  Diateffaron 
alle  altre  in  proporttone.  Per  tal  modo  adunque  bàtteremo  accrefciuto ,  o  diminuto  equalmente ,  nonfolo  ani 
Confonanxa  nella  fua  fpecie  ;  ma  agri  altro  Interludio,  che  tra  le  dette  chorde  era  cotenuto;&  di  Dodici  chor 
de  che  erano  prima  Je  haueremo  ridiate  al  numero  di  endici, comjfiondenti  al  numero  delle  chorde  Pithagori 
ce,pofle  dijopra  nel  cap.  1 $;le  quali  potremo  defcrmere  comodamente  con  le  lettere  di  Guidone, fenxa  raddop 
piare  altramente  la  d.Et  quello  ch'io  ho  detto  difopra  intorno  al  Semituono  minore  fi  Tede  effere  -verificato: 
eoncioftache  ritrouandofi  nella  [uà  proportwne  tra  le  chorde  S  B  &  KB,&  reflando  diminuto  nelgraue 
(  come  fi  vede  nella  dtmojlratione  )  delie  quattro  parti  del  Coma, contenute  tra  la  S  B&  la  iB;&  neli  Or- 
dito di  tre  parti, contenute  tra  gB&  K  B;fe  noi  aggiungeremo  quefle  tre  parti  alle  quattro  prime ,  rio  è  dub 
bio,che  arnueranno  al  numero  di  Sette,&  faranno  tutto  il Coma.Ma  perchefcome  altrouehò  detto)ilComa 
è  contenuto  dalla  proportwne  Sesquiottantefima;però  fi  dalla  Super  7  partiente  1 1  S,che  era  la  prima  forma 
del  Semituono  minore, che  è  rationalejettaremo  la  Sesquiottantefimaja  quale  etiandVo  è  rationale;il  rimane» 
te  farà  la  proportwne  Sesqumetefimaquarta  rat  tonale, la  quale  è  la  forma  rationale  di  tal  Semituono.  Potemo 
hora  vedere  in  qual  maniera  le  parti  del  Coma  fi  ventuno  a  diftrtbutre,co  vna  certa  equalità,in  orni  Confo- 
nan%a,et  in  ognilnteruallo.Per  la  qual  cofa  potemo  tenere  per  certo,  che  qttefto  modo  tanto  più fia  migliore , 
&ptu  vero,qttanto  vedemo,che  ogni  confonaxé>&  ogni  mterualìo,fi  nel grane,  come  nel  mexo,&  nel  fine, 
è  accrefciuto, 0  diminuto  di  vna  ifteffa  quantità,  feconda  che  ricerca  la  (ita  proportwne  :  Ne  fi  vede  per  modo 
alcuno,che  l'vnofia  ma* o-ior  dell 'altro, 0  minoretne  fi  fcorge  ,che  in  effafia  alcuno  auanxo  quantunque  mini- 
mali alcuna  parte  del  detto  Comatlmperoche  quando  fi  ritrouaffe  alcuna  di  quejìe  cofe, farebbe  fegno  mani- 
feilo,che  tal  Diflributione  nonfuffe  fitta  co  i  debiti  modi .  Onde  concludo,che  quando  fi  uoleffe  tentare  di  fare 
tal  Diflributione  altramete  ,che  tal  fatica  farebbe  vana,&  fenxafrutto;come  la  ejfenexafempre  lo  farà  ma 
mfeflo.  Perla  qual  cofa  non  fi  potendo  fare  cotal  cofani  altra  maniera, che  torni  bene  ne  i  [òpradetti  ijlrumeti; 
feguita  che  tal  Participatione,o  Diflrtbutione  fia fatta perfettamete.,con  li  debili  me^etfenxa  alcuno  errore. 

Della  Compofitione  del  Monochordo  diatonico  equalmente  temperato ,  & 
ridutto  al  numero  delle  chorde  Pithagoricc  .  Cap.      4.  4. 

OT  REMO  hora  moftrare  in  qual  maniera  con  poca  fatica,&  fen'xa  alcuno  errore, fi 

poffa  caparre  il  Monochordo,  temperato  di  maniera  nellifuot  infermili,  che  fi  ntrom  efjer 

melano  tra  il  Diatonico  dtatono,&  quello,che  Diatonico  fintano  fi  chiama ,  rìtrouato  da 

Tolomeo;  La  qual  compofitwne,fpero  che  farà  non  men  vttle  a  tutti  coloro,che  defiderano 

difapere  Li  temperatura^  la  vera  proportwne  detti  fuoi  mteruatti,di  quello  che  farà  a  ce 

l'oro  etiandio,t  quali fabricano  ifìrumenti  muficali,&  defiderano  di  faper  la  ragione, &  mifura  di  qualunque 

mteruallo,  per  potere  co  ragione  proportwnare  qitellide  gli  tfìrumenti  loro  .Douerno  adunque  primieramente 

fapere,  che  cofi  come  ciafcun  termine  di  qualuque  interuallo  collocato  alla  fua proportwne  [opra  qualttnq;  chor 

da ,  fi  può  far  maggiore  ,  0  minore  di  tanta  quantità ,  da  qual  parte  fi  voglia ,  cioè  dalla  parte  grane ,  ouer 

dalla  acuta  ;  quanta  è  la  proportwne  detta  parte  della  chorda  alfuo  Tutto ,  che  fi  piglia ,  0  fi  laffa  dall'vna 

di  quefle  due  parti  ;  cofi  etiandio  fi  può  fare  di  tanta  quantità  piugraue ,  0  più  acuto  ;  quanta  è  la  proportio^- 

ne, che  ha  quella  parte  dichorda,chefi  lofja,ofelt  aggiunge  nelgraue ,  0  nello  acuto ,  col  fuo  Tutto  ;  come  in 

molti  luoghifi  è  potuto  vedere  .Onde  dico ,  che  dipoi  che  fi  hauerà  rìtrouato  una  ^Ajie  ,oT attilla  ben  pia- 

na,et  bene  acconcia, come  furono  accommodate  le  altre  ;  porremo  nel  mezp  di  efia  la  linea  a    b    in  luogo  di 

chorda,  [opra  la  quale  faremo  la  compofitione  del  detto  Monochordo.  Sopra  tal  linea  adunque  accomodammo 

prima  dalla  parte  finidra  il  Coma  atta  fua  proportwne, al  modo  più  breue;et  efpedito,chefìa  pofibile,m  cotal 

maniera.iAccomodaremo  primieramete  fopra  la  detta  chorda  1 1  Tuono  maggiore  alla  fua  proportwne;  dipoi 

il  minore, di  maniera,  che  il  ter  mine  minore  delTuono  maggiore,  fia  anco  il  termine  minore  delTuono  mino 

re.ll  che  fatto,  tra'l  maggior  termine  dell' uno, et  l'altro  di  quefli  due  Tuoni,  farà  collocato  ilComa-.percwche 

■viene  ad  effere  la  dijferenxa,chefi  ntroua  tra  le  quantità  dell'uno,et  dett'altro;come  la  protta  ce  lo  mamfefla. 

^TqueUo  poi  nefoggiungersmo  vii  altro ,  collocandolo  atta  fua  proporttone  t  come  hauemo  fatto  il  primo  * 

r     z         fopra 


152  Seconda 

fipra  la  eborda ,  che  è  ih  ermine  maggiore  del  Tuono  minore  ;  gjjn  dipoi  diuideremo  ciafiuno  feparatament  e 
condtlirenza,fecondoilmodomojlrato,infittepartiequalt,ritrouandotralachorda  ab,   &la  cb  del 
fottopofio  effempio,  che  contengono  il  primo  ;  <&•  tra  la   e  b,  &la  db,   che  contengono  il  fecondo  ,fei  li- 
neerò chorde  mezane  proport tonali  :  Imperoche  duufi  m  tal  mamera,potranno  fiermre  ad  ogni  ordine  de  Suo- 
vi ,  che  fi  -vorrà  ridare,  a  tal  temperamento ,  incominciando  da  qual  chorda  tornerà  meglio .  Ma  fi  debbe. 
auertire ,  che  quelle  parti,  che  faranno  pofle  tra  la  a  e,  faranno  quelle,  delle  quali  fi  batteranno  a  diminuire 
le  confinante,  0  altri  tnterualli  di  tal  Monochordo  ;  &  quelle ,  che  faranno  pofle  tra  la  e  d,  faranno  quel- 
le, con  le  quali  fi  balleranno  a  far  maggiori,  onero  accrefeere ,  Et  quando  nominerò  due,  oiter  pm  parti,fem- 
prefi  intenderà  di  quelle,  che  fono  più  inane  alla  e .  Hora  intefe  quefle  cofe,  laffando  da  va  canto  la  a  e  , 
parte  di  detta  linea, porremo  la  e  b  in  luogo  della  chorda  più  graue  del  Monochordo,  il  quale  fi  vorrà  ridur 
re  alla  Participatione;&  farà  (fecondo  il  modo  di  Guidone  aretmó)la  chorda,  ^f.  Dipoi  pigliando  la  cb  ,, 
accommodaremo  ilTuono  maggiore  alla  fua  proportmne  ,  nel  modo,  che  facemmo  nelle  altre  diuifwm  ;  <& 
farà  il  fondamento  delli  Tetrachordi .  Ala  perche  queflo  Tuono  fi  pone  diminuto  di  quattro  finirne  parti  di 
yno  Coma  ,come  altroue  ho  detto;  però  pigliare  mo  col  piede  del  Compaffo  quattro  parti  del  coma  a  e  ,  g*7«- 
le  aggiungeremo  alla  linea  cb;   &  diuideremo  il  Tutto  in  none  parti  equali;  &  doue  cafiberà  tifine  della 
ottaua  parte  a  bandafinifìra,  porremo  il  punto  e  ;   &  balleremo  la  e  b,  che  con  la  fipr  adetta  diuifit  con- 
tener à  il  Tuono  maggiore  collocato  nella  fua  yera  proportione  ;et  con  la  cb  lo  batteremo  diminuto  di  quat- 
tro fettime  parti  del  detto  Coma  :  Percioche  e/fendo  tra  ti  Tutto  duufi ,  &  le  parti  e  b   collocato  il  Tuono  . 
nella  fua  veraproportione,  che  è  la  Sesquwttaua  ;fe  dalla  parte  «ratte,  cioè  dalla  dtuifa  linea  leuaremo  tutta 
laproportione  aggiunta  alla  chorda  cb,   che  fono  le  quattro  parti  più  acute  del  Coma  ab  et  cb;  none 
dubbio ,  che'l  Tutto  diuifo  non  refli  diminuto  di  tal  quantità  ;  &  in  fito  luooo  non  vernhi  la  cb.   Onde  fi 
la  proportione,pofla  tra  il  Tutto  diuifi,et  la  e  b,  refla  diminuita  di  tante  parti,  per  conferente  li  Suoni, che 
nafiono  dalie  chorde  tirate  fitto  tali  proportioni ,  rejìeranno  diminuii  etiandio  di  tanta  quantità  :  Concio  fio, 
che  (come  nella  Prima  parte  ho  detto)  li  Mufict  giudicano  tanto  effer  laproportione  dtfuono  a  fuono, quanto 
è  laproportione  di  ciafeuna  parte  di  chorda  col  fio  Tutto.  .  Haueremo  adtiq;  per  tal  via  fatto  il  Tuono  mag 
gtore,cbe  fi  troua  collocato  tra  quefle  due  chorde  ^4,  et   t^  ,  minore  di  quattro  parte  di  vno  Coma .  Sog- 
giungeremo immediatamente  il  Semituono  maggiore ,  contenuto  dalla  proportmne  Seiquiquintadecima; 
d  quale  aggiunto  al  Tuono  maggiore  fa  tlSemiditono ,  contenuto  dalla  proportmne  Sesquiqttinta ,  comi  ho 
detto  più  volte ..  Et  perche  il  S  emituono  piglia  aumento  di  tre  finirne  parti  del  Coma ,  &  il  Tuono  difirefie 
quattro  ;  però  cauando  le  tre  dalle  quattro,  ne  reflarà  vna ,  che  farà  quella  parte,  della  quale  il  Semiditono  fi 
viene  a  minuire, fecondo  che  difiprafi  e  detto.  Pigltaremo  adunque  folamente  vna  parte  del  Coma  ab,&* 
cb,  che  farà  la  più  vicina  alla  e,  &  la  metteremo  infume  con  la  cb:  dtuidendo  poi  queflo  Tutto  tnfei 
parti  equali,  e£*  pigliando  le  cinque ,  che  farà  in  punto  f,  tra  la  diuifa,  &>  la  fb,  haueremo  collocato  il  Se 
miditono  alla  fua  naturale  proportione;^  tra  la  cb,  &la  fb  haueremo  il  diminuto  di  vna  fettima  par 
te  del  Coma,  per  le  rarionigià  dette, &  nella  fua  forma  accidentale.  In  tal  maniera  adunque  haueremo  vna 
terza  eborda ,  la  quale  fegnaremo  con  la  lettera  C ,  (p'firà  la  feconda  delprimo  Tetracbordo ,  che  con  la 
C[  contener  à  il  S  emituono  magnare ,  accrefiiuto  di  tre  finirne  parti .  ^Aggiungeremo  poi  aqueflo  imme- 
diatamente il  Tuono ,  accioche  L  prima  chorda  con  la  quarta  habbia  la  confinanza  Diatejfaron .    Et  tal 
Tttonofirà  il  primo  del  primo  Tetracbordo  poflo  nelgraue .  Mapercbe  tal  confinanza  contiene  dTuono 
maggiore,  il  minore,  &  il  maggior  S emituono  ;  bauendo  collocato  per  aitanti  il  Tuono  maggiore  tra  la  pri- 
ma, &  la  feconda  chorda;  fa  dibifonio,  che  noi  habbiamo  il  minore  ;  &  pero  procederemo  in  tal  modo ,  ac- 
commodando  prima  la  detta  confinatila  alla  fila  proportione ,  laffando  da  vii  canto  le  due  prime  parti  del 
Coma  cb,  &db,  pofle  appreffo  la  e;  &  pigliando  folamente  le  cinque,  dimoeremo  tutta  la  linea  fina, 
in  punto  b  in  quattro  parti  equali,  per  il  maggior  termine  della  Sesqtuterza  proportione,  che  è  la  verafor^ 
ma  di  effa  Diatejfaron  ,&  pigliando  tre  parti  m  punto  g,  haueremo  prima  tra  la  dtuifa  ,&  la  gb ,  la> 
Diatejfaron  nella  fua  veraforma  ;  &  dipoi  la  accrefauta  di  due  pam  del  Coma  tra  la  cb,  &la  gb: 
Cociofia  che  fi  le  aggiunge  quelle  due  parti, che  prima  chef  dundeffe  tal  linea,  furono  laffate  da  vn  canto.Et 
perche  tra' tTutto  diuifo ,  &  la  gb ,  firttroua  laproportione  Sesqtuterxa;  fi  per  l'aggmntione  di  alcuna 
parte  fi  viene  a  crefeere  alcuna  proportione  di  quella  quantità,  che  fi  le  aggiunge;è  manìfeflo  (per  quello  che 
fi  è  detto  difopra)  che  hauendofi  aggiunto  due  fettime  parti  delle  moflrate  alla  chordagratte  della  proportio- 


Parte.  133 


ne  Sesquiterza  ;  &  rimanendo  la  acuta  nel  fuo  primo  effere ,  tal  proportione  fia  fatta  rum  o-iore  di  tanta 
tptantità,quata  era  quella,  che  è  flato  aggiunto.  Ma  perche  tra  la  chorda  eh,  &la  eb  hauemo  il  Tuono 
maggiore  dimmutq,et  tra  la  e  b,  et  la  fa  il  Semituono  maggiore  accrefcmto;perh  tra  la  fb,   &>  la<rb 
haueremo  il  Tuono  minore,  ilquale  -verrà per  la  intehrktione  della  Diateffaron  accresciuta  di  due  parti  del 
Coma,  come  la  ragione  frmpre  ne farà  vedere  .Haueremo  adunque  la  chorda  D,  che  con  la  C  contiene 
il  Tuono  minore ,  accresciuto  di  tre  parti  del  Coma  ;  il  qual  Tuono  in  queslo  luogo  folamente ,  &  nelle  [ne 
chorde  comfpondenti  in proportione  Dupla,  fegue immediatamente  dopo  il  Semituono  magnare , proceden- 
do dal  grane  all'acuto .  Onde  mipenfo ,  che  da  altro  non  pofia  nafeere  la  diffcultà ,  che  fi  nona  nello  accor- 
dare, 0  temperar  bene  ne  i  moderni  I  frumenti  la  chorda  G  con  la  d,  &  auejla  coiìl^ad^  fé  non  per- 
che le  chorde  D,et  d,  de  i  detti  iflrumeti  pigliano  il  luogo  del  Coma, onde  nefegueno  due  Tuoni  minori  im 
■mediatamente  l'yno  dopo  l'altro,  tra  le  chorde  C,  &  D,  &  tra  le  D,  &  E  ;  &  cofi  tra  quelle, che 
corrilpondeno  con  mede  in  Dupla  proportione .  Etperfegmr  quello,  che  hauemo  incominciato ,  aggiunge- 
remo alla  chorda  D  vn 'altra  chorda ,  la  quale  con  efia dei  dalla  parte  acuta  contendi  il  Tuono  minore,  ti 
quale  yiene  ad  effere  il  Secondo  del  primo  Tetrachordo  ;  &  faremo  che  quefln  chorda  aggiunta  con  la  *A 
contener à  la  Diapente  :  ma  prima  è  dibifogno,  chefappiamo  Lifua  proportione ,  la  quale  è  la  diminutione  di 
due  fettime  parti  di  vn  Coma.  Ptgliaremo  adunque  le  due  parti  più  propinque  alla  e,  pofletra  a,  &  e, 
&  le  accompagneremo  con  tutta  la  e  b ,  &  cofi  diuideremo  qitejlo  Tutto  in  tre  parti  equali ,  fecondo  il 
maggior  termine  continente  la  proportione  della  Diapente  ;  Dipoi  pigliate  le  due  per  il  minore ,  che  farà  la 
hb,  tra  quefla ,  &  la  diuifa  haueremo  collocato  alla  fua  ver  a  proportione  la  Diapente  ;  <&  la  diminuta , 
fecondo  le  ragioni  altre  volte  addate  ,farà  tra  la  cb,  &  la  hb;  &  per  tal  via  haueremo  la  chorda  E, 
che  con  la  D  contenerà  dfopradetto  Tuono,  accrefcìuto  di  quelle  parti,  che  fanno  dibifigno  ;  grfitrà  lavi 
tima  chorda  acuta  del  primo  Tetrachordo ,  &  la  Prima  grane  del  fecondo .  Et  per  ritrouare  la  Seconda  ,  la 
quale  fia  distante  per  vn  Semituono  maggiore  dalla  E,  &  per  vno  Effachordo  minore  dalla  ^A;  fa  di- 
bifogno di  fapere  primamente  la  ragione  della  fua  proportione ,  la  quale  è ,  come  hauemo  veduto  ,che'l  detto 
Effachordo  fi  aumenta  di  vna  fettima  parte  del  Coma,  come  fi  accrefee  etiandio  il  maggiore.  Per  il  che  preti 
deremolalinea  cb  diminuta  di  vna  fettima  parte  del  Coma  cb,  &>  db,  &diuideremoi[reflantein 
otto  parti  equalt  ;  conciofia  che  8  è  il  termine  maggiore  della  proportione  dello  Effachordo  ;  pigliando  dipoi 
cinque  partifolamente ,  che  faranno  per  il  termine  minore  in  punto  i ,  haueremo  tra  il  Tutto  della  diuifa , 
&la  ib,  che  farà  la  chorda  F,  il  detto  Effachordo,  collocato  nella  fua  nera  proportione  ;  &  tra  la  cb, 
&la  ib  lo  accrefcìuto  di  tal  parte.^fgginngeremo  hora  a  queslafefla  chorda, la  fettima,  la  quale  farà  da 
lei  diflanteper  vn  Tuono  maggiore  ;  ma  btfognafapere  primieramente, che  woportione  habbia  con  la  prima, 
£7*  di  quanta  quantità  queslo  interuallo,chefi  nomina  Eptachordo  minore,  fi  accrefea,  0  diminuifca  ;  &  n- 
trouaremo,  che  la  fra  vera  proportione  è  la  Superquadripartienteqninta ,  &  che  fi  accrefee  di  quattro  delle 
fopv 'adette parti  :  Conciofia  che  di  quelle  parti ,  chef  dtmmuifce  quello  interuallo ,  che  fi  ao-  giunge  altra  la 
fettima  chorda,  per  venire  alla  ottaua,  di  quelle  medeftmefi  accrefee  lo  Eptachordo,  che  le  è  pofto  aitanti.  Et 
di  quanto  tale  interuallo  fi  fa  maggiore,  di  tanto  fi  diminuifce  lo  Eptachordo.  Et  perche  quello  interuallo,  che 
reflaper  andare  alla  Diapafon  ,èil  Tuono  maggiore ,  il  quale  fi  diminuifce  di  quattro  fettime  parti  del  Co  ■ 
ma  ;  pero  fi  accrefee  il  detto  Eptachordo  di  tante  parti,  il  medefimo  anco  fi  offerua  nello  accommodare  le  al- 
tre chorde ,  hauendo  fempre  riguardo  a  quello  interuallo ,  che  fegue  immediatamente  quello,  chef  vuole  ac- 
commodare ,  Pigliaremo  adunque  la  linea  cb  diminuta  delle  quattro  parti  più  vicine  alla  e,  che  faran- 
no quelle,  che  fono  pofletra  e  &  d,  &  cofi  la  diuideremo  in  none  parti  eqnali;&  pigliando  cinque  par- 
ti in  punto  k,  tra  la  diuifa,  &  la  kb,  haueremo  accommodato  il  detto  Eptachordo  alla  fua  vera  propor- 
tione ;&  tra  la  cb,  &la  kb,  lo  haueremo  accrefcìuto  di  quattro  parti  delComa;&  la  chorda  G 
•verrà  ad  efrer  la  fettima  di  tale  ordine  ,&la  terza  del  fecondo  Tetrachordo .  ^fqueile  aggiungeremo  la 
ottaua  chorda,  la  quale  con  la  prima  contenerà  la  confonanza  Diapafon,  diuidendo  folamentt  la  db  in  due 
parti  equali  :percioche  tal  confònanxarefla  nella  fuaperfettione,  cioè  nella,  proportione  Dupla,&  nei  pun- 
to l  haueremo  la  chorda  a  fecondati propoftto;  &  tra  le  chorde  JT,   Ej .  C.  D.  E.  F.  G.  &  a, 
haueremo  la  Diapafon  tramenata  da  fri  chorde,  &  diuifa  infette  mteruaili,  ciafcmio  de  1  quali  è  accrefcìuto, 
onero  diminuto  fecondo  la  proportione,  che  fé  gli  appartiene ,  nel  modo  chef  è  mojìrato .  Et  perche  diuiden- 
do in  due  parti  equali  qualunque  chorda  fi  vuole  ,fe  le  può  ritrouare  la  confondente  per  vna  Diapafin,co- 

meho 


Seconda 

me  ho  mofìrato  :  perche  dalla  meta,  della  chordt 
batteremo  tèmpre  ilpropofito  ;  però  [e  noi  dimoe- 
remo le  marie  melane  della  Diapafon  in  due  par 
ti eauati ^batteremo le  chorde  mb ,  nb ,  ob , 
pb,  cjb,  rb;  &  finalmente  la  fb,  diuiden 
do  la  eflrema  acuta  della  Diapafon, che  comjpon 
deranno  alle  chorde  tb,  fb,  gb,  bb ,  ib  , 
kb,  &  Ib  in  Dupla  proportione.  Etili  tal 
maniera  haueremo  la  cdpofmone  del  Monochor-, 
do  temperato  ne  ifuoi  mterualli,fecodo  le  loro  pro- 
portioni,&  ridate  le  fue  chorde  al  numero  di 
Quindici,  contenute  ne  i  quattro  primi  Tetrachor 
di;  alli  quali  -volendo  aggiungere  il  quinto,  bafta- 
rà  di  aggiungere  in  ejio  jolamente  la  churda  Tn- 
tefynemenmn  ,cioè  di  accommodare  il  Semituono 
maggiore ,  &  il  minore  alle  loro  proportwm .  Et 
perche  il  minore  (  come  ho  detto  )  rejla  nella  pro- 
portione  Sesqmuentefimaquarta,  la  quale  è  ratio- 
naie  ;  però  diuideremo  la  linea, o  chorda  mb  in 
yentiquattro  parti  equali,  &  pigliandone  yenti- 
cinque  dallaparte  deflra  in  pitto  t,  haueremo  la, 
chorda  tb,  laqualenedaràilnojìropropojno  ; 
peraoche  le  chorde  Ib,  tb,  nb,  et  ob,Jara 
no  le  chorde  del  Tetrachordofynemenon,  che  noi 
cerchiamo  ;  ancora  che  le  chorde  l  b,  n  b,  & 
o  b,  fano  agli  altri  Tetrachordi  communi.  Ala 
quando  -vorremo  ritrattare  nel  graue  alcuna  chor 
da ,  che  cornjjìondi  con  una  acuta  in  proportione 
dupla,  &  faccia  -vdire  la  confonanxa  Diapafon , 
raddopperemo  la  chorda  acuta ,  &  haueremo  il 
propofito .  Onde  fé  noi  uorremo  ntrouare  la  cor- 
rispondente chorda  grane  alla  chorda  tb,  rad- 
doppiaremo folamente ladettachwda  tb,  & 
in  punto  u  haueremo  quello ,  che  noi  cercaua- 
mo:percioche  la  chorda  u  b,  con  la  t  b,  fora- 
no in  proportione  Dupla,  &  faranno  la  Confo- 
nanxa  Diapafon.  Ver  tal  modo  adunque  haue- 
remo il  Monochordo  diuifò  in  cinque  Tetracor- 
di, con  la  aggtutione  della  chorda  u  b,  la  quale 
con  la  tb  (come  ho  detto)  fa  la  cofonanxa  Dia 
pafon.  Onde  ,nafce  il  numero  di  Dicifette  chorde, 
cioè  ^b.  Cj.  C.  D.  E.  F.  G.  a.  b,  \2. 
e.  d.  e.  f.  g.  &  a  a.  come  nella  fgura  fi 
può  -vedere.  Con  queflo  mezp  adunque  potre- 
mo battere  fen-xa  molta  fatica ,  &fe>r%a  alcuno 
errore  la  -via  ,&il  modo  di  comporre  il  Mono- 
chordo temperato  ne  ifuoi  wterualli ,  &  accom- 
modato  al  numero  delle  chorde  ptthavorice  ;  nel 
quale  potremo  accommodare  quante  clwrde  -vor- 
remo, accrefeendo ,  o  dimtnuèdo  lifuoi  mteritalli, 
con  la  proportione  di  aafcuno,fecodo  il  modo  clùc 
ho  mojlr-"-"  *<  £»»  - 


Part 


e.  ijj 


Se  nelle  Canzoni  feguitiamo  cantando  gli  interualli  produtti  da  i  veri , 
&  fonori  numeri ,  ouero  li  moltrati  ;  &  della  folutione  di  al- 
cuni dubbi; .  Cap.     4  ^. 

O  R<A  può  nafcere  yn  dubbio ,  confederato  quello ,  ch'io  ho  detto  difipra ,  Se  tra  le  parti 
delle  Canzonì,o  cantilene  Je  cui  harmome  nascono  dagli  iflrumeti  naturali  fi  odono  i  -ve- 
ri, &  levitimi  interualli  contenuti  nelle  loro  yere forme,  opure  li  accrefiiuti,  o  diminuii, 
fecondo  il  modo  modrato .  idlqudl  dtibbiofi  può  rifondere,  &  dire,  che  -veramente  Ci 
odono  quelli, che  fono  contenuti  nelle  tor  forme  yere,&  non  gli  altri  :  conciofia  che  la  Na- 
tura (  come  yuole  il  Filofifo  )  in  tutte  le  cofe  èfempre  inchinata  afeguire  il  bene  ,&a  defiderare  nonfolo  il 
buono ,  &  diletteuole;  ma  il  migliore, <&  quello  anco,  che  è  ordinato  per  il  buono.  Onde  effendo  ordinati  tali 
interualli,  &  confinante  per  la  perfettione  dell' H  armonia,  &  della  Melodia  ;  t  quali  interualli  fono  miglio 
ri,  &pm  diletteuolr,  &  non  fola  più  dilettatoli,  ma  appetibili  maggiormente  iperò  naturalmente  nelle  can 
tilene  yocali  ci  sforziamo  difiouitar  quelli,  che  fino  produtti  nella  loro  yera  forma,  che  gli  altri,  i  quali  pet 
lor  natura  non  fono  ne  migliori,  ne  più  atti  alla  perfezione  delle  harmonie .  Et  tale  inchinatane  fi  yede  elle- 
re  in  noi  per  molti  fegni  euidenti;&  prima:perche  ogn'yno  naturalmete fugge  il  contrario  del  bene,aoè  il  ma 
le,&  il  cattiuo;&  non  pure  efjoima  etiandio  il  men  buono, &  quello  che  è  impedimeto  del  buono,&  elegge 
fempre  il  migliore,  ouero  fugge  il  più  tnjlo  ;  come  fi  yede  ,  che  etiandw  o<nn  Scienza  (  come  dice  Platone  ) 
con  tutte  le  Jue forze /caccia  da  fi  le  cofe  praue  ,  &  elegge  le  ytili ,  £7-  più  atte.  Et  è  pure  il  douere ,  poi  che 
Ogni  arte,  &  ogni  dottrina,  &  fimilmente  ogni  atto  ,  <&>  ogni  elettione,  par  che  defidertno  yn  certo  bene  , 
et  oo-niperfettione;  onde  acquiflatafi  sforza  di  poi  con  ogni  fuo potere  di  rimanere  in  effa,  &  di  conferuarla. 
V  edemo  dipoi,  che  quelli  interualli ,  che  fono  nelle  loro  yere  forme  ,fono  maggiormente  appetibili  de  vii  altri: 
perche  fino  migliori  ;  &aò  yedemo  ogni  giorno  con  la  efperienza  in  mano  :  conaofia  che  tanto  quelli,  che 
conofiono  confufamente  vii  eflremi  di  alcuna  confinanza, \enzafaper  difiernere  il perfetto,dallo  accrefciuto, 
0  diminuto  filamente ,  &  non  hanno  la  ragione  della  Participatwne  ;  quanto  quelli,  che  hanno  tal  giudicio , 
&  tal  ragione  ;  che  qualunque  yolta  yogltono  accordare  i  loro  iflrumenti ,  riducono  le  confonanze  alla  loro 
perfezione  :  Quelli,  perche  non  le  fanno  temperare,  &  proportionare  ;  effendo  chefegueno  quello ,  che  mag- 
giormente li  diletta ,  &  credeno  ,  che  quella  fia  la  forma ,  la  quale  fi  ricerca  a  yolere  accordare  i  detti  iflru- 
menti ;  &  cofi  incannati dalfinfi,  non  ottengono  quello,  che  defiderano  :  Queflipoi  -.perche  hauendo  la  ra- 
gione della  Partictpatione,yengono  più  facilmente  ad  accre feerie,  o  minuirle)&  più  preflole  riducono  a  quel 
la  forma,  che  ricerca  ti  numero  delle  chorde  di  tali  iflrumenti ,  nducendo  l'opera  loro  aperfettione .  Etfefuf- 
fe  yero,  che  tanto  tra  le  yoci,  quanto  negli  ijìrumentifi  ydiffero  folamente  le  confinanze,  &  interualli  mo- 
jlrati  dì  [opra,  fuori  delle  loro  naturali  proporttoni  ;  ne  fevuitarebbe,  che^quelli,  che  nafeono  da  1  yen  numeri 
harmonici,non  fi  ntrouaffero  maipofli  in  atto  ;  ma  fi  bene,  chefufjero  in  potenza  ;  la  ami  potenza  farebbe 
■Vana,  &friiftratoria  :  conciofia  che  ogni  potenza  naturale ,  quando  per  alcun  tempo  non  fi  riduce  all'atto  , 
tfinza  ytilità  alcuna  nella  natura .  Et  pur  fi  yede ,  che  Iddio,  &  la  Natura  non  fanno  mai  cofa  alcuna  in 
-vano  ;  Però  bifigna  dire ,  chetai  potenza  fi  riduca  alcune  yolte  in  atto .  Onde  non  fi  potendo  ridurre  col  me- 
<zg  degli  tflrumenti  nominati  dìfopra ,  è  neceffario,  che  fi  riduca  col  mezo  delle  yoci  ;  altramente  il  Nume- 
ro fonoro ,  0  harmonico  moflrato  altroue ,  il  quale  è  la  cagione  delle  confinanze ,  <&  fi  ntroua  nelle  quantità 
fonare,  farebbe  al  tutto  yano,  &  fuperfluo  nella  natura .  Per  quello  adunque  che  fi  è  detto,  fi  può  conclude- 
re, che  quelli  interualli,  che  fi  odeno  nelle  cantilene  uocali,fino  contenuti  nelle  loro  yere  forme,  che  fi  ntroua 
no  (  come  ho  detto  molte  fate)  tra  le  parti  nel  Numero  finario .  Ma  potrebbe  forfè  alcuno  dire,  Se  la  natura 
è  inchinata  àfiguire  il  buono, &  il  migliore  ;  &  fi  gli  interualli,che  nafeono  da  1  numeri  harmonici,fino  mi 
gliori  degli  altri ,  &  per  confeguente  più  confinanti  ;  da  che  nafee ,  che  jpeffo  ydimo  nelle  cantilene  yocalt 
yn  non  fi  chepiùpreflo  di  dijfonanza ,  che  di  confonanza  ì  <A  queflofi  può  dire ,  che  può  procedere  da  molte 
cagioni  ;  Prima  :  perche  alcuno  dellt  cantori  potrebbe  hauere  l'ydito  imperfetto,  &  impedito  ;  il  quale  fipra 
agri 'altra  cofa  debbe  effere  in  quelli,  che  esercitano  la  Mufica,finza  difetto  alcuno .  Dipoi,  perche  potreb- 
be effire ,  che  le  yoci  de  i  cantori  fuffero  tra  lorofyroporttonate  ;  onde  effendo  l'yna  chiara ,  &fiaue  ;  <&* 

l'altra 


i$6 


Seconda 


f  altra  per  il  contrarie  ujctira ,  &fgrabata ,  non  puòfeguire  concento ,  che  flit  buono .  Potrebbe  anco  efiere , 
che  l'yno  de  t  amori  hauejli  maggior fianco ,  &•  che  più  fi  facete  ydire  dell'altro  :  Onero ,  che  l'vno  hauefii 
talnatura,che  nel  cantare  crefcefjepiù  del  douere  la  voce  nell'acuto  ,&  l'altro  la  diflendejfe  volentieri  ver- 
fo  il  graue  ;  le  quali  cofe  farebbeno  cagione ,  che  non  fi  vdirebbe  mai  alcuno  concento  ,che  fuffe  buono .  Ma 
quando  le  Vocifuflero  tra  loroproportionate ,  0>  bene  ynite  ,fenxa  battere  alcuno  impedimento  ;  &*foffero 
proferite  da  i  Cantori  con  qualche  dfcrettione ,  &  con  buon  nudino  ;  dì  maniera  che  l'vna  voce  non  fupe- 
raffe  l'altra  ;  io  tengo  per  fermo ,  che  tali  interualhfi  vdirebbeno  perfetti  ;  &  che  gli  yditori  piglierebbeno 
non  poco  piacere ,  &•  contento  delie  cantilene ,  che  vdiflero  : -percioche  oltra  gli  altri  accidenti ,  che  intrauen- 
gono  nel  cantare  le  parti  ,fi  vdirebbe  alle  volte  alcuni  accenti  ,&(  come  fi  dice  )  alcune  tirate  di  gorgia, 
con  alcune  diminuzioni ,  che  ne  gli  ijìrumenti  arteficìali  non  fi  pofiono  vdire .  Dirà  forfè  qui  alcuno  ,•  ponia- 
mo ,  che  quello  ,  ciré  fi  è  detto  fi  a  yero  ;  non  ne  fegue  da  queflo  vn  grande  mconueniente  ;  che  qualunque  vol- 
ta fi  accompagnerà  gli  iflmmenti  artificiali  con  le  voci  Immane ,  mai  quelle  con  quelli  per  alcun  modo  fi  po- 
tranno vmre  ?  lo  ridondo ,  che  chi  vorrà  effaminare  minutamente  la  coft,  ritrouarà,  che  queflo  inconueni- 
e>ite  accade  infinite  voltexonciofia  che  mai  fi  rare  uolte  attiene ',  che  le  Voci  co  i  Suoni  fi  accordino  tanto  per- 
fettamente ,che  non  fi  oda  alcuna  difcrepanxa  tra  loro ,  ancora  che  fu  minima.  Et  benché  pari  a  molti ,  che 
fi  vmfcano; queflo  auieneper  lapicaola  dtftanza ,  che  è  tra  loro  ;  della  quale  l'vdito  di  quelli ,  che  non  han- 
no molta pr attica  ,  &  buon  giudicio  delle  cofe  della  Mufica ,  non  può  efier  capace .  Non  è  però  imponibile  , 
che  le  Voci  non  fi  pollino  vnire  perfettamente  co  i  Suoni ,  fenxa  intrauenire  alcuno  mconueniente  ;  tanto  più 
(  come  sltroue  ho  detto)  che  la  Natura  dejiderafempre  di  accofl  rfi  al  Buono ,  &  al  Migliore  ;pur  che  fa 
conofauto,  ilquale  è  per  fé  defiderabile  ;  &•  è  dfuopropio  di  fuggire  ilTriflo,  che  è  abomineuole ,  &  Quello 
che  è  ad  impedimento  del  buono .  Onde  il  Sentimento  non  può  fofferire  la  Diffonan  za,  che  fi  vdirebbe  , 
quando  il  cantore  uoleffe  feguire  naturalmente  gli  intemalli ,  che  nafcono fecondo  la  natura  de  i  Numeri  fa- 
ttori ;  &  pereto  cerca  di  vmre  le  Voci  con  li  Suoni,,  più  chepuote.  Et  queflo  notigli  è  difficile  :  perche  alle  Vo- 
ci naturalmente  è  conceffo,  che  per  ogni  uerfo  fi  poflmo  piegare,  &farfi  di  gratti  acute  ;  &  per  ti  contrario, 
di  acute  gratti ,  con  quel  modo ,  che  più  torna  commodo .  Ne  la  Natura  le  bàpoflo  alcun  termine,  ofine  ;  [e 
non  nel  modo,  che  noi  babbiamo  veduto  nella  Prima  parte .  Magli  iflrumenti  arteficiali  nonpoffono  fare 
queflo  :  conciofia  che  fono  (labili,  &•  nonftpoffono  variare ,  o  mutare  difuono  per  alcun  modo  ;  hauendogli 
l'<Arte  pofìo  vn  certo  termine,  ouer  fine .  Ma  accurdaf  pure,  tfy*  viti  fan  fi  perfettamente  quanto  fi  vogli- 
110  quefle  due  cofe  tnfieme  ;  che  quando  poi  fi  [epureranno  l'vna  dall'altra,  le  Voci  rttornaranno  alla  loroper- 
fettione,  &  gli  I finimenti  rimaneranno  nella  lor prima  qualità,&  quantità .  Ne  quefloci  debbe parer [Irai 
no,  poi  chef  veg  gono  maggiori  effetti  nelle  cofe  naturali,  nell'approfimarf ,  o  nel  mefcolarf  l'vna  con  l'al- 
tra .  Et  non  folamente  fi  vede  nelle  cofe ,  che  hanno  tra  loro  qualche  conuenienza  ;  ma  tra  quelle  ettandw  , 
che  fono  l'vna  all'altra  al  tutto  contrarie  :  Percioche  pigliano  tra  loro  fcambieuolmete  la  qualità  dell'vno,  (3* 
dell'altro  (ejfendo  vero,  che  ogni  ^Agente,  il  quale  opera  alcuna  cofa,nel farla  viene  a  repatire)  Ouero  vita  di 
ef]e  [blamente  pigliando  la  qualità  delfuo  contrario  ;  [eparate  dipoi ,  ritorna  alla  lor  prima  qualità,  0  natura,  ?  5 
C*7*  nel  loro  primo  efere .  Queflo  paterno  vedere  commodamente  nell'acqua ,  che  è  per  naturafredda ,  &* 
humida,  che  approfìimata  al  [io  contrario ,  cioè  al  Fuoco ,  che  è  caldo,  &feco ,  piglia  la  qualità  del  Fuoco  ; 
cioè  differita  calda  :  mafeparata  dipoi ,  ritorna  nel  fio  primo  [lato ,  cioè  diuenta  fredda .  il  medefimo  intra- 
ttiene nelle  altre  co[e  naturali,  le  quali  per  la  confuetudtne  mai  non  fono  variate  di  natura  ;  come  fi  vede  nelle 
cofe  grani ,  la  cui  natura  è  dipaffare  al  centro  ;  che  quantunque  fano  gettate  in  alto  violentemente  infinite 
volte ,  mai  pigliano  natura  di  afeendere  :  ma  fempre  declinano  albaffo ,  come  è  mamfefìo  della  Pietra ,  che 
per  fua  natura  è  fempre  inchinata  a  d  fendere  al  centro .  Queflo  ifteffo  patema  dire  della  Voce  humana,  che 
quantunque  molte  volte  fa  violentata  dalfuouo  degli  iflrumentt  arteficiatt ,  non  reflaper  queflo ,  che  dopo 
che  fi  fiompavna  non  ntornt  alla  fua  prima  natura  .  Soggiungerà  etiandio  forfè  alcuno ,  che  con  maggior 
piacere ,  &  diletto,  il  più  delle  volte  vdimo  lifuont,  &  lelurmonie  de  gli  Iflrumenti  arteficiali ,  come  fono 
Organi ,  Claitocembalt ,  ^Arpicordi,  Lenti ,  &  altri  fimili,  che  non  vdimoil  concento,  che  nafee  dalle  voci . 
Et  quello  è  vero ,  perche  queflo  può  nafeere  dalla  di/propornone ,  che  fi  troua  tra  le  Voci,  &  dalla  propor- 
tone ,  <&  temperatura  pofìa  tra  1  Suoni  dello  finimento  :  percioche  il  buono  ^Artefice  ha  cercato  di  imitare 
in  effo  la  natura ,  quanto  ha  potuto ,  &  di  ridurlo  a  quella  perfettione ,  che  dall' ^Arte  gli  è  flato  conceffa  ; 
proportionando  con  tal  temperamento  hfuoi  infermili,  di  maniera  che  l'yno  nonfupen  l'altro  in  alcuna  qua- 
lità; 


t 


Parte. 


'37 


lità  ;  accioche  in  effo  non  fi  oda  alcuna  dfcrepanxa  :  La  onde  reftando  dipoi  lo  I frumento  in  tale  accordo  ,& 
temperatura  ,&  in  uno  ordine  difuoni  inuariabde ,  l'adito  molto  fi  dilettanelTharmoma ,  che  nafce  da  lui  ; 
ejjendo  maf imamente •,  che  per  natura  fi  diletta  dell'ordine  proportionato .  Ma  fi  per  cafo  tale  ordine,^  te- 
peratura  muta  qualità  ;  pare  che  immediatamente  quelli  fuoni, che  da  lui  n  afono  foni  mamet  e  nffendmo.Que 
Jìo  medefimo  vedemo  intrauemr  fpeffo  nelle  Voci,che  effendo  dij]»-oportionate,&>  male  vinte, non  fi  poffono 
ydire  :  Mafie  fono  proportionate&  bene  unite,  foni  m  amente  dilettano  a  i  finimenti.  Oniefnxa  dubbio  al 
cuno,allora  con  ma?  fior  diletto  fi  ode  un'harmonta,&  vn  concento  di  voa,che'l  concento, che  nafce  da  qual 
fi  voglia  ijìrumemo.  Quefla  adunque  è  la  cagione,  perche  alle  -volte  vdimo  con  maggior  dilettatione  ilfuono, 
di  imo  iflrumento  ,che  t'harmonia,che  nafce  dalle  yoci  ;  ancora  che  tale  iflrumentofia  poco  buono ,  <&  li  futi 
fuoni  ottimamente  fiano  proportionati;&  le  Tonfano  buone  ,&  fonore;ma  tra  loro  dijproportionate,  et  ma, 
le  ynite.tt  ciò  non  ne  debbe  parer  ilrano,pvi  che  alle  fiate  con  maggior  diletto, maggior  contento,^  con  più 
fatiamone  vedemo  vn  bel  Cauallo,  ti  quale  fa  ben  formato  &propomonato, che  yno  Huomo  dtjforme,et 
brutto  ;  &  pur  l' Huomo  è  il  più  leggiadro,  &  dpiù  nobile  animale,  chef  rttroui  tra  mortali  ;  &  ~vna  del- 
le marauigliofe  cofe,  che  iddio  benedetto  habbia  creato .  Ma  che  fi  può  dire  a  quello  ffe  non ,  che  la  Natura 
fommamente  ha  in  odio  quelle  cofe ,  che  nella  lor  jpecie  fono  imperfette ,  difproportwnate,&  rnojlruofie  i  & 
Ci  compiace  maogiormente  in  quelle, che  fono  più  -vicine  alla  toro  perfettwne .  ,, 

... 
Della  Infpeffatione  del  moftrato  Monochordo  diatonico  dalle  chorde 
de!  genere  Chromatico.  Cap.      46". 

E  S  T^€  hora,  che  noi  vediamo, in  qual  modofpoffa  infpeffiare  utilmente  il  Monochor- 
do diatonico  moftrato  difopra,  dalle  chorde  del  Chromatico,  &  da  quelle  dello  Enharmo 
meo .  La  onde  fi  debbe  auertire ,  che  hauendof  aggiunto ,  nella  compoftione  moilrata  il 
Tetrachordo  fynemennon  col  Tetrachordo  mejon  ;  per  tale  congiuntione,ilTuono,  che  e 
poflo  tra  la  chorda  a,  et  la   L  ,  viene  ad  efer  diuifo  dalla  chorda  b  in  due  parti  ;  cioè 


in  vn  Semituono  maggiore ,  &■>  in  yno  minore  ;per  il  che  a  cafo  nafce  un  nuouo  Tetrachordo,  tra  le  chorde 
a.  b.  L.  &d:  imperoche  tra  la  a,&  la  b  fi  ritrouailSemituono  maggiore;  tra  la  b,  &la  [3  uSe- 
mituono  minore;  et  tra  la  ^ ,  &  la  d  il  Trihemituono;come  nelle fiottopofe  quattro  chorde  fi  può  vedere, 
Nete fynemennon . 


Tri). 


lemttuono . 


■  Para  mefe . 


Semituono  minore . 


Trite  fynemennon . 


Semituono  mavnore . 

C?0 


Mefe. 

"Et  perche  tale  Tetrachordo  non  fi  af  muglia  per  alcun  modo  ad  alcuno  delli  Tetrachordi  diatonici ,  pofti  nel 
cap.  1 6. non  fi  può  con  yentà  dire ,  che  fa  Diatonico  ;  ma  fi  bene  fi  può  dire ,  che  fi  a  Chromatico  :  percioche 
molto  fi  accofla  al  Chromatico  molle  di  Tolomeo  :  effendoche  procede  dalgraue  all'acuto  per  un  Semituono 
■nel  primo  tnteruallo, nel  fecondo fiimilmente  per  vii  altro  Semituono,&  nel  ter%o  per  ynoTnhemitttono, fe- 
condo la  forma  de  i  Tetracordi  chromatiagia  moilrati.  Si  chepotemo  veramente  dire, che  quefìofa  ti  ue- 
ro  Tetrachordo  chromatico  ricercato, utile,  ey>  necefarw  molto  alla  tnfpeffiattone  del  modrato  Monochordo 
diatonico .  Effe  alcuno  voleffe  dire ,  che  «li  ^Antichi  poneuano  il  minore  internatio  nella  parte  più  «raue  de  i 
loro  Tetrachordi,  <&gli  altri  poi  per  ordine  di  maggiore  internatio  ;  &  che  in  quefto  fi  ritroua  primamen- 
te ti  Semituono  maggiore ,  &  dipoi  il  minore  ;  ^A  coflut  ridonderei ,  che  quefto  importa  poco ,  poi  che  tal 
cofit  non  viene  fatta  fuori  di  propofto  -.perche  tali  interualli  fono  naturalmente  collocati ,  fecondo  che  la, 
natura  de  1  Numeri  harmoma  lo  comporta  ,  iquali  ne  danno  prima  nella  parte  grane  le  parti  ,  ouero 
"     ...  .  f         interuolli 


i38 


Seconda 


interualli  maggiori,  &>  dipoi  per  ordine  le  minorici  come  nel  cap.  3  9.  difopra  hauemo  veduto .  Per  la  qual 
cPja  noi  douemoprouedere  di  collocare  gli  Interinili  in  tal  maniera  „  che  poliamo  acqmflare  tutte  quelle  con- 
finante, che  fono  atte  allageneratwne  dell' harmoma  perfetta  ;  &  non  hauere  riguardo  -,  che  nonfiapoflo  il 
maggiore  interuallo  ne  1  Tetrachordi  aitanti  il  minore, &  dipoi  nefegtta  la  perdita  di  molte  confonanxe.Ha- 
ueano  bene  gli  antichi  tal  riguardo  ;  ma  nonfaceuano  il  concento  loro  al  modo,  chefaciamo  noi  ;  &>  ha 


usua 


no  opinione,  che  1  maggiori  interualli  (come  altroue  ho  etiandio  detto)  fi  componeffero  dellt  minori .  Ma  qua- 
le fa  più  ragionatole  da  dire  che  i  maggiori  internali!  fi  compongano  in  cotal  maniera  :  opure  che  le  confona- 
Ze,&glt  mterualli  maggiori  nafchinu  dalli  minori,  lo  Tederemo  più  oltra .  Se  adunque  l'hauerpojìo  il  mag- 
gior Semituono  aitanti  il  minore,  no  fa  cofa  alcuna  ;  non  farà  etianèo,che  tale  Tetracordo  nonfia  Chroma- 
tico  ,•  poi  che  non  è  ne  Diatonico,  ne  meno  Enharmonico.  Ha  adunque  queflo  Tetrachordo ,  tra  la  chorda  b 
&*  la  Ìq  il  Semituono  minore,  che  non  fi  vfa  nelle  modulatiom  diatoniche ,ne  anco  nelle  Enharmomche;et 
tra  la  chorda  ^  &-  la  d,  ha  il  Trihemituono  mcompoflo,  che  nel  diatonico  è  compofto,  il  quale  è  contemt- 
to  dalla  propomone  Sesqttiquinta  ;fi  come  è  contenuto  quello  intervallo,  cheèpofto  nella  parte  acuta  del  Chro 
tnatico  molle  di  Tolomeo  ;  come  fi  può  conoscere  riducendo  le  quattro  mojlrate  chorde  nelle  loro  propie forme, 
che  fino  contenute  tra  gli  harmomci  numeri  ;  come  nel  cap.  1  5 .  della  Prima  parte,  nelle  chorde  del  primo  Te 
trachordo  detto  Hypaton  ,fi  come  nella  fottapojla figura  fi  pub  chiaramente  -vedere . 
60.  E. Hypate  mefon . 

Trihemituono .  Sesquiquinta . 
72.^. Lychanos  hypaton . 

Semituono  minore.  Sesqui  z  4. 

1 5 .  e. Parhypate  hypaton . 

Semituono  maggiore.  Sesqui  1  <; . 

S  o.  ^  . Hypate  hypaton . 

Et  ancora  che  lui  fi  a  netti  due  primi  interiialli  molto  differente  dal  chrom  anco  molle  ;  queflo  etiandio  importa 
poco  ;  confiderato  il  poco  utile,  chef  caua  da  quelli  infermili  :  effendo  che  non  po/Jono  dare  alcuna  confonan- 
^a,  come  allora  farebbe  manifejlo,  quando  adoperar  fi  yolejfero .  Queflo  Tetrachordo  adunque  Terrà  ad  effe 
re  la  forma  de  gli  altri  quattro  Tetrachordi,  quando  Terremo  infteffare  il  Monochordo  poflo  di  [opra  nel  cap. 
^o.Eben  Tero,che  quando  fi  pone  fero  in  tal  Monochordo,  che  contenejfero  tali  proportionupiù  predo  fi  Ter 
rebbe  a  generare  confufione,  che  commodo  ;  per  la  moltitudine  detti  Tafti,&  dette  chorde, che  fi  accrefeereb- 
beno,  per  poter  ritrouare  le  confònanxs  fecondo  ilpropofito,  oltra  le  mefìrate .  Pero  riduremo  fidamente  ilfi- 
fradetto  Trihemituono  tra  le  chorde  diatoniche  al  modo  mojlrato  facendolo  minore  in  ogni  Tetraòordo  di 
3 1  '  due  parti  del  Coma,  come  facemmo  di  [opra  ;  &per  tal  modo,  oltra  lo  meommodo ,  chef  leua  atti  Sonatori, 
haueremofchin.no  molte  cofe,cheJarebbeno  (Lue  molto  flrane  da  Tdire;per  li  pafjaggi,che fi  farebbe  dall'y- 
no  intervallo  all'altro  ;  le  quali  non  fi  odono  dopo  la  Participatione.  lAccommodaremo  adunque  il  Tnhemituo 
no  al  fio  luogo  propio  in  cuefìa  maniera  ;  a<r  (ritingendo  atta  chorda  acuta  di  ogni  Tetrachordo  del  Monochor- 
do pojto  di\opra,Tna  chorda  nel  fratte, che  jia  da  lei  diflanteper  Tna  Sesquiquinta .  Quefla  poi  aggiunta  ali* 
acuta  detta  di  (opra,  Terrà  a  contenere  il  ricercato  Trihemituono  ;  &  fmilmente  Terrà  a  ditùdere  il  Tuono 
maggiore  di  orni  Tctrarchordo  in  due  parti,  fecodo  la  ragione  dello  interttallo  poflo  nel  detto  Tetracìiordo;  di 
modo  che  tra  la  prima  &■  la  feconda  diatonica,^  tra  la  aggiunta  &  la  detta  chorda  acuta, haueremo  ilTe 
trachordo  chromatico,fecÒdo  il  nojìro  propofito .  Talchordadipo-  ndutta  alla fuaproportione, colmerò  della 
Pamcipatioiic,ne  darà  il  Monochordo  diatonico  inlpefato  dalle  chorde  chromatiche  in  ogni  Tetrachordoidel 
qiuù  Monochordo  no  mi  eflenderò  a  dimoflrare  più  coja  alcuna;  per  effere  ìlfuo  ordine  ne  gli  ifrumett  moder 
>i{"  i,t  tanto  tepo  Tjatijche  borrirai  da  ogiÌTiiopuo  ejjer  conofcutto:N  elqual  ordine,  accioche  le  chorde  chroma 
tichcj.tf ero  piùf  telimele  conofaute  dalle  altre,colui  che  accomodò  il  Taflame  loro,nelmodo  che  fi  Tede, fece 
li  Taf  li  color Ati;et forfè  lo  fece,perche  fapeita,che  il  Chromatico  era  detto  Colorato  dal  colore, come  dfopranel 
cap.  1  6  fu  detto.NcfiifjLmete  c'ótento  di  ;njjiefftre  co  tal  chorde  ifopradetti  Tetrachordi,  dtmdedo  il  Tuono 

maggiore 


Parte.  139 


maggiore  in  due  partì  :  ma  diuìfe  etiandìo  limìnori  in  due  SemituoniJ'vno  maggiovdeU'a!h-o;fì  come  in  tali 
iflrumeti fii  può  yedere.  Et  que(lo,credo  io  chefocefiejper  maggior  comodità  deli  Sonatori joccioche  boteffe- 
ra  nel  errane, et  nell'acuto  e/primere  co  maggior  libertà  nelle  loro  modulatimi;  variati  Modt,et  variate  Hai" 
monie,Le  chorde  colorate  poi  furono  da  i  Mufici  pratiici  figliate  nelle  Imo  catilene,et  notate  co  dttefigmifi  co 
me  laTrifefiynemeno  con  quejla  lettera  b  rotunda  di  Guidone,  la  quale  chiamano  h  molle  ;&cofi  tutte 
quelle, che  fono  cofonanti  con  quefla,tanto  nel  grane, quoto  nell'acuto,per  vna  Diapafon, ouer amente  per  vna 
Diapete  ,0  per  vna  Diatejftron;  L'^f  altre  poi  notarono  con  queslofegno  %(,,  il  quale  nomuianoDiefis  ;  forfè 
hauendo  la  opinione  di  Filo!ao,il  quote(come  recita  Boetio)diceua,che  quel  Spaao,per  il  quale  la  Sesqniterz» 
è  maggiore  di  due  Tuoni  ;fi  chiamaua  Diefis  ;  il qua! /patio  alcuni  Moderni  chiamano  Semituono  minore  : 
perche  il  più  delle  volte  fi  pone , per  fare  l'mteruallo  del  Semituono,  comealtroue  vederemo .  Et  quando  vole- 
uono  che  tal  Semttuonofi  cantaffe  in  alcun  luogo  delle  lor  cantilene,  &  filmano  dalgraue  all'acuto,  poneva- 
no il  h  :  ma  quado  difeendeuano  dall'acuto  nel  orane, ponevano  il  ^ ,  il  che  fanno  anco  li  più  Moderni, quatt 
dofalendo,&  difcendedo,cal  mezo  di-  talifegm,o  chorde, vogliono  porre  il  Tuono,  Credo  che  queflo  figlio  v^ 
fuffe  introdiitto  da  alcuni,  chef  fonarono,  che  il  Tuono  fife,  ofi  componeffe  di  notte  Coma  ;  ouer  chefipo- 
tefft  duudere  almeno  in  tante  parti  :percioche  voleiiano,  cl>e  il  Semituono  maggiore  fit/fe  di  cinque  Coma,  et 
il  minore  di  quattro  ;  &*per  quello, quando,  procedeuano  dalle  chorde  diatoniche  alle  chromatiche  ,  nel  modo 
ch'io  ho  detto;  per  lo  /patio  di  vii  Semititono  pon enano  tal  figlio,  per  dinotarci  queflo  intervallo  :  perche  hebbe 
ro  opinione  (  come  hanno  anche  molti  de  1  Aloderm)  che  tale  interuallo  fuffe  il  Semituona  minore,  &  fuffe  di 
quattro  Coma  ;  onde  figliavano  il /pack  con  quattro  virgolette  incrociate ,  che  fono  le  quattro  posle  in  talfie- 
gno  :  concwfia  che  feguiuono  l'ordine  delle  chorde,  il  numero  ,  &  le  proportiom  Pithagorice  ,  mostrate  di  fi- 
bra ,  Ma  quanto  cojhrofi  ingannino, facilmente  fi  può  comprendere  da  quello,  che  detto,  &  veduto  houemo 
difopra,  &  da  quello,  che  dice  Boetio  nelcap,  ij.del  Terzo  libro  della  Mufica ,  mofìrando  che  dTuono  di 
proportione  Sesquiottaua  è  maggiore  di  otto,  &  minore  di  none  Coma .  Et  net  cap.  1 4.  dice ,  che'l  Semitnono 
minore  e  maggiore  di  tre  Coma,  0*  minore  di  quattro .  Perà  adunque  fe'l  Tuono  e  maggior  di  otto  ,&  mi- 
nor di  none  Coma,  &>  non  fi  può  hauere  certezza  alcuna  della  fitta  quantità  ;  pormi  certamente  grande  arro- 
ganza, ti  volere  affermare  determinatamente  vna  cofa ,  che  la  Scienza  pone  m  dubbio  ,  &  indeterminata , 
Onde  fé  queflo  interuallo  non  fi  può  denominare  con  via  quantità  determinata ,  minormente  fi  potranno  de- 
nominar quelli,  che  fimo  minori  ;  come  fono  il  Semitnono  maggiore,  cj*  d  minore,  &gli  altri  filmili . 

In  che  maniera  pofsiamo  inlpeffare  il  detto  Monochordo  con  le  chor- 
de Enharmoniche,  Cap.  ^.j, 

OLE  N  DO  dipoi  infpeffiare  il  detto  Iflrumento  con  le  chorde  Enharmoniche,  acekehe 
noi  habbiamo  in  ogni  Tetrachordo  il  Semituono  maggiore  dtuifio  in  due  Diefis, porremo  fa 
tornente  vna  chordo  in  mezo  di  effo  in  tal  maniera,  che  co  vna  delle  nominate  diafoniche, 
0  chromatiche, fila  confonante,  &  houeremo  dnoilropropofiito .  Ma  aitanti  che  più  oltra 
fi  proceda  ,parmi  Ìi  doner mostrare  le  ProporttomdelTetrachordo,accioche  quando  (ivo 
?  6     lefje  ntfpefjare^  il  Monochordo  diatonico  fintono  ,fi  pofjafaper  la  ragione  delti  fimi  mteruolli .  Per  il  che  bifio- 
gna  auertire,  che  procedendo  ogni  Tetrachordo  Enhormonico  dal  grane  all'acuto  per  due  Diefis,  &  vno  Di- 
tono incompoflo  ;  fi  come  molte  fiate  fi  è  detto  ;  douemo  eleggere  quello  ,  che  ha  li  (imi  internali!  contenuti  da 
proporttoni,  che  nepofiino  condurre  aU'vfi  dell'harmonia  perfetta  ;  Ne  douemo  batter  riguardo  a  quelli ,  che 
fimo  siati  posti  in  molti  Tetrachordi  dagli  ^Antichi  :  poi  che  non  fono  otti  alla  genei-otione  de  1  concenti  per- 
fetti, &  poco  fanno  al  nofìro  pmpofito .  La  onde  douemo  eleggere  quelli  infermili,  che  (uno  vidi  >■  occioche  no 
fi  venghi  à  moltiplicar  le  cofèfinza  alcuna  necefiità .  Et  fi  debbe  auertire ,  ch'io  dico  quelli  Infermili  ejfiere 
vttli,i  quali  aggiunti  ad  alcuno  altro,  ne  danno  alcuna  confiomnza .  Però  eleggeremo  primieramente  quello, 
che  fi  può  eleggere  delti  Tetrachordi  moftroti  di  (opra ,  che  fio  vtde  ,&al  propofito  ;  dipoi  aggiungeremo 
Infermili,  contenuti  da  tali  proportiom, che  dopo  che  farà  infpeffatoiljopradetto  Monochordo  ,(econdo  le  ra- 
gioni delle  proportiont,  ch'io  fon  per  mojlrare,  ogni  chordo  habbia  la  fio  corrtjpondciite  diatonica ,  0  chroma-r 
tica  ,  che  fio  confinante .  ilDitono  adunque  che  pone  T-olomeo  nel  fuoTetracìwdo  Enharmontco  ,poflo 
nelcap.  $j.farà  al  noftro  propofito  :  peraoche  è  interuallo  confonante  ,&  la  fina  vera  forma  fi  ritratta 

fi    2  collocata 


140  Seconda 

colloc.ua  tra  li  numeri ,  che  contengono  le  proponimi! ,  che  fono  tr.t  le  parti  del  Senario  ;  &  non  è  in  cofa  al- 
cuna differente  dal  Ditcnopojlo  net  Monochorda  diatonico  [intono  ;  ancora  che  fi  confiden  compoflo  nel  Dia 
muco ,  &  nell'Enharmomca fen^a,  alcuna  compofmone  :  conciofia  che  l'imo ,  £/•  l'altro  è  contenuto  dati* 
proporttone  Sesqutquarta .  Quesla  adunque  farà  l'interuaUo  acuto  di  fletto  Tetrachordo ,  &  haueremo  tre 
chorde  ,  cioè  le  Due  eftreme  di  aafcuno  Tetrachordo  diatonico ,  o  chromatico ,  che  fono  communi  a.  ciafcuno 
genere,  &  la  Secondagraue,  la  quale  medefimamente  a  ciafcuno  è  commune .  Quefìa  dopo  che  fi  hauerà  ri- 
trattata la  Quarta  chorda ,  la  quale  dmida  ilSemituono  di  ciafcun  Tetrachordo  diatonico ,  &  chromatico 
in  due  parti,  farà  la  Terza,  acuta  del  Tetrachordo  Enharmonico .  Porremo  adunque  la  Seconda  chorda  En- 
harmomca  tra  la  prima ,  &  la  feconda  diatonica  in  queflo  modo,  facendola  diflante  dalla  Prima  per  yna 
proporttone  Sesquiuentefimaquarta ,  cioè  per  ilftacio  del  Semituono  minore,  che  farà  il  Diefis  maggiore  di 
yteflo  Tetrachordo  ;&  dalla  S ecoda  per  yna  Supertripartieme  1 1  j .  che' farà  il  Diefis  minore;  &  hauere- 
mo quejìo  Tetrachordo  ;     Nel  quale  potremo  y  edere  l'ytde ,  che  ne  dà  la  Seconda  chorda  ovatte  :  conctofìa 

— Meje. 


3  7  5--F-- 


oc  a. ■ 


Sesqitiquarta . 


Supertripartiente   115, 


Sesqu'uentefimaquarta . 


—  Lychanos  mefon , 


Parhypate  mefon . 


4oo.E.- 


•  Hypate  mefon . 


che  aggiunta  alla  terza  chorda  del  Tetrachordo  Hypaton  chrom  anca, che  è  la  Perhypate  hypatonfipotrl 
ydire  il  Ditono,  contenuto  dalia  proporttone  Sesquiquarta .  Ma  perche  (  come  ho  detto)  le  Due  eflreme ,  & 
la  Terza  chorda  del  detto  Tetrachordo  fono  communi  ;  pero  haflerà  folamente  di  aggiungere  in  ogni  Tetra 
chordo  la  detta  chorda  Enharmonica  ,  la  quale  fi  potrà  facilmente  hauere ,  quando  fi  ag  nmgerà  alla  Terza 
chorda  di  ciafcun  Tetrachordo  chromattco  yerfo  l'acuto  yn 'altra  chorda,  chefia  diflante  per  ynaproportio- 
ne  Sesquiquarta .  Quefìa  poi,  dopo  chef  hauerà proportionata  nelli  fopradetti  idrumenti  ,farà  di  tale  yttle, 
&  tanto  ;  che  ovm  chorda  diatonica ,  &  ogni  chromatica  deìli  detti  frumenti ,  fi  yerfo  tlgraue ,  come  e- 
tiandio  yerfo  l'acuto ,  hauerà  yna  chorda  comjpondente  per  yn  Ditono,  &  per  yn  Semiditono  ;  &  ne  da- 
rà vn  tale  ordine,  dal  quale  potremo  comprendere,  quanto  y avita  l'^frte  aiutata  dalla  Natura,  nel  congiuit 
gere,  &  collocare  mirabilmente,  con  bello,&  regolato  ordine  le  chorde  Chromatiche  tra  le  Diatoniche  ;  & 
tra  l'yne,  &  l'altre  di  quefleje  Enharmontche  ;  Le  quali  fi  conofceranno  nel  Taflame  deìli  detti  I  frumenti 
in  quejìo  :  che  a  differenza  delle  diatoniche,  &  delle  chromatiche,  fi  porranno  di  colore  roffo  ;  come  nel  fotta 
poilo  iflrumento  fi  può  nedere .      Ma  fi  debbefempre  auerttre ,  come  altre  yolte  ho  detto ,  che  quelle  chor- 
de fono  pofle  con  qualche  ytilttà  in  yno  ifìrumento,  &  in  alcuno  ordine ,  le  quali  fono  in  tal  maniera  colloca- 
te, che  yerfo  tlgraue  ,  ouero  verfi  l'acuto  hanno  yna  chorda  corri/fondente  confinante  per  yna  Diapente,  o 
per  yna  Diateffaron  ,  oueramente  per  yn  Dttono ,  ouero  per  yn  Semiditono  ;  come  fino  quelle ,  chef  ritro- 
vano in  qtiefìo  tfìrumento .   Cof  per  il  contrario,  quelle  fonopofle  fenza  ytile  alcuno,  quando  non  hanno  tali 
corrifpondentt  :perctocbe  niente,  opaco  tornano  alpropofito  alla  o-enerationedi  alcuna  confinanza .  Potrai 
adunque  ciafcuno  per  lo  auenire  fabncare  uno  tflrumento  aìlafimMianza  di  quello  ch'io  ho  mofìrato  ;  il  qua 
le  f ira  commodo,  &  atto  a  fruire  alle  modulationi,  &  harmome  di  ciafcuno  deìli  nominati  generi  ;  Et  que- 
flo  non  parerà  ad  alcuno  difficile  :  peraoche  yno  de  tali  /finimenti feci  fare  io  ranno  di  nojìrafalute  1  548. 
in  Vinegia,per  yedere,  in  qual maniera poteffero  nufiire  le  harmome  chromatice,&  le  Euìiarmontce  ;  & 
fu  yn  Clauocembato,  &•  è  anco  appreffo  di  me ,  il  quale  fece  Maeflro  Dommico  Pe fare  fi  fabrtcatore  eccel- 
lente di  fimili  finimenti  ;  nel  quale  non  folamente  li  Semituoni  mago-tori  fono  diuifi  m  due  parti ,  ma  anche 
tutti  li  minori .  Et  ancora  che  fi  ne  poteffero  fare  degli  altri  con  dtuerfe  dtuifioni  ;  nondimeno  io  credo ,  che 

da 


Parte. 


141 


Difficile  eft,nifidoclohomini  tot  tendere  chordas» 
Almt.EmbLi.lé.i, 


da  lóro  fi  pojfa  cattare  poca  ytilità  :percioche  in  loro  fenxa  alcuna  necefiità  fono  moltiplicate  le  chorde;  le 
mali  (altra  le  mojlrate  )  non  fono  atte  ad  efprimere  altri  concenti,  pia  diletteuoli,  che  quelli  che  fanno  vdire 
quelle,  che  fono  collocate  nel  moftrato  ifhrumento  ;  i  quali  -veramente  fono  Diatonici,  ouer  chromatici,  0  pu- 
re Enharm  onici .  Et  fé  alcuni  credejjero ,  chepoftino  ejjrrimere  altri  concenti ,  che  li  tre  fopr  adetti  ;  dtgran 
luno-a  s  incannano  :  perche  muna  altra fyecie  di  Diatonico ,  ne  di  Chromatico ,  ne  di  Enharmonico  fi  può  ri- 
durre (  comealtroue  ho  moftrato  alla  fuaperfettione)  come  facendone  ogmproua,  ciafcuno  da  fé  lo  potrà  ye~ 
dere .  Ma  perche  io  credo,  che  hormai  la  Diuifione  di  cotali  generi ,  &  la  loro  natura  fa  nota  a  ciafcuno  in- 
<re<rnofo  ;  però  non  mi  eflenderò  più  oltra,  in  -voler  dare  di  loro  alcuna  altra  ragione  :  Conciofia  che  <rran  par- 
te delle  diffiailtà,  che  potranno  occorrere,  &  faranno  di  qualche  importanza  in  quella  Scienza  ,fi  potran- 
no yedere  dimagrate, &  con  ogni  diligenza  esplicate  nelle  noftre  DEMOSTJi^fTIONI  harmoniche;le 
altre  cofepoi  laffero  al  sudicio  del  diferetto  Lettore, che  fi  hauerà  nel  maneggio  de  i  Numeri,  &  delle  Miftt 
re  ottimamente  esercitato .  Dirò  adunque  per  concludere, che  queslo  è  y>ì  lftrumento,fopra  il  quale  fi  potrà 
effercitare  ogni  ottimo  Sonatore,  non  folamente  nelle  harmonie  diatonice  :  ma  etiandto  nelle  chromatice,  & 
nelle  Enharmomce  :  quando  potrà  ridurle  alli  Modi  antichi  :  oueramente  quando  a  1  noftri  tempi  potranno 
nufcire  meglwn ,  &  pmfoaui  di  quello,  che  fi  odeno .  Et  dirò  anco ,  che  quando  fi  yoleffe  aggiun<rcre  al  nu- 
mero delle  mojlrate  chorde  alcuna  altra  chorda ,  fenxa  dubbio  farebbe  cofa  yana ,  &  fuperft.ua  :  concìofia 
che  yanamente,  &  fuori  dipropofitofi  moltiplicano  lecofe ,  quando  da  quelle  no  fi  può  cauare  alcuna  ytili" 

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142  Seconda 

ù  ;  gjp  "li  intentala  vtili  ,  &  neceffarij ,  che  concorrono  alla  coflitutione  di  ogni  genere  di  harmonia  _,  fona 
già  accommodati  a  1  loropropij  luoghi , 

Che  c  più  ragioneuole  dire,  che  gli  Infermili  minori  nafchino  dalli 
maggiori  ;  che  dire ,  che  i  maggiori  fi  componghino  de  i  mino- 
ri :  &  che  meglio  e  ordinato  lo  EiTachordo  moderno ,  che 
il  Tctrachordo  antico.  Cap,      48. 

)  Risf  uoglio  fathfire  a  quello  ch'iopromefii  di  [òpra ,  quando  diJSi  di  -voler  moflrare  t 
quale  è  più  ragioneuole 3  che  1  maggiori  mteruallifi  componghino  dell  minori  ;  onero  che 
le  confonanxe  ,  0  minori  infermili  nafchino  dalli  maggiori .  Però  adunque  fi  defapere, 
che  (  come  altroue  ho  detto  )gli  antichi  Greci  hebbero  qttefla  opinione ,  che  le  confonan- 
%e  >  &gk  i^trì  intervalli  maggiori  fi  companejjtro  di  più  interuallt  minori  ;  la  onde  ha- 
tteano  imo  internatio  Mimmo ,  il  quale  ponemmo  indiuifihde ',  fi  come  poneuano  la  Vnità  nell'^fnthmetica  ; 
&  lo  chiamammo  Primo  di  tal  genere  ;  come  accenna  ^friflotele  nel  lib.  1  o.  della  Metaffca,  il  quale  (fe- 
condo il  mio  parere)  feguendo  la  opinione  di  ^Anfloffeno  ,pone  nella  Mufica  il  Diefts,  come  etiandio  lo  pone 
nel  Pruno  libro  della  Pojìeriora  dicendo  ;  iv  «TsV2  AH  Mvtk  ;  cioè  nel  canto  è  il  Diefis  ;  &  yunle  che  elìofia  la, 
mi  fura  comune  di  ogni  con  finanza  ,fi  come  la  Vnita  e  comune  mifura  di  tutti  li  numeri .  Maparmi  che  ciò 
diceuanofuori  di  orni  propofito;et  che  dalla  diuifione  della  Diapafon  habbiano  origine  tutte  le  cofonanze,& 
<rli  altri  interualh  muficali  quantunq;  minimi  :  imperoche  -veramente  ella  è  la  prima  in  tal genere  ,&  è  la  cu 
o-ione  de  tintigli  altri  interuallt, &  la  loro  mifura  comune;  &  ciò  cbferma  Marfilio  Ficino  nello  Epw.omide 
di  Platone ,  quando  parla  della  Forma  di  tal  confonan%a ,  &  dice  ;  che  la  Dupla  è  riputata  efjer proponi- 
ne perfetta  ;  primieramente  perche  ella  è  la  Prima  tra  le  proportioni , generata  tra  la  Vnità  ,&il  Binario  : 
dipoi,  perche  mentre  pare,  chef  habbia  partito  dalla  Vinta,  rejìnuijce  tale  Vnità  raddoppiandofi .  Oltra  di 
ciò  dice ,  che  contiene  ogni  proportione  in  fé  :  conciofia  che  la  Sesquialtera ,  la  Sesqukerxa ,  &  le  altre  fimi- 
lifono  in  effa  comefue  parti.  Et  tutto  queflofi  venfea  della  Diapafon  nella  Mufica  :  la  cui  forma  è  effa  Du- 
pla :  percioche  è  la  più  perfetta  di  ogn  altra  confonanxa ,  &*  nonpatifce  mutatione  alcuna  delli  fuoi  efìremi  : 
&  mentre  pare ,  che  fi  parta  da  vna  certa  -vnità  de  fuoni  ,  refìitmfce  tale  ymtà  raddoppiandofi  nelle  fue 
parti .  Similmente  contiene  nife  (  come  ho  detto  )  ogni  femplice  confinanza ,  &  ogni  minimo  interuallo  . 
Onde  no  è  marauMia,  fé  tutti  li  Greci,  di  commune  parere Ja  chiamarono  Àia  <na.rSv  ;  percioche  ha  ragione 
in  qualunque  altra  confonanza ,  onero  in  qualfi  voglia  altro  intentali)  ;  effendo  che  fé  èfemplice,  &  è  mino 
re ,  tale  internali  è  ~vna  delle  fue  parti  ;  <&fe  è  compoflo ,  &•  maggiore ,  è  compoflo  di  lei }  <*7*  di  vna  delle 
fue  parti,  nel  modo  che  nel  cap.  i6,della  Primapartehò  mojlrato .  Et  ciò  fi  può  comprendere  daqueflo: 
perche  veramente  li  Suoni  hanno  più  della  quantità  Continoua,che  della  Dtfcreta,  come  fi  può  chiaramente 
vedere  ;  che  quando  noi  ponemo  infume  la  Diapente  s  &la  Dtateffaron  ;  l'vna  delle  quali  è  contenuta  da. 
Cinque  chorde ,  &  l'altra  da  Quattro  ;  viene  la  Diapafon,  che  è  contenuta  tra  Otto  chorde,  &  non  tra  No 
uè  ;  ancora  che  anque,&  quattro  pofli  infume  j acino  None .  Et  quejìo  attiene,  percioche  l'vna,&  l'altra  fi 
conriuntrono  advn  termine  commune,  come  è  dpropio  della  Quantità  continoua  ;  il  qual  termine  èia  chor- 
dapiù  acuta  della  Diapente  pofla  nel  grane ,  &  la  più  grane  della  Dtateffaron  pofla  in  acuto ,  congiunte  in- 
fume in  harmonica  proportionalttà  ;  oueramente  per  il  contrario  nella  congiuntone  anthmetica  :  perche  la, 
chorda  più  acuta  della  Diateffaron  pofla  nel  grane ,  &  la  chorda  più  grane  della  Diapente  pofla  in  acuto  , 
verrebbe  ad  effere  queflo  termine  commune .  Ma  cofi  come  è  errore  a  dire,  che  il  Tutto  diuifibile  fi  compo- 
ni delle  fue  parti  :  eflendo  che  il  Tutto  è  prima  di  effe  ;  coft  è  errore  a  dire ,  che  la  Diapafon  fi  componi  deli* 
Di.ipente,&  della  Diateffaron  ,<&  di  altre  Confonanze,  che  fino  le  f te  parti  :  percioche  è  prima  di  ciajcunA 
altra .  Però  dico,  che  meglio,  &  con  più  ragione  ditti  fero  1  Moderni  il  loro  Efftchordo  in  Tuoni,  &  in  Semi 
tuoni;  che  nonfteero  gli  ^Antichi  greci  il  loro  Tetrachordo  :  coucwfia  che  qtteflt  pofero  nella  parte  grane  de 
1  loro  Tetrachordt  "li  interuallt  di  minor  proportione ,  &  di  poi  per  ordine  quelli  di  maggiore  ;  &  quelli  fe- 
cero tlcontrario ,  pofero  li  maggiori  nel  grane  de  1  loro  Efjachordi ,  &  nell'acuto  i  minori  ;  come  e  il  autiere, 
&  come  ne  dannai  numeri  harmomct,  fi  come  nel  cap.  3  9.  di/opra  fi  è  potuto  vedere,  c't/nm  jtnu  6? 


Parte. 


HJ 


Che  ciafcuno  delli  Generi  nominati ,  fi  può  dire  Genere ,  &  Specie ,  & 

che  ciafcuna  altra  diuifione,ouero  ordinatione  de  Suoni  ila 

vana,  &  nutile .  Cap.     4.  j. 

E  <AN  CO  è  da  [affare  di  dire,  che  noi  paterno  chiamare  li  predetti  Generi,  fecondo  di 
uerfi  rifletti,  Generi,  &*  Specie  :  conciofa  chefepofiìno  confiderare  in  due  maniere,  fri 
ma  in  quanto  all'ufo  degli  ^Antichi ,  dipoi  in  quanto  allo  yfio  de  i  Moderni .  Onde  con- 
fiderai fecondo  l'yfo  de  vii  .Antichi,  i  quali  più  prefìo  cercarono  di  -variare  le  loro  Modu- 
lationi,  che  diperuemre  all'yfò perfetto  delle  harmonie  ,  col  mezo  dello  acqui/lo  di  tutte 
le  confonanze  ;  ritrouaremo  uarie  diuifeoni,&  dmerfe  forme  di  Tetrachordi,  come  ho  moflrato  ;  ridutte  fat- 
to uno  di  qttefìi  tre  capi  Diatonico,  chromatico,  &  Enharmonico .  Et  perche  quelle  cofe ,  che  fi  fottopongono 
ad  alcuno  V  muerfale  fono  dette  Specie  ;  &  quello  Vniuerfale,  che  contiene  fotto  di  fé  tali  Specie ,  è  detto  Ge- 
nere ;  pero  primamente  fi  potranno  chiamar  Specie  -.percioche  ciafcuno  è  contenuto  [otto  queflo  genere  ~»ni- 
nerfialifeimo  Melodia ,  ouero  H  armonia  ;  dipoi  fi  potranno  nominar  Generi  :  imperoche  ciafcun  di  loro  fotto 
di  fé  hanno  molte  fpecie .  Confederati  poi  fecondo  l'ufo  de  i  Moderni ,  con  l'acqmflo  di  tutte  le  con  fonante, & 
con  laperfettione  delìh.trmonia,non  è  dubbio,  che  non  haueremo più  di  una  Specie  di  ciafcuno  di  loro-.Impero 
che  è  imponibile,  che  da  altri  nameri,&  da  altre proportiom,  &  da  altro  ordine ,  che  dal  moflrato  difopra 
pofeiamo  Iutiere  il  fine  defiderato .  Onde  non  Generi ,  ma  Specie  fellamente  bifognerà  chiamarli  :  percioche 
non  hanno  fotto  di  fé  ofe  no  «di  mdiuidui, che  fono  quefla,&  quella  cantilena.  Et  faranno  medefemamentefot 
topofli  a  queflo  genere  ymuerfele  Melodia,  ouero  Harmoma  ;  della  quale  ti  Diatonico,  il  Chromatico,  &  lo 
Enharmonico  faranno  le  fpecie.  Per  il  che  confiderate  al  primo  modo  fi  potranno  chiamare  Generi ,  &  Spe- 
cie :  ma  confederati  al  fecondo,  fi  nomineranno  folamente  Specie .  Et  fé  bene  le  forme  degli  interuaìli  di  ciafcu 
na  fpecie  di  quefei  tre  generi,  moflrate  da  Tolomeo  nel  cap.  i  ó.del  Primo  libro  deU'Harmonica,fi  ritrouano 
collocate  tra  le  proportioni  del  genere  Superparticolare  ;  &  Boetiofea  di  parere  con  Tolomeo, quando  ripren- 
de le  diuifeoni  di  ^Archita,  &feriue  cantra  <Artfloffeno,  &  Didimo,  che  da  altro  genere  di  proportione ,  che 
dal  Moltiplice,  &  dal  Superparticolare  infuori ,  che  fono  generi  della  Proportione  di  maggiore  inequalità , 
nonpoffa  nafcere  alcuno  Interuallo,chefea  atto  alla  confionanza,  dalla  Dupla  fiupertripartienteterza  infuori, 
dalla  quale  nafce  la  con  finanza  Diapafon  diatefifiaron;  nondimeno  la  Natura  contraponendofe  a  tal  lev  gè, ne 
concede  molti  altri  interuaìli ,  i  quali  fono  approuatì  dalfentimento ,  &  confermati  dal  parer  di  ogn'ynoper 
confinanti  ;  &  fiotto  atti,  &  malto  neceffarij  alle  modulatiani,&  alhtgeneratione  delle  harmonie, in  ciafcu- 
na delle  noslre  Specie  ;  &  hanno  le  loro  forme  contenute  tra  gli  altri  veneri  di  proportione .  £  t  benché  le  ra- 
gioni, che  adduce  Tolomeo  cantra  <Arifloffeno,  ^Archita,  Didimo ,  &  contra  molti  altri  habbiano  forza  di 
far  credere  ad  alcuno  (  fenza  farne  alcuna  prona')  che  nelle  Proportioni,  &  ne  gli  Interuaìli  di  ciafcuna  fpe- 
cie ritrattata  da  lui, cui  fifa  la  perfttione  de  i  tre  Generi  ;  nandimenoicome  ho  moflrato)nonfe  ritroua  in  lo- 
ro perfewone  alcuna .  il  perche  defederando  io  di  moflrare  un  modo,  &  -un'ordine,  col  mexo  del  quale fi po- 
teffe  -ventre  alla  perfetta  cogitatone  della  Scienza  ,&alla  cognitione  de  i  yen  Interuaìli,  che  fanno  alpropo 
feto  delle  harmonie,  che  fi  efferatano  perfettamente  con  le  Voci ,  &  con  gli  Iftrumenti  artificiali  ;  accioche 
ilfientimento  non  fu ff }  dfcordante  dalla  ragione  ;fiu  neceffario  il  partirmi  da  tal  legge  :  percioche  farebbe  in- 
trauenuto  a  me  quello,  che  fittole  intrauemre  ad  alcuni,  che  adoperano  alcuno  iflrumento  per  fare  qualche  co- 
fet  ;  nondimeno  con  tal  mexo  non  pofiono  condurre  l'opera  loro  a  perfettione ,  &  refila  ogni  loro  dijfegno  ya- 
no.  La  onde  fé  è  yero  quello,  che  dice  ti  Filofofo,che  Vanamente,^  fienza  alcuno  yttlefe  pongono  quelle  cofe 
in  opera,col  mezo  delle  quali  fi  y  itole  peruenire  ad  alcun  fine, et  poi  non  fi  permette;  io  per  modo  alcuno  no  do- 
ueafieguire  tallegge;ne  meno  le  Duiifeonije  Proportioni,» gli  Ordini  ritrouati  da  Tolomeo ,o  da  altro  Mufei 
co  antico,o  moderno  che'lfifitffe,da  quelle  del  Diatonico  fintano  in  fuorr.percwche  fie  io  no  hauefifie  yolutopar 
tirmi  da  tal  legge, et  hauefei  eletto  taliordim,per  dimoflrare  la  yera proportione  di  ciafcuno  mterualh;&  in 
qual  modo  fi  potefife  fiancare  yno  lilrttmento,  nelqualefe  hauefifie  da  esercitare  perfettamente  le  harmonie 
{come  èflatofiempre  il  mio  fitte ■J  &  da  quelli  no  hauefei  potuto  hattere,quel  ch'io  defederaua  ;  pazzia  farebbe 
fiata  la  mìa,  yana  la  mia  fatica  ;  &  cotal  legge,  0*  ordtnifearebbenoflatì  al  tutto  fienza  Utilità  alcuna .  Per 

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144  Seconda 

/.i  qua  l  cefi  non  mi  sparuta  di f. tre  errore  ,fe  non  ho  yoluto  fu  0 formi  .1  tali  oblghi  :  effendo  ano  reputo  0- 
o-ii  altra  Druifione,  oneroOrdiiiatione  di  foni  y.ina,  &  imitile .  Nepeiifi  che  alcuno  impella  con  Stinta,  et 
aujlamente  riprendere,  fé  io  ho  voluto  cercare ,hr  wuefigare  ilvere,et  no  fi giure  le  opinioni  degli  mommi, 
le  quali  il  più  delle  yùlte  fono  -vane:,  &  fallaci  :  percioche  /pefife  fiate  diffendouo ,  &  bio-Unno  alcuni  Principi) 
per  dimofì rare  alcune  loro  canchifiom,  che  fono  -veramente  lontani  dalvero  ,&  poco  fanno  alpropofto . 

Per  qual  cagione  le  Confonanze  hanno  maggiormenre  la  loro  origine 

dalle  Proportioni  di  maggiore  ineejuaiità ,  che  da  quelle  di 

minore.  Cap.   ^  e. 

^A RA1I  hora  di  vedei-e  alcuno  dubbitare,  £7"  infume  voler  ftpere /inde fta,chi  le  Pro- 
portioni di  minore  inequalità  non  fano  atte  alia  oeneratione  delie  Confonanze  muftcali  : 
efendo  che  tanto  fi  ode  la  confonanxa  Diapafon  tra  due  [noni,  de  t  quali  l'imo  fu  contenti 
te  fono  la  ragione  dell'Vnità,ey  comparato  all'altro ,  chef  conteìghifotto  la  ragione  del 
Binario  ;  quanto  fi  ode  tra  due ,  de  1  quali  l'uno  habbia  ragione  di  Binario ,  &  fa  compa- 
rato a  quello ,  che  fono  la  ragion  della  Vinta  è  confiderato  :  che  non  ui  effendo  altra  differenza ,  che  la  com- 
buranone ,  &  reflanào  li  Suoni  invariabili,  non  fi  può  dar  ragione  alcuna ,  la  qual  ne  conuinca  a  dire,  che  tal 
Confonanza più prejlo  fi  faccia  dalla proportione  Dupla,  contenuta  in  uno  de  1  veneri  di  martore  inequatità, 
che  dalla  Subdupla,che  è  cotenuta  tra  vno  di  quelli  di  minore. ^Aquefio  dubbio  alcuni  rifpondeno  dicendo,che 
quatunque  ogni  Confonanxa  mufcale  poffa  nafeere  dall'uno,  et  dall'altrogenere,quanto  alla  produttwne  fem 
plice  ;  nondimeno  nel  modo  delprodurf ,  tra  loro  è  alcuna  differenza  :  Imperoche  nella  produttwne  delle  Co- 
finanze  ,  il  Numero  fonoro  comparato  ad  un'altro  numero  fonerò  ,fi  compara  con  più  perfetto  modo  fecondo 
la  proportione  di  maggiore  inequalita ,  &pm  nobilmente  ancoraci  quello  che  fi  fajcomparandolo  fecondo  la, 
prnportione  di  minore  mequalità  .  Onde  hauendo  orni  afa  produna  maggior  dipendenza  dal  modo  più  nobile 
della  fua  produttwne, ragioneuolmente  fe<rue,che  le  predette  Confonanze  habbiano  mavoiormente  origine  dal 
le  Proportioni  di  maogwre  mequalità ,  come  da  cofa  più  nobile ,  che  da  quelle  di  minore .  Somuno-ono  etian- 
dio  un'altra  ragione  dicendo ,  Ne  1  Generi  di  maggiore  tnequalità  ti  mao  o-wr  termine  contiene  il  minore;& 
in  quelli  di  minore  fi  troua  il  contrario  -.per  il  che  piojiandofi  il  contenere  per  la  Forma ,  &  l'effer  contenuto 
perla  Materia;effendo  la  Formapiu  nobile  della  Materia  ;  e  mamfeflo,che'l  Numero  fonoro  comparato  fico, 
do  le  proportioni  di  magiare  inegualità  ,fi  compari  con  piti  perfetto ,  &  più  nobile  modo ,  che  fecondo  quelli 
di  minore .  Et  benché  quefle  loro  ragioni pv fino  acchetar  l'animo  di  qualcheduno;  nondimeno  mi  pare,che  pi- 
oliando  le  Proportioni  di  minore  inequalttà  nel  modo ,  che  nel  cap.  3  o.  della  Prima  parte  fu  determinato ,  & 
come  neramente  fi  debbono  pigliare  ìfacinopoco  alpropofto  :  concwfachefuppongono,che  ogni  Confonanze 
mufcale  poffa  nafeere  dall'uno ,  <&  dall'altro  dellt  nominati  generi ,  quanto  alla  produttwne  femplice  ,chefi 
fa  di  numero  a  numero  :  Ala  infitto  non  e  cefi  :  percioche  (come  hauemo  ueduto)  le  Proportioni  di  maggio- 
re inegualità  fono  contenute  fitto  un  genere,  cioè  fono  l'H  abito  ;  &  quelle  di  minore  fono  un'altro,  cioè  fatto. 
la  Prtuatwne  :  &  le  Proportioni  di  maoo-jore  inequalttà  fono  Reali ,  (27*  Pofittue;&'  quelle  di  minore  inequa, 
htàfonofolamente  Rationali,  cJt*  Pnuatiue;<&  le  prime  fono  mar  non  della  Equalità,ma  le  feconde  fono  mi 
twri .  Onde  effendo  1  termini  delle  prime  reali  :  perche  fi  trottano  tra  cofe  reali  ;  &  non  li  termm  delle  jecon-. 
de  :  e  fendo  che  hanno  al  più  un  termine  reale,  è  impofbile,  che  le  Confonanze  pofmo  hauer  la  loro  origine  da: 
quefle  ;  pei  che  le  Voci ,  &gh  Suoni  fi  cattano  dalla  potenza  di  una  cefi ,  che  percuote ,  &  da  quella  che  ì 
percofa ,  che  fono  cofe  reali,  &  hanno  il  loro  effere  nella  natura  ;ft  com  e  fono  li  Corpi  animati,  &  lifonori.. 
Et  perche  la  Confonanxa  è  Suono ,  ouer  amente  Misura  di  fieno  orane ,  &  acuto  ;  &  effendo  il  Suono  cofa: 
naturale ,  clye  nafee  da  1  frumenti  artefaali ,  0  naturali ,  che  ftrouano  in  effere  tra  le  cofe  naturali  ;  non  fi. 
pu;  dire, che  le  confonanze  naf chino  dalle  Proportioni  di  minore  inequalttà ,  pigliate  al  modo  detto  :  conciojia. 
che  non  hanno  fé  non  un  termine  reale  fonde  fono  dette  Rat  tonali ,  &  Prillatine folamente .  La  onde  non  ef-, 
feudo  quefle  proportioni  atte  alla  geueratione  delle  confonanze  ;  dico ,  che  maggiormente  hanno  la  loro  ori-, 
•■nne  da  quelle  di  mao-  nore  Inequalità,che  da  quelle  di  minore  .  Ala  accwche  non  pari  Urano  ad  alcuno  quel  ■ 
lo  fila  io  ho  detto  ;  cioè  che  le  Proportioni  di  Alatore  inequalttà  habbianofolamente  un  terminereale,fi  debbeK 

atiertire , 


Parte.  145- 


Auertire,  che  cfftndoogni  Prcporticne,  Relatione;  nella  Relatione  reale  ncceffarìamente  ccccrrenc  due  eflre 
mi  reali, contenuti  fotta  vno  ifteflo  genere  propmquo,come  appar  nella  fu  a  dfnttione,  prfla  nel  cap.  z  i .  della 
Prima  parte:  ma  nella  Rationale  non  è  mconueniente ,che  imo  ejìremo  polla  tfjtr  compre fo [otto  vn  tenere  , 
£•7*  ?  altro  (otto  vn  altro  :  conaofia  che  la  Relatione(come  vuole  stridatele  )  è  di  due  forti  ;  lafjando  quelle  , 
che  non  fanno  al  noflro  propuftto  ;  La  prima  delle  quali  è ,  quando  fifa  la  relatione  di  due  cofe  naturali  l'ima 
con  l'altra,  fecondo  vna  certa  cofa,  che  colimene  realmente  ad  ambedue .  Et  tal  relatione  è  doppia  :  perciocht 
oueramente  che  è  fondata  [opra  la  Quantità  contitioua ,  o  difcreta  ;  ouero  che  è  fondata  fopra  la  Potenza  at- 
tuta ,  &  P  afìiua, inquanto  fino  prinapij  del  fare  &  del  patire.  Di  quejìa  feconda  fi  potrebbe  dire,  chef  può 
confiderare  in  due  modi;cioè  inquanto  che  tali  cofe  non  fono  congiunte  all' atto, onde  fi  dicono  attuti,  &  pafii- 
ue;&  inquanto  fono  congiunte  ,&  fi  chiamano  ^Aìrenti,&  Patienti;&  fi potrebbe  anco  dire,  che  tutte  que- 
Jìe  Relation!  fono  reali,  pur  che  fiano  fondate  fopra  la  potenza  ^Attiua,o  Pa fiuta  naturale,  &  creata;&  non 
fopra  la  Increata  :  Ma  per  bremtà  laffarò  oam  cofa,  &  diro  follmente  di  quella ,  che/ì  trotta  nella  Quantità 
continoua, comparando  due  linee, ouer  due  quantità  finite  di  vno  ifleffo  genere  l'vna  all'altra;o  di  quella  che  fi 
troua  nella  Difcreta, quando  fi  compara  vn  numero  all' altro, nel  modo  ch'io  ho  moflrato  nella  Prima  parte . 
La  onde  quefte  Relation!  fono  veramente  reali,  &  fcambieuoli  :  conciefiache  dalla  natura  iflelja  della  cofa  , 
ogni  due  Quantità  numerali  nano  cambiatole  ordine  l'vna  all' altra, nella  ragione  della  mifura,  fondata  fopra 
la  Quantità.  Et  queflo  fi  couofce  :  perciochefi  come  il  Mexo  riguarda  il  Doppio,  non  foto  per  apbrenfione  del- 
lo Intelletto;  ma  ettandm  perfua  naturaicofi  il  Doppio  ha  riguardo  al  Me%o.  La  f ecoda  Relatione  poi, è  quel-  : 
la,che  è  fondata  fopra  dite  eflremi,  che  non  fino  di  vno  iflefja  genere,  ouero  ordine  ;  &  quejìa  è  finalmente  di 
due  maniere  :  l'vna  è  quando  l'uno  degli  eflremi  è  naturale, &  l'altro  della  ragione,  &  è  fondato  fopra  la  di 
pendentia  di  vno  all'altro  ;  fi  come  è  il  Senfibile,<&  ti  Senfo  ;  &  l Intelligibile,^  l'Intelletto  :  Conctofiache 
quanto  all'atto  il  Senfi  dipende  dal  Senfibde  ;  hauendo  noi  il  Senfo  acaoche  fintiamo  :  Similmente  la  Scieza 
Jfeculatiua  dipende  dalla  cofa,chefi  può  fapere;&>  l'intelletto  da  quella,chefipuò  intendere  ;  le  quali  cofe, in 
quanto  che  hanno  l'effer  loro  tra  le  cofe  naturali,  fono  fuori  dell'ordine  dell'ejjere  Senfibile,et  Intelltgibile.Per- 
ilche  tra  la  Scienzj,&  il  SenfoJ  vva  certa  relatione  reale,  fecondo  che  fono  ordinate  al  Sapere,  oueramente 
al  Sentire  le  cofe  :  ma  conftderate  in  fé,  fono  fuori  di  queflo  ordine;  &  in  effo  non  è  alcuna  relatione  reale  alla 
Scienza ,&  al  Senfi;ma  folamente  rationale,  in  quanto  l'Intelletto  le  apprende  come  termini  della  relatione 
della  fctenzA,&  delfenfo  :  Perctoche(come  dice  sfnflotele)non  fino  veramente  dette  relatiue, perche  fi  rife 
rifeono  alle  cofe  :  ma  perche  le  cofe  fi  nferifcono  a  loro  ;  come  fi  vede, che  vna  Colonna,  non  hauendo  ne  parte 
deflra,  ne  fintjìra,fi  non  inquanto  fi  mette  alla  deflra,  ouero  allafimflra  dell' Huomo  ;  no  fa  la  relatione  rea, 
le  dalla  fua  parte;  ma  fi  bene  l Huomo .  L'altra  relatione  è  fondata  fopra  la  imttatione  di  una  cofa,  alla  cafax 
ifleffa ,  fi  come  è  la  Imagine  all' Huomo  ;  onde  fi  dice  Imagine  :  perocché  imita,o  raprefenta  l 'Huomo.  Ma, 
quefle  relationifino  molto  differenti  dalle  due  prime  :per  efjer  quelle  reali,  <&  fcambieuoli  :  effendoihe  l'vno 
s  de  t  loro  eflremi  fi  nfenfee  all'altro  fcambieuolmente;&  quefte  non  fono  fcambieuoli  :  percioche  la  relatione 
reale flà  fittamente  in  un  termine, che  è  que!lo,che  dipende,  ouero  imita  la  cofa;l  'altro  poi  fi  dice  folamente  per 
reUttonexonaofìa  che  l'altro  eflremofi  nferifce  a  lut,&  effo  è  termine  di  tal  relattone:Di  modo  che  fi  coma 
la  cofa,della  qualfipuò  hauere  cognitionejù  la  relatione  alla  Scien%a:riferendofi  quefla  a  quellaja  quale  ter 
mina  la  dependenza  della  Scieza;cofi  l' Huomo  ha  relatione  alla  Imagine:  per  che  la  Imagine  fi  rijertfie  al- 
l 'Huomo,  et  termina  la  fua  imttatione.Dico  adilque  in  propofito,che  nel  primo  modo  della  Prima  relatione  fi 
ritrouano  le  Specie, o  Proportoni  contenute  nel  genere  di  mag  giare  mequalitàfchefi  applicano  agli  eflremi  di 
qualunq;  muficale  interuallo  ;  et  queflo, percioche  li  termini  deìl'uno,et  dell'altro  de  i  loro  eflremi  fino  reali,et 
hanno  cambiatole  relatione  luna  all' altro:  Ma  nelle  relationi  della  Secoda,  fino  quelle  Proportiont, che  fono  co 
tenute  nel  genere  di  minore  inequalitàxociofia  che  non  uièfe  non  vno  termine  reale, pofìo  nella  Equalità,  che 
e  collocata  tra  le  cofe  naturali,  &  èfimpre  flabile,&  rimanente  in  ogni  proportionefi  come  nel  cap.  3  o.del- 
la  Prima  parte  ho  detto:&  (altro  è  rationale  folamente, &  imaginato  .Di  maniera  che  la  Relatione  è  reale 
fé  non  in  vno  ejlremo,che  è  quello,che  dipende, 0  imita  la  cofa  naturale,  &  l'altro  è  detto  per  relationexancio 
fia  che  l'altro  eflremofi  nfenfee  a  lui,&  effo  è  il  termine  di  tal  Relatione .  Non  e  adunque  inccnueniente ,che 
le  Proportioni  di  minore  inequalità  h abbiano  folamente  un  termine  reale  :pot  che,  alle  volte  la  Relatione  fi  fa 
di  due  cofe,che  non  fono  comprefe  fitto  vno  ifleffo  genere, ouero  ordine  :  ma  fi  bene  fotta  due  generi ,  ouer  fit- 
to due  ordini  dtuerfi,  come  hauemo  veduto  :  ancora  che  tali  proportioni  fi  poteffero  dire  Realt,quandoft  confi- 

t  derafjero 


\±6  Seconda 

deraffero  folamente  ne  i-tota  numeri .  Per  le  rimani  adunque  ch'io  ho  detto ,  le  Confinante  unificali  nafiono 
dalli  Ceneri  di  mar  o-wre  inegualità  &  nanpojjoiio  nafiere  da  quelli,  che  fono  di  minore  per  alcun  modo. 

Dubbio  fopra  quel  che  lì  e  detto  .  Cap.     ^  i. 

OT  REBBE  forfè  alcuno  dire;  Pei  che  le  Proportioni  di  minore  inegualità  fono  filarne 
te  Rettoli  ali,  &  non  Reali  ;  In  qual  modo  fi  potrà  verificar  quel/o ,  che  dicono  i  Filofifi, 
parlando  delle  cofe, che  tra  loro  hanno  Relatwne  reale  ,  &  ^Anione  fcambieuole  ,  che  dal 
Cenere  di  minore  mequalità  non  promene  alcuna  anione  :  conciofiache  odi  eflremi  di  que- 
jìe  Proportioni  fono  -veramente  collocati  tra  le  cofe  naturali  ?  La  onde  per  fattsfare  a  tal 
dunamia  aico,cbe  nafeendo  l\Anione  (fecondo  l'opinione  del  Commentatore']  dalla  Vittoria  della  cofa  che 
muoue,  fopra  la  cofa  mofja  ;  molti  Filofifi  confiderando  quefla  Vittoria  dalla  parte  dell' agente ,  le  attribui- 
rono il  nome  di  Maggiore  inegualità  :  conaofiache  molto  bene  videro, che  tal  cofa  nonpoteua  effere  fetida  al- 
cuna proporttone  fra  l'vno,&  l'altro  :  &  perche  la  confideranno  etiandto  dallaparte  del  Panane, le  attri- 
buirono il  nome  di  Minore .  Ma  perche  tra  l  'Agente,  &  il  Pallente  fi  può  confderare  due  cofe  :  prima  fEc- 
ceffo  ;  &  dipoi  tlDiffetto  ;  L' Ecceffo  dico  dallaparte  dell  'vìgente, riff ietto  al  Pattane  :  &  ilDiffetto  dalla 
parte  del  P  attente, riff  etto  all' .Agente,  pero  io  fon  di  parere,  che  meglio  hauerebbeno fatto , fi  haueffero  det- 
to, che  dalla  Proportmne  dell' Ecceffo  ne  yeniffe  l'Attione  ,&da  quella  del  Diffetto  la  Pajìione  :  effendo  che 
la  Proportione  è  Relatwne,  &  tal  Relatwne  (come  vogliono  i  Filofofi  )fi  ritroua  di  tre  maniere,  cioè  di  A? 
guaolianxa,  di  Soprapo fittone, &  di  Soppofitione  ;  la  onde  poteuano  commodamente  dire,  che  da  quesìapro 
pontone  non  -viene  limone  j  poi  che  tra  due  cofe,  che  fi  ritrouano  di  equale  poffan^a,  &  di  virtù  equale ,  di 
maniera  che  l'ima  non  poffafuperar  l'altra  ;  non  viene  Amone,  ne  Pafiione  alcuna  ;  Ma  fi  bene  nelle-altre  : 
percioche  lo  Agente  fupera  il  P attente  in  virtù,  &poffan-za,per  vna  certa  ragione  di  fiprabondanxa  ;  on- 
de nafee  l 'Anione  folamente  ;  atteramente  il  P attente  èfuperato  dall'A<rcte,onde  nafee  la  Pafione  ;  de  t  qua 
li  modi  ne  parla  abondantemente  ogni  Filofofo  .  Et  fé  bene  le  Proportioni  di  Soprapofitione,&  quelle  di  Sop- 
pofitione in  quanto  al  So?  (retto,&  alla  Materia,  fono  vna  cofa  medefma,perche  fono  oppofteper  relatione 
folamente  ;  &  tanta  è  la  proporttone  della  virtù,  &  potenza  dell'afgane ,  chefuffe,  poniamo  4,  &  quel- 
la del  P  attente,  chefuffe  z  ;  quanta  è  laproportioue  della  virtù  delFatiente,  chefuffe  fimtlmete  z;  &  quel 
la  dell'Adente  4;  chef  ritrouerebbeno  equalt  in  difianxa ,  &  lo  Avente  fuperarebbe  il  P attente  con  quella 
proporttone,  con  la  quale  il  P  attente f uff  èfuperato  dall'agente  ;  nondimeno  fono  differenti  quanto  alla  rarìo 
ne,&  la  forma  :  Conciofa  che  in  vn  modo  fi  confiderà  l'Anione,  &  in  vii 'altro  la  Pafiione  :  prima  in  qua 
to  l'uno fupera  l'altro  ;  dipoi  in  quanto  l'vno  dall'altro  èfuperato  .  Onde  lo  Agente  fupera  il  P attente  fecon- 
do lo  Ecceffo;  &per  il  contrario  :  il  P  attente  èfuperato  dall' Agente,  ficodo  il  Diffetto.  Per  la  qual  cofa  è  ma 
tnfeflo,  che  l'Ecceffo,&  il  Diffetto  non  fino  vna  cofa  ifieffa fecondo  la  Forma,&  la  Ragione;ancora  che  fa 
no  vna  cofa  iftefft  fecondo  il  Soggetto,  &  la  Materia .  Confiderate  aduuq;  quejìe  Proportioni  in  quefìo  mo- 
do,dico  chetalpropofitwnef  verifica, quando, per  laproportioue  del  genere  di  minore  inequalità,  intendiamo 
la  proporttone ,  0  relatwne  di  Soppofitione  :  Ma  quando  fi  voleffe  intendere  il  genere  di  minore  mequalità  in 
altro  modo  ;  talpropoftwne  non  hauerebbe  nife  verità  alcuna  ;fi  come  leggendo,&  effaminado  queìlo,,che 
fi  è  detto  nel  cap.  3  o.  della  Prima  parte ,  ciafcuno  potrà  vedere .  Fiora  per  metter  fine  a  quejìo  nofiro  ragio- 
namento, dico,  che  quello  ch'io  ho  detto  fin  hora,  potrà  effer  baflante  a  quello ,  chef  è  ragionato  intorno  alla 
Prima  parte  della  Mufca,  chiamata  Theorica,  0  Specutatiua  iperctoche  è  defoglio,  che  hormai  vegliamo 
quelle  cofe,  che  fono  neceffarte  alla  intelligenza  della  Seconda,  chef  nomina  Prattica,  le  quali  far  ano  di  mol 
to  vtilità  a  ciafeun fìudiofo ,  &  faranno  contenute  nelle  due  parti  figlienti . 


IL     FINE     DELLA     SECONDA 

PARTE. 


LA"  TERZA 


LA  TERZA  PARTE 

Delle  Iftitutioni  harmoniche 

DI     M.     GIOSEFFO     ZARLINO 

D  <A     C  H  I  O  G  G  I  <A, 

NELLA   QVALE    SI    RAGIONA    DELLA    SECONDA 

PARTE  DELLA  MVSICA   CHIAMATA   PRATTICA, 

cioè     Del  l'a  r  t  e     del 

contrapvnto. 

Quel  che  lia  Contrapunto ,  &  perche  fia  coli  nominato . 
Capitolo  primo. 


iAV  ENDO  io  fin  hora  nelle  due  pani  precedenti  ragionato  afufficienza  in- 
torno alla  Prima  parte  della  Mufica ,  detta  Theorica ,  o  Speculati::-!  ;  &  ye- 
dttto  quelle  cofe ,  che  fono  appamnenti,&  neceffarie  al  Mufica  ;  refta  che  in 
quefle  due  parti  feguenti ,  io  ragioni  di  quelle  cofe ,  che  concorralo  ned.'  Seconda, 
parte ,  chef  chiama  Prattica,  la  qual  conffle  nella  compofitwne  delle  Canzo- 
ni, e  cantilene,  chef  compongono  a  due,  oueroapiù  yoci  ;  che  li  Pr attici  nomi- 
nano <Arte  del  Contrapunto .  Ala  perche  il  Contrapunto  è  il  Soggetto  principa- 
le di  quefaparte;  però  auanti  d'ogn  altra  co  fa  Tederemo  quel,  che  elio  fa  ;  & 
perche  fa  cof  chiamato .  Dico  adunque  che  Contrapunto  è  quella  Concordanza ,  o  concento,  che  nafee  da  yn 
corpo,  xlquale  habbia  in  fé  diuerfe  parti,  &  diuerfe  modulatiom  accommodate  alla  cantilena,  ordinate  con  uo 
ci  diflanti  l'y/ia  dall'altra  per  interualli  comenfm -abili,  &  harmonici  ;  &  è  quello,  che  nel  cap.  1 1  .della  Se- 
conda parte  io  nominai  H armonia  propia .  Si  può  anche  dire,  che'l  Contrapunto  fa  yn  modo  di  harmonia  , 
che  contenghi  nife  diuerfe  yariationi  de  foni,  o  de  yoci  cantabili,  con  certa  ragione  di  proportioni,  £$r  mifu- 
ra  di  tempo  :  Oueramente  che'l  fa  yna  certa  ymone  artefeiofa  de  fuoni  diuerf ,  ridutta  alla  concordanza . 
Dalle  quali  defininoni  paterno  riccogliere,  che  l'^frte  del  Contrapunto  non  è  altro ,  che  yna  f acuità ,  la  quale 
infegna  a  ritrouare  yarie parti  della  cantilena,  &  a  difyorre  ifuoni  cantabili,  con  ragione proportionata,^ 
mifura  di  Tempo  nelle  modulationi .  Et  perche  li  Muficigia  componevano  i  lor  Contrapunti  folamente  con  al 
cuni punti,  però  lo  chiamarono  Contrapunto  :  perche  poneuano  l'yno  cantra  l'altro  ,  comefacemo  a! prefinte 
mi,  che  poniamo  yna  Nota  cantra  l 'altra  :  &pigliauano  talPuntoper  la  yoce  :  conciofiachef  come  il  Puh 
to  èprincioio  della  Linea,&  è  anco  ilfuofine  ;  cof  il  Suono,  o  la  Voce  £  principio,  &fine  della  Modulatio- 
ne  :  &  tra  effa  è  contenuta  la  Confonanza ,  della  quale  fifa  poi  il  Contraponto .  Sarebbe  forfè  flato  più  ra- 
gionerie a  chiamarlo  Contrafuono ,  che  Contrapunto  :  percwche  ynfuonofpone  cantra  l'altro  :  ma  per  no 
partirmi  dall'yfi  commune ,  l'ho  yoluto  ancora  io  chiamar  Contrapunto  ,•  quaf  Punto  contrapunto  ;  ouero 
Nota  cantra,  nata .  Si  debbe  però  auertire,  che  il  Contr apunto  f  troua  di  due  forti,  cioè  Semplice ,  &  Dimi- 
nuito .  il  Semplice  è  quello,  che  ha  le  modulationi  campo ile  folamente  di  confonanze,  cjt"  di  figure  eguali, fa 
no  quali f  yoglino,  l'yna  cantra  l'altra  :  Ma  il  Diminuito,  non  filo  ha  le  parti  compofe  di  Confinar)  ze  ,ma^. 
etiandìo  di  Diffonanze;  &  in  effofi  pone  ogni  forte  di  figure  cantabile,  fecondo  l'arbitrio  del  Compoftore;& 
lefue  modulationi  fono  ordinate  per  tnterualli,lofpaci]  cantabilv,&  le  figure  numerate  fecondo  la  mifura  del 
fuo  Tempo,  llpropio  del  Contrapunto  è  di  afcendere,&  di  dtfeendere  con  diuerf  fuom ,o  noci,  per  mouimenti 
contrari^  in  yn  mtdefmo  tempo ,  per  infermili  praportionati ,  che  fi ano  atti  alla  confonanza  :  conciofache 
[Harmonia  non  nafee  da  altro,  che  dalla  diuerfità  delle  cofe,  chef  pongono  mfeme ,  &fino  tra  loro  oppo- 
fite .  Et  tanto  più  il  Coati  apunto  è  giudicato  dilettatole  ,&  buon,o;quantopmf  ufi  con  buona  gratta, meolic- 
n  modi,^  con  ornato,  0*  beilo  procedere;^  que ilo  fecondo  le  regole, che  ricerca  l'arte  delbene,<&'  corret 
v fi  tameite 


148  Terza 

tamente  comporre.  Bifogna però  auertire,che  l'Interuallo, nella  tmdulatioue,fi piglia  per  il  tacito  pafptg-gio, 
che  fi  fi  da  unjuono,  0  voce  all'altro  ;  ilquale  è  intelligibile;  quantunque  nonppofja  vére . . 

Della  inuentione  delle  Chiaui,&  delle  Figure  cantabili.     Cap.   2. 

T  PE  RC HE  ogni  Scienza  mathematica  confifle  più  prefo  nella  Dimoflratione  , 
per  nauerne  la  verità ,  che  in  dilfute,  e£*  /;;  opinioni:  conctofia  che  concepì  dallo  auerfia- 
no  alcuni  principi],  chiamati  Premiffe,fi  fa  la  Dimoflratione ,  la  quale  fa  ogni  cofa  chia- 
ra ,  filila  dijjìcultà ,  &•  rijoluta  ;però  volendo  venire  att\itt,  dmnjlratiuo  ,fu  bifogno 
di  trottare  il  mexp  da  condurre  le  dinwjìratiom  a  1  noprifentimenti,  accwche  fune/no  pie 
riamente  capaci  di  effe .  Ondeficome  li  Mathematici, veduto  la  necepità della  cofa,  ritrouarono alcune  Cije- 
re  ;  non  peròfeparate  dalla  materia,  ancora  che  le  confidenno  d.i  ejja  lontane,  fé  non  in  quanto  «ll'eper  loro  , 
almeno  fecondo  la  ragione  ;  ma  fi  bene  a  lei  congiunte ,'  &  furono  Punti,  Linee,  Superficie,  Corpi,  Numeri, 
0-  altri  caratteri  infiniti ,  che  fi  dipingono  folamente  in  carte  con  alcuni  colori ,  &  le  vfarono  in  luogo  della 
cofafignficata  :  Cofi  etiandio  li  Mufici  per  poter  ridurre  in  atto  le  loro  Jfeculatwni ,  &  dimoftratiom  ,  & 
porlefotto'lgiudtcìo  del  patimento  ;  poi  che  le  Voci,  &  li  Suoni  non  fipofionoper  alcun  modo  fcriuere  ,  ne 
dipingere  in  carte  ,  ne  in  altra  materia  ;  ritrouarono  alcuni  fegni ,  0  caratteri ,  1  quali  chiamarono  Figure ,  0 
Note-;  &  li  dominarono  nel  modo, che  più  abaffo  vederemo .  Ma  le  chorde  de  i  loro  iflrumenti  ,&  le  Voci 
delle  cantilene  denomtnauano  con  vna  di  quefle fei  fillabe ,pofle  in  quefìo  ordine ,  Vt,  Re,  Mi,  Fa,  Sol,  La; 
fi  come  nelcap.  3  o.  della  Seconda  parte  ho  moflrato .  Tale  ordine  poi  chiamarono  Deduttione,  0  Reduttio- 
ne,  la  quale  non  è  altro,  che  vna  trafbcrtatione  de  voci  da  vn  luogo  all'altro  :  onero  (  come  dicono  )  vnapro- 
gre filone  naturale  di  Seifillabe ,  che  fono  le  moslrate  difopra .  [Ma  perche  tal  Deduttione  puh  haucre  il  fuo 
principio  in  tre  luoghi ,  cioè  nella  chorda  C  ,  nella  F  ,&  nella  C  sperò  Guidone  diuife  il  fuo  Introduttorio  in 
tre  parti ,  applicando  le  dette  fdlabe  a  tre  Propietà  in  tal  maniera  ;  che  quando  la  prima  dette  dette  fillabe 
(feguendopoi  le  altre  per  ordine  )  incominciaua  dalla  lettera  C,  voleua ,  che  tale  órdini,  0  deduttione  fi  can,- 
tafje  per  la  propietà  ,  la  quale  chiamaua  di  N atura  :&  quando  incominciaua  dalla  lettera  F , per  quella- 
del  b  ritondo,  ouer  molle ,  che  lo  vagliam  dire  :  Ma  quando  hauetia  principio  dalla  letttra  G  ,  voleua  che  fi 
cantafje  per  quella  del  bj  quadrato ,  ouer  duro  ;  &  diffe  che  la  Propietà  tra  vna  Deriuatione  di  più  voci ,  0 
filoni  da  vno  fleffo principio  ;  onero  che  era  vna  Deduttione fingulare ,  0  particolare  di  ciafcuno  ordinato  Ep 
fachordo .  La  onde  Infogna fapere,  che  Guidone  congiunfe  ogni  Deduttione  con  vno  detti  Tetrachordi greci*, 
aggiungendo  a  ciafcun  Tetrachordo  due  chorde  di  più  dalla  parte graue,  come  è  quella  dett'Vt,  &  quella  del 
Re  :  percioche  ogni  Tetrachordo  ha  principio  nella  chorda  del  Mi  ;  come  nella  Seconda  parte  fu  commemora 
to  :  di  maniera  che  ogni  Efjachordo  contiene  aafcuna  (fede  della  Diateffaron ,  che  fono  Tre  ;  come  vederer 
moalfuo  luogo .  La  fede  poi ,  onero  il  luogo  delie  voci ,  ofuoui,  il  quale  i  Mufici  nominano  chorde ,  nomino 
'  Chiam  i  le  quali  fino  difante  l'vna  dall'altra  per  linee  equidifanti ,  &  parallele  ;  intendendoti!  però  1  jpacij 
di  mexo  ;  abenche  le  Veci ,  0  Suoni  non  pano  equalmente  diftanti  l'vna  dall'altra .  Onde  collocò  la  prima 
chiane  ,  la  quale  nominò  Gamma,vt  ;  nella  linea,  ouer  riga  ;  &  -A,  re  ;  che  è  la  feconda  nel  (patio .  Sir 
milmente  collocò,  t^  ,  mi,  in  riga  :  &  C,ft  ut  wfpacio,  &  di  mano  in  mano  collocò  etiandio  in  tal  manie* 
ra  le  alire  ;  come  fi  vedenoper  ordine  nello  Introduttorio  nominato  difopra,  fegnando  ciafeunacon  lafuapro 
pia  letta  ; ,  Ma  perche  alle  volte  tal  cofapoteua  generar  confufione ,  i  più  moderni ,  forfè  ricordandofi,  che 
in  vano  f  fa  alcuna  cofa  colmerò  di  più  cofe ,  che  fi  può  fare  con  poche,  &  bene  ;  ritrouarono  alcune  Cifere; 
per  le  quali  1  Cantori  fi  hatteffero  à  reggere,  accwche  hauendone  lafjate  alcune  altre  ,per  quelle  folamente  ha 
ueffero  cognittone  di  ogni  modulatione ,  &  di  ogni  cantilena  ;  &  da  quelle  hauefjero  notitia  de  1  Spacij,  oue- 
ro  Intentalli  di  Tuono ,  di  Sermtuono ,  &  degli  altri  ancora .  Le  quali  Cifere  fi  chiamarono  fempre  chia- 
ui  ;fiando  in  queìlafimditudine  ,  chef  come  per  li  Chiane  fi  apre  Fvficio ,  &fi  entra  in  capi ,  &  imp  ve- 
de quello,  chef  troua  entro  ;  Cofi  per  tali  Cifere  fi  apre  la  modulatione  ,  &fi  conofee  ciafcuno  detti  nomina- 
ti interualli .  lntrauerrebbe  bene  il  contrario,  quando fuffe  nmoffa  :  percioche  all'ora  ogni  cofa  fi  empirebbe 
di  confijione  ;  p  come  ogn'vno  fi  può  imaginare .  Nominarono  poi  quelle  Chiaue  con  li  nomi, che  fono  notate 
nel  futtcpùjlo  effempio ,  le  quali ,  benché  tatt'ora  alcune  di  effe  filano posle (opra  vna  medtfima  delle  cinque 
muffata  righe  ,fono  nondimeno  dijlanti  tra  loro  per  cinque  lettere ,  cioè  per  vna  Diapente ,  Ritrouarono 

etiandio 


Par 


Di     F.  fa  ut. 


Di 


t:: 


i=^Sifc 


te. 

C.  filfaut, 

-4 


149 


Di  C  fot  re  ut. 


B 


-I— B 


-<§ 


ttiandio  alcune  altre  cifre  per  feg  tiare  le  ycci  delle  loro  compoftioni ,  &  contraenti  ,  le  quali  chiamarono 
Figifre,  0  Note, che  le  yogliamo  dire;  £*7»  le  nominarono ^  fecondo  che  fi  yedetto  nominate  in  queflo  ejjempio  ; 

Mafi ima . Lunga.  Breue . Semibreue .     Minima.     Semiminima,     chroma.       Semichroma. 


~paù 


—  ■  U — I — Ih — ——-Al' 


ìÉPÉÉÌÉeéÉÉeI 


Et  il  loro  -valore  è  tanto ,  che  l'yna  yale  il  doppio  dell'altra  :  imperoche  yolfero ,  che  la  Mafoima  yaleffe 
due  lunghe ,  la  Luwa  ine  breui ,  la  Breue  due  fermbreui ,  &  cofi  difeorrendo  ,nel  Tempo  imperfetto  ;  per- 
Cioche  nelTempo  perfetto ,  nel  Modo ,  &  nella  Prolatione  le  confideranno  ad  altro  modo  ;  come  yederemo 
tàtroue  :  Et  fecondo  che  yop-liono  alcuni  Ja  Breue  fu  la  madre ,&  il  principio  di  tutte  le  altre  :  conciofia  che  la 
Mafiima,  &  la  Lunga  furono  ritrouate  dipoi  per  ilfuo  accrefcimento;  &  la  Serntbreue  con  le  altre  fornenti 
per  lafm  dimtmmone .  Effe  bene  gli  ^Antichi  nelle  compofttioni  loro  pojero  altri  fogni,  &  cifere  ;  come  fono 
li  Seo-m  deltepo,delModo,della  Prolatione  fiumi,  ^  quadrati,  £>  rotondi, Die fsfiaufo, Legature, Pre fé,  Co 
ronate,  Ritornai  &  mille  altroché  poffono  accafeare  ;  delli  quali  yna  buona  parte  ne  adoperano  anco  li  mo- 
derni ;  nondimeno  io  non  intendo  parlare,  (e  non  di  quelli ,  che  faranno  alpropofto,  &  fecondo  che  torneran- 
no commodi  :  Imperoche  principalmente  intendo  di  trattar  quelle  cofe ,  che  fono  necefarie ,  e?-  cadetto  /otto 
il  fornimento  dall'ydito ,  il  cui  oggetto  è  yeramente  il  Suono  ;  [affando  (  per  quanto  potrò  )  daparte  quelle  , 
che  a  tal  femtmento  fono frane ,  &>fo wafoiere , 

De  gli  Elementi,  che  compongono  il  Contrapunto  .     Cap.   5. 

AV  E  N  DO  SI  adunque  aragionare  della  compoftione  del  Contrapunto ,  bifogna  a- 
uanti  di  o<rn  altra  coft  conofceregli  Elementi ,  di  che  fi  compone  :  imperoche  munofiprà 
mai  per  modo  alcuno  ordinare  ,  o  comporre  alcuna  cofa  ;  ne  mai  conofeerà  la  natura  del 
compoflo ,  fé  orimier  amente  non  conofee  le  cofe,  chef  debbono  ordinare,  o  porre  tnfeme; 
&*  la  natura  ,ola  loro  ragione .  Onde  dico  che  gli  Elementi  del  Contrapunto  fino  di  due 
fòrti ,  cioè  Semplici ,  &  Replicati .  Li  Semplici  fono  tutti  quelli  infermili ,  che  fono  minori  della  Diapafon, 
cioè  lo  Vmfono ,  (  fornendo  in  ciò  l'ufo  dellt  Pratuci  )  la  Seconda ,  la  Ter%a,  la  Quarta,  la  Quinta,  la  Sefla, 
la  Settima,  <&  la  Ottani  ,cwè  ejfa  Diapafon.  Et  li  Replicati  fono  tutti  quelli ,  che  fono  maggiori  di  lei, cioè 
la  Nona ,  la  Decima,  la  Vndecima,  la  Duodecima,  &>gli  altri  per  ordine.  Ne  fi  debbe  alcuno  marauiglia- 
re ,  ch'io  habbia  poflo  la  Diapafon  tra  gli  interualli  fomplici  ;  conciofa  che  non  è  ueramente  interuallo  re- 
ificato ,  ne  compoflo,  come  forfè  alcuni  pen  fano  ;  imperoche  è  il  primo  tra  gli  altri  interualli  ;  &  (fi  come  af- 
ferma Boetio  )èla  prima  confonanxa .  Et  per  e  fere  il  primo  interuallo  non  può  effer  comporlo  :  effondo  che 
o<mì  compoflo  èfompre  dopo  le  parti ,  di  chef  compone  :  &  la  Diapafon  è  prima ,  &  ogn  altro  interuallo  è 
dopo  lei .  Et  quello  fi  uede  ipercioche  ha  lafua  forma  dalla  proportione  Dupla ,  la  quale  è  la  prima  della  ine' 
qualità  ;  &  le  altre  con  finanze ,  0  interualli  hanno  le  loro  forme  dalle  proportwm ,  che  fogueno  la  Dupla  > 
che  fono  {come  altroue  ho  detto  )  le  parti  della  forma  della  Diapafon ,  che  nafeono  dalla  fua  ami  fotte .  Effon- 
do adunque  la  Diapafon  prima ,  non  fi  può  dire ,  che  ella  fa  compofla  ;  perctoche  farebbe  di  bifigno ,  chefuf- 
ft  coposla  di  interualli  più  fomplici,&  primi,  che  nonèilfuo .  Ne  anco  paterno  dire ,  chef  componghi  di  più- 
Vnìfini ,  come  alcuni  fiocchi  hanno  hauuto  parere  ;  ancoraché  fano  più  fomplici  della  Diapafon ,  &  pri- 
ma di  lei  ;  percioche  non  fono  gli  Vnifom  (  come  uederemo  )  interualli  ;  ma  fono  cornee  il  Punto,che  è  un  mi- 
nimo indtwfbile ,  che  non  fi  può  continuare  con  un'altro  punto ,  comeproua  ^rifatele  nel  lib.6. della  Tifi- 
ca.Et  a  chi  dtmandaffo  ,  in  qualmaniera  nafee  la  Diapafon  ;f  potrebbe  rifpondere  fen%a  errore  alcuno  , 
che  nafee  quafi  dio  tUeffi  modo,  che  nafee  la  Linea  Ja  quale  è  la  prima  quantità  diuifbile ,  Effondo  adunque 
*  ~  "-  prima 


ijo  f*  Terza 

prima  tra  gli  altri  internali  ratificali ,  &  non  fi  potendo  comporre  dì  V  infonì,  ne  di  altri  interualli  quantun- 
que mimmi ,  fi  può  concludere  ,  che  ella  fa  femplice ,  &  finza.  compofitìone  :  &>  effendo prima,  che  ella  fio,  - 
madre,  genitrice ,  fonte  ,&  principio ,  dal  quale  derma  agri  altra  Confinanza  ,&  ogri  altro  Interludio  : 
conciofia  che  quello  che  è  primo ,  [empre  è  cagione  di  quello ,  che  yien  dipoi ,  (cp  non  per  il  contrario .  Et  fi 
come  dicemo,  che  dalla  Equalità  ha  principio  la  Inequalità  ;  cofi  Infogna  dire,  che  dall' Vmfono  habbia  prin- 
cipio la  Diapafon  -.perocché  dall'yna  ha  la  forma  l'Vmfono ,  &  nell'altra  fi  ritratta  la  forma  della  Diapa- 
fon .  Et  tanta  è  la  amiatia,  che  hanno  infume  queflt  due ,  che  per  la  loro  fimivlianxa ,  &  femphatà ,  quafi 
allo  ifleffo  modo  è  moffo  l'Vdito  da  ifuoni  della  Diapafon  fi  come  e  muffo  da  quelli  dello  Vmfono .  Et  ciò  auie 
ve  primieramente  dalia  fimiglianza ,  come  ho  detto ,  che  hanno  infieme  ipercioche  o«m  generante  fempre 
venera  il venerato  fintile  afe  ;  &  dipoi, perche  l'uno,&  l'altra  fono  Principi]  :  cioè  l'V  ni  fono  per  la  Equalità, 
dalla  quale  ha  principio  la  Inequaluà;  &  la  Diapafon  per  la  Dupla,che  è  prima  cTogrialtra  cofonanza,  dal- 
la quale  ha  principio  le  altre  proportiom  della  ineqitalità.  Et  è  in  tal  maniera  femplice  la  Diapafon, che  fé  bene 
è  cotemita  da  due  fuoni  diuerfi  per  ilfto,diro  cefi, paiono  nondimeno  alfenfo  un  folo:pncioche  fono  molto  fimi 
li  :  CÌ7*  ciò  auieneper  la  uicimtà  del  Binario  alla  Vnità, che  fono  attenuti  negli  ejìremi  d  Ala  fua  forma, che  è  i.t 
Dupla  :  Ondetalforma  contiene  due  principi], cioè  la  Vntt.fche  è  principio  de  i  Numeri,&  è  quella  tra  loro, 
che  non  fi  può  duudere  ;£?•  il  Binario ,  che  è  il  principio  della  congiuntwne  delle  unità,  &■  è  il  minimo  nume- 
ro ,  chefipoffa  diuidere,&  dalla  unità  è  mifurato  due  mite  follmente  :  manonfipuò  dmiderein  due  nume- 
ri ;  perche  non  contiene  in  fé  altro  numero ,  che  ÌV  n'ita  replicata .  Onde  fi  come  il  Binario  ha  quafi  la  ifleffi 
natura ,  che  ha  tv  nìtà ,  per  efferle  -vicino  ;  cofi  la  Diapafon  ha  quafi  li  natura  ittefft  dello  Vmfono  ;  fi  per 
efferfrli  uicina;  come  fi  forge  ne  i  termini  delle  loro  forme;  come  etiandio  ,perche  vii  eìlremì  delle  lorpropor 
twin  non  fono  compofli  di  altri  numeri ,  che  della  Vnìta  :  Di  modo  che  imitando  lo  effetto  la  natura  della  fua 
canone;  &•  effendo  i  numeri  harmomct  cagioni  de  oli  h  armonici  fuoni  ;  è  coja  r.moneuole ,  che  ilfuono  imi- 
ti ancala  natura  loro;  &  che  li  detti  due  fuoni  della  Diapafon  panno  un  fuonofolo.  Talefemplicità  anco  fi  co 
nofee  chiaramente ,  quando  fi  aggiunge  dalla  parte  grane,  ouer  dalla  acuta  di  effa  Diapafon  alcun  o  interual- 
lo ,  che  fa  con  fonante,  o  diffonantt  -.peraoche  allora  pare,  che  fa  congiunto  quafi  ad  i>n  filo  fi tono .  La  onde 
yedemo ,  che  la  Diapafon  diapente  muoue  l'ydito  quafi  allo  ifleffo  mudo  ,  che  fa  la  Diapente  :  cofi  la  Diapa- 
fon col  Ditono , come  failDitono  filo  .Et  tanto  -vdimoeffer  diffonante  la  Diapafon  col  Tuono ,  quanto  è  rf*- 
Tuono ,  &  quafi  allo  ifleffo  modo  l'vno ,  &  l'altro  muotiere  ilfintimento  ;  il  che  fi  potrebbe  dire  delle  altre 
ancora  :  Et  ciò  non  può  accafiare  in  alcuna  delle  altre  con  fonante, come  è  manfifoicuciofiache  non  fono  tan 
tofemplici  :  quanto  è  la  Diapafon  :  il  che  è  chiaro  da  conofeere  :  imperochefi  noi  «^giungeremo  il  Ditono  al 
Semtdttono ,  gli  eftremi  di  tale  aggiuntioneprodurra.no  la  Diapente .  Similmente Je  noi  congiunp-eremodue 
Diapente,  due  Diateffaron,  due  Ditoni,  due  Semiditoni,  ouer  due  altri  fimili  in  proporzione  ;  oltra  li  fuoni  di- 
uerfi, che  fi  udiranno  nelle  lor  chorde  eilreme,  lo  infermilo  farà  etiandio  diffonante  :  conciofa  che  l'uno,  & 
[altro  ejlremo  di  qualunque  interuallo ,  non  hanno  alcuna  ragione,  ne fimiglianza  di  vno  ifleffofaono,come 
quelli  della  Diapafon .  Et  de  qui  nafee ,  che  le  con  fonanti 'fi  triplici ,  che  fono  pofle  oltra  la  Diapafon ,  hanno 
quella  firn  iglianxa ,  che  haueano ,  quando  erano  fimpli<.  i ,  &  che  erano  pofle  tra  gli  eflremi  di  effa  Diapa- 
fon .  Et  ho  detto  fiinplici  :  percwchefi  uede ,  che  ciafe  uri  altra ,  che  è  collocata  oltra  la  Diapafon,  nafee  in  t», 
certo  modo ,  che  pare  ,che  da  una  di  quelle  femplici  liabbia  lafua  origine .  La  onde  fi  uede  uenficare  quello  , 
ch'io  di  fi  nella  Prima  parte ,  che  le  confinante ,  &  diffonante ,  quafi  hanno  quella  ifleffa  ragione  nel  mol- 
tiplicai fi  ,di  quello  che  hanno  li  fimplio  numeri  oltra  il  Denano  :  Imperoche  fi  come  oltra  effo  non  fi  uede 
aggiungere  di  nuouo  altro  numero  ;  mafdamete  replicare  vii  di  quelli,  che  è  mtnoredi  lui  :  effendo  che  avviti 
ta  la  Vmta,che  è  prima  alDenario,nafce  lo  Vndenarw;  dipoi  a«  vìuuto  il  Binano  nafee  il  Duodenario;  Simil 
mente  avo turiti  il  Ternano,  &  oli  altri  per  ordine,  fi  venerano  i  numeri,  che  fono  fimili  nella  loro  termìna- 
itone  a  quelli  ferri  pila,  chef  aggiungono;  Cofi  anco  oltra  la  detta  Diapafon ,  non  fi  aggiunge  alcun  fuono  ai, 
nuouo  :  ma  fi  bene  quelli  ijlefi,  cheli  contendono  tra  effa;  i  quali  efendo  finiti, fi  ritorna  fempre  circolarmele 
alli  primi.  La  onde  fi  può  concludere  per  le  raviom  addutte,che  la  Diapafon  fi  de  neramente  chiamare  inter-^ 
uallo  femplice,&  non  replicato,o  compoflo  ;  attefi  che  è  come  Elemento  di  uafcun' altra  confinan%a&  in- 
ternatio. Seguendo  adunque  il  coflume  dtUi  Fruttici  diremo,  che  gli  Elementijemplia ,  onero  (come  dicono) 
le  Specie  femplici  del  C 'ontrapunto  fono fette  ,Qr  nuli  più;  laf andò  fuori  lo  V  mfono:  percioche  non  è  ne  confi- 
nanti jte  Interualloicome  al  fio  luovo  uedercmo;Ji  come  è  U  Seconda,  la  Terzgja  Quarta ,  la  Quinta,  U 

Seila, 


Parte.  ij-i 

Seflttja  Settima,&  la  Ottaua:  Intuendo  però  rifletto  follmente  al  numero  delle  chorde,po[ìe  nel Mònccbor 
do  del  Cap.  4^.  della  Seconda  parte,  &  non  àgli  imerualli.  Da  quefle  poi  nafamo  le  Raddoppiatele  chia- 
mano Compojh;  le  quali  ho  pojlo  nell'ordine  feguente,  acciò  fi  poffa  uedere,  di  che  natura,  &  a  quali  delle  Se 
phcifianofottopofle  ,  &fi  afiimiglmo.  Di  quefle,  dopo  ch'io  batterò  moflrato  la  differenza,  &  la  propietà; 


Semplici.  |   Vnifono.  \  Seconda.   \  Terza.      |   Quarta.    |  Quinta.    |   Sejla.   |  Settima.  \Ottaua.\ 

,.    .                           s         1        io               11                11             1 ,           14     1      ,  ; 

1         iff                  17         1         '8                  19               20             21             22 

Et  più  oltra  anco,  fecondo  la  diftojìtwnc  degliiflrumenti  naturali ,  er  artejiciali . 

uerrò  a  dimofìrare,  in  qual  maniera  fi  h.ibbiano  a  porre  ne  i  Contrapunti .  Ma  fi  debbe  allenire,  chef  chia- 
mano Specie:bercioche,fi  come  la  Specie  è  nominata  da  Porfirio  quella  Forma ,  0  figura ,  che  contiene  in  fé 
qualunque  cofia  ;  &è  contenuta  fiotto  alcun  genere:  comeffuol  dire ,  che  l'Huomo  è  [fede  dell'animai  ; 
il  Bianco,  &  il  nero  del  Colore;  &  il  Triangolo,^  il  Quadrato  della  Figura  :  cvfi  le  mostrate  fi  nominano 
Specie  :per  che  ciaficuna  di  loro  ha  itfiua  propia forma,  &  èfiottapoila  a  queflo  genere  Internatio. 

Diuifione  delle  moflxate  Specie.    Cap.  4. 

OET  IO  Net  cap.  10^  nello  1 1  del Quinto  libro  della  Mufica  ,feguendo  il  parere 
di  Tolomeo,  chiama  alcune  delle  Voci ,  0  Suoni  tra  fi  Vnifione ,  &  alcune  Non  umfione. 
Quelle  nomina  Vmfòne,  che  àafeuna  da  per  sé ,  auero  aggiunte  infieme fanno  uno  iflej- 
fo  fitono .  Dipoi  dmide  quelle ,  che  non  fono  Vmfione,  &fà  molte  parti  ;  ponendone  alcu- 
ne Equifòne  ,  alcune  Confane ,  altre  Errimeli,  ejr  alcune  Diffone  :  &  pone  ettandio  ylti- 
mamente  le  Ecmek  molto  differenti  dot  quefle.  Quelle  chiama  Equifòne ,  chepercofifie  infume ,  dal  tempera- 
mento ,  &  miilura  loro ,  di  duefiuoni  differenti ,  che  fino ,  fanno  ad  un  certo  modo  un  fiuono  femplice  :fi  co- 
me è  quello  della  Diapafon ,  &  quello  della  Difdiapafon  ancora  :  Ma  confane  nomina  quelle ,  che  quantun- 
que f  acino  un  fiuono  compofiìo ,  0  mifìo ,  che  dir  lo  Dogliamo ,  è  nondimeno  fioaue  :fii  come  è  quello  dalla  Dia- 
pente ,  &"  etiandio  quello  dell*  Diatefifiaron ,  &  di  quelle ,  che  dt  quefle  due ,  &  delle  Equifòne  fono  campo- 
ile  :fi  come  quello  della  Diapafon  diapente ,  &  quello  della  Diapafon  diatefifiaron.  Emmelipoi  chiama  quel- 
le ,  che  non  fono  confinanti:  ma  fiipoffono  però  accommodare  ottimamente  alla  Melodia;  &[òiio  quelle , 
che  giungono  inferni  le  confònanze ,  &  tra  loro  fii pofifionb  porre  :fii  come  è  il  Tuono,  ilquale  è  la  differenza, 
chef  troua  tra  la  Diapente, &  la  Diatefifiaron;  perii  quale  di  confane  che  fono,  fi  congiungono  infiieme  Equi 
Jone  in  T>na  Diapafon .  Cofiìancofiipoffiono  nominare  Emmeli  le  fiemplia parti  di  quefle  confonanxe ,  le  qua- 
li fie  bene  non  fono  confinanti  ,fiì  pofifono  nondimeno  accommodar  bene  alla  Melodia .  Chiama  dipoi  Diffone 
quelle ,  che  non  mefcolano  infieme  alcun  fiuono ,  che  fila  grato  :  ma  ferirono  amaramente ,  £7*  fènza  alcuna 
fiauità  dnoftrofintimento .  Vltimamente  nomina  Ecmeli  quelle ,  che  non  entrano  nella  congiuntwne  delle 
confinanze  :  come  farebbe  dire  (per  dare  vno  efifiempiò')  il  Diefis  enharmonko ,  che  alcuni  poco  intelligenti 
di  quello ,  che  habbia  -voluto  dir  Boetio ,  l'hanno  pofìo  nel  numero  delle  Emmeh  ;  &  altri  interualli filmili , 
che  non  fi  pofifono  ag  viuno-ere  con  altri ,  che  giunghino  infieme  alcune  confinanze.  Quefla  è  la  antifone,  che 
fa  Tolomeo  di  tali  Specie ,  recitata  da  Boetio  :  ma  io  per  fegttir  l'ufo  commmie ,  &  per  [chinare  la  dijfcultà, 
che  potrebbe  naficere,  le  diuideròfòlamente  in  due  parti,  cioè  in  Confinanti ,  &  in  Dififonanti .  Le  Confinan- 
ti faranno  la  Terzaja  Quartana  Quinta,  la  Sefila,  la  Ottaua,  £7*  le  replicate,  0  compofìe  ;  Et  le  Dififonanti 
faranno  la  Seconda  ,  la  Settima,  &  tutte  quelle ,  chef  compongono  di  yna  di  quefle ,  &>  della  Ottaua .  Et 
per  che  nella  Seconda  parte  hauemo  ueduto  quello,  che  è  Confinanza ,  &  Dijfonanz}  ;  però  lajjando  da  yn 
canto  il  replicare;  porrò  folamente  tal  diutfione  in  efifiempiò ,  acctoche  più  facilmente  fii  forgi  in  efifio  quello , 
che  fi  è  detto. 


Confiommzs 


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erza 


Confonaiiz?  ■ 

■  |.  |«  |.«  !<  !• 

io      ii      12      i j      i  ; 

|    «7    |    .8    |    „    1    ,o    j    zz 

Dijjoiiatize 


'4 


Se  la  Quarta  e  confonanza  ;  &  dondeauicne,  cheli  Mu- 
fici non  l'habbiano  utata,fe  non  nelle  compofitio- 
ni  di  più  uoci.  Capitolo  .      ^. 

kAR  E  RiA  Forfè  ad  alcuno  copi  notti ,  ch'io  habbiapoflo  la  Quarta  nel  nnpiero  delle 
confinanxe.poi  che  fin  hora  da  i  Mufici  pr  attici fa  fata  collocata  tra  le  diffonanxe.  On- 
de ,  accioche  di  talcofafi  habbia  qualche  notitia  ,f  debbe  auertire ,  che  la  Quarta  -vera- 
mente non  è  difjonanza ,  ma  fi  bene  confonanza  :  comefpuòprouare  in  tre  modi  ;  pri- 
ma per  l'attttortta  de  i  Mufici  antichi ,  la  quale  non  è  da  (prezzare  ;  dipoi  per  ragione  ; 
&  ultimamente  per  ejjempio .  Per  l'auttorità  degli  ^Antichi  prima,  percioche  da  ogni  dotto  fenttore  Greco, 
&  Latino  J  collocata  tra  le  confinante.  Tolomeo  (laffandone  infiniti  altri  più  antichi  di  lui)  in  molti  luoghi 
della  IT  armonica,  &  specialmente  nel  cap.  5 .  del  Primo  libro ,  la  nomina  confonanxa .  il  mede  fimo  fa  Boe 
tio  nella  Mufica  molte  fate ,  &  mafimamente  nel  cap.  7 .  del  Primo  libro ,  &  nello  Vndecimo  del  Qutn 
tof.EtDione  hifìoricohiel  lib.  $j.con  l'auttorità  de  1  più  antichi  di  lui ,  la  chiama  Harmoma'.  Euclide  nel 
cab.  Primo ,  &  G audentw file fofo{ 'nel cap.  -j.de  1  loro  Introduttortji  Macrobiomel  primo  capitolo  del  Se- 
condo libro  del  So*no  di  Scipione  la  connumera  tra  le  confinanti  V ttruuio' anco ,  nel  cap.  4.  del  Quinto  li- 
bro della  architettura ,  è  di  parere ,  che  ellafia  confonanxa  ;  E  t  Cenforino'in  quello ,  cheferiue  a.  QXerel- 
lio ,  ha  la  ifteffa  opinione .  Sipróua  dipoi  per  ragione  in  cotalmodo .  Quello  Imerttallo ,  che  in  Dna  compofi- 
tione  harmontcaf  ode  con  fonare  perfettamente,  pofto  da  per  se,  non  può  ejferea  patto  alcuno  diffonante.  Ef- 
fendo  adunque  la  Diateffaron  ,  0  Quarta  di  tal  natura ,  che  accompagnata  con  la  Quinta  in  ima  harmonica 
compofitione ,  rende  foaue ,  &  harmomofo  concento  ;fegmta  che  ellafia  anco  fuori  della  compofitione  con- 
fonante: cioè  quando  èpoìlafola.  Lo  affonto  di  tal  ragione  èmaniftfio  per  ilfuo  contrario  ;  cioè  per  le  diffonan 
xe,  che  fono  la  Seconda,  &  la  Settima ,  con  le  loro  replicate;  le  quali  non  effendo  nella  compoftione  per  al- 
cun modo  confonanti  ,fono  etiandio fuori  della  compojitione  della  ifteffa  natura  :  come  è  mamfeflo .  Oltra  di 
ciò  fi  prona  per  un'altra  ragione  ;  che  Quello ,  che  ha  ragione  de  numeri  nell'acuto,  &  nel  orane,  è  confomn 
te  :  come  e  mamfeflo  per  la  definitione  del  Filofofi  poda  nel  cap.  1 1  della  Seconda  parte  ;  onde  hauendo  la 
Quarta  tal  ragione  ;  è  mamfeflo ,  che  ellafia  confinante .  Et  quefìa  propofitione  minore  fi  frotta  :  conciojia 
che  Filopono  fpra  la  Definitane  data  dal  Filofifo  nel  lib.  1  della  Poflerwra ,  chiama  la  Sefqutterxa  ,  ciuf  è 
la  (uà  uera  forma ,  Ragion  de  numeri .  Ma  per  che  gli  effempij  uaglionopiù  appreffi  alcuni,  che  le  auttorità, 
&  le  ragioni  ;perb  t  necefjano  neutre  alla  terxa  prona .  Onde  dico  che  fempre ,  quando  tal  confonanxa  fi  ndtt 
rà  in  atto ,  nella  fua  uera  proportione ,  0  uero  wteruallo ,  ognuno  di  fino  giudiao  dirà,che  neramente  è  confò 
nanxa  ;  come  ognuno  da  sé  potrà  fempre  farne  la  prona ,  accordando  ~vn  Liuto,  onero  imo  Violone  perfetta- 
mente :  imperoche  tra  la  chorda  ,  che  chiamano  il  Baffo,  &•  quella  che  nominano  Bordone:  0  neramente  tra. 
quefla  ,  &  quella ,  che  chiamano  il  Tenore  ;  &  tra  quelle  altre  tre  chorde,  che  fono  più  acute,  udiranno  che 
la  Diateffaron  ,  0  Quarta  farà  marauiglmfi  concento .  Et  fé  pure  alcuno  vorrà  dire ,  che  ella  fa  diffonante  ; 
quello  auerrà,  per  chefeguirà  l'ufi  de  1  Pr  attici  ;  1  quali  non  f apendo  idem  ragione  alcnna,à  p-an  torto  ci  fi 
la  chiamano ,  &  la  feparano  dal  numero  delle  Confonanxe.  Ma  infitto  non  è  cofi  :  percioche  quando  fi  rida 
cono  ad  vdirlafopra  alcuno  iflrumento ,  che  fa  accordato  perfettamente  ,fi  acchetano  poi .  Et  fi  fuffie  nera- 
mente diffonante ,  come  dicono ,  noi  non  la  ufiarefiimo  nelle  nofìre  comptfitiom  :  &  fimilwente  1  moderni 
Greci  non  la  porrebbeno  ne  1  lor  canti  a  più  noci  ;  1  quali  fi  odono  qui  in  Vtnegja  o<nn  giorno  folenne  ne  i  loro 
Cati  ecclefiafltci,  ne  i  quali pogono  la  Diatejjar'ó  nella  parte graue ,fenxa  porre  per  fua  bafaldiro  coli) alcuna 
altra  confonanxa .  Qui  diràjorfe  alcuno ,  da  che  nacque  adunque ,  che  1  iwilrt  Prattict  lapofero  nel  numero 

delle 


Parte. 


Jn 


delle  diffonanzeìPenfi  io  che  quello  nafceffe,per  la  dtfcordia,che  era  tra  i  Pìthagorici,et  Tolomeo,  che  uolen 
do  quellijche  ciafiuno  interuallo,tl quale  fujji  contenuto  da  altro  venere  di  proportione,  che  dal  Moìttplice,  et 
Superparticolare(come  molte  fiate  ho  detto)nonfuffe  atto, afare  confinanza  alcuna;non  acconfentiuanojche 
la  Diapafon  diateffaron, contenuta  dalla  proporiione  Dupla  fuperbipartient  eterza  ,fitffe  confinante ;ancora 
che  Tolomeo  fi  sforzale  di  moflrare,che  era  il  contrario,  addicendo  tal  ragione:  Che  fi  come  la  Diateffaran 
kmplice  è  confonante ,  cofi  aggiunta  alla  Ottauaje  ejìreme  chorde  di  tale  aggiuntione  non  poffono  effer  diffo 
manti  :  Imperoche  quei fuonfche  fi  aggiungono  alla  Diapafon, fi  yedono  quafi  effer  aggiunti  ad  vii  fuono  fòla;  ■ 
fi  come(per  quello  che  ne  moflra  Boetio~)è  la  natura  di  tal  confonanxa .  Onde  vedendo  i  Muftcì  latini  la  lite  , 
che  era  tra  cofloro,&  le  ragioni  che  adduceuano  effer  buone;non  volfero  effer  giudici  di  quefla  cofa  :  ma  per 
non  dare  vna  certa  libertà  di  porre  nelle  cantilene,  fenza  qualche  confderatione  ,queffa  tal  con  finanza, et  la 
ftafimplicejefepararono  dal  numero  &  ordine  delle  altre:  non  perche  veramente  fiano  diffamimi:  perciò-, 
che  non  hauerehbeno  comportato, che  fuffero  pofle  nelle  cupoftioni:  ma  acciochefi  haueffero  a  porre  con  qual 
che  buono  ordtne,&  con  nuditio.Et  che  quejìofia  iluero,fi può  vedere,-che  quelli  che  hanno  hauuto  qualche 
giuditio  nella  MuficaJ'hanno  vfata,non  folamente  accompagnata  con  altre  confonanze,  ma  etiandio fen%a, 
alcuna  compofitioue,nei  canti  di  due  voci;  tra  i  quali  fu  uno  lofquino,  che  nel  principio  di  quella  parte, Et  re- 
furrexit  tema  die,  della  meffa  detta  l'Homme  armi  a  quattro  uoci,pofe  talcofinazafemplicemente,finza 
accopagnarle  niun  altro  interuallo  dalla  parte  grane;  il  chef  puh  etiandio  vedere  in  molte  altre  cantile  an- 
tiche, le  quali  no  pongo  per  nonfaflidire  il  Lettore.Et  benché  tali  cofonazefi  ritroumo  effer  pofle  in  opera  rare 
volte;  nodimenofi  vede, che  le  vfarono:  &fi  haueffero  hauuto  optinone,  che  fuffero  fiate  dif?onantt,credo  io, 
che  non  le  hauerehbeno  vfate.  H  ora  per  le  cofe,chefi  è  detto,  fi  può  vedere, che  la  Quarta,  et  le  replicate  fino 
Confònanti;&  per  qual  cagione  liMufici  le  collocarono  tra  quelli  interualli, che  fino  diffonatt.  In  qual  manie- 
rapè  ella  fi  dica  Perfetta,^  in  qual  modo  fi  habbia  a  porre  nelle  compofttioni ,  lo  vederemo  alfuo  luogo. 


Cofonanze  Perfette. 

«    1     4  I      i   |      8 

j      II      |      12      |      Ij| 

|    i8    |    .a   |    zi| 

Imperfette. 

1     1  * 

•  O      |      IJ 

17    |    io    | 

Diuifione  delle  confonanze  nelle  Perfette,  &  nelle  Imperfette.     Cap.  6. 

O  NO  diuife  le  confonaze  da  i  Prattici  in  talmodo,  che  alcune  fi  chiamano  Perfette, et 
alcune  Imperfette  :  Le  Perfette  fono  l'Vnifono,la  Quartana  Quinta  Ja  Ottaua,&  le  re 
plicate:  ancora  che  isfriflotele  aitribuifca  tal perfettwne  alla  Ottaua  folamente  ;  &  per 
certo  è  vero:  conciofta  che  la  Quarta,  &  la  Quinta  fino  melane  tra  la  perfettione ,  & 
la  imperfettione;come  dimojìraremo.Le  Imperfette  fono  la  Terza  Ja  Sefla  &  quelle  che 

nafcono  da  quefle  aggiunte  alla  Ottaua;  come, 
nel  fitto  poflo  effempio  fi vedeno.      Et  dicono 
le  prime  effer  perfette ,  forfè  perche  hanno  la 
lor forma  dalle  proportwm  contenute  tra  il  nu- 
mero Quaternario,  nel  genere  Molaplice,  &• 
nel  Superparticolare ,  tra  4. 3. 1.  1.  il  qual 
numero  (  come  altroue  ho  detto  )  appref- 
fi  i  Pithagorici  era  tenuto  Perfetto  :  percioche  dalle  fue  parti  aliquote  ,  &  non  aliquote  ,  che  fono  i 
quattro  moflrati  numeri,  rifultaua  vii  altro  numero ,  il  quale  medefimamente  chiamauano  Perfetto,  che  è  il 
Denario.  Ma  in  vero  le  nominarono  Perfette:  conciofta  che  pofle  da  per  il  fieramente  accompagnate  ad  al- 
tre confonanze, hanno  pofanza  al primo  apprenderle, che  fa  il  fentimento,di  acchetarlo,  &fittisfarli  a  pieno, 
quando  da  loro  è  mutato:  Imperoche  mentre  fi  ne  ode  alcuna  pofta  nelgraue,ouer  nello  acuto, contenuta  nel- 
la fua  itera  forma;  fortifica  tvdito,&  fi  che  niente  de  fiderà  più  oltra  ,  che  faccia  alla  fua  perfatione ,  &  la, 
faccia  ptufiaue,&  pmgrata.Ne  altra  differenza  fi  ntroua  tra  le  dette  confonaiixe  pofle  nelgraue,di  quello 
che  fi troua,quando  fono  pofle,neU  'acuto, 'fi  non  che  quelle,  che  fino  pofle  nell'acuto  ,ferifcono  più  velocemen- 
te l  Vdito,che  non  fanno  quelle ,che  fono  pofle  nelgraue,per  le  ragioni  dette  nel  cap.  i  i ,  della  Seconda  parte: 
percioche  fino  contenute  da  vna  ifleffa  praporttone.Ma  le  altre  chiamarono  Imperfette  :  conciofta  che  hanno 
la  forma  loro  dalle  pmportioni ,  li  cui  termini  fimo contenuti  da  numeri ,  che  fi  ritrattano  i  Itra  il  Quater- 
nario ,  che  fono  6.  j .  4.  Onde  il  Ditone  nafie  dttllawogortione  Sefquiquarta,&  tlSemidaono  dalla  propor- 
ti tione 


/- 


1 5"4-  Terza 

tione  Sefipiiquinta,  net  venere  Superparticolare .  Quefìi  due  internaci  aggiunti  alla  Diateffaron  generano  lo 
E(fachordo,cwè  l'yno  il  Maggiore, &  l'altro  il  Minore;  le  cui  proporttom  hanno  luogo  nel  genere  Superpar- 
tiente , dalla  Superbipartiente  terza,  &  dalla  Stipertripartiente  <]uinta:come  nella  Prima  parte  ho  dichiara- 
tole Quali  (fecondo  il  parere  de  i  Pithanrici)non  fanno  confonanza.Etfino  mede  di  tal  naturatile  pofie  in 
effere  da  per  sé  nelle  loro  nere  forme, non  hanno  poffanxa  di  acchetare  t~i'dito,di  modo, che  non  defiden  altro 
fuonopiù  prato, più  dolce, &  più  foatte:  come  è  mantfeflo  a  tutti  coloro, che  fono  periti  nella  Mufica:mafi  be- 
ne quando  fono  accompagnate  con  altri  interualli  in  tal  manierategli  ejìremi  della  compofitionefacino  yna 
confonàzaperfitta,ouero  yna  delle  imperfette  replicate;come  yederemo  altroue.Et  benché  cofìorofaano  tal 
dijferenza,nondimeno  tutte  fi  poffono  chiamare  perfette, quando  fono  contenute  nella  itera,  &  naturale  for- 
ma loro,cioè  nella  lor  propia  proportione . 

Chela  Quarta,  &  la  Quinta  fono  mezanctra  le  confonanze per- 
fette, &  le  imperfette.     Cap.  y. 


T  SE  Bene  la  Ottauaja  Quintana  Quarta ,  &  le  replicate  fi  chiamano  Confinante 
perfette;nondimeno  la  Ottaua(comeho  detto  di  f(,pra)ì filamente  perfetta;^  la  Quin- 
ta men  perfetta  della  Ottaua;&  la  Quarta  me  perfetta  della  Quinta.Onde  fi  come  quel 
la  cofa  la  quale  è  più  uicina  allafua  onerine, onero  alla  (ita  cagione, ritiene  maggiormente 
la  natura  dtquella,&  è  più  perfetta  in  quelgenere,che  non  fono  quelle,  che  le  fono  lontan- 
ile: come  fi  uede  nella  luce,  che  quella  parte, la  quale  è  più  "vicina  allafua  onerine, &  alla  (uà  cagione,  la  qua- 
le è  il  Sole, ha  più  chiarezza, &  rifflende  più  eccellentemente, et  è  più  perfetta  di  quclla,che  le  è  più  rimotta, 
o  lontana;cofi  quella  confinatila,  la  quale  è  piti  fucina  allafua  canone, &  allafua  orinile, che  è  l'Vnifono,  il 
quale  e  contenuto  nella  proportione  della  Equalità,  &  nelle  noci  V  infine;  è  maggiormente  perfètta  d'orni  al- 
tra confinatila  ;  &  quesla  è  la  Ottauaja  quale  ha  la  fua forma  dalla  Dupla,  che  è  lapiù  yicina  allepropor 
twin  della  Eqnalità;&  è  contenuta  tra  le  yoci  Equifine ,  che  fino  più  inane  alle  Vr.ifinejcome  difopra  hab 
biamo  yeduto.Onde  lapotemo  chiamare  più  fimplice ,&*  più  perfetta  di  ogn  altra  confonanza.  Etico  piùfem 
plice,&  pm  perfetta:  percioche  qualunque  yoltafi  ritroua  yna  dijpofitione,che  riceui  il  più,  &  il  meno,&* 
denomini  formalmente  la  cagione,&  lo  effetto;&>  contieniti  tal  cofa  allo  effetto  per  la  cagione;  firn pre  fi  de 
nominar  a  primieramente  la  cagione  femplicemente, &  dipoi  lo  effetto  fi  denominerà, onero  fi  dirà  tale  adyn 
certo  modo;&  quefio  in  tutti  i  o-eneri  delle  canoni  .Onde  dtco,che  Quella  cofa,cheper  yn  altra  è  tale ,  quella 
che  ne  è  cagione,è  detta  mavnormente  tale.  Però,  fi  come  dicemo,  che  effendo  la  mano  calda  per  il  fuoco ,  il 
fuoco  effer  maggiormente  caldo;  cofi  dicemo,che  effendo  la  Ottaua  fempltce  per  l'Vnifono ,  che  lo  V infoilo  e 
maggiormente  femplice. Ma  perche  tonfino  non  è  confiderato  dal  Mufico  come  confinante,  ma  fi  bene  co- 
me principio  della  C  onfonanxa;pero  parlando  delle  confonanze  dicemo, che  la  Ottaua  femplicemente  è  [empii 
ce, la  prima,&  la  più  perfetta  di  onì  altra  confinanza:  &  infitto  è  cofi:  percioche  da  lei  ogn  altro  internat- 
io ha  ilfuo  effere:&  le  altre  confonanze  dicemo  perfette,  no  femplicen/eiite;mafi  bene  ad  yn  certo  modo.La  ~ 
onde  effendo  la  Quinta  più  yicina  alla  Ottaua,che  non  è  la  Quarta;  dicemo,che  la  Quarta  è  men  perfetta  del 
la  Qumta-peraoche  la  fua  proportione  è  più  lontanadallaproportion  Dupla,  che  è  il  principio  della  Inequali- 
ta,&  cagione  di  ogn' altra  proportione. Similmente  dicemo,  che  la  Quarta  è  più  perfetta,che  non  e  il  Ditono, 
et  quefio  più  perfetto  del  Semiditonoxonciofia  che  la  Sefquiakera,che  è  la  forma  della  Diapente,  è  contenuta 
tra  i&  i,&è  più  yicina  alla  Duplaja  quale  è  la  forma  della  Diapafon, contenuta  tra  quefìi  termini  i  et 
i .  ilchefi  pun  dire  anco  delle  altre.Mafi  il  principio  di  alcuna  cofa  è  più  perfetto  di  quelle  cofi, che  figueno  do 
po;nó  è  cofa  ragwueuole,che  noi  diaamo,che  la  Qutnta,o  la  Quarta fi  ano  equali  nella  peifettiune  all'  Ottaua: 
percioche  da  effa  ottaua  dipcdeno.  Et  ben  che  io  habbia  detto,che  la  Quarta,et  laQuinta,cb  le  lor  replicate  fot 
no  cofmiaze  perfette. fec'udoil  moflr.\to  modo;nodi/neno  la  Ottaua filamete,  et  le  replicate  fono  femplicemente 
perfitte;i(ledo  che  no  fi  le  può  a«  nùgere,ne  leuare  alcuna  cofa,cioè  no  fi  poffono  accre(cere,  o  diminuire  di  in 
teruallo, fuori  delle  lor  yere,et  legittime  proportiom  per  modo  alcuno,  fi  no  co  n'ade  offefa  dell'Vdito.Effendo 
poi  la  Quarta, la  ■Quinta,et  le  replicate  fottopnfle  a  tal  pafiione, come  nel  cap.  4 1  della  Seconda  parte  ho  mo- 
Jìrato;pero  dico, che  elle  fino  me%ant  tra  le  cofonaze  perfette  et  le  imperfette;o  ueramete  mexane  tra  laper- 
fettione,et  la  imperfittwne.Et  perche  etiandio  quelle yetie fi  chiamano  Imperfette^  aòfinofottopojìe;peroft 

poffono 


Parte.  iyj- 

poffono  chiamare  no  filo  Imperfette,  ma  Anco  Imperfettifitme  :  conciofia  che  oltra  la  imperfettione  ,  che  fi  fi 
trotta  in  loro  al  modo  detto,  fi  pofftno  anche  accrefeere ,et  mimare  nel  modo, che  fi  f.%  la  Quinta,»  la  Quarta. 

Quali  confonanze  fiano  più  piene,&  quali  più  vaghe .        Cap.      8. 

LLE  folte  fogliono  i  Mtifici  -vfare  due  termini ,  cioè  Con  finanza  piena ,  &  Confo- 
nan%a  vara  ;  onde  mi  pare,  aitanti  chef  vada  piti  oltra,  di  uoler  dire ,  quel,  che  impor- 
tino, &  quali  fiano  tali  confonanze .  Pero  è  da  auertire ,  che  li  Altifci  rare  unite  han- 
no yfato  queili  due  termini  ,finxa  aggiungerli  l'yna  de  qutfle  due  particelle ,  Più,  ouer 
Meno  ;  onde  hanno  detto,Co>ifinanzapiu  piena,o più  ua<ra;&  Confonanxa.  men  piena, 
e  men  uaga  :  battendo  hauitto  fempre  rifletto  ad  vìi  altra  confonanxa. La  onde  ch'umano  più  piene  quelle  con 
finanze, le  quali  hanno  maggior  poffwza  di  occupare  l'Vdito,  con  Juoni  diuerfi  ;per  il  che  fi  puh  dire,  che  la. 
Quinta  fia  più  piena  della  Ottaua:  percioche  lifuoi  eflremi  occupano  maggiormete,&  con  più  diletto  l'vdito 
con  diuerfi  filoni, eh  e  non  fanno  «li  eflremi  della  Ottaua;i  quali  fino  equifonanti,et fi  afiimirliano  l'vn  l'altro; 
Vi  modo  che  laff.xndo  da  vn  canto  effa  Ottattafutte  le  altre  fi  dicono  effirpiù  piene  Cvita  dell'altra,  in  quato 
l'yna  ha  mar  rwr forza  di  contentare  tv  dito;  fi  come  fono  quelle, che  fono  più  vicine  al  loro  principio,»  han 
no  mar  rior perfetttone  di  tutte  le  alrre .  Si  che  de  qui  fi  può  cattare  vna  Regola  ;  che  tutte  quelle ,  che  fono  di 
magnar proportione fino  piùpiene;laffando(come  ha  dmo)da  vii  cato  la  Ottaua,et  le  replicate  anco.  Quelle 
poi  chiamano  più  vaghe, le  quali  fono  contenute  da  minori  proportioni;&>  è  cefi  in  fatto,maf  imamente  quali 
do  fino  collocate  a  i  wrpropq  luogh'v.C  oncia fia  chequelle  confonaze,  che  hano  le  lor  proportioni  più  ideine  alla 
Ditpla,per  loro  natura  amano  la  parte  rraue,  come  ilpropio  luogo  ;  &  vengono  ad  efferpiù  piene  di  quelle, 
che  hanno  le  lor  proportioni  più  lotane  da  effa  Daplv.Impero  che  queflefono  di  minor  proponione,che  no  fono 
le  prime, &  per  loro  natura  amano  l'acuto.Ondepofle  a  i  laro  luoghi  propij,uegono  ad  efier  me  piene,  &  più 
•vaghe  delle  altre:  percioche  fìada  nell'acnto,per  la  ttelocità  de  i  inanimenti  penetrano  più  uelocemente  l'vdito, 
&  con  marrjor  diletto  fi  fanno  vdire .  Et  tanto  pili  fono  tughe,  quanto  più  fi  partono  dalla  fimplicità,  della 
quale  i  nostri  fentimenti  no  molto  fi  rallegrano, & fi  accopagnano  ad  altre  confunanxei  poi  che  amano  mar 
gior mente  le  cofe  compofle,che  le  femplice.Per  la  qiial  cofa  intrattiene  all'adito  intorno  lifuoni,  udendo  le  con 
Jonanze prime, quello  chefuole  intraitenire  al  Vedere  intorno  a  i principali  colorile  i  quali  o?n  altro  color  me 
%ano  fi  compone:  chef  come  il  Bianco, &  il  Nero  li  partono  minor  dilettoci  quello  che  fanno  alcuni  altri  co 
lori  mexani,&  mifli;  cofi  porgono  minor  diletto  le  confonanze  principali,di  quello  che  fanno  [e  altre, che  fo-  ■ 
7io  men  perfette.  Et  fi  come  il  Verde, il  Roffojo  jfxttro,&  vii  altri  fintili  più  li  dilettano,  &  tanto  più  fi  di- 
moflrano  a  lui  uarhi:  percioche  fono  lontani  dalli  principali,che  non  fi  il  colore, che  chiamano  Roanno ,  onero 
il  Berettno;delli  quali  l'vno  è  piàvicino  al  Nero, et  l'altro  al  Biaco.  Cofi  l'vdito  più  fi  diletta  nelle  confonaze, 
che  fono  più  lontane  dalla  femplkità  de  i  Suoni  :  conciofia  che  fono  molto  più  wtghejii  quelle  che  le  fono  più  vi 
cine.  Et  qttafi  allo  ifleffo  modo  fi  diletta  l'Vdito  dellacompofitione  de  i  Suoni ,  che  fi  il  Vedere  della  compofi- 
tione  de  t  Colori:  percioche  la  compofitione  de  i  colori, ouero  che  non  può  e/fere [enz*  qualche  harmonia,  onero 
che  ha  con  l'har  moina  qualche  conueniexa  per  che  l'vna,et  l'altra  fi  capone  di  cofi  diuerfi.  Ondepotemo  dire, 
cheli  come  le  dette  confonanze  maggiori  fino  ptupiene,che  non  fono  le  minori;  cofi  le  minori  fono  più  vaghe 
ài  quello,  che  fino  le  maggiori:  &  tanto  pm  fi  rendeno  fonore ,<&  grate  all'vdito,quanto  finopofle  ne  i  luo- 
ghi loro  propij  :  come  al  feto  luogo  dire  mo.Si  potrebbe  anco  dire,  che  nelle  ifleffe  perfette  la  Quinta  è  più  uaga 
della  Ottaua,&  la  Quarta  pm  tiara  della  Qmnta,come  è  manifeflo:  percioche  fino  più  lontane  dalla  equali- 
tà ,  poi  che  etiandio  le  confinanze  perfette  non  fono  pritte  di  tal  uaghez^a;  ma  quesìo  badi. 

Della  Differenza ,  che  fi  troua  tra  le  confonanze  Imperfette .     Cap.   <?. 

E  Confinaxe  imperfette  fi  diuidono  in  due  parti , et fi  pone  tra  loro  quefla  djff.rexa,che  al 
cune  fono  magrion,et  alcune  minori.  Le  maggiori  fono  quelle, li  cui  eflremi  fino  cotenna 
da  proportioni  mar  rion^t  da  mar  nori  intemalli:&  quelle  fono  il  Ditono,et  lo  Efjachor 
do  maggiore,de  i  quali  il  primo  fi  chiama  Terza ,  &  dfecodo  Seft./vna  et  l'altra  »:ag 
gwri .  Et  le  minori  fono  quelle, che  fono  di  proportwne  minore,  ethano  minore  inta-u.dla; 

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et  quefìe  fino  il  Semiditonojl  quale  chiamano  Terza  minore;et  l'Effàchordo  minore  ,chiamato  Sefìa  minore. 
Et  fé  bene  di  [opra  ho  nominato  le  dette  cofonanze  col  nome  firn plice  di  Terza ,&  di  Sefìa  fin%A  fare  alcuna 
metione  di  maggiore  ,o  di  mmore;&>  hora  le  aggiunga  tali  differenze  ;l'hh  fatto  per  fiauire  il  modo,che  temo- 
no i  Brattici  ;  &■  per  poterle  ridurre  prima  fono  yn  Genere, &  motlrar  dipoi  le  lor  Specie,  &  le  loro  Diffe- 
renze ;  accioche  da  i  Prattici  (a  i  quali  Taglio  in  queile  due  parti  fatisfare  quanto  io  poffo)fuffiero  conofciute  : 
percioche  da  loro  non  fono  altramente  nominate .  E  ben  yero,che  tra  loro  pongono  U  differenza  di  maggiore, 
£?•  di  minore  ;  come  difoprafi  è  detto  ,  &  come  qui  fiotto  fono  notate . 

Confonanze  imperfette  Maggiori .  Confonanze  imperfette  Minori. 

Ditono ,  o  Terza  maggiore .  Semiditono ,  o  Terza  minore . 

Effiachordo ,  o  Sefla  maggiore .  Effachordo ,  o  Sefìa  minore . 

Et  le  replicate .  Et  le  replicate . 

Et  quantunque  la  dijferenzit  di  maggiore,  &  di  minore  fi  ponghi  fedamente  nelle  confonanze  imperfette  ; 
nondimeno  le  ffeaefi  uero  interualli  diffionanti  ancopoffono  hauere  tal  differenza;  ancora  che  non  fìano  con- 
fiderai dalMufico  ,fie  non  in  quanto  hanno  ragione  di  Infermilo  ;  come  altroue  uederemo  :  percioche  la  Se- 
coda  è  di  due  forti  appreffio  li  Prattici;  cioè  il  Tuono,&  il  Semituono  :  onde  fi  puh  dire  Seconda  maggiore,  et 
Seconda  minore .  Et  la  Quarta  e  di  tre  forti ,  cioè  la  Diatefjaron  confionanza  >  ilTritono,  che  è  una  compofì- 
twne  di  tre  Tuoni;  &  la  Semidiatefifaron,  che  è  una  compofitione  di  yn  Tuono,  &  di  due  Semituoni,  i  qua- 
li interualli  ne  i  loro  eilremi  fiono  diffionanti.  Quefìo  ifìefjo  fi  potrebbe  etiandio  dire  della  Quinta ,  della  Otta- 
uà  ,  c$"  delle  replicate ,  te  quali  fi  laffixnoper  non  andare  in  lungo . 

Della  propietà,  o  natura  delle  confonanze  Imperfette.  Cap.     io. 

L  P  JROP  IO,  o  Natura  delle  Confonanze  imperfette  è ,  che  alcune  diloro  fono  Tiiue 
&  allegre ,  accompagnate  da  moltafionorità  ;  &  alcune ,  quantunque  filano  dolci ,  & 
fioaui ,  declinano  alquanto  al  mefìo ,  ouero  languido .  Le  prime  fono  le  Terze,  &  le  Se- 
fle  maggiori  ,&le  replicate  ;  &  le  altre  fono  le  minori .  Tutte  quefle  hanno  forza  di 
mutare  ogni  cantilena ,  &  di  farle  mefìe ,  o  uero  allegre  fecondo  la  lor  natura,  llchepo- 
temo  uedere  da  quefìo;  che  fino  alcune  cantilene ,  le  quali  fino  yiue ,  &  piene  di  allegrezza  ;  &  alcune  al- 
tre pei-  il  contrario, fino  alquanto  mefìe,  ouer  languide .  La  cagione  è,  che  nelle  prime,  fyefjofi  odeno  le  mag 
glori  confonanze  imperfette  ,fiopra  le  chorde  estreme  finali,  o  mezane  de  i  Modifi  Tuoni  ;  chefiono  il  Quin- 1 
to ,  il  Sedo ,  il  Settimo  ,  tottauo ,  l'Vndecimo ,  &  il  Duodecimo  ;  come  uederemo  alfiuo  luogo;  i  quali  Mo 
di  fono  molto  allegri ,  &  limi  ;  conciofa  che  in  efiif  odono  fpeffe  fiate  le  confionanzf  collocate  fecondo  la  na- 
tura del  numero  f onoro ,  cioè  la  Quinta  tramezata ,  o  diutfa  harmonicamente  in  Dna  Terze  maggiore,  & 
in  ima  minore  ;  il  che  molto  dilata  aH'ydito .  Dico  le  Confonanze  efifier  pofìe  in  efiì  fecondo  la  natura  del nu- 
mero fionoro  :  percioche  allora  le  confonanze  fiono  pofìe  ne  t  loro  luoghi  naturali  ;  Onde  il  Modo  è  più  allegro, 
&  porge  molto  piacere  alfintimento,che  molto  gode ,&  fi diletta  dtlli  oggetti  proportionati;  &per  il  con-  ■ 
trario ,  h.ì  in  odio ,  &  abonfice  li  fproportionati .  Negli  altri  Modi  poi,  cìje  fiono  il  Primo,  il  Secondo,  il  Ter 
zp ,  il  Quarto ,  il  Nono ,  &  il  Decimo ,  la  Quinta  fi  pone  al  contrario ,  cioè  mediata  arithmeticamente  da 
yna  chorda  m  ezana  ;  di  modo  che  molte  uoltefi  odeno  le  confinanze ,  pofìe  contra  la  natura  de!  Numero 
f onoro .  Per  il  che  ,fi  come  ne  i  primi, la  Terza  maggiore fii  fottopone  fifefifie  ttolte  alla  minore;  co  fi  ne  i  fiecon 
di  fi  odt  fpeffi  fiate  il  contrario ,  &jì  ode  yn  non  so  che  di  mefìo ,  o  languido ,  che  rende  tutta  la  cantilena 
molle  ;  il  che  tanto  p;ujj>eJ]ofi  ode ,  quanto  più  fipeffo  in  effe  fino  pofìe  a  tal  modo  ;perfeguir  la  natura ,  & 
la  prbpietà  del  Modo ,  nel  quale  è  compoila  la  cantilena.  Hanno  oltra  di  quefìo  le  Confonanze  imperfette  tal 
natura ,  che  i  loro  eilremi  con  più  commodo ,  &  miglior  modo  fi  efìendeno  uerfo  quella  parte,  che  è  più  "»)- 
cma  alla  fua perjettwne ,  che  uerfo  quella ,  che  le  è  più  lontana  -.percioche  ogni  cofia  naturalmente  defidera  dì 
f.nfiperfttta,  con  quel  modo  pi*,  breue ,  &  migliore ,  chepuote .  Onde  le  imperfette  maggiori  defiderano  di 
fi.rfie  maggiori;  &  le  minori  hanno  natura  contraria  :  conciofia  che  il  Ditono,  et  lo  Effachordo  maggiore  de 

fiderano 


Parte.  ij-7 

fidcra.no  ài  far  fi  maggiori,  titnendo  l'yno  alla  Quinta ,  &  l'altro  alla  Ottaua  ;  &  il  Semìditono  ,&loEf- 
fachordo  minore  amano  difarfi  minori ,  uenendo  l'yno  uerfo  l'Vnifono ,  &<  l'altro  uerfo  la  Quinta  :  come  (■ 
manifejlo  a  tutti  quelli ,  che  nelle  cofe  della  Mufica  fono  periti,  &  hanno  il loro  giuditio] ano  :percioche  tut- 
ti li  mouimenti ,  che  fanno  le  parti  3  uengono  afarfi  col  mouimeuto  di  alcuno  infermilo ,  nel  quale  lì  contiene 
il  Semituono ,  che  è  mramente  il  Sale  (dirò  cofi)  il  condimento  ,&la  cagione  di  ogni  buona  Modulatane, 
&  dì  ogni  buona  Harmonia  ;  le  quali  modulationi  finxa  ilfuo  aiuto  ,farebbeno  quafi  infoportabili  da  udire. 
Ma  quejlopiù  chiaramente  uederemo ,  quando  fi  tratterà  il  modo,  chef  ha  da  tenere  nel  por  leconfonanxe 
&gli  altri  intertialli  nelli  Contrapunti, 


Ragionamento  particolare  intorno  all'Vnifono,  Cap. 


1 1. 


OTEMO  Hora dire(fe uogliamo confderare quello,che difopra hauemo ueduto)ch( 
gli  Elementi  (empiici, ouero  Specie  femplki  del  Cotrapunto,fi  confonanti,  come  etiandio 
di/fonanti,  pano  Dodici  ;  cioè  l'Vnifono,  il  Semituono, il  Tuono,  il  Semìditono, il  Ditono, 
la  DiateJJàron  ,  la  Diapente ,  lo  Ejjachordo  minore  ,ilmag  nore ,  lo  Eptachordo  mino- 
re ,  il  maggiore ,  &  la  Diapafon  ;  delle  quali  fpecie  fi  ragionerà  alprefente  di  ciafcuntt 
particolarmente  :  Percìoche  [e  bene  il  Contrapunto  fi  compone  principalmente  di  confinante;  nondimeno  per 
accidente  anco  fi  compone  di  dijfinanxe  ;  acctoche  fia  ptùallegro  ,  &  più  bello .  Volendo  adunque  ragionar 
ditali  fpecie  tenìrò  queflo  ordine  ;  che  dopo  ch'io  hauerò  ragionato  deììVmfino(come  porta  ildouere  ipercio- 
che  è  il  Principio  dalquale  nafcono  le  confonanxe,<&  fenxa  lui  ogn  altro  internatio  non  batterebbe  il  fuo  effe- 
re  )  yerrò  a  parlare  delle  altre  fpecie  ;  non  già  fecondo  l' ordine  propofìo, il  quale  è  tenuto  da  iPrattia  :  ma  fe- 
condo che  l'ynafi  ritroua  efferpiù  perfetta  dell'altra  ;  &  fecondo  che  fono  collocate  per  ordine  nel  procreilo 
naturale  de  i  numeri  fonori,  ouero  delle  proportioni  ;  incominciando  prima  da  quelle,  che  fino  contenute  nel  gè 
nere  Moltiplice  ;  di  poi  da  quelle,  che  hanno  le  loro  forme  nel  genere  Superparticolare  ;  Le  quali  efpedite ,  ra- 
gionari di  quelle,  che  hanno  negli  altri  generi  il  loro  ejjere .  Piglìaremo  adunque  il  principio  del  noftro  ragio- 
namento dalla  difìnition  deU'Vnifono  dicendo,  che  l'Vnifono  è  yna  adunanza  di  due,ouer  più  fuoni ,  o  uoci  e- 
quali,  che  non  fanno  alcuno  infermilo  ;  ma  fino  contenute  in  yno  medefimo  punto,  &  in  imo  medefimo  luo- 
go. Et  fi  ritrou.i  mila  prapovtìone  della  Equalità  tra  i  &  i.ouerotra  i  &  i,&  altre fimili;  la  qual pro- 
portione  (  come  ho  detto  altroue  )  è  principio  della  Inequalìtà .  Quello  non  fi  pone  tra  le  confinante ,  &  tra 
gli  interualli  :  percìoche  tanto  è  l'Vnifono  apprejfo  il  Mufico  ,  quanto  è  il  Punto  apprefjo  il  Geometra  .  Onde 
fi  come  il  Punto  è  principio  della  Linea ,  ma  non  è  però  linea  ;  ne  la  Linea  ècompofìade  punti  :  imperoche'l 
Punto  non  ha  lunghezza ,  ne  l.nghex^a ,  ne  altezza  ;  chefipofft  continouare ,  ò  conriungere  con  yn  altro 
punto  ;  cofi  l'Vnifono  èfolameme  principio  della  confinanza,  o  dell' Interuallo  ;  ma  non  è  confinanza,  nem- 
teruallo  :  effendo  che  non  fi  può  continouare,  fi  come  non  fi  può  cotinouare  il  punto .  Etpeixhe  ogni  confinati- 
la fi  ritroua  tra  due  fuoni  diflantìper  tigrati?,  &  per  l'acuto  ;  i  quali  fanno  yno  interuallo  ,&è(  come  ye- 
demo  nella  Seconda  parte  )  miflura,  o  compofitione  di  fuono  grane  &  acuto  sperò  non  hauendo  l'Vnifono  al 
cuna  di  quelle  qualità,  non  lo  paterno  chiamare  per  alcun  modo  ne  Confinanza ,  ne  Interuallo .  La  qual  cofi 
ftproua  dalle  parole  del  Filofofo  ;  il  quale  riprendendo  nella  Politica  ti  porre  in  una  città  la  robba  in  comune, 
sfacendo  tal  cofa  imponibile, conferma  lafua  opinione  con  yno  ejfempio  mufcale  dicendo ,  chefitrebbe  non 
altramente, che  fi  yno  yoleffe  fare  di  yna  Confinanxa, yna  Voce  ynifina,oueramente  del  Ver  fi, yn  filo  pie- 
de .  Onde  fi  yede ,  che  la  confinanxa  èprefa  da  lui  diuerfa  dall'Viiifono .  Meritamente  adunque  è  chiamato 
tVnifono,qu,tfi  di  yn  fuono  filo  ;  La  onde  quando  ritrouaremo  in  yna  parte  di  yna  canzone  due,  o  più  figure 
in  yna  iftefft  lettera,  o  chorda,  fiano  pofle  in  riga,  ouero  mfpacio  ;  diremo  che  quelle  faranno  ymfine  ,&di 
ynfilofuono;&  che  quel  p  a ff aggio  ,  chef  troua  dall'yna  all'altra  è  Vnifono  :  come  nello  ejfempio  fi  yede . 


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il  medefimo potremo  anco  dire ,  quando  due ,  opiù  parti  di  tal  canzone  fi  ritratteranno  ejjere  in  yna  rmde- 
.       fima  chorda  j  come fono  le  due fottopojle ,-  • 
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Della  Prima  confonanza ,  cioè  della  Diapafon  ,  ouero 
Ottaua.  Cap.     12. 


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S SE N DO  copi ragionatole , che in  ogni  nosìra anione  incominciamo  dille cofe  più 
[empiici,  le  filli  per  loro  natura  fono  maggiormente  compre  fi  di  1  nojlri  fin  fi  ,&  fino 
piti  manififle  ,&  più  intelligibili  ;  acaoche  di  qttefle  piti  Agevolmente  pipiamo  alle  meno 
(empiici  ;  però  daremo  principio  al  ragionamento  delle  confinanze  dalli  Diapafon,  ouero 
Ottaua  :  conciofiache  di  lei  non  fi  rinata  alcuna  altri  confonanxa ,  che  fi  a  piufemplice  , 
Ci7*  maggiormente  conosciuta  dalfentimento .  Ma  perche  io  [ommamente  de  fiderò ,  che  h  Prattici  non  filo 
collochinogli  internala  mupcali,  inquanto  fino  con  fonanti  ,o  diffoninti,^  le  loro  jpecie  ;  ouero  in  quanto  fi- 
no perfetti,  0  mai  perfetti  :  ma  etiandio  da  che  proportione  fimo  contenuti  ;  però  incominciando  da  eff.t  Dia- 
pafon, la  quale  e  la  Prima  confonanxa,  perferuare  l'ordine propojìo ,  dico  ;  che  ella  è  contenuti  dilla  propor- 
tion  Dupli  nel  venere  Molttplice  tri  quefli  termini  radicali  z  &  i  ;  &  è  prima  tra  quelli  [noni,  che  hanno 
la  forma  loro  dalle  proportiont  dtlla  Inequalità .  Onde  mi  penfi,  che  ellafujfe  animata  da  i  Mufici  cu  tal  no 
me  :  percioche  (  come  altroue  etiamlio  ho  detto  )  ha  wnsditiune  m  orni  'confidanza,  &  in  ogni  i>iteruillo,che 
fu  mio-  giore,o  minor  di  lei .  il  che  è  manifejlo  dal  nomejUne  tiene  :  percioche  è  compojlo  da  Jmà,  che  t  parola 
Greca,  che  lignifica  Per;  &  da  n*Va ,  che  -vuol  dire  Vmutrftà, onero  Ciafiunownde  è  chiamata  h£  -aaaZv, 
cioè  Vniuerptìdi  concento .  Meritamente  adunque  ,  &  non  fenxa  propcfito ,  i  Mufici  l'hanno  chiamata 
Genitrice,  Madre,  Fonte,  Origine,  Principio,  Luogo',  Ricetto,  &  Soggetto  ynmer.filfdiogni  còfaninxa, 
&  di  orni  internatio,  quantunque  minimo .  Quefla,  quando  è  confidenti  dal  Mujico  femplicemente ,  &  ut 
venerale,  cioè  quando  Itfuoi  eflremi  [no fenxa  alcuna  noce  mexana,  ouero  altro  fuono,  &  fanno  vn  folo  in- 
teruallo  ,fi  ritrotta  liniere  ima  fola  jpecie  :  Imperoche ,  tanto  è  contenuti  dalla  proportione  Dupla  ntlli  fuoi 
eflremi,  ima  Diapafon,  chefia  ppjla  nell'acuto,  quanto  un'altra,  che  fi  a  pofla'.nel  orme .  Ma  quando  è  con- 
fidenti particolarmente,  cioè  fecondo  che  ella  è  ituifi  diatonicamente  in  Tuoni,  &•  iti  Semituoni  ;  (mero  me 
diati  da  altri  internali!  ;  allora  dico,  che  le  pie  jpecie  fino  Sette ,  fecondo  che  gli  Infermili  delh  pioni  mexani 
fipoffono  diuerfamente  Secondo  la  natura  del  genere  Diatonico  ordinare  in  fette  maniere  :  Percioche  ciafcu- 
na  confonanxa  (  come  dice  Boetto  )  produce  una  Jpecie  manco ,  di  quello,  che  è  il  numero  delle  pie  d'orde .  Et 
nafie  la  varietà  delle  [pece,  dalla  varietà  de  i  luoghi ,  che  contengono  ilSemituono  :  conciopa  che  nella  pri- 
ma ,  che  fi  trotta  da  ^f  in  a;  come  fu  ede  nello  Introduttorio  di  Guidone ,  il  Semituono  ,  il  quale  è  la  ca- 
gione della  diflint  ione  delle  jpecie,  è  contenuto  nel  fecondo ,  &  nel  quinto  intervallo  di  eflfa  Diapafon,  proce- 
dendo dal  grane  all'acuto:  Ala  nella  feconda  jlpecie,che  è  pofli  tra  q  &  ^  ,  tal  Semituono  fi  ntroua 
nel  primo,  &  nel  quarto  Inoro  ;  &  a  fi  di  mano  in  mano ,  fecondo  l'ordine  delle  moftrate  fette  lettere .  Onde 
tffzndo  in  tal  maniera  mediata,  dicono  1  Mufici ,  che  la  Diapafon  è  ima  compofitione  di  otto  pioni ,  diatoni- 
camente, &  fecondo  la  natura  del  numero  fonoro  accommodati ,  &  ordiniti  in  ejfa  ;  dalli  qmlt  la  nomina- 
rono etiandio  Ottani  ;  &  contengono  m  [e  cinque  Tuoni,  cioè  tre  maggiori,  due  minori ,  &•  due  Semituoni 
mavviori;  come  ne  ifottopofli  efpmpijfi  vergono . 


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Prima  Jpecie . 


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Seconda  Jpecie . 


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K^-V-  '  -  -  yì  m/e  infermilo,  di  modo  che  lagraue  occupi  il  luogo  grane  ,&la  acuta  il  luogo  acuto  di 
P — —^iT  qualft  yoglia  dell'vna  delle  fpeae  de  i  moftrati  effempi  ;  allora  diremo jche  tal  parti  faran- 
no dittanti  tra  loro  per  yna  ottaua  ;  come  in  cjuejìo  ejjempiofi  yedeno . 


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Della  Diapente,  onero  Quinta . 


Cap. 


I S  OG  N  O  è  di  ricordarf  hora  quello ,  che  ho  detto  nel  cap.  1 3 .  della  Prima  parte , 
cioè  che  orni  confonanxa ,  ouero  altro  interuallo  quantunque  fia  minimo ,  che  fia  minor 
della  Diapafon ,  nafee  non  per  aggiuntione  di  più  proportiom  infume  :  maper  la  diuifione 
della  Dupla }  che  contiene  la  Diapafon .  ilche  hauemo  potuto  yedere ,  non  filo  dalli  nu- 
meri ,  &  dalle  propurtìoni  poile  nel  cap.  1 5 .  della  Prima  parte  :  maper  yia  della  Diui- 
fione  harmomea  pojìa  nel  cap.  3  9.  della  Seconda  :  percioche  dalla  dtuifione  della  Diapafon ,  contenuta  dalla, 
Dupla ,  nacque  la  Diapente ,  &  la  Duteffaron .  La  Diapente  (  dico  )  contenuta  tra  quetti  termini  radicali 
z.&>i;&la  Diateffaron  tra  4  &  3 .  Et  perche  la  proporzione ,  che  fi  troua  tra  3  &  z  ,fegue  immedia- 
tamente dopo  la  Dupla  ;  però  hauendo  prima  ragionato  dellaDiapafon ,  mi  par  cofa  honetta  di  ragionare  del 
la  Diapente,  <&■  dipoi  della  Diateffaron  :  Imperochefi  come  la  proportione  della  Diapafon  è  la  prima  nelge- 
tiere  moltiplica,  coft  quella  della  Diapente  è  la  prima  nel  genere  Supcrparticolare .  Onde  non  è  fuori  di  ragio- 
ne ,  che  noi  incominciamo  da  queftì  prwcipij  ;  effendo  Infogno  3  chefiano  conofeiuti prima  di  ogn  altra  cofa . 
Ritornando  adunque  alla  Diapente  dico,  che  quando  ella  è  confideratafemphcemente ,  nel  modo  che  è  conte- 
nuta nellifuoi  efìremi  termini,  fen^a  alcun  mexo,fi  può  dire,  che  tal  confinane*  fa  di  yna  fola  ffecie  :  per- 


meno  eli 


cwche  non  fi  rttroua  alcuna  Diapente,  che  fa  maggior  di  yn  altra,  0  minore  di  proportione  ;  ne 

eiìremi  dell'ynafiano  più  dijlanti ,  0  più  neretti  di  proportione,  di  quelli  di  yn' altra .  Ma  quando  la  confidi 

riamo  tramesta  nellifmi  ettremi  da  altre  chorde  3  &  da  altre  proportiom  nell'ordine  diatonico  ;  silura  di- 


amo , 


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cerno,  che  le  fitte  fpecie  fino  quattro  :  Imperoche  effendo  iati  eflremi  tramezati  da  altre  chorde  diatonìcamen 
t  e,  1/  ma  a  <rior  Semituono  è  pofìo  tra  loro  in  quattro  modi  dmerjamente  (  lajjando  pero  di  h.titer  confi  deratw- 
ne  alcuna  de  1  Tuoni  mag  viari  fi  minori, fi  m  quefla,come  in  ogn  altra  confinanza  )  percioche  generarebbo- 
no  etiandio  altre fpecie  differenti  ,  quando  fi  confideraffero  minutamente  tali  interualli  collocati  tra  effe .  Di 
quelle  adunque, che  fono  tra  lor  differenti  per  la  trajportatwne  del  Semituono ,  quella  è  la  Prima  fpecie ,  che 
ha  il  Semituono  nel  fecondo  wteruallo  ;  la  Seconda  è  quella ,  che  l'ha  nel  primo  ;  la  Terza  nell'ylttmo  ;  & 
la  Quarta  nel  terzo  :  come  qui  fitto  fi  yedono , 


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Prima  fpecie . 


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Seconda  fpecie . 


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Terza  fpe 


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Quarta  fpecie . 

Et  ciafiuna  di  loro  contiene  in  fé  cinque  yoci ,  ofuoni ,  &  quattro  intentali'!  ;  che  hanno  tra  loro  due  Tuoni 
ma<r  o-wri,  yno  minore,  &  yn  Semituono  maggiore  ;  Et  per  quefla  canone, dui  numero  delle  chorde,che  co- 
ttene è  detta  Quinta  da  1  Prattici  :  Ma  li  Greci  la  chiamarono  Diapente , con  qttefie  due  parole,  £1*  ,chefgni 
fica  Per  ;  &  CT£'m  »  che  yttoldir  Cinque  ;  quafi  yolendo  dire  Confonanza,  che  procede  per  cinque  yoctfifuo- 
tti .  Quando  adunque  faranno  due  parti  lontane  l'yna  dall'altra  di  maniera ,  che  l'yna  tenoìii  la  parte  grane 
di  ciafiuna  delle  dette  fpecie  ;  &  l'altra  l'acuta  :  allora  diremo,  che  faranno  lontane  l'yna  dall'altra  per  y»4. 
Diapente,  0  per  yna  Quinta  :  come  qui  fi  yedeno .  Et  quantunq;  io  inibiva  pofìo  gli  effempij  deU.a  Diapafon 
nel  cap. precedente  nelle  chorde gratti;  non  fi  poffono però  por  quelli  della  Diapente 
l'yno  dopo  l'altro ,  come  fi  è  fatto  quelli  della  Diapafon  ,finza  alcuno  ànterrompi- 
mento  dell'ordine  :  conciofia  che  fi  io  li  hattefi  pofìo  nelle  chorde  *A.  t) .  C  & 
D  :  ancora  che  la  prima, la  terza,  &  la  quarta  chorda  haueffero  date  lejpecie  della 
Diapente  perfette  ;  nondimeno  la  feconda  no  l'hauerebbe  potuto  dare  :  percioche  dal 
la  chorda  E]  alla  chorda  F  fi  ritroua  la  Diapente  diminuta  dt  yn  Semituono  ; 
come  è  manifefìo  a  ctafcuno,che  è  pento  nella  Muftca;ancora  che  Boetio  no  figuar- 
daffe  da  tal  cofa ,  quando  nel  cap.  1  3 .  del  Quarto  libro  della  Mufca,  pofe  la  feconda 
fpecie  di  qttesla  confinanza  tra  le  chorde  Hypatehypaton ,  &  parhypate  mefiti , 
che  è  yna  Quinta  dimtnuta>,&  contiene  due  Tuoni,  &  due  Semituoni .  Ma  credo 
io,  che  non  fi  curaffe  dt  porre  effatameute  il  yero  della  cofa  ,pur  che  modraffe  con  lo  effempio  delle  cìnrde 
quello ,  che  yolea  intendere 

Della  DiatefTaron  ,  ouer  Quarta .  Cap.     i  \. 

>A  Diateffaron ,  la  quale  è  la  minor  parte  principale  della  Diapafon ,  la  cui  forma  è  con- 
tenuta nelficondo  luogo  del  genere  Superparttcolare ,  tra  quefìt  termini  4  &  3  ;  effendo 
canfideratafinza  alcun  mezo ,  non  fi  ritroua  di  lei  fi  non  yna  fola  fpecie  ;  per  le  ragioni 
dette  dtfipra  della  Diapafon ,  &  della  Diapente  :  Ma  quando  è  confiderata  tramezata 
diatonicamente  da  altri  f toni ,  0  yoct ,  allora  fi  ritrattano  tre  fpecie,  che  n  afono  dalla  ya 
rtetà  del  Semituono ,  laffando(come  etiandio  ho  dettola  confideratione  de  1  Tuoni  ;  il  quale  Semttttono  è  di- 
uerfamente  collocato  tra  effe ,  nelle  loro  chorde  mezane  ;fi  come  ho  detto  della  Diapafon ,  &  della  Diapen- 
te :  percioche  hauendo  la  prima  fpecie  il  Tuono  nel  primo  luogo  più  grane ,  ha  dipoi  nel  fecondo  il  Semttuono 
maggiore  ,  &  nel  terzo  il  Tuono  :  Ma  la  feconda  ha  il  Semttttono  nel  primo  luogo ,  &  la  terza  nel  terZQ 
luogo ,  &  li  Tuoni  poi  accommodati  per  ordine  ;  come  nelfottopoflo  eff empio  fi  p>uo  yedere . 


QueJla, 


Parte 


-3:   - 

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161 


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Prima  fjiecie . 


Seconda  fpecie . 


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•     Terza  fhecie . 

Quefla  (  cowe  fcò  Affo  altroue  )  c/,t  i  Greci  è  chiamata  prima  Sinfonia ,  onero  (  cowe  la  nomina  Filone  Gin 
deo  )  prima  Harmoma  ;  Et  Boetm  la  dimanda  Minima  consonanza  :  La  onde  fi  -vede ,  che  non  hebbero  il 
Ditono  j  ne  A  Semiditono  per  confonanze .  La  chiamarono  etiandio  Diateffaron  dal -numero  delle  chorde,,  o 
"Voci  j  che  in  fé  contiene  ipercioche  ogni  Diateffaron  procede  al  modo  mojlratoper  quattro  voci  :  Imperoche 
è  detta  da  &ià,  che  yuol  dire  Per,  &  da  teWp  «,  che  vuol  dir  Quattro ,  cioè  Confonanza  di  quattro  voci ,  o 

filoni;  dal  aitai  numero  i  nottri  Moderni  la  chiamarono  Quarta.  Quan- 

'  "4 — ~     a~~Ì    ò         "      do  adunque  vorremo  far  due  parti  nelle  noflre  compofitioni,  le  quali  fa- 

--     -  no  traloro  dittanti  per  vnaDiateffaron,porremo  in  vna  delle  chordee- 

flreme  di  uno  dellifoprapofli  effempi  la  vocegraue ,  &  nell'altro  tacu- 
tajcomefi  vede  nello  effempw.ll perche  ritrouadofi  anco  nelle  cantilene 
duek>arti  accommodate  l'yna  con  l'altra  in  cotal  modo  ;  potremo  dire  ', 

_ _  che  l'yna fia  dittante  dall'altra  fer  yna  Diateffaron,  atteramente  per 

TLIZÈlZ  Z_Z  ~      una  Quarta . 


-*— 


Del  Ditono ,  ouer  Terza  maggiore , 


Cap. 


EGVE  dopo  la  Diateffaron  pinza  alcun  mezo  la  confonanza  nominata  Ditono ,  che  v 
contenuta  tra  quejìi  termini  5  &  4,  né  terzo  luogo  del  genere  Superpanicolare  -3  dalla 
proportione  Sesquiquarta .  Quetto  è  veramente  marautgtwfo  _,  che  la  Natura  habbia  òr*  ■ 
dinato  in  tal  maniera  l'yna  Confonanza  dopo  Faltra,che  ritrouandofi  tra  le  parti  del  Se- 
nario  la  forma  della  Diapente ,  diuifa  ^frithmeticamente  in  impartì,  tra  quefli  termini 
•6.  5 .  4;  «  Mufico  ritroua  quefle  parti  fon  uno  ordine  contrario ,  tra  la  ittefja  Diapente  diuifa  harmoni  - 
camente  in  due  parti,  tra  quefli  termini.  15.  iz.  io.  Confiderato  adunque  il  Ditono  fenza  alcun  mé- 
XO  ;  fecondò  che  è  contenuto femplicemente  ne  ifuoi  termini  radicali  ;  potemo  dir  quello ,  che  fi  è  detto  delle 
altre  confonanze ,  cioè  che  non  fé  ne  trouafe  non  vna  fpecie  ipercioche  tanto  diflanti  in  proportione  fono  gli 
tflremi  di  yn  Ditono  patto  nell'acuto ,  quanto  quelli  di  alcuno  altro  potto  nel  graue  :  Ma  confiderandolo  tra- 
mezzo diatonicamente ,  &  diuifò  in  due  Tuoni ,  dico  che  le  fue  fpecie  fono  due  ;come  qui  fotta  apparato  ; 


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Ouero 


Secondacele . 


Et  tal  differenza  nafee  dalla  varietà  dellifuoi  infermili  :  conciofia  che  nel  primo  interuallo  della  prima  jfte- 
ciefi  ritroua  il  Tuono  maggiore,  &*  nel  fecondo  il  minore  ;  &  nella  feconda  specie  fi  ritroua  ilcontrario,cioe 
■il  minore  nelprimOjet  nel  fecondo  il  maggiore.  Diremo  admiq;,che  allora  le  pati  de  i  Contrapitti-feuo  diflati 
i-  ì  x  l'ima 


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Terza 


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SE:  : 

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fona  dall'altra  per  yn  Ditono,  quado  fona  di  effe  fi  ritroua  in  alcuna  delle  chorde  e- 
{ìreme  gratti  dellt  mofìrati  effempi ,  &  l 'altra  nelle  ejlreme  acute  ;  come  nello  effem 
pio  fi  Tede .  Quejìa  confonanza  è  detta  Ditono  :  perche  contiene  nife  due  Tuoni  ; 
quantunque  li  Uranici  la  dimandino  Terza  maggiore ,  perche  è  diuija  in  due  infer- 
mili ,  contenuti  da  tre  chorde ,  delle  quali  le  ejlreme  fono  più  dijlanti  di  quello ,  che 
Jono  le  ejlreme  del  Semiditono,peryn  Semituono  minore  ;  come  a  mano  a  mano 
yederemo . 


Del  Scmiditono ,  ouero  Terza  minore . 


Car 


\C. 


mo  ;  come  qui  fi  ttede . 


iA  parte  minore  della  Diapente ,  è  chiamata  Semiditono  ,  la  forma  del  quale  è  contenuta 
nelgenere  Superparticolare  dalla proportione  Sesquiquinta,  nel  quarto  luogo .  Quejìa  dal 
li  Prajtici  etiandio  è  detta  Terza  minore,  &  le  fue  ffecie  fono  due ,  confederandola  dim- 
fa  diatonicamente  in  vn  Tuono  maggiore,  &  in  un  maggior  Semituono  :  Imperoche  la 
prima  contiene  tal  Semituono  nel juo  fecondo  interuaìlo,&  la  feconda  lo  contiene  nelpri- 


*=+± 


+3±±±3Ef:. 


SiiS 


Prima  ffiecie . 


Seconda  fpecie . 


*+ 


3r:: 


Ma  confiderandola  fcnxa  alcun  mexanofuono ,  cioè  neìli  fùoi  ejlremi  folamente  j  è  di  ynajòla  (peci*  tcon' 
aofia  che  (  come  fi  è  detto  dell'altre  confidanze  )  le  chorde  eilreme  di  ynopojìo  nel  grane ,  &  quelle  di  uno 
pollo  nell'acuto ,  fono  contenute  da  ima  ifleffa  proporzione .  Dicono  li  Pr attici ,  che  quando  le  parti  delle  lor 
compofitiom  fono  diflanti  fona  dall'altra,  di  maniera,  che  fona  parte  occupi  qualunque  chordafi  uogliagra 
uè ,  &  l'altra  occupi  qualunque  chorda  acuta  di  yno,degli  effempi  mojìrati  difopra,  che  fono  lontane  per  -»n 
Semiditono ,  ouer  Terza  minore  ;  come  fono  le  due  fottopojle .     Quejìo  internatio  è  chiamato  Semiditono , 

non  già  da  Semis  parola  latina ,  che  -vuol  dir  Mezo ,  comefefufje  mezo 
Ditono  a  punto  ;  ma  fi  bene  da  S  ernia  ipercioche  (  come  -vuole  Boetio  ) 
in  tal  maniera  fi  chiama  quella  cofa ,  che  non  ariua  al  mezp  intero  :  On- 
de fi  dice  Semituono  quello  interuallo ,  che  non  è  lo  intero  mezo  del  Tuo- 
no: ma  è  Tuono  imperfetto .  Si  dice  adunque  ti  Semiditono,Ditono  imper 
fetto  :  conciofia  che  è  diminuto  di  yn  Semituono  minore,  contenuto  dalla 
proportione  Sesquiuentefima  quarta .  Lo  nominano  anco  Terza,  dal  nu- 
mero delle  chorde ,  &  le  aggiungono  Minore  :  percwche  li  fuoi  ejlremi 
fono  più  rijlretti,&  dt  minor  proportione, che  non  fono  quelli  del  Ditono. 
Ma  quejìo fia  detto  a  bajìanza  intorno  a  quelli  interualli,che  yeramente 


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fono  confinanti , 


Dell'  vtile  che  apportano  nella  Mufica  gli  Interualli  diffo- 
nanti .  Cap.     1  j. 


T  quantunque  le  Confonanze filano  principalmente  confiderate  dal  Mufico,et  non  le  Difi 
fonanze  ipercioche  compone  di  effe  principalmente  lefue  canzoni  ;  nondimeno  pare  (  co- 
me dice  Plutarco  nella  vita  di  M.  Tullio  )  che  confiden  anco  quelle  Voci ,  che  fino  diffo- 
nanti ,  cioè  quelli  interualli  che  non  fanno  la  Confonanza  ;  accioche  fappia  eleg  per  quelle 
cofe. ,  che  li  apportano  ytile  &  commodo,  &  fugga  quelle ,  che  poco  fanno  al  fino  propo- 
fito:  offendo  che  quelli  interualli  ,i  quali  fono  diffonanti ,  generano  ingrato  fuonoalfodito,&  fanno  la- 
cantilena  ajfra ,  gpfenza  alcuna  foauità .  Ala  perche  è  impofibile ,  che  nel  cantare  fipofja  andare  da  yna 
confonanza  all'altra  procedendo  dal  grane  all'acuto ,  oper  il  contrario  ,fe  non  col  mezo ,  &  con  l'aiuto  di 

tali 


Part 


e. 


16, 


tali  intentala  ;  però  è  dibifogno,  che'l  Mufico  non  folamente  li  conofca,  accioche  non  li  ponga  in  Inoro  di  anel- 
li,, che  fono  con  fonanti  :  ma  etiandwfa  dibifogno,  che  habbia  nottua  di  loro,  per  poterli  yfare  tra  le  parti  della 
cantilena,  nel  modo  ch'io  moflrerò  altroue .  Onde  effendo  ytili ,  &  anco  neceffarij,  è  cofa  conueniente ,  che  fi 
dica  alcuna  cofa.  in  particolare  di  loro  :  percwchefe  bene  non  hanno  ragione  di  confinanza,  hanno  almeno  ra  ■ 
gione  dinteru.itto .  Ne  fino  però  tutti  gli  internala  neceffarij  al  Mufico  :  ma  folamente  quelli,  chefertteno  al- 
le modulotioni  diatoniche,  i  quali  fono  minori  del  Semiditono ,  &  maggiori  del  Semituono  minore ,  <&fen- 
%a  alcun  dubbio  fono  contenuti  tra  le  Otto  chorde  di  ciafcunaDiapafon  :  conciofiache  fonofeparate  l'uria  dal- 
l'altra h armonicamente ,  &  per  dimfione  diatonica.  Effendo  adunque  ytili ,  c£*  neceffarij  anco  all'u- 
fo delle  harmonie,fo  dibifogno  che  fi  conofchino  ,  &  fi  f appio  lalor  ragione ,  il  numero  loro,  &  la 
loro  ytilità  .  Et  perche  ogni  cofa  fi  andrà  a  ì  luoghi  conuementi  raccontando  ;  pero  folamente  yederemo 
liora  il  numero  loro .  Onde  dico  che  yeramente  non  fono  più  ne  meno  di  Tre  ,  cioè  il  Tuono  maggiore,  il  Mi- 
nore, &  il  maggior  Semituono,  che  fono  yeri,<&  legittimi  interuatti  del  genere  Diatonico ,  nel  quale  fi  ado- 
perano .  Et  fi  chiamano  veri,  &  legittimi  di  tal  genere  :  percioche  nafcono  da  numeri  fonori,  &fino  conte- 
nuti nel  fuoTetrachordo,  come  nel  cap.^  1.  della  Seconda  parte  hauemoyeduto  .  Sitrouanoetiandiode  vii 
altri  interualli,  che  fono  dijjonanti  ;  come  fi  può  yedere  nella  dmifwne,  ò  compoftione  del  Monochordo ,  mo- 
flrato nell'altra  parte  ;  &  >n  qualunque  altra ,  che  fi  poteffe  fare  con  l'aiuto  de  1  numeri  harmonià  :  ma  per- 
che fono  minori  detti  Tre  fòpranominati,  il  Mufico  non  ha  dibifogno  di  efii  ;  &  quefli  fono  ilSemituono  mi- 
nore, che  fi  troua  tra  le  chorde  SB  &  KB;  &il  ComafAìe  è  pojlo  tra  le  chorde  RB  &  MB  del- 
la fipntdetta  dimfione .  Et  fé  benefiyede  in  lei,  che  atte  yoltefia  impofibtle  di  procedere  dal graue  all'acuto: 
oper  il  contrario  ;  &  da  yna  confinanza  all'altra ,  fenza  l 'aiuto  di  yno  di  quefli  interualli  ;  quejìo  importa 
poco  :  percioche  ni  tali  I  finimenti  finali  aggiuntionifino  neceffarie:  ma  non  è  però  neceffario,  che  in  yn  pro- 
ceder Diatonico  fi  oda  quefli  interuatti,  ne  anco  è  utile  l'interuallo  del  Coma  :  percioche  generorebbe  molto  fa 
jìidio  a  chi  lo  ydiffe  ;  tanto  più,  che  nette  Voci  non  fi  ode  tale  internatio  :  effendo  che  fi  poffono  fare  acute, & 
graui,  come  torna  meglio  ;  &  col  mezo  loro  fi  può  ridurre  a  perfezione  ogni  cantilena  ,  fenza  alcuno  incom- 
modo  ;  il  che  non  intrattiene  negli  iflrumenti  arteficiali  :  conciofache  l'^Arte  mai  può  in  cofa  alcuna  ag  guo- 
gliarfi  attaNatura.Ma  perche  yedemo,che  le  Voci  maggiormente  fi  accoflano  atta  natura  deglufìrumenti, 
ridiati  al  numero  dette  chorde  pithagorice  ,neì  quali  non  fi  ritroua  quefìe  minutie  ;  che  atta  natura  degli  ac- 
cordati perfettamente  fecondo  le  forme  de  i  numeri  harmonici  ;  però  fi  potrebbe  dire ,  che  la  Partecipatone 
fuffepiù  yttle  al  Mufico ,  che  t'accordo  perfetto .  La  onde  fi  debbe  auertire ,  che  hi  quanto  alla  Scienza  que- 
jìo è  più  ytile  :  perche  da  lui  fi  può  cantere  la  yera  ragione  di  ogni  interuallo ,  che  fa  accommodato  perfetta- 
mente attafua  yera  proportione  ;  mafZimamente  perche  le  Voci  (  come  altroue  ho  detto  )fegueno  laperfettio 
ne  deglHnteruatti  :  ma  quanto  att'yfo  &  atta  Prattica,  è  più  commodo  quello.  E  ben  yero,  che  l'uno,&  l'ai 
trofpuò  dir  perfetto  nella  lorjpecie,  nel  modo  che  altre  yolte  ho  detto,  &'  moflrato .  Tale  ytile  adunque  ap- 
portano netta  Mufca  i  nominati  nneruallt  ;  che  yolendo poffare  da  yna  Diateffaron  ad  yna  Diapente ,  0  per 
ti  contrario ,  non  fi  può  yenire  con  altro  me%p ,  che  col  Tuono  maggiore  :  &  procedendo  dal  Semidttono  air 
la  Diatefjaron  ;  alteramente  da  quefla  a  quello,  &  dotta  Diapente  atto  Effachordo  maggiore,  0  per  il  contro, 
rio,  non  fi  yienefe  non  col  mezo  del  Tuono  minore.  L'ytilepoi  che  fi  catta  dal  Semituono  maggiore  è  quejìo, 
che  dal  Ditono  fi  può  yemre  colfuo  mexo  atta  Diateffaron,  &  per  il  contrario  ;  &*  dalla  Diapente  atto  Effa 
chordo  minore  ;  0  da  quefto  a  quella .  La  onde  hauendofi  da  loro  un  tal  commodo,  non  è  fuori  di  propofito,che 
ragioniamo  alcuna  cofa  di  loro  particolarmente  ;  [affando  quelli, che  fono  contenuti  negli  ifìrumenti  artefaa 
li  :  conciofia  che  non  filo  non  fi  adoperano  :  ma  è  anco  imponibile  di  poterne  hattere  la  proportione  rationale  di 
quellt,  chef  accrefcono,  0  dimimufcono  di  alcuna  parte  del  Coma  ;  come  altroue  ho  moflrato . 


Del  Tuono  maggiore ,  &  del  minore , 


Cap.     1 8. 


OLENDO  adunque  hauere  la  cognitione  perfetta  di  quefli  infermili ,  bifogna  ricor- 
dar fi  quello,  chef  è  detto,  &  moflrato  nel  cap.  3  9 .  della  Seconda  parte  ;  cioè  che'l  Dito- 
no fi  diuide  harmonicamente  in  due  Tuoni,  non  già  Sesquiottam,  come  da  molti  antichi , 
&  moderni  Mufici  è  fiato  affrmato  ;  percioche  generarebbeno  ne  i  loro  efìremi  diffonan 
%a  :  ma  fi  bene  in  yno  contenuto  dalla  proportione  Sesquwttaua,  &  l'altro  dalla  propor- 

x      z  ttone 


164 


Te 


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ttone  Sesquìnona  ;  &  fono  fi  chiama  Tuono  maggiore ,  c3r  t altro  minore .  Onde  per  mao-triore  intelltgen- 
za-dellt  Studtofi  delia  Mufica,  moftraro  hora,tra  quali  chorde  diatoniche  fono  ,  &  l'altro  fumo  contenuti. 
Incominciando  adunque  dal  maggiore  dico,,  che  è  quello,  che  fegue  immediatamente  yerfo  l'acuto,nelle  chor 
de  nominate  diatoniche  - 1/  Semituono  maggiore  in  ugni  Tetrachordo  ;  &  è  quello  anco ,  che  fi  trotta  colloca- 
to tra  le  chorde  *A ',    wj  .-'   &  A,   ]j  fenza  alcun  mezo;  come  qui fi  Tede.      Mail  minore  fegue  fem 

.    i  prt  il  ma"  fiore  yerfu  t acuto, & 


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tiene  femore  lo  intervallo ,  che  è 
il  terzo  di  ciafcun  Tetrachordo 
nella  parte  acuta  ;  come  nello  ef- 


fempiofi  mie .     Hauemo  adunque  nel  genere  Diatonico  dueffecie  di  Tuono,,  cioè  il  Tuono  maggiore  ,  & 

il  minore  -.pero  quando  noi  ritrotiaremo  due  parti  netti  contrapunti , 


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che  faranno  diflanti  luna  dall'altra  per  Vito  di  quefìt  intervalli,  dire- 
mo ,  che  quelle  fono  lontane  per  ~vn  Tuono  maggiore ,  ouer  minore  ; 
oueramente  diremo ,  chefiano  diflantiper  y'ntt  Seconda  maggiore  : 
concwfia  che  cofi  è  nominato  da  1  Franici  tale  intervallo,  a  differen- 
za della  minore }  che  è  il  Semituono  maggiore  :  &  ècofi  chiamata  dal  numero  delle  jue  chorde ,  le  quali 


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contendono  quejli  intervalli ,  che  fono  diatonici  ;  come  nello  ejfempio pojìo  difopraft  veggono . 

Del  Semitiltmò  maggiore,  &  del  minore.  Cap.     i<>. 

EGVE  dopo  quejli  il  Semituono  maggiore  «  contenuto  dalla  proportione  Sesquiquinta- 
decima .  Queflo  congiunto  al  Tuono  maggiore  ne  da  il  Semiditono .  Itfe  bene  non  nafee 
per  la  ditti fione  di  alcuno  tnteruallo ,  fatta  per  yta  della  proportionalità  harmomea ,  nafee 
almeno  per  la  reintegrinone  della  Diate faron ,  quando  dal  Ditono  peruemmo  atti  juoi  e- 
Jìremi  :percioche  è  tmpoftbile,di  venirvi  fenza  il  fio  mezp  ;fi  come  al  cap.  j  y.detla  Se-^ 
eonda  parte,  &  difopra  anche,  ho  dimoflrato .  Onde  tanta  è  lafua  proportione,  quanta  è  la  differenza ,  che 
fi  ritroua  tra  Li  Sesquiquarta,  che  contiene  il  Ditono,  &  la  Sesqmterza ,  che  è  la  forma  di  efja  Dtateffaron. 
Queflo  è  nominato  da  i  Franici  Seconda  minore  ;  &-fi  ritrouafempre  pofla  fenza  alcun  mezo  nella  parte 
graue,  nel  principio  di  ctafatn  Tetrachordo  ;  come  fi  è  potuto  -vedere  :  &•  è  collocato  natttralmcte  tra  le  chor 

de  pofle  in  queflo  effempio  :  Guidone  pofe  il  Se- 
*  }t''À' fr'fr  "$"a"  fi"      mituono  nel  mezo  di  ciafcun  Effachordo ,  come 


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'      in  luogo  bui  de<r;w,  &  ptùhonorato  ;  nel  quale 

(  come  fi  dice  )  confi fle  la  Virtù  :  concwfia  che 

la  eccellenza,  &  nobilita  fua  è  tale,  che  fenza, 

lui  ogni  cantilena  farebbe  affra,  &  mfoportabtle  da  vdtre  :  ne  fi  potrtbbe  hauere  alcuna  har  moina ,  chefuf- 

fe  perfettta, fenza  ti  fio  mexo .  Queflo  è  detto  Maggiore,  a  differenza  del  Minore  ,  che  fi  ritratta  in  acuto 

afeendendo ,  tra  le  chorde   b   &   L  ;  o  per  il  contrario,  il  quale  nu>i  fi  adopera  nel gè 

y  I       722Z'.  '  2      nere  Diatonico,  &  è  ti  fottopoflo .      Quando  adunque  fona  delle  parti  delle  nojtre 

'MÌ'.'Q.  J&'  ;      Canzoni  farà  lontana  dall'altra  per  vno  dellt  gradi  acuti  de  t  mofkatì  ejjempi,  &  tal- 

44 •      tra  per  yno  dellt  gratti  ;  allora  diremo  t  che  quelle  fono  dijlanti  per  un  Semituono  mag- 

:   .  .  piore, 

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Parte. 


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~E  J&  i  Z'ore  > omY  Per  mx  Secon^t  maggiore  ;  come  nell'esempio  fi  uede .  Fu  chiamato  Semi- 


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tuono ,  ber  le  ragioni ,  ch'io  difii  parlando  nel  cip.  1 6.  del  Sèmiditono ,  d.t  quelli  -voce 
Semws ,  che  vuol  dir  Sciemo ,  &  Imperfetto  :percioche  il  Tuono  non  è  miti  dtminuto , 
ouer  fatto  imperfetto  della  fua  meza  parte  intera  ;  come  la  esperienza  lo  dimoftra  :  effen 
do  che  niuna  proportione  (  come  ho  detto  più  volte  )  fi  poffa  dividere  in  due  parti  equali. 
Ma  queflofia  detto  a  baftanza  intorno  gli  interualli  diatonici,  contenuti  dalle  prof  ortio- 
ni  Moltiphci ,  &  dalle  Superparticolari . 


Dello  Eflachordo  maggiore,ouero  Sefta  maggiore.      Cap.    20. 


E  NE  N  DO  Hora  a  quelli  ,  che  hanno  le  forme  loro  tra  le  proportioni  del  genere  Su- 
peramente, dico,  che  lo  Ejftchordo  maggiore  ha  la  (ita  forma  dalla  proportione  Super- 
perbipartiente  terza ,  la  quale  è  la  prima  proportione  di  quello  genere ,  tra  quejli  termi- 
ni radicali  5  &  3 .  Et  benché  queflo  infermilo  nonfipofja  chiamare  afjolutamete  Sem- 
plice ,fe  non  advn  certo  modo  :percioche  gli  eflremi  della  fua  proportione  poffono  effer 
tramenati  dal  numero  Quaternario,in  cotal  maniera  3.4.  ji&lo  potemodire  compoflo  della  forma  della 
Diateffaron ,  &  della  forma  del  Ditono  ;  tuttauia  lo  chiamaremo  Semplice  in  vn  certo  modo  ;  non  già  per 
chefia  compoflo  di  due  interualli  :  mafipene,  per  che  non  è  compoflo  dello  internatio  della  Diapafon  ,  die  èli 
Tutto,  £J7*  di  alcuna  fua  parte.  Quando  adunque  confideraremo  queflo  internatio  ne  ifuoi  eflremi  folam  ente, 
grfenza  alcun  mezo ,  ntrouaremo ,  che  è  di  vnafolafpecie;  ancora  cbefujfepojla  nelgraue ,  0  nello  acuto. 
Ma  quando  lo  confideraremo  diuifo  diatonicamente  ;  tante  faranno  le  fue  Specie ,  quanto  f iranno  le  varia- 
tiom  de  i  luoghi  del  Semituono ,  compre fo  in  effo, fecondo  i  modi  delle  dmifioni, che  fanno  le  fue  chorde  meza- 
tie ,  le  quali  faranno  tre  ;  come  qui  fi  vede. 


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Seconda  fpecie . 


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Terza  jfiecie . 


Li  Muficì  chiamano  queflo  internatio  E[fachordo,per  il  numero  delle  chorde,  che  contiene , che  fono  Sei  :  Per- 
cioche  appreffo  de  i  Greci  tanto  yuol  dire  e"s,  quanto  figmfca  Sei  appreffo  di  noi;  &  fimilmente  tanto  uitol 
dire  Xof  JV  appreffo  di  loro,  quanto  Chorda  appreffo  di  noi .  Onde  è  detto  Internatio,  che  contiene  Sei  chorde; 
mero  Confonanza  dtfet  mei  -.percioche  è  comprefo  da  tal  numero  di  chorde.  La  onde  li  Prattici  lo  chiamano 
Seda  maggiore,  a  differenza  della  minorerà  quale  è  compre  fa  da  minor  prò 
portione  ;  &  dicono,  che  la  Sefla  maggiore,  onero  il  maggiore  Efiachordo  è 
vna  compofitione  difei  -voci ,  ouerfuoni ,  che  contiene  quattro  Tuoni,  &  vn 
Semituono  mago-iore.Quando  adunque  faranno  due  parti  netti  noflri  contra- 
punti, dittanti  l'vna  dati' altra  per  il  grane,  &  per  l'acuto ,  fecondo  la  ragio- 
ne degli  eflremi  di  alcuno  deìli  foprapofli  effempi;  altura  diremo,  che  tal  par- 
aferanno diflanti  l'vna  dall'altra  per  yno  Effachordo ,  ouer  Setta  maggio- 
re ;  come  qui  in  effempiofi  uede. 


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Dello 


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Terza 


Dello  Effachordo  minore,  ouerSefta  minore.  Cap.     21. 

O  Effachordo  minore ,  che  è  contenuto  dalla proportione  Supertripartientequinta,  è  (fe- 
condo che  la  definì/cono  iPrattid)v'm  compoftione  di  Jet  voci,  0  [noni,  dalle  quali  pren- 
de il  nome  di  Sefla  3  che  contiene  tre  Tuoni,  &  due  Semituoni  mag  pori  ;  hauendo  ri- 
guardo al  modo,  che  è  tramexato  diatonicamente  da  quattro  chorde.  Et  perche  è  trame- 
ato follmente  in  tre  modi  delle  predette  chorde  ;fi  come  dalla  varia  pofitione  de  i  Semi 


tuoni  fi  può  comprendere  ;  pero  tre  folamente  fono  lefueffecte,  le  quali  fi  veggono  quifotto  m  ejjempw. 


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Prima  ffecie . 


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Seconda  fpecie. 


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Twxgfjipcie, 

Ma  quando  fuffe  considerato  netti  fuoi  ejlremi  folamente,  fènxaeffèr  tramesto  da  alcuna  chorda  mexjna; 
fi  trouerebhe  di  lui  vna  fola  fpecie ,  per  le  ragioni  dette  de  odi  altri  interuatti.  Et  ancora  che  non  fi  pofja  chia- 
mare ttffolutamente  Semplice  :percioche  li  fuoi  termini  radicali  fono  tramenati  dal  numero  Senario  in  cotal 
modo  5 .  6.  8;  come  fi  pub  uedere  tra  li  numertharmonici  ,poJlt  nel  cap.  17.  detta  Prima  parte;  onde  lo  po- 
terne chiamar  compoflo  detta  Diateffaron ,  &  del  Semiditono;  Tuttauiaper  le  ragioni  dette  dello  Efjachor- 
do  m ag  fiore ,  lo  chiam 'aremo  anco  lui  Semplice  ad  vii  certo  modo.  Quando  adunque  due  parti  delli  no- 
flri  contrapuntt  faranno  diflanti  l'ima  dall'altra  per  il  <rraue  ,&  per  lo  acu- 
to ,  fecondo  la  ragione  dette  chorde  eslreme  di  alcuno  detti  moilrati  effempij,  al-' 
torà  potremo  dire,  che  faranno  disiatiti  per  tuo  Effachordo ,  0  Sefla  muwre;co- 
me  qui  in  effempiofi  ritroua .  Quejìo  etiandwf  chiama  Effachordo  per  le  ragìo 
ni  dette  detto  Effachordo  maggioreja  onde  afta  differenza  °li  aggiun fero, Mi- 
nore :  &  tanto  l'uno ,  quanto  l'altro  non  erano  connumerati  da  »/i  sfatichi  tra 
le  confonanze  •  conciofiache  le  loro  eflreme  chorde  fino  tirate  fitto  le  ragioni  del 
le  proportwm  predette ,  le  quali  fi  ritrouano  effer  connumerate  tra  quelle  dege- 
nere Superamente .  Ma  per  che  li  Mufici  moderni  le  pongono  in  cotale  ordine; 
<£t*  per  che  fono  compofleife  cofi  le  vogliam  confiderare)  detta  Diateffaron ,  (j7* 
del  Ditono ,  otte?  Semidìtono;  che  pofte  infume,  non  poffono  efferefe  non  con  fonanti ,  quando  fono  collocati  a 
t  loro  luoghi  propij  ;  però  ho  -voluto far  di  loro  p articolar  mentione ,  &  moflrar  le  loro  fpecie .  Onde  facendo 
hor.i  fine  di  ragionar  più  di  quelli  interualli ,  le  cui  proportioni  fono  compre  fé  nel  genere  Moltiplice ,  &  nel 
Superbarticolare;  &  il  quelli, che  hanno  le  lor  forme  nel  genere  Superamente ,  &fono  accettati  da  ciafcu 
no  Mufico  per  confinanti  ;  verrò  a  ragionar  di  quelli }  che  hanno  le  lor  forme  in  queffo  genere  tflefio ,  &  fo- 
no al  tutto  Di (tonanti. 

Della  Diapente  col  Ditono  ;  ouero  della  Settima 
maggiore.  Cap.      22. 

JTLL^A  proportione  Superfettipartiente  ottaua  adunque  pigliano  vlieflremifioni  del 
la  Diapente  col  Ditono  la  loro  forma .  Ho  detto  vii  eflremi  fuoni  :  perctochefe  bene  que- 
llo tnteruallo  fi  può  chiamar  Compoflo:  perche  li  Jùot  termini  radicali,  che  fono  15  & 
8  ,  pofio'io  efìer  trame%ati  in  cotal  modo  15.  11.  1  o.  p.  8.  come  nel  cap.  indetta     3  ^ 
Prima  parte  fi  può  vedere  ;  tuttauiaper  le  ragioni  dette  difoprajo  cìnamaremo  Incom 

poslo. 


Parte 


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pofto .  E  pojìo  queflo  internatio  nell'ordine  de  gli  infermili  difonantì  :  percioche  la  fùa  proporzione  non  ha  tuo 
go  tra  i  numeri  Inarmonici .  Queflo ,  efiendo  conftderato  fempltcemente  ,&fen%a,  alcun  mexp ,  non  ha  (ot- 
to di  sé,  fé  non  ynafola  fpecie  :  ma  dipoi  conftderato  diuifo  diatonicamente  in  Tuoni,  &  in  Semituoni  ,  le  [tue 
fpecie  fono  due .  Dicono  li  Franici ,  che  cjuefto  internatio  tramenato  è  -una  compofitione  di  fette  fuoni ,  onero 
di  fette  -voci ,  che  contiene  fei  interualli ,  tra  i  quali  fino  cinque  Tuoni  ,&yn  Semituono  maggiore  :  come 
qui  fi  -vede . 


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Prima  fpecie . 

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Seconda  fpecie . 

Li  Prattici  lo  nominano  Settima  de  numero  delle  -voci,  o  dei  fuoni,  che  fono  contenuti  in  efo;&  lo  chia- 
mano anco  Eptachordo,  da  eW,  che  fignifoa  Sette,  &  da  Xop  <f» ,  che  vuol  di- 
re chorda  ;  &  a  differenza  del  minore  gli  aggiungono  quefìa  particella  Magna- 
re. Diremo  etiandio  di  efio  quello,  chef  è  detto  degli  altri  interualli  ;  che  tutte  le 
■volte ,  che  fi  ritratterà  in  alcuna  cantilena  due  parti ,  che  fianopoile ,  tuna  nelle 
ch'orde  grani  delli  mojìrati  efempi,  &  l'altra  nell'acuta  ;  che  tali  parti  faranno  di- 
Jìanti  l'yna  dall'altra  per  ~vna  Settima  maggiore ,  oueramente  per  yno  Eptachor- 
do ma«  giare  ;  come  fono  quefte  due  parti  di  queflo  efi empio. 


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Della  Diapente  col  Semiditono,ouer  Settima  minore.     Cap.  25. 


OTTO  laproportione  Superquadripartiente,è  detenuta  la  Diapete  col  Semiditono  nelle 
fue  eflreme  chorde .  Et  ancora  chef  pofia  chiamar  compaia  :  conciofa  che  lifuoi  termi- 
ni radicali,  che  fono  9  &*  ?  ,fiano  tramenati  nell'ordine  naturale  de  i  numeri  harmoni- 
ci  ,da%&6,  come  nel  cap.  i6_della  Prima  parte  fi  puh  yedere  ;  nondimeno  per  efie-  z  '4 
S33I  re  infermilo  minore  della  Diapafon, lo  chiamaremo  Incompoflo.  Queflo  internatio  confi- 
ieratofenxa  alcun  me%o{per  le  ragioni  addutte  altre  yolte)fi  ntroua  di  ynafola  fpecie  :  ma  conftderato  tra 
me%itto  ,  fecondo  U  natura  del  genere  Diatonico ,  li  Prattici  dicono ,  che  è  yn  compoflo  di  fette  yoci,o  (uo- 
vi ,  che  contengono  fei  interualli  ;  tra  i  quali  fi  trotta  quattro  Tuoni ,  &  due  Semituoni  maggiori  ;  &  le  fue 
fpecie  fono  Cinque  ,  che  nafeono  dalla  diuerfità  de  i  luoghi ,  che  occupano  i  Semituoni  ;  come  qui  fi  yede . 


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Quinta  jfìecie. 


Dal  numero  delle  chorde  i  Pratici  lo  chiamarono  Settima  ;  è  ben  yero  che  yì  a<r  ginn  fero  quefìa  parola  Mi^ 
?iore ,  per  farlo  differente  dal  maggiore .  Lo  nominarono  etiandio  Tptachordo  minore  ,da  quelle  due  parole 
oreche  poiìe  di  [opra  nel  capitolo  precedente.  Quando  adunque  faranno  due  parti  disiatiti  l'vna  dall' attracca- 
rne fono  le  chorde  eslreme  delli  fopraposli  efiempi ,  allora  diremo,  che  fono  lontani  per  ww  Settima  minore  : 
come  fono  le  fottopofle .  Qui  pórrò  fine  alragiouare  delle  Confinante,  &  de  irli  Infermili  l'empiici  ;  lavando 

etiandio  3  per  più  breuità ,  di  ragionare  delli  Compofti  :  concwfia 


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che ogn  altro qualfi  uoglia ,chefia  maggior  della  Diapafon , fi 
confiderà  compojìo  di  lei,  &  di  vnafua  parte  ;  &  non  farà  mol- 
to difficile  quando  fi  vorrà  fapere  la  loro  ragione,  lacuale  fempre 
potremo  hauere,quado  noi  a<r  o-iungeremo  jopra  la  Diapafon  quel 
laltro  internatio ,  che  le  vorremo  porre  apprefjo  ,jon;mando~ink 

■  Geme  i  termini  radicali ,  che  contengono  tali  interualii .  Dirò  ben 

■  queflo ,  che  gli  efìremifuoni  della  Dtapafondiapente  -,  ouer  Duo- 
decima,fono  cotenuti  dalla  proportione  Tripla;quelli  detta  Di/dià- 


pafon ,  ouer  Quintadecima,dalla  Quadrupla  ;  quelli  della  Difdmpafon  col  Ditono ,  ouer  Dea,,  ■'fi  <  ma, dàl- 
ia Quintupla  ;  &  quelli  della  Difdiapafondiapente,  ouer  Deamanona, dalla  Sejlupla  :  m,  gli  altrifi  potran- 
no muefìigar facilmente  con  laragtone, 

In  cjual  maniera  naturalmente,  oper  accidente  tali  interualii  dai 
.   Prattici  alle  volte  fi  ponghino  fuperflui,o  dimi 
nuti.  Cap.      24. 

T  quantunque  ogni  Confonanza,&  ogni  Interuallo  diuifò  in  molte  parti, fi  poffa  denomi 
nare  dal  numero  delle  chorde  ;  tuttauiafi  debbe  auertire ,  di  non  cafcare  in  Vito  errore  y 
nel  quale  fono  cafcati  fpeffe  volte  alcuni  Prattici  ;  1  quali  confiderando  vno  ordine  de 
fuoni  nelnumero  delle  chorde  folamente ,&  facendo  poca  (lima  degli  interualii  contenu- 
ti in  efjo;  hanno  poslo  t  allora  nelle  compofitwm  loro  alcuna  delle  predette  confonan%e  fu- 
perflua ,  onero  dimwuta ,  in  luogo  della  uera ,  (jr  legittima  ffecie  .  Et  ciò  hanno  fatto  :  conciofia  che  gli- 
eflremi  di  qualunque  ordine  de  fuoni ,  confulerato  folamente  nel  numero  delle  chorde,  fi  poffono  con  ftderarey 
t>  ritrattare  in  due  modi  ;  cioè  Confonantt ,  &  Dtffonanti .  Li  primi  fono  quelli ,  che  fono  collocati  tra  le  lora 
chorde  vere ,  0>fono  comprefi  dalle  loro  vere  proportiont ,  &  fono  1  veri,  &  [egittimiwterualli ,  de  1  qua- _ 
//'  habbiamo  parlato  difopra  :  Ma  li  fecondi  fono  quelli ,  che  non  fono  contenuti  tra  le  lor  chorde  propie,  &  fo- 
lio fuori  delle  lor  vere  proportioni  ;  ancora  che  il  loro  ordine ,  &  i  loro  interualii  pano  diatonici.  Queili  poi  fi 
ritrattano  di  due  forti  :  percioche,ouero  che  t  internatio  è  diminuto,  per  contenere  in  fé  alcuno  interuallo  mino- 
re in  luogo  di  vn  maggiore ,  fi  come  il  Semituono  maggiore  in  luogo  del  Tuono  ;  ouero  che  cfiperflup  :  per- 
che contiene  vno  interuallo  maggiore  in  luo«-o  di  vn  minore  ;fi  come  ilTuono  in  luogo  del  Semituono.  Onde 
quella  Quinta,  che  naturalmente  fi  trotta  da  h  ad  F ,  collocata  tra  cinque  chorde  ,  è  fenxa  dubbio  alcuno- 
dimtnuta  di  vn  Semituono  minore  -.peraoche  in  luogo  di  tre  Tuoni ,  &  di  vno  Semituouo  maggiore ,  con-, 
tiene  dueTuoni ,  &  due  Semituom ,  &  è  ne  lifuoi  eftremi  diffon  ante:  per  che  è  contenuta  dalla  proportìóné. 
Super  1  9  partiente  4  5 ,  che  non  ha  luogo  tra  1  numeri  harmomei;  &  perciò  la  chiamano  Semidiapente,& 
Quinta  imperfetta ,  ouer  diminuta .  il  mede  fimo  paterno  dir  della  Quarta  contenuta  nel  numero  di  quattro 
chorde, tra  F  &  la,  che  per  ritrotiarfi  in  lei  tre  Tuoni,  è  chiamata  Tritono  ;  &  lfuperf.ua  di  vn  Semituo- 
no minore .  La  onde  non  effendo  lejue  chorde  eslreme  contenute  fatto  le  proporzioni  degli  harmonici  nume- 
ri :  peraoche  la  fua  forma  è  contenuta  dalla  Super  1 3  partiente  ^z,  èfapramodo  diffouaiite  ;  &  fono  li fot- 
topafli  interualli.Quefìo  errore  non  folamente  può  accafeare  nella  Qumta^t  nétta,  Quarta,  ;  ma  etiandio  nella, 

Ottaua: 


Parte. 


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169 


553C 


Semidiapente .  Tritono . 

Ottaua  :perciochefe'[fi  kiuer.ì  riguardo  al  numero  delle  chorde  folamete }che  fi  ritrattano  tra  la  chorda  \i 
&la  b,  diremo  che  tale  Ottaua  fa  fen^a  alcun  dubbio  dimmuta  di  un  Semkuono  minore  :  effendo  che  è 
contenuta  nelle  fue  eflreme  chorde  dalla  proportione  Super  1  3  partiente  1 5 ,-  onde  è  diffonante  quanto  fi  può 
dire  ;  &fi  vedepofta  tra  le  chorde  diatoniche  delfottopoflo  effempto,  et  fi  può  anco  nominare  Semidiapafon. 


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Diapafon  diminuta 


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5«>»;&  wori  (ì'poffono  ancora  commettere  tra  le  chorde  diatoniche^  le  chromatiche  :  percioche fé  noi  por- 
remo la  chorda  %  pofla  in  acuto,  tra  la  e  &  la  rf,  per  l'uno  degli  eflrerm  della  Ottaua  ;  &  la  chorda  C 
pofla  nelgraueper  l'altro  efìremo  ;  haueremo  Dna  Ottaua  difjónanttflima  ,  contenuta  dalla  proportione  Du- 
pla fé squiduodectm a,  &farà  -vita  Diapafon  fuperf  ita  di  vii  Semituono  minore .  Onde  [e  di  nuouopwliaremo 
la  detta  chorda  ^  con  la  F,  haueremo  una  Quinta  diffonante ,  contenuta  dalla  proportione  Super  o  par- 
tiente 1  6,  detta  Diapente  fuperftua.  La  medefima  chorda  ancora  accompagnata  alla  C  ne  darà  il  Tri- 
tono :  che  contiene  tre  Tuoni  ;  come  nel fono  poflo  eff empio  fi  -vede . 


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:              : 

Diapente  fuperf.ua .  Tritono . 

Tutti  quejìi  interdilli  fi  potranno  diminuire  della  ifteffa  quantità ,  quando  pigliaremo  la  chorda  chromatica 
$1  pofla  nel graue  ,trala  C  &la  D ,  in  luogo  della  C,  &  faremo  la  ottaua  %&  e  :  percioche  al- 
lora tale  Ottaua  farà  minuita  di  vii  Semituono  minore }  &  contenuta  dalla  proportione  Super  z  3  partien- 
te 1  5  j  che  è  minor  della  Dupla ,  la  onde  fi  chiama  Semidiapafon .  Similmente  tal  chorda  accompagnata  con 
la  G  ne  darà  vna  Semidiapente  _,  contenuta  dalla  Super  1 1  partiente  ij;&  accompagnata  con  la  F  ne 
darà  la  Semidiatefjaron ,  compre  fa  fatto  la  forma  della  proportione  Super  z  1  partiente  7  ;  Ja  quale  itifie- 
me  con  le  altre  fono  contenute  nei  [otto  poHo  effempio ,  &fono  al  tutto  diffonanti . 


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Semidiapafon. 


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Semidiateffaron . 


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Semidiapente . 

Quefìi,&  tutti  gli  altri  infermili  mo  flrati  difoprafono  diffonantifimì,  &  non  fi  debbeno  porre  ne  i  Contra- 
punti  :  perche generarebbeno  faflidio  all'vdito .  Onde  nonfenxagmditio,  1  Mufici  pratticipiù  periti  diedero 
vna  Regola, per  [chinar  quefli  etrori.Che  non  fi  doueffe  mai  porre  la  voce  del  Mi  cantra  quella  del  Favelle 
confonanzg  perfette  ;  come  più  oltra  cederemo .  Si  debbe  però  auertire,  che  alle  volte  fi  pone  la  Semidiapen- 
te ne  i  Confrapunti  in  luogo  della  Diapente  ;fimilmente  il  Tritono  in  luogo  della  Diateffaron,  che  fanno  buo- 

y  ni  effetti 


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170  Terza 

«(  ejf^rn  :  wrf  ;>;  <jKrf  /  maniera  fi  hahbiano  a  porr  e Jo  dimoflrerò  piti  altra .  Quando  adunque  ritrouaremo  due 
trartij  l'ima  delle  quali  nell'acuto  teeghì  il  luogo  di  alcuna  delle  chorde  eflrtmè,  di  alcuno  Selli  moflrati  effem- 
pi  >  &  l'altra  tenghi  il  luogo  di  alcuna  pofla  nel  grane  ;  allora  diremo ,  che  f  iranno  dijìanti  l'ima  dall'altra 

per  uno  delli  detti  mterualli  ;  come  qui 
fi  Tede .  Qui  fi  ballerebbe  partito  por- 
re  molti  altri  effempi ,  &  moflrar 
pw  in  lungo  in  quante  maniere  tali  in- 
ternali fi  accrefiono  ,&  minmfcono^ 
col  mezo  delle  chorde  chromatiche  : 
ma  per  no  andare  in  Impedirli  ho  i>o- 
luti  laffare .  Similmente  fi  batterebbe 
potuto  incerare  in  qual  modo  pernia 
delle  iftejje  chorde  chromatiche ,d  Di 
tono  diuenti  Semiditono  ;  &  il  Semiditono  Ditono  :  ma  perche  cambiandofi  in  tal  maniera ,  non  fanno  alca- . 
tip  internatio  diffonante  ;  però  ho  Doluto  etiandw  laffar  da  parte  tal  ragionamento  ;  accioche  iopofja  dichiara 
re ,  &  modrargli  effetti ,  che  fanno  quefit  trefegm  ì  cioè  il  ^  quadrato ,  il  t>  molle,  &  iljfc  Diefis . 

De  gli  effetti  che  fanno  quefti  fegni .  h  .  b.  &  ^ .  Cap.      2^. 

L I  effetti  adunque  delle  dette  cifere ,  0  fegni  (  come  habbiamo  potuto  yedere  )  è  di  ag- 
giungere, 0  di  leuare  il  Semituono  minore  dal  Tuono ,  &  di  far  diuentare  minore  alcuna 
confonanza  maggiore  ;  oper  il  contrario  la  maggiore  minore .  Queflo  Semituono,  anco- 
raché non  fi  adoperi  nelle  modulatigli  del  genere  Diatonico  ;  fi  ritratta  tuttauia  ejfer flato 
Tifato  alcune  fate  da  i  Compoftori  nelle  lor  cantilene  ;  &  marinamente  tra  le  modttla- 
tioni,  che  fanno  due  parti  afeendendo ,  ouer  difendendo  infume  col  mouimento  della  Terza  ;f  come  fi  puh 
uedere  effeminando  molte  compoftioni,  tanto  degli  ^Cnticln, quanto  etiandto  de  1  Moderni  compoftori.  Ma 
Cipriano  di  Kore  lo  adoperò  in  ima  parte  fola ,  in  quella  canzone  a  quattro  l'oci ,  che  incomincia  Hellaf  co- 
ment, fi  nella  parte  piti  graue ,  come  anco  nella  parte  più  acuta.  Et  tal  Semituono  fi  ritroua  naturalmen- 
te tra  la  chorda  Tritefynemennon,  &  la  Faramefe  ;  come  nel  cap.  1 9.  difopra  ho  moftrato .  Dicono  li  Prat 
tici,  che  tal  Semituono  è  defentto  tra  quesle  due  foci  Fa,  &•  Mi,  ponendo  il  Mi  fopra  il  Fa  ;  le  quali  fino 
differenti  da  f orma, &  fono  il  b,  &  d  y}  che  fi  yeggoiw  nelfottopoflo  effempio  ipercioche  la  i>oce,o  chor- 
da fegnata  col  ^ ,  è  più  acuta  di  quella ,  che  è  figliata  col  b.La  onde  Guidone 
'  j   1  ~~f["      ^Aretino ,  per  non  confondere  li  Cantori  ,pofe  nel  fuo  Introduttorio  le  due  lette- 

•  a"~k~~^» —  j    A  ~  ■  "      re  ,0  cifere  mofìrate  differenti,  &  non  -variò  il  luogo  ;  &  T'olfe,  chi  per  l'ima  di 

U-     effe  fi  mtendeffe  la  chorda  Tritefynemennon, &  per  l'altra  la  chorda  Faramefe. 

Vedendo  dipoi  li  Mufici  quella  differenza ,  ordinarono  due  forti  di  cantilenafy- 
na  delle  quali  chiamarono  di  Natura,  &  di  ^  quadrato  ;  &  è  quella,  die  procede  per  le  chorde  del  Tetra- 
chordo Mefon  ,&per  quelle  del  Tetrachordo  Diezeugmenon  ;  0*  non  fi  pone  nel  principio  delle  parti  del- 
la cantilena  alcuna  delle  mofìrate  cifere .  L'altra  nominarono  di  Natura,  &  di  b  molle  ;  &  queflo  quado 
le  parti  toccano  le  chorde  del  Tetrachordo  Synemennon ,  &  quelle  del  Tetrachordo  Mefon  ;  laffando  da  un 
canto  quelle,  che  fino  del  Tetrachordo  Diezeugmenon  ;  &  in  qttejìa  fòrte  di  canzone  fi  pone  nel  principio 
delle  parti  della  cantilena  la  cifera,  ouerfio-no  del  b  molle ,  auanti  1  fegni  del  Tempo .  Et  fi  bene  nelle  can-. 
tilene,  cheprocedenoper  il  Tetrachordo  Mefin ,  &  per  il  Diezeugmenon,  non  fi  pone  la  cifera  del  ^;  non- 
dimeno uè  la  intendeno:  et  tal  cifera  fi  ritratta  ne  1  Libri  ecclefaflici,cioc  ne  1  Canti  fermi  molto  lpefjo,fe  bene 
ne  1  Cauti  figurati faflata,et  e  anco  poco  ifat.vpercioche  1  Moderni  quado  yoglwno  porre  alle  yolte  la  chor- 
da Paramefi  in  luogo  della  Tntefynemenon, pagana  la  afra  %(  in  luogo  del  ^  ;ancora  che  tal  cofa  fi  faccia!  c#, 
tra  ogni  douereicucwfiache  fi  dotterebbe  ifare  la  propia  cifera  della  cofa,che  yoglwno  intedere,  et  no  yna^ltro 
feguo  furefìieroiquatuq;  ìjfto  importi  pocoiperaoche  hormai  agn'yii  conofee ,qual  chorda Ji  ha  day  fare  in  luogo 
della  Tritefynemaion, quado pogono  la  cifera  del'%:  Ala  in  yero  io  lodarei  molto,  chef  l'faffe  iljegnopropio. 
Per  tornare  adiiqi  a  gli  tffetti,chefano  cotali  Cifere  dico, che  leuano,ouer  aggiùngono  dsemitiwno  minore.hn 

peroche 


Parte. 


*7* 


Primo  effempio.       Secodo  effempio. 


perochefè  noi  vorremo  effaminart  con  diligenza  il  primo  delli  due  [ottopodi  effempi ,  ritrouaremo,  che  dJLt 
prima  figura  alla  fecondarvi  è  lo  internatio  del  Tuono  ;  Onde  fé  tra  toro  porremo  ilfegno  del  k,  come  fi  -ve- 
de nel  fecondo  effempio  ;  non  è  dubbio,  che  verremo  a  leuare  dalla 

+f  " l_JIIZ!r.ltrZirZZIZZZ   t     p<trte  acuta  del  detto  Tuono  il  Semituono  minore  ;  &  tra  lefio-u- 

-'■-'* '"      re delfecondo effempio, fi ritrouerà il  Semituono  mao-nore: per- 
che dalla  diuifwne  del  Tuono  sfatta  per  la  chorda  Tntefynemen- 
non  ,nafce  il  Semituono  maggiore  ,&>  ilminore;come  altroue 
fi  è  detto .  Similmente  il  ^  fa  vn  tale  effetto ,  nel  fecondo  delli 
fottopofli  effempi  -.perche  fi  come  tra  le  figure  del  primo  fi  ritroua  il  Tuono  ,  cofi  pofla  la  chorda  L   in  luo- 
go della  b,  è  rimoffo  dalla  parte  grane  il  minore ,  &  re^ 
Jla  dmag  gior  Semituono .      Tale  effetto  farà  anco  il  k  ; 
perctoche  fi  cerne  tra  le  figure  del  primo  effempio  delli  due 
fottopofli , fi  feorge  il  Tuono  ;  co  fi  tra  quelle  del  fecondo  è 
poflo  il  Semituono  maggiore .  Et  tutto  queilofi  è  detto  per 
la  diminuitone  dello  internatio  del  Tuono,  col  me%o  delle 


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Secondo  effempio . 


Primo  effempio. 

mojìrate  cifere,  0  chorde ,  Iettandoli  il  Semituono  minore  :  Mafie  noi  vorremo  accrefeere  lo  interuaUo  del  Se~ 


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Primo  effempio .       Secondo  effempio . 


wituono  maggiore ,  conio  aggiungerli  ti  minore  ,fi  potrà  far  lo  ijleffo  con  le  predette  cifere ,  0  chorde  ;  co- 
me nelli  fottopofli  effempi  fi  vede . 


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1  "Douemo  pero  auertire ,  accioche  le  parti  della  cantilena  riufeifehino  più  facili ,  &  più  ageuoli  da  cantare  ; 
che  quando  fi  vorràporre  la  chorda  del  b,  che  la  figura  cantabile , la  quale  è  pofla  auart  quella,  chef  vuol 
/ignare  con  talfegno,  proceda  dal  grane  ali 'acuto;&  quando  fi  vorrà  porre  il  [3,  onero  il  % ,  fare,  cheproce 
dmoal  contrario,  cioè  dall'acuto  al  grane  ;  <&  queflo  -.perche  (  come  ho  detto  )  le  parti  fono  più  facili  da  can- 
tare>  &i  tali  interualli  fono  più  ageuolt  da  proferire ,  come  la  effenenxa  lo  dimofìra  ;  ^Ancora  che  non  fa- 
rebbe grande  errore ,  quando  fi  faceffe  altramente . 

-  1  .  >i!  : 


(rtlKi  :  •■ 


Quel  che  fi  ricerca  in  ogni  compofitione ,  &  prima  del  Sog- 
getto. Cap.     26.-*  ; 

•''■'•.       -  ■ 

ERRO"  hormai  a  ragionare  del  Contrapunto  :  ma  auanti  ch'io  dia  principio  a  tal  r  azio- 
namento ,fa  dibifogno  fapere ,  che  in  ogni  buon  Contrapunto ,  onero  in  ogn  altra  buona) 
Compofitione  fi  ricercano  molte  cofe,  delle  quali  fé  vna  ne  mancaffe, fi  potrebbe  dire,  che 
foffe  imperfetta .  La  Prima  e  il  Soggetto,  fen^a  il  quale  fi  farebbe  nulla  :  Imperoche  fi 
come  lo  ^Agente  in  ogni  fuaoperattone  hafiempre  riguardo  alfine ,  0*  fonda  t'opera  fua 
■fopra  qualche  Materia  Ja' quale  è  chiamata  il  Soggetto  ;  cofi  il  Mufico  nelle  fine  operationi  hauendo  riguardo 
alfine^  che  lo  muoue  all'operare,  ritroua  la  Materia ,  onero  il  Soggetto ,  fopra 7  quale  viene  a  fondare  la  fua 
■  compofitione ,  t&  cofi  viene  a  condurre  a  perfemone  l'opera  fua,  fecondo  il  propoflo  fitte .  La  onde,  fi  come  il 
Poeta ,  il  quale  è  mofjo  da  queflo  fine ,  cioè  dtgiouare  &  di  dilettare ,  come  Horatio  chiaramente  dimofìra, 
nella  fua  Poetica  dicendo  ;  , 

&Wj  ri  lAut 


172  Terza 


*A ut  prode ffe  volunt ,  aut  delegare  poeta  : 

vAutfìmid  et  iucunda,et  idoitea  dicere  vita  ;  ha  nel  [ho  Poema  per  [oggetto  la  Hislorìa, ouero  la  Fa- 
mia  ,  la  quale ,  ofia  fiata  ritrouata  da  lui,otterofe  l'habbia  pigliata  da  altrui  :  l'adorna,  &poliffe  in  tal  ma- 
mera  con  varu\  cottami ,  come  più  gli  aggrada ,  non  laffando  da  parte  alcuna  cofa  ,  che  fui  degna  ,  &  lodi- 
nole ,per  dilettar  l'animo  de  glivditori;  che  hàpoi  del  magnifico  ,&  marauigliofo  ;  coft  il  Mufico  ,oltra 
che  è  mofjo  dallo  ijltfjofne  ,  cioè  di  giouare,  &  di  dilettare  gli  animi  degli  ascoltanti  con  eli  accenti  harmo- 
mci,hà  il  Soggetto ,  [opra  ti  quale  è  fondata  la  fa  cantilena,  laquale  adorna  con  varie  modulationi,  &  -va- 
rie harmonie ,  di  modo  che  porge  grato  piacere  agli  ascoltanti.  La  Seconda  è,  chefia  compofta  principalmen 
te  di  con fonan  xe-,  dipoi  habbia  m  sé  per  accidente  molte  diffonanze  ,  collocate  in  effa  con  debiti  modi ,  fecon- 
do le  Regole,  le  quali  più  abafjo  voglio  mofirare.  La  terza  è ,  che  le  parti  della  cantilena  procedino  bene,cioè 
che  le  modulatwni  procedine  per  veri,  &  legittimi  interuallt ,  che  nafcono  da  i  numeri  fonori  ;  accwche  per 
il  mezg  loro  acquisiamo  l'vfi  delle  buone  harmonie .  La  Quarta  condmone ,  chef  ricerca ,  è,  che  le  modu- 
latiom ,  &  il  concento  fa  variato  ipercioche  da  altro  non  nafce  l'harmonia,  che  dalla  dmerfità  delle  modu- 
lationi ,  £7*  dalla  diuerfità  delle  confinante,  meffe  infieme  con  variatione.  La  Quinta,  è ,  che  la  cantilena  fu 
ordinata  fono  vna  prefcrittaj&<  determinata  Harmonia,  o  Modo,  o  Tuono,  che  vogliam  dire  ;  &  che  non 
fa  difordtnata  :Etla  Sefia ,  &  vltima  (oltra  l'altre ,  che  fi  potrebbeno  aggiungere)  è,  che  l'harmonia ,  che 
fi  contiene  in  effa ,  fia  talmente  accommodata  alla  Oratione,  cioè  alle  Parole,  che  nelle  materie  allegrej'har 
mania  non  fa  flebile  ;  &  per  il  contrario ,  nelle  flebili ,  l'harmonia  non  fa  allegra.  Onde  accioche  del  tuttofi 
habbia  perfetta  cognttione ,  verro  à  ragionare  di  tutte  queile  cofe  feparatamente ,  fecondo  che  mi  verranno 
alpropofto ,  Ó7*  fecondo  ti  bifogno .  Incominciando  adunque  dalla  Prima  dico,  che  il  Soggetto  di  ogni  com- 
pofitione mufcalef  chiama  quella  parte  ,fopra  laquale  il  Compo flore  caua  la  inuentione  di  far  le  altre  parti 
della  cantilena  ,fano  quante fi vogliano .  Et  tal  Soggetto  può  efere  i:i  molti  modi  :  prima  può  effere  inuen- 
tione  propia,  cioè,  che  ilCompoftore  l'hauera  ritrouato  colfuo  ingegno;  dipoipuò  efere ,  che  Ih abbia  pigliato 
dalle  altrui  compoftioni ,  accommodandolo  alla  fa  cantilena ,  Cjt*  adornandolo  con  varie  parti ,  &  varie 
modidationi ,  comepiùgli  aggrada ,  fecondo  lagrande^a  del  fio  ingegno .  Et  tal  S  oggetto  f  può  ritrouare 
di  più  forte  :  percioche  può  e  fere  vn  Tenore ,  ouero  altra  parte  di  qualunque  cantilena  di  Canto  fermo  ,  ouero 
di  Canto  fgurato;  ouero  potranno  efer  due,  opiu  parti,  che  l'vnafguiti  l'altra  in  Fuga,o  Confquenxa,  oue- 
ro a  qualunque  altro  modo-.t fendo  che  livarij  modi  di  taliSog  getti  fono  infnitt.Ritrouato  adunque  che  haue 
rà  il  Compoftore  il  Soggetto,  farà  poi  le  altre  parti  ,nel  modo  che  più  oltra  Tederemo  ;  il  che  fatto  tal  ma- 
niera di  comporre  fi  chiamerà,  fecondo  li  Pr attici ,  Far  contrapunto.  Ma  quando  non  hauerà  ritrouato  prima 
il  So<r  ometto  ;  quella  parte ,  che  farà  primieramente  mefa  in  atto  ;  ouer  quella  con  la  quale  il  Compoftore  da- 
rà principio  alla  fa  cantilena  ,fia  qualfi  voglia ,  &  incomincia  a  qual  modo  più  li  piace  ;  ofiagraue ,  oue- 
r  amente  acuta,  o  me%ana;  flempre  farà  il  Soggetto,  fopra  il  quale  pai  accommodaràle  altre  in  Fuga ,  oCon- 
fequenxa ,  ouero  ad  altro  modo  ,  come  più  li  piacerà  di  fare  ;  accommodando  le  harmonie  alle  parole  ,  fecon- 
do che  ricerca  la  materia  contenuta  in  efie .  Ma  quando  il  Compoftore  andrà  cauando  il  Sog  getto  dalle  par- 
ti della  cantilena ,  cioè  quando  cauerà  vna  parte  dall'altra ,  &  andrà  cauando  il  Sog  gì  tto  per  tal  maniera, 
sfacendo  infieme  la  compo  filone ,  come  uederemo  attratte  ;  quella  particella ,  che  lui  cauerà  fuori  delle  al- 
tre ,  fopra  laquale  dipoi  comporterà  l  parti  della  fa  compofitione  ,fi  chiamerà  fempre  il  Soggetto .  Et  tal 
modo  di  comporre  li  Franici  dimandano  Comporre  difantafia:  ancoraché  fi  pofia  etiandio  nominare  Contro- 
puntixare ,  o  Far  contraponto ,  come  fi  vuole. 

Che  le  Compofitioni  fi  debbeno  comporre  primieramente  L 

di  Confonanze ,  &  dipoi  per  accidente  di  DiC- 
fonanze.  Cap.        zj . 

T  bencheCcome  altrouefi  è  detto~)ogni  Compofitione ,  &  ogni  Contrapunto  :  &per  dir 
lo  in  vna  fola  parola,  ogni  Harmoma,fi  componghi  di  Conjonanxeprincipalmente;non- 
dimenoperpiùfua  bellexxa ,  &  leggiadria  ,fivfano  anco  fecondartamente  in  efa,per 
accidente  le  Dtfonan^ejequalt  quantunque  potle  Jole  all'vdtto  non fiano  molto  grate  ; 
nondimeno  quando  faranno  collocate  nel  modo ,  che  regolarmente  debbeno  efiere,&  fe- 
condo 


Parte.  17  j 

conio  li  precetti \  che  dimoflr aremo  ;  tvdito  talmente  le /apporta ,  che  non  filo  non  tojfendeno  :  ma  li  danno 
grande  piacere,  &  diletto .  Di  effe  il  Mufico  ne  catta  due  ytilità ,  oltra  le  altre  che  fono  molte, di  non  poco  uà 
lare  :  La  Prima  è  fiata  detta  difopra,  cioè, che  con  l'aiuto  loro  fi  puh  paff are  da  ima  confonanxa  ali  'altra  :  La 
Seconda  è,  che  la  Diffonanzafa  parere  la  Confonanxa ,  la  quale  immediatamente  le  fegue ,  più  diletteuole  ; 
&  con  maggior  piacere  daìi'ydtto  è  comprefa ,  &  conofciuta  ;  fi  come  dopo  le  tenebre  è  più grata,  &  dilet- 
teuole alla  yifla  la  luce  ;&il  dolce  dopo  l 'amaro  è  piugufieuole ,  &  piufoaue .  Prouiamo  per  efperienza  o- 
gni giorno  ne  i  fifoni ,  che  [e per  alquanto  di  tempo ,  l'vdito  è  offefo  da  alcuna  diffonanza ,  la  confonanxa  che 
fegue  dopo  [e  li  fa  piufoaue,  &  più  diletteuole .  La  onde  gli  sfatichi  Mufici  giudicarono ,  che  nelle  compofi- 
tioni haueffero  luogo  nonfolo  le  Con  finanze, che  chiamano  Perfette, &  quelle  che  nominano  Imperfette  i  ma 
le  Diffonanze  ancora  :  percioche  conobbero,  che  con  più  bellezza,  &  leggiadria ,  poteuano  riufoire,  di  quel- 
h,che  hauerebbeno  fatto,non  le  battendo:  Conciofiachefefuffero  compojte  di  confonanxe  folamente ,  con  tut- 
to chefacefero  ballo  ydtre,  &  da  loro  ne  yfoiffero  buoni  effetti ,  hauerebbeno  tuttauìa  tali  compofitioni(non 
effendo  me/colate  le  Confonanxe  con  le  Diffonanze)  quafi  dello  imperfetto,  fi  dalla  parte  del  cantare ,  come 
anco  per  l'aiuto  della  compofittone:  perche  mancarebbeno  di  yna grande  leggiadria ,  che  nafce  da  quefte  co- 
fe .  Et  benché  iohabbia  detto,  che  nelle  compofitioni  fi  y fino  principalmente  leConfonanze,  &  dipoi  per  ac- 
cidente le  Diffonanze;  non  fi  debbeper  qttefio  intendere ,  chef  habbiano  a  porre  ne  i  Contrapunti ,  o  Compo- 
fitioni,come  yengono fatte ,  fi»X.a  alcuna  regola,  &  filza  alcuno  ordine  :  percioche  ne  feguirebbe  con- 
finone :  ma  fi  deauertire  di  porle  con  ordine,  &  con  regala  ;  acciò  il  tutto  torni  bene .    Ma  fi  debbefò- 
pra'l  tutto  hauer  riguardo^oltra  l'altre)  a  due  cofe  ;  nelle  qualt(per  miogiuditio)  confjle  tutta  la  bellezza  , 
tutta  la  leggiadria ,  &  tutta  la  bontà  di  ogni  compofitione  ;  cioè  alli  Mouimenti ,  che  fanno  le  parti  della 
cantilena  ajcendendo ,  &  difendendo  per  mauimentifimili  ;  onero  contrarij  :  &  alla  Collocatione  delle  con 
finanze  a  i  luoghi  propij ,  nelle  harmonie .  Delle  quali  cofe ,  con  t aiuto  di  Dio ,  intendo  ragionarne ,  fecondo 
che  tornerà  ilpropofito  :  impero  che  quello  èflatofempre  il  mio  principale  intendimento .  Et  per  introdutt  io- 
ne di  queflo  ragionamento ,  intendo  di  efporre  alcune  Regole ,  date  dagli  antichi ,  i  quali  conobbero  la  ne- 
cefiità  di  cotali  cofe  ;  con  le  quali  infognando  il  modo ,  chef  jiaueffe  da  tenere  nelporre  regolarmente  le  Con-, 
finanxe,  &  anco  le  Diffonanze,  Tynadpppo  l'altra  nelle  compofitioni  ,yeni»ano  a  dare  etiandio  alcune 
Regole  di  tali  Mouimenti,  ancora  chi  queflo  faceffero  imperfettamente.  Quefte  Regole  adunque  porrò  io  con 
feguentemente  per  ordine  ,  &  porro  lafìia  dichiaratane  ;  con  Li  quale  yerrò  a  mojìrar  quello  ,  chef  haue- 
rà  da  fare,  &  con  ragioni  eutdenti  mojìrarò,  in  qual  maniera  fi  haueranno  da  intendere ,  aggimgendouene 
etiandio  alcune  altre,  che  faranno, noti  filo iytili;ma  anco  neceffarie  molto  a  tutti  co!oro,che  defidererano  di  ri 
durf  inyn  modo  regolato ,  &  ordine  buono  di  comporre  dottamente ,  &  elegantemente ,  con  buone  ragio- 
ni :  &  buoni  fondamenti, orrni  catilena  :  Et  per  tal  modo  ciafcuno  potrà  conofiereyin  qual  parte  haurà  da  col 
locare  le  Cofonaxe,et  le  Di/jonaze;  et  in  qual  luogo  potrà  porre  le  Maggiori, et  le  Minori, nelle  fue  Cantilene. 

Che  fi  debbe  dar  principio  alle  compofitioni  per  vna  delle  Con- 
fonanze  perfette.  Cap.     28. 

O  LSERO  prima  gli  <A "litichi  Mufici,  il  che  è  offèrttato  etiandio  da  i  migliori  Moder- 
ni ,  che  nel  dar  principio  alli  Contrapunti ,  auero  ad  altre  Compofitioni  muficali,fi  douefi 
fe  porre  yna  delle  nominate  Confonanxe  perfette;  cioè  l'Vnifino,  0  la  Quinta  ,ola  Otta- 
ua ,  ouero  yna  delle  replicate  .La  qual  regola  non  yolfero  che  fuffe  tanto  neceffaria ,  che 
nonflpoteffefare  altramente,  cioè  che  mnfpoteffe  anco  incominciare  per  yna  delle  im- 
perfette ;  poi  che  taperfetttone  fempref  attnbutfce  alfine  ,&)ion  al  principio  delle  cofe ,  Non  dcuemo  però 
intendere  quefta  regola  cofifemplicemente  :  percioche  quando  la  parte  del  Contrapunto  incomìncìerà  a  can- 
tare infeme  con  la  parte  del  Soggetto ,  allora  fi  potrà  incominciare  per  yna  delle  perfette  già  dette  :  Ma  qua 
do ,  per  maggior  bellezza  1  &  leggiadria  del Contr apunto,  &  per  maggior  commodità  ancora ,  li  Mufici 
faceffero ,  che  le  parti  non  incominciajfero  a  cantare  infeme  ;  ma  tyna  dopo  l'altra ,  con  lo  ifteffo  progrefjo 
di  figure ,  0  note,  che  è  detto  Fuga ,  o  Confeguenzé ,  il  quale  rende  il  Contrapunto  non  pur  dilettatole  ;  ttia  ■ 
etiandio  arteficiofo  ;  allora  potranno  incominciare  da  qual  confonanxa  yorranno ,  fi  a  perfetta,  outro  imper- 
fetta : 


174  'Terza 

fitta  :  perocché  intrattengono  le  Paufe  'minia  delle  pam .  Si  dehhe  pero  offeruare  ,  che  li  principe  deU'yna , 
tt  dell'ultra  parte  babbuino  tra  [oro  relatione  di  yna  delle  nominate  co fon anze  perfette  ,ouero  di  yna  Quarta; 
C-7"  ciò  non  farà  fatto  fuori  dipropofno  :  conciofia  che  fi  l'iene  à  incominciare  fopra  le  chorde  eftrewe  ,  onero 
[opra  le  melane  de  i  Modi ,  fopra  i  quali  è  fondata  la  cantilena ,  che  fono  le  lor  chorde  naturali ,  onero  efjen- 
tiali  ;  come  altroue  Tederemo .  Et  quefìo  credo  io  ,  che  mtendejferogli  antichi,  quando  differo,  che  nel  prin- 
cipiare li  Contrapìiti  ,fi  doutffe  darprmapio  adi/na  delle  confinante  perfine  ;  aggiungendo ,  che  quella, 
redola  non  era  fatale  ,  o  neceffaria ,  ma  fi  bene  fecondo  il  yoler  di  colui  \  che  compone .  'Quando  adunque  tier , 
remo  incominciare  alcuno  Contrapunto  in  fuga ,  o  conftquenza ,  lo  potremo  incominciare  per  qualfi  yoglia 
delle  Perfette,  onero  Imperfette ,  &  per  Quarta  anche  ;  Non  che  le  parti  incomincino  a  cantare  perquefìa 
confonanza  ;  ma  dico  per  Quarta  njpetto  al  principio  del  Soggetto ,  con  la  parte  del  Contrapunto  ,  o  per  il 
contrario  ;  come  fi  Tede  tra  la  parte  del  Soggetto  poflo  qui  di  (otto ,  la  quale  è  yna  Cantilena  del  Seflo  modo, 
et  tra  la  parte  del  Cotr apunto  del  Quarto  efjempio  nelgraue  :  Imperoche  l'yna  mcomincia  nella  chorda  F,et 
l'altra  nella  chorda  C,  &fono  diflantiper  Quarta ,  ricetto  al  principio  dell'yna,  &  dell'altra;  &  oferua- 
remo  la  regola  data ,  di  cominciare  per  yna  delle  Con  fonante  perfette  sfacendo  incominciare  le  parti  a  can- 
tare infieme  in  yna  Terza  maggiore  ipercioche  hma  incomincia  nella  chordaE,  &  laltra  nella  chorda  C; 
come  nel  Quarto  effempwfi  yede .  La  onde  tal  principio  dimostra  yeramente ,  che  tal  precetto  non  èfatale^ 
o  necefjarto  ;  ma  fi  bene  arbitrano .  Nepoffono  que/ìe  due  parti  generare  cofa  alcuna  di  trifto  all'ydito;  ef 
fendo  che  fé  bene  li  principi]  delle  parti  comffondeno  per  yna  Quarta ,  come  ho  detto,  tuttauia  nel  principia 
re  ilcanto  infiemefi  ode  poi  il  Ditono ,  ouer  la  Terza  maggiore. 


36fr--.fr  •♦r..--y 


S-zjSzI: 


*fr 


Soggetto 


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tez  ±=+==+=z=±=$: 


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F*hF*H 


-fr_«. — ^_._ 


Primo  effempio  nell'acuto . 


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A      j. 

"*"    A" 

W*r 

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-fr- 

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W- — v 

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V 

W  _$_ 

S      v 

— $ — 

V 

3*  .zt: 

— i 

Secondo  effempio  nell'acuto. 


■ 


& 


£-*-» 


3l=^3 


^=>=^=^=^: 


3£~ y-y 


Terzo  effempio  nel  orane. 


*~ 


1=3£r*-$=3r 


Quarto  effempio  nelgraue. 


^n^3^m 


$r-±-^: 


s 


//  medefmo  douemo  offeruare  ne  i  Principij  delli  Contrapunti ,  o  Compofitioni,  quando  fi  poneffe  nel  princi- 
pio della  parte  del  Soggetto  alcuna  Pati  fa  ;  come  intrauiene  quando  fi  piglia  yn  Tenore  di  qualche  Canzone , 
o  Madrigale,  o  di  altra  cantilena, per  comporli  fopra  le  altre  parti  :percioche  allora  le  parti,  chef  aggiungo' 
no  ,ft  debbeno  incominciare  al  modo  mojlrato ,  offeruando  quello ,  che  intorno  ciò  è  Rato  detto  ;  come  fi  ye- 
de ne  i  fottopofli  effempi ,  delli  quali  il  Soggetto  è  compojlo  nel  Quarto  modo. 


Quarto 


Parte  jyj 


Soggetto 


=?-— :  3=36=x=5£=: l=z=3Ersz?=*::±i?r^— 


ft=* 


ESE^te^?:5E^:^~±:^?:^5=:  ; 


Ejfempio  primo  nell'acuto , 


3r 


Ejfempio  fecondo  nel  grane. 

Sì  debbe  etiandio  auertire(il  che  è  cofa  di  non  poca  importanxa)di  ordinare  nelle  Compoftioni,  &  ne  i  Con- 
traplinti a  pm  "voci  in  tal  maniera  le  parti  3  che  i  loro  principij  corrìjp'ondino  tra  loro  ,  &  habbiano  relatwne. 
per  vita  delle  confonanxe  perfette  ,  onero  imperfette  ;  di  modo  che  volendole  cantare,  nel  pigliar  le  -noci  del- 
le parti  ,  non  fi  oda  alcuna  difjonatrxa .  Et  queflo  ,  percioche  non  filo  porge  faflidio  a  quelli ,  che  vogliono  can 
tare  :  ma  alle  -volte  è  cagione  di  farli  errare  più  facilmente  figliando  -ima  voce  per  mi  altra  ;  mafimamen- 
te  quando  non  fono  molto  ficuri.  E  ben  vero ,  che  è  lecito  porre  nel  grane  il  principio  di  due  parti ,  che  fano 
difìanti  Cruna  dall'altra  per  vna  Quarta  ,fenxn  efferui  alcun  altra  parte  piti  grane ,  alle  quali  le  altre  parti 
Corrìfpondino  per  Ottaua  ;  maf  imamente  ne  i  Modi  placali ,  onero  Impari,  che  li  vogliamo  dire  ;  quando  le 
parti  della  cantilena  incominciano  a  cantare  fopra  le  chorde principali  de  i  loro  Modi,  ne  i  quali  è  compo- 
fla  :  Conciofiache  volendo  torre  quejla  libertà  al  Compofitore ,  di  poter  porre  due  parti  in  tal  manie- 
ra ,  non  è  cofa  honefìa  ;  mafimamente  potendolo  fare  a  due  voci  ;  &  farebbe  farlo  Soggeto ,  &  oblmato 
advna  cofa  fuori  di  ogni  propofito:  effendo  che  lo  incominciare  in  tal  modo  èfìatopoflo  in  vfo  da  molti  Prat- 
tici periti  ;fi  come  da  IoJquino,da  Motone,  &  da  altri  ancora  antichi,  &  moderni  Mufici  ;  &  di  ciò  pate- 
rno hatiere  lo  effmpio  nel  Motetto  che  fece  ^Adriano  a  cinque  voci  Lata  ubi  fiera  rubens  ;  Laffindone  infi- 
niti altri  de  moderni ,  &  antichi  compoftori .  Tal  lìceirxa  prefi  io  anche  in  quelli  tre  mot  etti ,  ofculetitr  me 
efeulis  orisfm  ;  Ego  rofa  Saron  ;  &  Capite  nobis  vulpesparuulas  ;  i  quali  nà  compofi  a  cinque  voci  ;  come 
egn'vno  potrà  vedere  ;  &  faranno  ejfempio  alle  cofe ,  che  di Jopra  fono  fiate  dette .  Queflo  adunque  fi  conce- 
de a  tutti  li  Compoftori  :  ma  non  è  però  da  lodare ,  che  due  parti  fumo  dtflanti  ne  i  loro  principi!  dalla  parte 
del  Soggetto ,  onelgraue ,  o  nello  acuto ,  l'vnaper  vna  Quarta,  &  l'altraper  vna  Quinta  :  percioche  allo- 
ra quefie  partì  verrebbeno  ad  effer  difianti  l'vna  dall'altra  per  vna  Seconda ,  &  nel  pigliar  le  vocifarebbe- 
no  diffonan-^a ,  &  potrebbe  efere  ,  che  l'una  di  effe  parti  faceffe  il fiuo  principio  fipra  vna  chorda,  che  non  fi 
rebbe  del  Modo,fopràl  quale  è  fondata  la  compoftione  ,o  cantilena.!,  t  quantunque  tale  auertimento fa  bua 
no,tuttauìa  non  è  neceffario,  quando  il  Soggetto  principale  della  compoftione  fuffe  compoflo  con  tale  arte-- 
feio ,  che  l'vna  parte  cantaffe  fopra  l'altra  in  Fuga,o  Confequenza,  di  modo  che  due  di  loro  cantaf ero  fipra 
la  parte  principale  del  Soggetto,  nell'acuto,  ouer  nel  grane,  l'vna  dittante  dall'altra  per  vna  Quinta ,  onero 
per  vna  Quarta  :  oueramente  che  l'vna  fuffe  difante  dal  Soggetto  per  vna  Quarta,  et  l'altraper  vna  Qum 
ta ,  oper  altro  infermilo  ;  St  come  fi  può  vedere  nel  motetto  Pater  de  celis  deus ,  che  fece  P.  della  Rite  a  fei 
foci ,  &  nel  motetto  Virpo  prudentifima ,  che  già  compofi  a  fei  voci ,  nelquale  tre  parti  cantano  in  fuga, o 
confequen%a ,  due  verfo  l'acuto ,  &  vna  verfo  ilgraueperglt  ifìefii  interualli  ;  &  nel  pigliar  le  voci  fi  ode 
7>n  tal  meommodo .  Ma  fi  debbe  auertire,che  io  chiamo  quella  la  parte  del  Soggetto, fopra  la  quale  fono  ac- 
commodate  le  altre  parti  in  confequenxa ,  &  e  laprìncipale,  &  laguida  di  tutte  le  altre .  Io  non  dico  quel- 
la ,  che  prima  di  ogn  altra  incomincia  a  cantare  ;  ma  quella  dico ,  che  offerua ,  &  mantiene  il  Modo  [opra 
laqualefino  accommodate  le  altre  difìanti  l'vna  dall'altra  per  qualfi  voglia  mteruaUo;  Come  fi  potrà  v ede- 
re nella  Oratione  dominicale  Pater  nofler  ,&  nella  Salutatane  angelica  ^Atie  maria , eh' io  per  il  p  affato 
compofi  a  fette  voci  ;  doue  il  principale  So?  «etto  di  quelle  tre  parti ,  che  cantano  in  fuga ,  non  è  quella  parte 
che  è  prima  al  incominciare  a  cantare  ;  ma  fi  bene  la  feconda.  Infunili  caf  adunque  jarà  lecito  porre  in  vna 

compoftione 


176 


T 


erza 


cotnpofitione  moire  furti  tra  loro  di/cordanti  ne  i  loro  principi]  ,  maf  imamente  non  "volendo,  ne  potendo  ye- 
r  amente  di  fcammodare  l'artifcwfo  Soggetto  ,  che  facendolo  farebbe  pazzia:  mane  oli  altri  non  fi  debbe 
(ber  mio  configlio  )  dare  tale  incommodità  alh  cantanti. 

Che  non  fi  debbe  porre  due  Confonanze,  contenute  fottovna 

ideila  proportione ,  l'vna  dopo  l'altra  accendendo ,  ouero 

difendendo  lenza  alcuno  mezo.       Cap.   if). 


I E  T^f  V^f  N  O  dipoi  gli  sfatichi  compofitori  il  porre  due  Confinante  perfette  di 
yna  fleffo  genere ,  ofpeae  ,  contenute  ne  1  loro  eflremi  da  yna  proportione  ijtefjaj'yna 
dopo  l'altra  ;  mouendofi  le  modulattoni  peryno,  oper  più  gradi  ;  come  il  porre  due  ,0 
più  V  tifoni ,  ouer  due  ,opm  Ottaue,  oueramente  due,  opiu  Quinte^  <*?<  altre  firmili;  co- 
me ne  tfottopojli  effempifi  yede. 


È=^5=?*=: 


V  ni  foni 


|^iÉ5Si?S 


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Ottaue . 


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— $$— ^-g"--g-fi-R— y— T a  x     . 


Quinte. 


£^*:£^:: 


conciofiache  molto  benfapeuano  3  che  fH armonia  non  puh  nafcere  ,  fé  non  da  cofe  tra  loro  diuerfe,  difcordan 
ti  ,&  contrarie;  &  non  da  quelle ,  che  in  o*ni  cofa  fi  conuengono.  La  onde  fé  da  tal  "varietà  nafce  l'Harmo 
mia,  farà  dib  fogno  3  che  nella  Mufica ,  non  fola  le  parti  della  cantilena  fiano  didanti  l'yna  dall'altra  per  il 
grane ,  &per  lo  acuto  :ma  etiandio  che  le  loro  modulationifiano  differenti  ne  i  mouimenti  :  &  checonten- 
ghmo  yane  confonanze ,  contenute  da  diuerfi  proportiom .  Et  tanto  più  potremo  allora  giudicare  chef  a  har 
moniofa  quella  cantilena,  quanto  più  fi  ritratterà  nella  compoftione  delle  fue  parti  diuerfe  diflanze  tra  l'yna, 
et  l'altra, per  ilgraue,&per  lo  acuto  ;  diuerfi  mouimenti,  &  diuerfe  proportioni .  Videro  forfè  gli  antichi 
che  le  Confinante  pojìe  infeme  in  altra  maniera,  di  quella,  ch'io  ho  detto(ancorache  fujjero  alle  yolte  yarie 
ne  i  loro  eflremiper  ilgraue,  &  per  lo  acuto  )er  ano  finali  nel  procedere ,  &fimili  di  forma  nelle  loro  pro- 
portiom  -.però  conofcendo,  che  tale  fi  migli  anxa  non  generala  alcuna  yarietà  diconcento,  &  giudicandolo 
me  era  il  yeroxhe  la  perfetta  harmoma  confi  fltfje  nella  yarietà ,  non  tanto  delti  Siti ,  0  Diflanze  delle  par- 
ti della  cantilena, quanta  nella  yarietà  de  1  Mouimenti ,  delle  Modulatiom,  &  delle  Proportioni  ;  giudicaro- 
no, che  il  porre  due  Confonanze  l'yna  dopo  l 'altra, fimili  di  propomone,  yanauanofe  non  il  luoo-o  di  grane  in 
acuto  :  oper  il  contrario  ,fenzafare  alcuna  buona  harmoma ,  ancoraché  1  loro  efìremi  fuffero  yanati  fyno 
dall'altro  :  Pero  non  yolfero,che  due,  opià  Confonanze  perfette, contenute  da  yna  ifleffa  proportione,  appen- 
denti wfieme ,  0  difendenti  le  parti  ,fi  potejfero  porre  nelle  compofitwm  l'yna  dopo  l'altra,  fenza  alcuno  al- 
tro me~ano  internatio .  Et  mafsimamente  yietaronogli  Vni[om,i  quali  non  hanno  alcuno  eflremo  ne  ifuoni, 
ne  fono  differenti  difito ,  ne  fono  diflanti  tra  loro,  ne  fanno  yanatwne  alcuna  nel  procedere ,  &  fono  fumili 
in  tutto ,  &  per  tutto  ;  Ne  fi  ritrotta  in  loro  cantando  differenza  alcuna  digraue ,  0  di  acuto  ;  non  cadendo 
tra  l'yno ,  &  l'altro fuono ,  alcuno  internatio  ipemoche  le  yoa  di  yna  parte  fi  ritrouano  in  quello  ijìefjo  tuo 
go,  chef  ritrouano  le  yoci  dell'altra  ;  come  nello  effempio  poflo  dfopra,  <&  netta  defitutione  pofla  al  cap.  1 1 
dell'anfano ,  fi  può  yedere  :  Ne  anco  fi  ritroua  duterfiià  alcuna  di  modulatione  :  percioche  per  quelli  iflefii 
interuaìli  canta  vna  parte, per  li  quali  procede  l'altra .  il  medefiwo  fi  potrebbe  etiandio  dire  di  due,  opiu  Ot- 
taue ;  fé  non  fuffe ,  che  t  loro  eflremifono  differenti  l'yna  dall'altro  per  il  orane,  &  per  lo  acuto  ;  cofa  che  por 
gè  dll'ydito  alquanto  più  diletto ,  di  quello,  che  non  fanno  «li  V  tifoni  ;  per  effer  la  Ottaua  ne  ifuoi  eflremi  al- 
quanto yaria .  L' dleffo  fi  può  dire  di  due,  opiù  Quinte;  che  per  il  procedere  che  fanno  per  gradi,  &perprv- 
portiomfimili,  alcuni  degli  ^Antichi  hebbero  opinione,  che  piùprefìo  ne  yfoffe  ad  yti  certo  modo  diffonaza, 

che 


Parte . 


V7 


che  harmonia,  0  con  finanza  •"  Onde  hebheroper  -vero ,  che  qualunque  Tolta  fperuenina  ad  Dna  Confinan- 
za perfetta, ffuffe  venuto  alfine,  &  alia  perfettione ,  alla  quale  tende  la  Mufica  ;  la  qual  perfettione ,  non 
yoIfiro,chef  replicajfe  molte  folte,  per  non  venerare  facietà  ali'ydito  .  Queflo  bello,&  vtile  auertìmento  co 
ferma  effir  vero,&  buono  le  operazioni  deliajìupenda  Natura,  la  quale  nel  produrre  in  effere  «li  Indiuidui 
di  elafi  ma  fpecie  ;  mai  li  produce  di  maniera,  che  fi  afìimiglino  in  tutto  l'uno  all'altro  ;  ma  fi  bene  variati , 
per  qualche  differenza  ;  la  qual  differenza,  0  varietà  molto  piacere  porre  alii  nofìri  finimenti .  Debbe  adun 
que  ogni  Compoftore  imitare  vn  tale,  &  tanto  bello  ordine  :  percwche  farà  riputato  tanto  migliore ,  quanto 
lefte  operationifi  afiimiglieranno  a  quelie  delia  Natura .  affale  offeruanza  ne  multano  i  Numeri ,  &  le 
Proportioni  :percioche  tra  loro  nonfiritroua  nell'ordine  naturale  due  proportioni  l'vna  immediatamente  do- 
po l'altra,  che  fiano fìntili;  fi  come  è  vnprogreffo  fimile ,  1.  1.  1.  ouer amente  2.  2.  2.  &  altri  fi- 
miglianti,chefarebbenoleformedidueVnifini;nemenovntalprogreffo  1.  2.  4.  8.  il quale  no e Har 
manico,  ma  Geometrico,  nel  quale  fi  contengono  le  forme  di  tre  Ottaue  continone  :  ne  meno  fi  ritroua  un  tale 
ordine  4.  6.  9.  che  contiene  le  forme  di  due  Quinte  contittouàte .  Non  douemo  adunque  per  alcun  modo  - 
borre  due  Vmfom  l'vno  dopo  l'altro  immediatamente,  ne  due  Ottaue ,  ne  due  Quinte  ;  poi  che  naturalmente 
la  cagione  delie  confinanze,  che  è  il  Numero  harmonico ,  non  contiene  nelfuoprogref/o  ,  onero  ordine  natu- 
rale due  proportioni  filmili,  l'vna  dopo  l'altra,  fenza  alcun  mezp  ;  come  nel  cap.  1  5 .  della  I-rima  parte  fi  può 
-vedere  :  Percwche  fi  bene  quefle  con  finanze, quando  fufjeropofle  in  tal  maniera,  non  faceffero  euidentemen- 
te  alcuna  dijjonanza  tra  le  parti  ;  tuttauiafarebbeno  vdire  un  non  so  che  di  triflo,  che  difpiacerebbe .  Per  tan 
te  ragioni  adunque  non  douemo  a  patto  alcuno  far  cantra  quefla  Regola  ;  cioè  non  douemo  porre  le  Confinan- 
ZS  l'vna  dopo  l'altra,al  modo  moflrato  difopra  :  ma  douemo  cercare  di  variar  fempre  li  Suoni,  le  Confonaze, 
li  Mouimenti ,  &  gli  Interualli;  &  per  tal  modo,  dalla  varietà  di  quefle  cofe ,  verremo  a  fare  vna  buona  , 
&  perfetta  harmonia.  Etnon  douemohauer  riguardo,  che  alcuni  Subbiano  voluto  fare  ti  contrario , più 
predo  per  prefuntione ,  che  per  ragione  alcuna ,  che  loro  habbiano  hauutOiCome  vedemo  nelie  lorocom- 
poftioni  :  Conciofia  che non  douemo  imitar  coloro,  che  fanno  sfacciatamente  contra  li  buoni  coflumi  ,& 
buoni  precetti  di  vn^Arte ,  &  di  vna  Scienza ,  fenza  renderne  ragione  alcuna  ;  ma  douemo  imitar  quelli, 
che  fino  flati  ojjematort  de  1  buoni  precetti,  &  accoflarfi  a  loro,  &  abbracciarli  come  buoni  maeflri;  laffan 
ilo  fempre  il  triflo,  &  pigliando  il  buono .  Onde  fi  come  il  vedere  vna  Pittura ,  chef  a  dipìnta  con  var'ù  colo- 
ri, maggiormente  diletta  l'Occhio ,  di  quello  che  non  farebbe  fé  fuffe  dipinta  con  vn  filo  colore  ;  coft  l'Vdito 
maggiormente  fi  diletta,  &  piglia  piacere  delle  Confonanze,  &  delle  Modulatwni  variate, pofte  daldilige- 
tifìtmo  Compoftore  nette  fue  compoftioni,  che  delle  femphci,  &  non  variate .  Queslo  adunque  volfero  che  fi 
«fferuaffe  1  Mufci  ^Antichi  più  diligenti,  alii  quali  fama  molto  debitori  ;  &•  aggiungeremo  a  queslo,che  pa- 
le ragioni  già  dette,  non  fi  debbe  anco  porre  due,  opiù  Imperfette  confinanze  l'vna  dopo  l'altra,  fenza  alcun 
mezo  >  come  fino  due  Terze  maggiori,  due  minori, due  Sefle  maggiori  anco,&  due  minori  ;  come  qui  in  ef- 


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[empio  fi  veggono .  Canciofache  non  filo  fi fià  contra  quello,  che  ho  detto  dette  Perfette  ;  ma  il  loro  proce- 
dere fi  fa  vére  alquanto  affra,per  non  hauere  nella  modulatìone  delle  parti,  daparte  alcuna  lo  internatio  del 
Semituono  maggiore,  nel  quale  confile  tutto  il  buono  della  Mufica  ;  peraoclu  fin**  lui  ogni  modulatane , 
&  ogni  harmonia  è  dura,  afpra,  &  quafi  incoronante .  Et  ciò  nafie  anco  :  conciofiache  tra  le  parti  onero 
tra  itvoci  dette  due  Terze  maggiori,  &  deìledue  Sette  minori  non  fi  troua  la  Relatione  harmomcajt  come 
più  altra  vederemo .  La  onde  douemo  fommamente  anertire,  che  in  ogni progreffo,  onero  modulatìone ,  che 
fanno  le  pam  cantando  infteme,  almeno  vna  di  quelle  fi  maona,  0  faccia  l' infermilo  del  Semituono  mag- 
nare ,  potendolo  fare  ,accioche  la  modulatìone  ,  &  l'harmoma  che  nafce  dalli  mouintenti ,  che  fanno 
indente  le  parti  della  cantilena  ,fiano  più  dilettemi  &  pmfoam.  Laqual  coft  fi  hauera  faalmen- 
)  »  '        '  x  te,  quando 


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te,  quando  le  Confonanxe  fi  porranno  tvM  dopo  l'altra ,  che  fimo  diuerfe  di  fpecie  ;  come  dopo  la  Terza ,  o, 
la  Sella  mi*  fiore Ji porrà  la  Minore  ;  oper  il  contrario;  Et  quando  dopo  la  Terza  wajrviorefi porrà  la  Se- 
Jla  minore  ;  onero  dopo  quejtaj;  porrà  quella;  &  dopo  la  Terza  minoreja  Seda  magnate  :  Similmente  do- 
po la  Seda  maggiore,  la  Terxa  minore.  Ne  vi  è  maggior  ragione,  che  più  ne  -vieti  il  porre  due  Perfette,  che 
due  Imperfette  confonanxe  immediatamente,  l'ima  dopo  l'altra:-  perciochefe  bene  le  prime  fono  confonanze 
Perfette,  tuttauia  ciafcuna  delle  Imperfette  fi  ritratta  effer  perfetta  nella  fua  proportwne .  Et  fi  come  non  fi 
puh  dire  con  -verità,  che  imo  H  uomo  fa  più  Huomo  di  vn  altro;  cefi  non  fi  può  dire ,  che  ima  Terza, 
maar  <nore,  onero  ima  minore,  &>  cofi  l'ima,  o  l'altra  delle  due  Sejìepofla  nel  grane,  fa  maggiore,  o  minore 
il  vii 'altra  posla  nell'acuto  ;  o  per  il  contrario  :  di  modo  che  ,fi  come  è  vietato  il  pone  due  Confinale  perfet- 
te di  vna  ijleffajfecie  l'yna  dopo  l'altra ,  cofi  maggiormente  non  douemo  porre  due  imperfette  di  ima  ittef- 
fa  proportwne  :  concioftache  non  fono  tanto  confonanti, quanto  fono  le  perfette.  É  ben  vero,  chedue  Terze  mi 
non  pojle  l'yna  dopo  l'altra  afeendenti  infume ,  onero  defeendenti  per  vn  grado ,  il  qualgrado  chiamaremo 
Mouimento  congiunto ,  onero  Continouato  ;fmilmente  due  Selle  maggiori , fi  potranno fopportare  :  perciò- . 
che  Se  bene  nelle  loro  modulationi  non  fi  ode  cantare  il  Semituono  maggiore,  <&  le  Terze  fano  per  loro  na-~ 
tura  alquanto  mefte ,  &  le  Sefle  alquanto  dure  ;  quella  poca  differenza,  chef  troua  neimommenti,  che  fan 
tio  le  parti,  viene  a  fare  alquanto  di  varietà  :  concwfa  che  la  parte  grane  fempre  afende,  o  difende  per  vn 
Tuono  minore,  &  l'acuta  per  vno  maggiore  :  oper  il  contrario  ;  &  fa  un  non  so  che  di  buono  aU'vdito  ;  tan 
topiù,  quanto  che  le  voci  delle  parti  fono  lontane  tra  loro  in  harmomea  relatione .  Ma  quando  le  parti  fi  mo- 
ueflero  per  più  di  vn  grado,  tal  mouimento  nominaremo  Senza  cogiuntione,  onero  Mouimento  fep  arato;  &\ 
allora  per  muti  modo  porremo  due,  opmfimdi  l'yna  dopo  l'altra  :percwche,  oltra  il  non  offeruare  le  condmo- 
ni  toccate  difopra ,  le  voci  delle  parti  non  firebbeno  disiami  l'yna  dall'altra  in  harmomea  relatione  ;  come 
qui  fono  fi  veggono . 


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Eff  empio  delle  Sesie •'. 


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Perfchiuare  adunque  gli  errori ,  chepoffono  occorrere ,  quando  farà  dtbifogno  porre  due  Terze ,  o  due  Sesie 
l'yna  dopo  l altra ,  offeruitremo  di  porre  primieramente  la  maggiore ,  &  dipoi  la  minore,  oper  ilcontrarm 
ponganf  poi  in  qual  maniera  fi  vaglino ,  o  con  Mouimenti  congiunti ,  o  con  Mouimenti  fep arati  :  percioche 
ogni  cofa  tornerà  bene .  Ma  fi  debbe  auertire,che  quando  fi  porrà  la  Terza  dopo  la  Sejìa,  oueramente  la  Se- 
fla  dopo  la  Terza,  di  fare,  che  l'vnafia  maggiore ,  &  t 'altra  minore  ;  &  ciò  faremo  quando  ciaf  una  delle 
parti  farà  il  mouimento  nel  grane,  ouero  nell'acuto .  Ma  quando  l'una  di  effe  nonfaceffe  alcuno  mouimento  , 
allora  tal  regola  non  f  potrà  offeruare,  fenza  partirf  dalle  regole ,  che  più  oltra  daremo ,  che  faranno  per  il 
bene  effere  della  cantilena  :  conciofache  allora  dopo  la  Terza  maggiore  farà  dtbifogno  dark  la  Sefla  maggio 
re,  &  dopo  la  minore  la  Sejìa  minore  :  ouero  per  il  contrario  ;  come  nel fottopoflo  ejfempiofi  vede . 


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Effempio  di  tutto  quello ,  chef  è  detto . 


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^Aggiungeremo  etiandio,  che  non  effendo  lecito  forre  due  Perfette,  ne  due  Imperfette ,nel modo  ch'io  hu ,,.  u 
fìrato ,  che  non  fi  dotterebbe  anco  porre  dite  Quarte  in  qual  fi  foglia  compofitione  ;  come  fanno  alcuni  in  ala* 
ne  particele  delle  loro  canzoni;  che  chiamano  Falfo  bordone  ;  conctofia  che,  fetida  dubbio  alcuno ,  la 
(  come  fi  è  detto  altroue  )  è  confonan%a  perfetta  :  Ma  di  queflo  ne  ragionerò  forfè ,  quando  moilrero 
di  comporre  a  più  voci . 


Quarta 
il  modo 


Quando  le  parti  della  cantilena  hanno  tra  loro  Harmonica  reIatione,& 
in  qual  modo  potemo  vfarela  Semidiapente.,  &  il  Tritono  nelle 


compofltioni 


Cap. 


50 


ViAN  T I  ch'io  pafi  più  oltra ,  -voglio  dichiarar  quello  ;  che  ho  detto  di  (opra  intorno  le 
parti  della  cantilena  ;  cioè  quando  le  voci  tallora  hanno ,  &  tallora  non  hanno  relatione 
Harmonica  tra  loro .  Onde  fi  debbefipere ,  che  tanto  è  dire ,  che  le  parti  della  cantilena 
non  habbiano  tra  loro  relattone  harmonica  nelle  loro  voci,  quanto  a  dire,  che  le\parti  filano 
vicine,  0  lontane  l'vna  dall'altra  per  vna  Diapafon  fuperflua ,  oper  vna  Semidutpafon  ; 
meramente  per  vna  Semidiapente,  0  per  un  Tritono,  0  altre  fintili .  Non  dico  pero,  che  quefla  relattone  fi  ri- 
trotti  tra  due  figure,  onero  due  parti  l'vna  lontana  dall'altra  per  il  grane  &  per  l'acuto  :  ma  dico,  chef  ntro 
uà  tra  quattro  figure ,  contenute  tra  due  farti ,  le  quali  fanno  due  confinante  ;  come  qui  fi  vedeno  ; 


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Tra  le  quali  fi  ritroua  la  Diapafon  fuperflua ,  (a  Semidiapafòn ,  la  Semidiapente ,  &  ibTritono ,  per  retata- 
ne delle  fio-ure  di  una  parte, alle  figure  dell'altra .  Onde  accioche  le  nojlre  compofitioni  fi  ano  purgate  da  ogni 
errore ,  (j?1  accioche  fiano  corrette ,  cercaremo  di  fuggire  tale  relattone  ;  mafiimamente  quando  comporre- 
mo a  due  vocv.percioche  venera  alle  purgate  orecchie  alquanto  difafìidioxociofia  che  filmili  internala  no  fi  ri- 
trouano  effer  collocati  tra  i  numeri  fionori, et  non  fi  catanoin  alcuno  genere, fla  qualfii  uoglia;ancora  chetatami 
habbiano  hauuto  cifraria  opimonetmafia  come  fi  voglia,  fono  molto  difficili  da  catare, et  fanno  triflo  effetto. 
Et  molto  mi  merauiglio  di  cofloro,  che  no  fi  habbiano  pitto  [chinato, di  far  catare  in  alcuna  delle  parti  delle  lor 
cantilene  alcuno  di  quefli  interttallt;ne  mi  io  tmaginare,per  qual  ragione  l'habbianofatto.Et  ancoraché fia  mi 
normale, intronarlo  per  relattone  tra  dueparti,&  tra  due  modulatiom,che  rdirlo  nella  modulatile  di  alcu- 
na parte;tuttauia  quel  male  i(le/]o,chefi  ode  in  una  parte, fi  ritroua  diittfo  tra  due, et  è  qlla  ìftejfa  offiefia  dell'v 
dito:Percioche  nulla,opoco  riletta  l'effere  offefio  di  vno  iflejfo  colpo  più  davno,che  da  molti, quado  il  male  no  è 
minore.Quejli  interuallt  aditq;,che  nel  modulare  no  fi  ammettanoci  debbeno  fchiuare  di  porli  nelle  cattlenedi 
manieratile  fi  odino  per  relatwm  tra  le  parti  ;  la  qual  cofaverra fatta,  quando  le  parafi  potranno  mutar  fra 
loro  con  interuallt  har  monta  proportionatt,cotenuti  nel  genere  diatonico  ;  cioè  quando  da  vna  voce  della  par- 


te «rane 


1 8  o  Terza 

te  orane, fi  potràafcendere  ttllit  feguente  delltt  parte  acuta  per  vn  [patio  lenimmo, <&>  cantabile  :  &  cofiper 
ti  contrario  .il  che  fi  potrà  fare,  quando  tra  le  parti  di  qualfi  voglia  campo fitione  ,  tra  due  vociai  detto  mo- 
do ,  non  fi  vdìrà  la  relatione  de  i  detti  internala,  che  nonfipoffono  ,fi  non  con  grande  difiommodo,  mutare  ; 
come  ne  ifottopoftì  effempi  tutti  fi  veggono  mutati . 


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7"Hftt  /e  To/f  e  adunque  che  le  parti  delia  compo fittone,  0  cantilena  non  fi  potranno  mutar  l'vna  nell'altra , 
dalla  qua!  mutatione  ne  nafchi  il  procedere  per  veri  interuallt  legittimi  catabili,  talcompofitionefi  debbefiug 
pre  ;  majìimamentefe  noi  defideriamo  di  hauere  vna  corretta  compofitione ,  &  purgata  da  ogni  errore .  E 
ben  vero,  che  nelle  compofitioni  di  più  voci  molte  volte  è  imponibile  di  poterli  fchiuare ,  &  di  non  incorrere 
in  firn  ili  intrichi  :percwche  accade  alle  volte, che  il  Compofitore  componeràfopra  alcun  Soggetto, che  lo  inni 
teràfbefje  volte  a  far  cantra  quello  precetto  ;  onde  agretto  dalla  necefìttà  lo  laffarà  [correre  ;fi  come  quan- 
do lui  vedeffe ,  che  le  parti  della  compofitione  non  fi  potef[ero  cantare  accommodatamente ,  ouero  quando 
voleffi  accommodare  una  Tuga ,  0  Confequenza  ;  fi  come  altroue  vederemo  ;  Ma  quando  la  necejìità  ne 
aflnnvefje,  douemo  almeno  hauer  riguardo,  che  tale  diffettofi  commetta  nelle  chorde  diatoniche, &  in  quel 
le,  che  fono  propie  &  naturali  del  Modo,  &  non  tra  quelle,  che  fono  accidentali,  cioè  tra  quelle,  che  nel  me- 
zo  delle  cantilene  fi  figliano  con  queslt  figni  \^,  %.,  &  b  ;  peraoche  allora  non  generano  tanto  trijlo 
effetto .  Si  debbeperò  notare ,  ch'io  chiamo  errori  naturali  quelli ,  che  nafcono  nel  modo  moflrato  di  [opra  nel 
primo  ejfempio  ;  &  quelli  dico  nafcere  per  accidente  ,  quando  tra  le  vere  chorde  drìtlcun  Modo  fé  ne  pone 
vii  altra,  che  non  è  di  quello  ordine,  &  da  tal  chorda  nafie  vn  tal  difiordine  ;  come  per  efempio  può  accana- 
re nel  Terzo  Modo ,  del  quale  molte  fiate  la  mezana  chorda ,  cioè  la  (3  è  lafjata  da  vn  canto ,  &  in  fuo 

luogo  fi  pone  la  b  per  accidente .  Onde  tra  que- 


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!"    Jìa  <&  la  precedente,  0  la  feguente  nafce  uno  delli 

moflrati  dijordmi  ;  come  qui  fi  vede .  Et  tanto 

I-     piùèfenzafòauità,  quanto  che  la  chorda   ^,che 

è  la  chorda  principale  del  Terzo  modo ,  è  rimojfx 

-gi .^ A. -L-* ■ K-I-      dalfuopropioluo<ro,&poj}o  la  chorda  b^  U 

lf!T]$[;j£;;X~;;v;; V  rr -V  A-^^i""     cfidt  è  accidentale .  Et  benché  per  le  ragioni  det- 

'  "  "■'"!"      te  nonftpofja  vfare  tali  interualli ,  accommodati 

in  cotal  maniera  nelle  cantilene  ;  nondimeno  potremo  v[dre  alle  volte  la  Semidiapente  in  vna  ifteffa  percuf- 

fwne  ;  &  ciò  faremo ,  quando  immediatamente 
da  effe  verremo  al  Buono  ;  come  nello  ejfempio 
vedemo  :  Peraoche  le  parti  fi  poffono  mutar  tra 
lorofenza  alcun  difcommodo  ;  come  nello  esem- 
pio di  fitto  fi  vede  .  Et  queftofi  o[[erua  da  1  mi- 
gliori Miifci  moderni .,  come  e  [iato  etiandto  of- 
firuato  perii  paffato  da  alcuni  delli  più  antichi . 
Nefilamentefarà  lecito  vfare  la  Semidiapente  : 


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ma  il  Tritono  anco  alle  volte  ,fi  come  vederemo  al  fio  Inoro .  Si  debbe  però  auertire ,  che  quelle  parti ,  che 

hauer  anno  la  Semidiapente ,  ouero  il  Tritono , 
debbino  hauere  primieramente  auant'i  la  Diapen- 
te [aixa  alcun  mezp  ,vna  consonanza , fa  poi 
-..     perfetta ,  ouero  imperfetta ,  che  quefio  non  fa  cofit 


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alcuna  :pcrcioche  dalla  confinanza  precedente , 
&  dalla  fegueme ,  la  detta  Semtdtapente  -viene 
a  temperarci  di  maniera ,  che  non  fa  triflo  effet- 
to, anzi  buono  ;  comefìproua  con  la  effertenza . 

Che  ri/petto  fi  de  hauere  a  gli  Interualli  relati  nelle  compofi- 
tionidipiù  voci.  Cap.     51. 

/  debbeperò  auertire ,  che  le  moflrate  Relationi ,  li  Tritoni  \  le  Semidiapenti ,  le  Semi- 
diapafon j  &  altri  fimili ,  quando  fi  trouano  pojìi  netti  Contrapunti  foli  ,finza  effe- 
re  accompagnati  con  altri  interualli ,  fino  connumerate  tra  quelle  cofe ,  che  netta  Mu- 
ficapoffono  dar  poco  diletto.  Onde  douemo  sforzarfi,  di  non  porle  nette  compofitiontfem 
pltci  ,  che  fino  quelle  di  due  yoci  ,come  ho  detto  ;  ouer  quando  due  parti  di  opi 'altra  can 
tilena  cantano  (ole  ;  concioftache  allora  fimil  cofefi  odono  manifejlamente ,  per  non  di  effere  quella  harmo- 
t  3  aia ,  che  noi  chiamano_Propia ,  nella  quale  fi  ode  vii  corpo  pieno  di  confinanze,  &  di  har  monta ,  per  hauer 
gli  eftremi  front  tramenati  da  altri  fiotti  mezani  :  mafilamenrefi  ode  quella ,  che  è  detta  Impropia,  nella 
quale  fi  odeno  folamente  due  parti , che  cantano  infume  ,fienza  effer  tramenate  da  alcun  'nitro  fiono ,  Le 
quali  fino  maggiormente  comprefe  dal  fin  fi ,  che  non  fono  tre ,  ouer  quattro  parti .  La  onde  tra  le  due  doue- 
mo variare  quanto  paterno  l'harmonia ,  &  offeruare  di  non  porre  colali  relationi ,  cofa  che  fi  puòfarefenza 
diffìculta  alcuna  :  ma  nelle  compofitwni  di  più  yoci,  parmi  che  talrifpetto  nonfta  tanto  necejjario;  fi  per  che 
non fi  potrebbe  fempre  offeruare(come  ho  detto  dtfipra)cotal  ri/petto,  fé  non  con  grande  incommodo  i  come 
eziandio  per  che  la  varietà  conftfle  non  filo  nella  mutatione  delle  confinante  ;ma  etiandto  delle  harmonte,  et 
de  i  luoghi  ;  il  che  non  accade  nelle  compofitwm,  chef  compongono  a  due  voci  .Etqueflo  io  dico  :  percioche; 
fi  come  alle  volte  fi  trouano  molte  cofè  ,  che  da  perse  fino  trtfìe  igr  noctue ,  &  accompagnate  con  alcune  al- 
tre fino  buone  &falut:fere  ;  come  fi  vede  di  alcune  cofè ,  che  entrano  nette  Mediane  &  altri  Elettuan,che 
da  se  fino  mortifere  ;  ma  accompagnate  con  altre  cofè ,  che  entrano  in  firn  ili  cofe ,  fenz*  dubbio  danno  falli- 
te ;  cofi  ancora  cotalt  Relatìoni  nella  Muftca;  &  alcuni  altri  interualli  vi  fono,  che  da  per  sé  danno  poca  di- 
lettatane :  ma  accompagnati  con  altri  fanno  mirabili  effetti.  Parmi  adunque  che  altra  confiideratmne  doue- 
mo hauer  di  loro,quando  fi  vogliono  vfare  firn pltci,  di  quello  chefacemo,volendoli  vfare  accampanati:  con 
ciofia  che  la  varietà  delìharmonia  in  finali  accopapiameti  non  confifle  folamete  netta  varietà  delle  cofonan 
%e ,  che  fi  trotta  tra  due  parti  :  ma  nella  varietà  anco  delle  harmonte ,  la  quale  confifle  netta  pò  fittone  di  vna 
chorda  mezana  ,  che  fi  pone  tra,  la  Quinta  nella  compofitione  ;  ouero  confifle  nella  pofitwue  della  chorda,che 
fa  la  Terza  ,  ouer  la  Decima  fopra  lapartegraue  della  cantilena .  Onde,  ouero  che  fino  minori,  &  l'harmo 
mia  che  nafeej  ordtnata,ouer  fi  afltmitrlia  alla  proportionnalità,  0  medtatione  ^Arithmetica  ;  ouero  fono  mag 
fiori,  &  tale  harmoma  è  ordinata,ouer fi  ajìimiglia  alla  mediocrità  Harmonica ,-  &  da  quefla  varietà  di- 
pende tutta  la  dtuerfità,  et  la  perfettione  dette  Harmonte  :  cociofiache  è  neceffario(come  dirò  altroue)che  nel 
la  Compofitione  perfetta  fi  ritroutno  fempre  in  atto  la  Quinta,&  la  Terza  fiuer  le  Replicate  :  efjendo  che  ol 
tra  quefle  due  confònanze  l'vdito  non  può  defiderare  fiono  ,  che  cafehi  nel  mezo ,  ouer  fuori  de  t  loro  eftre- 
mi, chefia  in  tutto  differente  &  variato  da  quelli,  che  fono  ne  gli  eilremi  di  quefle  due  confinante  polle  in- 
fume ;  ritrouandofi  iui  tutti  quelli  fuom  differenti, che  poffono  fare  le  Harmonte  diuerfi.  Ma  perche  gli  eflre 
mi  detta  Quinta  fino  inuanabtli ,  &  fempre  fi  pongono  contenuti  fitto  vna  ifìeffi  proporttone(lafptndo  certi 
cafi ,  ne  i  quali  fi  pone  imperfetta ,  cioè  fitto  vn  altra  forma  ,  come  ho  moilrato)però  gli  eilremi  delle  Ter- 
xeftpongono  differenti  tra  effa  Quinta .  -Non  dico  però  differenti  di  proportione  ;  ma  dico  differenti  di  luogo: 
percwche(come  ho  detto  altmie)quandofipone  la  Terza  maggiore  netta  parte  grane,  l'Harmomafifà  alle 
gra  ;  &>  quando  fi  pone  nella  parte  acuta, fi  fa  meflaipi  modo  che  dalla  pofitione  diuerfi  delle  Terze,  chef 
pongono  nel  Contrapunto  tra  gli  eilremi  della  Quinta, ouero  fi  pongono  fopra  la  Oltana  ,nafie  la  varietà  del- 
l'harmonia .  Se  adunque  noi  vorremo  variar  l'harmonia,&  offeruare  più  che  fi  può  la  Regola  pofla  difopra 
nel  Cap.  1  ^.(ancora  che  nelle  compofittioni  di  più  voci  non  Ita  tanto  neceff aria, quanto  è  in  quelle  di  due  voci) 
e  dtbifigno ,  che  noi  poniamo  le  Terze  differenti  in  quefla  m.fntera  ;  che  battendo  prima  pofto  la  Terza  mag 
giore, che  faccia  la  medtatione  Harmomca,  potremo  dipoi  porre  la  minore,  che  farà  la  dtuiftone  ^frithmett- 

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ca  ;  La  qual copi  nonjtpotreme  ofleruafè  cof  di  leggieri,  quando  Jl  haueffe  ri  fretto  a  quefle  relation}  :  con- 
aofiache  maitre  fi  cercajje  di  fuggirle  ,fi  perebbe  a  continouare  il  concento  per  alquanto  (patio  eh  tempo  in 
vna  delle  fopradette  diuiftoni  fenza  alcun  mexp  ;  &far  che  la  cantilena  alle  Tolte  fi  adirebbe  mefla  nelle 
parole ,  che  portano  [eco  allegrerà  ;  onero  fi  vdirebbcalkgra  in  quelle,  che  trattano  materie  mefeffenxa  al- 
cun propofito.  Io  non  dico  giacche' l  Compoftore  non  pojja  porre  due  diuifoni  lAìnthmetiche  l'vti  adopo  l'al- 
tra :  ma  dico,  che  non  dee  continouare  tn  taldmifione  lungo  tempo  ;  perche  farebbe  il  concento  molto  manin- 
conico.  Ala  d  porre  molte  ditti  fieni  H  armoniche  l'ima  dopo  taltra,non  potrà  mai  dar  noia;pur  che  fi  ano  fatte 
nelle  chorde  naturali,»  co  qualche propoj ito  nelle  acadentalhperctoche  allora  ÌHarmonia  ha  le fue parti  col- 
locate fecondo  i  [noi  oradi,&  tocca  il  fio  vltimofue,&fà  ottimo  effetto.  E  ben  yero,  che  quando  due  parti 
afcendeffero,o  difceudefero  per  yn  grado,  ouer  per  due,  la  mediatane  fi  debbe  porre  dmerfa;  maf imamente 
quando  tra  le  due  parti,che fanno  tali  afeefe  &  difcefe,ptto  cafeare  il  Tritono ,  o  la  Semidiapente  per  relatio- 
ne;  che  è  quando  fi  pone  nel  primo  modo  due  Ter^e  maggiori  l'vna  dopo  l'altra ,  &•  nel  fecondo  due  minori  : 
Ma  quando  la  relationefujje  di  Tua  SemidiateJJaroti,&fuJfe  tra  tfegni  accidentali, come farebbe  il  b,  & 
il  %;  meramente  quando  concorrere  tu  fola  di  quefli  fegm  follmente, -non  ci  douemo  per  niente  fchiuare  : 
percwche  efjendo  due  mediatimi  harmomche  fauno  buono  effetto, come  è  manifijlo:  ancora  che  uonfauo  Ta- 
riate. Et  di  ciò  alcuno  non  fi  debbe  marauigliare  :  percwche  quando  yorra  con  diligenza  effaminare  le  confo- 
nanxe  pojìe  in  cotalt  ordini,  ritrouerà,che  quell'ordine, che  è  ^Arahmetico  ,otter  fi  afi miglia,  alla  proportionaL 
lità  ^ArithmeticafUontana  Tn  poco  dalla  perfettione  dell' harmonw.cocw fa  che  le  fue  parti  uengono  ad  effer 
collocate  fuori  de  i  lor  luoghi  naturali.Per  il  contrario  ritrouerà,che  l'harmcnia  che  uafee  dalla  duiifone  Har 
monica,ouero  a  quella  fi  a ftmiglia, con  fonerà  perfettamente:  perche  le  parti  di  taldittfione  faranno  collocate, 
&  ordinate  fecondo  ipropij  gradì  di  tal  proportionalita  ;  &  fec'odo  l'ordine,  che  tengono  i  Numeri  fattori  nel 
loro  ordine  natttrale;comeji  può  Tedere  nel  cap.  i  5  .della  Prima  parte.Et  quefofa  detto  à  baftanzaper  ho- 
ra:percioche  forfè  yti 'altra, fata, per  maggiore  intelligenza  di  quejìo  ch'io  ho  detto,ne  toccherò  Tna  parola . 

In  qual  maniera  due,o  più  Confonanze  perfette,ouero  imperfette  con- 
tenute fotto  vna  iftefia  formaci  polsino  porre  immediatamente 
l'vna  dopo  l'altra  .  Cap.  32. 

T  fé  bene, per  le  ragioni  chef  è  detto  difopra,nonfpoffonopurre  ne  ì  Contrapunti  due  con 
fonante  finali  in  proportione,che  mfieme  nfcèdino  ,ouer  dfceudinoffi  concede  nondimeno 
il  porre  due  confonanze  contenute  da  Tna  iftefja  forma, fumo  perfette, mero  imperfette;co 
me  fono  due  Ottaue,  due  Quinte,  due  Ditonudue  Semiditom ,  &  altre  fimilt,  l'ima  dopo 
l'altraffenza  porre  di  me%o  alcuna  confonanxa;quando  che  fcambieuolmente per  contra 
rij  mouimenti  la  Toce  grane  di  yua  parte  della  cantilena  fi  pone  nel  luogo  della  yoce  acuta  dell'altra  :&per 

il  contrario  ;  come  qui  fi  yede.  Percwche  nel 
mutare, 0  cambiare  tali  chorde  tra  loroja  confo- 
nanxa  non  fi  trajforta  dall'acuto  algraue,  citerò 
dalgraue  all'acuto:  ma  refla  nelle  fue  prime  chor 
de,nb,mutado  ne  luogo,  nefuomda  onde  no  fi  ode 
alcunayarietà  di  grane, 0  di  acuto.  Nonji  vden- 
do  adunque  tal  variatto'iie,no  fi  pub  dire  {befa- 
no due  confonanze  contenute  da  yua  ifleffa  for- 
ma,pofle  l'yna  dopo  l'altra,uel  modo  che  fi  inten 
de  difopra:rnafi  bene  vna  fòla  confonanxa  replicatanelle  ìflefje  chorde;come  è  mamfefìo  alfenfo .  Et  quan- 
tunque le  parti  fi  mutino  tra  loro,afcendendo  &  difendendo, &  che  l 'una  pigli  il  luogo  dell'altra,  &  le  loro 
modulationi  fiano  variate, per  li  mouimenti  contrari  che  fanno  ;  non  fono  pero  variati  1  loro  fuoni  ;  ancora 
chef  poteffe  vdire  qualche  varietà, quando  la  parte  che  era  nel  grane, fi  vdiffe  più  nelloacuto,  &  quella  che 
era  neu  acuto, pm fi  vdiffe  quando  fuffe  nelgraue.  Ma  tal  co  fa  non  farebbe  afflittamente  varietà  alcuna  fe- 
condo il  propoftto,mafi  bene  ad  vii  certo  mod»;come  fi  può  comprendere  dalfottopoflo  effempw,  che  quando 
le  parti  non  mutafjero  luogo ,  ueceffariamente  le  modulatwm  di  ciafcuna  verebbeno  ad  effere  vmfone . 

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Che  duco  più  Confonanze  perfette,ouero  imperfette  contenute 

fotto  diuerfe  forme,pofì:e  l'unaimmediatamente  dopo 

l'altra  fi  concedeno.  Cap.  35. 

Ra  veramente  molto  neceffaria  tofferuanza  delle  fòpradate  regole,accioche  dalla  -varietà 
delle  confinante  pofle  nelle  copofitionì  con  tanto  bello  ordine,  nafiejjè  l'harmoniafiaue, 
&  ddettemle .  La  onde  ojferuando  tutte  quejìe  cofe  ,  li  Mufici  prefero  dipoi  tal  libertà, 
che  ne  i  loro  Contrapunti ponettaiio  le  confinanze ,  come  meglio  li  tomauano  in  propofito; 
eir"  nofifchiuauano  di  porre  due  Confinante  perfette ,  onero  imperfette,  chefujjero  l'vna 
dopo  f  altra  -variando  il  luoo-o, fenza  effer  tramenate  da  alcun  altra  confinanza  mezana;pur  chefujjero  con 
tenute  fitto  diuerfe  forme .  Noi  adunque  per  figuir  tale  vfi  :  concwfia  che  è  molto  commodo, &  ragionatole, 
porremo  ne  i  nojlri  Contrapunti  le  confinanze  nel  modo  predetto  ;  ponendo  {quando  ne  tornerà  commodo  )  la 
Ottaua  immediatamente  dopo  la  Quinta:oper  il  contrario^  dopo  ciafettna  di  quefle  la  Terza  maggiore, 
merla  minore.Similmente  potremo  porre  dopo  la  Terza  lo  Ejfachordo,&  dopo  quefta  quella;come  tornerà 
meglio ,  variando  fempre  le  confonanze  >"  come  qui  fi  vede . 


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Soggetto 


g±^^p^=^=g=Ì=±^3r^z»=3^3C3=g: 


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Ofjìruandoperò,  che  k  parti  proceduto  tulle  loro  modulationi  per  interualli  cantabili ,  £7»  con  bel  procedere; 
Acàoche  ne  nfidti  buona ,  &  dilettetele  harmonia . 

Che  dopo  la  Confonanza  perfetta  ftà  bene  il  porre  la  imperfetta  : 
ouero  per  il  contrario.  Cap.  5  4 . 

T  benché  nell'ordine  naturale  de  i  Numeri  harmonici  le  forme  delle  Confonanze  perfette  fi 
ritrattino  l'vna  dopo  l'altra,  fenza  efferui  interpola  alcuna  forma  delle  imperfette  ;  come 
fi  può  vedere  nel  Cap.  1 5 .  della  Prima  parte  ;  &  dipoi  quelle  delle  imperfette,  feguitando 
per  ordine  fenza  ejjtre  tramezate  da  alcuna  forma  delle  perfette  ;  tuttauia  non  douemo 
crederete  bene  ci  douemo  reggere  fempre  da  cotali  numeri ,  che  gli  ^Antichi  habbiano  te- 
nuto tale  ordine  nel  porre  lecofonanZe,ne  i  loro  Contrapunti-.percioche  molto  bene  conobbero, che  il  cotinouare 
nelle  Confinanze  perfette, ouero  nelle  imperfette;oltra  che  hauerebbeno  apportato  fico  quafi  faflidio,hauereb- 
beno  etiandio  aggiunto  dijficultà.  Et  veramente  farebbe  flato  quafi  imponibile ,  che  le  modulationi  delle  parti 
hauejfero  hauuto  in  sé  vna  certa  per fettione,  laqualfi  ricercaxonciofia  che  farebbe  fato  difficile  di  accommo 
darle  con  quella  vaghezza,che  fa  dibifi?no,chefi  ritratti  nella  cantilena .  Per  ilche  adunque  acciò  fi  leni  que- 
fta dtjftcìdtàjofferuaremo  quelio,che  etiandio  da  loro  èjìato  offeruato ,  cioè  di  porre  &  collocare  netti  contra- 

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punti  ima  delle  confinane  imperfette  dopo  ynaperfetta,  onero  per  il  contrario;fi  come  dopo  laOttaua,  alter 
la  Quinta  porre  la  Terzj,o  la  SeJìa,ouero  le  Replicate  ;  0*  cofi  dopo  quefle  porre  yna  di  quelle  ;  come  yede- 
mo fatto  qui  di  [otto. 


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Jmperoche  da  tal  varietà  non  potrà  nafcerefe  non  buona,ya<ra.,dilettettole  ,&  perfetta  harmonia.Offeruan- 
dofempre(come  ho  detto  ancora)  che  le  parti  della  cantilena  fi  ano  cantabili,  cioè  che  cantino  bene,  accioche 
dalla  compofitione  di  tante  cofepofìe  bene  infume,  habbiamo  l'yfo  delle  perfette  harmome . 

■ 

Che  le  parti  della  Cantilena  debbeno  procedere  per  mouimen- 
ticontrarij.  Cap.  ^. 

I  è  detto  di  /òpra,  che  l'H 'armonia fi  compone  di  cofe  oppofìe,o  cetrarie;  onde  intendendofi 
etiandm  delli  Mouimenti,  che  fanno  le  parti  cantando  wfieme,peròfi  debbe  offeruare  qua 
topiufipuoted'che  non  farà  fuori  delle  offeruanxe  degli  ^Antichì)che  quando  la  parte  fi- 
pra  laqualefi  fa  il  Contrapunto  .cioè  quando  il  Soggetto  afcende,che  ilContraputo  difcen- 
da;&  co  fi  per  il  contrario, a  fendendo  queiìo,  quella  di fcenda  ;  ancora  che  non  farà  erró- 
re, fé  alle  yolte  infume  accenderanno,  onero  difenderanno;  per  accommodar  le  parti  della  cantilena,  che  pro- 
ceduto con  acconci  mouimenti.Onde  fé  noi  ofjtruaremo,che  quando  l'yna  delle parii{come  ho  detto)  afcenda 
l'altra  dfcenda;non  è  dubbio,che  le  modulationt,  che  faranno  le  parti  infume  .procederanno  per contrarij  rna- 
wmenti,&  faranno  buono  effetto;St  come  dalfottopodo  effempiofi  potrà  conojcere. 


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In  qual  maniera  le  parti  della  Cantilena  polsino  infieme  afeen- 


dere,o  difeendere. 


Cap.  0t 


On  è  da  credere  (  ancoraché  i  Muftci  neperfuadino  l'offeruanxa  di  tal  Regola)che  ellafìa 
in  tal  modo  fatale,  &  neceffma,che  nonfipofja  alle  yolte  fare  il  contrario  :  percioche fa- 
rebbe t«  yoler  legare  il  Muficofenxa  propofto  ad  yna  coft  non  molto  necefjaria,  &  le- 
uaroji  il  modo  di  procedale  con  leggiadria ,  (ir  eleganza  ,  &  l'yfo  infume  del  cantare 
con  harmonia  :  conciofiache  ,fefujje  bifogno  di  ofjeruarefempre  cotalcofa ,  non  potrebbe 
(quando  <rti  occorrefìé)yfare  ti  procedere  per  Fuga,  o  Confequenxa  ;  ilche  è  molto  lodeuole  in  tu  Cupofttore  ; 
<&ft  yf'a  quando  yna  parte  della  cantilena  fegue  l'altra,nel  mudo  che  altroue  Tederemo.  Offeruando  adun- 
que la  fopradttta  Reo  ola  più  chef  potrà,  quatto  ne  occorrerà  di  fare, che  le  parti  della  compofitione  afeendino, 
o  difenduto  infume,  allora  cercaremo  di  replicare  i  loro  mouimeti,  che  non  habbiano  a  generare  all'ydito  tri- 
fio  effetto .  Onde  quando  fi  yorrà  porre  due  Confinante  perfette  l'yna  dopo  l'altra ,  auertiremo  che'lf  pro- 
ceda 


Parte. 


18 


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ceda  dall'yna  all'altra  in  cotal  modo;  che  mouendofi  fona  per  mouimento  feparato,  l'altra  fi  muoua  con  mo- 
uimento congiunto  :peràoche  allora  fi  potrà  paffare  dalla  maggiore  alla  minore  ;fi  come  dalla  Ottaua  alla 
Quinta;  &  per  il  contrario  dalla  minore  alla  maggiore,  fenza  alcuna  ojfefa  del  fintimeli  to  ;  come  dalfitto- 
pojìo  effempio  fi  può  comprendere, 


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E'  ben  fero  ,  che  è  molto  più  lodeuoie,  quando  le  parti  difiendeno  infieme  nelgraue  :  percioche  allora  neceffà- 
riamente  i  Mouimenti  loro  fi  fanno  tardi  ;  &>  tanto  più  è  lodeuoie  quanto  più  fino  grani  ;  perche  per  la  tardi- 
tà fi  comprende  facilmente  la  diuerfità  delle  jfiecie  :  il  che  non  cefi  facilmente  fi  comprende  ne  tfuoni  acuti, 
nati  dalla  -velocità  delli  mouimeuti  :  concioftache  tendeno  qua  fi  ad  ynafmiglianza  di  J  fede  ;  mafimamen-, 
te  quando  le  parti  afeendeno  infume  dalla  Perfetta  minore  alla  Perfetta  maggiore .  Ma  perche  quede  cofe 
non  fino  ho?  ndi  cunfiderate  dalli  Pr  attici  :  perche  pongono  tali  paffaggi  ne  i  loro  contrapunti  finga  alcuno 
auertimento  ;  però  dico  folamente ,  che  non  fi  debbeno  yfare  jfefje  fiate  nellt  contrapunti  a  due  toc: 
concwfia  che  dal  fentimento  fono  maggiormente  comprefi  ,di  quello  che  farebbeno  ,fe  tali  mouimenti  fi 
ritrouaffero  in  una  cantilena  à  più  toc/:  peraoche  allora  la  diuerfità  de  t  mouimenti ,  che  farebbeno 
le  parti  tra  loro  ,  &  la  moltitudine ,  non  laffarebbeno  udire  ne  quegli ,  ne  altri  fimili  mnuimenti .  Ne  anco 
è  cofa  lodeuoie ,  chef  oda  ne  i  contrapunti  due  parti ,  che  afi.end.ino  infume  da  una  confinanza  maggiore  , 
chefia  diffecie  Imperfetta ,  ad  una  minore ,  che  fa  Perfetta,  grfactno  i  loro  mouimenti  feparati ,  cioè  per 
più  di  imo  «rado  ;  ouer ■  amente  due  parti  che  afiendino,o  difeendino  infume  ber  detti  mouimenti,  da  yna  con- 
fonanxa  contenuta  da  yna  proportione  maggiore  ,fia  perfetta ,  onero  imperfetta ,  ad yna  chefegue ,  che  fa 
perfetta  ;  come  dalla  Terza,  ali 'V ~  tifano,  &  dalla  Decima  alla  Ottaua  :  percioche  fempre  darà  qualche  noia 
alle  purgate  orecchie .  Ne  anco  torna  bene  il  porre  la  Seda  auanti  la  Quinta ,  quando  le  parti  afeendino,  o  di- 
feendino infume  ;  ancora  che  l ima  fi  muoui  con  mouimento  congiunto ,  £7*  l 'altra  con  mouimento  feparato  ; 
come  nel  fitto  pojìo  effempio  fi  può  comprendere . 


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Ma  quanto  fiano  prati  quegli  mouimenti  all'ydito ,  la  efperienza  maefìra  delle  cofe  ,per  y'ia  del  fin  fi ,  ce  lo 
mamfejìa:  percioche  la  natura  odia  le  cofe  fenza  proportione  ,&  finga  mifira  ;  &  fi  diletta  di  quelle  ; 
che  hanno  tra  loro  conuenienza.  Per  il  contrario  adunque  farà  lecito,  il  porre  yna  confinanza  maggiore, che 
fia  imperfetta, aitanti  yna  minore,  che  fa  perfetta  ;  quando  le  parti  appenderanno  ;  delle  quali  l'yna,cioè  l'a- 
cuta afeendiper  mouimento  congiunto,  g^»  lagraueper  mouimento  feparato .  Sta  anche  bene,che  da  yna  ci 
finanza  imperfetta  minore  fi  yada  ad  yna  perfetta  maggiore,  afeendendo  la  pane  grane  per  mouimento  con 
gmnto,&  l 'acutager mouimento  feparato  ;  ouero  afeendendo  l 'acuta  per  mouimento  congiunto,  &  lagraue 

<A         per 


1 86  Terza 

per  mouimento  feparato .  Si  concede  etìandio,  che  dalla  Confinatila  imperfetta ,  che  fia  minore  di  propor- 
tione  ddla feguente , fi  vadì  alla  Ottaua ,  quando  infume  afcendeno  ,ouerdifcendeno  le  parti; pur  che  Ti- 
nti di  effe  faccia  il  Mommento  congiunto ,  &  tal  mouimento  fa  di  yn  Semituono  maggiora  Si  come  nello 
ejfempiofottopoflofi  yede . 


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li  conceff)  etìandio  il  -venire  dalla  Confonanxa  perfetta  alla  imperfetta3quando  le  parti  afcendeno  ;  outr  di-, 
fcendeno  infume  ;  pur  che  l'yna  di  effe  faccia  il  Mouimento  congiunto  ,&la  Confinando,  imperfetta  fia  di 
mao nor proporiione  della  perfetta .  E  lecito  etìandio  porre  due  confonanxe  l'yna  dopo  l'altra  }cht  faccino 
tra  due  parti  il  mommento  feparato  ;  pur  che  l'una  di  effe  fi  muoua  per  yno  Semiditono  ;  come  qui  fi  yede , 


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Si  puh  ancora  con  mouimenti  fèpardti  porre  due  parti  neUi  Contrapunti ,  che  infume  afcendino }  0  difcendi- 
no ,  quando  la  parte  acuta  difcendeper  yna  Terza,  &  la  fnraue  per  yna  Quinta ,  &  fi  yiene  dalla  Ter- 
za alla  Quinta  ;  oueroper  il  contrario  Ji  afcende  dalia  Quinta  alla  Terzji  &  l'yna  delle  parti,  cioè  lagni- 
ne afcendeper  yna  Quinta  3  &  l'acuta  per  yna  Terza .  E' ben  yero,  che  quando  yna  di  loro  faceffe  il  mo- 
to per yn  Ditono,  maf  imamente  difendendo ,  che  tali  mouimenti  fi  potranno  fchiuare  ipercioche  il  procede 
re  in  cotal  modo  è  alquanto  ajfro  ;  come  la  ej~perienza  ce  lo  mamfefìa .       Ma  lo  afcendere  dalla  Quinta  al 


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Ditono  fi  concede;percioche  le  parti  procedeno  per  alcuni  mouimenti  J  quali  no  folamete  fono  foportabili  ;  mx 
anco  molto  dilettanouffendo  che  fono  molto  [onori  :  et  q[ìo  peraoche  procedeno  verfo  l' acutofinde  fi  generano, 
il  Mouimeti  yeloci^da  1  quali  fono  ajcofe  le  durezze  ,che  per  la  tardità  delli  mouimeiifi  mamfislano,  quando 
yano  verfi  ilpratte .  Lunvo  farebbe ,dyoler porre  uno  efjempio particolare  di  tutti  li  mommm&  paffaggi, 
che  poffanofir  le  parti  delti  Cotrapunti;et  di  uno  in  yno  yolerne  af ignare  la  ragione  particolareima  di  cw fa. 
detto  aftijfctenza  :  peraoche  da  quello ,  chef  è  detto  ,f  può  hauere  yn  modo ,  0  Regola  generale  di  cono- 
fere 


Parte 


18 


7 


fiere  i  buoni  paffaggi  dalli  trifti  ;  la  qual  cognitione  non  farà  molto  difficile  da  acquittare  a  tutti  coloro ,  che 
fi  yoranno  effercitare  nella  offeruan%$  delle  nojlre  Regole , 

Che  fi  debbe  fchiuare  più  che  fi  può  li  Mouimenti  feparati ,  &  fi- 
milmente  leDiftanze,che  poflbno  accafcare  era  le 
parti  della  cantilena ,      Ca- 
pitolo    57. 

O  P  RkA"  ogn  altra  cofa  douemo  auertire ,  che  le  parti  delle  cantilene ,  non  filo  quando 
afeendeno  infeme  ,  0  dtfiendeno  :  ma  etiandto  quando  fi  muoueno  in  diuerfe  parti , 
procedinoper  Mouimenti  congiunti,  più  che  fia  pofiibile;  &fi  debbe  fare,  che  tana  par- 
te non  molto  fi  allontani  dall'altra  con  Salti,  &  Mouimeti  feparati  ;fi  come  quando  l'v- 
naprocedeffeper  vnfalto  di  Ottaua ,  &  l 'altra  per  ~vno  di  Quinta,  0  di  Quarta,  oper  al- 
tri limili  mouimenti  ;  come  fono  quelli  delfottopojìo  eflempio. 


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Conciofia  che  tali  diflaxe,  oltra  che  fono  più  difficili  da  cantare(effendo  che  non  cofi  facilmente  fi  poffono  for- 
mare le  i>oci,  &proportionaregli  mterualli,  &  li  confinante  in  quelle  modulatiom,  che  procedeno  ih  cotal 
modo,  come  quelle,  chef  cantano  l'vnaper  Mommento  congiunto,  &  l'altra  per  Mouìmento  fep  arato)  ge- 
nerano etiandto  alcuni  effetti ,  che  alle  volte  all'vdito  non  fono  molto  grati. Ondeè  da  notare  ,  che  li  Moui- 
menti quanto  più  fino  vmti ,  cioè  non  molto  lontani  ;  come  fino  quelli ,  che  fi  moueno  per  vii  grado ,  fino  fen- 
%a  dubbio  più  cantabili ,  &  con  maggior  diletto  fanno  vdire  l'harmonia ,  che  nafee  da  loro  tra  le  parti ,  che 
quelli ,  che  fono  feparati  ;  &  ciò  nafee  :  per  che  quanto  più  fino  congiunti ,  tanto  più  fino  naturali  :  efjèndo 
che  allora  fi  procede  naturalmente ,  quando  fi  va  dall'vno  eflremo  all'altro  di  alcuna  cofa ,  per  li  debiti  me- 
jy .  Di  maniera  che  molto  è  da  lodare,  &  da  commendare  tale  vicinità  ;  come  quella ,  chef  accofla  più  alla 
natura,  il  che  molto  lodo  anco  ^igoflino  nel  cap.  1  o.del  1. lib.  della  Muficadtcedo;  che  La  vicinità  delle  par 
ti ,  tanto  era  più  degna  di  effere  approuata ,  quanto  era  più  vicina  alla  equalità;  ancora  che  lui  ragionale  m 
altro  propofito  .Et  quantunque  quette  dijlan%e  dasènon  fiano  diffonanti ,  generano  nondimeno  (come  ho 
detto  )  vn  non  so  che  di  fritto  all'vdito ,  che  non  fi  può  vdtre  con  diletto .  Schmaremo  adunque  quefle  diflan- 
%e ,  accioche  li  nottri  contrapunti  fiano  grati ,  dolci  ,fonori ,  harmomofi ,  &  pieni  di  ogni  buona  melodia. 

In  qual  manierali  debba  procedere  da  vna  Confonanza  ad 
vn'altra .  Cap.     5  8. 

REBENO  molti, che  non  per  altro ,  che  per  fchiuare  li  difordini ,  i  quali  poteuano 
occorrere  contra  la  data  Regola,  alcuni  Mufici  ordinaffero,  che  Quando  fi  procedeua  da 
vna  confinane  all'altra ,  chef  li  doueffe  andare  con  la  più  vicina  ;fi  come  dall'Vmfi- 
no  alla  Terza,  da  quefla  alla  Quinta ,  dalla  Quinta  alla  Sefla  ;  cofi  da  quefla  alla  Otta- 
ua, &  per  il  contrario  ;  per  non  venire  alli  mouimenti  diflanti .  La  qual  Regola,  ancora 
che  al  primo  incontro  pan  che  fa  facile  da  intendere  ;  nondimeno  ha  dibifogno  dt  qualche  confideratione:  per- 
ocché contiene  alcune  cofe  non  filo  vtdi:  ma  anco  neceffarie  a  tutti  quelli,  che  vorranno  feguir  tv  fi  delle 
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buone  harmonie,  &  condurre  a  perfettione  le  opere  loro  ;  lequali  nonfolamente  l'arte, o  la  Scienza  ricerca: 
ma  fono  etiattdio  offeruate  naturalmente  da  molti .  Quando  adunque  dicono,  che  fi  dee  procedere  da  yna  con 
finanza  ad  vn  altra  con  la  più  vicinafi  debbe  anco  intendere  in  cotal  modo, che  pantdofi  ilCompofitore  da, 
yna  confonanza  Imperfetta,^  volendo  andare  alla  Perfetta;  debbe  fare,  che  quella  1  mperfetta,che  prece- 
de, le  fa  veramente  la  più  vicina  :  peraothe facendo  altramente  non  offerirebbe  tal  /tegola,  la  quale  è  firn 
mamente  neceffaria .  La  onde  fi  debbe  auertire ,  che  quando  vorremo  venire  dalla  Seda  alla  Ottaua,tal  Se- 
(la  debbe  effer  la  maggiore ,  come  a  lei  più  vicina  ;  &  non  douemo  porre  la  minore  :  percioche  (  come  più 
oltra  vederemo  )  le  e  più  lontana .  Et  ciò  douemo  ofjeruare,  non  filo  quando  le  parti  della  cantilenafanno  con 
trarij  mouimenti  ;  ma  ettandio  quando  vna  di  effe  non  fi  moueffe  dalpropio  luogo ,  &  l'altra  afcendeffe ,  ò 
difcendeffe  per  due  gradi .  Similmente  quando  dalla  Sejìa  vorremo  venire  alla  Quinta,  tal  Sejìa  debbe  effer 
minore  :  percioche  a  lei  è  più  propinqua.  ;  &  non  la  maggiore  :  perche  leèpiù  lontana  :  maf imamente  quan- 
do una  delie  parti  della  cantilena  non  fa  mouimento  alcuno ,  &  l'altra  afcende,  ò  difende  per  un  grado ,  cioè 
fi  muoue  col  mouimento  congiunto .  Quando  poi  dalla  Terza  vorremo  venire  alla  Ottauaja  Terza  debbe 
effer  la  maggiore  ;  comi  quella ,  che  è  più  vicina  alla  Ottaua,&  non  la  minore.  Et  fa  dibi fogno  che  le 
parti  fi  muoiano  per  mouimenti  contrarij ,  cioèl'vnaper  Mouimento  congiunto,^  l'altra  con  Mouimento 
feparato .  Ma  quando  dalla  Terza  vorremo  venire  alla  Quinta ,  &  vna  delle  parti  non  farà  mouimento 
alcuno  ,farà  dibifigno,che  la  Terza  fa  la  maggiore ,  Ma  la  Terza  allora  farà  minore ,  maf imamente 
nelle  cantilene  di  due  voci ,  quando  le  parti  procederanno  per  Mouimenti  congiunti  contrarij  ;  oueramente 
quando  l'una  di  effe  difenderà  per  Mouimento  congiunto,^  l'altra  fimilmente  difenderà  per  Mouimento 
feparato;ancora  che  in  quelle  parti ,  che  procedeno  per  Mouimenti  contrari]  fi  pone  la  Terza  minore  ,per 
fchiuare  la  Relation  del  Tritono  tra  le  parti, la  quale  non  le  è  più  vicina ,  ma  più  lontana .  Quando  poi  dal- 
la Terza  vorremo  venire  all'Vmfono  (ancora  che  nonfiapojlo  nel  numero  delle  confonanzefè  non  in  quan- 
to è  il  loro  principio  )  la  Terza  faràfempre  minore  ;  come  più  vicina  :  ma  bifogna  che  le  parti  fi  muouino  per 
Contrarij  mouimenti,&  che  tali  mouimenti  ftano  congiunti  :  percioche  quando  le  parti  afiendefjero  infeme, 
l'vnaper  Mouimento  congiunto,  &  l 'altra  per  Mouimento \  feparato,  allora  lai 'erza  fi  porrà  maggiore . 
Et  fé  vna  delle  parti  non  fi  moueffe ,  &  l'altra  afcendeffe, o  difcendeffe  per  Mouimento  feparato,  Mora  la 
Terza  fi  porrà  fempre  minore .  Et  ciò  dico ,  hauendo  fempre  riguardo  a  i  luoghi ,  ouer  termini  della  confi- 
nane perfetta  ;  che  faranno  le  chorde  foprale  quali  efja  confonanza  hauerà  a  terminare  ;  come  fi  vede  ne  i 
fatto  pojli  effempi , 


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Quando  poi  fi  va  alla  confonanza  Imperfetta  con  la  Perfetta,  allora  non  èneceffario  hauere  quefla  confi- 
deratione ,  pur  chef  offerui ,  che  li  mouimenti ,  che  fanno  le  parti, fiano  regolatifecondo  il  modo  mojìrato 
di  fopra.  Io  dico  dalla  Perfetta  alla  Imperfetta  per  quefìa  ragione:  percioche  ciafcuna  cofa  defidera  natu- 
ralmente la  fra  perfettione ,  alla  quale  defidera  diperuenire  piùprefìo ,  &  col  migliore ,  &piu  breue  mo- 
do ,  che  ptiote  ;  la  qual perfettione ,  in  quefìo  venere  ,fi  attribuire  alle  Confonanze  perfette .  La  onde  cia- 
fcuna cofa  facilmente  (  come  ad  ogn'vno  è  m  amfeflo)daUa  perfettione  può  paffare  alla  imperfettione;  ma  non 
per  il  contrario  :  percioche  è  cofa  più  facile  fare  vna  cofa ,  che  non  è  diflruggerla ,  &  roumarla .  Di  mo- 
do che  aitando  fi  operaffe  altramente  di  quelloche  ho  detto ,  farebbe  vno  operare  cantra  l'ordine ,  &  contro, 
la  natura  delle  cofe  :  Concwfia  che  le  Imperfette  tanto  più  participano  della  perfettione ,  quanto  più  fi 
accoftano  alla  loro  vicina  Perfetta;^  fi  rendeno  etiandio  all'udito  tanto  più  dolci,  &piùfiaui .  Mi  potreb- 
be hora  alcuno  dire  ;  Se  la  Sejìa  maggiore  è  più  vicina  alla  Quinta ,  che  non  è  alla  Ottaua  ;  come  e 
mamfefìo;per  qual  cagione  la  douemo  maggiormente  porre  auanti  la  Ottaua,che  auanti  la  Quinta  ;  poi  che 

douemo 


Parte. 


189 


douemo  andare  dalla  Confinane  Imperfetta  alla  Perfetta  con  la  più  -vicina  ?  Dico,che  quantunque  la  Sc- 
ila m.iv giare  fia più  vicina  alla  Quinta,che  alla  Ottaua;per  qttejlo  non  è  vero,  che  la  Minore  nonfiapiù  vi 
dna  alia  Quinta  della  Maggiore.  Onde  douemo  fapere,che  effenio  tra  le  Perfette  ,la  Ottaua  maggior  della 
Quinta;&  tra  le  Sejle  la  maggiore  di  maggior  quantita\che  non  è  la  minore ;douemo  accopagnare  la  mag- 
giore delle  Perfette  con  la  mag  giare  delle  Imperfette  ;  per  qitelfimbolo  (  dm  cofi  )  0  confili  forche  è  tra  loro  : 
percioche  facil  cofa  è  di  poffare  da  vna  cofa  ad  vn'altra,&fin%a  molta  fatica;  quando  tra  loro  fi  ritroua  fi- 
mite  confenfo.  Onde  douemo  andare  alla  Quinta  con  la  Sefla  minare-.percioche  ha  tal  confentimento  con  lei, 
&  a  lei  èpm  vicina .  Similmente  andaremo  alla  Ottaua  con  la  maggiore  :  conciofia  che  con  lei  ha  tale  con- 
fìnfo,&  è  a  leipiupropinqua.Ne  so  veder  ragione  alcuna,  che  dimoflri,  che  ad  vna  cofa,alla  quale  fé  habbia 
(òlamente  vn  njpettoje  le  conuenga  due  cofe  diuerfe&  quafi  contrarie ;Et parmi,  che  vfandole  ad  altro  mo 
do ,  farebbe  fare ,  come  fi  quel  Medico ,  che  Galeno  chiama  Empirico ,  che  con  vna  ifleffa\  medicina 
vuol  curare  diuerfe  egritudini, non  facendo  cafo  alcuno,  che  il  male  procedi  più  da  humor  calido,  che  dafngi- 
doxonciofia  che  non  conofce  l'humore  peccante,  ^fUa  Ottaua  veramente  fi  conuiene  la  Sefla  maggiore,  &< 
non  la  minore;  &  quella  fi  accompagna  ottimamente  con  la  Quinta;  come  fi  può  prouare  con  ragione ,  con 
autorità,^  con  lo  effempw.Et  primieramente fi  proua  con  ragione, come  ho  moflrato  di  (òpra;  &  anco  per- 
che fé  noi  haueremo  riguardo  al  Numero  harmonico ,  dal  quale  ha  la  feta  firma  ogni  Confonanza  muficale, 
ritrouaremo,che  la  Sefla  maggiore  ha  la  fua forma  dalla proportione  Superbipartienteterxa,  contenuta  (  co- 
me altroue  ho  dettd)tra  queìti  termini  5  &  jj  che  fono  laradice  di  tal  proportione.  Onde  fé  noi  proce- 
deremo più  oltra  nell'ordine  naturale  de  1  numeri  fopr adetti  ;  ritrouaremo ,  che  dopo'l  5  fi n%a  alcun  mexo, 
fuccedeil  6,  che  col  5  cottene  la  firma  dellaTerza  minorerà  quale  [e  noi  accompagnaremo  con  la  det- 
ta Sefla,haueremo  a  punto  la  Ottaua.  Per  laqual  cofa  fi  noi  porremo  il   3  ,  che  habbia  due  relattoni ,  cioè  al 

5  &al  6 .  procedendo  per  ordine  naturale  in  quejlo  modo .  6.  5.  3.  quafi  nella  maniera ,  che  pro- 
cedeno  due  particelle  quali  l'vna  vadi  dall'acuto  algraue,&  l'altra  non  fi  muour.Oueramente  fé  noi  porre- 
mo lo  ijìeffo  ordine  tra  io.  6.  1  .  quafi  nel  modo,che  procedeno  due  parti,  delle  quali  [vna fi  parti  dal 
graue,&  vada  verfo  l'acutojprocedendo per  vn  Semiditono,& perutene  alla  Ottaua;  &  l'altranonfi  muo 
tu  medefimamente;vederemo  quanto fia  neceffaria  la  offeruatwne  della  predetta  Regola.Quefla  offeruanxa 
ritrouaremo  etiandio  in  tale  ordine ,  tra  il  15  &  il  9  ,  che  contengono  la  forma  della  Sefla  maggiore, 
fuori  dellifùoi  termini  radicali  :  perche,  fi  come  due  parti ,  l'vna  delle  quali  afcendipervn  Tuono  maggiore, 

6  l'altra  per  vn  maggiore  Semituono  difcendi ,  vengono  alla  Ottaua  con  mirabil  modo,  componendo  lo  8 
fopr  a  il  9,&  aggiungendo  il  16  fitto' 1 1  5 ,  ritrouaremo  la  forma  della  Diapafon  fuori  dellifìtoi  termini  ra 
dicali  tra  il  16  et  l'%,  in  qflo  ordine  naturale  1 6. 1 5 .9.8.  Et  fi  come  no  fi  ritroua  in  vn  tale  ordme,che  dalla 
forma  della  Sefla  maggiore  fi  poffa  venire  alla  firma  della  Quintale  no  co  t aiutò  del  Tuono;  cofi  mai  fi  po- 
trà procedere  dalla  Sefla  minore  alla  Quinta, fé  no  con  l'aiuto  del  Semituono;St  come  fi  può  copy edere  da  qfìi 
quattro  termini  50.  45.  30.  in.  tra  i  quali  commodamente  fi  ritroua  la  forma  della  Quinta  tra 
45.  &  $0,  &  quella  del  Tuono  minore  da  ogni  parte;Et  tra  quefli  14.  16.  15.  io.  la  firma 
del  Semituono  mag  giare  nel  luogo  di  me%o;&  quella  della  Quinta  da  ogni  parte  tra  z^  &  16,  & 
tra  15  &  io;  a  gmfadivna  parte,  che  proceda  dalgraue  ali 'acuto,o  per  il  contrario;^»  l'altra  pofla  nel 
graue,o  nell'acuto  non  faccia  mouimento  alcuno;  E  quefli  termini  non  fi  potrannoritrouare  in  altra  maniera 
nell'ordine  naturale  de  1  detti  Numeri  harmonici,fe  non  con  grande  difficultà ,  &  non  faranno  pofli  nell'or- 
dine naturale-.mafi  bene  accidentale.  Et  quelle  ragioni,  ch'io  ho  detto  della  Sefla  maggiore  con  la  Ottaua,  fi 
poffono  applicare  alla  minore  con  la  Quinta,&  alle  altre  Confinante  ancor  adequali  Uff 0  per  breuità .  Ecci 
vn  altra  ragione  ancor  a, per  dimoflrare  cotalcofa ,  che  di  due  Confinante  Imperfette  propofle ,fiano  qual  fi 
Vogliano,pur  chefiano  denominate  da  vno  iflefjo  numero  di  chorde Jimpre  la  maggiore  èpm  atta  a  pigliare 
ttccrefiimento  nelgrauejo  nell'acuto,  che  la  minore  ;  laquale  ha  natura  di  reflringerfi,&farfi  anco  minore: 
conciofia  che  la  maggiore  ha  più  del  continouo,che  non  ha  la  minore .  Laonde  amene ,  che  defiderando ,  & 
appetendo  ogni  cofafimile  naturalmente  il  fio  fintile ,la  Sefla  maggiore  ,per  hauer  più  perfezione  della  mi- 
nore ,  maggiormente  defidera  di  auicinarfi  alla  Ottaua, la  quale  per  fua  natura  è  più  perfetta  della  Quinta; 
anxi  e  d'ogn  altra perfettifiima;come  altre  volte  ho  detto  ;  &  la  Sefla  minore,  come  meno  perfetta,  da  qual 
parte  fi  voglia,fiagraue,o  acuta,appetifce  quella,cheèpiu  confirme  alla  fua  natura,che  è  la  Quinta.  Quefla 
tfieffa  offeruanxa  fi  conferma  con  la  autorità  di  Franchino  Caffuro ,  tlquale  vuole ,  che  ilpropio  della  Sefla 

mai  giare 
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190 


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maggiore  fa, di  venire  alla  Ottaua;&  ilpropio  delk  Minore  fa, dì  auicinarfi  alla  Quinto.  Effèndo  adunque 
t ale  Lt  natura  di  quejìe  con  finanze,  bifogna  dire ,  chefempre  habbiano  tal  natura ,  &  tnclwatione  ;  &  cÌk 
quando  Ji  pongono  altramente  nelle  compoftiouifi  poughino  cantra  la  natura  loro .  Onde  fé  quelle  cofe ,  che 
fi  pongono  cantra  la  lor  natura  in  opera }  non  pofjonofarbuo.no  effetto  : percioche  fono  ritirate  dalpropio  lor 
fine;  potremo  dire ,  che  qualunque  Tolta  tali  Conjonanze  fi  porranno  ne  1  Contrapunti  contra  la  loro  natura, 
che  non  potranno  apportare  all'vdito  coft,che  molto  diletti .  Paterno  bora  vedere  cotal  cofa  effer  vera  con  la. 
ejperienxa  in  mano,&  venire  allo  effempio  promeffo:  concwfa  che  migliore  effetto  fanno  pofìe  ne  i  Contra- 
punti  al  modo  moflrato  dtfopra,che  in  altra  mamera.La  onde  la  Natura  ,  [aquale  ha  iiirisditione  in  oo-m  co- 
fa,hàfatto,che  non  pur  quellt,che  fono  periti  nella  Mufca,  magli  idioti,  <&  li  Contadini  ancora,  i  quali  can- 
tano a  loro  modo,fenza  alcuna  ragione ,  vfano  di  andare  dalla  Sefla  ma?  giore  alla  Ottaua ,  come  fino  wfe- 
gnati  naturalmete;dcbe  fi  ode  mag  giormente  nelle  Cadente, che  m  agri altra  parte  delle  lor  Canzoniicome  è 
ruamfeflo  a  ciafiuno  pento  nella  Mufica .  Et  forfè ,  che  il  detto  Franchino  da  quefìoprefe  ardir  di  dire,  che 
lo  andare  dalla  Sefla  maggiore  alla  Ottaua,  fi  douea  offeruare fidamente  nelle  Cadenze  :  percioche  in  effe  fi 
fanno  le  terminationi  delle  cantdene:ma  al  miogiuditioparmi  {come  fi  può  comprendere)  dalle  fue  parole  po- 
lle di  fopra,che  ciò  non  fa  detta  con  ragione, fé  vorremo  attendere  alla  Natura  dell'vna,  &  dell'altra .  Non 
farà  adunque  lecito  volendo  offeruare  cotal  Regala  ,Ìi  paff are  dalla  Sefla  mag  giare  alla  Quinta, ne  anco  dal- 
la minore  alla  Ottaua  ifenza  deprauationedtlla  natura  delle  predette  confonanze .  Onde  Infogna  auertire, 
accwche  con  facilità  fi  offeriti  quesìa  Regola,  che  qualunque  volta  fi  vorrà  precedere  dalla  confinanza  Im- 
perfetta alla  Perfetta;di  fare,  che  almeno  ima  delle  parti  fi  muoua  con  alcuno  mauimento,  nel  quale  fa  ilSe-r 
mituono  maggiore , tacito  ,ouero  effreffo.  Et  per cor. ift giare  tal  cofa  giouerà  molto  l'vfo  delle  chorde  Chroma- 
tiche,&  delle  Enharmoniche,adoperadole  nel  modo,aie  altroue  fon  per  dimagrare.  Ma  perche,  fi  come  non 
torna  fempre  commodo  al  Compoftore  dipaffar  dalla  Sefla  maggiore  alla  Ottaua,  ne  dalla  Minore  alla 
Quinta  ;  cof  non  toma  alle  volte  commodo  di  procedere  dalla  Terza  minore  ali'Vmfono ,  nel  modo  ch'io  ho 
moflrato  difopra  :per  tanto  accioche  ognvnofappia,m  qual  modo  habbia  da  procedere  infimi  caf  ,po>ro  il 
fottopoflo  effempio,  nel  quale  potrà  vedere,  in  quanti  modi  fi  potrà  poffare  dall' vna,  0  l'altra  Sefla  :&cofi 
dalli  Terza  maggiore, &  dalla  minore, &  altre  fimih  ad  vn  altra  confonanza. 


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Queflo  è  vltimamente  da  notare,che  quello,  chef  è  detto  delle  Confinanze  femplici,  fi  debbe  anco  intende- 
re delle  Reblicate.Simdmente  fi  debbe  auertire,che  quando  due  parti  della  cantilena  difenderanno  infeme; 
et  dalla  Sefla  maggiore  verranno  alla  Terza,  che  fa 
o0  Mao-  gwre  ;  allora^a0ierà_megliq_,  &farà  megìiore 
effettofihefe  cafiafje fopra  la  Minore  ;  ancora  che  l'u- 
no &  l'altro  modo  fa  buono  :  Percioche  cafiheràfin- 
za  dubbio  alcuno,  [opra  vna  con  finanza,  che  più  fi 
auicma  alla  perfettione ,  che  non  fa  la  Terza  minore  ; 
fi  come  fi  potrà  vdire ,  &  eff aminare  in  quefli  due 
effempi ,  podi  qui  da  canto . 


Buona. 


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Migliore. 


-*~H- 


±z3lz$z+: 


In 


Parte. 


191 


In  qual  maniera  fi  debba  terminare  ciafeuna 
Cantilena.  Cap.  jj. 


OLSERO  li  Mttfiicivltimamente ,  che  le  Cantilene  fi  douefijero  finire  per  vna  delle 
Confonaze  perfette:  percioche  -videro  -veramente, àie  per  ogni  douere  la  Perfettione  della 
coftf  ttttnbmfce  al  fine, dal  canale  fifa  poigittditio.Et  perche  videro,  die  nonfipoteua  ri- 
trattare maggior  perfettione  nelle  Confonanxe ,  di  quello ,  chef  trotta  velia  Ottaua ,  per 
effer  la  più  perfetta  d'ognaltra;volfiro  che  tal  Regola fiufifie  fiatale;  et  chef  douejfe  finire 
le  cantilene  nella  Ottaua,  atteramente  nelìVntfiono  ;  &  per  alcun  modo  nonffaceffe  al  contrario  :  ^Ancora 
che  quefla  regola  da  alcuni  di  poco  giuditio  fa  [lata  poco  offeruata.Se  adunque  noi  def  deriamo  di  fruire  tut- 
tiquelli, che fi mo flati  iflituton,&  ofjeruatori  delle  buone  regole  squando  haueremo  da  concludere  alcuno  de  i 
noflri  Cotrapttntijo  terminaremo  per  ima  delle  nominate  Confonanxe:  percioche  fono  le  più  perfette  di  tutte 
le  altre .  Quefta  Regola  veramente  fu  molto  bene  idituita  :  conciofa  che  fé  cantilene  fimffero  altramente ,  le 
orecchie  degli  af  ottanti flarebbeno  fofpefe ,et  defderarebbeno  la  loro  perfettione. Onde  intratterrebbe  quello, 
che  fittole  intrattenire  a  coloro,che  odono  recitare  alcuna  Oratione ,  che  filando  con  Ì anima  attenti  ad  ajcolta- 
re,  desiderano,  &  affettano  in  vn  tempo  ilfiuo  Epilogo ,  &  la  Conclufione ,  nella  quale  la  Oratione  fi  riduce 
alla  fitta  perfettione.Nafierebbe  etiandio  vn  altro  mcom  modo, quando  la  cantilena  fi  terminafife  altramente, 
che  efijendofii  attribuito  ilgìuditio ,  che  fi  fa,  di  qualModo  ella  fa  compoila,  alla  vltima  chorda  di  ciaficuna 
cantilena,cioèfie  UH  armonia, che  nafee  da  let,fia  del  Primo, onero  del  Terzo,  o  di  altro  Modo  fi  come  vede- 
remo  nella  Quarta  parte  ;  fi  potrebbe  allora  pigliare  la  chorda  finale  di  qual  parte  fi  volefifie ,  ancora  che  non 
fufifie  lapropia  chorda  finale  del  Modo  fiufifie  poi  la  grane,  ouer  la  acuta  ;  &  giudicare  per  quella ,  che  non  è  la 
propia,vn  Modo  per  vrìaltro;<&  cofifi farebbe  giuditwfalfo:  ilche  veramente  aiterebbe,  quando  detti  Con- 
trapunti fini/fiero  per  Quinta,ouero  per  Terza, o  per  vna  delle  Replicate  :  concio  fia  che  allora  non  fi  faprebbe 
co(ìfàci!meie,qual  chorda  fi  douefle  pigliare, o  la  acuta, onero  la  grane, per  giudicare  la  catilenaiancora  chef 
potefifie  giudicare  cotal  cofia  nel  mezovdedola,et  uededola, dalla  fuaforma,ctoè  dalprocedere,che  ella  farebbe. 
Con  vrade  giuditio  adunque  ordinarono  vii  kA 'litichi  Mufiici  afta,  &  le  altre  fiopra  date  Revole,molto  vti!i,et 
gì 'ademente  necefifarie  a  ciafcuno,  che  de  fiderà  di  comporre  correttamente  ogni  cantilena.La  onde  ciafeunof 
sforzerà  di  porle  in  vfo  ;  accioche  delle  file  fatiche  poffa  trarre  qualche  vtile ,  &  principalmente  acquiftare 
honore .  Ma  queflofa  detto  a  fiitfifiicienxa  intorno  le  Redole  efifientiali  di  comporre  li  Contrapunti  fiemplici  di 
due  voci,chefii  chiamano  di  Nota  cantra  nota;lequali  nonfiolamente fionovtdi,  &•  necefifiarie  a  quefle  com- 
pofiitionr.mafierueno  etiandio  a  qualunque  altro  modo  di  comporre,  fa  qual  fi  voglia  ,fiemplice ,  o  diminuito, 
che  fa  ilContrapunto;come  fi  potrà  mantfiefl  amente  vedere. 

llmodochefidebbc  tenere  nel  fare  li  Contrapunti  femplici  a  due 
voci,chiamatiaNotacontranot3.  Cap.   40. 

E  R  venire  hormai  aìl'vfò  delle  date  Regole, mojìrerò  il  modo,  chef  ha  da  tenere  nel  far, 
li  Contrapunti, incominciando  da  quelli,chefi  compongono fiemplicemente  a  due  itoci  No- 
ta cantra  nota:  accioche  da  lorofitpofifia  pafifiare  alli  Diminuiti, &  all'vfio  delle  altre  com- 
pofiitwm.  Volendo  adunque  ofifieruare  quello,  che  da  tutti  li  buoni  fcrittori,  &  compofitori 
di  qualunque  altra  materia  èflatoofjeruato,  ragioneuolmente  incominciaremo  dalie-cofie 
più  leggieri;accioche  il  Lettore  più  facilmente  f  renda  docile;  &  accio  non  nefiema  confittone.  Primiera- 
mente adunque  hauendo  riguardo  a  quello,chef  è  detto  di  fiopra  nel  Cap.  z  6.  fa  dibifògno  di  ritrattar  vn  Te- 
nore di  qual  fi.  vovlia  Cato  fiermo,ilqualefa  il  So*  getto  della  Compofitione,cioè  del  Contrapunto .  Dipoi  bi- 
figna  efifiaminarlo  con  ogni  diligenza,^  vedere  fitto  qual  Modo  fa  compojlo ,  per  poter  fare  le  Cadenze  a  i 
loro  luoghi propij, con prcpofito;&  conoficer  da  quelle  la  natura  della  compofitione;accioche  facendole  per  in- 
Aitertenzafuori  di  propofito,&  fuori  de  i  loro  propij  luovhi,mefiolàdo  quelle  di  vn  Modo  con  quelle  di  vii  al- 
tro,non  venghi  poi  il  fine  ad  ejfiere  dififionante  dal principio,  &  dal  mexp  della  cantilena.  Ma  poniamo,  che  il 
ritrattato  Soggetto  fia  il  fiati  opoflo  Tenore  di  canto  fermo, contenuto  nel  primo  Modo;  Si  de  aucrtire  alianti 
tutte  l'altre  cofie  quello,  che  nel  Cap.  iS.di  fiopra  fi  è  detto  intorno  almodo  dt  dar  principio  alla  cantilena; 

Onde 


192  Terza 

Onde  porremo  la  prima  figura  ,  0  nota  del  Contrapunto  lontana  dalli  prima  delSov  vetta  in  tal  maniera, 
C.n filano  diflanti  per  ima  delle  Confinanze  perfette.  Fatto  queflo  accompagnaremo  la  feconda  nota  del 
Contrapunto  con  la  feconda  del  So*  (retto  in  tal  modo,  che  funo  tuffanti  l'yna  dall'altra  per  lina  Con  fonati- 
la,fa  Perfetta,ouero  Imperfetta  ;  pur  che  ella  fa  dmerft  dalla  prima,  acciò  nonfifacejfe  cantra  quello,  che 
e  fiato  determinato  nel  Cap.z$  ;  Hauendofempre  l'occhio  a  quello,  che  èftato  detto  nel  Cap.  3  8  sfacendo, 
che  le  para  della  cantdenajliano  più  -vìnte,  che  fia  pofibile  s  &  che  non  fatino  l'yna ,  &■  l'altra  mommenti 
di  grande  ìnteruallo  ;  accioclie  le  parti  non  fiano  molto  lontane  l'yna  dall'altra ,  fecondo  ch'io  ho  detto  nel 
Cap.  17.  Si  potrà  dipoi,  fatto  queflo,  Venire  alla  terza  figura/)  nata  del  Cor/trapunto ,  &  accompagnarla 
con  la  terza  del  Sov  gettoyvanando  nonjolamente  le  chorde,o  luoghi  ;  ma  etiandio  la  confonanza ,  accom- 
pagnando la  Perfetta  dopo  l'imperfetta,  &  cofiper  il  contrario  ;  atteramente  ponendo  due  Perfette ,  ouero 
Imperfette  differenti  di  ffiecie  l'yna  dopo  l'altra, fecondo  le  Regole  date  di  fopra  nel  Cap.  3  3. £7-  34.2/  me- 
de fimo  faremo  della  quarta  figura  del  Contrapunto  con  la  quarta  del  So*  cretto  ;  &  cafi  della  quinta ,  della 
fifla,&  delle  altre  per  ordine  sfino  a  tanto, che  fi  yeiga  all'yltimas& fecondo  la  Regole  data  nel  capitolo 
precedente ,  finiremo  ilCon  trapunto  per  yna  confonanza  perfetta ,  delle  nominate  net  fopradetto  capitolo. 
Ma  fopra  ogn altra  cofafi  debbe  cercare,  che  la  parte  del  Contrapunto  fia  -variata,  nonjolamente  per  diuerfi 
mouimemi, toccando  diuerfi  chordefora  nel  grane  Jiora  nell'acuto,  &  hora  nel  mezo  :  ma  che  fi  a  anco  Ta- 
rlata di  confonanze  con  la  parte  del  Soggetto .  Et  fopra  tutto  fi  de  fare ,  che  la  parte  del  Contrapunto  canti 
bene, &  proceda  più  che  fia  pcfiibde  per mouim enti  congiunti  :  percwche  in  qutjlo  confifle  yna  parte  della 
bt  Uezpa  del  Contrapuntojaquale  av  giunta  a  molte  altre, che  fi  ricercano  in  effo  {come  Tederemo)  lo  rende 
alla  fuaperfett  ione .  Onde  ciafcuno ,  che  fi  e fjeraterà  primieramente  in  qutfta  maniera  femplice  dicom- 
porre, potrà  dipoi  facilmente,  &•  prcflo ,  peruenire  a  co/e  mag  glori  :  imperoche  cercando  di  fare  fopra  yn 
Sog  cretto  hora  nel  orane, hora  neU 'acuto, Tane  Compofitiom ,  &•  Contrapunti  ;  Terrà  a  farfi  buon  prattico 
delle  chorde,&  delle  diflanze  di  ciaf  cuna  confonanza  s  <&■  potrà  dipoi, fecondo  li  precetti  ;  ch'io  fin  per  mo- 
fìrare  ,yemre  alla  diminutione delle figure  ,  cioè  al  Contrapunto  diminuito , fugando  alle  Tolte  leparti  delli 
Contrapunti  con  quelle  del  Sovvetto;&  alcuna  Tolta  imitandole;&  ad  altri  modi;  come  Tederemo;  &  do- 
po quefli  potrà  Tenire  alle  Compofttioni  di  più  veci  :  concafia  che  aiutato  dalli  noflri  atierttmenti,&  dalfuo 
invetrilo  \  diuenterà  in  tempo  'orette  tu  buono ,  &  dotto  Compofitore .  Ma  fi  debbe  allenire,  ch'io  non  pongo 
epu  Regola  particolare, del  modo  che  fi  ha  da  tenere, nel  far  la  parte  del  Contrapunto  fopra  Tn  Sog  vetta  :  ma 
folamente  la  pongo  Tiimerfalesonde  da  quelle  Reo-ole  ,che  fono  pt fi  e  di  fopra  ,  è  dibifiovno,  che'l  Compofitore 
co!  fuo  intelletto  cani  la  parte  del  Contrapunta, operando  con  guidato ,  allo  acqutflo  del  quale  yagltonopoco  le 
Revole,&  b  Precetti ,  quando  dalla  natura  nonfitnoaiutani.N e  di  ciò  prenda  alcuno  maraviglia ,  effendo 
quefìo  comune  ad  ovai  iArte,&  ad  ogni  Dottrina.La  onde  tutti  quellt,che  hanno  yoluto.dar  notitia,  &  tn- 
[ignare  alcuna  yArte,o  Scienza  fanofimpre  propoflo  l'Vntuerfale;eJJendo  che  la  Scienza  non  è  de  i  Panico 
lan,t  quali  [ano  infinitiva  fi  bene  degli  V  muerfalt.V  edemo, che  li  precetti  della  Poefia,  &  dell'arte  Orato- 
rta-fcritti  da  Platone, da  cAriàotele,da  Hermogene,  da  Cicerone ,  da  Quintiliano,  da  Horatio,  <&  da  altri 
ancorarono  intorno  IVmuerfale,&  non  intorno  al  Particolare .  Et  per  dare  imo  eff empio, mi  fouiene  quello, 
che  ferme  Horatio  parlando  in  Tnmerfale  dell'ordine ,  che  hanno  da  tenere  li  Poetmeldijfiorre  il  Soggetto, 
che  è  la  Hiflona ,  ouero  la  Fattola  nelle  loro  narratiom  ;  onde  dice; 
Ordinis  h&c  Tirtm  erit ,  e*r  Venus ,  aut  ego  fallar, 
Vt  iam  nunc  dicat  :  iam  nunc  debentia  dici 

Pleraq;  differat ,  &  prxfens  in  tempia  omittat .  Laqual  Regola  molto  benefapeua  il  dottifitmo  Virgilio  ; 
come  fi  può  comprendereste  battendo  prefo  yn  Soggetto  determinato ,  che  era  difcriuere  la  Romita ,  &  lo 
Incendio  di  Troia,&  la  Nauigatione  di  Encastncominaò  primieramente  dalla  Nauigatione,  mterrompen- 
dol'ordine;iiondti>ieno  la  Nauigationefit  dopo:  Ma  comprefe,  che  con  mag  vtore  arteficio ,  &  con  maggior 
maejlà  farebbe  riufeitó  tifilo  Poema,  fi  hattefije fatto  recitare  la  Ir.Jìonaper  ordine  da  Enea ,  alla  prefentia  di 
Didone , come  fece  Prendendo  la  accafione  dalla  fortuna  che  hebbe,  rtducendolo  in  Cartilagine .  Cofi  fogliano 
fare  i  Poeti,  &  non  filo  1  Poeti,ma  anco  li  Pittori.-peraoche  la  Pittura  non  è  altro ,  che  yna  poefia  muta  ;  i 
quali accommodano  le  htflone,o fattole, come  meglio  li  teo-nano  inpropofito .  Onde  hauendefi  propcilo  alcuna 
imita  di  dipnivere  una  hiiloria ,  ofauola ,  accommoda  le  figure,  &  te  accompavna  infume,  fecondo  che  pa- 
re a  lui ,che Jìiano  meglio,&  che  faccino  megliort  effettive  fa  calo  alcuno  di  porre  Tna  figura  più  m  yn  wo- 

do,che 


Parte.  19  j 

do,  che  in  vno  altro  ;  cioè  che  più  fila  in  piedi,ouero  a  federe  in  viu  maniera,  che  in  vn  'altra  ;pur  che  faccia 
buono  effetto,  &  offeriti  l'ordine  della  hiiloria,  ofauola,che  vuol  dipingere ;il che  fi  -vede, che  infiniti  Pittori 
haueranno  dipinto  ima  cofa  tileffa  in  infinite  maniere;  fi  come  più  folte  ho  -veduto  la  hijlorìa  di  Lucretia  mo 
vite  di  Bruto  ;  quella  di  Horatiojl  quale  combattè  cantra  Tofcani  [opra  il  ponte  ;  &  molte  altre  :  nondime- 
no tutti  haueranno  hauuto  yno  ilìeffofne,  cioè  di  raprefentare  le  dette  hi/ione .  Et  non fòl Amente  queslofi  ye 
de  fatto  da  diuerfi  Pittori jn  yno  iileffofoggetto-.ma  etiandio  da  yn  [àio,  il  quale  dipingerà  yna  cofa  ijlefja  in 
diuerfi  modi.  Cofi  debbe  adunque  fare  etiandio  il  Mufico  ;  cioè  cercare  di  variar fempre  ilfìio  Contrapunto  fo 
pra  yn  Sor  o-etto  :  &  potendo  fare  molti  paff aggi,  eleggerà  quello,  che  farà  il  migliore ,  &  che  li  tornerà  più 
inpropofito  ;  cioè  quelli,  che  far  anno  ilfuo  Contrapunto  più f onoro, &  meglio  ordinato  ;  &  lafferà  da  yn  can 
togli  altri .  Però  adunque  quando  gli  occorrerà  di  poter  fare  ynpaffaggio  ;  come  farebbe  dire  yna  Cadenza, 
&non  tornerà  cofi  alpropofito,  la,  debbe  riferuare  ad  yn  altro  luogo  co  miglior  commodo .  Et  ciàfarà,quan 
do  la  Claufula,  onero  il  Periodo  nelle  parole,  ouiro  Oratione  non  farà  terminato:  Conciofia  che  debbe  fem- 
pre affrettare ,  che  ciafcuno  di  quefti  fiafinito  ;  &fimilmente  auertire  ,chefia  il  luogo propio ,  cioè  che  l 
Modo,fopra  il  quale  è  fondata  la  cantilena ,  lo  ricerchi .  Tutte  qnefle  cofe  debbe  offeruare  colui ,  ilquale  defe- 
derà di  introdurfi  bene  nell'arte  del  Con  trapunto  :  ma  fopra  ogn  altra  cofa  debbe  con  ogni  fittilo  effercitarfi 
primieramente  molti  giorni  in  tal  fòrte  di  compofitione;accwcbe  con  più  facilita  pofja  yenire  dipoi  all'ufo  del 
Contrapunto  diminuito ,  nel  quale  potrà  yfare  molte  altre  cofe  ;  come  yederemo  a  ifuoi  luoghi .  Ma  accioche 
(i  habbia  qualche  intelligenza,  di  tutto  quello ,  che  ho  detto, porrò  qui  fatto  alcuni  Contrapunti  di  nota  cantra 
nota  variati,  compofìi  fopra  il  Soggetto  nominato }ior a  nell'acuto,  &  hora  nel  grane  ;  t  quali  esaminati  ,fi 
potranno  dipoi  facilmente  intendere  quelle  cofe,  che  moflrerò  altroue  ;  &  fi  potrà  operare  co  minori  fatica. 


:sì~S. 


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^«S^S^i:^:^ 


SOGCETTO. 


i3e:-:j£:j£:3::^: 


±^^y^S^=S^fX==L^  -     »  z^zn^Sii^a: 


iffimpio primo  nell'acuto . 


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_i V^, v 


ipM-frA »  «  : , , ,  .:r^g*yg3={=È*j5p«.K *-«- 


Eff empio  fecondo  nell'acuto 


* 


Effe m pio  terzo  nel graue . 

Effempio  quarto  nel  graue . 

Ciafcuno  debbe  effere  auertito,  che'iftre  del  Contrapunto  di  nota  cantra  nota,  pare,&  è  veramente  alquan- 
to più  diffìcile  di  quello,  che  non  è,  tifare  il  diminuito  ;  &  queflo  procede  ;  perche  non  gli  è  quella  libertà  ,  che 
fi  ritroua  nel  diminuito-.effendo  che  nd primo  è  dibifogno,che  ogni  Nota,ò  Figura  cantabile  habbia  yna  con 
fonanxafolamente,  &  nelfecundofè  neponghino  molte,  mefcolate  con  molte  diffonanze,  fecondo  l'arbitrio, 
£?*  il  buongiudkio  del  Compofitore .  Onde  nel  primo  modo  non  fi  può  cofi  bene,&  a  fio  volere  ordinar  le  par 
ti ,  che  fumo  fenza  folti ,  &  facili  da  cantare  ;  maf imamente  quando  fopra  yno  ifleffo  Soggetto  fi  voleffe 
comporre  molti  Contrapunti,  che  fuffero  in  oo-nì  parte  variati.  Ne  per  Sfilo  alcuno  fi  debbe  attriflare:  concio- 
na che  quantunque  da  quefla  radice  fi  gutti  alquanto  di  amaritudine;  dopo  no  molto  tempo  fi  gode  de  i  frutti, 

•     B         che 


194  Terza 

che  da  effà  nafcono,  che  fono  dolci,  foaui,  &>fiiporofi  :  e/fendo  che  la  Virtù  (come  'affermano  li  San»  )  confi- 
tte intorno  al  diffìcile  ,&  non  intorno  alla  cofa  facile. 

Che  nelli  Contrapunti  fi  debbe  fchiuare  gli  Vnifoni,  più  che  fi  puote , 

&  che  non  li  debbc  molto  di  lungo  frequentare  le 

Ottaue.  Cap.     41. 

T  accioche pofìtamo  comporre  le  nojìre  cantilene,  che  dianograto  piacere,^  diletto  all'v 
dito  ;  Ottanti  ch'io  -vada più  altra,  darò  alquanti  auertimenti  molto  -utili,  per  la  bellezza  , 
e-T*  per  la  leggiadria  del  Contrapunto  ;  il  primo  de  i  quali  farà,  Che'l  Componitore  debba, 
più  chefia  pofiibile,  fchiuarft  di  porre  ne  ifuoi  conti 'apunti gli  Vnifom;  &  non  debbe  yfar 
molto  (pefjo  le  Ottaue  ipercioche  quelli  non  fono  (  come  altroue  ho  detto  )  pofìi  nel  nume- 
ro delle  confonanze  ;  &  quejleper  ima  certa fimiglianza,  che  hanno  con  IVmfono ,  non  fono  cefi  -vaghe  al- 
l'udito, come  fono  le  altre .  Et  ciò  non  farà  fuori  dipropojìto  ipercioche  [e  gli  antichi  hanno  col  me%o  della 
Mufica  moderato,  &'  regolato  nonfolo  le  ^Arti  ;  ma  anco  molte  Scienze  ,fi  intorno  allt  Suoni ,  come  etianr 
dio  intorno  atti  Numeri,  &  l<  Proportiom  ;  come  fi  può  confiderare  della  Grammatica ,  <&  della  Rhetori- 
ca  sfimilmente  della  Poe  fa,  &■  di  molte  altre fmili  ;  che  ciò  che  hanno  di  buono,  &  di  bello ,  l'hanno  (  dirò 
cofi)  per  la  Mufica  ;  effendo  ella  -veramente  quella  (  come  dimofìra  Sgottino  )  dalla  quale  tutte  quejle  cofe 
s'imparano  ;  non  farà  cofa  difconueneuole ,  che  ellafia  ordinata ,  come  fono  le  altre  <Arti ,  &  le  altre  Scien[- 
%e .  kAiizi  farebbe  cofa  (  al  miogiuditto)  molto  biafmeuole,  che  ellafuffe  difordmata,  <&>fen%a  alcuna  rego 
la  in  quelle  cofe,  per  le  quali  le  altre  Sciente ,  &  le  altre  ^frti  fono  fiate  ordinate,  &  ben  regolate .  La  onde 
fe'l  Grammatico,  il  Rhetore,  &  il  Poeta  hanno  dalla  Mufica  queiìa  cogitinone,  che  la  continouatione  di  vn 
fuono,  cioè  il  replicare  molte  yolte  yna  Sillaba  ,ouna  littera  islefja  in  ima  claufula  di  yna  Oratione , genera 
yn  non  io  che  di  tnjìo  da  ydire,  che  li  Greci  chiamano  uà™?*™,  cioè  Catiùo parlare ,  o  C attua  confonanxa> 
come  fi  ode  m  quel  yerfo ,      Ofortunatam  natam  me  confule  Romam  ;     per  il  raddoppiamento  della  ftlìa- 
ba  Natam,  &  per  la  terminatone  delyerfo  nella  fillaba  Mam ,  che  porgono  all'ydito  poco  piacere  ;  <&  nel 
principio  di  quella  Eptflola,chefcriue  Cicerone  a  Lentulo  Proconfule;Ego  omni  officio;che  in  tre  parole  fi  leg- 
ge quattro  yolte  la  litera  O ,  &  in  altri  luoghi  qua  fi  infiniti,  onde  fi  ode  alcuna  cofa  di  tnfìo ,  che  le  orecchie 
purgate  non  poffono  ydire  ;  Sarebbe  yerameute  li  Mufico  degno  di  riprenfone,  quando  comportale  ynfimi 
le  difetrdine  nellifuoi  componimenti  :  conciofachefe  tutti  cofloro  di  commun parere  hanno  con  leppi  yniuerfa 
li  comlufo,che  non  è  lecito,  ne  in  Profa,ne  in  Verfo  (fatuo  fé  nofuffepoflo  cotal  cofa  arttficwfamente,per  mo- 
Jlrar  qualche  effettd]porre  quefli  modi  frani  di  parlare;  maggiormete  il  Mufico  debbe  bandire  dalle  fue  com 
poftioni  ogni  trifìo  fuono,  &  qualunq;  altra  cofa,che  poffa  offendere  lydito .  Debbe  adunq;  il  Mufico  auerti 
re, di  non  commettere  firn  ili  cofe  nelle  fue  cantilene  :  ma  debbe  regolare  in  tal  maniera  lifuoi  cocenti,che  in  lo 
rof  odi  ogni  cofa  di  buono.  Et  yeramete  allora  il  Cotrapunto  non  farebbe  cofi  ben  purgato, quando  fi  ydiffe  in 
luifmili  difordim  molto  fpeffo, et  fenza  alcun  propofto.il  che  auerebbe  allora,  quadofacefje  vdire  molti  Vni 
foni,  0  molte  Ottaue  l'yna  dopo  l'altra,  chefuffero  tramezzate  folamete  da  yn  altra  cÒfonanxa;mafiimamete 
quadofufferopoile  fibra  yna  chorda  tfleffa  ;  ancora  che  procedefjeno  le  parti  con  mouimetifiep  arati  ;  Le  qua 
li  confinanze,  quando  fufjero  collocate  in  cotal  maniera ,  dal  fottopofìo  effempio  fi  potrà  conofcere  quanto  fa- 
rebbeno grate  a  ciafcuno  di  fa.no giudttio . 


É^=?5?^S5S5SS?===S?5i55È~ 


Soggetto, 


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Contrapunto . 


35 


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3 


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Parte.  195- 

Jo  non  dico  però  che  non  fi  debbino  adoperare  ;mtt  dico,che  non  fi  debbono  yfare  troppo  fpeffo  :  percìoche  epto- 
do occorrere,  che'lCompofttore  nonpoteffe  accommodare  yna  buona,  &  commoda  modulatane,  cioè  un  bel 
lo,  &  elegante  procedere  ;  con  un  bello, &  leggiadro  cantare, le  debbeper  ogni  modo  Tifare,  tramexate  però 
da  alcune  altre  confonanxe  ;  &  debbe  più prelìo  porre  fempre  la  Ottaua ,  che  l'Vmfono  ;  quando  li  tornerà 
commodo  :  percioche  quejìo  (  come  hauemo  yeduto  )  non  è  per  alcun  modo  Confonaxa-.mafi  bene  la  Ottaua. 

Delli  Contrapunti  diminuiti  a  due  voci,  &  in  qual  modo  fi  pofsino  vfar 
lcDiiTonanze.  Cap.     42. 


ViAN  DO  fi  hauerà  yfato  ogni  diligenza  di  fare  il  Contrapunto  di  nota  contra  nota ,  il 
quale  fommamente  è  neceffario  a  tutti  li  Principianti,  per  far  la  pr  attica  di  cono/cere  il  Si 
to,  &  le  Dtfìanxe  delle  Confonanxe  ;  conofeiuto  di  farlo  bene,  &•  correttamente  ;  allora 
fi  potrà  paffare  al  Contrapunto  diminuito,  ritrouando  primieramente  il  Soggetto,  fecodo 
che  facemmo  nelli  Contrapunti  femplici .  Et  perche  fi  poneuano  in  efit  [blamente  figure  e- 
quali,&  di  yna  ifleffaffecie  ;però  è  da  auertire,che  in  quejìo  vi  Scorreranno  fgure  differenti,  di  modo  che; 
fi  come  il  Semplice  fi  componeua  di  Confonanxe  follmente,  fenxo  efferui  mefcolata  alcuna  Diffonanxa;  cofi 
il  Diminuito  farà  capace  nonfolamente  delle  Confonanxe  ;  ma  anche  delle  Diffonaiixe ,  &  ciò  per  accidente , 
come  yederemo  ;  le  qualìnonfono  daporre  in  efiifenxa  confideratione ,&  fenxa  ordine  ;  ma  penfatamente , 
con  propofito,&  con  ragione  ;  acciò  nonfeguitì  confufione  Jaquale  fé  bene  fi  debbe  fchiuare  in  ogni  cofi,  fi  deb 
he  yietare  fommamente  nella  Mufica .  ^Adunque  fi  debbe  allenire, che  fi  come  ne  i  Contrapunti  fempltci  ma 
Jìrati  difòpra,fi  poneua  ogni  figura  del  Soggetto  corrijbondente  ad  y» 'altra  figura  contenuta  nella  parte  del 
contrapunto;cofi  horafopra  qualunq;  figura  di  tal  Sago-etto  farà  lecito  porre  quante, &  quali  figure  tornera- 
iio  alpropofito  ;pur  che  quelle, che  fi  pongono  nella  parte  del  Contrapunto,  fiano  equiualenti  a  quelle, che  fono 
nella  parte  del  Soggetto,  Onde  fopra  ogni  Semibreue  contenuta  nel  Soggetto, potremo  porre  due  Minime,  o- 
Uer  quattro  Semimiuime,&  cofi  yna  Mimma  &  due  Semimtnime,et  altre  fintili,  come  tornerà  meglio  ;  co 
queflo  ordine  però, che  ponendo  due  Minime  nella  parte  del  Con  trapunto  fopra  yna  Semibreue  della  parte  del 
Soggetto,ciafcuna  di  lorofiano  con  fona  nti  :  percioche  quefle  due  parti  della  Semibreue  fono  confiderategran 
demente  dalfenfo;  per  rifletto  della  Battutala  quale  fi  confiderà  in  due  modi,  cioè  nel  battere, &  nelleuare; 
come  altroue  yederemo  ;  delle  qual  parti,  alla  prima  fi  da  yna  minima,  &  l'altra  alla  feconda  ;  le  quali  fono 
tquali  alla  Semibreue  pojla  nel  Soggetto .  Quando  poi  fi  yorràporre  nel  Contrapunto  quattro  Semimimme 
equiualenti  a  tal  Semibreue, allora  fi  offeruerà,che  quelle  Semiminime,  che  cafeano  fopra' l  battere,  et  fopra  il 
leuare  della  Battuta,  fiano  accompagnate  con  la  confonanxa .  Per  il  che  farà  dtbi fogno, che  la  Prima ,  &  la 
Terxafèmiminima  fi  ponghtno  conjonanti  ;  le  altre  poi  (  fi  come  è  la  Seconda,^-  la  Quartayio  è  neceffano, 
chefiano  in  tal  numero;ancorache  quando  occorreffe , che  fi  pone  fero  confonanti,  farebbe  meglw.Et  tutto  qne 
ilo  ch'io  ho  detto,  fi  debbe  intendere, quando  la  parte  del  Contrapunto  procede  per  Mouimenti  congiuntv.per- 
cioche  procedendo  per  Mouimenti  feparati,  è  necefjario,che  quelle  figure,  che  contemono  tali  mouimenti  fu- 
rio confinati  con  la  parte  del  Soggetto.  Ma  perche  alle  yolte,perpiu  leggiadria, fi  fuol  porre  la  Minima  lega 
ta,cioe  la  Minima  accompagnata  con  yn  punto;  però  è  da  auertire,  di  porre  il  Punto  chefia  con  fonante  :  per- 
cioche fe'l  fi  poneffe  altramente, ciafeuno potrebbe  dafefìeffo  conofeere, quanto  fuffe grato  da  vdire.Et  benché 
la  Minima  legata  in  cotal  modo  fi  poffa  porre  in  due  modi  ne  i  Contrapunti  ;  prima  nel  battere,  cioè  nel  prin- 
cipio della  Battuta;  dipoi  nel  leuare  ;però  ti  primo  modo  fi  debbe  porre  folamente  nel  principio  de  1  Contra- 
punti ,  &  non  nel  mexo  ;  &  quejìo  dico  nelli  Contrapunti  di  due  yoci  :  ma  il  fecondo  modo  fi  può  porre  non 
folo  nel  principio ,  ma  etiandio  nel  mexo  ;  come  nello  effempiofi  yede.  Potrà  anco  alle  yolte  il  Contrapun- 
tijla porre  fcambieuolmente  due  minime ,  delle  quali  l'ynafia  confinante ,  &  l'altra  diffonante  ;  pur  che  la 
confonante  cafehi  nel  battere, &  la  diffonante  nel  leuar  la  battuta  :  ma  debbeno  procedere  yerfo  il  grane ,  0- 
uero  yerfo  l'acuto  per  molti  gradi  continouati  fenxa  alcun  mouimentofep arato .  Et  quando  yn  firmi  proce- 
dere incominciafje  nel  principio  del  contrapunto ,  allora  potrà  auanti  ogn  altra  cofa  yfare  la  Semibreue  col 
punto  ;  pur  che  torni  bene  ;  ma  non  già  nel  mexo  del  Contrapunto  :  conctofia  che  anco  non  fi  yfa  in  fimil  luo 
go  la  Semibreue  femplice,  ne  la  Mimma  puntata  ,fe  nonfincopata  ;  anxi  (fuori  di  tal  cafo  )  ogni  figura  del 
Soggetto, che  fia  Canto  fermo ,  debbe  hauere  almeno  fopra  di  fé  due  confonanxe J. 'yna  nel  battere, &  l'altra 

B      1  nel 


196 


Terza 


33.  ±±^±^±^^^^^^s:M 


S^Stó^tSar^^H^^ 


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So  GG  E  T  T    O. 


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ZVmwo  effempio  nell'acuto . 


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zfimffiilf  m  f  J:  ffiffcf 


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Secondo  effempio  nel  ordite . 

nel  laure  della  Battuta,  nel  Contrapunto  diminuito  :  percioche pofle  in  tal  maniera  hanno  molta  pratili;  co- 
me la  ejperienxa  ce  In  manifefla  .  Ma  quando  il  S 'og  getto  fu fje  diminuito,  cioè  Dna  parte  di  Canto  figurato  > 
allora  le  figure  del  Contrapunto  fi  poffono  fare  eqitalt  alle  [uè  figure  ;  pur  che  proceduto  in  tal  modo  infume  , 
che  fé  bene  è  diminuito,  il  Contrapunto  habbia  nife  qualche  kg  giadna  ;  e£*  tal  Tolta  procedi  con  f  aure  di  al- 
quanto più  -valore,  che  quelle, che  fono  contenute  nel  Soggetto  :  percioche  fa  dibifogno,  chef  oda  almeno  vna 
parte ,che faccia  moumiento,  fi  nel  battere,  come  anco  nel  Iettar  la  Battuta  .  Quando  adunque  tra  molte  Mi- 
nime fé  ne  rttrouaffe  akuna,che  non  procedeffe  per  mouimetc  congiunto  ;  non  farà  mai  lecito,  che  ellafia  dif 
fonante  ;M%i  lima  ,&  l'altra  di  due  figure ,  che  faranno  tal.moiumento  ,fi  debbeno  porre  confonanti: 
Conciofla  che  [e  bene  la  Diffonanza  èpoila  nella  feconda  minima,  nel  movimento  cong:unto;tal  movimento, 
&  quel  poco  di  yelocità,  che  fi  ritratta  nel  proferir  fmili  figure ,  non  biffano  i>dire  cofa  alcuna ,  che  dijbiac- 
cia.  Ma  non  è  ria  cefi  nelli  Movimenti  feparati  :  percioche  per  tal  feparattone  la  Diffonanza  fi  fa  tanto  mam 
fejla ,  che  apena  fi  pub  tolerare  ;  come  è  mamfeflo  a  tutti  coloro,  che  hanno  giuditio  di  tal  cofa . 


3V 


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4-- 


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SOCGETTO. 


^È?±?È?I?=?É5=z?=?=r:S 


aOTjEBSB 


Primo  effempio  nell'acuto . 


lllgilggligsgiiiiill 


Secondo  effempio  nel  grane . 


ifiiiliSiiiiiiiSlii 


Parte 


'97 

Si  potrà  nondimeno  porre  fa  Prima  parte  dellabattuta,chefia  difindnte  ;  quando  [ara  la  feconda  minima  di 
•Vita  Semibreue  fincopata  del  Contrapunto;percioche  la  prima  parte  di  tal fgurafarà  pofta  fenxa  dubbio  nel 
leuar  la  battuta,&  lafecoda  nel  battere;^  tal  Diffanaivxa fi potrà  /apportare:  perciocìte  nel  cantare  la  Se- 
mibreue  fincopata ,fi  tien  falda  la  yoce,&fi  ode  quafi  ynajojpenftone,  o  taciturnità ,  chef  trotta  nel  mezo 
della  percuf  ione, dalla  quale  nafcono  ifaom,&  per  effafi  difcerneno  /'  vn  dall'altro ,  &  con  fife  nel  tempo; 
onde  l'adito  quafi  non  la pnte:per cloche  da  lei  non  è  moffo,di  maniera,  che  la  poffa  comprendere  ptenamen-* 
tetper  non  effer  da  lei  percoffo,&  per  la  debolezza  del  mouimento,  che  fi  fiorire  in  effa  :  perche  manca  della 
percuf  ione , che  lo  muoue:  laonde  la  Voce  allora  nel  perfeuerare  della  Sincopa  perde  quella  yiuacità ,  che  ha- 
uea  nella  prima  percufi 'ione  ;di  modo  che  fatta  debole ,  et  effendo  percoffa  fopra  la  feconda  parte  della  fncopas 
nellaquale  è  nafofla  la  Difv;ianza,di  yn  mouimento  più  gagliardo  di  un'altra  yoce forte ,  che  fi  muoue  da 
yn  luogo  all' altro  con  più  gagliardo  mouimento.,  tal  Dijjonanxa  a  pena  fode;e fendo  anco,  che  preftamente 
fé  nepxffa.  Ut  fé  pure  il  Senfo  è  da  qualche  parte  offefo;è  dipoi  ragguagliato  per  tal  maniera  dalla  Confonan- 
7g,che  fuccede  fenxa  alcun  mezo;che  non  folamente  tal  Diffoiianxa  non  li  dijjiiace  ;  ma  grandemente  in  lei 
fi  compiace:  perche  con  maggior  dolcezj^f,  &  maggior  foauità  lift  ydire  tal  Confonanza .  Et  quefa  forfè 
ciuiene,  perche  Ogni  contrario  maggiormente  fi  fcopre,&  fi  fa  al  fentimento  piti  noto,  per  la  comparatwne 
delftto  Oppafto  .  Ala  no  fi  debbe  giamai  porre  la  Prima  parte  della  Semibretie,chefa  dirottante;  fa  poi  fin- 
copata,o  non  fincopata;&  fi  debbe  auertire per  ogni  modo  due  cofe;laprima,  che  Dopo  ladtffonanza  fegua 
yna  confonanza  a  lei  più  yicina;la  fecondatici  Mouimento, ilqttale  farà  la  parte  della  [incapa,  debba  Jem- 
pre  difendere,  &>  effer  congittuto:&  non  afcendere .  Onde  potrà  effere  ytile  qttefìa  Regala,  che  Quando  la 
Dtffonanxaftrà  pojla  nella  feconda  parte  della  Scmibreuefncopata,  laqualefarà  yna  Seconda;  allora  dopo 
lei  accommodaremo  ottimamente  la  Terza, che  le  è  più  yicina.  Cofi  ancora  quando  in  effa  Sincopa  farà  pò- 
Jla  la  Quarta,  fi  farà  il  medefimo .  kA  Ila  Settima  poi  fé  le  accompagnerà  la  Seda  ipercioche  le  è  più  vici- 
na .  Similmente  fi  potrebbe  dire  delle  Replicate  ;fi  come  dtlla  Nona,  alla  quale  fi  accompagna  Lì  Decima; 
£S7"  della  Vndecima.dietro  laquale  ftmilmente  fi  debbe  porre  la  Decima;comefipttò  yedere . 


■y- 


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n^~^^±~~^±^-^^±±—±±^^^^^^^-w- : = 


SOCCETTO 


IPlilèfliiiiiiiilililil 


Primo  effempio  nell'acuto. 


iiSiilliliiii^ii 


Èf|ilì^i|iìli|ìlfglgiìji;ii^ii; 


Secondo  effempio  nelgraue. 


:& 


iipliliii^SmplS 


Si  potrà  anco  alle  yolte(come  coflumano  di  fare  li  buoni  Mufici,  nonfènzafw  grande  commodo  )  dalla  Se- 
condafiucopata  per  yenire  all'Vnifono;&  ciò  quando  le  parti  faranno  ordinate  in  tal  maniera, che  tyna 
faccia  il  mouimento  di  Tuono&  l'altra  di  Semitmno,  chefiano  mommenti  congiunti .  V faremo  etiandio 

k  Ift  Quarta 


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Terza 


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A*  Quarta  fncopata,  dopo  laquale  feo-ua  fen- 
SJd  <«/cw/  wf^o  /.t  Semidiapane,  &  dopo 
queéla  immediatamente  fucceda  la  Terzg 
maggiore:  Percwche la  Sem/diapente  è  po- 
jìa  in  tal  maniera, che  fa  buono  effetto  :  emen- 
da che  tra  le  parti  non  fi  ode  alcuna  trifta  re- 
latìone.Ma  non  è  cefi  (apportarle  la  Quinta, 
quando  cafea  il  Tritono  per •relatìone ;  fecondo 
il  modo  mojlrato  di fopra;come  fi  può  vdirenelli  due  fòttopojìieffempi.  Sogliono  ancorali  Prattici  vfare  di 
porre  la  Nona, quando  dopo  efjafi  viene  alla  Ottaua  per  contrari]  Mouimenti,  &<  hma  delie  parti  afeenda 

per  Quarta,  odifeenda per  Quinta  ,<&  l'al- 

M  ■"  ZZZ Z Z~  !  !  ZZ     tra  difeendaper  Mouimento  congiunto;  come 

PZZ^-ZZZZilZ  HZ$-;JbZ^Z3ZI  :  :ZZ     1ui  fi  yede  •  St  debbe  però  offeruare ,  che 

■ -B- quella fgura,laqualfegue  la  Dijfonanza ,  & 

difeende  ,fen%a  effer  tramenata  da  altra  fi  - 
gura;nonfia  legata  ad  vn  altra  Confinane, 
cioè  che  non  faccia  vn  altra  fincopa,  che  fio, 
tutta  conjonante:ma  che  di  due  cofefia  fvna; 
ouero  che  tal  figura  difeenda ,  opure  afeend* 
per  Mouimento  congìunto,o  feparato;o  che  ella  fa  legata,  advn  altra  figurale  fia  ftmirliantemente  difi- 
fonante,  &  che  tra  loro  facciano  yn  altra  Sincopa.  Io  ho  detto  legata  ad  vn  altra  fio-ura  : percioche 


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B— »-*:       ♦ 

&.  «    *_  y  _  ■        _^  3^  ' 

quando  fi  rifolue  laftncopa  di  Semibreue, nella  quale  fia  la  Diffonanza, allora  feguita  la  Minima  ,fen%a  al- 
cuna mex^na  figura;  laquale  dico  allora  effer  legata  quando  dopo  la  Diffonanza  fegue  vn  altra  Semibreue 
fincopata,  ouero  ~vna  Minima  col  punto .  La  onde  dico,  che  al  primo  modo  la  Minima  è  legata  ad  vìi  altra 
Mi>nma;&  al  fecondo  modo  la  Minima  è  legata  alla  Semiminima,  che  è  il  Pttnto.Quelle  adunque,che  nelle 
cantilene  fi  concedeno  fono  le  fottopofle .  Quelle  veramente, che  li  buoni  Compofiton  non  vf ano,  fono  quel- 


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le, che  [esultano  :  imperoche  quando  non  fiofferua  in  loro  la  fopr adata  Regola ,  la  figura ,  che  fegue  U 
Diffonanza, ,,on  fi  bene  il  fio  officio,  &  quello,  ebe  debitamente  a  lei  s'appartiene  .  Onde  la  Diffo- 
nanza  fi  rifolue  con  vn  modo  freddo  (dirò  cofi)  concio fa  che  non  ragguaglia  pienamente  l'Vdito  di 
quello,  che  forfè  per  ottanti  in  qualche,  modo  fu  offefo  dalla  Diffonanza  ;come  nelli  fottopojìt  effempi  fi 
orràvdire.  Et  perche  gli  .Antichi  Prattici  hanno  vfato,&  li  Moderni  ancora,  vfano,dt  porre  alle  vol- 
te confufamtnti  ne  i  loro  Contrapunti  nel  luo^o  della  Confonan%a ,  hora  la  prima ,  &  hora  la  feconda 

Semimimma, 


Parte.  1^9 


ft 


* 


-±=+=J£3=£ 


Semiminima,chefegueno  la  Minimi  bàttuta ,  onero  la  Semibreue  col  punto  ,  o  fetida  il  punto  fincopata, 
quando  il  loro  procedere  Ji fa  per  Mammenti  congiunti  verfo  la  pene  grane  ;  però  accioche  non  fi  veneri  confi, 
pone  nell'animo  delCompofitore,determinaremo  hora,  quale  delle  due  Semimintme,fi  habbia  da  porre ,  che 
fia  confouante.Onde  dico,cheper  ogni  modo  fi  debbe  porre  la  feconda ,  &  non  la  prima  .-percioche  quedo  è 
(lato  yftto  communemente  non  folamente  da  i  buoni, &  dotti  Alufici;  ma  dagli  altri  ancora,  quantunque  la 
prima  cafcìn  [opra  il  leuar  la  battuta;  cioè  nella  feconda  parte  ;  perche  -veramente  yn  fimil  procedere  non  è 
altroché  imafopportabtle  diminuitone  di  due  Minime  di/ìantt  l'ima  dall'altra  per  ima  Terza,  fatta  per  ca- 
gione di  far  cantar  bene  le  parti ,  oper  la  commodità  di  commodar  le  harmome  alle  parole ,  lequali  nafcono 
dalla  pronuntia  delle  figure ,o  note  della  cantilena .  La  onde  pojìe  in  tal  maniera  fono  fopportabili,  &  paf- 1 
fino  bene:percioche  la  tardita\&  dimora  della  prima  figura,o  nota  precedente  ;  et  la  yeloatà  della  Semtmi- 
mma  feguente, della  quale  il  tempo,&  ilfuono,o  la  i>oce  in fiemepaff ano  preflo, fanno, che  la  T)iffinanza,che 
èpofla  (opra  la  detta  Semimimma,  non  e facilmente  comprefa  dallVdtto  ;  &però  dalli  Mufianon  èpotta 
in  alcuna  confideratione  ;  Et  [e  pure  è  compre fa  immediatamente  la  nota  feguente,  che  è  conjonante  3  piena-. 
mente  acconcia  il  tutto.Quando  adunque  dopo  la  Mimma,  o  Semibreue  col  punto ,  o  fenza  il  punto  Semi- 
ranno  due  Semimnume,pofte  l'ima  dopo  l'altra  al  modo  detto  di  [opra ,  porremo  fempre  la  feconda ,  che  fio, 
confonante;ancora  che  Liprimafia  diffonante:  Ala  quando  faranno  più  di  due  potremmo  fare  altramente j 
cioè  potremmo  porre  la  prima  confinante,  &  le  altre  poi,  fi  come  è  fato  detto  difipra  ;  ancora  che  in  alcuni 
caft  la  detta  prima  Semimimma  ,chefipone  diffonante , fi  pofjà  porre  confinante  ;  mafi 'imamente  quando 
dalla  Ottaua  fi  yerrà  alla  Qumta,o  per  il contrario, procedendo  per  contrarq  mouimenti ,  nelli  Contrapunti 
diminuiti, coyne  fi  potrà  yedere.  Tutto  quefìo  ho  detto,  per  leuare  dall'animo  del  Compofitore  la  confusone: 
perche  non  e  il  douere,che  in  quefta  Scienza, laquale  ordma,&  dà  regola  ad  on  'altra  :  cafchi  nella  parte  de  i 
Suoni,cofa  yeruna,chefia  difordtnata;maf imamente  non  efjendo  il  douere,che  l'yna,  &  l'altra  delle  nomi- 
nate Semiminime  fiano  poile  da  ima  parte  de  i  Mufici  in  yno  pajjàggio  ifleffo  ad  vn  modo  ,&  da  vn 'altra 
parte  ad  yn  altro  .  Se  adunque  ne  occorrerà  di f ne  per  ornamento, oper  necefitàfimilipaffacr  n  ;  allenire- 
mo di  porle  fecondati  modo  determinato,^  nella  manierale  fi  veggono  nello  ejfempio  pofto  qui  difitto. 


£*± 


^=±SissSr:±^^£^E +++  +  ^*±-^^— ¥=;: 


SOGGETTO. 


^^iillillliiiiilliil 

Primo  ejjempio  acuto. 


* 


iliìgèiil  =ii|iiiiiiììl? 

Secondo  effempio  grane . 

iìiillliipili 


il  modo 


200 


T 


erza 


Il  modo  che  ha  da  tenere  il  Compofitore  nel  fare  li  Contrapunti 
foprà  vna  Pane,  o  Soggetto  diminuito.  Cap.  45. 

3  CCO  RRE  R^A  oltra  di  quefio,che'l  Contrapuntifìa,dopo  thauerft  esercitato  per  mot 
ti  giorni  nel  fare  il  Contr apunto  f opra  vn  Soggetto  di  canto  fermo;coiiojcendo  di  farlo  fen 


t  alcuno  errore.  Dorrà  pa/fareput  oltra,  &  venire  ad  vn  altra  compo fittone  pur  di  due 
yoci  :  la  onde  per  affuefarfi  alla  muentione,dico,che  non  farà  fuori  di  propoftto,fe  pklierà 
primieramente  per  Soggetto  yna  parte  di  alcuna  cantilena  di  Canto  figurato  ;  &fe  ciò 
non  vorrà  fare  ,la  potrà  comporre  da  fa  fleffa,  fecondo  cheli  tornerà  più  alpropofito.  lkhe  fatto ,  dico, 
che  potrà  dipoi  fecondo  ti  fio  indegno  comporre  yn  altra  parte  nel  grane,  onero ,  fecondo  che  li  verrà  meo-Ito 
fattojìeW  acuto.E  ben  vero,che  yolcndo  comporre  ti  Soggetto  da  fefieffo ,  potrà  aiutato  da  yna  parte  debiti 
fatta  compofitione  comporre  l'altra,di  modo  che  tutto  in  y»  tempo  yerrà  a  comporre  il  Sog  o-etto,  &  a  dar  fi- 
ne alla  Cantilena  :  percioche  (  fi  come  ho  detto  altroue  )  So?  (retto  io  chiamo  quella  parte  3  che  fi  pone 
auanti  le  altre  parti  nella  compofitione;oueramente  quella  parte,  che  il  Compofttorefi  ha  primieramente  ima 
pinato  di  fare .  La  onde  tanto  più  ageuolmete  potrà  coporr  e, quanto  più  vorrà  offeruare  quelle  Regole, lequali 
batterà  offeritalo  nel  fare  li  Contrapuntifopra  il  Canto  fermo .  Bene  è  vero,  che  queflo  modo  di  comporre  è 
più  libero,  &  più  efpedito  :  percioche  fi  può  diminuire  quii  parte  fi  vuole,  fia  graue ,  onero  acuta  ;  laffando 
yna  di  effe  parti  con  le  figure  di  alquanto  maggior  valore  ;  ouero  ponendo  te  figure  tra  tutte  due ,  che  fatano 
Cimili  jo  diuerfe  ivna  cantra  l'altra;  ilche  non  fipotetta  fare  nel  primo  modo .  Potrà  adunque  il  Compofi- 
tore  far  quello,che  li  tornerà  più  commodo;auertendo però,di  accommodar  fempre  in  tal  maniera  le  parti 
della  cantilena, che  cantino  bene,&  habbìanobello,t£r  elegante  procedere ,  con  vii  non  so  che  miflo  di  grani- 
ta .  Et  accioche  fi  vegga  il  modo,  che  fi  ha  da  tenere  nel  comporre  fimilt  Contrapunti,  o  Compofitiom  (  poi 
che  non  fi  può  dar  Regola  particolare  di  ogni  cofa,  per  effere  infiniti  gli  ìndiuidui  )  porrò  due  ejjempi ,  l'vno 
de  1  quali  farà  fondato  fvpra  vn  Soggetto  ritrouato,  che  incomincia  Scimus  hoc  nojìrum  meruiffe  crimen, 
ilquale  è  vna  parte  acuta  di  vna  leggiadra  compofttione  a  due  voci  di  Adriano  ;  L'altro  poi  farà  tutto  com 
poflo  di  fantafia .  Di  maniera  che  vedendo, &  eff aminando  quefìi  due,&  altre  fimdi  compofttioni  ,fi  po- 
trà venire  aHvfo  di  comporre  facilmente ,  &'  bene. 


Scimushoc         nojìrum,  meruiffe     crimen 


nos  fumus 


gllSlfe^liiiilÉiiiiii 


cau 


fu, 


fateamur     ip 


(;  !' 


llliìllipidi^i^?$slifefe 


tea 


mur 


ipfi        chriflefednobis       m'tferando     parce 


"       i>.u-ce     braca  mur. 


parce     pr.tca 


lli?llSilÉgÉliigiÌìÉllii 


Parte  graue. 


Seconda 


Parte,  201 


ì|;iÉìiÌ|||liÌ|Ìfjfefe;Ìi^Lfe 


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iiiiipilllipp 


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Secondo  ejjempio  tutto  difaiitajia . 


lUiSiiSiiliiifeilil 


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Parte  <rrane. 

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202  Terza 

Che  non  è  neceflario ,  che  la  parte  del  Soggetto , 
&  quella  del  Contrapunto  incomin- 
cino infieme,     Cap.  44. 

O  NON  -vorrei giacche  alcuno  credeffe,  che  nella  Mufìca  fujfe  tanta  (  dirò  cofi  )fu~. 
perflitwne,che  ciafcunofuffe  tenuto  per  legge  fatale ,  di  dar  principio  alii  fimi  Contra- 
punti in  vn  [àio  modo  ;  facendo  fempre  che  la  parte  del  Soggetto  incominci  a  cantare 
infieme  con  quella  del  Contrapunto;  &  che  non  fuffe  lecito  di  tifar  le  Paufe  nel  princi- 
pio di  qual  parte  fi  -voglia  :  Conctofia  che  l'vfi  delle  Paufe,  non  [blamente  fu  ritrouato 
per  ornamento  della  cantilena;  ma  etiandio  per  neceftità  ,come  dirò  altroue.  Onde  quando  tornerà  com- 
modo di  porle  nel  principio  di  qual  parte  fi  -voglia  della  cantilenarlo  potrà  fare  ,fenxa  ejjerui  alcuno  er- 
rore ;&  potrà  porre  non  filo  le  Paufe  ài  Breue.,o  di  Semibreue  :  ma  quelle  di  Mimma  ancora.  Et  ciò 
non  farà  fin%a  tvfò  degli  antichi  &  delli  Moderni  compofitori  fi  quali  prefero  tal  licenza ,  vedendo  che 
tal  Cufa  li  tornava  molto  commoda .  Volendo  adunque  dar  principio  alli  Contrapunti  in  cotal  maniera,,  deb- 
hefar  cantare  primieramente  qual  parte  fi  yoglia  delle  due  ,  incominciando  nel  principio  della  Battuta  ;  l'al- 
tra poi  fi  potrà  far  cantare ,  ponendo  nel  principio  auanti  la  prima  Figura  cantabile  la  Paufa  di  Minimale 
fi  chiama  -volgarmente  Sojpiro  ;  dopo  laquale  fi  potrà  porre  qual  Figura  tornerà  com moda ,  pur che 7  fio 
■valore  non  ecceda  il  valor  della  Semibreue  ;  Laqual  Semibreue pofla  dopo  la  Paufa  di  Minima ,  verrà  ne~ 
cefjariamente  ad  effer  fmcopata .  Ma  fi  debbe  fchiuare  di  dar  principio  alla  parte  del  Contrapunto ,  &  a 
quella  del  Soggetto  nel  principio  della  Battuta  per  altre  figure,  che  fiano  di  minor  valore  della  Semimini- 
ina  -.percioche  fi  verrebbe  a  dar  principio  alla  cantilena  per  vn  Mouimento  molto  veloce ,  anzi  velccifiimo. 
Incominciando  poi  dalla  Semimimm  a  Sempre  le  porremo  auanti  la  Paufa  di  Minima.  Et  veramente  i» 
aò,&  in  ogn  altra  coft  douemo  imitar  la  Natura ,  il  cui  procedere  fi  vede  effer  molto  regolato  :  conciofia 
che  fi  noi  haueremo  riguardo  aUi  mouimeti  naturali,ritrmaremo,che  fono  ne  i  loro  pnncipij  alquanto  più  tar 
di,di  quello,che  non  fino  nel  me%o,&  nel  fine;  come  fi  può  vedere  da  vna  Pietra  ,che  fa  laffata  cadere 
dall' alto  al  baffo,  della  quale  il  Motumentoèpiù  veloce  ,fen%a  dubbio ,  nel  fine  ;  che  non  è  nel  principio . 
Imitar  emo  adunque  la  N atura, &  procederemo  in  tal  manierajche  li  Mouimenti  ,che  faranno  le  parti  del- 
ti Contrapunti  nonfiano  molto  veloci  nelprmcipio;ilche  ofjeruaremo  etiandio  nelmexp,  &  nel  fine  di  ciaf 
cunaparte,  quando  dopo  le  Paufe  incomincieranno  a  cantare ,  &  il  loro  principio  farà  per  vna  figura  di 
qualche  valore;  fi  come  vna  Semibreue  ,ouero  altra  maggiore.  Et  volendo  procedere  per  Mouimenti  al- 
quanto più  ftloci, faremo,  che  dopo  quella  ne  figuiti  vn  altra,  che  le  fa  più  vicina,  &  di  minor  valuta; 
come  farebbe  la  Mimma ,  &  dopo  lei  la  Semiminima .  Io  non  dico  già ,  che  dopo  la  Minima  non  fi  pop 
fa  porre  due,  optu  figure  fimiti  l'vna  dopo  l'altra  :  percioche  dopo  vna  Semimimma  fé  ne  può  porre  vn  al- 
tra, &  più  anche  ,&•  cofi  dopo  la  Minima  ;  ma  dico ,  che  volendo  procedere  da  vna  figura  maggiore  ad 
vna  minore ,  il  douere  vuole , che  la  figura  feguente  fia  la  più  vicina  alla  precedente.  Ne  voglio  anco, 
che  alcuno  veda ,  eh' io  ponghi  tal  Regola  per  fi  fatto  modo  nectfjana ,  che  non  fi  poffa  fare  altramen- 
te :  conciofia  che  queflo ,  ch'io  ho  modrato ,  è  fiato  per  dare  vn  poco  di  lume ,  &  di  giuditio  al  Compofi- 
tore .  Et  perche  ho  detto  di  fopra ,  che  fi  debbe  procedere  da  vna  figura  cantabile  all'altra  con  la  fua  più 
vicina  ;  pero  è  da  auemre ,  che  alcuni  Mufici  effecitati  intorno  vn  certo  loro  genere  detto  Quantitatmo^ 
pongono  le  figure  cantabili  in  quattro  differcxe  ;  percioche  alcune  nominano  Parte  propinque  di  alcun  altra 
Figura,akune  Partiremote, alcune  Parti  più  remote,et  alcune  altre  Parti  remotifìtme.  La  onde  dtcono,chc 
alla  Figura  è  la  parte  propinqua  di  vn  altra,  che  nell'ordine  poflo  di  fopra  nel  cap.  z.lafeguefenxa  alcun  mt- 
xg.Perofipuò  dir  e, che  la  Breuefia  parte  propinqua  della  Lunga;et  la  Semibreue  della  Breue,  et  la  Minima 
della  Semibreue, et  cofi  delle  altre, che  figueno;  ancora  che  in  tal  cofiderationeno  pafj 'afferò  oltra  la  Mimma; 
per  effere  vltimafigura  tra  quelle,  che  patifcono  alteratione;come forfè  mofìrerò  altroue.Ma  quado  lafjattano 
vna  figura  di  mezo,&  pigliauano  la  feguente,  chiamauano  tal  figura  Parte  remota  della  prima.  La  onde  fi 
può  dir  con  verità ,  eh  la  Semibreue  è  Parte  remota  della  Lunga,&  la  Mimma  parte  remota  della  Bre- 
ue ,  &■  cofi  le  altre  per  ordmr.  Quando  poi  laffauano  le  due  melane  ;  quella ,  che  era  feguente  alle  due 

{affitte, 


Parte.  20  j 

laffate  ,  chiamauano  Parte  più  remota  detta  pi-ima  ;fi  comepotemo  dire  detta  Minima ,  rifpetto  alla  Lun- 
ga ,&  delle  altre  ancora  .   Ma  quando  ne  laffauano  tre ,  la  feguente  dimandauano  Parte  remotijìima  ;fi 
come  la  Mimma  rifletto  atta  Mafiima .   Tornando  bora  al  noftro  primo  propofito  dico  ;  che  è  conce  fio  a 
a  ciafcuiio  di  porre  due  Semimtmme,&>  più  ancora  dopo  il  Seffiro  ;  fi  come  fi  poffono  porre  dopo  la  Mi- 
nima ;  percioche  quefla  è  di  valore  equale  al  Sofpiro  ,&  aafeuna  di  effe  è  la  jua  parte  propinqua  ;  quan- 
tunque tal  Soffrirò,  0  Paufa  non  fi  canti  .  Ma  non  fi  accommoderà  cofi  bene  dopo  la  Paufa  di  Se- 
mtbreue  ,o  dopo  vn  altra  maggiore  tali  Semimìnime  :  e/fendo  che  ette  fono  Parti  remote  :  ne  tornerà 
etiandio  bene  il  porre  dopo  ti  Sojfìro  molte  chrome .  il  porre  due  Semimìnime  dopo  la  Semibreue  col 
Punto ,  auer  dopo  la  Semibreue  '/incapata  farà  lecito  :  percioche  quella  parte  ,fopra  laquale  cafea  la  Bat- 
tuta,  che  è  [opra  il  Punto  ;  onero  [oprala  feconda  parte  detta  Sincopa,  fi  confiderà  come  feparata  dall' al- 
tra per  la  Battuta  ;  cioè  fi  piglia  per  ima  Minima  feparata ,  [opra  laquale  cafehi  la  detta  Battuta .  Non  è 
pero  lodeuole  (  quantunque  pochi  fé  ne  guardino  )  ;/  porre  le  figure  con  tale  ordine ,  che  dopo  la  Semi-' 
breut  p  che  fia  battuta  fenza  il  punto ,  ne  fegua  due ,  o  più  Semimìnime  :  percioche  fono  Parti  remote, 
&  non  propinque  detta  Semibreue  ;  lequalt  pojìe  in  tal  maniera,  quanto  fiano  orate,  &  commode  atti 
Cantori ,  ciafeuno  da  fé  lo  potrà  comprendere ,  quando  ydirà procedere  da  vna  figura  cantabile  ad  vn'aU 
ira,con  ima  fiotta  mutatione  di  tempo  tardo  al  yeloce  fenza  alcun  altra  mezana  diffofitione.  I 


Che  le  Modulationi  debbeno  efTer  ben  regolate, 
&  quel  che  debbe  ofTeruare  il  Can- 
tore nel  cantare .    Cap.  4^. 

CREBBE  cofa  troppo  difficile,  s'io  yoleffe  ragionare  di  ocnn  mìnima  cofa ,  che  pub 
occorrere  nel  comporre;  &  non  poco  failidio  apportarebbe  a  1  Lettori .  Onde  laffando 
da  yn  canto  quelle  co  fé ,  che  non  fono  cofi  neceffarte ,  yerrò  a  quelle ,  che  fono  di  qual- 
che importanza  ;  delle  quali  alcune  al  Compofitore  appartengono,  &  alcune  al  Canto- 
re .   (Quelle  che  appartengono  al  Compofitore  fono  quette  :  Primieramente  debbe  com- 


porre le  Jue  cantilene ,  fecondo  le  Redole  date  di  fòpra ,  non  fi  partendo  dalli  Precetti ,  1  quali  più  0/-1 
trafili  per  dimoflrare .  Dipoi  debbe  porre  ogni  fio  fiudio ,  che'l  Contrapunto ,  cioè  le  parti  detta  fia  cantilena.. 
fiano  ordinate ,  &  regolate  in  tal  maniera ,  che  fipojlmo  cantare  ageuolmente ,  &  che  filano  fenza  alcuna 
diffidata  :  percioche  fé  l'Harmonia  nafce(come  yedemmo  netta  Seconda  parte  )  dal  cantare,  che  fanno  in-  ■■ 
fieme  le  parti  detta  cantilena  ,  fenza  offefa  alcuna  dell'ydtto  ;  non  potrà  ellagìamat  nafeere  da  cofe ,  che  fia- 
no tra  loro  fenza  alcuna  proporttone .  Sarà  adunque  auertitodtftre ,  che  le  partì  fip'bfino  cantar  bene ,  ci?* 
che  procedtno  per  yen ,  &  legìttimi  ìnterualli ,  contenuti  tra  1  Numeri  harmomct  ;  confonanti,  0  diffonan- 
ti ,  che  fiano .  Confinanti  dico ,  come  di  Ottaua ,  di  Quinta ,  di  Quarta ,  di  Terza ,  &  di  altri  fintili  ;  fi  co- 
me fono  quelli  di  Decima  ancora ,  che  farà fatto  fenza  errore  alcuno ,  poi  che  il  maeflro  de  1  Mufici  antichi 
lofiquino,  non  pure  ha  yfato  yn  tale  interuallo  ;  ma  etiandio  usò  quello  di  Duodecima  ;  come  fi  può  vedere. 
nel  Moneto ,  che  fi  canta  a  cinque  yocì,Inutolata,  integra,  &  cafìa  es  Marta .  Dtffonanti  etiandio  ;  come, 
fimo  quelli  del  Semituono  maggiore ,  &  quelli  del  Tuono ,  che  fono  le  differenze ,  per  le  quali  l'yna  confo- 
nanxafitpera  l'altra  :fi  come  ho  moflrato  nel  cap.  3  9.  detta  Seconda  parte .  E  ben  vero ,  che  atte  volte  fi 
pone  quello  di  Settima ,  &  di  Nona  ;  ancora  che  di  raro  ,fi  come  hanno  vfiato ,  &  vfano  anco  alcuni  buoni 
Compofitori.  Ma  quelli  del  Tritono,  detta  Semidiapente  ,&  altri  filmili  non  fi  debbeno  vfiare  ;  fi  come 
hanno  vfato  alcuni  Moderni , volendo,  ciò  attribuire  al  procedere  dette  modulationi  Chromatiche  :  con-, 
cìofia  che  veramente  quedi  interuatti  non  hanno  le  forme  loro  contenute  tra  i  Numeri  harmomct  ; 
Za  onde  non  è  pofitbile ,  che  pofitno  fare  nette  modulationi  alcun  buono  effetto  ;  anzi  poffono  ojfen  - 
aere  grandemente  il  [entimema  ;  come  la  efperienza  ce  lo  dtmoflra.  Et  fi  la  Mufica  (  come  la  defi- 
mfee  ^fgofìino)  è  Scienza  di  ben  cantare,  0  ben  modulare  ,&  ad  altro  non  attende ,  che  a  quefìo  ;  in  qual 
maniera  fi  potrà  porre  quella  cantilena  nel  numero  di  quelle, che  offeruano,&  tendalo  a  quejlofine,  laquale 
;..  ;  C      2  batterà 


204  Terza 

hauerà  le  file  modulationi  piene  di  fi m ili  error i,  &farà  in  tal  modo  difirdinata,  che  a  pena fi  potrà fiopportar 
di  veder!a,non  che  di  c.tnt.xrU  ?  ^A  qutflo  anco  fi  ricerca  quello ,  che  nel  cap.  3  7  .fi  è  detto  ;  cioè  che  le  parti 
proctdmo,più  chefiapofiibde,per  mommenti  con<nunti;perciOche  fono  più  naturali  ,dt  quelli,  che  fono  fiepara- 
ti.Cercarà  adunque  il  Compufitore  di  fare, che  le  parti  della  fua  cantilena  fi  pojìmo  cantar  bene:,  &  aveuol- 
mente;&  che  procedalo  con  b  db, leggiadri, &  eleganti  Mommenti  ;  acaochegli  auditori  prendino  diletto  di 
talmvdulationi,&  nonfiano  da  -veruna  parte  offe  fi .  Quelle  cofe,  che  appartengono  al  Cantore  fono  quejle  ; 
Primieramente  dee  con  ogni  diligenza  prouedtre  nel  fùo  cantare,  di  proferire  la  modulatione  in  quel  modo, 
che  è  fiata  compofia  dalCo>apofitore;&  non  fare  come  fanno  alcuni  poco  aueduti,i  quali  per  farfi  tenere  piti 
valenti  ,&  più  fatti  de  gli  altri,  fanno  alle  volte  difuo  capo,  alcune  diminutioni  tanto  faluatiche  (  diro  coft  ) 
&  tanto  fuori  di  o<rmprcpofito,che  non  filo  fanno  faflidio  a  chi  loro  afioka;ma  commetteno  etiandio  nel  can 
tare  mille  errori  ;  conciofia  che  alle  -volte  -vengono  a  fare  infieme  con  molte  Difiordanze  due,  opiù  V  infoili, 
0  due  Qttauefiuer amente  due  Quinte,  &  altre  cofefimili ,  che  nelle  compofitwm  fienzo  alcun  dubbio  non  fi 
fopportano .  Sono  poi  alcunì,che  nel  loro  cantare  fanno  alle  volte  vna  voce  più  acuta,  0  più  naue  di  quello, 
che  è  il  douere,cofia  che  nonhebbe  mai  in  mente  il  Compofitore  ,fi  come  in  luopo  del  Semituono  cantano  il 
Tuono ,  0  per  il  contrario ,  eJT*  oltre  fimili  cofe  ;  la  onde  ne  fegue  dipoi  errori  infiniti ,  altra  toffefo  del  fenfo . 
Debbeno  adunque  li  Cantori  auertire,  di  cantar  correttamete  quelle  cofe, che  fino  ferme  fecondo  la  mente  del 
Compofitore limonando  bene  le  voci,&  ponedole  a  i  loro  luoghi;  cercando  di  accommodarle  alla  confonan%a, 
CSt"  cantare  fecondo  la  natura  delle  parole  contenute  nella  compofitione  in  tal  maniera ,  che  quando  le  parole 
contenzono  materie  alleare, debbeno  cantare  alienamente^  con  jrao-li ardi  mouimenti;&  quando  contea- 
gono  materie  mefie ,  mutar propofito .  Ma  fipra  il  tutto  (  accioche  le  parole  della  cantilena  filano  intefie  ) 
debbono  guardar  fi  da  vna  errore ,  che  fi  ritroua  apprejfo  molti ,  cioè  di  non  mutar  le  Lettere  vocali  delle  pa- 
role,come  farebbe  dire,  proferire  kA  in  luogo  di  E,  ne  I  in  luogo  di  O,  onero  V  in  luogo  di  vna 
delle  nominate  ;  Ma  debbono  proferirle  fecondo  la  loro  vera  pronuntia  .It  è  veramente  cofa  vergomofa,  &■ 
deoTia  di  mille  reprenfionij'vdir  cantare  alle  volte  alcuntgojfi,  tanto  nelh  chort ,  &  nelle  Capelle  publicht, 
quanto  nelle  Camere  pnuate,i&  proferir  le  parole  corrotte, quando  douerebbem  proferirle  chare,  efpedite,  et 
fenza  alcuno  errore  :  La  onde  dico,chefie  (  per  cagione  di  effempio  )  vdimo,  alle  volte  alcuni  Jgndacchiare 
(non  dirò  cantare)  con  voci  molto  fgarbate,&  co  atti, &>  modi  tanto  contrafatti,che  veramente  parino  Si- 
mie,  alcuna  canzone, &  direnarne  farebbe  ^ffpra  cara,efialua<zna  e  eroda  uaHiai  quando  douerebbeno  di- 
re; uffpro  core, e  fieluag  ?io,e  cruda  voglia  :  chi  non  riderebbe  fanzi  { per  dir  meglio  )  chi  non  andrebbe  iti 
colera;vdendo  vna  cofa  tanto  contrafatta,  tanto  brutta,  ej7"  tanto  horrida  ?  Non  debbe  adunque  ti  Cantore 
nel  cantare  mandar  fuori  la  voce  con  impeto,  et  con  furore  a  gufa  di  Beflta  ;  ma  debbe  cantare  con  voce  mo- 
derata ,  &  proportionarla  con  quelle  de  gli  altri  cantori ,  di  maniera  che  non  fiuperi ,  &  non  lafii 
vdire  le  voci  degli  altri  ;  La  onde  più  prefilo  fi  odeJlrepito,che  harmonia  :  conàofia  che  l'Harmonia  no  nafee 
da  altro, che  dalla  temperatura  di  molte  cofe  pofle  infieme  in  tal  maniera, che  l'vna  nonfiuperi  l'altra .  Ha- 
ueranno  etiandio  li  Cantori  quello  av.ertimento,cht  ad  altro  modo  fi  canta  nelle  Chiefie ,  &  nelle  Capelle  pu- 
bliche,&  ad  altro  modo  nelle  priuate  Camere  :  Imperoche  iui  fi  canta  a  piena  voce;  non  però  fi  non  nel  mo- 
do detto  di  fipra  ;  &  nelle  Camere  fi  canta  con  voce  piufommeffia ,  &foaue ,  fenza  fare  alcun  flrepito . 
Però  quando  canteranno  in  cotali  luofhi, procederanno  congtuditio,  accio  nonfianopoi  {facendo  altramete  ) 
degnamente  biafimati.  Debbeno  oltra  di  quefilo  offieruare ,  di  non  cantare  con  mommenti  del  corpo ,  ne  con 
atti,ogejìi  tali,che  induchino  al  rifa  chi  loro  uedeno,  &  afcoltano  ;  come  fanno  alcuni, i  quali  per  fi  fatta  ma- 
niera fi  muoiano,  il  che  fanno  etiandio  alcuni  Sonatori, che  pare  veramente ,  che  ballino .  Ma  laffando  hor- 
mai  cotefla  cofa  da  vn  canto ,  dico ,  che  fe'l  Compofttore ,  &  li  Cantori  wfieme  offeriranno  quelle  cofe, 
che  appartengono  al  loro  officio,  non  è  dubbio ,  che  ogni  cantilena far -à  dilettemle ,  dolce  ,fiottue  f  &  piena  di 
buona  harmoma ,  &  apporterà  a  «fi  V ditori  grato ,  0*  dolce  piacere . 


Che 


Parte 


20J 


Che  non  fi  debbe  continouare  molto  di  lungo  nel  graue ,  o  nell'acuto 
nelle  modulationi ,  Cap.     4.  <S. 


T  perche  alle  uolte  amene  j  che'l  continouare ,  (he  fa  una  parte  della  cantilena  alquanto 
nel  grane,  ouer  nell'acuto ,  è  cagione  che'l  Cantore  fi  fianchi  ;  mafiimamente  quando  ha 
la  yoce  grane  $  &  dimora  motto  nell'acuto ,-  ouer  quando  ha  la  uoce  acuta  ,&è  sforza- 
to dijìare  nel  grane  :  tmperoche  uenendo  a  far  debole  la  noce ,  &  a  bacarla,  fi  è  nell'acu- 
to ;  onero  ad  alzarla,  fe'lfi  ritroua  nel  graue;  yiene  a  far  molta  diffonanza  ;  però  io  yor- 
rei  (per  Iettar  cotal  di/comodo,  &  difordtné)  che'l  Contrapuntifla  haueffe  auertenza  a  cotal  Cofa&  che  ac- 
commodaffe  la  cantilena  in  tal  maniera,  che  le  parti  non  cantaffiro  per  lungo  tempo  nel  graue ,  ne  anco  mol- 
to di  lungo Jìeffiro  nell'acuto  :  Ma  tutte  le  uolte  che  afcendeJJero,o  difcendeffero,  non  fufjero pofte  in  cotal  ma 
mera  fenza  prof>ofito,&  non  dimoraffero  molto  di  lungo  in  quejìe  due  efìremità ,  Io  ho  detto  ;  non  fenza  prò 
pofito  :  percioche  li  Compofiton  moderni  hanno  per  cojìume  (  il  che  non  è  da  biafimare  )  che  quando  le  parole 
dinotano  cofe grani,  baffe,  profunde,  difceft,  timore, pianti,  lagrime ,  &  altre  cofeftmili, fanno  continouare 
alquanto  le  lor  modulationi  nelgraue  ;  Ma  quando  figmficano  altezza,  acutezza,  afcefa ,  allegrezza,  rifa, 
&  altre fimili  cofe  ;  lefinno  modulare  nell'acuto .  Bene  è  yero ,  che  no  debbenofar  cannonare  di  lungo  l'har 
monta  in  tali  ejlremi  :  ma  debbenofare,  che  le  modulationi  tocchino  le  chorde grani ,  <&  anco  le  acute,  con  le 
tnezane  delle  parti  della  cantilena,  yartandofempre  le  modulationi ,  Ne  debbe  comportare ,  che  le  eflremttà 
delle  parti  trappafiino  nelgraue,  o  nell'acuto  fiora  de  t  loro  termini,  corca  la  loro  natura,  &  cantra  la  natu- 
ra del  Modo,  /opra  il  quale  è  fondata  la  cantilena  ;  cioè  non  debbe  fare ,  che  il  Soprano  pigli  d  luoo-o  del  Teno  - 
re,  ne  quejlo  il  luogo  del  Soprano  :  ma  fare ,  che  ciafcuna  parte  flia  nelli  fuot  termini  ;  come  yederemo  nella 
Quarta  parte,  quando  parlaremo  intorno  almodo,chefi  ha  da  tenere  nello  accommodar  le  Parti  :  ancoraché 
in  alcuni  cafi  quefìofia  concejjò ,  per  poco  fpacio  di  tempo  :  Percioche  ordinandole ,  che  non  frappammo  t  loro 
termini,  non  potrà  fegutre  fé  non  commodo  grande  al  Cantore,  &  nafcere  buoni,&  perfetti  concenti. 


Che'l  porre  vna  Diffonanza,  ouero  vna  Paufa  di  minima  tra  due  Con- 
ibnanze  perfette  di  vna  ifteiTa  fpecie ,  che  infieme  afeendino , 
o  di/bendino , non  fa ,  che  tali  confonanzeiìano,    ^_ó 
replicale,         Cap.  4.7. 

OG  LIO  NO  alcuni  non  hauereper  inconueniente ,  il  porre  due  Perfette  confinanze 
l'yna  dopo  l'altra  nelle  loro  compofttioni,  di  yna  lileffa  fpecie,  che  infume  afcendtno,a  di- 
fenduto., fenza  ponti  di  mezo  alcun  altra  confinanza  :  percioche  fi  auifano ,  che'l  porre 
tra  loro  yna  Diffonanza,  ouer  amente  yna  Paufa  di  minima, faccia  yariar  le  fpecie ,  & 
che  per  quejlo  non  fi  faccia  cantra  la  Regola  pofla  dtfopra  nel  cap,  z  9.  Ma  in  nero  quanto 
cofloro  s'ingannino,  ciafeuno  lo  potrà  conofeere  con  la  efperienxa  tjìejja,dopo  che  haueranno  ydito  quello, che 
ne  ifittopoflieffempifi  contiene  ;  percioche  conofeeranno ,  che  la  Diffonanza  pofla  tradite  confonanze  per- 
fette, non  fa  yariatione  alcuna  di  concento  ;  ne  anco  lena,  che  tali  confinanze  nonfianopofle  l'yna  dopo  l'al- 
tra fenza  alcun  mezo  ;  effendo  le  Confonanze  confiderate  dalMufico  per  fé ,  &  le  Diffonanze  per  acciden- 
te follmente  ;  come  ho  detto  altroue .  Et  fi  la  Difjonanza,  che  èfuono ,  pofla  tra  le  dette  confinanze,  non  ha 
forza  alcuna  di  fare  alcuna  yariatione  ;  minormente  hauerà  tal  forza  la  Paufa  di  minima,  che  non  raprefen 
tafuono  ;  ma  taciturnità,  &  priuatione .  Non  farà  adunque  lecito  porre  due  Ottaue  l'yna  dopo  l'altra ,  tra- 
mezate filamente  d.dla  Settima,  ouer  dalla  Nona  ;  ne  due  Vmfom  tramezat't  dalla  Seconda .  Et quantùque 
la  Quarta,  &  la  Seflafiano  confinanze,  come  fu  determinato  ;  &  fi  pojfa  dire ,  che  l'yna ,  0  l'altra  pofla 
tra  due  Quinte ,  faccia  alcuna  yariatione  di  concento  ;  nondimeno  non  fi  debbeno  y fare,  fé  non  nelle  compofi- 
tiont  di  pia  w<  :  percioche  nelle  femplici  generano  no  so  che  di  trtilo  ;  come  fi  può  ydire  netti  fottopofli  ejìepi. 

Suzliono 
0 


Sogliono  anco  itile  volte  li  Compoftori  in  una  particeli*  della  compof  none , dopo  la  Ottaua  pofìafopra  unafr 
gwa  di  Semibreite,che  difenda,^-  babbi*  [opralo  fono  di  fé  yna  Mimma,  porre  immediatamente  due  Se,- 
miminimejequali  accendino  per  mommenti  congiunti  ,&  fenx*  altro  mezp  dipoi  la  figura  fernette  afendi, 
&  venghi  alla  Ottaua.  Simigliantemente  fogliano  ,  dopo  vnafvura  di  Semiminima ,  pofìa  in  Ottaua  fo- 
pra  vna  Minima, che  difcendi ,  porre  yn  altra  Semimunma,  laquale  faccia  il  mouimemo  (eparato,  tàs  ve/i- 
gni medefimamente  alla  Ottaua  ;  &  non  folocio fauno  :  ma  etiandio pongono  in  luogo  delle  femiminime  la 
minima  cól  punto  ,  con  due  chrome  feguenti ,  &  altre  cofefmili  ;  come  qui  fi  vede . 


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Et  auegna  che  non  fi  poffa  dire  con  verità ,  chefiano  due  Oltane  pofle  l'vna  dopo  f  altra, fen%d  alcun  mexo- 
percwchef  ritroua  vn  altra  confinane*  pofta  tra  loro ,  che  è  la  Sefìa ,  ouer  la  Decima  ;  nondimeno  non  fi 
debbeno  vfare,  [>er  due  ragioni  :  La  prima  delie  quali  fu  detta  difopra  nel  cap.qz  ;  &  la  feconda  è,  che  per  la 
mutatione  veloce, che  fa  la  Sefìa,o  la  Decima  poiie  tra  loro;ouero  per  il  veloce  mouimeto, chef  anno, quafi  no 
fi  ode  ;  tanto  più,  che  nelle  due  femiminime ,  chefepueno  la  minima,  ouero  la  Semibreuefincopata ,  la  prima 
èpofla  nel  numero  delle  Diffonanxe ,  &  la  feconda  nel  numero  delle  Confinante .  Onde  mai  stormente  tali 
Oltane  fi  odeno ,  &fi  viene  a  fare  contra  quello,  chef  è  determinato  difopra  nel  cap./\  1 .  che  non  fi  doueffe- 
^  ìm  vfare  molto  ffeffo  accommodate  nel  Contrapunto  in  cotal  maniera .  Et  per  dire  il  vero ,  li  pafjavoi ,  che 
t'/f  fanno  le  due  Semiminime  non  fono  altro, che  la  Diminutione  del  mouimemo  congiunto, che  fanno  infeme  due 
SemiWeui .  ^A  conili  anco  fi  a?  giunge ,  che  non  de  vfare  quelpafjaggio ,  che j anno  due  parti  afcendendo ,  o 
difendendo  inferni,  l'vna  per  wommenti  congiunti  di  Quinta,  procedendo  per  quattro  ftmimimme ,  &  l'ai 

tra, 


Parte,  207 

■tra  per  mouimento  fiparato ,  afiendendo per fimibreui  fenxa  alcuna  diminutione  ;  &  le  confinante ,  che  ca 
frano  nel  battere  fino  due  Quinte  ;  come  nello  effempio  fi  vede  :  percwchefi  bene  fino  tramenate  dalla  Ter- 


— 4- 


~  •*-#-*- 


I 


ili 


%a  ,  non  hanno  però  gratta  alcuna .  É  ben  vero ,  che 
quefìipaff aggi  fono  più  fipport  abili  delli primi  :  ma  no 
fono  però  lodatoli  :percioche  nel  cantar  la  parte  dimi- 
nuita, fi  ode  la  Terzo  potta  tra  dm  Quinte  nella  ter- 
za femiminima  ,  la  eguale  è  confinante  ;  &  è  per cofi  a 
velia  feconda  parte  della  Battuta .  Et  tanto  più  fi  pof- 
fino Rapportare,  guanto  che  le  Quinte  tramenate  in  co 
tal  maniera,  non  fino  cofi  facilmente  comprefe  daìl'v- 
dito  :  perche  non  fono femplici,  come  è  la  Ottaua  :  &  li  mouimenti ,  che  fanno  le  parti,  che  contengono  le  Se- 
mibreui,  non  fino  congiunti,  come  fono  quelli  altri,  ch'io  ho  moflrato  difipra .  Ma  perche  alcuni  cantano  fa'- 
ti pafjaggi  per  diminuire  il  mouimento  fiparato  di  Quinta ,  che  fanno  alle  Tolte  te  parti  ;  però  dico, che  fi  deb 
beno fuggire  per  ogni  modo .  Et  fi  pure  ad  alcuni  parejfe  di  tifare  non  filamente  quefli  ,ma  gli  altri  ancora 
mojlrati  di  [opra;  non  debbe  però  y farli  molto  fjìeffi  :  perctoche  quando  non  vifufjero  altre  ragioni ,  Tifino 
almeno  quette  ;  che  fi  uiene  a  far  contro  quella  Regola ,  che  dice,  che  douemo  procedere  da  vna  confinane 
all'altra  per  mouimenti  contrarij  ;  &  contra  quella,  che  ne  auertifc€,che  noi  f adamo  muouere  le  parti  infie- 
me,  quando  afeendeno,  o  difiendeno,  l'una  di  effe  almeno  per  mouimenti  cbgiunti;che  douerebbeno  ritrouarfi 
in  quelle  parti,  che  fi  muoueno  per  mouimenti  feparati ,  (p*  contengono  le  Semibreut  ;  &  nondimeno  non  lo 
fanno  ;  come  fi  può  chiaramente  vedere . 


Della  Battuta . 


Cap,     48, 


^tV  ENDO  io  più  volte  vfato  quefle  voci  Battuta,  Sincopa ,  &*  Paufa,  è  ragioneuór 
le,  auanti  che  fi  vada  più  altra  ,che  vediamo  quello,  chefiano  ;  accioche  non  procediamo 
per  termini  non  conofiiuti ,  i  quali  non  pofjono  veramente  apportare  alcuna  (cienzti  :  La 
onde  douemo  ftpere,  che  li  Mufici  vedendo ,  che  per  la  diuerfttà  de  i  mouimenti,  che  fan- 
no cantando  infieme  le  parti  della  cantilena ,  per  effere  l'vnopiù  veloce,  a  più  tardo  dell'ai 
tro;  ordinarono  vn  certo  Segno,  dal  quale  ciafcun  cantante  fi  haueffe  da  reggere  nel  proferir  la  voce  con  mi- 
fura  di  tempo  veloce,  o  tardo,  fecondo  chef  dimoflra  con  le  figure  dmerfe  cantabili ,  le  quali  fono  pofle  di  fo- 
pra  nel  cap.  1 .  Et  s  marinarono  chefufje  bene,  fi  cot  al  fegnofuffe  fatto  con  la  mano  ;  accioche  ogn'vno  de  i 
cantori  lopoteffe  vedere  ,  &fufje  regolato  nei  fuo  mouimento  alla  gufa  del  Polfo  Immano .  Onde  dipoi  dato 
tale  ordine,  alcuni  chiamarono  cotaljegno  Battuta ,  alcuni  altri  Tempo  finoro  ;  &>  alcuni  altri ,  come  <Ago- 
fiino  dottore  Sontifiimo  nel  cap.  io.  del  Secondo  libro  della  Mufcajo  nomina  con  voce  latina  Plaufi,che  uie 
ne  da  Plaudo,  &  vuol  dire  Battimento  delle  mani.  Et  veramente  parmi,che  penf afferò  bene  :percwche  non 
fo  vedere,  qual  mouimento  poteuamo  ritrouare,  chefufje  fatto  naturalmente, iche  poteffe  dare  a  loro  regola  ; 
&proportione, fuori  che  quejlo:  Perctochefi  noi  confideraremo  le  qualità ,  che  fi  ritrouano  in  l'uno  et  l'altro; 
cioè  nella  Battuta  ;&°nel  Polfo ,  che  da  i  Greci  è  detto  <npvytat ,  ritrouaremo  tra  loro  molte  conuemenze  : 
concioftache ejfindoil Polfo  (come lo defimfie Galeno ,& Paulo Eginetta)vn certo  allargamento  &  ri- 
firengimento  ;  opur  vogliamo  dire  alzamento ,  &  abboffamene  del  cuore ,  &  delle  arterie,  viene  ad  effer 
comporlo  (  come  vuole  ^Aukenna  nel  Secondo  Fen  del  lib.  i .)  di  due  mouimenti,  &  di  due  quiete, delle  qua- 
li cofi  fimilmente  la  Battuta  viene  ad  effer  compofla  ;  &  prima  di  due  mouimenti  ,che  fono  la  Pofitione  £?* 
la  Leuatione,  che  fifa  con  la  mano,  ne  i  quali  fi  troua  lo  allargamento  ,&d  nflrengimento ,  ouero  lo  alza- 
mento, &  abboffamene  nominato ,  che  fino  due  mouimenti  contrarij  ;  <&  dipoi  due  quiete  :  perctoche  (fe- 
condo la  mente  di  frittotele  )  tra  qu-  tti  mouimenti  (  come  etiandio  nel  cap.qz .  difipra  commemorai)  fem 
prefi  ritrouano  ;  mafiimamente perche  è  imponibile ,  chefimilx  mouimenti  fi  pojìmo  continouare  tvno  con 
l'altro .  Et  fi  come  la  Medicina  chiama  il  primo  mouimento  avsohn,  &  il  fecondo  JWowi'  ;  cofi  la  Mufìca  no 
mina  la  Pofitione,  ouero  ti  Battere  %i<n  s,&la  Leuatione  apri  s  ■  Simigliontemente;  fi  come  il  Polfo  fi  ritro- 
sa di  due  maniere,  fecondo  l'autorità  delli  commemorati  principi  della  Medicina ,  cioè  Equale,  &  Inequale  : 
pigliando  però filamente  quella  equalità ,  &  inequalità  ,che  nafee  dalla  velocità  &  tardità , onde  fi  fa  il 

Rithmo, 


20  8  Terza 

JRtthmo,  dal  quale  nafte  malti  movimenti proporticnati ,  contenuti  ne  igeimi  Moltiphce  ;  &  Stferpartico- 
lare,  cifragli  altri  che  fi  [affano,  che  non  fino  contentiti  fitto  cotati  gcntr: i.j  cefi  j:otemo  dire ,  che  la  Battuta 
fi  ritratta  di  due  maniere,  cioè  "Eguale,  &  ìxequate ,  ette  fi  riduce  cani  movimento  prcpcrtwnato,  die  fifa  cu 
la,  voce .  Et  queflo  dico  io, perche  gli  antichi  Mufici ,  <&  li  Poeti  anco  ,  i  quéi  gin  erano  (  carne  altrcue  ho 
detto}  riputati  una  cofit  tfleffa  ;  per  un  certo  loro  finito  naturate  diutfiro  le  Veci  in  due  parti ,  &  attribui- 
rono ad  alcune  ti  Tempo  breue ,  &  ad  alcune  ilTempo  lungo  ;  &  al  Tempo  lun"0  applicarono  due  Tempi 
■breui ,  &*  pofero  nel  primo  lucro  quelle  Sillabe  ,  o  Voci  del  Tempo  breue ,  che  fono  di  minor  quantità  ;  & 
nel  fecondo  quelle  del  Tempo  lungo ,  che  fono  dt  maggiore ,  come  èildouere  :  effendo  chef  come  la  Vmtà  tra 
t  numeri  è  manti  il  Binario,  die  contiene  due  "vinta  ;  cof  il  Tempo  brtue  dtbbe  tenere  il  primo  luogo ,  &  il 
Lungo  il  fecondo .  Ma  fi  debbe  atterrire,  che  confderarono  la  Battuta  in  due  parti  ;  £?■  tanto  alia  prima, qua 
to  alla  feconda  attribuirono  la  mifura  del  Tempo  breue,  o  limerò,  fi  com  e  li  tornava  più  commodo.  E  ben  "ve- 
ro che  li  Moderni  appltcaronopnmieramente  alla  Battuta,  hora  la  Breue,  &  hora  la  Semibreve  imperfette; 
facendole  equali  al  tempo  del  Polfo ,  diflmto  in  due  movimenti  equalt  ;  onde  cotale  Battuta  fi  può  "veramente 
chiamare  Equale  :  conctofia  che  tra  la  Poftione  &  la  Leuationef  ritrova  la  proporrione  di  Equalità  :  effen- 
do che  tanto  alla  Pofitwne,  quanto  alla  Leuationef  attribvifie  ti  Tempo  lungo  ,  oueramente  il  breue ,  Dipoi 
le  applicarono  hora  la  Breue  con  la  Semtbreue ,  &  hora  la  Semtbreue  con  la  Minima  ,&la  dtuifero  in  due 
mouimenti  inequali,  applicando  alla  Pof  rione  ti  Tempo  lungo,  &  ""»<  Laiatione  il  Tempo  breue  ;  ponendo- 
le in  Dupla  proporrione .  Et  perche  tra  la  Pof  tiene  &  la  Leuatione  cafea  la  proporrione  di  Inequalità  ;pero 
cotale  Battuta  fi  puh  con  -verità  chiamare  Ineqttale .  H  attendo  dipoi  efii  Mufici  cotale  rifletto,  quando  tnten 
dettano  la  Battuta  equale, fignauano  le  lor  cantilene  nel  principio  con  quefltfegni   •"v   f ,  onero  con  quejli 
r        r  i&  quando  intendevano  lai nequale ,  le  fignavano  con  quefli  >— s  z^  ^""^       ,  oueramente  con 
Cu  (Y  1ue^'    L     JL'  ^1* '  «^nwBfc  K0»  Tofawno  figliare  la  Bav**  ^-tttta  ineqttale  con  qutfli ,  pò 
\       \neua    (ij   [\tio  la  afra  delTernarw  (opra  quella  del  Binario  in  cotalmodu  ì3  acampagnando- 
le  col  Seirno  del  T      T  tempo ,  chef  pone  alloro  manti  ;  &  cotali  afre  nominavano   Sesquialtcra,etfor 
fi  nonfenTj,  ragione  :  percioche  fi  pofjono  confiderare  in  quattro  maniere  ;  Prima,  quando  fono  pofie  nelprìn 
apio  di  tutte  le  parti  della  cantilena  ;  &  allora  fi  ~vfa  la  Battuta  ineqttale  $  Seconda ,  quando  fino  pofie  mede 
fimamente  nel  principio  ;  ma  non  in  tutte  le  parti  :  onde  ciafeuna  parte  fi  yiene  a  regolare  [otto  la  Battuta  t- 
quale  ;  Terza ,  quando  fono  pofie  nel me%o  della  cantilena  in  ciafeuna  parte  ,&fiyfa  medefimamentela 
Battuta  mequale;  Et  quarta  ,quando fono  pofie  nel  me%o  di  alcuna  parte  folamente,  &  lepartifi  vergono  jì 
regolare fimilmente  dalla  Battuta  equale .  Onde  cotali  Ctfre  pofjono  figmficare  due  cof  e;  prrtma  (  come  è  opi- 
nione de  i  Moderni  )  che  hauendo  ricetto  al  Segno  del  tempo  ,fi  mene  a  porre  la  Mifura  inequale  cantra  la 
Equale,  cioè  tre  Tempi  lunghi  ,o  breuicontra  due  ;  Dipoi  ,fgnificano ,  che  nella  Battuta  intera  fono  con- 
tenuti Tre  tempi  lunohi ,  o  bretit ,  chefiano  ;  de  i  quali  due  fi  pongono  nella  Pofitione,  &  uno  nella  Leuatio- 
ne ;  mafimiamente  quando  non  ut  concorreno  altre  cifre  numerali ,  che  dinotino  alcuna  proporrione  nelle  figu 
re,  a  note  della  cantilena  :  come  gin  facevano  alcuni  Mufici  :  concwfiache  intefa  la  Battuta  in  quefia  manie- 
ra ,  Itua  molte  difficultà ,  che  poffono  occone  allt  Compofitori,  &  alli  Cantori  anco  .  Potemo  hora  vedere  da 
quello  chef  è  detto ,  che  la  Battuta  non  è  altro  ,  che  un  Segno  fatto  dal  Mufico  equalmente ,  ouero  tneqiiaL. 
mente ,  fecondo  alcuna  proporrione ,  con  la  pofitione ,  &  con  la  leuatione  dellamano  afimiglianxa  del  Polfi 
hvmano.  Effendo  advnque  la  Battuta  di  due  Jòrti;come  havemo  uedvto, tanto  il  Mufico  quanto  il  Poeta  potrà 
no  in  effe  accommodare  la  Mijura  del  tempo  di  ciafatn  piede  del  Verfo .  Imperoche  nella  Equale potrano  ac^ 
commodare  il  Ptrrhichio ,  che  è  vii  piede  compoflo  di  duefillabe  brevi ,  le  quali  i  Poeti  fogliano  fignare  co» 
tali  afre  v  v  ;  onde  li  Mufia  fogliano  fignare  i  loro  tempi ,  chefiano  due  tempi  breui  con  due  figure  equali , 
come  fono  quefie    aIa  ,  onero  altre  fimili  :  conctofia  cht'l  Poeta  confiderà  folamente  la  Sillaba  fi  è  Lunga, 
la  aitai fivna  con  T"T  quella  afra   — ;  onero  fi  è  Breue ,  la  quale  nota  con  quefla'altra  v;&ilMufico 
confiderà  il  Tem  *~~-px>  lunoo ,  o  breue ,  <*7*  lo  figlia  con  una  delleotto  figure  cantabili,  come  meglio  li  rcrv 

tta  commodo .  Potranno  anco  accommodare  lo  Spondeo ,  che  fegnano  con  quefie  due ■ ,  che  dinotano 

duefillabe  lunghe ,  ouero  con  quefie  IT~ ,  che figmficano  due  tempi  lunghi ,  de  i  quali  è  compoflo .  Potrait 
nofiumlmite  accommodare  il  Dat  -<s  T  filo ,  il  quale  contiene  vnafillaba  lunga ,  &  due  brevi ,  in  cotal 

modo  -v  v  ;  ouero  contiene  vn  tem pò  lungo ,  &  due  breui ,  in  quefia  maniera   AZArA~. 

Similmente  potranno  accommodare  lo  ^Aiiapefio  in  qttefio  modo     v  v  —  ,  overamente— — "  ~T 


Parte. 


209 


i—óZ:  perche  contiene  duefUabe  breuì ,  &  yna  lunga  ;  onero  due  tempi  breui,  &  imo  lungo  ;  & 
~_r~~ TP in  tatguifa  loProceteumatica  ««««j  onero  ZL/T  jv  a  ^/T  •'  conciofia  che  tutti  quefli  pie- 


-di  fono  contenuti  fono  ima  proportione  equale  ;  — f~  T  '  T  '  T  come  e' noto  a  mt'  ifi  mtellige 

ti .  Sotto  la  Ine  quale  poi  fi  puh  accommodare  lo  lamio  a  que —  fio  modo  w --j  oueramente 

~&~~$Z  1  opure  in  quefla  gufa  ~~     ~~~  :  percioche  è  compoflo  di  ima  fidlaba  breue }  &  di  ima  lunga ,  0- 

-p uero  di  yn  tempo  bre  _~_~  uè ,  &  di  yno  lungo .  Cofi  anco  fi  potrà  accommodare  il  Trocheo 

«i -in  quefla  maniera  -  v  , 


:  ouero ' 


:  perche  contiene  yna  fidlaba  lunga , 

"W    "vttfi  tempo  breue .   In  cotal  modo  fi 

enfi  lo  Ionico    maz  - 

"  ra  fitto  l'yna  ,  &  hora 

delle  yolte  nella  Battuta 


— &  :$:: 

&  yna  breue  ;  che  contengono  yn  tempo  lun j — go ,  & 

potrà  accommodare  lo  Tribracho  uviij ^ 

<rwre ,  lo  minore ,  il  choriambo,  lo  lAhtifbaflo ,  &  molti  altri  piedi  ,  ho 
fitto  l'altra  Battuta .  Ma  perche  è  coflume  delli  Mufici  ;  di  porre  il  più 
equale  yna  Breue  imperfetta ,  la  quale  contendili  due  Tempi  lunghi  ;  &  nella  inequale  yna  Breue  perfetta  , 
che  contenghi  tre  Tempi  ;  pero  ci  cont aremo  alprefente  di  quefle  due  :  percioche  ciaficun  altra  Battuta ,  che 
fipoteffe  imagmare  ,fi  potrà  fempre  ridurre  a  quefle  ;  la  prima  delle  quali  fi  potrà  yeramente  chiamare  bat- 
tuta Spondaica ,  &  la  feconda  Trochaica .  Et  fé  alcuno  prendeffe  di  ciò  marauiglia ,  legga  il  noflro  Boetio 
nel  proemio  della  Mufica ,  oue  ritrouerà  ;  che  Pithagora  yolendo  ntrahere  quel  rimine  Taurominitano  dal- 
la furia  alla  quiete  J  comandò  che'l  Mufiico-doueffie  cantare  lo  Spondeo ,  il  quale  yeramente  fi  ydiua  ,fii  co- 
me etiandiofii  ode  a  1  noflri giorni  ne  1  Baili  ,  che  dimandano  Paffo  e  me%o ,  t&  in  quelli ,  che  chiamano  Pa- 
douane  ;fi  come  ettandw  in  quelli ,  che  nominano  Balletti ,  ydimo  la  battuta  del  Trocheo .  Douemo  altra  di 
ciò  allenire ,  acctoche  alcuno  non  fi  marmagli ,  che  effendo  neceffario ,  che  ogni  Compofitione  incominci:,  & 
fimfca  ancora  nella  Pofnwne  della  mano ,  cioè  nel  principio  della  Battuta  sperò  difopra  ho  detto,  che  lo  Iam- 
bofpuò  accommodare  fitto  la  Battuta  inequale  ;  pur  che  la  cantilena  yenghi  a  terminare  fecondo  il  coflume 
de  1  Mufici  moderni .  Ma  quefìofa  detto  a  b$(lanza  intorno  alla  Battuta , 


Della  Sincopa , 


Cap.     457. 


^A  S I NCO  PiA  yeramente  non  fi  può  conofeere  dal  Mufico  fienxa  la  cognitìont  del- 
la Battuta ,  onde  era  conueniente,  che  primieramente  fi  ragion  affé  di  lei ,  come  di  quella, 
che  è  molto  neceffaria  alla  fua  corninone  ,  &  dipoi  dichiarar  quello ,  che  importa  queflo 
nome  Sincopa .  Ma  fi  de  fapere ,  che  la  Sincopa  non  è  confiderata  dal  Mufco ,  come  la 
confiderà  il  Grammatico ,  il  qual  imole,  che  ella  fa  yna  figura  di  Dtttwne  j  e  di  Parola, 
che  yogliamo  dire,  che  fifa  quando  fé  le  taglia,  0  nmoue  yna  lettera ,  0  Sillaba  nel  me%o  ;fi  come  fifa  ,quan 
do  per  commodità  del  Verfo ,  in  luogo  di  porre  uCudaciter  ,f  pone  ^Audacler  ;  oueramente  bi fognando  dire 
Vendidit  ,fi  dice  Venda  :  ma  la  confiderà  come  Trafportatione ,  0  Kiduttwtie  di  alcuna  fgura ,  0  nota  can- 
tabile minore,  oltra  yna,  0  più  maggiori  alla  fua  fmile  ;  oue  conuementemente  fi  poffa  applicare,  &  nume- 
rare ,  perfinire  il  numero  della  mifura  delfuo  Tempo .  E  t  queflo  accafea  nonfolamente  nel  Tempo  perfetto, 
intefoper  ti  circolo  O  intero  ,  ouero  tagliato  t  ,  che  fi  termina  per  il  numero  Ternario;ma  etiandw  nello 
imperfetto,che  s'mtede  per  il  me^o  circolo  int e\Y)  ro  C ,  0  tagliato  JL ,  terminato  nel  numero  Binario: 
percioche  il  Tempo  (come  yederemo  alfuolu  \  ago  )  apprejji  il  M  \L.ufico  è  di  due  forti.  Onde  quella  fi- 
gura ,  0  nota  fi  chiama  Sincopata,  ouero  fi  dice, che  fa  la  Sincopa,quan  *  do  incomincia  nella  leuatione  della 
battuta,  &  è  fitto  polla  anco  alla  pofitwne  ;  ne  mai  può  cafeare ,  come  porta  la  fua  natura ,  fitto  lapoftio- 
ne  ,fno  a  tanto,  che  non  ritroui  ima  fgura  minore ,  ouero  altre  figure ,  chefano  equale  a  quefla  di  yalore , 
con  le  qUab  fi  accompagni ,  &  ritorni, oue  la  battuta  hebbe  principio .  Per  il  che  è  da  notare  (  per  dare  uno 
effempio  )  che  ilpropio  della  Semibreue  è  di  cafeare ,  &  di  effere  infieme  cantata  nel  Tempo  perfetto ,  & 
nello  imperfetto  anco  nel  principio  della  battuta,  cioè  fotta  quefi  due  fegm  O  &  C-  &*  la  Breue  fitto 
quefl' altro  T  :  Mafie  amene,  che  l'yna,o  l'altra  fi  canti,  0  proferita  nelleuare  della  battuta ,  tal  figura ,  0 
nota  e  det  yL  ta  Sincopa ,  ouer  Sincopata  ;  come  netti  due  effempipofti  qui  di  fiotto  fi  uede . 

D  Si  può 


2IO 


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fc^i?3L3rflt: 


Si  può  etiandio  chiamar  Sincopata  quella  Minima ,  che  ha  appreffo  di  fé  il  puntole  i  primi  fegni ,  quando  è 
pojìa  nel  leuare  della  battuta  ;-  &  cefi  la  Semibreue  col  punto, fitto  l'altro fegno  ;  come  qui  fotta  fi  vedetti)  ; 


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ancora  chefipoffa  -veramente  dire,  che  nonfiano  Sincope  ,fe  non  impropiamente .  E  ben  vero,  che  la  Semi- 
breuefi  chiama  fincopatafotto  qual fegno  fi  voglia ,  che  dimcflri  il  Tempo  perfetto ,  o  imperfetto ,  quando 
vien  pojìa  dalli  Compoftori  ne  i  loro  contrapumi  al  detto  modo .  La  Sincopa  adunque  fi  fa  da  vna  figura ,  o 
nota,  che  le  vadi  auanti ,  la  qualfia  di  valore  della  metà  della  figura fincopata  :  Oueramente  fi  fa ,  quando 
fé  le  pone  auanti  due ,  o più  figure,  chefiano  equiualenti  a  tal  metà .  Sono  anco  tali  fgure  fmeopate  alle  uot- 
te  dalle  Paufe ,  chef  pongono  a  loro  manti,  &  tali  Paufefono  di  valore  della  me%a  parte  delle  fgure  fmeo- 
pate :  come  qui  fi  veggono . 


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Et  benché  la  Sincopa  fi  faccia  nelle  fgure  mofrate  ;  non  è  pero  lecito,  ne  fa  bene  ilfncopare  le  Paufe  Siano 
fotte fitto  qualfegnu  fi  voglia,  o  perfetto ,  oh  ro  imperfetto  che  fa  ti  Tempo  ;f  come  fono  le  fitto  pofle  : 


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Concìofa  chef  rompe  la  Mifùra ,  &  ilTempo ,  che  naturalmente  cafeafopra  il  principio  di  cìafcuna ,  fit- 
to i  lorfeo-ni  propij ,  come  moflrerò  altroue  ;  &  genera  anco  incommodo  alli  Cantori ,  i  quali  con fidando- 
fi  fpeffe  volte  nella  loro  integrità,  nonpenfando  che'l  Tempo  fa  in  loro  variato  ,fen%a  tenerne  memoria , 
£<?*  conto  alcuno ,  pongono  la  Battuta  nel  loro  principio,  &  per  tal  maniera  ingannati ,  vengono  necef- 
fariamente  ad  errare  cantando .  Quefti  incommodi  adunque  fi  debbeno  per  ovm  modo  fchiuare  :percio- 
che  non  furono  mai  fipportati  dalli  buoni ,  &  difereti  Mufici  ;  come  fi  può  vedere  nelle  compoftioni  di  O- 
cheghen ,  di  Iofquino ,  di  Motone  ,&di  altri  più  ^Antichi  di  loro  ;  pur  che  non  fano  fate  guafle  da  alcu- 
no ignorante fcrittore .  Perlaqual  coft,  quando  occorrerà  di  porre  le  Paufe  di  breue,o  di  fetmbreue , 
&  non  cacheranno  nel  principio  della  battuta,&  del  loro  Tempo ,  allora  fi  debbeno  ridurre  alla  Battuta, 
&  fitto  il  Tempo  ;  fi  come  nel  fottopojìo  eff empio  fi  vede , il  che  dalli  buoni  Mufici  è  flato  fimpre  of- 
feruato  . 


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Parte, 


2ir 


Delle  Paufe. 


Cap.     •j  o . 


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T  fi  come  le  Note  delia  cantilena  fino  figure  ,ofevni  Poftiui  :  percioche  rapprefentano 
le  Voci,o  t  Suoni,  da  i  quali  nafcono  le  harmonie  ;  &  la  yarietà  loro  rapprefenta  il  moui- 
mento  -veloce ,  o  tardo  del  Tempo ,  die  fi  tiene  la  "voce  ;  cofi  le  Paufe  fi  chiamano  figure 
Pnuatiue  :  percioche  fono  inditio  della  taciturnità ,  ofilentio  ;  &  rapprefentano  il  Tem- 
po, che  fi  ha  da  tacere,  ilqual fi  forge  dalia  loro  diuerftà .  Quefle  fono  alcuni  fegni  fatti 
dal  Mufco  con  alcune  linee ,  le  quali  perpendicolarmente  cadenofopra  yna'^p  più  delle  cinque  mojìrate  Linee 
parallele,  tirate  dtuerfamente  fecondo  l'arbitrio  delCompoftore .  Et  lefpectefono  tante,  quante  fono  le  figure 
cantabili  due  meno,  incominciando  dalla  Lunga, laffando  quella  della  Mafiima  :  efféndo  che  in  fuo  luogo  fi  pò 
ne  quella  della  Lunga  raddoppiata .  Et  quella  della  Semtchroma  anco  fi  laffa  :  percioche  per  effer  di  minimo 
■valore,  non  fi  vft .  Et  fono  dello  ijleffo-yalore ,  &  denominate  con  lo  iftefjo  nome  della  fgura ,  o  nota ,  che 
rapbrefentano  .  Le  quali  Paufe ,  quando  fono  poiìe  fotto'lfegno  deliTempo  perfetto ,  onero  imperfetto ,  che 
fia ,  mai  abbracciano  più  di  tre  delle fopradette  linee  ;  come  qui  fatto  fi  yede . 

t  ...  .....  j 

DiLunga.     DiBreue.         Di  Semioreue.    Di  Minima.      Di  Semiminima.  DiChroma. 


I 


E  ben  yero  che  tallora  aggiungono  alla  quarta  :  ma  fimili  Paufe  fono  dette  di  Modo  ;  come  cederemo  al  fuo 
luogo .  Furono  ritmiate  te  Paufe  nonfenxa  grande  commodità  delCompoftore,  &  del  C anfore , per  due 
ragioni  ;  l'vna  per  Necefiità  ;  t 'altra  per  Ornamento  delle  cantilene .  Per  necefi ita  prima  :  perche  era  tmpof- 
fibile,  che  li  Cantori  potè ff ero  peruenire  dal  principio  alfne  della  cantilena,  fen%a  maipofarf,fe  non  con  loro 
«rande  incommodo;  ne  -veramente  hauerebbeno  potuto  durare  .  Onde  forfè  ricordeuolt  di  quello ,  che  è  det- 
to da  Ouidio  nelle  [ite  amorofe  Epiflole  ;  Quod  caret  alterna  requie ,  durabile  non  e(l  :  ritrattarono  il  rime- 
dio opportuno  ;  La  onde  fi  può  dir  con  yerità  della  Pattfa  quello ,  chefegue  ; 

H ac  reparat  yires  ,feffaque  membra  leuat .  Furono  poi  ritrouate  le  Paufe  per  ornamento  :  percioche 
col  mexo  loro ,  le  parti  fi  pofjono  porre  l'yna  dopo  l'altra  in  fuga ,  o  confequen  za  j  come  yederemo  ;  )/  qual 
modo  fa  la  cantilena  non  filo  artefciufa ,  ma  etiandio  dilettetele  :  conciofia  che'l  cantare  di  contmouo ,  che 
fanno  le  parti  della  cantilena  ìnfieme  ,genera  noia  non  follmente  alli  cantori  ;  ma  anche  agli  ascoltanti  in- 
duce facietà  :  Et  lo  far  tacere  le  parti  alcune  yolte  con  qualche  propofito ,  cioè  facendone  cantare  horadue , 
hora  tre ,  hora  quattro ,  &  tallora  (  effendo  la  compofitione  a  più  yoci  )  tutte  inferni ,  mafìim  amente  nel 
fine  ;  conciofia  che  è  necefftrio ,  che  tutte  le  parti  infieme  cantino ,  &  infume  fmfcano  ;fa ,  che  le  compofi- 
tioniper  tal  yarietà  riufcfcono  più  yaghe ,  &  più  dtletteuoli .  Onde  ritrattarono  ynfeono  ,  che  rapprefen- 
taffe  quejìa  taciturnità  ,  ofilentio,  &  lo  yfarono  per  la  cofafcrnificata  ,&  lo  nominarono  Paufa ,  La  qua- 
le ,  dal  fuo  yffcio  dtffero  effere  yn  certo  intralafciamento  artefcwfo  di  yuce .  Et  bene  dtffero  artefciofo  intra- 
lafciamento ,  yolendone  auertire ,  che  non  douefì imo  porre  le  Paufe  nelle  cantilene  fuori  dtpropofito,  &fen- 
%a  artefcio  ;  ma  collocarle  di  maniera ,  chef  yedeffe ,  chela  necejìità ,  &  l'artefcio  lo  richiedeua .  Impe- 
rochefi  come  è  yttiofa  cofa  ad  alcuno ,  che  parli  fempre ,  &  non  fappia  por  fine ,  o  meta  al  fuo  parlare  ;  cofi 
è  cofa  yitiofa  al  Mufco ,  che  non  fappia  a  tempo ,  &  luogo  dar  ripofo  alle  parti  della  fua  compoftione .  Di 
modo  che;  fi  come  non  èfen%a  yirtu  ilfaper  ragionare  &  tacere  conpropofito  ;  cofi  ancora  non  èfenxa  yir- 
tù ,  che'l  Mufco  fappia  far  tacere  ,&  cantare  le  parti  della  fuacanttlenaa  tempo  ,&  luogo.  Ma  fideb- 
be  duertire,  che  doue  accafcaffe  di  porre  più  Paufe ,  le  quali  eccedemmo  il  yalore  di  quella  della  Lunga,  allora 
queflafi  debbe  raddoppiare  ;fi  come  auerebbe ,  quando  fi  yoleffefegnar  la  Paufa  della  Mafiima  :  Ma  quan- 
do fi  yoleffe  raddoppiare  le  Paufe ,  che  rapprefentano  effa  Mafiima ,  otter  porle  appreffo  altre  paufe  minori, 
allora fi  potrà  porre  quelle ,  chef  aggiungono  fopra  le  altre  linee  ;f  come  in  queilo  ejfempwpoflo  qui  difot- 
tofi  yeggono . 

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Sonojldte  uarie  opinioni  di  queflo  nome  Paufa  :peràoche  alcuni  hanno  hauuto  parere  ,  c/se  Paufa  fio,  fiata, 
detta  da  Haùp<"  parola-greca ,  chefgmfica  Ceffare ,  Pofarfi ,  o  Zaffare „  ^fltn  hanno  -voluto ,  che  fia  coft 
chiamata  dal  Batter  delle  mani ,  che  da  i  Ianni  è  detto  Plaufo  :  concwfiache  è  mifurata  dalla  pofmone ,  & 
dalla  leuatione  della  battuta  Ja  quale  fi  conofce  dal fegno  formato  dalla  mano  ;fi  come  di  [opra  habbiamo  ue- 
duto  .  Et  forfè ,  che  non  fu  detta  da  principio  ne  all'uno,  ne  all'altro  modo  delli  due  nominati;  mapiùpreflo 
{come  pare  ad  alcuni  )  da  Pofa parola  francefe,  chefgmfca  Pofata .  Ondefifuol  dire  Vna  paufa,  due pau- 
fe, &•  le  altre  ;  cioè  una  pofata  3  due  pofate ,  &*  cefi  il  rejìo .  Mafia  detta  da  che  fi  uoglia ,  queflo  importa 
foco  ;  purché  fi  fappia  ,che  quando  il  compofitore  ponete  Paufe  nella  cantilena ,  -vuole ,  che  ini  il  cantore  tac 
eia  per  tanto  Jfacio  di  tempo,  quanto  fignifca  il  yalor  delle  Paufe .  Gli  Ecclefiajlici  ettandio  pongono  le  Pau- 
fe ne  i  loro  canti,  non  già  per  ornamento ,  ma  per  necefttà .-  perche  è  imponibile  di  poter  peruenire  alfine  di 
totali  cantilene  ,fen%a  pigliare  alcun  ripofo  ;  La  onde  di  ah  aueduti,  ritrattarono  yn fegno,  dal  quale  ciafeu- 
110  cantore  è  auertito,  che  armando  a  quello  ,fi  habbia  da  fermare,  &  pigliare  Spinto .  Per  il  che  da  yn  ta- 
le effetto  lo  clnamarono  irnùpiL^he  yuol  dir  Spirito .  Pofera  etiandio  cotal fegno ,  accioche  og-n'ynode  i  can- 
tori concordeuolmentefi  haueffe  da  fermare ,  onde  lo  dimandarono  nttg*  >  che  yuol  dir  Cenno ,  &  Confen- 
fo.E'ben  yero ,  che  non  pongono  tali  Paufe  nel  modo ,  che  fi  pongono  le  altre  moQrate  difopra  -.perciocht 
le  pongono  di  maniera ,  che  cingono ,  &  abbracciano  tutte  le  linee  della  cantilena  ;  tallora  ponendole  fempli- 
lici ,  &  tallora  raddoppiate  ;  come  qui  fi  yeggono .  Et  fi  debbe  per  ogni  modo  offeruar  quello ,  che  via  mol- 
ti degli  ^Antichi  hanno  offeruato  ;  cioè  di  non  porre  tali  Paufe  , 
ZZHH     fi  non  nel f ne  delle  Claufule,  o  punti  della  Oratione,fopra  la  qua 

le  è  compofìa  la  cantilena ,  &  fimigliantemente  nel  fine  di  ogni 

Periodo .  il  che  fa  dibifògno,che  li  Compofton  etiandio  auerti- 

fcano  ;  accioche  li  Membri  della  orationefiano  diuifi,  &  lafen- 
tenza  delle  parole  fi  oda ,  <*r  intenda  interamente  :  perewehe facendo  in  cotal  modo ,  allora  fi  potrà  dire,  che 
le  Paufe  fiano fiate  poile  nelle  parti  della  cantilena  con  qualche  propofito  ,  &  non  a  cafo .  Ne  fi  debbeno  por- 
re per  alcun  modo,  aitanti  che  fu  finita  la  fintene ,  cioè  nel  mezp  della  Claufitla  :  conciofia  che  colui,  che  le 
poneffe  a  cotal  modo ,  dtmoftrarebbe  yeramente  effere  yna  pecora,  yn  goffo,  &  yno  ignorante.  Però  adun- 
que il  Muficofi  sformerà  di  non  cafeare  in  fimdi  errori  ;  accioche  non  dia  alli  dotti  mala  opinione  di  fi ,  il  che 
molto  fi  debbe  pre-x^are ,  &  preporre  ad  ogn  altra  coft * 


Delle  Fughe,  o  Conlequenze,  ouer  Reditte ,  che  dire  le  vo- 
gliamo *  Cap.     ^  i. 

T  quantunque ,  offeruando  le  Regole  date-  difopra ,  non  fi  ritrouaffe  nelle  compofitìonì 
alcuna  coft,  che  fuffe  degna  di  riprenfone  ,effendo  purgate  da  ogni  errore,  &  limate; 
ne  fi  ydiffe  in  effe ,  fé  non  buona,  &foaue  harmoma^  li  mancherebbe  nondimeno  yn  non 
foche  di  bello ,  di  leggiadro ,  &  di  elegante ,  quando  non  fi  ydtffe  quello ,  che  hormai  da 
ciafeuno  è  conofauto ,  per  effer  molto  yfato,  &>  frequentato  da  i  Muftct  nelle  loro  compo- 
fitìonì; cioè  quel  procederete  fanno  le  parti  alle  yolte  l'yna  dopo  l'altra,detto  in  Fuga,o  Confequexa,la  qua 
le  alcuni  chiamano  anco  Reditta,che  figmfcano  yna  coft  i£leffa;et  è  yna  certa  Replica  di  alquate  yoci  nella 
catilena,ouero  la  replica  di  tutta  la  modulatione  ,che  fi  cottene  in  yna  parte ,  fatta  da  yn  altra  dopo  alquanto 
tempo,cant.tndo,&  procedendo  per  le  ifleff e  figure  cantabili;  ouero  per  dmerfi,  &  per  li  medefimi  mterualli 
di  Tuoni ,  &  di  Semituoni ,  con  altri ftmili .  La  qttal  Confequen%afifain  molti  modi  ;  imperoche  ouero  l'y- 
na parte  rifonde  ,o  (per  dir  meglio)  fegue  l'altra  per  l'Vnfono ,  cioè  cantando  in  quella  yoce  ifleff a ,  atte- 
ramente per  yna  Quarta ,  oper  yna  Quinta ,  ouero  per  yna  Ottaua .  Et  quefla  maniera  di  cantare  è  non 
fedamente  diktteuole  ;  ma  in  fé  contiene  eleganza ,  &  artefcio  ;  tanto  più  quanto  procede  con  ordine  bello , 

&  regolato 


Parte 


2ÌJ 


&  regolato  contrapunto.ln  quefla  maniera  di  comporre  fi  cofluma  di far  3  che  fyno  figlia  l'altro  sfacendo 
hora  ynaPattfa  di  Minimajiora  di  Semibreue,&>  t allora  di  yna  Semibreue ,  &  di  ima  Mimma  infume, 
&  cofi  ancora  quella  di  Breue&  di  tre  Semibreui,&  t  allora  una  di  Lunga  fecondo  il  yolere  del  Compofi- 
tore.Etfi  yfa  quefla  maniera,  non  tanto  nelli  Contrapunti  fatti  (òpra  il  Canto  fermo,  quanto  fi  vfa  etiandio 
in  eia/cuna  parte  deUi  diminuiti;^  maggiormente  fi  yfa  in  quefli,che  in  quelli  :percwche  il  Compoftorefe 
trotta  effer  più  libero,&  hauer  maggior  campo  &  più  largo .  Sono  però  di  due  fòrti  le  Fughe ,  o  Confe- 
quen%e;cioè  Legate ,&  Sciolte  :  Le  prime  fono  quelle,chefi  ritrouano  ordinate  in  tal  maniera,  che  quella  mo 
dulatìone ,che fa  yna  parte  del  concento,  l'i/leffa  canta  anche  yn 'altra:  Onde  coflumano  li  Compofitori  di 
fcrinere  le  parti  in  yna  fòla .  E  dibifogno  pero  di  offeruare,  che  in  quelle  parti,  che  cantano  in  cotal  gutfa ,  di 
porre  nonfolamente  le  figure  cantabili  ad  yn  filo  modo  :  ma  le  Paufè  ancora,  quando  vi  entrano,  &  ogn  al- 
tro accìdente;ancora  che  l'yna  delle  parti  raddoppiaffe  nelcantare  la  modulatone  ,ole  figure;  come  fi  co- 
fluma di  fare  alle  yolte .  Ma  le  Fughe,  o  Confequenze  fcioltefi  ritrouano  tra  quelle  parti ,  che  non  cantano 
confimili  oblighi  :  ma  follmente  yna  di  loro  procede  in  Fuga ,  o  Confiquenxa  per  yn  certo  numero  di  figu- 
re, che  fi  ritroua  in  y\i  altr  aparte  ;  il  reflo  poi  delle  figure  non  fono  fottopofle  a  tal  legge.  Et  in  cotefto 
modo  di  comporre, il  Componitore  non  è  obligatodt  offeruare  la  equalità  delle  figure ,  &  di  porre  le  Paufè 
fimili ,  ne  ofjeruare  altri  fimili  accidenti  ;  ma  può  far  quello ,  che  più  li  piace;  fi  come ,  che  yna  parte  pro- 
ceda per  Minime ,  &*  l'altra  proceda  per  altre  figure ,  cioè  per  Semibreui  ;  &  fimilmente  per  Minime  & 
Semiminime  infieme  mefcolate  ;  come  fi  offerua  di  fare  nelli  Contrapunti  fatti  fòpra'l  Canto  firmo .  Si  deb- 
beperò  allenire,  che  quella  parte ,  che  incomincia  la  Fuga, legata ,  o  fciolta ,  che  ella  fia,  è  detta  la  Guida, 
&  quella  chefegue ,  è  chiamata  il  Confequente .  Et  perche  quelle  Fughe,  che  fi  fanno  didanti  (yna  dal- 
l'altra per  ffiacio ,  o  tempo  di  yna  Paufa  di  Minima,  o  di  yna  Semibreue,  &  di  alcune  altre  ancora  ;  per  la 
f  loro vicinità  fino  più  intelligibili  :  percioche  dal  finimento  fono  facilmente  comprefe  ;  però  fi  sforzarono 
li  Mufici  di  fare,  che  le  parti  delle  lor  cantilene  fuffero  più  yicine  nella  Fuga,o  Confequenza  ,che  fuffe 
pofibile.  Ma  il troppo  continouare  cotalvicinità  fece,  che  fi  cafeò  in  yn  certo  modo  commune  di  com- 
porre ,  che  al  prefente  non  fi  ritroua  quafi  Fuga,  chenon  fiajlatayfata  mille  migliaia  di  yolte  da  diuerfl 
Compofitori .  La  onde  accioche  nelle  noilre  cantilene  fi  oda  qualche  varietà  ,fì  sforzeremo  di  yfar  più  di 


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rado  la  Fughe  ccfiyìcine ,  &  ynite  ;  &  fi  allontaneremo  alquanto  da  quelle  Conferenze,  che  fono  tanto 
communi  ;  &  cercaremo  con  ogni  lioftio  potere  di  fare  dtUe  Fughe ,  che  fiano  più  none  :  Conaofa  che 
quando  faremo  la  Guida ,  &  il  Confluente  alquanto  diflauti  l'uno  dall'altro ,  per  tre  Paufe  di  Mimma, 
onero  per  cinque  ,  oper  altre fmih  ;  -verremo  fenxa  dubito,  a  far  qualche  nouauanatione .  lo  non  dico  na, 
che  le  Confequenxe  diflantiper  vita  Pauft  di  Minima ,  o  di  Semibreue  non  fi  debbino  tifare  :  ma  dico ,  che 
non  fi  debbenoy far  molto  \]>effo  ;  per  non  cafeare  in  quelle  Fuvhe  ,che  fonotanto  communì, che  non  fi  ri- 
troua  libro, nel  quale  non  fumo  molte, &  molte  yolte  replicate  ;  iequalt  laffo  di  modrare,  per  no  effer  tediofo, 
&  per  non  offendere  alcuno.  Ma  acaochefi  caui  qualche  frutto  da  queìlo,ch'w  ho  dettofo  pofìo  prima  difo- 
pra  lo  effempio  di  quelle ,  chef  nominano  Sciolte  ,  Iequalt fi  fanno  J 'opra  li  canti  fermi ,  à  loro  imitatwneiper- 
cioche  delle  Sciolte, che  fi  trottano  tra  due  parti  diminuitele  ne  potrà  bauere  due  accomodati  effempi ,  podi 
di  fopra  nel  Cap.^  3 .  Nelle  Fughe  poi, che  fi  chiamano  Legateci  hauerà  da  offeruar  quefìo ,  che  fano  pofle 
l'yna  con  l'altra  in  Confequenxa  alÌVntfwio,ouero  alla  Quarta,oueramente  alla  Quwta,opure  alla  Ottaua; 
incominciando  da  qual  parte  fi  yoglia,fia  la  grane ,  onero  la  acuta,che  quefìo  importa  poco .  Et  quella  parte, 
chef  incommaerà  a  comporre  prima,  farà  la  Guida;&  quella  chef  cumponerà  dipoi  co  le  tfieffe  figure,  & 
ogn  altro  accidente, farà  il  Confequente.  La  onde  fmto  che  farà  il  tutto  ;  come  qui  fi  yede,fpiglierà  Lipari 


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CONSEQJ'ENTE 


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te, che  incomincia  a  cantare,  cioè  la  Guìda&ffcriuerà  di  lungo;&  doue  il  Confequente  ha  da  incomincia- 
re a  cantare, cioè  fopra  la  figura  pofìa  nella  guida  fi  porrà  yn  fegnotale,  {  tlqual  yien  detto  dai  Mufici 
l'refa;  Et  nel  fine, auehà  da  fermarfjì  fegna  la  parte  della  Guida  col  "  detto  fegno  ,  ouer  con  que- 
llo 0;  ponendolo  fopra  laf<ntrafnale,ouef  ha  da  fermare  il  Confequente  ;  &  tal  fegno  chiamano  Coro- 
nata .  Fatto  quello ,  per  dar  nottua  ,  in  qual  maniera  fi  Imlbtano  a  cantare  le  parti  ,fi  pone  imi.  Regola, 
fopra  la  parte  della  Guida ,  laqttale  e/fendo  chiamata  da  1  Greci  Return,  alcuni  Mu fa  poco  intelligenti  no- 
minano Canon  quello,chc  douerebbeno  dire  Fuga  ,  0  Confequeirxa,  ouer  Jleditta  ;  laqual  Regola  fi  fenue  in 
queflo  modo;  Fu?a,oConfequen%a  alla  Diapafon  :  &  fé 7  Confequente  è  più  acuto  della  Guidaji  aggiunge 
in  acuto;ao-<riu>medoui  oltra  di  ciò  il  Tempo,che  ha  da  ajpet  ,  tare  la  parte  del  Confequete,auanti  che  in- 
comincia a  cantare, ancora  che  fa  fegnato  il  luogo  col  fgno   ♦•    ;  Laonde  fi  ferme. 

Fuga,  o  Confcqueimdi  dueTempi.allj  Diapafon  acuta. 


Due  parti  ridutte  in  ima. 


Ma 


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3r-^-0i 


Parte . 

iiiiiiisiiipiiiii 


Mafe'l  Confequente  cantaffe  nelgrauejn  luogo  di  dire  *Acuta  fi  porrebbe  Craue .  Et  fé  la  Confequenxafuf- 
fi  fatta  per  yna  Qarta ,  allora  fi  direbbe  In  Diateffaron  ;  &fe  cantaffe  per  una  Quinta  ,fi  direbbe  in  Dia- 
pente ;  &  fé  per  lo  Vmfono  ,fi  direbbe  aHVmfono,  oueramente  nello  ifieffofuono,  o  -voce  ifleffa .  Lun^o  fa- 
rebbe il  yoler  raccontare  tutte  le  Fuohe ,  o  Conferenze  di  yna  in  yna  ;  &  il  yoler  dare  yno  efjempio  par- 
ticolare :  ma  perche  di  quejìe  nefonoi  libri  pieni  ,  pero  laffaro  di  ragionarne  più.  oltra  ,  rimettendo  il  redo  al 
buon  giuditio  delCompofitore;che  yedendo,  &  ejfaminando  gli  effempifopra  dati,  faranno  guida }  &  lume 
di  ritrouar  cofe  affai  maggiori ,  Non  yoglioperh  rejlare  di  dire ,  che  fi  troua  etiandio  yn  altra  fòrte  di  Con- 
fiequenxa,  o  Fuga ,  la  quale  fi  fa  per  gli  iflefìt  interualli,per  mouimenti  contrar'u,  detta  lupa,  o  Confequen- 
■xaper  £p<riv,  &  Mm\>,  cioè  per  leuatione  ,&  abbaffamento  di  yoce,  il  qual  modo  è  yfato  da  i  buoni  Franici  ; 
&  nel  comporta  fi  procede  a  quello  ifteffo  modo,  col  quale  fi  procede  nelle  altre .  Sono  nodimeno  due  lefuefpe 
eie,  cioè  Legate,  &  Sciolte .  Le  Legate  potremo  conofe ere, quando  haueremo  piena  cognitione  delle  preceden 
ti  ;  il fimile  anco  auerrà  delle  Sciolte ,  Ma  perche, confiderato  quello, che  difopra  ho  detto,  con  facilita  fi  pub 
fare,o  comporre  le  Sciolte, (affandole  da  yn  canto, yerro  a  mofìrar  le  Legate,  che  fono  alquanto  più  difficili , 
et  porro  folamente  alcuni  effempi, dai  quali  fi potrà  cònofcere,&  comprendere  quello,  che  fi  de  offeruare, 
quando  fi  yorrà  compare  in  tal  maniera .  Se  noi  adunque  ordmaremo  in  tal  maniera  la  Guida  col  Confe- 
quente,che  proceduto  l'yno  cantra  l'altro  per  contrarij  mouimenti,offeruando  di  porre  quelli  iflefit  interualli 
di  Tuoni,di  Semituoni,&  gli  altri  in  yna  parte, che  fi  pone  nell'altra ,  non  è  dubbio ,  che  queiìe  parti  fi  po- 
tranno ordinare  in  diuerfe  maniere  :  Percioche  fi  potrà  porre  il  Confequente  fopra  la  Guida  difìante  per  lo 
fpatio  del  Semitono,afpettando  due  Tempi  interi  di  Breue  imperfetta,  cioè  dimorando  allo  incominciare  per 
[patio  di  yna  Paufa  di  Lunga,&  cofi  haueremo  ilfottopoflo  effempio;  Ouero  fi  potrà  porre  l'yna  delle  par- 


lliaiil|lii|iìiipriiteiiìffe 


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CONSEQJ'ENTE, 


l;ìglSÌ^ÉBIiili 


iSÉÉÉÉS 


3*=$=è 


ti,cioè  il  Confequente  lontano  dalla  Guida  per  yna  Settima,^  haueremo  lafottopofla  cantilena,  nella  quale 
il  Confequente  feguirà  la  Guida  per  due  Tempi  di  Breue  imperfetta ,  cioè  dopo  yna  Paufa  di  Lunga 

Volendo 


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SiÌļlIllìll|=|iÌ 
liilillilillÉiiiiiiiliiii 

§lilliiiii|iiisli:iìlll 

CON  SE  Qjr  ENTE. 


Volendo  poi  Jcrittere  in  forno  cota.li  effempi ,  o  cantilene,  fi  potranno  ordinare  di  maniera ,  che  li  Confèauenti 
botranncfhauer  le  loro  chiatti,  che  li  dimoJìreranno,per  quali  chorde  haueranno  a  procedere  nel  cantare, fi  co- 
me ha  la  Guida .  Le  quali  chiatti  fi  porranno  fernpre  aitanti  quella ,  cheferue  alla  Guida,  &  tra  quejle,& 
quelle  fi  porranno  le  Paufe,  che'lConfequente  hauerà  da  fare ,  atlanti  che  incominci  a  cantare  ;  ancora  che  la 
Regola  pofla  fopra  di  loro  gli  infimi ,  in  qttal maniera  fihabbia  da  procedere  ;  fi  comi  nelii  due  Jbttopojlt 
efjempifi  -vede . 

Confequenzadi  due  tempi  al  Scmiditono  acuto  >  per 
contrarij  mouimentì . 


Due  parti  fopra  Dm. 


lliliillilgliiilll 


Fuga  di  due  tempi  alla  Settima  acuta,  per  mouimenti  contrarij . 
_  _  _}_  _      _  | 


Due  parti  congtìnite  in  ima. 


I— tì- 


iÉllilIflÉÉllÉiil 


IeIéIIìIIII 


Veda 


o 


Parte . 


2*7 


Vederemo  poi  alfuò  luogo,quel  che  importi  yn  tempo ,due  tempi, &  più  ancora  :  conciofia  che  allora  moflra- 
ròetiandm, quante  figure  in  effo fi  fanghino,  &  a  qual  figurati  Tempo  fi  attnbuifca.  Si  debbe  altra  di 
ciò  auertire,che  quejìe  maniere  di  Confequenza  non  fono  per  alcun  modo  dafprezzgre,  anzi  fi  dtbbeno  ab- 
braccutre;percioche  altra  che  fono  belle  pieganti, &  ingegnofe;hanno  anco  yn  certo  non  so  che  di  grandez^ 
Za  :  efjendo  che  vn  tal  modo  di  comporre  non  è  cofi  commune, come  fono  gli  altri  modi .  Però  adunque ,  chi 
fi  yorrà  ejfercitare  nel  comporre  infimili  maniere, non  è  dubbio, che  in  breue  tempo  diuenterà  yn  buon  Mu- 
ftco.Et  quello  che  ho  detto  nelle  Confequenze  legate  paglia  che  fi  intenda  anco  delle  Slegatelo  Sciolte, che  fi 
compongono  fenza  obltgo  alcuno.N e fi  debbe  alcuno  imaginare ,  hauendo  io  folamente  pofìo  li  modrati  ef- 
fempifihe  fiano  folamente  tutte  le  maniere  delle  Fughe,&  che  non  fé  nepoffafare  aleuti 'altra  ,per  altra  ma- 
niera ;fi  come  porre  più  fi  meno  tempi  ;  &  che  la  Guida  non  fi  poffa  porre  nell'acuto ,  &  il  Confequente  nel 
graue  icnciofia  che  fono  quafi  infiniti  li  modi,&  lungo  farebbe  il  raccontarli  di  yno  in  yno;ma  ho  poflo 
folamente  quelli ,accioche  fiano  yn  lume,&  yna  guida  a  ciafcur.o,  che  yorrà fòttoentrare  a  queila  bella,  in- 
gegnoft  ,&  honoreuol  fatica ,  .       . 

Delle  Imitationi,&  quel  che  elle  fiano.  Cap.     ^  2. 

O  N  di  poco  ytile  è  la  Imitatione  alli  Compofitori  ;  imperoche  oltra  l 'ornamento ,che  ap- 
porta alla  cantilena ,  è  cofa  da  ingegnofo ,  &  è  molto  lodeuole  :  &  e  di  due  forti  ,fi  come 
è  la  Fuga, cioè  Levata,  £<r  Sciolta .  E  da  1  Franici  etiandio  chiamata  Fuga  :  ma  in  ye- 
ro  tra  la  Fuga ,  &  la  Imitatione  è  quefìa  differenza ,  che  la  Fuga  legata,  0  Sciolta,  che 
ellafifiaji  ntroua  tra  molte  parti  della  cantilena,  lequalifi  per  mouìmenti  fimtli,  0  per 
contrarli, contengono  quelli  iflefìi  interualli,che  contiene  la  lor  Guida;  come  ho  moflrato  :  Ma  la  Imitatione 
fcioltafi  legata,cume fi  yuole  ;  quantunque  fi  ritroui  tra  molte  parti(come  moflraremo)&  procedi  alìiflefjo 
modo,  nondimeno  non  camma  per  quelli  ijìefii  interualli  nelle  parti  confequenti,  chef  ritrouano  nella  Guida. 
La  onde;f  come  la  Fuga  fi  può  fare  all'Vmfono,  alla  Quarta,alla  Quinta ,  alla  Ottatta,  onero  ad  altri  inter- 
ualli ;  cefi  la  Imitatione  fi  può  accommodare  ad  ogni  internatio  daìl'Vnifono,&  dalli  nominati  infuori .  Per 
ilche,fi  potrà  porre  alla  Secondatila  Terza,alla  Sefìa,  alla  Settima,  &  adaltri  interualli  fimili .  Diremo 
adunque  che  litjmttatwne  è  quella ,  la  quale  fi  troua  tra  due ,  0  più  parti  ;  delle  quali  il  Confequente  imitando 
ti  mouìmenti  della  Guida, procede  folamente  per  quelli  tftefli  gradi  ,  fenza  hauere  altra  confideratione  de  gli 
interualli .  Et  la  cognittone  tanto  delle  legate,  quanto  delle  faolte  fi  potrà  hauere  facilmente,  quando  fi  haue- 
rà  conofeiuto  quello ,  che  yoglia  dire  Fuga  legata ,  &  Fugafcwlta .  Ma  per  maggior  chiarezza  yerrò  ad 
■yno  effempio  particolare  ,  dal  quale  fi  potrà  conofeer  quello ,  che  ho  voluto  dire  in  ymuerfale ..     Le  Imita- 


ftlì5^li^f?pi^ffejg^f"f^f^ 


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Parf.acuta. 


|||pÌp||ÉÌÈ|*Élì|È 


Parte  graue . 


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tieni  adunque ,  che  fi  fanno  per  contrarij  mouìmenti,  hanno  al  medefimo  modo,  che  hanno  le  Fughe,  le  Gui- 
da j&d  Confequente  :  Onde  fi  yfa  anco  nelfcriuere  in  lungo  la  Guidagli  ifiefii  modi,  che  furono  yfati  nelle 


Fughe, 


i8 


Terza 


Fughe,  cioè  porre  le  lor  Prefe,  &  le  Coronate,  come  ho  mofirato .  Ma  il  Canone  3  o  Re«oU  di  quefì e  fi  ferine 
in  cotalguifa .  Si  canta  alla  Seconda ,ouero  alla  Terxa,opur  ad  altre fimili,acuta,  otier  vraue,  pacando  due 
tempi,  o  più,o  meno.  &fe  le  parti  procedeno per  mouimenti  contrarij,  fi  aggiunge  queJìaparticella,Per  mo 
Minienti  contrarij .  Si  debbe  dipoi  auertire,  che  nelle  Sciolte  fi  può  cauare  il  Conferente  dalla  Guida ,  parte 
per  imitatione,&  parte  in  confequenxa.Cofi  parte  in  mommenti  fimilt ,  &  parte  in  mommenti  contrarij; 
ddche  farebbe  troppo  lungone  l fi  yolejfe  dar  nottua  particolare  di  ogni  copi  minima.  Hora  etafeuno  farà 
auertitoperfempre,di  ordinare  in  tal  maniera  le  parti  della  (ita  compofitione ;mafiimamente  nelle  Fmhe,& 
Imitatiom  legate, che  procedeno  per  mouìmenti  contrarij, che  fi  pofimo  cantare  fenxa  dtfeommodo.  Et  per  da 
re  di  ciò  qualche  lumejnòpoflo  di  fopra  lo  effempio  particolare  delle  Imitationifaoke;accioche  da  ejfofipojfit 
trar frutto  di  fletto, ch'io  ho  detto  di  (òpra;  ilche  moflrato,yerrò  poi  a  gli  effempi  delle  Imitatiom  levate. 
La  Imitatane  legata  fi  potrà  conofeer  da  queflo,che  hauerà  la  Guida,®  ilConfequente,  che  fono  fluiterà 
laltro;non pergliijlefit  interuattv.mafibene per queìliiflefiimouimenti,ouer  gradi;  come nett'effempio  polio 
qui  fitto  fi  yede .  Et  quefiafi  conofee  effer  mamfeflamente  yna  Imitatane,®*  non  Fuga:  percioche  il  Con- 


Jd£±W$ 


GVID^C 


SSìifeliiill^iiii 


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Trffttyft 


V-s 


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CONSEQVENTE. 


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j±t 


4 


fequente  canta  per  yn  Ditono  più  acuto  detta  Guida .  Et  ancoraché  fono ,  &  l'altro  procedino  per  gli  ijìefii 
gradano»  procedeno  però  per  ^li  ijlefii  interuattucome  ho  detto.  Volendo  adunque  ridurre  tale  Imitatione  in 
yna  parte  fola, la  dilaneremo  alfottopoflo  modo;  ponendole  di  fopra,  la  Regola,  che  wfegnerà  quello ,  che  fi 
hauerà  da  tenere  nel  cantarla, in  quejìa  maniera . 

Si  canta  dopo  vn  tempo,proccdendo  per  vn  Ditono  acuto. 

i 


5^ 


iiiiSS^iHS 


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Due  parti  ndutte  in  yna. 


^iiiiliiìsSlìipiilg 


Ma 


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Parte. 


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1 1 9 


i — 


Ma  in  quelle  Imitationifihe proc edeno per  mnuimenti  contrari]  fi  tiene  altro  modo  peonie  nello  ejjèmpio  pò- 
fio  qui  [otto  fi  puh  y  edere. 


llliÉS!É!!ilii 


GVID^C. 


lllyillllllill^^^ 


|Ì|JÉg=|È|EÌEl|ÌE|E|E|3ÌE| 


iiipliiiill§iìipiig 

IlliillÉiiÉ 


CONS  E-QV  ENTE 


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!Ìe|é|=j=5eÌ 


Et  accio  fi  vegga  in  qual  maniera  per  l'auenire  fi  habbia  da  procedere ,  quando  fi  vorrà  porre  infieme  la 
Guida&  d  Confequente^Jcriuerò  tale  Imitatione  in  lungo,colfuo  Canone  fi  Regola  in  cotal  modo . 

Si  canta  all'Vnifono  dopo  due  tempi, per  cdns 
trarii  mouimenti. 

i 


^^^^^g 


Le  due  parti  pope  di  [opra  ridutte  in  ima. 


Sì  ritraila  etiandiovna  forte  di  compoftionefmilejaqual contiene  la  Guidai  il  ConfequeMe ,  parte  in 
*$%*>&  parte  in  Imkatione;come  qui  fi  vede , 

E      i  Laqtta 


22Q 


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CON  SEQ_VENTE. 


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ÈggJijiÉÉpfj^gÉfe^f 


La  quale  fi  fuol  ridurre /òpra  yna  parte  filatoi  fuo  Canone,  o  Regoli  in  queflo  modo , 


Fuga  in  Diapente  graue,  dopo  due  tempi , 


EEÉEÈ; 


gì|ìl|Esp;|ln^i;|i|p-iJÌ;g 


Le  Due  parti  mojirate  ridutte  in  yna , 


Imperoche  communemente  è  detta  Fuga  ;&  ftyfk  molto  fpeffo  nelle  compoftioni  a  più  voci ,  come  fi  può 
■vedere  in  molte  cantilene .  Et  in  vero  non  è  da  prezzare  ,an^i  da  porla  fpejfe  -volte  in  vfo:  peràoche  fa  U 
compofitione  ingegnosa ,  &  fa  anco  buoni  fimo  ejfttto .  Ma  fi  debbe  fapere,che  nelle  Fughe  &  nelle  Imi~ 
tatiom,chef  trouano  nelle  compoftioni  a  più  -voci,  Legatelo  Sciolte  che fanojì  poffono  porre  le  Quarte,  @* 
fare  molti  altri  paffaggi ,  che  ritornano  bene  :  perciuche  le  altre  parti  fono  digrande  aiuto  al  Compoftore, 
ancora  che  nelle  compofitiom  di  due  yoci  le  Quarte  non  fi  pontino  :  perche  non fanno  buono  effetto.  Pero 
farà  bi fogno,  che  il  Compoftorefìta  auerttto,  che  non  cade  fé  in  qualche  errore .  Ma  quefo  fi  a  detto  a  fuf- 
fcienxa  intorno  alle  Fughe, &  alle  Imitationi  ;percioche  di  alcune  di  quelle ,  che  fi  pongono  nelle  compof- 
tioni a  più  yoci,ragwnaremo  altroue. 

Della 


Parte 

Della  Cadenza ,  quello  che  ella  fia ,  delle  fue  fpecie ,  &  del 
fuo  yfo ,  Cap.     ^  5. 


221 


/  f*  To/f  e  di /opra  ho  fatto  mentione  della.  Cadenza  &  hora  diro  quello,  che  ella  fia,mo- 
Slrerò  le  forti  della  Cadenza,  &  infegnarò  in  qual  miniera  fi  yfino .  La  Cadenza  adun- 
que è  yn  certo  atto,  che  fanno  legarti  della  cantilena  cantando  infume,  la  qual  dinota ,  o 
quiete  generale  deUtharmonia ,  o  laperfettione  delfenfo  delle parole, /òpra  te  quali  la  can- 
tilena è  compolla .  Oueramente paterno  dire ,  che  ellafia  yna  certa  terminatone  di  yna 
parte  di  tutto  l  concento ,  &  quafi  mezana ,  o  yogliamo  dire  finale  terminatane ,  o  diflintione  del  conteflo 
della  Oratione .  Et  benché  la  Cadenza  fa  molto  neceffarìa  nelle  harmonie  -.percioche  quando  non  l'hanno , 
mancano  di  yngranie  ornamento  necejfario , fi per  la  diflintione  delle  fue  parti ,  come  anco  di  quelle  della  O- 
ratione  ;  non  è  però  da  y farla,  fé  non  quando  fi  ariua  alla  Claufula ,  ouero  al  Periodo  contenuto  nella  Profà , 
0  nelVerfo  ;  cioè  in  quellaparte,  che  termina  il  Membro  di  effa ,  ouero  yna  delle  fue  parti .  Onde  la  Caden- 
za è  di  tanto  y alare  nella  Mufica ,  quanto  il  Punto  nella  Oratione  ;  &  fi  può  yer amente  chiamare  Punto 
della  Cantilena .  E  ben  yero,  chef  pone  anco  douefi  ripofit ,  cioè  duue  fi  troua  la  terminatione  di  yna  parte 
dell'harmonia ,  nel  modo  che  fi  fermiamo  etiandio  nel  conteflo  della  Oratione,  quando  fi  troua  non  follmente 
la  diflintione  mezana ,  ma  ancora  la  finale.  Ne  la  douemo  porfempre  in  yn  luogo  ;  ma  fi  bene  in  luoghi  di- 
uerfi,  accioche  dalla  yarxetà  ne  feguiti pm grata ,  &pià  diletteuole  harmonia .  Et  debbeno  terminare  infu- 
me il  Punto  della  oratione,  &  la  Cadenza  ;  nongiafopra  qual  fi  yoglia  chorda  ;  ma  nelle  propie  chorde  reo-o 
lari  de  i  Modi ,  ne  i  quali  farà  eompofla  la  cantilena  ;  le  quali  churde  moflrerò  nella  Quarta  parte  mando  ra 
gionerof eparatamente  di  ciafeun  di  loro .  Ma  fi  debbe  auertire ,  che  le  Cadenze  nelli  Canti  fermi  fi  fanno  in 
una  parte  (ola  :  ma  nelli  figurati fi  aggiungono  altre  parti.  Et  in  quelli  fi  pugono  finita  lafentenxa  delle  paro 
le  ;  in  queflipoi  non  folamente  fi  fanno, quando  fi  ode  la  Claufula  perfetta  nella  oratione  :  ma  alle  yoltefi  y fa- 
llo per  necefiità,&  per  fruire  yn  certo  ordine  nel  Cotrapunto, principiato  dalCompofitore .  E  ben  yero,che 
quelle  del  canto  figurato  fi  trouano  di  due  fòrti ,  cioè  quelle ,  che  terminano  tra  due  parti  per  l'Vnifono  ,& 
quelle,  chefinifeonoper  la  Ottaua .  Et  benché  ye  nefiano  alcune  altre,  chefinifeonoper  la  Quinta,  &  alcu- 
ne altre  per  la  Terza,  &  alcune  per  dmerfe  altre  confònanze  ;  non  fino  però  da  effer  dette  affolutamente  Ca 
denze  ,fe  non  adyn  certo  modo,  &  con  yna  aggiuntwne ,  cioè  Cadènze  imperfette .  Si  trouano  tutte  le  fior 
ti  di  Cadenze  in  due  modi  ;  ouero  che  fono  Semplici  ;  oueramente  che  fono  Diminuite .  Le  Semplici  fono  quel- 
le, le  cui  parti  procedeno  per  figure ,  o  notefimili ,  &  non  contendono  alcuna  diffonanza;  &  le  Diminuite 
fono  quelle,  che  contengono  tra  le  parti  della  cantilena  -varie  figure ,  &  alcune  Diffonan-xe .  Et  ciafeuna  di 
loro  è  contenuta  almeno  da'tre  figure, firn  nella  parte  graue, onero  nella  parte  acuta  della  cantilena  ;  &  fi  fan 
no  almeno  tra  due  parti,  che  proceduto  per  mouimenti  contrarij .  La  prima  fòrte  di  Cadenza  adunque  termi- 
nata per  l'Vnifono  è  quella, che  contiene  in  fé  yn  progreffo,  che  fanno  due  parti  di  alcuna  catilena  l'yna  eotra 
l'altra;deUe  quali  l'yna  afeendendo,  et  poi  difendendo, ouero  difendendo  folamete  con  le  fue  finire  per  gradi,o 
mouimenti  cogiuntijet  [altra  afeendendo, et  poi  afeendendo  per  gradi  fimili;effendo  la  fecoda  fntra  della  par 
te  graue, co  la  fecoda  della  acuta  dittante  per  yna  Terza  minore;  le  terze  figure  di  ciafeuna  parte  y'eno-ono  a 
finire,  &  cogiungerfi  in  yna  chorda  iflefja  ;  cioè  in  yno  ifleffo  fuono.  Quefla  Cadenza  fi  può  fare  etiandio  in 
diuerfi  altri  modi  ;  mafacciafi  in  qual  maniera  fi  yoglia,  che  importa  poco  ;  pur  che  le  fue  yltime  figure fila- 
nocon  le  antecedenti  collocate  al  modo  detto  ,&  fi.  come  nel  fottopoflo  effempio  fi  può  y edere . 


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Le  Diminuite 


222 


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Le  Diminuite,  terminate  per  Tvn'ifonofono  quelle ,  che  contendono  yn  fimìl  procedere  ;  ma  fi  fanno  con  di- 
uerje  figure  ,  tra  le  quali  fi  ritroua  la  Sincopa  3  della  quale  la  fua  feconda  parte  ;  che  è  quella ,  che  è  percoffa 
dalla  Battuta  ,fi  truua  dijfonante,  cioè  ima  Seconda .  Onde  dopo  effa  immediatamente  feguendo  la  Ter- 
za minore,  fi  mene  a  f iure  nell'Vmfono . 


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filili  ^5:  5£xXX^::  :  I  Et  perche  li  Franici  fogliano  il  più  delle  vol- 

ty1- — "® — 4t  te  diminuire  quella  parte  della  Cadenzale 

contienela  Sincopa ,  per  potere,  fecondo  che 

-      '"'  /;  torna  commodo, accommodarleliarmonìe 


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alle  Parole;  pero  atlanti  ch'io  vada  più  oltra, 
"voglio  porre  tali  Diminutiom ,  che  fi  yeo-- 


10  ,&  franno  le  fiotto  pofle  Je  quali  ne  potranno  apportare  molto  commodo;  come  Tederemo  nella 

iliiSiliililliiiiil 


Quarta  parte .  Qui  debbe  ciafcuno  Copofitore  kuertire,  accio  non  pigliaffe  qualche  errore,  che  quantùnque  le 
C  adexe  fiano  pofie  filamenti  ne  1  moflrati  luoghi;  nondimeno fi poffono fare  anco  in  qualunq;  altro  luo?o,oue 
torna  più  commodo ,  pur  chef  offeriti  la  Regola  data  di  fopra  nel  cap.  3  8 .  di  andare  dalla  Confonanza  im~ 
perfetta  Ala  Perfetta  con  la  più  vicina .  La  onde  fa  diwfignò ,  che  nelle  penultime  figure  di  quefìe  Cadenze 
fia  la  Terza  minore  ;  la  qualfemprefi  -udirà ', quando  faranno  il  mouimento  all'Vntjono  di  mamerajche  l'u- 
va difiendi  per  mouimento  congiunto  del  Tuono,  &  l'altra  con  un  filmile  mouimento  dì  Semituono  ma<r  gio- 
ve ,  0  per  il  contrario  *  Et  ciò  fi  potrà  fempre  fare  in  ctafcun  luogo  }fenza  porre  ilfegno  della  chorda  chroma- 
tica  ,perfare  dell'mteruallo  delTuono  un  Stmituono  :  Imperochem  quella  parte ,  che  tra  la  penultima  figu- 
ra, &  la  ultima  fi  troua  il  mouimento,  che  afcende ,  fempre  fi  intende  effere  collocato  il  Semituoiio  ;  pur  che 
l'altra  parte  non  difcenda  per  filmile  interuallo  :  concwfiache  allora  il  Semituono  non  fi  potrebbe  porre  da  due 
parti,  cioè  nella  parte  graue ,  &  nella  acuta  :  perche  fi  udirebbe  uno  mteruallo  minore  di  un  Semidttono,  che 
farebbe  diffonante .  Ma  la  Natura  hàprowflo  infiimil  cofia  ipercioche  nonfolamente  li  periti  della  Mufiica  .- 
ma  anco  li  contadini ,  che  cantano  fenza  alcuna  arte ,  procedevo  per  l'interuallo  del  Semituono .  Et  quefìe  fo- 
no dette  Cadenze  propiamente  ;  ancora  che  quando  le  lor  prime  figure  ntrvuaffero  dfianti  l'una  dall'altra, 
per  Quinta ,  &  le  feconde  per  un  Semiditono ,  <&  le  ultime  fintfjero  per  l'Vntfono  ;  come  fono  le  fiottopofle  t 
non  farebbeno,  che  non  fi  poteffero  chiamare  Cadenze  :  quantunque  fi  potè ffe  dire,  che  fi  chitm afferò  Caden 

ze  impropiamente .  La  Cadenza  terminata  per  Ot- 
taua  è  di  tal  forte ,  che  le  fue figure  uoglmno  effere  ordi- 
nate in  cotalmodo  ;  che  la  prima,  la  fico  n  da, &  la  ter- 
za figura  della  parte  acuta  ;  &  la  prima ,  la  feconda  , 
<ÌSr  la  terza  della  parte  graue  fi  muoiano  con  mouim  en- 
ti contrar'u ,  <&  congiunti,  l'ima  parte  cantra  l'altra;et 
le  feconde  figure  delle  parti  fiano  diflanti  l'ima  dall'al- 
tra per  ima  Sefla  maggiore,^  te  ultime  per  una  Ol- 
tana. Et  quantunque potejje  effere  alcuna  differenza  di 

fempre 


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Parte. 


225 


mouimenti  tra  le  prime,  &  le  feconde  fiprre  :  percioche  facendo  le  figure  della  parte  acuta  ì  loro  mommenti 
fempre  congiunti ,  quelle  iella  parte  graue  alcune  volte  potranno  procedere  per  mouimenti  fiparati ,  difen- 
dendo alcuna  -volta  infieme  ;  tuttama,fiano  accommodate  in  qual  maniera  fi  vogliono  Je feconde  fio-ure  della 
Cadenza  fi  porranno  fempre  diflanti  l'vna  dall'altra ,  per  l'mteruallo  di  Sefla  maggiore ,  &  le  vltime  fini- 
ranno in  Ottaua .  Et  ciò  fempre  tornerà  bene, -quando  vna  parte  farà  il  mouimento  del  Sem it nono  fi  nel  gra- 
ue, ouerament  e  nell'acuto  ;  &  l'altra  quello  del  Tuono ,  cofi  in  quefìe  come  in  ogn  altra  fòrte  di  Cadenza,  fia 
femplice,  0  diminuita .  E  ben  vero  che  le  Cadenze  diminuite  hanno  la  Sincopa ,  nella  quale  fi  ode  la  Settima 
fopra  la  fua  feconda  parte,  cioè  nel  battere  :  Ma  la  Cadenza  femplice  è  tutta  confonante  :  percioche  lefuefim 
ve  fono  tra  loro  equali  ;fi  come  ne  1  fiotto  pofìi  effempiftpuò  vedere . 


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Si  può  etiandio  vedere,  in  qual  maniera  fpeffie  volte  fi  può  cambiar  le  parti 
della  Cadenza  tra  loro,  &  porre  quel  paff aggio ,  che  fa  la  parte  pofta  nel 
graue ,  nella  parte  acuta  ;  &per  il  contrarto ,  quel  che  fa  la  parte  acuta , 
porlo  nella  parte  graue ,  che  cornfpondino  per  vna  Ottaua  :  percioche  tali 
mutationifono  molto  commode  alli  Compofitori .  oltra  quefìe  due  forti  di 
Cadenza,  ve  n'è  vn  altra  terminata  per  Ottaua, ouero  per  Vmfionoja  qual 
fifa,  quando  fi  pone  le  feconde  figure  della  parte  graue ,  &  quelle  della  par 
te  acuta  diflanti  tra  loro  per  vn  Ditono,  facendo  difcendere  la  parte  graue  per  mouimento  di  Quinta ,  onero 
offendere  per  quello  di  Quarta  ;  &  afcendere  la  parte  acuta  per  mouimento  congiunto  ;  come  fi  vede . 


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224 


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Et  fono  quefle  Cadenze  di  due  forti  medefimamenteicioè, Semplici^  Diminuite;come  fi  pub  vedere  .Qjitl 
le  che  fono  Semplici ,  hanno  le  figuri  fimdi  ;  &  le  Diminuite  hanno  le  figure  diuerfe  ;  &  tra  loro  fi  ritrova 
la  Sincopa ,  che  ha  netta  fua  feìonda  parte  la  Quarta ,  dopo  la  quale  figlie  immediatamente  la  Terza  mag- 
giore ;  come  ho  moslrato .  Ma  perche  quefle  Cadenze  non  fi  yfiano  molto  di  lungo  nt  Ile  ccmpofitwm  di  due 
■voci  :  conciofia  che  lo  afcendere  per  li  mcjìrati  mommetiti  jeparati  [  &  lo  dijcendere  avco.è  propio  delia  par- 
te grauijìima  di  alcuna  compofitione  compojìa  a  più  -voci,  nella  quale  fi  vfano  sperò  fi  guardaremo  di  porr 
le  troppo  jfefjo  ;  &  quando  le  twrremo  porre  ,fempre  le  porremo  nel  mezp ,  &  non  nel  fine  della  cantile- 
na;&  qtiado  la  necefiità  a  ciò  fare  ne  aJìringeJfe;cioè  quando  vohfiimo  porre  le  parti  della  copofitione  in  Con 
fequenza ,  onero  netta  lmitatione  ;  fecondo  li  modi  mojlraa  di/opra  ;  &  quando  non  fipoteffe  hauere  per 
altra  -via  un  paffaggio  commodo  al  cantare ,  &  vna  grata  modulatone .  E  ben  -vero  3  che  ciueflo  voglio 
che  più  tojìofia  conjegho ,  che  precetto  :percwche  quando  fi  pcnefjero  anco  nel  principio ,  &  nel  fine  non  fa- 
rebbe grande  errore  .  Oltra  di  quefiofi  trotta  la  Cadenza  terminata  per  Quinta ,  oueroper  Terza,  o  per  air 
tra  confinanza ,  la  quale  è  detta  Cadenza  impropiamente  ;  &  è  contenuta  fimttmente  da  vn  numero  filmi- 
le di  figure  ;  &è  ordinata  in  tal  modo  5  che  effendo  le  feconde  figure  dett'yna ,  &  dell'altra  parte  dilìanti 
per  yna  Terza ,  le  yltime  vengono  a  cafcare  m  yna  dette  nominate  confinanze  ;  &  quello  quando  la  parte 
acuta  fa  il  mouimento  congiunto  afcendendo .  Etèdi  due  forti  ~  cioè  Semplice  \  &•  Diminuita  ;  ciafiuna  det- 
te quali  hormaiper  tanti  effempi  dati  difopra ,  credo  che  fila  da  ognuno  conofauta  :  La  onde  bafìarà  dire  fit- 
tamente, che' netta  Diminuita  fi ode  la  Quarta  netta  feconda  parte  della  Sincopa,^  non  altra  dijfonanzaft 
come  fi  può  ydire  in  ciafiuna  che  fi  troua  netti  fitto  pofli  effempi . 


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Ne  in  queste  (  quando  fi  fanno  a  due  yoci  )  è  necefftrio ,  chefempre  fi  odi  in  yna  parte  il  mouimento  del  Se- 
mituono  maggiore ,  o  grane,  onero  acuta  che  ettafia  -.percioche  fi  vdirebbe  atte  uolte  tra  le  parti  la  relatìor 
ne ,  che  non  farebbe  harmonica  ;  fi  come  nelcap.  3  o.  ho  dichiarato .  Sarebbe  cofia  molto  tediofa ,  fi  io  volefi- 
fie  dare  yno  e ff empio  particolare  di  ogni  Cadenza  propia ,  &  non  propia  :  conciofia  che  fono  qua  fi  infinite; 
onde  e  dlbifigno,  che'l  Contrapuntifìa  s'ingegni  di  ritrouarnefimpre  di  nuoue,  wuefligando  di  continouo  mio 
uè  maniere  ;  &fi  vuardi  di  non  commettere  errore.  Et  ac  cloche  luipoffa  y  edere  in  qua!  modo  te  Cadenze  fi 
pofiinoper  diuerfi  modi  ordinare,  &  in  qual  m  amerà  fi  pofimo  vfiare ,  per  non  andare  in  lunpo ,  porro  molti 
ejjempi ,  da  i  quali  fi  potrà fiorgere  quello ,  che  fi  hauerà  da  fare  nella  wuentione  delle  altre . 


Non 


Parte.  225- 

miiiiSfgiimÉi 


ÌÌElÌ$;fe:ÉÌÌìÌSStÌ?Ì5ÌSÌ 

Graue . 


ÌiÉÌÌi!fe3ÉI:±iilÌliÌÌ 


Non  voglio  etiandio  reflar  di  dire ,  che  li  Franici  fogliano  vfare  alle  volte  nelle  Cadenze ,  &  in  altri  luoghi 
ttìandio ,  in  vece  delht  Semibreuefincopata  ,  la  Semibreue  col  punto,  poflo  dtffonante  ;  vfando  poi  quelle  cir 
cojlanze  j  che  conuengono  alla  Cadenza,  &  alla  Sincopa pofla  in  cotal  modo .  Et  benché  cotalcofa  fia  tol- 
lerata, nondimeno  non  fidila  a  pieno  ilfentimento .  La  onde  ejjòrtarei  il  componitore  a  non  fare  fimil  paffag 
pi  molto  Jpefjo  nelle  fue  compofitioni ,  ancora  chefiano  in  vfo  :percwche  (  fecondai  mio  guidino)  parmi,  che 
non  fiano  da  efferpofle  nel numero  delle Cadenze  i  mafimamente  non  offeruando  tutto  quello ,  che  ricerca 
la  Cadenza  ;fi  come  ognvno  potrà  giudicare ,  dopo  che  bauerà  vditi,  &  effaminati  lifottopofìi  effempi . 


^è^^^^}Sè^^±^^± 


*— h- 


lAcuto . 


ìU&è^&WMiièrìM 


Graue . 


jl  perche  concludendo  hormai  dico,  che  fé  le  Cadenze  furono  rìtrouate,fi  per  la  perfezione  delle  parti  di  tut- 
to il  concento  ;  come  anco,  acciocheper  il  fio  mezpfi  hauefje  afmre  la  fentenza  perfetta  delle  parole  ;  è  ho- 
tiefìo  ,  che  volendola  terminare  per  effe ,  chefifmfcaper  vna  delle  confinanze  perfettif ime,  cioè  per  la  Ot- 
taua  ,  0  almeno  per  l'Vmfono  ;  accioche  il  Perfetto  proportionatamente  fi  venga  afmre  col  Perfetto .  Ma 
quando  fi  vorrà  fare  alcuna  dijìintione  mezana  deìl'barmonia ,  &  delle  parole  infieme ,  le  quali  non  bab- 
hiano  finita  perfettamente  la  loro  fentenza  ;  potremo  vfar  quelle  Cadenze ,  che  finifcono  per  Terza ,  per 
Quinta ,  per  Sejìa,  oper  altre  fimilt  confonanze  :  perche  ilfnire  a  coteflo  modo,  non  è  fine  di  Cadenza  perfet 
ta  :  ma  fi  chiama  fuggir  la  Cadenza  ;fi  come  hora  la  chiamano  i  Muftci .  Et  fu  buono  ilntrouare,  che  le  Ca 
denzefimjfero  anco  in  tal  maniera  :  conciofia  che  alle  volte  accafca  al  Compofitore ,  che  venendoli  alle  ma- 
ni vn  bel  paffaggio,  nel quale  fi  accommodarebbe  ottimamente  la  Cadenza, &  non  battendo  fatto  fine  al 
Periodo  nelle  parole  ;  non  effendo  honejìo ,  che  babbiano  a  finire  in  effa  ;  cerca  di  fuggirla ,  nonfolamente  al 
modo  mojìrato  :  ma  nella  maniera  ch'io  moflrero  nel  feguente  capitolo .  Et  fé  bene  da  quello ,  che  ho  detto , 
fipojfa  concludere ,  che  qualunque  volta  alcuna  Cadenza  non  finirà  nella  Ottaua,  ouer  ne\l'Vmfono,fipoJfa 
chiamare  Imperfetta  -.perche  fi  fug  gè  tifine  perfetto  ;  tutt ama  perche  dfuggir  la  Cadenza  fi  fa  in  molti  al- 
tri modi ,  voglio  che  vediamo  hora  in  qualgmfa  la  fi  poffa fuggire ,  &  il  modo  che  fi  potrà  tenere ,  quando 
vna  parte  dui  Contrapunto  farà  il  mouimento  feparato  ;  cioè  quando  fi  muouerà  di  due ,  opiu  gradi  ;  come 

Accade  molte  volte  nelle  (ompofttioni , 

F         il  modo 


226 


Terza 


Il  modo  di  fuggir  le  Cadenze  ;  &  quello ,  che  fi  ha  da  ofleruare, 
quando  il  Soggetto  farà  il  mouimento  di  due ,  o 
più  gradi.  Cap.   ^4. 

ARMI ,  che  qui  non  fi  babbia  da  far  molta  dimora  -.percioche  io  penfi ,  per  quello  che 
fin  bora  fi  è  detto ,  &  tnojìrato  3  che  ciafeuno  poffa  bormai  molto  bene  effere  iììrutto  in 
cotd  materia,  &  nelle  cofe  etiandio,  che  fono  ytili,&  necejfane  aliane  del Contrap un- 
to .  La  onde  (fi  come  mi  aueggo  )  baflarà  folamente  dire ,  che'l  Fuggir  la  Cadenza  fu 
(  come  hauemo  yeduto  )  yn  certo  atto  ,  il  qual fanno  reparti ,  accennando  di  yoler  fare 
ynaterminatwne  perfetta ,  fecondo  l'yno  de  1  modi  moflrati  dijopra  ,&  fi  riuolrono  altroue;&  baftarà 
forre  imo  effempio ,  dal  quale  fi  potrà  comprendere  in  quante  maniere  la  potremo  fuggire  ,  quando  tornava 
vi  proposto  ;  &  anco  fi  potrà  veder  quello,  chef  batterà  da  offeruare,  quando  il  Soggetto  farà  alcuni  meui- 
menti  di  Ter^a,  0  di  Quarta,  0  di  altri fimili  interualltfeparati .  Di  modo  che  quando  a  Uòmo  farà  in  ciò  mot- 
to bene  inflrutto,  potrà  ftpere  quello,  chehaueràdafare,  quandogli  accaderà  yfarfmilipaffavn . 

iiillllpliSfillSliSiSiSS 


^fctito . 


flIÉÉiiìÈÉilIilÉÉI 


*v- 


plggiiìgfigjiìglggpilgg 


llì^ìil^frlifi^ilfi^l^ 


sjf|^§gjsii^fj$glffì|f|ìfffeg 


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Siiiigiliiii 

liLliiliiiiiiliifiig 


ilgilllliilil 


3: 


;£ééjìeì 


. 


■ 

Quando 


Parte.  227 

Quando  e  lecito  di  vfàre  in  vna  parte  della  Cantilena  due ,  o  più  volte 


vn  paffaggio ,  &  quando  non 


Cap.    fT, 


I  COME  la  -varietà  delle  co fé  apporta  piacere ,  <&  dilettatane  ;  cofi  la  cofa  ifleffc 
troppo  y fiat  a  ,  alle  -volte genera,  noia,  &fa(ìidio .  La  onde  doiiemo  cercare  [opra  on  al- 
tra cofa  ,  per  non  cafeare  in  alcuni  errori  communi ,  che  li  nofiri  Contrapunti  fiano  -va- 
riati di  maniera ,  che  non  fi  odi  due ,  opìù  -volte  -vn  paffaggio  ,&yno  ifteffo  concento , 
replicato  nelle  ìfteffe  confinante,  negli  iflefii  mouimenti,  &  nelle  idejje  chorde .  Et  ben 
che  fa  imponibile ,  che  in  quefli  Contrapunti  fatti  a  cjuejto  modo ,  quando  faranno  bene  ordinati  ,f  oda  al- 
cuna cofa,  che  fia  diffinante,  &  che  non  fia  grata  all'udito  ;  tuttauia  il  replicar  tante  -volte  -vno  ijhffo  con  - 
cento  non  da  quel  piacere,  che  darebbe,  quando  fuffe  -variato .  Oltra  di  ciò  il  Compofitore  farebbe  giudica- 
to molto  pouero  di  inueutwne,  da  quelli ,  che  fono  intelligenti  dell'arte:  conciofia  che  penfarebbeno  (ha- 
' vendo  yfato  l'iileffo  paffì<rgio  più  di  vna  yolta  )  che  non  haueffe  alle  mani  altro  contrapunto .  Debbe  adun- 
que ciafeuno  effere  auertito ,  di  non  commettere  una  cofa  finale ,  chef  ritroua  nello  effimpio  poflo  qui  di  fat- 
to ;  e/fèndo  che  cotal  coffe  gli  può  attribuire  a  yitio . 


^t±±^±±±^^=^^^rr 


.  ^irjiji: 


Soggetto. 


ISiiìiìlipiiiliilliliiil 

Contropunte , 

piimiiiiÉiiipii 


Ho  detto ,  che  non  fi  debbe  vfar  molte  yolte  yn  paffaggio ,  intendendo  del  Contrapunto  replicato  nelle  iflef- 
fe  confinante ,  negli  iftefi  mouimenti ,  &  nelle  iflejjì  chorde  :  peraoche  non  filo  è  lecito,  ma  è  molto  lode- 
noie  il  replicar  quante  yolte  fi  y  itole  ,obuoteyna  modulatane  iflefja ,  &  yno  ifleffo  paffag  no ,  pur  che'l 
Contrapunto  fa  fempre  differente ,  &  variato  :  effendo  che  tali  repliche  hanno  yn  non  fi  che  di  mgegnofi  ; 
la  onde  ogn  yno  fi  de  sforzare  di  far  tali  repliche ,  qualunque  yolta  gli  occorrerà  di  poterle  fare ,  che  ftiano 
bene  ,fen%a  e  ferii  alcuno  errore  :  perocché  farà  riputato  dagli  intelligenti  huomo  di  pellegrino  inaeo-no ,  & 
abondante  di  inuentione .  Ho  detto ,  che  fi  de  sformare  :  peraoche  non  è  obltgato  il  Contrapuntijla  di  manie- 
ra ,  che  non  poffi  mutare ,  &  cambiar fimili paffavgi  fecondo!  fio  yolere  :  effendo  che  replicati  in  cotal  mo 
do ,  non  fi  potrebb'eno  yfir  troppo  di  lungo , fi  non  con  grande  difeommodo  delle  parti;  cioè  con  fimjlre 
modulationi .  Ma  quando  non  accoderanno  cotali  inconuementi ,  fi  potranno  replicare  :  peraoche  fanno  buo- 
no effetto  ;fi  come  nelli  fittopoflt  effempifpuò  ydire . 


■+- 


Sbizzir—:  zzz&&:±$rz£$±tt±z=  $ 


^~^^^±-^^ 


Soggetto. 


fc^H^.»'»1^; 


Hill! 


=F*fa=2 


-w- 


Contrapunto . 


ÉÌiS§ÌÌilÌi^ilÌllÌÌÌ 


228  Terza 

llilllilllliilliillli 

P       Purf  e  àatf  .< . 


Et  perche  alle  uoke  li  Muftci fi  fogliano  omigare  diftre  il  contropunta,  tifando  fempre  un  buffar  pio ,  carian- 
do però  il  concento  ;  il  qual  modo  è  detto  Far  contrapunto  con  obligo;  &talt  repliche  ,o  pàjjaigi  fi  chia- 
mano Pertinacie  ;  però  quando  alcuno  fi  uorrà  obligare  ad  una  copi  fintile  ,piglierà  un  TÌtema ,  opafj 'aggio  , 
&  mcomincierà  a  fare  il  contrapunto fopr a  dpropoflo  Soggetto .  Ma  perche  muda  maniera  di  far  contra- 
punto è  molto  difficile  ;  pero  il  Contrapuntifla  potrà  prendere  alcune  licenze  ;  come  farebbe  di  ufare  alle  uolte 
alcune  modulatwm ,  che  nanfuffero  cofi  ageuoli  al  cantare  ,fi  come  -farebbe  il  douere ,  chefufjero ,  quando  il 
contrapunto  fi  poneffe  in  ferino ,  t&fvfftfen%a  obligo  alcuno .  It  potrà  yfar  quelle  figure  ,  che  piagli  tor- 
neranno commode ,  -variando  il  concento ,  yfando  hora  le  Breui ,  hora  le  Semibrevi ,  hora  le  Minime  ,  (*?■  le 
altre  figure  ;  Le  quali  potrà  porre  bora  fincopate  s  &  hora  forza  la  fucopa  ;  a  ciò  poffa  fanfare  aU'obligo . 
Dcbbe  nondimeno  (empre  hauer  l'occhio  alia  offmuwza  di  quello  ,  che  è  flato  detto  di  [opra ,  £7*  moiìrato  ; 
£•7"  di  fluitare  quanto  paragli  errori  ;  acciai  he  il  juo  contrapunto  non  fa  più  teflo  biafimato ,  che  lodato  : 
Percioche  quella  cofa ,  che  fifa  bene  nel  difficile  _,  è  molto  più  da  lodare ,  che  non  è  quella.,  che  è  fatta  benefen- 
•xa  alcuna  difficultà .  ^Adunque  accwchefi  habbia  di  tal  cofa  piena  cogitinone,  porrò  due  effempi,  da  i  quali  fi 
potrà  conofeere  quello,  che  fi  potrà  fare  negli  altri fimli  ; 

Soggetto,     cj-  Tàffempio  primo . 


li^É?^llllÌf=SÌIfìllÉ=~fe 


Contrapunto . 


gj|ii^||g^liii;ìflllfegìig 


m 


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EJdILtIiijEiìiJ 


Sozzato, 


xt 


Parte  229 


Soggetto^  effempio  fecondo. 
4- *^A*-i    ' 


IplilIgllgilippliglgPfff^ 


:3 


lìgiii 


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;£EjS;EE5E?H:SIEEE^2 


Contrapunto. 


feSSlffìfer^^^ 


Delli  Contrapunti  doppij ,  &  quello  che  fìano  .  Cap.    ^  6". 

^"K  ENDO  -veduto ,  in  qutd  maniera  fipoffa  comporre  ogni  forte  di  Contr.ipunto  a 
due  voci  ;  voglio  che  -vediamo  hora,  in  qual  modo  fi  poffafare  alcune  forti  di  Contrapun- 
to artefciofo  a  due  voci  medefimameme ,  (opra  qual  Soggetto  fi  voglia  ;  che  fi  chiama, 
Contrapunto  dóppio;  il  quale  non  è  altroché  vna  Compofitione fatta  imegnofamente ,che 
fi  può  cantare  a  più  modi,  mutando  le  fue  parti  ,  di  maniera ,  che  replicata  fi  oda  diuerfi 
concento  da  quello,  che  nelle  ifleffe  parti  primieramente  fi  vdiua .  Onde  doucmoftpere,  che  tal  Contrapun- 
to fi  troua  effer  di  due  fini  ;  la  prima  è,  quando  il  Principale  ;  cioè  il  primo  ;  chef  compone,,  &  la  Replica  ; 
cioè  quello,  che  s'intende  dopo  il  primo  ;fi  cantano  mutando  le  parti  m  queflo  modo ,  die  l'acuta  diuentt  crra- 
Ìj  ne,  &  grane  l'acuta  ,fenza  yariatione  alcuna  di  mouimenti .  Et  queslafi  ritroua  etiandiu  di  due  forti  :  im- 
peroche  mutate  le  partici  procede  per  eli  islepli  interualli ,  ouer  amente  per  variati .  Se  pernii  iflefit  inter- 
aalli,  il  Contrapunto  replicato  fi  canta  alla  Duodecima  ;  &  fé' l fi  procede  per  variatici  canta  alla  Decima. 
La  feconda  poi  è, quando  dopo  il  Principale  fi  canta  la  Replicabile  procede  per  mouimenti  contrarij,  cambia- 
te primieramente  le  parti  ;  come  fi  è  detto  ;  cioè  [agrafie  nella  acuta,  &  quefla  nella  grane .  Quando  adun- 
que fi  vorrà  comporre  al  primo  modo,che  procede  per  gli  iflefi  mouimenti, &  per  vii  islefi  interualli;  offer- 
iremo di  non  porre  mai  la  Sefla  nel  Principale  :  imperoche  nella  Replica  non  può  far  confonanza .  Ne  por- 
remo mai  le  parti  delli  cantilena  tanto  diflanti  l'vna  dall'altra ,  che  trappaftno  la  Duodecima  chorda  :  ne 
maiporremo  la  parte  acuta  nel  luogo  della  graue,ne  per  il  contrario  la  grane  nel  luogo  della  acuta  :  concwfia 
che  nonfolo  le  figure, che  paffano  la  Duodecima:  ma  etiandio  quelle  ,perlequalifi  viene  ad  occupare  con  vna 
parte  il  luogo  dell'altra,vennno  a  far  diffonanza  nella  Replica.  Non  porremo  anco  la  Sincopa,  nella  quale  fi 
comenghi  la  Settima:  percioche  nella  Replica  non  torna  bene .  Potremo  bene  vfar  la  Sincopatila  quale  fio, 
la  Seconda  ,&  la  Quarta:efjendo  che  quefìe  vengono  a  far  nella  Replica  buoniflimi  effetti  ,  mafi 'imamente 
quando  è  rifolta  fecondo  i  modimoflrati  altroue.Et  accioche  tra  le  parti  della  Replica  non  fi  oda  alcuna  rela- 
tione,che  nonfia  harmonica;  fi  de  auertire,di  non  porre  per  alcun  modo  nel  Principale  la  Decima  minore,  do 
pò  laquale  ven*fhi  la  Ottaua,o  la  Duodecimale  la  Terza  minore  auanti  l'Vnifono ,  o  la  Quinta  ;  quando  le 
partì  procedeno  per  contrarij  mouimenti  :  percioche  poQe  in  cotal  modo ,  ne  fedite  il  Tritono ,  onero  altro  in- 
commodo  tra  le  parti.  Debbefi  altra  di  ciò  auertire,che  ogni  Duodecima  nel  Principale ,  viene  ad  effer  nella 
Replica  Vmfono,&  orni  Quinta  torna  Ottaua.Etiandiofi  de  offeruare,  che  ogni  Regola  moftrata  di  fopra 
fia  nel  Principale  mteramete  offeruata:  percioche  la  Replica  verrà  ad  efiere  fen%a  alcuno  errore.E  ben  vero, 
che  volendo  finire  il  Contrapunto  con  la  Cadenza,  pira  necefjario,che'l  Principale,  o  la  Replica  habbia  la  Ca- 
denza terminata  per  Quinta,  o  per  Duodecima;itche  amene  etiandio  nelle  Cadenze  mezane  ;  &  tra  le  parti 
fi  vdirà  la  relatìone  del  Tritono .  Ma  quello  farà  di  poca  importanza,quando  il  redo  farà  ordinato  rerola* 
tamente;  come  qui  fi  vede  nel  Principale .    Cantaremopoi  la  Replica  in  queflo  modo,  facendo  acuta  la  par- 

tegraue 


230 


S 


ÉS 


Terza 


±i.±: 


Parte  acuta  del  Principale, 


figli 


14 


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iiiliiliiiliiìliilìliii 


Et 


riz^:±:±T|:: 


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Vartegraue. 

iiigliiiiiill 


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♦- 


1 


liiiiigilill^ìliiii 


j      te  orane  per  yna  Ottaua  3  &  la  fratte  acuta  per  yna  Duodecima  ;  procedendo  per  gli  ijìefii  mouimenti ,  & 
per  li  medefimi  intervalli;  come  qui  fi  yede  in  esempio .  Dal  quale  fi  potrà  comprendere  che'ljuo  Cantra- 


||gg|g^S|gj||||gi||g|| 


Parte  acuta  della  Replica. 

■±s± 


Sisgfìiiigiiaìipfipig 


lfjlililjfiJ£lplifliiìl^E|5 


ifeiiil^|gi^lli$ill|liì^ifejg 


Parte  oyaue. 


■tì- r 


punto  è  molto  "vantato  da  quello  del  Principale,^*  che  molto  è  differenti  ilfuo  concento  ,  Et  queiìofi  chiama 
Coi/trapunto  doppio  alla  Duodecimali  potrebbe  etiandio  porre  la  parte  acuta  nelgraue  diflanteper  yna  Ot- 

taua& 


Parte.  231 

tana,  &  la  grane  nel?  acuto  dijìanteper  yna  Duodecimaj  Ma  perche  non  da  yariatìone  alcuna  di  concento 
differente  da  quello ,  che  fi  ydim  nella  Replica ,  non  lo  porrò  altramente  ;  accio,  non  fi  -venga  a  moltiplicar  le 
cofefenza  propoftto .  Volendo  dipoi  coporre  quello ,  che  tiene  il  fecondo  luogo  nella  prima  marni  ra  ;  cioè  quel- 
lo, che  nella  Replica  procede  per  gli  ijlefii  mouimenti  :  ma  per  infermili  differenti  da  quelli,  che  fono  nelPrin 
cipale  ;  offeruaremo  di  non  porre  per  alcun  modo  nel  Principale  due  confortante  firn  di  ;come  fono  due  Ter- 
^e ,  0  due  Sede,  o  firn  ili  altre ,  l'yna  dopo  l'altra  fenza  alcun  mezo  i  ancora  che  l'yna  fuffe  maggiore ,  & 
l'altra  minore  ;  Et  di  porre  le  Sincope,  chefiano  in  tutte  le  lor  parti  con  fon  ami .  Io  difìt,  che  non  fi  pone  due' 
Selle  -.percioche  in  quejìi,  &  in  altri  fimili  Contrapuntija  Seflafipuò  yfare,  che  fa  buono  effetto  ;  Et  fi  può 
far  che  la  parte  grane  pigli  il  luogo  della  acuta  ,&  quefla  quella  del  grane  ;  come  torna  più  commodo  ;  con 
aueSia  condttione  però,  che  quando  faranno  polle  in  tal  maniera ,  fyna  non  fa  lontana  dall'altra  per  più  di 
yna  Terza  :  effendo  che  refi  andò  ciafcuna  nellifuoi  termini,  allora  fi  potranno  porre  diflanfi  l'una  dall'altra 
per  yna  Duodecima  .E  ben  yero ,  chef  potrebbe  paffar  più  oltrd  :  ma  quando  f  paffaffe  non  bi fogna  porre  - 
per  alcun  modo  la  Terzadecima  -.perche  tornirebbe  molto  difcammoda .  Non  pafjaremo  adunque  la  Duo- 
decima ,  &  offeruaremo  le  Regole  date ,  &  faremo ,  che  le  parti  della  cantilena  cantino  commodamente  , 
con  mouimenti  congiunti ,  più  che  fa  pofibile  :  percioche  quelli  di  Quarta ,  &  di  Quinta ,  poffono  in  alcuni 
luoghi  della  Replica  generare  qualche  difcommodo ,  il  che  ofjeruato  potremo  hauere  yn  Contrapunto  pur- 
gato da  ogni  errore  fimik  a  queflo. 


P       Parte  acuta  del  principale . 


Parte  praue . 


f<>- 


iÉiligÈllSli! 


»"▼  A  ^V-?-^^?-?-^' 


iiii^iiiiisiliiipii 


Ttaneremo  poi  la  Replica ,  quando  faremo  la  parte  grane  più  acuta  per  yna  Ottaua ,  &  t  acuta  più  graue 
per  yna  Decima .  Et  queflo  fi  chiamava  Contrapunto  doppio  alla  Decima,  chef  contiene  in  quejle  due  parti 
pofle  qui  di  fatto .  Si  potrebbe  etiandio  far  graue  per  yna  Ottaua  la  parte  acuta ,  <&>  la  graue  acuta  per 
y'na  Decima^  più  mi  piacerebbe  perche  fi  ydtrebbe  il  Modo  mantenuto  maggiormente  nellifuoi  termini, 
"m>  anco  altra  harmomatma  il  Contrapunto  no  tornarebbe  coflbeneofferuato,  come -quello, che  fi  yede  nella 
Replica.  Et  fi  potrebbeno  quefli  Contrapunti  cantare  etiadio  a  Tre  yoct, facendo  cantare  [òpra  la  parte  graue 
del  Principale  yn  altra  parte  diftanteper  yna  Decima  ;  &  nella  Replica  fatto  l 'acuta,  dtjìante  per  yna  De- 
cimafettima .  E  bèn'yem  che'l  Contrapunto  non  yerria  ad  effer  cof  bene  espurgato  da  molti  errori ,  come  fi-. 
rtbbe  il  douere .  Ma  perche  il  fare  quefla  forte  di  Contrapunto  è  molto  officile,  yolendolofar,  che  yenghi  nel- 
la Replica  fmza  errore  ;  pero  yoglw  porre  alcune  Regole  generali ,  delle  quali  la  prima  farà  (  laffando  molte 
altre  cofe  alladfcrettione ,  &  albuon  giuditio  del  Compoftore  )  che  non  fi  de  por  mai  la  Terza  dopo  IVni- 
fono,  ne  la  T  erza  mede  fintamente,  alter  la  Decimxdopo  la  Ottaua,  quando  le  parti  della  cantilena  difende- 
ranno infume .  Offeruaremo  anco,  che  quando  le  parti  afcenderanno ,  di  non  por  dopo  la  Quinta  la  Sejla  ;  ne 


1. 


meno 


2U 


TT    »V 


Parte  acuta  della  Replica. 

P£ 


Ésì^IieÌiSIiÌIÉìSi^ 


Parte  «rane . 


_r*Ì5*¥-i  -A 


il 


pP^ffffi^l 


wewo  ta  Decima  dopo  la  Duodecima  ;  mafiimamente  quando  la  parte  acuta  non  procederà  per  mouimento 
congiunto,  il  quale  è  alquanto  più  tolerabile  del  [eparato. Similmente  fi  auertirà,  di  non  procedere  dalla  Otta- 
va alla  Decima  minore,  fé  non  quando  la  parte  acuta  farà  il  mouimento  di  Tuono,  &  la  grane  quello  del  Se- 
mituono ;  ne  meno  dalla  Terza,  o  dalla  Quinta  alla  Decima  minore, per  contranj  mouimenti .  Schmaremo' 
il  porre  la  parte  acuta, che  fi  muoua  dalla  Quinta  alla  Terza  maggiore  ;  quando  lagraue  non  farà  mouime- 
to  alcuno .  Cofi  quando  la  parte  acuta  non  farà  mouimento ,  &  lagraue  fi  muouerà,  procedendo  dalla  Quin 
ta  alla  Terza  minore ,  ouer  dalla  Duodecima  alla  Decima  minore  :  Imperoche  la  Replica  non  yerrebbe  ad 
cffere  offeruata ,  fecondo  le  Regole  date .  In  quejìa  maniera  di  Contrapunto  ogni  Decima ,  che  fi  pone  nel 
Principale ,  diuenta  Ottaua  nella  Replica  ;  &  ogni  Terza  ritorna  Quintadecima .  Ma  dehbe  il  Contrapun- 
tifta  comporre  tnfieme  il  Principale,^  la  Replica;&  cofi  il  tutto  -verrà  ad  effer  fenza  errore .  Nel  fecondo 
modo,oue  la  Replica  yà  modulando  per  mouimenti  contrarij  a  quelli, che  fono  contenuti  nel  Principale,  offer- 
endo nelle  file  parti  gli  tflefi  interualli;  fa  dtbifigno,che  ejjò  Principale  habbia  le  Sincope(fe  ne  hauerà  al- 
cuna)che  fi ano  tutte  confonantifiano pofte poi  a  qualmodofi  voglia: percioche fé  haueffero  alcuna  dijfonan- 
■za,non  yerrebbeno  a  far  buoni  effetti  nella  Replica .  Qui  fi  potrà  yfare  {facendo  bifogno)  la  Setta  nel prin- 
cipale :  mabifogna  auertire ,  di  non  porre  la  Decima,  dopo  laquale  feguiti  la  Ottaua;  ne  la  Terza  aiutiti 
l'Vnifono ,  quando  le  parti  afcendeno  infume;  fi  come  nel  fottopojìo  effempio  fi  èojferuato. 


\X% 


Iflpifl^iSìiiìifSiifgg 


Parte  acuta  del  Principale, 


il 


~* 


^±±^±z^±s±ks. 


Parte  <rr>ute. 


^:^^-^^±^3Z±3i 


Haueremo  la  Replica, ponendo graue  la  parte  acuta,&  la  acuta  *raue;quefia  dijìante  dalle  parti  principa- 
li per  yna  Settima,  &  quella  per  vna  Nona  ;  come  qui  fi  yede . 


ir  ±3>3i—i±$:— £  Srtes^ZH 


Hg^!^^^ 


Parte  acuta  della  Replica. 


Componendo 


Parte. 

gllllfiliiiilgì 


Parte  «rane . 


Componendo  in  cot.il  maniera  Je  parti  della  compofitione  fi  poffono porre  nel  Principale  disiatiti  hma  dall'ai 
tra  per  aitai fyo'Aia  infermilo;  fé  bene  ariuaffero  alla  Quintadecima  :  perche  nella  Replica  tornano  beneima, 
non  fi  debbe  porre  le  parti  molto  lontane  l'yna  dall'altra .  Ho  yoluto  dare  quefi  pochi  ejjempi ,  accioche  ef- 
feminatici diligente  Compoftore  poffa  ritrouare  colfuo  intelletto  altre  nuoue&  belle  inuentioni .  La  onde 
foglio  etiaudio  auertire  yna  cofa  ;  che  fé  noi  ofjeruaremo  tutte  quelle  Reo-oleiche  ne  toglievi  potere  yfare  al- 
cuna cofa  nelli  Contrapunti  mojlrati  di  [opra  ;  potremo  comporre  yn  Contrapunto  di  tal  fòrte ,  che  fi  potrà 
Cantare  a  ciafcttno  delli  modi  mojlrati ,  con  grande  yanatwne  di  harmoma  ;  come  nelli  fottopojìif  potrà 
l'edere  &  ydire . 


\§t<&- 


Parte  acuta  del  Principale. 


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tr- 


-*~A—- 


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sifegi^fiifiiì^g^iigigyip 


Partegraue. 


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ilS|ÌII|EÌlflil=li5 


fi|ÌZ^=fÌflf|fe|ìt:jlì? 


Parte  acuta  della  Prima  replica. 


•S f — ' *r ^ —J-J L *| — , 1_,_| 


^^M^te 


G  Non 


234  Terza 

Parte  acuta  dtlit    Seconda  replica. 


jjg^prfi3fì^gi$fjìizf 


Parte  grane. 


llÌS!lÉSil=iÌÌììlìiS|i=llll 


Parte  acuta  della  Terza  replica. 


gl^ilÉìllgèiilSlillìI 


||p^ì^^||^j|||:||Ì^s|iyi||g 


Parte  «rane . 

«9 


^ESJìillsIflllilliiii 


Non  -votrlio  tacere  anco  queflo,pèr  moflrar  l'artefcio  grande  di  quejlo  Contrapunto;che  fé  noi  aggiungeremo 
alia  parte  or  aite  del  Principale, &  della  prima  &  della  terza  Replicatila  parte  acuta  dtjlame  per  ima  De 
cimafimilmente  fé  alla  parte  acuta  della  feconda  Replica  aggiungeremo  vn' 'altra  parte  «ratte  diflante  per 
■yna  Decima  fettima;oueramente  fé  porremo  la  parte graue  pm  acuta  per  ima  Ottava,  et  ap  vuitreremo  yna 
parte  più  grane  della  acuta  per  yna  Decima, ciafcutio  da  per  sé  fi  potrà  cantare  a  tre  Tee;.  E  ben  vero,  chele 
parti  aggiunte  no  Terranno  con  la  ofjeruanxa  delle  Regole  date  difopra.Ma  di  qtieflofa  dttto  afujfkienza. 

Quel  che  de  ofleruare  il  Contrapuntifta  oltra  le  Regole  date ,  &  di  alcune 
licenze,  che  può  pigliare.  Cap.     jj. 

I ST  RI  N CERO  hora  in  i>n  capo  alcune  cofe  t  dando  lo  effempio  particolare ,  per 
il  quale  il  Compofitore potrà  comprendere  lo  Vmuerfale  ;  accioche  dalla  loro  offeruanxa 
la fua  cantilena  yenghi  ad  effer piena  difòatte  harmonia  ;  &•  ilconcento  ddetto  apporti 
a  tutti  coloro ,  che  lo  ydiratmo .  La  onde  dico ,  che  oltra  la  offeruanxa  delle  Regole  da- 
te difopra,fa  dibifogno  primieramente ,  che'lCompofttore  accompagni  in  tal  maniera  le 
parti  della  cantilena  ;  che  fé  yna  farà  contenuta  tra  le  chorde  del  primo  Modo ,  l'altra  fia  comprefa  da  quel- 
le del  fecondo, fi  come  intendo  di  moilrare  nella  Quarta  parte.  Et  perche  net  far  li  Contrapuntt ,  alle  Tolte  il 
Compcfitore  ritratterà  molte  fvure /opra  yna  chorda  della  parte  del  Soggetto;effendo  necejjano ,  che'l  Con- 

trapwito 


Parte.  2jj 

trapunto  piccia  mouimentó,noìi  potrà  alte  volte  cotinouare  «ella  varietà  delle  confonanxe  molto  di  limito,  fé 
non  con  grande  difficultà;perh  m  talcaf^otràvfàr  molte  figure  fincopate  ;  come  fono  la  Semibreue ,  &  la 
Mimma  col  Punto, variando  fempre  le  iarde,  &  lifuom  ;  &  cofi  le  figure  pofle  in  queflo  modo ,  faranno 
poffare  il  Contrapunto  con  molta  gratta, &•  apporteranno  gran  commodo  al  Compofit  ore  :  perche  verrà  ad 
tfjer  legato  di  maniera,  che  farà  buonifiimo  effetto .  Ma  fi  de  [opere ,  che  allora  il  Contrapunto  fi  potrà  chia- 
mar legato,  quando  farà  fincopato  in  tal  maniera, che  la  Semibreue  del  Soggetto  non  cafchi  interamente  bat 
tutafopra  la  Semibreue  del  Contrapuntó;mafi  bene  [opra  laftta  metà  ;  il  che  atterrà,  quando  farà  poflafm- 
copata ,  otter  quando  cafcherà  fopra  il  punto  della  Minima .  Sarà  etiandw  detto  legato ,  quando  la  parte  del 
Soggetto  fiorò  ferma ,  cioè  non  fi  muouerà  da  vna  chorda  all'altra;^  il  Contrapunto  fi  muouerà , /gran- 
erà modulando  per  diuerfe  chorde .  Similmente  farà  chiamato  legato ,  quando  il  Contrapunto  Jlarà  fermo , 
^  il  Soggetto  paffarà  per  varie  chorde  ;  &  ciò  accoderà  quando  farà  diminuito .  Quando  occorrerà  poi  di 
"volere  vfargli  Vmfoni,  oper  necefità,  oper  altra  capone , fi  potranno  porre  fopra  la  feconda  parte  della  Se- 
mibreue  ;  pur  che  la  parte  del  S  oggetto, &  ti  Contrapunto  nelbattere,o  nelleuare,tn  vn  tempo  non  s'incon- 
trino a  proferir  tv  infimo  :  concwfia  che  poflo  fopra  la  feconda  parte  di  qual figura  fi  voglia ,  quafi  non  fi  ode; 
€omefi  vdirebbe  quando  s'tncontraffero  infume  nella  prima  parte.  Onde  per  quejìa  ragione  fi  potrà  anco  por 
ve,  quando  cafcherà  fopra  il  punto  della  Semibreue ,  o  della  Minima ,  poflo  in  qual  parte  fi  voglia  ;  pur  che 
tal  parte  fia  diminuita .  Et  ciò  torna  bene  nelle  compofitiont  di  più  voci  :  effendo  che  quell'Vmfono  viene  api 
Jgliare  il  luogo  di  quella  Mimma,della  quale  il  punto  tiene  ilfuo  luogo,che  nonfolamente  quafi  non  fi  ode:Ma 
tal  punto  alle  volte  da  i  Cantori  fi  tace  ;  onde  è  cagione  fpeffe  fiate  di  fare,  che  l'harmonia  refla  prwa  di  al- 
cuna delle  fue  parti  ;  cioè  della  Qmnta,o  della  Terza  ;come  altroue  veder  f mo  ;  &  per  tal  maniera  refla  im 
perfetta  .  Ma  perche  la  offeruanxa  delle  moflrate  Regole ,  lega  alle  volte  il  Compofitore  in  tal  gufa,  che  non 
folo  ne  i  Contrapunti  puh  fare  acquifìo  di  vna  bella,  &  leg  gtadra  modulatione ,  che  diletti  :  ma  non  puh  an- 
ta porre  te  parti  della  cantilena  in  fuga  ;  o  con fequenza,  fecondo  che  farebbe  ilfuo  dejideno  ;  però  ,fecodo  che 
alli  Poeti  è  concejfo  alcuna  volta  di  far  cantra  le  Regole  metriche ,  &  di  vfare  vna  locutione  per  vn' altra , 
■C-7"  vnafillaba  lunga  in  luogo  di  vna  breue ,  oper  il  contrario  ;  cofi  farà  lecito  al  Mafie:,  alle  uolte ,  di  poter 
porre  in  carte  alcune  cofe ,  cantra  le  date  Regole .  Ma  non  però  li  farà  conceffo  ti  troppo  contmouarle;fi  come 
ttiandio  non  è  permeffo  al  poeta  di  vfarfpefje  volte  aitali  licenza  ■  Potrà  adunque  il  Mufico,  quando  gli  ner- 
vo commodo  ;  &  non  potrà  fare  altramente ,  per  qualche  accidente ,  por  la  Quinta  dopo  la  Seda  mao  gio- 
ve, cantra  la  Regola  data  di  fopra  nelCap.  3  8.  quando  la  Sefla  farà  poflo  nella  feconda  pane  della  Semibre- 
ve fincopata  ;  come  qui  fi  uede  iperciochefe  la  Seconda,  &  la  Settima,  che  fono  dtffonanze  ;  pofìe  nelle  Sin 

cape  fono  fopportate  ;  quanto  maggior 


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mente  fi  de  tollerare  la  Sefla ,  che  non 
folamete  non  è  diffonanteima  appreffo 
di  ogn'vno  è  riceuuta  per  confonante? 
Potrebbe  forfè  qui  alcun  dire ,  che  con 
quejìa  licenza  ifleffa,  &  con  lo  ifleffo 
modo  fi  potrebbe  anco  peruemre  dalla 
Sefla  minore  alla  Ottaua.  Ri/pondo, 
che  queflo  fi  farebbe  cantra  ogni  doue- 
re  :  Imperoche  quantunque  la  Maggiore  habbia  natura  diperuenìre  alla  Ottaua,come  alla  fua  propinqua  ;  è 
nondimeno  più  vicina  alla  Qutnta,dne  non  è  la  Minore  alla  Ottaua.La  onde  fi  vede, che  douendofi  (  come  è  il 

douere)  andar  dalla  Confinando,  im- 
perfetta alla  perfetta  con  lapin  utcina; 
{landò  in  queflo  licenxa;la  Sefla  mag 
giore  conuiene più  alla  Quinta ,  che  la 
minore  alla  Ottaua.Nongltè  adunque 
rande  alcuna,  che  nefcufi,  0  dijfendt, 
quando  fi  volefje  commettere  vn  tal 
difordine  .  Potrà  etìandio  dalla  Sefla 
minore  andare  alla  Ottaua  con  unafi- 
G     z  pura 

o 


236 


Terza 


gura  di  Semiminima;perche  la  Quarta  Semiminima,chefi  parte  dalla  Terza  col  mouimento  congiunto  ,fi 
puofempre  pigliar  per  non  buona  ;fi  come  nel  Cap.42  .fu  detto .  Onde  fé  ima  Seconda ,  ouero  yna  Settima, 

0  qualunque  ultra  di/Jonan^a  pofla  ut  cotal  modofifopporta ,  quanto  maggiormente  fi  pub  tollerare  una  Se- 
fla  pofla  in  cot.il  maniera  ì  Et  tanto  più  è  da  tollerare ,  quanto  fpeffle  fate  dalli  Cantori  periti ,  non  potendo 

il  loro  yditofentire  alcun  difcommodo  in  alcuna  cofa  quantunque  minima ,  è  fatta  maggiore .  Ma  veramen- 
te qttefìì  paffa*  <n  non  fono  altro ,  che 


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la  dimmutione  di  quelli ,  che  fono  pofti 
qui  da  cato  ;  Neper  quejìo  no  fi  toglie 

ad almuo  .che non  pofla  a<r o-iunpere 

r    1   1   ■  1         P  •    ■  * 

ajuo  bei  piacere  a  tal  Semiminimapo 

ila  ne  1  primi  effempi,  iljegno  ^ .  & 
far  la  Sefla  maggiore ,  per  virtù  della 
chorda  chromatica  ;  et  cofì  quella  del 
b,  fecondo  che  occorrer  puote  nel  fare 
li  Contrapunti  :  &fe  bene  tal  choràe  nonfifegnaffero,  non  fi  debbe  attribuire  alCompofitore  3  che  lo  habbia 
fatto  per  errore,  mafimamente  in  cotali  cofe  minime .  Potrà  fimilmente  yfare  alle  -volte  :  ma  non  fheffo  , 
yna  modulatione  di  yna  Semidiapente,  quando  tornara  commodo  nello  accommodar  la  modulatwne  alle  pa- 
role,&  procederà  per  le  chorde  diatoniche  naturali  del  Modojòpra  damile  è  fondata  la  cantdena;co»ie  qui  fi 

yede .  Ma  quando  vi  entraffe  alcuna 
delle  chorde  chromatiche(  quantunque 
fiponeffeper  loacquiflo  di  alcuna  con 
{onanxa)non  fi  debbe  yfare:  Conciofia 
che  tali  chorde  non  furono  ritmiate  a 
dcslruttione  delle  buone  harmonie,  £<7* 
ddli  buoni  coflumi  muficali  :  ma  fi  be- 
ne alla  loro  coflruttione ,&  alloro  be- 
ne efiere .  Non  farà  adunque  lecito  di 
yfare  alcun  paff.^gio,chefafimile  ad  yno  di  queflipofli  qui  in  effempìc  :  Percioche  le  chorde  chromatiche 

batteranno  fempre  nella  modulatione 


lilìlllìltliife^: 


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yna  chorda  diatonica  corrtfpondentc 
per  yna  Semidiapente ,  ouero  per  vn 
Tritono,o  Semitntono,fecondo  la  com 
pofitione;liqualifono  Interualli,o  Mo- 
dulatiùni  fen%a  harmonia.  Li  farà  an- 
co permeffò  di  potere  yfare  alle  Tolte 
le  chorde  chromatiche ,  quando  yorrà 
procedere  da  yna  Sefla, fatta  maggio 
re  per  yirti:  di  tal  chorde  ,alla  Decima,o  Terxa  maggiore, col  mouimento  di  Quarta,o  di  Quinta;  per  potere 
da  quelle  pervenire  alla  Ottaua,oueratnente  all'Vnifono;come  qui  fi  vede;  Et  ciò  per  due  ragioni)  l'vna  delle 

quali  èiperche  il  procedere  è  Diatoni- 


m 


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— -àé--fr=3- 


co  nelle  chorde  chromatiche  ;  L'altra 
perche  li  movimenti,  che  fanno  le  par- 
ti,procedeno  per  gli  int  erudii  harmo- 
nia, &  fono  anco  regolati  fecondo  li 
precetti  mofirati  di  f opra  .  Quefle 
chorde  fi  debbeno  figliar  col  fegno  ^ 
per  molti  rifbetti;et  mafimaméte  per 
li  poco  accorti  Cantori  ;  acciò  no  com- 
mettemmo alle  volte  qualche  errore, pò 
vendo  vna  chorda  in  luogo  di  un'altra  ;  cioè  la  Diatonica  in  luogo  della  chromauca ,  &fi  odi  la  dtffonanxa. 

E  ben 


-4- 


-<£- 


"*" 


—±::^::^::-^. — ___ 


Parte  237 

E*  ben  vero,  che  nelle  modulationifi  trottano  alcuni  infermili,  come  fono  quelli  di  Qu  irta ,  di  Quinta,  &  di 
Ottaua,  ne  i  quali  il  Cantore  deporre  la  chorda  chromatica,  ancora  che  non  fa  filata  figliata  d.il  Compofitto- 
re  ;  accioche  la  modulatane  delle  parti  fia  drittamente  ordinata .  Ne  il  Compoftore  la  debbe  porre  :  perche 
èfuperfluò  :  effendo  che  non  fi  de  cantare  -veramente  fé  non  quelli  interualli,  che  fono  h  armonici  ;  come  qui  fi 
Tede .     Ne  debbe  fare  come  fanno  alcuni ,  i  quali  fuori  di  ogni  propofito ,  &fienza  alcuna  "utilità  ,  o  necef- 


ggtgf=l^ii|grf^iìgEì^i^ 


fit  a\  danno  principio  alle  lor  cantilene  (òpra  alcune  chorde ,  che  -veramente  non  fono  naturali  de  i  Modi  ;  & 
mefcolano  le  chorde  chromatiche  con  le  diatoniche  di  maniera,  che  nonfolamente  nel  principio  ;  ma  nel  me- 
7(0,  &  nel fi ne  anco,  non  fi  Tede  altro  che  ^  Diefis ,  &  b  molli  ;  la  qual  cofa ,  quando  la  compofittone 
la  ricercaffe,  farebbe  dafopportare.  Però  farà  auertito  il  Compoftore,  di  aflenerfe,  più  chepuote  dafimil  co- 
fa,  fé  nonfuffie  corretto  dalle  parole ,  ouer  da  altra  cofa  ,  che  accade  nella  cantilena  :  concwfia  che  per  il  lun- 
go continouare  in  efiii,  L  cantilena  Tiene  a  mutare  il  Modo,  entrando  di  -vno  nell'altro  ;  come  è  vitio  panico 
lare  di  qualcheduno .  Et  fopra'l tutto  fi  dì  guardare ,  da  porre  tali  chorde  nel  principio  fenxa  propofto  ;  co- 
me fanno  alcuni ,  che  non  folamentefegnano  lafecond.ifgura  della  modulatione  col  fegno  %  chromatico  ; 
mafegnano  etiandio  la  prima ,  &  fanno ,  chefpejfe  -volte ,  credendofi  di  dar  principio  ad  yna  modulatane 
del  primo  Modo  (  per  dare  yno  effempio  )  non  fi  accorgendo  incominciano  ima  cantilena  del  Settimo  ;  come 

fi  può  -vedere  nello  effempio  poflo  qui  da 


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canto .  ^fuerttfca  etiandio  il  Compofito 
re  ,  che  fi  pone  alle  -volte  tra  la  chorda  g, 
&la  a  a  yn  altra  chorda,  f guata  col 
fino  commune  chromatico  %;  ondena 
fono  alcune  modulationi ,  che  nonfipof 
fono  yerameie  chiamar  Diatoniche  fiem- 
plicemente ,  ne  Chromatiche  :  percioche 
tanto  nell'acuto  quanto  nel  graue ,  non  fi 


poffono  accommodare  tra  le  chorde  naturali  diatoniche  ad  yna  modulatane ,  che fa  diatonica  ;  come  fono  le 
fequenti  :  Conciofa  che  ejjendo  il  primo  wterttallo  ,  che  fanno  le  tre  prime  figure  il  Semituono  maggiore , 

&  quello  aie  fanno  la  terza ,  &  la  quar 
ta  il  Ditono  ;  &  medefimamente  è  il  Se- 


-.:♦  **  "a.  >:..*..   : 

— . — r — A—  ■ 

^   V  7.   A   A 

A    "*' A"  ^  "v"          " 

;                               v 

V      '     V 

a. 

. 

- 

.~re  quello ,  che  è  contenu- 
to tra  le  due  yitime  ;  Se  noi  difcorreremo 
tutte  le  chorde  diatoniche ,  &  anche  le 
chromatiche  infume ,  non  ritrouaremo,  ne  yerfo  il  graue,  ne  yerfo  l'acuto ,  di  potere  accommodar  quefilt  in- 
terualli, fenxa  l'aiuto  di  yn  altra  chordafiorejlieraja  qualfegnaremo  co  queftofi<rno,  x  col  quale  fi  ferita 
ogni  feconda  chorda  di  ogni  Tetrachordo  Enharmomca.  E  t  quefla  chorda  non  fi  potrà  chiamare  Diatonica: 
perche  non  ha  luogo  troie  chorde  diatoniche  ;  ne  anco  chromatica  :  conciofa  che  per  il  fio  mexp  da  parte  al- 
cuna non  fi  può  hauere  il  Tnhemituono  ;  ne  meno  la  potremo  nominare  Enharmomca.effiendo  che  non  diuide 
il  Semituono  maggiore  in  due  Diefis  ;  il  che  è  ufficio  della  yera  chorda  Enharmomca  ;  come  fi  può  yedere  in 
ciafcuna  diuifionefatta  nella  Seconda  parte .  Et  benché  tal  chorda  fi  poffa  chiamare  Diatonica  :  perche  fi  tro 
uà  in  una  compofttione  diatonica,  &fa  il  Semituono,  che  è  diatonico  ;  tuttauia  è  nominata  impropiamente  : 
effendo  che  allora  farà  detta  yeramente  Diatonica ,  o  Chromatica ,  oueramente  Enharmomca  ;  quando  farà 
pofla  in  luogo,  otte  potrà  in  yno  detti  dati  peneri  fare  tifino  yfficio  :  ma  nongiamai  altramente  ;  come  ame- 
ne di  quella ,  che  è  pofla  nel  quarto  luo^o  del  Quarto  effempio  poflo  qui  di  fiotto .  Et  fi  bene  tal  chorda  po- 
fla in  cotal  maniera  non  è  Diatonica ,  nonfii  debbe  refilare  di  yfarla,poi  che  in  quefli,  &  altri  filmili  parag- 
gi, non  fa  alcun  trifiìo  efifietto  ;  &  torna  molto  al  propofto  alle  yolte  al  Comportare .  Et  perche  fi  ritrattano 
tnfinit?  cantilene  Diatoniche ,  le  quali  fono  piene  di  quefli,  &  altri  filmili  paffiaggi ,  &  non  fono  considerati 

dalli 


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Da  non  vfitre . 


Da  vfare . 


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S"="="=:~"z:_:r___^i:^T___"Z~"=:T_i:"?"i:"~_z:-  ~ 

dalli  franici  ;  però  ne  ho  -voluto  fare  commemoratione ,  &  rimettere  cotal  cofa  al  favo  oiudicio  de  i  buoni , 
&  eccellenti  Compofitori;acaò  vedtno,  in  qual maniera fi  debbino  Tifare,  Rimetto  ettandto  molte  altre  cofe, 
delle  quali  non  voglio  tacere  fittila  ;  che  non  è  il  duuere  3  chef  ponghi  la  Semtbreue  fmcopata,  in  modo,  che 
dopo  lefiguiti  immediatamente  la  Minima  di/fonante  col  mouimento  congiunto  ;  conciofia  che  fi  farebbe  co 
tra  quello,  chef  colimene  alla  natura  della  Sincopa  tutta  confinante  ;  la  quale  non  riceue  dopo  [e  alcuna  dtf- 
fonanza  :  ma  fi  bene  la  confinando. .  Però  quando  voiremo  porre  tal  Minima  difjonante ,  porremo  fempre 
la  battuta  [opra  la  Semibrene,  ponendoli  appreffo  ti  punto ,  il  quale  de  ejjer  fempre  confinante  ;  &  venga  poi 
la  Minima  a  qual  modo  fi  voglia,  o  confonante ,  o  dtffonante  ;  pur  che  precedi  con  mouimenti  congiunti ,  co- 
me qui  fi  uede .     Debbe  altra  di  quejlo  auertire ,  che  tutte  le  yolte ,  che  vorrà  fare  il  Contropunta  alquanto 

languidofi  meflo  ;fimigliantemente  dolce,  ofiaue,deb- 
be  procedere  anco  per  mouimenti  dolci,  &  foaui  ;  come 
fino  quelli,  che  procedalo  per  il  Semituono,  per  il  Semi- 
ditono ,  &  per  altri  fimili  ;  y  fondo  le  Confinante  im- 
perfette minori,  che  fino  il  Semiditono,  l'EJjachordo  mi 
nore,  &  le  altre  Replicate;  le  quali  confonanze  per  fui 
natura  fino  (  come  ho  detto  nel  cap.  io.)  atte  a  tali  co- 
fe .  Per  il  contrario,  volendolo  fare  olii  gro,vfarà  il  mo- 
uimento del  Tuono,  quello  delDitono ,  &  di  altri  filmi- 
li ,  con  Itfioi  intervalli .  Et  volendolo  fare ,  che  qualche 
volta  habbia  dell'offro ,  potrà  vfitre  le  Maggiori ,  che  fono  il  Ditono,  l'Effachordo  maggiore ,  &  le  Repli- 
cate, nelle  parti  primi  della  cantilena.  Et  tanto  più  fiora  offro ,  quanto  maggiormente  haueràin  fie  il  detto 
Effachordo,  nelle  figure  di  alquanto  valore,  nella  parte  grane  del  concento .  £'  cofa  difficile  veramente  il  vo- 
lere infornare  particolarmente,  in  qual  maniera,^  a  che  tempo  fi  habbiano  da  vfar  talcofi:  ma  perche  qùe 
fio  ch'io  ho  detto  potrà  molto  giullare. quando  fi  vorrà  alle  ut/Ite  vfitre  cotali  maniere;però  bajlarà  quejlo  p(r 
bora  :  peraoche  forfè  vii  altra  volta  ne  dirò  più  dtffufamente . 

Il  modo  che  fi  ha  da  tenere  nel  comporre  le  Cantilene  a  più  di  due  voci  ; 
&  del  nome  delle  pcrti.  Cap.     58. 

O  R<A  mi  aueggo  di  hauere  afufficienxa  ragionato  intorno  al  dar  Regole,  &  infignare 
il  modo ,  che  fi  ha  da  tenere  nel  comporre  le  Cantilene  a  due  voci  ;  la  onde  pormi  effere 
hormai  tempo,  di  rimetter  tutte  le  altre  cofe ,  che  intorno  ciò  poteffero  accafeare  al  buo- 
no ,&  rriudictofi  Lettore:  percioche  vedendo, &  esaminando  le  dotte  compofitio- 
nt  de  1  buoni,  &•  eccellenti  Compofiton,  potrà  effer  chiaro  di  tutto  quello,  che  gli  potrà  oc 
correre  :  &  pormi  effer  tempo  di  uenire  a  moflrare  il  modo,  che  hauerà  da  tcnere,volendo  comporre  quelle, 
che  fi  fanno  a  più  voci .  Onde  auanti  che  pajìtamo  più  oltrafi  de  onerare  ,che  li  Mufici  nelle  lor  cantilene  fio- 
glionu  il  più  delle  volte  pone  ■Quattro  parti ,  nelle  quali,  dicono  contenerfi  tutta  la  perfettione  dell'harmoma. 
Et  perche  fi  compone  ouo  principalmente  di  tal  parti  ;  pero  le  chiamarono  Elementali ,  alla  gufa  de  1  quattro 
Elementi  :  pt  rciuhefi  come  ogni  Corpo  milìo  di  tfìifi  compone,  cofi  fi  compone  di  queile  ogni  perfetta  can- 
tilena. Laonde  lo  parte  più  grane  nominano  Baffo,  ilquale  attribuiremo  allo  Elemento  della  T erra  :con- 
ciofia  che;fi  come  la  Terra  tra  gli  altri  Elementi  tiene  il  luogo  infimo  ;  cofi  tlBaffo  occupa  il  luogopiu  grane 
della  cantilena .  .A  quefla, procedendo  alquanto  più  tnfifi  verfi  l 'acuto,  accommodarono  vii  altra  pan  e, & 
la  chiamano  Tenore,  il  quale  afiimigliaremo  all'acqua  ;  la  quale  ;  fi  come  immediatamente  figue,  nell'or- 
dini de  gli  hlcmentt,dopo  la  Terra ,  C7*  è  con  effa  abbracciata  ;  cofi  nell'ordine  delle  dette  parti  ilTenorefen 
■za  alcun  mezpfe  gite  il  Raffi  &  le  fie  chorde  gratti  non  fono  in  cofa  veruna  differenti  da  quelle  del  Baffo  ,po 
Jle  in  acuto .  iimigliantemente  accommodarono  la  Terza  parte  Jopra  il  Tenore ,  la  quale  alcuni  chiamano 

Contratenore , 


Parte.  259 

Contratenore,  alcuni  Contralto,  &  altri  la  nominano  lAltq  ;  &«  l"  pofèro  nel  terzo  luogo ,  che  è  melano 
nella  cantilena  ;  &>fi  può  afìimigliare  -veramente  all'aria  ;  il  quale  ;ft  come  fi  comune  con  l'acqua  ,  & 
col  Fuoco  in  alcune  qualità  ;  cofi  anco  le  chorde  grani  dell'alto  conuengono  con  le  acute  del  Tenore  ,&le 
acute  deli \Alto  conuengono  con  le  <>raui  della  Quarta  parte  podapiù  in  acuto,  chiamata  Canto .  Queflo  ac- 
comrnodarono  nel  luogo  fupremo  della  cantilena  ;  la  onde  dal  luogo  che  tiene,  alcuni  etiandio  la  chiamano  So 
brano ,  il  quale  potremo  afimigliare  al  Fuoco,  chefegue  immediatamente  dopo  l'aria ,  nel  grado  fupremo 
di  tale  ordine .  Et  ciò  non  farà fatto  fenxa  qualche  ragione  :  percioche  tenendo  la  parte  grane  il  luogo  inferio 
re  della  cantilena,  &  procedendo  per  mommenti  tardi,  £?*  rari,  da  i  quali  nafcono  i  Suoni  grani,  che  per  lo- 
ro natura  fono  (  come  ho  detto  nel  Cap.  1 1 .  della  Seconda  parte  )  yicini  alla  taciturnità  ;  ha  grande  conue- 
nienxa  con  la  Terra,  la  quale  per  f uà  natura  è  immobile,^  non  può  far  nafcere  alcun  fuono  ;  come  altre  uol 
te  ho  detto .  Et  fé  la  parte  più  acuta  Sogli  altra  afiimtgliai  al  Fuoco  ;  ciò  non  feci  fuori  di  ragione  :  percioche 
hauendo  li  Suoni  acuti,  che  nafcono  da  i  mouimenti  -veloci,  &fpefìi ,  tal  natura ,  che  per  la  loro  fubita ,  & 
yeloce  perenzione fi  fanno  ydire,  rapprefentandofi  all'vdito  conpreflex^a,  Tengono  a  ritenere  in  loro  quafi 
la  natura  del  Fuoco,  il  quale  non  fola  è  acuto,  £jr  raro  ;  ma  etiandio  yeloce ,  (j7"  attiuo  per  fi  flefjò .  L 'altre 
parti  melane ,  per  la  temperatura  de  i  loro  mouimenti ,&per  lafimigltanza  del  fito ,  io  le  ho  af migliate 
a  vii  altri  due  Elementi  mexani  ;  perche  tengono  fecondo  il  fito  diuerfo  la  natura  loro .  In  ami  maniera  fi 
habbiano  poi  da  ordinare  quefle  parti ,  &  dijporre ,  &  quanto  l'yna  dall'altra  debbino  efjer  lontane ,  ciò  uè 
deremo  nella  Parte,  chefegue  .  Se  hora  da  quello ,  che  fi  è  detto ,  yorremo  esaminare  la  propietà  di  quefle 
parti,  ritrouaremo  che  l  Soprano  ;  come  quello,  che  è  più  acuto  d'ogri 'altra  parte, &  più  penetratiuo  all'V di- 
to, farfi  ydire  anco  prima  d'olii  altra.  La  onde  fi  come  il  Fuoco  nutrifce ,  &  è  cagione  di  far  produrre  ogni 
copi  naturale,  chef  troua  ad  ornamento ,  &  a  conferuatione  del  Mondo  ;  cofi  il  Compofitore  fi  sforzerà  di 
fare,  che  la  parte  più  acuta  della  fua  cantilena  habbia  bello ,  ornato ,  &  elegante  procedere ,  di  maniera  che 
nutnfea ,  &  pafei  l'animo  di  quelli,  che  afcoltano .  Et  fi  come  la  Terra  è  pofla  per  ilfundamento  de  gli  altri 
Elementi  ;  cofi  il  Baffo  ha  talpropietà,  cheftsìiene  ,flabilifce ,  fortifica  &  da  accrefeunento  alle  altre  par- 
ti :  conciofia  che  è  poilo  per  Bafa ,  &  fondamento  deltharmonia .  Onde  è  detto  Baffo ,  quafi  Bafa ,  &fo~ 
jìemmento  dell'altre  parti.  Ma  fi  come  aiterebbe ,  quando  lo  Elemento  dellaT  erra  mancaffe(je  ciò  fuffe 
poftbile  )  che  tanto  bello  ordine  di  cofe  ruinarebbe ,  &  fi guaflarebbe  la  mondana  ,&la  hurnana  harmo- 
nia  ;  cofi  quando  il  Baffo  mancaffe,  tutta  la  cantilena  fi  empirebbe  di  confufione ,  &  di  diffonanxa  ;  &  o- 
gni  cofa  (Metterebbe  in  mina .  Quando  adunque  il  Compofitore  componerà  il  Baffo  della  fua  compofitione., 
procederà  per  mouimenti  alquanto  tardi ,  &  feparati  alquanto ,  ouer  lontani  più  di  quelli ,  che  fi  pongono 
nell'altre  parti;  accioche  le  parti  mexane  posino  procedere  con  mommenti  eleganti,^  congiunti  ;  &  maf- 
fimamente  il  Soprano  :  percioche  queflo  è  ilfuopropio .  Debbe  adunque  e/fere  il  Baffo  non  molto  diminuito: 
ma  debbe  procedere  per  la  mag  pior  parte  con  figure  di  alquanto  y  alare ,  di  quelle ,  che  fi  pongono  nelle  altre 
parti  ;  &  debbe  effere  ordinato  di  maniera  ,'fhe faccia  buoni  effetti  ;  &  che  nonfia  diffìcile  da  cantarfi  :  & 
cofi  le  altre  parti  fi  potranno  collocare  ottimamente  ne  tpropij  luoghi  nella  cantilena ,  ilTenore  fegue  im- 
mediatamente il  Baffo  yerfo  l'acuto ,  ilquale  è  quella  parte ,  che  regge ,  &gouerna  la  cantilena,^  è  quel- 
la ,  che  mantiene  il  Modo  Copra  il  quale  sfondata  i  '&  fi  debbe  comporre  con  eleganti  mouimenti ,  &  con 
tale  ordine  ,che  offerut  la  natura  del  Modo ,  nelquale  è  compofto  ;fia  primo,  fecondo,  terxp ,  ouer  altro  qual 
fi  yoglia  ;  offeruando  di  far  le  Cadenze  a  i  luoghi  propi) ,  &  con  bropofito ,  Ma  fi  come ,  effendo  C^fria  il- 
luminata da  i  raggi  del  Sole ,  ogni  cofa  raffereita ,  &  ogni  cofa  fi  ytde  ridere  di  qua  giù ,  &  effer  piena  di 
allegrezza  ;  cofi  quando  tiAlto  è  bene  ordinato,  &  ben  compojìo,  ornato  di  belli,  &  eleganti paffaggi ,  a- 
dorna  fempre ,  &fa  yava  la  cantilena  ;  La  onde  debbe  dCompofitore  auertire  ,  di  comporre  la  parte  dell' - 
iA Ito  per  talmamera ,  che  faccia  buoni  effetti .  L'yffcio,  &  la  natura  di  quefle  parti  ,giocofamente ,  & 
con  grande  artefcio  ejpreffe  quelfaceto  Poeta  Mantoano  congrofii  yerfi ,  dicendo  ; 

Plus  afcoltantum  Sopranus  captat  orecchia* . 

Sei  Tenor  ejì  yocum  reclor ,  W  Guida  Tonorum , 

iA  hm  lApollineum  Carmen  depwgit  &  ornat . 

Baffw  alit  yoces ,  ingraffat ,  fundat ,  &  auget .  I  quali  ho  yoluto  porre ,  accioche  il  Compofi- 
tore  ricordandogli ,  poffafapere  quello ,  che  haurà  da  fare,  componendo  cotefìe  parti .  Quefle  fino  adunque 
le  parti  principali ,  &  Elementali  di  ogni  compofitione  perfetta  ;  delle  quali ,  ancora  che  l'sAlto  fa  l'ultimo 

a  comporfi; 


2  4-o  Terza 

a  comporfi  :  perocché  compofìe  l'altre  partì ,  Tiene  a  fupplire,  &  a  far  perfetta  tharmonia,  che  tra  loro  non 
fi  potea  far  perfetta  ;  nondimeno  non  elegge  fatale ,  che 'Ifihabbia  da  porre  fempre  -ultimo  nella  composto- 
ne ;fi  come  etiaudio  non  è  cofa  alcuna,che  ne  aflringa,  a  cempor  prima  l'una ,  che  l'altra  parte  delia  compo- 
stone .  Si  debbe  però  auertire,  che  quando  li  Mufci  -vogliono  comporre  alcuna  cantilena  a  Tre  noci ,  il  più 
delle  Tolte  laffano  fuori  il  Contralto ,  onero  il  Soprano ,  &  pigliano  l'altre  parti .  Et  fé  vogliono  procedere 
oitra  le  Quattro  nominate ,  non  ni  aggiungono  alcuna  parte  nona  ;  ma  le  -vengono  a  raddoppiare  ,  ponendo 
due  Soprani,,  o  due  ^f  Iti ,  o  due  Tenori ,  &•  cofi  due  Bafii  ;  &  hanno  il  loro  propofuo .  Qualunque  Tolta  a- 
dimque  chef  Torrà  comporre  alcuno  concento  fopra  tu  Soggetto  ritrattato  ;  ofia  Canto  fermo,  o  feltrato; 
onero  fe'l  fi  Torrà  comporre  alcuna  Canzone ,  Madrigale ,  ouer  Moneto ,  &  faceta  dibifogno,  che'l  Campo 
fitorefa  l'muentore  del  Sog  retto ,  debbe  prima  auertire ,  di  qual  Modo  fa  il  Soo-  getto  ;  atteramente  fopra 
qualModo  Torrà  comporre  lafua  cantilena ,  acciò  conofea  le  chorde,  fopra  le  quali  fi  habbiano  da  far  le  Ca- 
denze, per  poter  comporre  il  concento  in  tal  maniera ,  che'l f ne  non  fa  difjonante  dal  mez$ ,  &  dal  princi- 
pio .  La  onde  confiderate  quejle  cofe  ,fi  potrà  incominciare, da  qual  parte  tornerà  più  commoda;  incomin- 
ciando però  fempre  in  Tna  chorda,  la  quale  fa  regolare  del  Modo,  fopra  il  quale  fi  habbia  da  fondare  la  can- 
tilena ,  ojferuando  quello ,  che  in  molte  regole  pofle  di  fopra  fi  contiene .  Ma  perche  li  Mufici  cojìumano  di 
dar  principio  alle  laro  Compoftioni  il  più  delle  Tolte  per  il  Tenore  ;  &  dipoi  pongono  il  Soprano,  alquale  a«- 
viungono  il  Baffo,  &  Tltmiamente  l'alto  ;  hauev.da  io  di  fopra  moflrato  molti  effempi ,  contenuti  tra  que- 
lle due  parti  ;  cioè  tra'l  Soprano,  &  il  Tenore  ;però  non  accadere  non  porre  lafuttopcfla  T 'aitala , nella  qua 
le  fi  potrà  comprendere  fenza  malta  fatica  tutti  gli  accordi ,  che  potranno  fare  le  parti  aggiunte  infume  alle 
due  nominate  ,fam  quanti  fi  Tagliano .  Et  ho  tenuto  tale  ordine ,  di  porre  primieramente  gli  accordi ,  che 
danno  mfeme  il  Soprano  col  Tenore ,  di  poi  quanto  potrà  efjtre  il  Bajjo  lontano  dal  Tenore  nella  parte  gra- 
ne ;  accioche  il  tutta  fi  accordi  ;  &  cefi  fante  le  nominate  parti ,  quello  che  fa  dibifcgno ,  chejia  l'^Alto  fo- 
.pra'l  Baffo ,  accioche  Ih  armonia  Tenghi  ad  effer  perfetta .  Ma  fi  debbe  auertire ,  che  fi  trotterà  alle  Tolte 
nell'^Alto  più  di  tuo  accordo  ;  onde  tali  accordi  potranno  fruire  non  folamente  ad  effo  lAlto  ;  ma  etiandio 
alle  altre  parti ,  chef  a«  giunge  fero  alla  cantilena ,  altra  le  quattro  nominate .  Ne  fi  trotterà  il  Contralto 
pvfo  con  le  altre  parti  in  Vmjano  ,  ne  in  Ottava,  fé  non  in  quattro  luaoln  :  piràtiche  quando  le  altre  parti  ha 
ueratino  tra  loro  la  Quinta  ,&  laTerza  ,ouerole  Replicate ,  allora  le  aggiunte  a  quefle  ,ftano  quante  fi 
Tooliano,  necefjanameme  Terranno  ad  effere  con  Tna  delle  tre  nominate  in  Ottaua ,  onero  in  Vmfono .  Ma 
accioche  fi  habbia  piena  intelligenza  di  quello  ,che  fi  è  detto  porrò  tuo  eff empio .  Poniamo  che  nella  com- 
pòfitione  il  Soprano  fa  pojìo  Vmfono  calTenore  ;  cioè  fopra  Tna  chorda  ifleffa  :  dico  che  Tolendo  aggiunger 
la  Terza  parte  a  quefle  due  ,farà  dibifogno  di  porre  il  Baffo  dfìanteptr  Tna  dt-qucfle  con  finanze,  cioè  Ter 
za ,  o  Quinta ,  a  Sefla ,  onero  Ottaua ,  optr  qualunque  altra  (  come  fi  Tede  nella  T  aitala  )jatto'l  Tenore . 
Onde  e  fendo  ti  Baffo  lontano  per  Tna  Terza  ;  l'alta  potrà  efer  diflante  dal  Baffo  nell'acuto  per  Tua  Quin 
ta ,  oper  Tna  Stfla  ;  &  le  altre  parti  (fejuferopiu  di  QiMttro  •)  potranno  effere  Vmfcne ,  ouer  diiìantiper 
una  Ottaua  da  l'ima  di  quefe  quattro .  Maje'l  Baflojuffe  diflante  dal  Tenore  nel  grane  per  Tna  Quinta, 
l'  iA  Ito  fi  potrà  porre  fopra'  l  Baffo  diflante  per  Tna  Terza ,  ouerperTna  Decima  ;  &  le  altre  parti,  chef 
a<r  nmiaeflero  jarebbtno  Vìntone,  onera  latitane  da  l'Tna  di  quefle  quattro  per  Tna  Ottaua .  ì  t  fe'l  Bajjo 
fife  anca  diflante  per  Tna  -Sefla ,  riguardando  nel  Terzo  ef  empio  della  T  aitala. fi  trotterà  quello,  che  potrà 
elìere  il  Contralto  ;  il  chef  potrà  etiandio  Tedere  delle  altre  per  ordine ,  fi  ccwe  fono  pofle  ordinatamente  ; 
come  fi  può  Teder  chiaramente  qui  di  fatto,  0-  didimamente  per  ordine. 


•    i 
DeU'Vmfono 


Parte . 


24.1 


DELL'VNISQNO.                                     "    " 

Se'l  Soprano  farà 
Et  il  BafTo  farà 
L'Alto  fi  porrà 

Vnifono  col  Tenore, 
Terza  fotto  il  Tenore; 
Quinta ,  0  Sefta  fbpra'l  Baffo . 

Ma  fe'l  BafTo  farà  la 
L'Alto  farà  la 

Quinta  fotto'l  Tenore, 

Terza,  0  la  Decima  fopra'l  Baffo. 

Similmente  fe'l  Baffo  fufTe 
L'Alto  potrà  effer 

Sefta  fòtto'1  Tenore, 

Terza, ouer  Decima  fopra'l  Baffo. 

Et  fe'l  Baffo  farà  vna 
L'altre  parti  fi  porranno 

Ottaua  fotto'l  Tenore, 

Terza,  f.$.  io.  n.  fopra il  Baffo .                   j 

lEffèndo  poi 

L'Alto  fi  farà  per  vna 

Decima  fotto'l  Tenorej 

Quinta ,  ouer  Duodecima  diftante  dal  Baffo . 

Ma  fe'l  Riffe 

L'Alto  fi  potrà  porre 

Duodecima, allora 

Terza,  ouero  Decima  fopra  il  Baffo . 

Cofi  effendo  il  Baffo 
L'altre  partili  porranno 

Quintadecima  fotto'l  Tenore, 
Terza,  j.ff.  io.  1  2. 1  j.  fopra'IBaffo. 

DELLA     TERZA. 

Se'l  Soprano  farà 
Cr  il  Baffo  farà 
L'Alto  fi  potrà  fare 

Terza  col  Tenore, 
Terza  fotto  di  lui, 
Vnifono, ouero  Ottaua  con  le  parti. 

Effendo  poi  il  Baffo 
L'Alto  fi  porrà 

Sefta  fotto'l  Tenore, 

Terza, ò  Decima  fopra'l  Baffo. 

Ma  fe'l  Baffo  fuffe 
Allora  l'Alto  farà 

Ottaua  fotto'l  Tenore, 
Quinta,  ò  Sefta,  fopra  il  Baffo. 

Cofi  effendo 
potranno  effere 

Decima,  allora  le  parti 

Vnifone,òin  Ottaua  con  le  nominate. 

DELLA     Q^V  ART  A. 

Quando  il  Soprano  farà  la 
&  il  Baffo  la 
allora  l'Alto  farà 

Quarta  co'l  Tenore, 

Quinta  fotto'l  Tenore, 

Terza, ò  Decima  fopra  il  Baffo.                        ; 

Ma  quando  fuffe 
L'Alto  fi  porrà 

Duodecima  fotto'l  Tenore, 
Decima  fopra  il  Baffo. 

DELLA     QJVI  N  T  A. 

Ma  fe'l  canto  farà  la 
&  il  Baffo  farà 
L'Alto  fi  potrà  fare 


Quinta  fopra  il  Tenore, 

Ottaua  fotto  di  lui, 

Terza, òDecima  foprail  Baffo. 


Et  fe'l  Baffo  fuffe 
L'Alto  farà 


Sefta  fotto'l  Tenore, 

Vnifono,  ouero  Ottaua  con  le  parti. 


DELLA     SESTA. 


Se'l  Caino  farà 
Et  il  Baffo 
L'Alto  potrà  effere 


Sefta  col  Tenore, 

Quinta  fotto'l  Tenore, 

Vnifono, ouero  Ottaua  con  le  parti, 


Ma  fe'l  Baffo  fuffe 
L'Alto  farà  la 


Terza  fotto'l  Tenore, 
Quinta  fopra  il  Baffo. 


Similmente  fe'l  Baffo  fufle 
L'Alto  medefimamente  farà 


Decima  fotto'l  Tenore,] 

Quinta,  ouer  Duodecima  fopra  il  Baffo . 


DELLA     OTTAVA. 


Se'l  Soprano  farà 
Et  il  Baffo  fuffe  • 
L'altre  parti  faranno 


Ottaua  co'l  Tenore , 

Terza  fotto'l  Tenore, 

Terza. f.ff.  io.  12.  i?.  fopra'l  Baffo. 


"ofi  anco  quando  farà 
L'altre  parti  potranfare  la 


Quinta  fotto'l  Tenore, 
Terza  fopra  il  Baffo. 


Et  fe'l  Baffo  fuffe 
L'altre  parti  faranno 


Ottaua  fotto'l  Tenore, 
Terza,  $.10.12.  fopra'l.  Baffo . 


Finalmente  fe'l  Baffo  luffe 
Le  parti  faranno  la 


Duodecima  fotto'l  Tenore, 

Decima,  ouer  la  Decimafettima  fopra'l  Baffo. 


H 


Onde 


242  Terza 

o'n  d  e  lt cjuefi  accorti  ckfcuno  dafefieffo  potrà  vedere "3  quando  l  Soprano  fuffe  lontano dalTenore 
per  yn  altra  confonanxì ,  &>  il  Baffo  fuffe  per  alcuno  altro  interuallo  fattoi  Tenore  ,  quello  che  nece/Jaria- 
mente  farebbe  dibifogno,che'l  Contralto  fuffe  difìante  nell'acuto  dal  Baffo  ;  il  che  fi  laffa  al  nudicio  del  è  fere 
to  Compofitorexper  non  andare  in  lungo.  Debbeperb  auertire,  che  alle  yolte  (fecondo!  yotere  di  chi  compo- 
ne )  la  parte  del  Baffo  fi  pone  nel  luogo  del  Tenore ,  ancora  che  ciò  intrauenga  di  rado  :  &  per  il  contrario  , 
quella  dei  Tenore  nel  luogo  del  Baffo .  Cofi  ancora  il  Soprano  alle  yolte  fi  pone  nel  luogo  dell'alto  &  que- 
fio  in  quello  del  Soprano  :  Oueroft  pone  il  Tenore  nel  luogo  del  Contralto ,  &•  cofiper  il  contrario  ;  Però  cia- 
feunofarà  auertito ,  che  in  quefla  T  auola  fempre  fi  piglia  il  Soprano  per  la  parte  più  acuta,  &  il  Baffo  per 
quella,che  èpiùgraue  ;  quantunque  alle  yolte  le  parti  nominate  con  quefli  nomi  cambiano  per  accidete  i  loro 
afìignati,  &>  propij  luoghi .  Debbe  etiandio  intendere  per  il  Tenore  quella  parte,  chefegue  immediatamente 
il  Baffo  yerfo  l'acuto  ;  gr  dipoi  per  il  Contralto  quella ,  chef  compone  dopo  le  tre  nominate  :  Imperoche  in- 
tefa  la  cofaper  tal  maniera,  ciaf cuno  potrà  commutare  le  parti  l'yna  nell'altra ,  fecondo  che  li  tornerà  com- 
modo fèn^a  alcuno  errore . 

Delle  Cantilene,  che  fi  compongono  a  Tre  voci  ;  &  di  quello  che  fi  de 
ofleruare  nel  comporle.  Cap.     <  a , 

u€S  S^fN  D  O  hora  al  modo ,  che  fi  ha  da  tenere  nel  comporre  le  cantilene  a  Tre  To- 
ri ;  accioche  da  quefle  fi  poffa  con  facilità  yenire  alla  compofitione  di  quelle  ,  chef  com- 
pongono a  Quattro ,  &  a  più  yoci  ancora,  dico  ;  che  egli  è  dibifogno  fapere ,  che  oltra  la 
ofjeruanza  delle  Regole  date,  è  neceffano  di  offeruare  etiandio  alcune  altre  cofe ,  le  quali 
di  mano  in  mano  verrò  moslrando,  fecondo  che  mi  farà  bifogno .  Et  per  incominciare,  pò 
marno, che  fi  haueffe  a  fare  yn  Contrapunto  a  Tre  yocifopra  yn  Soggetto,  che  fuffe  il  Tenore  poflo  più  a  haf 
fio  nello  effempio .  Vico, che  dopo  che  fi  hattrà  accommodato,  et  ordinato  le  parti, che  entrano  nella  compofitio 
ne  l'ima  fitto  l'altra,  ponendo  prima  il  Soggetto  difipra ,  &  dipoi  le  altre  per  ordine ,  facendo  che  la  parte 
graue  fempre  tenghi  il  luogo  più  baffo,  &  la  acuta  il  più  alto  ;  fi  potrà  (fecondo  le  Regole  date)  auanti  che  fi 
incomincia  a  far  cantare  la  parte  del  Soggetto,  comporre  l'altre  due  a  [uà  imitatione  .  Dipoi  facendolo  entra 
re  nella  cantilena  contraria,  tenendo  quell'ordine  nella  diminutwne  della  parte, che  fi  av<nmm,  che  fu  tenu- 
to nelle  compofitiom  a  due  yoci,  aiutati  dalla  Tauolapoila  difòpra,fi potrà  contmouare  di  maniera  che  fi 
hauerà  la  cantilena  poda  qui  di  fiotto  per  effempio . 


♦♦»t»ii*»;*t?:ir*ft»»» 


±?ÉESii5S 


SOGGETTO, &  TENORE. 


fesjBs 


S^SSÉfe 


C^INTO. 


iliiiliiiSÉillÉlili 


B^fS  S  O . 


2± 


gisliiiipj|^#^iii 

v  v  v  Ma 


Parte. 


24} 


Ma  fi  debbe  auertire ,che  quando  le  parti  del Contrapunto  daranno  principio  alla  cantileni  3  di  incominciare 
[opra  quella  ehorda ,  che  incomincia  la  prima  figura  delCanto fermo  ;  come  porta  il  douere  ;  imitandolo  più 
chef  poffa  ;  ponendo  le  parti  del  Contrapunto  tra  loro  in  Conferenza  :  &  fi  bene  fi  porranno  etiandio  col 
Canto  fermo  non  farà  male .  E  ben  vero,  che  aporie  a  queflo  fecondo  modo,  non  è  noua  maniera,  ne  muen- 
tion  noua  :  perche  non  fi  può  far  cofa  alcuna,  che  non  fa  (lato fatta  le  migliaia  di  volte .  Ma  diro  bene,  che'l 
primo  modo,  fé  non  farà  cofa  noua,almenoftrà  appreffo  di  noua,&  poco  vfata .  Si  potrà  etiandw,con  gran- 
difimo  commodo  (il  che  è  anco  lodeuole  ~)  porre  in  Confequeit%a  le  parti  tra  loro  ;  non  con  quell'ordine  ifleffo, 
&  diffofitione ,  come  fi  vfa  nelle  Fughe  legate  :  ma  con  un'ordine  interrotto;  ponendo  parte  delle  fo-ure  alce 
denti,  &  parte  difendenti  ;  &  porre  follmente  ti  numero  delle  figure, che  fi  ano  di  imo  ifleffo  valore;  ponedo 
tallora  vna  Imitatione  di  figure  al  contrario, cioè  porre  la  Guida,o  Principale,  che  procedi  per  un  numero  di 
figure  afcendenti,<&  il  Confequente,che  con  l'ijlejfo  numero  difendi  ;  come  dal  fette  poflo  effempiofipuò  co- 


-W 1 »-¥ 


INi?ÉiÉi:yi 


liiilliiii 


— =*£ 

prendere  ;  nel  quale  ho  voluto  porre  Tua  parte 
fila  per  due  cagioni  :  Prima  :  perciò  non  man- 
cano le  dotte  copofitwni  di  molti  eccellenti  Mu 
fci, che  fono  piene  di  quefle  cofe,dallequalifi  pò 
tra  comprendere  il  modo , che  fi  batterà  da  tenere  nella  compoftione  dell'altre  cantilene;  Dipoi,per  non  acere- 
jcere  il  volume  con  tanti  effempi  ;  ejjendo  che  da  quella  fola  parte  fi  potrà  comprendere  quello, eh' io  ho  volu- 
to dire,  &  in  qttal  maniera  fi  potrà  procedere, cauando  l'tnuentione  di  ima  parte  dal  proceder  dell'altra ,  per 
potere  impire  il  Contrapunto  di  belle fantafie,  &  leggiadri  inuentioni .  Ma  fi  debbe  auertire ,  che  quantun- 
que il  Baffo  (  come  ho  detto  altroue)  poffa  alle  volte  tenere  il  luogo  del  Tenore,  &  cofi  l'vna  delle  altre  parti 
quello  dell'altra  ;  nondimeno  fi  de  fare,  che'l  Baffo  finifeafemprefopra  la  ehorda  regolare,  &  finale  del  Mo- 
do, f  opra' l  quale  è  compofla  la  cantilena  ;  &  cofi  le  altre  parti  a  i  loro  luoghi  propij  -.peraoche  da  talchorda 
"\)aueremo  a  giudicare  il  Modo .    Effe  bene  il  Tenore  vemffe  a  finire  in  altra  ehorda ,  che  nella  finale  ,  que- 
llo non  farebbe  di  molta  importanza  ;  pur  che  habbia  proceduto  nella  fua  modulatione  fecondo  la  natura  del 
Modo  della  cantilena  ;  il  chef  debbe  anche  intendere  di  ciafeuna  delle  altre  parti .   Oltra  di  quefto  è  da  a- 
uertire ,  che  quella  compofitione  fi  può  chiamare  Perfetta ,  la  quale  in  orni  mutatione  di  ehorda ,  tanto  ver- 
fo  ilgraue ,  quanto  verfo  l'acuto ,  fempre  fi  odeno  tutte  quelle  Confonanze ,  che  fanno  varietà  di  fuono  ne  i 
loro  edremi .  Et  quella  è  veramente  H  armonia  perfetta ,  che  in  efjafi  ode  tal  confonanze  :  Ma  li  Suoni,  o 
Confonanze ,  che  poffono fare  diuerfità  al  fentimento  fono  due ,  cioè  la  Quinta ,  &  la  Terza,  ouer  le  Repli- 
cate dell'vna ,  &  dell'altra  :  percwche  t  loro  edremi  non  hanno  tra  loro  alcuna  fimiglianza ,  come  hanno 
quelli  della  Ottaua  ;  negli  ejlremì  dell'vna  fi  afimtgliano  agli  eflremi  dell'altra  :  efendo  che  gli  edremi  del 
la  Quinta  non  muoueno  l'vdito  nella  maniera,  che  fanno  quelli  della  Tèrza  ;  neper  ti  contrario  :  Onde  ag- 
giunto il  Ditono  al  Semiditono,  generano  la  Quintaja  quale  e  neìltfuoi  efremi  contenuta  da  filoni  molto  va- 
riati da  quelli,  che  fi  odeno  negli  efremi  del  Ditone,  o  del  Semtdttono  :  perche  gli  eflremi  del  Ditono  fino  an- 
co molto  differenti  da  quelli  del  Semiditono .  Et  ciò  non  fi  ritroua  nella  Ottaua  :  impereche  li  fuot  eftremi 
hanno  tal fimigliaiiza,  che  paiono  vii  filo  fuono;&  fi  afitmigltano  di  maniera  all'Vnifino ,  che  aggiun- 
gendole qualConfonanzafi  voglia ,  par  che  fa  congiunto  (come  etiandio  ho  detto  altroue  )  quafi  ad  vnfolo 
fuono .  Ritrouandofi  adunque  la  varietà  folamente  tra  gli  efremi  della  Quinta ,  &  quelli  della  Terza  ;  &> 
componendofi  l'H  armonia  di  cofe,  che  tra  loro  fino  diuerfe  ;  douemoper  ogni  modo  (  accioche  habbiamo  per- 
fetta cotale  harmonia  )  cercare  con  ogni  nofro  potere,  di  fare  vdire  nelle  noflre  Compofitioni  quefle  due  Con- 
fonanze ,più  chefiapofibile ,  onero  le  loro  Replicate .  E'  ben  vero ,  che  molte  volte  li  Prattia  pongono  la 

H      z  Sefia 


244  Terza 

Seiìa  in  luogo  della  Quinta ,  &  è  benfatto  :  Ma  fi  debbe  auertire ,  che  quando  fi  porrà  in  una  delle  parti  la 
detta  Seilajopra  il  Baffo,,  di  non  porre  alcun  altra  parte, che  fa  dijìanteper  ima  Quinta  fipra  di  ejfo  :  perciò 
che  qiiefle  due  parti  -verrebbero  ad  ejfer  diflanti  tra  loro  per  vn  Tuono,  onero  per  vn  Semituono  ;  di  maniera 
chef  adirebbe  la  diffonanza  ■  Io  ho  detto,  che  douemofare  ogni  noflro  potere,  di  por fempre  quefte  due  Con- 
finante tulle  compoftiom  :  conciofia  che  fempre  non  fi  pojjono  porre  ;  maf imamente  nelle  compofitiom  di 
Tre  voci  :  perche  in  luogo  di  vna  di  loro  fi  pone  Jfeffo  la\ottaua  ,per  non  guadare  il  bello,  elefante,  &facil 
cantare,  che  fanno  le  parti  :  la  onde  volendo  offeruare  di  por  fempre  cotali  Confonanze  in  fimili  compofttio- 
ni,  farebbe  qitafi  imponibile  :  Ma  nelle  Compofitwni  di  Quattro  -voci ,  farebbe  più  errore  laffarne  -vna  delle 
due  nominate,  che  in  quelle,  che  fi  compongono  a  Tre  voci  :  conaofia  che  otte  non  fi  pub  offeruare  cotal  Reto 
la  con  tre  parti,  la  Quarta  parte  ce  lo  permette .  Et  tanto  maggiormente  fumo  obltgatt  alla  offeruaza  di  tal 
Legge,  quanto  più  crefce  il  numero  delle  parti .  Gran  vergogna  è  veramente  di  alcuni,  che  non  filo  fanno  pò 
nere  le  loro  compoftiom  di  Quattro  voci,di  vna  delle  dette  confonanze  :  ma  fanno  anco  beo-  trio ,  che  bonvono 
le  parti  in  tal  maniera,  che  fino  tra  loro  Vnijone,  ouer  lontane  l  vna  dati  altra,  per  vna  Ottaua  folamente  : 
onde  fi  ode  l'harmoma  molto  fmembrata,  &pouera  -.percioche  le  parti  fono  dijlanti  l'vna  dall'altra  per  fi- 
ntili Ottaue,  che  fi  chiamano  Raddoppiate .  Ma  queflo  farebbe  di  poco  momento, quando  non  fi  ritrouaffe  l'i- 
fleffo  errore  nelle  compofitioni  di  Cinque, di  Sei,  di  Sette,et  di  più  voci  ;  nelle  quali  fono  alcuni  luoghi  fmem- 
brati,  &  poueri  in  tal  maniera  ;  chef  odeno  con  poca  fatisf anione  dell'vdito .  Però  il  Contrapunttftaft  deb- 
be guardare  da  commettere  tali  mancamenti,  degni  veramente  di  correttione  ;  &  debbe  fapere,  che  tali  er- 
rori fi  commettalo  non  folamente  nelle  figure ,  che  fi  proferirono  nel  battere,  o  nel  leuare  della  battuta  :  ma- 
anche  in  ogni  figura  cantabile ,  che  fi  pone  nel  numero  delle  confonanze .  Offeruarà  adunque  il  Compofitore 
queflo,  accwche  lafua  cantilena  venghi  adeffer  finora  &>  piena;  &*  accwche  contenghi  in  fé  oo-ni  perfettio- 
tie  di  harmoma .  Ma  non  per  queflo  fi  de  intendere,  che  lui  debba  offeruare  tal  [erge  dal  principio  della  com- 
pofitwne  infimo  alfine  :  imperochefi  de  anco  auertire  in  ogni  cantilena ,  di  dar  qualche  ripofi  alle  parti  ;  cjf 
di  non  farle  cantare  fempre  infume  :  ma  di  far  che  fé  ne  odi  hora  due ,  hora  tre ,  hora  quattro ,  fecondo  l  nu- 
mero che  faranno ,  &  tallora  tutte  infieme ,  &*  mafìimamente  nel  fine  -.percioche  tal  variazione  verrà  a 
portar  feco  commodo  al  compofitore  &  al  cantore,  bellezza  alla  cantilena^  diletto  &  piacere  all'vdito  : 


C^NTO. 


SillilUìiilil 


B^fS  S  O . 


^|±:i:f:g4 


Parte 


24J 


Za  onde  facendo  in  talmodoj  imponibile  di  offeruare  fiempre  cotal  legge;mafimamente:perche  facendo  cari 
tare  alle  Tolte  poche  parti ,  per  uolere  acquijìare  lefopradette  confinante  ,fi  potrebbe  procedere  per  alcuni 
mouimenti  tanto  difcommodi,chefarebbeno  cagione  di  rouinare  ogni  buona  &  finora  compofitione.Crefien- 
dopoi  dnumero  delle  parti,&  non  offiruando  quello ,che  fi  è  detto,  yerràa  moflrare,  quanto  fin  flato  buono 
imitatore  della  N  atura  ,laquale(quado  non  è  deprauata)nduce  tutte  le  cofe  alla  loro  perfettione.oltra  dique- 
Jìofi  debbe  fapere  ,che  bauendo  accommodato  tre  parti  di  qualunque  compofitìonejequali  tra  loro  contenga- 
no le  già  dette  con finanze,  onero  la  Sefla  in  luogo  della  Quinta, tutte  le  altre  parti,  chef  aggiugeffero  a  que- 
Jìe,yerrebbeno  adeffer  neceffariamete  Vmfone,ouero  in  Ottaua  con  yna  delle  tre  nominate;  f ano  poi  quante 
fi  yoglino  le  aggiunte  fi  come  di  [opra  nello  effempio  in  molti  luoghi  fi  può  comprendere .  Però  ilCompo- 
fitore  potrà  accommodarle  alla  cantilena, come  meglio  li  tornerà  commodo.E  ben  yero,  che pm  toflofi  debbe 
(leggere  la  Ottaua ,  che  l'Vmfono;percioche  (come  dicemmo  altre  yolte)  non  è  confinanza . 

In  qual  maniera  la  Quarta-fi  pofla  porre  nelle  com- 
pofitioni.  Cap.  Co . 

T  benché  nelle  compofitioni  di  due  yoci  la  Quarta  non  fi  ponghi  fé  no  fncopata;  et  in  que- 
Jìefipofja  porre  etiandio  nofmcopata,come  torna  meglio  :  percioche  il  fio  yfo  no  folamen 
te  è  ytde,ma  anco  neceffario  ;  tuttauia  è  da  fapere, che  effendo  la  Quarta  confonanxa, co- 
me altroue  ho  prouato  ;fi  può  accommodare  nelle  compoftioni  in  due  m. mitre  ,fi  come 
cofìum ano  farei  Mufici  moderni;  Prima  ponendo  il  Baffo ,  &  tlTenoi  e  dijìanti  l'vn 
■dall'altro  per  yna  Quinta;  &  agnungendoa  quefledue  partila  Terza  parte  lontana  dal  Baffi  per  una 
Ottaua;di  maniera,che  la  chorda  del  Tenore  yeghi  a  dtuidere ,  o  mediare  tale  Ottaua  in  harmomca  propor- 
tionalttà  :  la  onde  effendo  collocate  le  parti  in  tal  maniera  uafie  dilettaiole,etfiaue  harmonia;  ne  mai  li  Mu- 
(icijquando  l'accompagnarono  con  la  Quinta  la  pofero  altramente  ;  Dipoi  accompagnandole  la  Ter%a;&  ciò 
faremo  in  due  maniere  :  percioche  onero  l'accopagnaremo  con  la  Terza  pofla  nel  grane,  ouero  con  la  Terza, 
pofla  nello  acuto;  Et  ciafcuno  di  quelli  due  accompagnamenti  fi  può  fare  in  due  modi:  effendo  che  quando  fé  le 
accopagna  la  Terza  nelvraue;oueramente  che  fi  pone  la  maggiore;ouerofe  le  aggiunge  la  minore.il perche 
douemo  fapere, che  la  Quarta  accompagnata  in  tal  maniera  faràfempre  migliore  effetto  accompagnata  con 
la  Terza  minore, di  quello  che  farebbe ,  fé  haueffe  fitto  di  sé  la  maggiore  :  effendo  che  pofla  in  cotal  modo,  è 
collocata  naturalmente  fecondo  li  gradi  delle  confonanze,come  fi  può  y  edere  nel  Cap.  i  5 .  della  Prima  parte; 
nel  quale  fi  yede,che  dopo  il  St  miditàno  contenuto  tra  quedi  termini  6  &  5 ,  finte  immediatamente  la 
■IDiateffaron  ,poila  tra  queflt  termini  8  &  6.  Ma  quando  è  accommodata  col  Ditono,  non  può  far  buo- 
no effetto:  perche  non  fino  pofìe ,  11 fieme  fecondo  l'ordine  naturale  di  tali  confonanze;  anzi  fino  ag  nunte  in- 
fame in  yno  ordine  accidentale  :  perche  non  fitroua  nell'ordine  nominato ,  che' l  Ditóno  fiapoflo  fenza 
alcun  mezo  auanti  la  Diateffaron  :  La  onde  effendo  quefle  due  confonanze  accommodate  l'yna  dopo  l'altra 
cantra  la  loro  natura;effindo  poflo  nello  acuto  quella ,  che  donerebbe  effer  collocata  nel  grane  ;  &  nel  grata 
quella,che  donerebbe  tenere  lo  acuto;dequi  yiene,che  iifuoni,cbe  nafcono  dalle  chorde  ordinate  in  tal  marne- 
ranno men grati  all'ydito,di  quelli,che  nafcono  dalle  chorde  tefe fecondo  i  lor gradi  naturali  :  Per  ikhe  ciaf 

cuno  dafefleffo  con  la  esperienza  potrà  conofcere  dalli  [ottopodi  eflempi 
fenfatamente,&  euidentemente  comprendere  delli  due  accompagnamen 
ti,qualfia  yer  amente  il  buono .  Quando  poi  fi  accompagna  la  Quarta  con 
la  Terza  pofla  in  acuto,ciòfipuofarefimigltantemente  in  due  modv.per-  •■ 
cioche;oueramente  fé  le  a*  nume  la  Terza  mavo-iore,  onero  fé  le  accom- 
pania  la  minore .  Quando  e  accompagnata  con  la  maggiore  fa  buono  ef- 
fetto.Ma  quando  è  accompagnata  con  la  minore, fa  quafi  diffinanza .  Et 
ciò  non  è  fenza  cagione:  percioche,  oltra  chef  potrà  comprendere  dalli  due 
eflempi  pofli  qui  di  fitto ,  quando  le  yoci,  0  ti fuoni  faranno  ridutti  in  atto; 
l'ordine  naturale  de  i  Numeri  harmomci  ce  lo  dimodra  ;  nel  quale  ritro- 
uandofi  la proportione  della  Diate ffaron  tra  qttetti  termini  4  &  3  ; 
come  fi  può^edere  nel  detto  luogo  ;  fegue  fenza  alcuno  mezo  la propor- 

tione 


ti 


:$=i 


a 


Buona. 


Men  buona. 


ftz::*; 


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246 


T 


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-+ — 


t  ione  del  Ditono, pò  fi  a  tra  5  &  4  .  Ma  in  cotale  crime  non  fi  trottatile  dopo  la  proportìone,o forma  del- 
la Quarta  fiotta  immediatamente  procedendo  nel  detto  ordine  la  forma  della  Terza  minore  ;  come  ogn'yno 
pub  yedere .   Per  queflo  adunque  auiene,che  quelle  Confonanze,che  fino  fuori  de  1  loro  luoghi  naturali ,  & 

non  fino  ordinate, fecondo  che  hanno  le  lor firme  tra  i  numeri  harmonici, 

i -$r ;"jf~     filila  alcun  dubbio  fanno  qualche  diflonanza  :  Onde  dico,  che  la  Quarta 

-• *■ —  —  -      accompagnata  con  la  Terza  minore  polla  nel  fratte  fi  potrà  firn 'pre  yfa- 

Il-      re;&  quella  etiandw,che  hauerà  la  Terza  maggiore  nello  acuto:  percio- 

Buona.        Non  buona.  che  non  potranno  fare  [e  non  buoni  effetti .  Ma  quando  hauerà  la  Terza 

mag  more  nel  graue,  ouer  Li  minore  nello  acuto  fempref  ydirà  qualche 
ejfttto  tnilo .  Ne  nò  debbe  parer  frano  ad  alcuno  :  concwfa  che  quello 
che  intrauient  al  Vedere  intorno  alla  cofa  yifibtle ,  intramene  anco  all' 
Vdito  intorno  alia  cofa  l'dibile .  Onde  fi  come  è  frana  cofa  da  yedere  in 
yno  edificio  alcuna  parte  pofa  nel  luogo  di  yn  altra  ;  come  farebbe  dire  li 
Fondamenti  nel  luogo  del  Tetto;  &  nel  luogo  delle  Porte  le  Fineflre,cy* 
ogni  cofa  pofla  al  contrario  fuori  delliftoi  naturali  luoghi,  &  (enza  alcu 
naproportwne;cofi  ecofa  frana  da  ydire  yna  mafa  di  filoni,  0  confinati 
ze  pofle  in fieme  fenza proporzione, <&-  fuori  dei  loro  luoghi  naturali .  Si  ritrotterà  etiandio ,  y olendo  inuefli- 
<rare  piti  oltra,che  la  Quartajaquale  ha  nell'acuto  il  Ditono,èpiù grata  all'ydito  di  quella,che  l'ha  nel  graue; 
fi  come  ettandio  è  più  «rata  quella, che  ha  il  Semiditono  nella  parte  grane ,  di  quella  che  Ihà  nella  acuta  ;  & 
che  di  quelle  due  compofitioni,qutlla  Quartà,che farà  accompagnata  coti  la  Terza  minore  nel  grave  farà 
migliore  effetto  di  ciafcuii  altro  accomp.g;icmento;ccme  fi  potrà  comprendere  da  quefli  effempt .  Percioche 

quantunque  le  Sefe,che  contengono  gli  fremi  di  queéle  parti  pofle  infie- 
me,nonfiano  l'yn  dall'altro  clifferenttnellaprcportione,&iionfacino  Tct 
riatione  de  filoni  &  di  confinanze  ì  nondimeno  la  yarietà  delle  chorde, 
che  riceueno  nel  loro  mezpj  cagione, che  tyno  accompagnamento  fi  ydi- 
rà  megliore  dell'altro;&  di  far  la  differenza  tra  due  accompagnamenti, 
che  fiano  buoni ,dal  buono  al  migliore. Veramente  tanta  è  la  poffitnza 
dell-,  confinanze,  quando  fono  pofle  ne  1  loro  propij  luoghi  naturali,  che 
non  follmente  quelle,  che  fino  tramenate  in  cotal  maniera  fecondo  la  nór 
tura  de  gli  harmcnici  numeri,  fono  pia  grate  alìydito  di .  quelle ,  che  fono 
pofle  al  cciitrario:ma  anche  fanno  piti  allegra,^ ■piti  finora  ogni  compo- 
ftione,nella  quale  fono  pofle .  Queflo  adunque  ricoglieremoda  quel,dnfi 
è  detto,  che  le  Quarte  fi  potranno  pone  ottimamente  nelle  compofitioni, 
quando  faranno  collocate  in  talmamera,  che  fitto  di  loro  nelgratie  hab- 
biano  la  Quinta,ouer  la  Terza;come  ho  moflrato  dtfipra;&  etiandio  fi  potrà  porre  alle  yolte  con  la  Terza 
nell 'acuto, ,map imamente  quando far  -àia  maggiore  ;anm  a  che  queflo  dalla  yniuerftà  dei  Mufici  prattici 
fin  hora  fi  a  fiat  a  poco  confederata  :  Percioche  Je  l'accompagnamento  della  Quarta  conia  Terzi  maggiore 
pofla  nel  oraue,che  non  è  yeramente  molto  confinante  èJapportata;non  so  yeder  ragione , perche  non  fi  de 
Sopportare  l'accompagnamento  della  Terza  maggiore  pofla  nelì  acuto-.effendo  che  yeramente  queflo  accom 
parlamento  è  migliore, fi  come  la  tff>erienz$  celofarafimpre  yedere , 


« 


—44- 


Buona. 


Migliore. 


Regole  in  commune. 


C 


ap. 


61. 


O  N  è  dubbio/fendo  la  Quarta  confonanz*,&  hauendo  moflrato  nel  Capìtolo  prece- 
dentelli  qual  modo  fi  habbia  da  comporre  con  la  Quinta,&  con  la  Terza;  che  qualiique 
yoltafiirà  accompagnata,  nelle  maniere  ch'io  ho  moflrato,  farà  fempre  buono  effetto  nel- 
la compofitione-.  Qualunque  yolta  adunque  che  yorremo  y farla,  potremo  fenza  porre 
la  Quinta,o  la  Terza  nel  graue ,  porre  la  Terza  maggiore  nella  parte  acuta  ;mafi- 
mameme  quando  le  parti  procederanno  per  ordine  naturale  in  queilo  modo:  percioche  apporterà  gran 
commodo  al  Compofitore ,  aiutandolo  nellayaghezza  delie  modulationt ,  &  nel  fchiuare  ti  Tritono , die 

potrebbe 


Parte. 


*- 


247 

potrebbe  nafcere  alle  yolte  tra  le  parti  della 
cantilena  ;  come  nel  fecondo  effempio  fi  può 
comprendere  .  Si  potrà  anco  vfar  la  Vn- 
decima  ;  come  più  a  baffo  fivede  ;  laqual  fi 
compone  della  Ottaua,<&  della  Quarta;poi 
che  Tolomeo  nel  Capitolo  Quinto  del  Pri- 
mo libro  della  H armonica ,  &<  Boetio  nel 
Cap.  i  g.  del  libro  Primo  della  Mufica  la  pò 
gono  tra  le  confonanze  :  Di  modo  che  da 
quefli  ejjèmpifip  tra  conofcere  la  lor  natu- 
V arte  rr aue.  VA  >  &  ^nto  pofmo  effer  grate  all'udito  >• 

ancora  che  ne  potrebbe  bafìare  l'yfo  de  i 
Moderni ,  &  degli  <Aìitichi  compofttori,  i  quali  molte  yolte  thanno  accompagnata  in  tal  maniera .  Vfano 


Siili 


Parte  me%ana. 


11.            ....        ,     ..   .,.    , 

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y   '"'      "A?"  ♦ " 

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Ili! 

Canto . 


^-+~ 


Tenore. 


Zaffo. 


alcuni  dì  porre  laparte  acuta  con  la  mezana  diflanteper  yna  Quarta  ;  &  quefla  con  la  grane  per  yna  Ter- 
za ;  di  maniera  che'l  Baffo  yiene  ad  effer  lontano  dal  Soprano  per  yna  S?fta,tramezata  dalla  Terza, o  ma* 
giore,  o  minore .  Onde  efjendo  le  parti  compofìe  in  tal  maniera,  fogliano  farle  afcendere ,  o  dtfcendere  inferni; 
più  gradi  ;  $  tal  modo  di  procedere  chiamano  Falfo  bordone .  Ma  in  yerità,ancora  che  tal  maniera  fa  mol 
to  in  yfojet  che  con  difficultà grande  f  poteffe  leuare  ;  dico,  che  non  è  lodeuole  :  Imperoche,oltra  che  la  Quar 
ta  è  confinanza  perfetta  ;  come  altroue  ho  moflrato  ;  &■  che  non  douemo  far  cantra  la  Regola  data  nel  Cap, 
2  Rigenera  alle  uolte  tra  le  parti  alcune  relationi ,  che  non  fono  harmomche:  La  onde  poco  diletto  apportano 
all'ydito;f  come  cìafamo  col  mezo  dello  efjempio  pojlo  qui  di  fono  potrà  conofcere.  L'errore  di  cotal  cofa 


Hr^^^Nr* 


Canto. 


m 


jEÉÉìgSB  feffiEÉSì 


Tenore.  Baffo. 

fi  mamftfa  da  queflo;percioche  fé  noi  yorremo porre  le  Terzg  a  '  l°ro  luoghi  naturali ,oue  fi  debbono  ragio- 
neuolmente  porre, ouerofopra  la  Ottaua  almenoifi  potrà  conofcere  con  quanta  ragione  fi  potrà  fare  yna  co  fa 
fimile  :  cociofia  che  ;fi  come  nel  moflrato  effempiofi  ydiuano  molte  Quarte;cof  nel fottopofìo  potremo  ydi- 
re  altretante  Quinte .  Iosa  bene,che  apprefjo  di  molti  più  yarranno  le  autorità  di  alcuni ,  che  fi  habbiano 

-fr-y-»"*--»"^-*-  H--»-A-*--*"-»^-*" 


■4-- 


Canto. 


Tenore.  Baffo. 

yfurpata  cotal  licenza, che  le  ragioni  addutte  difopra-.mafacino  pure  il  peggio,  che  fanno, co  dire  quefla  cofa 
è  fiata  yfata  da  molti,che  poco  mi  curo,poi  che  nonfono,ne  yogliono  effer  capaci  di  ragione .  Et  benché  la 
Terzafta  confònanza,&  fi  poffa  porre  in  qual  luogo  torna  commodo  ;tuttauia  il  fùoyeró  luogo  non  è  nel 
graue;manell'acuto,fopralaDifdiapafon,ouero  Quintadecima  :  Imperoche  naturalmente  la  Ottaua  pofla 
nelgraue,non  pub  effer  tramezata  da  altro  fuonoxma  yuole  effer  po£ìafemplice,fenza  alcuna  mediatione  ;  fi 
come  ne  moflrano  li  numeri  harmonici,pofìi  nel  Ca.  i  f  .della  Prima  parte;  tra  i  quali, fi  yede  la  prima  Dupla 
contenuta  nel  Senario  tra  z  &  i ,  che  èlafuaforma,laquale  non  è  mediata  da  alcun  termine  mezano; 
mafibenelafecodapoflatra  4  &  z ,  laquale  è  dtuifa  dal  3  inynaSefqttialtera,cheftrouatra  3  &» 
-i.,<&inynaSefquiterza,chefitrouatra  4  &  3  ,  che  fono  le  forme  della  Diapente  ,&  della  Diatefi 
faron  con  finanze .  Onde  la  Sefqmaltera  nella  detta  feconda  Diapafon  refla  non  diuifa,&  intera:  ma  ultra  la 
Quadruplajhe  è  lajbrma  dellaDtfàapafonfi  troua  diuifa  in  due  parti;cioè  in  yna  Sefquiqmrta,che  è  la  for- 
ma yera 


248 


T 


erza 


ma  -vera  del  Ditono ,&  in  yna  Sefquiquinta,che  è  laformadtlSemìditono;  delle  quali,  fona  è  collocata  tra 
5  &  4 ,  &  l'altra  tra  6  &  $  .  Si  Tede  adunque ,che  la  prima  Ottatia  è  collocata  naturalmente 
tra  1  Numeri  fonort  fenza  alcun  altro  numero  mezano;&  che  la  Quinta  le  fùccede  fenza  alcun  mezp;  dipoi 
[ente  la  Quarta;&  da  quelle  due  parti  maggiori  fi  compone  la  feconda  Diapafon  ,onde  nafte  la  Difdiapafon, 
cioè  la  Quintadecima .  Dopo  quefle  -viene  il  Ditono,  &  immediatamente  dopo  lui  figue  il  Semiditono  :  di 
maniera  che  ,fe  tali  confinante  fuffero  pofle  nelli  Contrapuntt  (fé  ciò  fi  potefje  far  fempre  commoàamentè) 
a  i  loro  luoghi propij  &  naturali;non  è  dubbio,che  nafcerebbe  yn  concento  tanto  harmoniofo, quanto  l'huomo 
fìpotejje  imaginare.Et  di  aòpotemo  -vedere  la  efperienza  fempre  negli  ijlrumenti  arte fciali,mafiim  amente 
nell 'Organo ,oue  pofle  le  con  finanze  nominate  per  ordine  I'vna  dopo  l'altra ,  fecondo  che  ho  moflrato  ;  non  fi 
pub  dire  il  buono  effetto  che  fanno.  Mafie  per  cafo  la  prima  Ottauafipone  tramezata  nel  grane  dalla  Quin- 
ta;allora  il  concento  fi  fa  alquato  triflo;etfe  tal  Quinta  fi  diuideffe  in  due  Terze, non  fi potrebbe  apena  ydire 
tal  copoflo  ;  mafiimamente  fé  la  Terza  minore  tenefje  il  luogo  della  maggiore,  cioè  fé  ellafufje  pofla  nelgra 
uè.  É  nondimeno  fiopport  abile  la  prima  Ottaua  tramexata  in  proportion alita  harmomcaper  la  Quinta  ;  & 
quando  fiopra  di  effafipone  la  Terza,  non  fa  triflo  effetto;  ancora  che  cotali  confonanze  non  fiano pofìe  a  1  lo- 
ro luoo  hi  propij  ;&  ciò  intrauiene:  percioche  tengono  il  luogo  mezano  nello  iflrumento,oue fi contiene  tale  or- 
dine .  Si  debbe  adunque  porre  la  Terza  immediatamente  dopo  la  Quintadecima,  0  almeno  dopo  la  Ottaua  in 
crdtne;&  debbe  effer  la  m aggiornacelo  che'l  concento  fia più  allegro,  &  piùpieno  :  mafe'lfi  abbatterà,che 
ellafea  la  minore;come  infinite  -volte fiuole  accafiare, allora  il  concento  farà  più  meJìo.Quefle  cofie  neramente 
fono  poco  confederate  da  1  Prattici  :  percioche  fenza  alcun  riguardo  pogono  la  Quinta  tra  le  chorde  gratti,  & 
anco  la  Terza,come  torna  a  loro  più  comodo;laqual  cofa  quanto  diletto  portino  all'ydito,  laffarò  confederare 
a  coloro, che  hanno  giuditio.  Onde  yoglio  dir  quefiìo  folamente,che  douendofe  porre  la  Terza  nella  compofetio 
ne, è  meglio  porla  fempre  fopra  la  Ottaua, che  tra  effa;  yoglio  inferire,  che  migliore  effetto  farà  fempre  la  De- 
cimarle la  Terza.  Et  quantunque  fi  potrebbe  dire,che  meglio  farebbe  anco,porre  la  Quinta  fopra  la  Ottaua, 
pofla  nel graue  della  cantilena;come  cofa  più  propinqua ,  fecondo  la  natura  dei  Numeri  harmoniu;  che  la 
Terza,  come  più  lontana;tuttauiapongafe  a  qual  modofe  yoglia ,  tornarà  fempre  bene .  Ma  quanto  migliore 
effetto  faccia  la  Decima  che  laTerza  >  daqueflidue  effempt  ,ciafcuno  che  hàgiuditio  lo  potrà  conofeere. 


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C^fNTO.  TENORE.  ^B^tSSO. 

Ma  fe  debbe  auertwe,  che  in  yno  effempio,  cioè  nel  primo  fi  contiene  ilTritono,&  nel  fecondo  la  Semidia- 
pente; liqualt  tanto  più  fino  fòpportabili,quanto  che  dopo  sé  hanno  l'yno  la  Terza  ,&  C altro  la  Decima  mag- 
giori,che  fanno  relatione  harmonica  con  le  yoci,che  cotengono  il  Tritono, otier  la  Semidiapente.  Et  fe  bene  gli 
interuallt, che  fono  nelle  feconde  figure  deìli  mofìrati  effempifino  veramente  diffonanti  ;  tuttauia  fono  in  tal 
maniera  collocati, che  per  il  loro  procedere,  fecodo  l'ordine  moflrato  nelle  Regole, fe  nepaffano  di  maniera,che 
fyditofi  ne  cotenta.Si  debbe  altra  di  ciò  auertire,che  quando  difii  difiopra,che  la  prima  Ottaua  fe  pone  fienz* 
alcun  mezo,potemo  intendere  tale  Ottaua  effer  quella,  laquale  incomincia  nella  chorda  più  graue  del  Baffi 
della  cantilena, falendo  di  mano  in  mano  all' acuto  fino  alla  Ottaua  chorda  ;  et  per  la  feconda  fe  può  intender 
quella,che  incomincia  dalla  chorda  eflrema  acuta  di  tale  Ottaua,&  yàfino  alla  Quintadecima .  Pongono  i 
Prattici  alle  yolte  il  Tritono  tra  due  parti,  ilquale  cafea  fopra  la  feconda  parte  di  alcuna  Semibreue  fencopa- 
ta,pofla  nel  graue  in  cotal  maniera;!  Iquale  fe  ode  nella  relatione  delle  pariv.ma  no  èpercojfa  fyna  delle  par- 


EfESriEES  z=±=?==:  ìfl^^iSi:  $=r5$:£f 


C^TNTO. 


B^fS  S  O. 


TENORE. 

ti  acute  con  la  parte  graue  da  tale  iuterual- 
lo.Et  perche  le  parti  procedeno  in  cotal  mo- 
do,&  fono  concatenatela  loro  di  maniera, 
che  fenxa  partir  fi  dalla  offeruanxa  delle  re- 
gole 


Parte.  249 

gole  date ,  fanno  buono  effetto  ;  Però  qttefle  parti  porgono  all'ydito  grato,  &  fbaue  piacere:  percioche  quel  pò 
co  di  di/finanza,  che  fi  ode  nelTritono,  £?•  nella  Semidiapente,  [e  ne  paffa  pretto,  &  or  giunge  foauitàalla 
confonanza  feguente,  più  di  quello,  che  fi  adirebbe,  fé  non  yifuffe:  emendo  che  di  due  oppofiti, l'imo fi  conofce 
maggiormente  per  la  comparatwne ,  che  fifa  con  l'altro .  Frequentano  i  moderni  molto  ffeffo  talipaffao-  gì  t 
onde  parendoli  la  co  fa  riufcibile  pongono  alle  yolte  U  parte  graue  fmcopata  in  tal  maniera,  che  la  feconda  par 
te  della  Sincopa  contiene  col  Tenore  la  Seconda,  &  d  Tenore  col  Soprano  hora  la  Terza,  hora  la  Quartana 


a3fe 


CANTO. 


+±±- 


i-^zs::-^:^: 


fi:=F:= 

TENORE 


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5" 


t-*ò* 


[**A: 


tallora  la  Quinta ,  c^me  qui  fi  yede  ;     Ma  quello, che  coit- 
tiene  la  Quarta,  fen%a  dubbio  è  men  buono  degli  altri  -.percio- 
che fi  ode  tale  wteruallofenza  alcuno  accopagnamento .  o/ira 
BAs  SO  d  queflofi  de  auertire ,  che  alleyolte  fi  potrà paffare  dalla  Sc- 

ila minore  alla  Ottaua ,  quando  le  parti  faranno  collocate  in  tal  maniera ,  che' l  Baffo  col  Tenore  procedmo 
ordinatamente  fecondo  l'ordtne,&  il  modo  dato  nelle  Regole  ymuerfali;  &  il  canto  procedi  per  Decima  fo- 
pra'l  Baffo  ;  come  qui  fi  Tede .      Si  potrà  anche  dalla  Terza  maggiore  paffare  aU'Vmfono  ,  quando  il  So-. 


-j- 1— U- -+-■ 


CANTO. 


TENORE. 


B^fS  S  O . 


frano  procederà  dall'acuto  al  graue  col  mouimento  del  Ditono  ;  &  il  Baffo  col  Soprano  farà  ordinato  fecon- 
do iprecetti  dati  di  [opra  ;  dando  il  Tenore  fenxa  mutar  luogo  ;  come  fi  yede  ;  Percioche  effendo  le  parti  e- 
flreme,  che  fono  più  delle  altre  compre  fé  dabfènfo,ben regolate  ;  fé  alle  yolte  •verta  qualche  cofa  nell'altre  par 
ti,  che  non  fia  cofi  ben  regolata ,  fi  potrà  fopportare .  La  onde  fi  concede  al  compofitore  ,che  poffa  pigliare 
alle  yolte  qualche  licenza  fuori  della  Regola  data  difopra  nel  Cap.  3  8 .  Gli  farà  etiandw  lecito  di  paffare  dal- 
la Terza  minore ,  per  contrarij  mouimenti  all'Ottaua;quando  le  parti  faranno  ordinate  in  tal  maniera  ,  che 
quella,che  fi  trouerà  lontana  perfimile  confonan%a,&  dipoi  paff ara  alla  Ottaua ,  habbia  nel  graue  la  Ter- 
za maggiore,  di  maniera  che  la  parte  acuta  fia  lontana  dalla  graue  per  yna  Quinta  ,■  come  qui  fi  yede . 


É|ìì§ÉlgiliÌil?l= 


CANTO. 


TENORE. 


B^iSSO 


^fnzi farà  neceffarlo,che  le  parti  filano  in  cotalmodo  :  perche  fé  fi  poneffero  altramente,  facendo  quella  Ter, 
za,che  è  minore,  maggiore  colfegno  ^ ,  accioche  (fecondo  le  date  Regole)dalla  imperfetta  più  propinqua 
ftperuengln  alla  perfetta  ;  non  fi  potrebbe  far  tal  cofa  per  alcun  modo ,  [enza  grande  offefa  dell'ydito  :  con- 
ciona che  fi  yerrebbe  a  fare  yua  Quinta ,  che  batterebbe  due  Terze  maggiori  :  Ma  ciofia  detto  per  fempre, 
che  l'obbgojlà  nelle  cofe  pofìibili  ,<&non  nelle  imponibili  ;  al  quale  ninno  è  obligato  .Douemooltradi  queflo. 
offeruare,  che  nelle  Cadenze,  principali  della  cantilena Je parti  fiano  ordinate ,  &  accommodate  in  tal  ma- 
niera, che  la  feconda  parte  della  figura  fincopata,  la  qualfipone  diffonante  ,fia  fempre  con  la  parte  graue  di-, 
flante  per  yna  Quarta  ;  alteramente  per  yna  Vndecima  ;  &  con  l 'altra  fia  fempre  lontana  per  yna  Secon- 
da^ per  yna  Settima  ;  il  chef  debbe  offeruare  etiadio  in  ogni  figura  fmcopata, nella  quale  fia  la  diffonanza  1 
fi  come  fi  yede  in  quefli  effempi,  da  1  quali  fi  potrà  coprendere  il  modo, che  fi  hauerà  da  tenere  in  altre  fimili, 
quando  accafcheranno .  Ma  fé  yorremo  aggiungere  la  Quarta  parte  a  quefte,  fempre  ella  fi  porrà  in  Ottaua 
dell'yna  delle  due,chefono  dilìantì  tra  loro  per  Quinta,  0  per  Duodecima  ;  accommodandola  hora  in  yn  /«o- 
go,&>  hora  uiyrì  altro,  fecondo  che  tornerà  meglio, 

I  Et 


2  )  O 

Ì^_tz *  tv  §  -      :x:^:£: 

C  ^fN  t  o. 


Terza 


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TENORE. 


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BiAS  SO. 


^p^m^l 


ti  o/i  ò  ò  u. 

•cfo  ta  Cadenza  fi  può  fare  in  moke  maniere  con  varietà  delle  parti;  però  yogliopor  qui  molti  effempi 
n,*A*ti  „  quattro  vociji  quali  potranno  ettandio  ferirne  alle  compofiuom  di  Tre  yoa ,  onero  fé  li  potrei 
parti^quandofiffebifognosacciotheionon  babbitt  da  replicare  più  cofa  alcuna  in  queila 
voglio  reflar  di  direbbe  fi  ronofee per  ej~perienza>  che  quella  Cadenza  non  ha  gratta  al- 


ctv  o-iunzere  altre 
matena.Ma  non 


§ÌÉg|lìÌiSgp!lillySl;|Ìgpgp 


H       SOP  R^CNO. 


SliilSS^SìÉilfjg 


^LTO. 

llfìllilS=|EÌÌ 


sé 


ÉUflUll 


j^^iìpgiil^ggilgflìgji 


TENORE. 


i^jjgigiS^g 


mt 


B^fS  S  O . 


giglililifiiÉ! 


gji:|$i^É;gjil^^i^||;ì|iÌ| 


cuna  ,o  leggiadria  in  sé  Jaqual  fia  fenza  la  Diffonanza  ,che  fi  trotta  nelle  moftrate;  mafitmamen- 
te  quando  le  parti  procedeno  mfieme  per  le  ijìefje  figure  ;  ancora  chefiano  fwcopate  3  ouero  non  finco- 
pau ,  che  fi  profenfeono  nel  Iettare ,  o  nel  battere  della  battuta  ;  come  fono  quefìe. 

Però 


Parte. 


271 


B  WS  S  O . 


Però ilContrapuntifìafigu.trdarà  di Tfiwle;&>  deb- 

"V; ~  ~      he  [chinare  al  tutto,  di  f. tre  che  alcuna  pane  della  can 

— v~  •* «'/«»•*  non  faccia  la  Cadenzttrfuado  l'altre  parti  fuffe- 

ro  ordinate  in  ~m  modo, che  qualunque  altra  delle  più 
grani faceffe  la  Quinta  con  la  figura  mezana  della  cadenza pofta  nell'acuto  sfacendo  il  mouimento  congiun- 
to delSemituono,  quando-tale  fio-tira  fi  potrà  figliare  con  la  afra  %  Chromatica  :  percioche  (  come  ho  det- 
toaltroue)  profirendoft  tal  parte  della  cadenza  naturalmente  col  Semituono  sfarebbe  cofit  difficile,  che'lcan- 
tore  poteffe  hauere  111  tal  cafo  riguardosi  non  proferirla  con  quel  modo,  chef  proferisce  naturalmente .  Onde 
"verrebbe  poi  a  commettere  errore  ,&  a  porre  ~vna  diffonanz^  w  luogo  delia  confonanxa  ;  cioè  Terrebbe  a 
porre  la  Diapente  fuperjìua  in  luogo  della  yera  ;  come  qui  fi  Tede. 


''<v*^HfcM 


CWNTO. 


WLTO 


TENORE. 


ini 


B  WS  S  O . 


Wccafcherà  anco  nm  fintile  errore,  quando  le  parti  a  Tre  voci  faranno  ordinate  in  tal  maniera ,  che  effendo 
il  Tenore  [opra  il  Baffo  lontano  per  una  Terza ,  difendendo  per  mouimento  feparato  di  Quarta  fotto'l 
Baffo  Tna  Terza,  afeendendo  il  Baffo  per  mouimento  congiunto  di  tu  Tuono  ;  &  ritornando  dipoi  ciafeuno 
allifuoi  primi  luoghi  ;  il  Soprano  farà  la  Cadenza  dijìante  dalla  parte  grane  per  una  Quinta  Terfo  l'acuto; 
come  in  queflo  efjempiofi  Tede .      Seguirebbe  anco  tu' altro  errore ,  qualunque  Tolta  che  fi  Tolefle  fonare 

quejìe  tre  parti  fopra  tuo  idru- 


44  «*- 


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SOPRANO.        TENORE. 


B  WS  S  O. 


mento, perche  fi  indirebbe  fenza 
alcun  dubbio  tre  Quinte.  La  on- 
de li  Compofitori  debbono  auer- 
tire  a  cotal  coft,&  non  fare  che 
le  parti  mutino  luogo  tra  loro  in  quefla  manieraipercìoche  tale  inconueniente  apportarebbe  all'ydito  cofit,  che 
non  molto  li  piacerebbe ;ancora  che  nel  catare  le  parti  nofipofmo  udire  tali  Quinte.  Et  perche  da  molti  Prat 
tici  quello  non  è  molto  auertito;per'o  ho  Toluto  toccarne  vita  parola .  Hauendofn  hora  a  baflanza  ragionato 
intorno  alle  cofe  neceffarie  afimili  copofitionijaffarò  le  altre  co(i,che  poffono  accafcare,&  non  fono  di  molto 
momento, al giuditio  del  Compofitore-.lmperoche  col  mezo  delle  Regole  date,  potrà  quando  gli  occorrerà  al- 
cun dubbio, quantunque  fuffe  di  molta  importanza,darne  perfetta  rifolutione .  Lafjando  adunque  di  parlare 
più  intorno  a  cotal  materia, Terrò  a  ragionare  delli  Contrapunti ,  che  fi  compongono  a  Tre  toci  f  che  fi  chia- 
mano Doppi],  &  di  quelli^  che  fi  fanno  con  qualche  obligo . 


Delle  varie  forti  di  Contrapunti,  &  prima  di  quelli,  che 
fi  chiamano  Doppi).  Cap.  62. 

L  Contrapunto  doppio  a  tre  tocì  è  quafi  quello  ifteffo,  che  è  il  Coirapunto  doppio  a  due  to- 
ci,ilquale  nel  Cap.  5  6.difoprahò  dichiarato,^  rnoflratoxonciofia  che  tra  Ìtho,&  l'al- 
tra fi  trom  tal  differenzi, che  l'vno  non  fi  può  cantare  a  più  che  a  due, onero  a  tre  «vgiun 
o-endoli  Tna  parte,  che  canti  nell'acuto,  o  nel  grane,  di  fopra  ,  o  difetto  di  Tna  delle  parti 
principali  per  Tna  Decima:ma  l'altro  non  fi  può  cantare  fé  non  con  quelle  parti ,  che  fi 
copoigono  principalmente, cioè  a  tre  voci, con  grande  Tarietà  di  harmonia  nella  Replica;&  molto  differente 
da  quella,chefi  ode  nel  principale.  Però  adunque  ricordandofi  quello,  che  è  Contrapunto  doppio  a  dite  Voci ,  è 

J      z  Jttperfluo 


2J2 


T 


erza 


fuperfìuo  rivoler  replicare,^  dire  quello ,che  fia  Contrapunto  doppio  a  tre  -voci  : percioche  fapendo  qtietlo,che 
importa  ri  primo,  facilmente  fi  può  hautr  nottua  di  quello,  che  importa  ri  fecodo .  l'olendo  adunque  ragionare 
di  quelli  Contrapunti  doppi], che  fi  compongono  a  tre  voci,dico,  che  le  fue  Jpecie  fono  molte  :  imperoche  fi  pof- 
fono  comporre  in  yarie  maniere fitm  la  offeruan%a  di  alcune  regole;  che  cantando  fi  ad  vii  modo  nel  Prmcipa- 
le,&  vdendofivna  forte  di  harmonia.nella  Replica  poi  fi  canta  diuerfamente  quelle  f<rure ,  &  interualli 
iftelìi;&fi  ode  gran  diuerfnà  di  concento .  Ada  ancora  che  molti  pano  li  modi  di  comporre  t.rii  Contrapunti, 
come  ho  dettarono  filamenti  quellt,che  mifonoparutipiù  difficili, &  più  eleganti  ;  acciò  non  fia  tedtofo  a  i 
Lettori;da  1  quali  ciafcuno  ingegmfi  potrà  comprendere,  come  fi  hauerà  da  reggere  in  qualunque  altra  ma- 
niera difmili  compofitiom .  il  primo  modo  adunque  farà,che  comporlo  chef  batteranno  tre  pani  principali, 
al  modo  chef  veggono,cou  l'aiuto  di  alcune  auertenze  molto  neceffarii  ad  vn  tal  negotio ,  Quando  vorremo 
la  Rcplica,porremo  il  Baffo  del  Principale  nel  luogo  del  Soprano, più  acuto  per  vna  Quinta;  &  il  Soprano  nel 
luoo-o  del  Tenore, più  grane  per  vna  Ottaua;&  il  Tenore  nel  luogo  del  Baffo, ponendolo  medefmamente  <rra 
uè  per  vna  Ottaua;a  queflo  modo .  Sarebbe  veramente  imponibile ,  chepotefje  riufcir  bene ,  quando  non  fi 


la^iiiìfeì^iiiifetelilg 


S  O  P  R^fN  O  del  Principale. 


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TENORE. 


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,T9  della  Replica. 


SOPR  ^fN  O  della  Replica. 


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Parte  25-5 


B^CSSO. 


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cfferuaffe,  di  non  por  mai  il  Baffo  nel  Principale  con  le  altre  parti  dflante  per  vita  Sejìa  ;  ancora  che  le  al- 
tre due  fi  posino  porre .  Similmente  non  fi  dì  por  mai  il  Baffo  col  Tenore  in  Terza  ,  dopo  la  quale  fluiti  la 
Quinta  :  Ne  il  Baffo  col  Soprano  in  Decima ,  dopo  la  quale  venghi  la  Duodecima ,  quando  le  parti  infieme 
difcendeno  :  percioche  la  Duodecima,  chef  pone  nel  Principale  trai  Baffo ,  &•  il  Soprano  ;  nella  Replica 
yiene  Vnifono  trai  Tenore,  &  il  Soprano  ;  &  la  Quinta  fmigliantemente  viene  Ottaua.  Potemo  hora  ve 
dere,  che  in  fimil  forte  di  contrapunto,  o  compofitiotie,  nel  Principale  non  fi  può  fare  la  Sincopa  di  Settima  : 
conciofa  che  non  f  può  nfoluere  con  la  SeJla  ;  Ne  f  può  far  Decima,  eJr*  poi  Quinta ,  procedendo  per  mo- 
uimenti  contrari*  .  Ma  quando  il  Baffo  farà  in  Ottaua  colTenore,allora  il  Soprano  potràeffer  fotto'lTeno* 
re  vna  Terza  ;  &  fmilmente  quando  l'vno  dall'altro  faranno  diffami  per  vna  Decima  ;  ti  che  non  fi  con- 
cede in  altro  modo .  ilTenore  potrà  fmilmente  difendere  fotta 7  Baffo ,  per  qualunque  interuallo  f  uoo-lia  : 
ma  bifogna  auertire,  che  non  pafii  la  Setta  :  percioche  le  parti  vengono  ad  efjer  dìflanti  tvna  dall'altra  per 
lungo  jpacio .  Si  potrebbe  anco  porre  il  Soprano  fotto'l  Baffo  ,  quando  fuffe  dibifogno  :  ma  non  bififnarebbe 
paffare  la  Quinta  :  percioche  le  parti  pofte  in  cotalmodo ,  nella  Replica  vengono  molto  lontane  l'vna  dall'al- 
tra .  Si  potrà  anco  vfar  la  Settima  pofìa  nel  Soprano  nella  fncopa  ;  quando  fi  porrà  il  Baffo  fopra'l  Tenore 
lontano  per  vna  Quinta .  Medefmamente  fi  potrà  vfarla  nel  Baffo  :  ma  non  altramente ,  fé  non  quando  fa- 
rà poflo  fopra'l  Tenore .  Molte  altre  cofe  farebbe  dibifonio  di  moflrare,  che  fi  hanno  da  offeruare,  per  haue- 
re  il  modo  facile  da  comporre  ;  le  quali,  per  non  andare  in  lungo ,  &  per  non  effer  molto  neceffane  ,f  laffa- 
no .  Et  veramente  mi  ho  moffo  a  laffarleper  quejla  cagione ,  che  defderando  alcuno  di  voler  fare  cofa  otti- 
ma, è  dibifogno,  che  faccia  wfieme  il  Principale ,  &  la  Replica  ;  <&  cof  potrà  vedere  tuffigli  incommodi , 
che  potranno  occorrere .  vlttmamente  è  dibtfo^no  fapere ,  che  fé  l fi  componerà  il  Principale  fecondo  l'offer- 
uanza  delle  Regole  nojìre  mofìrate  difopra  ;  la  Replica  fmilmente  verrà  ad  effere  offeruata  ;  &  fe'lftfarà 
altramente,  tiefeguirà  il  contrario .  Et  ciò  fa  detto  a  bajìanza  intorno  la  Prima  fòrte  del  Contrapunto  dop 
pio  a  tre  voci ,  la  cui  Replica  procede  con  fmili  mouimenti  contenuti  nel  Principale.  La  Seconda  forte  è 
quella,  della  quale  la  Replica  procede  per  mommenti  contrari]  a  quelli ,  chef  trouano  nelle  parti  del  Princi- 
pale ;  come  ne  i  fatto  pofli  effempif  può  vedere .  Ma  la  Replica  non  potrebbe  mai  tornar  bene ,  fé  non  fi 
offeritaffe  alcune  cofe  ;  come  farebbe  dire  ;far  che  tutte  le  parti  delle  Sincope ,  chef  pongono  nel  Principale 
pano  confinanti  ;  &non  por  mai  ilTenore  diflante  dal  Soprano  per  vna  Quarta .  Quefte  cofe  fi  debbeno 
principalmente  per  ogni  modo^offerttare  ;  l'altre  poi,  che  potrebbeno  accafcare  non  faranno  difficili  ;  quando 


a— (— *- 


q 


^iijijfgjìyfii^aii 


CisfNTO  del  Principale . 


5 


^^^ffi^^^^^^^^^^fe^ì 


TENORE. 


feliSaliSiisiiii&iia 


B^fSSO. 


fi  campo 


2J4- 


Terza 


^^^^^S^|iS?^^fe§S| 


SOP  R^t  N  o  della  Replica . 


^^^^^S^MWS^^^HS^SÌ^^^i: 


TENORE. 


ÉiSfefeil 


% 


B^fSSO. 

fi  componevi  la  Replica  mfieme  col  Principale .  In  firmi  forte  di  Contrapunto  fi  potranno  ifar  le  Sefìe  ;  & 
porre  le  parti  lontane  trvna  dall' altra,  per  quale  interualloft  nona  ;  il  Tenore  potrà  pigliare  il  luogo  del  Baf- 
fo ;  &  il  Soprano  quello  del  Tenore,  &•  quello  del  Baffo  anco .  Et  per  hauer  la  Replica ,  fi  porrà  il  Baffo  del 
Principale  nel  luogo  del  Soprano,  più  acuto  per  ima  Sejla  ;  il  Soprano  nel  luogo  del  Baffo,  più  nane  per  -una 
Decima  ;  &•  il  Tenore,  più  graue  per  yti  Tuono  ;  facendo,  che  le  parti  proceduto  per  contrari»  movimenti  di 
quelli,  chef  trottano  nel  Principale  ;  &  batteremo  l'harmonia  differente  ;  fi  come  yarij ,  &  differenti  fono 
tifiti  dell'imo,  &  dell'altro^  li  mouimenti .  E  tfe  noi  offeruaremo  nella  compoftione  del  Principale  le  Re- 
dole, che  in  molti  luoghi  fono  fiate  dichiarate  ;  non  è  dubbio,  che  la  Replica  (fé  non  in  tutto,  almeno  in  mol- 
te parti  5  i<errà  ad  efere  offeruata  .  Si  potrà  anche  comporre  Tri 'altra  ffecie  di  firn  de  Contrapunto  doppio  , 
che  partictparà  dell'una ,  &  dell' altra  forte  di  quefli  Contrapunti  ;  quando  fi  offeruarà  tutte  quelle  Redole  , 
chef  offeruano  nella  loro  compoftione,  le  quali  Regole  fono  negatine  ;  cioè  yietanoilfare  alcuna  cofa  .llcbe 
fatto  balleremo  poi  yn  Contrapunto ,  che  potrà  battere  la  Replica  fintile  a  quella  del  Primo ,  <&  del  Secondo 
modo  modrati  ;  come  qui  fi  può  yedere . 


■ 


el^ìÉlgliìfai  ^l^lffSifls? 


C^TNTO  del  Principale . 


5- 

TENORE. 


:ÌSfeg: 


zzt 

m 


BiAS  S  O . 


-±13: 

TEN  ORE 


Prima  Replica  \  &   C^4  NTO. 


B^fS S  O . 


llllì|l:;ì!lÈIÌlÉ3l=iÌiliiIi 

Seconda  Replica,»  C  ^fN  1 

IlililBiiliiSiliiplliii 


TENORE^ 


$1 — 


BiAS  S  O . 


+  ± 


La 


Parte. 


2T>~ 


La  Terza  fpecie  del  detto  Contrapunto  fi  fa,  quando  fi  compone  il  Principale  di  maniera  ,  che  dipoi  il  Baffo 
retta  nelle  fife  chorde  principali, fenxa  alcuna  mutatione;  &  il  Soprano  diuenta  nella  Replica  il  Baffo ,  tra- 
fportatoper  una  Duodecima  più  graue  ;  &  ilTenoreper  ~i>na  Quinta,  nel  modo  che  qui  fi  yede . 


Principale, &  SOPRANO 


jfe=gfeg^Jpt^flfefefaf 


TENORE  del  Principale . 


;gli^lililjig|lljfe^ 


¥*: 


B^fSSO  del  Principale;  &C<A  NT  O  della  Replica . 


ife^sapppigi^siiiiiigsijjf 


TENORE  della  Replica. 


Sfe 


|ig|||g||||5^ÌÌg§|Ìg| 


B^fSSO  della  Replica . 

Il  ben  vero, che  quefìo  modo  è  più  difficile  di  ciafcuno  delli  moflrati  ;  onde  -volendolo  fare,  acciò  la  Replica 
torni  bene,  bifivna  offeruare  molte  cofe ,  &.  prima  :  Quando'l  Tenore  canterà  col  Baffo  a  due  -voci  ;  non  bi- 
fona, che  le  parafano  diflanti  l'ima  dall'altra  per  Ottaua,neper  Sella  ;  mafiimamente  quando 7  Tenore  fi 
porrà/oprai  Baffi  :  Ma  quando  fi  porrà  fitto' l  Baffo, non  fi  de  porre  dittante  dal  Baffo, ne  per  Terza,  neper 
Quinta  :  ma  fi  bene  per  Sefìa ,  o  per  Ottaua,  &  per  Quinta  ancora  ;  con  quefla  codinone  però,  che  tal  Quin- 
ta fi  troni  nella  feconda  parte  della  {incapa ,  dopo  la  quale  fenxa  alcun  mexo  ne  venga  la  Sefla  :  Peraoche 
quando  quette  due  pam  fi  pongono  a  i  loro  luoghi  proptj ,  nonpoffono  effer  diflanti  l'vna  dall'altra  per  mag- 
gior [patio  ,  che  di  quello  della  Quinta  ;  &  tal  Quinta  nella  Replica  viene  a  far  ÌVnifono .  Non  fifa  etian- 
dio  lafincopa  della  Settima  ;  ma  piamente  quella  di  Seconda,  o  di  Quarta .  Simigliantemente,  quando' l  So- 
prano, &  il  Baffo  canteranno  foli ,  bifonia  auertir  di  non  fare ,  che'l  Soprano  pafiifotto'l  Baffo  ;ne  fidebbe 
porre  lafincopa  di  Settima  ;  benché  quella  di  Seconda,  &  di  Quarta  fipoffa  vfare  ottimamente  nel  Sopra- 
no :  ne  fi  debbe  porre  quefle  parti  lontane  l'vna  dall' altra  per  vna  Sefla,  ne  vogliono  effer  più  diflanti  di  una 
Duodecima .  Non  fifa  la  Terza,  &  dipoi  la  Quinta  ;  ouero  non  fi  fa  la  Decima ,  e£*  dipoi  la  Duodecima  , 
quando  le  parti  dfcendeno.  Quando  poi  il  Tenore ,  &  il  Soprano  canteranno  infume ,  non  fi  de  far  la  Quin- 
ta, fé  non  quando!  Tenore  farà  la  Sincopa,  nella  feconda  parte  della  quale  tal  Quinta  fia  contenuta ,  &  do- 
po lei  bifogna  che  feguiti  fenxa  alcun  mexo  la  Sefla  ;  &  dopo  quefla  la  Terza,  ouero  vii' altra  Sefla .  Non 
fifa  Setta,  &*  dipoi  Ottaua,  quando  le  parti  difiendeno  :  ma  fi  pone  la  Sefla  ad  vn  altro  modo ,  che  ven- 
jghi  bene .  il  Soprano  può  difendere  fiotto l  Tenore  fino  alla  ottaua  voce,  quando  torna  commodo  ;  Et 
quando  fi  vorrà  porre  lafincopa  di  Quarta  nell'vna ,  &  nell'altra  di  quefle  dueparti ,  tornerà  molto  bene. 
B  fogna  auertire  di  non  dimorare  lungo  tempo  [opra  la  T  erxa  :  percioche  nella  Replica  viene  col  Baffo 
la  Sefìa  ;  Ne  douemo  anco  fermare  le  parti  fopra  la  Ottaua  :  concio  fia  che  torna  Vnifono .  Tutte  quefle  co- 
fe fi  debbeno  offeruare,  accwchefi  poflfa  peruemre  con  qualche  facilità  alfine  defiderato .  Et  perche  offeren- 
do quefle  Regole, farà  facile  il  comporre  quejìi  Contrapunti  a  Tre  noci  :  tanto  più ,  che  fi  de  comporre  in  un 
tempo  il  Principale,  &*  la  Replica  ;  acaoche'l  Compofitore  poffa  vedere  oli  wcommodi ,  che poflono  occor- 
rere in  tali  co/npofitioni .  Però  fi  de  auertire  per  vltima  condufione ,  che  quantunque  il  Principale  fi  purguffe 

da  oo_ni 

o 


2j6 


Terza 


da  ogni  errore ,  che  fi  potefjè  commettere  contro,  le  date  Regole  vniuerfali  ;  è  imponibile ,  che  la  Replica  in 
tutto  poffi  -venire  ofjeruata .  Quesli  pochi  effempi  ha  -voluto porre,  da  i  quali  ciafcuno potrà  yedere  il  modo , 
che  bacerà  da  tenere  volendone  comporre  degli  altri . 

Delli  Contrapunti  a  Tre  voci,  che  fi  fanno  con  qualche 


obli 


g°' 


Cap. 


I  Trotta  etiandio  un'altro  modo  di  far  Con  trapunto  a  Tre  -voci,  il  quale  coflumano  alcu- 
ni Franici facendolo  [opra  il  Canto fermo,,  ofopra  qualunque  altro  Scg  <ntto;con  qualche 
obligo  ;  comepirebhe  il  far  due  parti ,  che  cantino  l'ima  dopo  l'altra  in  Confequen^a ,  o- 
nero  nella  Imitatwne,  per  alquanto  fpacio  di  tempo  ;  llqualmvdo  non  è  veramente  cU 
{prezzare  :  perche  e beilo  ,&  ìngegnofo  ;  &  torna  molto  commodo  ,maf  imamente 
Mando  è  compoflo  con  debiti  modi .  Et  benché  gli  oblighi  pano  infiniti  :  nondimeno  ne  mojlraro  jolamevte 
{Aquanti, per  nonfafìidire  il  Lettore;accioche  da  lorofipoffa  conofcere  il  modo ,  che  fi  potrà  tenere  ite  odi  al- 
tri fimih  .  il  primo  modo  adunque  farà ,  quando  le  parti  del  Contrapunto  fi  componeranno  cai  tale  obligo., 
che  ìvna  conferititi  l'altra  al  modo  detto,  per  li  gradi,  o  mouimenti  i(ìefi ,  per  il  tempo  di  vna  Minima  ;  & 
quello  fi  può  fare  in  due  modi;  cioè  quando  le  parti  canteranno  nel  oraue  fono  la  parte  del  Sogo-ettoi  &  qua 
do  canteranno  di  [opra  nell'  acuto .  Et  fi  de  offeruare  in  quefli  due  modi ,  che  la  parte  principale ,  cioè  la  Gui- 
da non  faccia  moitimento  alcuno  di  vii  grado,  cioè  di  vna  Seconda  :  imperoche'l  Confequente  nccefariamen: 
te  verrebbe  ad  efier  diftante  da  lei  per  uno  interludio  dtfionante  ;  cioè  per  vna  Seconda.  Onde  ojkruato  che 
fi  hauerà  quefìo ,  facendo  che  le  parti  cantino  con  leggiadri  mouimenti,  allora  vafcerà  que[ìi  ;  &  altri  f- 
mili  Contrapunti . 


Soggetto. 


^ 


'l^i||j^iiyi$iiìfi 


-ztf- 


*i 


G  V I  n^f  del  Primo  modo  neljnraue . 

È 


[■-*•■ 


If^^^P^^fe. 


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CONSEQVENTE. 


pilllligliigil 

P       GV  ID^A  del  Secondo  modo  nell'acuto . 

^SililililiSiSiSil^ 


CONSEQVENTE. 


llSiiiliiilgliil 


il  Secondo 


Parte . 


2f7 


//  Secondo  modo  è  quando  due  partì  del  Contrapunto  fi  figuitano ,  diflantì  fona  dall'altra  per  Quinta  -,  do- 
po viia  Pattfa  di  Minima .  Et  quefìo  medefimamentefi  puh  fare  in  due  maniere  :  Percioche,  ouero  la  Guida 
farà  la  parte  acuta  delle  due  parti  del  Contrapunto  ,  £<?*  la  graue  il  Confequente  :  oueramente  per  il  contra- 
rio ,  che  la  Guida  farà  la  n-aue  >  &  il  Confequente  la  acuta .  Bifognaperb  auertire,  che'lpropio  dell'uno^ 
dell'altro  modo  è ,  di  modulare ,  o  cantare  (  che  uogliam  dire  )  per  [alti  ;  o  mouimenti  di  Ottaua ,  di  Sefla  , 
€37*  di  Ter%a  ;  &rarifìime  volte  amene ,  che  fipoffa  cantare  per  quellidi  Quinta .  "Et  quando  procederan- 
no per  molti  ?radi  congiunti,  ilpropio  del  primo  modo  è ,  che  la  Guida  proceda  dall'acuto  al  graue  ;  &  nel 
fecondo  modo  per  il  contrario ,  cioè  dal  graue  all'acuto;  fi  come  neli'yno  ,&  l'altro  di  queJH  due  effempi 
fi  pub  vedere . 


5  ?r&h*+%$4r#&^ 


±^^s^^s££s^±3^. 


SOCCETTO. 


||$fÉ|lfiÌ||ìii|IÉffeììÌiÉi^ 


S: 


L^f  GVID^f  del  primo  modo. 


x-ìì:&>iìÌ^ÌÌ^AÌìi-:|-|;fli 

i^^i«iiz:x4:__iix~z:_ii:v:"f"i"^"X 


-B— - 


IL   CONSEGUENTE. 


^^r0^M=^0^^0 


CON  SEQVENTE  del  Secondo  modo. 


LU  GVIDuf. 


*■ 


SS|llÌI|S|§ÌÌ|ÌEÌllÌ 


Et  hiforna  che'l  Contrapuntifla  mentre  farà  il  contrapunto  a  cìafcuno  delli  moftrati  modi  sfaccialo  fcriuen- 
do  j  oueramente  alla  jfroueduta ,  habbia  fempre  riguardo  a  quello ,  che  pub  fare  il  Confequente  ;  acciò  non 
commetta  errore .  Quelle  cofe  adunque  fi  debbeno  offeruare  principalmente  in  fimili  contrapunti  :  perche  fé 
bene  occorrere  alcun  altra  offeruanxa,  farebbe  di  poco  momento .  Ma  fi  dèfapere ,  che  è  imponibile  in  tut- 
te quefle  forti  di  Contrapunti  dopp'u ,  <&  fatti  con  fimili  obliai ,  di  offeruar  pienamente  le  Regole  date  di 
fopra  ;  maf imamente  qutdo  cotali  oblighi  crefcono  :  ejfendo  che  no  fi  pub  offeruare  la  bellez£a,&  ildecoro 
del  Contrapunto }  fi  in  quanto  alla  modulatione ,  quanto,  ancora  intorno  la  inuentione ,  &  il  modo  di  porre  le 
'...'.  .."„  K         con  fonante- 


2j8 


T 


erza 


confinante  :  peràoche  è  Iettata  la  libertà  alCompofìtore  ,che  hanea  nel  comporre  gli  altri finza  alcun  obli- 
go  :  &  queflo  dico  ,  accwche  il  diligente  ojjeruatore  de  i  nofìri  Precetti ,  -vedendo  alcune  cofe ,  che  non  fono 
cojl  ben  corrette ,  non  fi  marauigh  -.perche  non  hòpoflo  qui  cotali  Compofitioni ,  accwche  lungamente ,  & 
ber  fempref  hablnano  da  vfare  ima  fi  bene  alle  Tolte ,  quando  li  toni  era  in  propofito  ;  per  mojlrar  la  vitta- 
cità  del  [ito  ingegno ,  &  la  prontezza  del  fio  intelletto  con  alcuni  ,  che  ad  altro  non  attendato  ,che  a  fruii 
cofe  ,  &  poi  nel  fello  fi  ritrottano  effere  nudi .  Sono  quefte  maniere  -veramente  molto  ingegnvfi ,  ancora  che 
fi  oda  alle  volte  qualche  cofa,  che  fa  frana  da  udire  :  Ma  è  buono  ftpere  tutte  le  cofe  (fi  fife  pofibile)maf 
fmamente  le  necefarte,  &  le  ytdi  in  ciafcuna  .Arte,  &  in  ciafcuna  Scienza  ;  &  non  filo  quejle ,  che  fo- 
no buone  ;  ma  le  altre  ancora ,  quantunque  f  ano  tnfle  ;  L'yneper  mettere  in  opera ,  l'alfì-e  poi  per  fitperfi 
guardare,,  &  feruirfene  di  effe  a  tempo ,  &  luogo  conueniente .  Et  fi  alle  volte  ho  moflrato  delle  colè ,  che 
non  tornano  cofi  bene,  ho  voluto  in  ciò  imitare  ìlFilofifo,  il  quale ,  hauendo  moflrato  H buono  della  Logica , 
&  della  Filofofa ,  <jt*  moflrato  il  vero  modo  di  argumentare  ;  dopo  l'hauer  fritto  molte  cofe  nell'yna  ,  & 
nell'altra  facilità  ìfcnffe  etiandio  i  Libri  de  i  Silogifmi fallaci,  o  Svfffìia,  i  quali  chiamo  Elenchi  ;  non  per- 
che fi  hauejfero  da  yfare  :  ma  accwche  (  accadendo  )  ogn'vnofifapeffe guardare  dagli  intrichi  de  i  Sofffli, 
che  vogliono  effer  temiti  dotti ,  ancora  che  nonfano .  Buona  cofa  è  veramente ,  &  ottima  il  fapere  cotali 
Contrapunti ,  &  v farli  quando  torna  commodo  :  ma  il  frequentarli  non  lodo  molto  :  conciofa  che  non  fi  può 
fare ,  che  effendo  ilContrapttntida  obligato  alla  offiruan%a  di  tante  cofi ,  il  Contrapunto  venga  ad  effere  in 
tal  maniera  elegante,  &  finora ,  che  porga  grato  piacere  all'vdito . 

Quel  che  fi  de  ofieruare ,  quando  fi  volerle  fare  vna  Terza  parte  alla 
fproueduta  fopra  due  altre  propofte.  Cap.     6  4. 

OGLIONO  alle  volte  i  dotti  Contrapuntidi ,  quando  fi  canta  alcuna  cantilena  a 
due  voci,  aggiungere  alla  fproueduta  elegantemente  vna  Terza  parte,  di  maniera ,  che 
fanno  vdire  il  concento  a  Tre  voci  .Onde  io  ;  per  non  laffare  alcuna  cófa  indietro,  che  fa 
vtile,  &  di  qualche  honore  in  quefl'^Arte  ;  ho  deliberato  ;  altra  l'hauer  moflrato  ti  mo- 
f=n|  do,  chef  ha  da  tenere  nel  comporre  a  Tre  voci  diuerfe  forti  di  Contrapunti  ;  di  moilrare 
il  modo,  chef  haurà  da  tenere,  volendof  effercitare  nel  cantare  cotal  parte  in  cotalmaniera .  Et  quefla  im- 
prefa  ho  pigliato  volentieri  :  conciofa  che  alle  volte  ho  vdito  alcuni ,  non  dirò  fciocchi  :  ma  prefuntuof  a  fat- 
to, &  arrogami,  che  per  dare  ad  intendere, che  fono  in  ciò  molto  valorof ,  &  fuffcienti  ;  fi  pongono  a  vole- 
re etiandw  paffare  più  ohm  :  imperoche  non  folamente fi  contentano  di  uolerfare  vna  Terza  parte  fopra  co- 
tali cantilene  ;  ma  di  più,  fopra  qualunque  altra  cantilena  ,fefuffe  bene  a  Dodici  voci ,  vogliono  aggiungere 
vna  Terzadecima  parte .  Laqual  parte  fanno,  facendo  folamente  contrapunto  fopra  il  Baffo,  finza  vedere 
alcuna  delle  altre  parti  ;  &f]>effofi  vagliano  di  vna  lor  Regola ,  la  quale  hanno  per  vn  bel  fecreto ,  di  por- 
re la  parte ,  che  aggiungono  lontana  dal  Baffo  per  vna  Terza,ouer  amente  per  vna  Decima  ;  &per  talmo 
do  danno  ad  intendere  allt  fiocchi ,  come  fino  loro,  &che  non  inteudeno  più  oltra,  che  fanno  miracoli .  Ma 
quanto  ciò  fa  benfatto ,  laffarò  giudicare  a  ciafeuno,  che  ha  qualche  o-mditio  :  effendo  che ,  quando  quefle  lor 
parti  ag  giunte  fi  vede  fero  firme  nel  modo ,  che  le  cantano  ;  oltra  che  da  i  periti  della  Muficafi  odeno  le  co- 
fi ,  che  fanno  cantra  l'iArte  ;fe  bene  nonfano  in  frittura  ;fi  feoprirebbeno  mille  errori ,  che  fanno  contra  le 
Regole  communi ,  &fi  vederebbeno  effer  piene  di  in fi nife  difonan^e .  H  or  a  per  venire  al  mio  primo  iute» 
dimento  dico ,  che  dopo  che  ciafeuno  fi  hauerà  ottimamente  effercitato  nella  Compofitione  delti  moflratiCon 
trapunti ,  &  vorrà  aggiungere  alla  fproueduta  cotal  parte  ;  farà  dibifigno,  che  lui  dia  opera  fiparat  amen- 
te per  qualche  giorno  a  tal  cofa  in  quefla  maniera .  Propoflo  che  lui  fi  hauerà  alcuna  cantilena  compofla  a 
due  voci ,  alla  quale  vorrà  aggiungere  la  Terza  parte ,  debbe  con  diligenza  por  mente  alltpaffaggi ,  &  al- 
le modulationi ,  che  fanno  infume  le  due  parti  propofle  ;  acciò  poffa  comprendere,  in  che  maniera  il  loro  con- 
trapunto fa  ordinato  ;  &  pofa  dipoi  aggiungere  fenza  alcuno  errore  quella  parte ,  che  lui  vuole .  1 1  debbe 
per  ogni  modo  tenere  quell'ordine  :  perche  non  cfufflciente  (  come  fi  anfano  molti,  che  non  fanno  )  vna  par- 
te fola ,  a  moflrare  il  Contrapunto,  chef  ha  da  aggiungere  nella  Terza  parte  ;  mafi imamente  potendofi  fo- 
pra vno  ifìeffo  Soggetto  porre  variati  Contrapunti . 

Perillud 


Parte.  25-9 


Per  lìlud  iAue  prola 


tum  &  per  tuutn  refponfiim  datum ,  ex  ts  Ter- 


ì 


bum  incarna  tum .       quo  [al     ttantur  omnia,  ij  quo 

lHÉlÉHSSÉii 


fai, 


Per  illud  ^Aue  prò                                       latum  &  per  tu- 
V$>   ~V"ff" ~ ~ TJX T — 7+4 H 


fi 


=!!è*3=:i±::±= 


um  refyonfum  datum  }ex  te  yerbum  incarna,        tum,      quo  faluantur  omnia 


■B" 


lllilgliigilliiìiili 


faluantur 


:=::zt:: 
±3% 


—ux^rm 


ma. 


Terxa  parte  aggiunta. 


|lllìg!p^fflgggg|li||g 


-H~a 


fitet? 


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^it^r^fr.: 


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iigijig 


Oueramente  a  que il' altro  modo . 


L||ì|5|||g|ii|||5i|||ìì|^|felg 


iigi|IfÌilgJÌfEiìf^lÌ:||gì|Ì^s 


3r 


iiii 


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r*** 


i 


*- 


K      z  Hauendo 


260  Terza 

H attendo  adunque  il  Contrapuntifla  tal  riguardo ,  potrà  ottimamente  accommodare  il  fio  Contro-punto  ,  in 
quella  maniera-,  che  li  parerà  meglio,  £7*  li  tornerà  pm  commodo  ;  tomo  -volendo  ago-iuno-ere  vita  parte  acu- 
ta [opra  la  parte  grane  delle  due  propojìe  ;  quanto  volendo  fare  fono  di  effe  ima  parte  proni .  É  ben  -vero  , 
che' l  porre  alle  Tolte  la  parte,  che  fi  aggiunge  dtflameper  vmt  Decima,  onero  per  yna  Terza  dall'ima  del- 
le due,  torna  molto  commodo  :  Ma  bijogna  auertire,  che  quando  le  propojìe  fufjero  per  yna  Terxo  lontane 
l'yna  dall'altra,  &  quella  che  fi  aggiunge  cantafjè  per  yna  Decima  ;  tra  la  aggiunta ,  &  luna  delle  due  ; 
che  farebbe  lagraue,  quando  lo  parte  fi  aggiungeffi  nell'acuto;  onero  farebbe  l'acuta,  quatto  l 'aggiunta  fuf- 
fe  più  grane  ;Jemprefi  ydirebbe  la  Ottaua;&  cofi  dico,  quando  fufjero  diflantiper  yna  Decima,  &  la  ag- 
giunta cant affé  per  yna  Terza  ;  Onde  fé  le  due  proporle  haueffero  molte  Terze ,  o  Decime  l'yna  dopo  l'al- 
tra ;  come fi  fogliono  porre  alle  yolte,  fi  ydirebbeno  con  l'aggiunto  tante  Ottone, fenza  mezs  alcuno;quante 
erano  le  Terze,  oleDecime  contenute  troie  parti  ;  &  per  tal  maniera  fi  yerrebbe  a  fare  errore .  Però  è  co- 
fi buona,  anzi  neceffaria  il  yedere  il  Contrapunto  delle  duepropoiìe ,  per  potere  (chinare  gli  errori ,  che  po- 
teffero  occorrere  :  percioche  quando fi  faceffe  altramente, ftrebbe  imponibile  di  far  cofa  buona;  fé  almeno  non 
fi  haueffe  alia  memoria  ciafcuna  delle  parti .  Et  perche  puh  occorrere  di  accommodare ,  onero  aggiungere 
tal  parte  in  due  maniere,  cioè  ad  alcune  cantilene,  che  non  faranno  compofìe  fecondo  gli  auertimentt ,  o  Rego 
le  date  :  &  medefimomente  ad  alcune ,  che  faranno  ordinate  fecondo  li  modi  moflrati  difopra  ;  però  il  Con- 
tropunta non  farà  obligato  cofi grettamente  di  offeruare  li  Precetti  dati  difopra,  nel  fare  lo  Terza  parte, 
fopra  quelle,  che  faranno  compofìe  fenza  li  moflrati  ouertimenti  ;  ancora  che  faràfempre  lodatole, quando 
fi  potrà  fare,  che  tal  parte  aggiunta fio  pojla  con  quelle  conditioni ,  chef  ricerca  in  ciafcuna  buona  compofi- 
twne .  Ma  quando  la  Cantileno  farà  compofla  regolatamente, debbe  per  ogni  modo  flore  nella  offeruanza  de 
i  moflrati  precetti,  più  che  puote  :  percioche  è  il  douere .  Ma  accioche  fi  poffa  comprendere  il  m  odo,  chef  de 
tenere  in  ~»n  talnevotiohò  yoluto  ao-viuno-ere  due  Terze  parti,  Variate  l'yna  dall'altra  :  a?  viunte,  dico.ad 
yna  compofitione  a  due  voci  di  lofquino,  che  fi  trouo  nel  Motetto  Benedtcia  es  ceelorum  regina ,  afei  voci  ; 
le  quali,dipoi  che  faranno  fiate  vedute, &  effominate,  fi  potrà  yedere  il  modo,  che  fi  hauerà  a  tenere  volen 
do  aggiungere  tal  parte  in  alcun  altro  compofitione  compofla  a  Due  voci .  Ma  fi  debbe  auertire,  che  le  par- 
ti aggiunte, alcune  yolte  procedeno per  alcuni  mouimenti  alquanto  lontani;  (^  quello  è  fopportabtle  ;  per  lo 
diffcultà,  chef  trouo  nell'accommodar  tal  parte  allo  modulatane  continoua  della  cantilena  :  effendo  che,  al 
tro  è  il  comporre  infieme  tutte  le  parti ,  &  altro  e  aggiungere  a  due  parti  la  Terza  ;  che  è  colà  molto-diffì- 
cile, &dahuomo  confumato  nello  Mufica  ;  &  cofo  molto  lodeuole,  quando  fi  aggiunge ,  che  flia  bene. 

Quel  che  bifogna  offeruare  intorno  le  Compofitioni  di  Quattro , 
odi  più  voci.  Cap.     6^. 

EDVTO  afùffcienza  quello ,  chef  ricerca  nella  compofitione  delle  Cantilene  a  Tre 
voci,  è  conueneuole,  che  hormai  moflriamo  quelle  cofe,che  concorralo  nelle  cantilene  ,cht 
fi  compongono  a  Quattro ,  &  anco  a  più  voci .  Però  è  da  auertire ,  che  fi  de  offeruare  in 
quefle  Compofitioni  tutte  quelle  cofi ,  che  furono  offeruote  nelle  nominate  compofitionì 
Onde  la  maggior  diffcultà,  che  poffa  occorrere  è, di  accommodar  le  porti  della  cantilena 
in  tal  maniera,  che  l'yna  dia  luoao  all'altra,  che  fono  facili  da  cantare,  &  habbiono  bello,  regolato, &  ele- 
vante procedere .  Quefle  cofe  nonfipoffono  cofi  facilmente  in  carte  mfegnare  ;  la  onde  fi  laffono  allo  difcret- 
twne,&  algiudicio  delCompofitore .  Voglio  ben  dire ,  che fuole intrauenir  alMufico  quello ,  che  intrauiene 
anco  al  Medico,chefì  come  queflo  fio  può  hauercognitione perfetta  della  Medicina, per  hauerfludioto  Hip- 
pocrate ,G aleno, ^Auicenna,  &  molti  altri  eccellenti^ 'imi Medici  ;fe  non  dopoi,che  hauerà pratticato  con  al 
tri  Medici, &fpeff e  volte  ragionato,^  dtfcorfofeco  molte  cofi  appartenenti  a  tale  *sfrte  ;  &  toccato  molti 
polfi,  veduto  gliefcrementi,  &  fatto  mille  ejperienze  ;  Cofi  quello  non  potrà  effer  perfetto ,  per  hauer  letto, 
&  riletto  molti  libri  :  ma  li  farà  dibifogno  alla  fi ne,  per  intender  bene  quello, che  ho  moflrato  difopra,  et  mol 
te  oltre  cofi, che  fon  per  mofìrare  ;  chef  riducili  alle  volte  a  ragionare  con  alcuno, che  h  abbia  cognitione  del- 
la Prattica  ;  cioè  del  Contrapunto  ;  accioche  fi  haueffe  pigliato  alcun  vitio,  &  intendeffe  qualche  cofo  al  con- 
trario ,  fi  poffa  correggere  :  conciofa  che' l  vitio  prefo  dal  principio  fi  conuerte  in  habito,quando  molto  fi  con 
tinouo  ;  il  quale  habitofipuò  difficilmente  laffare  ,fi  come  dimoflra  a  noi  Horatio  dicendo  ; 

Quo 


Parte 


261 


Quo  femelimbuta  recens  ,feruabit  odorem 

Tefla  din.  Effe  la  Speculatiti*  fen%a  la  Prattic*(come  altre  volte  ho  detto)valpoco;attefo  che  la  Mufica 
non  con fife  follmente  nella  Speculatiua;cofi  quefìa  fen%a  la  prima  è  -veramente  imperfetta.  Et  queflo  è  ma- 
nifefìoxonaofa  che  hauendo  voluto  alcuni  Theorici  trattare  alcune  cofe  della  Mufcasper  non  hauere  hauu- 
to  buona  conntione  della  Prattica,hanno  detto  mille  chiachiere,&  commeffo  mille  errori.  Simigliantemen- 
te  alcuni^  che  fi  hanno  voluto gouern are  con  la  fola  Prattica  ,fenx*  conofcere  alcuna  ragione,  hanno  fatto 
nelle  loro  compofmoni  mille,  &  male  pax&e  ,fenxa  punto  auederfenedi  cofaalcuna,  Maper  ritornare 
al  noflro  propofito  dico,  che  volendo  dar  principio  alle  Compofitiom  nominate  difopra  ;  primieramente  fri- 
trouarà  il  Soggetto  ;  dipoi  ritrouato  ,fi  potrà  incominciare  il  Contrapunto  da  quella  parte ,  che  tornar à  più 
commodo.  La  onde  poniamo,  che  fi  voleffe  dar  principio  alla  cantilena  con  la  parte  del  Baffoo  ;  fuhito  il 
Compofitore  potrà  conofcere  il  luogo  del  Cotr  alto, del  Soprano,^  quello  del  Tenore.Cofi  ancora  volendo  dar 
principio  per  qualunque  altra  parte  ;  fi  come  per  il  Tenore, 0  per  il  Baffo  ;  faprà  i  luoghi  dell'altre  parti  per  or 
dine,  reggendof  fècondo'l  modo  mojìrato  difopra  nella  Tauola  ;  offeruando  anche  quelle  Regole,  che  difopra 
in  molti  luoghi  ho  mojìrato,  quando  fu  ragionato  intorno  il  modo  di  comporre  a  Due  ,&  a  Tre  voci .  Per  la 
qual  co  fa  offeruando  il  tutto,  potrà  hauere  il  def  derato  fine,  &  acquiflarfi  honore  ;  al  quale  ffieffe  fate  ne  co 
feguita  grande  vtile  ancora .  Ma  acciochefi  vegga  il  modo,  chef  hauerà  da  tenere,  &  il  procedere  infimi- 
li  compofittoni  ;  ancora  che  fino  infittitigli  efempi  a  Quattro  voci,  compofìida  molti  compoftori  eccellen- 
ti; porro  follmente  due  compoftiomfopra  il  Cantofermo,dalle  quali,  poi  chef  haueranno  effaminate,  fi  po- 
trà hauere  qualche  lume,  per  potere  feguire  più  altra  di  bene  in  meglw,et  por  fi  a  maggiori  imprefe;et  compor 
re  altre  cantilene  difantafia  ;  come  fono  Motetti,  Madrigali,  &  altre  belle  Canzoni  ;  preparadof  il  Sogget 
to  ,0  pigliando  alcuno  altro  Canto  fermo,  ouero  qualunque  altra  parte, come  parerà  meglio  al  Compoftore. 


--H— t- r*> 


i=3£££3:. 


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Il  SOGGETTO,&il  TENORE, 


//  SOPRANO. 


fc*3£fa$±t 


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fi  L'ALTO.  ir 


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W*$Fft 


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il  B^tSSO. 


Èpii±ÌSp^sS||iÌ||IÌ|iÌÌf; 


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tillÈlliUiìiS!! 


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■-H- 

Et  benché 


2Ó2 


T 


erza 


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¥3*=É^*¥É*+I**ȱS*± 


-+- 


Il  SOGGETTO   del  Secondo  ejfempio,&  il  TEMO  RE. 


^.$:i:±:^- 


_~k     rt    titt:jr±±       t:5±a±«    ±i    :±    a^ :.f.. 

//  C^fNTO.  A 

— -H— a^js:-  s± — t-**-fr«-f— t— ìWrttiH — i — x— t^O"^- 


=E|pl^EÌgf|jÌÌÌljpiÌÌSpj^ 


ss 


isììiììiiiiììéììiììe; 


Sifefe 


X=-:T-*-^- 


-xih: 


fl:5^I5=:l:ì:|:f|: 


pNnS^Hfc- 


--*-- 


II 


♦-. 


Iliililliiili?lliip3l= 

ss 

Ef  traete  /»  oVhj  compofitione  perfetta  quattro  flirti  fola  mente  pano  latteuolijt  come  il  Soprano,  Ì^Alto,  il 
Tenore  ,&  il  hajfajtuttauia  quando  fi  Torràpajjare  più  oltra,  &  hauer  maggior  mimer,  de  pam ,  lattarci 
(blamente  raddoppiare^  come  ho  detto  attratte)  Tua  delle  Quattro  nominatesi  cotal  parte  aggiunta  fi  chia 
mera  mede/imamente  Svprano,o  Tenore, ouero  ^flto,o  Baffo;  fecondo  la  parte ,  che  fi  hauerà  doppiata  ;  ag- 
giungendoli Secondo, o  Terzo  fecondo' l  numero  di  quelle  pam, che  fi  frolleranno  ih  tale  cantilena.  Et  fi  fanno 
le  chorde  tjlreme  della  parte  ag  ?utnta,equah  a  quelle  della  parte, che  Tiene  raddoppiata  ;  ancora  che  non  fa- 
rebbe errore , quando  nonfuffero  equali ,  &  le  chorde  della  parte  aggiunta  fi  tjìendefjero  più  yerjol  »raue,  o 
yerfo  H acuto, che  quelle  della  raddoppiata;cioè  della  parte  principale .  Si  delle  però  auertire,  che  alle  Tolte  ftK 

cojìuma 


Parte. 


26) 


cofluma  di  comporre  la  cantilena  fen%a  il  Soprano;nel  luogo  del  quale  fi  pone  nm  Contralto,  a  letamo  più  acu 
to  del  principale  per  yna  Terza  più,o  meno,che  importapoco.il  medefimofifàjaffando  il  Soprano,  &  ì'^4.1 
scomponendo  con  tre  Tenort,&  yn  Baffo;oueramete  con  tre  Bafii,&*  yno  Tenore;&  alle  yolte  con  quat- 
tro Bafii,&  ad  altro  modo  anco  fi  come  torna  più  commodo;tlqual  modo  di  comporre  fi  chiama  a  Voci  mu- 
tate,ouero  a  Voci  pari.  Si  compone  anche  con  due  Soprani, &  yn  Contralto,  ouero  yn  Tenore,  &  il  Baffo  ; 
alle  yolte  con  tre  Soprani,^  yn  Baffo;&  alle  yolte  con  quattro  Soprani,tanto  a  quattro  yoci, quanto  a  cin- 
aue,&più  altra;  fempre  aggiungendo  quelle  parti ,  che fanno  dtbifigno  ;  comefiyede  ognintorno  nelle  mo- 
derne compofitwni.Ma  quejìa  maniera  di  comporre;ancora  che  le  parti  fi  yenghino  a  moltiplicare  &  accom 
tnodare  altramente  di  quello,  che  fi  fa  nelle  altre  :  non  fa  yarietà  alcuna  di  concento  ;  cioè  non  partonfce  ya- 
riatione  di  accordi, altra  quelli, che  nelCap.  5  S.difipra  ho  moslrato .  E  ben  yero ,  che  fi  troua  tal  differenza 
tra  le  prime, &  quelle  feconde  compofitionuche  efjendo  in  quelle  il  campo  più  largo;cioè  più  lontana  la  parte 
graue  dalla  parte  acuta  di  tutto  il  concento  ;  in  queflo  il  luogo  è  più  nflretto  :  perciochegli  eflremi  delle  parti 
«raui,&  delle  acute  infiemefi  conchiudono  affai  cammodamente  tra  Quindeci  chorde  al  più ,  &  meno  an- 
(b  fecondo  che  fa  dtbtjogno;&  in  quelle  fi  conchiudono  in  Venti;  come  nella  Quarta  parte  yederemo . 

Alcuni  auertimenti  intorno  le  Compofitioni,  che  fi  fanno 
a  più  di  Tre  voci.  Cap.  66. 

EBBE  altra  di  ciò  auertire  il  Contrapuntifta ,  che  quantunque  io  habbia  detto  altroue , 
che  fi  debbi  sforzare  di  por  leparti  della  cantilena ,  che  pr'ocedino  per  mouimenti  contra- 
ri che  nelle  compofitioni  di  più  yoci ,  quefla  Regola  s'intenderà  effere  offèruata ,  quando 
farà, che  almeno  yna  delle  nominate  parti  afcendi,  o  difcendi  per  contrarli  mommenti  : 
Imperoche  fe'lft  yoleffe  offeruare  cotal  regola  in  tutte  leparti  ;  queflo, fé  nonfuffe  impof- 
fibile,  farebbe  almeno  difficile  :  Debbe  anco  auertire,che  in  ogni  Compofitione  di  più  yoci,quando  fi  porrà  ab. 
cuna  figura  fincopata,  nella  quale  fi  trotti  la  dtffonanza  nella  fua  feconda  parte  ;  di  por  tutte  le  altre  parti  del 
la  Compofitione, filano  quante  fi  yogltno,  che  accordino  tra  loro  :  percioche  (  come  fi  è  detto  altroue  )  la  Dif 
fonanzapofla  nella  fincopa,  per  molte  ragioni  non  è  quafi  comprefa  dalfentimento .  Et  fi  pure  in  alcuna  par- 
te dalla  Diffonanzapoftain  tal  maniera  è  ojfefo,  non  debbeno  le  altre  parti  effertra  loro  dtfjònanti  ;  acciò 
non  offenduto  doppiamente  tvdito .  Onde  quando  fi  porrà  la  feconda  parte  della  figura fincopata  dtfjonante  ; 
quelle  parti ,  che  percuoteranno  infume  fiopra  quella  parte  diffonante ,  debbeno  effere  tra  loro  confonanti . 
Quando  adunque  fi  trotterà  la  Di] finanza  pofla  in  tal  maniera, allora  potremo  porre  Quattro  parti  l'yna  dal 
l'altra  dtjlanti  per  yna  Terza,  tra  le  quali  non  fi  ydirà  la  Ottaua  ;  come  qui  fi  yede . 


S5&$5i: 


^ijiÌfi|jfeiìS 


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SOVRANO.      Ouero 
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^CLTO. 


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Ouero 


TENORE. 


B^fSSO. 


Et  perche  accaderà  alle  yolte,  di  comporre  (òpra  le  parole ,  le  quali  ricercano  la  harmonia  alquanto  dura,  & 
afpra;  acciò  fi  yenga  con  gli  effetti  ad  imitare  il  Soggetto  contenuto  nella  Oratione  ;  però  quando  bifognara 
y far  fimili  durezge,allorafl  potranno  porre  le  Sesie,  nelle  quali  fiano  le  figure  di  alquanto  yalore  ;  come  de 
Breui,&  di  Semibreui  mefcolate;oueramente fi  porranno  le  Diffonanze  tra  loro,  che  fiano  ordinate  fecondo 
le  Regole,^  modi  moslrati  di  fiopra;  &fi  hauerà  tlpropofito  fife  come  atterrebbe  ponendo  la  Quarta ,  ouer 
la  Vndecima  nella  Sincopa  ;  come  netti  fottopofli  effempt  fi  può  yedere .  ^Accafcherà  alle  yolte, che  nella 
prima,o  mila  feconda  parte  della  Battuta  fi  troueranno  due  parti  fiopra  yna  medefima  cborda;ouerofi  frotta- 
ranno  in  yn  tempo  effer  lontane  l'yna  dall'altra  per  yna  Ottaua  ;  dico ,  che  fé  bene  tali  parti  afceudeffero ,  o 
dfcendeffero  dipoi  per  ynfilgrado&  per  più  gradi  ancora3&  toccaffiro  yna  ifiejfa  chorda  :  ouero  fi  fi  ri- 

.  trouaffiro 


264 


ij^^st: 


Terza 

i 
4- 


isfLTO. 


^-f~^~^~^Ì 


TENORE. 


trottaffero  medefimamente  diflantiper  una  Ottaua  ;  pur  che  afcendino ,  o  difcendino  lima  dopo  l  altra  ;  & 
che  quella ,  che  (ara  la  prima  a  toccare  la  feconda  chorda ,  non  affetti  l'altra  parte ,  mafuhito  riluti  luooo; 
battendo  lafecondafttto  primieramente  una  Pati  falche  fi  a  del  -valore  della  figura  poflafopra  la  fenda  vhoifi- 
da  :fe  bene  l'yna ,  &  l'altra  di  quejìe  due  parti  toccafjero  tal  chorda  ;  mai  fi  potrà  con  yentà  dire ,  che  tra 
loro  pano  fatti  due  Vnifoni,  ouer  due  Ottaue  .  Et  fé  bene  ho  già  detto  nel  Cap.  q-j .  che  la  P aufa  ,oltt 
DiflonanT^a  pofla  tra  due  confonanxe  perfette,,  non  è  atta  a  far  yariatione  alcuna  dt  concento  ;  dico  hora,  che 
itti  mottrai  le  Figure,  che  fanno  il  Contrapunto ,  effer  pofle  in  altra  maniera,  di  quello, che  fono  pofìe  infirni- 
li  Contrapunti  :  Percioche  "veramente  allora  fi  fanno  due  Vmfoni,o  due  Ottaue  ;  quando  le  parti  afcendeno,  o 
difcendeno  infemefenxa  effer  tramenate  da  alcuna  Pattfa  :  onero  quando  dopo  la  PatiftJ'yna  dtlle  parti  c.<- 
fcafopra  t 'altra, fèn^a  alcun  mexo .  Quando  adunque  fi  interpone  le  Paufe&  luna  parte fi!gge,auanti,che 
l'altra  arriui  alla  aia  toccata  chorda;nonfi  intendeno,  ne  fono,  ne  fi  potrà  mai  dire  per  alcun  modo ,  chef  aito 
botte  cantra  alcuna  delle  date  Regole  ;  come  qui  fitto  in  effempiofi  yede .     jl  perche  quando  fi  porranno  itt 


i=3liii;ii!^i!fffftì~? 


*=* 


^TLTO. 


-*-*- 


TENORE. 


B^TSSO 


tal  maniera  fi potranno  fempre  yfare  in  ciafcuna  compoftionefa  di  Quattro ,  di  Cinque,  o  di  qualaltro  mt-  ■ 
mero  fi  yoo-lia  de  yoci.  Di  quetti,et  di  altri  firnili  caf, che  potranno  occorrere,  ctafcuno  potrà  battere  da  quel- 
lo ,che  fi  è  detto  pana  refolutwne  :  La  onde  non  mi  ejlenderò  più  oltra,per  non  perdere  il  tempo .  Qualunque 
yolta  etiandto  occorrerà  di  yoler  comporre  alcuna  Cantilena  a  Cinque,ouero  a  Sei,oueramente  à  più  yca  ;fi 
potrà  offeruar  quelìo,che  da  molti  Mifici  celebratami  i flato  ofjeruato  :  Concwfia  che  pigli  aitano  alle  Tolte 
per  So?  ^etto  yn  Tenore  di  Canto  fermo ,  &  dipoi  lo  accommodauano  con  yitrìe  figure ,  come  li  tornava  più 
■commodo;  etfondauanola  Compofitionefvpra  tal  Tenore ,  t&faceuano  cantare  te  parti  a  quel  modo, che  li 
tornauano  me<rlw;di  mamerafhefaceffero  buona  harmonta  ;  ifando  di  porle  in  Fuga  l'yna  con  l'altra  ;  ouer 
difare,che  l'yna  imitafe  l'altra,nelmodo,che  ho  moflratodifopra .  jlchefhttò  ucdere,  yolendo  di  ciò  qual- 
che eff  empio, in  più  Motettigia  compofli  da  ^Adriano  fi  come  in  quello, che  incomincia  Nilpoftquam  facru, 
a  Sei  toci;&  in  quelli  V  telar  toJalue;et  Inclite  sforciadu ,  compojli  a  Cinque  yoci  ;  &  in  molti  altri  fatti  dà 
altri  Combofiton.  Pio banano  anco  yn  Tenore  di  canto  fermo ,  [opra  ilquale  accommodauano  (  come  fauno 
etiandw  al  di  d'hog  n)due,o  Tre  parti  m  Confequenxa;&  dipoi  [opra  di  quelle  fàceuano  l'altre;  &  di  ciò  fi 
può  hauer  lefjempto  ne  i  Motetti  Verhum  fuperimm;Jopra  il  canto  dt  Ofalutans  hottta;&  w  quello,  che  in- 
comincia Prttter  rerum  feriem, compatti  da  ^Adriano  a  Sette  yochejf  in  quello  di lachetto  a  Setyoei,  che  in 
comincia  De  fendi  m  ortum  meum  ;  oltra  che  fi  ritratterà  nella  medefima  maniera  compofli  il  motetto  Mi- 
(erere  mei  Dem,mferere  meifopra  l'antifona  Ne  remiinfcans  Domine  ;  &  la  Oratione  dominicale  Pater 
nofter,  con  la  Salutatwne  angelica  ^Aite  Maria  ;  i  quali  già  compop  l'uno  a  Sei ,  &gli  altri  a  Sette  yoci . 
Debbeperò  auertire  ilCompoftore,che  in  quelle  Fughejequalt  fi  fanno  fopra  tali  Teuarije  parti  poffono  effer 
■tra  loro  dittanti  per  una  Ter^a,per  una  Quarta, per  yna  Quinta, per  una  Stfla,  <*7*  altre  fimili  Confonaze:  ' 
ma  di  raro  fi  pone  U  Quarta,dopo  laqualejigtta  immediatamente  la  Settato  per  il  contrario.  Similmete  rare 
.  yolte 


Parte.  26  j 

volte  fi  pongono  due  Sejìe  :  percìochefono  difficili  da  accompagnare  con  le  altre  partì .  Tali  Confequenxe  fi 
fogltono,&  fi  debbono  neramente  comporre prima  ,che fi  componghino  le  altre  parti:  ma  bifogna  hauerfem- 
pre  riguardo  nelcomporle,tn  qual  maniera  le  partitile  fi  hanno  da  ag giungere,  fi  pò  fino  accommodare  nel- 
la cantilena;  accioche  non  fi  habbia  doppia  fatica  nel  comporre  tuttofi  corpo  della  Compofitione ,  quando  ve- 
mjje  alcuna  cofa  di  ftmflro  in  tali  Confequenxe  .Et/i  nell' aggiungere  le  altre  parti  ,  fi  trouajfe  qualche  di- 
fcommodo;ouero,che  per  mutare  le  parti  del  Canto  fermo pojìo  in  tali  Confequenxe  ,faceffe  migliore  effetto  ; 
allora  non  de  il  Compoftore  perdonare  a  fatica  ;  ma  debbe  mutare  opinione, aggiungendo,  o  leuando  alle  det- 
te partì  quello,che  farà  dibi  fogno  .  ilche  farà  facile, quando  le  parti  faranno  Hate  ben  ordinate  da  princi- 
pio .  Ma  fi  de  auertire ,  che  le  parti ,  che  cantano  in  Fuga ,  non  fi  pojfono  fempre  ordinare  in  tal  maniera, 
che'l  Confequente  canti  tutto  quelio,che  canta  la  Guida  ;  onde  è  necefjano ,  chefeguendo  la  Guida  il  cantare 
in  fino  alfine ,  il  Confequente  fi  -venga  a  fermar  poco  lontano  ;fi  come fi  può  vedere  in  molte  cantilene  com- 
pofle  a  tal  gufa  ;  &  mafiimamente  in  quelli  Motettì .  Ventfancle  Spiritai  di  ^Adriano  compodi  a  Sei  vo- 
ci ;&Obeatum  pontifcem ,  che  già  compofi  imitando  ti  canto  fermo,  a  Cinque  voci.  Si  debbe  vfare 
etìandio  tal  difcrettione  nell'accommodar  le  parti  ;  che  quella,  che  canta  netfuo  luogo  propio  il  Canto  fermo; 
dopo  l'hauer  cantato  tutto  quello,  che  fi  dibifogno,  ofia  Canto  fermo,  onero  Imitatione  ;  quello ,  che  cantaffe 
più  oltra,di  quello,  che  de  cantare  il  Confequente  ,fa  almeno  quaf  replicato .  il  Confequente  poi  debbe  effe- 
re  ordinato  in  tal  modo ,  che  canti,  &ftmfca  tutto  il  Canto  fermo.,  &  non  fuori  delfuo  ordine ,  Di  queflt  fi 
potrà  hauere  molti  ejfempt  accommodati ,  come  farebbe  il  Mot  etto ,  Salite  regina  mifencordìa  ; &  quello, 
che  incomincia,  Littgabant  Iudxi  ,fopra  il  canto  fermo,  Comeditepingnìa ,  i  quali  via  molti  anni  compofi  a. 
Sci  yoci .  Si  potrà  anco  pigliare  vn  Canto  fermo,  &  ordinare  fopradi  luì  molte  partì  ;  ponendone  due,  opiù 
l'vna  all'altra  in  Fuga  continoua ,  o  legata ,  come  vogliamo  dire  ;  come  fece  lachetto  nel  motetto    Mu- 
riti tuws  ;  &  ^Adriano  nel  motetto  Salite  fanclaparens  a  Sei  voci .   Potremo  fimiglìantemente  pigliare  al- 
cun Tenore ,  ordinandolo  con  vn  altra  parte  in  Fuga  in  tal  maniera  ;  che  volendo  replicare  le  parti  ,f acino 
vna  feconda  parte ,  di  modo,  che  quella  che  prima  fu  la  Guida  diuenti  il  Confequente  ;  &  fimilmente 
quella ,  che  era  il  Confequente  diuenti  la  Guida .   Di  quefìa  maniera  fi  trouano  molte  compofitwni ,  tra  le- 
qualt  è  il  motetto  di  ^Adriano, Venator  lepores,fopra'l  Canto fermo,^4rgentum,&  aurum  non  efl  mihi;  & 
il  motetto  In  principio  Deus  antequàm  tcrramfaceret,fopra  quel  canto  fermo,  Omnis  ftptentia ,  ìlqualegia 
compofi  da  cantare  a  Sei  voci,  fi  come  fi  canta  etìandio  il  fopra  detto .  Vfano  etìandio  alle  volte  li  Franici, 
imitando  due,  opiu  Tenori  diuerfi  di  varu  canti  ecclefiaflicì ,  comporre  alcune  cantilene  a  più  voci,  di  ma- 
niera,  che  l'viia  delle  parti  venght  ad  imitar  l'vno,&  l'altra  l'altro;  come  fece  Jofquino  ,ilquale  in  cotal 
maniera  in  vna  compoftione  di  Sei  voci  ne  imitò  Quattro ,  cioè  <Alma  redemptoris  mater .   ^Aue  regina 
cwlorum .  I  limolata ,  integra,  &  cafla .  &  Regina  caeli  ;fi  come  fece  anche  Gomberto  in  vna  Cantilena 
a  Quattro  voci,  che  incomincia  Salue  regina .  f/Clma  redemptoris .  Inuiolata .  ^Aue  renna  coelorum,  imi- 
tandone molti ,  come  ini  fi  può  vedere  ;  llche  potrà  etìandio  fare  ciafcuno,  imitandone  diuerfi  altri:  percìo- 
che  veramente  cotal  cofa  è  molto  lodeuole  ;  per  effere  ingegnofa .  Si  potrà  anco  pigliare  due  Tenori  di  can- 
to fermo,  &  accommodarli,  come  torna  meglio  alla  cantilena  ,  &  fopra  di  efìi  comporre  le  altre  parti  ;  co- 
me fece  Coflanxo  Feda  nel  motetto  Exaltabo  te  Domine  a  Set  Vóci,  che  accommodò  l'antifona  Cum  iu- 
cund>tatem,&  il  primo  verfo  del  Cantico  di  Zacaria,  Benediclm  Dominws  Dem  lfrael.   Potremo  etìandio 
(  come  hanno  fatto  degli  altri  )  porre  due  parti  della  cantilena ,  laffando  da  parte  il  canto  fermo ,  in  Confe- 
quenxa ;  oueramente  porle  legate  infeme  conia  Imitattone;  dilche  fi  può  hauere  l'effempio  nel  motetto 
Ecce  tu  pulchra  es  filquale  già  compofi  a  Cinque voci.  Si  potrebbe  anche  comporre  le  Cantilene  facendo 
le  partì  raddoppiate ,  cioè  ponendo  le  parti  a  due,  a  due  in  Confequenxa ,  ouero  nella  Imitattone  ;  come  fece 
Motonenel  motetto  Nefciens  mater  ;  &  Gomberto  nel  motetto  Inuiolata ,  integra ,  <&  cafla  ;  l'vno ,  &> 
l'altro  campo  fio  a  Otto  voci  ;  &  ^Adriano  il  nominato  motetto  Saluefanclaparens ,  &  la  cauxone  Sur 
[herbe  brunette, che  l'vno,&l 'altra fi  cantano  a  Sei  voci .  Oltradt  quefto fi  potrà  comporre  a  Quattro* 
a  Cinque  ,&  a  più  voci  in  mille  modi  (  diro  cefi  )  ponendo  le  parti  hora  in  Confequenxa ,  Inora,  nella  Imita- 
tane ;  oue  fi  rttrouerà  effer  tantilìConfequentt ,  quante  faranno  le  Guide  ;  come  fi  può  vedere  in  quel  mo- 
tetto di  ^Adriano,  Sanlìa,&'  maculata  virginità*  ;  &  in  vnafua  canxone  Petite  camufete,  a  Quattro  vo-r 
a ,  Sarà  anco  lodeuole  ilcomporre  Quattro  parti  fopra  vna ,  ponendone  alcune  in  Fuga ,  &  alcune  nella 
Imitattone  ;  come  fece  P.  della  Rite  nella  meffà  O  falutaris  hofitd  ;  &  ^Adriano  anche ,  con  molta  leg- 
i:  L         giadna, 


266 


Terza 


giadria,nella  meffa  Mente  tota  ;  delle  quali  l'vna,&  Urrà  fi  trotta  a  Quattro  voci  .  Infiniti  [otto  li  modi  del 
comporre  infunili  maniere;  &  difficile  anzi  imponibile  farebbe,  tlvoler  raccontare  di  viiajn  ima  le  dijlo- 
f tieni  delle  parti,&  dell'ordine  tenuto  :  Ma  per  non  effer  lungo f irò  fine  ;  mafi imamente  perche  ogni  <nor  - 
no  fi  -veggono  molte  altre  compofitwm,  compatte  dallo  Eccellentipmo  Adriano  Vmllaert,  lequ.di,  altra  che 
fono  piene  di  mille  belle,  &  leggiadri  muent ioni  ;  fono  anche  dottamente, &  eleo-antemente  composte.  Infi- 
nite altre  etiandw  ut  ne  fono ,  compofle  da  altri  Eccellentifimi  Mufici  ;  delle  fiali  molte  fé  ne  ritrattano  in 
vn  libretto jlfttde  già  fi  stampato  in  Vinegia  da  ^Andrea  antico  in  ottano  foglio  ;  lequah  -vedute ,  potranno 
effer  di  grande  aiuto  per  ritromre  altre  fmili  wuentwni  :percioche  da  quelle/i  hauera  vii  tal  lume,  che  ciaf- , 
cuna  dipoi  fi  potrà  porre  a  maggiori, &  a  più  difficili  imprefe,&  honoreuoli .  Non  mancarebbeno  ver  amen 
te  altra  di  flette  mille  leggiadre  mueiitwm,che fi  potrebbenofare;come  farebbe  il  voler  comporre  Tre  p.zrti 
fopra  vn  Tenore  di  canto  fermo  in  fiefla  maniera  ;  che  due  fi  feguitino  per  mouimenti  contrari]  ;  &  l'altra 
fia  compofla fecondo  il  volere  del  Compofaore  ;  come  qui  in  eff empio  fi  veo-o-ono . 


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53 


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SOGGETTO,&d  Tenore. 


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Cui  NTO,&d  Conferente  del  Baffo. 


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B^fS  S  0,&  la  Guida     \     del  Soprano. 


:::J;:j£eS 


Et  comporre  etiandio  Quattro  parti  in  talmaniera,che'l  Soprano  co'l  Baffo;  &  ilContralto  co'lTenore  con 
imo  in  Confequenza  per  contrarli  mouimenti  ;  come  nell'effempso  pofìo  qui  di  fono  fi  vede .  Ma  fi  debbe 
auertire,di  non  porre  mai  l'^flto  col  Soprano ,  che  f acino  Quarta  ;  perctoche  l'altre  parti  non  tornarebbe- 
no  bene. 

Quattro 


Parte.  267 

illiilSigiiilliiiiliiii 


C<AN  TO,<grla  Guida,  del  Baffi , 


:IÌEfe*iiSl=IÌi??! 

&  ^AT.TO  .falnGmd, 


Trr-x^fft 


^€ L  TO  ,(srla  Guida  del  Tenore. 


i:ìigt;gg:|Ì|ì$ì|S|^m|j:É 


TEN  O  R  E,&>  il  Conferente  dell' Jf  Ito. 


|lgl||g|||  =^|;!^ÉÌÌ£|Ì|H 


SS* 


=$|~;-?ìt$lè;$;|~54 


B^AS  S  O&  il  Conferente  del  Canto. 


Ì3È$±- 


m. 


Quattro  parti  fimili  compofe  etiandio  l'Eccellentifìimo  Adriano  di  maniera ,  che  quando  fi  è  arriuato  al  fi- 
tteci nuouofi  può  incominciare  dalprincipio,&  ritornare  quante  fate  fi  yuole;come  dimoflrano  li  Ritornel- 
li pcjìi  ne!  fine  diciafiuna;delle  quali  neporrb  ynpoco  di  effempio  folamente,per  non  accrefcereil  -volume,  et 
farà  tifano  pnjlo  ;  accioche  daejfofi  poffa  comprendere  quello  che  fia  il  retto). 


H     SOPR^f  }  NO,&  Guida  del  Baffo. 


ililÉlÉIi 


^€LT O& Guida  delTenor. 


Élij^^|gi^|l;|g|||iffe;jlffif% 


B  yA'S  SO&  Confequente  del  Canto.  T  E  N  O  R  E,&  Conferente  dell'ai  Ito . 


Et  perche  dagli  antichi  Muficifi  è  offeruato,  &  anco  alprefente  da  i  Moderni  fi  offerua ,  di  non  comporre 
alcuna  Meffa  fé  nonfopra  qualche  So? gettoni  medefimofifarà  etiandio  per  l'auemre .  Ma  Infogna  fapere, 
che  tal  Soggetto  può  ijjere  fatto  dal  Compofitore, come  fece  Iofqmno  il  Tenore  di  La,fol,fa,re,mi  ;  eJr*  </  Te- 
nore della  Meffa  Hercules  Dux  Ferraris, ,  canato  dalle  yocali  di  quefìe  parole  ,fopra  lequali  compofe  due 
■Mefje  a  Quattro  yoci ,  che  fono  degne  di  effere  ydite  ;  Ouer amente  ul  Soggettalo  piglia  da  altri:  per- 
tiochefi  piatta  alcun  Tenore  di  Canto  fermo  ;  come  fece  il  mede  fimo  Iofqmno ,  quando  fece  la  MeJJa  di 
Pange  lingua;quella  di  Gaudeamus  &  quella  di  <Aue  maris  flella;&>  Brumello  quella  de  t  Defunti,  tutte  a 
■Quattro  yoct  .-percwche  molto  fi  dilett  aitano,  di  comporre  jopra  li  canti  fermi  sfopra  i  quali  fé  ne  yedeno 
infinte  altre ,  che  farebbe  imponibile  a  numerarle .  Quando  adunque  yorremo  comporre  alcuna  Meffa,  ri- 
ìrouaremo  prima  il  Soggetto, fa  Canto  fermo, o  qualche  Motetto.come  fi  yfa  ;  oueramente  altro  fimile  ;  £7* 
dipoi  cercaremo  di  accommodarlo  a  diuerfi  modi;ritrouando  none  tnuentioni,  &  belle  fantafie  ;  imitando  vii 
^Antichi, piallando  l'tff empio  da  quella  Meffa, che  fece  P.  Molti, ilquale  la  compofe  in  tal  maniera,  che  fi  può 
-catare  co  le  Paufe,etfeiiza,et  torna  molto  bene;et  da  qlla,chefece  Occheghen,ilqualefu  maefìro  di  lofquino, 
,/...;  Lì.  laquale 


268  Terza 

la  quale  compoje  di  maniera,  chefpoteua  cantare  per  qualunque  Tempo,  oprdatione  fi  yoleita  j  chefacetta 
buono  effetto .  òfccackrà  alle  uolte  di  comporre  alcuni  Salmi  in  yna  maniera ,  che  f  chiama  a  Choro  fpez; 
%ato,  i  quali  jte]Jè  "volte  fi  fooliono  cantare  in  Viuegia  nelli  Vefipen,  Fjr  altre  bore  (ielle  f:ì  h  follimi;  &  fo- 
no ordinati,  &  diuifi  in  due  C'hori,  ouerin  tre  ;  ne  t  quali  cantano  Quattro  yoa  ;  &  li  Chorifi  cantano  bo- 
ra imo,  bora  l'altro  a  -vicenda  ;  &  alcune  -volte  (  fecondo  il  propofito  )  tutti  in  fieme  ;  n.\ifimamcnte  nei  fi- 
ne :  il  che  fa  molto  bene .  Et  perche  cotali  Chorift  pongono  alquanto  lontani  Irvi  dall'altro  ;  pero  auertirà  il 
Ccmpcfitore  (  acciò  non  fi  odi  diffonanza  in  alcuno  di  toro  tra  le  parti)  di  fare  in  tal  maniera  la  compoftio- 
)ie;che  orni  Chorofa  confinante  ;  cioè  che  le  parti  di  un  Chorofiano  ordinate  in  tal  modo,  quanto  fuflero  co- 
bette  a  Quattro  yoctJempltci,fenza  confideraregli  altri  chori  ;  battendo  però  riguardo  nel  porre  leparti,che 
tra  loro  infamemente  accordino,  &  non  -vi  fa  alcuna  diffonanza  :  Placche  compofli  li  cbori  in  cotal  mar- 
merà, óafeuno  da  per  se  fi  potrà  cantare  feparato ,  che  non  fi  -vdirà  coft  alcuna ,  che  offendi  l'ydito .  Quejìo 
(tuertimento  non  è  dajprezgare  :  percioche  è  digrande  commodo  ;  &ftt  ritrouato  dall'  Eccellentifimo  *A- 
driaiio .  Et  benché  f  rendi  alquanto  difficile,  non  fi  debbe  però  fchiuare  la  fatica  :  percioche  è  cefi  molto  lode- 
vole, &  -virtuofa  ;  &  tale  dtffcultàfifarà  alquanto  pili  facile,  quando  fi  batterà  effaminato  le  dotte  compo- 
fitioni  di  elfo  ^Adriano  ;  come  fono  quelli  Salmi,  Conftebor  tibt  domine  in  tota  corde  meo  in  confilo  ìusloru: 
Laudate pueri  dominum  :  Lauda  Ierufalem  dominum  :  DeprofundM  :  Memento  domine  Dauìd,  &  molti 
altri  ;  tra  i  quali  è  il  Cantico  della  Beata  Vergine ,  Magnificat  anima  mea  Dominum ,  il  quale  compofi  già 
molti  anni  a  tre  chori .  Quejle  compofitiont  yedute,  &  efj aminate,  far anno  di  gran  giouamento  a  tutti  co- 
loro, chef  dilettar  anno  di  comporre  in  tal  maniera  :  Conciofia  che  ritratterà , che  li  Bafi  de  i  chori  f  pongo- 
no tra  lorofempre  Vnifoni,  onero  in  Ottaua  ;  ancora  che  alcune  volte  fi  pochino  in  Terza  :  ma  non  fi  pon- 
gono in  Quinta-.percioche  torna  molto  incommodo;  &  oltra  la  difficultà  che  nafee ,  è  impofdnle  di  far  cofa, 
che  torni  ben  e, fecondo  il  propufto.  Et  queflaojferuanzayiene  adeffere  molto  commoda  aldi  Compoftori: 
percioche  lietta  a  loro  la  affienita  di  far  cantare  le  parte  delli  Chori ,  che  tra  loro  non  fi  ritratta  diffonanza . 
Hora  per  concludere  quetto  raggio» amento, dico, che  hauendo  il  Compofitore  intefe  tutte  quefie  cofe,  de  auer 
tire  anco  di  terminare  ilnumero  delle  figure  di  ciafeunafua  compofitiuue ,  fecondo  che  ricercano  il  Tempo,  il 
Modo,&  la  Prolatione;fitto  i  quali  accidenti  componeràla  cantilena. Et  perche  fimili  accidenti  erano  già 
in  grande  confuleratione,  &  anco  apprejfo  di  alcuni  fino  in  yfo  ;  però  accioche  ciajcuno  habbia  cognitìone  di 
fimil  cofè,yerrò  a  ra?gionare  di  loro  alcune  cofe  più  bifegnofi;  taf  andò  quelle , che  fino  fuperilitiof e ,  &  che 
fanno  poco  al  propofito;<£r  incomincierò  dalTempo,come  da  quello,che  è  (  fecondò l  mio  parere)più  yniuer- 
fale,é?  primo  di  om  altro  accidente . 

Del  Tempo,del  Modo,&  della  Prolatione;  Et  in  che  quantità 
fi  debbino  finire,o  numerare  le  Cantilene.     Cap.  6j. 

iAV  E  ViAyeramente  deliberato,  quando  incominciai  aferiuere  le  cofe  della  Mttfica,di 
non  yolerragionare  coft  alcuna,oltra  quello,che  è  neceffario  alla  cognitione  delle  Propor- 
tioni,delh  Sttoni,delle  Voci, et  di  tutte  quelle  cofe, che  cucorreno  alla  coflttutione  della  buo 
na  Harmonia,&  alla  cognitione  delle  cofe, che  appartengono  a  queila  SciexaiMa  perche 
mi  accorgo  ,che  alle  yolte  yiene  alle  mani  delMufco  moderno  alcune  cantilene  antiche, 
lequalifino  compojle  fitto  alcune  offeruanze  del  Modo, &  della  Prolatione;delle  quali  non  nefapedo  render 
ragione  alcuna, refla  per  yna  coft  di  fi  poca  importanza  con  yergognarperò  ho  mutato  propofto;&  effendo- 
mt  neceffario  ch'io  ramni  alcune  cofe  del  Tempo, ragionerò  etiandto  di  loro  alcune  cofe,  {equali  faranno  le  pi» 
importanti .  Dico  adunque, che  effendo  la  Breue(come  ho  detto  altroue)madre,  &  genitrice  di  qualunque  al- 
tra figura  cantabile;  è  dibifigno  primieramente  di  ragionare  di  tutti  quelli  accideti,  chepoffono  accafiare  in- 
torno a  leij&  dipoi  degli  altri,che  accafeano  intorno  le  altre fi gure ,  che  fino  fottopofle  alla  mutatione.La  on- 
de dico, che  in  queflo  litop-o  io  non  chiamo  Tepo  quello,chefi<rntfica  lo  Stato  buono, o  la  buona  Fortuna  di  alcu- 
no;come  quando  fi  dice, Francefilo  t  huomo  di  buon  tempo;cwè  mena  tranquilla,et  lieta  ytta  :  Ne  meno  quel- 
la buona  temperatura  di  ^Aria,come  fi  fuol  dire,Hog  ri  è  buon  tempo;cioè  hoggi  e  giorno  freno,  chiaro,^* 
lieto: Ne  anco  nomino  Tempo  quello,che'l  Filofijò  dèfinifce  efjere  Numero,  o  Mifitra  di  mottimento,  o  di  al- 
cun altra  coftficcefiuaima  dico  il  Tempo  efjere  una  certa,&  determinata  quantità  di  figure  mmori,conte- 

nute, 


Parte 


269  • 


JUa: 


bì: 


ebe 


nute,  0  confidente  In  vna  Breue .  "Et  queflo  Tempo  è  di  due  maniere,  cioè  Perfetto  ,  &  Imperfetto .  il  Per- 
fetto fi  trotta  nella  cantilena ,  figliata  nel  fuo principio  col  circolo  O  >  per  ilqualefi  denota,  che  la  Breue  in 
tutta  la  cantilena  è  perfetta,  cioè  fi  pone  in  luogo  di  tre  Semibreui  ;  oper  il  contrario  tre  Semtbreut  in  luogo 
di  -vna  Breue  :  Ala  lo  Imperfetto  fi  troua  3  quando  nel  detto  principio  è  poHo  il  Semictrcolo  C ,  ttt  luogo  del 
Circolo  ;  per  il  quale  fi  comprende,  che  la  Breue  fi  pone  imperfetta  ;  cioè  111  luogo  di  due  Semtbreui,  0  per  il  co 
trarlo ,  due  Semtbretti  in  luogo  di  yna  Breue .  Quando  adunque  fi  componerà  alcuna  cantilena  fotto'l  fegno 
del  Tempo  perfetto,  wtefo  perii  Circolo,  che  dinota  il  numero  Ternario  ;  fecondo  alcuni  riffetti,  detto  nume 
ro  Perfetto  ;fi  numerarà  quella  a  Brem  perfette  ;  cioè  a  tre  Semibreui  per  ogni  Tempo  :  Ma  quando  fi  com- 
ponerà fotto'l  fino  deli' Imperfetto,  dinotato  per  il  Semicircolo  ;fi  numerarà  a  Brem  imperfette  ;  cioè  a  due 
Semtbretu  per  ara»  Tempo  :  ej fendo  che  in  queflofi  confiderà  il  numero  Binario ,  chiamato  da  alcuni  nume- 
ro Imperfetto .  Bi fogna  però  auertire,  che  l'yltima  Figura,o  N  ota  d'ogni  cantilena  non  fi  pone  in  tal  nume- 
ro :  conciofia  che  effendo  finale  in  effafi  termina  il  concento,  &  il  Tempo  :  &  ciafcuno  di  queili  terminano 
fibra  quella  f  aura  ;  nella  quale  hebbero  principio ,  che  è  la  prima  Semibreue .  il  Modo  (  laffando  da  parte 
,  4.  quello,  del  quale  fi  ragiona  nella  Terza  parte  )gli  antichi  diceuano ,  effere  yna  Quantità  di  Lunghe ,  0  di 
Breui,  considerata  nella  Mafiima,  anelila  Lunga ,  fecondo  la  dmifione  binaria,  0  ternaria  : percioche  lo  diui- 
fero  in  due  parti  ;  cioè  in  Mag  fiore,  &  in  Minore  ;  &  ciafcuno  di  quefli  confideranno  Perfetto,  ouerame- 
te  Imperfetto .  Intendeuano  il  Maggiore,  quando poneuano  due  Paufe  di  Lunga ,  ouer  tre  infieme ,  le  quali 

pigliaffero  due  ,ouer  tre  [fati>  ;  &tre  ,0  quattro  linee 
delle  cinque  gialmoHrate,  come  qui  fi  yede  :  Ma  il  Mi- 
nore confideranno,  quando  poneuano  yna  fola  Paufa , 
che  abbraccia ffe  tre ,  ouer  quattro  delle  predette  linee . 
il  Modo  perfetto  maggiore  intendeuano ,  quando  pone- 
uano tre  delle  moflrate  paufe  infieme  ;  &  l'Imperfetto  maggiore ,  quando  erano  fulamente  due .  Ma  per  lo 
Perfetto  minore  pigliauano  quello ,  che  hauea  yna  paufa ,  che  abbracctaua 
fr       quattro  linee ,  £57*  tre  dellt  [òpra  nominati  [pati]  :  &  il  Minore  imperfetto  , 
quando  la  detta  paufa  pofla  in  tal  maniera  abbracctaua  folamente  tre  linee , 
■  l    .    &  duefpat'ù  :  Di  maniera,  che  nel  Alodo  maggior  perfetto  faceuano  yalere 
la  Mafiima  tre  Lunghe,  &  nell'imperfetto  due.  Similmente  nel  Modo  mi- 
nor perfetto  faceuano  yalere  la  Lunga  tre  Breui,  &  nell'Imperfetto  due .  La  onde  quando  componeuano , 
ordinauano  in  tal  maniera  le  loro  cantilene  ;  che  nel  Modo  maggior  perfetto  numerauano  di  tre  Lunghe  in 
tre  Lunghe  ;  0  perfette,  ouero  imperfette,  chefuffero  ;  &  fotto'l  Modo  maggiore  imperfetto ,  di  due  Lughe 
in  due  Lunghe .  Simigliantemente  nel  Modo  minor  perfetto  numerauano  di  tre  Breui  in  tre  Breui ,  &  nel- 
l'Imperfetto di  due  in  due .  Onde  fi  può  yedere,  che  quando  il  Compofitore  componeffe  fiotto  alcuno  di  quefli 
Modi,  &  non  numeraffe  la  cantilena  fecondo  il  detto  numero  al  modo  detto  ;fi  potrebbe  yeramtnte  dire  , 
che  cofluifuffe  poco  confiderai  ;  &>  che  non  haueffe  alcuna  cognitione  di  talcofa .  Poneuano  gli  ^Antichi  le 
nominate  Paufe  in  due  maniere  :  imperoche  ne  poneuano  alcune  aitanti  1  fegni  del  Tempo ,  &  alcune  dopo . 
Le  prime  chiamauano  Inditiali folamente  :  percioche  no  fi  numerauano  nella  copofitione  :  ma  erano  pojìe  in 
cotalluogo  per  dimoflrar  folamente  il  Modo,  0  maggiore ,  0  minore  che  fi fuff e,  fotto'l  quale  era  compofia  la 
cantilena .  Le  feconde  nominauano  Indichili ,  &  Efjentiali  :  conciofia  che  non  fola  firuiuano  a  dimojlrare  il 
Modo,  fé  fuffe  maggiore,  0  minore:  ma  fermano  etiandio  alla  cantilena;  come  nel  fòttopojìo  effempio  fi 
può  comprendere . 


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Paufe  Inditialifilamente . 


Paufe  Inditiali ,  &  Effettuali . 


Mancano  etiandio  la  Prolatione,  la  quale  (  oltra  che-quefia  parola  yoglia  dire  molte  altre  co  fé  )  diceuano  , 
che  era  yna  quantità  di  Minime  considerata,  oueramente  applicata  ad  yna  Semibreue  ;  &  la  dimoflraua- 
no  col  fegno  circolare ,  ouero  femicircolare  :  onde  U faceuano  di  due  forti  :  percioche  hna  nominauano  Per- 
fetta, 


270  Terza 

fetta,  gl'altra  Imperfetta .  Intendeuano  la  Perfetta,  quando ponetiano  nella  Cantilena  li  moflratifignipu 
tatunquesla  maniera;  y^s  /p  &  h  Imperfetta,  quando  erano  pofilifenxa  li  punti;  &  facevano  -valer  t 
la  Sermbretie  tre  Mini  V*  Ss  me  fitto  li  due  primi puntati, et  [otto  quelli,  che  non  erano  puntati  dve.N» 
tnerauano  poi  le  cantilene  in  quella  maniera  ;  che  quelle  che  erano  pofìe  fiotto  la  Prolatwn  perfetta,  procede- 
vano, &"  erano  numerate  di  tre  Minime  in  tre  Minime  ;  &  quelle ,  che  erano  compofle  fono  la  Imperfet- 
ta, di  due  in  due  ;  &  numeravano  la  cantilena  a.  Lunule,  ouero  a  Brad ,  oueramente  a  Semihrem  :  perciò* 
che  ciafcuna  Lunga,  0  Breue,  0  Semibreve  può  effer  perfetta,  ouero  imperfetta  .  Et  perche  fpefije  volte  fi  ag- 
givnreuano  tnfieme  qtiejìi  due  gradi,  cioè  il  Perfetto  &  lo  Imperfetto  ;  però  auertiuano  in  tale  congiuntionei 
cheje'l  Alodo  maggiore  era  congiunto  col  minore,  &  l'vno ,  &  l'altro  fu/fero  {iati  Perfetti  :  allora  nume- 
rauanola  cantilena  di  tre  Lunghe  in  tre  Lunghe  perfette .  Ma  fé  ì  Modo  fufje flato  Minor  perfetto,  la  nume 
rauano  con  tre  Lunghe  imperfette .  Et  confimili  confideratione  procedemmo  ne  gli  altri  fi-adi  ;fi  come  nel 
Tempo ,  &  nella  Prolatione,  perfetti,  &  imperfetti  .Paterno  bora  vedere ,  che  per  lifegni ,  cioè  per  il  Cir- 
colo, &  per  lo  Semicircolo  haueano  la  cogmtwne  del  Tempo  perfetto,  ouero  imperfetto  :per  le  Paufe  hauea- 
110  coninone  del  Modo, maggiore, 0  minore  ;■  perfetto,  ouero  imperfettojche'lfiifuffe  ;  &  per  lifegni  del  T  ti- 
po puntati,  0  non  puntati  la  Prolatione  pe>fetta,ouero  imperfetta  :  di  maniera  che  paterno  etiandio  yedere , 
che  attribuirono  il  Modo  maggior  perfetto  alla  Majìima  di  -valore  di  tre  lunghe;  £■?■  1  quella  di  -valor  di  due 
il  Modo  maggiore  imperfetto  :  Similmente  alla  Lunga  di  -valor  di  tre  Brem  attribuirono  il  Modo  minor  per 
fetto,  &  a  quella  di  -valor  di  due  il  Modo  minore  impetfeito .  il  Tempo  perfetto  attribuirono  alla  Breue  di 
■valore  di  tre  Semibreui,  &  l'imperfetto  a  quella,  che  yal  due ,  Diedero  anco  la  Pralatione perfetta  alla  Se- 
mibreve di  valor  di  tre  Minime  :  ma  la  imperfetta  diedero  a  quella  di  due .  Soleuano  ancogli  ^Antichi  ta- 
gliare lifegni  del  Tepo  in  tal  maniera ,  ^  T  »  »  &qiiejlofaceuano,quandovoleuatio,chele 
figure  fottopofle  alla perfettione,^  alla  (T)  (L  (O  Cl  mperfittione ,  et  anche  all' lAltcratione  nelTe 
pò  perfetto  ,&  nello  imperfetto  ,f uff  ero  V  |  T  '  più  veloci.  Le  quali  figure(come  Tederemo)  ft> 
no  cinque  Mafima,  Lunga,  Breue ,  Semibreue ,  &  Minima .  E  ben  nero ,  che  j.tceuano  le  Minime  nere  , 
per  farle  -veloci ,  di  maniera  che  neper  il  tagliare  hjegni ,  ne  per  tifar  nere  le  dette  figure ,  leuauano  a  loro  il 
nome  :  ma  lo  riteneuano  tanto ,  quanto  che  tali  fegnifuffero  flati  interi .  Neper  il  tagliare,  de  1  detti  figmfi 
leuaua  la  imperfettione ,  0  la  perfettione ,  ne  meno  l'iAlteratione  ;  ma  tanto  erano  fottopofle  a  tali  accidenti, 
&  pacioni ,  quanto  efii  fegnifuffero flati  interi .  ^Alprefiente  hauemo  altra  ragione  della  Minima  nera ,  efi- 
fendo  che  (  come  ho  moflrato  altroue  )  è  chiamata  Semimmima,  la  qualfi  diuide  in  due  Chrome,&  la  chrb 
mani  due  Semichrome .  Haueano  etiandio fiotto 'I fiegno  delTempo  perfetto  tagliato  doppia  confideratione 
nel  numerare  componendo  le  cantilene  ipercwche  numeravano  a  tre  atre  ,&  anco  a  due  a  due ,  cioè  di  due 
Breue  perfette  ni  due  ;  oueramente  di  tre  Si  mibreui  in  tre  :  di  maniera  che'l  numerare  delie  Semibreui  finiva 
nel  nvmero  Settario  :  concwfia  chefie  mifiurauatio  altramente  non  ritrouauano  nelle  lor  cattiate  la  mifura  del- 
la Breue .  il  che  parimente  cercaremo  anche  noi  di  offieruare ,non  foto  nelTempo  perfetto  :  ma  anco  nell'Im- 
perfetto tagliato  ;  procedendo  di  due  Brem  imperfette  in  due  ;  acciò  la  cantilenafimfca  nel  numero  Quaterna, 
rio .  Che  diremo  hora  di  alcuni  Compofiitori  moderni ,  1  quali  non  folamente  non  offeruano  la  mtfiura  del  nu- 
mero Senano,  0  Quaternario  nelle  lor  cantilene  :  ma  di  più  non  ofjeruano  il  numero  Ternario  nel  Tempo  per 
fetto,  ne  meno  nell'Imperfetto  il  Binario  ;fiano  tagliati,  onon  tagliati  ;  il  che  -veramente  è  a  loro  ima  gran 
■vergogna  :  conciofia  che  vengono  a  rompere  il  Tempo,  &  la  mijura ,  delle  quali  cofegli  ^Antichi  furono  ofi 
fervatori  molto  diligenti  ;  &  per  tal  maniera  guadano ,  &•  confondalo  ogni  cofit . 

Della  perfettione  delle  Figure  cantabili .  Cap.    6  8. 

A  quello  che  fi  è  detto,  fi  può  hora  comprendere , che  in  ogni  Compofitione  fi ritrova  Tem 
pò,  Modo  ,  &•  Prolatione ,  fotta  1  quali  ciafcuna  delle  cinque  figure  nominate  vagono'a 
variare  il  loro  valore  ,  fecondo  che  fono  accompagnate  con  diverfii  accidenti .  La  onde  è 
dafiapere,  che  odi  ^Antichi  offeruarono  etiandio  di  nominare  le  dette  finire  da  gli  effetti , 
alcune  parenti,  &  alcune  Patienti .  Nominarono  la  Mimma  agente  -.percioche  la  pote- 
rò immutabde,  cioè  che  non  poteffe  riceuere  alcuna  perfettione  :  ma  potefjefare  la  impeìfettwne .  Io  difit  im- 
mutabile :  conciofia  che  non  fi  può  dividere  in  alcune  delle  altre  nominate,  per  effer  quella ,  che  è  la  minima, 
.."  di  ogn  altra 


Parte,  271 

di  ogn  altra  di  y  alare  ;  ancora  che  ella  fia  diuifibile  in  due  Semiminime  ,  &  in  quattro  Chrome  ;  fi  come  al- 
trouefi  è  detto .  La  Mafiima  poi  chiamarono  Patiente  :  imperoche  ejjendo  la  maggiore  di  tutte  le  altre,  pub 
patire  imperfettione  :  ma  la  Lunga ,  la  Breue  ,&la  Semibreue  differo  ^Agenti ,  &  Patienti  :peraoche  no__ 
(piamente  fi  poffono  far perfettejjnaetiandio  pjtifcono^imperfettiojie.  Onde  è  da  notare  ,  che  nominarono 
fernetta  quella  figura,  che  -vale  tanto,  quanto  -vagliano  tre  delle  figure ,  che  le  fono  parti  propinque  ;fi  come 
la  Mafiima,  la  quale  è  detta  Perfetta,  quando  y al  tre  Lunghe  ;  &  la  Lunga,  quando  ualtre  Breui  ;  &  la 
Breue,  quando  y al  tre  Semibrevi  ;  &  la  Semibreue ,  quando  è  di  y alare  di  tre  Minime .  Similmente  chia- 
marono cotalippure  imperfette, quando  yaleuano  due  ;fi  come  la  Mafiima  due  lunghe  ;  la  Lunga  due  bre- 
ui ;  la  Breue  due  femibreui  ;  &  la  Semibreue  due  minime ,  Confideranno  oltra  di  ciò  quejìe  figure  in  molte 
altre  maniere  ;fi  come  parte  propinque ,  a  remotte ,  a  più  remotte ,  alteramente  remottifiime ,  l'yna  deli  al- 
tra ;fi  come  nel  Oif  .44.  ho  mofìrato .  La  onde  la  Lunga  non  ha  parte  remottifiima  ,■  ne  la  Breue  ha  la  par- 
te più  remotta,ne  la  remottifiima  ;  &  la  Semibreue  non  ha  la  remotta,ne  la  più  remotta,ne  meno  la  remot- 
tifiima .  Et  perche  alcuno  potrebbe  dubbitare,  fé  le  figure  fott apode  al  Tempo ,  al  Modo,  &  alla  Prolatione 
poffono  effer  fempre  perfette  ;però  è  dafapere  (per  non  pan  ir  fi  dalla  auttorità  de  ?li  ^/Cntichi)  che  yeramen 
tepoffono  effer  perfette,  &  anco  imperfette,  fecondo  il  yolere  del  Compofitore .  il  perche  fi  dee  notare ,  che 
gli  ^Antichi  yolfero,  che  qualunque  Figura  pofta  auanti  yn  altra  fimile  fì<rura,o  bianca,  a  nera,  fempre  fuf- 
fe  perfetta  ;  fi  come  nel  Modo  mag  fior  perfetto  yna  Mafiima  auanti  yn'altra'j  bianca,  o  nera  che  ellafuffe. 
La  Lunga  nel  Modo  maggiore  imperfetto,  &  minor  perfetto .  La  Breue  nelTempo  perfetto  ;  &  la  Semi- 
breve nella  prolation  perfetta .  Et  ciò  fecero  con  qualche  ragione  :  percioche  il  Simile  non  patifce  imperfettio- 
ne alcuna  dal firn fimile  ;  come  fi  comprende  in  due  cofe ,  chefiano  equali  in  yirttt ,  &  poffanxa ,  che  l'yna 
non  può  fuperare ,  ne  meno  può  effere  fuperata  dall'altra .  Ma  la  Simigliane  nelle  finire  s'intende  ricet- 
to alla  forma  ,&non  al  colore  :  Imperoche  la  Forma  è  quella ,  che  yer amente  dà  1 effere  alla  cofa  :  onde 
l' effer  nera  non  le  toghe  la  forma  ;fi  come  il  color  nero  non  leua  allo  Ethiopo  l' effere  Huomo  ;  &  l effer  Ra- 
tinale :  conciofia  che  il  Colore  non  è  altro, che  accidente  quantunque  alle  y  ohe  fa  infepar  abile  dal  Soggetto. 
Onde  mima  Figura  può  effer  fatta  imperfetta  da  yna  fua  maggiore ,  ma  fi  bene  da  una  fua  minore  :  effen^ 
do  che  la  maggiore  rifletto  alla  minore  è  fempre  patiente  ;  &per  il  contrario  ,  la  minore  rìfpettù  alla  mag- 
giore è  fempre  agente .  É~  anco  ogni  Figura  perfetta ,  quando  èpotta  auanti  le  Paufe  della  fua  propia  deno- 
minatione  ;  fi  come  la  Mafiima  auanti  tre  paufe ,  che  dinotano  il  Modo  maggior  perfetto  ;  ofiano  paufe  di 
tre  tempi ,  ouer  di  due  ;  per  effer  le  dette  paufe  la  quantità ,  &  il  y alare  di  yna  mafiima .  Cofi  la  Lunga  del 
Modo  minor  perfetto  appreffo  la  Paufa  di  tre  tempi ,  o  di  due  ;  &  la  Breue,  &  lafemibreue  del  Tempo  per 
fetto,  &  della  Prolation  perfetta ,  auanti  le  loro  paufe  ;come  qui  fi  uede . 


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La  Mafiima  etiandio potìa  auanti  yna  Legatura  di  yalor  di  due  lunghe  ;  &  la  lunga  auanti  quella  di  due 
breui  ;  &  la  breue  auanti  quella  di  due  femibreui ,  ouer  due  paufe  difemibreue  podefòpra  yna  linea  ifleffa , 
fempre  faranno  perfette  :  effendo  che  tali  Legature ,  o  Paufe  poflein  cotal  maniera  hanno  yirtù  di  ynità  :  ti 
che  auiene  anco  nella  Semibreve ,  quando  èpojla  avanti  due  paufe-di  minima  pofle  all'ifleffo  modo .  Ma  fé 
tali  Paufe  fufferofeparate ,  tal  Revola  non  hauerebbe  luogo .  Et  fé  alcuno  yoleffe  dire  ,  che  la  Figura  pofla 
auanti  la  Legatura  non  può  effer  perfetta  ;  adduca  che  ragione  fi  yoglia ,  fi  potrà  ri] fondere  ;  che  fé  la  Bre- 
ue è  perfetta, quando  è  pofìa  auanti  due  paufe  di femtbreue, podefòpra  ynaifleffa  linea,  fotto'lfe^no  del  Tem 
pò  perfetto  ;  maggiormente  de  effer  perfetta  auanti  la  Legatura  ;  poi  che  le  Paufe  non  dinotano  altroché  pri 
mtione  difuono,  o  di  wce  ;  &  la  Legatura  lo  pone  in  efere  ;  come  qui  fi  yede , 

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^illeyolte  alcuna  delle  mojìr.ite  figure  farà  perfetta ,  quando  dopo  fé  haurà  il  Punto  di  perfettione  ;fì  co- 
me la  Ala f  ima  nel  Modo  maggior  perfetto  ;  la  Lunga  nel  Alodo  minor  perfetto  ;  la  Breue  nel  Tempo  per- 
fetto ;  &  la  Semibreue  nella  Prolation  perfetta  ;  come  qui  in  effempiofi  vede  .      Quando  faranno  collocati 

tra  due  fgure  maggiori  due,o  tre  minori  prò 
pinque  i  la  prima  mag  «fiore  fempre  farà  per* 
fetta .  Si  come  per  efepio  nel  Modo  maogior 
perfetto  due,,  o  tre  Lftghe  pofle  tra  due  Alafii 
me -fanno ,  chela  prima  M.if ima  fiapeifet- 
ta  i  nel  Modo  minor  perfetto  due,  o  tre  Breui  pofle  tra  due  Lunghe  fanno,  che  la  prima  Lama  fi a  perfetta. 
Quefìo  ifìeffo  fanno  due  ,  o  tre  Semtbreuipojìe  tra  due  Breui  nel  Tempo  perfetto  ;  &  nella  Prolation  mag- 
giore due,  o  tre  Minime  pofle  tra  due  Semibreui  :  peraoche  la  prima  Breue,  et  la  prima  Semibreue  diuetano 
perfette .  L'iflejfo  faranno  le  Figure,  &  le  Paufe  infieme  di  yno  ifleffo  -valore  nella  ifleffa  maniera  colloca- 
te :  ma  fi  de  auertire ,  che  quando  fi  porrà  tra  due  maggiori  ima  fola  minore,  &■  lafua  Paufa  ;fi  porrà  pri- 
mieramente la  Paufa,  &  èpoi  la  Figura  :  Ala  quando  fi  porrà  due  Figure  minori ,  &  yna  Paufa,allora  Iti 
Paufa  fi  potrà  porre  in  qual  luogo  tornerà  più  commodo  ;fi  come  nelfottopojìo  eff empio  fi  può  yedere . 


3355 


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Quando  nel  Tempo  perfetto  tra  due  Breui  fi  porrà  cinque ,  ofei  Scmibreui ,  allora  la  prima  Breue  farà  per 
fetta ,  &  l'ylnma  delle  cinque  Semibreui  alterata  ;  cioè  raddoppiata .  Ala  la  prima  Breue pofla  aitanti  lf 
fei  Semibreui farà  fempre  perfetta  3fen%a  alteratione  di  alcuna  delle  Semibreui  :  peraoche  le  fei  Semibreui 

fono  pofle  per  due  Tempi  interi  ; 
~      come  qui  fniedeno.      Ala  per 

-  qual  cagione  le  mofrate  Paufe 

-  fi  fanghino  più  in  yn  luogo ,  che 
in  fri  altro,  da  quello  che  diro  al 

troue,  facilmente  fi  potrà  comprendere  .It  benché  iohabbia  w  queflo  riamo  tfjcmpio  pollo  folamente  la 
Breue  nel  Tempo  perfetto  :  fi  può  intendere  tutto  quello ,  che  ho  detto  etiandio  della  Alajiima,  &  della  Lun- 
ga nel 


0-^-±^^_-±:±^v^±-±-±:±±-±^z. 


Parte. 


27ì 


ga  nel  modo  maggiore ,  &  rumore  perfetti  i  &  della  Semibreue  nella  Prolatìone  :  Imperoche  non  fi  troux 
ragione,  che  maggiormente  ne  coflringa  a  far  perfetta  più  l'vna  che  l'altra  ;  mafiimamente\  effendo  accam- 
tnodate  a  i  loro  luoghi ,  sfotto  lifigui  loro  proportionatamente . 

Della  Imperfettione  delle  Figure  cantabili.  Cap.  6"  5). 

T  perche  ogni  Impefettohà  la  fua  origine  dal  Pe  fetta;  pero  hauendo  fatto  mentione 
della  Perfttwne  delle  figure  cantabili,  refla  che  noi  -vediamo  li  modi ,  per  li  quali  ognu- 
na di  efjefipojftfare  imperfetta  ;  ouero  (piando  fi  poffa  chiamare  imperfetta .  Onde  fi  è 
■vero  quello ,  che  dice  il  Fuofofo,  che  egli  è  yna  iìleffa  difciplina  quella  delli  contrari] ,  di- 
co ;  che  hauendo  noi  yeduto  quello ,  chef  ricerca  alla  Perfettione,  farà  facil  cofa  di  cono- 
fcere  quello ,  che  fi  ricerca  intorno  alla  loro  Imperfettione  ;  Imperoche  fi  ritroueranno  effere  imperfette  , 
quando  non  faranno  accompagnate  coligli  accidenti  mofìrati  difopra .  Ma  auanti  chef  yadapiù  oltra,ye- 
deremo  alcune  cofe  venerali  intorno  tal  materia  ;  &  dipoi  difenderemo  al  particolare ,  Dico  adunque  che 
le  Figure ,  chefipoffonofare  imperfette  fono  Quattro  ;  &•  fono  tutte  le  Patienti  moflrate  difopra  ;  cioè  la 
Mafiima ,  la  Lunga,  la  Breue  ,  &  la  Semibreue .  Et  quella,  che  patifce  la  imperfettione ,  è  fempre  mag- 
gior di  quella ,  che  fa  la  imperfettione  :  Per  il  contrario ,  quella  che  è  cagione  della  imperfettione ,  è  fempre 
minore .  Et  quella  Figura,  che  è  cagione  di  tale  imperfettione  ,fi  ha  da  confiderare  quanto  alla  quantità  per- 
fetta ;  cioè  quanto  a  quelle  finire,  che  fono  fottopofle  al  numero  Ternario,  &  non  a  quelle  ,  che  fono  fottopo- 
fle al  Binario  ;f  come  la  Mafiima  nel  Modo  maggior  perfetto  ;  la  Lunga  nel  Modo  minor  perfetto  ;  la  Bre 
w  nel  Tempo  perfetto  ;  &•  la  Semibreue  nella  Prolation  perfetta .  £t  perche  la  Mafiima  (  Come  ho  detto  )  è 
folamente  patiente  ;però  non  da,  ma  patifce  imperfettione.  Coft  la  Minima  ;  per  effer  folamente  agente,  non 
patifce  ;  ma  è  cagione  della  imperfettione .  La  onde  la  Lunga,  la  Breue,  &  la  Semibreue  fono  quelle,  che  per 
effere  non  filo  adenti  ;  ma  etiandio  patienti, fanno,  &  patifcono  la  imperfettione .  Ma  bifogna  auertire,che 
V  Effere  perfetto  fi  confiderà  in  due  modi  ;  prima  in  quanto  altTutto  ;  dipoi  in  quanto  alle  Parti .  In  quanto  al 
Tutto  s'intende  imperfetta  quella  Figura,  che  è  imperfetta  di  yna  fua  parte  propinqua  ;  &  quefla  è  la  mag- 
giore imperfettione, che  fé  le  poffa  dare .  Ma  in  quanto  alla  Parte  s'intende,  quando  è  fatta  imperfetta  di  un* 
parte  remota,  o  più  remota,  o  remotifima  .Et  la  Figura,  che  fi  può  far  imperfetta ,  non  filo  fi  può  fare  im- 
perfetta quanto  alTutto  con  la  parte  propinqua;  ma  con  le  parti  remote  ,&  conle  altre  ancora  ;  pur  che 
la  quantità fia  equale  alla  Terza  parte  del  fio  Tutto  :  Imperoche  l' Imperfettione  nelle  Figure  non  è  altro , 
che  yna  certa  diminutione  di  yna  Terza  parte ,  riducibile  alla  figura  nella  pefettione  del  numero  Ternario. 
Le  Figure ,  che  fanno  la  imperfettione ,  fi  pongono  in  tre  maniere  ;  imperoche ,  ouero  fi  pongono  dopo  quel- 
la ,  che  fi  fa  perfetta  ;  ouero  manti  ;  oueramente  inanti ,  &  dapoi  ;  effèndo  che  ogni  figura  fi  può  fare  imper- 
fetta folamente  in  uno  delli  tre  modi .  Et  tanto  fi  leua  a  ciafiuna  figura ,  che  fi  fa  imperfetta  ;  quanto  è  il  ya- 
lore  delle  figure,  che  fanno  tale  imperfettione.  Et  fi  bene  la  Minima  è  figura  agente,  non  può  però fare  imper- 
fetta alcuna  figura ,  che  non  fia  fottopofla  alla  Prolatìone  perfetta .  Ne  fi  de  credere,  che  tali  imperfettiomfi 
f acino  folamente  con  tali  figure ,  nel  modo  che  ho  detto  :  imperoche  le  Paufie ,  &  il  Colore ,  &  etiandio  li 
Puntihanno  la  ifleffa  forza .  E  benyero ,  che  le  Paufie  non  fono  fottopofle  alla  imperfettione  ;  percioche 
fimo  folamente  agenti ,  ma  non  patienti  ;  cioè  fanno  perfetto ,  &  imperfetto  ;  &  effe  ,per  qualfi  uoglia  aC' 
adente,  non  fi  fanno  imperfette .  il  Colore  leua  fempre  la  Terza  parte  del  Tutto  alle  figure  fottopofle  alla 
perfettione  ;  ma  nella  imperfettione  (  come  yfano  li  Moderni)  leua  fempre  Li  Quarta  parte.  L' Imperfettio- 
ne adunque  delle  figure  è,  il  leuarle  yna  Terza  parte  del  loro  yalore,  che  è  la  parte  loro  propinqua  ;  Et  quefla 
e  la  imperfettione  quanto  al  Tutto.  Ciafiuna  delle  dette  figure  adunque  è  imperfetta  quanto  al  fino  Tutto, 
quando  fienza  alcun  mezp  lefieme  la  fua  parte  propinqua  ;fi  come  dopo  la  Mafiima  la  Lunga  ;  dopo  quefla 
la  Breue  ;  dopo  la  Breue  la  Semibreue  ;  &  dopo  quefla  la  Minima , fitto  \  lorofegni  di  perfettione  ;  come  fi 
può  vedere  nel  fiotto  poflo  effimpio , 


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M         llmedefimo 


274  Terza 

il  medefimo  anco  può  accafcare  nelle  vìa  dette  Figure, quando  dopo  effe  immediatamente  fegue  alcuna  Pa$i- 
fa  di -valore  della  lor  parte  propinqua:      Similmente  il  Colore  è  cagione  di  tale  imperfettione  ;  &tali  ir»-- 


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beifettionif  chiamano  Dalla  parte  dopo  :  imperoche  Dalla  parte  inanti fi  faranno  cotali  imperfettioni,quan~ 


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do  le  Finire  faranno  pofle  al  contrario  ;f  come  quando  le  Paufe ,  o  le  Figure  minori  faranno  pofle  manti  le 
maggiori .  Tali  Figure  faranno  etiandio  imperfette  tanto  dalla  parte  dopo  3  quanto  dalla  parte  manti  ;  cioè 
dalia  fluente,  &  dalla  antecedente ,  per  il  Punto  ;  quando  tra  duefgure  maggiori  faranno  pofle  due  figu- 
re minori  propinque  ;  tra  le  quali  fa  il  Punto  ;  come  quifiuede  : 


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Imperoche  la  prima ,  fa'  t  ultima  ref  eranno  imperfette  della  lor  parte  propinqua  per  uìrtù  del  Punto  pò  fio 
tra  le  minori,chefi  chiama  di  Diuifione  ;  comeptu  altra  uederemo .  Saranno  etiandio  imperfette  tali  Figure, 
quando  tra  due  maggiori ,  dalla  parte  fiujlra  farà  collocato  unafgura,che  le  fia  parte  propinqua  ;  alla  qua- 
le fenza  alcun  mezofitcceda  una  Paufa  di  tanto  ualore  ;  come  qui  fi  uede .    In  molte  altre  maniere  le  Figu- 


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re  fi  fanno  anco  imperfette  quanto  al  loro  Tutto  :  ma  perche  fono  modi  alquanto  fuperfìitiof ,  baflarà  fola- 
mente  quello ,  che  ho  detto  intorno  alla  imperfettione  delle  figure  cantabili  quanto  al  Tutto  ;  cioè  quanto  alla 
parte  propinqua  :  Imperoche  quanto  all' imperfettione  delle  altre  loro  parti ,  dopo  che  fi  hauerà  confderato 
tutto  quello ,  ch'io  ho  detto  di  [opra ,  ritrouaremo ,  che  tale  imperfettione  fi  fa,  quando  faranno  fatte  imper- 
fette di  ima  quantità  minore  delle  moflrate  ;fianopoi  imperfette  dalla  parte  manti ,  ouer  dalla  parte  dopo  ; 
opur  dali'vna ,  &•  [altra  delle  nominate .  Ma  yediamo  quello,  che  fa  il  Punto  nella  Mufca,  &  di  quan- 
te forti  fi  trotti . 


Del  Punto  ,  delle  fue  fpecie ,  &  delli  Tuoi  effetti .       Cap.   7  o 


L  Punto  non  è  confderato  dal  Mufco  nel  modo ,  che  lo  confiderà  il  Geometra ,  il  qual 
■vuole  (  come  dimofìra  Euclide  )  che  non  habbia  alcuna  parte ,  &  che  fa  mdiuifibite . 
Ne  lo  confiderà  come  Vmtà  ',  la  quale  habbia  poftione ,  come  lo  defmfce  il  Filoffo  :  ma 
dice,  che  il  Punto  è  ima  minima  particella  ,  onero  yna  certa  quantità  mdiuifibile  ;  oue- 
r ■  amente  ini  minimo  fegno  ,  che  fi  a«  nimwe  alle  fvttre  cantabili  per  accidente ,  hora  do- 
pò,  hora  di /opra,  &  alle  yoltefi  pone  tra  loro  :  &  lo  confiderà  in  Quattro  modi ,  cioè  inquanto  fi  perfetto, 
in  quanto  accrefee,  in  quanto  diuide,  &  in  quanto  altera,  o  raddoppia  ledette  Figure  .  Onde  li  Mufici,  con- 
fiderai: li  fiuti  uffici],  dicono  ;  chef  troua  di  (Quattro  marnerei [lavandogli  altri,  che  fanno  poco  al  propofto) 
cioè  di  Per  fittone ,  di  ^Accrefctmento,  di  Diuifone,  &  di  ^Alteratione,  ouero  Raddoppiamento .  Punto  di 
Perfcttione  chiamano  quello ,  che  fi  pone  immediatamente  dopo  lafgura,  che  fi  può  fare,  ouer  può  effèrper- 
ftta,ne  1  Seu-iu  di  per f  mone  folamente,  per  conferuare  la  perfezione  di  talfgura;  come  qui  di  fatto  uede. 

Quello 


Parte. 


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7J 


Quello  dì  lAccrefcimento  è  quel,  che  fi  pone  fenxa  alcun  mexo  dopo  la  figura ,  la  quale  non  può  effèr ,  ne  fi 
può  fare  perfetta  per  alcun  modo  ;fi  come  ciafcuna  figura  pofìa  ne  i  Segni  di  imperfettinne  ;&  ne  i  Segni 
della  perfettwne  a  quelle ,  che  fono  di  minor  valore  della  Semibreue  ;  come  qui  fi  veggono . 


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Onde  fi  de  auertire ,  che  li  Punti  nominati fi  fcrìueno  (  come  ho  mojlrato  )  nel  me%p  del  lato  dtUro  della  fi- 
gura ,  tanto  perfetta,  quanto  imperfetta  ;  &  fanno  maggiore  lafgura  imperfetta  di  tanta  quantità,  quan- 
ta è  la  meta  di  tal  figura  ;  cioè  quanta  è  la  metà  delfuo  Tutto  ;fi  come  per  effempw  nella  Lunga ,  che  vai 
quattro  Semibreui  ;  che  aggiuntole  il  l'unto  varrà  fei  :  ma  quando  fi  aggiunge  a  quelle ,  chef  poffono  far 
perfette  ,fempre  il  Punto  vai  la  Terza  parte  della  figura  perfetta ,  alla  quale  fi  pone  apprefjo  ;  &  vale  la 
metà  della  figura  imperfetta .  Per  il  chef  uede  la  differenza,  che  è  tra  il  Punto  di  Perfettione ,  &  quello  di 
lAccrefcimento  ;  che  l'vnofponefolamente  apprefjo  quelle  fgure ,  che  f  poffono  far  perfette,  [otto  i  Se<rni 
della  loro  perfettione  ;  &  l' altro  f  pone  a  quelle ,  che  non  f  poffono  far  perfette .  Et  tali  Punti  tanto  opera- 
no nelle  figure  legate ,  quanto  nelle  faolte .  //  Punto  di  dmfone  è  quello ,  che  fi  pone  tra  due  fgure  fimìli 
minori ,  &  propinque pofle  tra  due  maggiori ,  ne  i  Segni  della  perfettione  ;  il  cui  vffcio  è  di  diuidere  ,&di 
fare  imperfetta  [una ,  &  t  altra  delle  fgure  maggiori  ;f  come  la  prima  dalli  parte  dopo  ;  &  l'altra  dalla 
parte  manti .  Et  fi  ferine  fopra  tale  fgure  nelmezg  di  loro  ;  &  tal  Punto  non  f  canta .  Di  maniera  che  in 
quanto  fepara  l'vnafgura  dall'altra  delle  due  minor  i,&  le  accompagna  con  le  maggiori,  è  chiamato  di 
Viwfione  :  Ma  in  quanto  fa  la  tmperfettione  nelle  maggiori ,  fi  puh  nominare  anco  Punto  di  Imperfittio- 
ne  :  percioche  (  con  orni  douere  )fimprefi  deporre  nel  f  ne  del  Tempo  paffato ,  &  nel  principio  di  quello  , 
che  è  predente .  Et fi  pone  etiandio  tra  la  Paufa ,  che  tiene  il  primo  luogo ,  &  i'»a  Figura ,  che  tenghi  il  fe- 
condo, le  quali  fi ano  di  vno  ifleffo  yalore  ;  come  nelfottopofto  effempw  fi  vede , 


ss  zSijiji  pjm  y-gj-  -^^* 


e  .;.»:# 


^Q:^::^::^.!^;  ::^..x.«:^: 


A 


//  Punto  di  yAlteratione  e  quello,  chef  pone  auatì  due 
-  -     fgure  minori  pofle  auantt  vna  maggiore  propinqua  ; 


>**t* •*-  il  cui  yfficio  è  di  raddoppiare  la  feconda  fgura  mino- 
re ,  chef  pone  dopo  lui,&  èpofla  manti  la  maggiore; 
■accioche  tra  queile  due  minori  fi  veda  il  Tempo  perfetto .  Et  fi  dehbe  offeruare ,  di  porre  tal  Punto  in  tal 
■maniera ,  che  fa  nel f  ne  del  Tempo  procedente ,  &  nel  principio  del  feguente ,  come  hanno  offeruato  i  dot- 
ti Mufia  yAntichi  ;  &  tal  punto  (  come  anco  quello  di  Dimfwne  )  non  fi  canta .  Ne  altro  vuoldire  ^ilte- 
ratione ,  che  Raddoppiamento ,  che  fi  fa  nelle  parti  propinque  delle  Note ,  o  fgure  ,  che  fi  cantano  ;  le  qua- 
li fi  poffono  far  perfette  fitto  i  loro  fegnt  ;  Et  quejlofempre  (  come  ho  dette  )  nella  Jeconda  fgura ,  chef  po- 
ne dopo  lui:  perche  hauendo  la  prima  ragione  di  Vmtà,&  la  feconda  ragione  di  Binario ,  è  il  douere  che'l 
Binario  fa  poflo  dopo  tale  Vmtà  ;  onde  tal  Punto  fi  pone  in  quejlo  modo . 


là 


K35Ì5 


-Ps-^-tì-'-S-" 


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Ma  tale  ^ìlteratione  ,o  Raddoppiamento  era  confderato  dagli  ^Antichi  Mufici ,  non  filo  nelle  fi- 
gure pofle  in  tal  maniera;  ma  etiandw  in  molti  altri  modi  i  fi  come  era  quando  poneuano  due  figure 

M      i  minori. 


276 


T 


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minori  Marti  propìnque ,  tra  due  maggiori  ,fotto  i  loro  Segni ,  Onde  pone  mno  la  prima  mar  o-ìnre  perfetta;  & 
la  feconda  mi  nore  raddoppiata  ,ouero  alterata;  come  qui  fi  yede .     il  medefimofaceuaiw ,  quando  panetto- 


SsgSS 


e-a~*~*»a-- 


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-j©;:^:^::;^:::^ 


no  quefìe  minori  tra  due  Paufe  di  -valore  delle  duefgure  maggiori  -.percioche  raddoppiauano  finitimene  lo 
fecondo  mmoreiccme  iielfottopojìo  effempiofi  può  -vedere .  Faceuano  alterare,o  raddoppiare  etiandio  lo  fé- 


3 


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^:t:±:±^: 


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T-4~4~r 


(onda  finirà  minore  .quando poneuano primieramente  la  maggiore,^  dipoi  duefgure  minori  propinque ,  et 
yna  Paufa  di  y  alare,  dello  maggiore;  come  qui  fi  yede.  Similmente  intendeuano  tale  raddoppiamento  , 


ÉlSil^i 


-Jtr&rh 


-e-s^-^-J1 


=3-":^: 


-'V-^'-r-'- 


quando  poneuano  tra  due  maggiori  yna  Paufa  di  y alare  della  minore  propinqua  a  banda  finiflra ,  &  allo 
parte  deflra  poneuano  tale  minore  ;  come  qui  fi  yede.  Sidtbbeper'o  aumtre,che  le  fgure  alterabili  fono 


-in            ì      .        !  .       ....  .    .  -  ._. 

fi  1        t=a»       1      w     tao» 4    1     1      M      1     N        *• 

^V-J9-  .t  -'"'À     ■(           X3-  -X-     A  _À__A_ 

— 

-tlizs:  1  5p=pl  j  5:^  -^- 

Vy    B    1     V    M                   V            v  ~ V — 

— 

Quattro  (per  quanto  fi  è  potuto  yedere)  cioè  la  Lunga, la  Breueja  Semibreue,&  la  Minima  :  Ma  la  Maf- 
fimaMr  non  effere  parte  propinqua  di  alcun  altro  fgur a, non  fi  può  alterare .  Similmente  la  Minima  è  fi- 
ne di  tale  alteratwne  :  efjendo  che  non  fi  puh  dimdere  in  due  parti  equali  :  percioche  fé  fuffe  altramentefareb- 
le  nonfolamente  agenteima  anco  patitine .  Onde  cafca  t^ilterotionefopra  quelle  fgure ,  che  fono  parti  pro- 
pinque delle  maggiori;  Ne  mai  alcuna  Paufa  cfittopofla  alla  alteratane  ;  Et  tale  ^Alteratane  fi  ntrom 
folamente  ne  i  Se<nu  di  bìift  mone;  0-  fi fa. per  il  dijfetto  di  yna  figurale  manca  al  compimento  del  nume 
ro  Temano .  Le  duefgure  minori  etiandio  pofìe  tra  le  due  maggiori,  poffono  effere  collocate  in  tal  maniero, 
(he  in  luivo  della  prima  fi  può  porre  la  fuo  Paufa;  ma  non  mai  la  feconda ,  come  hauemo  yeduto  :  percioche 
tempre  fi  raddoppia  lo  Seconda  fgura,tanto  nelle  fgure  legate,quanto  nelle  fciolte  ,&  non  mai  laprima.M* 
la  Nevre^zafiuero  il  Colore,&  fpejfì  'vo^e  d  Punto  di  diuifione  /caccia  tale  ^Alteratane, come  ha  mofìra- 
to,  Sidebbe  oltro  di  ciò  auertire,che  la  Perfetttone  delle  fgure  fi  può  confederare  in  tre  maniere;  Prima  per 
yirtù  deUe  Paufeidipoi  peryirtù  del  Segno  ;  fi  come  del  Circolo ,  onero  del  Semicircolo  :V  tomamente  per 
•Virtù  del  Punto  poflo  tra  efjo  arcolo,ouer  femicircolo .  Però  la  Mafeima,  &  la  Lungo  fempre  faranno  per- 
fette per  yirtù  delle  Paufe jiano  fottopofle  a  qualfegnofi  yogltano  ;  La  Breuefifà  perfetta  per  virtù  del  Cir- 
colo ;  &  la  Semibreue  per  yirtù  del  Segno  puntato ,  Onde  fi  debbe  notare,  che  Niunafgura  è  perfetta  per 
yirtù  delfe<nw,fe  non  lo  Breue,  &  la  Semtbreue  :  L'altre  poi,  che  fono  la  Ma  fimo ,  &  la  Lunga  fono  per- 
fette (  come  fi  è  detto  ~)  per  yirtù  delle  Paufe .  Oltra  di  ciò  fi  debbe  auatire  ,  che  tali  accidenti  fi  confedera- 
no, nonfolamente  in  quelle  cantilene,  che  fono  contenute  fotta  li  Modi,  Tempi ,  &■  Prolatiom  mojìrate  :  ma 

etìandio  in  quelle,  nelle  quali  fi  pane  la  Battuta  tnequale,che  nel 
Cap.  48.  chiamai  Trochatca  ;  &fe  àimoflra  anche  per  la  Cife- 
ra  ternaria  ,&per  la  binaria ,  &  la  nominano  Sesquìaltera  , 
come  liti  ho  commemorato  ;  &  fi  come  qui  fotta  fi  può  yedere; 
ancoro  che  li  Prattict  infeudino  tal  Battuta,  quando  pongono 

lefigurt 


L#_sv4.ltg-yv 


-2 


sefqnìaltera  maggiore . 


Parte. 


277 


# 


le  figure  tutte  nere ,fenza  alcuna  cìfera  ;  ma  allora  la  addimandano  Hemiolia,  eia  ti^iómi  parola  Greca  ,che 

tanto  yuol  dire  quanto  appreffo  di  noi  Sesquialtera,  &  allora  non  yì  accafea  alcuno  delli predetti  accidenti  : 

tmperoche  il  colore  leux  tutte  quefle  cofe;  come  qui  di  [otto 
fi  comprende .  Tal  Battuta  fi  yfa ,  non  folamente  neìli 
Sentii  del  Tempo  perfetto,  ouero  imperfetto  puntati,  &  ta- 
gliati :  ma  anche  nellt  /empiici ,  i  quali  fi  pongono  finza  i 
punti,  &  fenza  il  taglio .  É  ben  yero,  che  tra  quedi ,  &> 
quelli  fi  ritroua  qualche  differenza  :  che  nelli  tagliati  fenza, 

punti  fi  yfa  di  porre  la  Breue ,  &  la  Semibreue ,  l'yna  nel  battere ,  0*  l'alt ra  nel  leuare  della  Battuta  :  & 

rie  i  [empiici ,  la  Semibreue,  0*  la  Minima  ;  come  qui  fi  yede . 


Z3E± 


H— 


Hemiolia  maggiore , 


^glÌfe5;;Sl^|;i|Egi^g±^i=^E|| 


Sesquialtera  minore . 


Hemiolia  minore. 


Quando  li  Pi ■attici  pongono  la  Breue  &  la  Semibreue  nella  Battuta ,  tale  Battuta  j  o  Prolatione  chiamano 
Sesquialtera j  ouero  Hemiolia  maggiore  :  &  quando  pongono  la  Semibreue ,  &  la  Minima ,  la  nominano 
minore  :  Ma  bifora  auertirenel  comporre  le  cantilene ,  di  numerare  la  compofitìone ,  tanto  nelle  Sesquial- 
tere,  ouero  Hemiolie  maggiori,  quanto  nelle  minori , fecondo  il  modo,  che  ricercano  il  Modo,  il  Tempo,  0* 
la  Prolatione; fi  come  nel Cap.6j.  ho  moflrato  ;  &  di  porre  la  Breue,  &  la  Semibreue  contenuta  nella, 
Sesquialtera ,  o  nella  Hemiolia  maggiore  ,per  un  foto  Tempo  :  cofi  anco  la  Semibreue ,  con  la  Minima,  po- 
Jìa  nella,  Sesquialtera ,  ouero  Hemiolia  minore  ;fiapoi  fittopojìa  la  cantilena  a  qu.ilfegnofi  yoojia  ,  perfet- 
to ,  ouero  Imperfetto ,  che'lfifìa .  Et  perche  li  MuficiMiorto  alle  uolte  laffar  da  parte  non  filo  le  Paufe,  che 
fono  Inditiali ,  nelli  Modi  maggiore ,  &  minore  :  ma  alle  uolte  etiandio  notigli  accafea  di  porre  le  Effettua- 
li ;però  farà  auertito  il  Cantore ,  che  le  Perfettioni ,  0  Imperfettiom  fi  conofeono  alcune  uolte  da  alcuni  fe- 
gni ,  i  quali  fi  chiamano  Intrinfechi;  come  fino  li  Colori  ,&  li  Punti  :  concwfia  che  t  ali  fegni  fono  di  due  ma- 
niere ;  come  fino  li  nominati  ;  &glt  Etfrinfechi,che  fono  le  Paufe ,  li  Segni  del  Tempo,  &  quelli  della  Pro- 
latione .  Però  quando  fi  trotteranno  tali  Segni  intrinfechi , fi  potrà  giudicare  facilmente ,  fitto  qual  Modo  ,  o 
Prolatione  fiacompoft.ila  cantilena;  fi  come fi  può  giudicare  nel  [òttopoflo  Tenore,  efiercompoilo  fotto'l 
Modo  maggiore  ,<&>  minor  perfetto  ,percioche  nelle  figure  fottopofle  alla  perfezione  nei  [opra  nominati 
Modi  ,fi  trotta  il  Punto  di  Diuifione ,  £?*  quello  di  ^flteratione  ,&il  Colore  ;come  in  efjofi  ytde . 


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H-4 


Haueano  oltra  di  quefligli  ^Antichi  nelle  loro  compofitioni  molti  altri  accidenti ,  &  Cifere  di  più  maniere  : 
ma  perche  poco  più  fi  yfano  ,&  non  fino  di  ytile  alcuno  alle  buone ,  &  finoreh armonie  ;  però  laffare- 
mo  il  ragionar  più  in  lungo  difimil  cofe, a  coloro, che  fono  otiofi.,0*  che  fi  dilettano  difimilt  Cifere  più  di  quel- 
lo 3chefacemo  noi , 

Dell' Vtilc  che  apportano  li  moftrati  Accidenti  nelle  buone 
riarmonie .  Cap.     y  i. 

\vi  è  da  yedere,  auanti  chef  pafiipiù  oltra,di  quanto  ytilefiano  li  mojlrati  Scadenti 

"  alle  buone,  &  fonare  harmonie  :  ma  per  maggiore  intelligenza  (  pigliando  ilnoflropar- 

lan  alquanto  in  alto  )  c;  dibi fogno fitpere  ;  che  effendo  il  yero  Oggetto  delSentimento  il 

Cvpo,  che  lo  muoue  mediante  Corgano;m  quanto  tal  Corpo  è  confiderai  fecondo  dmerfi 

ragioni  di  mommenti ,  mene  a  porre  necefjariamente  nel  Sentimento  diuerfi  peffanze  : 

effendo 


27 


8 


Terza 


effendo  che  confederato  in  quanto  fi  puh  vedere, è  detto  Jrifibde,&>  non  fi  può  fentire  da  altro  fentimento;  che 
dal  VedereiEt  ime  fio  Or  getto  è  veramente  di  due  ni  Anitre:  conciofiache.,  onero  è  Prwcipalefi  come  ed  Co- 
lore,che  fi  vede  prima  di  ogn  altra  copi;  ouero  che  è  yAdequatojo  vogliamo  dire  Praport;onato;et  queflo  non 
è  il  Colore;&*fi  rifranti  in  molte  cofe, che  non  fono  colorate  ;fi  come  ed  Fuoco  J.t  Luna,  ti  Sole  ,  té  Stelle,& 
altre  cofe  fmdi.Quefto  Oggetto  per  talentone  non  ha  -veramente  prcpw  nome-.maf  dicefalamente  Vifbi- 
le,&°[otto  di  lui  fi  cutengono  tutte  quelle  cofe,chef  Tergono  per  il  Lume  ;  come  fono  tutti  i  Corpi  lucidi,  che 
fono  le  Stelle,  il  Sole, la  Luna,&  altri fimili .  In  quanto  tale  Oggetto  fi  può  vdire  ;  come  fono  le  Voci ,  £?•  li 
Suonili  chiama  Vdibtle,&  non  fi  puh  jentirt  da  altro  fentimento,  che  dall'adito;  dche  fi  potrebbe  anche  di- 
re de  ah  altri .  Quefli  Oggetti  fino  detti  Propij  fenfibdi  :  percioche  qual fi  voglia  di  loro  può  effer  comprefi 
da  vno  dalli  nominati  finimenti  folamente.E  ben  vero,che  fi  trauma  alcuni  Oggettivile  fi  chiamano  Com- 
muni^ quali  poffono  effer  comprefi  da  molti  fentimentifi  come  è  il  Mouimentoja  Quiete,d  Numero,  la  Fi- 
<rura,&o<r>n  Grande%^a,cheji  poffono  vedere, vdire,&  toccarexome  è manififìo .  Sono  etiandio  alcuni 
altri  Oo-o-etti  fenfbdi  per  accidente,!  quali  fono  qtiellijche  non  fi  poffono  fentire  fenon  col  mexo  di  vn  altra 
cofa;come  fono  li  Corpi  finanche  non  fi  poffono  udire  fenon  per  il  Suonojchefifà  nell'aria;  come  nella  Se- 
conda parte  ho  mofìrato  ;  I  quali  Oggetti  tanto  più  fonografi  alpropio  fentimento, &  tanto  più  fatti,  quan- 
to più  fono  a  lui  proportionati  :  Et  cofi  per  il  contrario  ;  come  fi  vedeJell'Occhio  noflro ,  ilquale  riguar- 
dando nel  Sole  è  off efo  :  perche  tale  Oggetto  non  è  a  lui  proportionato  ;   Et  quello,  che  dicono  li  Fi* 
lofofi  ,che  yno  Eccellente  fin fibile ,  fé  non  corrumpe  il  Sentimento ,  almeno  corrumpe  il  fio  jflrumettr 
ta,è  vero.  Se  adunque  t  Propij  oggetti  fenf  bili  non  fi  poffono  fintire , ne  giudicare  da  alcuno  altro  fin-. 
timentOjche  dal  loro  propio;come  il  Suono  dall'Vdito,  ti  Colore  dal  Vedere ,  &  cofi  gli  altri  per  ordine  ;  di- 
cami hora ,  di  gratta ,  quelli ,  che  tanto  fi  affaticano  .,  &  pongono  cura  di  porre  nelle  loro  cantilene 
tanti  intrichi;quale,&  quanto  ddetto,&  vtde  pofiino  porgere  al  fentimento  ;  &  fi  fono  più  vaglie,  &  più 
fonare  di  quelle, che  non  hanno  tali  cofe,  lequali  fino  fenon  vtfibili,&  non  cadeno  fatto  alcuno  fentimento, che 
fitto  quello  del  Vedere;nef  poffono  per  alcun  modo  vdire:  percioche  non  fino  Oggetti  communi,  come  fono  li 
nominali, che  poffono  effer  comprefi  da  molti fintimenti.Io  so  che  rifponderannofe  haueran giudicto,che  non 
danno  in  queflo  vtde  alcuno  :  percioche  quando  faranno  ndutte  ad  vii  mcdofemplice,  &  commune ,  fuori  di 
tali  cifere;tale,&  tanta  farà  l'harmonia,chefi  ode  in  quelle;quale,  &  quanta  è  quella ,  chef  ode  in  quefle . 
Se  adunque  non  fono  di  alcuno  vt  ile  per  l'acquifo  delle  buone  harmonie ,  ne  apportano  vtde  alcuno  alfenti- 
rnentc,a  che  effetto  aggiungere  obli<w,&  accrefccrfitftidio  al  Cantore  confmtli  cofejenxa  propofto  !  Perr 
che  quando  donerebbe  efjere  intento  a  cantare  allegramente  quelle  cantilene ,  che  lifonopropofìe ,gli  èdibifi- 
cno,che  (Ita  attento  a  confiderare  fmili  cìnmere,che  cadeno(fecondo  i  var'tj  accidenti  )  fitto  il  Modojotto  d 
Tempo, &  fitto  la  Prolattone;&  che  non  lafiipafar  cafa,chefia  dipinta,che  non  ne  habbia  grande  cunfider 
ratione:  effendo  chefifaceffe  altramente, farebbe  riputato^  dirò  cefi  )  vn  uffo,<&  vno  ignorante .  Et  fi  non 
danno  vtde  alcuno(come  veramente  non  danno)parmi  veramente  gran  pa%zja,che  alcuno  di  eleuato  inge- 
gno habbia  da  fermare  il  fio  fludio,  &ff elidere  il  tempo ,  &•  affaticarfi  intorno  afimili  cofi  impertinenti; 
Onde  configlieli  ciafcuno,che  maiidafje  da  vn  canto  quefle  cifre, &  attendtffe  a  quelle  cofe,  col  mexp  delle 
quali  fi  può  acqmftare  le  buone  ^fioatti  harmonie.  Dirà  forfè  alcuno ,  non  è  bella  cofi  vedere  vn  Tenore  or- 
dinato fatto  li  [e<rm  del  Alodo, del  Tempo, &  della  Prolatwne ,come  faceuatw  quelli  antichi  Mufci,  i  quali  ad 
altro  qua  fi  non  attendeuano  ?  Si  veramente, che  è  cofa  bellifima;  mafimamente  quando  è  ferino,  o  dipinto, 
&  mimato  anche  per  le  mani  di  vno  eccellente  finitore, &  mmiatore,con  ottimi  iugioftri,colori  fini,&  con 
trnfure  proportionate;&'  li  farà  a<r  giunto  alcuno  Scudo  {come  ho  già  veduto)  con  vna  Mitra,  o  Capello,  con 
qualch' altra  bella  cofa  appreffo  :  Ma  che  rileua  qutflo  ì  fi  tanto  farà  finora ,  o  finxa  alcuna  tratta  quella 
cantilenatile  haueràvn  Tenore fentto  femplicemente ,  &  filila  alcuno  intrico ,  ridutto  ad  vn  modo  facile; 
quanto  fi  fuffe  pieno  di  quefle  cofe .  ^Adunque fi  puh  veramente  dire ,  che  vn  tal  modo  di  comporre  non  fa 
altro,che  vn  moltiplicare  difjicultàfenxa  neccfità  alcuna, &  non  vii  moltiplicar  l'harmonta;&*  che  tal  co- 
fi fi  fi  finxa  vtde  alcuno  pai  che  vanamente  ji  moltiplicano  le  cofe  finxa  alcuna  necefità;come  vuole  il  Fi- 
lofi  fi  :  Perche  ef encto  la  Mufca  faenza  Jaqual  tratta  de  1  Suoni, &  delle  Voci, che  fono  Óg getti  propij  del- 
l'Vdtto;và  (b\  calando  folamente  d  concento  (  come  dice  ^Ammaino  )  che  nafee  dalle  chorde ,  &  dalle  voci; 
&  non  confiderà  tante  altre  cofe. La  ondeparmi  che  tutto  quello,che  nella  Mufca  fi  vàfpeculando,  &  non 
fi  tndriccia  a  tal  fine  fa  vano ,  &•  inutile  :  canciofia  che  effendo  fiato  veramente  ritrattata  la  Mufca  non  ad 

altro 


Parte.  279 


altro  fne,che  per  dtlettare,&  per  giouare;niun  altra  cofahapoffanza;dalleVocì;&  dalli  Suoni  infioriate 
nafcono  dalle  chorde;lequalt  (  come  stmaginò  ^AurelioC  afeiodoro  )fono  in  tal  maniera  nominate  ;peraoche 
tnuoueno  i  Cuori;come  lo  dimoftra  co  molta  gratta  con  quede  due  parole  latine  Chord#,et  Corda  ;  &  per  tal 
viafentimo  tlpiacere,&  ilgiouamento,che  noi  pigliamo  nell'vdtre  l'H armonie, &  le  Melodie .  Conclude- 
remo adunque  da  quello, chef  è  detto;  che'l  modo  di  comporre  in  tal  maniera  non  folamente  nonfia  vide:  ma 
anco  dannofo,per  la  perdita  del  tempo ,che  èpiùpretiofi  d'agii  altra  cofa;  &  che  li  Punti,  le  Linee,  i  Circoli, i 
Semicircoli,&  altre  cofe  fintili, che  fi  dipingono  in  carte, fono  fttopofìe  atfentimento  del  Vedere,  <&*  non  a 
quello  dell'Vdìto ;  &  fono  cofe  confiderate  dal  Geometra  :  Ma  li  Suoni,  &  le  Voci  (  come  quelli ,  che  "nera- 
mente fono  ilpropio  Oggetto  dell'Vdìto ,  da  i  quali  nafce  ogni  buona  Consonanza ,  &  ogni  H armonia)  fono 
principalmente  dal  Mufeco  confiderate  :  ancora  che  confederi  per  accidente  etiandio  molte  altre  cofe .  Vorrà 
forfè  alcuno  qui  riprendermi ,  &  hiafimarmi  ;  atte/o  che  molti  dotti ,  &  celebrati [limi  Mufci  antichi ,  de  i 
quali  il  nome  loro  ancora  uiue  apprefjo  di  noi,  habbtano  dato  opera  ad  un  tal  modo  di  comporre .  Dico  a  que- 
Jlo,  che  fetali  bìaftmatorì  confederar  anno  la  cofa,non  ritrattar  anno  maggiore  vtile  nelle  lor  compofetiont  in- 
mluppate  in  tai  legami,di  quello,che  ritrouarebbeno  fé  fu/fero  nude,  &  purefenza  alcuna  dtjficultà  ;  Et  ve- 
drannojchefe  dolgono  agran  torto;<&  comprender  anno, loro  effer  degni  di  riprenfeone,  come  quelli,  chef  op- 
pongono alyero  :  Peraoche  fé  bene  gli  sfatichi  feguitarono  vn  tal  modo  ;  conofceuano  molto  bene ,  che  tali 
accidenti  nonpoteuano  apportare  alcuno  accrefctmento ,  o  dimtnutione  di  harmonia  :  ma  dauano  opera  afe- 
mtli  cofe,  per  moUrare  di  non  effere  ignoranti  di  quella  Theorica,  che  da  alcuni  otiofe  Speculatmi  de  quii  tem 
pi  era  flato  poda  m  Tifò  :  Effendo  che  allora  la  cofa  era  già  ridutta  a  tal  fine ,  che  la  parte  Speculatiua  della 
fcien%a,confefleuapiù  tofìo  nella  fpeculatione  de  fimdi  accidenti,  che  nella  confederatione  delli  Suoni,  &  del- 
le Voci ,  &  delle  altre  cofe  moflrate  nella  Prima ,  &  nella  Seconda  parte  di  qttefle  mie  fatiche .  Et  di  ciò 
finito  fede  molti  Libri  comporli  da  diuerfe  autori ,  che  non  trattano  fé  non  di  Circoli,  &  Semicircoli  ;  punta- 
ti, <*7*  non  puntati  ;  interi,&  tagliati  nonfolo  yna  yolta,ma  anco  due;  ne  i  quali  fi  yeggono  tanti  Punti,tan 
te  Paufe, tanti  Colon, tanti  Cifere,  tanti  Segni, tanti  Numeri  cotra  numeri, et  tante  altre  cofe  frane;  che  paio- 
no alle  yolte  Libri  di  vn  o  intricato  mercatante.  Ne  altro  fi  legge  in  cotedt  loro  libri,che  poffa  codur  l'huomo 
alla  intelligenza  di  alcuna  cofa,che  cafchifotto'lgiudttio  delfenfo  dell'V dito;come fono  le  Voci,o  li  Suoni,da  i 
quali  nafcono  le  H armonie, et  le  Melodie, che  le  cofe  nominate.  Effe,  bene  yiue  ancora  honoreuolmete  il  nome 
di  alcuni  Mufect  appreffo  di  noi;nofe  hanno  però  acqmjìato  riputatone  alcuna  con  tali  chimere:  ma  con  le  btto 
uè  harmonie,&  harmoniofe  concenti, i  quali  fi  odeno  nelle  loro  copofetwni.  Et  quatunquemefcolaffero  in  quel- 
li tali  intrichi  ,fe  sforzarono  anco, fé  non  con  la  fpeculatione, almeno  aiutati  dal  lorogiudttio,dt  ridurre  le  loro 
Harmonie  a  quella  yltima perfezione, che  dare  lepoteuano;  ancora  che  da  molti  altre  fuffe  male  intefa ,  & 
malamente! 'fata;  dilche  ne  fanno  fede  molti  errori  commefi  da  i  Franici  compofetori  nelle  loro  compofetto- 
tii .  Quanto  poi  alle  Ragioni ,  cioè  in  quanto  alla  Speculattua;pochi  fi  yedeno  efler  (lati  quelli ,  che  habbiano 
tenuto  la  buona  flrada  :  conciofeache,oltra  quello,  che  fcriffe  Boetto  in  lingua  latina  di  tal  faenza, che  fi  troua 
anco  effere  imperfetto;  non  fi  troua  alcuno  (  laffando  il  dotto  Fr  anchina, &  il  Fabro  dapulenfe  da  vn  canto, 
i  quali  fono  datijipuò  dire, commentatori  di  Boetto  )  che  habbia  procedevo  più  altra  speculando  intorno  le 
cofe  appartintnti  alla  Mufeca,ritrouado  le  yere  Proporttoni  de  gli  wterualli  Mufecali;  da  Lodouico  Fogliano 
Modenefe  in  fuori;  tlquale  hauendo  forfè  confederato  quello,che  Tolomeo  lafìò  fermo  del  Diatonico  fintano,  fi 
affatico  nelfcrtuere  yn  yolume  latina  in  tal f acuità  ;  per  mojìrare  con  ogni  yerità  le  yere  Proportioni  deìlt  no 
minati  tnterualli .  il  reflo  poi  delli  Mufect  Theonci, dando  a  quello, che  fcriffe  Boetio  intorno  afimtlt  materie, 
no  yolferofa  non  poterò  p  affare  più  oltra:mafe  diedero  afcrtuere  le  cofe  moferateje  quali  chiamarono  del  gene 
re  Quantit  attuo, che  fono  contenute  nel  Modo,  nel  Tempo, &  nella  Prolatione  ;fe  come  nel  Recaneto  di  mu- 
ta, nel  Thofcanello ,  nelle  Scintille,  £?*  in  mille  altri  libri  fintili fe 'può  yedere .  Et  di  più  fi  trottano  anco  fe- 
pra  tali  materie  "Varie  opinioni ,  &  dijputationi  longhfime ,  da  non  venire  mai  alfine .  Sii  trottano  ettandio 
molti  Trattatt,&  molte  apologie  di  alcuni  Mufect, feruti  contra  alcuni  altri,  ne  i  quali  {fe  bene  fi  leggeffe- 
ro  mille  fate  )  dopo  letti,  riletti,  &  eff aminati,  nanfe  ritroua  altro ,  che  infinite  villanie ,  &  maledtcentie  , 
&  poco  di  buono  ;  di  maniera  che  è  yn  {lupare,  Ma  veramente  codoro  fono  anco  efcufabth  :  percioche  fe  co- 
me al  tempo  di  Socrate,  &  di  Platone  erano  li  Soffi,  co  fi  anco  fi  trouauano  cofloro  a  quei  tempi,  i  quali  era 
no  (limati  tanto,  quanto  erano  li  Soffi  nella  età  loro .  Et  tanto  fe  effercitaua  allora  queflogenere  Quantita- 
tiuo,  che  fe  può  veramente  chiamare  vfrte  foffewa  nella  Mufeca ,  &  tali  Mvfeci  Soffi  ;  quanta  li  Soffmi 

attempi 


3 


200 


T 


erza 


a,  i  tempi  delti  nominati  Filofofì .  La  onde  douemo  di  continouo  lodare,®  r'tngr  aitare  Dio,che  a  poco  a  poco 
(  non  so  in  che  maniera  )  tal  cojafafpenta  ;  ®>  che  ne  habbia  fatto  -venire  ad  una  età,nella  quale  nona  at~ 
tende  ad  altroché  alla,  moltiplicatione  delh  buoni  concenti,®'  delle  buone  Melodie . 

Delle  Chorde  communi,&  delle  Particolari  delle  cantilene 
Diatoniche,  Chromatiche,  &  Enharma- 
niche  .  Cap.  y  a. 

AVE  NDO  io  fin  hora  ragionato  intorno  quelle  cofe,che  appartengono  alla  compofi- 
tione  ddle  cantilene  delgenere  DtatomcoJ  ragioneuole  (  per  non  lajjare  in  dietro  alcuna, 
co  fa  degna  di  confiderattone  )  ch'io  ragioni  vn  poco  intorno  gli  altri  generi ,  che  fono  il 
Chromatico,®  lo  Enharmomco;  maflimamente perche  hovgidi  alcuni  Prattici  molto 
fi  affaticano,®*  pongono  ogni  lor  cura  per  yolerlt  porre  in  yfa .  Ma  inanti  ch'io  yema  a 
ragionar  cofa  alcu)ta,parmi  che  farà  ben  fatto  Ridurre  le  Chorde  di  ciafcuno  di  quefli  tre  generi  a  i  hwhi  lo- 
ro per  ordine  tra  le  yfate  linee,®  fpat'ij, fecondo  il  modo,che  tengono  cosloro;  ®  moflrare  tutte  quelle ,  che 
fono  Communi,et  ferueno  a  ciafcun  genere, &  anco  le  Particolari;acaoche  più  facilmente  fi  habbia  da  inten- 
dere quello,che  Dattero  da  dire .  Onde  fi  de  fapere,che  ritrouandof  nel  Stilema  mafimo  di  ciafcun  genererà 
Proslabanomenos  a  Netehyperboleon,Diaotto  chorde,  diuìfe,®  ordinate  in  cinque  Tetrachordi;  come  etia- 
dio  moftra  Boetio-.alcune fi  chiamano  Naturalt,et  Effettuali  del  genere,®*  alcune  ^Accidetalu  Le  Naturali 
fono  quelle,che  fono  contenute  tra  i  quattro  Tetrachordi,hypaton,mefe,diezeugmenon,  ®  hyperboleon,®* 
le  ^Accidentali  quelle,  che  fono  contenute  nelTetrachordofynemennon  .  Et  quefleft  nominano  ^Accidentali  : 
percioche  fono  collocate  tra  le  prime  per  accidente;  come  fi  può  comprendere  :  effendo  che  poche  di  loro  fi  tro- 
iano,che  hahbiano  corrijftondenza  con  alcuna  altra  chorda  ,pofla  tra  Proslabanomenos,  ®  Mefe  per  una 
Diapafon, come  hanno  quelle  degli  altri  Tetrachordi,diezeugmenon,®  hyperboleon;anzi  molte  di  loro  non 
fono  differenti  da  alcune  chorde  di  quefli  due  Tetrachordi,fe  non  nel  nome .  Di  maniera  che  le  chorde  natu- 
rali,® effettuali  di  ciafcun  genere  -vengono  ad  efere  Quindeci,®  Tre  fi  trouano  effere  le  accidentali  :  con- 
ctofa  che  la  chorda  Mefe  è  tifine  del  Tetrachordo  mefon,et  il  principio  del  Synemenon;  come  in  più  luoghi  fi 
può  yedere .  Et  benché  tali  chorde  fianojlate  denominate  fecondo  l'ordine  mofìrato  nel  Cap.  z  %.della  Secad* 
parte  ;  di  maniera, che  in  quanto  alla  loro  denominatone,  non  fi  ritroua  alcuna  differenza  dalla  Parhypate , 
®  dalla  Lychanos  delDiatomco,da  quelle  del  Chromatico,®  deU'Enharmomco;  tuttauia  quando  ciafcun* 
di  loro  è  collocata  in  yno  ifìrumentofono  differenti  in  quanto  alla  pi fittone, mero  in  quanto  alfto  :  conciofta 
che  l'rnafiapiù  yerfo  tlgraue,o  yerfo  l'acuto  dell'altra  ;  come  fi  può  yedere  nella  Parhypate  enharmomca, 
laquale  è  più  grane  della  Parhypate  degli  altri  due  generi  ;  ®  fmilmente  nella  Lychanos  diatonica ,  che  è 
più  acuta  della  Lychanos  chromatica,®  della  enharmonica  ;  come  nel  Cap.  3  8.  della  Seconda  parte  fi  può 
comprendere .  Onde  accwche  mamfefìamente  appari,  quali  pano  le  chorde  Propie ,  ®  Naturali  ;  ®  quali 
le  ^Accidentali  ,®le  Communi  di  qualunque  de  1  tre  nominati  generi  ;  porrò  tre  ordini  di  chorde  :  il  primo 
delli  quali  conteneràfnlamente  quelle ,  che  ferueno  al  Diatonico,  fenza  porli  alcun  altra  chorda,  che  fa  (  dirò 
cofiffirefìiera;®  le  ridurrò  nell'ordine  commune  yfato  da  i  Prattici.  il  fecondo  cotenerà  quelle, che  ferueno 
al  Chromatico;anchora  che  ne  ntrou<tremo  molte  tra  loro,che  faranno  communi  a  ciafcun  genere  :  ma  non 
faranno  pero  particolari  diatoniche, ouero  particolari  enharmoniche  ;  Etmquefto  ordine  potremo  cono/cere 
le  particolari  chromatiche  dalle  particolari  degli  altri  due  generiipercioche  far  ano  tutte  fegnate  col  %,  ®* 
le  communi  far  anno  fenxa.  Et  fé  bene  le  chorde  b ,  ®  \j  fanno  in  quefìo  genere  il  Tetrachordo  Syne^ 
mennon, non  far  anno  però  particolari, ma  communi  a  ciafcuno  genere  :  perche  tal  Tetrachordo  fi  congiunge 
olii  quattro  primi  per  acadente,  come  ho  detto .  il  terzo  ordine  poi  confetterà  quelle  chorde  ,  che  ferueno  al- 
lEnharmonico,  nel  quale  ntroitaremo  le  chorde  particolari  di  que  fio  genere,  che  faranno  fignati  con  queflo 
Jcvno  X ,  a  deferenza  di  quelle, che  fono  particolari,  ®  anco  communi  de  vii  altri  due  generi ,  come  fi  può 
yedere  ne  1  folto  pofli  ordini .  Onde  le  chorde  particolari  di  quefli  generi  faranno  tattile  :  Primieramente 
la  Terza  chorda  di  ogni  Tetrachordo  del  primo  ordine, procedendo  dalgraue  all'acuto  farà  particolare  dia- 
tonica :  Dipoi  li  Terza  d'ogni  Tetrachordo  pojìo  nel  fecondo  ordine  Jegnata  con  queflo fegno  %  farà  partico- 
lare 


Parte . 


28 


1 


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3r 


Tetr.hypaton.    Tetr.Mefon.    Tetr.diexeug.  Tetra.hyperboleo.    Tetra.  Synemenon . 


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tt: 


OJiDINE  DIATONICO. 

Tetra.hypaton.        Tetra.MeJon.    Tetra.diexeng.  Tetra.hyper.      Tetra.Synemeno. 


35- 


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1 


'ORDINE  CHROM^fTICO. 


Tetra.hypaton.    Tetra.Mefon.  Tetra.diezeug.  Tetrahyperb.  Tetra.Syuemenon, 


9r- 


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... .. _*.<& 


ORDINE  EN  [INARMONICO. 


lare  chromatica-.Ma  ogni  Seconda  chorda  di  ogniTetrachordo  del  Terzo  ordine  fegnata  con  falcifera  X 
farà  particolare  Enharmonica;  L'altre  poijche  non  faranno  fegnate  con  alcuni  di  quefli  caratteri  faranno  co- 
muni a  ciafcuno  delli  nominati  Genen.Etfe  bene  tali  ordini  fono  rifretti  in  poche  chorde, tuttauìa  fi  potranno 
far  mag  non  fecondo  che  tornava  commodori  come  fin  hora  nelle  cofe  della  Prattica  è  (lato fatto  dalli  Com- 
pofitorucome  fi  può  yedere  nelle  loro  cantilene .  Ne  alcuno  de  prender  marauiglia ,  ch'io  habbia polio  in  yfo 
cotalfegno  X  ,  forfè  non  più  vftto  per  auanti  :percìoche  non  ho  ritrouato  fegno  più  commodo ,  che  fa  fla- 
to poflo  in  yfo  da  alcuno ,  col  mexo  del  quale  potefii  moflrare  la  chorda  Enharmonica,  &  lo  1  nteruallo,  fuo- 
ri chequeflo.  Ma  fé  è  lecito  olii  Filofofi  (  come  yuole  lAriflotele  ne  1  Predicamene  )  di  fingere ,  0  di  com- 
porre nuoui  Nomi,per  manifedare  1  loro  concetti;perche  non  è  anco  lecito  al  MuficoAi  rttrouare  nuouiferm, 
per  manifejlar  quelle  cofe,che fanno  alpropofito  delle  harmomtftanta  pm,che  (  come  è  noto  ad  ognijìudiojo  ) 
la  Mufica  è  parte  della  Ftlofofia  . 

Se  li  Due  vltimi  Generi  fi  pofTono  vfare  femplici  nelle  lor  chorde 

naturali.fenza  adoperare  le  chorde  particolari  delli 

Generi  moftrati.  Cap.  75. 

O  credo  fin  hora  hauer  ragionato  tanto  intorno  al  genere  Diatonico, che  ciafcuno  può  com- 
prenderete tal  Genere  fi  pofja  -vfare  perfettamente  nelle  fue  chorde  naturali,  ouer amente 
non;Però  effendo  talcofa  mamfefla,miparfuora  di  propofito  fopra  di  ciò  farne  più  paro- 
la .  P 'affando  adunque  più  oltra ,  cederemo  fe'l  fi  potrà  fare  l'tfìeffo  negli  altri  due  Ge- 
_  neri ,  fenxa  adoperare  le  chorde  particolari  di  yn'altro  ,  ^  fenxa  la  perdita  di  molte 

confinante  ,  che  fanno  alla  generatone  delle  perfette  harmonie .  llche  potremmo  conofcere  facilmente  da 
queflo-.Concwfiache  fé  noi  pgliaremo  per  Soggetto  della  copofitione  ilTenore  poflo  qui  difotto,che  è  del  Pri- 
mo modo,cotenuto  tra  le  chorde  naturali  del  genere  Diatonìco,no  è  dubbio  alcuno ,  che  fé  lo  -vorremo  accom- 
modare  ad  "vna  cantilena  di  Quattro ,  &  di  più  -voci  ,  noi  potremmo  procedere  dal  principio  al  fine 
per  le  chorde  naturali  di  quefìo  genere  per  ogni  yerfo  ,  fenxa  toccare  alcuna  chorda  particolare  de 
gli  altri  Generi  ;  come  ciafcuno  potrà  yedere  .  Ma  fé  lo  yorremo  ridurre  nelle  chorde  Chromatìche, 


fet± 


30:5: 


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feS; 


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i      fìi     a       ni  mam  me     am     Do  mi     ne     ne  pe     ri     ret. 

N         che 


8 


252 


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erza 


che  peranno  le  contenute  nel  fatto  poflo  Tenore;  ognuno,  che  hautrà  giuditio  potrà  cono/cere  ,  ciò 
tffere  imponibile:  Conciofiache  quando  non  fi  -vorremo  punire  dalle f uè  chorde  effettuali ,  contenute  nel 


W 


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■x  Ih-»- * ■■»■ >x -♦  *jfc — *S  S  - ' ** 3k^- * -»-» 
^afczziz: ;~iOS: — — ~ — ~7z^==r|t3pt 

E    ru         i  ili  d  ni      mam       me  am        Do  mi  ne  nepe        ri       ret. 

Secondo  ordine  moflrato,&  aflenerfi  di  por  mano  alle  chorde  particolari  degli  altri genen;ritrouaremo,che 
molte  chorde  di  quefto  Tenore, non  potranno  hauere  quelli  accompagnamenti  perfetti ,  che  ricerca  o<rni  per- 
fetta compofitione .  La  ondefen^a  alcun  dubbio  potremo  comprendere, che  in  talgenere  non  fi  potrà  compor 
re  perfettamente  alcuna  cantilenaci  come  alcuni fi  hanno  fognato-.oltra  che  ritrouaremo  etiandio  alcune  mo 
dulationi  molto  tirane, li  cui  interualìi  faranno  molto  lontani  dalle forme ,  che  fono  contenute  nel  Numero  fa- 
tioro.Ma  lafaamo  quedo:  percioche  credo  chefia  mamfeilo  a  tutu  quelli,che  hanno  intelligenza  dell'arte, 
etpafiamo  alÌEnharmomco,che  noi  Tederemo  quanto  poco fapienti  fiano  flati  quelli,  che  hanno  detto  ,che fi 
può  comporre  in  quefìo  genere  qualfi  yoglia  cantilena,  non  fi  partendo  dalle  fue  chorde  propie ,  (J7*  naturali, 
(en%a  hauere  aiuto  alcuno  dalle  chorde  particolari  degli  altri  generi  :  percioche  riducendo  il  moftrato  Tenore 
nelle  chorde  Enharmoniche  in  quefla  maniera;  fé  non  fi  Dorrà  paffare fuori  delle  chorde  moflrate  nelTerxs 


*rtì£  x:3r±z±:  x  :^:^:-^z===§:^r:  x  3£±r;x  ifcS 


a     ni  mar»  meam  Do  mi 


ret. 


E  rtt    i     ili       a     ni  mammeam  do  mi  ne  ne         pe 

ordine;ritrouaremomoltefgure,che  non  fi  potranno  accompagnare  in  modo,  che  dipoi  accompagnate  fi  odi 
ìharmoma  perfetta,come  ricercano  le  buone  ,J 'onore ,  &  pe>fette  compofittoni  ;  ÌArrx.i  ritrouaremo  molte 
chorde, che  non  potranno  hauere  quelle  confinante  ,che fi  defiderano  :  Et  fi  pur  l'haueranno  in  alcuni  luoghi, 
far ■ànecefj arto, che  le  parti  cantino  in  tal  maniera, che  rendtno  ingrato, &injoauefuono  alle  orecchie  de  gli 
afcoltanti  ;  come  la  ejferienza  fempre  ce  lo  farà  -vedere .  Potemo  adunque  concludere ,  che  è  imponibile  di 
potere  yfare  fempheemente ;&  da  per  fé  queili  due  generi  vltimi,di  maniera jche  vifia  l'harmonia  perfetta, 
fenxa  l'yfo  delle  chorde  particolari  di  alcun' altro  genere. 

Che  la  Mufica  fi  può  vfare  in  due  maniere,&  che  le  cantilene,che 

compongono  alcuni  dei  moderni,non  fono  di  alcuno  delli 

nominati  Generi .  Cap.  74. 

?  <>fN  DOSI  la  Mufica  in  due  maniere, cioè  nel  modo  che  la  vfauanogli  ^Antichi, co- 
me ho  mojlrato  nella  Seconda  parte,&  di  nuouofon  per  dtmoilrare;  &  nel  modo  che  la 
yfano  i  Moderane  da  notare, che  quando  alcuno  la  yoleffe  yfare  nelprimo  modo,  non  fa- 
rebbe imponibile,  chepotefje  offeruare  tutto  quello,  che  offeruaronogli  ^Antichi  nelle  lor 
melodie  :  Ma  quando  la  yoleffe  yfare  fecondo  il  modo  de  i  Moderni,  con  la  moltiplicato- 
ne dt  molte  parti,  &fare  che  in  efjafi  vdiffe  l'harmonia  perfetta  ;  quantunque  volta  pigltaffe  quefla  impre- 
fa,&  yoleffe  porre  in  yfo  li  due  moflrait  Generi,  fi  affaticarebbe  in  y ano, come  fi  può  comprendere  da  quel- 
lo,chefi  è  detto  nel  Capitolo  precedente  ;  mafìimamente  non  fi  volendo  partire  dalli  precetti  dati  dalli  anti- 
chi Prattici,&  da  me  mofìrati  di  [opra,  nel  comporre  le  cantilene .  Et  fé  bene  alcuni  hanno  opinione  di  com- 
porre a  i  noflri  giorni  le  antiche  harmome  chromatiche,&  le  Enharmomche;non  è  però  cofi ,  percioche  at- 
ramente paffano  i  termini, &  non  yfano  quelle  cofe,che  cuncorreno  alla  compofitioue  loro,chefono  l'Harmo 
nia,il  Numero,et  le  Parole  pofle  mfieme.Ne  follmente  fi ferueno  delle  chorde  propie  dt  quel  genere,  del  qua- 
le dicono, che  è  la  compofitione;ma  etiandio  di  quelle,  che  fono  propie,  &  ferueno  particolarmente  agli  altri 
generi,&  dt  alcune  altre, che  fono  al  tutto  forefltere  ,<&  vfaiw  anco  molti  intervalli  diatonici, et  modulationi 
tanto frane, qiuito  fi  polla  direnarne  fono  interuallt  di  Tntoni,Semidiapentt,et  altri  fimtli,t  quali  dagli  an- 
tichi erano  molti  fchiuati:percioche  non  follmente  ojfendeno  ilfentimetoima  anche  cotradwono  alla  ragione; 

come 


Parte.  285 

come  nelle  loro  compofitionifi  può  infiememente  udire ,  &  vedere  ;  Lequali,per  non  contenere  alcuna  delle 
già  dette  cofe  ,non  fi  poffono  chiamare  compofle  in  alcuno  di  quefli  due  generiche  vftuano  già  li  Mufici  an- 
tichi ;  ma  in  genere  ritrattato  ,&  fatto  ad  vn  modo  loro,multo  conforme  a  i  loro  capricci . 

Che'l  Diatonico  può  procedere  nelle  fue  modulationi  per  gli  inter- 

nalli  di  Terza  maggiore,o  di  minore;  &  che  ciò  non  faccia 

variatione  alcuna  di  genere.  Cap.  j  ^. 


T  quantunque  fi  accorgino  di  non  hauere  alcuna  ragione  firma ,  per  laquale  pofiino  mo- 
ftrare,che  le  loro  compofitionifianopure  Chrom  anche, ouero  Enharmoniche  ;  tuttauia  fi 
sforzano  di  prouare ,che fia  cofi  infìtto ,  col  dire,che'l  Diatonico  procede  per  due  Tuoni, 
&  -vn  Semituono  per  oginfuo  Tetrachordo  ;  il  Chromatico  per  due  Semituoni  ,&vno 
__    Tnhemituono,che  è  la  Terza  minore  ;  &  l'Enharmonico  per  due  Diefu,  &  vno  Dito- 
no,che  è  la.  Terza  mag-  giore  :  &  che  no  potendo  il  Diatonico  procedere  per  il  Ditono,ne  meno  per  il  Semidi- 
tono;  fegue,che  quando  fi  vfano  tali  interuaRi ,  la  cantilena  venght  a  Tartare  il  Genere  .   Queflo  loro  argtt- 
mento  veramente  concluderebbe, quando  quello  ,che  dicono, fuffe  vero:  ma  fecondo  il  miogiuditto  parmi  ,  che 
$  incannino  :  conciofiache  ritrouandofi  nel  Diatonico  tutù  quefli  interualli  ,fi  come  nella  Seconda  parte  in 
più  luoghi  hauemo  veduto  ;  non  è  inconueniente  ,che fi  pojìino  vfare  alle  volte  in  tal  genere  ,fenza  effere  tra- 
me%ati;ne  per  queflo  la  cantilena  viene  ad  effere  Chromatica,  ne  Enharmomca ,  come  fi  penfano  :  Effendo 
che  quando  fi  vfano  in  cotal  maniera,  non  fi  vfano  come  Elementi ,  o  Semplici  parti  di  tal  genere ,  ma  come 
■Mtfli  ,  0  parti  compofle  de  i  primi  interualli ,  che  fono  cotah  Elementi .  Et  che  queflo  fa  vero  ,fi  può  com- 
prendere da  quello ,  che  dice  Boetio  nel  Cap.  i  5.  del  Primo  libro  della  Mufica ,  tlquale  parlando  in  queflo 
propofito  dice;  che  anco  fi  può  chiamare  Trihemituono  ilTuono,  &  ti  Semituono  nel  genere  Diatonico  ;\ma 
■non  è  Incumpoflo  :percwchefifà  di  due  interualli .  Di  modo  che  fi  può  vedere  (  comeetiandto  ho  moflrato 
nella  Seconda  parte  )  che  Boetio  piglia  tlTrthemituono  tncompofto  per  Elemento  del  genere  Chromatko,& 
nel  Diatonico  lo  piglia  per  vn  Miflo,  0  Compoflo  di  due  elementi ,che  fono  il  Tuono,  &  lo  Semituono  :  llche 
fi  può  anco  dire  del  Ditono  nel  diatomco,che  è  Compofto,&>  nofempltce;  &  nell'Enharmomco  è  Incompoflo, 
cioè  Elemento  di  tal  genere .  Ma  anco  meglio  fi  comprende  da  queflo, che  quando  parla  di  cotali  Interualli, 
fempre  dice,Chefi  chiamano;  ne  mai.dice,chefiano  Incompojli  :  percwche  molto  benjapea,che  li  due  vlttmi 
generi  pigliauano  1  loro  Interualli  (  come  fi  dice  )  ad  impreflido  dal  Diatonico  ;ft  come  in  molti  luoghi  nella 
Seconda  parte  fi  è  potuto  vedere .  N  e  può  effere  inconuemente ,  che  dalli  Semplici  fi  foffa  paffare  allt  Com- 
porli :  percwche  cofi  porta  l'ordine  delle  cofe  :  Ma  ben  farebbe  imponibile,  quando  dalli  Semplici ,  oueru  Ele- 
menti fi  voleffe paffare  ad  altre  cofe  pwfempltci  nell'tjleffo  genere  ;  come  per  effempio  vedemo  nelle  Lettere, 
delle  quali  fi  compongono  tutte  le  Parole;  che  volendo  paffare  a  cofe  più  fempltct  di  quello,  che  fono  loro ,  non 
-èpoftbile  -.percioche  nel  loro  genere  non  fi  troua  alcuna  cofa  ptufemphce .  Ne  veramente  è  imponibile ,  che 
rima  cofa  Compofla  in  vn  genere  fa  Semplice  ,  ouero  Elementale  in  vn  altro  :  conciofia  che  in  vn  genere  fi 
poflfa  confiderare  ad  vn  modo ,  &  in  vn  altro  ad  vii  altra  maniera .  La  onde  non  è  errore ,  che'l  Trihemi- 
tmnojér  lo  Ditono,chefi  trottano  nel  Diatonico  copofli,fiponghino  negli  altri  due  generi  per  Elementi .  Et 
fé  bene  quefli  due  interualli  non  fi  trouano  nelgenere  Diatonico  incompofti  in  atto,  fono  tuttauia  in  potenza  : 
-effendo  chefìpoffvno  ridurre  a  tal  modo  facilmente  ;  altramente  tal  potenza  farebbe  vana .  Et  ciò  non  debbe 
parer flrano-.perche  fi  come  l'Huomo  è  animai  rifibile,  &  nodimeno  fempre  non  ride  in  atto  ;  cofi  nel  genere 
Diatonico  non  fempre  fi  procede  per  Tuono,  Tuono,  &  Semituono  per  ogni  fuo  Tetrachordo .  Onde  dico, 
th  e /  paffare  da  vn  genere  all' altro, non  fi  può  intendere, quando  fi  vfa  li  Compofli,i  quali  ferueno  per  Elemen 
ti  di  vn  altro  genere:  ma  quando  fi  vfano  li  Semplici  interualli ,  che  fono  prop'q  ,&  fi  adoperano  partico- 
larmentein  quel genere, che  non  fi  poffono  ritrouare  ne fempltct, ne  compojh  in  vn  altro.  Però  non  varrà 
la  con fequenza, che  fanno  cofloro  dicendo  ;  In  quefla  cantilena  fi  troua  l'mteruallo  del  Ditono ,  &  quello  del 
Semidìtono,poflifenzdalcunmezo;adunqueèchromatìca,ouero  Enharmomca  ,  Ala  fi  bene  varrà  a  dire, 
Quefle  cantilene  procede  per  il  Semituono  minore  ;adunque  è  Chromatica:et  quefla  procede  per  Diefis;  adun- 
:       ....  Ni  quei 


284  Terza 


que  è  Enarmonica  ;  fi  come  vale  a  dire,  Queflo  è  animale  rationale  ,&<  mortale  ;  onero ,  Queflo  è 
nfibde  ;  adunque  è  Huomo  ;  effendo  che  la  differenza  è  quella  'f'cofhtmfce  la  Specie  :  fi  come  quefle 
vltime  differenze  del  Semituono ,  &  del  Diefts  ,  che  fono  proprie  di  quegli  due  generi  .  La  onde  è 
da  fapere ,  che  gli  interualh  ,  che  fi  trouano  ne  i  Tetrachordi  diatonici  ,  fi  pojjono  confiderare  in  due 
modi  ;  cioè  Semplici  ,come  fono  li  poco  fa  nominati;^  Compofli, come  fono  quelli  di  Terza  maggiore ,  &  di 
minore  :  il  perche  confiderai  con  alcun  fuono  mezano, fi  potranno  chiamare  infume  con  li  Crea  Siflemati, 
quafi  comple/ìioni  ,ouero  ordinate  compofitioni  ;  &  confderatt  fenza  mezo  alcuno  ,fi  potranno  dire  Dia- 
demati ,  cioè  lpaCÌj,ouero.interualli .  Sarebbe  veramente  gran  pazzia  a  credere,  che  noi  hora ,  &  manti  a 
noi  gli  antichi  guatiti  chefuffero  in  vfo  gli  altri  due  generi ,  non  potefiino  v fare  fé  non  Tua  fòrte  di  internai- 
li  minori ,  che  fono  quelli,  che  fono  contenuti  neìli  Siflemati  ;  &  non  poffono  effere  Siflemati  ;  &  non  quel- 
li ,  che  fono  maggiori ,  &  poffono  anco  effer  Siflemati  :  perciochefe  non  vi  fuffe  {lato ,  &  non  vi  fuffe  tal 
libertà  ;  non  so  vedere ,  in  qual  mamerapoteffero  riufcir  bene  le  H armonie  ;  attefò  che  farebbe  fiato  ,&  fa- 
rebbe anco  dibifigno ,  che  qualunque  volta  fiincominciaffe  a  cantare, incominciando  nelgrauefaliffemo  nel- 
l'acuto per  gli  interualìi  minori  folamente  ;  &  tanto  faltre  ,  che  fi  fìmffe  poi  nell'acuto;^*  non  ritornar 
mai  nel gr  aue  Ripigliando  alcuna  delle  prime  voci  ;&cofi  per  il contrario.  Ma  dicami  di  grafia  coflo- 
ro  ;  qual  dolcezza,  0  qual  fatuità  di  harmonia  potrebbe  effer  quesla  ì  P armi, che  intendendola  a  queflo  mo- 
do,che tanto fa  a  dire ,  quanto  che  incominciando  noi  a  parlare  da  qual  lettera  fi  voleffe  dell' alfabeto > 
fuffe  dibifògno  difeguitar per  ordine  tutte  le  lettere ,  come  fono  pofle  fino  al  fine ,  &  non  laffarne  alcuna  : 
ma  in  qual  maniera  fi  potrebbe  esprimere  1  concetti  ?  Dirà  forfè  alcuno ,  che  li  ripigliamene  di  voci  fono  le- 
citi,quando  fi  ripiglia  la  voce  per  vna  Ottaua,o per  vna Quinta,o per  vna  Quarta .  Se  ciò  era  lecito,  adun- 
que erano  leciti  li  DiaJlemati,ouero  Interualli  maggiori;  Et  fi  era  lecito  vfare  non  folamente  quefli  nelli 
ripigltamenti  :  ma  anco  li  Tritoni  (  come  cofìoro  vfano  )  liquali  fono  interualli  diffonanti,  non  so  vedere,  per 
qual  cagione  non  erano  leciti  anco  in  ogni  parte  della  cantilena  tanto  quefli ,  quanto  etiandio  li  minori  di  que- 
Ìli,che  fino  quelli  del  Ditono,&  quelli  del  Semiditono;  poi  che  hanno  le  loro  forme  contenute  trai  Numeri 
(ònori;&fònoconfinanti:  La  onde  non  vi  effendo  altre  ragioni, potemo  dire,  che  effendo  leciti  nelgenere 
Diatonico  li  Diaflemati  maggiori ,  erano  anco  lecitigli  altri  mofìrati  ;  &  per  queflo  non  impediuano ,  che 
tal  genere  non  fuffe  Diatonico  ;  &  non  folamente  Diatonico  :  ma  Semplice  anco ,  fenza  alcuna  miflione 
di  alcuno  altro  genere  ;  ilche  non  aueniua  negli  altri  due  :  Percioche  qualunque  volta  procedeuano  per  il  Tuo 
no  maggiore, ventuano  a  riceuere  vninteruallo,che  è  propiodel  Diatonico  ;  &  per  tal  marnerà  tai  generi  fi 
poteuano  chiamar  Mifli .  Et  quello,che  ho  detto  di  vn  Genere  intendo  anco  degli  altri  intorno  al  procedere 
per  li  Diaflemati,  ouero  Interualli  maggiori  :  Percioche  quando  nelle  cantilene  Diatoniche  fi  vdiffe  vna  mo 
dulatione  del  Semituono  minore ,  ouero  delDiefis ,  quella  modulatione fi  potrebbe  chiamare  misla  ;  ilche  fi 
potrebbe  anche  dire  delle  Chromatiche .  Ma  douemo  auertire  ,che  quantunque  la  modulatione  diatonica 
fia  propiamente  di  modulare  dalgraue  all'acuto  per  vn  Semituono&per  due  Tuoni  per  ogni  Tetrachordo  ; 
&laChromatica  per  vn  Semituono  maggiore,  per  vn  minore  j,&*  pervnTnhemttuono;&laEnhar- 
monicaper  due  Diefis ,  &  per  vn  Ditono;  &»  cefi  per  il  contrario,procedendo  dall'acuto  al  grane;  Nondi'- 
meno  cantandofi  li  Diaflemati  maggiori ,  molti  di  quefli  vengono  ad  effer  communi:  onde  refla  folamen- 
te di  propio  al genere  Diatonico  la  modulatione  del  Tuono  maggiore;  al  Chromattco  quella  del  Semituono 
minore  ;&  all' Enharmonico  quella  delDiefis;  come  facendone  la  esperienza  ciafeuno  potrà  conofeere. 
Concludendo  adunque  diremo ,  che  fé  la  confequenza  hora  vale  adire ,  In  quefla  cantilena fi  canta  laTer- 
za  ma«  nove  fenza  alcun  mezo ,  adunque  è  Enharmonica  ;  ouero  fi  canta  la  minore ,  adunque  è  Chromati- 
ca  ;  Tal  confequenza  valeua  etiandio,auantt,che  fufjero  ritrouati  tali  generi,quandofèmplicementefi  vfaua 
il  Diatonico  ,&non  erano  altramente  in  vfo  ilsemituonochromattco,  ne  anco  ilDiefis  :poi  che  (  come  fi 
può  veramente  tener  per  certo,  per  le  ragioni  addutte  di  fòpra  )gli  antichi  modulduano  tali  interualli  fèn- 
za  alcun  me  zana  fuono .  Laqual  cofa, quanto  fia  fuori  di  ragione^  laffarò  confiderai  a  ciafeuno ,  che  hab- 
bta  ogni  poco  digiuditw  nelle  cofi  della  Mufica. 


Chedout 


Parte , 


8r 


Che  doue  non  fi  ode  nelle  compofitioni  alcuna  varietà  di  Har- 

monia,iui  non  può  effere  varietà  alcuna  di 

Cenere,  Cap.     76. 


■jtV  EMO  yeduto  di  [opra,  che  la  matafione  del  Genere  non  con  fife  nel  porre  la  Ter- 
za maggiore,  o  la  minore  tramenate,  o  non  tramenate  da  alcuno  altro  fuono  ;  ma  nel  ■ 
la  modulatane  de  gli  interualltpropij  de  iGeneri;refla  Inora  a  dire ,  che  lajnutatione  di 
yn  genere  nell'altro,fimilmente  confijle  nella  matafione  delle  Harmonie;fi  come  la  ma- 
tafione di  yn  Modo  nell'altro,  confijìe  nella  matafione  delle  modulationi  di  ynafbecie  di 


1 

k^fi^jj 

1 

Sislema  nell'altra ,  &  nella  matafione  delle  Cadenze:  Percioche  s'io  ydirò  quella  tjìejja  Harmoma  in  yna 
cantilena,  le  cai  parti  procedino  per  yn  Siflema  di  Ditono,  ouero  di  Semiditono;  ch'io  odo  in  yna,  le  cui  par- 
ti proceduto  per  il  loro  Diafltma;  &  che  in  quella  maniera  mi  muouerà  fydtto  l'yna,  che  mi  muoue  [altra; 
io  non  fo  y  edere,  che  differenza  grande  poffa  effere  tra  quefle  due  cantilene.  Pero  dico,  che  non  puh  ejfère  al- 
cuna differenza  di  Genere  in  quelle  compofitioni,  che  non  fi  ode  differenza  alcuna  di  harmonia;fi  come  non 
può  effer  differenza  alcuna  di  Modo ,  oue  non  è  differenza  di  modulatione ,  &  di  cadenze  ;  Et  fòo-nungo  , 
che  allora  fi  potrà  dire  effer  differenza,  &  yarietà  di  genere  in  quelle, quando  fi  ydirà  yarietà  di  harmonia, 
che  fia  numerofa,  con  parole  conuenienti  accommodate  in  effa .  Non  dico  però,  che  la  yarietà fa  nelle  har- 
monie  di  yn  Modo  ad  yn  altro  ;fi  come  del  Modo  primo  ,al  terzo  Modo  :  percioche  quefla  yarietà  fenza 
dubbio  fi  troua  nelle  cantilene  Diatoniche  ;  ma  dico  yarietà  di  harmoma,  che  in  tutto,  &  per  tuttofa  diffe- 
rente daìl'harmonia,  che  nafce  dalle  compofitioni  Diatoniche;  &  che  yfata  nel  modo,  chefaceuanogh  ^An- 
tichi accompagnata  col  Numero,  per  yn  altra  maniera  infolka  muouino  ti/dito ,  di  quello  che  fanno  le  com- 
muni harmome ,  chef  odeno  di  continouo  ;  &  faccia  ydire  diuerfità  de  Modi  ;  la  qua!  diuerfità  ,fefi  ode,  o  j-  x~ 
tion,  laffarò  di  dire  ;  &  laffarò  giudicar  e  a  quelli,  che  fono  periti  nell'arte,  &  nella  Scienza  della  Mufica. 


Dell'vtile  che  apportano  li  predetti  due  Generi,  &  in  qual  maniera  fi 
pofsinov  fare,  che  facino  buoni  effetti .     Cap.  yy. 

'  I O  difii  difopra ,  che  li  due  yltimigeneri  nonfipoffono  tifar  femplici ,  fenza  la  miilio- 
ne  del  venere  Diatonico  ;  pormi  ciò  nonhauer  detto  fuori  di  ragione  :  Imperoche  non  ho 
ritrouato  alcuno  Scrittore  ne  Greco ,  ne  Latino ,  che  dica,  yeramente ,  chef  yfafitno ,  o 
fpofìno  ufare  feparatamente ,  &>  femplici ,  dal  Diatonico  infuori ,  come  ho  moftrato . 
Et  per  confrmattone  di  queflo,  Boetio,  nel  Cap.  4.  del  Iib.  q.della  Mufica, pone  la  diuifo- 
ne  del  modo  Lidio  nel  genere  Diatonicofemplice ,  ancora  che  non  moflri  la  dtuifone  de  gli  altri  Modi  :  & 
nel  principio  dtl  Cap.  5  .to  chiama  non  folamente  Più  femplice-.ma  ancoPrincipe  de  tuffigli  altri:Nella 
qualdiutfwne (per confrmareetiandw  con  uno  ef  empio  quello,  che  ho  detto  di  [òpra)  pone  quattro  uolte 
iinteruallo  della  Terza  minore,  fenza  porre  dimezo  alcuna  chorda.  Nel  Cap.  3 .  poi  pone  le  Cifere  del  detto 
Modo  di  tutti  tre  i  Generi  riduttt  in  yno  ;  riferuandof  di  por  quelle  degli  altri  Modi  in  yn  altro  tempo  ,&^ 
luogo  più  commodo  ;  tuttauia  non  ho  trouato  effempio  alcuno  degli  altri  Generi  femplici  :  Percioche  fé  bene 
Tolomeo  nel  Cap.  i^.del  Secondo  libro  della  Mufica,  pone  gli  effempi  delli  Modi  negli  altri  Generi,  nondi- 
meno non  li  pone  fenza  miflione  ;  come  ogn'yno  potrà  yedere.  Queslo  ho  y aiuto  dire  ;  percioche  altro  è  il 
porre  gli  mterualli  di  yn  venere  in  yno  ordine  de  Suoni  ;  &  altro  è  a  dire,  chefipofino  Tifare  femplicemen- 
te  nel  loro  Genere, che  facino  buono  effetto:  conciofa  che  fi  ritrouano  molte  cofe ,  che  fono  femplici  nel  loro 
tffere,  le  quali  da  fé  fino  poco  buone  ;  ma  accompagnate  con  altre  cofe ,  &  yfate  con  i  debiti  mezi  fono  buo- 
ne, &  fanno  mirabile  effetto  ;  Si  come  yedemo  della  Farina,tra  le  altre  cofe;che  da  fé ,  non  fi  yeramente 
imaginarmi, quanto  poffa  effer  al  mangiare  diletteuole,  &  buona  ;  ma  accompagnata  con  altre  cofe,  &  po- 
fìa  in  yfo  con  li  debiti  mezi,  hauemo  dPane,&  altre  compofitioni,  che  apportano  gran  commodo  al  genere 
bununo ,  La  onde  fi  può  dire  il  medefimo  di  quejlt  due  Generi  yltimi,i  quali  da  fé  non  poffono  effere  [uffi- 
cienti 


286  Terza 

aenti  a  dar  diletto  aU'ydìto  :  ma  Accompagnati  al  Diatonico  fine  di  grande  ytìfità  ,  &  di  molto  ammodo, 
■vfandoli,  &  accompagnandoli  l'-i'iw  con  L'altro,  con  quelli  modi ,  die  fi  ricerca  nella  compcftlone  ;  Et  que- 
llo, da  quello  ch'io  fon  per  dire ,  fi  potrà  comprendere .  Primieramente  da  loro  poterne  hauere  queflo  utile  , 
cht  col  mezo  delle  lor  chorde  accommodate  tra  le  chorde  diatoniche  ,  poterne  p,ìff:re  all'yfo  delle  harmonie 
perfette  ;  accomm  odati  doji  di  loro  per  Hacqinfio  drmolte  confimanxe  imperfette  mao-o-ion,  e  minori  ;  le  qua' 
li  in  molti  luoghi  nonfipoffono  hauere  nell'ordine  delle  chorde  diatoniche  ;  come  è  manififìo  a  aafeuno ,  che 
fta  effercitato  nell'^Atte  del  comporre  ;  le  quali  -vengono  alle  -volte  al  propofto,  per  fare  l'harmoma,  che  cor- 
rigendi allegra ,  o  mefla  alla  natura  delle  parole .  Poterne  dipoi  col  mezo  delle  chorde  di  quelli  ceneri  fare  le 
Traffortatiom  dell'i  Modi  yerfo  l'acuto ,  oueramente  -verfe  il  grane  ;  le  quali  Trafportatiom  [aio  molto  ne- 
cejjane  agli  Organifli,  cheferueno  alle  Capelle  :  conciofia  che  fa  dibifogtw,  che  alle  -volte  trajf  urtino  il  Mo- 
do, hora  dall'acuto  nelgraue,  &  tallora  dal  grane  nell'acuto  ;  fecondo  che  la  natura  delle  Voci,  che  fi  trotta- 
no m'.quelle,  lo  ricerca  ;  chefenza  il  loro  aiuto  farebbe  imponibile  di  poterlo  fare .  Et  quantunque  tali  chorde 
fi  -vfineff  effe  fate  infunili  occafiom  ;  tuttama  non  fi  procede  per  effe  fé  non  diatonicamente,  fecondo  li  modi 
moflrati  difopra  ;  di  maniera  che  nafee  fummo  piacere,  &  diletto  a  tutti  quelli,  che  afcoltano .  Per  ilcontra 
rio  molto faftidifcono  gli  audienti,  &  molto  gli  offendeno  il fienfo, quando  fono  -vfate  fuori  di  propofto, fenza, 
redola,  &  lenza  alcuno  órdine .  Onde  quando  fi  tocca  ff  effe  -volte  ima  chorda  in  luogo  di  yn  altra ,  nafee 
quello,  che  dice  Horatie  in  queflo  propofto  ;  percioche  allora 

Citharoedm  Ridetur,  chorda  quifemper  oberrat  eadem .      Et  non  fi  marauigli  alcuno, 

ch'io  habbia  detto,  che  fi  y fino  le  chorde  dellt  generi,  &  fi  proceda  fecondo  li  modi  mofrati  difopra  :  Impe- 
roche  yfiamo  yeramente  le  chorde  di  quefli  generi ,  ma  non  il  genere  ;  cioè  yfiamo  le  Parti ,  ma  non  il  Tut- 
to :  effendo  che  (come  più  oltra  yederemó)  l'yfo  intero  del  genere  .non  puh  far  buono  effetto  ;  ma  fi  bene  l'ufo 
delle  Parti;  cioè  delie  chorde  fegnate  con  quefìifegm  accidentali  Uj .  b.  &%.&  anche  con  quefto  x. 
yfandole  nel  modo,  che  difopra  ho  mofrato .  Etje  alle  yolte  ritrouaremo  alcuna  cantilena,  libera  altutto  da 
quefle  cifre ,  potremo  dire  (  come  è  il  yero~)  che  proceda  per  le  chorde  diatoniche  follmente  :  ma  quando  ne 
ritrouaremo  alcuna,  che  habbia  in  fi  firn  ili  caratteri  b  &  ^;  alloradiremo ,  che  procede  per  le  chorde 
chromatiche,  mefcolate  con  le  Diatoniche .  Et  fi  ne  ritrouaremo  alcuna ,  la  quale  haueffe  alcuna  chorda , 
che  non  fi  ritroui  connumerata  tra  le  Diatoniche,  ve  tra  le  Chromcaiche  ;  la  potremo  nominare  Enharmoni- 
ca;pur  che  tal  chorda  fi  poffafignare  col  figlio  della  chorda  Enharmonica,  che  è  queflo  x  ;  &  poffa  diui- 
dere  il  Semituono  maggiore  in  due  parti:  Imperoche  tal  chorda  yerrà  adeffere  ima  di  quelle,chefi  ritrottano 
nel  terzo  ordine  moflrato  difopra  ;  &  potremmo  dire ,  che  tal  cantilena  proceda  per  le  chorde  di  ciafeuno 
delli  tre  nominati  veneri .  Ma  fi  debbe  auertire,  che  tal  mijlione  fi  può  fare  in  più  maniere ,  fecondo  tlyolere 
de  t  Compe fuori,  o  dellt  Sonatori  ;  trafportando  li  Modi  più,  nel  orane ,  otter  nell'acuto  fuori  delle  lor  chorde 
naturali  ;  contenuti  nelle  chorde  delgenere  Diatonico  ;  &  la  compoftione  (  come  dicono  )fi  canta  per  Mu- 
fica  finta .  La  Prima  delle  quali  è  (laffando  da  parte  quelli,  che  non  fino  cof  in  ifd)  quando  le  cantilene  pro- 
cedette per  le  chorde  fegnate  col  b  tondo  dal  loro  principio  ;  trafportate  yerfo  il  grane  per  un  Tuono  ;fi  co- 
me è  il  Motetto  Verbum  imquum  ,  &  dolofum  di  Morale  Spagnola  a  cinque  yoci ,  &  il  bellifimo ,  &  ar- 
teficiofo  motetto  lAfpice  Domine  di  ^Adriano  afei  yoci .  La  Seconda  maniera  è  quella ,  nella  quale  fi  pro- 
cede perle  chorde  fegnate  dal  principio  della  cantilena  colfegno  ^  ;  &•  fi  trafporta  il  Modo  per  tu  Tuono 
yerfo  l'acuto .  Et  nell'ima ,  &  l'altra  forte  di  quefle  cantilene  alle  yolte  fi  tocca  le  chorde  enharmoniche  , 
per  potere  hauer  le  confinante  imperfette  maggiori ,  &  le  minori  fecondo  il  propofto  ;  a  benché  fi  tocchi- 
no di  raro  :  di  modo  che  per  tal  maniera  yemmo  ad  yfare  li  due  veneri  detti  ;  che fanno  mirabilifimi  effetti. 
Non  dico  via  (  come  anco  ho  detto  )  che  yfiamo  tutto  il  genere  :  ma  fi  bene  alcuna  parte  del  genere ,  cioè  al- 
cune chorde  ;  accommodandole  al  genere  Diatonico,  &  procedendo,  fecondo  la  natura  di  queflo  genere,  per 
Tuoni,  <&  Semituoni  maggiori  ;  come  a  ciaf  cune  è  mamfejìo . 


Per 


Parte. 


287 


Per  qual  cagione  le  Compofìtioni ,  che  compongono  alcuni 
Moderni  per  Chromatiche,  facciano  trifti  effetti . 
Capitolo      7  8  .  • 

iARMI  (per  quello  che  fi  è  detto  )  che  a  fufficienxa  habbiamo  rifpofìo  a  quelli ,  che 
yogliono,che  noi  allorayfiamoil  Chromatico ,&  l'Enharmonico  nelle  compofìtioni , 
quando  yfamo  le  chorde  de  igia  detti generì:Ma  yeramente  altro  è  yfare  ilGenere,& 
altro  lo  accommodarfi  di  alcune  chorde  di  talgenere;  ouero  accommodarfi  anco  di  alcu- 
ni fuoi  interualli  ;fi  come  etiandio  altro  è  l'yfo  del  Tutto ,  &  altro  quello  delle  Parti . 
Onde  l'yfo  delle  chorde,  &  anche  diyno  Internatio,  che  fia  finora  fi  puh  concedere  :  percioche  fi  buono  effet 
to  ;  &  tale  è  l'yfo  delle  Parti  :  ma  quello  del  Tutto  ,  cioè  di  tutte  le  chorde  di  yno genere ,  &  di  tutti  li  fuoi 
interualli  non  è  lecitoxonciofia  che  fa  trijlo  effetto.  Per  la  qualcofa  l'yfo  del  Genere, è  yfare  tutte  lefue  chor 
de,  &  quelli  interualli  tutti,  che  fino  confiderati  dal  Mtifico  in  talgenere,  &non  alcun  altro  ;  &  queflo  di 
co  nelle  modulazioni,  che  fanno  le  parti  della  cantilena  :  Ma  l'yfo  delle  chorde,  non  è  altro,  che  lo  accommo- 
darfi di  effe  nelle  modulationi  delle  cantilene  diatòniche  ;  procedendo  per  quelli  interualli,  chef  ritrouano,& 
anco  fi  potè  fino  intronare  nel  genere  Diatonico  ;fi  come  da  molti  fono  fiate ,  &  anco  fono  felicemente  y fa- 
te ;  laffando  da  t»  canto  quelli,  che  fino  propij  di  quelle  chorde  chromatiche,  &  enharmoniche,che  noi  yfià 
mo  ;  cioè  il  Semituono  minore,  &  li  Diefis .  Et  perche  fino  alcuni,  che  dicono,  chef  l'yfo  delle  chorde  chro 
matiche  (fé  bene  non  fi  yfa  ilgenere  )fa  nelle  cantilene  effetti  mirabili  ;  che  quando  fi  ydiffe  il  genere  puro, 
fi  moltiplicarebbe  la  Melodia  ;però  dico,  che  quantunque  a  queflt  baflarebbe  la  rìfpofta  data  difipra ,  cioè 
che  il  genere  femplke  Chromatico,  &  l'Enharmonico  nonfipoffano  yfare  ;ft  può  anche  dire  (  poniamo  che 
fipoteffe  yfare  il  Genere  )  che  non  yalefempre  la  confequenza  a  dire;l'yfo  delle  Parti  torna  commodo,  adun 
que  maggiormente  l'yfo  del  Tutto  ;  conaofia  chef  troua  in  fatto,  che  non  è  yera  ;  come  ciaf cunf ano  digtu- 
ditio  può  effer  certo .  Et  queflo  non  folamentefi  yerifca  nella  Mufca  ;  ma  anche  nelle  altre  *Arii  ;  fi  come 
y  edemo  nell'arte  Scultoria  ;  che  tutto  quel  Marmo,  che  piglia  il  Scultore  per  fare  una  Statua,  non  torna  al 
Juo  propofto  ;  ma  alcune  parti  :  Effendo  che  prima  lo  ellegge ,  dipoi  fi  accommoda  di  quelle  parti,  che  gli  tor 
nano  più  al  propofto ,  leuandogli  tlfuperfluo;&  conduce  l'opera  alfine  defderato .  Non  piglia  adunque  il 
Scultore  tutta  quella  pietra,  chef  haueapoflo  manti  :  ma  quella  parte  folam  ente,  ch'ei  yede  effer  neceffaria 
alfuo  bifigno .  Onde  li  Mufici  etiandio  conofiendo ,  che  l'yfo  delle  chorde  chromatiche  li  tornaua  molto  al 
propofto  ;  &che  l'yfo  delli  generi  era  molto  incommodo,  prefero  quella  parte,  chefaceua  per  loro,  a  far  più 
bello,  &  più  leggiadro  il  Diatonico  ;  &  con  tal  me%o  lo  riduffero  alla  fua  perfettione  :  concio fi  a  che  in  effo 
(fecondo  ipropofiti  )fipoffonofare  ydire  ogni  maniera  di  concento, fa  dolce,  ouero  aff>ro,o  come  fi  yogha  ; 
mafimamente  quando  le  confinanze  fono  adoperate  con  propofto  daalcuno  Compoftore,  che  habbiagutdi- 
tio .  L'yfo  adunque  delle  Parti  è  ytile,  anzi  f&rò  neceffario ,  &  non  quello  del  Tutto  :  percioche  con  l'aiuto 
di  yna  chorda  chromatica  paterno  peruenire  dll'yfò  delle  buone,  &finore  harmonie ,  &fchiuare  nel  gene- 
re Diatonico  alcune  difiommode  relationi  di  Tritoni,  Semidiapenti,&  di  altri  fimili  interualli ,  che  fanno  le 
farti  cantando  infume  ;  come  altroue  ho  mofrato  ;fen%a  l'aiuto  della  quale ,  molte  yolte  fi  potrebbe  ydire 
non  folamente  affai  durezze  ;  ma  anco  alcune  difcon%e  modulationi .  Et  quantunque  tutti  quefli  ìnconue- 
nientifi  potefferofchiuare ,  yfando  fittamente  le  chorde  diatoniche  ;  tutta  uia  ciò  fi  farebbe  alquanto  più  dif- 
fìcilmente ;  mafimamente  yolendo  (  come  porta  tldouere  )  cercare  di  yariar  l'harmonìa  ;  La  onde  amene , 
che  per  tyfo  di  tal  chorda  li  Modi  fi  fanno  più  dolci ,  &  piùfiaui .  Io  yoglwcredere ,  che  gli  antichi  non 
chiama ffero  il  Diatonico  più  duro,  <&  più  naturale  degli  altri  due  generi  per  altro  ;  fi  non  perche  yidero,che 
dalle  chorde  chromatiche  gli  era  moltiplicata  l'harmonia ,  &fifaceua  più  lafiiuo  ;  &■  flando  nelle  fuepro  - 
pie  chorde,  era  alquanto  più  yirile,  <&più  hauea  del  feroce .  Et  credo  etiandio ,  che'l  chromatico  pigliafje  '/ 
nome  di  lafiiuo,  di  molle,  &  di  effeminato,  dallo  effetto ,  chefaceuano  lefue  chorde  potte  tra  quelle  del  Dia- 
tonico ;  &  ciò  mi  fa  credere  Boetio  ;  quando  dice,  che  yna  chorda  fila  pofla  da  Timotheo  nell'iflrttmeato  an- 
tico, ti  quale  era  ordinato  in  yno  ordine  difuonì  diuifi  diatonicamente  ,faceua  yn  tale  effetto  ;  come  anco  fa- 
ceua  quella  aggiunta  da  Terpandro  (  come  fi  legge)  nell'ifìeffo  ifìrumento  ;  il  perche  fi  può  etiandio  compren- 
dere , 


288  Terza 

der e ,  che  non  vfàffero  il  chromatico  fimplice  :  &  anco  che  non  adoperaffirofe  non  tale  chorda,per  adorna- 
mento delCenere  di  Atonico .  Et  perche  io  uedo,  che' Ipaffare  per  kiliorde  Enharmoniche  polle  ne  t  noflri 
frumenti  moderni,  e  cofi  alquanto  più  diffìcile,  &  ruote  il  Sonatore  alquanto  più  tfperto,  di  quello ,  che  no 
yuole,  quando  pana  ìnfiem  e  per  le  chorde  diatoniche,  &  per  le  chromatiche  ;  pero  questo  mi  fa  penfare  ,che 
gli  iA litichi,  h  Attendo  njpetto  a  cotal  co]  a  ,  chtamaffero  il  genere  Enharmonico  diffìcile  ;  ancora  che  la  diffi- 
adtÀ  erA  pojìa  in  molte  Altre  cofe,  come  più  oltrafin  per  dimostrare .  Diremo  Adunque  ritornAndo  aI  nollro 
bropofito,  che  l'yfo  delle  PArti  è  buono ,  &  toni  a  molto  commodo  aI  Compofitore  ;  &  che  fyfo  del  Tutto 
(  oltYA  l'incommodità'jfa  Ia  cantilena  fètida  alcuna  yaghezxa  :  perche  nella  fua  compofitione  entrano  alcu- 
ne cofe,  le  quali  fen^A  dubbio  fino  molto  jjìroportionate,  &  fuori  di  ogni  harmoniA,  &  non  poffonofire  aIch 
buono  concento .  Et  fé  alcuno  dirÀ,  che  tali  cofe  fpiaceno  ;  non  perche  fìano  triile  da  fé  ;  mA  perche  l'vdito  no 
è  affuejfatto  adrdirle .  Farmi,  che  coflui  -voglia  dire,  che  yn  cibo  trijh,&  infipido  Labbia  da  piacere,  dopo 
che  lungamente  fi  hauerà  y fiato  ilguflo  :  mafia  pur  come  fi  yoo-lta,  io  non  credo,  che  cofi  come  colui;  il  quale 
liAurà  Tifato  ilfuogufto  ad  yn  cibo  trifto  (  fé  nonfufje  al  tutto  fuori  di  fé  )  dopo  che  ne  haurà  gufiate  un'ala 
tro,  chefia  buono,  &  perfetto  ;  non  conofehi,  &  infume  non  confifit  yer amente,  tal  cibo  effer  buono ,  dilet- 
tatole, &fiatte  ;  &  che  quello,  che  mangiaua  prima  era  tritio ,  ^fenzafioauitÀ  alcuna  :  cofi  non  credo , 
che  ciAfcuno  il  quAle  haurà  affueffatto  dfuo  Vdito  a  cotali  cantilene  ;  dopo  Fhauerne  ydito  ynA  duttonicA,  be 
ordmatA,  non  confefit  yer  Amente,  quellA  effer  buona ,  &  le  altre  trifte .  Et  accioche  non  pari ,  che  quello 
ch'io  ho  detto, fia  detto  fenzA  alcuna  ragione ,  yoglio  che  inuefìtghiamo  horA  la  cagione,  perche  quefle  canti- 
lene non  pofimo  effer  buone .  La  onde  e  dafapere ,  chef  come  è  imponibile ,  che  quellA  cofa ,  Ia  qmle  ha  le 
fue  parti,  che  tra  loro  hanno  un  a  certA  comjpondente  proportione, Ia  quale  da  t  Greci  è  chtamatA  a-v^unfiit, 
yer  Amente  non  diletti  il  fin  fi  ;  attefo  chef  dilett  a  grandemente  delti  Oggetti  proportionati  ;  cofi  è  imponibi- 
le, che  quella,  che  ha  le  fue  parti  fuori  di  talproportwne,poffa  dilettare .  La  onde  dico,  che  hauendo  ilgene- 
re  Diatonico  in  fé  taleproportione,  come  fon  per  dichiArAre ,  non  pnòfire  che  yer  Amente  non  diletti ,  &  che 
ti  fenfo  di  tAl  cofi  non  ne  pigli  fimmo  piacere .  Per  contrArio ,  effendo  le  Parti  del  chromatico ,  &  quelle 
dell  'Enh Armonico  diffroportionate  col  Tutto,  è  impofitbtle,chep(fino  dilettare.  Però  è  dA  notAre,  ch'io  c\ììa- 
mo  ilTutto  in  queslo  luogo,  tutto  il  corpo  della  cantilena  ;  cioè  tutte  le  parti  infieme  ;  &*  la  Parte  nomino 
■veramente  la  modulatane  di  yna  delle  fue  parti .  Similmente  chiamo  Tutto  ynA  confonAnxA ,  e£"  Ia  P Ar- 
te ciAfcuno  interiiAllo  contenuto  nelSiflema  di  tal  confinatila .  fiora  intefo  qutslo  dico ,  che  è  imponibile, 
ihe'l  Diatonico  non  diletti ,  hauendo  le  Parti  proportione  col  Tutto  :  concwfia  che  non  fi  trotta  nelle  jtte  pala- 
ti alcuno  interuallo  cantabile ,  che  nonfiafmile  ad  yna  confinatila ,  che  fifone  nel  Contrapunto  ;  Si  come 
potemo  yeder  per  efjempio ,  che  ilDiaflema  della  OttattA  cantato  nelle  parti,  èfmile  all'infermilo  della  Ot- 
taua ,  chef  troua  collocata  nel  Contrapunto  tra  yna  parte ,  &  l 'altra .  Sìmigliantemente  I infermilo  del- 
la Quinta  cantato ,  èfmile  a  quello  della  Quinta  pi  fa  nelContrapunto  ;  il  chef  pub  anche  dire  dell'intera 
Hallo  della  Quarta ,  delle  due  Terze  ,  delle  due  Stfle ,  &  di  quelli  de  t  Tuoni ,  &  del  Semituono  maggio- 
re ;  che  di  quella  iftefla  proportione  fi  pongono  ne  i  contrapuntt ,  della  quale  fi  tromno  effere  cantati  nelle 
parti  della  cantilena .  Onde  non  è  marautglia  ì'io  ho  detto,  che'lgenere  Diatonico  non  pub  fare  fé  non  buono 
effetto  :per  il  contrario ,  che  ilgenere  Chromaticofa  trislo  effetto  ;  &  fimilmente  lo  Enharmonico  ipercio- 
che  vii  Infermili  di  l'yno ,  gp  dell'altro  pofli  ne  i  Contrapuntt ,  non  fino  proportionatt  con  quelli,  che  fi  can- 
tano nelle  parti  :  ne  per  il  contrario  :  Imperoche  l'interuallo  del  Semituono  minore ,  che  fi  canta  nel  chroma- 
tico ,  non  è  proportionato  con  alcuno  di  quelli ,  che  fi  pongono  nelContrapunto  .  Ne  yeramente  fi  pone  nel 
Contrapunto  tale  internatio  ipercwche  farebbe  mito  effetto  ;  come  è  manifesto  ;  ancora  chef  poneffe fnco- 
pato ,  non  effendo  contenuto  da  tal  proportione ,  che  aggiunto  ad  yn'altro  qttal  fi  yoglta  internatio ,  poffa 
fare  yna  con  finanza  :  imperoche  è  connumerato  tra  quelli ,  chef  chiamano  Ecmeli ,  i  quali  ho  moflrato  nel 
Crfp.4.  Tra  quefìi  ettandto  fi  pone  il  Dtefis  Enharmonico ,  il  quale  è  in  tutto  fuoridi  ogni  proportione  con 
gli  mteruallt  polli  nel  Contrapttnto  :percioche  a  ninno  di  efìifi  afiimiglia ,  &  è  molto  più  lontano  da  tal  pro- 
portione ,  che  non  è  il  Semitttono  minore .  Onde  amene ,  che  è  meno  harmonwfio  l'Eiiharmomco  nel  Contra- 
punto, che'l  Chromatico  :  effendo  che  quanto  più  alcun  genere  fi  lontana  da  tal  proportione ,  tanto  più  offende 
tlfentimento .  Effe  bene  l'Enharmonico  è  detto  da  molti  H armonico  dalla  commune  harmoma  ;  &  Vtfi 
ottono ,  (  he  fa  genere  buomjìimo  :  perctoche  (  nel  modo  ch'io  ho  dichiarato  )  quando  entra  nella  modulatio-r 
ne  degli  altri  generi,  può  far  buono  effetto  i  tuttauia ,  come  dice  P fello ,  ùvtrfiiKvhwTaioy  pimi  tì  éfr 

(MflKÌt 


Parte . 


289 


fuviKÒt  yint,  ni  pwMa:  eV/ ,  cioè  il  genere  H Armonico  ha  triflifiima  melodia  netta  mcloditi;<tncora  che  al- 
cuni intendino,  che  con  grande  difficukà  fi  poffa  esercitare  lafùa  harmonia;  Et  è  yero,che  ha  tnflxfìima  me 
lodia  :  concìofia  che  quando  fi  mene  alfuo  Contrapunto,  fa  tnjìijìimo  effetto  ;  non  hauendo  (  come  ho  detto  ) 
gli  infermili  cantati  fimili  in  proportione  a  quelli,  che  fi  pongono  ne  i  Contrapunti .  Per  quejlo  adunque  dico, 
che 7  Contrapunto,  ouerl' Harmonia  diqmUi  due  generi  y  Itimi  non  può  per alcun  modo  efier  buono.  É  ben 
fero,  che  l'harmonia  è  tanto  men  trifla, quanto  pm fi  A^ofia  alla  proportione  corriffondente,gia  nominata. 

Dellecofe  che  coneorreuano  nella  conipofitione  dei  Generi,  Cap.  7  <). 

T  fé  bene  nella  Secondaparte  io  morirai  il  modo ,  che  tenemnogli  ^Antichi  nel  recitare 
la  Mufica,  &  quelle  cofe,  che  concorreuano  nella  compoftione  delle  lor  Melodie  ;  & 
ciò  potrebbe  bajlare  al  Lettore,  per  conofcere  la  differenza  in  quanto  att'yfi,&  alla  com 
poftione  della  Mufica  moderna  dalla  antica  ;  tuttauia  -voglio  (per  non  laffare  alcuna 
cofa ,  chefia  degna  di  confideratione  )  che  Tediamo  hora  alcune  cofe ,  che  gli  antichi 
ofjeruauano  nella  campofitione  delle  Melodie  di  queftì  generi  ;  accioche  m anifejì amente  fi  poffa  conofcere  ,fe 
i  moderni  Chromatiili  fi  accodino  alt/ero  ;o  fé  pur  fino  al  tutto  fuori  della  buona  flrada .  Cidouemo  adm 
que  ricordare ,  ch'io  dtjìi,  che  gli  ^{litichi  nelle  loro  cantilene  confder  aitano  yna  compoftione  di  Numero  , 
di  Harmonia,  &  di  Parole  ;  la  qual  compoftione  nominarono  Melodia  :  ma  fi  de  auertire ,  che  nella  com- 
poftione  de  iGenerihaueuano  nonfiitmente  l'harmonie  differenti;  ma  anco  ilNumero,o  Metro, che  lo  uo- 
gliamo  chiamare,  determinato,  &  diuerfi  ipercioche  quelli  piedi  contenuti  in  yn  Verfo ,  cheponeuano  in  un 
genere ,  non  ponemmo  nell'altro .  Et  ciaf  può  comprendere,  leggendo  la  Mufica  di  Plutarco ,  oue  parlando 
manifefì amente  de  i  Piedi,  che fi  poneuano  negli  Enharmonij,  oltra  molte  altre  parole,  che  ciò  mamfejlano, 
dice,  che  nel  primo  luogo  fi  poneua  lo  Spondeo .  Et  più  a  baffo  parlando  degli  Enharmonij  di  olimpo, fi  ye- 
Je,chefa  manifeflfi imamente  commemoratane  del  Peone,  &>  del  Trocheo ,  che  intrauano  nella  compof- 
tione di  cotalgenere .  Et  non  folamente  yfauano  tal  cofa  ne  gli  Enharmonij ,  ma  etiandio  negli  altri  ;come 
fi  può  comprendere  dalle  parole  di  Boetio,  pofle  nel  Cap.  3 ,  del  Quarto  libro  della  Mufica  ;  le  quali  dicono  bre 
vemente  ;  che  gli  antichi,  per  non  por  fempre  i  nomi  interi  delle  chorde  nelle  loro  cantilene ,  ritrouarono  al- 
cune cifere,  con  le  quali  notauano  cotalt  nomi,  &  le  diuifero  per  li  Generi  ,&perli  Modi  ;  Et  cercarono  di 
fare  con  breuità ,  quando  yoleuano  fcriuere  alcuna  lor  cantilena  fopra  alcuna  compoftione  fatta  in  yerfi ,  di 
porre  quefìe  cifere  ;  onde  non  folamente  yeniuano  ad  efplicare  te  parole  contenute  in  tali  yerf  ;  ma  etiandio 
la  cantilena .  Plutarco  ancora  dice  pia  auanti,  che  le  prime  Leggi  delle  cantilene ,  chef  cantauano  con  gli 
iilrumenti  da  chorde,  erano  mefiolate  con  Verfi,  ne  i  quali  fi  cantaua  la  Dittione ,  0  Parola  Ditirambica  ; 
Et  quefla  parola  era  compofìa  di  più  parole,  fi  come  e  quefla  ~ZiKa.mvri.Hd,,  pofla  da  Platone  nel  Cratilo,  chef 
compone  di  tre  parole  ;  cioè  di  SeA« ,  che  yuoldire  Lume  ;  di  NeV ,  che  fignipca  Nuouo  ;  &  di  i'nov ,  che 
importa  Vecchio  ;  col  qual  nome  dice,  che  fi  douerebbe  chiamare  la  Luna  :  effendo  che  di  continouo  yiene  4 
cambiare  il  lume,  &  a  rinouarfi ,  Di  quede  parole  è  copiofifiimo  lArifìofane  nelle  Commedie  ;  &  fono  for- 
fè quelle,  che  Horatio  chiama  Sesquipedalia .  Era  poi  la  parola  Ditirambica  contenuta  fitto  alcuni  piedi 
yeloci  più  d'ogn  altro  piede;  &  da  cotali  piedi,  che  erano  pofli  ne  i  Ver  fi ,  haueano  la  Mifura  delli  mouimen- 
ti  dell' Harmonia;  La  quale  Harmonia  era  terminata, &  cofìituita  fitto  yn  certo  Modo,ouero  ^4ria,che  lo 
Dogliamo  dire ,  di  cantare  ;fi  come  fono  quelli  modi  di  cantare ,  fopra  i  quali  cantiamo  alprefente  li  Sonetti, 
0  Canzoni  del  Petrarca ,  oueramente  le  Rime  dell^friono .  Et  cotali  Modi  non  fi  poffono  mutare ,  ouero 
alterare  in  parte  alcuna  fuora  del  loro  terminato  Numero,  0  Metro ,  fenza  offefa  dell'ydito  ;f  come  yede- 
tno  nelìharmonia  de  i  Balli ,  la  quale  offende  grandemente ,  quando  è  alterata  in  yn  minimo  piede .  Onde  fi 
fede  manifeflamente ,  che  nella  compoftione  de  i  generi  intraua  il  Numero  ,0  Metro  contenuto  nei  piedi 
de  i  Verfi ,  Et  non  folamente  il  Numero, parlando  affolutamente  ;  ma  quejlo,  ouer  quel  numero ,  cioè  que- 
(lo,  0  quel  piede  ;  0  Dattilo,  0  Spondeo,  0  Trocheo,  ouero  altro  fimile ,  che  fife .  Per  il  che  è  pur  troppo  ma- 
nifesto, che  gli  ^Antichi  yfauano  in  cotaligeneri  yna  forte  di  Verfi  terminata  ;  ancora  che  non  fi  poffa  cofi 
fermamente  ftpere,  qual  maniera  de  Verfi  fuffero  ;  fi  come  nonpotemo  hauer  cognitione  alcuna  del  Modo , 
ouero  yAria  del  loro  cantare  :  effendo  che  da  niuno  (  per  quanto  fi  yede  )  non  è  fiato  laffato  fritto  cofa  alcu- 
na .  Ne  fi  ritroua  anco,  chegli  ^Antichi faceff ero  cantare  molte  pam ,  comefacemo  noi,  in  yn  concento  ;  ma 

O         cantauano 


290  Terza 

cant  aitano  foli,  accampanando  la  lor  yoce  coljùono  di  imo  ijìrumento  ;  il che  facevano  anco  gli  Helrei;  co 
medi  ciò  ne  fa  fede  Gtojefo,  &*  d  Diurno  Hierommo  :  i  quali  dicono,  che  anticamente  i  (acri  Salmi  fi  can- 
tauano  con  la  foce  congiunta  all'organo .  Et  io  tengo  per  fermo  ,  che  alcune  delle  chorde  de  1  loro  Iftrumen 
ti  erano  accordate  (  come  ne  ho  y  editto ,  &  udito  molti  ) per  Ottaua , per  Quinta  ,&per  Quarta  ;  & 
tH armonia,  che  yfaua  da  queste  chorde,  fempre  fi  l'diua  continouata ,  fenza  alcuna  quiete  mentre  fionaua 
no  ;  <&  dipoi  (opra  di  effefaceuano  Dna  parte  al  modo  loro  con  le  altre  chorde  più  acute .  Et  quello ,  che  mi 
fa  creder  quello  è ,  ch'io  -vedo,  che  fin  hoggidifi  ritrovano  alcuni  iflrumenti  antichifiìmi ,  li  quali  fino  fatti, 
&  fi  fuonanó,  come  ho  detto  :  tra  1  quali  ji  trotta  quello,  che  da  i  Thofiamfi  chiama  Sinfonia  ;  il  quale  alcu- 
ni yovliono,  che  fuffe  la  Lira  antica .  Et  forfè  Ottomaro  Lufanio  nel  hh.  1 .  della  Mufurgia  hattendo  tale 
opinione  lo  nominò  Lira .  Et  potrebbe  facilmente  effer  quello ,  che  commemora  Horatio,  dicendo  ; 

Vt  o-ratai  inter  menflu  Symphoma  difeors .  Si  ritratta  etiandio  -vii  altra  fine  di  ijìrumento  lungo 
intorno  ~m  bracóo,  dcui  nome  fi  chiama  in  Vinegia  ^Altobaffo,  &  è  quadrato,^  -vacuo  ;fipra  ilquale  fo- 
no tele  alquante  chorde, accordate  tra  loro  per  yna  delle  nominate  consonanze  ;  &fi  yfa  in  quejìa  maniera: 
che  mentre  il  Sonatore  di  quejìo  islrumentofitt  yn  certo  numero ,  0  tempo  percuote  con  yna  mano  le  fue, 
chorde  con  yna  bachetta,  con  l 'altra  fuona  yn  flauto ,  &fa  ydire  yn'arta  di  cantilenafatto  a  ftio  modo .  Et 
non  folamentefi  trottano  catodi  ifìrumentt  da  chorde  :  ma  etiandiofi  trotta  tra  quelli  da  fato  yno  idrumen- 
tOj  che  in  TÌiofcanafi  chiama  Carnamttfa  ;  nel quale  già  fi  fileua  ydire  due ,  0  tre  filoni  continovi  accordati 
infieme  confinanti,  che  nafceuano  da  due,o  tre  Pijfengraui  ;  ancora  che  al  prefinte  fé  ne  odifilamente  yno, 
<&  dipoi  fi  ode  yn'aria  di  cantilena,  che  fi  fa  da  yn  piffero  acuto,  che  [e  bene  non  accorda  col  concento  di  tali 
pifferi  in  o<rm  parte,  almeno  fi  accorda  nel  fine, <&  in  alcune  cadenze  ;  come  fi  fa  etiandto  in  ciafcuno  delli  no 
minati  islrumenti .  Quejìo  ifleffifi  ritratta  etiandto  nelle  Trombe,  che  fi  yjano  negli  efferati,  £?'  nelle  ar- 
mate di  mare  :  peraoche  mentre  molte  di  loro  fintano  con  yn  fuono  conttnouo ,  alcune  altre  fanno  ydire  il 
fuono  loro  yanato  fecondo  tlpropafito  ;  facendo  hora  il  fegno  di  combattere ,  &  bora  ritogliendo  in  yno  la 
efferato  :  Onde  mi  penfo,  che  quelli  Pifferi,  che  gli  ^Antichi  chiamattano  Dejìri ,  &  Simjìri,  1  quali  yfatta-r 
no  (  come  altre  Tolte  ho  detto  )  nelle  Comedieffujjero  accordati  in  tal  maniera ,  Gli  Organi  antichi  etian- 
dio  a  tal  maniera  fi  accojìauano  :  peraoche  non  erano  fatti, come  fono  fatti  li  moderni:  &  di  ciò  me  ne  hàfat 
tofede  il  rarijiimofabncatare  dtfimili  ijìrumenti  Maeflro  Vincenzo  Colobi  da  Cafal  maggiore,  il  quale  (fiT 
condo  che  mi  diffe  tn  Vmegia)  rttrouandofi già  molti  anni  in  Piamonte  appreffo  Turino  ,  ne  ritrouò  uno  mol 
to  antico,  che  era  fenza  canne ,  &  tutto  marcio  ;  &  hauea  yn  Tastarne  di  tal  maniera,  che  dalla  parte  fi- 
ni[ìra,aoè  nel  frane,  hauea  li  Tafìi  tanto  larghi,  che  per  mano  grande, che  fujje  fiato,  a  pena  poteva  arriva- 
re il  Quinto  taito  ;  et  cotale  Tajìame ,  tanto  piti ,  chef  andava  yerfo  la  banda  dejlra ,  cioè  nell'acuto ,  tanto 
più  fi  faceua  minore .  Et  (  per  quello  che  lui  yide)  tiene  per  fermo,  chef  douea  anco  accordare  in  altra  ma- 
niera di  quello,  chef  accordano  1  nvfìri  Moderni .  Si  ritrouano  etiandio  molti  altri  islrumentifi  da  chorde, 
come  da  fiato,  fatti ,  che  fi  fonano  in  tal  modo  ;  li  quali  per  non  effer  litigo  li  Uffa.  Erano  adunque  ccmpvjìi 
li  Generi  di  Harmonia,  di  Numero,  &  di  Oratwne  ;  ne  intrattano  nelle  Compcftwni  loro  tutte  le  forti  di 
Ver  fi,  0  Piedi  :  ma  queslo,o  quello;cwé  un  terminato  numero:&  per  tal  maniera  li  Mvfici  ^Antichi  effirci- 
tauano  la  Mufica  ne  1  loro  veneri  ;  ne  ciò  era  a  loro  diffìcile,  ne  anco  impofiibde  :  perche poteuano ,  yfandola 
in  cotal  modo,  fare  ydire  quale  intervallo  Dolevano  nelle  lor  cantilene, che  non  patena  generare  fajìidio  di  ma 
niera,che  nonfipvteffe  tollerare  :  conciofia  che  non  yfiauano  li  Contrapuntt,  che  yfiamo  nelle  nojìre  compoft- 
tiont  ;  anzi  yfiauano  ynfimpltce  modo  di  harmonia ,  come  fi  è  potuto  yedere . 

Opinioni  deili ChromatifH ributtate.  Cap.  80. 


^fN  N  O  opinione  finalmente  li  chromatijìi ,  che  nelle  cantilene fi'pofitno  yfare  qualfi 
yoglia  interttallo  cantando,  quantunque  non  habbta  la  fua forma ,  0  proponiate  collocata 
tra  1  Numeri  harmonia  :  &fi  muoueno  con  quejìa  ragione  ;  che  potendo  la  Voce  forma 
re  ogni  interttallo  ;  &  efjendo  necefjarw  di  imitare  il  parlar  famigliare  nel  proferir  le  par 
role,  come  yfano  gli  Oratori ,  &  Ditole  anco  il  douere  ;  non  è  inconuemente ,  chefipofft 
•yjar  tutti  quellt  intervalli,  che  fanno  alpropofito,  per  potere  esprimere  1  concetti,  che  fono  contenuti  nelle  pa- 
role ,  con  quelli  accenti ,  &  altre  co/e,  nel  modo,  che  ragionando  liproferimo  ;  acciò  muoiano  gli  affetti.  >Ai 

quali 


Parte.  291 


quali  fi  rifponde,  che  -veramente  è grande  inconueniente  :  imperoche  altro  è  parlare  familiarmente  ;  &  al- 
tro  è  parlare  modulando,  o  cantando .  Ne  mai  ho  vdito  Oratore  (  poi  che  dicono,  che  Inforna  imitargli  ta- 
ratori, accioche  la  Mufica  muomgli  affetti  )  che  vfi  nelfuo  parlare  quelli  cofijìram ,  &Jgarbati  internai-- 
li,  che  -vfano  cofloro  :  percioche  quando  li  yfaffe ,  non  fo  federe,  in  qual  maniera  poteffe  piegar  l'animo  del 
Giudice, &  pervaderlo  a  fare  il  loro  -volere  ;fi  come  è  ilfuofine  ;  fé  non  per  il  contrario  :  Concwfia  che  quan 
tunquefi  potefjefare  il  tutto  commodamente  in  Dna  parte  della  cantilena,  &fi  -vdiffero  tali  accenti  fatti  co 
propofno,  &  chefaceffero  buoni  effetti  ;  tuttauia  nelli  accompagnamenti  fi  vdirebbeno  cofe  tanto  ladrejche 
farebbe  dtbifògno  chiuderfi  le  orecchie .  Ne  yale  cotefla  lor  confequenza,,  La  voce può fare  ogni  infermilo, 
adunque  fi  può ,  &fi  debbe  vfare  ogni  interuallo  :  Perche  quefìo  tanto  farebbe  dire,  quanto,  aie  potendo  far 
thuomo  bene ,  <&*  male  ;  lifujfe  lecito  di  fare  ognifceleraggine ,  &  vfare  ogni  modo  aliato  contra  li  buoni 
cojlumi ,  contra  ogni  douere,  &  contra  ogni  luflitia .  Ma  yer  amente  gli  Jfntichi  non  hebbero  mai  opinio- 
ne tanto  maligna  ;  ne  pre  fero  licenza  alcuna  tanto  prefontuofa' ,  che  -voleffero guadare  cofa  alcuna  di  buono 
della  Mufica  ;  anzi  cercarono  di  acconciare  il  tri  fio,  di  accrefcere  il  buono,  &  di  far  lo  anche  migliore .  Per- 
la qualcoft  quanto  fuffe  lodeuole  appreffo  di  loro  colali  licenze  ,fi  può  comprendere  da  quello ,  che  fcriffe 
ilprencipe  delli  Mufici  ^Antichi  Tolomeo  contra  <Anfloffeno ,  Didimo ,  &  Eratoflhene  ;  che  non  yolfe  lo- 
dare, anzi  biaftmò  alcune  loro  Diuifloni  di  Tetràchordt,  fatte  di  mainerà,  che  i  brb.  infermili  non  erano  con 
tenuti  dalle  proportioni,  che  fono  del  genere  Superparticolare .  Effe  per  la  modulatione  di  yn  Tetrachordo  , 
che  nonfaceua  Contrapunto ,  quelli  furono  tanto  biafimati,  &  tanto  riprefi  ;  quanto  farebbeno  flati  riprefi 
quefli  moderni ,  fé  haueffe  ycduto  le  loro  cantilene?  che  non  fellamente  in  yna  delle  parti  :  ma  alle  volte 
in  tutte  procedalo  infieme  per  dfcommodi,  c£-  difproportionati  interualli .  Ver  amente, come  huomo  digran 
de  autorità,  &  come  buon  maeffro,  non  hauerebbe  fitto  molte  parole  :  ma  li  hautrebbe  dato  tal  caJligo,che 
farebbe  flato  degno  di  tal  prefuntione .  Dicono  etundw,chefi  debbeno  adoperare  tutte  quelle  chorde,  che  fo- 
no in  i>no  iflrumento  ;  acaoche  nonfiano  pofle  in  efjo  vanamente .  Et  veramente  dicono  il  vero  :  percioche 
quando  non  fi  adoperajfero,  farebbeno  pofle  fuori  di  propofno  :  ma  bifogna  adoperarle  con  ragione ,  &  con 
propofno  :  ejfendo  che  fuori  di  ragione,  &  fuori  di  propofno  non  fi  vfano  bene  :  ma  fi  adoperano  male .  Et  fé 
bifognajji  adoperare  tutti  gli  infermili ,  che  fono  in  vno  tflrumento ,  che  alle  volte  fanno  un  gran  numero, 
con  dire,  che  fino  in  vn  tale  ordine  ;  fi  potrebbe  anche  dire  l'iflejfo ,  quando  quefunterualli  fuffero  diuifi  in 
due  parti  ;  &  gli  altri  in  due  ancora  ;  &  cofi  procedendo  in  infinto ,  moltiplicandogli  ordini  deUtfuoni ,  per 
hauer(  come  dicono)  ogni  fòrte  di  yoce ,  per  potere  efprimere  ogni  fòrte  di  accento;  laqual  cofa  quanto 
fia  ridiculofa,  laffarò  giudicare  a  tutti  coloro ,  che  fono  capaci  di  ragione.  Effe:  ben  fono  molte  chorde  in  vno 
iflrumeuto,  tra  le  quali  fi  trouano  molti,  &  variati  infermili  ;  non  fi  debbeno  però  adoperare  fé  non  con  prò 
pofito,  &  quando  la  cantilena,  &  il  Modo  lo  ricerca  :  conciofia  che  l'adoperare  qualunque  cofafenza  necef- 
fità,  &  fenza  propofno ,  è  cofa  veramente  vana,  &  dinota  poca  prudenza  ;  oltra  che  genera  alpropio  fen- 
timento  di  tale  oggetto,  granfajìidio .  E  ben  vero  che  molti  non  fenteno  tal  noia,  pur  che  odino  cofe  nume  , 
&fantafliche  ;fiano  buone,  o  trifte  quanto  fi  voghilo ,  che  ne  fanno  poco  conto  :  Ma  quelli ,  che  fi  dilettano 
delle  cofe  rare,  &  buone ,  non  pofjono  patire  alcuna  cofa  di  trifìo .  Sono  però  alcuni,  che  fono  ingannati  dalla 
opinione  di  molti  ,&non  hauendo  giuditio  piti  che  tanto,  fi  attengono  alle  parole  di  alcuni,  che  hanno  più  au- 
torità di  loro,  &  dicono,  quefìo  è  buono ,  &  queflo  è  trifìo  :  Ma  [e  a  quefli  li  fuffe  moflrato  il  vero ,  muta- 
rebbeno  confgliofubito,  &firebbeno  di  altro  parere .   Quefli  fi  poffono  afìimigliare  a  quelli ,  che  non  han- 
no giuditio  alcuno  di  Gioie,  che  quando  a  loro  ne  è  mofirata  vna  di  quelle,  che  fono  contrafatte,  &falfe  ;  la 
qualfia  bella,  &fia  a  loro  detto,  che  è  di  gran  valore,  [apprettano  molto  ;  perche  non  la  conofcono  ;  per  la 
opinione,  che  hanno,  che  le  Gioie  vaglino  affai  denari  ;  &  quella,  che  farà  la  buona ,  ma  non  cofi  bella ,  ap- 
precianopoco  :  ma  quando  gli  è  detto,  quella  efferfalfa,  &  quefla  effer  la  buona  ;fubito  mutano  configlio  , 
&  hanno  altra  opinione .  fio  voluto  dir  tutto  queflo,  per  quelli,  che  credeno,che  yn  Pulice  fta  vno  Elefan- 
te ;  acaoche  pofìino  vedere, &  vdire,che  mai  fono  per  hauer  cofa  buona,  fuori  del  noflro  genere  ;  vfando  nel 
modo  che  facemmo  le  chorde  Chromati(he,&  le  Enharmomche  con  propofno  ;fe  no  fi  ritoruaffe  a  congiun- 
gere infiemeicomefaceuanogli  iAhtichì)il  NumeroJ'H armonia,  &  le  Parole,nelle  quali  fi  contenefjero  le 
cofe  moflrate  nel  Ca.  7  .della  S ecoda  parte  :  Percioche  fe'lfi  haueffe  potuto  ritrouare  alcuna  cofa  di  buono,ol- 
tra  il  noflro  vfo;  non  è  dubbio ■, che  già  tati,et  tanti  anni  fono, che  la  Mufica  è  in  effeere;dopo  l'hauerfi  difmefi 
V,  X  O      a  li  due 


292  Terza 

//  due  -vlumi generi  ;  nò fuffe flato  alcuno  di  ingegno  eccellente, che  no  haueffe  poflo  in  vfo  almeno  uno  di  efli: 
effindo  -veramente  flati  molti ,  che  già  molti  anni  (  come  odo  diveda,  molti  )  intorno-  quefla  cofa  ci  fono  affa- 
ticati ;  ne  mai  poterono  ntrouar  coja  alcuna ,  che  li  dilettale .  Veramente  f, irebbe flato  cofa  molto  infelice  , 
che  il  buono ,  &  il  bello  delia  Muficafi  haueffe  laffato  da  yH  canto  ,&tl  men  buono  ritenuto  :  Ma  ciò  non 
è  credibile  :  percwchef  come  nell'altre  *Arti,  &  nell'altre  Sciente ,  che  fono  digr.xnde  fpeculatione  ,&di 
poco  ytile ,  femprefi  è  rtferuato  il  buono  ;  &  lo  tnflo,  come  cofa  inutile  ,fi  è  laffato  finartre  ;  cofi  credo  ,  che 
fia  flato  nella  Mufica  :^A  benché  jpero  di  vedere  vn giorno  dare  opera  a  quefla  Scienza  di  tal  maniera,  &* 
di  vederla  in  tal  modo  perfetta,  che  non  fi  potrà  defiderare  in  effa  copi  alcuna ,  oltra  quello ,  che  fi  porrà  in 
■vfo .  Et  queflo  dico ,  peraoche  non  la  vedo  ancora  in  quella perfettwne ,  che  può  ventre  ,  la  quale  fi  riferux 
nella  mia  mente,  &  veramente  non  fi  può  dire,  il  che  farà  quando  farà  abbracciata  da  qualche  Jfnrito 
mentile,  che  non  hauerà  per vltimo  fine  ti guadagno  ,che  è  cofa  da  meccanicoimafibene  l'honore,&  la  gloria 
immortale,  che  potrà  acquietare,  dopo  l'hauerfi  affaticato  intorno  tal  Scienza ,  &  accrefciuta  a  quel  grado 
ultimo ,  ch'io  ho  detto . 


IL  FINE  DELL^T  TERZA  PA"RTE. 


la  qvarta 


LA    QVARTA    ET 

VL  TIM  A     PARTE 

Delle  Irti  turioni  harmoniche 

DI     M.     GIOSEFFO    ZARUNO 
d  <A    e  n  I  Q  g  g  i  u. 


Quello  che  fia  Modo. 


Cap.  i. 


u 

mé(     \Av    fili 

EDVTO  nella  Parte  precedente,  et  afufficìenza  moflrato  ilmodo,chefihay 
da  tenere  nel  comporre  le  cantilene  ;  &  in  qual  maniera ,  &  con  quanto  bello, 
&  regolato  ordine  le  Confonanxa  l'yna  con  l'altra ,  &  etiandio  con  le  Dijjo- 
nan"xe,fe  concatennino;yerrò  bora  à  ragionar  delli  Modi ,  Et  benché  tale  im- 
prefafia  non  poco  difficile  (  majiimamente  -volendo  io  ragionare  alcune  cofe  di 
lorofecodo  l'vfo  de  vii  ^€ntichi)fe perche  al  prefente(come  altre  -volte  ho  detto) 
la  Mufica  moderna  dall'antica  è  yariatamete  esercitata;  come  anco  per  non 
ritrouarfi  alcuna  efjempio,o  yeftigio  alcuno  di  loro,  che  nepoffa  codurre  in  yna 
yera,&  perfetta  cognitione;  tuttauta  non  voglio  rejìare  di  di/correre  alcune  cofe;&  con  quel  meglior  modo, 
ch'io  potrò, ragionando  in  yniuerfale,&  in  particolare  anco,di  toccare  alcune  delle  più  notabili  fecondo  che 
mifoueniranno  alla  memoria,&  anco  mi  torneranno  in  propofito  ;  dalle  quali  li  Studiofi  potranno  yenire  al- 
la rifolmione  di  qualunque  dubbio, che  fopr -a  tal  materia  Itpoteffe  occorrere  :  llche  fatto ,  yerrb  a  mojlrar  di- 
poi,in  qual  maniera  li  Mufici  moderni  li  vfìno;&  diro  di  quante  fòrti  fi  trouino,  ?  ordine  loro,  &  in  che  ma- 
niera le  H  armonie, che  na'cono  da  loro  fi  accommodino  al  Parlare, cioè  alle  Parole ,  Douendo  adunque  dar 
principio  a  talragionamento, vedremo  Prima  quello, che  fia  Modo;acctò  pofiiamo  fapere ,  che  cofafiaquello, 
di  cui  mtendemo  ragionare .  Ne  ciò  farà  fatto  fuori  dipropofito;poi  che'lModo  è  tlprincipal  Soggetto  di  que- 
Jìo  noflro  yltimo  ragionamento .  Si  debbe  adunque  auertire,  che  quefìa parola  Modo,  altra  di  ogn  altra  fua 
fignificat ione,  che  fono  molte  ;figntfica  propiamente  la  Ragione,cioè  quella  mtfura,  o  forma,  che  adoperiamo 
nel  fare  alcun  a\o fi, laqual  ne  ajìren^epoi  a  non  paffar  più  oltra;facendone  operare  tutte  le  cofe  con  yna  certa 
medwcrita,o  moderatwne.  Et  bene  veramente ,  imperoche  (  come  dice  Pindaro  )  i'tnrat  cf'V  «Wra  hìt(ov^ 
Jn  ciafeuna  cofa  è  Modo,o  mifetra;  llche  diffe  anco  Horatio  dopo  lui  ; 
£/?  modus  m  rebus ,  funt  certi  demq;  fines  ; 

Quos  yltra  cttraq;  nequit  confiflere  recium  :  Imperoche  tal  mediocrità, o  moderatone  non  è  altroché  yna 
certa  mamera,ouero  ordine  terminato, &  fermo  nel  procedere  ,per  ilquale  la  cofa  fi  conferua  nel  fio  effere, 
per  yirtu  delia  proportione,che  in  effafi  ritroua;che  non  falò  ne  diletta,  ma  etiandio  molto  giouamento  ne  ap- 
porta .  De  qui  viene, che  fe  per  cafa,  ouero  ajludio  tat  ordine  fi  allontana  da  tal  proportione ,  non  fi  può  dire  • 
quanto  offendi;&  quanto  ilfentimento  abhorifca  queflo  tal'ordine .  Hauendo  adunque  li  Mufici,&  li  Poe- 
ti antichi  confederato  tal  cofa:  perche  gli  vm,&gli  altri  erano  yna  cofa  idejfa  (come  ho  detto  altroue)chia- 
marono  le  loro  compofitioni  Modi;  nelle  quali  fatto  varie  materie, per  via  del  Parlare  efprimeuano ,  accom-r 
pagliate  l'vna  all'altra  con  propartione,diuerfi  Numeri, o  Metri, &  diuerfe  H armonie ,  Onde  nacque  dipoi, 
che  pò  fero  tre  Generi  de  Modi, non  hauendo  confideratione  al  Suono,  ouero  ali H armonia ,  che  nafeeua  :  ma 
foUmente  alle  altre  parti  aggiunte  infume  ;  l'yno  de  i  quali  chiamarono  Ditirambico ,  l'altro  Tragico,  & 
il  terzo  N  amico  ;  de  i  quali  le  lor  [petiefiirno  molte  ;fi  come  Epithalamij, Cornici,  Encomia/liei,  &  altri  fil- 
mili .  Confederando  dipoi  le  H armonie  da  per  sé,  che  vfauano  da  tali  congiungimenti ,  perche  riteneuano  in 
vi  loro  vna  certa,propia,&  terminata  forma, le  nominarono  femigliaiitemete  Medi;  aggiungendoli  Bonofi 
Frtgio,ouero  altro  nome, fecondo  il  nome  de  tpopoli,chefurno  tnuetori  di  quella  harmoma,  onero  di  qudli/.he 

pmfi 


294  Quarta 

più  fi  dilettauanò  di  quella  frecìe  di  harmonia,chedi  yn  altra  :  Imperoche  l'harmonìa  Doria  fu  denominata 
dalli  Doriuif, che  furono  hfuoi  iiiuentori;la  Frìgia  dalli  popoli  ,che  habitauano  la  Fngia;<&  la  Lidia  da  quel 
li  di  Lidia,&  co  fi  le  altre  per  ordme.E'  ben  yero,che  hauendo  ciafcuna  di  effe  in  sé  alcuna  cofa  propianelfuo 
canto:&  effendo  accompagnata  colf  dmerfi  Numeri;chiamarono  alcune  di  #Jègrau\&  feuere;alcune  bac- 
canti^ furiofe;alcune  honefte,&  religiofe,&  alcune  altre  nominarono  lafciue,&  bellicofe.  Onde  per  que- 
llo rifletto  hebbero grande  auertimento  nell'accompagnare  cotali  Harmome  atti  Numeri;  et  quejìo  infume 
con  propofito  a  materie  conuenientijequali  effnrrmeuano  nella  Oratione,o  Parlare  fecondo  U  lor  natura.Ha- 
uendopoi  confideratione  a,  tuttequefle  cofe ,  nominaiiano  le  loro  compagnoni,  fecondo  la  natura  del  comporlo, 
come  farebbe  a  dire, Modi  flebili, i  quali  fino  le  Elegie  :  Imperoche  contendono  materie mette, <&'flebili;ilche 
fi  puh  yedere  efpreffamente  in  quelli  due  -volumi  (  altra  gli  altri  quafi  infiniti, che  fono  di  altri  autori  )  /  quali 
fcriffe  Ouidio,dopo  che  fu  mandato  in  efiilio  da  <Aìiguslo;&  da  quello  anco,  che  ferine  nella  Epiflola  di  Saffo 
a  F  aone  ,yolendo  moflrare,che  le  cofe  amatorie  fono  materie  flebili, &  che  contengono  alla  Elegia,  dicendo; 
Forfnan  &  quafi  mea  fini  alterna  requiris 

Carmina, cùm  lyncis  firn  magis  apta  modis. 
Flendws  amor  meivs  efl.  Elegeta  flebile  carme» . 

Nonfacit  ad  lacrymat  barbitos  ylla  meos.        Fece  Horatìo  mentione  di  queili  Modi,  dicendo.. 
Tu  femper  yrges  flebilibus  modis 

Myflen  ademptum .        Et  anco  Boetio  nel  libro.  3  .della  Confolatione  Filofofca  ; 
Quondam  funera  comugis 

Vates  thraicius  gemens , 

Poflquàm  flebilibus  modis  , 

Syluas  currere ,  mobiles 

<Amnes  (lare  coegerat  ;  Sicome  li  commemoro  etiandio  Cicerone  nelle  Tufcolane,  quando  {facendo  in- 
fume mentione  degli  humili,&  deprefìi  )  diffe .  Hdx  cumpr&fìis  &  flebilibus  modis ,  qui  totis  theatris 
meeflitiam  inferant,  concinuntur .  Et  in  yn  altro  luogo,  facendo  mentione  deli:  tardi  ;  Solet  idem  Rofciw 
dicere,fe  quo  plus  £tatisfibi  accederet,  eo  tardwres  tibicinis  modos ,  &  Camus  remifiwres  effe  fa&urum*. 
^fltre  nominarono  Modi  lamenteuoli,come  fi  puh  yedere  appreffo  di  Apuleio, quando  dice .  Etfonus  Tibia 
Zigi£  mutatur  in  qu&rulum  I.ydij  modum .  ^Alcune  poi  chiamarono  Modi  dolci  ;  come  ne  mofira  l'ifleffo 
Horatìo  in  tu' altro  luogo ,  quando  dice  ;  ■     \ 

Me  nunc  Treffa  Chloe  regit , 

Dulces  dacia  modos,  & 

Cithar£  feiens .        Et  Seneca  anco  ; 
Sacrifca  dulces  tibia  effundat  modos .        Nominarono  etiandio  alcun:  altri  Alodi  mejìi  ;  come  fi  puh  ve- 
dere dalla  autorità  di  Boetio; 
Carmina  qui  quondam  si udio  fiorente  pereo-i , 

Fkbilis  heu  moeslos  cogor  mire  modos  ;     Et  alcune  Modi  impudici,  i  quali  commemora  Quintiliano  di- 
cendo .  ^Aperitivi  tamen  proftendum  ptito,non  hanc  a  me  pr£cipi,qti£  nunc  infeenis  effeminata,  &  impu 
dicis  modis  fracla  .      -Altre  chiamarono  Medi  rudi, 0  grafitiche  dimoflra  Ouidio  ; 
T>itmq; ,  rudem  préjente  modum  tibicine  Tufo ,  , 

LydiM  squatam  ter  pede  pulfat  immuni  ;  Et  altre  Alodi  difcordantì;&  de  quefli  ne  fi  mentione  Sfatto; 
T)ifcordefq;  modos ,  &  fingultantia  yerba 

Molwr.  V Irimamente  (  (affandone  molti  altri  per  breuità)  chiamarono  in  imiuerfale  alcune  compofi- 
'tioni  Modi  lirici  fi  come  dall 'autorità  di  Ouidio  commemorata  di  fopra  fi  puh  comprendere .  Tali  materie 
non  fi  effinmeuano  con  la  yoce  folamente  :  ma  fé  le  aceompagnaua  l'H  armonia, che  nafeeua  da  alcuno  ifìrti 
mento ,  f uff  e  fato  poi  C  etera ,  0  Lira,  oueramente  Piffero ,  0  di  qualunque  altra  forte.  Si  trouaua, 
nondimeno  grande  deferenza  tra  quefli  Modi  :  effendo  che  li  popoli  di  queflaproutntia  yfauano  yna  manie- 
ra di  Verfi,&  tuo  IJìrumento;&  quelli  di  quella  yfauano  tu' altro  lQrumeto,<&*  yn  altra  maniera.  Et  no 
eì-ano  differenti  follmente  in  quefli:  ma  nelle  H  armonie  ancora:  Imperoche  yna  forte  di  harmoma  yfaua. 
yn  popolo  &  yn  altro  vnaltra;di  maniera  che  erano  anco  differenti  ne  1  Numeri,  1  quali  fi  ritrouauano  nei 
Verfi .  De  qui  nacque  dopot,che  li  Modi  erano  denominati  da  quelli  popoli(com  e  di  fopra  ho  detto  )  che  più  fi 

dilettauanò 


Parte.  295- 

dilettammo  dì  quella  maniera, onero  erano  fiatigli  inuentori .  La  onde  da  queflo  fi  può  comprendere ,  che  fé 
t»  popolo ,com e  quello  di  Frigia,  vdiua  alcuna  maniera  foreflìera,diceua,quello  effere  Modo  di  quella  prouin- 
cia fitte  più  fi  yfiuafiueramente  oue  era  flato  ritrouato  :  di  maniera,  che  chiamauano  il  Modo  Eolio  da  ipo- 
poli  della  Eolia  fuoi  tnuentorifihe  era  contenuto  in  vn  certo  Hinnofiompojlo  nel  Modo  lirico  [otto  alcuni  Ni* 
merìxoncìofia  che  quegli  popoli  fi  dilettarono  molto  della  Lira  fi  Cetera,  che  fecondo  l'opinione  di  alcuni  (  ia- 
qual reputo f alfa)  a  quei  tempi  erano  ima  cofa  tfleffa;al  fuono  della  quale  cantauano  dnominato  Hmno.Tale 
idrumento  y fatano  fmìlmente  li  Dorienft,anchora  che  forfè  cantaffero  altra  maniera  di  Verfl,&  yfaffero 
iHarmonia  molto  differente  ;delche  ne  fa  fede  Pindaro, quando  nomina  fimile  frumento  àw/u«tj  <póft*iyya, 
cioè  Dorica  cetera  ;      Et  Horatio , 

Souantem  midum  tibijs  Carmen  lyra , 

Hac  Dorium,  illis  Barbarum .  Onde  fi  pub  yedere  da  quellaparola  Barharum ,  che  intende  per  il  modo 
Frigio fihe  anco  i  popoli  della  Frigia  yfauano  li  Pifferi .  Et  cotal  Modo  yeramente  foleuano  fonare  confimili 
iflrumentifiome  potrei  moflrare  con  molti  effempi,  i  quali  laffoper  breuità;  ballando  folamente  yno  di  Vir- 
gilio j  ilquale  dice  in  tal  maniera . 
O  yerephngix  (  neqi  emm  phryges  )  ite  per  alta 
Dyndima,ybi  affuetts  biforem  dat  tibia  cantum  ;        Et  yno  di  Ouidio, 

Tibia  datphrygws,yt  dedit  ante  modos  ;Da  i  quali  fi  può  comprendere,  effer  yero  quello,  che  ho  detto .  Con 
quello  finimento  fimilmente  quei  popoli, che  habit aitano  la  Lidia  faceuano  le  loro  harmonie  ,&dt  ciò  è  te- 
Jlimonìo  Horatio  dicendo  ; 

Vìrtute  fltnftos  more  patrttm  duces ,  . 

Lydis  remijlo  Carmine  tibijs , 
Troiamq; ,  &  ^fncìiiftn ,  &  alma 

Progeniem  Veneris  canemm;  Et  Pindaro, ilquale, aitanti  di  lui, applicando  Gioueper  Pfaumido  Camarineo,. 
■vincitore  ne  i giuochi  olimpici,dice;Io  yengo  a  te  fuppltcheuole  o  Gioue  Avìiotsaùkòis,  cioè  con  Pifferi  Lidij. 
Non  manca  per  dimoflranqueflo  etiandio  ilteflimomo  di  Apuleio, con  l'autorità  addutta  difopra,&  di  mol 
ti  altrr.ma  quefli  bafìnio .  Da  queflo  adunque potemo  comprendere , che  li  Modi  anticamente  conffleuano 
nelle  Harmonie, &  nelli  Numeri  efprepli  da  yna forte  dìtflrumento;  &  che  la  diuerftà  loro  era  pofta  nella 
yariatwne  delle  Harmonie, nella  diuerftà  de  i  Numeri,  &  nella  maniera  dello  tfl 'rimere ,  cioè  dello  I  fru- 
mento .  Et  fé  bene  alcuni  popoli  conuemuanocon  alcuni  altri  nelle  Harmonie,  ouero  ne  gli  ifìrumenti  ;  erano 
poi  differenti  neìli  Numeri  ;  Et  fé  in  quedi  erano  concordici  fcordauano  poi  nelle  Harmome,&  negli  ifìrtt 
menti .  Di  maniera  che  fé  in  yna  cofa,ouero  in  due  erano  conformi, yariauano  poi  nel  reflo .  Queflo  ifleffo  ye- 
demo  etiandio  horgidi  in  diuerfe  nationi:  tmperoche  lo  Italiano  yfa  il  Numero, cioè  il  Verfo  di  piedi,  ofillabe 
commune  col  Francefi,&  col  Spagnolo;come  è  quello  di  Vndiciftllabe  ;  nondimeno  quando  fi  odeno  cantare 
l'yno,&  l'altro, fi  fiorone  yri 'Harmonia  differente^  altra  maniera  nelprocedere  :  Conciofiache  altramen- 
ta  canta  lo  Italiano, di  quello  che  fa  il  Francefe,  &  in  altra  maniera  canta  lo  Spagnolo,  di  quel  che  fa  lo  Te-, 
defco  ;  laffando  di  dire  delle  nationi  barbare  de  wfdeli,come  è  mamfeflo .  Vfa  lo  Italiano,&  anco  il  France- 
fe grandemente  il  Leuto,&  lo  Spagnolo  yfa  ilCeterone  ;  ancora  che  yaria  poco  dal  Leuto  ;  &  altri  popoli 
Tifano  il  Piffero .  Nelli  Numeri,  o  Verfipoi,  quanta  differenza  fa  tra  i  popoli ,  &  quanto  vn  popolo  habbia 
differente  maniera  dall 'altro,  da  queflo  fi  può  conofcere(jncominctando  da  queflu  capo)  che  fé  bene  fuori  della 
Jtalia  in  alcuna  parte  non  fi  yfa  il  Verfo  legato,  ofaolto  di  VndicìfUabe, fatto  allafimiglianza  dell' Endeca- 
ftllabo  latino;tuttama  nella  Italia,nella  Fraza,&  nella  Spagna  molto  fi  yfa.  Et  quello,che  in  Italia  fi  chia-- 
ma  Rima,credo  che  fa  detto  da  quefìa  parola  greca  pv&i*ós,  chefigmfca  {come  altroue  ho  detto)  Numerofi 
Confonanza:percioche  da  quelle  corri(f>ondenze,&  legature, che  fi  trouauano  nel f  ne  de  i  Verfljeqtuli  dna 
mano  Cadenze, nafce  la  Confonanzafiuero  Harmoma,che  fi  troua  in  eflt.  vfanogli  Italiani  corali  Cadere, 
non  tanto  in  quella  maniera  de  Verffihefi  trouano  nelle  Ottaue  rime,  o  Stanze,  nelli  Sonetti ,  ne  i  Capitoli, 
&  altri  fintili,  che  dimandano  Imeri;quanto  nelle  Canzoni  ancora,&  Madrigali;  oue  fi  pone  molte  fòrti  de 
Verftfi  come  fono  quelli  di  Sette  ftllabe,et  altri  ftmili, che  chiamano  Verf  rotti,come  è  mamfefloilmperoche 
nella  Italia,madre  de  i  burnii,^  rari  intellettifi  yfa  yarie  maniere  di  comporre;  fi  come  fi  può  comprende- 
re dalle  nominate  Ottaue  nme,o  Stanze, che  dir  le  yogliamo,da  i  Terzetti ,  dalle  Sefline ,  dalli  Sonetti ,  & 
dalli  Capitolane  i  quali  fi  adoperano  yna  fola  maniera  di  Verft,che  fono  gli  Interi ,  Et  nelle  Canzoni,  C7*  ne  i 

Madrigali, 


296  Quarta 

M*dri<rah  con  altri  fmili, ne  i  quali  fi  pongono  vane  forti  dt  Numeri  ad  imitatane  dette  Ode  di  Horatio  ;  a 
benché  ti  Numeri  HoratUnifia.no  fenza  te  commemorate  Cadenze,  &gli  Italiani  favo  per  effe  Cadenze 
aldettomodo  legatici  come  nelle  dotte  &  leggiadre  Canzoni  del  Petrarca,  &•  di  molti  altri  eccelle  ntifìimi 
huomimfipuò  yedere;delle  qualtjego  io  per  certo,che  li  dotti  jfirtti  Italiani  fiano flati  rliwuèton:Con:ioJia 
che  non  mi  ricordo  hauer  mai  trottato  apprefjo  dt  alcuno  altro  Poeta ,  ne  Greco ,  ne  Latino  vnfimtl  modo  di 
comporre, con  tali  Cadenze;  con  tuttoché  il  dottifimo  Horatio  habbia  cantato  affatfime  Ode  in  molte  ma-, 
niere.E'  ben  vero, che  li  Poeti  lattm(ancora  che  non  molto  fpejfo  )  hanno  vfatofmilt  Cadenze,  0  Corn/pon- 
denze  nelle  mezanefiUabe,  ^  nelle  yltime  di  alcuni  loro  Verfi,  i  quali  chiamano  Canini  ;  come  in  ciafcuna 
di  quefli  ha  fatto  il  Poeta;  ..> 

*Ad  terram  misere ,  aut  ignibws  Agra  dedère . 
Cornua  veUatarum  obuertimus  antennarum . 
lìlum  indignanti  fimilem ifimilemq; minanti. 
Tum  caput  orantis  nequicquàm ,  &  multa  precantis . 

Ora  citatomm  dextra  contorfit  equorum  ;     Et  Ouidio  anche  in  queflo  ha  ofjeruato  còtal  legge . 
Vim  ttcet  appelles,&  culpam  nomine  yeles  ;  &  in  molti  altroché  non  fi  metteno,per  non  crefcere  il  voltt- 
me .  Onde  il  Petrarca(com'io  credo)  imitando  tal  maniera  di  comporre  Je pofe  in  vn  altro  modo,accordan~ 
do  tifine  del  Verfo  precedente,  colmezo  delfeguendo  in  cotal  gufa  : 
Mai  non  yò  più  cantar  comio  foleua  : 
Ch'altri  non  m'intendeua  :  onde  hebbi  forno . 

Epuofiin  belfig^iorno effer molefìo ;     Et  cofiilreflante  di  tal  Canzone,  llche  offeruò  etiandio  nella 
Canzone,che  incomincia  Vergine  bella .  Ma  quando  bene  fi  ritrouaffe  tra  i  Grect,o  tra  i  Latini  Poeti  vna 
tal  maniera  di  comporre , con  fmili  Cadenze, quejlo  poco  importarebbe  effendo  che  tanto  fi  potrebbe  gloriare 
il  primo  inuentore  di  yna  tal  maniera  di  comporre  Italiano,  fi  bene  haueffe  pigliato  la  muentione  da  alcun 
Poeta  Greco,o  Latino,  quanto  fi  gloriaua  Horatio  di  effer  fato  il  primo ,  che  ritrouaffe  il  modo  di  comporre 
in  latino  i  Verfi  lirici,  alla  gufa  de  i  Greci  ;  come  fi  può  comprendere  dalle  fùe  parole,  quando  dice  ; 
Dicar ,  qua  yiolens  obflrepit  ^Aufidws , 
Et  qua  pauper  aqux,  Daunm  agreflium 
Re<rnator  populorum ,  ex  burniti  potens 
Princeps  ^Aeolium  Carmen  ad  Italos 

Deduxtffe  modos .  Delchefi  può  etiandio  gloriare  il  Tólomei ,  di  effer  fato  il  primo ,  che  habbia  efpreffo  il 
Verfo  Heroico,&  lo  Esametro  ,&lo  Pentametro  nelle  Italiane  mufe .  Vogliono  alcuni ,  che'lDotttfimo 
Dante  ^iligheri  poeta  Fiorentinofitffe  il  primo  inuentore  delli  Terzetti,  &  il  Boccaccio  della  Ottaua  rima  : 
per  ilche  quando  a  tali  maniere  di  comporre  fi  yoleffe  dare  yn  nome  particolare ,  yolendole  denominare  dalia- 
regione, nella  quale  furono  ntrouate:ivna&  l'altra  maniera  fi  chiamarebbe  (come  ne  inulta  Horatio  con 
t  autorità  pò  fta  difopra  )  Modi  Italiani  :  O  yolendole  denominar  dalla  patria, fi  chtamarebbeno  Modi  Tho- 
fcani .  Ma  fé  fi  yoleffero  denominare  da  i  propij  tnuentori ,  la  prima  maniera  fi  nominarebbe  (  dirò  cof  ) 
Modo  Dantefco,et  la  feconda  maniera  Modo  Boccacciano;fi  come  le  Leggi  cithanflice,  &  le  Tibiali(come 
hauemo  yeduto  nella  Seconda  parte  )  furono  denominate  parte  dalli  Popolt,&  parte  dagli  Inuentori  .Et  fé 
bene  nella  Italia  fi  trotta  no  foto  yna  maniera  de  Verfi, ma  anco  più  maniere  particolari;  come  ho  moflrato; 
tuttauia  li  Greci  a  inofìri  giorni,  oltra  l'altre  loro  maniere,  hanno  il  Verfo  di  Quindici fillabe  ;  come  fono  qfli, 
che  fono  di  Confiamo  Mannasì grande  filo fofo .  O'  toh  fleòu  vct.v7t\nos,KM  ■zd.vnKrkaf  /.óycs, 

TsV  o'vpavìv  tiV  «Wwv  ■profiiyayiv  dfyjtfiv  ;  £7*  vogliono  dire .  La  Parola  di  Dio  in  tutto  perfetta  ;  &* 
colui, che  fabneo  tutte  le  cof  e  del  Mondo,  da  principio fabrico  il  Cielo  finza felle  ;  de  1  quali  verfi  tutto  il  fuo 
Effameron  è  pieno  ;  &•  li  cantano  fono  vn  Modo  particolare ,  fecondo 7  coflume  loro  ;  dche  non  fi  yfa  nella 
Italia .  Pertiche  (  lajftndo  di  dire  degli  altri  popoli)  da  quefli  duepotemo  vedere  la  differenza,  che  poteua 
effer  de  i  Numeri, &~  delle  H armonie  nelli  Modi  de  quei  popoli ,  nel  tempo ,  che  nella  Grecia  la  Mufica  era 
in  fiore  :  Perciochef  come  vedemo  quefli  due  popoli  a  1  noflri  tempi  battere  vna  maniera  particolare  di  Ver-' 
fio;  &  vna  maniera  particolare  di  cantare;  tlfimile,douemo  creder, chef  uff  e  anticamente  tra  quei  popoli .  Et 
ancora  che  a  1  noflri  giorni  alcuni  popoli  di  natione  diuerft  conuenghtno  infieme  nel  Numero,o  nelli  Piedi  del 
Verfo,&  nella  maniera  della  compofittone  delle  lor  canzoni;  tuttauia  fono  poi  differenti  intorno  la  maniera 

del 


Parte.  297 


del  cantare.  Et  non  {blamente fi  trotta  tra  diuerfi  nationi  tali  differente  :  ma  anco  in  vna  ìfìeffi  natione ,  & 
in  vna  tfleffa  patria;come  fi  può  vedere  nella  Italia  :percioche  in  -vna  maniera  fi  cantano  le  Canzoni ,  chef 
chiamano  Vtllote  ne  i  luoghi  -vicini  a  Vinegia,&  in  vn  altra  maniera  nella  Tbofcana,&  nel  Reame  di  N<t 
foli  ;fi  come  era  anco  appresogli  ^Antichi  :  perciocbefi  bene  i  Popoli  della  Daria,  &  quelli  della  Eolia  vfa- 
uano  yna  ifleffa  qualità  fifone  di  Verfo ,  &  yno  ifleffo  I  finimento  ;  le  H  armonie  loro  poi  erano  in  qualche 
pane  differenti .  De  qui  fi  puh  comprendere  adunque  la  diuerfità  de  i  nomi  nelh  Modi  ;  chef  come  in  alcun 
Modo  fi  trouaua  il  Numero,  lo  I frumento,  &  l'H  armonia  differente  da  vn 'altro  Modo  ;  cof  anco  nacque 
la  diuerfità  delli  nomi.  La  onde  credo  ,  che  il  Modo  Doriofufje  differente  dallo  Eolio  ;fi  come  il  Frigio  era 
diuerfo  dal  Lidio;&  ciò  non  folamete  nelle  Harmonie:  ma  etiandio  nelli  Numeri  ;  come  fi  può  comprendere 
da  i  vart\  effetti, che  nafieuano  dall'vno,&  dall' altro;come  alfùo  luogo  yederemo .  Però  adunque  quado  leg- 
gemo  di  Filoffeno;che  battendo  tentato  di  fare  il  poema  Ditirambico  nel  modo  Dorico,  &non  lo  puote  mai 
condune  al  defderatofne  :percioche  dalla  natura  del  Modo  fi  tirato  di  nuouo  neli'harmonia  Frigia,  conue- 
neuole  a  tal  Poema;non  douemo  prendere  ammiratione  :  effendo  che  li  fuot  Piedi,  &  ilfuo  Numero  è  più  ve- 
loce (Togn'altro  Poema  ;  Et  per  il  contrario  i  Numeri  del  modo  Dorico  più  tardi,  &più  rimefii .  Perilche  ef- 
fendo altri  Numeri  nella  Darica,&  altri  nella  Frigia  harmoniafcomefi  è  dmo)era  imponibile, che  Filoffi- 
nopoteffefarcofa  alcuna ,  che  fufje  buona  ;  fi  come  anco  farebbe  imponibile ,  quando  fono  li  Numeri  di  vn 
Verfo  Saffico, che  fi  compone  del  Trocheo,  del  Spondeo,  del  Dattilo ,  &>  nel  fine  di  due  Trochei  ;  ottero  di  yn 
Trocheo ,  &  yno  Spondeo  ;  come  fono  quefti  due  Horatiani, 

Mercuri  facunde  nepos  yAtlantis  :     & 

Perficos  odipuer  apparati^  ;  fi  yoleffe  cantare, o  tirare  in  yerfo  Heroico,  chef  compone  di  fei  piedi  di- 
tterfitmente  con  Dattili ,  &  Spondei  ;  come  fi  può  comprendere  in  ciafcuno  delli  due  Virgiliani  : 

Sed  fugit  interea  ,fugit  irreparabile  tempia  .     & 

Parcerefubieclis&  debellare  fuperbos .  Tutto  queflo  difiorfi  ho  yoluto  fare, forfè  più  lungo  di  quello, 
che  bifognatta,non  ad  altro  fine, fi  non  accioche  più  facilmente  fi  comprenda  quello,  che  era  Modo  nella  Mtt- 
fica .  Onde  paterno  veramente  dire,che  il  Modo  anticamente  era  una  certa, &  determinata  forma  di  Melo- 
diafana  con  ragione, &  con  arteficio, contenuta  fatto  yn  determinato, &  proportionato  ordine  de  Numeri, 
&  di  H armonia,  accommodati  alla  materia  contenuta  nell  'Oratione.it  benché  i  Mufci  moderni  non  con  fi- 
aerino  nelle  lor  cantilene  fi  non  yn  certo  ordine  di  cantare,^  yna  certa  fpecie  di  harmoniajaffando  da  par- 
te ilconfiderare  ilNumero,o  Metro  determinato  :percioche  dicono,  che  queflo  appartiene  alli  Poeti,  mafii- 
mamente  effendo  bora  la  Mufca  a  i  noflri  tempi  fiparata  dalla  Poefia  ;  tuttauia  confiderano  cotale  ordine 
inquanto  è  contenuto  tra  yna  delle  Sette  già  moflrate  fpecie  della  Diapafon ,  harmonicamente,  ouero  arith- 
melicamente  mediata;come  più  altra  vederemo;tra  lequalifi  troua  yna  certa  maniera  di  cantare  in  una, che 
in  vn  altra  è  variata .  Et  tale  ordine  di  cantare  con  diuerfa  maniera,ouero  aria  dimandano  Modo;  &  alcu- 
ni lo  chiamano  Tropo;  &  alcuni  Tuono .  Ne  di  ciò  douemo  prender  m ar aiti?  Ita,  poi  che  TpoVo  j  è  parola  gre- 
ca ,  chefgnifica  Modo ,  o  Ragione ,  dalla  quale  vogliono, che  fi  ano  cof  detti .  Etfifitffero  anco  nominati  da 
Ipan ,  che  vuoldire  Conuerfionejo  Mutationejìaria  medefmamente  bene;effendo  che  l'vnofi  conuerte,& 
muta  ncll'altro;come  vederemo .  Lo  nominano  etiadio  Tuono,  &  ciò  no  è  mal  detto  : percioche per  ilTttono 
(come  moflra  Euclide  nelfuo  Introduttorio  )  fi  può  intendere  Quattro  cofe  :  Primieramete  quello,che  i  Gre- 
ci chiamano  qftiyyxr ,  chefgnifica  ogni  Suono, o  Voce  inarticolatajaquale  non  fi  eftende  ne  yerfo  ilgraue, 
ve  verfo  l'acuto  :  Secondariamente ,  l'vno  di  quelli  due  interualli ,  moflrati  nel  Cap.  1 8.  della  Terza  pane; 
Dipoi  vna  forte, &  [onora  voce  ;f  come  quando  dicemo  ;  Francefco  ha  vn  buon  tuono,  finora ,  &  gagliar- 
do; cine  vna  buona,  finora,  &  gagliarda  voce .  vlttmamentefipuò  intender  quello ,  che  hauemo  nominato 
difopra  ;ft  come  quando  fi  dice,  il  Tuono  Dorìo,il  Frigio,&  gli  altri  ;  cioè  il  Modo  Doriojl  Frigio,&  life- 
gitentiper  ordine,  Et  perche  queflo  nome  Tuono  fi  eflende  in  più  cofe, come  hauemo  veduto  ;però  ioperfihi- 
uare  la  Equiuocatione ,più  che  hòpotuto,hò  voluto  nominarli  Modi,<&  non  Tuoni .  Volendo  adunque  dichia- 
rare quelló,che  fa  Modo,diremo  con  Boetio,che  Modo  è  vna  cena  cojìitutione  in  tutti  gli  ordini  de  voci,  dif- 
ferente per  il  grotte  ,&per  l 'acuto  ;  &  tale  Coflttutione  è  come  vn  corpo  pieno  di  moduUtione  ,  laquale  bà 
teffere  dalla  congiuntone  delle  Confinati^  ;f  come  è  la  Diapafon, la  Diapafondiapente ,  ouero  la  Disdiapa- 
fon .  Di  maniera  che  da  Proslambanomenos  a  Mefi  viene  ad  effire  vna  coflttutione,  connumerando  le  chor- 
de,o  voci  melane  ;  Cofi  ancora  da  Mefi  a  Nete  byperboleon,mtendendouifempre  Itfuoi  mezani  filoni .  Ma 

P         perche 


298  Quarta 

perche  quefìe  coflittttioiii  fono  veramente  le  varie  ffecie  della  Diapafon j  chef  trottano  dalTvnà lettera  all'ai- 
tra;come  nel  Cap.  1  z .  della  Terz*  parte  habbìamo  veduto,  nunìerando  le  lor  chorde  melane  ;però  diremo, 
che'lModo  è  vna  certaforma,o  qualità  di  harmoma,chefi  trotta  tn  aafcuna  dille  nominate  Sette  fbecie  del- 
^3.  la  Diapafònjeguali  tramenate  h  armonicamente,  fecondo  che  fi  confiderano  bora,  ne  danno  fette  Modi  prin- 
cipali,^ autctichi;  dalli  quali  poi  nafcono  hfuoi_collaterali,per  la  antifone  arithmetica,,  chef  chiamano{co- 
tne  vederemo  )  Placali ,  onero  Placali . 

.       \ 

Che  li  Modi  fono  flati  nominati  da  molti  diuerfamcnte, 
&  per  qual  cagione.  Cap.   2. 

T  benché  io  habbia  nominato  tali  maniere  di  cantare  Modi;  [uno  pero  flati  alcuni ,  i  quali 
etiandio  li  hanno  chiamati  Harmome ,  alcuni  Tropi,alcum  Tuoni,  &  alcuni  Sijlemati, 
ouero  Intere  cojlitutiom.  Qtielli  che  li  chiamarono  Harmome  furono  molti,  tra  1  quali  fit 
Platone, Plinio, &  Giulio  Polluce .  E 'ben  vero,che'l  Polluce  (fecondo'lmw  parere  )  po- 
ne differenza  tra  l'H  armonia,^  il  Modo;  ejfendo  cheppia  ì'Harmoma  per  tlcocento. 
:Jolame»te,che  nafce  da  1  Suoni/'  dalle  Voci  aggiunte  al  Numero  ;  &•  dipoi  pipita  il  Alodo  per  il  compofìo  di 
H armonia, di  Numero,&  di  Oratione,che  Platone  nomina  Melodia,  &fà  vedere,  quanto  il  Modofia  dif- 
ferente dall' Harmoma .  La  onde  tffendo  a  inofìri  tempi  l'vfo  della  Mttfica  molto  differente  dall'ufo  di  quella 
de  ^lt  ^Antichi  (  come  altroue  ho  moflrato)  ne  ofjeruandof  in  effa  alcuna  cofa  intorno  al  Numero  (  laffando 
quelle  H armonie, che  fi  odino  ne  i  Balli:  percioche  vengono  neceffariamente  ad  effer  congiunti  a  tal  numero) 
jfecondo  l'opinione  di  coditi  li  douerefimo  più  pretto  chiamare  H  armonie, che  Medi:  ma  ciò  fi  è  fitto;  perche 
queflo  nome  è  più  commune  tra  i  Mufici  wfimil  cofa ,  che  non  è  PI  armonia .  Quando  adunque  il  Polluce  li 
fhama  Harmome, non  difcorda punto  da  Platnnesintetidendo  quel concento,che  nafce  da  i  Suoni, 0  dalle  Vo- 
ci congiunto  al  Numero  :  Ma  quando  li  nomina  Modi, allora  intende  la  Melodia, cioè  il  compofìo  delle  nomir 
ttate  tre  cofe .  Ne  douemo prender  marauiglia,  che  vna  ifltffà  cofafia  denominata  in  tante  maniere  :  percio- 
che non  è  inconuemente ,  che  vna  cofa  tdeffa,  quando  è  confderata  ditterfamente  ,fia  anco  dmerfamente  no- 
minata .  Pero  quando  Platone ,  &gli  altri  le  nomina  H armonie ,  può  nafeere ,  che  li  poneffe  tal  nome ,  per 
la  concordanza  de  molti  filoni,  0  voci  difimilt  tra  loro  ;  &  dalla  cowmntione  di  molte  canfonanze  vmte  («*- 
fieme,  che  fi  trotta  tra  molte  parti,&  in  vna  fola  ancora  :  Imperoche  A't/xavlaftcondol  parere  di  Quintilia- 
no ,fi  chiama  quella  concordanza, che  nafce  dalla  congiuntane  di  più  cofe  tra  loro  diftmilt .  Et  fé  alcuni  <t/*- 
tri  li  chiamarono  Tropi,  fu  anco  ben  detto  :  poi  chef  mutano  l'vn  nell'altro  nel grane,  ouero  nell'acuto.  Onde 
poi  per  quefle  qualità  fono  tra  loro  differenti  :  efjendo  che  tutte  le  chorde  di  vn  Modo  fono  più  gratti ,  0  pi» 
acute  per  vno  tnteruallo  di  Tuono, 0  di  Semituuno,  delle  chorde  di  quello ,  che  gli  è  più  vicino .  Confiderando 
adunque  il  puff. ut  pio,  che  fanno  l'vno  nell'altro  per  l'afeendere ,  0  difeendere  con  le  chorde  di  vn  ordine  nelle 
chorde  di  vn  altro  ;  erano  da  loro  nominati  in  tal  maniera  ;  quafi  che  voteffero  dire ,  Voltati  dal  arane  al- 
l'acuto,o  per  il  contrario .  Ma  fé  noi  li  confiderai imo  fecondo  l  vfo  moderno  ;  cioè  inquanto  alla  contterfio- 
tie  delle  loro  Diatefjaron,  lequalt  fi  pongono  (  come  vederemo  )  t allora  fotto,  &  t allora  fopra  la  Diapente 
commune  ;fi  uotrebbeno  ettandio  chiamare  Tropi .  La  onde  parmi,  che  non  fuori  di  propofto  alcuni  diman- 
darono le  due  nominate  jpecie  ;  cioè  la  Diapente, &  la  Diateffaron  Lati,  ouer  Membra  della  Diapafon  ;  &> 
effa  Diapafon  Corpo;  poi  che  ne  fegtte  vna  tale,<&  tata  variatione,che  fi  vno  effetto  miralnle.De  qui  vene; 
che  alcuni  chiamarono  parte  di  efi  Modi  lateralucomefnno  li  Piagali, dall' uno  de  1  loro  lati, che  fi  muta;  che  è 
la  Diateffaron.Et  qlìt,che  li  nominarono  Tuoninoli  lo  fecero  fenza  ragionerei  quali  l'uno J ù  Tolomeo,  tlqttal 
àice;che  forfè  fi chiamarono  in  cotal  modo,dallf>acw  del  Tuono, per  ilquale  li  tre  Modi  principali  Dono,  Frit 
mo,et  Lidio{come  dimofìra  nelCap.~j.et  nel  io  del  z  bb.dell'Harmomca)fono  lontani  l'uno  dall' altro:  <An* 
cora  che  alcuni  vaglino  ,i  befano  nominati  in  tal  manierala  vna  certa  foprabondanza  d'J  ineruditi  fi  come 
dalli  Cinque  tuoni, che  fono  in  ogni  Diapafon  jultra  li  due  Semituoni  maggiori  :  alteramente  doli  'ultimo  fuono; 
't>  Voce  finale  di  eia fcttno(  come  vogliono  alcuni  altrt)mediante  ilquale, cattano  vna  Pegola  di  conofeere,  &  dì 
«indicare  d-illa  ajctfa,^-  dalla  difcefa  delle  loro  Modulationi,qi!alji  volita  catilenaffotto  qual  Modo  fa  cor 
pofla.Ma  qlla  vltima  opinione  a\me  non  piacexonciofiache  no  ha  in  fé  alcuna  ragione, che  accheti  l'intelletto. 
Sono  anco  ditti  Modi  da  quefla parola  latina  Modn$,che  derma  da  Queilo  verbo  Modnlarylqualefiguifìca 


Cantare: 


Parte.  299 


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Cantare-.ouerofono  detti  Modi  dall'ordine  moderato  ,che  fi  fcorgt  in  lomlmperoche  non  è  lecitofenxa  offepi 
deU'ydito,pafpre  oltra  i  loro  termtm;&  di  non  offeruarela  propietà,&  natura  di  ciafcuno.Quelli,  che  li  no- 
minarono Siflemati ,  onero  Intere  cojìitutiom ,  tra  quali  yno  è  Tolomeo;  fi  moffero  da  quefla  ragione  -.per- 
che Sifìema  yuolfignificare  yna  congregàtione  de  yoci,o  filoni,  che  contiene  nife  yna  certa  ordinata,  &  in- 
tera modulatone ,ouer  cogiuntione  delle  confonanxe;come  fono  della  Diapente ;&  della  Diateffaron,  &>  del- 
le altre  ancora.  Di  maniera ,  che  ogni  Modo  fi  colloca  interamente  in  yna  delle  Sette  ffecie  della  Diapafon, 
òe  è  la  più  perfetta  di  ogn  altra  qualfi  yoglia  coflitutioiie . 

Del  Nome,&  del  Numero  delli  Modi.  Cap.   j. 

/  come  appreffo  di  tutti  quelli,  che  hanno  fatto  qualche  mentione  delli  Modi, fi  yede  gran 
de  uarietà  intorno  al  loro  nome  ingenerale:come  hauemo  yeduto;cofi  anco  l'ifìejfo  latra- 
mene intorno  ad  alcuni  nomi  particolari  ;&  intorno  al  numero  loro  :  Imperoche  [e  noi 
yorremo  hauer  riguardo  a  quelio,che  ferme  Platone  in  tal  materia,ritrouaremo,che pone 
fet  Modicamente;  chiamalo  alcuni  di  ejìt  harmonie  Lidie  mifle, alcuni  Lidie  acute, al- 
tri Ioniche, &  altri  Lidie, fenza  ag  giungemi  cofa  alcuna .  ^Aggiunge  poi  a  quefle  la  Dorica, &  la  Frigia; 
lodando  follmente ,<&  abprouando  fopra  tutte  le  altre  quefle  due  yltime  ;  come  molto  ytili  ad  yna  bene  iQi- 
Utita  Repubhca .  In  yn  altra  luogo  poi  commemora  jolamente  la  Doricaja  lonicaja  Frigia,^  la  Lidia;  et 
cofi  tra  quefle,par  che  lodi  follmente  la  Donca;come  più  fettera,&  migliore  di  ogn  altra.  ^Arifloffeno  ancor 
Unicorne  ynolc  Marnano  capeUa)pone  Quindici  modi;  cioè  Cinque  principali  Lidio, Iajlto,  Folio,  Frigio,  & 
Donco;con  Dica  colhiterali;a<rgiu>gendo  a  aafcun  di  loro  quefle  due  particelle  Greche  ù-zìp,  che  yuol  dire 
Supra,&  ÌTaà,chefonifca  Sottoiondefì  nafeere  due  altri  ModiJ'yn  de  i  quali  chiama  Hiperlidw,  &  l'al- 
tro Hipolidto;gr  coffa  degli  altri  per  ordine.  L'ifleffo  numero  con  nomifimili  pone  Cafìwdoro  nelfuo  Com 
pendio  di  Mufica;et  [frinendo  a  Boetio  ne  pone  Cinque;  cioè  il  Dorio,il  Frigio, l'Eolio, IT  aslto,&  il  Lidio;  & 
dice, che  opu  Modo  ha  l^Alto&ilBafo;  &  queftì  due  fono  cofi  detti  per  njpetto  delmexo;  yolendo  infe- 
rire,che  cufcuiiù  delli  nominati  ha  due  Modi  collaterali;come  dimoftra  dipoi,quando  dice;che  la  Mufica  arte- 
ficiata  è  contenuta  da  Quindici  modi;  &  in  ciò  è  concorde  con  Marnano.  Ma  Euclide ,  ilquale  [eruttò  anche 
lui  ^Anlìoffeno  ne  pone  Tredect  folamente;ilche fi  medefimamente  Cen forino.  La  onde  fi  yede  duefeguazgi 
di  yno  ijìefjò  autore, effer  molto  difcordi,&  yarij  nel  numero .  Tolomeo, quando  ragiona  di  tal  cofa,  ne  pone 
Sette, cioè  l'Hipodono,ÌHipofngio,l'Hipolidio,il  Dono,tl  Frigio,il  Lidio, &  il  Miftolidio;allt  quali  aggiun 
ve  l'Ottauo,chiamandolo  Hipermiftoltdio/letto  da  Euclide  Hiperfrigio  :  &  queflofece  ;  accio  che'l  Sijlema,. 
majiimo,ctoè  le  Quindici  chorde  da  Proslamhanomenos  a  Netehyperboleon  ,fuffero  coprefe  dalle  chorde di 
quejli  Modi.Et  quantunque  conofeeffe  molto  bene,che  ultra  di  queih  fette  Modt,&  lofio  aggiunto,  fé  ne  ri- 
trouauano  molti  altn;come fi  può  yedere, quando  comemora  l'laftto,&  l'Eolio,  naminadali  Harmonie;tut 
tatua  non  yolfe  pei/fare  tal  num ero ;for[e, perche  hauea  fatto  difegno,di  accomodare^  fecondo  ilfuo  propofito) 
a  ciafcun  circolo  della  Sphera  celesleyno  delli  nominati  otto  Modi;come  fi  può  yedere  nelCap.9.  delTerxo 
libro  della  Mufica;nella  manieratile  gli  sfatichi  ettandio  haueuano  difegnato  a  ciafcuna  Sphera;come  mo- 
fira  Plinto  nella  Hifona  naturale .  Giulio  pollucefi  accorda  con  Platone  nel  numero  :  ma  difeorda  nel  110- 
me.percioche  pone  il  Dorico,!' Ionico^  l'Eolw;et  li  nomina  Prime  harmonie, alle  quali  aggiunge  la  Frigia, 
la  Lidiaja  Ionica,&  yna,che  nomina  Continoua;  come  yna  di  quelle  harmonie,  che  feruiuano  al  fuuno  de  i 
Pifferi.^infttde  Quintiliano, nel  Primo  lib.della  Muficaponefei  Modi,  i  quali  dimada  Tuoni,  cioè  il  Ltdio,il 
Dario, il  F  rigio, liofilo, il  Mifloìidio,&  il  Swtonolidtojlquale  paterno  nominare  Lidio  acuto.  Ma  Gaudetio 
plofofo,hauedo  nelfuo  Introduttorio  fatto  mettane  del  Miftoltdio,del  Lidio, del  Frigio, del  Dono,  dell' Htpoli- 
dio,deU'Hipofri«io,et  di  qllo,che  chiama  Comune  ,nominadolo  dipoi  Locrico,et  Hipodona;  dggtùge  negli  ef- 
sepi,  che  pone, l't jìepio  deli  Eolio, et  qllo  dell' Hipoeoho.^fpuleio  altra  coftoro pone  cinque  Modi;i Eolio, l'iaftio, 
il  Lidio, il  Frigia, et  il  Dorio.Et  Luciano  quattro;il  Frino,tl  Lidw,il  Dono,et  l'Ionico.  Laffarò  di  dire  oltra  di 
tìfli  qllo,che  faccia  Boetio;poi  che  nel  Cap.  1  ^.et  nel  1 5  <ie/  4  lib.  no  difeorda  in  cofa  alcuna  dalli  Modi  pojli 
da  Tolomeo.Et  quatunq;  Plutarco  yoglta,che  li  Modifiano  Tre  folamete, Dono, Frigio, et  Lidio;tuttama  di 
ce  quefo, commemorandoli  come  princtpaluperche  fo? giunge  dipoi ,che  qualunque  altro  modo  dipede,&  derìua 
da  quefti .  Et  ciò  diffe  :  imperoche,  yide  non  efjerlipiù  di  Tre  forti  di  Diatefjaron  ;  come  nel  Cap.  1 4 .  della, 

Pi  Ter^a 


3  o  o  Quarta 


Terza  parte  ho  moJlrato;dalle  quali  nafce  la  -varietà  delli  Modi.  Non  mancano  quelli  (  lafjàndo  da  parte  il 
raccontare  il  loro  nome ,  che  quafifono  infiniti)  che  hanno  fatto  mentione folamente  del  Dono,,  dell'Eolio,  & 
dell'Iomco;come  di  quelh,che  erano  ■veramente  Modigreci  : percioche(come  mojlra  Cicerone)  la  Gretta  era. 
diuifa  in  tre  parti ,cwè  nella  Donatella  E  olta,&  nella  Ionia  ;  come  dtmojlra  anche  Plinto  nel  libro  Sejìo  al 
Cap.  i  .della  firn  Hiftorta  naturale .  yAltn  hanno  fatto  mentione  incidentalmente  di  ima  parte  di  loro  ;fi  co- 
me Pindaro  jcht  nominò  ti  Dario  fitto 7  nome  della  C  etera  dorica,  &  cofi  l'Eolio  :  Et  H  or  atto  in  diuerft  luo- 
ghi nomina  l'Ionico,  l'Eolio,  il  Dono,  &  il  Lidio .  Di  maniera  che  dalla  diuerfità  dell'ordine ,  dalla  -varietà 
del  numero  ,&  dalla  differenza  de  i  loro  nomi,  che  fi  troua  in  tutti  quefìi  autori ,  non  fi  può  cattare  altro,  che 
confittone  di  mente.Mafiano  a  qual  modo  fi  -vogliano  collocati, citerò  ordinati  ;fano  anco  quanti  fi  yogltno, 
in  numero  &  hahhiano  qual  nome  fi  yoglia,qutflo  importa  poco  a  noi  ;  bufandone  difaper  quefto  per  hora  ; 
che  gli  ^Antichi  yfauano  i  loro  Modi  nella  mantera,che  difopra  ho  mofìrato  ;  &  che  con fderandolt  fecondo 
lyfo  de  i  Muftci  moderni, collocati  in  yna  delle  Sette  jpecte  della  Diapafon  harmomcamente, onero  arithme- 
ticamente  mediata,^  diutfaJlanoDodici:  Imperoche  in  Dodici  maniere  folamente, &  non  più,  commoda- 
mente  fi  pofjono  diutdere;  de  i  quali  Sei  fono  li  principali,^  Sei  i  loro  collaterali,  come  Tederemo  ;  habbiano 
poi  hauutogli  ^Antichi  quanti  Modi  fi  yogltano.  Da  che  yer amente  nafcefii  yna  tanta  dtfcordta  tra  li  Scrit- 
tori fi  intorno  al  numero,come  anco  intorno  al  nome,&  all'ordine  loro, è  cofa  difficile  dagiudicare  ;fe  no  vo- 
lefiimo  dire, che  ciò  accafcaffe  ;  perche, ouero  che  al  tempo  di  alcuno  di  loro  tutti  tt  Modi  non  erano  ancora  co- 
tto fciuti;  o  che  nonfaceffero  mentione  fé  non  di  quelli, che  li  yeniuano  in  propofto  a  tempo, &  luogo  comodo. 
Potemo  adunque  da  quello, che  fi  detto  rkogliere  ,che  li  Modi  principali  appreffogli  ^Antichi  erano  Sei .  Do- 
rio,Frigio,Lidio,Miflolidio,Eolio,&  Ionico .  Et  fé  ben  Tolomeo  con  Apuleio,  &  molti  altri  anco  chiama- 
no il  modo  Iomco,modo  laflio,  queflo  nulla ,  o  poco  rileua  :  imperoche  coiifdemndolt  l'yno ,  &  l'altro  nella 
lingua  Greca, tanto  importa  tyno, quanto  l'altro;  poi  che  anco  il  modo  Mijloiidio,da  Giulio  pollice  è  chia- 
mato Locricofiuer  Locrenfe;&  ^Atheneo  tenne  per  cofa  certa, che  l'Htpodoriofuffe  l'Eolio .  Cofa  molto  dif- 
ficile è  yeramente  il  yolere  hauer  di  ciò  chiara,  &  perfetta  cogmtione  ;  y olendo  feguire  l'yfo  degli  sfatichi  : 
percioche  queflo  non  fi  può  d'imojlrare  per  alcunayta,per  effere  il  loro  yfo  totalmente  [pento,  che  non  potemo 
ritrouar  di  loro  yefitfto  alcuno .  Ne  di  ciò  fi  douemo  marauìgliare  ;  efjendo  che'l  Tempo  con  fuma  ogni  cofa 
creata:ma più prejlofi  douemo  marauìgliare  di  alcuni,  che  credendofi porre  inifi  tlgenere  Chromatico,  & 
fEnharmonico,giaper  tanto, &  tanto  jpacio  di  tempo  lafctathnon  conofcendo  di  loro  maniera,  ne  yeflino  al 
cmio;non  fi  accorgono, che  non  fi  ha  ancora  intera  cognitione  del  Diatonico  :  percioche  yeramente  non  fanno 
in  qual  maniera  cotalt  Modi  fi  poneffero  in  yfo,fecoiido'lco(lume  degli  ^Antichi.  La  onde  credo  io,  che  fi  be- 
ne yorranno  efjaminar  la  cofx,ritrouarannofenza  dubbio  alcuno ,  doppo  l'hauerfi  lungo  tempo  lambicato  il 
ceruello  con  molte  fatiche, &Jlenti, che  hauer  anno  gettato  yia  il  tempo,  piti  pretiofo ,  che  ogn  altra  cofa  ;  & 
effer flati  ingannati  alla  gufa  degli  ^Alchtmifli,  intorno  il  yoler  ritrouare  quello ,  che  mai  ritrouar  potran- 
no; quello  dico,che  chiamano  la  Quinta  efjentia . 

Degli  Inuentori  delli  Modi.  Cap.  4. 


O  N  farebbe  fuori  di  propofito(  fe'l  fi poteffefare)il narrare,  chifia  flato  il  primo  inuen- 
tore  de  t  Modi  modernlperaoche  fin'hora  non  ho  ritrouato  alcuno  che  lo  dica;  ancora  che 
fa  manifeflo  a  tutti  quellt,che  leggono  il  Platina,  che  Papa  Gregorio  primo ,  Intorno  di 
fantifiimayita,fùquello,che  ordinò,  che fi  cantaffe  gli  Introiti ,  il  ¥.6(tiihimw  noue 
yoltejo  Halelutah,&  le  altre  cofi,  che  fi  cantano  nelftcrtficio .  Similmente ,  che  Vita- 
liano Ci  quejto  nome  primo, ordinò  il  Canto,&  aggiunfe  infume  gli  Organi  (come  yoglìono  alcuni)  per  cofo- 
nanza.  Ma  Leone  fecondo,  huomo  perito  nella  Mufica  compofe  il  canto  de  i  Salmi  ;  cioè  ritrailo  le  loro  Into- 
nationi,&  il  modo, che  fi  cantano;  &  ridu/fe  gli  Hinm  a  miglior  confinanza  ;  hauendo  Damafo  primo  per 
aitanti  ordinttto,che  tali  Salmi  fi  cantaffero  in  chiefa  t«  yerjo  per  choro,  &  nel  loro  fine  fi  aggiungere  il 
Gloria  patri, co' l  rejìo.  Tutto  queflo  è  flato  detto  intorno  al  Canto  ecclefiaflico,anchora  che  di  efjo  no  fi  poffa 
ritrouare  il  primo  inuentare  :  Ma  inquanto  all'inuentione  di  quelli  Modi, che  fono  nel  Canto  figurato  ,&  la 
muentione  di  comporre  nella  maniera ,chefacemo  al  prefente  ;  non  è  dubbio,  che  di  ciò  non  potemo  hauere  al- 
cuna certez£a;ancora  che  (per  queUo,che  fi  può  yedere)no  è  molto  tempo,che  t»  tal  modo  di  comporre  nel 

canto 


Parte .  301 


canto  figurato  fu  ritrouato .  Et  benché  intorno  gli  Imtentori  detti  Modi  ^Antichi  nafca  quafi  Fitte ffa  diffctd 
tà  ;  tuttauia  potemo  hauere  alcuna  cognitione  degli  Imtentori  di  moki  di  loro  :  Imperoche  Plinio  -vuole ,  che 
^Anfione  figliuolo  di  Gioite,  o  di  Mercurio  (come  alcuni  vogliono)  &  di  <Ahtipa, fuffe  inuentore  dell'harmo 
nia  Lidia  ;  con  la  quale  (fecondo  che  riferifce  <Artttoffeno  nel  Primo  lih.  della  Mufica  )  olimpo  fu  quello , 
che  fono  col  Piffero  i funerali  netta  fepoltura  del  Serpente  Pithone  ;  La  qual  harmonia  fi  adopero  anco  netta 
pompafunebre  della  vergine  P fiche,  come  di  [opra fu  commemorato .  E'  ben  vero,  che  Clemente  ^Aleffin- 
drino  attribuì/ce  la  inuentione  dette  harmome  Lidie  ad  Olimpo  di  Mifia,  il  quale  fu  forfè  ildifopra  nominato; 
&  altri  vogliono,  che  la  melodia  Lidia  fuffe  ritrouata  non  ad  altro  effetto ,  che  per  vfarla  ad  vn  tale  vffcio, 
come  è  il  detto  difopra .  Dicono  ancora,  che  tal  melodìa  vfauano  li  ruttici  ne  i  triu'ij,  &  ne  t  quadriutj  in  ho 
nore  di  Diana,  ad  imìtatione  di  Cerere ,  che  con  grande  gridi  cercaua  la  rapita  Proferpina  ;  come  accenna  il 
Poeta  quando  dice  ; 

Non  tu  in  triuijs  indocle  folebas 

Stridenti  mifèrumjlipula  di/perdere  carmen  ?  Ouefi  vede ,  che  non  faceuano  vn  tale  vffcio  con 
molti  ìttrumenti  :  ma  con  vn  piffero  fola  ;  del  quale  (  come  vuole  Apuleio  )  lagne  Frigio ,  che  fu  padre  di 
quel  Marfia,  che  fu  punito  grauemente  da  ^Apollo  detta  fiat  arro<ran%a,fu  l 'inuentore.  Quejlo  ijlejfo faceua- 
no etiandio  col  Zufolo,  del  quale  (  come  vogliono  alcuni,  &<  mafimamente  Virgilio  )  Pan  dio  depajlorifu 
ìì inuentore, perche  ;  come  dice  egli , 

Pan  primm  calamos  c^ra  conìungere  plures 

Injlituit .  Ma  le  melodie  Dorie,  fecondo  l'ijleffo  Clemente,  del  qual  parere  fu  anche  Pliniob  furono 
ntrouate  da  Thamira,  che  fu  di  Thracia .  Le  Frigie,  la  Mifla  lidia,  &  la  Mittafigia  (  come  vuole  il  no- 
minato Clemente  )  furono  ntrouate  dal  fopraàetto  Marfia ,  che  fu  di  Frirìa  ;  quantunque  alcuni  ttoglwo  , 
che  Saffo  Lesbia  poeteffa  antica  fuffe  l'muentrice  dette  Mifte  lidie  ;  &  altri  attribwfchino  tale  inuen- 
tione a  Therftndro  ;  &  altri  ad  vn  Trombetta  chiamato  Pithoclide  :  Ma  Plutarco , pigliando  il  tettìmonio 
di  vno  Lifia,vuole,  che  Lampreda  di  ^Athene fuffe  l'wuentore  de  tali  Melodie  ;  (^7*  alcuni  vogliono,che  Da 
mone  Ptthagorico  fuffe  t 'inuentore  dell'Hipofrigio,  &  Polimnejìre  dell' Hipolidio .  De  gli  altri  Modi  non 
ho  ritrattatogli  imtentori  :  ma  quando  l'autorità  di  ^Ariftotele  potta  nel  lib.  z .  detta  Metaftfica  valere  in  que 
ilo  propojito,  fi potrebbe  dire,  che  Tìmotheo  fuffe  flato  l' inuentore  del  retto;  ancora  che  Frinide  mttfico  per- 
fetto de  quei  tempi  fuffe  flato  aitanti  lui  ipercwche  (  come  dice)  fi  non  fuffe  flato  Tìmotheo  non  hauerefiimo 
molte  melodie .  Ma  inueritàparmi,  chefianopiù  antiche  di  Tìmotheo  ;fi  come  leggendo  molti  autori ,  & 
effeminandoli  intorno  attempo ,  fi  può  vedere .  Quale  di  loro  fuffe  il  primo  ritrouato,  quetto  è,  non  dirò  dif- 
ficilifiimo ,  anzi  imponibile  dafapere  ;  ancora  che  alcuni  vaglino ,  chef  Lidio  fuffe l  primo  Modo  ritroua- 
to; atta  quale  opinione  fepotrefimo  accoflare ,  quando  l'ordine  detti  Modi  pofli  da  Platone ,  da  Plinio ,  da 
Marnano ,  &  da  molti  altri  ,fujfepoJìo ,  fecondo  che  l'vno  fu  ritrouato  prima  dell'altro  :  Ma  veramente 
è  debile  argomento  :  perctoche  putrefimo  dire  l'itteffo  di  qualunque  altro  Modo,  che  fuffe  pofo  primo  in  qua- 
lunque altro  ordine  ;  fi  come  del  Frìgìo,che  èpotto  da  Luciano  primo  in  ordine  ;  &  dell'Eolio,  che  èpotto  da 
^Apuleio  nel  primo  luogo .  Laffaremo  hora  di  ragionar  più  di  cotali  cofe,&>  verremo  a  dire  detta  loro  natu- 
ra tpercioche  detta  propietà  de  i  Modi  moderni  vn  altra  fata  ne  parlaremo . 

Della  Natura ,  o  propietà  delli  Modi .  Cap.     5 . 


BPE3252-VÌ 

B&2S&fe| 

KSiHIf  ~J 

S^t"^Mt^l 

IfisSyitAij 

S~-«swJxH 

S  SENDO  già  li  Modi  antichi ,  come  hauemo  veduto  altroue ,  vna  compofitione  di 
più  cofe  pofle  ìnfieme:  dalla  varietà  loro  nafceua  vna  certa  differexa  de  Modi, dotta  quale 
fipoteua  comprendere,  che  ciafeuno  di  efi  ritemua  in  fé  vn  certo  non  fio  che  di  variato  ; 
mafimamente  quando  tutte  le  cofe ,  che  entramno  nel  compofo, erano  pofle  infume  prò 
portionatamente .  Onde  era  potente  di  indurre  negli  animi  degli  afcoltanti  varie  pafìio 
ni,  inducendo  in  loro  nuota,  &  ditterfi  habiti,  &  cottumì.  De  qui  vene  poi,  che  tutti  quelli,  che  hanno  fcrit- 
to  alcuna  cofa  di  loro,  attribuirono  a  ciafeuno  la  fùa  propietà,  dagli  effetti  che  vedeuano  nafeer  da  loro.  On  ■ 
de  chiamarono  il  Dario  modoftabils ,  &  volfero  che  fuffe  perfua  natura  molto  atto  alli  coflumi  dell'animo 
degli  huomini  ciuili  ;  come  dimofìra  sfrittotele  netta  Politica  ;  ancora  che  Luciano  lo  chiami  feuero  :  perche 
ferua  in  fé  vna  certa  feuerità ,  &  ^Apuleio  lo  nomini  betticofo  :  Ma  ^Atheneoglt  attribuifeefeuerità ,  maie- 

ttà,& 


302  Quarta 

{là,  C-7"  yehementia  ;  &  Cafìodoro  dice,  che  e  donatore  della  pudicitia ,  &>  coiifèruatore  delia  cajlìtà .  Di' 
cono  etiandw,  che  è  Modo,  che  contiene  in  fé  granita  :  per  il  che  Lochete  appreffo  di  Platone  Jokua  compa- 
rare quelli,  che  ragionattano,  o  diffutauano  di  cofe  grani ,  &  fettere  ;fi  come  della  Virtù ,  della  Sapienza , 
&  di  altre  cofe  fnmlv,  al  Muftco,  che  cantafe  al  Jtwno  della  C etera ,  o  Lira ,  non  la  melodia  Ionica ,  ne  la 
Irma,  o  la  Lidia  :  ma  fi  bene  la  Borica,  la  quale  tihmaua,  chefuffe  yeramente  la  l'era  Greca  harmotiia  ; 
&  ciò  tnajì 'imamente,  quando  erano  huomim  degni  di  tal  parole  ;  <&  tra  loro,  &  te  parole  dette  fi  compren 
detta  Titta  certa  confonanzé .  Et  perche  li  Donenfi  y fatano  y/ìH  armonia  alquanto  grane  ,&  feuera,con  nu- 
meri non  molto  veloci,  t  quali  accompagnati  alla  Oratione,  conteneua  in  fé  cofe  Jetiere ,  &  gratti  ;  però  vo- 
lettano  vii  ^Aiitichi,  che  per  il  mezo  del  modo  Dono  fi  acqutjlafje  la  prudenza  ;  &  per  efjo  fi  wducejfe  in 
noi  -vn 'animo  cajlo,  &  vtrtuofo .  Et  ciò  non  era  detto  (inza  qualche  ragione ,  come  fi  può  comprendere  da 
gli  auemmenti  :  Imperoche  (  come  racconta  Strabone  )  il  Re  ^Agamennone ,  aitanti  che  fi partiffe  della  pa- 
tria, pi  r  andare  alla  guerra  Troiana,  diede  la  moglie  CÌitenneftra  in  guardia  ad  un  Muftco  Dorico  :  perche 
conofceua,  che  mentre  il  Mufico  le  era  apprejfo ,  non  poteua  efjer  yiaata  da  alcuno  :  Della  qual  cofa  accor- 
vendofi  il  yitiofò  Egitto,  leuandofelodagli  occhi,  diede  fi 'ne  atti  [noi  sfrenati  defiderij  .  Ma  perche  queflo  po- 
trebbe parere  ad  alcuno  coftflrana  ;  però  confiderato  quello,  che  ho  detto  netta  Seconda  parte,  ritrouerà,  àie 
non  è  imponibile  :  Imperoche  è  da  credere,  che  il  buon  Mufico  fttffe  tale,  che  laflimolaffe  continone 'mente  co 
dotte  narr  adoni,  accompagnate  con  harmonie  appropiate,  alle  operatiom  yirtuofe  ,<&  al  di /pregato  de  i  yi- 
t'u  ;  &  lepropunefje  molti  effempi  de  cafliftme,&  bene  accottimate  matrone, da  douere  imitare  ;  infegna- 
dole  il  modo,  che  hatteffe  da  tenere  per  conferuare  la  [ita  caftità;  <&  la  intrateneffe  etiandio  con  ìiarratwm  fi- 
lofofìche,  &foauifime  cantilene;  come  fi  contteniua  a  donna  cajìa,  &  pudica  .  In  tal  maniera  anco  Dtdone 
apprefjo  di  Virgilio  con  feline, &  gratti  canzoni  dal  buon  Mufico  loppa  era  fraternità  ;  il  che  fi  coituma 
di  fare  tra  le  honefte ,  &  cafìe  donne  :  ma  non  già  tra  le  lafciue ,  &  meno  che  homjìe  ;  come  kg  amio  ap- 
preffo l'ijlefjo  Virgilio  dette  Ninfe  ; 

Inter  qua*  curam  Clymene  narrabat  inanem 

Vulcani,  Mart'uq;  dolos,  c£"  dulcia  flirta.  Per  tali  effetti  adunque  gli  antichi  attribuirono  le  nar- 
rate propietà  al  modo  Dorico  ;  &  ad  efjo  applicauano  materie  fenere,  grani,  <&  piene  difapienza.  Et  quan- 
do da  quefle  fi  partiuano.&~  pafj 'aitano  a  cofe  piaceuoli ,  liete,  &  leggieri ,  yfattano  il  modo  Frigio  ;  e  fendo 
che  lifttoi  numeri  erano  piti  yeloa  de  i  numeri  di  qttalunq;  altro  Modo.&  la  [ita  harmomapiù  acuta  di  quel- 
la del  Dono  ;  Onde  da  queJìo,credo  io,che(ia  yeutito  quel  Proutrbto,  chef  dice,  Dal  Dono  al  Frigio;  chef 
può  accommodare,  quando  da  yn  ragionamento  di  cofe  alti f  ime,  &  gratti,  fi  paffa  ad  yno,  che  conteng-a  co 
fé  le<rgtert,bafje,  non  molto  ingegnoje ,et  fimigliantemente  cofe  liete,ttfeftettolt,  &  anche  non  molto  honefte. 
Clemente  ,sileJJandritio,feguttando  la  opinione  di  ^Anttcfjeno ,  -vuole,  che  il  Genere  Enharmonico  contien- 
ghi  grandemente  atte  Harmonie  Doriche;  comegemre  ornato,  &■  elevante  ;  &  atte  Frigie  ilDiatomco,co 
me  più  yehemente,  &•  acuto .  FÙgia  tanto  in  yeneratione  il  Dono,  che  ninno  altro,  da  queflo  &  il  Frigio 
iti  fuori, fu  approuato,  &  adtnefjo  datti  due  fapientifimt  Filoftf  Platone  &•  ^Anfìotele  :peraoche  cotwfce- 
uano  l'ytile grande,  che  apportauano  ad  yna  bene  ijìituita  Jlepublica  ;  ijìimando  gli  altri  di  poco  ytile.gp  di 
poco  yalore .  Onde  yelfero,  che  li  fanciulli  dalla  loro  tenera  età f tiferò  /{brutti  netta  Muftca .  Voleuano  e- 
ttandio  "li  ^Antichi,  che  l'LIipodorio  hauefe  natura  in  tutto  diuerja  da  quella  del  Dono  :  imperoche  fi  come 
il  Dono  difboneua  ad  yna  certa  coflanza  yirile,&  alla  modefìia  ;  cofi  l'Hlpodorio  per  la  WAUÌtA  detti  jttoi 
mcuimenti  induce ffe  yna  certa  pigri  tia,  &  quiete.  La  onde  (fi  come  raccontanoTolomeo ,  &  Quintilia- 
no) li  Pithao-onci  haueuano  cotale  yfanza ,  chejoleuano  col  mezo  dell' LI  tpodmio  tra  il  nomo ,  &  quando 
andatiauo  a  dormire, mitigare  le  fatiche,  &  le  cure  dttt'antmo  del  giorno  pafato;<&  nella  notte  Juegliatt  dal 
fonnn,  col  Dono  ndurf  atti  lafattfludq .  ^Atheneo  (  come  altroue  ho  anco  detto  )fpensò,che  queflo  fttffe 
l't  olio,  &  "li  attribuì,  che  induce  fé  ne  gli  animi  yn  certo  gonfiamento ,  &  fatto  ;  per  efjer  di  natura  al- 
quanto molle  .  attribuirono  anco  gli  ^inttchi  al  Frigio  ;  come  ci  manifejìa  Plutarco ,  natura  di  accender 
l'animo,  &  di  infammarlo  alla  ira,  gtp  atta  colera  ;  &•  di  prouocare  alla  libidine  ,&  atta  Infuna  :  pereto- 
che  lo  iflimarono  Modo  alquanto  yehemente ,  &furwfo  ;  &  anco  di  natura  jeuenjiimo ,  &•  crudele  ;  & 
t  he  rendifle  l'huowv  attonito .  La  onde  (fecondo!  mio  parere)  Luciano  tocto  molto  bene  la  fua  natura  con 
quelle  parole  :  Si  come  (  quelli  dice  egli  )  /  quali  odono  il  piffero  Frigio,  non  tutti  impacifcono  :  ma  folo  tutti 
quelli,  t  quali  fono  tocchi  ila  Rhea  ;  C7"  quejìi  hauendo  yd/to  /l  V  erjo,fi  ricordano  del  primo  affetto ,  o  pafìio- 

nebnma, 


Parte.  joj 


ve  prima,  &  etiam  della  prima  perturbatane .  Similmente  Ouidio  la  accennò  in  queflì  due  verfi,  dicendo; 
.Attonitmq;  feces ,  vt  quos  Cybele'ia  mater 

IncitAt ,  ad  Phrygios  villa  membra  modos.  lAridotele  lo  accenna  Bacchico,  cioèfuriofo,  &  bac-* 
cante  ;  &  Luciano  lo  chiama  furio fo ,  o  impetuofo  :  ancora  che  ^Apuleio  lo  nomini  Rehgiofo .  Queflo  Alo-, 
do  (  come  habbiamo  veduto)  fi  fonaua  anticamente  col  Piffero  ;  il  quale  è  finimento  molto  incitatiuo  -.per- 
il  che  (  come  dicono  alcuni  )  col  mezo  delfuono  de  i  Pifferi ,  li  Spartani  inuitauano  li  joldati  al  combattere  ? 
&  (  come  narra  Valerio)  corretti  dalle  [euenfiime  le<r<rt  di  Licurgo,  offeruauano  di  non  andare  mai  con  lo 
tffercito  a  combatterete  prima  non  erano  bene  inanemtti,  (3*  rijcaldati  dalfuono  de  1  detti  ifìrumenti ,  con 
la  mifura  del  piede  <Anapefto  ;  ilqualf  compone  di  tre  tempi,  cioè  di  due  breui,  &  di  uno  lungo .  La  onde 
dalli  due  primi,  1  quali  fanno  la  b  attuta  più  ffefja&ptù  -veloce  coprendeuano,  di  hauer  da  afjatire  l'inimicò 
con  grande  empito  ;  &  dal  lungo,  di  hauere  afermarfi,  &  reftflere  animofamente ,  quandonon  thaueano- 
rotto  nel  primo  affato .  il  che  faceuano  anco  li  Romani,  come  narra  Tulio,  t  quali  non  pure  colfuono  della- 
Tromba  :  ma  col  canto  accompagnato  a  cotalfuono,  foleuano  incitare  gli  animi  de  i faldati  a  combattere  vi- 
rilmente .  Et  ciò  ne  moflra  anco  Virgilio,  parlando  di  Mifeno ,  ■ ..  < 
.  .  .  .  quo  non  prxjlantior  alter ,  : 
xAere  ciere  yiros ,  Martemq;  accendere  cantu .  Imperoche  gli  Italiani  vfarono  la  Tromba ,  che 
fu  inuentione  de  i popoli  Tirrheni,  come  vuole  Diodoro  ;  &  Plinio  vuole  j  che  l'inuentore fuffe  vno  nomina- 
to Pifeo  ,pnr  Tirrheno .  Di  quefta  inuentione  Virgilio  ne  tocca  vna parola,  quando  dice. 

.  TyrrhenMq;  tubdi  munire  per  <ethera  clangor .  Ma  Gtofeffa  nel  Primo  libro  dette  ^Antichità  ni*- 
daiche  vuole,  che  Linuentorefia flato  Mofe  ;  &  Homero  dice,  che  fu  Dirceo ,  alcuni  altri  Tirteo,  &  alcu- 
ni Maleto,  colfuono  della  quale,  che  era  afpro,  veloce  ,gagtiardo ,  &  forte  (  come  fi  pub  comprendere  dalle 
parole  di  Ennio  poeta  antico ,  il  quale  esprimendo  la  natura  di  queflo  ijìriimento  diffe  ; 

vAt  tuba  terribili  fonitu  taratantara  dixit  )  ■    profenuano  il  modo  Frigio .  Imitati  adunque  al  com- 
kattere  con  grande  vehementia  dal  fuono  del  detto  ifìrumento ,  erano  dalla  tardità  del  juono , cioè  dalla 
tardità  del  mouimento,&  dalla  grauità  del  Modo  ìnuitati  a  lafjare  di  combattere,  il  grande  ^Alef-, 
[andrò  anco  col  mezo  di  vn  Piffero  (  come  narra  Suida  )fu  limitato  da  Timotheo  a  pigliar  l'arme ,  re- 
citando tale?- <re  Orthia  nel  modo  Frio-io.  Similmente  vn  o-ioutne  TaurominitanoC come  recita  ~4m- 
monto,  &  Baetio,&fi  come  molte  voltejhb  commemorato  )fu  da  queflo  Modo  rifcaldato.  Peni  che  vo- 
leuanoglt  ^Antichi,  che  le  materie,  che  tvattauano  divuerra,  &  fu/fero  minaccieuoli,  &fpauentofe,fi  ac- 
commòdafjera  a  cotal  Modo  ;  &>  che  l'Hipofrino  moderaffe,&fottrahefìe  la  natura  terribile,  &•  concita- 
ta del  Frioio  .  Onde  dicono  alcuni,  che  fi  come  li  Spartant,<&  li  Candwti  inanemiuano  1  faldati  al  combat- 
fere  col  modo  Frigio  ;  cofi  li  reuocauano  dallapugna  con  l^Hipofrigw  al  fuono  detti  Pifferi .   Vogliono  anco, 
che  yA 'le filandro  fuffe  nuocato  dalla  battaglia  da  timotheo  colmerò  di  queflo  Modo,  recitato  al  tuono  della  '■ 
Cetera  ;  &  che'lgiouine  Tauromimtano  commemorato  col  mezg  di  queflo  Modo  ,&  col  canto  del  Spon-> 
deo fuffe  placato .  Vuole  Cafiiodoro,  che'l  Frigiohabbia  natura  di  eccitare  al  combattere,  &•  di  infiamma- 
re ali  huomim  al  furore  ;  &  che'l  Lidio  fia  remedio  contra  le  fatiche  dell' animo, &*  finalmente  contra  quel-^ 
le  del  corpo .  Ma  alcuni  vogliono,  che'l  Lidio  fa  atto  alle  cofe  lamemeuoli ,  &•  piene  di  pianto  ;  per  partirfi 
dalla  modeflia  delDorio,xn  quanto  è  più  acuto ,  &  dalla  feuerità  del  Frigio .  Sotto  queflo  Modo ,  Olimpo 
(come  narra  Plutarco)  al  fuono  del  piffero  nella  Sepoltura  di  Pithone  cantagli  Epicedi]  ;  che  fono  alcuni  ver. 
fi,  chef  cantauano  auanti  il  Sepolchro  di  alcun  morto  :  Imperoche  anticamente  era  vfanxa  di  far  cantare  { 
al  fuono  del  Piffero,  0  di  altro  finimento  nella  morte  de  i  parenti ,  0  degli  amici  piti  cari ,-  dal  qual  canto  e- 
rano  indimi  a  piangeri  li  circoflantf  la  loro  morte  ;  &  ciò  faceuano fare  aivnafeminayeflita  in  habito  lu- 
gubre ;  come  anco  fi  offerita  alprefente  in  alcune  città,  majitmamente  nella  Dalmatia,  nella  morte  di  alcu- 
no-hmmohonoraio.  Tale  vfanxa commemorò  Stano  Papinio,  dicendo-,     > 
Cumfignum  luflus  comu  grane  mugit  adunco 
Xibia, cui tenerosfuetum producere manes ,    ■-,•' 
,       ^LegePhrygummeJìa.      Onde  fi  vede,  che taliharmonie  erano  fatte  nel  modo  Frigio, attero  nel  Li- 
dio ;  fi  come  dalla  autorità  di  ^Apuleio  adiutta  difoprafipuò  vedere .  ^Alcuni  hanno  chiamato  il  Lidio,  dà 
o-li  effetti,  homb ile, triflo,&  lamentinole  ;  &  Luciano  lo  nomtnafurwfo,  onero  impetttofo;  è  ben  vero,che 
Platone  pane fre forti,  diharmome  Lidie,.cw  Mijle ,  biotte ,  &  Semplici  ,fenxa  porm  alcuno  aggiunto . 
1       >  Hanno 


504  Quarta 

Hanno  hauuto  opinione  alcuni;  che  l'Hipoltdw  habbia  natura  differente ,  &  contraria  a  quella  del  Lidio  ; 
&  che  contenga  nife  yna  certa fbauita  naturale,  &  dolcezza  abondante;  che  riempagli  animi  de  «liafcol 
tanti  di  allegrezza'  &  dì  giocundita\  m'iéìd  confoauità  ,•  &"  che  fa  lontano  al  tutto  dalla  lafciuia,&  da  o- 
9  ni  yitio  ;  Pereto  lo  accorri modaro.no  a  materie  manfiete,  accojlumate ,  graui ,  &  continenti  ut  fé  cofe  prò- 
fmide,jpeculatiue,  &  diurne  ;  come  fino  quelle,che  trattano  della  gloria  di  Dw,della  felicità  eterna;  &  quel 
le,  che  fono  atte  ad  impetrare  la  Diurna  grafia .  Et  yolferofimilmente ,  che'l  Mtttolidio  haue/fe  natura  di 
incitar  l'animo,  &  di  rimetterlo .  Apuleio  dimanda  l'Eolio  femplke  ;  &  Cajìiodoro  yuole,che  hMia  pof 
fanxa  di  far  tranquillo,  &fereno  l'animo  oppreffo  da  diuerfe  pafìtom  ;  &  che ,  dopo  facciate  tali  pacioni , 
habbia  poffanza  di  indurre  il  fanno  :  natura ,  &  propietà  yeramente  molto  conforme  a  quella  dell'  Hipodo- 
rio .  Onde  non  è  da  marauigliarf,fe  *Atheneo,  adducendo  l'autorità  di  Eraclide  di  Ponto,  fi  di  parere,  che< 
l'Eolio  fuffe  FjFitpodorio  ;  o  per  il  contrario  .  Vogliono  alcuni,che  allo  Eolio  fi  pof  ino  accommodare  materie 
alleine,  dolci, fiaui,  &feuere  ;  effendo  che  (come  dicano)  ha  in  fé  yna  grata feuerità  mefcolata  con  yna  cer 
ta  allegrezza,  &foauità  altra  modo  ;  &fòno  di  parere ,  che  fa  molto  atto  alle  modulationi  de  i  Verf  liri- 
ci, come  Modo  aperto,  &  terfo .  Ma  fé  è  yen  quello,  che  fi  pensò  Eracltde ,  farebbe  a  tutte  quefle  cofe  con^ 
trarlo  molto  :  percioche  hauerebbe  diuerfa  natura  ;  come  difopra  ho  moslrato .  Apuleio  chiama  loladio  , 
cuero  Ionico  (che  tanto  vale)  yario  ;  &  Luciano  lo  nomina  allegro  ;per  effere  (  fecondo  il  parere  di  alcuni  ) 
molto  atto  alle  danze,  &  a  i  balli .  La  onde  nacque,  che  lo  dimandarono  lafciuo  ;  &  li  popoli ,  inuentori  dì 
tal  Modo,  che  furono  gli  lAthenìefi,  popoli  della  Ionia,  amatori  di  cofe  allegre,  &  gioconde  ;  &  molto  flu- 
dtof  della  eloquenza,  chiamarono  Vani,  &  leggieri .  Cajìiodoro  yttole ,  chehabbia  natura  dì  acuire  l'intel- 
letto a  quelli,  che  non  fono  molto  eleuati  ;  &  di  indurre  yn  certo  defderio  delle  cofe  celefli  in  coloro,  lì  quali 
fonograuatì  da  yn  certo  defderio  terreilre,  &  humano .  Quefle  cofe  dicono  intorno  alla  natura  delli  Mo- 
di ;  la  onde  [forge  yna  grande  yarietà  nelli  Scrittori,  yolendo  alcuni  yna  cofa,  &  alcuni  yn  altra .  il  per 
che  mi  penfo,  che  tal  yarietà  poteua  nafeere  dalla  yarietàde  i  cof  umidi  yna  prouincia  ;  che  effendo  dopo 
molto  tempo  yariati,  yariaffero  ancora  li  Modi  ;  &  che  yna  parte  de  ifcrìttorìparlaffe  di  quelli  Modi,  che 
perfuerauano  di  effere  nella  loro  prima ,  &  pura  fempìicità  ;  &  [altra  parte  parlaffe  di  quelli ,  che  già  ha  - 
ueano  perfo  la  loro  prima  natura  ;  Come  per  cagione  di  eff empio  diremo  del  Dario ,  che  effendo  prima  hone- 
fto,  oraue,  &feuero  ;  per  la  yariatione  de  i  collumi  fuffe  yariato  anche  lui ,  &  applicato  dipoi  alle  cofe  del" 
la  guerra .  Et  per  quello  non  ci  douemo  maravigliare  :  percioche  f  dalla  yarietà  delle  harmonie  nafee  la  ya 
riatione  de  i  cojìumi  ;  come  altrouef  è  detto  ;  non  è  inconueniente  anco,  che  dalla  yariatìune  de  i  co  fiumi  fi 
•venga  alla  yarietà  delle  Harmonie, &  delli  Modi.  Poteua  anco  nafeere  dalla  poca  intelligenza,  che  hauea- 
tto  li  Scrittori  di  quei  tempi,  intorno  a  cotal  cofa  ;  comefùole  accafeare  etìandio  a  i  tempi  noflri,  che  alcuni  fi 
porranno  aferiuere  alcune  cofe,  che  non  intendalo  :  ma  fi  rimetteno  algiuditio,  &  alla  opinione  di  yn  altro, 
tlquale  alle  yolte  ne  fa  men  di  lui  ;  &  cofi  molte  yolte  pigliano  yna  cofaper  ynaltra,&  attribuirono  a  tal 
cofa  alcune  propietà  ,che  confederandola  per  il  dritto  ,èda  tal  propietà  tanto  lontana ,  &  diuerfa ,  quan- 
to è  lontano ,  &  diuerfa  il  Cielo  dalla  Terra .  Et  molte  yolte  y edemo ,  che  pigliano  yna  cofa  per  yn  altra  ; 
come  fi  può  yedere  in  quello,  chefcrìue  Dione  Chrifoflomo  di  ^Alefftndro  Magno  ne  i  Commentarla  del  Re- 
gno, effempio  addutto  da  molti  ;  oue  dice,  òefu  coflretto  da  Timotheo  a  pigliar  l'arme  col  mezp  del  Modo 
Dono  ;  tuttauia  èfolo  di  queflo  parere,  per  quello  ch'io  ho  potuto  comprendere  :  Imperoche  il  Magno  Uafi- 
lio,  &  molti  altri  auanti  lui,  yuole  ;  che  fuffe  coflretto  a  fare  ynfimile  atto  dal  modo  Frigio.  Ma  di  queflo 
fi  a  detto  a  batlanza  ;  imperoche  è  dibifògno ,  che  fi  yenghi  a  ragionare  intorno  all'ordine  loro . 

Dell'  Ordine  de  i  Modi .  Cap.     6. 

OVEMO  adunque  auertire ,  che  fi  come  gli  antichi  furono  di  molti  pareri  intorno-» 
ì  nomi  delli  Modi ,  &  intorno  alle  laro  propietà  ;  cofi  furono  differenti  anco  debordine , 
&  delftto  loro  :  Imperoche  alcuni  ordinarono  li  Modi  m  yna  maniera,^-  altri  in  yn'al 
tra .  Platone  prima  d'ognaltropofe  nelfuo  ordine  le  harmonie  Lidie  mifle  nel  primo  luo 
go  ;  alle  quali  foggiunfe  le  Lidie  acute  ;  Nel  fecondo  luogo  poi  pof  le  Ioniche ,  e£"  quelle," 
che  chiama  je»jplicemente,fenza  altro  aggiunto,  Lidie  ;  &  nel  terzo  la  Daria,  &•  la  Frigia  harmonia.  E' 
ben  yero,chefpuò  dire,  che  non  habbiapoflo  tal'  ordine  come  naturale  :  ma  a  cafo,&<  accidentalmente  ; fe- 
condo 


Parte.  joj* 

"tondo  che  nel  filo  ragionamento  li  tornata  alpropofito  :fi  come  fece  anco  in  vn 'altro  ragionamento, nelqua- 
lepofe  t/rima  la  Ionica ,  dipoi  la  Frigia  aggiungendole  la  Lidia  ;  &  dipoi  pofe  la  melodia  Dorica  nell'yltt- 
mo  Itwro .  filtri  tenero  altro  ordine  :  imperoche  pofero  l'Hipodorio  nella  parte  orane  del  loro  ordine  ,primo 
d'oo-n  'altro,  &  il  Miflolidio  nell'acuta  ;  ponendoli  di  [opra  l'Hipermijlolidio ,  t&fopra  l'Hipodorio  l'Hìpo- 
frigio,  dopo  queflo  l'Hipolidio,  aggiungendoli  il  Dorio  ;  dopo  il  quale  feguiua  immediatamente  il  Frigio  ;  di 
maniera  che  fecero,  che'l  Lidio  erapoflo  difopra  a  qttefli  quattro  metani  :  Et  tra  cofloro  fi  ritrouano  Tolo- 
meo ,&  Boetio.  Et  quantunque  alcuni  altri  teneffero  -im'altro  ordine  ,fi  come  Apuleio,  ilquale  po- 
fe l'Eolio  aitati  d'ogn  altro  ;  dipoi  lTaflio,&glt  altri,  fecondo  chef  yedeno  nelfuo  ordine  ;  tuttauia  Marna- 
no pone  primo  il  Lidio,  dipoi  foggiunge  l'Iaftio,  &  cofi  gli  altri  :  ma  altri  -pofero  prima  il  Miflolidio  ;  tra  i 
quali  [ino  numerati  Euclide,  &  Gaudentw,  nominati  dtfopra .  Giulio  Polluce  m  due  luoghi  pone  il  Dono 
prima  d'o<ni 'altro  ;  come  fecero  Plutarco ,  &  Cafiodoro  :  Ma  ^Arifìide  Quintiliano  accommodò  il  Lidio , 
tome  fece  Marnano  ;  ancora  che  Luciano  habbia  poflo  il  Frigio  nel  primo  luogo .  Onde  da  tal  diuerfità  non 
nefegue  altro,che  confufione  grande  di  mente;&  queiìopuo  nafcere:  percioche  alcuni  frinendo  in  tal  mate- 
ria tenero  -un'ordine  naturale  nel  por  li  Modi  l'uno  dopo  l'altro  :  ma  alcuni  (non  attendendo  a  tal  cofa  )  pofe-r 
ro  -vn  ordine  accidentale .  Li  primi  furono  quelli,  che  ragionarono  di  tali  cofe  fecondo  l'ordine  della  Scienza, , 
&  in  maniera  dimojìratiua  ;  come  fu  Euclide,  Tolomeo,  Gaudentw,  ^Aridide,  Boetio, Cafiodoro,&  Mar 
tiano .  Magli  altri  ragionarono  di  efi  a  cafo ,  fecondo  che  li  tornauano  in  propofito  ;  oue  non  ftceua  dibifo- 
no,  che  li  poneffero,  fecondo  chef  dtbbeno  porre  l'~vn  dopo  l'altro  ,feguendo  l'ordine  naturale  ;  ma  in  quel 
jnodo,  che  tornauano  a  loro  più  commodi .  Tra  cofloro  fu  Platone,  Plutarco,  Luciano,  il  Polluce ,  &  ^Apu- 
leio .  Non  è  però  da  maraiugliarf,  che  quefti  tra  loro  teneffero  yn  ordine  dmerfo  :  ma  ci  douemo  marauiglia 
re  deìli  primi,  che  trattando  di  yna  cofa  ijlejja  fcieutifcamente  ,fuffero  cofi  differenti  di  parere .  Ma  cefi 
hora  tal  marauiglia,  poi  che  (  come  di  fi  altroue)fi  come  fuole  auenire  nell'altre  faenze ,  nelle  quali  fi  trotta- 
no molte  Sette,  cofi  nella  Muficaft  ritrouauano  a  quei  tempi  effere  due  Sette  principali ,  l'yna  delle  quali  fi 
chiamaua  Pithxgorica,  la  qual  fegmtatta  la  dottrina  di  Pithagora  ;  &  l'altra  ^4rifloffenica,che  era  di  quel- 
li, che  feiruitaium  i  pareri  di  ^Ariìhffeno .  Effendo  adunque  tra  cofloro  molte  differenze,  &  pareri  duterfì 
intorno  ad  yna  cofa  ifleffx  :  percioche  alcuni  la  yoleuano  ad  yn  modo ,  &  alcuni  ad  yn'altro  ;  dalla  varietà 
dei  loro  principe  non  nafceua  altro,  che  yarietà  di  concluftoni .  La  onde  nacque,  chef  come  furono  differen- 
ti in  molte  co/e  (come  in  alcuni  luoghi,  fecondo  che  mi  tornaua  in  propoftto ,  ho  moflrato)  cofi  ancor  a  furono 
difcordanti  nel  numero,  nelfto,  &  nell'ordine  delli  Modi  :  Imperoche  fé  noi  haueremo  riguardo  a  quello , 
chefcriueno  Tolomeo,  &  Boetio  in  tal  materia ,  ritrouaremo,  che  pongono  il  modo  Miflolidio  nella  parte  A", 
citta  de  i  loro  ordim,&  yogliono,  che  la  chorda  grani  firn  a  di  ciafcttnofi  chiami  Proslambanomenosja  «- 
zana  Me  fé ,  &  l'acuta  Nete  :  &  Boetio  yttole,  che  le  diflanzz,  (irgli  interinili ,  chef  trottano  in  ciafcùit 
ModoSiariofolamente  di  Tuono,  o  di  Semituono  :  nondimeno  Euclide  numerando  le  ffecie  della  Diapafon , 
pone  la  prima  fjpecie  ne  ifuoni grani  fpefi,  i  quali  chiama  BxpusuMoi ,  da  Hypate  hypatona  Paramefe  ;  & 
dice,  che  quejla  era  chiamata  dagli  Antichi  Mijlolidio .  La  feconda  pone  ne  i  fuoni  mezantfpeft ,  i  quali 
■dimanda  Muróavwot ,  daParhypate  hypaton  a  Trite  diezeugmenon  ;  &  la  nomina  Lidio .  La  terza  tra, 
gli  o'ZvwMoi ,  cioè  acuti  fjpeft  ;  &  la  chiama  Frigio .  La  quarta  Dorio,  la  quinta  Hipohdio ,  lafefla  Hi- 
pofrigio,  &  lafettima  non  folamente  la  nomina  Hipodorio,  ma  anche  Lochrtca,  &  Commune  :  la  qual  co- 
fa  fa  etiandio  Gaudentio,  come  fi  puh  yedere .  il  perche  fi  yede  mamfedamente,  che  fa  l'yna  di  due  cofe,o- 
■uero  che  pone  il  modo  Miftolidio  nella  parte  grane  del  fuo  Monochordo  (  come  è  yeramente  )  &  l'Hipodo- 
rio, o  Lochrico  più  acuto  ;  oueramente  che  pone  le  chorde  nel  detto  ijlrumento  ad  altro  modo ,  di  quello  che 
fanno  gli  altri  Mufici  antichi .  La  onde  y  edemo  hora  yerifcarfi  quella  opinione ,  ch'io  toccai  nel  Cap.  1 9. 
della  Seconda  parte,  ragionando  della  opinione ,  che  hebbero  gli  Antichi  dell' H armonia  celefe .  Ma  chi 
-voleffe  narrare  il  modo,  che  teneuano  nel  cantar  li  detti  Modi ,  farebbe  cofa  diffìcile  :  prima ,  perche  non  fi 
ritroua  alcuno  effempio  di  cotal  cofa  ;  dipoi ,  perche  (  quantunque  Boetio  ponga  gli  interualli ,  che  fi  trottano 
■da  una  chorda  all'altra  di  ciafcun  Modo)  Tolomeo,&  ^/fnflide  pongono  altri  infermili  diuerf  :  ne  l'uno, ne 
l'altro  pone  la  maniera  del  procedere ,  quando  cantano  dal  grane  all'acuto ,  0  dall'acuto  algraue .  Et  fé  bene 
fi  trouano  molti  e ffemplari feruti  a  mano  di  Tolomeo,  che  dimofirano  tali  wterualli  ;  tuttauia  fono  talmete 
ne  gli  e ff empi, &  m  altri  luoghi,oper  iltewpo,oper  vitio  delltfcrittori,w  tal  maniera  imperfetti;  che  fi  pub 
■da  loro  cattar poco  di  buono.  E*  ben  yero,che  nel  Cap.  1  .de  1 3  .libro  applica  mainfefìamete  la  Diatefjaron,che 
ù  ilTetrachordo  Diatonico  diatono  al  modo  Eoltojdegli  altri  poi  no  ne  hòpotuto  hauere  ragione  alcuna .  Ma 

Q_         cotali 


506  Quarta 

cotali  d:  flange  fono  alquanto  meglio  pofle  da  ^Anflide ,  di  maniera  che  fi  poffono  intendere  ;  ancora  che 
l'ejjemplare ,  che  mi  è  peruenuto  die  mani  fio,  in  tal  modo  /corretto ,  per  la  dapocagmne  de  i  fcritto- 
ri  ;  che  a  pena  ho  potuto  cauare  quefìe  poche  parole ,  le  quali  uoglio  porre  come  danno ,  accwche  fi  yeda ,  in 
qualche  parte,  la  diuerft.ì  delti  Modi  antichi ,  &*  quanto  fiano  differenti  da  i  noflri  Moderni  ;  &  dicono . 

Ts  ij.Ìv  s'V  Ag  JW à'iÀiUua.  cruvntàtfcui , cV  fiio-tai  xgj.  linv  Ksù  mvov,  xjù fiitrtaii  naù alieno;,  uffl  ts'vou  xjj  flirtai. 
%/ù  toCto  uiv Ilu  tÌkhiv  o-ush/ào, .  To  fé fàpiof ,  ìx.  7°nv  agì hièiat ,  vrì  flio-iu;  ygj  tónfi  ygì toVou  hju  f listai  xgi 
Pittrice! yjù ftróf-v  .  Uu  fi lovro, toVw  toù S'iti mo-àv C-xifiyw  . TV fi  if\Sym, ix. to'vou  xsù f  liutai xffj  inerivi,  tgì 
faóviv  xsù  To'l'oi/ ,  yjj  flirtai  yj/2  rfoov  ■  lw  fi  >t5"  toùto  TEÀffop  fid  toi?ó~v .  to'  fi  ìdfHOV&twl  Ttànray  ix.  flirtai 
Hai  flirtai  Kffi  ftrivev,  xsfì  TfmiMjinv  xtjl  to'i'ou  •  \w  fi  tsVo  -n  fui  ■wa.tràt  ìkkhttov  -riva  .  To'  fiui^oKufioy ,  ix. 
fva  fitatav  xn-rà  re  itili  KHu.iwv  ,  hoi'toW  HSPTOVW3  xgJ  fiitrloi  yaì  Tfiàv rómv .  bS  fi  yjp.  tsto  ■rihmv  <rv- 
swjjl.  70'  fi Myo'tJ.trw  auiiiovov  bufivi ,bù  finriai xjx  filatali  xgìfnóvot)  ^m  7?iìi//jtcvIov  .  AitTiv  fi  vu> ìtÌ mv- 
tuv  aWreov ,  rbò  ivamóvioy .  cioè  Hanno  adunque  compoflo  il  Lidio  diadema  di  die  fi  s  £7»  di  tuono  & 
tuono,  &  di  diefis  &  dtefts,&di  tuono  &  diefis;  Et  queflo  è  Siflema  perfetto .  MailDorio  di  tuo- 
no &  diefis ,  &  di  diefis  &  tuono ,  &  di  tuono  &  diefs ,  &  di  diefis  &  Ditono  ;  &  queflo  fuperaua 
le  Diapafon  per  un  tuono .  il  Frigio  poi  di  tuono  &  diefis,  &  di  diefts,  &  ditono  &  tuono,  &  di  diefis  & 
tuono  ;  Et  queflo  era  yna  Diapafon  perfetta .  Ma  compojero  l'Iaslio  di  diefis  &  diefs ,  di  ditono  &  trihe 
mituono  &  di  tuono  ;  &  mancaua  della  Diapafon  di  tu  tuono .  il  Mijlolidio  poi  di  due  diefis  pojìi  l'y- 
no  dopo  l'altro,  &  di  tuono  &  tuono,  &  di  yno  diefis  &  tre  tuoni  ;  &  queflo  era  yn  Siflema  perfetto . 
Ma  quello,che  era  detto  Sintonò  lidio,  era  compoflo  di  diefis  &  diefs ,  &  di  yn  Ditono  &  yno  Trihemi- 
tuono .  Ma  il  Die  fu  hora  in  tutti  fi  ha  da  intendere  quello  de!l'Enharmo?iio .  il  perche  dalle  parole  di  ^Tri- 
fide  potemo  comprendere,  che  li  Modi  (fecondo  lafua  opinione  )  erano  yarij  non  folamente  negli  interualli  ; 
ma  anco  nel  numero  delle  chorde  :  quantunque  Boetionel  Cap.q.delltb.q.  della  Mufca  ponchi  folamente 
widiachorde  nel  Lidio  ;  &  nelCap.i  /)..&  nel  \j.neponga  peregri  Modo  quindici  ;  alle  quali  aggiun- 
ge il  tetrachordo  Synemennon .  Ma  per  quello, che  potemo  comprendere  dalle  parole  di  Euclide ,  &  di  Gau- 
dente ^pofle  difopra,ciafcuno  dell'i  Modi  quando  era  perfetto,  era  compre fo  [otto  ynafpecie  della  Diapafon  , 
cioè  tra  Otto  chorde;  &  cotale  Tifò  è  anco  appreffe  li  moderni  :  imperoche pongono  tra  la  Quarta  fpecie  delia- 
Diapafon  D  &  à  il  Primo, &t  Ottano  modo  ;ilTerxo,&  il  Decimo  tra  la  Quinta  jpecie  E  &  e; 
fimigliantemetetralaSefla  F  &  f il  Quinto;  &tralaSettima  G_^ [  _g_dSetùmo  :  Ma  tra  la  Fri-  2~y 
ma  ^4.  &  a:  onero  tra  a  &  aa  pongono  il  Nono,^  il  Secodo;  &  tra  la  Secoda  h  &  U  »'/  Quar- 
to.Vltimamente  tra  la  C  &  e:  onero  tra  la  e  &  ce,  cheèlaTer^a  Jpecie  accommodano  tVndeci- 
mo,&  il  Seflo  modo;come  più  abaffo  yederemo .  Et  fono  al  numero  di  Dodici^non  folamente  appreffògli  Ec 
clefiaflici;ma  anco  apprefjo  li  Copofitori  prattici;  ancora  che  da  molti  no  fatto  cbfiderati  in  tanto  numero;  de 
i  quali  to  intendo  ragionare  particolarmete,  &  moflrare  in  qual  maniera  al  prefìtte  fi  yfi  aafeuno  di  loro. 

Che  l'Hipermiftolidio  di  Tolomeo  non  e  quello,  che  noi  chiamiamo 
TOttauo  modo  ,  Cap.     y, 

ONO  flati  alcuni  Prattici  moderni,  che  hanno  tenuto  per  coft  certa ,  che  t  Ottano  mo- 
do, che  noi  yftamoJuffe  tHipermiflolidio  di  Tolomeo,  pò  fio  nell'ottano  luogo  delfuo  or 
dine  :  ma  yeramente  cofloro  digran  lunga  i  ingannano  :  Imperoche  l'Ottauo  (come  ye- 
deremo )  è  contenuto  tra  la  Quarta  fpecie  della  Diapafon  D  &  d,  ouero  tra  Lycha- 
nos  hypaton,&<  Paranete  diexeugmenon,  arithmeticamente  tramenata  ;  &  lo  Hiper- 
rmflvlidto  e  contenuto  tra  la  prima  Ifecte  a  <&  a  a,  cioè  da  Me  fé  a  Nete  hyperboleon  ,fi  come  ne  moflra, 
chiaramente  Bnetio  nel  Cap.  1  j.delltb.q.della  Mufca.  Onde  inftemeftpuò  yedere  la  dijferenx^,chefi  tro- 
tta tra  l'yno ,  &  l'altro  ;  &  l'errore ,  che  cofloro pio-liano .  Et  benché  alcuni  altri  habbtano  hauuto  parere  , 
che  dall' Hipodorin,  d  quale  èpiùgraue  d'ogn  altro  Modo,  alÌHipermifloltdio,poflo  nella  parte  più  acuta,no 
fi  trotta  alcuna  di/fe>  cnxa,  fé  non  di  graue,  &  di  acuto  ;  percwche  l'uno,  &  l'altro  fono  contenuti  fitto  yna 
tflejja  fpecie  della  Diapafon ;tuttauia  parmffecodo'l  mio  <rtudttio)che  cofloro  fiano  ingrande  errore:  impero 
che  tanto  farebbe  dire. che  Tolomeo  haueffe  replicato  nell'acuto  quello,  che  erapoflo  nelrraue,fenxafare  al- 
cun altra  d.ferexa  di  harmoma.  Ma  ciò  no  è  credibile  ;  effendo  che  ynfigrade  Filofofo,  come  era  Tolomeo, 
ito  farebbe  flato fipriuo  di  <rtuditto,che  haueffe  moltiplicato  yna  coft  fuori  di  propofto,come  era  quefla;  tato 
più,  che  queflo  era  tra  Ftlofofi  yn  grande  inconuenieute .  Bifogna  admtq;  direa  che  tali  Modifuffero  differenti 

l'uno 


:  Parte.  307 

Ivno  dall'altro  ;  non  folttmente  per  il  (ito:  ma  anco  per  natura,,  mediante  la  melodia,chc  eràdìuerfi  ;  <&  che 
Tolomeo  hauejje  tal  tutelinone  quando  pofe  il  nominato  Hipermìfìohdio .  alcuni  altri  l'hanno  -voluto  chia- 
mare Eolio,&  veramete  doparmi  ejjer  fatto  fen%a  alcuna  ragione  :  ejjendo  che  Tolomeo  nel Cap.  i.&nel 
i  <; .  del  Itb.  2. .  della  Harmomcafa  mentione  dell'EoliOj  nominandolo  Eolia  harmonia .  Potrebbe  forfè  alcu- 
no addim andare, per  qualcagione  Tolomeo  non  habbia  aggiunto  ilfuo  collaterale,  o placale  all' Hipermtfìo- 
lidio  ;  ne  meno  habbiapofto  l'Eolio  in  cotale  ordine ,  ne  anco  l'Ionico  ,  il  quale  chiama  laflta  harmonta  :  ma 
perche  ciafcuno  leggendo  il  Cap.  3 .  di /opra  di  tal  dubbio,  0  quejhone  propofta  potrà  hauere  ribotta  fuffcien^ 
te  ;  però  non  mi  pare  di  r,  pplicare  più  alcuna  cofa . 

In  qual  maniera  eli  Antichi  fegnauano  le  chorde  de  i  loro 
Modi .  Cap.     8 . 

V^fNDO  mi  fouiene  di  non  hauer  mai  ritrouato  appreffo  di  alcuno  autore  ne  Greco, 
ne  Latino  pur  uno  ejjempio ,  per  il  quale  fi  poffa  comprendere ,  in  qual  manieragli  an- 
tichi faceffero  cantare  molte  parti  infieme  ;fe  non  il  modo ,  che  teneuano  nel  fcnuere  le 
chorde  de  1  lor  Modi,  0  Cantilene  [eparatamente  ,&in  che  proportione  poneuano  le  voci 
§3  lontane  l'yna  dall' altra;  più  mi  confermo  nel  credere,  che  mai  non  vfafjero  di  far  canta- 
re molte  parti  infieme,fe  non  nel  modo,  che  ho  moftrato  nel  Cap.^.della  Seconda  ;  &  nel  Cap.-jc). della  Ter 
%a  parte  ;  oltra  che  è  manifeflo,  che  loro  non  vfauano  quelle  fgure,  0  caratteri  nelle  loro  cantilene  ;  ne  meno, 
quelle  linee, &  (pacu  moftrati  nel  Cap.  i .  della  Terza  parte,  t  quali  vfiamo  al  predente  :  ìmperoche(fi  come. 
dice  Boetio  )  haueano  alcune  loro  Cijere,  le  quali  poneuano  [opra  le  fillabe  de  1  loro  Verfi ,  &  da  quelle  com- 
prendetelo in  qual  maniera  dowffero  cantare,  motteiido  la  voce  verfo  dgraue ,  onero  verfo  ì' acuto .  E'  ben 
-vero,  che  tali  C  fere  poneuano  raddoppiate,  luna  [opra  l'altra  ;  &  dice  Boetio,  che  quelle,  che  erano  kprìme 
pofie  di  [opra,  erano  le  note,  0  Caratteri  della  Vintone ,  cioè  delle  Parole  ;  &  le  feconde  posle  difotto,  quelle 
della  berculìione  :  -volendo  inferire  (  com'to  credo  )  che  le  prime  dtmofìrauano  le  chorde,&  le  feconde  il  T  ti- 
po lmwo,o  breue  :  ancora  che  tal  breuità,  0  lunghezza  poteuano  apprendere  dalla  ftllaba  pojìa  nel  Verfo ,  la 
gitale  era,o  lunga,  0  breue .  Tali  afere  poi  erano  l'yna  dall'altra  differenti  :  percwche  a  aafcuna  chorda  ha- 
neuanofegnato  vna  cif era  particolare  ;  di  maniera  che  la  cifera  di  Proslambanomenos  era  differente  da  quel- 
la di  Hypate  hypaton,  &  dalle  altre  ;  &  fimigtianremente  la  cifera  di  Proslambanomenos  del  modo  Borio 
era  differente  dalla  cifera  di  Proslambanomenos  del  modo  Frigio,  &  cofi  le  altre .  Ala  tali  efere  fono  Hate 
laffate  da  vn  canto  :  imperoche  Giouanni  Damafceno  dottore  fanto  ritrouò  altri  caratteri  nuoui,  li  quali  ac- 
tornmodò  alle  cantilene  Greche  etclefiafliche  di  maniera,  che  non  fignifcano  le  chorde,  comefaceuano  li  no* 
rmnati  caratteri,  0  cifere  :  ma  dimofìrano  l'Interuallo,  che  fi  ha  da  cantare.  La  onde  ogni  intemaìlo  canta- 
bile h.ì  lafua  cifera  ;  di  maniera ,che  fi  come  quella  delTuono  è  differente  da  quella  del  Semituono  ;  &  quel-^ 
la  della  Terza  minore,  da  quella  della  maggiore,  &  co  fi  le  altre,  che  afeedeno  :  cofi  fono  differenti  etiandio 
quelle  cifere  di  Tuono,di  Semituono, et  altri  che  dtfcendeno,da  quelle, che  afetndeno;  alle  quali  tutte  fi  ag  min 
gono  1  loro  tempi,  di  modo  che  fi  può  ridurre  ogni  cantilena  fitto  cotali  caratteri,  0  efere, con  maggior  breui- 
tà, dt  quello,  che  facemo  adoperando  li  nofln  ;  comepoffo  moflrare  in  molte  mìe  compofitioni  ;  &  fi  può  ac- 
commodare  in  effa  ogn'vno  di  quelli  accidenti ,  che  concorralo  attafua  compofittone  ;fia  qualfi  yoglia  :  im- 
peroche hòpoflo  ogni  diligenza  di  fare  accommodare  il  tutto, fecondo  che  torna  alpropofito .  Ma  douemo  a- 
itertìre,  acciò  non  fi  prende ffe  errore,  che  fé  noiconfideraremo  le  parole  di  Boetio  ,poile  nel  Cap.  14.^  nel 
ì  6.  del  lib.q.  della  Mufica,  le  quali  trattano  della  materia  delli  Modi,  potremo  comprendere  due  cofe,dalle 
quali  fi  feopreno  due  grandi  incónuenienti,  fecondo  7  miogiuditio  :  il  Primo  de  i  quali  è, che  non  potremo  vitro 
tiare  alcuna  differenza  de  tnterualli  più  in  vn  Modo,che  in  vn  altro:  conaofia  che  vuole,  che  tutte  le  chorde 
dell'  Hipodono,nella  maniera  che  fono  collocate ffiano fatte  più  acute  per  vn  Tuono  ;  acciochefi  habbia  il  mo 
do  Hipofftgio:&  che  le  chorde  tutte  di  quejìo  Modofiano  medefim •amente  fatte  acute  per  vn  altro  Tuonoy 
per  hauer  quelle  della  modulatione  (  come  egli  dice  )  dell' Hipolidio.  La  onde  fé  tutte  quefle  chorde  fi  faranno 
più  acute  per  un  Semituono ,  vuole  che  ne  venga l  Dono  ;  &  cofi  fegue  dicendo  de  gli  altri  Modi  ;  Per  il 
che  fé  in  tal  maniera  fi  ha  da  procedere, per  far  l'acquifìo  detti  Modi,nofo  coprendere  tra  loro  alcuna  varietà; 
fé  no  che,accommodati  tutti  per  ordine  in  vno  iftefjo  lUrumeto, l'uno  farà  più  acuto  dell' altro  per  vn  Tuono, 
merper  vn  Semituono,procedcdo per  gli  iftefìi  internali/.  Ma  che  dtfferexa,di  gratta,  fi  trotterebbe  tra  l'uno 
'• i  Q^    1  &  l'altro 


}o8  Qi 


uarta 


gr  l'altro  Modo, quando  nelle  chorde  or ■aui,  nelle  mez*ne,&  nelle  cicute  di  Vito  fi  trouaffe  quelli  iflefli  inter 
titilli  tr.t  le  gratti  Je  mezane,&  le  acute  di  vn altro;  fé  befuffero  più  acuti  l'un  dell'altro, o  più  fratti  per  aual 
fi  uoolia  dijlanza  -?  offènda  che  oli  interualli,  che  fanno  la  forma  de  i  Modi,  fino  quelli,che  fanno  la  differen- 
zaloro,  &non  l'acuto ,  ouero  il  grane  .  1 1  Secondo  è  ,  che  dalle  parole  di  Boetio ,  &  dalli  [mi  e/Tempi, 
come  male  wtefi, potremo  comprenderete  i  Mufici  moderni  parlando  infirmi  materia  molto  s'incannano: 
percwche  credeno,  che'l  Quinto  modo  moderno  fa  il  Lìdio  antico ,  £j-  lo  fanno  più  grane  del  Settimo,  il  Qua- 
le chiamano  Mtftolidw,per  vn  Tuono  :  effendo  che  pongono,  che  queflo  loro  Lidio  fi  a  contenuto  tra  la  Seda 
fpecie  dellaDiapafon  F  &  fi  &ilMiflolidiotralafettima  G  &  g,  i  quali  fono  difìanti  l'un  dal- 
{ 'altro  per  vn  Tuono  :  nondimeno  Boetio  mojlra  chiaramente ,  che'l  Lidio  antico  è  difante  dal  Mtfolidio 
per  ~im  Semituono  ;  Similmente  vuole ,  che'l  Dono  fi  a  lontano  dal  Frigio  per  un  Tuono;  ti  che  vuole  anche 
Tolomeo;&  queflo  dal  Lidio  per  vii  altro  Tuono  :  &  pur  vogliono  li  Moderni,  che'l  primo  Modofta  ilDo- 
rio  antico,  il  Terzo  il  Frigio,  &  il  Quinto  il  Lidio  ;  dche  verrebbe  ad  effere  tutto  il  contrario  di  quello ,  che 
cofìoro  tengono  :  perche' l  Primo  è  diflante  dal  Terzo  per  vn  Tuono;  &  queflo  dal  Quinto  per  vn  Semituo- 
.no  :  Di  maniera  chepotemo  dire,  che  fino  m  grande  errore,  quando  nominano  il  primo  Dorio ,  il  terzo  Fri- 
gio, &  cofigli  altri  per  ordine,  fecondo  che  fono  pofìi  da  Tolomeo  ,&da  Boetio  :  Imperoche  quando  fi  vo- 
leffero  nominare  per  tali  nomi  (  quando  li  Modi  moderni  fufjero  fimili  in  qualche  parte  agli  antichi)  più 
preflo  douerebbeno  chiamare  ÌVndecimo  Dono ,  il  Primo  Frigio ,  &  Lidio  il  Terzo ,  che  altramente  :  ef- 
fendo che  allora  farebbeno  diflanti  l'vno  dall'altro  per  gli  interualli,  che  pongono  Tolomeo,  &  Boetio .  Que- 
Jìa  è  fiata  veramente  vna  delle  cagioni,  oltra  l'altre  (  accioche  alcuno  non  fi  marauigli  )  che  ha  fatto ,  ch'io 
non  nomini  li  Modi  ne  Dono, ne  Frigio,  ne  Lidio,  o  confimili  altri  nomi  :  ma  Prtmo,Secondo,Terzo,& gli 
altri  per  ordine  :  percioche  io  vedeua,che'l  nominarli  in  tal  maniera  non  era  benfatto.  Et  benché  Franchino 
Caffuro  nella  ftta  Theorica  tenga  vn  altra  mamera,nel porre  li  Modi  l'vno  più  acuto,  opiùgraue  dell'altro  ; 
tuttauianonponegliinterualltdivno  Modo  differenti  da  quelli  di  vii  altro  ;  ma  follmente  pone  oli  iflefii 
più  acuti  hora  di  vn  Tuono,  hora  di  un  Semituono  ;  &  non  vana  altramente  la  moditlatione.  Queflo  ho  no- 
luto  dire,  non  già  per  parlare  cantra  alcuno  de  gli  antichi,  ne  dell'i  moderni  Scrittori ,  alli  quali  ho  fempre 
portato,  &  portare  fomma  riuerenzj  :  ma  accioche  i  Lettori  fiano  auertiti ,  &  confidenno  bene  tal  cofa  co 
ogni  diligenza,  &  pofimofargittditio,  &  cono  fiere  fempre  ti  buono  dal  tri  fio,  &  il  vero  dalfalfo,  nelle  co- 
fe  della  Mufica .  Ne  credo,  che  farebbe  grande  incoimeniente,  quando  alcuno  voleffe  dire ,  che  fi  bene  Boe- 
tio fia  flato  dottifiimo  delle  cofi  ffeculatiue  della  Mufica  ;  chepoteua  effere,  che  delle  cofe  della  pr  attica  non 
jvjfe  cofi  bene  intelligente  ;  il  che  veramente  fi  pub  confermare  con  quello,  che  fi  è  detto  difopra,&  co  que- 
lo,  che  ho  mofìrato  nel  cap.  i  3  .della  Terza  parte  ;  quando  ragiona  delle  Quattro  fpeae  della  Diapente.  Ne 
di  ciò  hauemo  da  marauigliarfi  :  percioche  ciafctmo  in  quanto  è  Huomo ,  dalla  propia  opinione  pub  effere  in- 
gannato ;  ma  ricordiamoci  quello, che  ferine  Horatio  nella  Epiftola  dell'arte  Poetica ,  quando  dice , 

Verùm  opere  in  longofai  ejl  obreperefomnttm .  percioche  potrà  effere  ottima  efcufatione  a  queflo 
grauifiimo  autore,  &  etiandw  a  ciafcun 'altro ,  che  ferine  molto  di  lungo . 

In  qual  maniera  s'intenda  la  Diapafon  effere  harmonicamente,  ouero 
arithmeticamente  mediata.  Cap.     j. 


T  perche  ho  detto  difopra ,  che  li  Dodici  Modi  nafiono  dalla  diuifione  delle  Sette  fpecie 
della  Diapafon  ,  fitta  hora  harmonicamente ,  &  hora  arithmeticamente  ;perb  auanti 
che  fi  vada  più  oltra,  voglio  che  vediamo  in  qual  maniera  s  inteda  la  Diapafon  effere  me. 
diata,  0  dtuifa  all'vno  &  all'altro  modo .  Si  debbe  adunque  auertire,  che  la  Diapafon, la, 
quale  è  la  Prima  confini anza(com e  altroue  ho  mofìrato)  fi  dtuideprimierameteper  vna 
chnrda  mezana  nelle  fue  parti  principali, che  fono  la  Diapente, &  la  Dtateffaro;  le  quali  parti(perche  ff  effe 
volte  fi  vmfeono  infieme  ,ponendofi  hora  la  maggiore,  &  hora  la  minore  nelgraue)  ne  danno  due  cogtuntio 
ni, ouero  vmonndelle  quali  l'vna  non  effendo  in  tutto  buona,!' altra  viene  ad  effere  molto  finora, &foaue.  Et 
talfoamtà  nafie , quando  la  Diapente  fi  pone  fitto  la  Diateffaron  -.percioche  effendo  cùgiunte,et  ymte  in  cotal 
maniera, gli  eflremi  della  Diapafon  viene  ad  effer  tramezati  da  vna  chorda  mezanajaquale  è  la  eftrema  a- 
cut  a  della  Diapete,et  la  eflre  ma  grane  della  Ptatefftro  :  onde  tal  dxmfione^nxi  cógiuntione,ft  chiama  har- 

momea  : 


Parte . 


3°9 


ntonìca  :  percioche  li  termini  delle  proportioni,che  d'ino  la  forma  alla  Diapente  jet  alla  Dtateffaro,che  fono  6, 
4.3  fono  pofii  in  proportionalità  harmonica-.efiedo  che'l  melano  dmide  li  due  eflremi  nel  modo,  che  ella  ricer 
ca,ficodo  ch'io  ho  moflrato  nelCap.  3  y.della  Prima  parte. L'altrajaquale  è  men  buona-.perche  ueramete  no 
è  cofi  finora, per  non  effere  in  ejja  collocate  le  confinanze  a  i  propij  luoghi, fi  dice  ^Arithmetica;  <&rfifà  yuan 
do  le  nominate  parti  fi  vnifiono  per  ima  chorda  mezana  al  contrario  ;  cioè  quando  la  Diateffaron  tiene  la 
parte  grane  ,&la  Diapente  la  parte  acuta .  Et  perche  li  termini  continenti  le  proportioni ,  che  danno  lafor- 
maallaDiateffaron,&allaDiapente,iqualifono  4.3.  i ,firitrouano effer pofliin diuifione arithmetica; 
tjfendo  che'l  mezano  terminerei  3  diuidegliefìremi  4.  &  z ,  nel  modo,  che  ricerca  tal  diuifione;  co- 
me nelCap.  3  6.  della  Prima  parte  fi  è  moflrato  ;  però  meritamente  è  detta  ^frithmetica .  Et  la  prima  ynio- 
tie  è  tanto  migliore  della  feconda,  quanto  che  l'ordine  delle  confinante ,  che  fono  collocate  in  efja  ,fi  ritroua 
haueretutte  lefue  chorde  nel  loro  propio  luogo  naturale ,  fecondo  la  natura  delle  forme  delle  confinanze  con- 
tenute in  elfi  :  Percioche  nel  fecondo  ordine  le  confinanze  fono  pojìe  in  tal  maniera ,  che  più  preflo  fi  può  no- 
minare ordine  accidentale,  che  naturale .  Però  adunque  tutte  le  volte ,  che  ntrouaremo  alcuna  Diapafon  di- 
uifa  nel  primo  modo  ;fi  potrà  dire,  che  ellafia  tramezata  h  armonicamente  ;  &  quando  fi  ritrouerà  trame- 
nata al  fecondo  modo,  fi  potràdire  (per  le  ragioni  dette)  che  ellafta  diuifa  arithmeticamente  ;  ilche  fi  po- 
trà anco  dire  della  Diapente, quando  farà  dimfa  in  yn  Ditono^  in  vno  Semiditono  :  mapontamoglt  efiepi. 


Diap 


'ente . 


Diatefjaron . 


Diate ffiaron .  Diapente . 


6.      Sesquialtera .     4.        Sefiquiterza.    3.  4.    Sesquiterza.       3.  Sefquialtera 


Che  li  Modi  moderni  fono  necefiariamente  Dodici,&  in  qual 
maniera  fi  dimoftri .  Cap.  io. 

E  dalla  -vnione,ò  compofitione  della  Diapente  con  la  Diateffaron  nafiono  li  Modi  moder- 
ni,come  vogliono  li  Prattwi,potremo  hora  dimagrare ,  che  cotali  Modi  neceffanamen- 
te  afiendeno  wfino  al  numero  de  Dodici  ;  ne  poffono  effer  meno ,  fumo  poi  flati  quanti 
fi  voglino  li  Modi  antichi  :  percioche  nulla,  opaco  fanno  più  al  noflro  propofito  ;  mafii- 
mamentejperche  hora  li  vfiamo  (  come  fi  è  detto  )  in  vn  altra  maniera  molto  differente 
dalla  antica .  Et  per  mofìrare  cotal  cofa  pigliaremo  per fondamento  quello, che  prefupponemmo  di  [opra  ;  cioè 
la  limone  delle  Quattro fpecie  della  Diapente,  con  le  Trefpecie  della  Diateffaron,  motivate  nel  Cap.  1 3 ,  & 
nel  1 4.  della  Terza  parte .  La  onde  quante  faranno  le  maniere,  che  potremo  vnire  commodamente  quefle 
parti  infume;  hora  ponendo  di  fopra,horadt  fiotto  la  Diateffaron  alla  Diapente;  tanto  farà  anco  il  numero 
delli  Modi.  Incominciando  adunque  per  ordine; fi  noi  pigliaremo  la  Prima fpecie  della  Diapente  collocata  tra, 
V  &  a,  &  le  vniremo  nell'acuto 'la  Prima  fpecie  della  Diateffaron,  contenuta  tra  a  & d;  non  è dubbio , 
che  da  tale  -unione, 0  congmntione  haueremo  quello,che  hora  chiamiamo  Primo  modo;contenuto  tra  la  Quar 
tajpecie  della  Diapafon  pofla  tra  D  &  d.  Simdmente  fé  noi  pigliaremo  laifleffa  Prima  fpecie  dellaDia- 
pente,&  le  aggiungeremo  dalla  parte  fratte  la  Prima  fpecie  della  Diateffaron ,  pofla  tra  D  &<  ^fifin^ 
%a  alcun  dubbio  ne  rifulterà  la  Pnmafpecie  della  Diapafon, collocata  tra  a  &  ^f;  laquale  contenerà  qud- 

lo,che 


3  io  Quarta 

lo/he  noi  chiamiamo Secondo  triodo .  TIorafe  noi pigharemo  la  Secordafjiccìe  della  Di 'apent -e -, contenuta  tra 
E  &~^  ;&te  aggiungeremo  nell'acuto  la  Seconda  della  Dìatefjaron, pofla  tra  ^  &  e  ;  haueremo  quella, 
che  nominiamo  Terzo  modo, contenuto  tra  la  Quinta  jpecie  della  Diapafon  E  &•  e .    Et  fé  alia  detta  Dia<- 
pente  aggiungeremo  nelgratie  la  Nominata  DiateJJaron ^collocata  tra  te  chorde  E  gw  Ej  ;  haueremo  la  Ser 
tonda  specie  della  Diapafon  \-  &•   fcq  Jaquale  ne  darà  Tli  Modo  diuerfo  dalli  tre  primi  ,che  farà  quello, chi 
noi  dimandiamo  Quarto .  Pigltaremo  hora  la  Terza  fpecie  della  Diapeme, collocata  tra  F  &  e  ,&le  ag- 
giungeremo nell'acuto  la  Terxa  della  Diateffaron,  pofla  tra  e  £-7*  /;  &  haueremo  tra  la  Sefla  fpecie  delia- 
Diapafon  F  &  f ',  quello,  che  noi  dimandiamo  Quinto  modo .  Se  polleremo  hora  la  ifleffa  Diapente,  &  le 
aggiungeremo  nelgraue  la  Dìatefjaron  F  f&R  C ,  haueremo  la  Terza  jpecie  della  Diapafon  ,&  mfteme 
quel  Modo, che  nominiamo  Seflo .  Et  per  tal  maniera  haueremo  Sei  -vinoni ,  o  congiuntiom  ;  cioè  quelle  della 
Prima  fpecie  della  Diapente  con  la  Prima  della  Dìatefjaron, tanto  nelgraue, quanto  nell'acuto  ;  et  quelle  del- 
la Seconda  di  ciafatna  fimilmente  nel  graue, &-  nell'acuto  ;  Cofi  quelle  della  Terza  fpeae fatte  hora  nel  ard- 
ue, hora  nell'acuto  ;  &  per  tal  via  haueremo  Sei  modi .   Refla  hora  di  accompagnare  la  Quarta  fpeae  del- 
la Diapente  con  la  Prima  della  Diateffaron ,  che  fi  puh  accompagnare  commodamente .  Onde  è  d'auertire  , 
che  tutte  le  fpecie  della  Diateffaron  fi  poffono  di  nuouo  accommodare ,  &  accompagnare  con  la  Diapente  m 
tre  maniere  :  percioche  la  Prima  jpectef puh  accompagnare  con  la  Quarta  fpecie  della  Diapente  ;  la  Secon-. 
da  con  la  Prima  ;  &  la  Terza  con  la  Quarta  fpeae  di  effa  Diapente  :  ne  tali  fpecie  fi  poffuno  cono-'iumere 
mfieme  commodamente  in  altra  maniera  ;  come  è  mamfefto  a  ciafcuno,  che  fa  nella  Mufica  esercitato  me- 
diocremente .Pigliando  adunque  la  Quarta  fpecie  della  Diapente  pofla  tra  G  &  d,le  accompagneremo 
la  Prtma  della  Diateffiron  d  &  g;&*tra  le  chorde  G  &  g  eflreme  della  Settima  fpecie  della  Diapa- 
fon con  le  fue  mezane paneremo  il  Modo,che  chiamano  Settimo .  ilperchefe  di  nuouo  pigharemo  la  Dìatef- 
jaron,  pofla  tra  G  &  D ;  &  la accompagnaremo  nel  graue  con  la  Diapente,  haueremo  tra  laDiapa- 
fon  d  &  D,  Quarta  fpecie  il  modo  chiamato  Ottano .  aggiungeremo  hora  la  Seconda  fpecie  della  Dia- 
tejfaron  pofla  tra  e  &  a  a  alla  Prima  della  Diapente  ,  collocata  tra  a  &  e  dalla  parte  acura  pliche  fat- 
to, tra  la  Prima  fpecie  della  Diapafon  a  &  a  a  hauerem,o  yn  altro  Modo  ;  ilqualeper  effer  dagli  otto  Mn 
di  moflrati  differente  Jo  nominaremo  Nono  modo .  Dalla  parte  graue  poi  di  tale  Diapente  cono-iuno-eremo  la 
ìfìefft  Dìatefjaron  tra  a  &  E,&  haueremo  tra  la  Quinta  fpecie  della  Diapafon  e  &•  E  quello,che  drit- 
tamente chiamiamo  Decimo  mode .  Vltimamemefe  noi  accompagni aremo  la  Terza  fpecie  della  Diateffa- 
ron  bada  tra  g&  e  e,  dalla  parte  acuta  ,  con  la  Quarta  della  Diapente  pofìa  tra  e  &  g  nella  Terza  [pe 
eie  della  Diapafon  C  &  ce  patteremo  il  Modo  ,  che  fi  chiama  Vndecimo  :  Imperoche  fé  accompagnare- 
mo  le  dette  fpecie  per  il  contrario  ponendola  Diateffaron  nella  parte  grane  tra  le  chorde  e  &  G  ,  haue- 
remo l'ylttmo  Modo  ,  detto  il  Duodecimo ,  contenuto  nella  Settima  jfecte  della  Diapafon  g  &  Gì  come 
qui  in  effempw  fi  yede. 


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Secondo  mo  do.        Terzo  modo. 


Seflo  modo. 


Settimo  modo.  Ottauo  modo. 

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=f-~-±:-:::tt: 

Duodecimo  modo, 


Nono  modo. 


Decimo  modo. 


feflo  a  ciafcuno, che  habbia giuditio . 


Et  per  tal  maniera  haueremo  ne  più,  ne  meno  di 
Dodici  Modi  :  imperoche  cotali  fpecie  nonfih0ff0. 
no  accompagnare  in  altra  maniera  l'ynacon  fall- 
irà ,fe  non  con  grande  incommodo  ;  come  è  mani- 


lAltrò 


Parte. 


jir 


Altro  modo  da  dimoftrare  il  Numero  delli  Dó- 
dici Modi.  Cap.  1 1 . 

OTEMO  anco  moflrare,che  li  Modi  afcendino  al  numero  de  Podici  per  yrialro  mez$,  il 
quale  è  U  Diuìfwne  della  Diapafon,  horafècodo  t'harmonica,&  hora  fecondo  l'anthme- 
tica  diuifone .  Et  acciò  no  fi  confondiamo  terremo  tale  ordme,per  offeruare  in  tutto  quel- 
losche  offeritano  li  Moderni;  che  noi  incominciaremo  dalla  Quarta  fpecie  della  Diapafon; 
&  dipoi  fèguitaremo  ali 'altre  per  ordine, diuidedole prima  nell' harmonica,  &  dipoi  nel- 
fartthmetica  diuifwne .  Se  adunque  noi  pigltaremo  la  Quarta  fpecie  della  Diapafon  contenuta  tra  D&  a, 
&  la  diuideremo  harmonicamente  in  due  parti  con  la  chorda  a;  non  è  dubbio ,  che  nelgraue  haueremo  tra  ' 
D&  a  la  Prima  fpecie  della  Diapente;  &  tra  a  &  d  la  Prima  della  Diateffaron;  lequali,  come  di  [opra 
fi  è  yedutojcoQituifcono  aggiunte  infume  il  Primo  modo .  Per  ilche  pigliando  dipoi  la  Quinta  fpecie  pofla  tra 
E  &  e,  &  diuidendola  in  tal  maniera  con  la  chorda  L  ;  haueremo  la  Diapente  E  ^  Seconda  fpecie  ,& 
la  Seconda  della  Diateffaron  ^  &  e ,  lequalt  aggiunte  infieme  al  moflrato  modo  ne  danno  il  Terzo.  Ma 
pigliando  la  Seda  fpecie  F  &  f,  &  diuidendola  in  tal  maniera  con  la  chorda  e,  haueremo  il  Quinto  mo 
dojlquate  mede  firn  amente  nafee  dalla  congiuntone  della  Terza  fpecie  della  Diapente,  &  della  Terza  della 
Diateffaron,  che  fono  F  &  e,  &  e  &  f,  come fi  è  detto.  Pre fa  dipoi  la  Settima  fpecie  della  Diapafon, 
contenuta  tra  G  &  g,  & '  dtmfaharmonicamente  conia  chorda  d,  haueremo  la  Quarta  fpecie  della  Dia- 
pente G  &  d,  aggiunta  alla  Prima  fpecie  della  Diateffaron  d  &  g ,  &  il  Settimo  modo .  Dipoi  pi- 
gliata la  Prima  fpecie  della  Diapafon  collocata  tra  a  &  a  a,  diuift  harmonicamente  dalla  chorda  e,  haue- 
remo la  Prima  fpecie  della  Diapente  a  &  e,  &  la  Seconda  della  Diateffaron  e  &  a  a, che  infieme  ag- 
giunte ne  dano  il  Nono  modo.  Laffaremo  hora  da  parte  la  S ecoda  fpecie  della  Diapafon  potta  tra  ^  &  ^b  •> 
percioche  non  fi  può  mediare  harmonicamente,&  pivliaremo  laTerza  e  &  e  e ,  &  la  diuideremo  al fo- 
pradetto  modo  con  la.  chorda  g,  dalla  quale  dimfione  nafeerà  la  Quarta  fpecie  della  Diapente  e  &g>  &  l* 
Terza  della  Diateffaron  g  ci?  ce,  ejrl'Vndximo  modo  ;  come  qui  fitto  fi  yede. 


FlGVR^t  VELLI   MODI  >AVT E  NT  I C  H I,  O  P<AR1, 


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Tutti  quefli  Modi  nafeono  dalla  diuifone  harmonica  delle  fyecie  della  Diapafon:  ma  dalla  diuifwne  loro 
anthmetica  ne  haueremo  altri  Sei  :  Imperoche  fé  incominciaremo  dalla  Prima  fpecie  della  Diapafon 
pofla  tra  a  &^f;ouerdaquella,cheèpofìatra  a  &  aa;chenonfàyariationealcunafenondigraue,et 
di  acuto  ;&  la  diuideremo  anthmeticamente  con  la  chorda  D ,  pigliando  però  la  a  <*r*  ^f;  haueremo  la 
Prima  fpecie  della  Diateffaron  D  &<A',  pofla  nelgraue  ;&  la  Prima  fpecie  della  Diapente  a  &D,po- 
ila  neU  acuto  ;  lequali  ynite  infume  nellamamera  ;  come  hauemo  yeduto  difopra,  ne  danno  quel  Modo,  che 
noi  dimandiamo  Secondo .  Pigltaremo  poi  la  Seconda  fpecie  della  Diapafon  pofla  tra,  ^  &•  £] ,  &  la  diuide- 
remo al  moflrato  modo  con  la  chorda  E,&>  haueremo  tra  E  &  jg  la  Seconda  fpecie  della  Diateffaron  ; 
&tra  ^  &  E  U  Seconda  della  Diapente, lequali  ynite  infume  ne  daranno  medejìmamet  e  il  Quarto  modo. 

La  Terz* 


j  12  Quarta 

La  Ttr%$  fpecie  della  Diapafon  e  &  C ,  diuifaper  la  chorda  F  ,nt  darà  ilSiJlo  modo  -.percìocbe  la  Teresa 
fpecie  della  Diatejfarim  F  &  C ,poila  nel graue  flymfce  con  laTerxa  della  Diapente  e  t,t  F,pcjla  manti 
to  .  Ma  fé  pialuremo  la  Diapafon  d  &  D  ^Quarta  fpeae  ,duufa  dalla  chorda  C  arithmeticatnente ,  battere- 
7i}o  l'Ottauo.modo  iperctoche  G  &  D,Prima  fpeae  della  Dtateffaron ,  fi  cogiunge  con  la  Quarta  della  Dia- 
pente nel  grane  .  H  ora  prenderemo  la  Quinta  Jfecie  della  Diapafon  e  &  E ,  zirla  diuideremo  al  modo  tuo 
Jlrato  con  la  chorda  »,i?  batteremo  la  Seconda  della  Diateffaron  a  &  E ,  &  la  Prima  della  Diapente 
e  £7»  a  j  che  coflitiiifcono  il  Decimo  modo  .Piallando  ultimamente  la  Diapafon  a  &  G  ,  Settima  fpecie 
(  (affando  la  f  &  Fiperche  non  fi  puh  diutdere  in  tal  maniera)  fé  noi  la  diutderemo  con  la  chorda  e,  battere- 
mo il  Duodecimo  modo  ipercwche  per  tal  diuifione  nafeerà  la  Ter%a  fpecie  della  Diateffaron  e  &  G,  nella 
parte  grane, yima  alla  Quarta  fpecie  della  Diapente  g  <*7*  a  come  qui /otto  fi  può  yedere. 


FIGV  RA  DELLI  MODI  P  LACCALI  ,OV  E  RO    IMPARI. 


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Et  per  tal  maniera  -verremo  adhauere  Dodici  modi;  Sei  dalla  diuifione  harmonica ,  &  Sei  dalla  aritmeti- 
ca, i  Cornelio  mofìrato  .Et  benché  la  Seconda  fpecie  della  Diapafon  h  &  ^  non  fi  pojfa  diuidereharmont- 


FlGV  R^C  VN  IVERS^CLE  DE    TVTTI   LI  MODI. 


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Parte.  513 


camene  :  percioche  dalla  parfegratte  yerrebbe  la  Semidiapente  Jg  &  F,  &  il  Trìtono  F  &  ^  nella  parte 
acuta,  quando  ful]e  tramenata  dalla  chorda  F  :  ne  meno  la  Sefla  fpeae  F  0*  f  arithmeticamente  ;  effendo 
che  fi  ydtrebbe  nel  grane  tra  la  chorda  \^  &  F  ilTritono,  quando fuffe  diuifa  dalla  [^  ,&  dalla  parte  acu- 
ta la  Semidiapente  f&  IL  ;  tuttama  fono  flati  alcuni,  che  altra  li  Dodici  moflratì ,  le  hanno  attribuito  altri 
Modi  fi  come  alla  prima  ditti/ione  ti  Terxodectmo,&  alla  (ecoda  il  Quartodecimoma  yeramente  non  poffq 
m  effcrepiù  di  Dodici  ;fi  come  hauemo  moflrato,t  quali  fono  notati  per  ordine  nella  fgura  difopra . 

Diuifionedelli  Modi  in  Autentichi,&  Piagali.  Cap.  12. 

I  diuideno  immediatamente  li  moflrati  Modi  in  due  parti  :  imperoche  alcuni  fi  chiama* 
no  Principali ,  onero  ^Autentichi ,  &  di  numero  Impari  ;  &  alcuni  fi  dimandano  La,' 
ferali,  &  Piagali ,  ouer  Placali,  &  di  numero  Pari .  Li  Primi  fono  il  Primo,  ti  Terzo*, 
il  Quinto ,  il  Settimo ,  il  Nono,  &  tVndectmo  :  ma  li  Secondi  fono  il  Secondo,  tlQuar- 
to  ,il  Sefto ,  l'Ottano ,  il  Decimo  <&  il  Duodecimo .   Li  Primi  furono  chiamati  Princì*_ 
pali  :  perche  l'honore ,  &  la  preeminenza  fi  dà  fempre  a  quelle  cofe ,  che  fono  più  nobili  ;  onde  confiderando 
il  Mu  fico  principalmente  le  Consonanze  tramezzate  harmomcamente ,  che  fono  più  nobilmente  dtuife  ,di 
quello  che  non  fono  le  altre  diuife  in  altra  maniera  ;  &  dipoi  quelle,  che  fi  ritrouano  dmife  in  altro  modo;me- 
ntamentegli  è  fato  attribuito  queflo  nome  :  effendo  che  in  ejìi  fi  trotta  tharmonica  medietà  tra  le  due  parti 
mag  o-'iori  della  Diapafon ,  che  fono  la  Diapente ,  &  la  Diateffaron  ;  l'ima  ppfla  nel  malie ,  &  l'altra  nel* 
l'acuto  ;  ilche  ne  gli  altri  non  fi  ritratta .  Ma  alcuni  -vogliono ,  chefiano  detti  ^Autentichi  :  perche  hanno  più 
Autorità  degli  altri  ;  onero  perche  fino  atigumentatiui  ;  attefo  chepoffono  afcenderepiù  fopra  il  loro  fine ,  di 
quello  che  non  fanno  It  fecondi .  Sono  anche  detti  di  numero  Impari  :  percioche pofli  con  li  Secondi  in  ordine- 
maturale  in  cotal  maniera .    i.    2.    3.   4.    5.   6 .   7.   8.   9  .    io.    11.    n,  tengono  il  luogo^ 
<lelli  numeri  Impari .   Li  Secondi  fono  chiamati  Laterali,  dalli  lati  della  Diapafon ,  che  fono  (  come  altrom 
io  detto  )  la  Diapente ,  &•  la  Diateffaron  -.percioche  pigliatele  parti,  che  nafcono  dalla  dtnifione  deghiAu* 
tentkhi ,  0  Principali,  che  fono  le  due  nominate  ;  da  quelle  ìfleffe  pofle  al  contrario  (  rimanendo  la  Diapenti 
commune ,  &flabde  )  nafcono  i  Laterali .  ilche  fi  puh  -vedere  nel  Primo ,  &  nel  Secondo  modo  delli  mo* 
(Irati  ;  che  rimanendo  la  Diapente  D  &  a  (labile  ;  dalla  aggiuntane  della  Diateffaron  a  &  d,po(la 
in  acuto  nafce  il  Primo  modo  autentico  ;&  aggiungendola  nel grane  tv -a  D  &  <A ,  nafceil  Secondo,  che 
è  il  fino  collaterale .  I Imedefimo  anche  accafca  ne  gli  altri;  come  fi  può  y  edere  mamfeflamente  ne  i  mo- 
flrati effempi  :  Pero  alcuni  meritamente  li  chiamarono  Plàgi] ,  0  Piagali  :  effendo  che  tali  nomi  derinano  dal 
Greco  UKiiyt<m ,  che  yuol dire  Lato  ;  onero  da  Uhayias ,  che  fignipca  obliquo,  0  Ritorto,  quafi  obliqui,  ri- 
torti ,  0  nuoltati  :  effendo  che  procedalo  al  contrario  delli  fttoi  ^Autentichi  ;  procedendo  qtteUt  dal  grane  all'a- 
cuto ,&lt  Piagali  dall'acuto  al  grane .  Ben  è  yero ,  che  alcuni  li  dimandarono  Placali,  quafi  che  voleffero 
dire-Placabili  :  imperoche  hanno  il  Ipr  cantare ,  &  la  loro  harmonia  più  rimeffa ,  di  quello  che  non  hanno  i 
loro  Principali  ;  onero  perche  hanno  (  come  dicono)natura  contraria  a  quella  de  iloro  autentichi  :  percioche 
fé  l'harmoma  che  nafce  dall' ^Autentico  difponel' animo  adyna  pafiione ,  quella  del  Placale  la  ritira  in  di- 
uerfa  parte .  Sono  poi  detti  Pari  di  numero ,  perche  nell'ordine  naturale  de  1  numeri  moflrato  difopra  tengo- 
no il  luogo  dellt  Pan .  Ma  perche  ogni  cofafia  naturale ,  onero  artefciale,  laquale  habbia  hauuto principio, 
è  neceffario  anco ,  che  habbiafne  ;  riducendofi  tlgiuditio  di  tal  cofa  alfine ,  come  a  cofa  perfetta  ;  però  yoglio 
moUrare  in  qual  maniera  ciafcun  di  loro  fihabbia  da  terminare  regolatamente  ;  modrando  infieme  i  ter- 
•mini  delli  principali ,  &  dell  collaterali  ;  £7*  quanto  pofimo  afcendere ,  &  difendere  di  fopra,  &  di  [otto 
li  chorda  yltima  del  loro  fine  ;  accioche  pofiamo  comporre  le  cantilene  congiuditio ,  &>  con  buono  ordine  ; 
atteramente  che  yedendo  le  compolìe  pofiamo  giudicare  in  che  Modo ,  &  [otto  qnal  modulatione  ftano 
compofle , 

"•'  Jl  Delle 


■         L 


3 1 4-  Quarta 

Delle  Chorde  finali  di  ciafcun  Modo,&  quanto  /ipofsa  afcendere,  o 
difcendcre  di  fopra,&  di  fatto  le  nominate  chorde.   Cap.  15. 


GLI  ì  cofà fàcile  da  [spere ,  quali  funa  le  chur de fintili  di  ciafcun  Modo ,  confiderai*  Ix 
fu&  compvfitwne;cioè  la  unione  della  Di.iteffa.ron  con  la  Diapente;oucr  confiderata  la  fina 
origine  dalla  diuifwne  delie  Diapafon  nelle  maniere  mvjìrate  difapra:Imperoche  i  Mufi- 
ci  moderni  pigliano  per  chordafn.de  di  ciafcun  Modo  la  chorda  più  orane  di  ciafcun» 
Diapente;  fia  poi  la  Diateffaron  pofla  nell'acuto,,  ouero  nel  grane ,  che  non  fa  cofa  alcuna. 
di  yario.Et  perche  la  chorda  granfi 'ima  di  ciajcuna  Diapente  è  comune  .1  due  Modi,per  effere  anco  effe  Dia- 
p enfia  due  Modi  commum;però  vfano  di  accompagnarli  a  due  a  due: percwche  effendo  la  chorda  arautfiima 
della  Prima  (pecte  della  Diapente  polla  nelpnmo,&  nel  fecondo  Modo  in  D,&  commuue  a  quefli  due  Mo 
dutal  chorda  Viene  ad  effer  la  f  naie  nonfolamente  del  Primola  etiandio  del  Secondo.  La  onde  per  tal  lega- 
mento,^" parentella(dirò  cofii)chefii  troua  tra  loro  fono  in  tal  maniera  imiti,  che  quando  bene  alcuno  yoleffe 
fepararli  l'vno  dall'altro  non  potrebbe;tanta  è  la  loro  vinone;  come  -tederemo  quando  fi  ragionari  di  quello, 
chef  ha  da  fare  nell'accommodar  le  parti  nelle  cantilene. Meritamente  adunque  accompagnano  il  Primo  col 
Secondo  modo;il  Terzo  col  Quarto;  et  cefi  gli  altri  per  ordine:  poi  che  la  chorda  commune  finale  di  quelli  è  la 
D,&  di  quegli  la  E;  laquale  è  lagramfima  della  Seconda  jpecie  della  Diapente, commune  all'imo,  et  l'altro 
di  quefli  due  Modi .  Pongono  poi  commune  la  Fgrauiftma  della  Terza fyecie  della  Diapente  al  Quinto,  e£* 
al  Sedo  modo;&  vmfeono  quefli  due  Modi  infume  .-percioche  tale  Diapente  ècommune  all'vno,&  l'altro; 
come  fi  pub  -vedere,  accompagnati  quefli,accopagnano  il  Settimo  con  lOttauo:perche  hanno  la  Quarta  [he 
eie  della  Diapente  tra  loro  commune  ;onde  lagrauifiima  chorda  G  viene  ad  effer  la  finale  di  quefli  due  Modi. 
Pongono  la  chorda  a  commune  fi naie  del  Nono,  et  del  Decimo  modo:percioche  è  lagrauifiima  della  Prima 
fpecie  della  Diapente;^  ymfeono  quefli  due  Modi  infieme  :  effendo  che  tal  Diapente  fi  troua  effer  commune 
aU'vno,&  l'altro .  La  e  pongono  commune  chorda  finale  dell'Vndeàmo,&  del  Duodecimo  modo  ^ereti- 
che viene  ad  effer  la  più  grane  della  Quarta  fpecie  della  Diapente  ;  &  accompagnano  quefli  due  infeme,per 
ri/petto  di  tal  Diapente,  che  è  all'yno,  &  l'altro  commune .  Intefo  adunque  tutte  quefle  colè,  non  farà  alcu-r 
no ,  che  hauendo  tal  riguardo ,  non  fappia  accompagnare  il  modo  ^Autentico  col  fuo  Piagale  :  mafimamente 
conofee ndo,  che  la  chorda  fina  le  del  Primo, (ir  del  Secondo  modo  èlaD;  quella  del  Terzo ,  &  del  Quarto  la 
E ,-  quella  del  Quinto,&  del  SeflolaF;  quella  dels^^jelsemmoja  G  ;  quella  del  Nono,  &>  del  Dir 
cimo  la  a,&  quella  dell'Fndecimo,  &  del  Duodecimo  la  e  ;  come  qui  fi  vede . 

M  Primo. 


u 


5; 


Terzo. 
Quarto.  "M" 


,  Quinto. 


-B- 


J4 


Settimo. 


Nono. 


=SH| 


Vndecimo. 


*i? 


Secondo.*        Quarto.  "S"      Seflo.*         Ottano.  i2c   Decimo."         Duodecimo.' 
.D.  .E.  .F.  .G.  .a.  .e. 

Et  non  folamente  hanno  le  chorde  finali  communi  :  ma  hanno  etiandio  i  luoghi  delle  Cadenze  >  come 
vederemo .  Ma  fi  debbe  notare, che  li  Modi, quando  fono  ptrfttti,toccano  le  Otto  chorde  della  loro  Diapafon  : 
è  ben  vero, che  fi  troua  quefìa  differenza  tra  gli  autentichi, ^r  li  Plagali;che  quefli  afeendeno  folamente  al- 
la Quinta  chorda  [opra  il  loro  fine, &  difeendeno  alla  Quarta  :  ma  quelli  toccano  la  Oltana  chorda  acuta  fo- 
lamente;&  alle  volte  difeendeno  fotta  la  loro  Diapafon  per  vn  Tuono,oper  vn  Semituono  ;  &  li  Piagali fi- 
mighantemente  afeendeno  [opra  la  loro  Diapente  per  vn  Tuono, ouero  per  vn  Semituouo;eome fi  vede  in  mot 
ti  canti  Bcctefiafìici .  Di  maniera  che  l'autentico  fi  troua  tra  Otto  chorde  tramezate  harmonicamente;  & 
lo  Piagale  tra  Otto  arithmeticamente  dinfe;nel  modo  che  fi  può  vedere  difupra  negli  effempi .  Eflendendofi 
adunque  li  Modi  di  fopra,&  difetto  il  loro  fine  a  cotal  modo,fipoffono  chiamare  Perfetti .  Pertiche  l  Introi- 
to, che  fi  canta  nella  Meffa  della  quarta  Domenica  dell'^fduento ,  fiorate  costi  defuper  ,fi  chiamarà  Primo 
mudo  perfitto;&  quello, che  fi  canta  nella  Meffa  della  Ottaua  della  Natiuità  del  Signore, Vultum  tuum  de- 
precabuntur  ,fi  potrà  dimandare  Secondo  modo  perfetto.  Ma  quando  li  Piagali  nelgrauepaffafferopiù  oltra„ 
oneragli  ^Autentichi  nell'acuto;  cotali  Modi  fi  potranno  nominare(come  li  nomina  Franchino  Gaffuro)  Su- 
berfittrfii  come  fi  chiamarebbeno  Imperfetti/^  Diminuii  ,quado  non  arnnaffero  alla  loro  Ottaua  chorda  acu- 
ta, onero 


Parte. 


PS 


^ 

f^S; 

1 

Jspl 

ta,ouero  aliti  Primi  grane  ielle  loro  Diapafon.  Dilli  primi  hauemo  vno  effempio  nell'Introito  Iudm  es  Do- 
mine del  Primo  modo,chefi  canta  nella  Meffia  della  Domenica  Decima jettima  dopo  la filennit Ideile  Pete- 
tore :  Dellt  fecondi  fono  quafi  infittitigli  efempi,tra  i  quali  fi  ritratta  f  Introito  Puer  natm  ed  nobts  del  Setti 
tuo  modo, àie  fi  canta  alla  Terza  meffia  ti  Sacrofanto giorno  della  Nattuità  del  Figliuolo  di  Dio.Si  debbe  ho- 
ra  auertire  per  fempre ,che  quello  ch'io  ragiono  intorno  alli  Modi  delCantofermojntendo  anco ,  chefia  detto 
intorno  le  parti  dellt  Modi  del  Canto  figuratole  bene  io  non  pongo  di  loro  gli  effemp'v.percioche  voglio,  che  co- 
tale  ragionamento  fia  commune  all'vno,&  all' altra.Ma  perche  ho  detto  di  f opra,  che  ogni  co/a  fi  debbe  detto 
minare  dal fine  ,come  da  cofa  più  >iobile;però  da  effò,cioè  da  ogni  chorda  finale  haueremo  da  giudicare  ciafcu- 
tto  Modo;di  manierante  quello,che  terminerà  nella  chorda  D,&falirà  alla  chorda  d,  dimandaremo  Primo 
modo  perfetto ,&  quando  non  arriuaffieicome  ho  mofìrató)lo  nominaremo  Imperfetto;  &  quello  che  finirà 
nella  tfìeffa  D,&  afcenderà  alla  chorda  a,  difendendo  anco  alla  xA,  chiamareme  medefimamente  Secondo 
modo  perfetto;^  ftmtgliantemente  Imperfetto, quando  non  vi  arrtuaff e. Similmente  l'uno ,  et  l'altro  fi  addi- 
madarebbe  Superflw,o  xAbondante,quado'l  Primo  paffaffe  la  Ottaua  chorda  (òpra  ilfùofine,  &  il  Secondo 
la  Quarta  fitto  dieffo .  Et  ciò  dico ,  quando  finiffero  nelle  lorchordepropie  finali ,  &  tene/fero  la  loro  forma 
propia  tpercioche  fé  finiffero  nelle  loro  chorde, che  fi  chiamano  Confinali,  onero  in  altre  chorde  ,  &  tal  forma 
non  fi  comprctideffe  efjere  in  loro  ;  allora  haueremo  da  fare  altro giuditw;ft  come  altrouefono  per  dimofìrara 

Dell*  Modi  communi^  delli  Mirti.  Cap.  14. 

Rottafì  ftiandio  vn'akra  differenza  nellt  Modi  :  imperoche  quandogli  Impari,&  li  Pari 
anco, trappaff afferò  le  loro  Diapafon, quefli  nell'acuto,^  quelli  nel  <rraue,&  arriuaffero 
alla  Quarta  chorda;tali  Modi  fi  chiamarebbeno  Commutine  fendo  che  farebbeno  compo- 
ni del  Principale,^  delfuo  Collaterale;  &  tutta  la  copofitione  di  cotal  Mòdo  fi  rttroua- 
rebbe  tra  V lidia  chorde, che  fonocomum  al  Modo  autentico,  &  anco  al  Placale,  i  quali 
hanno  -vita  tjtejja  Diapente,&  vna  ifleffa  Diateffaron  commune;  fi  come  negli  e f  empi  mofìrati  di  (opra  fi 
può  vedere.  Et  di  quegli  Modi  comuni  fi  trouano  molte  cantilene  appreffogli  Ecclefiaflicifi  come  quella  Pro- 
fa, o  Sequen%a(che  in  tal  maniera  dimandano)  che  fi  canta  dopo  la  Epifìola  il  Sacmtfiimo  giorno  della  Re- 
furrettione  dilESV  C  H  RI  ST  O  Figliuolo  di  Dio,Vtclim£  pafchali  Ludes  immolet  Chrifliam.V ^An 
tifona  Salue  regina  mifericordi&;&  li  due  Refponfor'tj ,che  fi  cantano  al  matutino ,  Duo  Seraphin  ,  &  Sint 
lumbi  veflri  pr£cincli;lequalitutte  fono  denominate  dal  Modo  principale;  cioè  dal  Primo  ipercwche  (come  è 
il  douere)o<rni  cofa  debbe  effer  denominata  dalla  cofa  più  perfetta, più  degna,  &  più  nobile .  £'  ben  vero,  che 
meflt  Modi  comuni  fi  poffono  chiamare  alle  volte  Imperfetti;  mafiimamente  quando  non  abbracciano  le  no- 
minate Vndici  chorde:  Ma  quando  in  alcuno  dellt  moflrati  Modifuffe  ^4utentico,o  Placale;  Perfetto,o  Im- 
perfetto; Superfluo, 0  Diminuto;et  nellt  Comuni  anco,accadej]e,  chefuffe  compofìo  fitto  vn  Modo  terminato; 
comi  farebbe  dire  del  Primo,  o  del  Secondo,o  di  altro  fimtle;^  in  effofi  vdiffe  replicar  molte  volte  vna  Dia- 
pente,o  Diateffaron,  che  feruiffe  ad  vii  altro  Modo;ficome  al  Ter%o,al  Quarto,  onero  ad  vn  altro  ;  tal  Modo 
fi  potrà  chiamare  Mido-.peraoche  le  Diapenti, o  Diateffaron  di  vn  Modo, fi  vengono  a  mefcolare  con  la  can- 
tilena di  vn'altro  ;  come  fi  puh  vedere  nell'introito  Sptntut  Domini  repleuìt  orbem  terraru,che  fi  cata  nella 
Meffa  della  folennità  delle  Pentecoste  ;  ilquale  è  {lato  compofìo  dell' Ottauo  modo ,  £jr  ha  nelfuo  principio  la 
Prima  jpecte  della  Diapente, che  ferue  al  Primo  modo;&  replica  molte  volte  nelmezo  la  Terza  jpecie,  che 
firuefolamente  al  Quinto,&  anco  al  Sedo  ;  come  in  effo  fi  può  vedere . 

Altra  diuifione  delli  Modi  ;  &  di  quello,  che  fi  ha  da  offeruare 
in  ciafcuno,  nel  comporre  le  cantilene .      Cap.  1^. 

/  debbe  auertire, che  li  Modi  fi  confiderano  in  due  maniere  :  imperoche  fono  alcuni  Modi, 
fiotto  i  quali  fi  cantano  i  Salmi  di  Dauid,  &  li  Cantici  euangelici  ;  &  alcuni  fiotto  i  quali 
fi  cantano  le  ^Antifone ,  Refponfioru,  Introiti,  Graduali ,  &fimili  altre  cofe .  Quefiifì 
poffono  chiamare  Modi  vari]  :  effendo  che  notigli  è  di  loro  vnfioio  canto ,  &  vna  deter- 
minata forma  per  tutti  li  Modi, nella  quale  fi  habbiano  da  cantare  tutte  le  ^Antifone  ,Re- 
ffonforij,&  altre  cofefimili  del  primo  wo(fo  (  dirò  per  efjempio  )  [otto  vn  Tenore,  0  aria,  nella  maniera  che 

R     z  cantano 


5  t  ó  Quarta 

cantano  li  Salmi  ,  &  li  Camici  ;  &  [otto  yn  altro  tutte  quelle  del  Secondo  ;  &  cofi  tutte  quelle  de  o-It  altri 
Medi  :  ma  fi  bene  è  yanato;come  fii  puh  y  edere  in  molte  cantilene  :  percioche  cantano  fono  yn  Tenore, ouero 
Aria  l'Introito  Gaudete  in  Domino  fune  fi  canta  la  Domenica  terga  dell' ^fduento  del  Sivnore,&>  fiotto  yu'al 
tro  Sufcepimm  Deus  mifiencordiam  tuam,  che  fi  canta  la  Domenica  ottaua  dopo  lafiolenmtà  delle  Petecojle; 
l'yno,&  l'altro  de  i  quali  è  compojìo  nel  Primo  modo .  Ma  non  auiene  cefi  delli  primi  j  quali  paterno  chiama, 
ye  Stabili  :  percioche  fempre  fi  cantano  tutti  li  Salmi  con  lifuoi  yerfi  del  Primo  >nodo,&  cefi  de  oh  altri  Mo 
di  (otto  yn  Tenore,  o  cato  determinato, fienza  alcuna  mutatione  ;  et  non  è  lecito  di  yanare  tal  Tenore:  efifen- 
do  che  nefieguirebbe  confi  fione .  Et  benché  fi  trouino  molte  forme  y ariate  de  tali  Intonatiom ,  o  Medi  ;  come 
fino  alcune ,  che  chiamano  Patriarchine ,  &>  alcune  Monafiliche  ;  tuttauia  in  ciafcuna  CÌnefa  non  [e  ne  Tifk 
communememe  più  che  Otto  ;  lequali  dimandano  Regolari  ;  &>  le  riducono  (otto  le' antifone  contenute  fatto 
gli  Otto  primi  Modi  delli  Dodici  moflrati  ;  lequali  Intonatiom  cantano  (  come  è  mantfefìo  )  ne  i  loro  offici]  . 
Ma  quando  Cantano  le  loro  Salmodie  fotte  yn  altro  Modo ,  che  fa  fuori  de  gli  Otto  principali ,  cotali  Modi 
dicono  Irregolari  ;  et  tali  Intonatiom  fono  yariateper  ogni  Alodo ,  quantunque  non  fa  yanato  ilTenore  del 
Primo  modo, col  quale  cantano  hora  yn  Salmo,da  quello,  che  cantano  dipoi  dell'ijleffo  Primo  modo  yn  altro . 
Et  benché  quelle  yanationi  nel  cantare  diuerfii  Salmi  fono  imo  ifleffo  Modo  non  fi  odeno  ;  tuttauia  fi  trono; 
yn  altra  differenza  :  percioche  gli  Ecclefiiaslici  hanno  due  forti  di  Salmodie  ;  cioè  Fefliue,&  Feriali  ;  &  ciò 
auiene  :  perche  altra  maniera,®*  più  breue  tengono  nel  cantare  li  Salmi  feriali, di  quello,  che  fanno  lifesliui  ; 
ancora  chef  trotti  poca  differenza  tra  lynajffr  l 'altra .  ATe  fi  troua  differenza  alcuna  tra  li  Modi  tanto  fie- 
Jl ini,  quanto  feriali,  con  i  quali.cantano  i  Cantici  euangeltci ,  da  quelli ,  che  cantane  kSalmi  ;  fé  non,  che  nelli 
Modi  fé  fimi  del  Cantico  euangelico  Magnificat  anima  mea  Dominum  fogliano  yanare  alquanto  iprincipij 
di  alcuni  Modi,Come  fiotto  quelli  del  Secondo,del  Setttmo,&  dell'Ottano;  come  fi  può  yedere  nel  libro  Primo 
della  Prattica  di  Frachino  Gaffuro  al  Cap.S.  infino  alfine  di  tal  libro  ;  &  nel  Recanetto  di  Mufica  nel  Cap. 

5  9j  Ci?"  mi  60  ;  ouefipuò  etiandio  yedere,in  quante  maniere  y fino  gli  Ecclefajlici  di  finire  cotali  loro  Mo- 
di .  Et  benché  nelli  Modi  con  liquali  cantano  li  Ver  fi  de  1  Salmi  negli  Introiti  delle  Meffe ,  £r-  ;/  loro  Glorici 
patrizi  trottino  alcune  forme, 0  Tenori  alquanto  yariati  da  quelli ,  chef  cantano  ne  1  Salmi  del  Venero ,  C-7* 
delle  altre  Hore  canoniche  ;  come  fi  può  yedere  nel  nominato  Recanetto  ;  tuttauia  anche  loro  fi  cantano  fem- 
pre fiotto  yn  Tenore, fenza  alcuna  yanatione .  Tutto  qneélo  ho  yoluto  dire,acciochefie  accaderà  al  Compofii- 
tore  di  coporre  alcuna  cantilena;  luifiappia  quello, che  haurà  da  fare:  Percioche  quando  yorrà  comporre  fiopra, 
le  parole  del  Cantico  euangelico  nominato  difoprajehef  canta  nel  Veff>ero,fà  dibifogno,  che  (igniti  il  Modo, 

6  la  Intonatione ,che fi  canta  ne  i  Canti  fermi  il  detto  Cantico  ;fi  come  de  fare  anco ,  quando  componerà  fio- 
pra le  parole  di  alcuno  Salmo,che  fi  canta  nel  Vefifero, ouero  in  altrehore  ;  fa  poi  tal  Salmo  compojìo  in  ma- 
rnerà ,  che  lifuoi  Verffpofino  cantare  con  yn  altro  chorofcambieuolmente ,  come  ha  compofto  lachetto, 
&  molti  altri  ;  opurfiano  tutti  interi  ,f  come  compofie  Lupo  li  Salmi  Inconuertedo  Dommus  capttttitatem 
fiyon,  &  Beati  omnes  qui  timentDominum,a  Quattro  yoci  fiotto 'l  Modo  ottano;  ouer  amente  fatto  compojli 
a  due  chori ,  come  li  Salmi  di  ^Adriano  Laudate  pueri  Dominum .  Lauda  Hierufalem  Dominum,  e£*  molti 
altri;  chef  chiamano  a  choro  [pezzato .  Ma  quando  haurà  da  comporre  altre  cantilene,  come  fono  Motet- 
ti;ouero  altre  cofie  filmili,  non  debbe  fieguitare  il  canto, oTenore  de  tali  Salmodie:  percioche  none  obltgato  a 
queflo:  anzi  qt'ando  ctòfacefife,  fé  li  potrebbe  attribuire  a  uttio,&  che  non  hauefije  inuentione .  Ne  de  per  co- 
fa  alcuna  far  quello, che  fiatino  alcuni  compoftori,i  quali  componendo  (per  dare  yno  effempto)  alcuna  lor  can- 
tilena fiotto  Cottauo  modo,  non  fanno  parttrfii  dal  fine  della  fina  Salmodia  ;  ilche  fanno  ancho  negli  altri  Mo- 
di ;  di  maniera  che  pare, che  yoglmo,che  fempre  fi  canti  il  SEVO  V-A  E  pofo'negli  ^fntifonar'tj  nel  fine 
di  ciafcuna  ^Antifona .  Quando  adunque  yorrà  comporre  alcuna  cantilena  fiuort  delle  Salmodie ,  allora  fiarci 
libero  J&  potrà  rttroiiare  quella  inuentione, che  li  tornerà  più  commoda .  Ala  nelli  fiuoi  Modi  debbe  jpefiji  far 
cantare  li  membri  della  Diapafon, fiopra  laquale  è  cempoflo  il  Modo,  che  fono  la  Dtapete,  &  la  Diatefifaron. 
Dico  li  prnpij ,  &  non  quelli  di  yn  altro  Modo ,  come  fanno  alcuni  :  percioche  dal  principio  al  fine  di  alcuna, 
lor  cantilena  fanno  ydire  yn  procedere  di  yn  Modo ,  toccando  fifefifo  le  fitte  Diapente  ,&  le  Diatefifiaron  in 
ogni  parte:  ma  quando  armano  a  tal fine  ,entrano fuori  di  propofìto  in  yn  altro;  il  che  fià  trifltfì 'imo  effet- 
to .  Et  perche  io  ye?no ,  che  alcuni  fiatino  poca  differenza  nel  procedere  di  yn  Modo  principale ,  dal  proce- 
dere di  quello  jche  è  il  fitto  collaterale  :  effendo  che  quelli  tflefii  meuimenti,che  yfano  vi  yno,  ifiano  anco  nell'ai 
tro  ;  oue  poi  non  fi  ode  alcuna  yariatione  di  concento,  &  poco  di  yanofi  trotta  tra  loro  ;però  auertirà  ettadto 

ilCompofitore, 


Parte.  517 

U  Compóptore,  che  de  fiderà  di  fare  il  tutto  con  ragione  ;  di  yfare  li  motùmntì  detti  principali, che  radino  ,più 
che  fi  potrà  fare  yerfo  l'acuto  ;  mafimamente  quelli  della  Diapente ,  &  quelli  della  "Diateffaron  ;  ripiglian- 
doli fempre  (  quando  tornar -à  commodo  )  nel  rraue  ;  &  li  mouimenti  detti  collaterali ,  per  il  contrario  ,  cioè 
nelgraue  ;  mafiimamente  quelli,  che  procedeno  per  le  due  nominate  jpeae  :  percioche  è  il  douere,  efjendo  -ve- 
ramente fituate  ne  1  Modi  al  contrario  t'yna  dell'altra ,  cioè  la  Diapente  collocata  nelgraue ,  &  procedendo 
più  oltra,  la  Diateffaron  collocata  nell'acuto  nel  Principale  ;  &  nel  fio  collaterale  la  Diapente  collocata  nel  ■ 
l'acuto,  &  la  Diateffaron  nehraue .  Veramente  ècofa  nufla,  hauendo  il  collaterale  (  come  ho  detto  )  na- 
tura  contraria  a  quella  delfuo  principale  :  Di  maniera  che  ejfendo  per  natura  differenti,  debbeno  ejjere  anche 
differenti  netti  mouimenti  :  conciofia  che  da  tali  membri  uiene  tale  differenza,®*  anche  datti  mouimenti  -ve- 
loci, 0  tardi .  Onde  fi  al  Principale  vorremo  attribuire  li  mouimenti  yerfo  l'acuto,  &  al  fio  collaterale  yer 
fo  il  grane  ;  il  tutto  farà  fatto  con  ragione  ;  Prima,  perche  il  Modo  principale  fi  ritroua  più  acuto  delfuo  cotta 
ferale  per  yna  Diateffaron  ;  la  onde  a  queflo  conuiene  li  mouimenti  tardi ji  quali  {come  altre  yoltefi  è  detto) 
fanno  lagrauità  ;  &  a  quellogli  veloci,da  i  quali  è  generata  l' acutezza  :  Dipoi,  perche  yfando  li  mouimen- 
ti tardi  nel  collaterale,  <&gli  yeloci  nel  principale,  yerremo  a  commodare  il  tutto  alfuo  propio  luogo .  Pero 
pitrmi,  che  fuori  di  ogni  propofito  alcuni  habbiano  yfato  alle  yolte  le  parti  grani  dette  loro  compofttwni  co  mo 
ìùmenti  troppo  yeloci,  &  molto  dnmnuite  ;  gjp  le  acute  con  troppo  tardi,cioè  con  mouimenti  molto  rari  ;  an 
cora  che  non  biafimo,  che  atte  yolte  non  fi  poffa  porre  nell'acuto  ilmouimento  tardo ,  &  nelgraue  ilyeloce, 
quando  la  materia  lo  ricerca  :  ma  in  ogni  cofa  bifogna  adoperare  ilgiuditio  ,fenzail  quale  poco  fi  pub  fare  di 
buono.  Et  queflo  fìa  detto  abaftanza  intorno  tali  materie:  ìmperoche  atlanti  ch'io  pafii  più  oltra,  uoglio 
che  yeggiamo  yno  errore ,  che  fi  trotta  tra  alcuni  poco  penti  dette  cofe  detta  Mufica  ;  il  quale  moflrato  tfi- 
guiremo  al  particolare  ragionamento  di  ciafcuno  detti  nominati  Dodici  modi . 

Se  col  Ieuare  da  alcuna  cantilena  il  Tetrachordo  Diezeugmenon ,  po- 
nendo il  Synemennon  in  fuo  luogo ,  recando  gli  altri  im- 
mobili, vn  Modo  fi  poffa  mutare  nell'altro. 
Capitolo     1  6 . 

ONO  flati  alcuni,  i  quali  hanno  hauuto  parere ,  che  pigliando  qualunque  fptcie  della 
Diapente,  o  della  Diapafon ,  che  cotenghi  tra  le  fue  chorde  effentiali  il  Tetrachordo  Die- 
zeugmenon ;  &ft  lettaffe  il  detto  Tetrachordo ,  ponendoui  in  fuo  luogo  il  Synemennon , 
che  tal  matafione  non  batteria  forza  di  mutare  il  Modo  :  percioche  dicono ,  che'l  Tetra- 
chordo Synemennon  non  è  naturale  :  ma  accidentale;  &  che  non  ha  forza  di  potere  tra- 
mutare in  tal  maniera  li  Modi  l'yno  nell'altro .  Io  non  Raro  bora  a  difputare ,  fé  queflo  Tetrachordo  fa 
vanivate,  onero  accidentale  :  ma  dirbbene,  che  fé  quello, che  dicono  fuffe  yero,  nefeguirebbe ,  che'l  Semituo- 
110  fuffe  fiiperfluo  netta  Mufica  ;  &  che  non  baueffe  alcuna  poffanza  di  variare  le  Specie  dette  cofonanze.  il 
che  quanto  fia  ytro,fipuò  yedere  nella  Terzaparte  in  molti  luoghi  ;  ouefi  mojlra ,  che  per  il  Semituono  fi 
'ritroua  la  yarietà  delle  dette  fpecie  ;  che  fi  fa  per  lafua  traffortatione  da  yn  luogo  att' altro.  E  ben  yero,che'l 
Ieuare  yn  Tetrachordo  da  yna  cantilena,  &  poruene  uri altro,  fi  puh  fare  in  due  maniere  :  Prima  quando  in 
yna  parte  fila  detta  cantilena, cioè  in  ima  particella  delTenore,o  di  altra  parte  (ma  non  per  tutto)  fi  pone  la 
chorda  b ,  cioè  la  Trite  fynemennon  incidentalmente  una,  o  due  fate ,  tra  la  Mefe ,  &  la  Pararne  fé  ;  Et 
cofipotemo  dire,  che'l  Ieuare  ilTetrachordo  Diezeugmenon,  il  cui  principio  hauemo  nella  chorda  ^  ,  cioè 
in  Paramefe;&  il  porre  il  Synemennon,  che  ha  il  fuo  principio  netta  chorda  a,  cioè  il  porre  la  b  fopra- 
detta,  non  ha  forza  di  trafmutare  yn  Modo  nell'altro  ;  &  che  talTetrachordo  pojìo  nella  cantilena  non  fin 
■  naturale,  ma  accidentale  ;  &  in  queflo  cafo  dicono  bene  :  Ma  il  fecondo  modo  fi  fa,  quando  per  tutta  la  can- 
tilena, cioè  in  ciafeuna parte,  in  luogo  del  Tetrachordo  Diezeugmenon ,  yfiamo  il  Synemennon  ;  &  in  luo- 
go di  cantar  la  detta  cantilena  per  la  propietà  del  U]  quadrato,  la  cantiamo  per  quella  del  b  molle;  La 
onde  effendopoflo  in  cotal maniera ,  non  dicono  bene  :  percioche  queflo  Tetrachordo  non  è  poflo  accidental- 
mente nella  cantilena  :  ma  è  naturale  ;  &  ti  Modo  fi  chiama  Trajfortato ,  come  più  a  baffo  vederemo  ;  & 
cotale  Tetrachordo  ha  poffanza  di  trafmutare  yn  Modo  nell'altro .  Et  che  ciò  fia  yero  facilmente  poti  e- 

>no  cono- 


ji8  Quarta 

tuo  conojcere  con  yno  accommodato  effempio .  Poni  Amo  il  fittop'oflo  Tenore  del  Settimo  modo  ,  contenuto 
nelle fue  chorde  naturali  ;  cioè  nellifuoi  proptj,  &  naturali  luoghi,tra  la  Settima  ffecie  delia  Diapafon . 


ÈS^Èsii 


In  fan  citta  te  fir  ut  a  musDomi  no,&    li  he  ra  bit  nos  ab  i    ni  mi  c'unofìris. 


Dico ,  che  [e  in  t ali 'cuore ,  onero  in  un'altro  ftmile  fi mut -affé  la  chorda  \^  folamente  vna  ,odue  -volti 
nella  b  ;  quejlo  non  farebbe,  che  tal  Modo  fi  traf mut  affé  ,fe  non  in  quella  particella ,  oue  fufje  pofìo  ;  e>« 
non  hauerebbepoffanzg,  di  fare,  che  tal  Modo  nonfuffe  anche  Settimo  :  Imperoche  fé  bene  tal  chorda  pojl.% 
in  cotal  modo  è  neceffaria,  per  potere  regolare  la  modulatwne  ;  tuttama  efjendo  accidentale,  noi  muta  lafor 
ma  del  Modo  di  maniera,  che  no  fi  habbia  da  cono/cere  per  Settimo  ;  come  da  quello  effempiofi  puh  -vedere. 


W-z^±^^^±z±z^z±^\=iWÌE^ 


lAmplt  tts      la     uà    me  Do     mi   ne     ab    in  iti     ili  ti  a       me  a. 

Ma  fé  imporremo  nel  principio  de  tali  Tenori  ilfegno  b ,  il  quale  dimoflra ,  che  per  tutta  la  cantilena  do- 
uemo  procedere  per  le  chorde  del  Tetrachordofynemennon,dico  che  allora  tal  chorda  farà  naturale ,  &  non 
accidentale  ;  &  hauerà  poffanxa  di  mutare  il  Settimo  modo  nel  Primo  :percioche  Tana  la  ffecie  della  Dia" 
bernesche  era  Quarta  per  inati  tra  G&d;  et  pone  in  effere  la  Prima  tra  le  ifleffe  chorde;come  qui  fi  -vede. 


,  1 

i 

-H-f- ~a  ~$  H'ff 'a^'.-a1.  a^av-        ,   L   . 

-E-  "ti "_£_  v».    TTr          v     T    v    A  V 

__:    v-*3**=***:ss: 

n 

In  fk»  eli  ta     te  fer  Ut     amusDo  mino,  &  li  be  ra  bit  nos  ab  i  ni  mic'unoflm.     • 

E'  ben  yero ,  che  il  Modo  non  fi  trotta  nelle  fue  chorde  naturali  :  perocché  è  trajjiortato ,  per  ima  Diateffaro 
più  acuta  ;  il  perche  quando  fi  yoleffe  porre  alfuo  luogo,  fi  ritromrebbe  collocato  in  cotal  maniera . 


fesv— — •— •— ~-  i— - 


In     fan  (li  ta  te     fer  ui    a  min  Do  mino,&  li  be  ra  bit  nos  ab  i  ni  mi  cu  noflm . 

Non  è  adunque  yero  affolut  amente ,  che'l porre  il  Tetrachordo  Synemennon  in  yna  cantilena  in  liw<ro  del 
l  Y  Diezeuzwenon ,  non  habbiafor^a,  di  mutare  quel  Modo,  in  cui  fi  pone,  in  tu' altro  :  ma  è  ben  yero, quando 
è  poilo  jecondo  il  modo  mofìrato .  Diremo  adunque ,  che  fé  per  la  varietà  del  Tetrachordo ,  fegue  la  varia- 
tione  della  Diapafon  ;  &  dalla  varietà  della  Diapafon  la  yarietà  del  Modo  ;  procedendo  dal  primo  all'vlti- 
mo  diremo,  che  tal  Tetrachordo  poQo  al  fecondo  mofìrato  modo,  habbia  di  mutare  yn  Modo  nell'altro .  In 
quella  maniera  variò  il  Modo  Gtoan  Motorie  nella  Meffa,che  compofe  fopra  l'^fntifona  ^frgentum,&  att 
rum  non  efl  mihi,  la  quale  è  del  Settimo  modo  ;  nondimeno  trafportando  il  Tetrachordo ,  ouero  mutandolo 
la  fece  dell'V ndecimo .  Concluderemo  adunque ,  che  qualunque  yolta  porremo  in  yna  cantilena  la  chorda  t> 
inluooodeìla  Uj  che  tal  chorda  farà  fempre  yariare  il  Modo  i&cofi  per  il  contrario,  ponendo  la  ^  in 
luogo  della  b,  comenemoflral'effjerien%a. 


Della 


Parte, 

Della  Tralportationé  delli  Modi,  Cap.     iy. 


m 


E  è  pofibile  adunque  (  per  quello ,  che  fi  è  mofrato  ~)che  per  la  matafione  di  vna  chorda 
nell'altra,  cioè  per  il  porre  la  chorda  b  in  luogo  della  ^,-  ouero  per  dir  meglio ,  per  la 
trafportatione  del  Semituono  ifpoffa  variare  vn  Modo  nell'altro  ;  &  di  Primo  farlo  di 
uentare  Settimo  ;  &  di  Settimo  Primo  ;  non  è  dubbio,  che  qualunque  Modo, fa  Primo, 
Secondo,  Terzo,  Quarto,  ouero  alcuno  degli  altri,  colftuore  di  alcuna  chorda,  che  mu- 
tivna  Diapafon  nell'altra, potremo  trajportare  qualunque  Modo  -verremo  verfo  l'acuto'.,  o  verfo  tlgraue ,  a 
tioflro  belpiacere .  llche  quanto  alle  volte  pofa  tornar  commodo,  lafj arò  giudicare  a  ciafcuno ,  che  habbia 
nudino  -.percioche  tali  Trafportationifono  vtili,  &  fommamete  necejjarie  anco  ad  ogni  perito  OrganiUa, 
cheferue  alle  Mufche  cborifle;&  ad  altri  Sonatori fmdmente , che  fonano  altre  fortidi  iflrumenti ,  per  ac- 
commodare  il  fono  di  quelli  alle  Voci ,  le  quali  alle  volte  non  poffono  afendere ,  o  difendere  tanto ,  quanto 
ricercano  i  luoghi  propij  delli  Modi,  accommodati  [opra  i  detti  iftrumenti.  Et  tali  Trafportationifono  bora 
in  vfo  appreffo  t  Mufci  moderni  ;  come  furono  anche  appreffogli  ^Antichi, Ocheghen  &  ilfuo  dfcepolo  Iof- 
quino,  &  infiniti  altri  ;  come  nelle  loro  compofmoni  fi  può  vedere .  Quando  adunque  accafcarà ,  che  per  ne- 
cefiità,  oper  qualunque  altro  accidente  Jarà  dibifogno  di  trajportare  il  Modo,contenuto  in  alcuna  cantilena; 
fopra  ogn  altra  coft  bifognarà  auertire,  di  accommodarlo  in  talmaniera,  &  in  tal  luogo ,  chefpoffa  afcen- 
dendo,  &  difendendo,  hauere  tutte  quelle  chorde,  che  fo  no  neceffarie  alla  cojìitutione  di  tal  Modo  ;  cioè  che 
dianoltTuoni,&liSemituoiiinecef[arualfuoeffere  efjentiale.  Et ciò debbeno  fomm amente  ojjeruare  li 
Compoftori,  quando  vorranno  coporre  tali  cantilene,  per  fonare  fopra  qualche  if  rumenta  :  Imperoche  quali 
do  le  vorranno  comporre  per  cantare folamente ,  non  farebbe  grande  errore ,  quando  fegnaffero  alcune  chor- 
de con  alcuno  fegno  accidentale ,  che  non  fi  ritrouaffero  fopra  lo  iilrumento  ;  mafimamente  fopra  il  Clauo- 
(embalo  ;  come  fono  l'Enharmomche ,  le  quali  fi  trouano  in  pochi  tjlrumenti  artefualt .  Et  quefìo  ho  detto  ; 
percioche  la  voce  fi  può  fare  acuta,  &  oraue  ;  ouero  fi  può  vfare  in  qualunque  altra  maniera ,  fecondo  il  vo- 
ler del  cantore,  che  non  fi  può  fare  cof  liberamente  con  tali  tflrumenti .  Horaper  moftrare  in  qual  maniera 
commodamente  fi  poffa  trasportare  qual  fi  voglia  cantilenafuori  delle  fue  chorde  naturali ,  non  pigliaremo 
altro  ej]èmpio,che  ilTerzo,&  il  Quarto  pojlo  nel  Capitolo  precedente  .-percioche  ne  potranno  ottimamente 
mojìrare  in  qual maniera  ogni  cantilena,  che  procede  per  la  chorda  ]j  ,  f'P0/^  trajportare  per  vna  Dia- 
teffaron  in  acuto,  con  l'aiuto  della  chorda  b  ;  ouero  per  il  contrario ,  quando  il  canto  procedere  per  la  chor- 
da b }  in  qual  maniera  f  poteffe  trajporre  nel  graue  commodamente  per  vn  fimile  infermilo ,  con  l'aiuto 
della   ^  .  Ma  perche  alle  volte  li  Mufci ,  non  già  per  necefità  :  ma  più  preflo  per  burla  ,&  per  capric- 
orni o  forfè  per  volere  intricare  ilceruello  (  dirò  cofi  )  alli  Cantanti  ,foglwno  trasportare  li  Modi  più  verfo 
t 'acuto,  ouero  verfo  il  graue  per  vn  Tuono, oper  altro  infermilo  ;  adoperando  non  folamente  le  chorde  Cro- 
matiche: ma  anco  le  Enarmoniche  ;  per  potere  commodamente,  quando  gli  fa  dibifogno, trafporf  are  a  i  loro 
luoghi  li  Tuoni,  &  li  Semituoni ,  fecondo  la  propia  forma  del  Modo  ;  però  uoglto  moUrare  in  qual  modo  fi 
foglino  trajportare .  Et  benché  li  Mufci  foglino  vfare  di  trajportare  li  Modi  in  più  maniere  ;  tuttauia  porrò 
iqui  due  Trajportationi  folamente  più  vfate ,  fatte  nel  Primo  modo  ;  dalle  quali  potrà  ognuno  comprendere  il 
modo,  che  bauerà  da  tenere  nell'altre  ;  &  faranno  lefottopofle  ;  tvna  delle  quali  fi  fa  con  l'aiuto  delle  chorde 
fegnatecol  b;  &  l'altra  con  l'aiuto  di  quelle , che  fono  fegnate  col  ^.  Btfogna  auertire,  che  li  Moderni 


IEfeB****BÉEìfeg=E5te= 


I N  fan  eli  ta  te  fer  ni  a   mas  Domi  no  ,&  li  be  rabit  r,os  ab  ini     mi  cìs  noilm. 


^sg^ggjj^^s 


SiSi&i 


IN  /aneli  ta  te  fer  iti  a  mm Domino ,&  li  be  ra  bit  nos  ab  ini     mi  eh   nofìrii. 

chiamano 


Quarta 


J.2Ó 

chiamano  quefle  Trajportationi  Modi  trafpofliper  Alufica  finta,  la  quale  (fecondo  che  la  dichiarano)  dico- 
no ejfere  yna  Trajfortatwue  di  figure  (intendendo  però  di  tutto  l'ordine  che  fi  trotta  in  ciafeun  Alodo)  dalla 
loro  prozia  fede  m  yn  altra  .  Lofio  hora  giudicare  ad  ogn' yno  pento  nella  Alufica  ,  quanto  potrà  effere  ytt- 
te  tale  cogitinone  ad  ogni  Organisti  non  cofi  bene  tflrutto  nella  Mufica  :  concwfia  che  dalli  moflrott  efiem- 
pi  potrà  -vedere,  &  cono  fere  quello,  che  batterà  a  fare,  quando  gli  accafearà  di  trapanare  alcuna  cantile- 
na, quando  fermrà  alle  Capelie,  ouefi  cantano  nane  cantilene  appartinemi  alli  chori ,  noti  fola  nelle  Aleffe  \ 
&  neUi  Vefjeri  ;  ma  anche  nell'altre  Hore,  tanto  diurne,  quanto  notturne.  Ma  quejìo  fi  debbefapere /opra- 
celi altra  cofi  ;  che  quantunque  io  habbiapofloglt  effem pi  follmente  del  Primo  moc'o^he  tali  Trajportatio- 
ni fi  pofionofare  nell'altre  cantilene  degli  altri  Modi  ;  il  che  ho  lajfato  di  motìrareper  yolere  effer  Irene,  x 
ì 

Ragionamento  particolare  intorno  al  Primo  modo ,  della  fua 
Natura,  delli  fuoi  Principi),  &  delle  fuc  Caden- 
ze .  Cap.     1 8 . 


E  RROy  hora  a  dar  principio  al  ragionamento  di  ciafeun  Modo  fepamtamente ,  inco-' 
marnando  dal  Primo,  accio  procediamo  con  ordine  ;  &  moflrarb  primieramente ,che  no 
follmente  appreffogli  Ecclefiaslici  ;  ma  anche  appreffn  tutta  la  [cuoia  de  1  Mufici  è  in 
yfo.  Dipoi  mofirarò,  doue  regolarmente  fi  pofja  dar  principio  adeffo  Modo;&  doue 
(  tanto  in  quejlo ,  quanto  in  etafeuno  degli  altri  Modi  )  ftfoffa  far  le  Cadenze  ;  il  chi 
fatto,  ragionare  alquanto  intorno  la  fua  Natura .  Dico  adunque  che'l  Primo  modo  è  quello,  come  ho  moftra- 
to,  il  quale  è  contenuto  nella  Quarta  fpecie  delia  Diapafon  dimfa  harmomeamente  ;  che  fi  trotta  tra  queflt 
due  chorde  ejìreme  D  &  d;  dalla  quale  diuifwne,  dicono  li  Pr  attici,  che  tal  Modo  fi  compone  della  Pii 
mafpeàe  della  Diapente  D  &  a  ;  &  della  Prima  della  Diatefiaron  a  &  d ,  pofta  fopra  la  Dia- 
pente .  Si  trottano  di  quejìo  modo  infinite  cantilene  ecclefiafiiehe  ;  come  fono  Introiti ,  Graduati ,  ^Antifo- 
ne, Rejponfori,  &  altre  cofefimili .  Et  appresogli  altri  Mufici  fono  qttafi  infinite  le  compofitioni ,  campo* 
f le  fitto  queflo  Modo  ;  come  fono  Me  fife, Mot  etti,  Hitint,  Madrigali,  &  altre  Canzoni  ;  tra  le  quali  fi  tro- 
ttano li  Motettt  Veni  fonile  (firitiK  ;  &  V  telimi  fafchali ,  compofit  a  Sei  yca  ;  &  il  madrigale  Giun- 
to m'ha  lAmor,  compofìo  a  Cinque  yoct  da  ^Adriano .  Comfofi  etiandw  in  queflo  Alodo  molte  cantilene-, 
tra  le  quali  fono  due  motetti  a  cinque  l'oci  O  beatum  fontificem  ;  &  Nigra  firn  fed  formofa .  Si  trouano 
ancora  molte  altre  Compofitiont  di  molti  Mufici  eccellenti ,  le  quali  lofio  di  nominare ,  per  non  efier  lungo». 
Et  benché  li  yen,  &  naturali  Principinoti  foladi  queflo,  ma  anche  d' ogn  altro  Alodo ,  fi  ano  nelle  chorde 
tilreme  della  loro  Diapente,  &  della  Diateffaron  ;  &  ndla  chorda  mezana ,ehe  dtttide  la  Diapente  in  im 
Dttono,  &  in  un  Semidttono  ;  tuttauiafi  trouano  molte  cantilene ,  che  hanno  il  loro  principio  fopra  le  altre 
chorde,  le  quali  non  ilari)  a  commemorare,  per  non  efier  lungo .  Ojferuarono  gli  Ecclefiafitci  ne  t  loro  Can- 
ti alcuni  fini  metani,  nel  fine  di  orni  Claufula,  o  Periodo,  &  di  ogni  Or  ottone  perfetta ,  li  quali  alcuni  chia- 
marono Cadenxe  ;  che  fono  molto  neceffartj  per  la  difitnttone  delle  parole ,  che  venerano  ti f enfio  perfetto  nella 
Orattoite  .Et  chi  yorrà  fitpere  quello,  che  elle  fiano,  potrà  leggere  il  Cap.  5  $.dtlla  Terza  parte  :  percioche 
iui  di  tal  materia  ho  ragionato  affficienxa  ;  &  potrà  hatter  di  loro  piena  cognizione .  La  onde  baflarà  in 
queflo  l^ogo  follmente  dire  hora  perfempre  ;  che  le  Cadenze  fi  trouano  di  due  forti ,  cioè  Regolari,  &  Irre- 
golari. Le  Regolari  fonoquelle,  che  fempre  fi  fanno  ne  gli  flremi  filoni  ,0  chordedelli  Alodi;&  dette  la 
Diapafon  in  ciafeun  Modo  harmomeamente,  onero  anthmeticamente  è  mediata ,  ò  dimfa  dalla  chorda  mér 
zana  ;  che  faranno  nelle  eflreme  chorde  della  Diapente ,  &  della  Diatejftron  ;  Smagliantemente  dotte  lit 
'Diapente  è  dimfa  da  yna  chorda  mezona  in  vn  Dttono ,  &  m  yno  Semtditono  ;  &  per  dirla  meglio  ;  otte 
fimo  li  yen ,  &  naturali  Principi]  di  ciafeun  Modo  ;  l'altre  poi  facianfi  doue  fi  yogltano  ,,fi  chiamano  Ir- 
regolari .  Sono  adunque  le  Cadenze  regolari  del  Primo  modo  qtulle ,  che  fi  fanno  in  quefìe  chorde  D  ,  F, 
'a,  0-  d  ;  &  le  Irregolari  Jorio  quelle,  che  fi  fauno  nell'altre  chorde .  Ma  acciò  più  facilmente  fi  feorga  quel 
lo,  che  (t  e  detto,  porro  yno  tfft  mpto  a  due  yoct,  dal  quale Jt  potrà  comfeere  1  propij  luoghi  delle  Cadenze  re- 
<robn,  &  uedere  il  modo,  che  fi  là  da  tenere  nelle  loro  modulatimi .  llche  non  folamente  ojferuaremo  in 
quejìo  Primo  modo  :  ma  negli  altri  ancora,  come  yederemo,  &<  farà  tljottopoflo ,     -. 

Soprano 


SOP  R^CN  O 


Parte.  521 

NO. 


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5:$:_i  Mjzfftì:  JmimìiH  -f=zMf|:t:fl:{ì4:lH:— 


TENORE. 


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Si  debbeperò  auertire,  che  le  Cadente  delle  Salmodie  fi  fanno  fempre  3  dotte  cafea  il  ter  filine  della  mediatio- 
ìie  della  loro  Intonatone  :  la  onde  le  Cadenze  della  mediatione ,  ò  melano  punto  della  Salmodia  del  Primo  , 
del  Quarto,  & 'del  Se  fio  modo  fi  faranno  in  a;  quelle  del  Secondo  in  F;  quelle  del  Terzo ,  del  Quinto, 
&  dell' Ottauo  in  e;  &  quelle  del  Settimo  in  e:  imperoche  tali  mediationt  ,o  punti  mezani  terminano 
iui  ;  come fi  puh  l'edere  nel  Recanetto,  nel  ThofcaneUo,  &  in  molti  altri  libri,  che  contengono  firn  ili  Salmo- 
die, ouero  Intonationi,  che  leyogliam  dire .  Le  finale  poi  fi  fanno  fempre  nel  luogo,  che  etafeuno  yerfo  di  ta- 
li Salmodie,  ouero  di  ciafeun  Salmo  fi  fanno  firn -e .  Douemo  etiandto  fempre  ojjeruare ,  di  far  le  Cadente 
principalmente  nel  Tenori'  :  conciojia  che  queUa  parte  è  la  guida  principale  delli  Modi ,  ne  t  quali  fi  compone 
la  cantilena  ;  &  da  effa  debbe  il  Compoftore  pigliare  la  inuentione  dell'altre  parti  :  Ma  tali  Cadenze,  fi  fan 
no  nelle  altre  parti  della  Cantilena,  quando  tornano  bene.  Queflo  Modo  col  Nono  hàjìrettiftma  parentella  : 
tercioche  ti  Mufici  compongono  nelfuo  luogo  propio  le  loro  cantilene  del  Nono  modo ,  fuori  delle  fue  chorde 
naturali,  trafportandolo  nell'acuto  per  yna  DiateJJaron,  ouero  nelgraueper  yna  Diapente  ;  [affando  la  chor 
*:..     ..;  S  dtt 


J22  Quarta 

da  ^,  &  ponendoti  la  k;  come  fece  Morale  Spagnuolonel  fnotttto  Sanila  ,^<  immaculata  inrgini- 
tot,  a  quattro  toc;  .  Et  perche  il  Primo  modo  ha  yn  certo  melano  effetto  tra  il  me§ìo&  lo  alleno  ;per  ca- 
gione del  Semiditono,  che  fi  ode  nel  concento  [opra  le  chorde  e{lreme  della  Diapente ,  &•  della  Diatejfaron  ; 
non  hauendo  altramente  ilDitono  dalla  parte  grane  ;perfua  natura  è  alquanto  mefto.  Però  potremo  ad  efjò 
accommodare  ottimamente  quelle  parole,  le  quali  faranno  piene  digrauttà  ,<y  che  trattaranno  di  cofealte, 
ty-fententiofe  ;  acaoche  tharmomafi  cvnuenghi  con  la  materia,  che  in  effe  fi  contiene . 


Del  Secondo  Modo. 


Cat 


157. 


OLE  ViAN  O  alcuni,  che'l  Secondo  modo  contcnejfe  in  fé  Dna  certa  granita  filiera  , 
non  adulatoria  ;  &  che  lafua  natura  fujfe  lagrimeuole ,&  humile  ;  di  maniera  che  moj- 
fi  da  queilo parere,  lo  chiamarono  Modo  lagrimeuole,hurmle,  &  deprecatila .  La  on- 
de fi  yede,  che  hauendogli  Eccleftaflici  quejìo  per  fermo ,  Fhanno  yfato  nelle  cofi  mefìe , 
&  lagrimofe  ;  come  fono  quelle  dellt  tempi  Quadragt firn ali ,  &  di  altri  giorni  di  digiti- 


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SOPRANO 


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Parte. 


323 


m;  &  dicono,  che  è  Modo  atto  alle  parole,,  che  raprefentano  pianto,  meflitia  ,folkitudine ,  cattìuità ,  cala- 
mità ,  &  oni  generation!  di  miferia  ;  &fi  trotta  molto  in  ~»fo  ne  i  loro  canti  ;  &  lefue  Cadenze  principa- 
li, &  regolari^  per  ejjere  queflo  Modo  dal  Primo  poco  differente:  percioche  l'yno  &  l'altro  fi  compongono 
delletfleffe  jpecie)  fi  pongono  nelle  chorde  nominate  di  [opra,  clte  fono  a,F,  D,&  <A>  chef  vedeno 
nello  effempio  :  l'altre  poi,  che  fi  pongono  ne  i  altri  luoghi  fino  tutte  Irregolari.  Dicono  li  Brattici,  che  que- 
flo Modo  fi  compone  della  Prima  fpecie  della  Diapente  a&  D  pofla  nell  'acuto, &  della  Prima  della  Dia 
teffaron  D&  <A  pofla  nelgraue  ;  &  lo  chiamano  Collaterale ,  ouer  Piagale  del  Primo  modo .  Sì  troua- 
tio  molte  compoftiom  del  Secondo  modo ,  composte  da  molti  ^Antichi  ,&  da  Moderni  Mufci  ;  tra  le 
mali  è  ilmotetto,  Printer  rerum  ferie  m,compoflo  a  feiyoci  da  Iofquinoi&  da  ^Adriano  a  Sette  foci;  col 
madrigale,  che  fai  alma,fmilmente  a  fette  yoci;  ilmotetto  ^Auertatur  ohfecro  domine ,  &  il  madrigale  } 
Oue  ch'ipofi  gli  occhi;  l'yno  &  l'altro  afei  yoci,  con  molti  altri .  Compofi  anche  io  in  tal  Modo  la  Grano- 
ne Dominicale, Pater  nofler  ;  con  la  Salutatione  angelica, ^ìue  maria, a  fette  yoci  ;  &  li  motetti,Ego  rofa 
Saron,  &  Capite  nobu  vulpes paruuiu  a  cinque  yoci.  Si  trouano  etiandio  molte  altre  compofitiom  fatte  da 
diuerfi  compojitori,  le  quali  per  effere  quafi  infinite  fi  laffano.  Queflo  Modo  rare  yoltefi  troua  nelli  Canti  fi- 
gurati nelle  fue  chorde  propie  :  ma  ilpiù  delle  uoltefi  ritroua  trajportato  per  yna  Quarta  ;  come  fi  può  vede- 
re  nellt  Motetti  nominati  ;  &  queflo:  percioche  fi  può  trafporre;  come  anco  fi  può  trafporre  il  Primo  rnodo^ 
con  l'aiuto  della  chorda  Trite  fynemennon,  verfo  l'acuto .  ttfi  come  il  Primo  col  Nono  ha  molta  conueuien- 
%a }  cofi  queflo  l'ha  veramente  col  Decimo . 


Del  Terzo  Modo , 


Cap. 


2  O. 


L  Terzo  modo  dicono,  che  nafce  dalla  Quinta  fpecie  della- Diapafon  diuifa  harmonica- 
mente  dalla  chord.t  L  ;  ouero  dalla  vinone-delia  Seconda  fpecie  della  Diapente  E  & 
^  ,  pofla  nel  oraue,  con  la  Seconda  della  Diateffaron  ^  &  e ,  pofla  nell'acuto .  Que- 
llo Modo  ha  la  fu»  chorda  f  naie  E  commtme  col  Quarto  modo;&  gli  Ecclefiaflici  han  - 
no  di  queflo  Modo  infinite  cantilene,  come  ne  i  loro  libri  fi  può  vedere .  Le  fue  Cadenze 


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principali  fi fanno  nelle  chorde  de  i  fttoi  princìpi]  regolari  ,i  quali  fino  le  chorde  moflrate  E ,  G ,  L  <*p 
e;  che  fono  le  ejìreme  della  fu  Diapente,  &  della  funDia.teJfa.ron  ,&  la  mescila  ddla  Diapente;  le  al- 
tre poi, che  fono  Irregolari, fi  poffonafare  [opra  l'altre  chorde  :  Ma  perche  conofcittto  le  Regolari  , facilmente 
fi  può  conofeere  le  Irregolari  ;  però  daremo  yno  effempio  delle  prime ,  acciò  Teniamo  in  ugnatone  delle  fe- 
conde .  Si  debbi  però  auertire,  che  tanto  in  quetto  ,  quanto  nel  Quarto,  nel  Settimo  ,  &  nell'Ottano  modo, 
reo ilarmente  fi  fanno  le  cadenze  nella  chorda  j-j  :  ma  perche  tal  chorda  non  ha  cornjjondenza  alcuna  per 
Quinta  nell'acuto ,  ne  per  Quarta  nel  grane  ;  però  è  alquanto  dura  :  ma  tal  durezza  ftjòpporta  nelle  canti- 
lene compaHe  a  più  di  due  yoci  :  percioche  fi  tiene  tal'  or  dine, che  fanno  buono  effetto  ;  come  fi  può  cedere  tra 
le  Cadenze pojle  nel  Cap.6i .  della  Terzaparte .  Molte  compofitiom  fi  trouano  compatte  fotto  queflo  Mo- 
do, tra  le  quali  è  il  motetto, O  Maria  mater  Chrittì  a  quattro  yoci  di  lfac;&  li  motettt  di  uAdnauo,Te  Deìt 
patrem  ;  Huc  mefydereo  ;  &  LL&c  est  domws  domini,  campo Hi  a  fette  yoci  :  &  il  Madrigale,  I  mi  riuol- 
go  indietro ,  compatto  da  ^Adriano  medefimamente  a  cinque  yoci  :  olii  quali  aggiungeremo,  Ferculumfecit 
fibi  rex  Salomon ,  il  quale  già  compofunfieme  con  molti  altri  di  tal  Modo  fimigliantemente  a  cinque  yoci . 
Se  queflo  Modo  non  fi  mefcolaffe  col  Nono ,  &fi  ydiffe  femplice ,  hauerebbe  lafua  harmonia  alquanto  du- 
ra :  ma  perche  è  temperata  dalla  Diapente  del  Nono,  &  dalla  Cadenza ,  che  fifa  in  a ,  che  in  effo  o-rande- 
mentefi  yfa  ;però  alcuni  hanno  hauuto  parere  ,  che  habbia  natura  di  commouere  al  pianto  ;  la  onde  o-li  ac- 
commodarono  yolentieri  quelle  parole,  che  fino  lagrimeuoli,&  piene  di  lamenti .  Ha  grande  conuenìen- 
%a  col  detto  Nono  :  percioche  hanno  la  Seconda  fpecte  della  Diateffaron  commune  tra  loro  ;  &ffejfe  yolti 
i  Mufici  moderni  lo  trafportanofitori  delle  Jue  chorde  naturali  per  yna  Diate ffitron  più  acuta,  con  l'aiuto  del 
la  chorda  b  ;  ancora  che  l più  delle  yoltefi  ritrom  collocato  nel  fitto  prapio,  &  naturai  luogo. 


Del  Quarto  Modo . 


Cap. 


EGVE  dopo  queflo  il  Quarto  contenuto  tra  la  Seconda  fpecie  della  Diapafon  L  <*7« 
h,  mediata  dalla  (ita  chorda  finale  E  arithmetìcamente .  Queflo  {come  dicanoli 
Prattici  )  fi  compone  della  Seconda  fpecie  della  Diapente  \-  &  E,pofla  in  acuto;  & 
della  Seconda  della  Diatejf iron  E  &  [q  ,  congiunta  alla  Diapente  dalla  parte  gra 
ne .  Queflo  meàefnnamente ,  fecondo  la  loro  opinione ,  fi  accommoda  marautgliofamente 
a  parole,  o  materie  lamentatoti.,  che  contengono  tnflezxa, onero  lamentatiunefupplicheuole  ;  come  fono  ma- 
terie amorofe,  &  quelle,  che  figinfcano  otio,  quiete,  tranquillità,  adtdatione  ,fraude &  detrattione  ;  il  per- 
che dallo  effetto  alcuni  lo  chiamarono  Modo  adulatorio.  Quetto  è  alquanto  più  mefìo  del  fio  principale,  maf- 
fimamente  quando  procede  per  mouìmenti  contrari] ,  cioè  dall'acuto  algraue ,  con  mouìmenti  tardi .  Credo 
io,  chefe'lfi  yfajfe  fé mplice mente,  fenza  mefcolarm  la  Diapente ,  &  la  Cadenza  pefla  in  a ,  che  ferue  al 
Decimo  modo  ;  che  hauerebbe  alquanto  più  del  "virile ,  di  quello ,  che  non  ha  coft  mefcolato  :  ma  accom- 
pagnato in  tal  maniera  ,fi  yfa  grandemente ,  di  modo  chef  trouano  molte  cantilene  compofle  fatto  queflo 
Modo ,  tra  le  quali  fi  traua  il  motetto ,  Deprofundu  clamaui  ad  te  Domine  a  quattro  yoci  di  Iofquino  ;  & 
il  motetto,Peccata  mea  Domine,  col  Madrigale,  Rompi  dell'empio  cor  il  duro  foglia  di  iAdriano,l'yno,& 
l'altro  compatti  a  lèi  yoci  ;  &  ti  madrigale  ,  Laura  mìa  fiera  compojlo  a  cinque  yoci .  Compofi  ancora  io 
molte  cantilene, tra  le  quali  fi  traua  afei  yoci  il motetto,  Miferere  mei  Dem  miferere  met,&  yna  Meffa,fen 
za  yfar  le  ajferuanze  moflrate  nella  Terza  parte  ;  &  ciò  feci,  non  per  altro,  fé  non  per  moflrare,  che  aafcu 
no  il  quale  yorrà  comporre  fenza  partirfi  dalle  date  Re<role,potrà  etiandw  comporre  facilmente  fenza  quefle 
offeruanze >&  affa  meglio  di  quello,  che  fanno  alcuni,  che  non  le  fanno, quando  lo  yorrà  fare .  Si  trouano  di 
quetto  Modo  qua  fi  infinite  cantilene  ecclefiafliche,  nelle  quali  rarifime  yolte  (anzi  st0  diceffe  mai, non  erra 
rei)  fi  yede  toccar  la  chorda  L.\  •  Bene  è  yero,  chepaffa  nell'acuto  alla  chorda  e,  di  maniera  che  quando'l 
Semituono  douerebbere  ydtrf  nelgraue,fi  ode  nell'acuto  ;  <&  cofigli  ettremi  dìcotalModo  Tengono  ad  ef 
fere  le  chorde  e  &C.  Li  fuot  Principi]  irregolari  appreffo  gli  Eccle fattici  fi  trouano  in  molti  luoghi  :  ma 
li  regolari  fono  nelle  chorde  [g  ,  E,G&  ^  folamente;  fi  come  fi  trottano  anco  le  f ite  Cadenze  regolari, 
che  fono  le  futtopofle  ;  ancora  che  molte  fiano  le  Irregolari .  il  più  delle  yolte  li  Prattici  lo  trajportanoper 
T/iaDiateffdronuell'acuto,ponendolachorda  b  in  luogo  dtUa  \^,  come  fi  può  y  edere  in  infinite  cantile- 
ne ;  il  che  fanno  etiandio  (  come  ho  detto  )  ne  gli  altri  Modi . 

Del 


Parte. 


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TENORE. 


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Del  Quinto  Modo. 


Cap 


2  2. 


L  Quinto  modo  è  contenuto  dalla  Sefla  fpecìe  della  Diapafon  F  &  f,  tramezata  har- 
momcamente  dalla  chorda  e .  Dicono  li  Pr  attici, che  fi  compone  della  Terza  jpecie  del- 
la Diapente  F  &  e ,  &  della  Terza  della  Diateffaron  e  &  f  ',  pofla  nella  parte 
acuta  della  Diapente  ;  la  chorda  F ,  del  quale  è  chorda  commune  finale  col  Sejìo  modo 
fuo  collaterale .  Da  talfpeae  di  Diapafon  hauemo  folamente  quejlo  Modo  ipercìoche  non 
rtceue  altra  duufione ,che  l'harmonica .  ^Alcuni  vogliono ,  che  nel  cantare jqueflo  Modo  arrechi  modtfìnt,  le- 
titia,&  folleuatwne  agli  animi  dalle  cure  noiofe .  Perh  ili  antichi  vfarono  di  accommodarlo  alle  parole ,  o 
materie,  che  contenefjero  alcuna  -vittoria  :  onde  da  tal  coje  alcuni  lo  dimandarono  Modo  giocando ,  modeflo, 
&  diletteuole  .Et  quantunque  li  fuoi  Principi]  naturali  fi  ponghino  nelle  chorde  F  ,a,c  &  f  ;  percioche 
fono  chorde  regolari  ;  tuttauìa  appresogli  Ecclefiajlici  fi  ritrouano  altri  principi]  in  diuerfe  altre  chorde  ;  co- 
me fi  può  vedere  nei  loro  libri.  LeCadenzeregolaridiquejloModofifanno  nelle  nominate  quattro  chor- 
de ;  come  nello  effempio  fi  veo- crono  ;  &•  le  Irregolari ,  quando  fi  -vogliono  Tifare ,  fi  fanno  nell'altre .  Mol- 
te cantilene  fi  trouano  ne  i  libri  ecclefiaUici  di  quejlo  Modo  ;  ancora  che  nonfia  molto  in  vfo  appreffo  li  com- 
pcfitori  moderni  :  percioche pare  a  loro ,  che  fia  Modo  più  duro,  &  pùi  injoaue  di  qualunque  altro  ;  tuttauia 
fitrouano  compofte  in  effo  molte  cantilene^  come  ["Hwno  di  Santo  Francefco,  Spoliatis  £oypt't]s  di  ^Adria- 
no ;  &  due  Madrigali  di  Cipriano  di  Rore  j  Di  tempo  in  tempo  mi  fi  fa  meri  dura ,  &  Donna  che  ornata 
fete  ;  con  quello  di  Francejco  Viola  Fra  quanti  amor  ;  tutti  compoflt  a  quattro  -voci  ;  &  molti  altri  ancora, 

che  non 


3  20  Quarta 

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±zì==z^èt:_=_:riéi;~i:^:±i=i:=:I±p, 

che  non  mi  [occorrerlo  alla  memoria.  Quefto  fi  pub  trasportare  per  yna  Diapente  nel  grane, con  l'aiuto 
della  chorda  b,  laffando  la  L  .-yì  cowe  degli-àltrif  è  fatto  nell'acuto,  &  lafita  chordafnale  yerrà  adefjere 
la  b;  come  aafcttno  potrà  -vedere . 


Del  Serto  Modo. 


Cap. 


OPO  il  Quinto  fe^uita  il  Sedo  modo,  contenuto  tra  la  T erza  fpccie  della  Diapafon  e 
<*7*  C ,  dwifa  harmomeamente .  Dicono  li  Franici,  cheque ilo  Modo  fi  formi  ;  &  nafet 
dalla  conviuntione dtllaTerza fpecte della  Diapente  e  &  F  ,pofta  nell'acuto,  con  la 
Terza  della  Diatejfaron  F  &•  C  >  accompagnata  nel  grane  ;  &  che  la  chorda  F  è  lit 
fila  chorda  finale .  Quefìo  da  ali  Ecclefiajìici  è  fato  molto  frequentato  ,fi  come  era  fre- 
quentato.-.nàie  molto  il  [ito  Modo  principale  :  lmperoche  fi  trotta  net  loro  libri  molte  cantilene ,  compofle 
[otto  queflo  Modo,  ilquale  dicono,  non  efer  molto  allegro,  ne  molto  elegante  ;  &  pero  lo  yfarono  nelle  canti- 
lene Traili ,  &■  datate ,  che  contendono  commi/trattone  ■;  &  lo  accompagnarono  a  quelle  materie ,  che  con- 
temono  lacrime .  Dimamera  cheto  chiamarono  Modo  denoto ,  &  lagrimeuole  ;  a  differenza  del  Secondo  , 
ilquale  è  più  toflo  funebre ,  &  calamitoso ,  che  altro .  I  Prinaptj  regolari  di  tal  Modo, &  le  (ne  Cadenze  re- 

aolari 


Parte. 


?27 


golari  fi fanno  nelle  chorde  Cjd,F  &  C  ;  nell'altre  poi  fi  fanno  le  Irregolari .  Ma  perche  conofctute  le 
prime  èfactlcofa  di  conofcere  le  feconde  speri  non  farà  fuori  di  propofito,  porre  di  loro  imo  effe  m pio ,  accio- 
che  piti  facilmente  fi  conofca  il  tutto }  &farà  ilpojìo  qui  di  fotta .     Molte  cantilene  mi  ricordo  hauer  ve- 


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j^l^ìffei 


Auto  compone  in  queflo  Modo  :  ma  alprefente  mifoccorreno  alla  memoria  [blamente  quefìe  ;  Vn  motetto  di 
Motone  a  quattro  voct,Ecce  Maria  genuit  nobu  Saluatorem,&  vn  Salmo  a  due  chori  fpexgatt  di  ^Adria- 
no a  otto  voci  ,  Inconuertendo  Dominu*  captiuitatem  Syon .  Queflo  etiandw  fi  può  trasportare  nell'acuto 
per  vna  Quarta, coni  aiuto  della  chorda  b ,  come  fi  trapanano gli  altri  i  ilche  quanto  fia  facile  ,ciafcuno 
lo  potrà  conofcere  dalle  due  nominate  cantilene. 


Del  Settimo  Modo . 


Cap.  i  4. 


ELLyA  Settima  fpecie  della  Diapafon  G  & g,  harmonicamente  mediata ,  è  conte- 
nuto ti  Settimo  modo  ;  rfquale(come  dicono  i Moderni)  nafce  dalla  conviuntione  della  l'ri 
ma  fpecie  della  Diateffaron  d  &  g ,  con  la  Quarta  fpecie  della  Diapente  G  e£*  d; 
queflapofla  nel  grane ,  &  quella  nell'acuto .  <A 'queflo  (  fecondo  che  dicono  )fi  conuiene 
parole,  0  materie,  che  fumo  lafciue  ;  0  che  trattino  di  lafciuia  ;  le  quali  fiano  allegre  ,det- 
te  con  moddtiu  ;  &  quelle ,  che  Significano  minacele,  peYturbatìoni,&  ira .  Lifuoi  Prtncipij  regolari, &  le 
fue  Cadenze  principnh,&t  regolari  fi  pongono  nelle  chorde  6,Wt  A  >&  tì  come  qui  fi  veggono . 

Ma 


Quarta 


~-2~-w 


SOP  R^CN  O . 


-a 


l^l^a 


^^^^^^B^i 


— a-X^js:" 


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ijllilsiìiilììlÉil 


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TENORE 


ipiìipiìiiìEiiifiiiiìisagg 


gpjì^gpai^aigfiEipp 


plygiìiììElE^Iggì^lil 


^stil 


iWrf  le  Irregolari  fi  pongono  fopra  le  altre .  Alche  cantilene  fi  trottano  compone  dalli  Mtifa  di  queflo  Mo- 
do ,  tra  le  quali  Jono  Pater  peccata,  &  I  pian  fi  hor  canto  di  ^Adriano  afet  i>oct .  Queflo  Modo  è  molto  in  ufo 
appreffogli  Ecclefiaflici  ;  &  nelle  cantilene  degli  altri  Muficifi  troua  il  più  delle  yolte  nelle  fue  chorde  natii 
ralt  ;  ma  molte  yolte  con  l'aiuto  della  chorda  b  è  trafportato  nelgraueper  yna  Diapente  ,jenxa  alcuno  m- 
commodo . 


Dell'  Ottauo  Modo. 


Cap. 


EGVE  dopo  il  Settimo  l'Ottano  modo ,  contenuto  tra  la  Quarta  specie  della  Diapafon 
d  &  D  ,  dtuifa  anthmeticamente  dalla  chorda  G  ;  &  (come  dicono)  nafce  dalla  co 
giitnttone  della  Quarta fpecie  della  Diapente  d  &  G ,  pofla  nell'acuto ,  con  la  Prima 
della  Diatefjaron  D&  G ,  pofla  nelgraue .  Queflo  col  Settimo  ha  la  chorda  commu- 
F-A^^kfg  ne  finale  la  G  ;  &  dicono  li  Franici,  che  queflo  Modo  ha  natura  di  contenere  in  je  yna 
certa  naturale  foauità,  &  dolcezza  abondante,  che  riempe  di  allegrezza  gli  animi  degli  afcoltanti,  co  firn 
ma  giocondità,  &Joattttà  mijìa  ;  &  yoglwno,  chefia  al  tutto  lontano  dalia  lafciuia,  &  da  orni  yttw .  La 
onde  lo  accompagnarono  con  le  parole ,  o  materie  manfuete ,  accoflumate  ,graui ,  contenenti  coje  profunde , 
fpeculattue ,  £?■  diurne  ;  come  fono  quelle ,  che  fono  accommodate  ad  impetrar  gratta  da  Dio.  Alolte  cantile- 
ne fi  ritrouarono  ne  i  libri  Ecclefiaflici  di  queflo  Modo ,  dquale  ha  li  juoi  Prmciptj  regolari  nelle  chorde  rf/L } 
G  &  D:ma  Hi  Irregolari  fi  trottano  nelle  altre  chorde  ;  &  le  fue  Cadenze  regolari  fi  pongono  fimtgltan- 
temente  nelle  moflrate  quattro  chorde  }fi  come  nel  fottopoflo  effempto  ji  può  yedere . 

Ma  le 


Parte.  J29 

SOP R^fN  O.  "^ 

piiliSIgllSiiiliil 

lisi 


M.- 


TENORE. 


liliÉSìIII 


IlìiisiipìpìlèSllttlill 


IglìlglIgtSlJgggliEgggg 


JÌ^Ìp|pìì|ÌljlEgJ|ljÌ||i 


Ma  le  Irregolari  fi  pongono  [opra  t  altre  chorde .  lAppreffogli  altri  Mufici  fi  trottano  molte  compofi- 
tiom ,  tra  lequali  fi  trottano  li  motetti  Benedilla  es  coelorum  regina  di  Iofquino ,  &  ^t'udite  infida  a 
fei  voci  iVerbum  fupermtm  prodienSjil  madrigale  Liete,,  &  penfofe ,  accompagnate  ,&  fole  Donne  , 
tutti  di  JCàriano  a  fitte  yoci;&  molti  altri  cjttafi  infiniti .  Queflo  Modo  fi  può  trasportare  come  gli 
altri  fuori  delle  [uè  chorde  naturali  >  ponendolo  in  acuto  per  vna  Diateffaron  3  con  l'aiuto  della  chorda  b  ; 
imperoche  altramente  farebbe  imponibile. 


Del  Nono  modo . 


Cap.  z6. 


L  NONO  modo  (  come  dicono  li  Pratticì)  nafce  dalla  congiuntione  della  Prima  fbe- 
cie  della  Diapente  *A &  e  ,  ouero  a  &  e  (come  più  piace)  conia  Seconda  della  Dia- 
teffaron  E  &  a ,  ouero  e  &  aa;  &  per  dir  meglio ,  è  contenuta  nella  Prima  Jbecie 
della  Diapafon  ^f  &  a ,  ouero  a  &  a  a,  mediataharmonicamente  dalla  chorda  E, 
ouero  dalla  e .  Non  fi  potrà  mai  dire  con  verità ,  che  queflo  fia  Modo  nouo  :  ma fi  bene 
antnhijiimo  ;  ancora  che  fin  qui  fia  flato  pnuo  delfuo  nome,  &  delfuo  luo^opropw  :  percioche  alcuni  l'han- 
no pofìo  tra  alcuni  lor  Modi,  che  dimandano  Irregolari  ;  quafi  che  non  fuffe  jottopofìo  a  quella  ifieffa  Rego- 
la, alla  quale  gli  altri  fi  fottopongono  ;  &  che  la  (uà  Diapafon  non  fuffe  tramenata  harmomcamente ,  come 
quella  de  gli  altri  Modi  ;  ma  a  qualche  altra  maniera  ilrana .  E  ben  yero  (  come  ho  detto  altroue  )  c/;e  alle 

T  Intonatori  i 


25  o  Quarta 

Intonationi  de  i  Salmi  ,gli  Ecclefiaflki  hanno  fegnato  filamene  gli  Otto  primi  Modi,  come  fi  pub  -vedere  ne 
i  loro  tibri  :  ma.  per  queflo  non  fi  può  direbbe  fia  irregolare  :  concwfa  che  altra  cofa  è  la  Intonatione  de  i  Sal- 
mi, &  altra  le  modulattoni,  che  fi  trottano  in  dtuerfi  Modi,  fi  nelli  canti  fermi,  come  anco  nellt  figurati.  Ne 
yo?lio  credere  per  cofa  alcuna,  che  qualunque  -volta  fi  trouaffe  alcuna  ^Antifona,  chefuffe  compasìa  fatto  al- 
cuno di  quefli  yltimt  quattro  Modi,  non  fé  lepoteffe  applicare  yna  delle  otto  Intonationt  nominate  ;  maf  ima- 
mente battendo  ciafcuna  di  effe  varij  finimenti  ;  come  è  manifejìo  a  tutti  quelli ,  che  fono  pr  attici  in  cotal  co- 
fa  .  Queflo  Modo ,  alcuni  l'hanno  chiamato  aperto  ,  &  terfo  ,  atttfiimo  a  t  yerfi  linci  ;  la  onde  fé  li  potran- 
no accommodar  quelle  parole ,  che  contengono  materie  allegre,  dolci,  foaui,  &  fonare  :  effendu  che  (come  di- 
cono )  ha  in  sèyna  grata  fieuerttà ,  mefcoUta  con  yna  certa  allegrezza,  &  dolce  fornita  oltra  modo .  E  cofit 
noti  firn  a,  a  tutti  li  periti  della  Mufica  ,che  queflo  Modo  col  Primo  fono  tra  loro  molto  conformi  :  percioche 
la  Prima  fpecte  della  Diapente  è  commune  all'yno ,  &  all'altro  ;  &  fi  può  paffare  dall'yna  in  l'altro  facil- 
mente ;  ilchefipuo  ettandw  dire  del  Terzo  ,  &  dell'Vndecimo  modo  .Sono  di  queflo  Modo  molte  Cantilene 
ecclefiajìiche ,  che  longofiwebbe  il  referirle  ;  tra  lequalifi  troua  il  canto  della  Oratione  dominicale  Pater  no- 
iler ,  laqualfmfce  nella  chorda.  yA  in  tal  maniera  ;  come  fi  può  yedere  in  alcuni  effemplart  antichi  corret- 
ti .  Si  troua  ancho  di  queflo  Modo  il  Simbolo  Niceno, 
Credo  in  ynum  Denm ,  tlquale  ha  principio  per  la  fiua 
Intonatione  nella  chorda  D ,  &  yiene  à  terminare 
(come  fi  yede  ne  i  corretti  effemplart  )  nella  chorda  *A 
medefimamente ,  &*  non  nella  H ,  ouero  nella  E  tra- 
fportatoperynaDiateffaron  nell'acuto  con  l'aiuto del- 
lachorda  b,  come  fanno  ;ilqual canto  trasportato  douerebbe finire  nella  chorda  D,come  è  il  douere:ma 

è  Hato  guafio ,  & 
fcorretto  per  la  igno 

X~ ~  ~     vanxa  de  ifcrittori; 

Tt     come  intrattiene  an- 
che nelle  altre  cofe 


±±±~$dt 


Sed    li    be  ra  nos    a 


SE 


ma 


Et   yitam  yen  tu  ri  fi 


men. 


di  maggiore  importanza .  Et  nonfolamente  li  fini  delli  moflrati  canti  fi  ritrouanofuori  della  loro  propia ,  & 
naturai  chorda  ;  ma  de  gli  altri  ancora ,  chef  trouano  in  tal  maniera guafìi ,  &  corrotti  ,che  farebbe  cofa 
troppo  lunga  da  moftrare ,  quando  fi  yoleffe  dare  di  ciafcuno  yno  efjempio  particolare .  Ma  quanto  fa  facile 
il  trafmutare  ne  i  Canti  ecclefajlici  yn  Modo  nell'altro ,  yariando  fidamente  la  chorda  finale ,  ouero  trafpor- 
tandolo  dall'acuto  algraue,  ouero  dalgraue  all' acuto,  fenza  alcuno  aiuto  della  chorda  b,  queflo  è  facile  da 
■vedere ,  da  tutti  coloro ,  che  fino  prattici  nella  Mufica;  fi' l  fi  yorrà  efifaminare  minutamente  le  loro  modu- 
lationi ,  &  il  loro  procedere  ;  laqual  cofa  non  farebbe  molto  difficile  da  mojìrare,  quando  intorno  a  ciò  fi  yo- 
leffe perdere  yn  poco  di  tempo .  In  queflo  Modo  fi  ritroua  compoflal '^Antifona  xAue  Maria  gratta  plenaja- 
quale  ne  i  libri  antichi  fi  troua  terminata  tra  lejue  chorde  naturali  in  cotal  modo  ;  che  nelli  moderni  fi  trotti 


u 


■4-i 


±^*^±^^É*±&*& 


<A  uè  Ma  ri     a,  gra  ti  a  piena  Dominiti  te  cum  be  ne    di  eia   tu  in     mu  li      e- 


g 


3E=S3C±=*: 


4- 


»=+:tft 


rihai  &  be  ne  diclut  frufìwi  yentris   tu     ». 


fritta  piùgraueper  yna  Diapente.  Et  che 
ciò  fa  yero,  da  queflo  paterno  comprende- 
re ,che  P .  della  Me  compofi  la  Meffa  a 
quattro  yoci  fopra  quefla  ^Antifona  nelle 
chorde  uere,&  effentiali  di  tal  Modo  ;  nel 


cjualefi  troua  etiadio  copaflo  l'Introito  Gaudeamus  oes  in  Domino. Ne  alcuno  preda  di  qflo  marautglia;  maf 
fimamente  yedendo,che  la  Salmodia  del  Salmo, che  fegue  è  del  Primo  modo:  percioche(  come  ho  detto  anco- 
ra) no  è  inconueniete,  che  ciafcuno  de  i  Quattro  yltimt  Modi  fi  poffit  ridurre  alla  Intonatione  di  alcuna  delle 
Otto  nominate  Salmodie.Et  fé  la  chorda  b  pofla  in  luogo  della  C\  hàpofiaza  di  mutare  yn  Modo  nell'altro;  ■ 


no» 


Parte . 


331 


non  è  dubbio ,  che  ritrouandofi  il  detto  Introito  collocato  nella.  Quarta  fpecie  della  Diapafon ,  &  cantandofi 
per  la  propietà  di  b  molle,  nonfia  anco  del  Nono  modo  ;  come  effeminando  il  tutto ,  &  quello ,  che  ho  detto 
difopra  nelCap.  1 6.  mamf eoamente  fi  può  -vedere .  Ma  quando  fi  yoleffe  ridurre  nelle  fue  yere  chorde  na- 
turali, tralbortandolo  nell'acuto  per  una  Diapente  ,fi  trotterebbe  collocato  tra  la  Prima  jfecie  della  Diapa- 
fon a  &  a  a;  fi  come  fece  il  Dotto  I  oppino ,  che  componendo  a  quattro  yoci  la  Meffefopra  quefio  Introi- 
to, la  ritirò  nelle  fue  chorde  naturali;  come  fi  può  yedere .  La  onde  mifouiene  hora,che  alcuni  non  hanno  det- 
to male,  quando  giudicarono,  che  la  Intonatione  del  Salmo ,  In  exitu  ifrael  de  ^fegypto ,  pofla  qui  di  fono , 


^±z±:^±i-^E±:±^-—z  :ÌS:3: 


'■- 


;55^;±^±2^ 


In    e     xi    ti*  if  ra    el    de  *Ae  gy  pto    do  mws  la  cob  de  pò  ptt    lo  bar  ba    ro . 

puff  e  del  Nono  modo  -.percioche  -vogliono ,  che  la  ^Antifona ,  Nos  qui  yiuimm  benedicimus  Dominum  ,fia 
{lataguafla,  &  tra/portata  fuori  del  fuo  luogo ,  da  alcuno  fcnttore  ,  che  habbia  voluto  modrarppiù  faggio 
degli  altri  ;fi  come  hanno  fatto  anche  dell'altre .  QueQo  Modo  ha,  come  hanno  gli  altri  Mudi,  li  (noi  Prin- 
cipi], &  le  fue  Cadenze  regolari ,  &  irregolari .  Li  Regolari  fono  quelli ,  che  fi  pongono  nelle  chorde  ^ft 
C,  E  &  a,fi  come  etiandw  le  Cadenze ,  chef  yedaio  in  qtteììo  effempio . 


i 


SOPRANO. 

SJLZt — _i4 V- ^$t$x_:£$:Hj.$$$.x__q: — — 


iiiipiliiiillliil 


ii^iìll|i8pi^i|ig^figi 


-V^; 


TENORE. 


ÌÌl=ÌÉllìÌlìÌlÌIÌSilIIÌlÌ5Ì|Ìl 


=ìììI11=±ìIì=IìIi1éI11ìI 


! ***** 


-4 


T      z  Ma 


332  Quarta 


Ma  li  Princìpi] ,  &fimilmente  le  Cadenze  irregolari  fi  pongono  nel? altre  chorde .  Trotianfi  in  quefìo  Mo- 
do compojìe  -varie  cantilene],  tra  le  quali  è  il  motetto,Spem  in  alium  nunquàm  habui  di  Giachetto,  &  San- 
ila, &  immactdata  virgiiniàs  di  Morale  Spagnuolo,  l'uno  &  l'altro  compoflo  a  quattro  toc;.,  &•  te  due  no 
minate  Meffe  .  Compofigia  anche  io  [otto  queììo  Modo  ilmotetto ,  Si  bonaftifcepumvs  de  manti  Domini,  il 
madrigale ,  I  yò  piangendo  il  mio  paffuto  tempo ,  a  cinque  yoci,  &  altre  cofe  etiandio,  le  quali  non  nomino. 
Ma  queflo  Modo  fi  può  trasportare  per  ynaDiapente  nelgraue , con  l'aiuto  della  chorda  'o ,  come  fi  tra- 
fporta  etiandio  gli  altri. 

Del  Decimo  modo.  Cap.     2j. 

iAR  EBBE  cofa  longhifima ,  quando  fi  yolejfe  moflrare  tutte  le  Cantilene,  chef  fro- 
llano ne  i  libri  Ecclefajlici,  compofìe  fono  il  Nono  modo  ,&  anche  fotta  il  Decimo  ,  &* 
fattogli  altri  due,  chefegueno  ;  le  quali  fono  per  la  maggior  parte  Graduali ,  Offertori]  , 
Poficommunioni,  &  altre  fmili  ;  &  non  fono  tanto  facili  du  conofcere  da  quelli, che  no 
fono  nella  Mufca  bene  iflrutti,  quanto  fino  quelle ,  che  hanno  dopo  fé  alcune  intonationi 
dì  alcuni  yerfi  de  Salmi,  ouero  Gloria  patri  ;  come  fino  antifone,  Refponfori] ,  &  Introiti  ;  che  dal  loro  fi- 
ne, &  dal  principio  di  alcune  figure  pojle  fopra  quefla  parola  SEVO  E^fE ,  che  fono  le  lettere  yocali  di 
Seculorum  amen,  conofcono  facilmente  fitto  qual  Modofiano  compojìe  :  Imperoche  hanno  quefla  Regola  , 
che  quando  il  fine  della  cantilena  fnifce  in  D ,  &  il  principio  del  loro  Seuouae  incomincia  in  a ,  conofcono, 
che  tal  cantilena  è  del  Primo  modo.  Quandoilfnedell'ynaèponoin  D,  &  il  principio  dell'altra  è  patio 
in  F ,  fanno,  che  è  compoflafotto'l  Secondo  modo:  ma  quando  ilfne  di  yna  è  pojìo  in  E ,  &tl  principio 
dell' altra  in  e;  dicono,  che  è  del  Terzo  modo  ;  fmigliantemente  dicono  effere  la  cantilena  del  Quarto  mo- 
do, quando  fnifce  in  E,  &  il  Seuouae  da  principio  in  a .  Conofcono  etiandio ,  che  quella  è  compafla  fatto  il 
Quinto  modo,quado  termina  nella  chorda  E,<&  il  Seuouae  principia  nellachorda  e;  fi  come  conofcono  quel- 
la effere  del  Se(lo,quando  l'yna  termina/òpra  la  chorda  F,&  fopra  quella  ifeffa, ouero  fopra  la  a,  t  altra  da 
principio.  Dicono  poi, che  quella  è  del  Settimo  modo,  che  fnifce  nella  chorda  G,  &  iljuo  Seuouae  da  princi 
pio  nella  chorda  d  ;  <&  quella  effere  dell'Ottauo,che  termina  nella  G  ,&hà  ti  princìpio  della  terminatio- 
ne  delyerfo  del  Salmo  (percioche  altro  non  è  il  detto  Seuouae  )  nella  e  :  Di  maniera  che  facilmente  per  tal 
Regole  poffono  yenìre  in  cognitione  dtlliModì,  et  dipoi  fapere  in  qual  maniera  dtbbeno  intonare  il  detto  Ver 
fo,o  Salmo ,  che  fegue  tale  ^Antìfona  :  perche  tali  cantilene  fi  compongono  fitto  gli  Otto  primi  Modi  :  Ma 
quelle, che  non  hanno  tali  Intonattonifono  liberc,&fipoffono  comporre  fitto  qual  Modo  più  piace,&  non  fi 
no  cof  facili  da  conofcere ,  come  fono  le  ?ia  nominate .  Però  non  è  marauìglia  ,fe  alcuni  non  hanno  hauuto 
perfetta  cognitione  di  quejìi  quattro  ylt'imi  Modi;  poi  che  naif  poffono  conofcere  per  tal  yia .  Volendo  adun- 
que hauerne perfetta  cognitione  ,fi  auertirà  (  ritornando  al  ragionamento  del  Decimo  modo  )  che  nelle  chor- 
de della  Quinta  fpecie  della  Diapafon  E  £?•  e ,  dimfe  arithmeticamente  della  chorda.  a ,  tal  Modo  è  conte- 
nuto i  &  per  quefìo  dicono  alcuni ,  che'l  detto  Modo  fi  compone  della  Prima  fpecie  della  Diapente  e  &  a  , 
pofla  nell'acuto,  &  dilla  Seconda  della  Dìateffaron  a  &  E  ,pofìa  nel  graue ,  congiunta  alla  chorda  a; 
laquale  è  Li  p naie  di  tal  Modo .  Paterno  dire ,  che  la  natura  di  quello  Modo  fa  non  molto  lontana  da  quella 
del  Secondo ,  &  del  Quarto ,  fé  talgìttdiciof  può  fare  daìl'harmonia ,  che  nafee  da  effo  :  imperoche  f  fer- 
ite della  Diapente ,  che  è  commme  del  Secondo  ;  &  della  Diateffaron ,  che  ferue  anche  il  Quarto .  Lifttoi 
Priddpi]  regolari  fino  nelle  chorde  e, e,  a  &  E  ;  fimilmente  le  fue  Cadenze.  Ma  perche  hauendo  co- 
gitinone delle  Cadenze  regolari ,  facilmente  fi  può  fapere  in  quali  chorde  fi  fanno  le  Irregolari  ;  però 
fittamente  delle  prime  darò  yno  effem pio  ,ilquale  farà  il  fitto  pofìo.  Di  quefìo  Modo  fi  trottano  mol- 
te compoftioni  ,f  come  Gabriel  archangelm  locutwsett  Zachari&ii  Verdeloto;  fmilmeme  liete  odi- 
li ,  r orate  gettai  dì  Adriano ,  [yno ,  &  l'altro  a  quattro  yoci ,  <&■  molte  altre .  Trafportafi  quefio  Mo- 
da per  yna  Diapente  nel  graue  con  l'aiuto  della  chorda  b  }finza  laquale  poco  fi  farebbe ,  chefuffe  buono . 


Dcll'Vndccimo 


S=li« 


* 


Parte. 


SOPRANO. 


PP 


3  il 


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lSìÉlÌiàiéÌ?ÌÌI 


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g^gglfjigfeftlWifl!^! 


Dell' Vndecimo  modo, 


Cap.  28. 


^"i  Lisf  Terza  [pecie  della  Diapafon  C  &c,  laquale  è  dalla  chorda  G  mediata  har 
mimicamente ,  nafte  l'Vndecimo  modo .  Vogliono  li  Prattici  che  queflo  Modo  fi  com- 
poni della  Quarta  fpecie  della  Diapente  C  &  G,  pofta  nel  graue  ,&  della  Terza 
della  DiateJJaron  G  &  e ,  pojla  nell'acuto .  Queflo  è  di  fua  natura  molto  atto  alle 
danze,  &  a  1  balli  :  pertiche  yedemo,  che  la  maggior  parte  de  i  balli ,  chefiodeno  nella 
Italia,  fi  Suonano  [otto  queflo  Modo  ;  La  onde  nacque ,  che  alcuni  lo  dimandarono  Modo  lajciuo .  Di  queflo 
fi  trottano  molte  cantilene  ne  i  libri  Ecclefia(ìki,fi  come  la  Mejfa,la  quale  chiamano  degli  ^Angioli,  le  an- 
tifone v4lma  redemptom  mater ,  &  Regina  Coeli  Utare  Haleluiah .  Queflo  Modo  da  i  Moderni  è  tanto 
in  yfo,  &  tanto  amato  ;  che  molte  cantitene  compojle  nel  Quinto  modo,  per  l'agiuntione  della  chorda  t>  in 
luogo  della  ^ ,  hanno  mutato  nell'V  «decimo  ;  mdutti  dalla  fua  fa  aiuta ,  &  dalla  fua  bellezza .  Li  fuoi 
Principe  f  pongono  regolarmente  nelle  chorde  C,  E,  G  &  e,  &  cofi  anche  le  fite  Cadenze.  Et  li 
fuoi  Principij ,  &  Cadenze  irregolari  fi  pongono  fopra  le  altre  chorde .  Li  Mufici  hanno  compofle  in  que- 
flo Modo  molte  cantilene,  tra  le  quali  è,Stabat  mater  dolorofa  di  Iofquino  a  cinque  -voci;  O  falutaris  hoflia, 
*Alma  redemptom  mater ,  Pien  d'yn  yago  penfier  di  ^Adriano  ;  (3*  Deflendi  in  ortum  meum  di  Giachet- 
to, tutti  compofli  a feiyuci.  Cofi  ancora  ilmotetto  ,<sfudifilia,&'  yidedi  Gomberto  ,con  Ego  yeniin 
hortum  meum ,  il  quale  già  molti  anni  compofi ,  che  fono  a  cinque  yoci  ;  &  infiliti  altri  ,che  lungo  farebbe 
il  numerarli .  Queflo  Modo  fi  trafliortafuon  delle  fue  chorde  naturali  per  yna  Diateffaron  nell'acuto  ;  one- 
ro per  yna  Diapente  nel  grane  3  con  l'aiuto  della  chorda  b  ;  puff  andò  per  le  chorde  del  Tetrachordo  fy- 
nemennon. 


Soprano 


334- 


Quarta 


Bfe^Sìl|lfe|&!lS!lll|gp 


SOP  R^INO. 


plIÌÌg!|ÌÌÌÌÌ|||ÌÌl§i 


^gp^fe^^fe^i^^^: 


Del  Duodecimo  Modo , 


Cap.     2  y 


V  LT I MO  Modo  delli  Dodici  è  il  Duodecimo ,  cont aiuto  dalla  Settima  fpecie  della 
Diapafon  g  &  G,  diuifaariihmeticamente  dalla  chorda  e  [uà finale  .Quejìo  (co- 
me dicono  )  nafee  dalla  congiuntione  della  Quarta  fpecie  della  Diapente  g  &  e ,  por 
Jìa  in  acuto,  con  la  Terza  jpecie  della  Diateffaron  e  &  G,  pojìa  nella  parte  grane . 
Tal  Modo  apprejjo  gli  Ecclefiaftia  fu  poco  tmfo  anticamente  :  ma  li  più  moderni  con 
'amtu  del  T etrachordo  fynemennon ,  cioè  con  la  chorda  b  ,  hanno  fatto  la  maggior  parte  delle  Iwo  cantile- 
ne, che  erano  del  Seflo  modo,  del  modo  Duodecima  ;  &•  hanno  anche  compoflo  li  più  moderni  none  cantile- 
ne in  quejìo  Modo  ;  tra  le  quali  fi  trotta  l  '^Antifona  *Aue  regina  cxlorum ,  &  molte  altre .  Queflo  Alodo  , 
è  atto  alle  cofe  amatone,  che  contendono  cofe  lamenteuolt  :  perche  è  nelli  Canti  fermi  Alodo  lamentatole,  & 
ha  alquanto  di  me  fìttia,  fecondo  il  loro  parere  ;  tuttama  aafeuno  comportare,  che  defidera  di  fare  alcuna  can- 
tilena, che  fa  allegra,  non  f  fa  partire  da  lui.  Lifìtot  Pnncipij  regolari  fi  pongono  tnjteme  con  le  fu  e  re<rola- 
ri  Cadaize,  come  nello  ef empio  ftTede,  nelle  chorde  g,  e ,  e  &  G;  Li  Pnncipij,&  Cadenze  irre- 
golari pei f  pongono fopra  l'altre  chorde.  Sitrouano  di  qutfìo  Modotnnumerahilt  cantilene  compofle  da  mol- 
ti Alt  fa  prattia,  tra  le  quali  e  il  motetto,  limolata  integra,  &  cafla  es  Alaria  di  lofqitmo  a  cinque ,  &  di 
^Adriano  a  (ette  -voci  ;  il  motetto  Mittit  ad  Tirgwem  a  jet,  &  li  madrinati,  Quando  nafafìi  ^Amor  a  fette 
■voci,  I  yidi  iti  terra  angelici  codttmi  afa  toci,  &  Quando  fra  l'altre  donne  a  cinque  yoci,  tutti  compofli  da 
^Adriano  ;  <A  qutfif  aggiunge  il  motetto,  di  Giachetto  a  cinque  yoci,  Decantahat populm ,  &  li  motetti 

Nerno 


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S  O  P  i?^iV  o . 


Parte . 

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Nemo  yenit  ad  me  a  cinque  mei,  &  O  quàm  gloriofum  efl  regnum ,  i  quali  già  molto  tempo  compofi  l'uno 
a  cinque,  &  l'altro  afei  uoci,  &  molti  altri .  Et  benché  le  chorde  naturali  di  quefto  Modofiano  le  mofìra- 
te  di  [opra  ;  tuttauia  li  Mufici,  con  l'aiuto  della  chorda  b ,  lo  trafportano  per  yna  Diatefjaron  nelgraue . 
Ma  tutto  queflofia  detto  a  fufficienxa  intorno  la  Natura  ,&la  Propietà  detti  Modi ,  &  intorno  l'ufo ,  li 
Principi],  e*/4  le  Cadenze  di  ciajcuno  :  imperochefa  dibifigno ,  che  noi  moflriamo  primieramente  quello,  che 
fi  ha  da  offeruare  nel  comporre,  £<r  nelfargiuditio  di  loro  ;  dipoi  in  qual  maniera  ciafcuna  parte  delle  nojìre 
cantilene  fi  debba  accommoàare  in  efi  ;  &  quanto  ciafcuna  pojja  accendere,  &  difcendere  ;  acciocheji  pon- 
ga il  termine  de  i  loro  ejlremi,  &fi[chiui  ogni  confufwne . 


Quello, 


33  6  Quarta 

Quello,  clie  de  ofleruare  il  Compofitore  componendo,  &  in 

qual  maniera  fi  habbia  da  far  giuditio  delli  Modi . 

Capitolo     3  o . 

RI  MIE  R^4  ME  NT  E  fide  auertire ,  che  quantunque  fi  ritrouino  quafi  infinite  le 
cantilene  di  ciafemw  dellt  moflrati  Modi  ;  nondimeno  molte  di  loro  fi  trottano,  le  quali  no 
fono  compojle  ne  i  loro  Modi/empiici ,  ma  tulli  Mifli  :  Imperoche  ntrouaremo  il  Terzo 
modo  mescolato  col  Decimo,  l'Ottauo  con  ÌVndecimo,  &  cofi  difeorrendo  degli  altri  l'u 
no  con  l'altro  ;  come  fi  puh  comprendere  effaminando  le  dette  cantilene  ;  maf  imamente 
quelle  del  Terzo  modo,  le  quali  in  luogo  della  Seconda  (peae  della  Diapente  E  &   L  ,  pofla  nel  grane  , 
hanno  la  Seconda  della  Diateffaron   E  &  a;  &tn  luogo  della  Seconda  della  Diateffaron  U   &  e ,  fi 
troua  la  Prima  fpecie  della  Diapente  a  &  e ,  pojìa  nell'acuto  ;  Di  maniera  che  Je  ben  le  dette  Ijiecie  fono 
contenute  [otto  ima  fieffa  Diapafon,  che  èia  E  &  e  ;  nondimeno  fi  troua  nell'imo  Modo  tramenata  har- 
momeamente ,  &  tiene  la  forma  del  Terzo  modo  ;  &  nell 'altro  anthmeticamente ,  &  tiene  la  forma  del 
Decimo  :  La  onde  ydendofi  taltfpecie  tante,  £<?*  tante  -volte  replicate,  non  folamente  la  ma^o-ior parte  della 
compofitione  yiene  A  non  hauere  parte  alcuna  del  Terzo  :  ma  tutta  la  cantilena  yitne  ad  efier  compcjìa  fot-  ■ 
to'l  Decimo  modo .  Et  che  ciò  fa  il  -vero,  da  qiteftofipuò  comprendere ,  che  fé  noi  aggiungeremo  quefle  due 
ffiecie  infume ,  cioè  la  Diate ffaron  E  &  a,&la  Diapente  a  &  e ,  collocando  quejìa  nell'aiuto,^ 
quella  nel  grane  ;  non  è  dubbio,  che  Imiteremo  la  forma  del  Decimo  modo,  contenuto  tra  la  Quinta  jbecie  del- 
la Diapafon  anthmeticamente  mediata .  Di  maniera  che  quella  compcf  tiene,  che  noi  giudichiamo  effer  del 
Terzo  modo,  non  yiene  adhauer  cofa  alcuna, per  la  quale  pofiamo  far  giuditio ,  che  fa  di  tal  Alodo  ,fe  non 
tifine  :  peraoche  finifee  nella  chorda  E .  Però  adunque  Je  bene  la  chorda  finale  del  Modo  è  quella,  dalla  qua- 
le (  come  dal  fine  )  douemo  far  giuditio  della  cantilena  ,&non  aitanti  ;  come  alcuni  ycgliono  :  effendo  che 
coni  cofa  drittamente  fi  giudica  dal  fine  ;  non  douemo  però  intendere ,  che  per  tal  chorda  femplicemen- 
te  noi  pofiamo  yenire  in  cognitione  del  Modo  ,fopra  il  quale  è  fondata  la  cantilena  ipercìoche  non  fi  de  crede 
ire,  che  da  lei  fi  debba  fare  il  giuditio  :  ma  che  noi  debbiamo  affettare  tanto ,  che  la  cantilena  fia  condotta  al 
fine  ;  &  liti  giudicare  fecondo  il  dritto  :  conciofia  che  allora  la  cantilena  è  perfetta,  &  ha  la  fua  yera  forma, 
dalla  quale  fi  prende  la  occafione  difare  talgtuditio .  Ma  fi  denotare ,  che  da  due  cofe  fi  può  pigliare  fimilt 
occafione  :  prima  dalla  forma  di  tutta  la  cantilena  ;  dipoi  dal  fio  fine ,  cioè  dalla  fua  chorda  finale .  La  onde 
effendo  la  forma  quella,  che  dà  l'effere  alla  cofa;  giudicare!,  chefuffe  ragioneuole,  che  non  dalla  chorda  finale 
femplicemente  ;  come  hanno  yoluto  alcuni  :  ma  dalla  forma  tutta  contenuta  nella  cantilena,  fi  haueffe  da  fa- 
re tal  giuditio .  Onde  dico,  che  fé  io  hauefii  da  giudicare  alcuna  cantilena  da  tal  forma,  cioè  dal  procedere,  co- 
me è  il  douere  ;  non  batterei  per  inconueniente,  che  il  Alodo  principale  potè  fé  finire  nella  chorda  mexana  del- 
la fua  Diapafon  harmonicamente  tramezata  ;  &  cofi  il  Alodo  collaterale  nelle  tjìreme  della  fua  Diapafon 
anthmeticamente  diuifa  ;  lafjàndo  da  un  canto  la  chorda  finale .  il  che  qualità  gentilmente  fi  poffafare  ,fi 
può  comprendere  dal  mot  etto,  Si  bona  fufiepimm  de  manu  Domini  a  cinque  yoci ,  compoflo  da  Verdeloto  , 
&  dal  madrigale,  O  inuidia  nemica  di  yirtttte  di  ^Adriano  comporlo  m  e  de  firn  am  ente  a  cinque  yocr,  li  quali 
da  im  capo  all'altro,  l'yno  ha  il  procedere  del  Nono  modo,  &  l'altro  ha  il  procedere  del  Secondo;tuttauia  no 
fin  fono  nella  loro  yera  chorda  finale  :  ma  nella  mezana .  Et  quejlo  ch'io  dico  delTerzp,&  del  Decimo  mo 
do,  fi  potrebbe  anche  moflrare  ne  ali  altri,  i  quali  per  breuità  lafio  da  im  canto.  Per  la  qual  cofa  non  è  da  ma* 
rauigliarfije  molte  yolte  non  fi  ode  alcuna  differenza  tra  yn  Modo,  che  finfea  nella  chorda  E  ;  &  tra  un 
altro,  che  termini  nella  a  ;  poi  che  nella  maniera,  che  fi  è  detto,  fi  compongono  mifli  :  Ma  fé  fi  componeffero 
femplici  fenza  alcuna  mifìione  ;  non  è  dubbio,  chef  yehrtbbe  «rande  yanetà  di  harmoma  tra  l'yno, &  l'al- 
tro. Quando  adunque  haueremo  da  far  giuditio  di  qualunque  fi  yogliacantilena,  noi  haueremo  da  cbfiderarla 
bene  dal  principio  alfine  ;  &  yedere  folto  qua' forma  ella  fi  troua  effer  compofta  ;fe  fono  la  forma  del  Pri- 
mo, o  del  Secondo,  o  di  qualunque  altro  Modo  ;  hauendo  riguardo  alle  Cadenze ,  le  quali  dannogran  lume  in 
tale  cofi  ;  &  dipoi  far  <nudttto,  in  qual  Modo  ella  fa  compofta  ;  ancora  che  non  haitefe  ilfuo  fine  nella  fua 
propia  chorda  finale  :  ma  fi  bene  nella  mezana,  ouero  in  qualunque  altra,  che  tornafe  alpropofito .  Et  fé  noi 

yfaremo 


Parte.  537 

■vfàremo  una  tal  maniera  di  finire,  non  farà  fxtto  fuori  dipropofto  :  effemlo  che  gli  Eccle faglici  anco  hanno 
■vfatovntal  modo  nelle  loro  cantilene  ;  come  fi  può  ~i> •edere  nei  rulpte  t'hwov,  i  quali [chiamano  di  Doppio 
minore,  ouero  de  <rli  ^ìpodoli  ;  la  cujJforma  (  come  è  mamfefìo  )  è  del  Primo  modo  ;  nondimeno  l'ultimo  di 
eBifinifce  nella  chorda  a ,  la  qualechiamano  Confinante*  èia  mezana  della  Diapafon  D  te*  d3  conti- 
nente la  forma  del  Primo  modo  ;  altra  che  fi  troua  l'offertorio ,  che  fi  canta  nella  Meffa  della  Quarta  feria 
della  Dominica  terza  di  Quadrageftma,  Domine fac  meum  fecundum  mifericoriiam\  tuam ,  contenuto  tra 
le  fue  chorde  ejlreme  F  te*  e.  Et  due  cantilene  ;  la  prima  delle  quali  è,  Tollite  hofiw, contenuta  tra  le  no- 
minate chorde  ejlreme  ,che  fi  canta  fatta  la  Communione  della  Meffa  della  Dominica  Decima  ottaua  dopo 
la  Pentecofte  ;  la  feconda  è,  Perfignum  Crucu,  chef  canta  ne  i  giorni  folenm  della  Inuentione ,  te*  della  Ef 
fdtatwne  di  Santacroce  ;  &  è  contenutala  le  chorde  eflreme  F  te*  g:  le  quali  cantilene  tengono  in  fé 
laforma  del  Settimo  modo  :percwche  in  effe  fitroua  la  modulatone  della  fuaDtapente  G  te*  d;te*del- 
lafua  Diateffaron  d  te*  g  •"  te*  fimfcono  nella  chorda  ^  ,  la  quale  è  la  mezana  della  detta  Diapente .  E' 
ben  -vero, che  alcuni  moderni  attribuirono  tali  canti  al Quartodecimo  modo;  come  dicono  :  ma  di  queflo  taf- 
farò  far  oiuditio  ad  o°;n'uno,che  habbia  intellettto.  Tali  canti, m  alcuni  de  i  libri  moderni,f  trouano  trajborta 
ti  nel  crraue  per  una  Diapente  ,fen%a  l'aiuto  della  chorda  b ,  finora  delle  loro  chorde  naturali  ;fa  {lata  la 
ignoranza,  ouero  dapocaggine  dellijcrirwri  ;  o  pure  la  prefuntione  di  alcuni  altri  poco  intendenti  :  ma  nellt 
buont,te*  corretti  efifemplan,  de  i  quali  ne  ho  fin  hora  uno  appreffo  di  me  antico  ferino  a  mano, che  fi  può  an- 
cora yedere,  te*  efjamtuare  ;fi  trouano  tra  le  chorde  nominate  di  [opra  .  Ma  fi  de  auertire ,  ch'io  nomino  la 
firma  del  Modoja  Ottaua  diuifa  nella  Qumta,te*  nella  Quarta  ;  te*  anco  quefle  due  parti, che  nafoono.dal 
la  diuifone  harmomca,te*  anthm  etica,  che  fi  odeno  replicate  molte  fiate  ne  ipropij  Modi .  Quando  adunque 
haueremo  da  comporre ,  potremo  fapere  da  quello  ,  che  fi  è  detto  ,  il  modo ,  che  haueremo  da  tenere,  nel 
far  cantare  le  parti  della  cantilena;  te*  nel  porre  le  Cadenze  a  i  luoghi  conuementi ,  per  la  diftwtione 
delle  parole.  Et  firmgliantemente  potremo  fapere  quello  ,  che  haueremo  da  fare  nel  «indicare  ogn  al- 
tra compoftione  ,  fa  poi  in  qual  maniera  fi  yoglia  compofla  ,  tanto  nel  Canto  fermo  ,  quanto  nel 
Canto  figurato . 

Del  modo,  che  fi  ha  da  tenere,  nell'accommodar  le  parti  della  cantile- 
na ;  &delleeflxemitàloro  ;  Se  quanto  lechordè  eiìxemeacute  di 
ciafeuna  di  quelle ,  che  fono  pofte  nell'acuto ,  pofsino 
erTcr  lontane  dalla  eftrema  chorda  polla 
nel  graue  del  concento  . 
Cap.     3  1 . 

■A  VE  RC  HE  fi  ritrouano  alle  volte  alcuni  fi  indiferetti ,  te"  di  fi  poco  giuditio 
nel  comporre ,  te*  nell'accommodar  le  parti  nella  cantilena  facendole  paffiare  alcuna 
yolta  altra  modo  nel  graue ,  ouero  nell'acuto ,  che  a  pena  fi  poffonu  cantare  ;  Però  ac- 
ciocheft  leui  in  queila  <Arte  tutti  gli  incommodi  chepoteffero  occorrere  ;  te*  fi  componi 
di  maniera ,  che  ogni  cantilena  fipofja  cantare  commodamente  ;  moilrarò  hora  in  qual 
modo  le  parti  fi  venghino  a  commodareUra  loro  ;  te*  quanto  pofitno  fimi^ìiantemente  afeendere ,  o  difen- 
dere ;  te*  quanto  t'eflreme  chorde  di  ciafeuna  cantilena  -vogliono  effier  diflanti  Cuna  dall'altra  .  Dico  a- 
dunque  ,  che  qualunque  -volta  il  Mufico  haurà  propoflo  di  comporre  alcuno  Motetto  ,  o  Madrigale , 
ouero  qualunque  altra  forte  di  cantilena;  confiderato  prima  la  materia,  cioè  le  Parole  fosgene  ;debbe 
dipoi  eleggenti  Modo  conueniente  alla  loro  natura.  ]  l  che  fatto  offeruarà ,  che'l  fuoTenore  procedi  re- 
golatama.te  modulando  per  le  chorde  di  quel  Modo ,  facendo  le  fue  Cadenze ,  fecondo  che  ricerca  la 
perfettìone  dtlla  Oratiane ,  te*  tifine  dellifiwi  Periodi .  Etfopra  il  tutto  debbe  cercare  con  ogni  diligenza  di 
fare, che  tal  Tenore  fa  tanto  più  regolato,  te*  bello;  le*  o-iadro,et  pieno  difoauità;  quanto  più,che  la  ca?itdena 
fi  fuo! fondare  [opra  di  lui;  accwche  -venga  ad  effere  il  neruo,te*  il  tegame' di  tutte  le  fue  parti;  lequab  debbino 
fjfere  Tinte  infume  in  tal  manierante*  '»  tal  modo  congiunte-che  occupando  il  Tenore  le  chorde  di  alcun  Mo 

V  do 


33  8  Quarta 

do  autentico, o  Piagale;  il  Baffo  fia  quello, che  abbraccia  le  chorde  del  [no  compagno.  Effe  bene  il  Tenore  trap 
ptjjajji  altra  le  chorde  della  Diapafon  continenti  ti  Modo  nel  grane, o  nell'acuto  per  yna  chorda,  ouerper  due 
quejìo  importarebbe  poco:  Imperoche  li  Mufici  non  curano,  che  li  Tenori, &  le  altre  para  de  i  lor  Modi  Cia- 
no perfetti  fiuero  imperfetti,  o  joprabondanti;  pur  che.  le  parti  flano  commodate  bene  alla  modulatione  ,di  ma- 
mera  chefacino  buona  harmoma .  Sarebbe  bene  il  douere,  che  ciafcuna  ài  effe  non  paffaffe  più  di  otto  chorde , 
<*?•  fteffe  raccolta  nelle  chorde  della  fua  Diapafon  :  ma  perche  fi  paffapiù  oltra,&  toma  alle  -volte  commodo 
grandemente  atti  Compnfton  ;  però  quejìo  attribuiremo pm pre fio  adyna  certa  licenza,  che  fi  pigliano,  che 
alla  perfezione  della  cofa .  Ma  -veramente  le  parti  debbeno  efjere  ordinate  in  tal  manieratile fondando  il  Alo 
do,fopra  ilqualefi  compone  la  cantilena, net  Tenore  ;fe'l  Alodo  occuparà  in  tal  parte  le  chorde  dell' ^futenti- 
co;come  ho  detto;il  Baffo  contenghi  nelle  fue  il  Alodo  collaterale  ,  o  piavate .  Cofiper  il  contrarto ,  fe'l  Teno- 
re occuparà  nelle  fue  chorde  il  Alodo  piagale  ;  il  Baffo  -uenght  a  contenere  l '^Autentico;  di  maniera, che  quan- 
do faranno  collocate  in  tal  modo ,  l'altre  poi  fi  accommodaranno  ottimamente ,  fenza  alcuno  tncommodo 
della  cantilena .  La  onde  fi  de  auertire  dtfare,che  le  chorde  eftreme  del  Baffo  nonfanopiù  diflantt  dalle  eflre 
me  del  Tenore, che  per  yna  Diateffaron,ouero  per  ima  Diapente  ;  ancora  che  non  farebbe  errore  ,fe  paff af- 
ferò anco  più  oltraper  un'altra  chorda:  concivfia  che  pojìe  in  cotat  maniera  terranno  ad  effere,  come  fi  è  det- 
to difopra,che  l'imo  occuparebbe  le  chorde  del  modo  ^Autentico,  &  l'altro  delfuo  Piagale .  Stando  poi  in  tal 
guifa  legati  il  Baffo  col  Tenore  ,faràfaal  cofa  di  porre  al  fuo  luogo ,  &  collocar  nella  cantilena  l'altre  par- 
ti :  Imperoche  le  chorde  eftreme  del  Soprano  fi  porranno  con  le  eftreme  del  Tenore  diftaniiper  yna  Diapa- 
fon ;  &  co  fi  tanto  il  Tenore, quanto  il  Soprano  Terranno  a  cantare  nelle  chorde  del  Alodo  autentico .  Simi- 
gliantemente  quelle  dell'atto  con  quelle  del  Baffo  fi  porranno  al  medefimo  modo  diftanti  per  ima  Diapafon  ; 
sfaranno  collocate  poi  queste  parti  in  tal  maniera,  che  occuparanno  le  chorde  del  Modo  placale .  Collocate 
in  tal  guifa  tutte  quefte  parti ,  il  Soprano  tenera  il  luogo  più  acuto  della  cantilena,  &  il  Baffo  il  più  grane  ;  il 
Tenore  poi,&  Volito  faranno  le  parti  melane;  con  quefla  differenza  pero  ;  che  le  chorde  dell'alto  far  anno 
piti  acute  di  quelle  delTenoreper  yna  Diateffaron,  poco  più, o  poco  meno.  Et  tanto  faranno  le  chorde  eftreme 
del  Soprano  lontane  da  quelle  dell'alto  quanto  quelle  delTenore  da  quelle  del  Baffo .  Et  benche(come  ho  det 
to)  tal  parti  fi  pò  fino  eflendere  alle  Tolte  per  yna  chorda  nelgraue,&  anche  nell'acuto;&  per  due  anco,& 
più  fefffe  dibifògno, altra  le  loro  Diapafon;tuttauiafi  debbe  cercare, che  le  parti  cantino  commodamente;& 
che  non  trappafino  la  Decima  filiera  la  Vndecima  chorda  ne  i  loroeftremi  :  effendo  che  yeirebbeno  adeffer 
sforzate  ,faticofe ,&  difficili  da  cantar  fi  per  la  loro  afcefa,&  difeefa.  Si  debbe  oltra  di  ciò  auertire, che' l  Baf- 
fo non  fi  eftenda  molto  fuori  delle  chorde  della  fua  Diapafon  continenti  il  Modo  net  «rane  ;  ne  il  Soprano  me- 
fimamente  nell'acuto  :percioche  quefla  farebbe  cagione  difare,che  la  cantilena  fi  farebbe  eflrema;la  onde  ne 
feguitarebbe  difeommodo  grande  alti  cantanti .  Debbe  adunque  fare  il  Compoftore,  che  computando  la  eflre 
ma  chorda  grane  del  Baffo  della  catilena  con  la  efrema  acuta  del  Soprano, no  trappafi  la  Decimanoua  chor 
da,ancora  che  non  farebbe  molto  incomodo, quando  fi  arma  fé  alla  Ventefma;ma  non  più  oltra:percioche  of- 
feruandofi  queftoje  parti  refleranno  ne  i  loro  termini ,  &  faranno  cantabili  fenza  fatica  alcuna .  Et  perche 
alle  yotte  fi fuole  comporre  fenza  il  Soprano,  &  tal  maniera  di  comporre  fi  chiama  dalli  Prattici  Comporre 
a  yoci  mutate  ;  onero  componendo  folamentepiù  Tenori ,  &  il  Baffo ,  lo  chiamano  Comporre  a  noci  pari  ; 
però  yoglio,  chef  fappia  ;  che  nelle  prime  compofitioni  fi  piglia  il  Contralto  in  luogo  del  Soprano ,  &  l'altra 
parte  mene  ad  effere  contenuta  tra  le  ifeffe  chorde  del  Contralto ,  onero  nelle  chorde  del  Tenore  ;  di  maniera 
che  tal  cantilena  mene  ad  effer  c'ópofta  con  due  CÒtralti, onero  con  tre  Tenori.  É  ben  yero ,  che  fi  ha  njpetto 
alla  parte, che  fi  piglia  per  il  Soprano:  peraoche  è  alquato  più  acuta  fempre  di  quella, che  fi  piglia  per  l'^flto: 
percioche  quefla  procede  in  yna  maniera  alquanto  più  nmeffa  :  Mafia  come  fi  yoglia,bifogna  copor  le  parti 
della  cantilena  in  tal  guifa,  che  i  loro  eflremi  non  pafmo  oltra  la  Quintadecima  chorda  ;  connumerando  la  e- 
flrema  grane,  &  la  eflrema  acuta .  L'altre  parti,  chef  aggiunge/fero  oltra  te  quattro  nominate,  nonfpo- 
rrebbeno  ag  mungere  in  altra  maniera,  fé  non  raddoppiando  l'ima  di  efe  ;  &  fi  chtamarebbe  Tenore  fecon- 
do ,  o  Secondo  Baffo  ;  &  cofi  dico  delle  altre  ;  &  fempre  quella  parte ,  che  conttnouaffe  di  fare  più  nell'acu- 
to,che  nel  <rraue;et  armaffe  più  in  alto  delle  altre;  quella  yeramete  fi  potrà  chiamare  Soprano .  Ma  fi  de  auer 
tire,  che  le  chiaui  dtlh  Soprani,  &  delli  Tenori  in  tutti  li  Modi,  fifcriueno ,  come  fi  è  moflrato  negli  effem- 
pij  di  ciafeu  A  lo'lù;et  quelle  delli  Bafitfi  accomodano  di  manierante  le  loro  chorde pof  ino  efferefeome  ho  det 
tojdijìati  da  quelle  de  1 1  enonper  yna  Diatefjaron,  onero  per  una  Diapete  ;  il  che  dico  etiandio  delli  Soprani 

da 


Parte.  53  9 


da  quelle  de  i  Contralti.  Et  fi  de  allenire, che  nel  principio  delle  Seconde  partì  delle  cantilene  ;  le  parti  ,  che  iiir 
cominciano  a  cantar  fole, ripiglino  le  loro  modulatwni  fopra  ima  chorda  di  alcun  principio  regolare  del  Modo, 
fopra  il  quale  è  fondata  la  cantilena  ;  ouero  fopra  qualunque  altra  chorda  ;  pur  che  ella  fi»  chorda  naturale  di 
tal  Modo  :  perche  non  è  lodeuole,che  nel  fine  di  alcuna  prima  parte  termini  il  Contralto,  o  Tenore,  u  Soprano 
fopra  i>na  chorda ,  come  farebbe  dire  fopra  la  ^  .  &  nella  Seconda  parte  dia  principio  fopra  la  chorda  b: 
oper  il  contrario .  Sarà  adunque  auertito  il  Compofitore  di  tal  cofa,  accioche  lafia  compofttionefia  purgata 
da  ogni  errore,  £7*  da  ogni  dif commodo  ;  &  lui  fio,  riputato  buono ,  &  perfetto  Mufico . 

In  qual  maniera  le  Harmonie  fi  accommodino  alle  foggette 


Parole .  Cap. 


?2 


E  S  Ti>f  hora  da  vedere  (  effendo  che  il  tempo ,  &  il  luogo  lo  ricerca  )  in  qual  maniera 
fi  debba  accompagnare  le  Harmonie  alle  foggette  Parole .  Dico  accompagnar  le  Har- 
monie alle  Parole,  per  queflo  :  perche  fé  bene  nella  Seconda  parte  (dichiarando  f  condo  la 
mente  di  Platone  quello ,  che  era  Melodia  )fi  è  detto ,  che  è  vn  compofto  di  Oratione ,  di 
H armonìa,  &  di  Numero  ;  &  pari  che  in  tal  compofitione  Citila  di  quefle  cofe  nonfia 
prima  dell'altra  ;  tuttauia  auanti  le  altre  parti  pone  la  Oratione,  come  cofa  principale;  &  le  altre  due  parti, 
come  quelle, che  ferue  no  a  lei  :  Percwche  dopo  che  ha  manife  flato  il  tutto  colmerò  delle  partì  dice,  che  l'Har 
monia,&  il  Numero  debbeno  feguitare  la  Oratione,  &  non  la  Oratione  il  Numero,  ne  l'Harmoma.  Et  ciò 
è  il  dottóre  :  imperochefe  nella  Oratione, 0  per  "via  della  natratione,  0  della  ìmitatione  (  cofe,  chef  trouano  in 
lei)  fi  puh  trattare  materie,  che  fi  ano  alleare,  0  mefle  ;  oueramente  graui ,  &  ancofenza  alcuna  granita  ;fi- 
rnighantemete  materie  honefle,ouerà  lafciue  ;fa  dibifogno,che  ancora  noi  f adamo  vnafcielta  di  Harmoma, 
&  di  im  Numero  fimile  alla  natura  delle  materie,  che  fono  contenute  mila  Oratione  ;  accioche  dalla  compo 
fitìone  di  quefle  cofe  me  fé  tnfieme  con  proportwne ,  rifulti  la  Melodia  fecondo' Ipropofito .  Et  veramente  do- 
uemo  auertire  a  quello,che  dice  H  or  atto  nella  Epifiola  dell'iurte  poetica  quando  dice  ; 

Verfihm  exponi  Travidi  res  Comica  non  vult  :  Perciochefi  come  non  è  lecito  tra  i  Poeti  compor- 
re vita  Comedta  con  ver  fi  Tragici  ;  cofi  non  farà  lecito  al  Mufico  di  accopagnare  quefle  due  cofe,  cioè  l'Har 
monia,  &  le  Parole  infieme,  fuori  dipropofito .  Non  farà  adunque  conueniente ,  che  in  una  materia  allegra 
vfiamo  ÌH  armonia  mefta,&  i  Numeri  graui;  ne  douef  tratta  materie  funebri,  &  piene  di  lacrime, e  le- 
cito yfare  vn'Harmonia  allegra,  &  Numeri  leggieri,  0  yelocì,  che  li  vogliamo  dire .  Per  il  contrario  bi fo- 
gna vfare  le  harmonie  allegre,  &  li  numeri  veloci  nelle  materie  alleare  ;  &  nelle  materie  mefle  le  harmO' 
me  mefe,&  li  numeri  vraui  ;  accioche  ogni  cofa  fia fatta  con  proportwne .  il  chepenfo,  che  ciafeuno  lofaprà 
fare  ottimamente,  quando  hauerà  riguardo  a  quello,che  ho  fermo  nella  Terza  parte,  &  confi derato  la  natu 
ra  del  Modo,  fopra  1 quale  vorrà  comporre  la  cantilena.Et  debbe  auerlìre  di  accompagnare  in  tal  maniera  0- 
gm  parola, che  doue  ella  dinoti  ajj)rez*:a,durezga,crudeltà,dmaritttdiiie,&>  altre  cofe  fimilij'harmoniafia 
limile  a  lei,cìoè  alquanto  dura,&  ajpra  ;  di  maniera  perb,che  non  offendi .  Simigliantemente  quando  alcuna 
delle  parole  dimoflraràpianto,dolore,cordoglio,fofpiri,lagrime,&  altre  cofe  firn  iliache  fharmonia  fa  piena 
di  meflitìa.  il  che  farà  ottimamente, volendo  ejf>rtmere  li  primi  effetti, quando  vfarà  di  porre  le  parti  della  et 
tilena,che  procedalo  per  alcuni  mouimentifenza  il  Semituono,  come  fono  quelli  delTuono ,  &  quelli  del  Di'- 
tene, facendo  vdtrela  Sefla,ouero  la  Terzadecima  maggiore, che  per  loro  natura  fono  alquanto  afpre ,  fopra 
la  chorda  piti  grane  del  concento ,  accompagnandole  anco  con  lafincopa  di  Quarta ,  0  con  quella  della  Vnde- 
cima  fopra  tal  parte, con  mouimenti  alquanto  tardi ,  tra  1  quali  fi  potrà  vfare  etiandio  lafncopa  della  Setti- 
ma. Ma  quando  vorrà  efprimere  li  fecondi  effetti,allora  vfarà  (fecondo  l'offeruaza  delle  Regole  date)  li  mo 
uimenti, che  procedeno  per  il  Semituono:&  per  quelli  del  Semtditono,  &gli  altri  fimdi  ;  vfando  ffeffo  le  Se 
Jìe,ouero  le  Terxedecime  minori  fopra  la  chorda  più  graue  della  catilena, che  fono  per  natura  loro  dolci,etfoa 
wmajìmamete  quadofono  accopapiate  co  1  debiti  modi,&  co  difcrettione,e^giuditio.  Ma  fi  debbe  auerti- 
re,che  la  cagione  dì  efpnmere  fimili  effetti  no  fi  attnbuifce  folamete  alle  predette  cofonaze  pofìe  in  tal  manie 
raimafi  attribuifce  etiadw  alla  Mouimètt,  che  fanno  cantando  le  parti;li  quali  mouimetifono  di  due  forti,cioè 
Naturali,et  <sfccìdetali.Li  Naturali  fono  qwlli,che  fi  fanno  tra  le  chorde  naturali  della  catikna,oue  non  in- 
trattiene alcufegnOjO  chorda  accidctale;et  qlìi  mouimeti  hanopiù  del  yinle,che  qlli,chefifano  col  mezo  delle 
■      -  V     »  chorde 


34°  Quarta 


chorde  accidentali,  figliate  con  taltfegnij  quali  fono  -veramente  accidentali  &  hano  alquanto  del  languido  ; 
da  i  quali  nafce  [umilmente  yna  forte  di  wteruallt ,  chiamati  ^Accidentalr.ma  dalli  primi  nafcono  quelli  inter- 
valli/he fi  chiamano  Naturali.  La  onde  douemo  notare, che  li  primi  mouimentif.t  la  cantilena  alquanto  più 
fonora,&  Tirile;  &•  li  fecondi  piti  dolce,  &  alquanto  piti  languida .  Per  il  die  li  pritri  potranno  fermre  ad  e- 
fpnmere  li  primi  effetti;  &  li  fecondi  mommenti  potranno  fermre  agli  altri  ;  di  maniera  che  accompagnan- 
dogli intermUi  delle  maggiori,^  ielle  minori  confonanze,  con  li  mouimcti  naturali,^  accidentali, che  fan 
ìio  le  para, con  qualche  giuditiofi  yeira  ad  imitare  le  parole  co  la  bene  intefa  harmonia.  Quanto  poi  alla  ojfer 
uanza  de  i  Numerì,:onftderataprimieramete  la  materia  cutenuta  nella  Oratione;  fé  farà  aIleora,fi  dèproce 
dere  con  movimenti  gagliardi, <&•  yeloci;cioè  con  figure,  che  portano  fico  yelocità  di  tempo;come  fono  le  Mi- 
nime,&  le  Semimimme  :  Ma  quando  la  materia  farà  flebile, fi  de  procedere  con  mouimenti  tardi, et  lenti;  co 
me  ne  ha  mfegnato  ^Adriano  ad  eff  rimere  l'uno,  &  l'altro  modo  in  più  cantilene,  tra  le  quali  fi  troua  quefìe, 
I  yidi  in  terra  angeli  coflumi  ;  ^Affiro  core  efeluaggio  ;  Oue  ch'i  pofi  oli  occhi;  tutte  compofìe  a  fei  yoa  ;  & 
Quando  fra  l'altre  donne;Giunto  m'ha  ^Amor,a  cinque  yoci;&  infiniti  altri,con  infiniti  mctettiji  quali  non 
nomino ,  per  non  andare  in  lungo .  Et  quedo  non  folamente  fi  de  offeruare  intorno  li  Numeri ,  ancora  che  oli 
^Antichi  tntendeffero  tal  cofa  in  yn  altra  manieraci  quello, che  fanno  li  Moderni;  come  fi  yede  chiaramente 
in  molti  luoghi  appreffo  di  Platone  :  ma  etiandio  douemo  offeruare ,  di  accommodare  in  tal  maniera  le  parole 
della  Oratione  alle  figure  cantabili,  con  tali  Numeri ,  che  non  fi  oda  alcun  Barbarifmo  ;fi  come  quando  fi  fa, 
proferire  nel  canto  ynafillaba  longa,chefi  douerebbefar  proferir  breue-.o  per  il  contrario  yna  breue,chefi  do 
uerebbe  far  proferir  loga;come  in  infinite  catiltnefi  ode  ogni  giorno;  ilche  yeramete  è  cofa  yergognofà.  Ne  fi 
ritroua  queìlo  yitio  folamente  nelli  Canti  figuratila  anco  nelli  Canti  fermi, fi  come  e  manifejlo  a  tutti  colo- 
ro,che  hanno  giuditio:Conciofia  che  pochi  fono  quelli,che  non  fiano  pieni  di  fintili  barbarifmi;&  che  in  efii  in 
finite  yolte  non  fi  odi  proferire  le  penultime fillabe  di  quefìe  parole  Domimts,^4ngelm,Films,Miraculu,Glo 
ria,&  molte  altre,che  paffano  prejìo,con  longhezga  di  tempoul  che  farebbe  coja  molto  lodeuole,&  tanto  fa. 
die  da  correggere,  che  mutandoli  poco  poco, fi  acccmmoàarebbe  la  cantilena;  ne  per  quefìo  mutarebbe  la  fìat 
prima  forma:  effendo  che  confife  folamente  nella  Legatura  di  molte  figurerà  note, che  fi  ponvono  fiotto  le  det 
tefdlabe  brem,chefienxa  alcun  propofito  le  fanno  lunohe;quando  farebbe  fofficiente  ynafolafigura .  Si  debbe 
fimilmente  auertire,di  non  feparare  alcuna  parte  della  Oratione  l'yna  dall'altra  con  Paufe, come  fanno  alcu- 
ni poco  intelligentifino  a  tantoché  non  fa  finita  lafua  Claufula,ouero  alcuna  fiua  parte;di  maniera  che'l fin- 
imento delle  parole  fa  perfetto;^  di  non  far  la  Caden%a;maflimamente  Cyna  delle  principali;  o  di  non  por- 
re le  Paufe  maggiori  di  quelle  della  minima, fé  non  è  finito  il  Periodo ,  o  lafentenxa  perfetta  della  Oratione  ; 
&  quella  di  minima  nelli  punti  mexam  :  percioche  yeramete  è  cofa  yitiofa  ;  la  quale  quanto  fa  offeruata  da 
alcuni  Pr attici  poco  aueduti, ciaf  cimo, che  yorrà  por  mente  a  tal  cofa, lo  potrà  con  facilità  yedere,  &  conofee 
re.  Debbe  adunq;  ilCompofttore  in  cofefimili  aprirgli  occhi,&  non  litenere  chiufi  :  percioche  è  di  molta  im 
portanza;  accioche  nonfia  riputato  ignorante  di  una  cofa  tanto  necefjària;&  debbe  auertire  di  porre  la  Pai* 
fa  di  mimma,o  difemiminima.fi  come  li  torna  comodo,in  capo  delli  mezani  punti  della  Oratione  :  percioche 
fruiranno  per  li  Coma  :  ma  in  capo  delli  Periodi  debbe  porre  quanta  quantità  di  paufe,  li  tornerà  commodo  : 
percioche  mi  pare ,  chepofe  in  cotal  maniera  ,fi  potrà  ottimamente  difeernere  li  membri  del  Periodo  Cyno 
dall'altro  ;  &  ydirefen^a  incommodo  alcuno  ilfentimento  perfetto  delle  parole . 

Il  modo ,  che  fi  ha  da  tenere,  nel  pórre  le  Figure  cantabili  fotto 
le  Parole .  Cap.     5  5 . 

H I  potrebbe  mai  ra ccontare  limale  ordine,  eìr  la  malagratiajche  tengono ,  &  hanno 
tenuto  molti  Prattici,  &  quanta  confufione  hanno  fatto,  neìl'accommodar  le  figure  can 
t abili  alle  parole  della  Oratione  proporla  ?  certamente  ciò  fi  potrebbe  fare,  ma  con  gran- 
de difficultà .  Pero  quando  io  mipenfo,  che  yna  Scienza,  la  quale  ha  datto  leggi, &r  buo 
ni  ordini  ad  altre  faenze,  fia  alle  yolte  in  alcune  cofe  tanto  confufa ,  che  a  pena  fi  puh  tol- 
lerare ;  io  non  puff  fare,  che  non  mi  attrìfli .  E'  veramente  yn  ftupore  ydire ,  eÌ7*  yedere  le  cantilene ,  che  fi 
trouano,  le  quali  oltra  e/*  in  effe  fi  odeno  nel  preferire  delle  parole  gli  Periodi  confi  fi,  le  Claufule  imperfette, 
le  Cadenz? fuori  di propofttojl  Cantare  fenza  ordine  ,gli  errori  infiniti  nello  applicare  l'harmonie  alle  paro- 
le, le 


Parte.  541 


le, le  poche  offeruatìoni  deìli  Modi,  le  mate  accommodate  parti,  lìpaffaggifenxa  yaghe^xa,  li  Numeri  fen 
zaproportwnejt  Mouimenttfenxapropofito;fi  troua  anco  in  effe  te  Figure  catabilt  accommodate  in  tal  ma- 
niera alle  parole,  che'l  cantore  non  fi  fa  rifoluere,ne  ritrouar  modo  commodo,  da  poterle  proferire .  Hora  ye- 
defitto  dttefìllabe  contenerle  molte  figure,  &  bora  fatto  due  figure  molte fillabe .  Ode  hora  yna  parte,  che 
cantando  in  alcun  luogo  farà  l'^ApoSlrofe,  o  coìlifwne  nelle  lettere  yocali, fecondo  che  ricercano  leparole;& 
•volendo  lui  fare  l'tftejfo  cantando  la  fua  parte,  gli  yiene  a  mancare  il  bello,  &  lo  elegante  modo  di  cantare , 
col  porre  yna  figura,  che  porta  fece  il  tempo  lungo  fatto  ynafdlaba  breue  ;  &  enfi  per  ti  contrario .  La  onde 
talhra  ode  proferire  nell'altre  parti  quella  fllaba  lunga,che  nella  fua  necejfariamente  gli  èdibifogno  di  pro- 
ferirla breue  ;  di  maniera  che  (intendo  tanta  diuerfnà,  nanfa  chef  fare  :  ma  rejla  in  tutto  attonito ,  &  con 
fufo .  Et  perche!  tutto  conffle  neU 'accommedar  le  Figure  cantabili  alle  foggette  parole,  &  nelle  cantilene  fi 
ricerea,  chele  chordefano  con  effe  deferitte,  &  notate  ;  accioche  li  Suoni  ,<&le  Voci  fi  pof ino  proferire  in 
ogni  modulatone  ;  effendo  che  col  me%o  di  tal  Figure  fi  yiene  a  proferire  il  Numero,  cioè  la  lungbe%ga,& 
la  breuìtà  delle  filiale, contenute  nella  Oratione ,  fono  le  quali  fllabeffieffe  yoltefipone  nonfolamente  yna , 
due,tre,o  più  delle  nominate  figure  ;  però  accioche  non  tntrauenghi  alcuna  confusone  nell ' accommodarle 
alle  fillabe  delle  foggette  parole  ;  l'olendo  io  leuare ,  sia  potrò ,  tanto  difordine  ;  oltra  le  date  Regale  in 
diuerf  luoghi ,  che  fono  molte ,  accommodate  alle  materie  fecondo  il  propofto  ;  porrò  hora  quefleje  quali 
fruiranno  non  fio  al  Compoftore;  ma  anche  al  Cantore,^  faranno  fecondo  il  uoilro  propofito .  La  Prima-  - 
Megala  adunque  farà, di  porre  fempre  fotta  la  fllaba  longa,o  breue  ynafgura  conueniente ,di  maniera,che  nò 
fi  odi  alcuno  barbar  fmo  :percioche  nel  Canto  figurato  ogni  figura  cantabile,  che  fa  diflint  a, ,  &  non  legata 
(eccettuando  la  Semimtmma,  &  tutte  quelle,  die  fono  di  lei  mmori)porta  feco  la  fa  fllaba;  il  chef  ofjerua 
etiandto  nelCantofermo  :  effendo  che  in  ogni  fgura  quadrata  fi  accommoda  la  fua  fllaba  ;  eccettuando  alca 
ne  yolte  le  mexane,chef  mandano  come  le  Minime  ;  &  anche  come  le  Semiminime;come  fi  comprende  in 
moke  cantilene^  mafiimamente  nel  Credo  in  ynum  Deum,  il  quale  chiamano  Cardinalefco  .  La  Seconda 
regola  è,che  ad  ogni  Legatura  dipiù  figure, o  note,fapo(ìa  nel  canto  figurato, a  nel  plano, non  fé  le  accommo 
da  più  di  yna  fllaba  nel  princìpio.  LaTer%a,che  al  Punto,  il  qualfpone  yicino  alle  figure  nel  canto  figura- 
to, ancora  che  fa  cantabile, non  fé  gli  accommoda  fillaba  alcuna .  La  Quarta,che  rare  yolte  fi  cofluma  di  por 
re  la  fllaba  fiopra  alcuna  Semiminima  ;  nefopra  quelle  figure,  che  fono  minori  di  lei  ;  ne  alla  figura,  che  lafe- 
gue  immediatamente .  La  Quinta, che  alle  figure,  chefegueno  immediatamente  li  Punti  della femibreue,  & 
della  minimaje  quali  nonfiano  di  tanto  y alare,  quanto  fono  tali  Punti  ;fi  come  la  Semimmima  dopo  il  pun- 
to della  Semihreue,&  la  chroma  dopo  il  punto  della  Minima;  non  fi  cofluma  di  accompagnarle  alcuna  fila 
ha  ;  &  cof  a  quelle,  che  fegui  no  immediatamente  tali  figure.  La  Sefl  a, quando  fi  porrà  lafUabafopra  la  Se 
mimimma,ft  potrà  anco  porre  yn  altra  fillabafopra  la figura  feguente .  La  Settima  che  qualunque  figura  , 
fa  qualfi  uoglia,chefapofla  nel  principio  della  cantilena, a  fa  nelme%o  dopo  alcuna  paufa,di  necefità  porta 
feco  lapronuntia  dì  yna  fllaba .  La  Ottaua,  che  nel  Canto  piano  non  fi  replica  mai  parola,  o  fllaba  :  ancora 
chef  odino  alle  yolte  alcuni,che  lo  fanno  ;  cof  a  yeramente  biafmeuole  :  ma  nel  figurato  tali  repliche  fi  com- 
portano ;  non  dico  già  di  ynafllaba,ne  di  ynaparola-.ma  di  alcuna  parte  della  oratione, quando  il  finimento 
è  perfetto;^  ciaf  può  fare  quando  ut fono figure  in  tanta  quantità,  chefpoffano  replicare  commodamente  ; 
ancora  che  ilreplìcare  tante  fiate  yna  cofa  (Jecondo'lmtogiuditioywn  flta  troppo  bene;  fé  non  fuf e  fatto, per 
ifprimere  maggiormente  le  parole,  che  hanno  in  fé  qualche  graue  fentenza,  &fuffe  degna  di  còfderatione. 
Xrf  Nona,che  dopo  l'hauere  accommodato  tutte  le  fillabe ,che  fi  trouano  in  un  Penodo,ouero  in  una  parte  del 
la  oratione, alle  figure  cantabili  ;  quando  refterà  folamente  la  penultima  fillaba,  &  l'ultima  ;  tale  penultima 
potrà  hauere  alquante  delle  figure  minori  fiotto  di  fé  ;  come  fono  due,o  tre,&  altra  quantità  ;pur  che  la  detta 
■penultima  fdlaba  fia  longa,  &  non  breue  : percioche  fé  fuffe  breue,  fi  yerrebbe  a  commettere  il  barbar ifmo  ; 
il  perche  cantando  in  tal  modo  fi  yiene  afare  quello,  che  molti  chiamano  la  Neuma  ;  chef  fa,  quando  fitto 
una  fdlaba  fi  prof enfee  molte  figure;ancora  che  effendopofle  cotali  figure  in  tal  maniera , fi  faccia  cantra  la 
Trima  regola  data.  La  Decima, &  ylnma  regola  è,  che  la  fllaba  yltima  della  oratione  de  terminare, fecon 
do  la  ofleruanxa  delle  date  Regole, nella  figura  yltima  della  cattlena .  Ma  perche  m  quella  materia  fi  potrà 
hauere  infiniti  effempi,  effeminando  le  dotte  compofitiom  di  ^Adriano, &  di  quelli, che  fono  flati  yeramente, 
& fino  fuoi  difcepoli;perofien^a  moHrare  altro  effe  m pio, poffare  a  ragionar  delle  Legature ,  che  fi  fanno  con 
alcune  delle  figure  cantabili ,  &ferueno  ad  un  tale  negotio , 

V      3  Delle 


342  Quarta 


Delle  Legature.  Cap.     54. 

O  NO  veramente  le  Legature  nel  cantofigurato,  per  molti  rifpetti,  neceffarie  :  perciò- 
che  ternano  commnde  non  folamente  alh  Compcfitori  veli 'accommodare  le  figure ,  o  no- 
te cantabili  allefillabe  della  Oratione  propofla  :  ma  anche  ,perche  alle  volte  pigliano  vn 
Soggetto,  che  farà  alcuna  cAiitfona  di  canto  fermo ,  oue  entrano  molte  fio-ure  legate,  fe- 
rrala quali  volendo  fondare  la  lor  Cantilena  ,  &  volendola  imitare ,  li  fa  dibifomo ,  che 
nel  medefimo  modo  vfino  le  dette  Legature  ;  no  però  tutte  iperctoche  alle  volte  torna  difeommodo  :  ma  fi  be 
ve  alcune  ,'  ne  anche  con  quelle  ifleffe  figure  :  ma  con  diuerfe,  fecondo  che  pare  al  competitore .  Però  acaoche 
fi  habbia  piena  cognìtione  di  cotal  cofa ,  &fi  fappta  in  cjiial  maniera  fi  habbiano  da  fare ,  £?*  mali  figure  fi 
habbtano  da  le» are,  &  manto fia  il  loro  valore ,  di  effe  trattaremo  alprefente  :  ma  prima  è  da  vedere  mei- 
Io,  che  fui  Legatura .  Dicono  li  Prattici,  che  la  Legatura  è  vna  certa  colligatione ,  o  congiuntone  difemplici 
figure,fatta  con  tratti,  o  Lneameti  conuenienti ,  neUa  male  fi  forma  ciafeuna  figura,  che  fi  può  legare,di  cor 
pò  quadrato, ouero  obliquo .  Et  tali  Legature  fi  fanno  con  tre  forti  difgure,  cioè  con  la  Mafiima,  con  la  Lun- 
ga, &  con  la  Breue  ;  delle  quali  le  due  effreme,  cioè  la  Mafiima,  &  la  Breue  uariano  il  loro  valore,  fecondo 
che  fono  diuerfamente  legate  :  efjendo  che  la  Mafiima  è  figura  pafiiua  ;  la  onde  è  fottopofia  alla  diminutiom 
del  feto  valore, &  non  può  mai  effere  accrefeiuta  ;  &  la  Breue  èfimilmente  pafiiua  :  conciofia  che  può  effere 
accrefeiuta,  &  diminuta ,  fecondo  il  modo,  che  èpofla ,  0*  fecondo  il  luogo ,  che  tiene  nella  Legatura .  La 
Ioga  poi  non  èfòttopojla  a  cotal  cofa  :  effendo  che  non  riceue  augumento,ne  decrefeimeto  alcuno;  &  queflo, 
perche  fempre  fi  pone  nella  Legatura  fenxa  alcuna  variatione  della  fra  forma  ;fiapofla  da  qual  parte  fi  uo- 
gha .  Ma  o<mi  Legatura  fi  confiderà  in  due  maniere  ;  prima,quando  la  figura  finente  èpoflapm  in  alto  del- 
l'antecedente ;  dipoi,per  il  contrario,  quando  l'antecedente  èpofla  più  in  alto  della  feguente.  Però  quando  le  fi- 
gure fi  pongono  al  primo  modo,  tal  Legatura  è  detta  xAfcendente  :  ma  quadofi  pongono  al  fecondo  modo,  fi 
chiama  Difendente .  E"  ben  nero,  che  fi  fimi  fare  vna  Legatura,  le  cui  figure  fono  legate  afeendenti ,  &  di- 
fcendeti  ;  come  vederemo  :  la  onde  fi  de  auertire,  che  la  Maxima  fi  pone  nella  Legatura  in  due  maniere  ;  prì 
ma  fi  pone  fecondo  lafua  vera  forma ,  cioè  col  corpo  lungo  dritto  ;  dipoi  fi  pone  col  corpo  lungo  obliquo  ,  o  ri- 
torto,che  dire  lo  vogliamo.  Quando  fi  pone  fenxa  l'obliquo,  fi  pone  in  due  maniere, onero  con  la  coda,  ogam- 
ba,che  la  vogliamo  chiamare,  dalla  parte  dtjìra;  onero  fi pone  fenxa  :  &ptfla  in  cotah  maniere,  fia  legata 
Con  altre  figure,  ono  legata;  fia  nel  principio,  o  nel  mexp,  o  nel  fine  delia  L  egatura ,  fempre  refìa  nelfuo  va- 
lore ;  cioè  vale  quattro  Breui .  Quando  poi  fi  pone  obliqua ,  fi  pone  in  due  medi  iperaoche ,  onero  che  afeende 
dal  grane,  cioè  dalla  fua  prima  parte,  che  è  quella ,  che  èpofla  a  banda  fini  Ara ,  all'acuto ,  con  la  fua  feconda 
parte,  la  quale  fi  chiama  quella,  che  èpofla  alla  banda  dejìra  ^meramente  che  dall'acuto ,  cioè  dalla  finifira 
difeende  alla  deflra  nel  grane  ;  &  queflo  in  due  maniere  ;  cioè  hauendo  la  gamba  dalla  finifira  parte  :  ouero 
effendo  fenxa .  Se  èpofla  con  lagamba  ;  ouero  thà  all'in  giù  ;  oueramentel'hà  all'in  su .  Quando  ha  la  gam- 
ba all'in  giù  ,&è  obliqua  verfo  ilgraue  ;  tanto  lafua  prima  parte ,  quanto  la  feconda  vale  vna  breue  :  cefi 
ancora  quando  è  obliqua  all'in  su  :  ancora  che  quefla  hora  non  fia  in  v/o .  Ma  quando  ha  lagamba  voltata  in 
fufo,&  è fimilmtnte  obliqua  tanto  verfo  ilgraue  ,quantoverfo  l'acuto  (fé  bene  quefla  nonfi  ufa)fempre, 
la  prima,  &  la  feconda  parte  di  ciafeuna  da  per  fé  vagliano  vna  Semibreue^  Quandopoi  tali  oblique  no» 
hanno  la  o-amba  ;  fé  la  fua  feconda  parte  va  verfo  il  grane,  la  prima  parte  vale  vna  Lunga  ,&  la  feconda 
vna  Breue  :  ma  quando  va  verfo  l'acuto  (  ti  che  più  non  vfano  li  Mufici  di  fare  )  tanto  la  prima, quanto  la  fe- 
conda parte,  ciafeuna  da  per  fé  vale  vna  Breue  ;  et  ciò  s'intende,  quando  non  fono  accompagnate,  o  legate  co 
altre  fi?  tire  :percioche  quando  fino  accompagnate,  o  legate  fi  ha  altra  confidcratione .  In  quanto  alla  Breue 
dico,  che  fi  troua  collocata  in  dette  Legature  in  due  modi ,  cioè  fenxa  gamba,  &  con  lagamba .  Quando  ha 
la  ramba,  fi  troua  di  due  maniere,  cioè  con  lagamba  dalla  parte  finifira  volta  ingiù  ;  &  con  la  gamba  voi 
tata  mfufo  ;  di  modo  chepofta  nella  Legatura  in  cotal  maniera  fi  fa  altra  confideratione  :  Imperoche  ciafeu 
ita  figura,  che  fi  può  legare, fi  pone  nella  Legatura  in  tre  modi  ;  cioè  nel  prinapio,nel  mexp,&  nel  fine  ;  &* 
cofi  dal  principio,  dal  mexp,  &  dal  fine  fi  conofee  ilvalore  delle  parti  di  ciafeuna  Legatura .  Volendo  adun- 
que hauer  copiatone  perfetta  del  valore  di  ciafeuna,  fi  danno  molte  Regole;  la  Prima  delle  quatte;  Che 
ogni  figura  pofla  mi  principio  della  Legatura,  la  quale  fia  fenxa  gamba,  fia  quadrata  ,  ouero  obli. 

quat 


Parte. 


?4J 


qua,  dalla  Maflima  in  fuori  pofìa  con  la  gamba,  o  fenza,  purché  non  fa  obliqua  difendendo  la  fe- 
conda ;  tale  figura  ^o  prima  parte  di  alcun  a  figura ,  che  ella  fia,  fempre  farà  di  valore  di  vna  Lunga.  La 
Seconda  regola  è;  che  Ogni  prima  figuralo  prima  parte  di  alcuna  figura,  lacuale  habbia  la  gamba  dalla  par- 
te fwiflra  voltata  all'tngiù  ;fia  quadrata,ouero obliqua;fempre  è  di  valore  di  vna  Erette .  LaTerza,  Quan- 
do alcuna  figura  fenza  gamba  farà  potta  nel  principio ,  &  Infeconda ,  che  fegue  afenderà ,  tal  figura  farà 
fèmpre  di  valore  di  vna  Breue .  La  Quinta,che  Ogni  figura  potta  nel  principio  di  quaiuque  Legatura,  lacua- 
le habbia  la  gamba  voltata  all'infufo  a  banda finittra,afendendo,o  difendendo  la  fecondarla  auadrata,oue- 
ro  obliqua;  tanto  efft,  quanto  la  feguentefempre  fono  di  valore  di  vna  Semibreue;  come  fi  può  vedere; 
Et  quelle  Regole  fono  intorno  le  prime  figure  :  ma  intorno  le  mezane  fi  ha  altra  confiderattone  :  im- 


:st 


-è 


:|b: 


— tes- 


— 
Delle  Breui . 


-u 


a- 


te 


-te 


Delle  Semibreui . 


. — Bgg._-.~_S 

Delle  Lunghe . 

peroche  tutte  le  figure melane,  fiano  quadrate,  ouero  oblique ,  dalla  mojlrata  femibreue  infuori ,  fempre  fa- 
ranno di  valore  di  vna  Breue .  Levl- 
time  poijquando  faranno  quadrate ,<& 


^ 


-m 


difender  anno,  tutte  faranno  di  valore 

di  vna  Lunga;  Et  fé  faranno  pofte  do* 

Bretti  melane .  pò  \a  fionda  parte  di  qualfi  voglia 

obliqua  a  fendente, ouero  difendente;  (e  afcenderanno,  fempre  faranno  di  valore  di  vna  Breue;&fe  difcede^ 
ranno  di  vna  Lunga .  Ma  bifogna  auernre  due  coje  ;  la  Prima,  che'l  ragionamento  di  talifgure  è  flato  tntor 


-f*-t_- 


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Ssf: 

"S;-E--|-*£-    wfir 

t-si — --q-  -h-t-- 

II 

Delle  Lunghe .  Delle  Breui. 

no  lai  orma  del  corpo  loro,&  non  intorno  ad  altra  cofa  ;  la  Seconda,  che  qualunque  figura  pofìa  nelle  nomi- 
nate Legature, è  fòttopnfìa  a  quelli  ifìefii  accidett,  che  fono  jottopofìe  le  figure  [empiici  non  legate  ;  quantunq; 
alcuni  habiano  tenuto  li  cifrario .  Et  perche  tal  Legatweicome  io  credo  )fono  (late  ordinate  in  tal  maniera 
dal  primo  tnuentore ,  _7-  apprectate  di  vna  certa  quantità  fecondo  i  diuerfi  modi  delle  figure  patte  in  effe ,  & 
fecondo  i  luoghi  differenti,  fi  come  gli  è  paruto  ;  però  ciafcuno  fi  potrà  cotentare ,  di  quanto  ho  parlato  intorno 
ad  effe  ;  non  cercando  per  qual  cagione  lui  habbia  voluto  appreciare  più  Ivna,  che  l'altra  ;  &  porre  in  ordi- 
ne tal  Legature  più  m  vna  maniera ,  che  in  vn  altra  :percwche  è  cofa  vana . 

Quel,  che  debbe  hauere  ciafcuno,  che  defidera  di  venire  a  qual- 
che perfettione  nella  Mu-fca.  Cap.  ^ . 

O  R^f  ch'io  mi  accorgo  di  effere,col  dittino  fattore,  hormai peruenuto  alfine  defiderato  di 
quette  mie  fatiche  ;  auanti  ch'io  concluda  quejlo  ragionamento ,  voglio  che  vediamo  due 
cofe  ;  l'vna  delle  quali  farà  ;  Che  noi  mofìriamo  quelle  cofe,  chef  rtcbiedeno  ad  vno ,  che 
de  fiderà  di  peruemre  all'vltimo  grado  di  quetta  Scienza  ;  l'altra  ,Chenoi  diciamo ,  che 
ne!  fare  guditio  delle  cofe  della  Mufica ,  non  lo  douemo  dare  in  tutto  alh  fentimenti  : 
feraoche  fono  fallaci:  ma  fi  bene  accompagnarli  la  ragione  :conciofache  e/fendo  quefle  due  parti  tnfieme 
aggiunte  concordt ,  non  è  dubbio,  che  non  fi  potrà  commettere  alcun  errate ,  &  fi  farà  tlgiuditio  perfetto  . 
Incominciando  adunque  dalla  prima  dico ,  che  colui ,  ilquale  defidera  di  venire  a  quella  perfettione  delle 
cofe  della  Mufica,alla  quale  fi  può  arriuare,&  di  vedere  tutto  quello,che  ne  èpermeffo  in  cotale  Scienza,  fa 
dtbt[òguo,che  habbia  in  fé  molte  cofe;  accwche facilmente  poffa  venire  in  cognitione  di  quelle,  che  fono  a  molti 
occulte  in  quetta.facultà,  fenza  l 'altrui  mezo  ;  delle  quali  quando  vna  ne  mancaffe ,  non  fi  potrebbe  fperare, 
chepoteffe  arriuare  a  qttelfegno,  doue  hauea  dffegnato .  La  onde  è  da  fapere ,  che  e/Jendo  la  Mufica  fetenza 
Jubalternata  alla  ^irithmetica;come  ho  dichiarato  nelCap.zo.della  Prima  parte  -.perche  le  forme  delle  Con 

fonanze 


Quarta 


344 

fonane  fono  contenute  [otto  alcune  proportioni  determinate ,  lequalt  fono  comprefe  ne  i  Numeri  ;  per  potere 
bauer  la  ragione  di  tutti  quelli  accideti,cbe  accafcauo  intorno  di  effe, è  dibifogno,chefta  bene  ijìrutto  nelle  cofe 
dell'iAnthmetica  nel  maneg  aio  de  i  Numeri, &  delle  Proportioni;oueramete ,che  -udendo  da  quejle  mie  fa- 
tiche imparare  quelle  cofe , che  fono  folam  ente  dibilbgno  a  tale  neaotio, almeno  fappia  il  mauea  aio  de  i  Nume-< 
ri  mercatantefcìn;  accwcbe  yenendo  aU'yfò  delle  Proportioni, poffa  bauer  facilmente  quello ,  che  de  fiderà .  Et 
perche  le  ragioni  de  i  Suoni  nofì  poffono  faperefe  no  col  mexp  de  i  Corpi  fonon,che  fono  quatità,  che  fi  puh  di- 
uidere;&  fono  yeramente  quelli;  che  danno  la  Materia  delle  confinante  ;  pero  fa  dibifogno ,  chefia  iftrutto 
nelle  cofe  della  Geometria  ;  oueramente ,  chefappia  almeno  adoperar  bene  il  Compaffo ,  o  Stfìo  nel  dimdere 
•yna  linea  ;  &fappia  quello,  che  importi  yn  Punto ,yna  Linea;  fia  ritorta,  onero  dritta  ;  yna  Superficie,  yu 
Corpo,  &  altre  cofe  finali,  che  appartengono  alla  Quantità  continoua  ;  acaoche  nelle  fue  ffeculatiom ,  pofft 
con  più  facilità  hauer  t 'aiuto  da  quejìa  Scienza ,  nel  diuidere  qualfi  yoglia  Quantità  finora .  Debbe  anco,  fé 
non  perfettamente, almeno  mediocremente  faper  fonare  di  Monochordofl  <sfrpichorde;  &  quefìo:  perche  è  il 
più  {labile,  CÌ7"  il  più  perfetto  negli  accordi  di  ont' altro  finimento  ;  acciocht  poffa  da  quello, hauer  coarntione 
degli  interuallifonon,&  dijfonanti  ;  £7»  poffa  ridurre  alle  yolte  in  atto,  &  far  prona  di  quelle  cofe,  che  ogni 
giorno yà ritrouando di nuouo; per fapere inuejìigare conia prouain mano le  pacioni  de  i  Numeri  [onori. 
Ma  quefìoprefuppone,  chefappia  accordare  perfettamente  cotale  ifìrumento;  &  che  habbia  perfttto  l'ydtto; 
dccioche  y  olendo  inuefìigare{comt  accade  aUeyolte~)molte  differenze  de  gli  tnterualli;  poffa  far  ojuditio  per- 
fetto, jen^a  commettere  errore;  &  yolendo  accordare  ogn  altro  iflrumento,fappia  quello,  che  lufoanafarc . 
Fa  dibtfogno  etiandio ,  che  fu  iftrutto  nell'yurte  del  cantare  principalmente ,  &  nell'arte  del  Contrapunto  , 
ouero  Coporre,&  che  ne  habbia  buona  intelltaenza;  acciochefappia porre  in  atto  tutto  allorché  occorre  nella 
Mufica,  &  fappia  farne  piuditto  ,fèe  riufcibile,  ouero  non  [perctoche  il  porre  m  ejjere  le  cofe  de  Ha  Mufica, 
non  è  altroyeramente  ,che  li  ridurle  nel  loro  yltimofne,  &  mila  loro  perfettione  ;ft  come  intrattiene  etian- 
dio  nell'altre  yArti,&  nell'altre  Sciente, che  hanno  in  sé  quelle  due  parti,  cioè  la  Speculatala,  &  la  Prattt- 
ca;come  è  la  Mediana .  Laffarb  bora  di  dire  per  breuità,  d;  quanto  commodo  lipcffa  e  fiere  la  coo-mtione  del- 
l'altre Scienze;  prima  della  Grammatica,  per  laqualefi  ha  perfetta  cogtntione  delle  lingue,  per  potere  inten- 
dere d  fintamente  gli  autori ,  che  trattano  di  efja  ;&  per  voler  fcriuere  di  ejfa  alcuna  cofa  :  &  anco  perche 
alle  yolte  fi  legge  alcune  Hiflone ,  nelle  quali  fi  ritrcua  molte  cofe,chefono  digrande  aiuto ,  &  danno  gran 
de  lume, yolendo  effatamente  hauere  cognttione  delle  cofe  dt  cotal faenza .  La  Dialettica  poi  è  di  arande  <no- 
uamento;  per  poterne  ragionare,^  di/correre  con  buoni  fondamenti .  La  Jìhetorica  quanto  poffa  effereytik  zj? 
olii  Studwft  di  quefla  Scienza,  per  potere  efprimere  con  ordine  i  loro  concetti  ;  &  l'effere  tflrutto  nelle  cofe 
della  Scienza  naturale  Jaffarh  giudicare  ad  ogn'yno  ,chehabbtapuntodi  giuditio:  poi  che  non  folamente 
èfottopofla  alla  Scienza  mathematica  :  ma  anco  alla  Filofofia  naturale;come  altroue  ho  dichiaratone  nel- 
l'altre faenze  ancora:  perctoche  yeramente  non  li  puh  [e  non giouare .  Et  fé  bene  il fuo  fine  confifìe  nella 
operatwne ,  cioè  nelieffer  ridutta  in  atto  ;  0-  che  l'Vdito,  quando  è  purgato ,  non  poffa  efferc facilmente  de- 
fraudato daljuono  ;  tuttauia  poffono  occorrere  alle  yolte  alcune  cofe ,  che  l'huomo  (  ejjendo  priuo  di  alcuna 
delle  nominate  co[e ,  che  fanno  grande  ytile  a  conofcére  le  cagioni  di  effe  )  refìa  grandemente  ingannato . 
Volendo  adunque  acqutflare  la  perfetta  cognitione  della  Mujtca ,  è  dibifogno ,  che  fa  dottato  di  tutte  quede 
cofe  ;  perctoche  qualunque  Tolta  haurà  dibtfoano  di  alcuna ,  tanto  meno  potrà  arrtuare  a  quel  grado ,  che  lui 
defederà  ;  &  con  tanta  maggior  diffcultà  li  potrà  arnuare ,  quanta  maggiore  farà  la  ignoranza  delle 
cofe  nominate ,  che  fono  di  maggiore  importanza ,  &  più  necefjane . 

Della  fallacia  de  i  fentimenti;&  ichc'J  giuditio  non  fi  de  fare 
iolamentecol  loro  mezo:  ma  fi  debbe  accom- 
pagnarli la  ragione.        Cap.   3<f, 

T  fé  bene  appreffo  li  Filofofi  quefla  propofttione  fu  molto  famofa ,  che'l  Senfo  intorno  al 
propiu  fenfibile ,  ouero  oggetto propio  mai  erra;  tuttauia  fé  tale  propofttione  i'intendefft 
femplicemente ,  come  le  parole  fuonano, alle  yolte  farebbe  falfa  :  Imperoche  il  propio  or- 
o-etto fi  pialla  in  due  maniere,  Prima  per  quello ,  che  da  altro  (entimento  non  è  comprefo, 
O-perfefìefjo  muta  ilfenfo ,  &  contiene  fatto  dije  tutte  quelle  cofe,cheperje fi effe  fono 

comprefe 


Parte.  345- 

comprep  folamete  da  quel  [enfi;  come  il  Colore, o  Iti  Copi  vipbile,  che  e  propio  oggetto  del  Vedere;  &  il  Suo- 
no, che  è  oggetto  propio  dell'vdito  ;  &  co  fi  degli  altri;  come  ho  dichiarato  nel  Cap.  7  1 .  della  Terza  parte  : 
Dipoi  per  quello ,  che  per  sé  muta  ilfenfo ,  &  non  può  ejfere  fentito ,  0  comprefo  da  altro  [enfi .  Di  maniera 
che  lafpecie  contenuta fotto  il  propio  oggetto  prefo  al  primo  modo ,  è  detto  Propio  fenpbileffi  come  la  bian- 
chezze^4 la  negrezza  :  effendo  che  mutano  il  vedere,  imprimendo  in  ejjb  lafuaffecie ,  &  non  è  compre- 
fa  per  sé,  [e  non  dal  yedere  ;  &  cofi  s'intende  delle  ffecie  de  i  Suoni,&  dell'altre  cofe .  La  onde  quantunque 
il  Senfo  non  erri  intorno  all'Oggetto  propio  nel  primo  modo;può  molto  bene  errare  nel  fecondo  :  majìimamen 
te  non  fi  trouando  quelle  condtttonì,  chef  ricercano  ;  cioè  che'l  Senfo  fa  debitamente  propinquo  all'Oggetto  ; 
che  l'Organo  fa  debitamente  difyojlo  ;  &  che'l  Mezofìa  puro,  &  non  deprauato .  Et  fé  bene  non  erraffe 
(  come  intende  il  Filofofo)intorno  al  propio  oggetto  al  fecondo  modo,flante  le  conditioni già  dette,  può  nondi- 
meno errare  intorno  al  Soggetto  dellipropij  oggetti  fènfibili ,  cioè  intorno  il  luogo ,  &  douefia  pojlo  :  perciò- 
che  queflo  non  appartiene  al  pentimento  eflenore  :  ma  allo  interiore,  fi  come  è  la  virtù,  0  potenza  cogitatiua, 
laquale  è  la  più  nobile  tra  le  potenze  fenfitiue  ;  per  ejfere  più  d'ogn  altra  "vicina  all'intelletto .  Et  ciò  ho  -voluto 
dire  :  percioche  molti  credeno,  che  Intuendo  hauute  le  Scienze  origine  dalli  fentimenti ,  noi  douerefimo  mag- 
giormente preftare  a  loro  fede ,  che  ad  ogn 'altra  co  fa  :  effendo  che  non  fi  poffono  ingannare  intorno  a  i  loro 
propij  oggetti .  Ma  veramente  coloro  fono  grandemente  lontani  dalla  verità ,  credtndop ,  che  nonfpoffa 
errare  :  Percioche  fé  bene  è  vero, che  ogni  fetenza  habbia  hauuto  principio  da  loro  ;  tuttauia  non  hanno  da  efii 
acqmflato  il  nome  di  faenza,  &  da  loro  non  fi  ha  hauuto  la  certezza  di  quello ,  che  fi  ricerca  nella  faenza  : 
ma  fi  bene  dalle  ragioni,  &  dalle  dimoflrationi fatte  per  via  delli  fentimenti  interiori  ;  cioè  per  opera  dell'in- 
telletto, che  è  ild.ip.orfo .  Effe  l'intelletto  può  errare  alle  volte  decorrendo, come  veramente  erra;quanto  mag 
viormente  potrà  errare  ilfenfo  ?  La  onde  dico,  che  ne  il  Senfo  fenza  la  ragione ,  ne  la  Ragione fenza  il  fenfo 
potranno  dare  buongiuditio  di  qualunque  oggetto  pientipco  :  ma  fi  bene  quando  quefle  due  parti  faranno  ag- 
giunte infieme .  Et  che  ciò  fa  vero,  lo  poterno  conopere  facilmente  da  queflo  ;  che  fi  noi  vorremo  diuidere  p- 
lamente  colmezo  ddSenfo(per  dare  vno  effempio)alcuna  cofa  in  due  parti, lequali  pano  equali;  mai  lapotre 
mo  diuidere  perfettamente .  Et  fé  pure  auenifje ,  che  dopo  fatta  la  dmiponefuffero  equali  ;  ciò  farebbe  fatto  a 
cap,  &  non  potrefiimo  mai  effer  certi  di  tal  cofa,  fé  nonpfaceffe  altra  prona .  Et  tanto  più  difficile  farà  orni 
diuipone  fatta  in  cotal  modo ,  quante  più  parte  vorremo  fare  della  cofa,  chef  haurà  da  diuidere ,  Et  p  bene 
(  come  ho  detto  ancora  )  tali  diuipom  piffero  fatte  fecondo  il  propopto  ;  tuttauia  l'intelletto  mai  p  potrà  ac- 
chetare ,pnoa  tanto ,  che  la  ragione  non  li  moflri  ciò  effer  fatto  bene  ;  &  queflo  auiene ,  perche  il  Senfo  non 
può  conofeere  le  minime  differenze,  chef  trouano  tra  le  cofe  :  effendo  che  dal  troppo ,  &  dal  poco  refla  con- 
fufo,&  fi  corrompe  anco  ;  comep  comprende  del  pentimento  dell'Vdito  intorno  li  Suoni,  che  dalla  prandezs 
za,  cioè  da  qualche  grande flrepito  è  offefo;&  della  piccolezze  fi  quantità  minima  non  è  capace .  Però  adun 
quefarà  dibi forno  di  vna  penfata  ragione  ,per  ritrouare  fintili  differenze  ;  comep  vede  ;  che  fé  da  vn  monte 
grande  di  grano  pi  leuaffe  venticinque,  onero  cinquanta  grani ,  il  Vedere  non  farebbe  capace  di  tal  quantità , 
che  è  quap  infenpbile ,  rijpetto  al  monte  ;p  come  non  potrebbe  anche  far  giuditio  alcuno  ,fe'l  p  aggiun<reffe 
il  predetto  numero  di  grani  a  talmonte;  onde  volendo  conofeere  tal  cofa,  bifognarebbe  procedere  altramente, 
che  per  via  del  fenfo .  ilpmtle  veramente  intrattiene  intorno  li  Suoni ,  che  quantunque  Cvdito  non  poffa  er- 
rare al  primo  moflrato  modo ,  nel  giudicare  gli  infermili  confinanti  dalli  dtffonanti  ;  tuttauia  ilfuo  vfpcio 
non  è,di giudicare  quanto  lì  vno  fia  lontano  dall'altro  fecondo  il graue ,  &  lo  acuto  ;&  di  quanta  quantità 
fvno  fuperi,opafuperato  dall'altro  :  effendo  che  fé  nonpoteffe  errare  intorno  cot  ali  cofe;  veramente  in  vano 
fi  adoperarebbeno  le  ritrouate  mtfure,  gjp  //  ritrouatipep,  &  altre  coppmili .  Ma  veramente  non  furo  - 
no  ritrouate  in  vano  ;  percioche  gli  antichi  Ftlofop  conobbero  molto  bene  ,  che'l  pentimento  intorno  a 
ciòpoteua  wgannarp .  Dicemo  adunque ,  che  quantunque  la  faenza  della  Mupca  habbia  hauuto  origine  dal 
fenfo  dell'udito;come  nel  Capitolo  Primo  della  Prima  partep  è  detto;  (9*  l'vltimafua perfettione,  &fine  vl- 
timopa  di  ridurla  in  atto,&>  di  efJercitarla;ancora  che'l  Suono  pa  il  propio  fènpbile,ouero  oggetto  dell'adi- 
to; non  èperciòda  dar  queflo  vfpcio  digiudicare  al pentimento  piamente  nelle  cofe  de  i  Suom,&  delle  Voci  : 
ma  li  douemo  accompagnar  fempre  la  ragione.  Ne  menop  debbe  dare  talgiuditio  tutto  alla  ragione  laffando 
da  parte  il  fenfo  :  percioche  l'vno  fenza  l'altro  potrà  fempre  ejfere  cagione  di  errore. Douendo  adunque  hauere 
cognitione  perfetta  delle  cofe  della  Mupca,non  baftarà  riportarp  alpnfi  ;  ancora  che  alcuno puff  e  di  ottimo 

giuditio: 


He 


Q 


uarta 


giudtt'w  :  ma  fi  debbe  cercare  di  intteflig.n,e>&  di  conofcere  il  tuttofi  maniera,  che  L  rao-'wne  non  fi  a  di/cor- 
dante dalfenfo,  neilfenfo  dalla  ragione,  C-7*  allora  il  tutto  flarà  bene .  Ma  fi  come  a  fare  queflo  mudino  nelle 
cofe  delia  Scienza  fa  dibifogno,che  concorrano  cjtiefìe  due  ccfe  infieme;  coffa  dtbifi)tno,che  colui,ilquale  yor- 
ràgiudicare  alcuna  cofa,che  apparteghi  all'arte,  habbia  due  parti;  Primarie  fa  pento  nelle  cofe  della  fcien 
sy;  cioè  della  fpeculatwa,  dipoi  anche  in  quelle  dell'arte ,  che  confile  nella  prattica  ;  &•  bifiotna  che  fappia 
comporre  :  Imperoche  ninno  potrà  mai  drittamente  giudicare  quella  cofa,  che  lui  non  conofce  :  anziè  neceìfa- 
rio,  che  non  conofcendola  la  giudichi  male .  La  onde,  fi  come  duo  ilqualefa  folamente  dotto  nella  parte  della 
Medicina  detta  7  heorica,  non  potrà  mai  far  (riuditio  perfetto  di  yna  egritudine ,  [e  non  hauerà  pò  fio  mano 
alla  Prattica;  onero  potrà  fempre  errare  ,confidandof  folamente  nella  Scienza  ;  cof  il  Muf  co  pr attico  felina 
la  ffeculatiua;  onero  lojjieculatiuofenza  la  prattica,potràfimprefare  errore ,&  far  cattino gtuditio  delle  co 
fi  della  Mufca .  Onde  fi  come  farebbe  cofapazj^a  ilfidarf  di  vii  Medico,  che  non  hauefe  [una  ,  &  l'altra 
delle  cofe  nominate  aggiunte  ìnfeme;  cof  farebbe  yeramente  ballurdo,  &  pazzo  colui ,  chef  yolejfe  fidare 
delgiuditio  di  tuo,  chefuffe  folamente prattico;  onero  hauefe  datto  opera flamente  alla  Theonca .  Queflo 
ho  uoluto  dire ,  perche  f  trouano  alcuni  di  fi poco  giuditio,^  tanto  temerar'q,&  prefontuofr,che  quantunque 
non  habbiano  alcuna  di  quefle parti,  -vogliono  far giuditto  di  quello,  che  non  conofcono .  Et  fono  alcuni  altri , 
che  per  loro  trifla  natura,per  moflrare  di  non  effere  ignoranti,  biafmano  tanto  le  buone,  quanto  le  tnjìe  fati- 
che di  oo-nvno .  alcuni  altri  fono,che  non  hauendo  negiuditw,ne  cogmtionejegucno  quello, che  piace  al  yol- 
po  ignorante  :  &  tallora  della  fufficienza  di  alcuno  vogliono  far giuditio  dal  nome, dalla  natione,  dalla  patria, 
dalla  ferititi), che  tiene  con  alcunt,&  dalla  perfona  :  Che  fé  lo  effere  eccellente,  &  raro  in  yna  profifiione  con- 
fifleffe  nel  nome, nella  natwne, nella  patria,  nella  ferititi!, nella  perfona,&  in  altre  cofe  fmili;  io  credo  per  cer- 
to, che  non  paffarebbe  molti  anni, che  non  fi  trouartbbe  htiomo ,  chefuffe  ignorante  :percioche  ciafcun  padre 
aprirebbe  gli  occhi  in  cctal  cofa,&  farebbe  tutto  quello, chefuffe  pofiibde,per  hauere  figliuoli  fegnalati  in  qua- 
lunque profejlione  :  efendo  che  non  fntroua(come  mipenfo)  padre, che  non  habbia  queflo  dejiderio  natura- 
le, che  i  loro  figliuoli  fi ano  fuperiori  a  ciaf  uno  in  qualunque  faenza  ,&  in  qualunque  profitti 'ione .  Ma  intiero 
fi  yede  il  contrario  ;  che  clone  fino  natigli  huomini  grandi ,  &famofi  di  alcuna  profifi 'ione ,  i  quali  fono  fati 
pochi,rifpetto  al  numero;  yifono  nati  le  migliaia,^  migliaia  di  huomini  ofcuri,  ignoranti, gofli,&  pazzi  >' 
come  difcorrendof  potrà  yedere  .  Queflo  ho  yoluto  direfercioche  tanto  yale  alle  yolte  ynpublico  o-rido,  &* 
ima  fama  publica,  non  folamente  appreffo  gli  huomini  di  qualche  giuditio;  che  cotalcofafà,  che  ninno  ardifce 
di  dire  contra  la  commune  opinione  (  quantunque  la  comprendmo  alle  Tolte  effere  euidentif  imamente f/tlfit  ) 
cofa  alcuna;  anzi  lofi  tacere ,  &  ftarffoffejo  <&■  mutolo .  Et  per  dare  qualche  efjempio  accommodato  di 
queflo,  mi  ricordo,  che  tergendo  yna  fiata  nel  Secondo  libro  del  Cortigiano  del  Conte  Balde  farà  Cafli<rlwne, 
ritrouat,che  effendo  appre fintati  nella  corte  della  S .  Ducheffa  di  Vrbino  alcuni  yerf  fitto 7  nome  del  San- 
tiazaró,tutti  li  «indicarono  per  molto  eccellenti^  li  lodarono  fiomm amente  ;  dipoi  faputo  per  cofa  certa,  che 
erano  flati  compofli  da  yn 'altro,  fubito  perfiro  la  riputatane  &  furonogiudicatt  meno  che  mediocri .  Simi- 
gliant emente  ritrouai,  che  cantando  fi  mprefentia  della  nominata  Signora  yn  motetto,  non  piacque,  ne  fu  ri- 
putato nel  numero  de  i  buoniflno  a  tanto,  che  ncnffippe,  che  la  compoftione  era  di  lofquino .  Ma  per  mo- 
flrare anco  quanto pofja  alcune  yolte  la  mali<rmtà,&  la  ignoranza  infieme  de  oli  huomini,  mtfomene  hora 
alla  memoria  quello,  che  molte  fiate  ho  ydtto  dire  dall' Eccellentif imo  Adriano  Viullaerte,  che  cantandof  in 
Roma  nella  capelli  del  Pontefice  quafi  o^nifefla  di  noflra  Donna  quel  motetto  a  fei  yoci ,  Verbum  bonum, 
&•  filane  Solili  nome  di  lofquino;  era  tenuto  per  yna  delle  belle  compoftioni ,  che  a  quei  tempi  fi  cantafe  : 
eljendo  lui  yenutodi  Fiandra  in  Italia  al  tempo  di  Leone  Decimo, et  ntroiiandof  in  luoo-o  ,oue  fi  cantatta  co- 
tal  motetto,  yidde  che  era  intitolato  a  lofquino;  &  dicendo  lui, che  era  il  fuo, come  era  yeramente;tanto  y al- 
fe la  malio-nità,  onero  (  dirò  più  moderiamone)  la  ignoranza  di  coloniche  mai  più  lo  yolfero  cantare.  Di  co- 
fi  oro,  che  fono  fenza  alcun  o-iudttiofog  °tunge  in  quello  ifieffo  luoo-o  il  Conte  Baldeffara  yn  altro  ef  empio  di 
yiw,che  beuedo  di  imo  lileflo  yino,dtceua  tallora, che  era  perfetti fiimo,?^  tallora  ìnfiptdftrno-.percioche  oli 
traperfiiafi,  che  erano  di  due  forti  di  ymo .  Veda  hora  ognuno, che' Ifriuditio  non  è  dato  a  tutti;  <£?*  da  que- 
flo tmpan,  di  non  effer  cof  precipito f  nel  lodare,  o  biafmare  alcuna  cofa,  cof  nella  Mufca,  come  etiandio  in 
ci afehedun 'altra  Scienza,  onero  <Arte;  poi  che  per  tante  cagioni;  come  fono  molti  impedimenti  ,  che 
poffono  occorrere  ,&  molte  cofe ,  delle  quali  non  fi  può  fapere  le  loro  cagioni  ;  il  giudicare  è  cofa  molto 

difficile, 


Parte.  347 


difficile ,  &  perkolofo  ;  tanto  più ,  chef  trottano  diuerf  appetiti  ;  di  maniera  ,che  quello,  che  piace  ad  yno 

non  piace  all'altro  ;  &  dìlettandofi  cojìui  di  -vnharmoma  dolce ,  &  Joaue  ;  quello  poi  la  vorrà  alquanto 

più  dura  ,  &  più  afpra .  Ne  per  ydire  fimili  giuditij,  li  Mufici  fi  dtbbeno  disperare,  fé  bene  anco  i/dif- 

fero  coftoro  biasimare  &  dire  orni  male  delle  loro  compoftioni  :  ma  debbeno  piotar  animo,  &  confort  arti; 

poi  che  il  numero  de  quelli, che  non  hanno  giuditio,  è  quaf  infinito;  &  pochi  fi  ntrouano  effer  quelli,  liqua- 

li  non  giudichino  ,di  effer  de<nii  da  efere  annumerati  tra  gli  huomini  prudenti  ,&  nudiiiof. 

•afflai  cofe  f  potrebbe  dire  oltra  di  queflo  :  ma  perche  mi  accorgo  di  hauere  [òpra 

tal  co/a  hormat  detto  più ,  che  forfè  non  fi  conueniua  ;  però  rendendo 

(rratie  a  DIO  lar<rhi(ìimo  donatore  di  tutti  li  beni 

b  1  ■  r   < 

a  tate  ragionamento  faro 

FINE. 


**7-.